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Diritto costituzionale - Introduzione Appunti scolastici Premium

Appunti introduttivi di Diritto costituzionale per l'esame del professor Tesauro. Gli argomenti trattati sono i seguenti: gli elementi costitutivi, la sovranità, il popolo, il territorio, le forme di Stato, la Costituzione italiana, gli organi costituzionali, la formazione delle leggi, le autonomie, la magistratura.

Esame di Diritto Costituzionale docente Prof. P. Tesauro

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2.5. La Corte costituzionale

E' l'organo che svolge funzioni di controllo e garanzia della rispondenza delle leggi ai principi

dell'ordinamento costituzionale.

La Corte costituzionale si compone di 15 giudici, nominati per 1/3 dal Parlamento, per 1/3 dal

Presidente della Repubblica e per 1/3 dalle Magistrature (ordinarie, amministrative, contabili), tra

professori, avvocati e magistrati. I Giudici restano in carica 9 amni e non sono rieleggibili; tra di essi

viene eletto il Presidente che ha un mandato di 3 anni. II Presidente e i Giudici nell'esercizio delle

loro funzioni sono aiutati da assistenti di studio.

Svolge in forma giurisdizionale i seguenti compiti:

controllo di costituzionalità delle leggi e degli atti con forza di legge in via incidentale (su iniziativa

di un giudice nel corso di un processo) e in via principale (su ricorso dello Stato avverso leggi delle

Regioni e su ricorso di una Regione, avverso leggi dello Stato o di altra Regione);

risoluzione dei conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato, fra lo Stato e le Regioni, e fra le

Regioni;

giudizio di ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo;

giudizio sulle accuse per alto tradimento o per attentato alla Costituzione promosse contro il

Presidente della Repubblica.

2.6. Il Parlamento

Il Parlamento è l'organo costituzionale che nella tradizione liberal-democratica occidentale è

custode della rappresentanza cosiddetta politica. poiché viene eletto dal corpo elettorale nella sua

interezza, senza alcuna esclusione dal diritto di voto per motivi economici, sociali, ecc.; questo

carattere comporta che il Parlamento riproduca i diversi orientamenti politici dell'elettorato.

Ricordiamo che la Camera è elettiva nella sua completezza, il Senato lo è per la quasi totalità:

infatti il presidente della Repubblica può nominare senatori a vita 5 cittadini che hanno illustrato la

patria per altissimi meriti nel campo sociale, artistico e letterario; inoltre sono designati dalla

stessa Costituzione gli ex presidenti della Repubblica che, salvo rinuncia, sono senatori di diritto e a

vita.

Il sistema bicamerale dello Stato italiano è strutturato su basi paritarie: per quasi tutte le

tipologie di leggi è infatti necessaria l'approvazione dello stesso testo da parte di entrambe le

Camere.

La Camera dei deputati è formata da 630 membri, il Senato della Repubblica da 315 più 5

senatori di diritto e a vita. E' richiesta l'età di 18 anni per il diritto di votare per la Camera, di 25

per votare per il Senato. Sono eleggibili i cittadini che hanno superato il venticinquesimo anno di

età per la Camera, quelli che hanno compiuto il quarantesimo per il Senato.

II nostro sistema parlamentare è ispirato al principio del bicameralismo perfetto, cioè le due

Camere hanno funzioni simili.

II Parlamento ha funzioni:

• legislative: ad esso spetta il potere di esprimere la volontà politica del Paese in norme

giuridiche aventi valore di legge;

• di controllo politico: esercita il controllo sul potere esecutivo, cioè sul Governo e sugli organi

da esso dipendenti; il Governo, per potere svolgere le sue funzioni, deve godere della fiducia

delle Camere;

La funzione politica. Per quanto concerne la funzione politica, oltre gli atti ispettivi, che si

caratterizzano per il fatto di essere diretti a conoscere e valutare l'attività del governo, particolare

rilevanza assumono quegli atti che tendono, invece, a condizionarne l'attività, denominati di

indirizzo politico. Consistono:

a) negli atti di direttiva in senso stretto, generalmente contenuti in appositi ordini del giorno,

mozioni (semplici), risoluzioni e raccomandazioni, con i quali le Camere rispettivamente

auspicano, invitano o sollecitano il governo ad assumere un determinato atteggiamento politico;

nelle mozioni di fiducia e di sfiducia, con le quali si verifica il rapporto fiduciario fra Parlamento

b) e governo, e dirette a causare l'obbligo di dimissioni del governo (mozione di sfiducia) o

approvare l'indirizzo politico del governo in carica (mozione di fiducia).

