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Diritto Costituzionale I pt.2

Appunti di Diritto Costituzionale ispirati al manuale di Diritto Costituzionale del Prof. Temistocle Martinez. Argomenti trattati: giustizia costituzionale, potere esecutivo, potere giudiziario, presidente della repubblica, pubblica amministrazione, regioni.

Esame di Diritto costituzionale I docente Prof. A. Morelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

La Crisi si dice Extraparlamentare quando il Presidente del Consiglio presenta le

dimissioni al Presidente della Repubblica. Le motivazioni delle dimissioni sono

squisitamente politiche.

Quando il Governo si dimette, il Presidente apre le consultazioni per formare un Governo

che abbia la fiducia delle camere. Se la crisi è Extraparlamentare, il Presidente può

Parlamentarizzare la Crisi.

Parlamentarizzazione della Crisi: il Capo dello Stato invita il Presidente del Consiglio a

recarsi in Parlamento per spiegare le ragioni che lo hanno portato a dimettersi.

La Parlamentarizzazione della Crisi può risolversi in tre modi:

Il Presidente del Consiglio rifiuta l’invito.

- Il Presidente del Consiglio si presenta in Parlamento, ma riceve una sfiducia.

- Il Presidente del Consiglio si presenta in Parlamento e riceve la fiducia.

-

Il Potere Giudiziario è diffuso, e ha una struttura verticistica. La sua struttura e natura è

tale per garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Questo principio ispira

gran parte degli articoli riguardanti la magistratura, che però si deve bilanciare con il

principio di democraticità.

I principi fondamentali del potere giudiziario sono il principio di unicità della giurisdizione e

OMISSIS.

Unicità della Giurisdizione: è indicata nell’articolo 102 della Costituzione. Serve ad

assicurare l’unicità delle garanzie di autonomia ed indipendenza.

Nello scrivere le norme relative alla magistratura i costituenti avevano due scelte possibili:

costituzionalizzare le magistrature speciali, oppure affermare in maniera decisa l’unicità

della giurisdizione. I costituenti scelsero una situazione di compromesso:

Hanno scritto in Costituzione il principio di unicità della giurisdizione.

- Questo principio venne posto come fine da raggiungere.

- Si costituzionalizzarono alcune giurisdizioni speciali.

- Nelle disposizioni transitorie si previde che 5 anni dopo l’entrata in vigore della

- Costituzione, si fosse proceduto alla revisione delle giurisdizioni speciali.

Il primo comma dell’articolo 102 della Costituzione indica chi sono i magistrati ordinari, ed

enuncia il principio di unicità della giurisdizione. Il comma 2 indica l’impossibilità di istituire

giudici straordinari o giudici speciali.

Giudice Straordinario: è un giudice “ad hoc” creato per decidere su un determinato fatto,

istituito dopo l’avvenimento del fatto stesso. Questo giudice è illegale per l’articolo 25 della

Costituzione, che parla di “giudice naturale precostituito per legge”. Questo articolo

contiene una riserva di legge assoluta

Giudice Speciale: è un giudice non incardinato nell’ordinamento giudiziario, non istituito e

non regolato dalle norme dell’ordinamento giudiziario. Sono il Consiglio di Stato, i Tribunali

Amministrativi Regionali, la Corte dei Conti e i Tribunali Militari. L’articolo 103 regola le

funzioni dei giudici speciali.

L’articolo 102 nella seconda parte si occupa delle Sezioni Specializzate.

Sezioni Specializzate: sono sezioni interne agli organi giurisdizionali ordinari che

consentono a degli specialisti di coadiuvare i magistrati nell’esercizio delle loro funzioni.

In Costituzione sono stati indicati altri strumenti per garantire l’autonomia e l’indipendenza

della magistratura.

L’indipendenza può essere Esterna o Interna.

Indipendenza Esterna: indipendenza del potere giudiziario dagli altri poteri dello Stato.

Indipendenza Interna: indipendenza del singolo magistrato all’interno dell’organo.

L’articolo 107 della Costituzione indica l’assenza di una gerarchia nella magistratura, ma

che le differenze sono solo in base alle funzioni.

I giudici di “primo” e “secondo” grado sono giudici di merito, che giudicano cioè sui fatti.

