Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

LE FONTI DELLE AUTONOMIE

1. STATUTI REGIONALI

Sono fonti dell’ordinamento regionale lo Statuto, la legge regionale e il regolamento regionale. Tutte le

Regioni hanno uno Statuto, ma questo può essere di 2 tipi: statuto ordinario e statuto speciale. Lo Statuto

delle Regioni speciali serve per disciplinare i loro poteri, oltre alla loro organizzazione. Mentre le Regioni

ordinarie sono sottoposte ad una disciplina comune (Titolo V della Costituzione), le 5 Regioni speciali hanno

ciascuna una propria disciplina, derogatoria rispetto a quella comune dettata dalla Costituzione. Per esse lo

Statuto costituisce il fondamento stesso dell’autonomia, di cui definisce i limiti e i modi di esercizio. Gli

Statuti delle Regioni speciali sono adottati con legge costituzionale. Diversa è la funzione degli Statuti delle

Regioni ordinarie. Per esse le forme e le condizioni di autonomia sono già definite dalla Costituzione.

Con la L.Cost. 2/2001 anche alle Regioni speciali è stata concessa una certa autonomia nello scegliersi la

forma di governo. Un’unica legge costituzionale ha modificato ogni singolo statuto speciale, prevedendo

che la Regione possa dotarsi di una propria legge statutaria che ridisegni la forma di governo e il sistema

elettorale. Si tratta di una legge regionale rinforzata, perché deve essere approvata a maggioranza assoluta

e può essere poi sottoposta ad un referendum approvativo se lo richiede una frazione del corpo elettorale

o dell’assemblea regionale.

STATUTO DELLE REGIONI SPECIALI: è una legge costituzionale particolare:

- Parte delle sue disposizioni sono derogabili con legge regionale rafforzata. Lo statuto subisce, così,

un depotenziamento di alcune sue parti.

- Il procedimento di revisione degli Statuti è semplificato: le modifiche non sono sottoposte a

referendum costituzionale.

STATUTO DELLE REGIONI ORDINARIE: ha subito una radicale riforma per ciò che riguarda la procedura di

formazione. Il nuovo art. 123 Cost. dispone che lo Statuto sia approvato e modificato dal Consiglio

regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti con 2 deliberazioni successive

adottate ad intervallo non inferiore ai 2 mesi. Il Governo ha la possibilità di impugnarlo direttamente

dinnanzi alla Corte costituzionale entro 30 gg. dalla sua pubblicazione. Entro 3 mesi dalla pubblicazione

stessa 1/50 degli elettori della Regione o 1/5 dei componenti del Consiglio regionale può proporre un

referendum approvativo o sospensivo, poiché lo Statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non

è approvato dalla maggioranza dei voti validi. Il nuovo testo costituzionale non dice con chiarezza quale

valore abbia la pubblicazione da cui decorrono i termini per l’impugnazione governativa e quelli per la

richiesta di referendum. La Corte costituzionale ha detto che si tratta di una pubblicazione notiziale, a cui

seguirà la promulgazione da parte del Presidente della Regione e la pubblicazione sul BUR.

Gli Statuti delle Regioni ordinarie sono leggi regionali rinforzate. Il nuovo art. 123 Cost. riserva ad essi la

disciplina di alcuni importanti aspetti: la forma di governo regionale, i principi fondamentali di

organizzazione e funzionamento, il diritto di iniziativa legislativa e di referendum su leggi e provvedimenti

amministrativi regionali, la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali. Si è ampliato molto anche

lo spazio di scelta lasciato alle Regioni: ora gli unici limiti sono quelli derivanti dal puntuale rispetto di ogni

disposizione della Costituzione e del suo spirito. Lo Statuto funge, quindi, da limite sia per le leggi dello

Stato, che non possono invadere la competenza riservata dalla Costituzione a questa particolare legge, sia

per le leggi regionali, rispetto alle quali ha una posizione di sovra ordinazione gerarchica.

2. LEGGI REGIONALI

La legge regionale è una legge ordinaria formale. La forma della legge è data dal procedimento, che

rispecchia il procedimento di formazione delle leggi statali. La collocazione tra le fonti primarie è giustificata

perché:

- La competenza della legge regionale è garantita dalla Costituzione;

- La Costituzione pone su di un piano di concorrenza e di separazione di competenza le leggi regionali

e le leggi statali;

- La legge regionale è parificata alla legge statale per quanto riguarda il controllo di legittimità

(riservato alla Corte Costituzionale).