- di messa in stato d'accusa del P.d.R., per i reati di alto tradimento e attentato alla Costituzione

(art. 90 Cost.). Tale funzione attribuita al Parlamento si avvicina più a quella del pubblico

ministero, che non alla funzione giurisdizionale in senso tecnico.

- di connotazione del sistema: in quanto la somma dei poteri attribuiti al Parlamento non solo

caratterizza la forma di governo italiana (cioè la distribuzione del potere fra gli organi di direzione

dello Stato, che pone il Parlamento al centro del sistema), ma anche la forma di Stato (cioè il

rapporto tra governo e cittadini, tra potere pubblico e autonomie locali e sociali).

Le Camere, che di regola svolgono le proprie attività separatamente, deliberano in seduta

comune nei casi tassativamente indicati dalla Costituzione: elezione del Presidente della Repubblica

e sua messa in stato d'accusa (artt. 83 e 90 Cost.), elezione di 1/3 dei membri del Consiglio

Superiore della Magistratura (art. 104 Cost.), elezione di 1/3 dei giudici costituzionali (art. 135

Cost.), compilazione dell'elenco dei cittadini tra cui sorteggiare i giudici aggregati che devono

intervenire nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica.

2.6. 1. La formazione delle leggi

La legge costituzionale

La Costituzione è caratterizzata dall'elemento della rigidità, per cui le modifiche delle norme in

essa contenute possono essere effettuate solamente per mezzo di leggi di revisione costituzionale

per le quali è previsto un particolare procedimento legislativo (denominato aggravato) al fine di

consentire una maggiore riflessione, da parte dei membri del Parlamento, sulle scelte da

effettuare. Le leggi di revisione e le altre leggi costituzionali sono adottate con due successive

deliberazioni a intervallo non minore di 3 mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei

componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Per la loro rilevanza giuridica le leggi

costituzionali necessitano di un procedimento di formazione particolare che richiede la doppia

deliberazione da parte delle due Camere e un intervallo fra la prima e la seconda deliberazione non

inferiore a 3 mesi, e la maggioranza assoluta nella seconda votazione dei membri di ciascuna

Camera. II progetto di legge costituzionale, una volta approvato, non si trasforma immediatamente

in legge, ma resta allo stato di progetto e come tale viene pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana» al fine di renderne noto il contenuto. Entro 3 mesi da tale pubblicazione, 500

000 elettori, un quinto dei membri di ciascuna Camera o 5 Consigli regionali possono richiedere che

il progetto sia sottoposto a referendum popolare. Se decorrono i 3 mesi e il referendum non viene

richiesto il progetto si intende tacitamente approvato dal corpo elettorale. Nel caso in cui, invece,

venga richiesto, il progetto si intende approvato qualora abbia ottenuto nel referendum la

maggioranza dei voti validi. II progetto di revisione costituzionale, approvato espressamente

(mediante il referendum), o tacitamente, si trasforma in legge che verrà promulgata dal Capo dello

Stato e pubblicata con le forme previste dalla legge. Se però nella seconda votazione parlamentare

il progetto viene approvato da ciascuna Camera a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti si

trasforma in legge e non è prevista la possibilità di sottoporre il progetto a referendum.

2. La legge ordinaria. Atto principale del Parlamento, costituisce l'espressione della funzione

legislativa che la Costituzione attribuisce collettivamente alle due Camere. Riguardo al

procedimento di formazione delle leggi, è opportuno distinguerlo nelle seguenti fasi.

a) L'iniziativa legislativa. Consiste nella presentazione alle Camere di un progetto di legge,

presentazione che può essere fatta dal governo (detto disegno di legge), con delibera del

Consiglio dei ministri e autorizzazione del presidente della Repubblica: inoltre dai membri del

Parlamento che individualmente o collettivamente possono presentare una proposta di legge alla

Camera a cui appartengono: dal corpo elettorale che, mediante la proposta da parte di 50 000

elettori, può esercitare l'iniziativa legislativa (gli elettori devono essere iscritti nelle liste per

l'elezione della Camera dei deputati e le loro firme devono essere autenticate e accompagnate

da certificati elettorali); dai Consigli regionali, limitatamente alle materie che interessano

direttamente la Regione e che non siano già di competenza legislativa regionale: dai Consigli

comunali, limitatamente alle proposte di legge per il mutamento delle circoscrizioni provinciali e

l'istituzione di nuove Province; dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, limitatamente

alle materie di sua pertinenza. Tale iniziativa non può essere esercitata per le leggi tributarie, di

bilancio, di delegazione legislativa e di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, né

sopra un oggetto sul quale una Camera o il governo abbiano già chiesto il parere del Consiglio

stesso, oppure quando il governo abbia presentato al Parlamento un disegno di legge.

