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ordinario, o annullata dal giudice amministrativo

- instauratasi nella separazione dei poteri (connaturato, non esplicitato), dall’instaurazione dello Stato di diritto

(esecutivo legalizzato dal Parlamento) necessità di una legge che autorizzi l’adozione del regolamento (fonte

secondaria): c’è sempre una legge a fondamento di ogni atto della p.a. (pubblica amministrazione)

Il principio di legalità può essere semplicemente formale (base legale al potere parlamentare), o sostanziale (detta

anche i princìpi che la fonte secondaria deve rispettare) una recente sentenza della C.C. (n°115 del 2011) sembra

affermare il principio di legalità sostanziale

Il rispetto del principio di legalità è sempre richiesto: ma in senso sostanziale? Secondo una parte della dottrina

riserva di legge

sarebbe richiesto solo in determinati casi, ovvero quando vige una = rinvio alla legge sui diritti

fondamentali RISERVA DI LEGGE 

Nella Costituzione spesso è presente un rinvio alla legge (sui diritti fondamentali) riserva alla legge alcune materie

di una certa importanza (Parlamento = espressione diretta del voto popolare)

Art.13: la legge fissa dei limiti per evitare decisioni arbitrarie della p.a; a garanzia dei diritti per il cittadino (valenza

positiva) + obbligo della legge di disciplinare la materia (valenza negativa)

- Riserve assolute = coprono le materie importanti; la Costituzione esclude l’intervento della fonte secondaria

(diritti inviolabili: Art. 13)

- Riserve relative = la legge detta i princìpi di base della materia + scelte ulteriori destinate alla fonte

secondaria (art. 23) principio di legalità sostanziale

Le riserve di legge possono anche essere semplici o rinforzate = il legislatore spiega il modo/contenuto (art. 16) e la

procedura della riserva di legge (Art.8,16) limiti costituzionali cui va incontro il legislatore; più vincolante.

La riserva di legge fu pensata in senso formale, riferita cioè unicamente alla legge parlamentare (in senso rigoroso e

dottrinale) l’evoluzione storica e il ricorso a fonti primarie diverse dalla legge parlamentare hanno cambiato la

concezione formale della riserva di legge soddisfatta anche da fonti primarie diverse dalla legge (decreti legge, leggi

regionali,…)

Oggigiorno è intesa in senso formale solo se espressamente dichiarato nella disposizione (“le Camere con legge” o

“con legge de Parlamento”) il Parlamento controlla il Governo: rapporti tra legislativo ed esecutivo (Art. 60, 77, 81)

CRITERIO DI COMPETENZA

Prevale la fonte competente (fonti diverse sullo stesso piano)

Sono dette “fonti viziate per incompetenza” quelle fonti che eccedono nell’ambito di competenza di un’altra fonte

(accertamento di invalidità)

Ambiti di competenza:

a. Regolamenti parlamentari

Per difendere l’autonomia e l’indipendenza parlamentare, la Costituzione riserva a ciascuna Camere la facoltà

di decidere e regolare il proprio regolamento interno (formazione delle leggi, controllo del Governo,…) il

regolamento è approvato a maggioranza assoluta dai componenti delle Camere (art. 64,I) 

Sono fonte primaria (al pari della legge, ma solo gli atti normativi regolano gli ambiti materiali), ma non

possono essere oggetto del sindacato di legittimità costituzionale (sentenza n°154 del 1985): una sfera di

competenza su cui la C. Costituzionale non può intervenire anche se oggigiorno secondo molti studiosi

questa insindacabilità andrebbe superata

b. Leggi statali e regionali

riforma costituzionale del 2001

La ha mutato confusamente l’art.117 che prevede la ripartizione

legislativa tra Stato (competenza specifiche) e Regioni (materie restanti)

- Art. 117, II = competenza esclusiva statale

- Art. 117, III = competenza concorrente (princìpi fondamentali allo Stato, i dettagli alle Regioni)

- Art. 117, IV = competenza residuale regionale (poche materie rimanenti)

Sono presenti varie materie trasversali (zone incerte in cui si sovrappongono in ambito di competenza) dal

punto l in poi si allontana dal modello federale in quanto alle Regioni rimane poca autonomia

In caso di eccessi di competenza, ci si rivolge alla Corte Costituzionale tramite due ricorsi perfettamente

paralleli ed eguali RICORSO DELLA REGIONE

RICORSO DEL GOVERNO Se una legge statale o di

Se una legge regionale eccede in un’altra regione eccede

competenza (entro 60 gg)

(entro 60 gg dalla pubblicazione dell’atto) Verticale = poteri dall’ente più vicino al

cittadino (Comune, Provincia,

Regione,…)

Art. 118 sul principio di sussidiarietà (dopo la riforma del 2001): Orizzontale = lo Stato si avvale del

nucleo sociale per soddisfare i bisogni

Sentenza n°303 del 2003: la C. Costituzionale riconosce allo Stato del cittadino (il più vicino)

il potere di attività legislativa, se le Regioni non riescono a

esercitare date funzioni ulteriore minaccia alla libertà ed

autonomia delle Regioni (lo Stato attrae a sé anche la funzione legislativa ed

amministrativa regionale per esigenza di unitarietà)

c. Direttive della comunità europea

Sentenza n°170 del 1984: nelle materie in cui l’Unione europea emana regolamenti comunitari o direttive

dettagliate direttamente applicabili il diritto comunitario viene applicato direttamente e la fonte italiana

retrocede CRITERIO CRONOLOGICO

La stessa fonte può modificare se stessa si preferisce la fonte più recente, mentre quella precedente viene

abrogata: ossia limitata nel tempo (vale solo per gli atti avvenuti prima della fonte recente)

Per applicare il criterio cronologico occorre che le due disposizioni siano:

a) Contrastanti (contenuto incompatibile)

b) Di pari gerarchia o competenza (altrimenti prevarrebbe la fonte più competente o superiore)

c) Di diversa cronologia (altrimenti per risolvere il contrasto si usa l’interpretazione)

L’abrogazione può essere:

- ESPRESSA: dal legislatore

- TACITA: per incompatibilità deducibile

- IMPLICITA: la nuova legge disciplina l’intera materia regolata dalla legge precedente

