Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

politici (dal 1967 il genocidio non è riconosciuto come reato politico).

L'estradizione, per di più, non dipende dalla condizione di reciprocità.

N.B. Esistono tre tipi di modalità di regolazione dei rapporti internazionali

Pattizio ------------------> fra due Stati -----------> "Pacta sunt servanda"

Diritto internazionale generalmente riconosciuto ----------------> Italia e comunità

internazionale

Dell'adesione -----------------> Italia ed Unione europea

ART.11

Il tema centrale affrointato in tale articolo è la tutela, la conservazione della

pace. Tuttavia potrebbe facilmente rientrare nel capitolo in cui si espongono i

principi che regolano i rapporti fra Italia e comunità internazionale (art.10) se

non fosse per una parte posta al centro di tale disposizione in cui si afferma che

l'Italia è disposta a limitare la sua sovranità, a parità con gli altri stati, al fine di

raggiungere un ordinamento che assicuri la pace. Tale principio enunciato

giustifica l'integrazione italiana all'Unione europea.

L'UNIONE EUROPEA

TAPPE STORICHE SIGNIFICATIVE

Agli inizi degli anni cinquanta vi erano tre associazioni nate al fine di garantire

una certa stabilità post-conflittuale con finalità anche economiche: CECA, CEE

e CEEA (EURATOM). Il principio che andavano rispettando e formando era

quello di mercato comune.

Tale periodo seguirono diversi trattati in cui passo dopo passo andò a formarsi

quella che è oggi la Comunità europea, un organismo cooperativo di 25 stati

membri a livello economico, politico e sociale. Il primo di questi fu il Trattato di

Bruxelles del 1965, in cui venne istituita la Commissione europea, si diede

origine al primo Consiglio europeo e venne varato il primo bilancio. Nel 1986 vi

fu l'atto unico europeo, in cui si abbatterono le restanti barriere ancora presenti

a livello commerciale, si iniziò a vedere l'unione delle associazioni sotto

un'ottica politica oltre che economica. A seguire il Trattato di Maastricht del

1992 segnò passi importanti per la crescita della comunità: l'istituzione del

PESC e del GAI, l'introduzione della moneta unica (l'euro), l'istituzione della

cittadinanza europea e del principio di sussidiarietà, l'istituzione di una banca

centrale e del Comitato delle Regioni e delle Autonomie locali. Inoltre fu

introdotta una disposizione particolare riguardo l'adozione automatica dei

trattati internazionali nell'ordinamento degli stati membri. Gli altri trattati, come

quello di Amsterdam (1997), di Nizza (2001), di Atene (2003) portarono a 25 il

numero degli Stati membri da sei che erano prima (Italia, Francia, Belgio,

Lussemburgo, Germania, Olanda).

FORMA DI GOVERNO DELL'UNIONE EUROPEA: GLI ORGANI

DELL'UNIONE EUROPEA

Classifichiamo a seconda delle loro funzioni principali da loro svolte i vari

organi della comunità europea.

A livello legislativo abbiamo il Parlamento europeo ed il Consiglio dei

ministri.

Il Parlamento europeo è formato da membri eletti direttamente dai cittadini

europei, che durano in carica per cinque anni, secondo la legge elettorale di

ciascuno stato membro. Il numero di seggi totali è di 732 e l'assegnazione di

questi avviene in proporzione alla popolazione di ogni stato membro (ad

esempio all'Italia ne vengono assegnati 78). Organo che in passato aveva

compiti meramente consultivi, il Parlamento a poco a poco ha avuto influenze a

livello legislativo con la possibilità di apportare modifiche ai progetti di legge

tramite emendamenti (addirittura se tali emendamenti non vengono presi in

considerazione, possono trasformare il potere del Parlamento in diritto di veto.

ulteriore funzione è quella di approvazione del bilancio comunitario, varato

dalla Commissione europea. In tal modo il Parlamento esercita un chiaro

controllo verso quest'altro organo esecutivo. Dopo il trattato di Amsterdam

collabora con il comitato delle egioni e delle autonomie locali e con i

Parlamenti nazionali attraverso il COSAC.

Il Consiglio dei ministri dovrebbe essere composto dai Presidenti del Consiglio

di ciascuno stato membro, ma in realtà ne fanno parte i ministri di volta in volta

competenti per materia trattata. La funzione legislativa di tale organo si

esaurisce nella proposta di atti normativi al Parlamento europeo. Le decisioni al

suo interno sono prese all'unanimità.

A livello esecutivo abbiamo il Consiglio europeo e la Commissione

europea.

Il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato o di Governo di ciascuno

Stato membro. E' il vero centro politico del sistema che ha funzione di stimolo

per il processo di costruzione dell'Unione europea. Svolge un ruolo importante

in ordine alle decisioni da assumere nel quadro del PESC e del GAI. Si raduna

due volte l'anno e riferisce di ciò al Parlamento.

La Commissione europea è composta da un membro per ciascuno stato

membro (anche se in realtà i membri sono venti). Il membro non deve ricoprire

necessariamente una carica ministeriale e può anche non appartenere al

governo. L'unica caratteristica che deve possedere è quella di essere

riconosciuto dalla commissione europea come esperto in questioni dell'Unione.

La sua durata in carica è di cinque anni. Le funzioni di tale organo sono:

Iniziativa legislative

Gestione del bilancio europeo

Sovraintendenza sull'esecutiva dei singoli atti comunitari

Sanziona gli Stati che non si adeguano agli atti comunitari.

Potere di controllo sugli Stati

A livello di controllo abbiamo la Corte dei conti e la Corte di giustizia

La Corte dei conti è composta da membri nominati dal Consiglio dei Ministri

che durano in carica per sei anni (si noti come gli organi di controllo abbiano

una durata differente dagli altri: in tal modo si ritrovano ad esser sfalsati

garantendo maggiore imparzialità). L'organo in questione ha la funzione di

esercitare il controllo sulla gestione finanziaria.

La Corte di giustizia è attualmente composta da 15 membri (che presto

saranno venticinque, poichè sarebbe necessario un membro per Stato

membro) chiamati giudici. Anche se vengono chiamati in tale modo essi

possono anche non essere magistrati. Vengono eletti dai governi degli Stati

stessi. La funzione principale è quella di controllo sull'effettivo rispetto del diritto

comunitario da parte sia dei singoli Stati sia dei singoli cittadini. Ad essa si

possono appellare i cittadini: per processi nazionali, i giudici nel caso in cui

volessero chiedere la giusta interpretazione di una disposizione e gli Stati per

richiedere il rispetto del diritto dell'Unione.

ART.12

La bandiera: simbolo dell'identità nazionale.

ART.138

PROCEDIMENTO DI REVISIONE COSTITUZIONALE:

Secondo l'art.71 chi ha la facoltà di iniziativa legislativa sono:

Ciascun membro della Camera

Il Governo (il Consiglio dei Ministri)

CNEL (in materia economica)

Almeno 50 000 elettori (aventi diritto di voto)

La prima fase è quella appunto dell'iniziativa.

La seconda fase è quella dell'approvazione:

Il progetto di legge viene proposta alle due camere le quali devono approvarla

con maggioranza assoluta e con due deliberazione distanziate di tre mesi l'una

dall'altra. Se il progetto passa alle due deliberazioni con maggioranza assoluta

allora si passa alla pubblicazione notiziale. Se invece la maggioranza della

seconda deliberazione è in entrambe le camere di due terzi, si passa

direttamente alla terza fase che è quella dell'integrazione dell'efficacia.

PUBBLICAZIONE NOTIZIALE

La legge viene pubblicata in maniera anomala rispetto alle altre pubblicazioni,

poichè avviene prima della promulgazione del Presidente della Repubblica.

