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Diritto Costituzionale e comparato

Appunti completi utili a chi vuole passare l' esame senza comprare il libro. Le parti di comparato sono sull' aspetto giuridico dei paesi europei ma non sulla struttura specifica del governo che è comunque facilmente reperibile online su qualsiasi sito. Comprende anche la parte sui diritti e le costituzioni.

Esame di Diritto costituzionale italiano e comparato docente Prof. M. Caielli

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ESTRATTO DOCUMENTO

chi fa l’avvocato opera. Sono situate vicino le coorti e li viene la vera formazione

del giurista. L’attività dei giuristi anglosassoni è orientata alla risoluzione di casi

concreti, per questo si parla di metodo induttivo.)

• Regole del precedente giudiziario vincolante espressa dagli inglesi in latino

Stare decisis, presente all’interno della giudicator Act, è un principio generale

dei sistemi di Common law, in forza del quale il giudice è obbligato a conformarsi

alla decisione adottata in una precedente sentenza, nel caso in cui la fattispecie

portata al suo esame sia identica a quella già trattata nel caso in essa deciso. Si

distingue in operatività della regola stare decisis in:

-senso verticale, quando il giudice si conforma a una precedente pronuncia

emanata da un giudice a lui superiore, per competenza o funzione.

-senso orizzontale, quando il giudice si conforma a una precedente pronuncia già

emanata dal suo stesso ufficio.

Nel 1966 con il Practis statement, la House of lord divenne libera nell’eseguire le

proprie decisioni.

Un precedente, è una decisione di un caso concreto, ogni giudice svolge l’arte del

distinguere, ovvero mette in rilievo le differenze tra le controversie precedenti a cui si fa

riferimento e a quelle del momento. Il Common law è in costante evoluzione

grazie a ciò e al parlamento.

Quali ordinamenti di Common Law?

• Uk e Irlanda

• Usa ed Ex dominions britannici (Canada, Nuova Zelanda, Australia)

• Altri ordinamenti asiatici e africani che hanno subito l’influenza inglese come India,

Sudafrica.

Classificazione

1. Uno dei primi comparatisti francesi è David, che nel 1964 divideva il mondo giuridico

in: • Common law

• Civil law

• Socialista, oggi ha perso la sua rilevanza. La famiglia socialista, ha origine con la

rivoluzione bolscevica del 1917 e raggruppava ordinamenti dell’Europa centro-

orientale, asiatici e africani, le caratteristiche fondamentali sono:

-Collettivizzazione delle risorse produttive;

-Un partito unico di ispirazione comunista;

-Principio della legalità socialista, principio distinto dal principio di legalità, in

quanto è obbedienza alle regole imposte dall’unico rappresentate del popolo

sovrano, giuste perché corrispondono ai principi dello stato socialista, l’obiettivo

era la creazione del regime comunista dove qualunque tipo di diritto sarebbe

scomparso in quanto non più necessario, è un principio in transizione;

-Principio della unitarietà del potere statale, soviet supremo come unico

rappresentante del popolo sovrano, quindi non è presente la divisione dei poteri;

• David scrive “I grandi sistemi giuridici contemporanei” dove aggiunge dei

sistemi giuridici base religiosa e tradizionale, concepiti come categorie

residuali.

2. Nel 1984 Zweigert e Kotz svolgono una classificazione basata sull’evoluzione storica,

sulla mentalità giuridica, sulla sussistenza di determinati istituti giuridici che prevalgono

rispetto ad altri. Sono basate per lo più sul diritto privato. Sono stati criticati in quanto

hanno classificato le famiglie giuridiche, accentuando l’autonomia dell’esperienza

germanica. Classificano il mondo giuridico in 8 famiglie:

• Common Law;

• Romanistica;

• Germanica;

• Scandinava;

• Socialista;

• Islamica;

• Hindu;

• Estremo oriente, riferendosi alle tradizioni giuridiche di Cina, Giappone,

Indonesia e Indocina.

3. Nel 1997 Mattei e Monateri studiosi della scuola di Sacco, hanno classificato le

famiglie in:

• Famiglia a egemonia del diritto, (idea occidentale di diritto) si trova nei sistemi di

Common law, Civil law e nei paesi Scandinavi. S’intendono quegli ordinamenti

dove è netta la distinzione tra diritto e politica e soprattutto in cui è netta la

separazione tra la sfera religiosa, filosofica e giuridica. Insistono sul fatto che in

questi ordinamenti è presente una completa giuridicizzazione ed è presente un

sistema che garantisce i diritti fondamentali della persona umana nei confronti

dei pubblici poteri. L’idea occidentale di diritto è una famiglia giuridica che ha

un’insieme di regole che si pongono come indipendenti e separate rispetto a

fattori religiosi, sociali, morali, etici e filosofici.

• Famiglia a egemonia della politica, raggruppa quegli ordinamenti che sono

ancora dominati dalla realizzazione di determinati obiettivi politici, come la

democrazia, la piena indipendenza. Sono sistemi in transizione in cui la

politica ha un peso rilevante, spesso maggiore del diritto.

• Famiglia a egemonia della tradizione, è presente nei paesi islamici, estremo

oriente e india, dove il diritto è di matrice religiosa o è un diritto fortemente

influenzato da elementi etico-filosofici.

4. Glenn vuole superare la staticità e l’eurocentrismo, classifica in base ad un criterio

preciso, il guardare al modo di rapportarsi con la religione o con il soprannaturale. Nel

2011 viene tradotto il suo libro di diritto comparato, dove individua 7 tradizioni

giuridiche:

• Ctonia, presente nell’africa sub-sahariana, maori, popolazioni indigene, la sua

tradizione giuridica è più ambientalista, più vicina alle esigenze di oggi, dove

emerge l’idea di sacralità del mondo. Ctonia è una tradizione giuridica orale, che

si tramanda da secoli, si tramanda con la memoria. Attira l’attenzione di studiosi

giuristi che osservano com’è il diritto di quei popoli;

• Ebraica;

• Islamica;

• Hindu;

• Confuciana;

• Civil law;

• Common law.

Circolazione dei modelli giuridici

Ogni singolo paese ha imitato altri sistemi giuridici adottati in altri paesi, il diritto non è

statico, varia e muta senza interruzione per esigenze che si manifestano continuamente.

Il diritto deve adattarsi, le mutazioni possono essere originali o frutto di imitazioni. La

recezione/imitazione può essere:

Cosciente o plastica, il legislatore studia legislazioni in vigore in altri paesi e le riadatta

nel proprio paese. Si utilizza il termine plastica per indicare quando si adotta

qualcosa senza sapere che non è proprio, quindi inconsapevolmente. Sacco nel 1990

sostiene che, le cause delle imitazioni sono due:

• Imposizione, si imita perché si è costretti, caso tipico delle colonie. Sacco osserva

come la conseguenza dell’imitazione è la reversibilità, ossia una volta che la

colonia raggiunge l’indipendenza, rifiuta i modelli dei pesi colonizzatori.

• Prestigio, causa più comune delle imitazioni politiche, il prestigio può riguardare

un intero ordinamento o un singolo istituto. Es. Circolazione del Code Napolèon.

E’ presente il problema delle recensioni apparenti, dove sono presenti Crittotipi

(modelli impliciti), regole che gli esseri umani applicano senza esserne consapevoli.

Queste regole formano la mentalità del giurista e per un giurista appartenente ad un

certo sistema è più difficile liberarsi dai Crittotipi presenti nel suo sistema, che non

abbandonare regole di cui è consapevole.

Cicli costituzionali

Sono raggruppamenti di Costituzioni, rapportabili allo sviluppo delle diverse esperienza

costituzionali. Possiamo individuare vari tipi di cicli costituzionali:

Il costituzionalismo liberale

In questo primo ciclo possiamo individuare la Dichiarazione di indipendenza americana

adottata nel 1776 e la Costituzione americana adottata nel 1787, costituzioni formulate

in disposizioni brevi, puntuali, con dichiarazioni di diritti liberali, rivendicati da una sola

classe sociale, la borghesia.

La Costituzione americana del 1787 non conteneva diritti messi per iscritto, a causa di

dibattiti tra i padri fondatori, in quanto alcuni sostenevano che i diritti sono innati,

quindi non era necessario scriverli, mentre altri sostenevano la scrittura sul testo. Dopo

quattro anni si adotteranno i 10 punti fondamentali della Costituzione americana,

ancora vigente, che comprende 50 stati che rinunciano alla propria sovranità

delegandola allo Stato centrale.

Negli anni 70 del 1700, molte colonie adottano delle costituzioni scritte che

prevedevano la separazione dei poteri e la garanzia dei diritti fondamentali come la:

• Costituzione della Virginia;

• Costituzione del New Jersey;

• Costituzione del Connecticut (si adotta il Fundamental orders, che si pone come

contratto solenne, scritto e breve. La comunità inizierà a rispettare le regole

messe per iscritto e a considerare questo patto come legge sovra ordinata);

Le Costituzioni americane verranno tradotte in francese e influenzeranno l’Europa,

l’America latina del 1800.

La Costituzione post-Rivoluzione Francese, è una rielaborazione del costituzionalismo

inglese, prevedeva l’idea del patto e la garanzia dei diritti assunti dalla nascita. La

monarchia inglese è sempre stata una monarchia limitata, in quanto è sempre stata

controbilanciata con forme parlamentari.

Il principale contenuto obiettivo delle costituzioni brevi è quello di organizzare e

disciplinare i poteri e garantire i pochi ed essenziali diritti fondamentali, i diritti liberali.

Parliamo di epoca liberale in quanto parliamo di un periodo storico, dove il suffragio è

ristretto, votava solamente la borghesia. Vengono protetti i diritti tipici dello stato

minimo, cioè i poteri pubblici, lo Stato doveva astenersi dall’intervenire nella vita e nei

rapporti tra i privati (laissez-faire).

Costituzioni francesi della Rivoluzione

-Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, parte del contenuto di

questa Costituzione è il frutto di uno scambio reciproco di altri sistemi costituzionali,

prevede la tutela dei diritti fondamenti.

L’Art.16 afferma che ogni società non ha una Costituzione se non è presente la divisione

dei poteri.

-Costituzione francese del 1791, è una Costituzione monarchica, dove il Re è

considerato tale per grazia divina e dalla popolazione francese, la sovranità non è del

Re, ma della nazione.

E’ presente una forma di separazione dei poteri dove il Re, deteneva il potere esecutivo

aiutato dal Consiglio dei ministri, il potere legislativo venne affidato all’Assemblea

nazionale legislativa.

Questa Costituzione sarà fonte di ispirazione, come per la città spagnola di Calice che

adottò una Costituzione, dopo la guerra anti napoleonica.