Principio di irretroattività (espressivo di una civiltà giuridica, a tutela della certezza dei rapporti)

la legge abrogata rimane valida solo per i rapporti avvenuti prima dell’entrata in vigore della nuova legge (le leggi

dispongono per l’avvenire) una norma abrogata dichiarata incostituzionale non può più essere applicata, nemmeno

ai casi più antichi di essa 

L’Art. 11 delle Preleggi contenente detto principio, è una fonte di rango primario (legge ordinaria) sono ammesse

deroghe con cui una legge può prevedere la propria retroattività in deroga al principio generale

Le leggi retroattive sono sottoposte ad uno stretto scrutinio di ragionevolezza = ragionevole giustificazione (sent. n°78

del 2012) esempio: leggi di interpretazione autentica

- Legittime = se, in caso di incertezza interpretativa, attribuisce alla disposizione uno solo dei suoi possibili

significati

- Illegittime = attribuiscono un nuovo significato alla disposizione senza una ragionevole giustificazione (sent.

n°103 del 2013), o interferiscono con i procedimenti in corso (sent. n°78 del 2012) violano la riserva di

giurisdizione (il legislatore si fa giudice) 

Art. 25 II Cost = si è punibili solo per leggi in vigore prima del fatto commesso i reati e le pene devono essere

preventivamente conosciuti dal cittadini (condizione necessaria per la libera autodeterminazione personale)

ignoranza della legge non scusa, purchè sia astrattamente possibile che tutti la conoscano

In materia penale, la retroattività è assolutamente vietata nei casi di MALAM PARTEM, ossia peggiore aggrava o

introduce un reato

La legge penale in BONAM PARTEM (che migliora, depenalizza il reato) è applicabile retroattivamente

 non si può essere puniti per una legge non più coincidente alle scelte politico-criminali del legislatore

COSTITUZIONE ITALIANA

Approvata nel 1947 ed entrata in vigore il 1 Gennaio 1948

Parametro supremo della legittimità dell’ordinamento giuridico

Norme precettive o norme programmatiche(= norme che richiedono attuazione legislativa (diritti sociali)) ?

Sent n°1 del 1956 = le norme programmatiche sono vincolanti parametro di legittimità costituzionale delle leggi

confliggenti con gli indirizzi programmatici in esse contenuti.

Inoltre orientano l’attività interpretativa dei giudici, i quali possono farle valere direttamente in giudizio

REVISIONE COSTITUZIONALE

(Art. 138 Cost.)

Il procedimento di revisione costituzionale è detto procedimento aggravato perché la Costituzione Italiana è una

Costituzione rigida, e necessita di un procedimento di revisione ad hoc

1) Prima deliberazione di Camera e Senato che necessita almeno la maggioranza semplice

2) Dopo non meno di 3 mesi, seconda deliberazione che necessita della maggioranza assoluta di Camera e

Senato (senza che siano state apportate modifiche al testo) 2

Se si è raggiunta la maggioranza assoluta senza arrivare ai - , entro tre mesi

3

dalla pubblicazione della legge può venir chiesto un referendum se ne fanno

domanda

Se la votazione ha 2

raggiunto almeno i 3 1

- dei membri di una Camera, o

5

della maggioranza, la - 500.000 elettori, o

legge entra in vigore - 5 consigli regionali

Se la maggioranza non la approva, la legge non è promulgata

LIMITI ALLA REVISIONE COSTITUZIONALE 

1) Art. 139 (forma repubblicana inderogabile) + Art.1 (repubblica democratica) sancisce l’inderogabilità delle

modalità di elezione del Capo dello Stato, e la forma di governo inderogabile a repubblica democratica

2) Vi sono ulteriori limiti impliciti riguardanti la democraticità (libertà di espressione ed associazione) i diritti

inviolabili sono costituzionalmente inderogabili (Art.2, Art.13, ss)

Sent n°1146 del 1988: esiste un nucleo di principi costituzionali supremi la cui eventuale lesione

comporterebbe l’uscita dell’Italia dall’UE (uguaglianza, autonomia territoriali,…) PROBLEMA: distinguere il

nucleo immodificabile da dalle disposizioni di contorno che sono rivedibili

3) Un altro limite implicito è l’ovvia impossibilità di abrogare l’intera Costituzione tramite l’Art. 138 (anch’esso

inderogabile) abuso del potere di revisione (potere che garantisce la longevità della Costituzione)

PROCEDIMENTO DEROGATORIO 

dell’Art. 138 all’esame del Parlamento per la modifica della II parte della Cost. Comitato Parlamentare per le

riforme costituzionali ed elettorali: disegno di legge approvato da entrambe le Camere in I deliberazione ed

approvato dal Senato in II deliberazione 20 senatori + 20 deputati (+ i 2 presidenti)

Prende in esame progetti di legge di revisione costituzionale degli articoli di cui ai titoli I, II, III e V della parte II della

Costituzione, nonché i progetti di legge ordinaria concernenti il sistema elettorale entro 18 mesi dall’entrata in

vigore della presente legge costituzionale

1) Il Comitato esamina i progetti di legge e trasmette ai Presidenti di Camera e Senato dei testi base (entro 6

mesi).

2) Ciascun senatore, ciascun deputato e il Governo possono proporre emendamenti rispetto ai testi base. Su di

essi decide il Comitato.

3) L’esame passa alle Assemblee, dove possono essere ripresentati gli emendamenti respinti dal Comitato o

quelli correlati alle parti eventualmente modificate dal Comitato.

4) La prima Assemblea conclude l’esame dei progetti entro 3 mesi dalla trasmissione.

5) Entro i successivi 3 mesi decide l’altra Assemblea.

Per i disegni di legge costituzionale, tra la prima e la seconda deliberazione di ciascuna camera non possono passare

meno di 45 giorni. Le Camere decidono a maggioranza assoluta nella seconda deliberazione.

Referendum:

Le leggi costituzionali approvate secondo il procedimento descritto possono essere sottoposte a referendum

costituzionale (secondo l’art. 138 Cost.) anche se approvate in seconda deliberazione a maggioranza dei due terzi dei

componenti di ciascuna camera.

N.B. questo procedimento derogatorio dell’art. 138 Cost. si applica solo per l’approvazione dei progetti di legge

indicati, e il Comitato cessa di esistere una volta che essi siano stati approvati o in caso di scioglimento delle Camere

FONTI PRIMARIE

Legge ordinaria statale e regionale, atti aventi forza di legge, regolamenti parlamentari, (riserva di legge)

LEGGE ORDINARIA

Atto deliberativo prodotto dalla deliberazione delle due Camere e promulgato dal Presidente della Repubblica (ex. Art.

