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L. n. 400/88

Nella prassi il principio di collegialità del consiglio è inoperante e la nota dà facoltà al presidente del

consiglio di gabinetto

consiglio di istituire un consiglio ristretto di ministri denominato (che però dal punto di vista

tecnico giuridico rimane sprovvisto di poteri decisori).

3. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio è organo secondario senza voto deliberativo.

4. I ministri sono organi fondamentali componenti il consiglio e contemporaneamente capi di branche omogenee

della pubblica amministrazione definite ministeri o dicasteri. Ex art. 95 Cost. sono responsabili collegialmente degli atti

del consiglio dei ministri e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

legge n. 400/88 vicepresidente del

Prima la prassi costituzionale, poi espressamente la nota hanno previsto gli istituti del

consiglio ministeri senza portafoglio.

e dei

vice presidente del consiglio

Il è un ministro avente ruolo vicario nei confronti del presidente, nell'ipotesi di supplenza

per assenza di quest'ultimo. In pratica tale carica serve nei governi di coalizione a sottolineare la partecipazione di una

determinata forza politica.

ministri senza portafoglio

I sono ministri partecipanti al consiglio senza avere un dicastero anche se hanno compiti

speciali (es. ministro per i rapporti con il parlamento).

responsabilità

Per quanto attiene la dei ministri, analogamente al presidente del c. sono sottoposti per i reati ministeriali

ex art. 96 Cost.

al giudizio della magistratura ordinaria dopo autorizzazione parlamentare

Organi secondari

Sono secondari gli organi del governo che non partecipano alla determinazione del suo indirizzo politico generale e conseguentemente

non fanno parte del consiglio dei ministri. Per essi la costituzione non prevede alcunché.

1. I sottosegretari di stato: organi del governo addetti ad un particolare ministero, coadiuvanti il ministro (ministro

segretario di stato) e suoi rappresentanti in caso di assenza o impedimento. Essi non esercitano funzioni proprie ma solo

quelle delegate dal ministro: sono organi vicari. Sono nominati con decreto del capo dello stato su proposta del

presidente del consiglio di concerto con il ministro interessato e dopo avere sentito il consiglio dei ministri (la legge è la

solita). Non è stabilito un numero fisso e quindi esso è materia di strategia politica per gli equilibri dei governi di

coalizione (da qui il numero spesso eccessivo).

2. Gli alti commissari sono organi eventuali preposti alla direzione di un settore omogeneo della pubblica

amministrazione che non ha l'importanza e la qualifica di ministero, oppure nominati per incarichi speciali (per il

disastro del Vajont o il terremoto del Friuli). Ad es. nei periodi in cui si è voluto scorporare una branca amministrativa

dalla organizzazione di un ministero per darle una certa autonomia, eventualmente in vista della creazione di un

apposito ministero, è stato preposto ad essa un alto commissario (ciò è stato fatto per l'igiene e la sanità, per il turismo).

Non vanno confusi con i commissari del governo presso le regioni che sono organi della pubblica amministrazione alle

dipendenze del governo ma non sono organi del governo stesso.

3. I comitati interministeriali o comitati di ministri sono organi collegiali costituiti da più ministri ed anche

eventualmente esperti al fine di predisporre e coordinare gli atti del governo che nell'attendere a settori omogenei si

ricollegano alla competenza di più docasteri. Essi non sono organi fondamentali perché per lo più fungono da meri

organi di ratifica di ciò che è stato stabilito dai ministri o svolgenti attività preparatorie delle deliberazioni del consiglio

dei ministri. Comitato

Proprio per il suo carattere immediatamente decisorio sono stati sollevati dubbi di costituzionalità sul

interministeriale prezzi (C.I.P.) ma ammissibili perché le sue deliberazioni sono pur sempre subordinate all'indirizzo

politico generale del consiglio dei ministri. il Comitato interministeriale per la

Un ruolo di particolare autonomia ha il comitato interministeriale più importante:

programmazione economica (C.I.P.E.) che predispone le linee programmatiche della politica economica nazionale

nonché il bilancio preventivo dello stato, coordina l'attività di tutte le istituzioni pubbliche in materia economica

fornendo direttive ad altri comitati interministeriali (come quello per il credito e il risparmio e il cip). Esso è organo del

governo di direzione politica in materia economica e il problema dei rapporti con il consiglio dei ministri non si pone

neppure in quanto presieduto dal presidente del consiglio, con vice presidenza del ministro per il bilancio e la

programmazione e avente come membri tutti i ministri interessati alla politica economica.

Le attribuzioni governative

Il governo per realizzare le sue finalità connesse all’approvazione del suo programma politico da parte del parlamento,

si avvale di una serie di attribuzioni che sono:

1. competenze di indirizzo politico come ad esempio l'approvazione dei disegni di legge d'iniziativa del governo,

l'approvazione dei bilanci per la loro presentazione al parlamento, le proposte di scioglimento dei consigli regionali,

l'impugnativa delle leggi regionali davanti alla corte costituzionale o davanti al parlamento per contrasto di interessi, le

deliberazioni in tema di trattati internazionali e di politica estera.

2. competenze amministrative normalmente attribuite ai ministri eccetto quelle di cosiddetta alta amministrazione

per la loro importanza politica che vengono devolute al consiglio dei ministri (es. nomina di ambasciatori, prefetti,

consiglieri di stato o della corte dei conti). Ma sono anche di alta amministrazione le deliberazioni compiute dai comitati

interministeriali.

