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DIRITTO COSTITUZIONALE I

[Introduzione]:

Costituzione --> garanzia, limitazione del potere, il fatto che perchè c'è una Costituzione

chi è al potere non può fare ciò che vuole, deve rispettare regole forti, non può invadere

per esempio la nostra sfera d'azione di soggetti dell'ordinamento oltre un certo limite.

Primo principio della Costituzione --> principio democratico, a cui si lega il principio di

uguaglianza --> attraverso l'uguaglianza sostanziale lo stato consente l'effettiva

partecipazione dei lavoratori, solo così si possono produrre istituzioni che siano

espressione della sovranità popolare. Parlamento --> Due camere --> elette a suffragio

universale diretto. Il parlamento produrrà un governo che tramite la fiducia parlamentare

(espressione della sovranità popolare), elegge un Presidente della Repubblica. Il terzo

potere --> Magistratura.

serve: Costituzione e testi normativi– M. AINIS, T. MARTINES (a cura di), Piccolo codice

costituzionale, Led, Milano, ultima edizione; – M. BASSANI, V. ITALIA ED ALTRI (a cura

di), Leggi fondamentali del diritto pubblico e costituzionale, Giuffrè, Milano, ultima

edizione.]

LO STATO E GLI ALTRI ORDINAMENTI GIURIDICI

L'esigenza di un ordinamento giuridico si pone in presenza di un gruppo di individui --> è

necessario regolare i rapporti tra gli stessi perchè devono convivere e l'alternativa a non

avere regole è quella di rapporti che si sviluppano solo sulla base di regole per

disciplinare i loro rapporti. Regole che possono avere diversa provenienza, se sono gli

esseri umani che si dotano di regole, questa hanno provenienza umana ma prima

ancora divina --> ci sono regole che vengono ricondotte e imputate a una divinità, anche

oggi in alcuni stati abbiamo regole di provenienza divina, ma in passato erano molto più

diffuse. Bisogna vedere la provenienza delle regole e la loro capacità di essere rese

precettive.

Ci possono essere regole umane di mero comportamento, o etiche, e altre che hanno il

valore di una regola giuridica. Talvolta ci può essere sovrapposizione o conflitto tra una

regola etica e una regola giuridica. es: la regola etica del non rubare è anche una regola

giuridica --> coincidenza. Ci sono poi regole giuridiche indifferenti all'etica es: "non

passare con il semaforo rosso" --> regola giuridica che non ha connotazione etica per

nessuno. "non tradire il partner" --> regola etica e non giuridica. Ci può essere un

obbligo giuridico che si contrappone a una regola etica. es: uso delle armi. Perchè sia

dato spazio alla regola etica, bisogna che ci sia una regola giuridica (obiezione di

coscienza) che lo riconosce.

Se l'obiezione di coscienza è molto diffusa, la possibilità finisce per essere difficilmente

praticabile dal punto di vista concreto.

Le regole giuridiche hanno una caratteristica: la loro coercibilità --> posta

dall'ordinamento giuridico pubblico, prevalentemente statale --> possibilità

dell'ordinamento di farla rispettare.

Chi la pone questa regola giuridica? La regola fissata dagli uomini deve avvenire

attraverso dei soggetti e attraverso una procedura. Come si può stabilire quali sono le

regole?

Legittimazione di tipo carismatico

Legittimazione di tipo monarchico-ereditario

Legittimazione legale-razionale --> decisione presa da determinati organi

Attraverso questi sistemi di legittimazione del potere si individuano i soggetti che

possono porre le regole --> legislatori --> potere legislativo

Una volta che le norme sono poste c'è bisogno di dare a queste esecuzione --> potere

esecutivo

Le regole possono essere violate --> potere giudiziario --> il giudice stabilisce se la

violazione c'è effettivamente stata o meno e se viene accertata stabilisce una sanzione

eseguita dal potere esecutivo.

Qual è l'ordinamento giuridico per eccellenza? --> L'ordinamento giuridico statale. Lo

stato è il principale degli ordinamenti giuridici, all'interno del quale troviamo altri

ordinamenti giuridici, esistono ordinamenti giuridici superiori (ordinamento giuridico

internazionale).