-Costituzione giacobina del 1793, non è mai entrata in vigore, viene redatta ispirandosi

ad una democrazia diretta, dove la sovranità popolare era accentuata e il popolo

esercitava il potere direttamente attraverso una serie di istituti. Assicura i diritti sociali di

ciascun individuo per eliminare le diseguaglianze di fatto tra i cittadini. E’ un modello in

quanto andrà ad influenzare varie costituzioni del 1800, come quella sovietica.

Le costituzioni della Restaurazione, costituzioni adottate dopo Napoleone

-Costituzione francese 1814 è una costituzione octroyèe (concessa dal sovrano), al

trono era presente Luigi 18° che dopo un soggiorno in Inghilterra decise di adottare i

principi della monarchia limitata su modello inglese, nel proprio paese.

Si parla di monarchia limitata, quando il potere esecutivo è nelle mani del re, mentre il

potere legislativo è nelle mani del parlamento (Assemblea elettiva). Il fondamento del

potere esecutivo del re è nella nazione e nella Costituzione.

-Nel 1830 Carlo 10° adottò 4 ordinanze restrittive, che limitavano varie libertà, scioglie

l’Assemblea elettiva, riforma la legge elettorale e induce nuove elezioni con la

rivoluzione di luglio. Dopo queste ordinanze si adottata una nuova Costituzione,

segnando così l’avvento della monarchia costituzionale.

Si parla di monarchia costituzionale, quando è presente una chiara separazione dei

poteri, il re detiene il potere esecutivo che può esercitare da solo o con l’aiuto di

ministri che si sceglie che può o no emergere da un testo costituzionale mentre il potere

legislativo viene affidato al Parlamento.

Quindi la legittimazione del sovrano e del parlamento sono autonome, questo equilibrio

è presente in quanto è sostenuto dal clero e dalla borghesia. Non è presente un

rapporto di fiducia tra questi due ordini. La forma di governo presidenziale è la

trasposizione sulla Repubblica della monarchia costituzionale.

-Statuto Albertino del 1848 (Carlo Alberto concede la costituzione)

Costituzioni del parlamentarismo

Dopo la fine del 1° e del 2° Conflitto mondiale nasce la forma repubblicana, che aveva

i principi dello stato liberale e prevedeva la tutela dei diritti sociali.

Nasce la monarchia/Repubblica parlamentale, dove è presente un rapporto di fiducia

tra il potere esecutivo e il potere legislativo, si parla di parlamentare in quanto il

parlamento legittima il governo.

Es. Austria 1920, Cecoslovacchia 1920, Italia 1948 e Francia 1946.

Le forme di Stato

Lo stato è un ordinamento giuridico che ha fini generali a base territoriale dotato di un

apparato autoritario posto in posizione di supremazia. Si parla di stato quando è

presente:

• un territorio

• un popolo (insieme di coloro che sono cittadini di quello stato, hanno una

cittadinanza che si acquista o si perde secondo le regole imposte da quello stesso

stato)

• la sovranità (elemento che caratterizza lo stato come indipendente rispetto ad

altri ordinamenti giuridici e che determina la supremazia dell’ordinamento

statale rispetto ad altri ordinamenti minori. La sovranità spetta alla nazione, al

popolo, ai cittadini).

Col termine nazione s’intende un’insieme di persone che condividono la stessa cultura,

lingua, tradizione, costumi, etnia. Gli stati plurinazionali, sono degli stati costituiti dallo

stato unico considerato stato di più nazioni. Come il Belgio, India, Svizzera. Quando

parliamo di forme di stato sono presenti due definizioni:

-Classificazione di forme di stato basata sui rapporti fra apparato statale e comunità, si

può parlare di forme di stato classificando gli stati avendo riguardo per tutto quel

complesso di principi e regole che vanno a disciplinare rapporti intercorrenti tra la

comunità dei cittadini e lo stato inteso come autoritario. E’ una

classificazione che ha a che vedere con il modo di determinare l’interesse pubblico, si fa

riferimento ai rapporti economici.

-Classificazione delle forme di stato basata sulla distribuzione territoriale del potere,

quindi all’accentramento o decentramento del potere pubblico, si possono avere stati

unitario o stati composti (dallo stato federale a quello regionale).

Classificazione di forme di stato basata sui rapporti fra apparato statale e la comunità

dei cittadini:

 Stato assoluto

 Stato di polizia

 Stato liberale

 Stato democratico o sociale o liberal-democratico

 Stato socialista

 Stato autoritario/ totalitario

Lo Stato assoluto, è la prima forma di Stato che si afferma nella storia. Lo stato assoluto

è quello che si afferma in Europa tra il 1400-1500, è la prima forma di stato intesa in

senso moderno, è il primo ordinamento giuridico dove si può contrastare l’esistenza di

un apparato autoritario separato e distinto dalla società. E’ assoluto in quanto non è

presente la separazione dei poteri, il potere assoluto è perpetuo e indivisibile spettante

alla Corona, ha funzione esecutiva, legislativa e giudiziaria.

Il potere regio è ritenuto di origine divina, può essere regolato da regole di successione

al trono quindi si trasmette per via ereditaria e il sovrano non è vincolato da nessuna

legge o fonte di diritto che non sia emanata da lui (il potere regio non è limitato). Lo

stato assoluto ha una variante, lo stato di polizia.

Lo Stato di polizia, si sviluppa nel 1700, ci ispiriamo a due esperienze, quella austriaca e

quella prussiana.

Si parla di questo stato utilizzando il termine greco polis e facendo riferimento ad un

tipo di stato assoluto dove è presente la concentrazione dei poteri, una monarchia

assoluta che ha determinati fini, chiamata illuminata in quanto uno dei fini è il

perseguimento di un maggior benessere dei sudditi.

Nell’Austria e nella Prussia di Federico 2°, sono presenti monarchie che svolgono

riforme della pubblica amministrazione e riforme volte al perseguimento di un maggior

benessere per i sudditi.

Viene considerato il predecessore dello stato sociale in quanto Maria Teresa d’Austria e

il figlio Giuseppe 2° adottano misure come l’introduzione dell’istruzione primaria

gratuita per tutti.

Stato liberale, nasce a seguito della crisi dello Stato assoluto, attraverso una serie di

eventi più o meno traumatici:

• Inghilterra la Gloriosa Rivoluzione del 1689 con approvazione del Bill of Rights;

• Gli Stati Uniti con la Dichiarazione d’Indipendenza del 1776;

• La Francia con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789.

Lo stato liberale inizia ad emergere attraverso lo sviluppo capitalistico, dov’era presente

la libertà di iniziativa economica e privata, libertà di concorrenza, libertà privata. Si

afferma come classe sociale, la borghesia. Lo stato liberale si afferma in tempi diversi e

con modalità e caratteristiche differenti. Caratteristiche:

• La sovranità non spetta più alla corona, ma viene attribuita alla nazione

attraverso la Dichiarazione del 1789 con l’Art. n.3. la sovranità viene intesa come

un’entità unitaria e indivisibile che trascende la volontà dei singoli.

• Separazione dei poteri, dove la volontà è di smembrare il potere del re e avere

una diversa rappresentatività sociale formata da due poteri (il parlamento che fa

da contro potere e rappresenta la classe borghese e il potere regio).

• Rappresentanza, è l’autorità legittimata dal consenso dei governati, la legge non

è più creata dal Re, ma è l’espressione della volontà del Parlamento che

rappresenta la volontà della nazione intesa come entità unitaria e indivisibile. Gli

eletti (coloro che fanno parte del parlamento) rappresentano la nazione, nasce la

rappresentanza senza vincolo di mandato, attraverso l’affermazioni di idea di

divieto di mandato imperativo, per cui gli eletti rappresentano la nazione, non il

singolo, non devono essere vincolati da istruzioni che ricevono in corso di

mandato.

• E’ uno Stato mono classe, che rappresenta interessi omogenei, riguarda interessi

economici e il suffragio si basa sul reddito, sul censo dei votanti, quindi la

maggioranza del popolo ne è esclusa.

• E’ uno Stato minimo o non interventista (laissez-faire), tende a non intervenire

nella vita privata dei cittadini, soprattutto nel lato economico. Garantisce i diritti

liberali, ovvero garantisce all’individuo uno spazio libero dai pubblici poteri.

Garantisce il diritto di proprietà che poteva essere limitato solo per legge. La

proprietà privata è definita sacra. E’ uno stato di diritto, ovvero stato soggetto al

diritto. Da qui deriva la possibilità per il cittadino di ricorrere ad un giudice per

essere tutelato dalla pubblica amministrazione. In questo periodo si

accentua una differenza tra Common law e Civil law, dove si affermano i giudici

speciali, che risolvono le controversie tra cittadini e pubblica amministrazione.

Stato sociale, si sovrappone e corregge lo stato liberale, si afferma con l’allargamento

del suffragio in Italia nel 1912. Diventa uno stato pluriclasse e si affermano i partiti

politici di massa, in Inghilterra nasce il partito Laburista, grazie a questi partiti si portano

in parlamento nuove istanze, con garanzie di diversi diritti.

La Costituzione messicana del 1917 è considerata la prima costituzione al mondo

codificata, mettendo per iscritto i principi, contiene i diritti sociali.

Nel 1919 è presente la Costituzione di Weimer, una costituzione innovativa dal punto di

vista sociale e di forma del governo (prima in Europa).

Il maggior successo del Welfare state avviene tra gli anni 50-80 in Gran Bretagna con

l’obiettivo di ridurre le diseguaglianze di reddito, di fatto, tra gruppi. Sono presenti due

tipi di politiche:

• Redistributive, ovvero leggi che mirano a trasferire determinate risorse

finanziarie da determinate categorie di soggetti a favore di altre, per compensare

gli svantaggi che il mercato determina.

• Regolative, che fanno riferimento ad uno stato interventista, regolando i rapporti

tra i privati, disciplinando i rapporti contrattuali tra le parti, intervenendo

nell’ambito del diritto del lavoro.

I diritti sociali sono diritti che riguardando un intervento dello stato e sono diritti che

l’individuo ha nei confronti dei pubblici poteri, lo stato garantisce il diritto alla salute,

all’istruzione, al lavoro.

Stato autoritario, ci riferiamo ad esperienze ancora esistenti nel mondo, se si parla di

Europa ci riferiamo all’Italia, la Spagna, la Germania, in Grecia e Portogallo nel corso del

1900.

E’ presente una forte concentrazione del potere e una repressione dell’opposizione.

Lo stato fascista è stato uno stato autoritario, in quanto in Italia Mussolini era primo

Ministro, mentre il re deteneva il potere regio.

Il Nazional socialismo è uno stato totalitario, in quanto Hitler assunse la carica di capo

dello stato.

Stato socialista, forma di stato che si afferma a partire dalla Rivoluzione russa del 1917

e dopo la 2 guerra mondiale si estende nell’Europa centro orientale, tornati ad un forma

di stato liberal democratica.