3. competenze normative che possono essere a livello legislativo o subordinato alle leggi ordinarie del parlamento. Si

avranno in generale decreti presidenziali formalmente emanati dal p.d.r. anche se il contenuto è deliberato dal consiglio

dei ministri o dai singoli ministri e sottoposti a registrazione da parte della corte dei conti, decreti ministeriali o

interministeriali emanati dai ministri. A livello legislativo:

70 Cost. in determinati casi, in

l'art. attribuisce l'esercizio della funzione legislativa collettivamente alle due camere ma

deroga art. 76 e 77 Cost. il governo possa porre in essere decreti aventi forza di legge

a ciò, agli si prevede che

ordinaria attraverso pur sempre un controllo parlamentare ex ante o ex post.

Si distinguono:

DECRETI LEGISLATIVI O LEGGI DELEGATE che possono definirsi ordinanze giuridiche aventi efficacia di legge

formale emanate dal governo in base ad una delega del parlamento nei limiti stabiliti dall'art. 76 Cost.

delega del parlamento

La è conferita con legge formale ordinaria che conferisce la competenza al consiglio dei ministri.

art. 76 Cost. pone limiti all'esercizio della potestà a)temporali,

Lo delegata: deve essere fissato nella legge di delega il

termine entro il quale la legge delegata può essere emanata. Ai sensi della l. n.400/88 se il termine finale eccede i due anni

b)di competenza,

il governo deve chiedere il parere delle camere sugli schemi dei decreti delegati; salvo l'eccezione

c)di

prevista all'art. 79 Cost. (amnistia e indulto) la legislazione delegata può essere esercitata unicamente dal governo;

contenuto, d)di finalità,

l'oggetto della delegazione deve essere specificamente determinato nella legge di delega;

occorrendo che nella legge di delega siano specificate le linee e i principi generali che debbono guidare il governo nel

e)formali,

disciplinare la materia oggetto di delegazione; perché i decreti legislativi sono emanati con decreto del

presidente della repubblica. La legge n.400/88 ha imposto la menzione nella premessa dell'art. 76 Cost. e della legge di

delegazione ai fini di differenziare questi provvedimenti che hanno forza di legge dai decreti che rivestono la stessa

forma ma hanno valore di regolamento. Al pari delle leggi del parlamento è inserito nella raccolta ufficiale di esse e

pubblicato ai fini della entrata in vigore nella gazzetta ufficiale.

Il motivo per cui si ricorre al decreto legislativo è evidentemente quello di legiferare con rapidità. Vi si ricorre in genere

per es. in materia di predisposizione di codici per determinate materie e per la redazione di testi unici.

Occorre distinguere dai decreti legislativi:

IL DECRETO LEGGE O ORDINANZA DI NECESSITA'

77 Cost. necessità o di urgenza,

Ai sensi dell'art. il governo, in caso di adotta sotto sua responsabilità provvedimenti

devono essere presentati alle camere il giorno stesso per la loro conversione in

provvisori aventi forza di legge che

legge. le camere vengono convocate e si riuniscono entro 5 giorni

A tale fine (anche se sciolte). I decreti legge perdono

efficacia ex tunc, fin dal momento della loro entrata in vigore, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla

pubblicazione. A tutela dei cittadini evidentemente le camere possono regolare con legge e rapporti giuridici sorti sulla

base dei decreti non convertiti.

Il decreto legge è deliberato dal consiglio dei ministri ed emanato dal capo dello stato e deve inoltre contenere la

indicazione della necessità e della urgenza che lo hanno causato e la clausola della presentazione al parlamento per la

conversione in legge.

I decreti legge, come i decreti legislativi non possono essere emanati per tutte le materie. E' vero che gli art. 76 e 77

Cost. non pongono limiti ma questi si evincono indirettamente da altri disposti costituzionali: non sono ammissibili in

materia costituzionale, per l'approvazione dei bilanci, per la ratifica di trattati internazionali e la deliberazione di stato di

guerra.

ALTRI CASI DI EMANAZIONE DI ATTI CON FORZA DI LEGGE

- Il governo grazie all'attribuzione di competenza effettuata dagli statuti delle regioni ad autonomia speciale (statuti

decreti legislativi (diversi dalle leggi delegate ora

approvati con legge costituzionale) è legittimato a porre in essere

viste) contenenti norme per la attuazione degli statuti stessi (fatta eccezione per la Valle d'Aosta).

lo stato di guerra

- Nel caso eccezionale in cui sia stato deliberato da parte delle camere queste conferiscono al

art. 78 Cost.

governo i poteri necessari ex e quindi può legiferare con decreti legislativi senza delegazione specifica. In

tale caso anche la autorità militare dipendente dal governo può porre in essere bandi militari con forza di legge nei modi

e limiti stabiliti dalla legge che conferisce tale potere.

t.u. di sicurezza pubblica

- Ancora una serie di norme del da ritenere per lo Spagna Musso costituzionalmente

illegittime laddove permettono al governo o ad altri di derogare alla legge vigente, in contrasto con la attribuzione del

potere legislativo alle camere. Ai sensi del t.u. di sicurezza pubblica in casi di pericolo di disordini può essere dichiarato

con decreto ministeriale lo stato di pericolo pubblico e qualora tale pericolo si estenda a tutto il territorio dello stato il

ministro dell'interno può emanare ordinanze anche in deroga alle leggi vigenti nelle materie attinenti all'ordine pubblico

e alla p. sicurezza. Addirittura ai sensi di tale t.u. può essere dichiarato lo stato di guerra interno con decreto ministeriale


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AUTORE

flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Ciarlo Pietro.

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