Tale pubblicazione ha il fine di informare coloro che possiedono la facoltà di

richiedere al popolo un referendum confermativo proprio nel caso del processo

di revisione costituzionale, detto appunto aggravato (definito così perchè

arricchito da una serie di procedure che rendono tale processo più

garantistico). Tali soggetti sono:

5 consigli regionali

Un quinto dei membri di una Camera

500 000 elettori

INTEGRAZIONE DELL'EFFICACIA

Ultima fase del procedimento di revisione costituzionale, l'integrazione

dell'efficacia si sviluppa in due sottofasi:

La promulgazione del Presidente della Repubblica (eventualmente il PdR può

richiedere un rinvio al fine di far meditare maggiormente le camere

sull'importante modifica che si sta per effettuare

La pubblicazione sulla gazzetta ufficiale. Da tale momento, dopo un breve

periodo chiamato Vocatio legis, necessario al fine di far conoscere alla

popolazione la legge, entra in vigore e va rispettata. "L'ignoranza della

legge non scusa". I DIRITTI DI LIBERTA'

Per introdurre questo argomento è necessario affermare che la forma di Stato si

desume proprio dalla disciplina che in uno stato si adotta dei diritti di libertà. A

livello internazionale la tutela dei diritti di libertà trova riferimenti nella

Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948. Un ulteriore

specificazione la troviamo prima nel Patto internazionale sui diritti economici,

sociali e culturali successivamente nel Patto internazionale sui diritti civili e

politici del1966 ( attuata in Italia con legge 881/1977). Un ulteriore riferimento lo

abbiamo nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e

delle libertà fondamentali sottoscritto a Roma nel 1950. La tutela di tali diritti e

convenzioni è garantita dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, la cui

composizione dipende strettamente dal numero degli Stati contraenti. La tutela

dal punto di vista normativo, ovvero con potere di controllo nei confronti di atti

frutto dell'opera di istituzioni comunitarie è garantita dalla Corte di giustizia

della Comunità europea.La tutela nei confronti di un cittadini verso il suo Stato

di appartenenza abbiamo i Tribunali internazionali ed eventualmente l'uso

delle forze armate.

E' necessario porre una distinzione fra due tipi di diritto prima di incominciare a

trattare dell'argomento: il diritto assoluto e il diritto relativo.

Il primo si riferisce alla persona in quanto tale e fa scaturire posizioni di

diritto soggettivo. Il giudice competente è quello ordinario.

Il secondo si riferisci alla cosa che la persona utilizza e fa scaturire

posizioni di interesse legittimo. Il giudice competente è quello amministrativo.

Gli elementi di tutela di tali diritti sono tre:

Riserva di legge

Alcune limitazioni della libertà personale sono disciplinate dalla legge

ordinaria. Abbiamo esempi agli art. 13-15-16-97. In alcuni di questi casi

abbiamo anche una riserva di legge di tipo rinforzata ------ ovvero specifica i

principi il tipo di legge che si deve occupare di quella specifica limitazione.

Riserva di giurisdizione

Detto anche “mandato” o atto motivato dell’autorità giudiziaria. Necessario

anch’esso per limitare la libertà personale.

Tutela giurisdizionale

Si veda l’art.24, secondo cui chiunque può ricorrere all’autorità giudiziaria in

difesa dei propri diritti.

Ci occupiamo ora di analizzare i vari tipi di diritti di libertà:

PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA:

Già trattato in precedenza. Si veda l’art.3. Andiamo però ad analizzare meglio

l’eguaglianza formale. Abbiamo detto che tutti sono eguali di fronte alla legge

senza differenza di:

Sesso

In materia di parità di diritti fra uomo e donna in campo lavorativo abbiamo un

espressa disposizione costituzionale all’art. 37. Riguardo alla possibilità di

accesso alle cariche elettive o ad accesso alle cariche pubbliche si veda l’art.

51. Per quanto attiene alla sfera familiare, l’art.29 enuncia il fatto che il

matrimonio si fonda sull’eguaglianza morale e giuridica dei due coniugi.

Razza

Si veda la legge urgente in materia di discriminazione raziale, etinica o

religiosa 205/1993.

Lingua

In materia, la costituzione prevede una specifica disposizione all’art.6.

Opinioni politiche

In merito si vedano gli art. 22, in cui si prescrive il divieto di privare i cittadini del

nome, della cittadinanza, della capacità giuridica per motivi politici; l’art. 48

riguardo alla segretezza del voto; l’art. 21 in materia di libertà di manifestazione

del pensiero; l’art.49 in merito alla libertà di associazione politica.

Religione

In materia vi sono due precise disposizioni (art.7-8) di cui abbiamo già parlato e

poi abbiamo l’art.19 che si riferisce alla libertà di professione di culto

(individuale o in associazioni, in pubblico o in privato) purchè vi sia il rispetto

del buon costume. Infine l’art.20 espone che il carattere ecclesiastico e il fine di

un determinato culto è legittimo se non comporta gravami fiscali allo Stato, non

è causa di limitazioni legislative.

Condizioni sociali e personali

Legge 67/2006 in merito alla tutela giurisdizionale per le persone disabili.

LIBERTA’ INDIVIDUALI

Le prime libertà che andiamo ad analizzare sono quelle dette individuali.

Fra le libertà personali andiamo a focalizzarci dapprima su quella

personale.

L’art.13 ci dice che la libertà personale è inviolabile e che nessuno può essere

sottoposto a limitazioni di tale libertà fisica o psichica) se non per atto motivato

dall’Autorità giudiziaria (riserva di giurisdizione) e nei soli casi previsti dalla

legge

(riserva di legge). Tuttavia al terzo comma, l’articolo espone un’eccezione: nei

soli

di urgenza e necessità è previsto che l’autorità di sicurezza pubblica possa

intervenire nelle limitazioni suddette, ma deve comunicare entro 48h dal

provvedimento il fatto all’Autorità giudiziaria, la quale ha tempo 48h per

convalidare il provvedimento. Se ciò non avviene i provvedimenti adottati si

intendono revocati e restano privi di ogni effetto. Inoltre è punita qualsiasi tipo di

violenza fisica o psichica ai danni dei soggetti sottoposti a limitazioni di libertà.

Infine la legge stabilisce i limiti alla carcerazione preventiva. Principio, questo,

in contrasto con quello della presunzione di non colpevolezza citato all’art.27.

L’art.23 ci dice che a nessuno deve essere imposta alcuna prestazione

patrimoniale o personale se non in base alla legge.

L’art.25 espone il fatto che nessuno può essere sottoposto a misure di

sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.

L’art.27 in materia di responsabilità penale ci parla del principio della

presunzione di non consapevolezza, della non ammissione della pena di morte

(non è ammessa l’estradizione nei paesi in cui la pena di morte è ammessa),

del fatto che le pene devono avere l’obiettivo della rieducazione.

In materia di tutela dei dati personali il “Codice in materia di protezione dei dati

personali” è contento nel D. Lgs. 196/2003. Tali diritti sono garantiti dall’Autorità

Garante. Riguardo alla diffusione di informazione da parte dei giornalisti esiste

un principio che è quello della indispensabilità delle informazioni per fatti di

interesse pubblico. Tali regole sono contenute nel codice deontologico del

1998. La seconda libertà è quella di domicilio.

L’art.14 della costituzione Italia ci indica e descrive la proiezione spaziale della

persona: il domicilio. Esso è quel luogo di cui la persona fisica o giuridica

dispone per lo svolgimento di attività di vita privata o di relazione dalla quale

intende escludere terzi.