70)

FASI DEL PROCEDIMENTO LEGISLATIVO (disciplina della Costituzione e dei regolamenti parlamentari)

1) Iniziativa = disegno di legge (su iniziativa governativa) o progetto di legge = documento redatto in articoli

proponibile da:

- Governo

- Un membro di una delle Camere

- 50.000 elettori (spesso ostacolati)

- Organi o enti ai quali è conferita da legge costituzionale

2) Approvazione = Commissione Competente (organo collegiale del Parlamento della Repubblica Italiana, cui

vengono assegnati i disegni di legge la composizione dei membri delle commissioni deve rispettare le

proporzioni tra i vari gruppi parlamentari) esercita la funzione e sceglie il procedimento da adottare

Art. 72 I = procedimento ordinario: prima esaminato dalla Commissione, poi dalla Camera che lo approva

Art. 72 II = procedimento abbreviato per i disegni di legge urgenti

Art. 72 IV = per alcune materie vi è una riserva di legge richiedente un procedimento ordinario

- Procedimento REFERENTE o ORDINARIO = all’interno della commissione vi è prima una discussione

generale e poi articolo per articolo con votazione degli eventuali emendamenti, e infine il testo viene

approvato insieme a una relazione finale che andrà discusso nelle Camere 

Il progetto di legge passa alle Camere dove avvengono di nuovo le tre letture tempi abbreviabili in casi di

urgenza 

- Procedimento DELIBERANTE o DECENTRATO = il procedimento si conclude in Commissione

procedimento reversibile: fino all’approvazione definitiva del testo, esso può mutare e il disegno di legge

essere rimesso alla Camere se ne fanno richiesta il Governo / 1/10 dei componenti della Camera / 1/5 della

Commissione + limiti materiali in cui non può essere adoperato (materie costituzionali ed elettorali,

delegazione legislativa, trattati internazionali, bilanci,.. riserva di assemblea

- Procedimento REDIGENTE = la Commissione consegna alle Camere, le quali approvano i singoli articoli e

procede alla votazione finale (ma non può emendare) alle Camere spetta solo l’approvazione finale

Serve a sgravare le Camere dalla discussione e approvazione degli emendamenti, decentrandoli in

commissione e riservando alle Camere soltanto l'approvazione finale procedimento intermedio rispetto

agli altri due.

3) Promulgazione = da parte del Presidente della Repubblica, entro 1 mese dall’approvazione (anche prima nel

caso di un urgenza) secondo l’art. 73

Il Presidente della Repubblica ha possibilità di veto sospensivo (Art. 74) = può chiedere una nuova

deliberazione delle Camere e un rinvio alla legge sulla legge è sovrano il Parlamento: se le Camere

approvano ulteriormente, le legge viene applicata

MODIFICA del potere di rinvio = il Presidente rinuncia a rinviare lavorando con gli uffici parlamentari per

evitare problemi di costituzionalità (modifica l’art. 74)

4) Pubblicazione = sulla Gazzetta Ufficiale 

FONTI ATIPICHE = caratterizzate da dissociazione tra forma ed efficacia forza passiva rinforzata (resistono

maggiormente all’abrogazione e alla deroga) Art. 79, 7, 8, 123

ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE

Forza :

- Attiva = abrogare o modificare leggi o atti equiparati

- Passiva = resistenza all’abrogazione o tentativo di modifica da fonti secondarie

Atti aventi forza di legge:

1) Decreto legge (Art. 77) in caso di urgenza e straordinaria necessità

2) Decreto legislativo (Art. 76) sulla base di una legge delega del Parlamento

3) Referendum abrogativo (Art. 75) democrazia diretta per abrogare leggi o atti aventi forza di legge

1) DECRETO LEGGE

Art 77 + legge n° 400 del 1988 art. 15

In casi di urgenza e straordinaria necessità per una situazione inaspettate ed imprevedibile, per volere del Governo

Approvato dal Consiglio del Ministri presentato al Presidente della Repubblica che lo emana e lo pubblica sulla

Gazzetta Ufficiale entra in vigore senza la vacatio legis

Entro 60 GIORNI deve essere presentato alle Camere per la conversione in legge altrimenti decade e perde efficacia

retroattivamente (decade ex tunc, non ex nunc: come se non fosse mai esistito)

In caso di approvazione IN ASSENZA DI URGENZA E NECESSITA’

- Il Presidente della Repubblica può rifiutarsi di emanare il decreto legge se la mancanza di presupposti è

manifesta (es: caso Englaro)

- Le Camere devono valutare i presupposti di necessità ed urgenza, e in caso di voto negativo viene annullato il

procedimento di conversione

- La Corte Costituzionale può agire sulla legittimità costituzionale ma solo dopo il procedimento di conversione

per questioni di tempo (incostituzionalità della legge di conversione)

ABUSI: 

a) Sent. n° 171 del 2007: la legge di conversione non sana i vizi del decreto legge la C.C. può dichiarare

illegittima la legge che abbia convertito il d.l. in mancanza dei requisiti dell’art 77 (atto viziato in quanto

mancano i presupposti) mancanza EVIDENTE e MANIFESTA (i vizi non evidenti possono essere sanati dalla

legge di conversione)

b) Sent. n° 22 del 2012: il Parlamento non può modificare il d.l. in fase di conversione se gli emendamenti inseriti

sono totalmente estranei all’oggetto/finalità del d.l. DECRETI OMNIBUS = d.l. con una disciplina, ma

assume altre caratteristiche in sede di conversione 

c) Sent. n° 360 del 1996: REITERAZIONE dei decreti legge adozione di un d.l. che riproduce il contenuto di un

d.l. con convertito (allungando i tempi massimi di 60 gg)

- altera la natura del d.l.

