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FORMAZIONE E FUNZIONI DEL GOVERNO

Titolo 2 sezione 3

Il governo è un organo costituzionale complesso (formato da organi, presidente consiglio, consiglio

ministri: individuali e collegiali) e diseguale.

Il governo è disciplinato in soli 6 articoli, perché:

- Il costituente decise di rinviare la disciplina del governo a una fonte normativa primaria,

poiché non pensava che questa dovesse essere stabilita in costituzione;

- Volevano indebolire il governo parlamentare e lasciare in primo piano il parlamento.

Come si forma il governo?

Il governo necessità della fiducia del Parlamento, da cui trae la sua legittimazione.

Questo vincolo si forma attraverso una serie coordinata di atti:

1. Iniziativa, consultazioni ed incarico:

Questo ruolo spetta al PDR iniziando con le consultazioni.

Consultazione= consuetudine costituzionale, regola non scritta, ma che in via

consuetudinaria è diventata una legge.

- I soggetti consultati variano, ma generalmente vengono consultati i presidenti delle due

camere, per conoscere la situazione delle 2 assemblee.

- Inseguito convoca gli esponenti dei gruppi parlamentari: capi gruppo o il leader politico

o segretario del partito.

- Inseguito interpella gli ex PDR perché possono fornirgli suggerimenti in caso in cui la

situazione sia difficoltosa.

In seguito si aprono 3 strade:

a. Incarico: Incarica il nuovo governo, il soggetto accetta con riserva, si riserva di accettare

e ricercare i nuovi ministri con cui formare il governo.

b. Mandato esplorativo: incarico che viene dato a una figura istituzionale (PCD o PDS) di

verificare la possibilità di un accordo di maggioranza.

c. Pre-incarico: offre un pre incarico a un soggetto che deve comprendere se ci sono le

condizioni per formare un governo.

B e C servono per dare il tempo di trovare una soluzione.

2. Scioglimento della riserva, nomina, giuramento.

- Il governo definisce la lista dei ministri da sottoporre al PDR. Quando viene sciolta

positivamente la riserva il soggetto torna al quirinale

- Il PDR lo nomina PDC e nomina i ministri (la nomina o è presidenziale o governativa)

- Il PDC e i ministri devono giurare (art 93) esso è un atto formale che determina

l’entrata in carica del governo. In questo modo il nuovo governo prende il posto del

vecchio governo. Fa solo atti di amministrazione pubblica finché non ha anche la

fiducia del parlamento.

In seguito si passa alla fiducia delle due camere.

3. Fiducia (art94)

La fiducia viene accordata attraverso una mozione motivata in entrambe le camere

attraverso un appello nominale a scrutinio palese (tutti membri vengono chiamati ad

esprimere la fiducia o sfiducia rispetto al nuovo governo, a scrutinio palese perché le

persone devono vedere cosa vota il proprio rappresentante)

Deve essere approvata entro 10gg perché bisogna limitare il mantenimento in carica del

vecchio governo dato che non ha più la maggioranza.

Prima del voto Il governo presenta il proprio programma alle camere, segue la replica dei

capigruppo e la controreplica del Presidente.

Per l’approvazione viene richiesta la maggioranza relativa (50% +1 dei presenti).

CRISI DI GOVERNO:

Si apre con le dimissioni del PDC. Può essere:

- Parlamentare: quando il parlamento non approva la questione di fiducia.

- Extraparlamentare: quando il PDC si dimette volontariamente.

In entrambi i casi il governo resta in carica fino a che non si elegge un nuovo governo. Non può più

attuare il proprio programma di governo.

Il governo ha un ruolo politico (prende le decisioni) e amministrativo.

Art 94:

Il voto contrario di una delle 2 camere su una proposta del governo, non è vincolante alla sfiducia.

Il vincolo di fiducia per rompersi deve avere un motivo formale, ossia l’approvazione di una

mozione di sfiducia= mozione con cui 1/10 dei componenti di una delle 2 camere sancisce la rottura

del vincolo di fiducia. In cui è necessaria la maggioranza relativa.

La mozione di sfiducia non può essere messa in discussione prima di 3gg. Perché

 Ordine pratico: tempo che si impiegava per raggiungere Roma dalle parti più lontane del

paese. Volevano che tutti potessero parteciparvi.

 Odine politico: dare la possibilità di chiarirsi, per non prendere decisioni avventate.

La mozione di sfiducia si può presentare perché:

- Voglio far cadere il governo (ho i numeri)

- Voglio mostrare all’opinione pubblica la mia contrarietà nel governo.