Le stesse garanzia dell’articolo 13 sono previste per l’art.14 anche se la riserva

di giurisdizione non è espressamente richiamata. La limitazione della suddetta

libertà da parte di autorità amministrative per motivi di sanità o incolumità

pubblica o economici o fiscali, avviene per leggi speciali.ù

Terzo tipo di libertà individuale è quella di soggiorno e di circolazione

E‘ la proiezione della persona al di là della sfera domiciliare. Consiste nella

libertà di circolare e soggiornare nel territorio italiano e di potervi uscire e

rientrare senza alcuna restrizione. Unica condizione imposta è quella di aver

adempiuto gli obblighi di legge. Unica limitazione prevista riguarda la sanità e

l’incolumità pubblica. La Cost. rinvia tale disposizione all’art.120 riguardo al

fatto che le Regioni devono impegnarsi a far rispettare tale diritto senza imporre

dazi o provvedimenti che ostacolino la libera e fluida circolazione. Si connette a

tale diritto quello di espatrio riconosciuto dalla legge 1185/1997 come diritto

soggettivo. In tale legge si delinea l’inesistenza di alcuna discrezionalità da

parte dell’Autorità pubblica nel rilascio di passaporti; solo i minorenni privi di

consenso richiesto dei genitori o di chi ne fa le veci; chi ha subito un ordine di

cattura; chi deve prestare servizio militare; chi ha obblighi di collaborazione con

la giustizia. A tale diritto si collegano altri due principi: quello di libertà di

emigrazione e quello di diritto di stabilimento. Il primo riguarda la libertà di

trasferirsi trattata all’art.35,4 riguardo alla tutela del lavoro italiano all’estero. Il

secondo è riguarda il diritto a stabilirsi in qualsiasi stato membro della comunità

e continuare la propria attività lavorativa senza vincoli. Riguardo invece

all’immigrazione da paesi extracomunitari abbiamo il D.Lgs. 286/1998

La quarta libertà individuale è quella della segretezza e libertà di

corrispondenza.

L’art.15 disciplina la libertà e la segretezza di corrispondenza e di ogni altro

tipo di comunicazione. Non è prevista nella disposizione la possibilità di

intervento da parte dell’autorità di pubblica sicurezza o amministrativa. Tuttavia

esistono sia le intercettazioni telefoniche che il fermo di corrispondenza. Qual è

la differenza fra tale libertà e quella di manifestazione del pensiero?

La risposta sta in due importanti principi: il primo secondo cui la corrispondenza

ha un contenuto che possiede la caratteristica dell’attualità; la seconda

riguarda invece il fatto che nella corrispondenza si individua un ben specifico

destinatario.

Le limitazioni a tale libertà sono previste dalla riserva di giurisdizione e dalla

riserva di legge.

La quinta libertà individuale che andiamo ora ad analizzare è quella

della libertà di manifestazione del pensiero.

L’art.21 della Costituzione ci dice che tutti hanno il diritto di manifestare

liberamente il proprio pensiero attraverso qualsiasi mezzo. Proprio questo

modo generale di definire il mezzo: “ogni altro mezzo di diffusione”, lascia

aperta l’interpretazione e fa estendere i mezzi di comunicazione a tutti quelli

provenienti dalle nuove tecnologie. Ma di questo parleremo fra poco. Al

secondo comma l’articolo ci dice che la stampa non è sottoponibile a censura o

ad autorizzazioni. Tuttavia un controllo preventivo avviene spesso sul

contenuto degli stampati o nei confronti dell’attività diretta alla produzione. Un

secondo principio enunciato al terzo comma è quello del divieto di sequestro

della stampa se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei casi previsti

dalla legge, casi previsti dalla legge di stampa. In caso di necessità o urgenza

un ufficiale di polizia giudiziaria può agire e procedere al sequestro della

stampa, ma deve fare denunzia all’Autorità giudiziaria entro 24 ore. Questa

deve convalidare il fatto entro 24 ora dalla denunzia, altrimenti il provvedimento

viene revocato e perde tutti gli effetti.

Infine al quarto comma si prescrive l’obbligo al legislatore di far rendere noti

alle grande imprese editoriali della stampa periodica i mezzi di finanziamento.

L’unico limite alle manifestazioni è il rispetto del buon costume ed in particolar

modo del pudore sessuale in virtù del principio della tutela dei minori. Vi

sarebbero in realtà altri limiti, come la riservatezza dei dati della persona, il

rispetto della patria, la tutela della salute. Queste tuttavia sono valutate in virtù

del principio del giusto bilanciamento degli interessi in gioco da parte del

giudice e del legislatore.

Riagganciandoci a quanto abbiamo lasciato in sospeso in precedenza, i mezzi

di comunicazione attraverso i quali possiamo manifestare il nostro pensiero

sono:

La stampa:

Partiamo ad analizzare la disciplina della professione del giornalista.

L’iscrizione è divenuta obbligatoria in un apposito albo, conservato nei consigli

regionali. Due sono i pilastri sui quali si erge la loro professione: la segretezza

delle fonti e il diritto di cronaca. Riguardo il primo vi è da dire che in precedenza

non vi era alcuna norma che disciplinasse il segreto professionale dei

giornalisti (norma che oggi troviamo nel codice di procedura penale, nel quale

si consente ai giornalisti di potersi sottrarre all’obbligo di testimonianza salvo

che le notizie di cui siano a conoscenza siano indispensabili; il secondo invece

presuppone il principio della veridicità dei fatti, della tutela dell’onore della

persona. In secondo luogo non rientrano nei fatti di cronaca: il segreto di Stato

(definito così soltanto dal Presidente del Consiglio) e il segreto istruttorio. In

caso di diffusione di notizie false vi è il diritto di rettifica.

Un secondo aspetto da analizzare è quello che si lega alla tutela

dell’informazione ed in particolar modo al pluralismo dell’informazione. La

norma che disciplina tale principio è quella anti-trust, che sostiene il fatto che

nessuna impresa editoriale possa raggiungere posizioni dominanti.

Il cinema e il teatro

E’ l’unico settore in cui vi è un controllo preventivo per il rispetto del buon

costume. Esiste per tale controllo un’apposita commissione ministeriale. Il

ricorso alle decisioni di tale commissione c’è la commissione di secondo grado

ed il Consiglio di Stato.

Infine in ogni spettacolo teatrale vi è una polizia dello spettacolo che ha il

compito di sospendere lo spettacolo nel caso di violazione del principio del

buon costume.

Internet

Sorge qui il dubbio sulla legittimità di tale mezzo: è da considerarsi uno

strumento di diffusione del pensiero (art.21) o di corrispondenza (art.15) poiché

non si intende il tipo di destinatario.

Manifestare il pensiero attraverso l’arte, la scienza

Riguardo questa modalità di manifestazione del pensiero esiste una tutela

rinforzata in quanto il contenuto può anche non rispettare il principio del buon

costume. Ciò non significa che anche la sua diffusione è legittimata. Tuttavia la

costituzione tutela e promuove all’art.9 lo sviluppo della cultura e della scienza.

Riguardo a quest’ultima la costituzione prevede all’art.33 la sovvenzione da

parte dello Stato alle Università, Accademie di alta cultura e il sostegno alla

ricerca presso Il Consiglio Nazionale per la Ricerca. Si aggancia a tale sistema

la libertà di insegnamento. L’art.33 prevede il fatto che questa sia imparziale ed

oggettiva. Sostiene che qualsiasi ente e privato possa istituire scuole senza

però richiedere oneri allo Stato. Infine al quarto comma ci parla di scuole

private parificate: queste possono considerarsi tali se rispettano la libertà degli

alunni e riservano a questi un trattamento equipollente a quello delle scuole

statali. Si connette a tal libertà il diritto di studio. Si veda in materia l’art.34 in cui

la Costituzione ci dice che la scuola è aperta a tutti e che l’istruzione inferiore,

impartita fino ad otto anni (modificati a 12 dal 2003), è obbligatoria e gratuita. Al

secondo comma prescrive il fatto che per i capaci e meritevoli lo Stato dà la

possibilità sovvenzionando le famiglie di continuare gli studi. Al terzo comma

specifica le modalità di sovvenzione: assegni, borse di studio attribuibili tramite

concorso.

