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La Corte elegge il Presidente che rimane in carica per 3 anni ed è rieleggibile.

L’art. 14 della legge 84 del 1953 attribuisce alla Corte autonomia regolamentare ed

autonomia finanziaria. Il principio della “autodichia” stabilisce che la Corte è competente in

via esclusiva a giudicare sui ricorsi dei suoi dipendenti.

Le competenze della Corte Cost. sono le seguenti :

- giudizio sulle controversie relative alla legittimità cost. delle leggi e degli atti (aventi fdl)

dello Stato e Regioni;

- giudizio sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quello tra Stato e Regioni e

tra Regioni;

- giudizio sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica (ex Cost.)

- giudizio di inammissibilità sulle richieste di referendum abrogativo ex art. 75 Cost.

CAP. 2 : Giudizio di legittimità cost. delle leggi e degli atti (aventi fdl) dello Stato e

delle Regioni.

Si ha illegittimità originaria quando il contrasto si verifica nei confronti di norme di grado

superiore già esistenti; si ha illegittimità sopravvenuta quanto il contrasto si verifica nei

confronti di norme di grado superiore create successivamente rispetto all’atto (che nasce

legittimo e diventa illegittimo successivamente).

Si possono avere vizi sostanziali, che attengono al contenuto dell’atto, e vizi formali che

attengono al mancato rispetto delle norme di grado superiore sul procedimento di

formazione dell’atto nel suo complesso.

Oggetto del giudizio

Possono essere gli atti, le disposizioni che li compongono, o le norme che dalle

disposizioni si ricavano per via interpretativa.

L’elencazione tassativa dell’art. 134 esclude che oggetto del giudizio possano essere tutti

quegli atti normativi che non siano leggi o che siano “atti privi della fdl”. Esclude che

possano essere oggetto del giudizio le fonti fatto. La disposizione esclude implicitamente

che possano essere oggetto del giudizio fonti-fatto(in riferimento alle norme

consuetudinarie, dovuto alla mancanza di fdl). Il controllo deve però essere ammesso nei

confronti dello jus non scriptum quando esso non è creato da una fonte-fatto ma da una

fonte-atto (esempio l’ordine di esecuzione delle clausole di un trattato internazionale).

Ipotesi particolare di sindacato sulla leggi cost. ricorre a proposito delle leggi cost. (art.

116) che hanno adottato gli statuti delle 5 Regioni ad autonomia speciale. Si ritiene che il

loro particolare e circoscritto contenuto limiti la loro capacità derogativi alle disposizioni del

titolo V della Cost.. Le suddette leggi costituzionali potranno essere sindacate dalla Corte

sia per vizi formali, violazione dei limiti della revisione costituzionale, sia per violazione di

una qualsiasi disposizione della Costituzione, titolo V.

Forza di legge

In merito alla definizione di fdl, la giurisprudenza della Corte Cost. è carente.

Principali teorie in tema di fdl :

- le caratteristiche sarebbero : primarietà rispetto alle altre fonti, raffrontabilità in termini di

equipollenza alla legge (capacità di operare nell’ambito attribuito dalla Cost. alla legge).

Capacità, propria di un atto normativo diverso dalla legge, di abrogare quest’ultima.

- atti con fdl sarebbero quelli autorizzati da una norma cost. a disciplinare determinate

materie ad essi riservate e sulle quali deve ritenersi escluso l’intervento della legge stessa.

- il concetto di fdl risulterebbe dall’integrazione delle due tesi : atti con fdl sarebbero tutti gli

atti normativi primari che siano insindacabili da parte di qualsiasi autorità all’infuori della

Corte Cost.

La definizione della fdl come forza attiva e passiva presuppone il principio della gerarchia

come regolatore dei rapporti tra atti normativi.

I decreti legislativi adottati ai sensi dell’art. 76 Cost. non comportano alcun problema.

Per quanto riguarda invece i decreti legge il discorso è diverso poiché essi hanno

esistenza precaria, poiché se non vengono convertiti in legge entro 60 gg decadono sin

dall’inizio.

- Se il decreto non viene convertito l’atto decade retroattivamente, come mai esistito quale

fonte del diritto. Negli ultimi anni la Corte ha ammesso di poter trasferire la questione di

costituzionalità del decreto legge impugnato e non convertito alla identica norma

contenuta nel decreto legge reiterato .

L’avvento della reiterazione fece creare vere e proprie catene normative. Attualmente la

reiterazione è decisamente ridimensionata ma non cessata del tutto.

La Corte afferma che la reiterazione altera la natura provvisoria della decretazione

d’urgenza, rimandando di fatto il termine di 60 gg per la conversione in legge.

- Se il decreto viene convertito in legge, l’impugnativa si trasferisce automaticamente alla

legge di conversione, anche se occorre distinguere a seconda del tipo di vizio denunciato :

trasferimento pacifico per vizi sostanziali dell’atto; trasferimento d’urgenza per vizi formali.