E’ presente:

• La prevalenza di una classe sociale sulle altre (dittatura del proletariato);

• La concentrazione del potere come modulo organizzativo;

• La pianificazione di tutte le attività economiche e sociali;

• Un sistema di governo di tipo federale, ma di fatto incentrato sul partito unico.

Forme di Governo

Insieme delle regole che disciplinano la distribuzione del potere fra gli organi

costituzionali.

Gli organi del potere pubblico sono organi ai quali la Costituzione attribuisce

determinate funzioni.

Forme di governo e di stato sono in strettissima relazione, è presente un

interconnessione tra le due classificazioni, una influenza l’altra. Si iniziano ad affermare

dalla nascita dello Stato liberale in poi.

 Forma di governo Presidenziale, trasposizione della monarchia costituzionale

inglese sulla repubblica e si apportano dei correttivi. Si tratta di relazioni e

interferenze che non sono state formalizzate. Caratteristiche:

-Potere esecutivo monocratico (nelle mani di una sola persona), affidato al

presidente della repubblica;

-Presidente della repubblica è eletto in forma diretta dall’espressione della

volontà popolare, ha una legittimazione autonoma rispetto al parlamento;

-Assenza di rapporto di fiducia tra potere esecutivo e legislativo, il parlamento

non può costringere il presidente alle dimissioni con un voto di sfiducia e il

presidente non può sciogliere il parlamento. Il presidente può essere cacciato se

si trovano dei reati, tradimenti alla nazione. Ogni potere ha la sua legittimazione,

in quanto sono rappresentativi del popolo.

Questa forma di governo è di origine Statunitense, è una forma di governo

diffusa prevalentemente in paesi latino americani, la democrazia americana viene

considerata la più antica del mondo, come modello vincente da imitare, sono

presenti disposizioni che introducono delle forme di interferenze reciproche fra i

poteri.

 Forma di governo Semi presidenziale

-E’ presente un capo dello stato (Presidente della Repubblica) eletto

direttamente dal corpo elettorale dell’intera nazione e dura in carica per un

periodo prestabilito, esercita condividendo il potere esecutivo con il consiglio dei

ministri;

-Il Presidente della Repubblica è indipendente dal Parlamento, perché non ha

bisogno della sua fiducia, non può governare da solo, ma deve servirsi di un

Governo, da lui nominato;

-Il Governo deve avere la fiducia del Parlamento, significa che il presidente della

repubblica nomina il leader del partito che vince le coalizioni.

Esempio tipico è la 5° Repubblica francese, dove il Presidente gode di poteri importanti

esercitandoli, senza aver bisogno della partecipazione del Governo. Il costituzionalismo

francese ha influenzato le democrazie sovietiche. Altro esempio sono l’Austria, l’Irlanda,

l’Islanda, ma qui il Presidente della repubblica segue di più il primo ministro e il suo

governo.

Si parla di Coabitazione, quando il Presidente della Repubblica e il Primo ministro, sono

espressione di partiti e maggioranze diverse. Questa situazione si è realizzata in Francia

alcune volte ed è stata resa possibile dalla sfasatura temporale tra la durata in carica del

Presidente (7 anni) e del Parlamento che esprime il primo ministro (5 anni). Per evitare

di creare conflitti tra le due teste del potere esecutivo a causa delle differenti ideologie,

nel 2000 una riforma costituzionale ha parificato la durata del mandato presidenziale a

quella della legislatura parlamentare.

 Forma di governo Parlamentare

Tale Forma di Governo può essere adottata sia da stati monarchici, laddove la

funzione di Capo dello Stato è assunta da un Re, designato per via ereditaria e

dinastica (Monarchie Parlamentari), sia da Stati Repubblicani, dove la carica di

capo dello stato spetta invece a un Presidente della Repubblica eletto, con un

mandato temporaneo, dal parlamento (Repubbliche Parlamentari).

Nasce in Inghilterra nel 1700, nella seconda metà, si passa dalla monarchia

costituzionale in monarchia parlamentare, in modo graduale a causa di una serie

di fattori:

-Nel 1782 è l’anno che coincide con la Rivoluzione americana, ed è un momento

in cui un ministro del re inglese lord Rolf, nominato dal re Giorgio 3°, torna

sconfitto dalla guerra di indipendenza e dopo dialoghi con la camera dei comuni

del parlamento, si reca dal sovrano e si dimette perché non ritiene di non avere

più la fiducia della camera dei comuni. Solo una volta nel corso del 1834 il re

revocherà un ministro, in tutte le altre occasioni sarà il parlamento a farlo.

Nel 1782 i ministri collaborano sempre più con la Camera dei comuni. Nel 1714,

salì al trono Giorgio 1 Hannover, parlando il tedesco non comprendeva le

discussioni presenti nel Cabinet (governo ristretto che raduna i ministri più

importanti), quindi iniziò a fare prendere le decisioni al suo posto.

L’impeachment nasce nel medioevo affermandosi gradualmente, come potere

del parlamento di costringere alle dimissioni i ministri indegni che svolgono dei

reati.

• Non c’è rigidità nella separazione fra potere legislativo e esecutivo, è

istituzionalizzata una loro collaborazione, quindi è presente un rapporto di

fiducia;

• Il capo dello Stato non detiene il potere esecutivo che spetta al Governo

La responsabilità segue il potere, il potere esecutivo si trasferisce ai ministri o al

primo ministro, i ministri rispondono degli sbagli attraverso la contro firma

ministeriale che nasce con un’attestazione della volontà manifestata dal sovrano

di prendere atto, nasce in Inghilterra, piano piano diventa un’attribuzione di

responsabilità politica ai ministri, per atti non adottati da loro, da li piano piano

tutti i poteri del re diventano più o meno formali.

• Forma di governo Neo parlamentare

-Il rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento;

-L’elezione popolare è diretta dal primo ministro;

-L’elezione avviene contestualmente si per il Primo ministro che per il

Parlamento;

-E’ presente il governo di legislatura, nel senso che tendenzialmente il Governo

dura in carica per tutta la legislatura ed un’eventuale crisi, con dimissioni del

Governo, determina lo scioglimento del Parlamento, con nuove elezioni per

l’assemblea e il Primo ministro.

E’ meno diffusa nel mondo, è una forma nata negli anni 90, adottata per la prima

volta ad Israele, ed è la forma di governo delle regioni italiane.

• Forma di governo Direttoriale

Adottata solamente dalla Confederazione svizzera, che si caratterizza per la

presenza, accanto al parlamento di un direttorio. Questo è formato da 7 membri

ed è eletto, ma non revocabile. Comprende una pluralità di comunità etniche,

linguistiche e religiose.

Il Parlamento

I parlamenti possono essere monocamerali o bicamerali.

Quello italiano è bicamerale. I parlamenti monocamerali, sono presenti nei paesi che

hanno una forma di stato unitaria. Il bicameralismo è tipico degli stati regionali e

federali. Il bicameralismo è presente per lo più negli stati composti perché si prevedono

due camere, una che rappresenta l’unità nazionale, l’altra camera tende a rappresentare

gli interessi degli enti territoriali autonomi.

Il bicameralismo negli stati federali è naturale per garantire due diverse rappresentanze.

Con l’House of common, seconda camera che si afferma nel 1341, nasce il

bicameralismo in Inghilterra, durante il regno di Edoardo 3° nascono due camere,

nobiltà e clero nella House of lords membri nominati dal re, restano nel parlamento a

vita e trasmettono il loro titolo ai successori, nella House of commons sono presenti

membri eletti dalle comunità locali e nel Bill of right la rivendicazione dei diritti viene

fatta dalle due camere. L’house of lord è più conservatrice, la sua esistenza diventerà

una camera di riflessione, e si vedrà limitare i propri diritti con una legge del 1911 il

Parlament Act, che afferma l’esistenza delle due camera, ma quella dei lords non

entrerà nel rapporto fiduciario con il governo e viene limitata anche la funzione

legislativa. Andrà ad incidere sui progetti di legge in ambito economico finanziario della

camera dei lords, quindi non potrà bloccare il progetto legislativo su quelle materie.

E’ un bicameralismo imperfetto in quanto le due camere non hanno le stesse funzioni,

in quanto la camera alta è una camera nata per rappresentare una certa categoria

(aristocrazia, clero), che con l’avvento del suffragio universale perde i suoi poteri e viene

trasformata in una camera di riflessione. In quanto avere due camere serve ad avere

leggi ponderate.

Nel mondo i bicameralismi sono quasi sempre imperfetti, o non sono federali come

Francia e Inghilterra, ma la camera alta non rappresenta più l’aristocrazia o il clero,

quindi diventa camera di riflessione e ponderazione e in quanto tale non potrà mai

bloccare l’attività legislativa che porta avanti l’altra camera.

• Il monocameralismo, nelle costituzioni francesi rivoluzionarie, nel 1791 nella

costituzione adottata dopo la dichiarazione dei diritti dell’uomo e cittadini, dove

è scritto che il parlamento deve essere monocamerali ed è presente l’assemblea

nazionale legislativa, è permanente e composta solo da una camera. Si rinnova

ogni due anni, permanente, eletta dal popolo,il re non può scioglierla. Le

costituzioni dal 1793 dopo quella giacobina, saranno tutte monocamerali.

• Il bicameralismo, verrà ripreso nella restaurazione, dopo il periodo napoleonico e

il congresso di Vienna. Nel 1830 la Costituzione francese venne proclamata dopo

4 ordinanze, tentativi assolutisti e prevede un bicameralismo dove il re nomina i

rami di una componente del parlamento che rappresentano l’aristocrazia e la

camera del popolo che rappresenta i cittadini. Nella carta costituzionale francese

è presente la camera dei pari e viene definita come parte essenziale della

funzione legislativa, convocata dal re, la nomina dei pari di Francia spetta al re e il

loro numero è illimitato, si affianca alla camera dei deputati. Il Senato dello

statuto Albertino era una camera che affiancava l’altra camera costituita da

membri eletti dal re.

L’art.55 della Costituzione, prevede il principio bicamerale: quello italiano è perfetto, le

due camere hanno le medesime funzioni.

La costituzione negli anni 70 ha previsto l’esistenza delle regioni.

L’art.57 della Costituzione è a base regionale: bicameralismo perfetto o paritario,

camera con le stesse funzioni. Entrambe le camere entrano nel rapporto fiduciario col

governo basta la sfiducia di una camera e cade il governo.

Principi costituzionali

• Principio bicamerale

• Principio di continuità, sancito dall’Art.62 comma 2 della Costituzione: Finché

non siano riunite le nuove Camere, sono prorogati i poteri delle precedenti.

• Principio di autonomia, sancito dall’Art 64 (autonomia regolamentare):

Ciascuna camera deve adottare il proprio regolamento, che deve essere

approvato con la maggioranza assoluta dei suoi componenti.

