Individuazione delle forme di stato e di governo
L'individuazione delle varie forme di stato stabilisce la comparazione delle forme di governo. Alcune impostazioni (Giannini) hanno contestato la possibilità di qualificare la forma di governo negli stati democratici contemporanei come parlamentare in quanto connessi a una forma statale di natura oligarchica. Molte circostanze non portano a considerare tale impostazione.
Forme di governo democratiche
Le forme di governo democratiche non possono essere studiate e classificate da un punto di vista giuridico senza considerare il "sistema dei partiti". Ad esempio, in Italia essi trovano riconoscimento negli artt. 49, 72 e 82 Cost., dove si presuppone la pluralità dei partiti quando si parla dei gruppi parlamentari. I partiti sono sempre stati considerati essenziali nei governi parlamentari, ma lo studio era di competenza dei sociologi. L'art. 49 Cost. parla di pluralità, ma le sue caratteristiche e il tipo non vengono considerate.
Considerazioni costituzionali
Dal punto di vista costituzionale è necessario considerare il grado di stabilità del sistema in base a due fenomeni:
- Sorgono una serie di regole convenzionali che riguardano l'esercizio dei poteri previsti dalla Cost. Tali regole non appartengono al diritto perché non fanno capo ai principi costituzionali e non possono essere tradotte in norme scritte e non possono essere usate dalla Corte come criterio di giudizio ma non possono essere contestate neanche davanti al giudice.
- Le consuetudini fanno invece capo ai principi costituzionali. Il diritto si produce secundum ordinem ma può sorgere (come per le consuetudini) anche extra ordinem.
Le convenzioni non contrastano con la Cost. ma si fondano solo su prassi diverse da quelle previste dalla Cost., come crisi extraparlamentari. Nessuno nega che uno degli elementi per classificare la forma di stato consista nella presenza di uno o più partiti, ma non da un punto di vista giuridico e spesso l'influenza è stata considerata in modo superficiale.
Separazione dei poteri
Il criterio usato per distinguere le forme di governo dello stato democratico classico si rifà al grado di separazione dei poteri. Tale separazione evidenzia gli aspetti strutturali ma non funzionali, ma tra i due aspetti non può non esserci un collegamento.
Elia distingue tra:
- Governo parlamentare a bipartitismo rigido;
- Governo parlamentare a multipartitismo temperato;
- Governo parlamentare a multipartitismo esasperato;
- Governo presidenziale;
- Governo a componenti presidenziali e parlamentari;
- Governo direttoriale.
Elementi comuni a tutti i tipi di governi parlamentari
Si potrebbe parlare di governo parlamentare solo quando la titolarità del potere esecutivo è concepita come emanazione permanente (rapporto fiduciario) dei collegi titolari del potere legislativo. Ci sono una serie di istituti che si sono accompagnati a tale relazione, ad esempio la distinzione tra Capo dello Stato e governo, l'esistenza di un potere di scioglimento delle camere e non si può negare la rilevanza di tali istituti ma non sono decisivi al fine di giudicare se si tratta o meno di una forma di governo parlamentare, sembrerebbe più importante considerare il sistema elettorale in vigore.
Il problema è che alcuni istituti come lo scioglimento sono sopravvalutati a causa del richiamo del modello inglese. La forma di governo parlamentare, a parte la componente del sistema partitico, non comporta che il potere sia accentrato in uno dei termini della relazione fiduciaria ed è meno significativo il modo di classificare le forme di governo a seconda degli organi ai quali è attribuito il potere di indirizzo. Il sistema qui accolto è stato criticato. Secondo Elia è fondamentale il rapporto fiduciario per qualificare la forma di governo in senso parlamentare.
Forma parlamentare a bipartitismo rigido
Si riscontra il GB e in alcuni paesi del Commonwealth dove si nota la responsabilità del Cabinet e del Governo verso la Camera dei Comuni ma oggi si trova in un quadro più democratizzato con forti partiti di massa. Il bipartitismo rigido è caratterizzato dal fatto che il potere di direzione politica si accentra in un leader prescelto dal gruppo o partiti della Camera elettiva e per questo si sono delineati maggioranza e opposizione visti come due eserciti con a capo il 1o ministro e l'aspirante Premier. Ciò provoca in caso di instabilità all'interno del partito una sconfitta nelle elezioni politiche generali. In realtà tutta la vita parlamentare rischia di essere vista come una lunga vigilia per la rivincita elettorale. Risulta importante anche il carattere plebiscitario dell'investitura del 1o Ministro. A volte il sistema inglese viene avvicinato a quello americano, ma in tema di elezione il programma di un partito inglese è più preciso ed è facile intuire che buona parte dello Shadow Cabinet formerà il nuovo leader dell'opposizione ma non sappia nulla dello Shadow Cabinet. Il Premier risulta vincolato da situazioni di partito rispetto alla composizione iniziale. Una particolarità è che la leadership in GB è molto longeva e confrontando con la Cost. statunitense vediamo come in quella americana è prevista una durata massima di 8 anni mentre la leadership del partito può durare decenni considerando anche gli anni di opposizione. Nel tempo si sono consolidati la posizione del 1o Ministro. L'importante è il punto d'arrivo a prescindere che ci sia la preminenza del Premier o prevalga la collegialità di Gabinetto. Il bipartitismo rigido garantisce la democrazia di investitura ma assicura anche la "democrazia di operazione". In pratica gli elettori determinano gli uomini e poi il Premier, il ministro e il partito di maggioranza assicurano la realizzazione del programma.