LIBERTA’COLLETTIVE

La prima libertà collettiva è quella di riunione.

L’art.17 della Costituzione prevede che la possibilità di riunirsi è legittima

purchè sia pacifica e senz’armi. La riunione in un luogo pubblico (inteso di

transito) necessità di un preavviso di almeno tre giorni al questore. Questo può

decidere per motivi di sicurezza e di incolumità pubblica di vietare o limitare la

riunione. Se non viene dato il preavviso le conseguenze possono essere

l’arresto o un’ammenda agli organizzatori e, qualora ritenuta pericolosa, anche

lo scioglimento della riunione stessa. Per le riunioni in un luogo privato o aperto

al pubblico non è richiesto il preavviso.

La seconda libertà è quella di associazione.

L’art.18 ci dice che tutti i cittadini hanno la possibilità di associarsi liberamente

senza la richiesta di autorizzazioni e particolari limiti. Le uniche eccezioni a

questo punto sono il divieto di costituzione di associazioni segrete o con fini

politici che al loro interno hanno un’organizzazione militare.

Vi sono due tipi fondamentali di possibilità di associazione: associazione

sindacale e politica.

Per quanto riguarda la prima possiamo affermare il fatto che l’art.39 disciplina

tale tipo di libertà esponendo che essi richiedono la registrazione presso uffici

secondo le norme di legge. L’unico requisito necessario per la registrazione è

possedere un’ organizzazione interna a base democratica. Le registrazione

comporta la personalità giuridica del sindacato e con essa la possibilità di

stipulare contratti collettivi erga omone. In realtà vi è il chiaro inadempimento di

tale disposizione, sicchè essi non godono di personalità giuridica, ma,

nonostante ciò, stipulano contratti che valgono verso tutti i contraenti. A ciò si

connette chiaramente quanto disposto all’art.40: il diritto di sciopero (la

sospensione collettiva e temporanea delle prestazioni finalizzata a tutelare gli

interessi dei lavoratori. Disciplinato dalla legge 146/1990 lo sciopero deve

essere preavvisato in tempo congruo e deve garantire delle fasce orarie di

servizio.

La seconda è enunciata all’art.49 e la finalità è quella di essere strumento

principale di partecipazione politica dei cittadini. Meglio conosciuta come

partito. Tuttavia vi sono limitazioni di iscrizione per coloro che ricoprono ruoli

per i quali si richiede la massima imparzialità (vedi art. 98,3). La XII

disposizione finale della Cost. prevede il fatto che non si possa costituire un

partito fascista. Vi è da sottolineare il fatto che esiste un controllo sui

finanziamenti del partito. Il partito possiede la cittadinanza se e solo se

possiede al suo interno un ordinamento democratico.

LIBERTA’ ECONOMICHE

L’art.41 ci dice che l’iniziativa economica privata è libera purchè rispetti le

finalità di crescita sociale ed economica della Repubblica esposte all’art.3,2.

Altre importanti limitazioni sono il fatto che essa debba rispettare l’utilità sociale,

la dignità, la sicurezza e la libertà umana. La legge controlla e indirizza l’attività

verso tale orientamento. Gli articoli corollario a questo sono il 45 secondo cui la

Repubblica favorisce la cooperazione, il 46 per la collaborazione fra i lavoratori

e il 47 per la tutela del risparmio. Una norma anti-trust in materia di tutela del

mercato e della tendenza a mantenere un mercato uniforme senza che qualche

impresa riesca ad ottenere una posizione dominante. Tale principio è

controllato da un organo composto da 5 membri eletti dai Presidenti delle

Camere: l’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

La proprietà privata è enunciata all’art.42 assieme alla proprietà

pubblica: diritto di godere in modo esclusivo di un determinato bene, di cederlo

di ricavarne tutte le possibili utilità. Vi è per questa un complesso sistema di

limiti: deve essere funzionale all’interesse sociale, la legge ne disciplina i modi

di acquisto, di godimento e i limiti. Nei casi di utilità generale, salvo indennizzo,

viene espropiata. Articoli corollario sono il 44 riguardo la proprietà terriera e

l’art.47 riguardo alla possibilità di investimento azionario nei grandi complessi

produttivi del Paese.

I DIRITTI SOCIALI

Il primo dei diritti è quello allo studio di cui abbiamo già parlato (art.34).

Il secondo è quello al lavoro. Va fatto un discorso particolare in merito a

tale punto. E’ vero che all’art. 4 viene enunciato il fatto che la Repubblica si

impegna a favorire questo diritto, ma il cittadini disoccupato non può ricorrere a

l giudice richiedendo eventuale risarcimento, bensì può fare un ricorso politico

ovvero nei confronti di chi ha operato la politica economica. Tuttavia andiamo a

focalizzare la nostra attenzione sui diritti di chi possiede un posto di lavoro. In

merito l’art. 36 espone il fatto che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione

proporzionale alla mole di lavoro svolta e che gli permetta un’esistenza

dignitosa. L’art. 38, infine, ci dice che in caso di urgenze come lo stato di

malattia, di disoccupazione involontaria, di vecchiaia e di infortunio, il

lavoratore abbia adeguati mezzi alle proprie esigenze di vita.

Il terzo è quello della salute.

Riconosciuto dall’art.32 come diritto fondamentale dell’uomo e di interesse

collettivo.

Lo Stato si preoccupa di tutelarlo. Nessuno può essere obbligato ad un

particolare trattamento sanitario se non nei casi previsti dalla legge. Dal 1978 è

stato istituito il Servizio Sanitario Nazionale, anche se tale compito è affidato

per la maggioranza alle Regioni. Si connette al diritto di essere circondati da un

ambiente salubre e si prescrive perciò la tutela dell’ambiente e del territorio.

I DOVERI PUBBLICI

Il primo dovere è quello al lavoro (art.4), poiché esso rappresenta il

fondamento della Repubblica (art.1).

Il secondo è quello alla difesa della patria. Va anche oltre alla libertà

personale (art.52). Per chi adempie questo dovere esistono garanzie come, ad

esempio il mantenimento del posto di lavoro. Per chi per ragioni morali o

religiose rifiuta lo strumento delle Forze armate è stato riconosciuto equivalente

l’obiezione di coscienza ed il punto di equilibrio è stato trovato nel 1998. Nel

2000, invece, le Forze armate sono divenute un corpo di professionisti poiché

non vi è più l’obbligo di leva. Nel 2001 è stato istituito il Servizio Civile che però

avviene su base volontaria.

Il terzo è quello di contribuire alle spese pubbliche.

L’art.53 che sta alla base di tale dovere esprime due fondamentali principi: la

capacità contributiva e il criterio di progressività. Il primo sta ad indicare che

ciascun cittadino adempie tale dovere in ragione della sua capacità

contributiva. Il secondo indica che il sistema tributario deve ispirarsi al criterio di

progressività, in ragione dell’art.3. In ragione dell’art.3,2 e 2 (solidarietà

economica e sociale) deve esistere un criterio quindi di proporzionalità. E’

chiaro perciò che per chi scende a livello di minimo vitale non vi è capacità

contributiva. Avvengono controlli in questo ambito per mezzo dei Garanti del

contribuenti.

Il terzo dovere è quello di Fedeltà della Patria (art.54).