- stabilizza provvedimenti teorizzati come provvisori

- altera gli equilibri istituzionali (non è il Governo ad avere potere legislativo, ma il Parlamento)

La reiterazione va contro l’art. 77 e non è valida, a meno che il nuovo d.l. sia giustificato da nuove sopraggiunte cause

di evidente e manifesta urgenza Art.77 III: LEGGE DI SANATORIA = legge riservata alle Camere con cui si possono

regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti; per non lasciare senza alcuna disciplina un

evento verificatosi durante l’esistenza di un d.l. 2) DECRETO LEGISLATIVO

Art. 76 e art. 14 l. n° 400 del 1988

LEGGE DI DELEGA = atto con il quale il delegante conferisce un determinato esercizio di una funzione al delegato

(eventuali limiti e condizioni per il delegato) NORMA INTERPOSTA tra la Costituzione e il decreto legislativo: se la

Costituzione impone determinati contenuti alla legge delega, pretende che il decreto li rispetti; in caso contrario, il

decreto legislativo viola sia la legge delega che la Costituzione 

Con il decreto legislativo, il Parlamento può delegare il Governo all’esercizio della funzione legislativa libera scelta

del Parlamento (la delega non altera le competenze funzionali)

La legge di delega deve contenere almeno 3 elementi costitutivi:

a) OGGETTO: (materia, argomento) da disciplinare in modo definito non generico

b) PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI che indirizzano e delimitano il Governo a cui questo ultimo deve attenersi

(modalità di attuazione, idee di fondo)

c) TERMINE FINALE dell’adempimento della delega (o con una data fissa, o il Parlamento stabilisce un tempo di

decorrenza dall’entrata in vigore della legge delega) 

 Il potere delegato termina con l’emanazione del decreto legislativo anche se non ancora finito il termine a

meno che non sia prevista la possibilità di integrare il decreto legislativo con eventuali decreti legislativi

integrativi o correttivi (se espressamente prevista) 

 Se il d.lgs. non rispetta i contenuti della legge delega d.lgs. dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale

per violazione della legge delega

 In Parlamento le minoranze politiche (= opposizioni) non partecipano alla formazione del Governo ma

intervengono nella formazione della legge al Consiglio dei Ministri invece partecipano soltanto le forze

politiche di maggioranza, soffrendo di una parziale rappresentatività democratica 

TESTI UNICI = raccolgono e coordinano gli atti normativi esistenti di una determinata materia particolare tecnica

legislativa adottata dal Governo su delega legislativa; NON è una fonte del diritto

- Innovativi = nuova regolamentazione della materia (delegazione legislativa)

- Compilativi = coordinamento formale senza novità normative (delegazione legislativa)

 compilativi ed innovativi hanno forza di legge e si sostituiscono alle leggi preesistenti (abrogazione

implicita degli atti normativi esistenti nella data materia)

- Meramente compilativo = atto non normativo oppure atto normativo subordinato alle fonti in esso raccolte

 raccoglie sistematicamente le disposizioni vigenti di una materia (intento notiziale)

Perenne controllo e presenza del Parlamento sia PRIMA (nel caso di decreto legislativo, con legge delega), sia DOPO

(nel caso di decreto legge, con legge di conversione)

3) REFERENDUM ABROGATIVO

(Art. 75)

o Democrazia RAPPRESENTATIVA = i rappresentanti eletti decidono per i rappresentati, senza però vincolo di

mandato (Art. 67)

o Democrazia DIRETTA = decide il corpo elettorale (petizione popolare, referendum abrogativo Art. 75,

referendum eventuale Art. 138)

A livello statale esistono 4 tipi di referendum:

- Approvativo delle leggi costituzionali (Art. 138)

- Abrogativo delle leggi statali (Art. 75) unico ad assumere natura di FONTE DEL DIRITTO

- Consultivo in materia di variazione territoriale delle Regioni (art. 132)

- Di indirizzo come quello del 2 giugno 1946 (repubblica o monarchia)

Il referendum abrogativo è un atto avente forza di legge, capace solo di abrogare norme o atti aventi forza di legge

totalmente o parzialmente (non di crearne) su richiesta di 500.000 elettori o 5 consigli regionali

Procedimento disciplinato dalla legge 352 del 1970:

 

Viene proposto un quesito vengono raccolte le firme giudizio di legittimità da parte dell’Ufficio centrale per il

referendum presso la Corte di Cassazione che controlla le firme giudizio di ammissibilità presso la Corte

Costituzionale (legge n°1 del 1953)

Nel caso il referendum entri in vigore, la sua validità può essere posticipata per un massimo di 60 gg dal Presidente

della Repubblica per consentire l’adozione di eventuali interventi

E’ sottoposto a

 

limiti espliciti di ammissibilità (art. 75, c. 2, Cost.) alcune materie non possono essere soggette ad esso:

diritto tributario (materia fiscale) + amnistia ed indulto (materia penale) + ratifica trattati internazionali

 limiti ulteriori individuati dalla Corte costituzionale a partire dalla sent. n. 16 del 1978 in sede di giudizio di

ammissibilità. 

QUORUM PARTECIPATIVO di almeno il 50% + 1 degli aventi diritto di voto elemento di discussione (negli ultimi 20

anni mai raggiunto) ed usato come possibilità di bloccare il referendum con una astensione media del 20% (non votare

equivale a votare no)

La CORTE COSTITUZIONALE non ammette il referendum abrogativo quando la democrazia diretta tenta di trasformarsi

in democrazia partecipativa interpretazione estensiva aumentando le categorie non soggette a referendum (anche

le leggi di esecuzione dei trattati internazionali)

Nel 1978 i radicali proposero innumerevoli referendum con lo scopo di aumentare il favore popolare: vengono

introdotti 3 nuovi criteri di inammissibilità per cui non possono essere soggette a referendum abrogativo:

 

norme a contenuto costituzionalmente vincolato o leggi rinforzate le modifiche degli articolo 7 e 8 devono

essere accettate da entrambe le parti, quindi non operabili tramiti referendum (patto bilaterale)

 

leggi costituzionalmente obbligatorie (es: legge sull’aborto) sent. n° 35 del 1997

 quando i quesiti sono disomogenei o confusi

la raffica di referendum da parte dei radicali continua, ma diminuisce l’effetto di essi grazie allo scorporo della Corte

Costituzionale come l’interpretazione estensiva (criteri applicati in modo ambiguo)

REFERENDUM MANIPOLATIVO:

esempio referendum elettorali: il Parlamento non voleva mutare il sistema elettorale e inoltre il referendum del 1990

sulla legge elettorale del Senato venne dichiarato inammissibile perché la legge elettorale è costituzionalmente

necessaria all’abrogazione di essa va accompagnata un’indicazione del sistema elettorale preferibile, il risultato del

referendum deve essere applicabile 

Da referendum abrogativo a referendum POSITIVO e manipolativo la norma viene trasformata in modo che il

risultato dell’abrogazione sia una norma applicabile (es: da “maggioranza del 65% dei voti” a “maggioranza dei voti”)