Forma di governo parlamentare a multipartitismo temperato
Nel momento in cui i partiti superano un numero x si entra nel multipartitismo estremo. Il governo parlamentare a multipartitismo temperato include realtà costituzionali meno omogenee di quello rigido. Il multipartitismo moderato è caratterizzato da stabilità e in questo vanno racchiusi gli small European democracies e cioè le monarchie scandinave e le monarchie dell'area del Benelux e delle Repubbliche austriaca, irlandese, islandese. In questi stati viene adottato uno schema di base e l'elemento comune a questi ordinamenti è il ricorso a un sistema elettorale di tipo proporzionale anche se non è l'elemento distintivo perché anche nei sistemi a multipartitismo estremo domina il sistema proporzionale.
Ci sono 4 situazioni, quella più vicina a quella britannica è la svedese dove per molti anni un solo partito si assicura la maggioranza assoluta, il secondo tipo di multipartitismo moderato è dato dalla contrapposizione delle coalizioni e tutti i partiti sono utilizzabili per il governo. Se invece c'è una posizione di centro si parla di SEMITURNOVER dove c'è alternanza tra coalizioni separate e ciò riduce la competitività. Tale multipartitismo può dar luogo a un assetto "consociativo" dove tutti i partiti che raggiungono una certa consistenza hanno parte nella composizione del governo. Le specie consociative si caratterizzano per lo sforzo dei leaders di reagire a un numero troppo elevato di forze politiche.
Forma di governo parlamentare a multipartitismo estremo
In genere si collega tale forma alla Repubblica di Weimar, alla 3a Repubblica 1920-1940, alla 4a e alla Rep. Italiana nel periodo post-gasperiano ed erano caratterizzate da instabilità ministeriale e insufficienza dei blocchi governo-parlamento. Si tratta di insufficienza democratica e mancata adeguazione della forma di governo alla forma di Stato e non ci sono effetti consociativi. Si può prendere in considerazione il diverso modo di contrapporsi dei partiti. Non è tanto il numero dei partiti il problema quanto l'incapacità di creare regole per gli accordi di coalizione. Ci sono due fattori che determinano la crisi:
- L'assenza di regole vincolanti;
- La presenza di convenzioni.
La forma di governo a multipartitismo estremo si caratterizza anche per la riduzione dei poteri del Presidente del Consiglio. Tale governo ha portato nella maggior parte dei casi a conseguenze catastrofiche.
Forma di governo parlamentare in Italia
Se si pensa al grande numero dei partiti e all'esclusione dall'area di governo di cospicue forze parlamentari l'Italia dovrebbe essere inclusa nel multipartitismo estremo, qualcuno ha qualificato lo Stato italiano come "l'homme malade" e ciò che caratterizza il sistema italiano accanto alla convenzione ad excludendum (accordo esplicito o tacito che prevede l'esclusione di una parte terza) e dall'assenza di convenzioni che stabilizzavano i rapporti tra le alleanze e questo provoca crisi extraparlamentari. Sono i partiti dell'area governativa che influiscono nella scelta del personaggio che appartiene alla maggioranza che deve presiedere il governo di coalizione. Le coalizioni italiane non si realizzano tra i partiti di pari legittimazione costituzionale e ci sono alleanze tra partiti di cui non sia mai stata messa in dubbio l'adesione al sistema costituzionale o coalizioni delle quali fanno parte uno o più partiti e per i quali vale la conventio ad excludendum. La continua elezione del segretario politico, il presidente del consiglio non implica la designazione di un leader per una congrua durata e tale scelta non avviene neanche quando la direzione del partito e i gruppi parlamentari.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Diritto Costituzionale, prof. Luciani, libro consigliato Le Categorie del Politico, Schmitt
-
Riassunto esame Diritto costituzionale italiano e comparato, Prof. Ceccanti Stefano, libro consigliato “Forme di St…
-
Riassunto esame di Diritto costituzionale, prof. D'Andrea, libro consigliato Diritto Costituzionale
-
Riassunto esame Diritto Pubblico, prof. Cocco, libro consigliato Diritto Costituzionale e Pubblico, Caretti, De Sie…