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Appunti di Diritto pubblico generale per l’esame del professor Tamassia. Gli argomenti trattati sono i seguenti: lo Stato, un elemento personale (popolo), la cittadinanza europea, l’entrata in vigore del Trattato sull’Unione Europea del 1992, l'extraterritorialità.

Esame di Diritto pubblico generale docente Prof. L. Tamassia

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ESTRATTO DOCUMENTO

Potere giudiziario

 Presiede il Consiglio superiore della Magistratura;

 Nomina 5 giudici della Corte Costituzionale;

Popolo (e corpo elettorale)

 indice il referendum;

 indice le elezioni;

Come rappresentante dell’Unità nazionale:

 Nomina 5 senatori a vita;

 Rappresenta lo Stato;

 Può concedere la grazia;

La responsabilità politica del Capo dello Stato si ha solo per quegli atti che non necessitano della

controfirma del Presidente del Consiglio dei Ministri o singoli ministri, difatti l’art. 89 della Cost.

asserisce che con la controfirma si trasferisce la responsabilità politica dell’atto dal PDR al Ministro.

E’ responsabile politicamente solo quando :

 promulga ( o rinvia ) le leggi;

 convoca in via straordinaria le Camere;

 nomina 5 senatori a vita;

 invia messaggi alle Camere;

 nomina 5 giudici della Corte Costituzionale;

La responsabilità giuridica si configura solo nell’ipotesi:

 di alto tradimento

 attentato alla costituzione.

1.9 IL GOVERNO

Il Governo costituisce un organo costituzionale complesso ( perché a sua volta formato da una

pluralità di organi), con funzioni politiche, esecutive, di alta amministrazione, di controllo ed

eccezionalmente legislative.

Più sinteticamente possiamo affermare che il governo è l’organo esecutivo dello Stato Italiano e la

funzione esecutiva consiste nel dare esecuzione alle leggi e nell’amministrare.

L’art.92 della Cost. sancisce che il PDR nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e su

designazione di quest’ultimo i Ministri.

Nessuna norma è invece, dettata in sede costituzionale per quanto riguardala procedura da

seguire. 11

Il rapporto tra Governo e Parlamento s fonda sull’istituto della fiducia, attraverso la quale si

esprime la funzione di indirizzo politico . Tale rapporto fiduciario contraddistingue la forma di

Governo parlamentare .

Differisce pertanto dalla forma di Governo Presidenziale caratterizzato dalla presenza di un Presidente eletto dal corpo

elettorale, che riveste il ruolo di Capo dello Stato e di Capo di un Governo non sfiduciabile dal Parlamento.

Di conseguenza, quando il Governo perde la fiducia del Parlamento si apre la crisi di Governo.

Apertasi la crisi, il Presidente del Consiglio è tenuto a presentare le dimissioni al PDR, che le accetta con riserva. Dopo la

verifica dell’orientamento di maggioranza delle forze politiche presenti in Parlamento, il PDR incarica colui che gli sembra

più idoneo a formare il nuovo Governo.

L’incaricato sonda le opinioni dei capi-gruppo parlamentari ed alla fine di tali preliminari o accetta l’incarico o vi rinuncia.

In questa seconda ipotesi il PDR può attribuire l’incarico ad altra persona o, se non individua un possibile incaricato

scioglie il Parlamento ed indice nuove elezioni.

All’atto della nomina, il Presidente del consiglio dei Ministri presenta formalmente la lista dei

Ministri dai quali sarà composto il nuovo Governo.

Prima di assumere le funzioni, il Presidente del Consiglio e i Ministri prestano giuramento nelle

mani del capo dello Stato.

Entro 10 gg. dalla nomina il Governo si deve presentare davanti a ciascuna Camera per ottenere il

voto di fiducia.

Il Governo entra ufficialmente in funzione ottenuta la fiducia delle Camere.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile.

Mantiene l’unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei

ministeri.

