Il Regno Unito
Premessa: formazione dello Stato britannico e natura della sua costituzione
Formazione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord tramite alcuni fondamentali atti legislativi che hanno sancito la fusione fra sistemi istituzionali precedentemente dotati di tradizioni autonome:
- Act of Union anglo-scozzese del 1707 dal quale nacque il Regno Unito di GB
- Act of Union britannico-irlandese del 1801 che formò il Regno Unito di GB e Irlanda (dal 1921 solo Irlanda del Nord)
Il Galles era integrato al Regno inglese già dal 1284 per effetto dello Statutum Walliae che inaugurava un processo di assimilazione giuridica e politica completata nel 1536 dall' Act for the Government of Wales.
È inesatto considerare la costituzione britannica di mera natura consuetudinaria o convenzionale. Le conventions of the Constitution e gli usi e costumi del Parlamento sono parte essenziale dell'organizzazione del potere, ma le fonti scritte abbondano e non sono meno essenziali per l'edificazione costituzionale (es. antichi documenti come la Magna Charta libertatum, decreti legge, atti politici parlamentari come il Bill of Rights o vere leggi (Acts of Parliament) appartenenti alla categoria della statute law).
La statute law si differenzia dalle altre fonti di common law aventi origine giurisprudenziale. Anche le fonti dell'Europa comunitaria producono importanti precetti costituzionali in un Regno Unito che non è più così insulare come in tempi passati (es. European Communities Act del 1972 e lo Human Rights Act del 1988) sono due esempi di quanto l'integrazione europea abbia effettivamente influito sui tradizionali equilibri costituzionali britannici.
La costituzione inglese si è formata attraverso il progresso di un sistema di governo il cui sviluppo storico è il prodotto di una costante dialettica politica e della sedimentazione di pratiche istituzionali. L'inesistenza di una carta scritta nella quale si condensano i principi fondamentali della forma di Stato e di governo attribuisce alla costituzione del Regno Unito una natura fondamentalmente procedimentale su cui si fonda il carattere della flessibilità. Lo sviluppo del sistema costituzionale inglese, può essere interpretato come il prodotto dell'avvicendamento di fasi di quiescenza e fasi di accelerazione.
Dal Medioevo normanno alla Gloriosa rivoluzione
Medioevo inglese: fase evolutiva durante la quale furono poste le basi del sistema giuridico e costituzionale dominante nelle Isole britanniche. Le preesistenze giuridiche anglo-sassoni hanno in origine ipotecato il successivo sviluppo delle istituzioni inglesi, soprattutto per l'influenza di quel coacervo originario che nei secoli successivi ha trovato sintesi nella nozione di Law of the land o lex Angliae, oltre a consuetudini assembleari e autonomistiche, la cui espressione più alta era individuata nel witenagemot (consigli degli ottimati).
La propensione dei primi monarchi inglesi a valorizzare e adottare come proprie le preesistenze giuridico-istituzionali trovava una prima espressione nelle Leges Henrici Primi (1118): quale riepilogo delle antiche fonti consuetudinarie. L'autentico mito fondatore della costituzione d'Inghilterra è la conquista normanna decisa dall'esito della battaglia di Hastings, vinta nel 1066 da Guglielmo il Conquistatore, che risolse la controversia che opponeva il duca di Normandia al Re sassone Harold. Innesto sul ceppo anglosassone della feudalità normanna; in questi primi secoli si concretizzavano i basilari elementi costitutivi del sistema costituzionale inglese.
Domesday Book (registro ufficiale del valore della proprietà terriera e delle forme connesse di produzione) e la diffusione del diritto del Re tramite l'azione capillare di Corti di giustizia dapprima itineranti e in seguito stabilizzate in un ceto professionale di magistrati distinti dai giudici di pace responsabili della giustizia locale.
Ricognizione fiscale e creazione di una comune ispirazione giuridica erano le principali espressioni di un'affermazione amministrativa organizzata secondo canoni giuridici sofisticati e intesa a ridurre l'influenza dei molti contropoteri feudali e borghesi.