Il procedimento di formazione delle leggi regionali è disciplinato in minima parte dalla Costituzione, in parte

dallo Statuto e per il resto dal regolamento interno del Consiglio regionale. Il procedimento si svolge in

queste fasi essenziali:

a. INIZIATIVA: spetta alla Giunta, ai Consiglieri e a soggetti individuati dagli statuti;

b. APPROVAZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE: sono in genere previste le 3 letture in assemblea. La

legge è approvata a maggioranza relativa, ma gli Statuti possono prevedere maggioranze rinforzate.

Ad essi spetta anche il compito di definire le modalità con cui al procedimento legislativo può

partecipare anche il Consiglio delle autonomie (organo di rappresentanza degli enti locali).

c. PROMULGAZIONE: del Presidente della Regione e pubblicazione sul BUR.

Allo stato è consentito solo d’impugnare le leggi regionali successivamente alla loro pubblicazione, cioè

quando esse sono già in vigore. Solo in Sicilia e in Trentino-Alto Adige sopravvive una forma di controllo

preventivo entro un breve termine da parte del Commissario del Governo.

CHI CONTROLLA LA LEGITTIMITA’ DELLE LEGGI REGIONALI?

Prima della riforma del Titolo V, le leggi regionali non potevano essere promulga tese prima non

passavano un controllo governativo: la delibera legislativa veniva trasmessa al Governo che, o

autorizzava il “visto” alla legge,o ne decideva il rinvio al Consiglio regionale. Il rinvio doveva essere

motivato, e i motivi attenevano alla legittimità della legge stessa. A seguito del rinvio il Consiglio

regionale poteva riapprovare la stessa legge a maggioranza assoluta: il Governo, con delibera del

Consiglio dei Ministri, poteva, però, impugnare la legge davanti alla Corte Costituzionale per vizi di

legittimità.

Ora che il controllo preventivo è stato eliminato, chi può impedire al Consiglio regionale di votare una

legge gravemente illegittima? È un problema che gli Statuti devono affrontare. La soluzione che sembra

prevalere è quella di affidare il controllo ad organi interni al Consiglio stesso o ad organi di garanzia

statutaria esterni al Consiglio e formati da tecnici.

La riforma del Titolo V ha completamente mutato l’autonomia legislativa delle Regioni. Prima esse

incontravano limiti di vario tipo. Si trattava di limiti di legittimità (fatti valere dal Governo di fronte alla

Corte Costituzionale) o di limite di merito (fatto valere di fronte alle Camere).

Nello stato regionale, lo stato unitario devolve parte dei suoi poteri originari ad entità periferiche. Nella

costituzione regionale i poteri devoluti ad entità periferiche sono elencati, perché gli altri restano allo Stato

centrale. Ciò è avvenuto con la riforma. Prima il testo costituzionale elencava le materie su cui le Regioni

ordinarie avevano potestà legislativa (potestà concorrente), aggiungendo che le leggi statali potevano

delegare ulteriori competenze alle Regioni (potestà attuativa). Ora, invece, il nuovo art. 117 stabilisce:

 Un elenco di materie dove c’è potestà legislativa esclusiva dello Stato.

 Un elenco di materie su cui le Regioni hanno potestà legislativa concorrente. La legislazione dello

Stato determina i principi fondamentali della materia, mentre il resto della disciplina compete alle

Regioni, che devono rispettare i principi fissati dallo Stato.

 Una clausola residuale per cui in tutte le materie non comprese nei due elenchi precedenti, spetta

alle Regioni la potestà legislativa residuale.


PAGINE

5

PESO

297.50 KB

AUTORE

summerit

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Toniatti Roberto.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto costituzionale

Diritto costituzionale - sentenze di Casonato Carlo
Appunto
Diritto costituzionale - la Giustizia costituzionale
Appunto
Diritto costituzionale - le fonti dello Stato
Appunto
Appunti di diritto costituzionale, prof. Piciocchi (Unitn)
Appunto