Tutti i cittadini hanno il dovere di fedeltà alla Patria e di osservanza della

Costituzione. Ai cittadini che rivestono funzioni pubbliche è richiesto il dovere di

adempierle con onore e disciplina e di prestare giuramento qualora la legge lo

richieda. IL PARLAMENTO

Il Parlamento è l’unico organo eletto direttamente dal popolo applicando quindi

l’art.1,2. Il Parlamento è composto da due camere con identiche funzioni

(biCameralismo perfetto): il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati.

Tuttavia esistono delle differenze a livello di sistema elettorale (vedi cap. del

corpo elettorale), di numero dei componenti (315 Senato, 630 Camera), di

regolamenti. In particolare questi sono riconosciuti come fonte normativa.

Secondo l’art. 64 questi sono adottati da ciascuna Camera a maggioranza

assoluta e subiscono il controllo solo della Camera che li ha deliberati. Al

secondo comma del suddetto articolo è scritto che le sedute sono pubbliche e

quelle ritenute segrete devono essere scritte nei regolamenti. Il terzo comma ci

dice che le deliberazioni devono avvenire a maggioranza assoluta dei

componenti così come le sedute sono valide qualora sia presente la

maggioranza assoluta dei membri. Il controllo sull’effettivo numero dei

componenti viene fatto qualora sia richiesto o i conti non tornino in una

votazione nella quale sia stata richiesta maggioranza assoluta. Il 64,4 prosegue

col dirci che i membri del Governo, anche se non facenti parte delle Camere,

hanno il diritto e l’obbligo di assistere alle sedute. Infine all’ultimo comma ci

viene detto che questi hanno il diritto di essere ascoltati ogni qual volta lo

richiedono.

La struttura interna del Paramento è caratterizzata dalla presenza di alcuni

organi ed istituti che ne garantiscono l’adeguato funzionamento.

Il Presidente e l’Ufficio di presidenza.

Il secondo coadiuva il primo nello svolgimento delle funzioni. Il pres. viene

eletto in modalità di maggioranza differenti a seconda che sia del Senato o

della Camera. Nel primo caso per i primi tre scrutini abbiamo una richiesta di

maggioranza assoluta, successivamente si passa al ballottaggio. Nel secondo

caso è richiesta per i primi due scrutini la maggioranza di due terzi, mentre per

il terzo è richiesta quella assoluta. Le sue funzioni sono quelle di convocazione

della Camera, di stabilire in collaborazione con i capo-gruppi parlamentari il

programma dei lavori della Camera e l’ordine del giorno, così come il

calendario; si occupa di far rispettare i regolamenti parlamentari e l’ordine

all’interno della Camera, in caso di trasgressione ha poteri sanzionatori; infine

ha il potere di sciogliere la seduta e di dirigere la discussione.

I gruppi parlamentari.

Sono la proiezione dei movimenti politici o dei partiti in seno alle camere. Un

gruppo è formato da un numero minimo stabilito dai regolamenti: 20 deputati e

10 senatori. L’adesione ad un gruppo è obbligatoria; chi non si iscrive ad un

gruppo viene spedito in un gruppo detto misto, in cui si possono formare

componenti politiche, che però debbono essere di almeno venti deputati. La

funzione di tali gruppi sono quelle di programmazione dei lavori parlamentari e

del calendario in collaborazione con il presidente della Camera in questione.

Ciascun gruppo vota i propri rappresentanti nelle Commissioni parlamentari. E’

possibile cambiare gruppo, purchè sia nell’interesse generale (divieto del

mandato imperativo, art.67).

Le Giunte parlamentari.

Sono organi interni delle camere che si occupano dei regolamenti e delle

elezioni, compresi i casi di incompatibilità. In particolar modo per la Camera dei

deputati svolgono la funzione riconosciuta come autorizzazione a procedere; al

Senato si occupa delle immunità parlamentari.

Le Burocrazia parlamentare.

L’anello di raccordo fra l’attività politica del parlamento e quella burocratica è il

Segretario generale.

Le Commissioni parlamentari.

L’art. 72,3 della Costituzione italiana, afferma che le commissioni parlamentari

rispecchiano la proporzione dei gruppi parlamentari. La loro funzione di organi

interni si esaurisce nel controllo dell’attività del Governo e in quella legislativa

Analizzata successivamente).

Possono essere temporanee o permanenti a seconda della loro durata.

Possono inoltre essere monocamerali o bicamerali (come per costituzione lo è

quella per le questioni regionali (art.126).

Vi sono alcuni principi che stanno alla base del lavoro parlamentare su cui è

bene porre particolare attenzione.

L’istituto della “prorogatio”, prevista all’art. 61 della cost., secondo cui

l’elezione delle nuove camere deve avvenire entro settanta giorni dalla

scadenza di mandato di quelle precedenti e che questa, una volta costituite si

debbano riunire entro 20 giorni dalla loro costituzione, indica il proseguimento

dell’attività e dei poteri delle camere uscenti, in attesa che le nuove si

costituiscano.

La convocazione delle camere è prevista secondo l’art. 62 di diritto il

primo giorno non festivo dei mesi di febbraio e ottobre e eccezionalmente su

richiesta di un terzo dei componenti della Camera che si intende convocare, dal

Presidente di essa o dal Presidente della Repubblica. Da notare è che quando

si riunisce una Camera, di diritto si riunisce anche l’altra.

Passiamo ora ad analizzare le funzioni del Parlamento.

La prima funzione che andiamo ad analizzare è quella legislativa.

La funzione di approvazioni di progetti di legge si struttura in tre fasi:

Fase iniziativa

Secondo l’art.71 coloro che detengono il potere di iniziativa legislativa sono:

Il Governo

I suoi progetti di legge sono chiamati disegni di legge. Spettano al

Governo in maniera assoluta soltanto le materie dei decreti

legge e della finanziaria. Ogni sua proposta ha la priorità.

Il popolo

Almeno cinquantamila elettori possono presentare un progetto di

legge redatto in articoli che viene preso in considerazione anche col

cambio di legislatura

Membri del Parlamento

Solitamente in gruppo mediante l’esposizione del capo-gruppo.

Cnel Secondo l’art.99 in materie sociali ed economiche.

Consigli regionali

Secondo l’art.121. Può anche non essere preso in considerazione

e dopo cinque anni decade.

Comuni

Secondo l’art.133 per il cambio di istituzioni e per la modifica di

province, sentite però le Regioni.

Fase costitutiva

Esistono tre modalità per questa fase a seconda della discrezione del

Presidente della Camera che valuta l’urgenza e la necessità della legge

da approvare:

Procedura normale (commissione in sede referente)

La fase costitutiva si divide a sua volta in tre fasi:

- Esame

Qu e sta p ro ce d u ra d e ve e sse re se g u i ta

obbligatoriamente per le seguenti materia citate all’art.

7 2 ,4 : ra ti fi ca d e i tra tta ti i n te rn a zi o n a l i ,

approvazione di bilanci e consuntivi, progetti di

delegazione legislativa, costituzionale ed

elettorale. Il Presidente della camera propone la legge alla

commissione competente. I tempi di esamina della

legge sono: 4 mesi per la Camera e 2 mesi per il Senato. In

questo periodo la commissione studia, si consulta e

raccoglie pareri sulla legge. E’ un processo che può

portare lo stravolgimento della legge. Terminato

l’esame la commissione nomina dei relatori che

esporranno in assemblea le relazioni (che possono

essere anche più di una se in commissioni non si è

trovato un accordo unanime).

- Discussione

La relazione viene presentata in assemblea la quale

esamina la legge articolo per articolo. Anche

qui la legge può subire stravolgimenti.