La struttura

Camera dei deputati è composta da 630 deputati, il senato è composto da 315 senatori.

Sono presenti differenze relative alla composizione, riguardante la presenza in Senato di

componenti che non sono eletti, i senatori a vita. Diventano di diritto senatori a vita i

Presidenti della Repubblica e chi viene nominato tale dal Presidente della Repubblica

(nomina 5 senatori a vita, scelti tra persone che hanno illustrato la patria per i propri

meriti in campi diversi: letterari, scientifici, economici).

Art. 94 Costituzione: il governo deve avere la fiducia di entrambe le camere.

Art.70 Costituzione: la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due

camere.

Organizzazione interna

• Gruppi parlamentari, riuniscono i deputati e i senatori in base alla loro

appartenenza politica. I gruppi rappresentano la divisione politica

partitica della società. I non eletti, costituiscono il gruppo misto. I regolamenti

stabiliscono le regole che devono rispettare. Ciascun deputato dopo 2 giorni deve

dichiarare il gruppo di appartenenza.

• Commissioni parlamentari, (temporanee o permanenti; monocamerali o

bicamerali)

Si creano per materia, il progetto di legge viene affidato alla commissione

permanente per materia. Sono 14, il loro compito primario è legislativo.

Monocamerali, sono commissioni temporanee o d’inchiesta per l’esame di più

materie che si ritengono di particolare importanza.

-permanenti obbligatorie

• Le giunte:

-Giunta per il regolamento

-Giunta per le autorizzazioni,

-Giunta delle elezioni, nel principio di autonomia delle camere è previsto il

potere di ciascuna camere di giudicare le elezioni dei propri membri.

Quest’ultime due devono rispecchiare le proporzioni esistenti dei gruppi

parlamentari.

Parlamento in seduta comune

La costituzione ha previsto anche il Parlamento in seduta comune, che è un organo

collegiale, composto da tutti i parlamentari (deputati e senatori), per lo svolgimento di

alcune particolari funzioni. Viene riunito solo per specifiche funzioni elencate dalla

Costituzione:

• Elezione Presidente della Repubblica;

• Elezione 5 giudici costituzionali;

• Elezione 1/3 dei componenti del consiglio superiore della magistratura

• Messa in stato di accusa del presidente della repubblica(alto

tradimento,attentato alla costituzione)

• Votazione dell’elenco dei cittadini per i giudici aggregati (cittadini che vengono

pescati da un elenco che il parlamento in seduta comune deve redigere ogni tot.

anni)

E’ presieduto dal Presidente della Camera dei Deputati e per il suo funzionamento si

applicano le disposizioni del regolamento della Camera dei Deputati.

Funzionamento del Parlamento

• La durata delle due Camere è pari a 5 anni ed è presente continuità delle

Camere, finché non si riuniscono nuove Camere.

• Validità delle sedute e delle deliberazioni, sono valide quando è presente la

maggioranza degli aventi diritto, si vota a maggioranza semplice. Le sedute sono

pubbliche come sancito dall’Art.64.

• Le prerogative parlamentari:

-Immunità art.68 della Costituzione, necessità di autorizzazione della camera di

appartenenza per sottoporre un parlamentare a misure restrittive della libertà

personale domiciliare e di corrispondenza.

-Insindacabilità, libertà di opinione dei parlamentari, funzionale alla loro attività

(origine Bill of Rights), non finisce mai.

I sistemi elettorali

L’elettorato attivo è la capacità di votare, esso è subordinato al possesso di due requisiti

positivi:

• La cittadinanza italiana;

• La maggiore età.

L’elettorato attivo come afferma l’articolo 48 comma 4 della Costituzione, si perde per:

• Cause di incapacità civile;

• Per effetto di sentenze penali irrevocabili, che per espresse previsione di legge

portano alla perdita del diritto di voto;

• Per cause di indegnità morale.

L’Art. 48 della Costituzione: sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne che hanno

raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo

esercizio è dovere civico. La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto

di voto dei cittadini residente all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita

una circoscrizione. Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi

nel numero stabilito da norma costituzionale e secondi criteri determinati dalla legge. Il

diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di

sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge. Pone

alcuni principi che caratterizzano il diritto di voto, più precisamente:

• Il voto è personale, non è ammesso il voto per procura, non si può delegare

nessuno;

• Il voto è eguale, secondo un principio basilare di un sistema democratico, che

esclude radicalmente la possibilità che a certi soggetti sia attribuito il voto

plurimo;

• Il voto è libero, con la conseguenza che la legge vieta e sanzionale le coartazioni

che possono derivare dall’esercizio di certe funzioni (pubblici ufficiale, ministri di

ogni culto) e considera reato l’elargizione di denaro e di cibo nell’imminenza delle

elezioni;

• Il voto è segreto, laddove la segretezza serve a garantire l’effettiva libertà dello

stesso (unica eccezione riguarda i ciechi, i quali per votare possono farsi

accompagnare nella cabina elettorale;

• Il voto è dovere civico, ma si tratta di una formula assai ambigua, da una parte

perché il costituente espressamente evitò di qualificarlo come dovere giuridico,

dall’altra parte perché non ci sono sanzioni nei confronti di chi non vota, con la

conseguenza che l’astensionismo può ritenersi perfettamente ammissibile e

lecito.

L’art 48 della Costituzione dice che il suo esercizio è un dovere civico. In passato c’era il

certificato della buona condotta, chi non andava a votare veniva menzionato, si teneva

traccia del comportamento degli elettori. Gli interdetti (incapacità psichica) sono

sottoposti a un tutore, che amministra la loro vita. La legge del 1967 prevede che i

carcerati possono votare, vi sono delle urne nei poli. Non hanno diritto di voto coloro

che hanno come pena accessoria l’interdizione di pubblici uffici.

L’Art. 3 della Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali

davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni

politiche, di condizioni personale e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli

ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza

dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva

partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economia e sociale del

Paese. L’Art. 38 della Costituzione: Ogni cittadino inabile al lavoro e

sprovvisto dei mezzi necessari per vivere, ha diritto al mantenimento e all’assistenza

sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle

loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione

involontaria. Gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento

professionale.

Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati

dallo Stato. L’assistenza privata è libera.

L’assemblea costituente è stato il primo organo collegiale composto ed eletto da donne.

E’ necessaria la maggiore età, è prevista nel codice civile. Oggi si raggiunge con il

18esimo anno di età. Per il senato, gli elettori devono aver compiuto il 25 esimo anno di

età. E’ una regola scritta in costituzione.

Elettorato passivo è il diritto di essere eletti

L’elettorato passivo consiste nella capacità di essere eletto. Il principio generale è quello

dell’eleggibilità di tutti gli elettori, salvo restrizioni particolari previste dalla Costituzione,

Quest’ultima pone una restrizione relativa all’età. Per essere eletti alla Camera dei

deputati, occorre avere compiuto 25 anni di età, mentre per essere eletti al Senato,

occorre avere almeno 40 anni. Per il resto si rinvia alla capacità elettorale, per cui se si

perde l’elettorato attivo, viene meno quello passivo. Inoltre la Costituzione richiede la

mancanza di talune condizioni negative, la cui sussistenza determina invece la

cosiddetta ineleggibilità, che va tenuta distinta dall’incompatibilità.

L’art. 56 della Costituzione: La Camera dei Deputati è eletta a suffragio universale e

diretto. Il numero dei deputati è di 630, 12 dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i

25 anni di età.

• L’ineleggibilità, consiste in un impedimento giuridico, precedente all’elezione,

che non consente a chi si trova in una delle cause previste dalla legge di essere

validamente eletto. Esempi: Prefetti, Magistrati nelle circoscrizioni sottoposte alla

loro giurisdizione, diplomatici.

• L’incompatibilità, è una situazione giuridica in cui il soggetto, validamente eletto,

non può cumulare nello stesso tempo la funzione di parlamentare con altra

carica, a garanzia della sua indipendenza nell’esercizio del mandato.

L’Art. 65 della Costituzione: La legge determina i casi di ineleggibilità e di

incompatibilità con l’ufficio di deputato o di senatore. Nessuno può appartenere

contemporaneamente alle due Camere. L’effetto è la decadenza della

carica nel caso in cui il soggetto non opti per una delle due cariche tra loro

incompatibili.

• L’incandidabilità, inizialmente è stata introdotta con riguardo alle sole cariche

elettive di livello locale e regionale con la legge 16/1992. L’istituto

dell’incandidabilità ha avuto la più ampia applicazione a seguito

dell’approvazione della cosiddetta legge anticorruzione, legge 190/2012,

cosiddetta legge Severino. Reca il divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo

per chi è colpito da sentenze definitive di condanna alla pena della reclusione

superiore a due anni riferite a gravi reati non colposi. Si tratta di 3 categorie di

delitti, consumati o tentati, di particolare allarme sociale (es. allarme terrorismo

o stampo mafioso). Se l’incandidabilità sopraggiunge dopo l’assunzione della

carica si verifica la decadenza dalla stessa. Quando un soggetto riveste la carica

ed è condannato con una sentenza non definitiva, scatta la sospensione della

carica, in attesa della sentenza definitiva.

I sistemi elettorali, sono meccanismi attraverso cui i voti espressi dagli elettori vengono

trasformati in seggi. Il sistema elettorale si compone fondamentalmente di 3 parti: il

tipo di scelta che spetta all’elettore, la dimensione del collegio e la formula elettorale.

Tipologie di sistemi:

• I sistemi elettorali proporzionali sono quelli in cui i seggi in palio, sono distribuiti

a seconda della quota di voti ottenuta da ciascuna lista in competizione.sistema

che mira ad ottenere una proporzione di voti e i seggi assegnati. L’organo

parlamentare è la proiezione dell’elettorato.

-I vantaggi del sistema proporzionale: l’elettore vede rispettata la propria

volontà, e viene garantito l’accesso ai partiti più piccoli riuscendo ad accedere

all’assemblea elettiva. Si garantisce la rappresentanza.

-Gli svantaggi del sistema proporzionale: La difficoltà quella di esprimere una

maggioranza che garantisca stabilità.

-Sono stati introdotti dei correttivi: la soglia di sbarramento per accedere ai

seggi, premi di maggioranza dove, i partiti che ottengono una % di voti maggiore,

ottengono dei seggi in più, creando così una maggioranza stabile e duratura.

• Sistema maggioritario: premia il partito, lista o coalizione che ha ottenuto il

maggior numero di voti. E’ presente un’effetto selettivo, nel senso che l’accesso

alle aule parlamentari viene consentito solo a chi ottiene più voti nei collegi e

quindi solamente alle forze politiche maggiori, le minoranze che non raggiungono

la maggioranza nei singoli collegi, non avranno rappresentanza parlamentare.