È la stessa Corte Costituzionale a trasformare il referendum in manipolativo se l’abrogazione è parziale, il

referendum è inammissibile se la norma risultante non è chiara o completa profonda modifica all’Art. 75 (insieme

con i 3 criteri della sent n°16 del 1978)

FONTI DELLE AUTONOMIE TERRITORIALI

 REGIONI:

a) Statuti

- Speciali (adottati con legge costituzionale)

- Ordinari (riforma articolo 123)

b) Leggi

c) Regolamenti (approvati dalla Giunta o dal Consiglio, a discrezione della Regione)

STATUTI REGIONALI ORDINARI 

Gli statuti ordinari erano inizialmente introdotti in modo non rispettoso delle autonomie venne riformato: Art. 123

per le Regioni a statuto ORDINARIO: modifica e centralità degli Statuti con un ampio contenuto tipico + procedura

aggravata 

Contenuto = forma di governo + princìpi fondamentali (divergenze politiche) democrazia paritaria

Procedura = approvato a maggioranza assoluta con 2 deliberazioni intervallate minimo da 2 mesi (procedura

aggravata)

Il Governo può impugnare la legittimazione costituzionale dello Statuto entro 30 giorni + possibilità di un referendum

popolare su richiesta di 1/50 degli elettori o 1/5 dei Consiglieri Regionali

REGOLAMENTI REGIONALI

La legge cost. 22 novembre 1999 n°1 ha eliminato la competenza esclusiva del Consiglio regionale nell’adozione di essi

 spetta allo Statuto regionale stabilire se conferire la competenza di adottare regolamenti regionali a Giunta o

Consiglio (ogni Regione decide autonomamente)

Art. 117 VI la competenza regolamentare segue quella legislativa: lo Stato ha potestà regolamentare nelle materie

di competenza esclusivamente legislativa, la Regione invece nelle materie di competenza residuale lo Stato può

anche conferire con legge alle Regioni l’esercizio della propria competenza regolamentare

Ultimamente le differenze tra i due modelli si sono attenuate tutte le Regioni a statuto speciale hanno potestà

legislativa statuaria con riguardo alla forma di governo (simile a quella delle Regioni di diritto comune)

 PROVINCE

a) Statuti

b) Regolamenti

 COMUNI

a) Statuti

b) Regolamenti

FREGOLAMENTI GOVERNATIVI (o AMMINISTRATIVI) FONTE SECONDARIA

(Art. 17 legge 400 del 1988)

Deliberati dal Consiglio dei Ministri (per volere di uno o più Ministri), con il parere obbligatorio ma non vincolante

del Consiglio di Stato, in seguito vengono emanati dal Presidente della Repubblica

 Di esecuzione = eseguono le leggi o d. lgs. o regolamenti comunitari

 Di attuazione ed integrazione delle leggi e d. lgs aventi norme di principio

Poca differenza tra i due tipi che anticamente erano uniti quelli di attuazione hanno un maggior potere in

quanto eseguono norme di principio

 

Indipendenti = adottati in assenza di leggi è compatibile il principio di legalità?

 Di organizzazione = funzionamento delle amministrazioni pubbliche (presuppongono l’esistenza di una legge

preliminare)

 Delegati = fenomeno di DELEGIFICAZIONE: alcune materie passano dal livello legislativo primario a

secondario Art. 17 II l. 400 del 1988:

La legge detta la generalità della materia, introducendo una norma che permette l’abrogazione della legge tramite il

regolamento non è il regolamento stesso ad abrogarla (in quanto una fonte secondaria non può abrogarne una

primaria), ma è la legge di delegificazione che prevede l’abrogazione che si attuerà dall’entrata in vigore del

regolamento (il quale funge quindi da intermediario e da termine di inizio abrogazione)

La legge di delegificazione riqualifica la materia disciplinando che sarà regolata da un regolamento quando entrerà in

vigore questo ultimo 

La delegificazione differisce dalla DEREGOLAMENTAZIONE eliminazione della disciplina di una data materia

REGOLAMENTI MINISTERIALI

(fonte subsecondaria in quanto subordinati ai regolamenti amministrativi)

Art. 17 III l. 400 del 1988 il ministro ha la capacità di adottare/emanare regolamenti ministeriali alle materie di sua

competenza ed anche all’espresso previo conferimento con legge del relativo potere regolamento interministeriale

= quando la materia è di competenza di più ministri i quali detengono congiuntamente il potere ministeriale

Sono soggetti al parere del Consiglio di Stato e al controllo di legittimità della Corte dei Conti, e devono essere

comunicati al Presidente del Consiglio che può attribuire la decisione finale al Consiglio dei Ministri

FONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE (SUPERPRIMARIO)

 Generale: consuetudini internazionali generalmente riconosciute (norme generali) prodotte dall’usus

continuo e costante degli Stati + la convinzione che suddetto usus sia obbligatorio e vincolante

giuridicamente

Estese a tutti i membri della Comunità Internazionale

Art. 10 I: sono di rango ed efficacia costituzionale, adattate all’ordinamento interno in modo automatico

 

Particolare: trattati sulla base del principio di parità degli Stati (patti bilaterali) negoziazione + firma dei

rappresentanti degli Stati (vincolano solo gli Stati coinvolti) 

Sono soggetti a ratifica dal Presidente della Repubblica + ordine di esecuzione è necessaria l’autorizzazione

con legge della ratifica per le materie dell’Art. 80 (formula ampia)

Art. 117 I = potestà legislativa di (Stato e) Regioni nel rispetto della Costituzione e degli obblighi

internazionali + fonti comunitarie Corte Costituzionale sent n° 348 e 349 del 2007 = sono norme di

PARAMETRO INTERPOSTO la cui violazione viola l’art. 117

DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA (FONTE SUPERPRIMARIA)

Trattati istitutivi di adesione dell’Italia all’U.E. organi, ai quali i Trattati stessi affidano la competenza ad approvare

atti rivolti agli Stati membri. 

l’Italia ha ceduto una parte di sovranità affermando che le fonti comunitarie abbiano efficacia diretta Norma

fondante: Art. 11: necessità di una limitazione della sovranità in favore della Pace e della Giustizia fra le Nazioni

Art. 117 I (riforma del 2001) non è consentita deroga ai princìpi fondamentali costituzionali: CONTROLIMITI =

possibile sindacato alla Corte Costituzionale su legge di esecuzione del trattato

Fonti di diritto comunitarie dell’UE:

 Originarie (trattati istitutivi)

 Derivate (adottate dagli organi UE)

- non vincolanti

- VINCOLANTI:

1) Regolamenti generali ed obbligatori applicabili direttamente ( * )

2) Direttive che vincolano lo Stato il quale però è libero di adottare i mezzi che preferisce per raggiungere il

risultato obbligatorio imposto da esse, MA se sono precise chiare e dettagliate hanno effetto diretto:

direttive dettagliate (come i regolamenti)

3) Decisioni con destinatari specifici (obbligatorie e dirette)

( * ) in caso di CONTRASTO TRA NORME INTERNE E REGOLAMENTO COMUNITARIO?