- Votazione

La legge viene votata articolo per articolo e poi la si

vota tutta. Il voto è palese e vale la maggioranza

semplice. Procedura normale abbreviata

L’unica variante è che a causa dell’urgenza della

legge richiesta dal proponente, i tempi di esamina si

riducano alla metà (2 mesi per la Camera, 1 mese per il

Senato). Procedure speciali: Commissione in sede deliberante

La fase dell’esame, la discussione ed il voto

avvengono tutte in commissione, salvo che, secondo

quanto prescritto dall’art.72,3, un decimo dei

componenti della Camera, un quinto dei membri della

commissione o il Governo non richiedano

espressamente la procedura normale.

Commissione redigente.

L’esame e la discussione avvengono in Assemblea.

Poi si passa alla commissione che ha il compito di

redigere il te s to e g l i a r ti c o l i d e l l a l e g g e .

Successivamente si passa nuovamente in assemblea

per procedere alla votazione.

Fase dell’integrazione dell’efficacia

Secondo gli articoli 73 e 74 Il Presidente della Repubblica deve

promulgare la legge approvata dalle Camere entro un mese dalla sua

approvazione. Eventualmente può richiedere mediante un messaggio motivato

alle Camere la riesamina della legge. Dopo tale riesamina il Presidente deve

obbligatoriamente promulgare la legge. Qualora non accadesse ciò le Camere

possono chiedere la promulgazione alla Corte Costituzionale. Il passo

successivo alla promulgazione è la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale. La

legge entra in vigore quindici giorni dopo la sua pubblicazione (periodo della

“vocatio legis”).

La seconda funzione che andiamo ad analizzare è quella del

Parlamento in seduta comune (art.55).

Il Parlamento si raduna in seduta comune nei seguenti casi:

Per l’elezione del PdR

Per l’elezioni di cinque giudici della Corte Costituzionale

Per l’elezione degli otto membri del CSM

Per la messa in sato d’accusa del Presidente della Repubblica

Per l’elezione dei sedici membri non togati aggregati alla Corte Costituzionale

nel caso di giudizio sullo stato di accusa del PdR

Per la messa in stato di accusa del Presidente del Consiglio

Terza ed ultima funzione che andiamo ad analizzare del Parlamento è

quella di indirizzo e controllo sul Governo e sulla Pubblica amministrazione.

Controllo sulla legge di bilancio: preventivo, pluriennale.

// // // finanziaria

// // // rendiconto

Rapporto fiduciario

La mozione di fiducia

Secondo l’art.94 il Governo deve ricevere la fiducia da parte delle

Camere entro dieci giorni dalla sua elezione per appello nominale in base al

programma che propone.

Nei confronti del Governo esistono poi altri istituti che si sono formati ed

istituiti convenzionalmente:

Le interrogazione e le interpellanze.

Sono strumento di controllo del Governo per la verifica del rispetto del

programma da esso proposto. Le prime sono scritte e le risposte possono

essere anche orali, poiché definite immediate (entro dodici ore dalla

formulazione dell’interrogazione stessa); vengono formulate per conoscere la

posizione che il Governo terrà in una determinata situazione. Le seconde,

scritte ma discusse in assemblea, vengono formulate per conoscere le

motivazioni di un determinato atteggiamento tenuto dal Governo.

Inchieste

Hanno il fine di accertare le responsabilità politiche. Vedi Commissione

d’inchiesta (art.82)

Mozioni

Mezzo per provocare discussioni in Assemblea. Invita il Governo ad assumere

posizioni in ordine ad un problema proposto. Tale mezzo vincola il Governo.

Ordine del giorno

Indirizza il Governo. Può essere chiesto in votazione anche da un singolo

parlamentare.

Risoluzioni

Simili alle mozioni, possono essere richieste anche da un singolo parlamentare

( a differenza della mozione che deve essere richiesta da almeno 10 senatori o

8 senatori)

Mozione di sfiducia

Art 94. Motivata e votata per appello nominale. Sottoscritta da almeno un

decimo dei membri di una Camera. Pregiudica le dimissioni del Governo. Non

è discutibile prima di tre giorni dalla sua presentazione.

N.B.

La questione di fiducia è uno strumento che il Governo utilizza per farsi

sostenere dalla maggioranza. Essa consiste nella promessa di dimissioni da

parte del Governo qualora questo non venga accontentato in una determinata

situazione o suo atto proposto. Non può essere posta su inchieste parlamentari

su modifiche di regolamenti, su autorizzazioni a procedere, su verifiche

elezioni, su fatti personali su questioni della Camera e del Senato, su sanzioni

disciplinari.

Infine rimangono due aspetti da analizzare riguardo al Parlamento:

Rapporto con le altre istituzioni:

Con le Istituzioni comunitarie:

Sulla base dell’annuali leggi comunitarie il Parlamento deve modificare il suo

ordinamento interno.

Con gli altri Parlamenti europei:

Tramite l’Assise di Parlamenti europei e il Cosac.

Esame degli atti europei:

Spetta alla Commissione per le politiche dell’Unione europea.

Rapporto con la Corte Costituzionale

Secondo l’art.136 le sentenze in materia di illegittimità costituzionale devono

essere comunicate alle Camere.

Rapporto con le Regioni:

Scioglimento dei Consigli regionali, dopo aver udito il parere della

Commissione bicamerale per le questioni regionali. Secondo l’art.126.

Rimozione del Presidente della Giunta secondo l’art.126.

Status del parlamentare.

Secondo l’art.68 nessun parlamentare può essere chiamato rispondere

delle opinioni espresse e dei voti durante l’esercizio delle sue funzioni. Al

secondo comma è scritto che nessun parlamentare senza l’autorizzazione della

Camera di appartenenza può subire perquisizioni o limitazioni di libertà

personale, salvo che non sia colto in flagranza o per esecuzione di una

sentenza irrevocabile di condanna. Al terzo comma è prescritto che analoga

autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento a

intercettazioni e a sequestri di corrispondenza.

IL CORPO ELETTORALE

Per introdurre l’argomento possiamo iniziare a esplicare il significato di alcuni

termini che solitamente vengono utilizzati dal linguaggio comune in maniera o

errata o approssimativa. La parola corpo elettorale: esso è la parte attiva del

popolo composta da coloro che possiedono i requisiti minimi per esercitare

quelle attività che mettono in modo gli organi statali, attraverso i quali si

esprime il concetto di sovranità popolare (vedi art.1). La parola popolo sta ad

indicare, invece, l’insieme di tutti i cittadini di un determinato Paese anche non

facenti parte del corpo elettorale. Il significato di nazione è invece quello che

racchiude tutti gli aspetti etnici, linguistici, sociali e culturali che insieme

costituiscono il patrimonio di una determinata totalità. Infine popolazione sta ad

indicare tutti coloro, cittadini e non, che si trovano nei confini di uno Stato e

sono soggetti al rispetto delle leggi di quello Stato.

La cittadinanza

La cittadinanza è il primo aspetto che andiamo ad analizzare del corpo

elettorale. Essa consiste nel riconoscimento di un soggetto della società e dello

Stato proprio.

Essa è regolata da legge ordinaria. Attualmente la legge è la 91/1992.

Modalità di ACQUISTO della cittadinanza

- ius solis

- ius sanguinis

- altri casi in cui però non è automatica ma deve essere richiesta

Modalità di PERDITA della cittadinanza

- rinuncia

- automaticamente: qualora il cittadino continuasse a lavorare alle dipendenze

di uno Stato nonostante l’espresso invito del proprio Stato di interrompere tale

rapporto.

Modalità di RIACQUISTO della cittadinanza

- l’interessato presti servizio militare o decida di lavorare alle dipendenze dello

Stato italiano e dichiari la volontà di riacquisto.