Le attribuzioni del Presidente del Consiglio possono così riassumersi:

a) Direzione della politica generale del Governo

b) Mantenimento dell’Unità di indirizzo politico amministrativo del Governo

c) Promozione dell’attività dei Ministri;

d) Controfirma degli atti del PDR;

e) Gestisce i rapporti con gli organi costituzionali, con le istituzioni europee, con la Regione , gli

enti locali e le confessioni religiose;

f) Esercizio delle funzioni e dei compiti attribuiti dalla Legge ai Ministri senza portafoglio;

g) Responsabilità per la sicurezza della Repubblica;

h) Risolutore dei contrasti tra amministrazioni di settore.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri Per lo svolgimento dei propri compiti il PDCM si avvale di

un apposito ufficio: la presidenza del Consiglio dei Ministri strutturata intorno alla figura del

Segretario generale che è responsabile del funzionamento del Segretariato generale. 12

Il Segretariato generale è articolato al suo interno in dipartimenti individuati dallo stesso Presidente

con propri decreti, della cui attività si avvalgono i Ministri o Sottosegretari delegati dal Presidente

del Consiglio.

Accanto al Segretariato generale operano le strutture di missione istituite con decreto del

Presidente per lo svolgimento di compiti particolari, il raggiungimento di risultati determinati e la

realizzazione di specifici programmi.

Il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Il PDCM può proporre l’attribuzione ad uno o più

Ministri della funzione di Vicepresidente. Al più anziano d’età tra essi spetterà la supplenza in caso

di assenza o impedimento del Presidente.

I Ministri sono nominati con decreto del PDR, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri.

A norma dell’art.64 Cost. possono essere scelti anche tra i cittadini non appartenenti al Parlamento

e sono revocabili con gli stessi limiti con cui è revocabile, dal PDR, il Presidente del Consiglio.

La responsabilità dei Ministri afferisce alla responsabilità di atti loro propri, di atti del PDR a cui

hanno partecipato e per quelli a loro sottoposti.

La responsabilità può essere politica che si verifica quando si ha mancata corrispondenza tra

l’azione del Ministro e le direttive politiche del parlamento.

La responsabilità può essere giuridica ed in tal caso può a sua volta essere civile ( art. 2043 cc

responsabilità aquilana al pari di qualsiasi altro funzionario pubblico – Corte dei Conti se arreca un

danno allo Stato –giudice ordinario se danno a privati) o penale ( secondo cui previa autorizzazione

delle Camere, sono sottoposti al giudizio dei tribunali ordinari in caso di reati ministeriali, mentre

non è richiesta la preventiva autorizzazione delle Camere in caso di reati comuni).

L’art.9 della L.400/1988 prevede la figura dei Ministri senza portafoglio nominati dal PDR, con

funzioni loro delegate dal PDC sentito il Consiglio dei ministri. Essi non sono a capo di alcun

dicastero e il loro numero varia di volta in volta, ma partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del

Consiglio dei ministri, dei cui atti sono responsabili collegialmente al pari dei Ministri titolari di

Dicastero.

Il Consiglio dei Ministri è organo collegiale, formato da tutti i Ministri (anche quelli senza

portafoglio)dal PDC che lo preside dal Vice presidente dal Sottosegretario alla presidenza con

funzioni di segretario senza voto deliberativo.

Le attribuzioni del Consiglio dei Ministri possono così sintetizzarsi:

1) funzioni di indirizzo politico e amministrativo;

2) decisioni sulla politica normativa del Governo;

3) determinazione dell’atteggiamento del Governo nei rapporti con le Regioni;

4) soluzioni delle divergenze e dei conflitti di attribuzione fra i Ministri.

Tra gli altri organi ricordiamo:

1) Comitati interministeriali sono organi collegiali, costituiti da più ministri, istituiti per la cura di

particolare competenze della pubblica amministrazione che esigono un coordinamento

13

dell’attività di più Ministeri. Sono istituiti con decreto del Consiglio dei Ministri o del PDCM.(

CIPE comitato interministeriale per la programmazione economica, CICR comitato

interministeriale credito e risparmio , CISR comitato interministeriale sicurezza della

repubblica, CIACE comitato interministeriale per gli affari comunitari europei)

2) Sottosegretari di Stato nominati con decreto del PDR ( su proposta del Presidente del Consiglio,

di concerto con il Ministro interessato e sentito il Consiglio dei Ministri), con l’incarico di

coadiuvare i singoli ministri nello svolgimento della loro attività amministrativa. Il loro numero

varia da governo a governo e a non più di 10 sottosegretari può essere attribuito il titolo di

viceministro . Tali viceministri possono essere inviati dal Presidente del Consiglio dei Ministri ,

d’intesa con il Ministro competente, a partecipare alle sedute del Consiglio dei Ministri (senza

diritto di voto)per riferire su argomenti e questioni attinenti alla materia loro delegata;

3) Consiglio di gabinetto formato dai Ministri designati dal PCDM. Non ha funzioni deliberative,

ma solo istruttorie, in quanto provvede ad esaminare preventivamente gli aspetti più rilevanti

della politica governativa in funzione delle successive deliberazioni del Consiglio dei Ministri.

