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Diritto costituzionale - introduzione

Appunti di Diritto costituzionale riguardanti l'introduzione. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: elementi costitutivi, la sovranità , il popolo, il territorio, le forme di Stato, la Costituzione italiana e i suoi valori fondamentali.

Esame di Diritto costituzionale docente Prof. G. Serges

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II GLI ORGANI COSTITUZIONALI

Si devono considerare organi costituzionali dello Stato quegli organi che

partecipano alla funzione politica: cioè prendono parte all'individuazione dei fini che

lo Stato è chiamato a perseguire. Tali organi sono direttamente disciplinati dalla

Costituzione ed una modifica degli stessi porta all’emanazione di norme costituzionali.

Essi sono: il Presidente della Repubblica, il Parlamento, composto da Camera dei

Deputati e Senato, il Presidente del Consiglio dei Ministri e l’intero Governo,

l’organismo della Magistratura, gli Enti territoriali autonomi.

Gli organi di rilievo costituzionale sono, invece, quelli che, pur non partecipando

alla funzione politica, ne' essendo essenziali alla struttura costituzionale dello Stato,

sono elencati, ma non direttamente disciplinati dalla Costituzione, che rinvia alla

legge ordinaria la disciplina della loro organizzazione, struttura ed attività.

Gli organi di rilievo costituzionale sono: il Consiglio Nazionale dell'Economia e del

Lavoro (CNEL), il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti, il Consiglio Superiore della

Magistratura, il Consiglio Supremo di Difesa.

2.1. La divisione dei poteri

La struttura statale, quale si è semplicemente delineata, ha vari compiti nei

confronti del gruppo sociale, del popolo che ha eletto il suo Governo. Questi compiti

possono essere riassunti in tre funzioni fondamentali.

La funzione legislativa: attraverso le leggi lo Stato definisce le regole per il

raggiungimento dei fini da parte del gruppo sociale.

La funzione amministrativa (o esecutiva): attraverso gli organi amministrativi lo

Stato cura gli interessi dei cittadini nei campi dove il singolo componente della

comunità o gruppi privati non avrebbero i mezzi e l'organizzazione per ottenere i

risultati migliori (secondo il principio di sussidiarietà). Nella funzione amministrativa lo

Stato si comporta come soggetto pubblico, con capacità giuridiche diverse rispetto ai

singoli soggetti privati.

Le funzioni amministrative più importanti sono la Difesa del territorio, la Pubblica

Sicurezza interna, la Sanità pubblica, l'educazione, l'organizzazione del territorio,

l'Ambiente.

La funzione giudiziaria: attraverso la funzione giudiziaria lo Stato risolve i conflitti

d'interesse tra i propri cittadini, le questioni riguardo i diritti, i conflitti tra lo Stato

stesso ed i cittadini che si ritengono lesi dall'azione pubblica in un loro diritto

soggettivo od interesse legittimo.

Inoltre, lo Stato determina le pene per chi commette infrazioni alle sue regole. Tali

infrazioni possono essere contro regole (leggi) penali, o contro regole (leggi)

amministrative. La gravità dell'infrazione determina l'entità della pena.

2.2. Funzioni e poteri

In uno Stato che ha un modello di governo liberal-democratico le tre funzioni non

sono concentrate di fatto o di diritto in un unico soggetto come nei sistemi dittatoriali

o totalitari. Esse si dividono tra più organismi ( che quindi controllano

democraticamente il potere dell'altro perché non scada nell'arbitrio) che hanno il

potere di organizzare e di rendere effettiva tale funzione.

In Italia la funzione legislativa si divide tra il Parlamento e il Governo, mentre a

livello regionale è detenuta dal Consiglio Regionale; la funzione amministrativa è

gestita a livello di Governo secondo l'organizzazione dei Ministeri; la funzione

giudiziaria è garantita attraverso l'opera della Magistratura.

2.3 Il ruolo dei partiti.

Tutta l'attività di organizzazione e determinazione delle scelte principali di uno

Stato, che si esprime attraverso le principali funzioni costituzionali, come attività

politica. Al fine di permettere di selezionare le idee e i soggetti migliori per questa

attività sono nate nell''800 specifiche associazioni di tipo privato, che in un primo

momento avevano la forma di club. Qui i cittadini si incontravano e decidevano di dare

la propria fiducia ad un singolo rappresentante del gruppo perché partecipasse alle

elezioni per portare le loro idee ed i loro interessi nel Parlamento nazionale. Come

sappiamo le dimensioni dei votanti nell'800 erano bassissime rispetto ad oggi.