- l’interessato dichiari la volontà di riacquisto e stabilisca la residenza nella

epubblica entro un anno dalla richiesta.

- l’interessato abbia interrotto il rapporto con un altro Stato estero e risieda da

almeno due anni nel territorio della Repubblica.

Da Maastricht (1992) chi è cittadino di uno Stato membro è anche cittadino

europeo. Gli effetti di tale cittadinanza nei confronti di un soggetto sono: la

libertà di soggiorno e di circolazione all’interno di qualsiasi Stato membro, la

possibilità o, meglio, il diritto di rivolgersi ad un Mediatore, che ha la funzione di

tutelare i singoli di fronte alle istituzioni comunitarie; la possibilità di rivolgere

petizioni al Parlamento europeo; stessi diritti di elettorato passivo e attivo del

paese di residenza; tutela da una autorità diplomatica di un qualsiasi Stato

membro qualora ci si trovasse in un Paese terzo.

LE CARATTERISTICHE DEL CORPO ELETTORALE

Diritto di voto

Secondo l’art.48, il voto deve essere: segreto, personale, libero, eguale ed

esercitarlo è un dovere civico. Riguardo a quest’ultima caratteristica c’è da dire

che fino al 1993 chi non esercitava tale diritto per ben tre volte veniva

sanzionato, ora non più: esso è divenuto un obbligo morale. Eguale significa

che i voti hanno lo stesso peso indipendentemente da chi è il cittadino che li

esprime; libero significa che ciascuno può votare a propria discrezione chi

vuole senza obblighi o particolari imposizioni; segreto poiché ogni cittadino non

è tenuto a dire chi ha votato; personale poiché deve essere il cittadino e nessun

altro a votare, non è prevista neanche l’istituto della delega. Diritto di voto

significa: elettorato passivo e elettorato attivo. Il primo indica la possibilità di

essere votati. Il secondo quella di votare. Per votare è necessario essere

cittadini e maggiorenni. Non godono di tali diritti gli interdetti e gli indegni (si

vedano le disposizioni finali della costituzione: XIII e XII; ciò vale anche per i

falliti. La XIII dal 2002 è venuta a cadere). Riguardo l’elettorato passivo esistono

due condizioni particolari nelle quali ci si può trovare: l’ineleggibilità e

l’incompatibilità. La prima sta ad indicare la posizione in cui si trova un soggetto

che per le sue funzioni professionali non può essere eletto: ad esempio

abbiamo gli alti ufficiali di polizia, i magistrati, i prefetti, il capo di gabinetto

ministeriale e secondo l’art.122,1 è la Regione a decidere i casi di ineleggibilità

e incompatibilità a livello regionale. La seconda riguarda la posizione in cui un

soggetto si trova nel momento in cui deve fare una scelta fra la carica per la

quale è stato eletto e la funzione che sta svolgendo: ad esempio abbiamo casi

di incompatibilità a livello statale fra membro della Camera e membro del

Senato; fra parlamentare e PdR; fra parlamentare e membro del CSM; fra

parlamentare e giudice della Corte Costituzionale; parlamentare italiano e

parlamentare europeo; parlamentare e membro del CNEL. A livello regionale è

incompatibile la carica di assessore e consigliere regionale; membro di

consiglio regionale in più di una Regione; membro del consiglio regionale e

membro del parlamento italiano o europeo; più i casi delineati dalle leggi

regionali secondo quanto disposto dall’art.122,1.

Per quanto riguarda la metodologia di voto, possiamo distinguere due modi

differenti per la Camera, per il Senato, per i consigli regionali, provinciali e

comunali:

Per la Camera

Secondo l’art.56 i seggi riservati alla Camera dei deputati sono 630, 12 dei

quali sono riservati alle circoscrizioni estere. Per la distribuzione dei seggi

l’Ufficio centrale nazionale presso la corte di Cassazione calcola la cifra

elettorale nazionale e controlla le soglie di sbarramento ( minimo il 10% dei voti

per la coalizione; il 2% per le singole liste appartenenti ad essa; il 4% per le

liste che concorrono da sole). Successivamente si prende il numero della

popolazione dell’ultimo censimento e la si divide per 617, poi si distribuiscono i

seggi in base alla popolazione delle circoscrizioni (26). In base al nostro

sistema elettorale (proporzionale con premio di maggioranza) i seggi che

spettano alla lista o coalizione vincente sono 340.

Per il Senato

Secondo l’art.57 della Costituzione il Senato viene eletto su base regionale ed

il numero di seggi disponibili è di 315, 6 spettano, però, alle circoscrizioni

estere. Considerando che minimo a ciascuna circoscrizione (20 il numero

totale) spettano sette seggi (esclusi Molise, a cui ne spettano due, Valle

d’Aosta, a cui ne spetta uno), l’Ufficio elettorale regionale calcola la cifra

elettorale regionale e controlla le liste di sbarramento (20% per la coalizione, 3

% per la singola lista appartenente ad essa, 8% per la lista che partecipa da

sola). Dopodichè si distribuiscono i seggi in proporzione alla popolazione delle

circoscrizioni. Alla coalizione vincente spetta il 55% dei seggi circoscrizionali.

Per i Consigli regionale

E’ bene introdurre gli organi principali della Regione secondo l‘art.121: La

giunta, il Presidente e il Consiglio. La giunta rappresenta l’esecutivo, il

Consiglio ha il potere legislativo, il Presidente ha il potere di amministrare le

funzioni delegate alle Regioni da parte dello Stato, promulga le leggi regionali

ed emana i regolamenti regionali, rappresenta la Regione e dirige l’attività

della Giunta. Fino al 1999 la legge elettorale regionale era basata su una legge

nazionale. Ora la Regione può adottare il sistema a sua discrezione, ma solo la

Toscana ha esercitato questo diritto; per le altre Regioni si fa affidamento alla

legge del 1995, secondo cui alla lista vincitrice spetta il 65% dei seggi

disponibili.

Per le Province

Alla liste vincitrice spetta il 60% dei seggi.

Per i comuni

Fino a 15 000 abitanti si vota con maggioranza semplice e la lista vincitrice

ottiene i 2/3 dei seggi.

Oltre a 15 000 abitanti si vota a maggioranza assoluta e la lista vincente ottiene

il 60% dei voti.

Per il Parlamento europeo

All’Italia spettano in base alla sua popolazione 78 seggi. La distribuzione dei

seggi avviene dividendo la cifra elettorale per i seggi disponibili e

successivamente si distribuiscono in base alla popolazione delle 5

circoscrizioni.

N.B.

Il calcolo per la distribuzione dei seggi può avvenire secondo quattro

metodologie:

Metodo dei quozienti interi e resti più alti

Utilizzato per il Parlamento europeo.

Metodo d’Hont

Si divide la cifra elettorale per 1,2,3,4,…

Metodo Saint-Lague

Si divide la cifra elettorale per 1,3,5,7,…

Metodo del quoziente corretto

Il numero di seggi equivale al numero del quoziente ottenuto dividendo il

numero totale dei voti validi diviso il numero dei seggi disponibili.

N.B.

Esiste una legge sulla campagna elettorale che disciplina due aspetti

fondamentali di tale attività: la Par condicio, le spese elettorali. Il primo aspetto

riguarda l’obbligo di egual trattamento dei Max media nei confronti dei

candidati (il controllo è esercitato dalla commissione di vigilanza della RAI). Il

secondo riguarda il limite di spesa che ciascun candidato deve rispettare; nel

caso in cui si superi tale tetto massimo, si incorre in sanzione, una delle quali

può essere l’ineleggibilità. Da notar bene è la figura del Mandatario che è

incaricato dalla lista di raccogliere e gestire i fondi necessari alla campagna

elettorale.