- Può essere presentata sia contro il governo o contro un singolo ministro.

- Deve essere motivata e sottoscritta da almeno 1/10 dei componenti di camera o senato.

- Il voto avviene a scrutinio palese e appello nominale, con la maggioranza relativa.

- La mozione di sfiducia determina l’obbligo di dimissioni del Governo o del Ministro.

Il rapporto si può interrompere anche quando il governo si dimette, ossia quando il PDC si dimette

il che comporta la caduta di tt il governo (se si dimette 1 solo ministri non succede nulla).

Sono maggiori le sfiducie del governo, solo 2 volte un governo è stato sfiduciato dal Parlamento

(contro Romano Prodi)

Se si viene sfiduciati dal parlamento:

- Non puoi avere altra carica

- Natura collettiva: non possono tornare al governo (dal punto di vista dell’opinione pubblica,

io non rivoto uno che è già stato sfiduciato dal parlamento)

Per cui solitamente il governo si dimette prima di essere sfiduciato.

Il vincolo di fiducia può interrompersi anche a causa di una questione di fiducia (posta dal governo

stesso): Viene posta dal PDC su deliberazione del Consiglio Dei Ministri.

- Vincola il parlamento nell’approvazione di un atto ritenuto indispensabile per il

- proseguimento del rapporto di fiducia. (se il parlamento non approva il governo si dimette)

La votazione avviene a scrutinio palese per appello nominale, con la maggioranza relativa.

-

Viene presentata perché:

- Si interrompe iter legislativo: non vengono presentati altri emendamenti.

- Il governo ritiene l’atto essenziale al suo mantenimento in carica.

Componenti del governo

Il presidente del consiglio: (art95)

“Dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità politica e

amministrativa (il governo dà alle amministrazioni)”

- Non è esplicitato quali responsabilità abbia.

- Il PDC non è un primus inter paris: non ha lo stesso ruolo degli altri ministri è più

importante, dirige la politica di governo.

Funzioni di direzione dell’attività del governo:

1. Prima dell’1988:

CDM con maggiore potere rispetto al PDC

2. Dopo l’1988:

a. Convocazione e fissazione dell’ordine del giorno del CDM (sceglie lui quando riunirsi).

b. Potere di esternazione: potere di rappresentare la linea del governo.

c. Potere di rappresentanza del governo (sia interno sia esterno).

d. Potere di direzione di organi collegiali.

Funzioni di garantire l’uniformità dell’azione politica e amministrativa:

a. Potere di inviare direttive ai Ministri (che sospendano i loro atti)

b. Potere di convocare il consiglio del gabinetto o istituire comitati dei ministri.

Altre funzioni:

- Controfirma le leggi e gli atti con forza di legge.

- Pone la questione di fiducia.

Non ha potere di revoca dei Ministri, per sostituirlo o si dimette il Ministro stesso o deve essere

sfiduciato.

Consiglio dei ministri

Mantengono il centro del sistema nonostante la costituzione non affidi alcun potere al Consiglio dei

Ministri: (ma la costituzione definisce il governo in generale)

- Determina la politica generale del Governo

- Definisce l’indirizzo del Governo nell’azione amministrativa:

a. Approva i disegni di legge

b. Approva l’adozione dei decreti legge

c. Definisce le linee di indirizzo a livello internazionale.

d. Delibera i concordati con la chiesa

e. Nomina i presidenti

I Ministri:

- Politica: in base alla materia di cui si occupano.

- Amministrativa: congiunzione tra politica ed amministrazione. (il Ministro dell’istruzione è

a capo dell’amministrazione dell’istruzione italiana)

Possono essere:

a. Ministri con Portafoglio:

- Preposti ad una struttura amministrativa che è titolare di un capitolo di bilancio dello Stato.

(ha un capitolo di bilancio dedicato).

- Ha un autonomia di spesa.

- Sono 14 secondo la costituzione.

b. Ministri senza Portafoglio:

- Non ha un capitolo del bilancio dedicato.

- Funzione di delega del PDC, dai quali vengono nominati.

- Ha una autonomia di spesa limitata dal PDC.

Sottosegretari e i vice Ministro

- Non fanno formalmente parte del Governo.

- Aiutano i Ministri nello svolgimento della loro attività e sono nominati dal PDR su richiesta

del PDC e deliberazione del CDM.

