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Costituzione economica

Rapporto tra costituzione ed economia

Quale rapporto esiste tra costituzione ed economia? A questa domanda possono essere date 2 risposte:

  • L'economia è un sistema che vive ed evolve, si sviluppa secondo delle leggi proprie che si affermano di fatto, per forza propria nel mercato, che il diritto e la stessa costituzione possono semplicemente proteggere; quindi questi ultimi non sono in grado di governare l'economia in quanto vive di vita propria, osserva le proprie leggi naturali del mercato. Secondo questa concezione quindi sarebbe improprio parlare di costituzione economica.
  • Il sistema economico è costruito e governato in tutto o in parte dalle leggi e in primo luogo dalla costituzione di un paese. In questo senso, ha senso parlare di costituzione economica.

Origine della costituzione economica in Italia

Negli anni '70 in Italia l'espressione costituzione economica era molto rara; la svolta si ha nel 1977 quando viene pubblicato un libro intitolato "La costituzione economica - Trattato di diritto commerciale e diritto pubblico dell'economia" del prof. Francesco Galligano. Con l'apparizione di questo volume, l'espressione costituzione economica ha iniziato ad essere molto usata non solo in ambito giuridico.

Significati della costituzione economica

Utilizzata molto di più che nel passato, ha acquisito anche altri significati rispetto a quello originario, talvolta anche contrastanti. Questa espressione secondo il prof. Cassese può assumere tre significati diversi:

  • Intesa come una formula riassuntiva delle norme della costituzione che riguardano i rapporti economici -> si fa riferimento alle previsioni contenute negli articoli 35-47 della Costituzione, contenuti nel titolo III (rapporti economici).
  • Intesa come insieme di istituti che non appartengono necessariamente alla costituzione scritta.
  • Intesa come regole subordinate a quelle costituzionali e legislative ad esempio le circolari, o l'assessorato regionale all'economia.

Definizioni di costituzione economica

Prof. Alessandro Pizzorusso -> per costituzione economica si intende quel complesso di principi costituzionali che si occupano dei rapporti economici e dai quali si desume quale modello di società sia stato prefigurato dai costituenti. Questa definizione si distingue dalle altre perché fa riferimento al complesso dei cosiddetti principi costituzionali.

Prof. Massimo Luciani -> contesta l'espressione costituzione economica, sostenendo che con questa espressione si intendono solitamente due cose:

  • Una formula riassuntiva che indica l'insieme delle norme costituzionali in materia di economia.
  • Quel complesso normativo che si occupa di economia e che sarebbe autonomo rispetto all'insieme della costituzione.

Costituzione: legge fondamentale e manifesto politico

Per capire se è opportuno impiegare questa espressione (costituzione economica) bisogna ricordare cos'è per il giurista la Costituzione (= legge fondamentale della Repubblica - XVII disposizione transitoria e finale). La Costituzione è anche un manifesto politico -> reca delle indicazioni, degli obbiettivi da perseguire.

  • La Costituzione è spesso affiancata da aggettivi come scritta, lunga, rigida ecc.. sono aggettivi che distinguono l'intera costituzione, non solo una parte di essa.
  • Aggettivi come finanziaria, della moneta, della famiglia, scolastica ecc.. riguardano una parte della Costituzione non la sua interezza.

Interpretazione giuridica della costituzione economica

Prof. Franco Cordero -> sottolineava che il giurista non dovrebbe mai impiegare il metodo istologico nella interpretazione dei testi giuridici. Se noi volessimo scorrere la Carta Costituzionale, constateremo che della parola economia si fa cenno in una serie di articoli, non solo in quelli contenuti al capo dedicato ai rapporti economici. ES: arti. 2, 3, 14, 31, 81.

Costituzione formale e materiale

Lunedì 19 ottobre 2020 -> Per Costituzione formale si intende quella la costituzione che di fatto viene osservata e sviluppata alla luce delle regole scritte, ma anche integrando e derogando ad esse. -> Per Costituzione materiale si intende il concreto assetto costituzionale, la Costituzione reale. Piero Calamandrei -> è stato un professore di diritto processuale civile e anche un avvocato -> faceva riferimento alle c.d. ammorsature giuridiche: la costituzione avrebbe dovuto tenere conto dei possibili ampliamenti in direzione sovranazionale e internazionale.