Successivamente alla Prima Guerra Mondiale, con l'estensione del diritto di voto

nascono i primi grandi partiti di massa, quali i Partiti di ispirazione cattolica ed i

Partiti di ispirazione socialista ed operaia.

Ancora oggi i partiti in Italia sono libere associazioni di diritto privato ammesse al

finanziamento pubblico per la loro attività di organizzazione e selezione dei cittadini

che andranno a far parte degli organi dello Stato e che soprattutto saranno

liberamente eletti all'interno del Parlamento. Sono scomparsi i grandi partiti ideologici

degli anni '70-80, il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana, e si sta cercando con

difficoltà, di creare un sistema che sia composto da due aggregazioni partitiche

distinte: uno di centro-destra, moderata e conservatrice, l'altra di centro-sinistra,

laburista e progressista.

2.4. Il Presidente della Repubblica

Nel nostro sistema, che è un sistema parlamentare, il Presidente della Repubblica

costituisce un potere neutro apolitico e imparziale che esercita funzioni di garanzia e

di controllo sugli organi di indirizzo politico al di sopra delle tre funzioni tradizionali

(legislativa, esecutiva, giudiziaria), con il fine di equilibrare il sistema senza svolgere

funzioni attive di governo e di indirizzo politico.

Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione e, come tale, vigila

sull'osservanza delle norme in essa contenute.

Egli è altresì arbitro tra i partiti, costituendo il punto di unione di tutte le forze

politiche nazionali: ciò trova conferma nell'art. 87 Cost. che qualifica il Presidente

della Repubblica come Capo dello Stato italiano e rappresentante della unità

nazionale.

II Presidente della Repubblica italiana è eletto dal Parlamento in seduta comune dei

suoi membri, integrato da tre delegati per ciascuna Regione (fatta eccezione per la

Valle d'Aosta che ha un solo delegato); l'elezione avviene a scrutinio segreto ed è

necessaria una maggioranza di due terzi dell'assemblea nei primi tre scrutini mentre in

quelli successivi è sufficiente la maggioranza assoluta (art. 83 Cost.).

Può essere eletto Presidente della Repubblica qualunque cittadino italiano che

abbia compiuto 50 anni, che sia nel pieno godimento dei diritti civili e politici e non

appartenga, per discendenza o legame di parentela, alla Casa Savoia (XIII disp. finale

Cost.).

A norma dell'art. 84 Cost. l'ufficio è incompatibile con qualsiasi altra carica; la

durata della carica è di sette anni, che decorrono dalla data del giuramento. In caso di

impedimento le funzioni del Presidente della Repubblica vengono assunte dal

Presidente del Senato.

Le funzioni del Presidente della Repubblica (d’ora in poi “PdR”) sono così

riassumibili:

in qualità di garante della Costituzione il PdR interviene

sul Potere legislativo, e pertanto:

- ratifica i trattati internazionali;

- può sciogliere le Camere;

- può inviare messaggi alle Camere;

- nomina 5 Senatori a vita;

- autorizza la presentazione dei disegni di legge del Governo;

- promulga (o rinvia) le leggi;

- scioglie i consigli comunali, provinciali e regionali su proposta del Governo.

- indice il referendum;

- indice le elezioni.

sul Potere esecutivo, e pertanto:

- nomina il Governo;

- nomina i funzionari di grado più alto;

- dichiara lo Stato di guerra, comanda le forze armate, presiede il Consiglio

Supremo di difesa;

- conferisce la cittadinanza;

- conferisce le onorificenze;

- accredita e riceve i rappresentanti diplomatici.

sul Potere giudiziario, e pertanto:

- presiede il Consiglio Superiore della Magistratura;

- nomina 5 giudici della Corte Costituzionale

In qualità di rappresentante dell'unità nazionale il PdR:

- rappresenta lo Stato;

- gode del potere di esternazione;

- può concedere la grazia.

L'art. 89 Cost. prevede il c.d. istituto della «controfirma ministeriale disponendo

che "nessun atto del PdR è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti che

ne assumono la responsabilità". Il Governo (di cui i ministri fanno parte) viene così ad

essere l’unico responsabile politico di tali atti nei confronti del Parlamento

La cessazione dall'ufficio di Presidente può avvenire per morte, fine del settennato,

dimissioni (l'atto di dimissione del PdR è atto personalissimo e non richiede la

controfirma ministeriale). Le dimissioni una volta presentate, sono irrevocabili, non

possono essere sottoposte a termini o a condizione, ed hanno efficacia dal momento

della comunicazione al Parlamento, indipendentemente dall'accettazione di

quest'ultimo. Altre cause di cessazione sono: l'impedimento permanente, la

destituzione a seguito della condanna per alto tradimento o attentato alla

Costituzione, ad opera della Corte Costituzionale.