-I vantaggi: risponde a maggior governabilità e questo sistema tende a favorire i

due poli. Le maggioranze sono compatte e riescono a portare avanti

un dato programma politico.

-Gli svantaggi: poco rappresentativo e quindi poco democratico. Molti voti

vengono dispersi.

I sistemi elettorali in Italia repubblicana.

La riforma del 1953, meglio nota come legge truffa dall'appellativo usato durante la

campagna elettorale, fu una legge che modificò la legge proporzionale pura vigente dal

1946 introducendo un premio di maggioranza consistente nell'assegnazione del 65% dei

seggi della Camera dei deputati alla lista o al gruppo di liste collegate che avesse

superato il 50% + 1. La legge venne abrogata l’anno successivo.

Dal 1993 al 2001 “viene emanato il Mattarellum”, un sistema misto dove il 75% dei

seggi era assegnato attraverso il sistema maggioritario a turno unico sulla base di collegi

uninominali, il restante 25% dei seggi è assegnato con metodo proporzionale ma con

sistemi di valutazione diversi tra Camera e Senato: -Alla Camera, hanno

diritto ad accedere alla suddivisione dei seggi, le liste che raggiungono una soglia di

sbarramento del 4% e il calcolo dei seggi spettanti avviene tramite il metodo dello

scorporo, vale a dire una compensazione per i partiti minori che sarebbero altrimenti

danneggiati dal sistema uninominale. -Al Senato, il meccanismo di divisione

dei restanti 82 seggi da assegnare avviene tramite calcolo su base regionale:

sostanzialmente in ogni singola regione vengono contati i voti di tutti i candidati

perdenti che si collegano ad un gruppo regionale, per poi andare ad assegnare i seggi a

coloro i quali hanno ottenuto la miglior percentuale elettorale “anche qui si applica il

metodo dello scorporo”.

2005-2013 “è presente il cosiddetto “Porcellum”, il Mattarellum venne sostituito nel

2005 dal Porcellum, sistema elettorale tutt’ora in vigore mediante il quale i seggi

vengono distribuiti in maniera simile al proporzionale con l’aggiunta di una soglia di

sbarramento e del premio di maggioranza; i partiti possono presentarsi singolarmente o

in coalizioni indicando, programma, candidato a premier, e lista di candidati per ogni

circoscrizione. Nel Porcellum le liste sono bloccate, quindi i cittadini non possono

scegliere in autonomia i nomi dei deputati che li rappresentino, ma si limitano a votare

per alcune liste. La soglia di sbarramento: la coalizione doveva avere almeno il 10% dei

voti. Se un partito decide di non coalizzarsi, la soglia di sbarramento era il 4%.

Italicum “Legge 6 maggio 2015, n. 52”, è un proporzionale che assegna un premio di

maggioranza “340 seggi su 630” alla lista che supera il 40%. Se nessun partito raggiunge

tale percentuale, si svolge un secondo turno tra i due partiti più votati, per

l’assegnazione del premio. I partiti perdenti si ripartiscono i 290 seggi rimanenti sulla

base della percentuale di voti. Entrano alla Camera tutti i partiti che abbiano superato il

3%. Nei 100 collegi ciascun partito presenta una lista di 6-7 candidati: il capolista è

bloccato “cioè è eletto automaticamente se scatta il seggio”, sono possibili due

preferenze, purché la seconda sia di genere diverso dalla prima. Se le due preferenze

sono entrambe per candidati dello stesso sesso, la seconda preferenza è annullata.

Questa legge vale solo per la camera dei deputati.

Per il senato si voterà con il Consultellum, un sistema proporzionale che non assegna

premi di maggioranza, le liste non sono bloccate e si può mettere una preferenza su

base regionale. La sentenza della corte

costituzionale n. 35 del 2017, ha dichiarato incostituzionali le parti della legge

elettorale che riguardano il secondo turno (ballottaggio) e la possibilità per i capilista

candidati in più di un collegio di scegliere in quale essere eletti.

Il Governo

E’ un organo costituzionale complesso, composto da più organi costituzionali

monocratici, il presidente del consiglio e i ministri e dall’organo collegiale Consiglio dei

ministri.

Le funzioni del Governo:

• La Funzione primaria del governo è la funzione di indirizzo politico, che riguarda

la determinazione degli obiettivi fondamentali della politica interna ed esterna.

Non è una funzione che spetta solo al Governo, ma anche al Parlamento.

Si compone di diverse fasi:

-Scelta dell’individuazione degli obiettivi e e delle finalità;

-Predisposizione dei mezzi per attuare le finalità;

-Il raggiungimento di questi obiettivi attraverso le funzioni esecutive e normative.

Costantino mortati aggiunge la funzione di indirizzo politico alle altre tre

(esecutivo, legislativo, giudiziario) nasce con lo stato pluriclasse. La sua funzione

è di promuovere e realizzare i programmi costituzionali, quelle norme che

pongono degli obiettivi al Governo.

Art. 4 della Costituzione: la repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al

lavoro e promuove tutte quelle condizioni che riconoscono tale diritto.

Questa è una norma programmatica (Inviti al legislatore, programmi politici)

Secondo Martines la funzione di indirizzo politico non va ad aggiungersi alle altre,

ma è una funzione che raduna le altre funzioni (esecutiva e normative).

• Funzioni esecutive

• Funzioni normative

La formazione del Governo

Le regole che disciplinano la formazione del Governo le troviamo:

-Nell’Art.92 della Costituzione: Il Governo della Repubblica è composto dal Presidente

del Consiglio e dei ministri che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e su

proposta di questo i ministri.

-Nell’Art.94 della Costituzione: Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante

mozione motivata e votata per appello nominale.

Entro 10 giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la

fiducia.

Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su proposta del Governo non importa

obbligo di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della

Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua

presentazione.

-Nella legge 400/1988.

-Nelle prassi/consuetudini, che non sono giuridicamente rilevanti, quindi possono

cambiare.

-Nelle Convenzioni, sono regole non scritte che derivano da accordi tra organi

costituzionali.

Le regole riguardanti la formazione del Governo

• Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio;

• I Ministri sono nominati dal Presidente della Repubblica su proposta del

presidente del Consiglio;

• I membri del Governo, prima di assumere le loro funzioni devono giurare nelle

mani del Capo dello Stato. [Qui entra in carica il Governo (art.93)]. Il giuramento

è disciplinato nella legge 400/1988. Nel periodo che va dal giuramento alla

fiducia, il governo è in carica, ma deve esercitare atti di tipo amministrativo non

può compiere scelte riguardanti la funzione di indirizzo politico;

• La fiducia è accordata e revocata mediante mozione motivata votata per appello

nominale come sancisce l’art.94. Non sono presenti regole sulle maggioranza,

quindi vale quella semplice (votanti, ma devono essere presenti nella camera la

maggioranza degli aventi diritto).

Prima della nomina è presente una fase che può durare molto, dove il Presidente

della repubblica prima di nominare il primo ministro, svolge consultazioni che non

sono disciplinate da nessuna parte. Si consulta con diverse personalità politiche, quali i

segretari dei partiti politici, i presidenti dei gruppi parlamentari, ex presidenti della

Repubblica, presidenti di Camera e Senato.

All’esito delle consultazioni, gli conferisce l’incarico a formare un Governo, ovvero gli

chiede di fare a sua volta, le sue consultazioni con gli stessi membri e provare ad

immaginare una lista dei ministri e se è presente una maggioranza che lo supporta per

avere la fiducia, quindi accetta l’incarico con riserva, dopo aver svolto la sua analisi,

consultazioni, torna dal Presidente della Repubblica e scioglie la riserva o in via positiva

se sono presenti le varie caratteristiche o negativa se non ha la fiducia.

Il mandato esplorativo, in situazioni particolari dopo le elezioni o una crisi di Governo, il

presidente non implica la nomina di primo ministro di colui che si impegna di verificare

se è presente una maggioranza di una certa coalizione.

Il Governo non ha scadenza, ma per una regola di correttezza costituzionali quando

cambia il parlamento dopo i 5 anni anche esso si dimette.

Gli organi del governo (necessari, quindi previsti in Costituzione nell’art. 92)

• Il Presidente del Consiglio chiamato anche Primo ministro, Primus inter pares, è

un primo tra i pari, ma dal punto di vista giuridico non è sovra ordinato sopra ai

ministri.

L’Art.95 della Costituzione: Il Presidente del consiglio dirige la politica generale

del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico e

amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri.

Questa definizione di Primus inter pares per alcuni è considerata superata:

L’art 5 della legge 400 del 88, 2 comma afferma che indirizza e coordina le attività

dei ministri, verifica e controlla le attività dei ministri, promuove l’azione dei

ministri, assicura coerenze e tempestività dell’azione del governo. Questa legge

ha ampliato le funzione del Presidente del Consiglio. In Italia il Presidente della

Repubblica non può revocare i ministri.

Il Bundestag tedesco invece se decide di sfiduciare il cancelliere lo deve fare in

maggioranza assoluta e contestualmente deve eleggere il nuovo cancelliere.

(Quindi è un bicameralismo imperfetto, è il Presidente del Consiglio tedesco

chiamato anche cancelliere ha altre funzioni ed è sovra ordinato sopra ai

ministri).

• I ministri, hanno una duplice natura, politica e amministrativa, tutti i ministri

singolarmente o contestualmente hanno il potere di determinare il potere

esecutivo e di indirizzo politico. I ministri sono a capo dei ministeri, ciò implica

l’esercizio di funzioni di un apparato amministrativo che devono esercitare.

• Il Consiglio dei ministri, è un organo collegiale ed è disciplinata dalla legge 400

del 88.

L’art 2 determina la politica generale del governo e ai fini di essa, determina

l’indirizzo dell’azione amministrativa.

Art. 2 della Costituzione: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili

dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua

personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà

politica, economica e sociale.

Gli organi del governo (eventuali, in quanto la loro presenza dipende dalla volontà del

primo ministro, del governo in carica, anche se sono contemplati dalla legge 400 del

88).

• Consiglio di Gabinetto, raduna i ministri più importanti che rappresentano le

diverse componenti politiche della coalizione, 5 o 6 ministri che si riuniscono con

più frequenza e formano proposte.

L’Art.6 della legge 400 del 88 prevede la possibilità, di comporre ministri da lui

designati;

• Comitati interministeriali, possono essere di 2 tipi, quelli istituiti per legge che ne

fissa composizione e competenze e quelli istituiti con decreto del Presidente del

Consiglio, con compiti provvisori per affrontare questioni definite, in questo caso

si parla di comitati di ministri. Es. Cipe presieduto da Padoan, non sono

obbligatori e previsti in costituzioni, posso essere presenti se lo decide il

presidente del consiglio.