Ammorsature giuridiche

Queste ammorsature in Costituzione le possiamo ritrovare in vari punti. ES:

  • Art. 10 -> diritto internazionale.
  • Art. 11 -> l'Italia ripudia la guerra -> articolo importante perché giustifica l'entrata dell'Italia nell'UE e gli effetti che ne derivano.
  • Art. 26 -> estradizione del cittadino.
  • Art. 35 -> tutela del lavoro
  • Art. 72 quarto comma -> riserva di assemblea
  • Art. 80 -> ratifica trattati internazionali
  • Art. 87 -> Presidente della Repubblica
  • Art. 117 -> potestà legislativa
  • Art. 120 secondo comma -> il Governo

Costituzione economica come parte integrante della costituzione

Con l'espressione “costituzione economica” non indichiamo una parte distaccata della costituzione, ma parte integrante della costituzione quindi anche delle regole che entrano a far parte del nostro ordinamento tramite le ammorsature, e quindi deve tenere conto dei precetti fondamentali della nostra costituzione.

Entropia e interpretazione giuridica

Martedì 20 ottobre 2020 -> Il diritto è anche il frutto dell'interpretazione delle regole e dei principi che danno i giudici, gli studiosi (interpretazione dottrinale).

Prof. Roberto Bin -> l' entropia è un fenomeno fisico strettamente connesso alla seconda legge della termodinamica, in virtù della quale in un determinato lasso di tempo le differenze di temperatura, pressione, potenziale chimico in un determinato sistema fisico tendono a equilibrarsi. -> L'interpretazione giuridica costituzionale richiama la teoria dell'entropia perché la fonte costituzionale necessita di essere interpretata anche alla luce della legislazione ad essa subordinata. Bisogna tener presente che la normativa subordinata alla costituzione, aiuta a specificare il contenuto, a riempire il contenuto delle regole costituzionali.

Contesto storico della Carta Costituzionale italiana

Bisogna inoltre prendere in considerazione il contesto in cui sorge la nostra Carta Costituzionale: il nostro Paese si trovava in un contesto con un'inflazione molto alta, con conseguente perdita del potere d'acquisto della moneta, l'industria era smantellata dalla guerra e buona parte dei dipendenti erano stati assorbiti in agricoltura e terziario.

Orientamenti economici del dopoguerra

Questo contesto era caratterizzato da tre orientamenti:

  • Un liberismo assoluto: vedeva come fumo negli occhi un intervento dello Stato e degli enti pubblici nell'economia. Tutto doveva essere rimesso all'imprenditoria privata.
  • Un intervento dello Stato che faccia da stimolo per lo sviluppo economico: lo Stato deve essere vigile e se era il caso anche di intervenire in certi settori.
  • Coinvolgimento degli operai: la ricostruzione doveva avvenire soprattutto grazie all'iniziativa privata degli imprenditori, ma si auspicava che venissero introdotti a livello costituzionale degli istituti che coinvolgessero anche nella gestione delle aziende gli operai (la manovalanza).

Ministero per la Costituente

A livello politico prima che venisse eletta l'assemblea costituente, nel 1995 si decise di istituire con un decreto luogotenenziale n. 435/1945 un apposito ministero -> ministero per la Costituente -> Questo ministero è importante perché aveva il compito di preparare la convocazione dell'assemblea costituente e anche quello di predisporre gli elementi per lo studio di una nuova costituzione che doveva determinare l'aspetto politico dello stato e le linee direttive della sua azione economica e sociale.

Questo organismo presieduto da Pietro Nenni, esponente del partito socialista, ha costituito delle commissioni tematiche che avrebbero dovuto fornire degli elementi conoscitivi sulla situazione del paese, per consentire ai futuri costituenti di compiere delle scelte con cognizione di causa.

Commissione economica

La Commissione economica -> istituito presso il ministero della costituzione, era composto da 50 esperti in varie discipline, in parte di nomina ministeriale e in parte di nomina politica ed era presieduta dal prof. Giovanni De Maria dell'università Bocconi.