Magna Charta Libertatum (1215): documento inizialmente concepito per dare sostegno alle rivendicazioni baronali nei confronti del Monarca dall'immagine pubblica fortemente compromessa, e in seguito poi estesa a tutti gli uomini liberi, divenendo l'archetipo di tutte le carte dei diritti inglesi ed europee.
1265: l'Assemblea parlamentare fu riunita in assenza del Re per iniziativa di Simon de Montfort; anno convenzionalmente considerato la data di nascita del Parlamento inglese.
1297: Edoardo I emana la Confirmatio Chartarum riepilogativa dei numerosi cataloghi dei diritti che si erano accumulati dalla Magna Charta in poi. Egli inoltre fissava la composizione del Parlamento in due cavalieri per ogni contea (unità amministrativa posta sotto il diretto controllo della Corona) e due borghesi per ogni città dotata della franchigia derivante dalla concessione di un royal charter e si obbligasse a versare tributi al Sovrano. Inoltre, per ribadire il collegamento tra la rappresentanza parlamentare e la capacità contributiva con lo Statutum de tallagio non concedendo, Edoardo dichiarava il principio del No Taxation without Representation appunto il collegamento tra la rappresentanza parlamentare e la capacità contributiva.
Seicento: momenti accelerativi verso il trionfo politico del Parlamento
Due momenti accelerativi conducono verso il trionfo politico e costituzionale del Parlamento:
-
Guerra civile del 1642-51 che impresse una radicale cesura all'evoluzione costituzionale. Questo conflitto ebbe un andamento duale nel decennio accelerativo che separò lo scoppio delle ostilità (1642) dall'instaurazione di un effimero regime repubblicano (1649). Si possono distinguere due tappe destabilizzanti:
- 1642-46: opposizione diretta del Parlamento alla Corona
- 1646-49: culmina con il processo e l'esecuzione di Carlo I e produce il colpo di mano cromwelliano che decimò il Lungo Parlamento mai sciolto dal 1640.
- Case of Proclamation (1611): Corti dirimevano la contesa tra Corona e Parlamento;
- Petition of Right (1628): Parlamento tenta di impegnare il Re a un definitivo rispetto delle antiche libertà del Regno;
- Triennial Act (1641): fissava per la prima volta la durata della legislatura.
- La seconda delle rivoluzioni seicentesche era espressione della ricomposizione del Paese nel bipolarismo dei tories e dei whigs, fazioni unite nella comune accettazione della monarchia, ma distinte per la rispettiva enfatizzazione della preminenza della potestà regia e del potere del Parlamento. Se nel corso della prima rivoluzione emergeva la figura di Edward Coke (magistrato esponente del partito parlamentare, estensore della Petition of Right e autore degli Institutes of the Laws of England del 1628), a fine secolo le magistrature dichiaravano l'abdicazione del fuggitivo Giacomo II; questa pronuncia scongiurava una nuova guerra civile. Gli eventi del 1688-89 realizzarono quella che è stata definita la Gloriosa rivoluzione.
Dalla transizione settecentesca alla metamorfosi post-vittoriana
Transizione parlamentare del '700 dominata dallo spirito contrattualista. La monarchia costituzionale si trasforma in monarchia parlamentare e con Robert Walpole si esprime la moderna figura di premier.
1688: accordo politico tra tories e whigs porta al trono Guglielmo d'Orange, che si impegna a sottoscrivere il Bill of Rights (1689), ultimo e definitivo riepilogo delle libertà sanzionato dal Parlamento e non più assoggettato alla grazia sovrana del Monarca: Re vincolato all'osservanza dei diritti dei suoi sudditi.
Altri fondamentali documenti costituzionali della storia inglese di natura pattizia:
- Act of Settlement (1701): fondava una nuova forma di governo basata sulla successione protestante al trono, sui privilegi parlamentari e sull'inamovibilità quamdiu se bene gesserint dei giudici;
- Treaty of Union (1707) da cui nasceva la moderna GB;
- Septennial Act (1716): elevava la durata della legislatura consolidando l'immagine di un Parlamento autoritario privo di freni.
Il fondamentale quesito costituzionale posto dall'instaurazione del revolution settlement, destinato a seguire le linee di una lunga evoluzione che si protrarrà fino alla grande riforma elettorale del 1832 e alla svolta liberale delle istituzioni, concerne la collocazione della sovranità quale corollario della nuova organizzazione del potere. Luogo della sovranità diventava definitivamente il King in Parliament (finzione giuridica). Molto più tardi Dicey consacrava la dottrina della sovereignty of Parliament.
