Rapporto tra ordinamenti giuridici
Cos'è un ordinamento giuridico?
Partiamo da un esempio semplice per spiegare un ordinamento giuridico. La Facoltà di Giurisprudenza della Federico II è un esempio di un ordinamento. Questo perché essa è composta da una comunità di persone che si incontrano con una certa stabilità nel tempo, sono tenute insieme da norme e regole fissate dalla facoltà stessa, quindi hanno un'organizzazione e soprattutto hanno un fine comune.
Ebbene, proprio queste sono le caratteristiche fondamentali degli ordinamenti:
- Stabilità d’incontro o permanenza temporale
- Presenta una comunità di soggetti, riprendendo la massima del “senza persone non c’è società”
- Ha una propria organizzazione e in questo rientrano i mezzi, gli uomini, le risorse ecc.
- E soprattutto ha fini comuni (i common good).
Ci si potrebbe domandare e il territorio? Il territorio non è un presupposto di un ordinamento, basti pensare alla Chiesa in quanto comunità dei fedeli che copre un'area mondiale oppure più concretamente se si pensa alle organizzazioni internazionali quali l’ONU o l’UE.
Ebbene, considerando gli intellettuali antichi come Giannini o Toibner vediamo che ciò che conta in un ordinamento è proprio l’ultimo punto che abbiamo citato: i fini comuni, quelli che oggigiorno sono passati a un piano inferiore, superati da quelli individuali!
Monismo o pluralismo di ordinamenti
Ma quindi Chiesa, Stato, ONU, associazione sportiva ecc., sono l’esempio di più ordinamenti: la stessa società malavitosa è l’esempio di un ordinamento, un ordinamento negativo ma pur sempre un ordinamento di assoluta incompatibilità con l’ordinamento statuale.
Nel 1500 o nel 1600 non c’era il concetto di pluralità di ordinamenti ma soltanto quello di monismo ordinamentale. Questo perché all’epoca la società era molto più semplice di oggi, non c’erano le esigenze alle quali si risponde oggi, esigenze che si sono moltiplicate grazie allo sviluppo delle tecnologie che hanno permesso il “benessere” a prezzi accessibili a tutti. E proprio le crescenti esigenze da parte della popolazione hanno portato alla pluralità ordinamentale.
Come si risolvono le antinomie tra ordinamenti?
Scriveva Paolo Grossi che tutte le volontà normative derivavano dallo stato. Tutte le regole sono dette dallo stato, non c’è diritto al di fuori dello stato. Questo tema oggigiorno sembrerebbe assurdo perché sappiamo bene che esistono regole al di fuori di quelle fissate dallo stato. Ad esempio...