La Costituzione, nel fissare le norme per l'elezione del PdR si è ispirata al criterio di

evitare o ridurre al massimo la proroga dei poteri del Presidente uscente.

II Parlamento, nella composizione prescritta, viene riunito dal Presidente della

Camera, trenta giorni prima che scada il termine dei sette anni per il Presidente in

carica.

2.5. La Corte costituzionale

E' l'organo che svolge funzioni di controllo e garanzia della rispondenza delle leggi

ai principi dell'ordinamento costituzionale.

La Corte costituzionale si compone di 15 giudici, nominati per 1/3 dal Parlamento,

per 1/3 dal Presidente della Repubblica e per 1/3 dalle Magistrature (ordinarie,

amministrative, contabili), tra professori, avvocati e magistrati. I Giudici restano in

carica 9 amni e non sono rieleggibili; tra di essi viene eletto il Presidente che ha un

mandato di 3 anni. II Presidente e i Giudici nell'esercizio delle loro funzioni sono

aiutati da assistenti di studio.

Svolge in forma giurisdizionale i seguenti compiti:

controllo di costituzionalità delle leggi e degli atti con forza di legge in via incidentale

(su iniziativa di un giudice nel corso di un processo) e in via principale (su ricorso dello

Stato avverso leggi delle Regioni e su ricorso di una Regione, avverso leggi dello Stato

o di altra Regione);

risoluzione dei conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato, fra lo Stato e le

Regioni, e fra le Regioni;

giudizio di ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo;

giudizio sulle accuse per alto tradimento o per attentato alla Costituzione promosse

contro il Presidente della Repubblica.

2.6. Il Parlamento

Il Parlamento è l'organo costituzionale che nella tradizione liberal-democratica

occidentale è custode della rappresentanza cosiddetta politica. poiché viene eletto

dal corpo elettorale nella sua interezza, senza alcuna esclusione dal diritto di voto per

motivi economici, sociali, ecc.; questo carattere comporta che il Parlamento riproduca

i diversi orientamenti politici dell'elettorato.

Ricordiamo che la Camera è elettiva nella sua completezza, il Senato lo è per la

quasi totalità: infatti il presidente della Repubblica può nominare senatori a vita 5

cittadini che hanno illustrato la patria per altissimi meriti nel campo sociale, artistico

e letterario; inoltre sono designati dalla stessa Costituzione gli ex presidenti della

Repubblica che, salvo rinuncia, sono senatori di diritto e a vita.

Il sistema bicamerale dello Stato italiano è strutturato su basi paritarie: per quasi

tutte le tipologie di leggi è infatti necessaria l'approvazione dello stesso testo da parte

di entrambe le Camere.

La Camera dei deputati è formata da 630 membri, il Senato della Repubblica da 315

più 5 senatori di diritto e a vita. E' richiesta l'età di 18 anni per il diritto di votare per

la Camera, di 25 per votare per il Senato. Sono eleggibili i cittadini che hanno

superato il venticinquesimo anno di età per la Camera, quelli che hanno compiuto il

quarantesimo per il Senato.

II nostro sistema parlamentare è ispirato al principio del bicameralismo perfetto,

cioè le due Camere hanno funzioni simili.

II Parlamento ha funzioni:

legislative: ad esso spetta il potere di esprimere la volontà politica del Paese in

· norme giuridiche aventi valore di legge;

di controllo politico: esercita il controllo sul potere esecutivo, cioè sul Governo

· e sugli organi da esso dipendenti; il Governo, per potere svolgere le sue

funzioni, deve godere della fiducia delle Camere;

La funzione politica. Per quanto concerne la funzione politica, oltre gli atti

ispettivi, che si caratterizzano per il fatto di essere diretti a conoscere e valutare

l'attività del governo, particolare rilevanza assumono quegli atti che tendono, invece,

a condizionarne l'attività, denominati di indirizzo politico. Consistono:

f) negli atti di direttiva in senso stretto, generalmente contenuti in appositi ordini del

giorno, mozioni (semplici), risoluzioni e raccomandazioni, con i quali le Camere

rispettivamente auspicano, invitano o sollecitano il governo ad assumere un

determinato atteggiamento politico;


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Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Serges Giovanni.

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