La Corte inizialmente ha ritenuto che la conversione in legge assorbisse e sanasse ogni

vizio formale possibile; recentemente invece ha cambiato la sua posizione in merito,

affermando che la “preesistenza di una situazione di fatto che comporta la necessità e

l’urgenza di provvedere tramite l’utilizzo dello strumento eccezionale (il decreto legge)

costituisce un requisito di validità per l’adozione dell’atto stesso, in modo che l’eventuale

mancanza dei presupposti configura tanto un vizio di legittimità quanto un vizio “in

procedendo” della stessa legge di conversione”.

La Corte Cost. ha ritenuto oggetto del giudizio di legittimità anche i decreti di attuazione

degli Statuti delle 5 Regioni ad autonomia speciale. Tali decreti sono contenuti negli

Statiti Speciali, ed hanno ad oggetto l’attuazione della disciplina statuaria e il trasferimento

degli uffici e del personale statale alle regioni per le materie di competenza di queste

ultime.

Non i è mai verificato, ma sindacabile dovrebbe essere anche il decreto con cui il

Presidente della Repubblica proclama l’avvenuta abrogazione di una legge o di

alcune sue disposizioni a seguito di referendum.

In relazione alle fonti comunitarie (regolamenti e direttive auto applicative) la Corte

ha sempre escluso che esse possano essere oggetto diretto del giudizio di legittimità

costituzionale, in quanto si tratterebbe di disposizioni contenute in atti non appartenenti al

nostro ordinamento ma a quello comunitario. Ne ha ripetutamente ammesso il controllo

indiretto (nel caso di contrasto con i principi del nostro ordinamento). In tali ipotesi –

controlimiti – le norme comunitarie si pongono come oggetto indiretto di controllo, in

quanto il giudizio verterebbe sulla legge nazionale di esecuzione dei Trattati.

La corte ha sporadicamente sottoposto al controllo atti eccezionali con fdl, legati a

particolari circostanze storiche.

Per quanto riguarda i regolamenti amministrativi la Corte ha affermato che tali atti non

sono dotati di fdl.

In merito ai Regolamenti Parlamentari la Corte afferma l’insindacabilità poiché la

soluzione opposta “urterebbe contro il sistema” (sistema di democrazia). E’ nella logica

della democrazia che alla Camere spetti una indipendenza garantita nei confronti di altri

poteri. Il Parlamento è diretto partecipe della sovranità e i regolamenti sono svolgimento

diretto della Costituzione. La non sindacablità assicura indipendenza dell’organo sovrano

rispetto agli altri poteri.

Parametro del giudizio

Il giudizio di legittimità implica un raffronto tra norme oggetto del giudizio e norme alla

stregua delle quali viene verificata la legittimità (in caso di conformità) o illegittimità (in

caso di difformità). Le Norme raffronto vengono definite come “norme parametro”. Tali

norme sono tutte quelle “formalmente costituzionali” ricavabili da norme Cost. o da

disposizioni contenute nella Cost.

La violazione di una norma costituzionale può venire in modo diretto e indiretto. La

violazione indiretta è un concetto elaborato poiché si tratta di spiegare con precisione e

ampiezza per quale motivo il contrasto tra due atti aventi lo stesso grado si dovesse

risolvere in termini di illegittimità costituzionale(e non deroga o abrogazione). Alcuni

esempi di norme interposte :

- art. 117 , subordina la legittimità delle leggi regionali al rispetto dei principi

fondamentali stabiliti dalle leggi dello stato.

- Art. 10 comma 2, subordina la legittimità delle leggi che regolano la condizione

giuridica dello straniero al rispetto di quanto al riguardo stabilito dalle norme

internazionali;

La Corte ha ritenuto che i decredi di attuazione degli Statuti delle regioni ad autonomia

speciale prevalgano sulle leggi ordinarie e che siano quindi non solo sindacabili ma

costituiscano anche il parametro del giudizio di legittimità costituzionale. Viene

riconosciuto carattere di norme interposte alle disposizione dei decreti in questione.

La norma interposta costituisce “stabilmente” il parametro della legittimità di un atto, ma

nella recente giurisprudenza della Corte troviamo anche “parametri eventuali” la cui

idoneità ad assumere la veste di norme interposte sussiste solo in presenza di

determinate condizioni.

Un caso di reiterazione dei decreti legge,per poter sindacare la violazione dell’ art. 77 la

corte deve integrare il parametro costituzionale con il decreto legge non convertito, al fine

di verificare se il nuovo decreto abbia reiterato disposizioni del precedente decreto. Tale

idoneità parametrica è meramente eventuale, in quanto il singolo decreto può divenire

parametro di legittimità solo quando riprodotto.

Quanto all’esito del referendum abrogativo esso può essere usato come elemento di

integrazione del parametro nella valutazione della legge che tenda ripristinare le norme

abrogate per volontà del popolo.

