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Diritto costituzionale - Introduzione

Appunti per l'esame di Diritto costituzionale del professor Serges. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la Costituzione italiana e i suoi valori fondamentali, gli organi costituzionali, la divisione dei poteri, le funzioni e i poteri, il ruolo dei partiti, il Presidente della Repubblica, la Corte costituzionale, il Parlamento,... Vedi di più

Esame di Diritto Costituzionale docente Prof. G. Serges

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Egli è altresì arbitro tra i partiti, costituendo il punto di unione di tutte le forze

politiche nazionali: ciò trova conferma nell'art. 87 Cost. che qualifica il Presidente

della Repubblica come Capo dello Stato italiano e rappresentante della unità

nazionale.

II Presidente della Repubblica italiana è eletto dal Parlamento in seduta comune dei

suoi membri, integrato da tre delegati per ciascuna Regione (fatta eccezione per la

Valle d'Aosta che ha un solo delegato); l'elezione avviene a scrutinio segreto ed è

necessaria una maggioranza di due terzi dell'assemblea nei primi tre scrutini mentre in

quelli successivi è sufficiente la maggioranza assoluta (art. 83 Cost.).

Può essere eletto Presidente della Repubblica qualunque cittadino italiano che

abbia compiuto 50 anni, che sia nel pieno godimento dei diritti civili e politici e non

appartenga, per discendenza o legame di parentela, alla Casa Savoia (XIII disp. finale

Cost.).

A norma dell'art. 84 Cost. l'ufficio è incompatibile con qualsiasi altra carica; la

durata della carica è di sette anni, che decorrono dalla data del giuramento. In caso di

impedimento le funzioni del Presidente della Repubblica vengono assunte dal

Presidente del Senato.

Le funzioni del Presidente della Repubblica (d’ora in poi “PdR”) sono così

riassumibili:

in qualità di garante della Costituzione il PdR interviene

sul Potere legislativo, e pertanto:

- ratifica i trattati internazionali;

- può sciogliere le Camere;

- può inviare messaggi alle Camere;

- nomina 5 Senatori a vita;

- autorizza la presentazione dei disegni di legge del Governo;

- promulga (o rinvia) le leggi;

- scioglie i consigli comunali, provinciali e regionali su proposta del Governo.

- indice il referendum;

- indice le elezioni.

sul Potere esecutivo, e pertanto:

- nomina il Governo;

- nomina i funzionari di grado più alto;

- dichiara lo Stato di guerra, comanda le forze armate, presiede il Consiglio

Supremo di difesa;

- conferisce la cittadinanza;

- conferisce le onorificenze;

- accredita e riceve i rappresentanti diplomatici.

sul Potere giudiziario, e pertanto:

- presiede il Consiglio Superiore della Magistratura;

- nomina 5 giudici della Corte Costituzionale

In qualità di rappresentante dell'unità nazionale il PdR:

- rappresenta lo Stato;

- gode del potere di esternazione;

- può concedere la grazia.

L'art. 89 Cost. prevede il c.d. istituto della «controfirma ministeriale disponendo

che "nessun atto del PdR è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti che

ne assumono la responsabilità". Il Governo (di cui i ministri fanno parte) viene così ad

essere l’unico responsabile politico di tali atti nei confronti del Parlamento

La cessazione dall'ufficio di Presidente può avvenire per morte, fine del settennato,

dimissioni (l'atto di dimissione del PdR è atto personalissimo e non richiede la

controfirma ministeriale). Le dimissioni una volta presentate, sono irrevocabili, non

possono essere sottoposte a termini o a condizione, ed hanno efficacia dal momento

della comunicazione al Parlamento, indipendentemente dall'accettazione di

quest'ultimo. Altre cause di cessazione sono: l'impedimento permanente, la

destituzione a seguito della condanna per alto tradimento o attentato alla

Costituzione, ad opera della Corte Costituzionale.

La Costituzione, nel fissare le norme per l'elezione del PdR si è ispirata al criterio di

evitare o ridurre al massimo la proroga dei poteri del Presidente uscente.

II Parlamento, nella composizione prescritta, viene riunito dal Presidente della

Camera, trenta giorni prima che scada il termine dei sette anni per il Presidente in

carica.

2.5. La Corte costituzionale

E' l'organo che svolge funzioni di controllo e garanzia della rispondenza delle leggi

ai principi dell'ordinamento costituzionale.

La Corte costituzionale si compone di 15 giudici, nominati per 1/3 dal Parlamento,

per 1/3 dal Presidente della Repubblica e per 1/3 dalle Magistrature (ordinarie,

amministrative, contabili), tra professori, avvocati e magistrati. I Giudici restano in

carica 9 amni e non sono rieleggibili; tra di essi viene eletto il Presidente che ha un

mandato di 3 anni. II Presidente e i Giudici nell'esercizio delle loro funzioni sono

aiutati da assistenti di studio.