- Max 10 Sotto-segretari possono essere nominati vice ministro, partecipando a consigli dei

ministri in caso in cui dei ministri non possano parteciparvi.

- Il sottosegretario alla presidenza del consiglio svolge il ruolo del segretario del Consiglio dei

Ministri. (ruolo importante)

ORGANI AUSILIARI DEL GOVERNO:

Titolo 2 sezione 3 (art 99 e 100)

Comitato Nazionale Economia e Lavoro (CNEL): ( non gliene frega una sega di questo organo)

- Presidente nominato dal governo

- Composto da: 10 consiglieri esperti; 48 rappresentanti delle categorie produttive; 10

rappresentanti delle associazioni di promozione sociale.

- In carica per 5 anni.

- Funzione consultiva non vincolante in ambito socio-economico.

- Potere di iniziativa legislativa.

Consiglio di Stato: ( questo organo li piace un po' di più) (art 100)

Composto da 120 giudici, divise in 7 sezioni, con duplice funzione:

- 4 competenze consultive: Consulenza tecnico giuridica nei confronti del governo.

- 3 competenze giurisdizionali: Organo giurisdizionale (della corte amministrativa) di

interessi legittimi (2° grado).

Poteri di nomina:

 Presidente del consiglio di Stato

 ¼ dei consiglieri.

Corte dei Conti:

Grado apicale della giurisdizione contabile pubblica.

Duplice funzione:

a. Controllo preventivo atti del Governo: se gli atti hanno una copertura finanziaria.

b. Controllo successivo sulla gestione del bilancio dello Stato: regolarità del bilancio riguardo a

tutti gli enti pubblici ai quali lo stato contribuisce. (es. università)

 è un atto normativo primario: 2 organi sono liberi e indipendenti, essa è necessaria a livello

giurisdizionale.

LE FONTI GOVERNATIVE:

Le fonti normative che il governo può adottare. (potestà normativa del governo)

Il governo ha potere di adottare:

1. Fonti normative primarie (pari alla costituzione)

Principio della tassatività: la costituzione identifica quali sono le fonti normative primarie.

Sono:

 La legge formale: quella che viene emanata dal Parlamento.

 Atti con forza di legge (Art 76-77): decreti legislativi e decreti legge (emanati dal Governo)

Detti “con forza di legge” perchè vengono approvati dal governo (secondo i limiti della

costituzione) ma hanno la stessa forza di legge degli atti voluti dal parlamento:

- Forza attiva: possono abrogare la legge ordinaria

- Forza passiva: possono essere abrogati solo dalla legge ordinaria

a. Delega legislativa (art 76)

Le camere possono approvare, secondo il procedimento legislativo, una legge con cui

delegare l’esercizio del potere legislativo al Governo. (deve essere eccezionale)

Il Governo può adottare uno o più decreti legislativi, inseguito alla delega da parte del

Parlamento.

Caratteristiche della delega:

 Riserva di legge formale: il parlamento può approvarne solo 1.

 La delega deve essere esercitata dal Consiglio dei Ministri.

 La legge di delega deve prevedere: Oggetto definito; Tempo limitato (no

permanente); Principi e criteri direttivi (guidare il governo).

Emanazione del Decreto Legislativo Si suddivide in una serie di procedimenti:

 Viene proposta del Ministro competente per materia in consiglio dei ministri.

 Delibera del consiglio dei Ministri: adozione di uno schema (base) di decreto

legislativo.

Adempimento di procedure obbligatorie

 (Se il termine della delega supera i 2 anni bisogna

o previste secondo la legge

richiedere l’approvazione del ministro competente per materia)

della delega (Se il termine è inferiore ai 2 anni non c’è obbligo ma viene richiesto nella legge

della delega)

 Seconda deliberazione del consiglio dei ministri sullo schema e adozione del decreto

legislativo.

 Emanazione da parte del PDR: conferisce validità alla norma. (la costituzione non

prevede che egli possa rifiutarsi).

 Pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.

b. Decreto legge: (art 77)

Caratteristiche decreto legge:

- Solo in casi straordinari e urgenti: cause economiche, cause politiche-sociali (mafia).

- Il decreto entra in vigore dopo la pubblicazione

- Non può essere adottato nelle materie coperte da riserva di assemblea.

