Diritto costituzionale: le fonti
La fonte di produzione
La fonte di produzione deve essere idonea a produrre diritto: norma sulla produzione del diritto.
Fonte di cognizione
La fonte di cognizione [gazzetta ufficiale] crea un sistema obiettivo di conoscibilità [presunzione di conoscibilità] per cui l'ignoranza non sottrae dall'osservanza. Prima di entrare in vigore, per creare cioè un obbligo giuridico, la legge viene pubblicata nella gazzetta ufficiale. La fonte di cognizione, inoltre, crea la condizione per cui la fonte di produzione sia conosciuta.
Se guardiamo dal punto di vista dell'iter, la fonte di cognizione è fuori dal processo ideativo. Se invece guardiamo dal punto di vista dell'entrata in vigore della legge, essa è indispensabile.
Regime giuridico dell'atto normativo
Il regime giuridico dell'atto normativo è diverso dal contratto: il regime giuridico dell'atto normativo prevede che la Norma parli a tutti, cioè è rivolta a tutti e vincola tutti [erga omnes]. Il contratto (compravendita) invece obbliga le parti inter partes.
Caratteri della norma
- Astrattezza
- Generalità
- Entrata in vigore sulla gazzetta ufficiale per dare conoscenza della legge
- Ricorribile in cassazione
- Parametro per l'atto amministrativo
Caratteri del contratto
- Concretezza
- Particolare
- Immediatezza dell'entrata in atto (entrambe le parti sono pienamente a conoscenza del contenuto)
- Non ricorribile in cassazione
Esistono varie leggi
Le fonti primarie e l'ordinamento sono messi sullo stesso livello. Dopodiché abbiamo le fonti secondarie (regolamenti del governo) e le consuetudini. Lo stato è un ordinamento di una pluralità di soggetti che creano le norme [più voci che dicono il diritto]. Accanto alla legge dello Stato vi sono leggi regionali valide nel territorio regionale.
Carattere della fonte: l'inesauribilità
La fonte ha come carattere l'inesauribilità: sullo stesso argomento ci possono essere più leggi. Perché la fonte è inesauribile? Ciò che è vero oggi potrà non essere vero domani in quanto cambiano i contesti storico-sociali. Su una stessa materia infatti ci possono essere più fonti contrastanti, ossia antinomiche.
Risoluzione dell'antinomia
Come si risolve l'antinomia? È il giudice a risolvere l'antinomia e lo fa seguendo due criteri: o il criterio gerarchico [applica la norma più alta in grado] oppure il criterio cronologico. Questo necessita una produzione legislativa, una situazione in continua evoluzione (cambiano così le esigenze e il contesto storico-sociale), deve rispondere a una esigenza diffusa, deve applicare la stessa legge o la cambia?
Applicare la norma più avanti nel tempo a condizione che la fonte che la sostituisce sia adeguata al contesto attuale.