Svolge in forma giurisdizionale i seguenti compiti:

controllo di costituzionalità delle leggi e degli atti con forza di legge in via incidentale

(su iniziativa di un giudice nel corso di un processo) e in via principale (su ricorso dello

Stato avverso leggi delle Regioni e su ricorso di una Regione, avverso leggi dello Stato

o di altra Regione);

risoluzione dei conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato, fra lo Stato e le

Regioni, e fra le Regioni;

giudizio di ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo;

giudizio sulle accuse per alto tradimento o per attentato alla Costituzione promosse

contro il Presidente della Repubblica.

2.6. Il Parlamento

Il Parlamento è l'organo costituzionale che nella tradizione liberal-democratica

occidentale è custode della rappresentanza cosiddetta politica. poiché viene eletto

dal corpo elettorale nella sua interezza, senza alcuna esclusione dal diritto di voto per

motivi economici, sociali, ecc.; questo carattere comporta che il Parlamento

riproduca i diversi orientamenti politici dell'elettorato.

Ricordiamo che la Camera è elettiva nella sua completezza, il Senato lo è per la

quasi totalità: infatti il presidente della Repubblica può nominare senatori a vita 5

cittadini che hanno illustrato la patria per altissimi meriti nel campo sociale, artistico

e letterario; inoltre sono designati dalla stessa Costituzione gli ex presidenti della

Repubblica che, salvo rinuncia, sono senatori di diritto e a vita.

Il sistema bicamerale dello Stato italiano è strutturato su basi paritarie: per quasi

tutte le tipologie di leggi è infatti necessaria l'approvazione dello stesso testo da parte

di entrambe le Camere.

La Camera dei deputati è formata da 630 membri, il Senato della Repubblica da 315

più 5 senatori di diritto e a vita. E' richiesta l'età di 18 anni per il diritto di votare per

la Camera, di 25 per votare per il Senato. Sono eleggibili i cittadini che hanno

superato il venticinquesimo anno di età per la Camera, quelli che hanno compiuto il

quarantesimo per il Senato.

II nostro sistema parlamentare è ispirato al principio del bicameralismo perfetto,

cioè le due Camere hanno funzioni simili.

II Parlamento ha funzioni:

• legislative: ad esso spetta il potere di esprimere la volontà politica del Paese in

norme giuridiche aventi valore di legge;

• di controllo politico: esercita il controllo sul potere esecutivo, cioè sul Governo

e sugli organi da esso dipendenti; il Governo, per potere svolgere le sue

funzioni, deve godere della fiducia delle Camere;

La funzione politica. Per quanto concerne la funzione politica, oltre gli atti

ispettivi, che si caratterizzano per il fatto di essere diretti a conoscere e valutare

l'attività del governo, particolare rilevanza assumono quegli atti che tendono, invece,

a condizionarne l'attività, denominati di indirizzo politico. Consistono:

f) negli atti di direttiva in senso stretto, generalmente contenuti in appositi ordini del

giorno, mozioni (semplici), risoluzioni e raccomandazioni, con i quali le Camere

rispettivamente auspicano, invitano o sollecitano il governo ad assumere un

determinato atteggiamento politico;

g) nelle mozioni di fiducia e di sfiducia, con le quali si verifica il rapporto fiduciario

fra Parlamento e governo, e dirette a causare l'obbligo di dimissioni del governo

(mozione di sfiducia) o approvare l'indirizzo politico del governo in carica (mozione

di fiducia).

- di messa in stato d'accusa del P.d.R., per i reati di alto tradimento e attentato

alla Costituzione (art. 90 Cost.). Tale funzione attribuita al Parlamento si avvicina più

a quella del pubblico ministero, che non alla funzione giurisdizionale in senso tecnico.

- di connotazione del sistema: in quanto la somma dei poteri attribuiti al

Parlamento non solo caratterizza la forma di governo italiana (cioè la distribuzione del

potere fra gli organi di direzione dello Stato, che pone il Parlamento al centro del

sistema), ma anche la forma di Stato (cioè il rapporto tra governo e cittadini, tra

potere pubblico e autonomie locali e sociali).

Le Camere, che di regola svolgono le proprie attività separatamente, deliberano in

seduta comune nei casi tassativamente indicati dalla Costituzione: elezione del

Presidente della Repubblica e sua messa in stato d'accusa (artt. 83 e 90 Cost.),

elezione di 1/3 dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura (art. 104 Cost.),

elezione di 1/3 dei giudici costituzionali (art. 135 Cost.), compilazione dell'elenco dei

cittadini tra cui sorteggiare i giudici aggregati che devono intervenire nei giudizi

d'accusa contro il Presidente della Repubblica.

