Monarchia e repubblica
Monarchia
La monarchia è un ordinamento politico in cui la carica di capo di stato è esercitata da una sola persona, come suggerisce l'etimologia del lemma, per tutta la durata della sua vita o fino alla sua rinunzia (abdicazione). Tale figura è il monarca e ha la caratteristica di essere considerato un membro a parte rispetto al resto delle persone dello stato che sono suoi sudditi. Quando il monarca cessa le sue funzioni viene sostituito da un nuovo monarca, solitamente secondo un criterio ereditario nel contesto di una stessa famiglia, detta dinastia. Ciò nonostante non mancano casi di elezione, come nel Sacro Romano Impero e in Haiti o casi di adozione. Talvolta la secessione dinastica avviene alla morte di un primo monarca eletto, come accadde in Svezia per l'attuale casa regnante.
Repubblica
La repubblica (dal latino "res publica", ovvero "cosa pubblica") è una forma di governo in cui la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei modi e nei limiti fissati dalle leggi vigenti. Principalmente essa si esplica con l’elezione degli organi di direzione politica, che rimangono in carica per un tempo determinato, terminato il quale vengono nuovamente indette le elezioni. Questo termine, come l'equivalente greco politeia, fa in sostanza riferimento all'organizzazione politica della società in senso generale e l'uso del termine da parte degli autori classici (per esempio nella Repubblica di Platone) non deve necessariamente essere considerato come un riferimento ad un particolare tipo di istituzione politica. La Repubblica, per gli antichi, non era altro che l'interesse per il bene della collettività, per la polis, lo stato.
Aristotele formulò una, ormai consolidata, distinzione terminologica fra tre forme di governo: la monarchia, l'aristocrazia e la democrazia. In termini di principio nessuna di queste forme di governo è incompatibile con la Repubblica. Le repubbliche, infatti, non sono necessariamente democratiche, per esempio nell'antichità, pensiamo alla Repubblica romana, la piena cittadinanza è stata negata agli schiavi o alle donne. Oppure, pensiamo alla Repubblica di Venezia, che era una vera e propria oligarchia, in cui il popolo era escluso dal governo della cosa pubblica, ma dove il capo dello stato (il doge) veniva scelto con un complesso sistema di voto-sorteggio tra gli appartenenti alla classe "nobiliare". D'altro canto non tutti gli stati democratici sono repubbliche, per esempio il Regno Unito, sebbene democratico non è una repubblica, ma una monarchia parlamentare, in cui è presente un Parlamento eletto direttamente dai cittadini, ma il capo dello stato (il re o la regina) è scelto secondo un rigido criterio ereditario. Nel corso dei secoli, la "Repubblica" si è andata sempre più caratterizzando come "governo del popolo", come sistema istituzionale in cui i vertici dello stato non vengono scelti per via ereditaria. Più che tra monarchia e repubblica, la distinzione è sempre più divenuta tra repubblica e "monarchia o oligarchia nobiliare".
Repubblica presidenziale e repubblica parlamentare
Repubblica presidenziale
La repubblica presidenziale è una forma di governo in cui il potere esecutivo si concentra nella figura del Presidente che è sia il capo dello Stato sia il capo del governo. Generalmente è eletto direttamente dai cittadini e forma il suo governo; essendo capo di stato non ha bisogno di voto di fiducia parlamentare anche perché, avendo già ottenuto il voto della maggioranza dei cittadini tramite il loro voto, non ha bisogno della fiducia dei loro rappresentanti. La legittimazione attraverso il voto conferisce al presidente una chiara superiorità rispetto ai suoi ministri, non sempre rimarcato nei sistemi parlamentari.
Repubblica parlamentare
Nel sistema politico detto repubblica parlamentare il parlamento è l'unica istituzione a detenere la rappresentanza della volontà popolare, in quanto tale elegge in modalità differenti sia il governo sia il presidente. Il presidente ha una funzione di garanzia verso le parti politiche e di rappresentanza dell'unità nazionale, perciò usualmente non ha forti poteri di influenza politica sulle istituzioni. Il parlamento si rapporta con il governo tramite il voto di fiducia, in questo modo esso ha perennemente il controllo sull'agire dell'esecutivo con la possibilità di revocarlo e nominarne un altro. Il giudizio sull'operato di una certa maggioranza parlamentare e del suo governo viene quindi espresso dai cittadini solo tramite il rinnovo dell'assemblea legislativa, diversamente da quanto avviene nelle repubbliche presidenziali. Tale forma di governo è quella attualmente dominante in Europa.
Voto semplice e voto rafforzato
Si ha maggioranza semplice quando si raggiunge almeno la metà più uno dei votanti. La votazione a maggioranza semplice dei componenti il Consiglio dell’Unione europea costituisce la regola per le deliberazioni di quest’organo: se non altrimenti indicato nel trattato questa istituzione adotta la procedura della maggioranza semplice. In realtà le materie in cui il Consiglio può votare a maggioranza semplice sono estremamente limitate in quanto il trattato (almeno per le politiche più importanti) prevede quasi sempre procedure diverse, in primis quella a maggioranza qualificata.
Nell’ambito del Consiglio dell’Unione europea si ha votazione a maggioranza qualificata allorché è necessario un certo numero di voti per l’adozione di un atto. I voti di ciascuno Stato membro non hanno però uguale peso, perché le votazioni avvengono con il sistema del voto ponderato, che attribuisce un valore diverso a ciascuno Stato, a seconda della sua importanza demografica e politica all’interno della Comunità (v. Ponderazione dei voti). In dettaglio, viene attribuito un numero di voti più alto ai paesi maggiori (Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia) e, proporzionalmente, un numero inferiore agli altri paesi (vedi tabella alla voce Ponderazione dei voti). Quando la delibera che il Consiglio deve votare è presa su proposta della Commissione, è sufficiente una maggioranza qualificata (62 voti) dei voti espressi, indipendentemente dal numero di Stati che hanno votato a favore. Il voto è il mezzo di scelta individuale. Se il voto è rafforzato, si suddivide in voto plurimo o multiplo (in alcuni tipi di votazione, quello degli elettori che hanno diritto a più di un voto).
Forme di suffragio
Il suffragio universale è il principio secondo il quale tutti i cittadini maggiorenni possono partecipare alle elezioni politiche e amministrative e alle altre consultazioni pubbliche, come i referendum (si ammette tuttavia che in caso di condanna per determinati reati, al condannato si possa sospendere il diritto di voto, temporaneamente o permanentemente). Il suffragio ristretto invece pone dei limiti all'effettiva popolazione votante. Il che nelle diverse epoche storiche e nei diversi paesi si è tradotto, di volta in volta, in distinzioni basate su: casta, ceto, genere, sesso…
Sistemi elettorali
Il sistema elettorale proporzionale, o di lista, fu introdotto nel corso del Novecento su spinta delle grandi formazioni politiche di massa, quelle centriste popolari, e quelle di sinistra socialiste. Il primo paese ad applicarlo fu il Belgio nel 1900. Elemento caratterizzante del sistema proporzionale è l'assegnazione dei seggi in circoscrizioni elettorali plurinominali, suddividendoli fra le varie liste in proporzione ai voti ottenuti. Si presenta quindi come un sistema elettorale basato sulla democraticità e rappresentatività.
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Diritto costituzionale - nozioni generali
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