Riguardo le fonti comunitarie la Corte ha subito mutamenti in ordine alla loro

parametricità nei confronti delle leggi e degli atti con fdl. In un primo momento aveva

riconosciuto alle suddette norme capacità di derogare alle norme costituzionali,affermando

la loro parametricità in quanto norme interposte.

Nei casi in cui la Corte venga adita in via incidentale per valutare l’esistenza di un

contrasto tra norme comunitarie ed interne, la questione viene dichiarata inammissibile,

affidando ai soggetti competenti e al giudice a quo il compito di valutare il contrasto, di

disapplicare la norma interna e applicare quella comunitaria. SI REALIZZA UN CASO

DI GIUDIZIO DIFFUSO COME IN USA!!! La norma disapplicata potrà trovare applicazione

in un altro processo se il giudice ritenga non sussistente il contrasto tra norma interna e

comunitaria.

Aspetti processuali del giudizio di legittimità e meccanismi

L’esigenza di salvaguardare la funzionalità della Corte (evitando che fosse sommersa da

molti ricorsi) portò ad adottare la logica del “collo di bottiglia”, quindi limitazione sotto il

profilo quantitativo e qualitativo delle questioni di legittimità.

Sotto il profilo quantitativo fu consentito solo a due soggetti, Stato e Regioni, la possibilità

di ricorrere in via diretta alla Corte.

Sotto il profilo qualitativo una prima limitazione deriva dalla circostanza secondo cui la

Regione può ricorrere alla Corte contro una legge dello Stato o altra Regione NON per

qualsiasi vizio ma soltanto per vizio d’incompetenza (la regione sostiene che è stata

violata una norma cost. regolatrice della propria competenza e lamenti un’invasione da

parte di Stato o Regione).

Giudizio in via incidentale o di eccezione

Ha come presupposto l’esistenza di un giudizio che si voglia dinanzi ad una autorità

giurisdizionale. Tale giudizio è detto ”a quo”, giudizio dal quale può partire verso la Corte

Cost. la questione di legittimità.

Nel corso del giudizio ciascuna delle parti può sollevare, mediante un’eccezione, una

questione di legittimità cost. indicando:

- le disposizioni che si assumono viziate da illegittimità cost. ;

- le disposizioni della Corte Cost. o delle leggi cost. che assumono violate.

In mancanza di eccezione di una parte, il giudice può d’ufficio sollevare la questione di

legittimità.

Il giudice a quo deve compiere due importanti accertamenti in relazione alla questione di

legittimità cost. sollevata :

- giudizio sulla rilevanza : verifica della applicabilità nel giudizio in corso della norma la cui

incostituzionalità viene affermata dalla parte. Applicabilità inteso nel significato più ampio

possibile. Costituisce uno strumento di filtro a tutela della funzionalità della Corte.

- giudizio sulla non manifesta infondatezza della questione : nasce sulla base di due

questioni, la necessità che il giudice eserciti una funzione di filtro sulle questioni sollevate

e il rispetto del principio secondo cui il controllo del giudice non può risolversi in un

controllo sulla costituzionalità della norma, poiché tale controllo spetta alla Corte.

In fine, il giudice a quo deve respingere l’eccezione quando si convince che la questione è

priva di fondamento. Deve invece trasmettere alla Corte la questione quando la ritiene

“non manifestamente infondata”.

Giudizio in via principale o in via d’azione

Unica strada attraverso al quale si può ricorrere direttamente alla Corte Cost. come

giudice della legittimità cost. delle leggi, dello Stato e delle regioni.

I soggetti legittimati sono solamente Stato e regioni nei loro rapporti reciproci.

Situazione prima della legge cost. 3 del 2001 :

- Sotto l’aspetto sostanziale : la Corte affermava che, mentre la regione può ricorrere nei

confronti dello Stato o altar regione solo nell’ipotesi di “invasione” della propria

competenza, lo Stato invece può ricorrere contro le leggi regionali per qualsiasi vizio di

illegittimità cost.

- Sotto l’aspetto processuale, la vecchia normativa relativa al ricorso dello Stato era

diversa da quella relativa l ricorso delle regioni. Il primo di tipo preventivo, il secondo di

tipo successivo.

Il ricorso della regione : doveva essere deliberato dalla Giunta regionale e notificato allo

Stato, nella persona del pres. del Consiglio, entro 30 gg dalla pubblicazione della legge o

atto con forza di legge. Il termine era di 60 gg nel caso di ricorso nei confronti di una legge

di altra regione.

Il ricorso dello Stato : era qualificabile come ricorso preventivo, poiché proposto contro

leggi regionali non ancora promulgate, né pubblicate.


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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto cosituzionale sulla Giustizia costituzionale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: giudizio diffuso e accentrato, giudizio diffuso in USA, giudizio accentrato in Italia, giudizio di legittimità cost. delle leggi e degli atti (aventi fdl) dello Stato e delle Regioni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Cicconetti Stefano Maria.

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