Si suddivide in una serie di procedimenti:

- Il Governo approva un decreto legge

- Lo presenta alle camere

- Le camere devono approvare una legge di conversione (effetto provvisorio)

Ruolo del parlamento:

Approva la legge:

- Produce effetti provvisori: deve essere approvato entro i 60gg altrimenti perde la sua

efficacia (come se non fosse mai stato approvato)

Un tempo era possibile la reiterazione (ri-emanare lo stesso decreto scaduto), oggi con la

sentenza 360 del 1996 dichiara tale pratica illegittima perché (oggi prevista solo per casi

:

urgenti es. scossa di terremoto)

a. Altera la natura provvisoria.

b. Viola i requisiti di necessità e urgenza.

c. Altera caratteri della forma di governo parlamentare.

d. Altera la certezza del diritto producendo effetti irreversibili.

Non approva la legge:

- Chiama in causa la responsabilità politica (civile ed economica) del Governo.

- Non è possibile il decreto legge in casi di tipo ordinamentale perché non possono essere

necessari e urgenti ma sono permanenti.

Lo approva parzialmente:

- Il parlamento può approvare una legge di sanatoria: legge che non converte ma fa salvi

gli effetti sorti nei 60gg.

L’approvazione di emendamenti in sede di conversione sopprime o sostituisce una norma del

decreto legge ha effetto simile alla parziale non conversione, per cui la disposizione non

convertita decade ex tunc.

2. Fonti normative secondarie (subordinate alla costituzione)

Sono norme che completano la disciplina di un settore determinata da una norma primaria.

Corollario: non possono essere in contrasto con le norme primarie.

Si compone di:

a. Regolamenti governativi: regola giuridica di rango secondario (subordinata alla legge)

(Es: Nella legge vengono vietate le sostanze stupefacenti, le fonti secondarie dicono quali

sostanze sono effettivamente vietate x’ queste possono essere modificate nel tempo).

Procedimento:

 Deliberato dal consiglio dei ministri

 Sottoposto al Consiglio di Stato obbligatoriamente, ma non è vincolante.

 Emanato dal PDR.

 Registrato dalla Corte dei Conti: controllo sulla copertura finanziaria.

 Pubblicato sulla gazzetta ufficiale.

Possono essere:

- Esecutivi: esecuzione della legge

- Attuativo o integrativo: in relazione a leggi che contengono spazi di manovra al governo.

- Indipendenti: interviene in un settore/ materia che non è più disciplinato in una legge.

- Delegati: abrogano delle leggi sostituendole con dei regolamenti.

- Organizzazione: introdotti con la legge, adottati per disciplinare l’organizzazione e gli

uffici dei Ministeri.

b. Regolamenti ministeriali:

 Adottati dal Ministro per competenza in materia e solo in casi previsti dalla legge.

 Sottoposti alla visione del Consiglio dello Stato e con la registrazione presso la corte dei

Conti.

 Lo schema del decreto ministeriale deve sempre essere trasmesso prima dell’adozione al

PDC

 Non possono essere in contrasto con i regolamenti governativi.

LE NORME COSTITUZIONALI SULL’AMMINISTRAZIONE.

Parte del diritto pubblico e costituzionale.

Si afferma con la formazione degli Stati-nazione nel momento in cui il patrimonio del re viene

separato da quello pubblico.

L’amministrazione è un apparato che gestisce gli affari di interesse comune dei cittadini. (Gli

interessi variano a seconda della forma di stati.)

Con l’affermazione dello Stato sociale saremmo dovuti passare da un amministrazione autoritativa

ossia potere amministrativo (più piccolo, imponeva solo degli obblighi), a un amministrazione di

prestazione ossia funzione amministrativa (ampiezza maggiore dell’interesse, si presta a svolgere

determinate funzioni) ma questo non è successo.

In costituzione vengono definite nei:

1. Principi fondamentali presupposti ed espressi:

a. Presupposti:

Principio di legalità: non viene espresso ma è presupposto, l’amministrazione si deve

svolgere in conformità della legge (formale e sostanziale). L’amministrazione è vincolata

dalla legge. (caratterizza la forma di stato sociale)

b. Principio dell’autonomia e del decentramento: la funzione amministrativa deve essere

svolta vicino al cittadino (livello regionale).

2. Diritti fondamentali:

Art 28: Tutela di chi subisce l’atto di violazione

I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi

penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti.

In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici

Principio di responsabilità personale del funzionario pubblico e del dipendente per atti contro la

violazione di diritti.

Principio di responsabilità surrogata dello Stato: norma protegge il diritto del cittadino. (es. se

viene violato un diritto e il dipendente non può risponderne ne ha la responsabilità lo stato)

Art 51:

Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accede

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elisapella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Orofino Marco.
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