• I ministri senza portafoglio, sono i ministri non preposti ad un ministero, i quali

svolgono le funzioni loro delegate dal Presidente del Consiglio dei ministri. Talune

figure di ministro senza portafoglio sono previste da norme legislative, che ne

individuano le funzioni, lasciando al Presidente del Consiglio, la decisione di

delegarle o meno.

• Sottosegretari (non partecipano al Consiglio dei ministri), collaboratori del

ministro o del Presidente del Consiglio, possono intervenire ai lavori parlamentari

come rappresentanti del Governo, ma tale partecipazione si realizza per

sostituire o coadiuvare rispettivi ministri. Si chiamano sottosegretari perché un

tempo i ministri erano chiamati segretari.

• Vice-ministri, sono sottosegretari che non possono superare il numero di 10, cui

vengono conferite deleghe relative all’intera area di competenza di una o più

strutture dipartimentali o delle strutture amministrative di massima dimensione

all’interno dei ministeri. Possono essere invitati dal Presidente del Consiglio

d’intesa con il ministro competente a partecipare alle sedute del Consiglio dei

ministri, senza diritto di voto.

• I commissari straordinari del Governo, nominati al fine realizzare specifici

obiettivi, determinati in relazione a programmi o ad indirizzi deliberati dal

Governo o dal Parlamento.

Gli organi ausiliari

• Art.99 della Costituzione: Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro

(CNEL), è composto da esperti e rappresentanti delle categorie produttive. E’

organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le

funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Ha iniziativa legislativa e può

contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale.

• Art.100 della Costituzione: Il Consiglio di Stato, è organo di consulenza giuridico-

amministrativa e di tutela della giustizia e dell’amministrazione.

La Corte dei conti, esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del

Governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio e dello Stato.

Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione

finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce

direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito.

La legge assicura l’indipendenza dei due istituti e dei loro componenti di fronte al

Governo.

La forma di governo italiano

E’ una forma di governo parlamentare, entrata in vigore l’1 gennaio del 1948.

La forma di governo precedente era una monarchia costituzionale (statuto Albertino).

La nostra Costituzione è stata approvata dall’assemblea costituente (è stata un

assemblea eletta a suffragio universale e diretta, 566 costituenti eletti contestualmente

alla scelta tra repubblica e monarchia il 2 giugno del 46. C’è stato un dibattito in

assemblea dove si sono confrontate posizioni differenti come Calamandrei che aveva

proposto una forma di governo presidenziale.

La forma di governo parlamentare è stata voluta dalla sinistra, l’adozione di questa

forma è stata fatta il 5 settembre del 1946 con l’ordine del giorno Perassi, approvato con

dispositivi costituzionali idonei a tutelare le esigenze di stabilità dell’azione di governo e

ad evitare le degenerazioni del parlamentarismo. La responsabilità del

governo nei confronti del parlamento non era stata disciplinata dalla costituzione in

quanto si era instaurata una prassi che stabiliva sufficiente un voto negativo del

parlamento su una proposta governativa, per provocane le dimissioni, a causa di questo

episodio molti costituenti non volevano questa forma di governo.

Caratteristiche della forma di governo parlamentare:

• Razionalizzazione del parlamentarismo, è presente una debole razionalizzazione

in quanto sono limitati interventi del diritto costituzionale per assicurare la

stabilità del rapporto di fiducia e la capacità di direzione politica del Governo,

come stabilisce l’Art94 della Costituzione.

La mozione di sfiducia, deve essere:

-motivata;

-votata per appello nominale;

-Firmata da almeno 1/10 dei componenti di una delle due camere;

-Non più essere discussa prima di 3 giorni dalla sua presentazione, in quanto

occorre dare il tempo di essere presenti in parlamento, per evitare che una

minoranza possa far cadere il governo dopodiché basta la maggioranza semplice

per far cadere il governo. La fiducia

deve essere:

-accordata da entrambe le camere;

-motivata, il parlamento deve esprimersi sul perché deve essere presente un

accordo di fiducia in ciascuna camera spiegando la condivisione dell accordo

previsto dal governo;

-votata per appello nominale, scrutinio palese, senatore e deputato votano

singolarmente;

-La fiducia è esplicita, con il voto iniziale, dove il presidente della repubblica

nomina il primo ministro che vota i singoli ministri, giurano, e si devono recare in

parlamento e devono chiedere la fiducia. Non c’è scritto con quale maggioranza,

la regola è la maggioranza semplice o relativa (è la maggioranza 50%+1 dei

votanti, coloro che sono presenti a votare).

Se si parla di maggioranza:

-Assoluta, 50%+1 degli aventi diritto al voto

-Qualificata, qualcosa in più del 50%+1 degli aventi diritto al voto

La camera dei deputatati è composta da 630 membri.

Sono presenti forme a forte razionalizzazione come la Germania nel 49 che ha scelto la

forma di governo parlamentare che ha caratteristiche differenti, e ha una forma di

governo a forte razionalizzazione nel senso che la costituzione interviene per assicurare

la forza dell’esecutivo che in Germania è rappresentato dal cancelliere che ha poteri

propri e garanzie di stabilità. In Germania solo una camera può sfiduciare il governo. In

Germania è richiesta la maggioranza assoluta. E’ presente la sfiducia costruttiva e la

previsione di una maggioranza particolare.

La crisi di governo:

• Parlamentare, è quella che nasce in Italia crisi che deriva da un voto di sfiducia

delle due camere

• Extraparlamentare, crisi di governo che decide spontaneamente di dimettersi,

che è il governo che si rende conto di non avere la fiducia e fa sciogliere le

camere

• Tutte le crisi sono avvenute:

-Dimissioni spontanee

-Dimissioni di governi determinate dalla mancata concessione della fiducia

iniziale (ultima governo Andreotti del 1979)

-Questione di fiducia, non è disciplinata in costituzione, ma è uno strumento

utilizzato frequentemente, pone la questione di fiducia, il governo persegue

l’obiettivo di ricompattare la sua maggioranza al fine di portare a termine la

legislatura e proseguire il suo programma politico (Prodi 1998, prodi 2008).

• Parlamentarismo compromissorio, sono i partiti dopo le elezioni a concludere

accordi attraverso cui si forma la maggioranza politica (1948-1993). Nel 93 è

cambiata per evitare di creare governi instabili.

• Parlamentarismo maggioritario, forma di governo parlamentare a prevalenza del

governo che si caratterizza per la presenza di un sistema politico bipartitico

(basato per di più sull’alternanza) o bipolare (1994-2011). Nessun primo ministro

è eletto dal popolo in Italia.

-Nel 2011 si è formato un governo tecnico con la dimissione di Berlusconi, il governo

tecnico si forma intorno ad un presidente del consiglio nominato dal Presidente della

repubblica in quanto non ha partecipato a giochi politici e gli viene affidato il compito di

finire l’incarico;

-Nel 2011 si è formato il governo monti (governo tecnico);

-Nel 2013 i sono state le elezioni dove il sistema politico italiano si è dimostrato

frammentato, due colazioni presenti (PD, PDL), che non ottengono la maggioranza in

entrambe le camere, per la prima volta ci sono voluti 40 giorni per formare il governo, si

è formata una coalizione comprendente PD, PDL, LISTA CIVICA, UDC;

-Nel 2013-2014 si diede l'incarico Letta;

-Dal 2014 al 2016 Renzi;

-Gentiloni.

Il presidente della Repubblica

In Italia il ruolo del presidente della repubblica corrisponde all’idea del Re che non

governa.

E’ il capo di stato, rappresenta l’unità nazionale, e ha una serie di poteri e funzioni che

possono legittimamente far sorgere il dubbio sul ruolo politico costituzionale.

Non detiene il potere esecutivo e non è mai eletto a suffragio universale diretto

(popolo).

I parlamentari eleggono il presidente della Repubblica.

Modalità della sua elezione e caratteristiche del suo mandato:

• Requisiti per essere eletti stabili dall’Art.84 della Costituzione italiana: può

essere eletto presidente ogni cittadino che ha compiuto 50 anni di età, deve

avere la cittadinanza italiana e il godimento dei requisiti politici

• Viene eletto dal parlamento in seduta comune e dai delegati regionali (La valle

d’Aosta ha solo un delegato, invia un delegato che partecipa alle elezioni del

presidente, tutte le altre 19 regioni italiane inviano tre delegati e vanno a

comporre il collegio elettorale presidenziale, quindi è costituito da 58 delegati).

• La maggioranza deve essere dei 2/3 degli aventi diritto al voto. Dopo la 3

votazione in cui non si riesce a raccogliere il consenso per la persona, si utilizza la

maggioranza assoluta 50%+1 degli aventi diritto al voto.

Disposizione che riguarda il semestre bianco, il presidente della Repubblica che ha il

potere di scioglimento delle camere, può scioglierle, ma non può scioglierle negli ultimi

6 mesi del suo mandato.

Una revisione della Costituzione ha introdotto la possibilità di sciogliere le Camere, se

coincidono anche con gli ultimi 6 mesi della sua legislatura. Alcuni affermano che il

Presidente può essere rieletto per mantenere l’equilibrio del paese, altri invece

affermano che arrivare ad un mandato di 14 anni significa aprire la strada a poteri

presidenziali.

I costituenti hanno previsto un mandato più lungo per sganciare il presidente della

Repubblica con coloro che l’hanno eletto, perché non deve essere espressione della

forza politica o coalizione.

E’ un organo Super partes che non detiene i tre poteri esecutivo, legislativo e

giudiziario, ma per garantire l’equilibrio di questi poteri partecipa a tutti e 3.

L’intento è eleggere un presidente che sia gradito anche alle opposizioni.

Il mandato del Presidente della Repubblica è di 7 anni e può essere rieletto.

Es.Napolitano.

Cessazione della carica

• Conclusione del mandato di 7 anni

• Morte

• Impedimento permanente che comporta nuove elezioni (Impedimento

temporaneo, non. Presidente il vicepresidente della Repubblica, quindi subentra

il presidente del senato.

Mentre per impedimento permanente è presente un problema relativo

all’accertamento in quanto non è presente in Costituzione

• Dimissioni volontarie

• Decadenza per perdita di un requisito di eleggibilità

• Destituzione in caso di sentenza della Corte costituzionale per motivi giudiziari,

come previsto dall’Art. 90 della Costituzione: il Presidente della repubblica non è

responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per

alto tradimenti o per attentato alla Costituzione.

In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune a

maggioranza assoluta dei suoi membri. Il giudizio successivo spetterà alla Corte

costituzionale che giudicherà con giudici aggregati estratti a sorte nell’elenco di

45 cittadini che il parlamento a seduta comune compila ogni 9 anni, come unico

requisito devono avere 40 anni, la cittadinanza e il godimenti dei diritti civili e

politici.