Secondo la Corte Costituzionale (sent n° 170 del 1984), sono due organi separati (da visione monista a dualista) per cui

vale il criterio di competenza l’UE prevale ma solo nelle materie esplicite ed oggetto dei suoi trattati

o Se una legge interna è incompatibile con una direttiva UE direttamente applicabile, la legge interna viene

disapplicata dal giudice ordinario

o Se una legge interna è incompatibile con una direttiva UE senza effetto diretto, viene sollevata la questione di

legittimità costituzionale CONSUETUDINE (SUBSECONDARIA)

Elemento oggettivo (usus) + elemento soggettivo (opinio iuris seu necessitatis) = costante e uniforma ripetizione di un

comportamento + convinzione che sia giuridicamente dovuto (non conta la considerazione, ma la giuridicità ritenuta

dal corpo sociale)

Nel civil law la consuetudine occupa il rango inferiore del sistema delle fonti, mentre nel common law ha ancora una

certa importanza (vincolo del precedente), anche se affiancata da una produzione legislativa

Art, 8 C.C. Preleggi:

o Consuetudo secundum legem: gli usi hanno efficacia solo se espressamente richiamati dalla legge

o Consuetudo praeter legem: disciplina un ambito non ancora disciplinato dalla legge

o Consuetudo contra legem: in direzione opposta al precetto legislativo.

Art. 9 C.C. Preleggi: esistono RACCOLTE UFFICIALI di usi realizzate da enti pubblici (es le Camere di Commercio) = fonti

di cognizione PARLAMENTO

Organo legislativo centrale

Anni ’20: svuotamento del Parlamento ed introduzione del partito unico con il Parlamento al servizio del Governo

(epoca fascista) in seguito: ripristino della centralità del Parlamento tramite i lavori dell’Assemblea Costituente

Parlamenti moderni:

 Monocamerali = una sola Camera (Svezia, Portogallo)

 Bicamerali = due camere

o Perfetto = le due Camere hanno funzioni analoghe

o Imperfetto = Camere funzionalmente differenziate

 Tricamerali = ormai inesistenti (in Sudafrica, prima della fine dell’apartheid)

Il bicameralismo IMPERFETTO ha esigenze diverse di rappresentanza nella Seconda Camera

- Ceti sociali (UK = Camera dei Lords)

- Enti territoriali (Germania, USA) Stato membro pari allo Stato centrale

- Interessi di categorie sociali/produttive (Irlanda, Slovenia)

I Costituenti erano inizialmente divisi:

i sostenitori del monocameralismo (comunisti) non volevano scindere la sovranità popolare;

mentre i sostenitori del bicameralismo vedevano nella seconda Camera la possibilità di raffreddamento funzionale e

maggior ponderazione + elezione del Senato a base regionale diverse alternative per differenziare le Camere:

entrambe la Camere hanno natura di assemblee politiche espressive dell’intero corpo elettorale (Art. 70)

Bicameralismo perfetto spesso criticato: lunghi tempi dei processi decisionali e idea di trasformare il Senato in

assemblea rappresentativa delle Regioni

Le due camere hanno le stesse funzioni collettivamente svolte (Art. 55 e 70) + il Governo deve ricevere la fiducia di

entrambe (art. 94) (ogni Camera singolarmente dà la fiducia)

DIFFERENZE DELLE DUE CAMERE: Art. 55

 Composizione = C. dei D. ha 630 membri (12 circoscrizione estero); Senato 315 membri (6 circoscrizione

estero) +5 senatori a vita la prassi era inizialmente ambigua e venne rotta: da 5 senatori a vita, a 5

senatori a vita per legislatura in seguito la prassi corrente è più rispettosa dell’originale, per non creare un

“Partito del P.d.R.” (nel 2006 con la prima applicazione del porcellum divenne determinante il ruolo dei

senatori a vita nelle votazioni politiche)

 

Senato eletto a base regionale (Art. 59) porcellum: distinzione tra maggioranze di Camera e Senato

 Disciplina di elettorato attivo/passivo: C = el. att. 18 anni; el. Pass 25 anni; S = el. att. 25 anni; el. pass. 40 anni

DIFETTI

a) Il bicameralismo perfetto causa lentezza ed inconcludenza nei procedimenti legislativi (cambiare il ruolo del

Senato?)

b) Eccessivo numero dei Parlamentari = bassa governabilità 

c) Si presta molto all’OSTRUZIONISMO (= strumenti leciti per rallentare la maggioranza) pratica democratica,

strategie per bloccare un disegno di legge (“navetta” = progetti di legge che vagano dalle Camere per mesi,

mutandone anche solo una parola per non farli approvare)

d) Sono vani tentativi di semplificazione normativa: le fonti si moltiplicano peggiorando la qualità della

democrazia anche a causa del potere legislativo conferito alle Regioni con la riforma del 2001

ELEZIONE DELLE CAMERE

Capacità elettorale attiva = elettori (per la Camera minimo 18 anni; per il Senato minimo 25 anni)

Capacità elettorale passiva = coloro che possono essere eletti = sussistenza di capacità elettorale attiva + minimo 25

anni per la Camera; minimo 40 anni per il Senato + mancanza di cause di ineleggibilità e incompatibilità

Cause di ineleggibilità tutelano il corretto svolgimento delle consultazioni elettorali

 Sono esclusi tutti coloro che sono in grado di alterare la par condicio attraverso la captatio benevolentiae o il

metus publicae potestatis (timore del pubblico potere) verso gli elettori (Sindaci di grandi Comuni, i prefetti,

capi di polizia, i magistrati..)