Questa commissione a sua volta era costituita da 5 sub-commissioni:

  • Commissione dedicata all'agricoltura
  • Commissione dedicata all'industria
  • Commissione dedicata ai problemi monetari e commercio con l'estero
  • Commissione dedicata al credito e assicurazioni
  • Commissione dedicata alla finanza

Studi e contributi nella costituzione economica

Questa commissione nelle sue articolazioni, ha lavorato ad esempio somministrando questionari agli operatori ad esempio dell'agricoltura, dell'industria, ecc.. facendo studi sugli operai, imprenditori, proprietari terrieri ecc -> questo è importante perché tutti questi studi/ricerche sono racchiusi in 12 volumi scritti e sono una fonte essenziale per capire l'Italia del dopoguerra, non soltanto dal punto di vista degli studiosi, ma anche degli operai, imprenditori ecc..

Cesare Vivante -> anche lui utilizza il metodo dell'osservazione della realtà al fine di creare documenti giuridici vicini al popolo, alle persone. L'assemblea costituente era costituita da 556 deputati (di cui 21 donne).

Impatto delle commissioni tematiche

Il materiale, gli studi teorici, le interviste effettuate da questa commissione hanno condizionato il dibattito nell'assemblea costituente. -> I deputati e le deputate elette all'assemblea costituente appartenevano a partiti politici che avevano delle idee molto diverse, anche in materia di economia e di regole da scrivere in costituzione a questo proposito; ma questo non ha impedito il raggiungimento degli accordi (compromessi, sinergie -> riuscendo a elaborare tutta una serie di articoli).

Avevano un obiettivo comune: dare al Paese una Costituzione nella quale si sarebbe dovuta riconoscere la maggioranza degli italiani. -> I costituenti erano consapevoli che in materia di costituzione economica erano due i concetti intorno ai quali si sarebbe dovuta delineare la nuova costituzione economica:

  • Concetto di impresa
  • Concetto di proprietà

Concetti fondamentali della costituzione economica

Questi due concetti hanno condizionato l'intero dibattito; i costituenti maturarono man mano che il dibattito si sviluppò, la concezione che la cosiddetta costituzione economica non avrebbe potuto essere improntata né ad un liberismo economico spinto, né ad una presenza dello Stato eccessivamente ingombrante nell'economia, tale da mortificare il ruolo della iniziativa privata. -> Occorreva elaborare delle regole che raggiungessero un compromesso tra queste due concezioni, che si arrivasse ad una via di mezzo.

Disposizioni principali della costituzione economica

Mercoledì 21 ottobre 2020 - 3 principali disposizioni che rilevano per la costituzione economica sono:

  • Articoli 41 e 43 Cost -> per l'impresa
  • Articolo 42 -> per la proprietà.

Flessibilità delle disposizioni costituzionali

-> Se noi leggiamo questi precetti traiamo la conclusione che queste disposizioni, in materia di costituzione economica sono delle disposizioni flessibili, che recano dei precetti anfibologici (si prestano a doppie interpretazioni). Nella costituzione repubblicana l'iniziativa economica e la proprietà sono considerati dei diritti inviolabili dalla stessa? NO, -> la risposta è perché la nostra legge fondamentale è una costituzione che ha una impostazione definita democratico sociale che non assolutizza questi diritti, anzi contempla tutta una serie di limiti e controlli agli stessi.

Funzionalizzazione dell'impresa e della proprietà

Funzionalizzazione dell'impresa e della proprietà -> con questa affermazione si fa riferimento al fatto che nella costituzione, l'esercizio di questi due diritti non può avvenire soltanto nell'interesse esclusivo dell'imprenditore o del proprietario, ma deve essere funzionale, cioè servire al perseguimento di determinati obiettivi, interessi pubblici che vanno oltre gli interessi del singolo. -> La costituzione prevede che la proprietà e l'impresa possono costituire oggetto di espropriazione. -> Articolo 42 terzo comma, prevede che la proprietà privata può essere, nei casi previsti dalla legge e salvo indennizzo, espropriata.

Economia mista secondo la costituzione

-> Articolo 43 prevede che a fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

-> Articolo 41 prevede che l'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Da queste previsioni recate dalla Costituzione emerge che non c'è una cultura del libero mercato, ma il costituente ha comunque circoscritto il potere e il ruolo dello stato e dei poteri pubblici in materia economica.