Prima di Dicey gli sviluppi del sistema erano stati descritti da Walter Bagehot (The English Constitution 1867), al quale si deve la distinzione tra dignified e efficient Constitution: la prima luogo della tradizione e la seconda sede della trasformazione e della novità.
Mutamenti epocali nel sistema di governo medio-vittoriano erano prodotti dalle riforme elettorali, dalle prime legislazioni sindacali e sociali (Trade Union Act del 1876) e dai fallimenti dei progetti di legge elaborati dai liberali per l'autonomia dell'Irlanda. Tuttavia l'evoluzione della forma di governo “di gabinetto”, focalizzata intorno alla figura del Premier e della sua squadra di governo, era l'elemento più genuinamente evolutivo del sistema costituzionale britannico.
Dignified Constitution: oggi la sopravvivenza delle sue forme istituzionali ha subito gravi colpi per effetto di interventi di diritto positivo. Con la devolution si è creato un sistema di assemblee decentrate. La storica figura del Lord Chancellor è stata abolita. Con la House of Lords Act del 1998 la Camera dei Pari è stata radicalmente riformata nella sua composizione. Con il Constitutional Reform Act del 2005 ha preso corpo l'istituzione di una Supreme Court. Il ruolo della Corona è oggi poco più che simbolico.
Efficient Constitution: motori dello sviluppo di tipo convenzionale dell'intero sistema di governo sono stati la crescente personalizzazione del ruolo del Primo ministro e lo sviluppo del sistema dei partiti. Effetti dapprima nell'età liberale e nella transizione post-vittoriana, che si considera conclusa con lo scontro tra Camera dei Comuni e dei Lords dal quale scaturì il Parliament Act 1911 e con esso l'instaurazione di un bicameralismo non più paritario; altri effetti si sono concretizzati negli anni dello Stato sociale e dell'affermazione di un ferreo bipolarismo partitico.
La crisi degli equilibri del Cabinet system si sarebbe risolta solo nel secondo dopoguerra con l'avvento del party government retto da un rinnovato bipolarismo politico. L'800 liberale e l'epoca vittoriana erano stati caratterizzati dagli effetti della rivoluzione industriale; il '900 britannico si pone sotto l'egida del welfare state, che configura una vera e propria forma di Stato la cui realizzazione demarca il definitivo superamento del liberalismo.
Caratteristica peculiare del welfare state britannico è la crescita della struttura dipartimentale dell'Esecutivo e del pubblico impiego, con un considerevole aumento della legislazione parlamentare.
La moderna forma di Stato: principi e valori costituzionali
La forma costituzionale è la risultante delle trasformazioni politiche e non il contrario. Manca tuttavia nel pensiero costituzionalistico di matrice inglese una dottrina dello Stato. Albert Venn Dicey è considerato il fondatore del moderno diritto costituzionale britannico. Nella Introduction to the Study of the Law of the Constitution gli elementi della forma di Stato si possono considerare enucleati nella loro fisionomia costituzionalistica e come tali oggetto di indagine da parte della cultura giuridica.
Il dominio della legge, rule of law e sovereignity of Parliament (sovranità parlamentare) sono i due fondamentali principi su cui secondo lui si regge l'ordinamento costituzionale.
- Il tratto distintivo fra il concetto di rule of law e quello continentale di Stato di diritto sta nell'assenza, nel Regno Unito, di un'autonoma soggettività statuale che sia punto di riferimento e di produzione della concretezza del sistema giuridico. Il dominio della legge non è il prodotto della supremazia dell'autorità statale, ma della vigenza di una legalità che ha molte fonti.
Collocazione ideal-temporale a ritroso di queste sfere di produzione:
- La più recente ha origine nel contesto dell'Europa comunitaria: Human Rights Act 1998 e lo European Communities Act 1972, con il quale il legislatore britannico apriva la porta alle fonti di produzione esterna (community sources) e in tal modo segnava una tappa in avanti verso la trasformazione di un ordine giuridico ancorato agli stilemi della common law e verso l'attuazione di un sistema costituzionale tradizionalmente autoreferenziale.