 Titolari di cariche analoghe in Stati Esteri, per evitare le ovvie interferenza

 Coloro legati allo Stato da rapporti economici per evitare conflitti di interesse

L’ineleggibilità dei consiglieri regionali è stata abrogata perché dichiarata incostituzionale in quanto i suoi poteri non

alterano la par condicio

Le cause di ineleggibilità sono superate se l’esercizio è terminato prima delle elezioni, e se la candidatura avviene in

una circoscrizione differente da quella in cui si siano esercitate le funzioni 

Cause di incompatibilità lasciano libertà di scelta all’eletto tra varie cariche (impedisce l’accumulo di cariche)

possesso di incarichi pubblici presso autorità amministrative indipendente, organi di garanzia o organi giurisdizionali

Principio di parallelismo tra cause di ineleggibilità e di incompatibilità se la causa di ineleggibilità sopravviene

rispetto all’elezione, diventa causa di incompatibilità DURATA 

LEGISLATURA = periodo in carica delle Camere (5 anni; o inferiore in caso di scioglimento anticipato) anticamente

 

la C. dei D durava 5 anni e il Senato 6 coesistenza di assemblee con diversa maggioranza scioglimento anticipato

del Senato e entrambe le Camere di durata quinquennale con la legge costituzionale n°2 del 1963

Art. 88: possibilità di scioglimento anticipato su decisione del P. della R.

PROROGA (Art. 60 I) = prolungamento della durata nel caso sia disposta con legge (condizione formale) e vi sia uno

stato di guerra (condizione sostanziale, Art.78)

Principio di continuità = PROROGATIO = periodo tra la fine di una legislatura e l’inizio di un’altra, durante la quale

rimane in carica la legislatura precedente (poteri prorogati medio tempore, Art.61,II)

In questo periodo, le Camere non eleggono il Presidente ma devono comunque riunirsi entro 5 giorni se convocate nel

caso di decreti-legge + atti di ordinaria amministrazione ma solo in caso di necessità

Principio di discontinuità = tutti i lavori inconclusi dal Parlamento vengono persi 

Elezioni delle nuove Camere entro 70 gg dal termine + prima riunione entro 20 gg dall’elezione termini precisi ed

inderogabili PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE 

Alla presenza di tutti i parlamentari, nel caso di specifiche e tassative funzioni previste dalla Costituzione è un

collegio imperfetto: senza ODG

Il presidente del P. in s.c. è il P. della Camere (P. del Senato sostituisce PdR in caso di impedimento)

 

Elezione del P.d.R (Art. 83 I) ( la composizione è integrata da rappresentanti delle Regioni)

 

Elezione di 5 giudici costituzionali (Art. 135 I) non sempre adempiuto

 Elezione di 1/3 dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura CSM (Art. 104 IV)

 Messa in stato d’accusa del P.d.R, (a maggioranza assoluta) (Art. 90 II)

 Votazione dell’elenco dei cittadini tra cui sorteggiare i membri aggregati della Corte Costituzionale nel

giudizio d’accusa contro il PdR (Art. 135, VII)

AUTONOMIA ED INDIPENDENZA DELLE CAMERE

I regolamenti parlamentari sono fonte primaria criterio di competenza (insindacabilità dei regolamenti):

 Autonomia regolamentare 

Art. 64 (regolamenti adottati a maggioranza assoluta) diritto di disciplinare la propria organizzazione

interna, il funzionamento e il procedimento legislativo (art. 72) 

Regolamenti parlamentari = fonti di diritto di rango primario (criterio di competenza), MA la Corte

Costituzionale ha decretato che non hanno forza di legge (atti normativi in cui non è ammissibile il principio di

 

non costituzionalità) le Camere sono indipendenti da qualsiasi altro potere (sentenza n°9 del 1959) il

controllo sul rispetto dei regolamenti parlamentari non spetta alla Corte, ma al Parlamento

Sent. n° 154 del 1985 : impossibilità dei regolamenti di essere oggetto di legittimità costituzionale

(sottostanno solo alla Costituzione)

Regolamenti spesso revisionati 1971 = i partiti antisistema (Partito Comunista) non possono assumere cariche

governative il Parlamento determina l’indirizzo politico e l’organizzazione dei lavori delle Camere, per opera dei

grandi partiti (di maggioranza e opposizione) = fdg parlamentare compromissoria

 

Verifica dei poteri ciascuna Camera certifica i propri componenti (cause di ineleggibilità ed

incompatibilità)

- giudizio di convalida = accertamento capacità elettorale passiva + regolarità elezioni

- giudizio sulle cause di decadenza = accertare che non vi siano cause che precludano l’elezione di un

candidato (ineleggibilità/incompatibilità)

Il procedimento di verifica si attua in due momenti: 

1) controllo di delibazione (fase necessaria) tramite la Giunte delle elezioni che ne certifica la correttezza

se non sono corrette 

2) controllo di contestazione (fase eventuale) , la Giunta propone la contestazione dell’elezione

dibattimento pubblico delle parti eventuale efficacia elettiva o annullamento (ex nunc)

La giurisprudenza non può intervenire in caso di contestazione delle elezioni, e d’altra parte le Camere attuano la

verifica dei poteri solamente riguardo la fase successiva alle votazioni controversia interpretativa riguardo la

giurisdizione delle controversie sul procedimento elettorale preparatorio

 Autodichia = le Camere hanno giurisdizione sulle controversie giuridiche/economiche del personale

dipendente (violazione Art.6 della Convenzione della Corte Europea dei diritti dell’uomo) opportuna

modifica che protegga l’imparzialità dell’organo giudicante

 Immunità della sede = le Camere possono decidere chi immettere nelle sedi parlamentari (forza pubblica

militare)

 Autonomia contabile = gestione delle risorse interne riservate agli organi interni delle Camere

1 - PRESIDENTI DELLE ASSEMBLEE

Funzione di neutralità rispetto ai partiti fino al 1994 era prassi comune scegliere il Presidente di una delle due

Camere tra gli esponenti dell’opposizione 

Dal 1994 sono entrambi eletti dalla maggioranza indebolimento delle funzioni

Anomalia dell’anno corrente: Presidenti eletti prima del PdR

ELEZIONE:

- Camera = maggioranza dei 2/3 nei primi tre scrutini ed eventuale maggioranza assoluta dal quarto, se non si

raggiunge eventuale ballottaggio (Presidente del Parlamento in seduta comune) 

- Senato = maggioranza assoluta nei primi due scrutini ed eventuale maggioranza semplice dal terzo

eventuale ballottaggio (sostituisce il PdR in caso di impedimento temporaneo)

FUNZIONI:

Costituzionali:

1. Il P. della Camera presiede il Parlamento in seduta comune (Art. 63 Cost.)

2. Il P. del Senato sostituisce il P. della Camera in Parlamento a s.c. in caso di impedimento (Art. 86 Cost)

3. Devono essere entrambi sentiti dal PdR prima di sciogliere le Camere (Art. 88 Cost.)

Definite dai regolamenti parlamentari (art. 8 r.c. e art. 8 r.s.)