L’irresponsabilità, è eterna e non cessa alla fine del mandato, ha:

• Responsabilità politica, non è mai responsabile politicamente in quanto non

esercita un ruolo politico, ma se ne occupa l’istituto della controfirma disciplinata

dall’art 89 della costituzione: Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido

se non è controfirmato dai ministri proponenti che ne assumono la

responsabilità.

Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri atti sono controfirmati dal

Presidente del Consiglio, così che la responsabilità di quell’atto viene trasferita sul

governo.

L’origine della controfirma è britannica, tipica di qualunque forma di governo

parlamentare, quando i ministri del re iniziarono a chiedere l’appoggio della

Camera dei comuni e ha rassegnare le dimissioni nelle mani del re, inizierà anche

ad affermarsi una regola, espressa dalla formula “il re non può sbagliare”,

aggiungendo anche “il re non può agire da solo”. Costituzionalismo britannico

che si afferma nel 1700.

E’ presente anche nelle Costituzioni liberali come lo statuto Albertino del 1848

art.67 della Costituzione.

• Responsabilità giuridica:

Occorre distinguere gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni da quelli che

adotta come qualsiasi altro cittadino. Per i primi l’Art. 90 della Costituzione,

prevede una responsabilità penale per i reati di alto tradimento e attentato alla

costituzione.

Fatti commessi o qualificabili come reati ed estranei all’esercizio delle sue

funzioni, anche se l’azione penale sarebbe improcedibile per tutta la durata del

mandato, onde evitare che il Capo dello Stato possa essere in balia di un qualsiasi

giudice cui passi per la testa di agire penalmente contro di lui, mentre sarebbe

civilmente responsabile al pari di qualsiasi altro cittadino.

Poteri presidenziali più importanti

• Atti formalmente e sostanzialmente presidenziali, la firma del ministro è

puramente un atto formale e simbolico, in quanto sono atti che riguardano il

ruolo di garante dell’equilibrio tra i poteri e garante della costituzione ovvero un

ruolo di garanzia come gli atti di nomina (senatori a vita, 5 giudici costituzionali,

rinvio delle leggi alle camere motivando le ragioni giuridiche attraverso

messaggi).

• Atti formalmente presidenziale e sostanzialmente governativi, tutti gli atti che

riguardano provvedimenti normativi, il presidente emana tutti gli atti normativi

del governo, come l’emanazione di atti aventi forza di legge.

• Atti complessi eguali, come lo scioglimento delle Camere e la nomina del

Presidente del consiglio.

Il potere giudiziario

Il Criterio originalista, è un criterio interpretativo caldeggiato ad alcuni giudici degli Stati

Uniti d’America dove i giudici dovevano dare alla legge il significato che emerge

dall’intenzione di chi la prodotta. Questo criterio si richiama alla Costituzione.

La funzione giurisdizionale è un’attività statale diretta all’applicazione della norma

giuridica nel caso concreto.

La sua caratteristiche, si attiva su impulso delle parti ed è esercitata da un soggetto

terzo, imparziale nel rispetto di alcuni principi (principio di neutralità del giudice). Es.

principio del contraddittorio (le parti devono potersi confrontare di fronte al giudice),

pubblicità del procedimento e motivazione delle decisioni.

I principi costituzionali italiani che riguardano la funzione giurisdizionale

• Principio del giudice naturale chiamato anche pre costituito per legge,

disciplinato dall’Art.25 della Costituzione: nessuno può essere distolto dal

giudice naturale pre costituito per legge.

Significa che non si possono creare giudici appositi per giudicare fatti già

commessi, non si possono creare giudici straordinari.

• Principio del giusto processo, disciplinato dall’Art.111 della Costituzione: ogni

processo si svolge nel contraddittorio tra le parti in parità davanti ad un giudice

che deve essere terzo e parziale, La legge ne assicura la ragionevole durata del

processo, tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati in quanto il

giudice ha l’obbligo di spiegare la sua motivazione.

E’ stato inserito dalla Corte europea dei diritti umani che ha sede a Strasburgo,

redata nel 1950, oggi è stata ratificata da 47 paesi dell’Ue, che hanno accettato di

sottoporsi alle sue regole. La sua funzione è quella di attuare la convenzione, è

competente a giudicare dei ricorsi individuali di ciascun cittadino di qualunque

paese dei 47 paesi che lamenti la lesione di un diritto fondamentale, operata dal

suo stato.

Il cittadino agisce nei confronti dello stato solo previo esaurimento dei rimedi

interni.

E’ diritto di tutti i cittadini europei, avere un giusto processo, quindi grazie a ciò è

stato incorporato l’art 111.

• Divieto di istituire giudici straordinari, disciplinato dall’Art.102 della

Costituzione: non si possono istituire giudici straordinari, e il giudice

straordinario non va confuso con il giudice speciale, perché il giudice

straordinario è un giudice istituito per un fatto che si è già verificato.

• Divieto di istituire giudici speciali, disciplinato dall’Art.102 della Costituzione.

I giudici speciali sono giudici competenti per materie particolari. Sono giudici

speciali, i giudici amministrativi, che esercitano una quota consistente della

funzione giurisdizionale in Italia (TAR, Consiglio di Stato e Corte dei conti che

sono supreme corti amministrative in Italia, la Corte dei conti in materia contabile

e finanziaria, il consiglio di stato per le altre materie, giudicano in modo finale

rispetto alle decisioni prese dal TAR, tribunali amministrativi regionali, presenti in

ogni regione e sono organi di primo grado), i giudici tributari (commissioni

tributarie provinciali e regionali, sono organi di tipo giurisdizionale, che si

occupano di tutte le controversie che riguardano la materia fiscale) e giudici

militari (Art.103, 3° comma della Cotituzione: i giudici militari hanno competenze

diverse a seconda se si è in tempo di guerra o di pace. In tempo di guerra hanno

la giurisdizione stabilita dalla legge, in tempo di pace hanno giurisdizione solo per

i reati militari appartenenti alle forze armate, la loro materia è penale).

L'interesse legittimo, è una delle situazioni giuridiche soggettive riconosciute dal diritto

italiano. Si tratta della situazione giuridica soggettiva della quale è titolare un soggetto

nei confronti della pubblica amministrazione che esercita un potere autoritativo

attribuito dalla legge e consiste nella pretesa che tale potere sia esercitato in conformità

alla legge.

Es. concorso pubblico, se sono presenti scorrettezze che vanno ad avere un impatto sul

risultato sono presenti due interessi in gioco. E’ una distinzione che ha un obiettivo, i

giudizi amministrativi possono annullare il concorso, mentre i giudici ordinari non

possono.

il diritto soggettivo, è una situazione giuridica soggettiva attiva, attribuita a un soggetto

di diritto nel suo interesse

I giudici ordinari

I giudici ordinali amministrano la giustizia civile e penale attraverso organi giudicanti e

organi requirenti.

Gli organi giudicanti Civili, risolvono le controversie concernenti rapporti giuridici di

diritto privato(diritto di famiglia, contratti, successione) e i rapporti in cui è parte la

pubblica amministrazione quando non sono devoluti al giudice amministrativo.

• Giudici di pace (giudicano in primo grado), sono nati recentemente con una

legge, non diventano tali per concorso, ma sono nominati, come requisiti devono

avere la laurea in giurisprudenza e una carriera in ambito giuridico, si occupano

di controversie di breve entità.

• Tribunali (giudicano in primo grado o possono essere di appello, perché

possono decidere su decisioni già decise dai giudici di pace)

• Corti d’Appello (giudicano in secondo grado), decidono di controversie già decise

dai tribunali.

Gli organi giudicanti Penali, decidono sulla violazione delle norme penali e dunque sulla

responsabilità di un soggetto per un reato e la sua conseguente sottoposizione a una

pena. L’azione penale è promossa dal pubblico ministero che fa parte della magistratura

requirente presente in uffici chiamate procure.

Il giudice decide una causa penale avendo dinanzi a sé, l’imputato cioè il soggetto che si

sospetta abbia violato la legge in materia penale e il pubblico ministero che ha

approvato l’azione penale.

Il pubblico ministero è disciplinato nell’art 112 della Costituzione che stabilisce: che

l’obbligatorietà dell’azione penale. Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare

l’azione penale.

• Giudici di pace

• Corti d’Assise e Corti d’Assise d’appello, si occupano solo della materia penale e

sono competenti solo per alcuni reati. La loro caratteristica è di essere composte

anche da cittadini comuni che non sono ne magistrati e ne nominati per lo

svolgimento, ma cittadini estratti a sorte.

• Tribunali

• Corti d’Appello

La corte di cassazione (cassa in quanto annulla le sentenze dei giudici inferiori)

• Unica con sede a Roma

• Vertice del sistema giudiziario e giudica sulle impugnazioni delle decisioni

adottate dai giudici di appello;

• E’ suddivisa in diverse sezioni, civili e penali composte ciascuna da 5 magistrati.

Può giudicare a sezioni riunite o unite;

• E’ giudice di legittimità, che giudica solo sulle violazioni della legge compiute

dagli organi giurisdizionali di grado inferiore. Ha funzione di nomofilachia,

garantire il più possibile che i giudici abbiano la stessa interpretazione di una

determinata legge su tutto il territorio e giudica in materia civile e penale.

Autonomia e indipendenza dei giudici

I giudici devono essere indipendenti gli uni nei confronti degli altri e dal potere

esecutivo.

Viene garantita da regole funzionali alla garanzia:

 Inamovibilità, sancita dall’Art 107 della Costituzione, afferma che i magistrati

sono inamovibili, cioè senza il loro consenso, non possono essere trasferiti ad una

sede diversa da quella che occupano.

La sua origine risale all’Act of Settlement del 1701 emanato dalparlamento

inglese , dove i giudici rimangono in carica a vita (tranne per compimento di

reati).

 Retribuzione, è una garanzia di indipendenza del giudice, che ha origine dalla

Judicature act del 1873.

 Organi di “autogoverno” che sono consigli superiori della magistratura, organi

che sono stati istituiti per garantire l’indipendenza dei giudici dal ministro di

giustizia, ha origine in Francia, Germania, Belgio, Spagna.

A garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, la Costituzione

italiana ha previsto che tutti i provvedimenti riguardanti la carriera e in generale lo

status dei magistrati ordinari, devono essere adottati da un organo sganciato dal

Governo, Il Consiglio superiore della magistratura (CSM).

La composizione è sancita dall’Art. 104 della Costituzione e dalla Legge 44 del 2002.

• Membri laici, 8 eletti dal Parlamento in seduta comune, tra gli appartenenti alle

seguenti categorie: professori ordinari di Università in materie giuridiche e

avvocati che esercitano la professione da almeno 15 anni;

• Membri togati, eletti dai magistrati ordinari (16 eletti)

• 3 membri di diritto, precisamente il Presidente della Repubblica che lo presiede,

il primo presidente della Corte di Cassazione e il Procuratore generale della Corte

di cassazione.