4) Commissari straordinari organo eventuale di natura speciale e a competenza settorialmente

definita. Può infatti, essere nominato solo per realizzare obiettivi determinati in relazione a

programmi o indirizzi deliberati dal Parlamento o dal Consiglio dei Ministri, oppure per far

fronte a particolari e temporanee esigenze di coordinamento meramente operativo fra

amministrazioni statali.

Il Governo svolge eccezionalmente attività legislativa che si concretizza nell’emanazione di decreti

legge, decreti legislativi ( o delegati) e i regolamenti di delegificazione.

Entrambi sono atti aventi forza e valore di legge e sono atti del Governo, deliberati dal Consiglio dei ministri ed emanati

dal Presidente della Repubblica.

- i Decreti legislativi (o delegati) sono emanati sulla base di un apposita legge di delegazione delle Camere che

determinerà i principi ed i criteri direttivi, l’oggetto, e il termine limitato. Ulteriori limiti possono essere fissati con legge

delega.

All’interno della categoria esistono due particolari tipi di decreti legislativi di cui frequentemente si parla: sono i CODICI e

i TESTI UNICI: Il testo unico è un decreto legislativo che è emanato quando il Parlamento avverte la necessità di

ricomporre e raccogliere in un unico testo una disciplina che in precedenza era frammentata in più atti.

Il codice, invece, è un corpus organico di norme che compendia in un unico atto la disciplina di tutta una materia. La

differenza con i testi unici risiede nel fatto che i primi rispondono alla necessità di raccogliere le norme sparse in più atti, i

secondi invece hanno lo scopo di creare un sistema organico; nascono appositamente per creare una disciplina

sistematica. I testi unici sono normativi (innovativi, delegati o di consolidamento), se modificano o abrogano le

disposizioni legislative esistenti, mentre sono compilativi se si limitano al raccoglimento in un unico atto delle norme già

esistenti.

- i Decreti legge sono espressione dell’assunzione provvisoria del potere legislativo da parte del governo in cui la presenza

di una situazione di necessità ed urgenza non consenta un efficace intervento del Parlamento ( art 77 Cost.)Il giorno

stesso della pubblicazione devono essere presentati alle Camere per la conversione in legge, che deve avvenire

necessariamente entro 60 giorni a pena di decadenza con efficacia ex –tunc. (Le Camere anche se sciolte si riuniscono

entro 5 giorni). Un decreto legge non convertito in legge non può mai essere reiterato senza sostanziali modifiche.

Non può mai essere conferita una delega legislativa attraverso un decreto legge!!

- i Regolamenti di delegificazione ridisciplinano materie in precedenza oggetto di disciplina legislativa. Il Parlamento può

autorizzare il Governo ad emanare regolamenti che sostituiranno la disciplina legislativa vigente operando una

delegificazione della materia, cioè si sottraggono alla competenza delle Camere settori che da quel momento in poi

possono essere disciplinati con regolamento del Governo. Operano in pratica un declassamento della materia dalla

disciplina legislativa a quella regolamentare. 14

1.10 LA CORTE COSTITUZIONALE

La Corte Costituzionale è un organo collegiale, costituzionale, con funzioni giurisdizionali

costituzionali.

Essa ha il compito, principale ed importantissimo, di accertare la costituzionalità delle leggi

ordinarie emanate dal Parlamento nell’esercizio dell’attività legislativa.