L'approvazione del progetto di legge da parte di ciascuna Camera. Esso può avvenire secondo

b) quattro distinti procedimenti: ordinario, abbreviato, decentrato, misto. II procedimento

ordinario comporta che il progetto di legge venga preliminarmente esaminato e discusso da una

commissione parlamentare, competente per materia, che svolge i suoi compiti in sede referente.

La commissione, esaurito l'esame, trasmette il progetto accompagnato da una o più relazioni (a

seconda dei pareri formatisi all'interno della commissione) all'assemblea che discuterà in linee

generali su tale progetto. Se l'assemblea si dimostra favorevole al progetto si passa alla

discussione e all'approvazione articolo per articolo. Tale procedimento è obbligatorio in caso di

leggi in materia elettorale, di delegazione legislativa, di approvazione di bilanci e consuntivi e di

autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali. II procedimento abbreviato invece è

adottato per i disegni di legge dichiarati urgenti. La richiesta di dichiarazione di urgenza (su

relazione di un solo oratore per ogni gruppo al Senato, e di soli due oratori in tutto, uno pro e

uno contro, alla Camera) viene deliberata per alzata di mano. L'approvazione della dichiarazione

di urgenza comporta la riduzione dei termini alla metà. II procedimento decentrato avviene

quando le commissioni parlamentari non si limitano a esaminare il progetto di legge, ma lo

approvano anche. In questo caso, la Commissione svolge i suoi lavori in sede deliberante in

quanto procede all'approvazione senza che essa si svolga davanti all'intera assemblea. A garanzia

di eventuali abusi, sono stabilite la redazione e la distribuzione obbligatoria a tutti i membri del

Parlamento di resoconti sommari delle sedute delle commissioni, in modo da consentire un

controllo da parte dell'assemblea: il potere (riconosciuto a un decimo dei componenti di ciascuna

Camera, o a un quinto dei componenti la commissione) di chiedere che il progetto sia rimesso

all'assemblea per la votazione dei singoli articoli di legge o per la votazione finale e infine di

permettere la pubblicità delle sedute nei confronti del pubblico e della stampa. II procedimento

misto (o redigente) consiste in una suddivisione del lavoro legislativo fra la commissione e

l'assemblea: alla commissione pute essere riservata l'approvazione articolo per articolo e

all'assemblea l'approvazione finale, oppure all'assemblea è riservata la fissazione dei criteri

informatori della legge, mentre l'approvazione, sia per articoli sia finale, è riservata alla

commissione.

c) La legge formata e approvata con uno dei quattro procedimenti suddetti viene promulgata dai

presidente della Repubblica e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

2.7. Il Governo

È quel complesso di organi cui è affidata la funzione d'individuare e tradurre in concreti

programmi d'azione l'indirizzo politico espresso dal corpo elettorale (prima) e dal Parlamento (poi) e

di curare l'attuazione di tali programmi in tutti i modi in cui essa sia configurabile.

II Governo, nel sistema costituzionale italiano, è un organo complesso, in quanto costituito al suo

interno da più organi con competenze autonome. Alcuni di tali organi sono espressamente previsti

dalla Costituzione (Consiglio dei Ministri, Ministri, Presidente del Consiglio), altri, invece non lo sono

e sono disciplinati da legge ordinaria.

Il Governo ha funzioni:

- politiche: in quanto partecipa della direzione politica del paese, nell'ambito dell'indirizzo

indicato dalla maggioranza parlamentare;

- legislative: esso, infatti, può emanare norme giuridiche mediante atti aventi forza di legge ex

arti. 76 e 77 Cost. (decreti legislativi e decreti legge);

- esecutive (o amministrative lato senso): in quanto è al vertice del potere esecutivo, e ai singoli

ministeri fanno capo tutti i settori amministrativi dello Stato; inoltre spetta al Governo la cd.

funzione di «alta amministrazione;

- di controllo: tale funzione viene esercitata sull'attività di tutti gli organi amministrativi centrali

anche se adesso con minor incisività che in passato.

2.8. Il Presidente del Consiglio

La figura del Presidente del Consiglio è di grande importanza in quanto ad esso è affidata la

funzione di coordinare e dirigere l'attività del Consiglio dei Ministri.

È nominato dal Presidente della Repubblica in seguito ad una particolare procedura che consiste

in una serie di consultazioni con i segretari dei partiti e i presidenti delle Camere al termine della

quale viene conferito l’incarico governativo.

II Presidente del Consiglio a sua volta forma il Governo, nominando i Ministri e stendendo il


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Tesauro Paolo.

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