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Le camere hanno una complessa organizzazione interna prevista nei rispettivi

regolamenti interni, votati a maggioranza assoluto dei componenti stessi. Ciascuna

camera ha un proprio presidente eletto dalla stessa, egli non è un organo di indirizzo

politico ma da direzione dei lavori, è dunque imparziale ed è figura di garanzia per le

minoranze. I partiti politici influenzano i lavori del Parlamento, i deputati e senatori si

raggruppano all’interno della Camera e del Senato per tendenza politica, dando vita a

raggruppamenti interni alle camere, cosiddetti gruppo parlamentari che altro non sono

che la proiezione dei partiti in Parlamento.

Le Commissioni Parlamentari sono organi minori delle Camere, sono composte da

parlamentari di tutti i gruppo, in proporzione al numero dei loro membri, esse sono 13 in

entrambe le camere, competenti ciascuna su argomenti speciali e servono a

decongestionare il lavoro parlamentare nell’attività legislativa. Esse svolgono tuttavia

anche funzione di controllo sul Governo. Vi sono poi commissioni bicamerali istituite con

il compito si formulare al Parlamento proposte di riforma della costituzione.

Per deliberare il Parlamento deve disporre del quorum di validità, ovvero della

maggioranza dei rispettivi componenti delle camere (316 per la camera, 158 per il

senato). Esistono tuttavia diversi tipi di maggioranza:; semplice (metà più uno dei

presenti), assoluta (metà più uno dei componenti), qualificate (sono percentuali

superiori richieste per coinvolgere le minoranze.

La legge ordinaria del Parlamento

Le legge è la fonte del diritto più importante, la funzione legislativa è esercitata

collettivamente delle camere, cioè per l’approvazione di una legge occorre il voto

favorevole, sullo stesso testo, sia della camera dei deputati che del Senato.

L’iniziativa legislativa si esercita presentando al presidente di una delle due camere una

proposta di legge, cioè un testo legislativo già redatto in articoli. Possono presentare

proposte di legge:

-Il Governo, le su proposte si chiamano disegni di legge, è lo strumento per attuare il

suo programma politico. Il governo è sostenuto dalla maggioranza parlamentare che gli

ha conseguito la fiducia e in generale le sue proposte sono destinate ad essere

approvate più di tutte le altre.

-I parlamentari, le loro posposte sono numerosissime, talvolta più parlamentari operano

insieme con proposte a più firme, la gran parte di queste iniziative non giunge neanche

ad essere discussa dalla Camere ma resta comunque u modo peri parlamentari per

esprimere il loro interesse verso un certo problema.

-il CNEL composto dai rappresentanti delle categorie economiche, esso può formulare

proposte si materie economiche e sociali, ha in sostanza pochissima importanza.

-50mila elettori

-le Regioni in genere per esprimere richieste delle comunità territoriali.

L’esame e l’approvazione. Per l’approvazione sono previsti un procedimento ordinario e

due procedimenti abbreviati, a seconda del ruolo delle commissioni parlamentari.

Il procedimento ordinario è il seguente: il progetto di legge viene attribuito all’esame di

una o più commissioni permanenti, la commissione unifica le diverse proposte di legge

ricevute riguardo lo stesso argomento, riscrive la legge in modo da farla corrispondere

alla volontà maggioranza e predispone una relazione per l’assemblea. In questo caso si

dice che le commissioni parlamentari operano come Commissioni referenti.

Il testo della Commissione viene inviato all’assemblea per una nuova discussione e per

la votazione. La votazione avviene articolo per articolo e alla fine, sulla legge nel suo

complesso. Sugli articoli i parlamentari e il Governo possono proporre emendamenti

soppressivi, modificativi,aggiuntivi. Attraverso gli emendamenti il testo di legge viene

stravolto e così si ritiene opportuno una votazione finale.

Nel procedimento legislativo decentrato l’esame e l’approvazione sono compito delle in

commissione, che sarà detta deliberante. Il numero limitato dei componenti della

commissione rende i lavori scarsamente pubblici, per questo la costituzione esclude

l’approvazione i commissione delle leggi di maggiore importanza quali quelle in materia

costituzionale ed elettorale, le leggi di delegazione legislativa, approvazione dei bilanci,

autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali.

Quando l’assemblea parlamentare vuole garantirsi almeno il voto finale,alla

commissione viene affidato un compito redigente che consiste nella discussione e

approvazione dei singoli articoli ma non nell’approvazione della legge nel suo

complesso. Il procedimento legislativo deve ripetersi di fronte e a ciascuna camera fino

a che non sia ha un doppio voto conforme. Se una o l’altra apporterà modifiche si avrà la

necessità di andare e venire da una camera all’altra (navetta) fino al consenso comune,

in conseguenza del bicameralismo perfetto.