2. La Petizione

Secondo l’art.50 della Costituzione ciascun cittadino può rivolgere petizioni alle

camere con lo scopo di richiedere provvedimenti legislativi. Tuttavia risulta

essere strumento di stimolo. Può essere rivolta ai Consigli Regionali,

Provinciali e comunali.

3. Iniziativa legislativa

Secondo l’art.71 il popolo può esercitare l’iniziativa legislativa se un minimo di

50 000 elettori propongono un progetto di legge redatto in articoli. Vi sono

comunque dei limiti a tale iniziativa: uno di questi è il limite rispetto alle materie

che sono di competenza del Governo. A livello regionale i limiti sono previsti

rispetto ai provvedimenti amministrativi.

4. Referendum

Fondamentale potere spettante al popolo è la possibilità di richiedere il

referendum. I tipi di referendum sono

Confermativo (già trattato. Vedi art.138)

Abrogativo

Previsto dall’art.75 e disciplinato dalla legge 352/1970. Il referendum può

essere richiesto da un minimo di 500 000 elettori o da cinque Consigli

regionali. Il percorso di indizione del referendum è caratterizzato da tre fasi

principali: - Verifica di legittimità

Presso l’ufficio centrale del referendum presso la Corte di Cassazione viene

esercitato il controllo di legittimità. Esso può essere definito in due modi:

formale, poiché viene controllato il numero effettivo delle firme e sostanziale,

poiché viene controllato il fatto che la richiesta avvenga su leggi o atti aventi

forza di legge e che questi siano in vigore. Tale fase deve essere superata

entro il15/12 (mentre la richiesta entro il 30/09).

- Verifica di ammissibilità

La Corte Costituzionale deve controllare entro il 10/02 che la richiesta di

referendum non sia stata effettuate su determinate materie prevista dalla

costituzione sulle quali non è possibile richiedere il referendum:

- leggi tributarie

- leggi di indulto

- leggi di amnistia

- leggi di autorizzazione a ratificare trattati internazionali

- leggi di bilancio

A queste sono state aggiunte dalla giurisprudenza pretoria le richieste di

referendum in cui sono presenti una pluralità di domande eterogenee e quelle

che riguardano leggi costituzionale o articoli che possono compromettere il

funzionamento di istituzioni costituzionali.

- Integrazione dell’efficacia

Il Presidente della Repubblica deve indire il referendum in una domenica

compresa fra il 15/04 ed il 15/06. Tuttavia fino all’indizione il parlamento può

provvedere e proporre innovazioni legislative nei confronti dei promotori del

referendum. Se questi si ritengono soddisfatti il referendum non viene indetto.

N.B.

In caso di scioglimento delle Camere il referendum viene sospeso e viene

ripreso in considerazione un anno dopo le elezioni.

Consultivo (vedi art.132 e 133)

Art.132: si può con legge costituzionale, sentiti i consigli regionali, disporre la

fusione di Regioni o crearne nuove con un minimo di 1 000 000 di abitanti,

quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunale che rappresentino

almeno un terzo delle popolazioni interessate e la proposta sia approvata con

referendum a maggioranza delle popolazioni interessate. Inoltre al secondo

comma sta scritto che con approvazione di referendum a maggioranza delle

popolazioni e legge della Repubblica si può consentire che Comuni e Province

si stacchino da una Regione e si aggreghino ad un’altra, sentiti i consigli

regionali.

Art.133: Si possono modificare le circoscrizioni provinciali e si possono istituire

nuove Province con legge della Repubblica, sentita la Regione stessa, su

iniziativa dei Comuni. Al secondo comma sta scritto che la Regione, sentite le

popolazioni interessate può creare nuovi Comuni, modificandone

denominazione e circoscrizione.

Regionale (vedi sezione delle Regioni, art.123).

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Il Presidente della Repubblica è il capo di Stato e rappresenta l‘unità nazionale

(art.87). Secondo l’art.83 è eletto dalle camere in seduta comune più tre

delegati per Regione (1 per la Valle d’Aosta) a maggioranza di due terzi per i

primi tre scrutini, assoluta per i successivi. Secondo l’art.84 i requisiti per

diventare Presidente della Repubblica sono: aver compiuto 50 anni di età e

godimento di diritti civili e politici. Questa carica è incompatibile con qualsiasi

altra. Le Camere si radunano trenta giorni prima che scada il mandato per

l’elezione; se le Camere sono sciolte o mancano meno di tre mesi dalla loro

cessazione, l’elezione avviene entro 15 giorni dalla riunione delle nuove

Camere. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica. Sempre

secondo l’art.85 la durata in carica è di 7 anni e può essere rieletto. Secondo

l’art.86 le funzioni del PdR della Repubblica sono esercitate dal Presidente del

Senato, qualora quegli sia inabilitato nel compierle. In caso di grave

impedimento o di morte o dimissioni del PdR, si procede alla nuova rielezione

e vengono riunite le Camere entro quindici giorni.

Secondo l’art. 87 le funzione del PdR sono:

Rispetto al popolo

- esternazioni atipiche

- indizione referendum e del giorno delle elezioni

Rispetto al Parlamento

- nomina di cinque senatori a vita (art.59)

- invio di messaggi alle Camere (atto formalmente e sostanzialmente

presidenziale)

- convocazione straordinaria delle Camere (atto formalmente e

sostanzialmente presidenziale)

- scioglimento anticipato delle Camere (atto complesso, misto)

- rinvio delle leggi con messaggio motivato (atto formalmente e

sostanzialmente presidenziale

- promulgazione della legge entro un mese dall’approvazione

Rispetto al Governo

- nomina del Presidente del Consiglio (atto misto)

- formazione del Governo (atto misto)

Esistono tre istituti consuetudinari: le consultazioni, il mandato esplorativo, il

pre-incarico

- controfirma i ddl

- La grazia e commutazione della pena (sostanzialmente governativo e

formalmente presidenziale)

Controfirmato dal ministro di grazia e giustizia.

Rispetto alla Magistratura

- Presiede il CSM

- atti di nomina dei magistrati (controfirmati dal Ministro di grazie e

giustizia)

Rispetto alla Corte Costituzionale

- Nomina di un terzo dei giudici

Dichiarazione dello stato di guerra

La presidenza del CSD

Il quale è così composto: al vertice troviamo il Presidente della Repubblica, al di

sotto il Presidente del Consiglio, poi 5 Ministri: interno, difesa, tesoro, industria,

esteri, all’amministrazione troviamo il capo di stato maggiore delle difesa.

E’ il capo delle Forze Armate

Secondo l’art. 90 il Presidente della Repubblica non è responsabile

nell’esercizio delle sue funzioni se non per alto tradimento e attentato alla

costituzione (infatti una volta eletto deve prestare giuramento di fedeltà alla

Repubblica e di osservanza alla costituzione dinnanzi al Parlamento in seduta

comune), poiché ciascun suo atto è controfirmato dai ministri proponenti e dal


PAGINE

54

PESO

353.03 KB

AUTORE

Exxodus

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto costituzionale italiano trattanti argomenti generali, tra cui:
principi fondamentali della Repubblica italiana, i diritti di libertà, il Parlamento, il corpo elettorale, il Presidente della Repubblica, il Governo, il potere giudiziario, Regioni ed enti locali, la Corte Costituzionale, le fonti normative.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Poggi Annamaria.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto costituzionale

Riassunto esame diritto costituzionale, prof. Grosso, libro Diritto costituzionale, Bin, Pitruzzella
Appunto
Diritto Costituzionale regionale - commento alla legge La Loggia di RIforma del titolo V
Appunto
Diritto costituzionale 2 - prima lezione
Appunto
Appunti di Diritto Costituzionale II
Appunto