Rappresentano la proprio Camera, assicurano lo svolgimento dei lavori, fanno osservare il regolamento, dirigono le

discussioni, mantengono l’ordine,… 2 - UFFICIO DI PRESIDENZA

Nell’esercizio delle funzioni di gestione e amministrazione dell’Assemblea il Presidente è coadiuvato da un UFFICIO DI

PRESIDENZA (Camera) o dal CONSIGLIO DI PRESIDENZA (Senato)

 quattro Vice-Presidenti + tre Questori + numero variabile di segretari (solitamente otto)

3 - GRUPPI PARLAMENTARI

I Partiti in Parlamento

Organismo che raggruppa i parlamentari entro 2 gg i Parlamentari eletti devono dichiarare a quale gruppo

parlamentare intendono unirsi ed attenersi 

I partiti non entrano direttamente in Parlamento i gruppi parlamentari sono la loro proiezione nelle Camere

(rappresentanti dei partiti) e ciascuno ha un proprio rappresentante/portavoce 

Camera: minimo 20 deputati; Senato: minimo 10 senatori per formare un gruppo parlamentare possibile

ECCEZIONE in caso di numero inferiore solo se autorizzati dall’Ufficio/Consiglio di Presidenza, e che siano collegati a

un partito politico affinché abbiano un riconoscimento anche all’estero altrimenti entrano nel GRUPPO MISTO

(senza soglia minima di parlamentari), che raccoglie i parlamentari che non vogliono/ non possono iscriversi ad un

gruppo

Se un parlamentare abbandona un partito = abbandona il gruppo parlamentare

La Costituzione da per scontato l’esistenza dei gruppi parlamentari, senza darne una disciplina esplicita (Art. 72 e 82)

 in quanto sono fondamentali per la formazione delle Commissioni

4 - COMMISSIONI PARLAMENTARI

Organi delle Camere aventi differenti funzioni rispecchiano la proporzione dei gruppi parlamentari

Sono prescritte dal regolamenti parlamentari (per ogni caso), e dalla Costituzione solo per

- Commissioni d’Inchiesta (TEMPORANEA) (Art. 82)

istituibile da ciascuna Camera (monocamerali) o anche con legge e accordo di entrambe le Camere

(bicamerali) materie di pubblico interesse

OBIETTIVI = acquisire informazioni + suggerire interventi alle Camere + evidenziare responsabilità (anche

politiche)

Terminano con una relazione trasmessa alla Camera

POTERI e LIMITI = quelli dell’autorità giudiziaria possibili interferenza; ma la Commissione può opporre il

“segreto funzionale” (sent. 231 del 1975)

- Commissioni in sede legislativa (PERMANENTE MONOCAMERALE) che hanno il compito di approvare

direttamente un disegno di legge in sede deliberante, per assicurare una discussione che coinvolga tutti i

gruppi parlamentari garanzia

Ricevono il disegno di legge e lo esaminano con le 3 letture, poi redigono un testo base e nominano un

relatore che spiegherà in Assemblea (solitamente della maggioranza) + possibilità di un relatore di minoranza

(su richiesta dei sconfitti in Commissione)

Possono essere:

 PERMANENTI (14 alla Camera, e 13 + 1 al Senato) 

Previste per numero e competenza dai regolamenti parlamentari all’inizio della legislatura vincolo di

proporzione dei gruppi costituzionalmente imposto solo nei 2 casi precedenti in sede legislativa riferiscono

alle Camere sui disegni di legge (sede referente); o approvano i disegni di legge (sede legislativa); o ancora

operano in sede redigente

Rimangono in carica per tutta la legislatura (art. 22 r.c.)

 TEMPORANEE

Istituite con delibera delle Camere, e con durata limitata

 MONOCAMERALI 

rappresentative di una sola Camere (solo senatori o solo deputati) solitamente le Commissioni permanenti

con 2 commissioni distinte in Camera e Senato

 BICAMERALI 

esponenti di entrambe le Camere es: Commissione di vigilanza sulla RAI, affinché non vi siano differenti

opinioni ed indirizzi tra le due Camere

5 – GIUNTE PARLAMENTARI 

Nominate dal Presidente dell’Assemblea, rispettano la proporzione dei gruppi parlamentari funzione di garanzia del

principi di autonomia ed indipendenza delle Camere (non hanno un ruolo di indirizzo politico)

La loro disciplina è presente nei regolamenti parlamentari

CAMERA (3) SENATO (2)

 Giunta per le elezioni e l’immunità

 Giunta per le elezioni (verifica le cause di parlamentare [+ autorizzazioni] = art. 68

ineleggibilità ed incompatibilità)

 Giunta per le autorizzazioni (espone pareri in

merito ai casi ex art. 68)

 Giunta per il regolamento (interpretazione norme del regolamento + proposte di modifica

FUNZIONAMENTO DELLE CAMERE

Le Camere possono deliberare solo in caso di quorum costitutivo (strutturale) = se è presente la maggioranza dei

componenti (Art. 64 III) la verifica dell’esistenza del numero legale può essere chiesta sia da un gruppo di

parlamentari che dal Presidente dell’Assemblea

Per rendere valide le delibere è necessario il quorum deliberativo (funzionali) = maggioranza dei presenti

Tipi di MAGGIORANZE:

- Relativa = metà + 1 esclusi gli astenuti

- Semplice = metà + 1 contando gli astenuti

- Assoluta = metà + 1 dei componenti il collegio

- Qualificata = maggioranza più ampia

dell’assoluta 

S e C disciplinano differentemente gli astenuti alla

CdD: sono considerati presenti per il quorum

deliberativo; mentre al S è necessario

l’allontanamento dall’aula per evitare che l’astensione

diventi voto contrario


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto e appunti della docente Marilisa D'Amico per l'esame di Diritto Costituzionale, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro Diritto Costituzionale, D'Amico, D'Elia . Gli argomenti trattati sono i seguenti: la Costituzione formale, la Costituzione materiale, la concezione prescrittiva della Costituzione, il processo che ha condotto all'emanazione della Costituzione in Italia.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ValentinaValentina94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof D'Amico Marilisa.

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