La Corte Costituzionale è composta da 15 giudici, dei quali:

- 5 eletti dalle supreme magistrature dello Stato ( 3 Corte di Cassazione, 1 Consiglio di Stato, 1

Corte dei Conti);

- 5 eletti dal Parlamento in seduta comune;

- 5 nominati dal PDR;

I compiti spettanti alla Corte Costituzionale sono fondamentalmente quattro:

1) giudicare sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti aventi

forza di legge dello Stato o della Regione;

2) giudicare sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra Stao e Regioni e tra

Regioni;

3) giudicare sulle accuse promosse contro il PDR;

4) giudicare sull’ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo

L’ordinamento italiano prevede due tipi di giudizi di legittimità costituzionale delle leggi: uno in

via incidentale e uno in via principale.

Il giudizio in via incidentale trova origine da una controversia giudiziaria pendente innanzi

all’autorità giudiziaria ordinaria o amministrativa ( Tribunale, T.A.R. ecc..). Nel corso di un giudizio

viene eccepita da parte dei cittadini l’incostituzionalità della legge da applicare ed allora il giudice

rinvia gli atti alla Corte Costituzionale, sospendendo la causa, affinché la Corte decida sulla

questione.

Il giudizio in via principale, invece, si verifica quando viene proposto ricorso immediatamente e

direttamente alla Corte Costituzionale. Tale forma di impugnativa è consentita, nel nostro

ordinamento soltanto al Governo per conto dello Stato, e alle Regioni.

A norma dell’art. 127 Cost mod. dalla L. 3/2001 può essere promosso:

- dal Governo nei confronti di leggi regionali;

- da una Regione nei confronti di una legge o atto avente forza di legge dello Stato o di un’altra

Regione.

La L.131/03 ( La Loggia) prevede che la questione di legittimità costituzionale di una legge

regionale possa essere sollevata dal Governo anche su proposta della Conferenza §Stato-Città ed

autonomie locali, e che le leggi dello Stato possano essere impugnate dalle Regioni anche su

proposta del Consiglio delle autonomie locali. 15

1.11 GLI ORGANI DI RILIEVO COSTITUZIONALE

A) CNEL – CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ECONOMIA E DEL LAVORO

Il CNEL costituisce un organo collegiale di rilievo costituzionale previsto all’art.99 Cost. con

funzioni ausiliarie ( solo consultive) del Parlamento e del Governo.

E’ composto da un Presidente e 121 membri di cui 99 sono scelti come rappresentanti delle

forze produttive di beni e servizi , 12 quali esponenti della cultura economica, sociale e

giuridica ed infine gli ultimi 10 sono designati in qualità di rappresentanti delle associazioni di

promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato.

Il compito principale del CNEL è quello di dare pareri e consulenze al Governo ed al Parlamento

sui problemi di economia e lavoro, oltre ad avere il potere di iniziativa legislativa per le

materie di propria competenza.

Tra le altre vi rientrano anche le nuove funzioni, introdotte dalla riforma Brunetta che

afferiscono a:

1. predisposizione della Relazione annuale sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalla PA alle

imprese ed ai cittadini;

2. predisposizione di una relazione annuale sullo stato della contrattazione collettiva nella PA

nonché raccogliere ed aggiornare l’archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi

di lavoro nel settore pubblico;

3. promuovere ed organizzare la Conferenza annuale sull’attività compiuta dalle PA per la

discussione ed il confronto dei servizi delle PA e sui problemi emergenti.

B) CORTE DEI CONTI

La Corte dei Conti è il massimo organo di controllo dell’Amministrazione dello Stato, nonché la

suprema magistratura in materia di contabilità pubblica.

Per cui le funzioni della Corte dei Conti sono di due tipi: controllo e giurisdizione.

Le funzioni di controllo sono svolte tramite apposite sezioni e consistono in:

1. controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo ( non aventi forza di legge) e

delle amministrazioni dello Stato. Esso si estende a tutti e tre i vizi di legittimità degli atti :

incompetenza, eccesso di potere e violazione di legge. Strumenti di tale forma di controllo

sono il VISTO e la REGISTRAZIONE ( la L. 340/00 ha emanato una serie di disposizioni per

l’accelerazione del procedimento di controllo – termine di 60 gg. per l’esecutività degli atti

sottoposti a controllo e registrazione con riserva anche con riferimento ad una o più parti

dell’atto.