2.6. 1. La formazione delle leggi

La legge costituzionale

La Costituzione è caratterizzata dall'elemento della rigidità, per cui le modifiche

delle norme in essa contenute possono essere effettuate solamente per mezzo di leggi

di revisione costituzionale per le quali è previsto un particolare procedimento

legislativo (denominato aggravato) al fine di consentire una maggiore riflessione, da

parte dei membri del Parlamento, sulle scelte da effettuare. Le leggi di revisione e le

altre leggi costituzionali sono adottate con due successive deliberazioni a intervallo

non minore di 3 mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di

ciascuna Camera nella seconda votazione. Per la loro rilevanza giuridica le leggi

costituzionali necessitano di un procedimento di formazione particolare che richiede

la doppia deliberazione da parte delle due Camere e un intervallo fra la prima e la

seconda deliberazione non inferiore a 3 mesi, e la maggioranza assoluta nella seconda

votazione dei membri di ciascuna Camera. II progetto di legge costituzionale, una

volta approvato, non si trasforma immediatamente in legge, ma resta allo stato di

progetto e come tale viene pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale della Repubblica

italiana» al fine di renderne noto il contenuto. Entro 3 mesi da tale pubblicazione, 500

000 elettori, un quinto dei membri di ciascuna Camera o 5 Consigli regionali possono

richiedere che il progetto sia sottoposto a referendum popolare. Se decorrono i 3 mesi

e il referendum non viene richiesto il progetto si intende tacitamente approvato dal

corpo elettorale. Nel caso in cui, invece, venga richiesto, il progetto si intende

approvato qualora abbia ottenuto nel referendum la maggioranza dei voti validi. II

progetto di revisione costituzionale, approvato espressamente (mediante il

referendum), o tacitamente, si trasforma in legge che verrà promulgata dal Capo dello

Stato e pubblicata con le forme previste dalla legge. Se però nella seconda votazione

parlamentare il progetto viene approvato da ciascuna Camera a maggioranza dei due

terzi dei suoi componenti si trasforma in legge e non è prevista la possibilità di

sottoporre il progetto a referendum.

h) La legge ordinaria. Atto principale del Parlamento, costituisce l'espressione della

funzione legislativa che la Costituzione attribuisce collettivamente alle due

Camere. Riguardo al procedimento di formazione delle leggi, è opportuno

distinguerlo nelle seguenti fasi.

i) L'iniziativa legislativa. Consiste nella presentazione alle Camere di un progetto di

legge, presentazione che può essere fatta dal governo (detto disegno di legge), con

delibera del Consiglio dei ministri e autorizzazione del presidente della Repubblica:

inoltre dai membri del Parlamento che individualmente o collettivamente possono

presentare una proposta di legge alla Camera a cui appartengono: dal corpo

elettorale che, mediante la proposta da parte di 50 000 elettori, può esercitare

l'iniziativa legislativa (gli elettori devono essere iscritti nelle liste per l'elezione

della Camera dei deputati e le loro firme devono essere autenticate e

accompagnate da certificati elettorali); dai Consigli regionali, limitatamente alle

materie che interessano direttamente la Regione e che non siano già di competenza

legislativa regionale: dai Consigli comunali, limitatamente alle proposte di legge

per il mutamento delle circoscrizioni provinciali e l'istituzione di nuove Province;

dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, limitatamente alle materie di

sua pertinenza. Tale iniziativa non può essere esercitata per le leggi tributarie, di

bilancio, di delegazione legislativa e di autorizzazione a ratificare trattati

internazionali, né sopra un oggetto sul quale una Camera o il governo abbiano già

chiesto il parere del Consiglio stesso, oppure quando il governo abbia presentato al

Parlamento un disegno di legge.

j) L'approvazione del progetto di legge da parte di ciascuna Camera. Esso può

avvenire secondo quattro distinti procedimenti: ordinario, abbreviato, decentrato,

misto. II procedimento ordinario comporta che il progetto di legge venga

preliminarmente esaminato e discusso da una commissione parlamentare,

competente per materia, che svolge i suoi compiti in sede referente. La

commissione, esaurito l'esame, trasmette il progetto accompagnato da una o più

relazioni (a seconda dei pareri formatisi all'interno della commissione) all'assemblea

che discuterà in linee generali su tale progetto. Se l'assemblea si dimostra

favorevole al progetto si passa alla discussione e all'approvazione articolo per

articolo. Tale procedimento è obbligatorio in caso di leggi in materia elettorale, di

delegazione legislativa, di approvazione di bilanci e consuntivi e di autorizzazione

alla ratifica dei trattati internazionali. II procedimento abbreviato invece è

adottato per i disegni di legge dichiarati urgenti. La richiesta di dichiarazione di

urgenza (su relazione di un solo oratore per ogni gruppo al Senato, e di soli due

oratori in tutto, uno pro e uno contro, alla Camera) viene deliberata per alzata di

mano. L'approvazione della dichiarazione di urgenza comporta la riduzione dei

termini alla metà. II procedimento decentrato avviene quando le commissioni

parlamentari non si limitano a esaminare il progetto di legge, ma lo approvano

anche. In questo caso, la Commissione svolge i suoi lavori in sede deliberante in

quanto procede all'approvazione senza che essa si svolga davanti all'intera


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Appunti per l'esame di Diritto costituzionale del professor Serges. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la Costituzione italiana e i suoi valori fondamentali, gli organi costituzionali, la divisione dei poteri, le funzioni e i poteri, il ruolo dei partiti, il Presidente della Repubblica, la Corte costituzionale, il Parlamento, il Governo, il Presidente del Consiglio, i Ministri, il Consiglio dei Ministri, la Magistratura, le autonomie.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Serges Giovanni.

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