Selezione dei giudici

• Nella tradizione Anglosassone si parla di selezione professionale tra personalità

che si sono contraddistinte nell’esercizio di professioni come avvocati o professori

accademici.

• Nel Regno Unito la nomina è sempre stata del re con pareri.

• Negli Stati Uniti è il presidente che li nomina

• In Italia si accede per concorso

Democrazia diretta

Esempi di istituzioni di democrazia diretta sono:

• Referendum, deve essere chiaro univoco e omogeneo.

Il Referendum può essere:

-Consultivo, il popolo deve dare solo il proprio parere riguardante l’UE;

-Propositivo, è presente in Svizzera, propone una determinata legge;

-Abrogativo, il popolo può annullare una legge;

-Costituzionale.

In Italia viene utilizzato il Referendum abrogativo, per l’abolizione di leggi o di singole

disposizioni in esse contenute, come disciplinato dall’Art.75 della Costituzione.

Occorre distinguere la parola abrogazione dalla parola annullazione.

Abrogare significa rendere una norma non più applicabile dal momento in cui viene

abrogata quindi restando salde le cose che ne derivano.

Annullare significa eliminare completamente, anche riguardante pene da cui derivano

sentenze già finite, un’esempio è il divorzio.

Il rapporto esaurito, è un diritto che non può essere fatto valere per via del tempo.

Il procedimento del Referendum è di iniziativa popolare o regionale:

-Viene svolto un controllo di legittimità dall’ufficio centrale per il Referendum;

-Viene svolto un controllo di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale;

-Viene svolta un’indizione (viene stabilito il giorno sul da farsi) dal Presidente della

Repubblica, può essere indotto solo in determinati giorni. Es. festivi;

Per essere valido, devono recarsi alle urne almeno il 50%+1 degli individui, anche

lasciando la scheda bianca, la proclamazione del risultato viene svolta dall’ufficio

centrale per il Referendum e dal Presidente della Repubblica.

Come disciplina l’Art.75 della Costituzione, non è previsto il Referendum in caso di leggi

riguardanti:

-Leggi tributarie e di bilancio;

-Leggi di amnistia e di indotto;

-Trattati internazionali.

Negli Stati Uniti, il Referendum viene visto come una forma di minaccia per l’unione,

difatti è previsto solamente a livello statale e non federale.

In Germania non è presente il Referendum a livello federale.

In Spagna e in Irlanda il Referendum è uno strumento utilizzato obbligatoriamente.

In Italia viene utilizzato eventualmente, non è utilizzato obbligatoriamente.

• Iniziative di legislazione popolare, possibilità dei cittadini di produrre un

disegno di legge.

E’ disciplinata dall’Art. 71 della Costituzione e dalle legge del 1970.

Gli elementi sono:

-50000 firme di elettori, da raccogliere in sei mesi;

-Sono presenti limiti per materia;

-La Camera non ha nessun obbligo di deliberarne.

• Petizione, non ha necessariamente per oggetto una legge, è una richiesta che i

cittadini indirizzano al Parlamento o al Governo.

Si inizia a parlare di democrazia diretta con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo del

1789, legge come espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno il diritto di

concorrervi personalmente o attraverso rappresentanti.

Democrazia semi-diretta

Si tratta di istituti di partecipazione popolare inseriti in contesti di democrazia

rappresentativa.

Non mirano a sostituirsi al sistema rappresentativo, ma ad integrarlo.

La volontà popolare si intreccia sempre con l’azione degli organi rappresentati e di altri

soggetti politici, non è mai diretta.

Le fonti del diritto

La fonte del diritto è un atto o fatto abilitato dall’ordinamento giuridico a produrre

norme giuridiche.

Sono presente due tipi di fonti del diritto:

• La fonte atto, è un comportamento che si traduce in un atto volontario e

consapevole che produce norme giuridiche, posto in essere da un organo che

l’ordinamento giuridico abilita a stabilire norme giuridiche vincolanti per tutti. E’

un atto che si traduce in un documento scritto che viene tradotto in modo

volontario e consapevole Es.Costituzione

• Le fonti fatto, è un’evento che l’ordinamento giuridico riconosce come produttivo

di norme giuridiche vincolanti. La fonte fatto per l’eccellenza in Italia sono le

consuetudini.

La consuetudine è diritto che viene prodotto dagli stessi suoi destinatari, non è

una manifestazione di volontà proveniente da organi dell’apparato autoritario

dello Stato e si caratterizza perché è ciò che rende un determinato

comportamento ripetuto nel tempo.

Coloro che rispettano una determinata regola sono convinti della sua

obbligatorietà giuridica, è un ordinamento che riconosce come tale. La

consuetudine ha un ruolo minimo nell’ordinamento giuridico italiano,

un’esempio sono l’art.8 e 9 del Codice Civile(pre-leggi), sono disposizioni sulla

legge in generale, sono articoli che precedono il codice civile. In queste

disposizioni è presente un richiamo alle consuetudini.

Art. 8 del Codice Civile: nelle materie regolate dalle leggi e dai regolamenti gli usi

hanno efficacia solo e in quanto sono da essi richiamati.

Le raccolte e gli usi non sono leggi, il legislatore in qualunque momento può

modificarle.

Art. 9 del Codice Civile: gli usi pubblicati negli enti e organi autorizzati si

presumono esistenti fino a prova contraria.

Sono presenti anche:

• Fonti di produzione, sono la fonte da cui scaturisce il diritto, come la legge, la

Costituzione, che sono sorgenti di una norma giuridica;

• Fonti di cognizione, si intendono quei documenti dove si trovano le leggi, la

Gazzetta Ufficiale. Se si parla di regioni è presente il Bur.

L’interpretazione

Interpretare, significa ricavare un significato da un disposizione e ricavare una norma

giuridica.

Qualunque disposizione va interpretata. Il legislatore ha stabilito dei criteri interpretativi

sanciti dall’Art. 12 “pre-leggi” del Codice Civile: stabilisce che nell’applicare la legge, non

si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle

parole secondo la connessione di esse e dall’intenzione del legislatore. L’Intenzione del

legislatore può essere:

• Soggettiva (quindi si va nei lavori preparatori che hanno preceduto l’intenzione

del legislatore in senso soggettivo), questo criterio è utilizzato nel criterio

originalista (interpretare secondo l’intento del soggetto che l’ha scritta).

• Oggettiva o ipotetica (cosa penserebbe quel legislatore vivesse nella società di

oggi). Questo tipo di interpretazione apre la strada all’interpretazione evolutiva,

che cambia nel tempo.

-Criterio dell’interpretazione letterale

-Criterio dell’interpretazione sistematica, è la connessione tra le parole e tra le

disposizioni, il giudice deve andare a leggere una disposizione in connessione con

tutte le altre presenti in un sistema organico o unitario.

-Criterio dell’interpretazione analogica, se una controversia non può essere

decisa con una precisa disposizione si ha riguardo a disposizioni che riguardano

casi simili o materie analoghe. Può distinguersi in analogia legis (vedere

specifiche leggi simili) e Iuris, (il richiamo ai principi generale dell’ordinamento

giuridico). L’interpretazione analogica è vietata dall’Art.14 del Codice Civile in

materia penale.

-Criterio dell’interpretazione autentica, sono presenti situazioni in cui il

legislatore può approvare una legge e rendersi conto che quella legge lì è di

difficilissima interpretazione, allora il legislatore dice come interpretarla

(legislazione retroattiva, operazione che fa lo stesso organo che ha adottato

quella stessa legge).

Gerarchia delle Fonti

Tutte le fonti del diritto italiano seguono un’ordine verticale, le leggi devono essere

conformi alla Costituzione, quindi devono essere subordinate ad essa e alle leggi

costituzionali.

Piramidi delle fonti Atto:

• Costituzione, è rigida non può essere modificata da una legge ordinaria.

Leggi costituzionali, leggi che vengono approvato con il procedimento di

approvazione costituzionale.

• Leggi.

Atti aventi forza di legge (atti, decreti che hanno la stessa valenza delle leggi).

• Regolamenti governativi (atti normativi che devono essere conformi in primis

alla costituzione e alle leggi e agli atti aventi forza di leggi).

I criteri di risoluzione delle antinomie

• Criterio cronologico, la legge posteriore abroga quella anteriore, l’interprete

applica la norma più recente. Si parla di abrogazione della legge antica, che può

essere:

-Espressa (legislatore afferma che la legge vecchia è abrogata e ridisciplina la

materia);

-Implicita (è presente un incompatibilità tra nuove disposizioni e quelle vecchie);

-Tacita (al di là dell’incompatibilità è presente una legge che ridisciplina quella

disciplinata).

L’abrogazione è Ex nunc, dal momento in cui applico il criterio cronologico, ma

quella vecchia continua ad applicarsi per sentenze dov’è già stata applicata. Non

si può applicare tra fonti gerarchiche, ma tra le disposizioni della stessa fonte.

• Criterio gerarchico, sarà una perdita di efficacia Ex nunc, perché era viziata in

origine con una incompatibilità con la Costituzione. Quindi l’effetto sarà

l’annullamento che viene svolto dalla corte costituzionale.

• Criterio della competenze, sono presenti organi che sono competenti a

disciplinare determinate materie, è un criterio che serve ad organizzare il sistema

delle fonti. All’interno dello stesso grado gerarchico sono presenti suddivisioni

spiegabili solo in termini di competenza. Come ad esempio le leggi regionali che

si trovano allo stesso livello delle leggi e degli atti aventi forza di legge, e i

regolamenti parlamentari si trovano allo stesso livello delle leggi costituzionali.

La riserva di legge

Si ha una riserva di legge quando la Costituzione riserva alla legge la disciplina di una

determinata materia. La riserva di legge riguarda il rapporto tra il Parlamento e la

maggioranza che Governa.

La riserva di legge può essere:

• Riserva dei legge ordinaria, dove la materia può essere disciplinata dalla legge e

da atti aventi forza di leggi. Può essere:

-Assoluta, quando la materia può essere disciplinata solo ed esclusivamente dalle

legge, con esclusione di qualunque regolamento governativo, solo da una fonte

primaria.

Ad esempio l’Art.13 comma 2 della Costituzione, ammette restrizioni della libertà

personale nei soli casi e modi previsti dalla legge.

-Relativa, quando può esserci l’intervento di una fonte secondaria, ma successiva

ad integrazione di una fonte primaria.

Ad esempio l’Art.97 della Costituzione, che dice che i pubblici uffici sono

organizzati secondo disposizioni di legge per assicurare il buon andamento.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e sociali
SSD:
Docente: Caielli Mia
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marty98-7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale italiano e comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Caielli Mia.

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