- Una fondamentale fonte del diritto costituzionale britannico è la legislazione parlamentare. Il Parlamento di Westminster si è affermato quale moderno legislatore solo con la rivoluzione del 1688-89 e con l'Act of Settlement 1701 ed è da oltre 3 secoli il produttore di quella nuova branca della statute law che si estrinseca negli Acts of Parliament. Nel novero dei law-makers il Parlamento è un protagonista relativamente recente.
Sul fondo della positivizzazione legislativa opera un substrato giuridico che si radica nella pratica della juris prudentia e del quale sono autori i giudici.
- Nella Common law ovvero nel diritto pronunciato dalle Corti attraverso le sentenze si ravvisa lo: strato della giuridicità anteriore all'avvento della legislazione parlamentare. Il ruolo fondamentale delle Corti non si è manifestato solo nella produzione del legal system di matrice giurisprudenziale, ma anche sul piano costituzionale (es. Case of Proclamations, Bowles v. Bank of England).
Rapporto tra common law e statute law: sia il Parlamento che la Corona hanno incontrato nei valori e nelle garanzie della common law un oggettivo argine alla loro onnipotenza normativa.
- Anche la common law si era innestata su una dimensione di giuridicità dai contenuti sovente indefiniti che si condensa nella lex Angliae, nella lex terrae e in concetti analoghi.
Più che di fonti, la rule of law è questione di valori costituzionali perché infatti si costruisce ponendo tra loro in rapporto armonico le dogmatiche della supremazia della legge sull'arbitrio, della sostanziale eguaglianza dei cittadini innanzi alla legge e della tutela giurisdizionale dei diritti.
- La seconda delle coordinate entro cui si colloca la forma di Stato del Regno Unito è la sovereignity of Parliament; si affermava in via di prassi mediante la giuridicizzazione di un potere supremo in costante dialettica dapprima con il contropotere regio e dal '700 in poi con l'emersione della premiership e i suoi interlocutori: le magistrature, la società civile e le autorità del local government.
Il Parlamento non ha mai esplicitamente interpretato se stesso come titolare della sovranità. Se da un lato la statute law approvata dal Parlamento è la suprema legge del Paese, dall'altro lato l'affermarsi del potere fattuale della premiership e l'avvento dei moderni partiti hanno imposto significativi limiti all'autonomia del Parlamento quale istituzione sovrana; l'asse potestativo è stato spostato a favore dell'Esecutivo.
La nascita del partito laburista (1905) e la realizzazione del suffragio universale avrebbero impresso poderosi impulsi alla trasformazione dell'economia costituzionale del parlamentarismo. L'affermazione del bipolarismo partitico laburista/conservatore della seconda metà dal '900, che favoriva la riunione in una singola soggettività della premiership e della leadership di partito, determinava la nascita della convenzione per cui la seconda, in caso di vittoria elettorale, si tramuta automaticamente nella prima ha configurato una ulteriore fase di ridimensionamento dell'autonomia parlamentare.
Gli studiosi del government britannico hanno nominato la più recente fase di evoluzione costituzionale "presidenzializzazione" della funzione di governo. Il quadro di erosione si completa con l'introduzione di un interlocutorio sistema parlamentare nella Scozia e di assemblee concorrenti in Galles e Irlanda del Nord. Nonostante ciò, la sovereignity of Parliament continua ad essere dogmaticamente formulata e le leggi approvate dal Parlamento continuano tuttora a dare forma all'ordinamento del Paese.
Assetto dei partiti e sistema elettorale
Nel corso della Restaurazione le forze politiche attive in Parlamento erano i tories (posizioni tradizionalistiche e di conservazione del ruolo della monarchia) e i whigs (più favorevoli al potere parlamentare e al suo attivismo normativo), che si sono spartiti la scena della politica britannica fino alla prima metà dell'800. Già da questo periodo c'è lo sviluppo del partito liberale; la struttura federativa del Liberal Party...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Diritto costituzionale comparato
-
Diritto costituzionale comparato
-
Diritto costituzionale comparato
-
Diritto costituzionale comparato - secondo parziale