2. Controllo successivo e di vigilanza sugli atti di notevole rilievo finanziario. Tale controllo

non impedisce l’esecutività degli atti e si conclude con la richiesta di riesame; 16

3. Controllo di parificazione Entro il 31 maggio di ogni anno, il Ministro dell’Economia e delle

Finanze trasmette alla CDC il Rendiconto generale dello Stato ( che riassume i risultati delle

operazioni compiute nel corso di un esercizio finanziario);

4. Controllo sulla gestione che viene esercitato su tutte le amministrazioni pubbliche; Stato,

Enti sovvenzionati, Università, aziende USL, Regioni ed Enti locali ecc.. Ai sensi dell’art 7

L.131/2003 ( La Loggia) la CDC verifica il rispetto degli equilibri di bilancio di Comuni,

Provincie e Città Metropolitane con riferimento al Patto di stabilità interno ed ai vincoli

derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea.

La Riforma Brunetta (L 15/2009) ha istituito un controllo della CDC su gestioni pubbliche statali

in corso di svolgimento.

In caso di gravi irregolarità la CDC ne da comunicazione al Ministro competente che può

disporre la sospensione delle somme stanziate sui relativi capitoli di spesa.

In caso di gravi ritardi nella realizzazione di piani e programmi la CDC, dopo averne individuato i

motivi, in contradditorio con l’amministrazione competente, ne da comunicazione al Ministro

competente. Entro 60 gg. la PA competente adotta i provvedimenti per rimuovere gli

impedimenti anche se il Ministro competente può sospendere tale termine dando

comunicazione al Parlamento ed al Presidente della CDC le ragioni che impediscono alla PA

competente di agire.

Tale disposizione si possono applicare anche nei confronti di gestioni pubbliche regionali e degli

Enti locali.

Le sezioni di controllo sono sei :

1) una sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato;

2) una sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, suddivisa in due collegi;

3) una sezione autonomie, per il controllo e la comparazione sulla gestione degli enti locali;

4) una sezione di controllo per gli affari comunitari ed internazionali;

5) sezioni regionali di controllo in ogni regione ad autonomia ordinaria;

6) una sezione di controllo sugli enti che esercitano il controllo sulla gestione finanziaria degli enti cui lo Stato contribuisce in via

ordinaria.

Le funzioni giurisdizionali della CDC sono svolte da:

1) tre sezioni giurisdizionali centrali d’appello per le materie di contabilità pubblica;

2) sezioni giurisdizionali regionali in tutte le Regioni;

3) due sezioni giurisdizionali con sede in Trento e Bolzano.

La giurisdizione della CDC è:

- Autosufficiente in quanto investe anche le questioni incidentali e pregiudiziali, tranne

l’incidente di falso e quelle di legittimità costituzionale;

- Esclusiva in quanto nelle materie ad essa devolute conosce di tutte le questioni relative sia a

diritti soggettivi, sia a interessi legittimi. La sua giurisdizione esclude in tali materie qualunque

altro giudice. 17

- Piena in quanto la CDC conosce delle controversie sotto il duplice aspetto dell’accertamento

dei fatti e dell’applicazione del diritto. può al pari dei tribunali ordinari accertare l’illegittimità

degli atti amministrativi e quindi negare la loro applicazione, ma non può annullare o sostituire

tali atti;

- Sindacatoria non è vincolata né dalle precedenti statuizioni dell’amministrazioni, né dalle

richieste delle parti o del Pubblico Ministero, né dai motivi addotti .

La CDC giudica in merito:

 Responsabilità degli impiegati dello Stato: giudizi di responsabilità contabile in cui

incorrono tutti coloro che a qualunque titolo – di fatto o di diritto hanno il maneggio

del pubblico denaro ( c.d agenti contabili) e giudizi di responsabilità amministrativa che

trova luogo ogniqualvolta che gli impiegati dello Stato nell’esercizio delle loro funzioni,

anche se solo per colpa o negligenza, cagionino danno allo Stato o alle amministrazioni

da cui dipendono. Il danno può essere anche verso i terzi ne confronti dei quali lo Stato

debba poi rispondere. Anche l’azione di rivalsa dello Stato verso il funzionario o

l’agente è di competenza della Corte dei Conti. In ordine a questi tipi di responsabilità

la legge prevede che la responsabilità è personale e limitata ai soli casi di dolo o colpa

grave , ferma restando l’insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali. In ogni caso

è esclusa la gravità della colpa quando il fatto dannoso trova origine dall’emanazione di

un atto vistato e registrato in sede di controllo preventivo di legittimità.