Il giudice di terzo grado (la Cassazione) è un giudice di legittimità, cioè giudica la

legittimità e conformità alla legge della sentenza.

L’indipendenza esterna è garantita dal CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura.

Il CSM si occupa dell’Amministrazione Della Giurisdizione, mentre il Ministro della

Giustizia si occupa dell’Amministrazione Per la Giurisdizione.

Amministrazione Della Giurisdizione: include tutti i provvedimenti che incidono sullo status

giuridico del magistrato: assunzione, promozione, trasferimento, sanzioni disciplinari.

Amministrazione Per la Giurisdizione: include tutti i provvedimenti amministrativi necessari

per consentire l’esercizio della funzione giurisdizionale, che però no incidono sullo status

del magistrato.

Il primo comma dell’articolo 104 enuncia il principio di indipendenza esterna dell’ordine

giudiziario. Il secondo comma dice che il Presidente del CSM è il Presidente della

Repubblica.

Oltre al Capo dello Stato fanno parte di diritto del CSM il Primo Presidente della Corte di

Cassazione e il Procuratore Generale della Cassazione. I restanti membri sono eletti per

2\3 dalla magistratura e per 1\3 dalle camere in seduta comune.

Possono essere eletti magistrati, professori ordinari in materie giuridiche, e avvocati con

almeno 15 anni di pratica.

I membri restano in carica per 4 anni, e non sono direttamente rieleggibili.

L’articolo 105 si occupa delle attribuzioni del CSM.

Alcuni studiosi ritengono che il CSM sia un organo costituzionale, altri studiosi invece

ritengono che sia un organo a rilevanza costituzionale.

L’articolo 107 comma 4 indica una tutela dell’indipendenza interna del magistrato

attraverso il principio dell’inamovibilità.

L’articolo 87 della Carta Costituzionale sancisce le funzioni del Presidente della

Repubblica.

Egli: Può inviare messaggi alle Camere

- Indice le elezioni delle Camere

- Promulga le leggi ed emana gli atti aventi forza di legge e i regolamenti

- Indice il referendum popolare

- Nomina i funzionari dello Stato

- Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici e ratifica i trattati internazionali,

- previa autorizzazione delle Camere

Ha il comando delle Forze Armate, presiede il Consiglio Supremo di difesa, e

- dichiara lo Stato di Guerra

Presiede il CSM

- Può concedere la grazia e commutare le pene

- Conferisce le onorificenze della Repubblica

-

Diversi autori hanno ricostruito il Capo dello Stato come un potere neutro.

Il Presidente svolge dei ruoli di garanzia, ed interviene nell’esercizio di tutte le funzioni

fondamentali.

L’articolo 83 indica l’elezione del Presidente della Repubblica: egli è eletto dalle Camere in

seduta comune e da una delegazione su base regionale. Può essere eletto Presidente

della Repubblica ogni cittadino che abbia raggiunto i 50 anni di età e che goda dei diritti

civili e politici.

La carica di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.

Il Presidente della Repubblica resta in carica 7 anni. 30 giorni prima della fine del

mandato, il Presidente della Camera dei Deputati riunisce le camere in seduta comune per

eleggere il nuovo Capo dello Stato.

Il Presidente della Repubblica non è responsabile politicamente. Per la responsabilità

giuridica sugli atti del Presidente posti in essere nell’esercizio delle sue funzioni,

rispondono i ministri che controfirmano gli atti stessi.

Dall’articolo 89 della Costituzione si evince che tutti gli atti del Presidente della Repubblica

devono essere controfirmati, pena l’invalidità dell’atto.

Il meccanismo della controfirma è un istituto nato nella Monarchia Costituzionale, che

serviva non solo a irresponsabilizzare il monarca, ma anche per erodere la sua

competenza.

Ci sono degli atti presidenziali che non sono di proposta governativa, come la nomina dei

5 membri della Corte Costituzionale. In questo caso controfirmano i ministri competenti.

N.B.= il ministro proponente non deve per forza essere il ministro competente.

Il Presidente della Repubblica risponde giuridicamente solo nell’ipotesi di Alto Tradimento

e Attentato alla Costituzione.

Alto Tradimento: violazione del giuramento di fedeltà alla Repubblica. Riguarda l’ipotesi in

cui il Capo dello Stato si coalizzi con una potenza straniera per invadere il territorio statale.