La promulgazione. La legge viene inviata la Presidente della Repubblica per la

promulgazione che è l’atto con cui il Presidente dichiara che la legge è stata

regolarmente approvata e che deve essere rispettata da tutti. Il presidente si può

rifiutare di promulgare la legga quando la ritiene gravemente incostituzionale,

chiedendo una nuova deliberazione alle camere: veto sospensivo.

La pubblicazione. La legge promulgata viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed entra

in vigore il quindicesimo giorno successivo. L’intervallo tra la pubblicazione e l’entrata in

vigore si denomina vactio legis, avviene affinché i destinatari possano prenderne

conoscenza. Quando il testo è particolarmente complicatotele periodo si può allungare,

in casi di necessità anche eliminare.

La legislazione costituzionale

Nel potere legislativo del Parlamento rientrano anche le leggi si revisione costituzionale

e le altre leggi costituzionali di cui si parla all’art. 138 della costituzione, le prime sono

quelle attraversale quali è possibile modificare la costituzione vigente, le seconde

hanno rango costituzionale ma non modificano il testo ella costituzione, sono

integrazioni alle sue disposizioni.

Il procedimento. È analogo a quello ordinario ma aggravato, cioè reso più difficile per

questo si dice che la nostra costituzione è rigida. Le particolarità si hanno dal momento

della deliberazione. In questo caso sono due da parte di ciascuna camera, devono

avvenire a intervallo non inferiore a tre mesi l’una dall’altra. Per le due seconde

deliberazioni è possibile che sia abbia un maggioranza dei due terzi dei componenti, in

questo caso la legge si dà per approvata. Nel caso in cui non si raggiunga la

maggioranza assoluta il procedimento si interrompe e le legge viene eliminata. Nel caso

in cui si raggiunge la maggioranza assoluta ma non dei due terzi la legge viene

pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale per consentire di richiedere su di essa un referendum

popolare detto sospensivo perché non permette di promulgare la legge ai fini dell’esito

stesso del Referendum e oppositivo perchè classico strumento di garanzia per le

minoranze, in quanto si ha perché la votazione non includeva anche il loro consenso

(non era appunto dei 2/3). Tale referendum può essere richiesto da: 500mila elettori, 5

consiglieri regionali,1/5 dei componenti di ciascuna camera.

I limiti alla revisione costituzionale. La Costituzione si può modificare ma non i tute le

sue parti, ci sono infatti limiti per salvaguardare i suoi principi essenziali oltre i quali

non si può modificare altrimenti la legge si revisione sarebbe invalida e la Corte

costituzionale potrebbe annullarla.

L’unico limite esplicito si trova nell’art. 139 della Costituzione e prevede che la forma

repubblicana non si può modificare questo genere di limite fa parte dei limiti assoluti i

quali affermano che le scelte politiche fondamentali presenti nella Costituzione non si

possono cambiare con nessun procedimento legale. Esistono poi dei limiti logici che si

possono individuare sulla base delle disposizioni stese: non si può ad esempio

modificare la figura del Presidente della Repubblica. Tra i limiti impliciti risono dunque i

principi cardinali ispiratori della Costituzione quali il “carattere democratico” e il

“principio dell’eguaglianza”.

Il referendum abrogativo

Nella costituzione con la democrazia rappresentativa convive la democrazia diretta il

suo strumento è quello del referendum, a parte il referendum costituzionale,c’è quello

abrogativo col quale si può eliminare,totalmente o parzialmente una legge o un atto

avente forza di legge.

L’art. 75 esclude dal referendum le leggi tributarie, le leggi di bilancio, le leggi di

autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali.

Per la richiesta di referendum abrogativo sono necessarie almeno 500mila firme di

elettori o almeno 5 consigli regionali. I cittadini che assumono l’iniziativa di raccogliere

le firme devono essere almeno 10, spetta alla Corte si cassazione stabilire l’autenticità

delle firme e alla Corte costituzionale l’ammissibilità a referendum della materia

oggetto. Spetta al Presidente della Repubblica indire, con atto dovuto, il Referendum.

Per essere valido deve partecipare al Referendum la maggioranza degli elettori (50%

+1), uno volta stabilito l’esito spetta sempre la Presidente della Repubblica comunicarlo

e dal giorno dopo la pubblicazione entra in vigore.

I poteri parlamentari di indirizzo e controllo sul Governo

Il Governo dipende politicamente dal Parlamento e tale dipendenze si realizza

attraverso i poteri di indirizzo e controllo a disposizioni delle Camere.

