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Burocrazie pubbliche

Il concetto di burocrazia ha assunto diversi significati nel tempo. Nel diciottesimo secolo indicava il potere di un corpo di funzionari dell’amministrazione statale con compiti specializzati al servizio del sovrano. Di burocrazia quindi si parlava in modo negativo, come per dire il potere tirannico ed accentrante dei funzionari. Anche oggi il termine burocrazia ha degli aspetti negativi sottolineando lentezza e formalismi della pubblica amministrazione.

Burocrazia pubblica e pubblica amministrazione

In una differente accezione, burocrazia pubblica si sovrappone a pubblica amministrazione che designa l’insieme delle organizzazioni dello stato. La burocrazia pubblica è infatti un elemento essenziale dello stato che viene definito attraverso le sue funzioni o attraverso i suoi apparati e quindi il personale che li compone.

In termini funzionali, la pubblica amministrazione comprende i procedimenti di messa in atto di norme, cioè l’insieme di procedimenti attraverso i quali determinate regole sono tradotte in decisioni. In termini strutturali, la pubblica amministrazione può essere concepita come gli apparati di cui il governo si avvale per esercitare la funzione primaria.

Il potere nella burocrazia

In un terzo significato, il concetto di burocrazia indica una forma di potere e quindi di amministrazione tipica delle società moderne. Secondo Weber, il termine burocrazia si riferisce alle organizzazioni che funzionano secondo il principio delle competenze di autorità attribuite a uffici e specificate attraverso regole impersonali ed universali.

Possiamo dire che la burocrazia è tipica dello stato moderno, che ha le sue fondamenta negli ordinamenti statuiti e nel diritto di comando di coloro che sono chiamati ad esercitare il potere in base ad essi. Si basa su un potere impersonale orientato all’applicazione neutrale di regole astratte. È composta da funzionari con competenze specifiche.

Gli elementi essenziali dello stato moderno

  • Accentramento del potere in un determinato territorio
  • Monopolio della forza legittima, cioè la possibilità di usare la forza per difendere la comunità politica da attacchi esterni e mantenere l’ordine interno attraverso il monopolio degli strumenti di potere necessari. Secondo Weber, è l’elemento fondamentale
  • Uno stato esiste quando un soggetto politico di carattere istituzionale è capace di rivendicare con successo per la sua direzione amministrativa il monopolio della forza legittima

L’obbedienza dello stato è legata al controllo della forza o violenza necessaria a sanzionare le violazioni. Il controllo della forza legittima è elemento essenziale di quelle che vengono definite forme minime di stato. L’impersonalità del comando nello stato moderno l’obbedienza al dominio politico non è...

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

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