 Responsabilità degli amministratori e dei dipendenti delle Regioni e degli altri enti

pubblici;

 Giudizi ad istanza di privati;

 Giudizi in materia di pensioni : La competenza sussiste qualora si impugni un

provvedimento amministrativo definitivo avente ad oggetto il diritto alla pensione degli

impiegati, il cui trattamento di quiescenza sia a carico totale o parziale dello Stato.

In casi particolari la CDC procede a Sezioni Riunite:

 sui conflitti di competenza;

 sulle questioni di massima differite dalle sezioni giurisdizionali centrali e regionali;

 su ogni altra questione su richiesta del Procuratore generale.

C) CONSIGLIO DI STATO

Il Consiglio di stato è un organo diviso in sei sezioni ( + una introdotta dalla L. 127/97 – esame

degli schemi degli atti normativi) che svolge funzioni consultive e funzioni giurisdizionali.

La funzione consultiva del CS si esplica attraverso la redazione di pareri aventi ad oggetto

questioni di legittimità ( corrispondenza a norme giuridiche) o di merito ( opportunità e

convenienza dell’azione amministrativa) in materia giuridico-amministrativa resa su richiesta

della PA.

La L.127/97 ha introdotto una specifica sezione normativa per l’esame degli schemi di atti

normativi per i quali il parere del CS è prescritto per legge o richiesto da una PA. 18

In alcuni casi la PA è obbligata a richiedere un parere al CS, mentre in altri può essere una sua

facoltà ( pareri facoltativi o obbligatori), inoltre possono essere Vincolanti o non vincolanti.

In base alla L. 127/97 i pareri obbligatori riguardano:

 emanazione di atti normativi del Governo e dei singoli Ministri, nonché dei testi

unici;

 le decisioni di ricorsi straordinari al PDR;

 gli schemi generali di contratti tipo, accordi e convenzioni predisposti da uno o più

Ministri.

La stessa legge ha disposto che i pareri del CS siano resi entro 45 gg salvo che sia previsto

un termine inferiore da leggi speciali; decorso inutilmente detto termine l’amministrazione

può procedere indipendentemente dall’acquisizione del parere ( c.d. silenzio facoltativo).

Il termine di cui sopra può essere interrotto una sola volta ed esclusivamente per esigenze

istruttorie. In tale evenienza il parere deve essere reso definitivamente entro 20 gg. dal

ricevimento degli elementi istruttori.

La funzione giurisdizionale viene svolta dal CS quale organo di giustizia amministrativa di

secondo grado . Giudica in merito agli appelli proposti contro le sentenze dei TAR.

Le sezioni giurisdizionali sono tre, con due Presidenti ed almeno 12 Consiglieri. Le

deliberazioni devono essere adottate alla presenza di almeno un Presidente e almeno 4

consiglieri.

Esso è costituito dal Presidente, dai presidenti di sezione, da 5 magistrati e dai Consiglieri di

Stato.

Le sezioni consultive del CS sono tre ( più una istituita con L.127/97) con due Presidenti e

nove consiglieri. Le deliberazioni devono essere adottate alla presenza di almeno 4

consiglieri.

Il Presidente individua ogni anno con proprio provvedimento le sezioni che svolgono

funzioni giurisdizionali e quelle che svolgono funzioni consultive determinando le rispettive

materie di competenza.

Il CS opera in adunanza plenaria quando deve decidere in merito a contrasti

giurisprudenziali che possono sorgere tra diverse sezioni.

Può svolgere, nei casi previsti dalla legge, la sua antica funzione di giudice di unico grado

con il giudizio di ottemperanza.

D) CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

E’ l’organo istituito per l’attuazione e l’osservanza dei principi di indipendenza della

Magistratura, cui spetta la qualifica di potere dello Stato indipendentemente dagli organi

giurisdizionali i quali, in quanto titolari della funzione giurisdizionale, costituiscono un potere a

parte facente capo alla Corte di Cassazione. 19


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia dei mercati e degli intermediari finanziari
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicoletta123 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Tamassia Luca.

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