Controllo dei singoli parlamentari. Le interrogazioni:sono domande che i parlamentari

rivolgono per iscritto al Governo o a un Ministro per conoscere se determinato fatti siano

veri o per sollecitare il Governo a dire quanto sa su tali avvenimenti. Le interpellanze:

non riguardano fatti o avvenimenti ma il comportamento del Governo in particolari

circostanze, servono per discutere sulla responsabilità del Governo per le sue azioni.

Controllo e indirizzo delle assemblee parlamentari. Mozioni: i parlamentari esprimono

una va l ut a z i o ni s u un co mpo r t a me nt o pa r t i co l a r e de l Go ve r no .

Risoluzioni:manifestazioni di un orientamento al fine di vincolare l’azione del Governo.

Lo strumento di controllo più importante delle camere sono le mozioni di fiducia e

sfiducia.

DIRITTO DELLE REGIONI

Prima della riforma del titolo V era più semplici individuare le fonti. Da quando le

regioni sono state poste un gradino più alto, la situazione si è complicata. Tra la legge

regionale e la legge ordinaria non c’è più una distinzione gerarchica ma solo a livello di

competenze. Nelle regioni ormai si trovano organi paragonabili agli organi statali tra i

quali esiste una sorta di gerarchia. Gli statuti regionali permettono di distinguere

regioni a statuto speciale e regioni a statuto ordinario. A statuto speciale esistono 5

regioni e a queste è stata data maggiore autonomia non come privilegio ma come

garanzia per le minoranze, tali statuti sono approvati da leggi costituzionali sono

dunque atti dello stato, gli altri sono atti delle regioni.

Lo statuto è fondamentale nell’autonomia delle regioni proprio perché ne è il

fondamento, è una legge fondamentale della loro autonomia.

Le regioni a statuto ordinario hanno le loro garanzie già scritte nella Costituzione però

anch’esse hanno il loro statuto nel quale è presente l’elenco degli strumenti utilizzabili.

L’art. 123 della Costituzione stabilisce che lo Statuto delle regioni ordinarie deve essere

approvato dal Consiglio regionale con legge approvata dalla maggioranza assoluta e con

due delibere con intervallo non minore a due mesi. Entro 30giorni dalla pubblicazione

della legge statuaria il Governo può richiedere la legittimità di questa davanti alla Corte

Costituzionale. Entro 3mesi può essere richiestoli referendum popolare da un 1/50 degli

elettori o da 1/5 dei componenti del Consiglio Regionale. Lo statuto una volta approvato

in tutte le sue parti viene pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione.

Lo statuto è una sorta di piccola Costituzione delle regioni, è un contenitore di tutte le

leggi regionali. Hanno iniziativa legislativa l’esecutivo, cioè la giunta, i consiglieri e altri

soggetti individuati dallo Statuto. L’approvazione avviene a maggioranza relativa anche

se per determinati casi può essere richiesta diversa maggioranza.

La promulgazione viene fatta dal Presidente della Regione e viene poi pubblicata. Il

Presidente non può esercitare funzione garantista e rimandare indietro la legge alla

giunta. Solo il governo dopo la pubblicazione può farlo. Solo una volta pubblicata la

legge essa può essere impugnata dal Governo per verificarne la legittimità

costituzionale.

Per quanto riguarda le materie e le competenze, l’art. 117 elenca tutte le materie di

potestà legislative dello Stato (legislazione esclusiva): rapporti dell’ordinamento

italiano con altri ordinamenti, ordine e sicurezza esterna e interna, governo

dell’economia, organizzazione dello Stato, sistema della Giustizia, metodi delle

misurazioni, cittadinanza e diritti fondamentali, tutela dell’ambiente dell’ecosistema, dei

beni culturali. Sempre l’art. 117 elenca le materie di competenza delle regioni, meglio,

enuncia che nelle materie non attribuite alla legislazione statale, né alla legislazione

concorrente la potestà legislativa è regionale. . Esiste poi un elenco di materie detto

legislazione concorrente dove Stato e regione sono in concorrenza e vedono la

determinazione dei principi generali da parte dello Stato e le leggi per l’attuazione nelle

mani della Regione.

La potestà legislativa dello Stato e delle Regioni deve rispettare dei limiti generali

comuni: la Costituzione, i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario, e dagli obblighi

internazionali. Nei limiti generali della legislazione regionale, vi è primo tra tutti quello

del territorio. Le leggi regionali devono valere entro i limiti territoriali della Regioni ma

questa può avere rapporti esterni con le altre regioni stipulando intese con queste ai fini

di migliorare l’esercizio delle proprie funzioni anche con l’individuazione di organi

comuni.