Attentato alla Costituzione: atti volti a sovvertire l’istituzione dell’ordinamento democratico

compiuti in modo illegale (Colpo di Stato).

N.B.= in Costituzione non è esplicato cosa siano i reati i Alto Tradimento e Attentato alla

Costituzione, la loro interpretazione è puramente dottrinale.

Il Presidente della Repubblica è responsabile per gli atti compiuti da privato cittadino. Per

questione di opportunità si vorrebbe che il Presidente risponda alla fine del proprio

mandato, ma altre questioni di opportunità vorrebbero che il Presidente si dimettesse.

Si distinguono diversi tipi di atti presidenziali, che prendono il nome di D.P.R. (Decreti del

Presidente della Repubblica)

Ci sono atti formalmente e sostanzialmente presidenziali, e sono volontà diretta del

Presidente. Qui la controfirma è un atto di controllo.

Gli atti formalmente presidenziali e sostanzialmente governativi sono il Decreto Legge e il

Decreto Legislativo, qui la controfirma attesta la paternità del contenuto dell’atto.

Gli atti complessi invece presentano l’interesse di entrambi.

Le Regioni entrano in vigore nel 1970, con la prima elezione dei consigli regionali.

La Costituzione prevede due tipi di Regioni: a statuto speciale e a statuto ordinario.

Gli statuti delle Regioni a statuto speciale sono fonti costituzionali, gli statuti ordinari sono

fonti statali.

In alcune materie indicate nel vecchio art.117 le Regioni e lo Stato avevano una potestà

legislativa concorrente.

Potestà Legislativa Concorrente: la legge dello Stato poneva i principi fondamentali della

materia, la legge regionale solo norme di dettaglio.

Le Regioni avevano inoltre una potestà attuativa inferiore. Inoltre non avevano potestà

legislativa piena in nessuna materia.

Le Regioni a Statuto Speciale avevano potestà legislativa primaria in alcune materie,

espressamente indicate.

Gli statuti stessi prevedevano dei limiti a questa potestà.

La potestà attuativa delle Regioni Speciali era più forte rispetto a quella delle Regioni

Ordinarie.

Principio del Parallelismo: le Regioni erano titolari di funzioni amministrative nelle stesse

materie nelle quali avevano potestà legislativa.

Nel 2001, sull’onda del Federalismo, si introducono degli elementi federalisti attraverso

due leggi di revisione costituzionale.

L’articolo 114 della Costituzione pone in maniera paritaria Comuni, Province, Città

Metropolitane, Regioni e Stato.

La Giurisprudenza ha disatteso questa norma poiché non c’è stata alcuna attuazione di

questo articolo. Inoltre si ritiene che la revisione del Titolo V della Costituzione sia stata

fatta male, e ciò ha portato ad una valanga di sentenze della Corte Costituzionale.

Forma di Governo Regionale: è il rapporto tra gli organi centrali della regione. L’articolo

121 della Costituzione indica che gli organi della Regione sono il Consiglio Regionale, La

Giunta e il suo Presidente.

Consiglio Regionale: è l’organo legislativo delle Regioni.

Giunta Regionale: è l’organo esecutivo delle Regioni.

Presidente della Giunta: è una figura ibrida, svolge le funzioni sia di capo dell’ente, sia le

funzioni di presidente dell’esecutivo. Promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali.

Prima della riforma costituzionale le Regioni avevano una Forma di Governo Parlamentare

a tendenza Assembleare. La Riforma Costituzionale del 1999 da la libertà alle Regioni di

definire la propria forma di Governo. Alcuni articoli, come il 121, il 122 e il 126, pongono

limiti e danno indirizzi sulla scelta della Forma di Governo Regionale.

Il primo statuto approvato dopo la riforma è stato quello calabrese.

Questo statuto prevedeva l’elezione diretta del Presidente della Giunta, ma prevedeva una

figura di un vicepresidente che sostituiva il presidente in caso di impedimento.

Questa Forma di Governo Regionale è stata aspramente criticata, portando le altre

Regioni a scegliere per la Forma di Governo indicata dal titolo V della Costituzione.

Nelle regioni italiane vige una Forma di Governo Neoparlamentare.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bigpasqual di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Magna Graecia - Unicz o del prof Morelli Alessandro.

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