Modello di economia della costituzione

Quale modello di economia emerge da queste disposizioni costituzionali? Emerge che a livello costituzionale si aderisce ad un modello di economia mista, in quanto nel modello costituzionale di economia convivono e concorrono insieme sia l'iniziativa del privato (impresa privata) sia dello stato ed enti pubblici che non solo possono approvare delle regole che orientano e stimolano l'attività di impresa, ma anche quella degli imprenditori attraverso le imprese pubbliche.

Origine e significato dell'articolo 41 della Costituzione

Articolo 41 Costituzione prevede che l'iniziativa economica privata è libera. -> storicamente si è manifestata per la prima volta nella Francia rivoluzionaria (1700), accanto al riconoscimento della proprietà come diritto sacro e inviolabile si afferma anche la libertà del commercio e dell'industria. Qualcuno ritiene sia nata prima cioè nel diritto medievale inglese (MAGNA CHARTA 1215) che all'articolo 30 garantiva ai mercanti la possibilità di circolare liberamente per terra e acqua per comprare e vendere seguendo le consuetudini. In Europa questa libertà economica rappresenta una conquista della borghesia industriale. Questa libertà è vista priva di regole e può solo sottostare alle leggi del mercato. Con il tempo si è accorti che per soddisfare alcune necessità, per garantire l'eguaglianza sostanziale e giustizia sociale il potere pubblico può intervenire. ES: stabilire un prezzo standard per le mascherine.

Fusione degli articoli ipotizzati

Interessante ricordare come è nato il 41 frutto di una fusione di due articoli ipotizzati dalla terza sottocommissione:

  • ART. 37 - prevedeva che ogni attività economica privata pubblica doveva tendere a provvedere i mezzi necessari ai bisogni individuali e al benessere collettivo. Tutta l'attività economica era finalizzata a fornire i mezzi necessari dei singoli e della collettività. In dottrina era stato sostenuto che questa previsione faceva sì che l'attività economica non era qualificata come una libertà individuale ma come uno strumento che mirava a realizzare un interesse collettivo.
  • ART. 39 - ipotizzava quello che attualmente sono i primi due commi dell'art. 41 (prevede che l'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.) Si voleva impedire che l'attività economica potesse recare danno all'utile pubblico. Questi due precetti sminuivano l'iniziativa privata.

Controversie interpretative dell'articolo 41

Questi precetti in sede plenaria hanno indotto molti costituenti a dubbi. Tra questi vi era: PIERO CALAMANDREI discorso del marzo '47 -> fa riferimento a queste previsioni quali candole in quella che secondo lui era la parte negativa della bozza di costituzione che era in discussione in quel momento davanti all'assemblea costituente. -> affermò che quella era una parte della costituzione in cui i partiti non erano riusciti a trovare un accordo.

Interpretazioni dell'articolo 41

Lunedì 26 ottobre 2020 L'articolo 41 ha costituito oggetto di tanti dubbi interpretativi; è uno di quei articoli che hanno generato delle vere e proprie controversie interpretative tra gli studiosi. In particolare i profili problematici emersi sono 3:

  • Struttura dell'enunciato, in particolare il rapporto tra l'affermazione di principio che è recata al primo comma e le affermazioni che troviamo nei commi seguenti. In relazione a questo problema, molti studiosi hanno sottolineato che questo articolo è un articolo contraddittorio, perché reca al suo interno due principi che sono contrapposti e quindi difficilmente conciliabili: -> Da un lato contempla la libertà economica privata, sotto questo profilo c'è un richiamo alle tradizioni del costituzionalismo liberale.
  • Dall'altro lato sono previsti dei penetranti limiti delle pubbliche autorità, dello Stato e di altri enti pubblici nell'economia, sia attraverso l'attività di programmazione e pianificazione sia nell'ambito sociale, della sicurezza e della dignità umana. Questi limiti sono stati inseriti in costituzione in attuazione di altri principi fondamentali dell'ordinamento quali solidarietà e uguaglianza sostanziale.

Articolo 41 secondo Luigi Einaudi e Massimo Severo Giannini

LUIGI ENAUDI -> dichiarò che questo articolo cercava di conciliare l'inconciliabile.

MASSIMO SEVERO GIANNINI -> ha affermato in dottrina che questo è un esempio di disposizione costituzionale anfibologica (= suscettibile di essere interpretata e sviluppata in due di

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Scienze giuridiche IUS/05 Diritto dell'economia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher amaliabirsanu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale dell'economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof De Nardi Sandro.
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