Poi come sopra citato c’è il limite delle materie e competenze. se nelle materie di

potestà legislativa concorrente le Regione deve impegnarsi a rispettare i principi

stabiliti, nelle materie residuali essa non ha alcun limite al di fuori di quelli comuni alla

potestà legislativa ordinaria.

Nelle materie di potestà esclusiva statale , il Parlamento può delegare le Regioni a

completarle con regolamenti propri, nelle materie concorrenti sono le Regioni stesse

che ne hanno il compito “d’ufficio”, nelle materie residuali pure. Ciò significa che in

dionea generale non saranno più possibili regolamento statali nelle materie regionali e

l’esecuzione delle leggi statali può essere adattata sempre nelle Regioni con il rispetto

delle loro esigenze particolari le quali meglio possono disciplinare l’organizzazione e lo

svolgimento delle funzioni amministrative di loro competenza.

CONSUETUDINI

Mediante la consuetudine norme giuridiche vengono ad esistenza attraverso il

comportamento dei membri della comunità e non attraverso deliberazioni di appositi

organi. Si tratta dunque di una fonte fatto e non una fonte atto. E’ necessario che il

comportamento venga tenuto in modo costante e uniforme dai componenti del gruppo

sociale e che sia tenuto con la convinzione che questo sia obbligatorio. La norma

consuetudinaria sorge nel momento in cui si diffonde la convinzione che il

comportamento è giuridicamente dovuto.

Nel nostro ordinamento vengono privilegiate le fonti scritte e non è ammessa una

consuetudine che sia contraria alla legge (contro legem) ma comunque in questo caso si

induce il legislatore a modificare quella legge scritta perché vuol dire che c’è qualcosa

che non funziona.

Quando la norma consuetudinaria viene meno si parla di desuetudine e si ha a seguito

di diffuse e accettate trasgressioni.

RINVIO A NORME STRANIERE

In una certa controversia sorta dinanzi a ad un giudice italiano, esempio relativo alla

proprietà di un territorio non in Italia, Può essere necessario rinviare ad una specifica

norma che disegna una specifica fattispecie. Il rinvio mobile invece non è un rinvio ad

una norma specifica ma ad una fonte specifica di diritti la quale nel corso del tempo

produce tutta una sere di norme “nuove”.

FONTI DELL’ORDINAMENTO COMUNITARIO

In America l’Unione degli Stati è legata da forti leggi che saldamente tengono uniti e

collegati tra loro gli Stati. La Costituzione federale Americana è prima al mondo.

La costituzione federale fa in modo che il diritto degli stati sia uguale. In Europa

esistono già normative comunitarie e sono poste a pari livello delle leggi ordinarie.

All’interno dell’ordinamento comunitario esistono trattati istitutivi, l’esistenza delle fonti

comunitarie è scritta nei trattati e questi sono la normazione primaria, hanno natura

giuridica internazionale, e hanno creato un ordinamento giuridico sopranazionale. I

trattati sono trattati quadro perchè i principi che contengono vengono mandati alla

parte secondaria per essere eseguiti, non possono essere modificati o eliminati con

norme derivate. Il processori revisione è affidato a tutti gli stati membri riuniti. Il

trattato costitutivo oltre ad essere firmato dagli Stati membri, dovrà poi essere

ratificato con i metodi previsti dal loro ordinamento nazionale.

Il regolamento ha portata generale, cioè è applicabile a uno o più categorie di

destinatari determinati astrattamente nel loro complesso, è obbligatorio in tutti i suoi

elementi senza concedere deroghe non previste e deve essere direttamente applicabile

in ogni stato membro.

Esistono caratteristiche diverse tra le fonti che investono in modo differente il

legislatore nazionale. All’interno dei regolamento comunitari esiste una sottocategoria ,

si può parlare quindi di una forma di deregolarizzazione. Il regolamento non può non

essere obbligatoriamente applicabile perché verrebbe a mancare il nesso fondamentale

tra legislazione e giurisdizione. Può però essere utile armonizzare il diritto cioè stabilire

la cornice entro la quale gli Stati membri devono muoversi.

Il margine di libertà degli stati sta nello scegliere il mezzo che al meglio realizza gli

scopi.

Ci sono fonti che anche se non prodotte dall’ordinamento italiano producono

disposizioni o norme d’immediata e dovuta applicazione, direttamente operanti in esso,


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze internazionali e istituzioni europee
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Pizzetti Federico Gustavo.

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