Nell'ordinamento giuridico statale chi pone le regole non è, però, totalmente libero -->

soprattutto quando c'è legittimazione del potere legale-razionale (democratico) perfino il

potere legislativo (che compie le scelte, potere politico per eccellenza) non è del tutto

libero, ha dei vincoli. Primo vincolo che il legslaltore ha: vincolo delle risorse disponibili --

> se si potesse dare tutto a tutti non ci sarebbe nessuna scelta da fare, ma ci sono delle

risorse che sono limitate rispetto alle necessità sociali --> limite fattuale. Poi abbiamo il

limite della accettabilità sociale di una norma (opinio dominans) --> quando si pongono

regole bisogna considerare se quella società ha una struttura tale per accettare

determinate norme. Alcune norme che in passato erano accetate oggi non lo sarebbero

più, quella che per un periodo è una regola consolidata, a un certo punto può no avere

più nessuna accettabilità sociale. Un legisaltore deve considerare questo, se non lo

considera e si ostina a imporre regole che la società non può più accettare, poi la

società si ribellerà al legislatore. Il legislatore deve saper riconoscere e intepretare le

esigenze della società, normalmente il legislatore capace di trascinare con sapienza la

società cerca di anticipare un po' la maturazione di un determinato sentire sociale. Ci

sono, poi, limiti giuridici: il primo è l'inserimento dell'ordinamento giuridico all'interno di

qualcosa di più grande, per quello che riguarda gli ordinamenti giuridici statali è

l'ordinamento internazionale --> gli stati comprendono la necessità di avere relazioni più

strutturate e creano organizzazioni internazionali alle quali partecipano in posizione

paritaria , sono organizzazioni che si danno regole e che danno agli stati delle regole.

Debolezza di questa organizzazione --> le regole devono essere accettate da tutti i

soggetti, non è possibile imporre ad altri il rispetto di una regola approvata dalla

maggioranza --> diritto pattizio. Dal punto di vista formale tutti gli stati valgono nello

stesso modo e le regole si applicano se il consenso è stato espresso da tutti oppure

soltanto a coloro che hanno espresso quel consenso. A volte capita che uno stato si

sottragga al rispetto di determinati obblighi --> sanzioni.

Altro limite giuridico: la Costituzione.

La Costituzione è qualcosa di più forte dal punto di vista della capacità di imporsi, è una

regola superiore ad altre regole. Le prime Costituzioni non rispondono a questo, quando

vengono concesse le prime costituzioni dai sovrani si tratta ancora di costituzioni deboli

che si chiamano "flessibili" perchè sono modificabili.

La Costituzione che è capace, invece, di imporsi sul legislatore è la Costituzione rigida --

> non può essere modificata con un procedimento normale dal legislatore, ma detterà

regole alle quali il legislatore deve sottostare e questo è una garanzia contro la

maggioranza--> una maggioranza del momento può fare scelte politiche, ma soltanto

entro una cornice che è più condivisa e più forte, cosicchè quell'ordinamento è garantito

--> ha regole che resistono. I vincoli garantiscono che non siamo in balia della

maggioranza di un determinato momento.

Di solito quando c'è una Costituzione rigida c'è anche un giudice che valuta se c'è stata

una violazione delle regole costituzionali.

La Costituzione è la più alta delle fonti del diritto (qualsiasi atto fatto a creare, modificare,

o estinguere norme giuridiche) fonti: fonti costituzionali, leggi, regolamenti,fonti

secondarie, usi e consuetudini.

Negli ordinamenti giuridici le norme sono poste in una loro gerarchia --> maggiore o

minore possibilità di resistere alle modifiche da parte di norme successivamente

approvate. Se le due fonti sono su gradi diversi prevale quella di grado più alto. Si può

trovare contraddizione anche tra due fonti dello stesso grado (equiordinate)--> bisogna

vedere se c'è un soggetto competente, le fonti avranno due competenze diverse,

bisogna vedere se c'è un criterio di competenza. Come si vede la competenza? Es:

sapere in che periodo si può pescare --> Se si considera la pesca --> non pè regolata

nella costituzione --> si guarda alla legge regionale; se si considera questa legge come

protezione dell'ecosistema --> si guarda alla legge statale. Se abbiamo due leggi statali,

non si può usare il criterio della gerarchia nè quello di competenza --> ci può essere,

talvolta, ma non sempre, la possilità di applicare un crieterio di specialità --> es.

pagamento di una tassa ma un'altra legge esclude una determinata categoria dal

pagamento. Criterio più generale --> criterio cronologico : se ho due leggi di provenienza

da parte dello stesso soggetto si applica il criterio cronologico che fa prevalere la fonte

più recente.

Le fonti del diritto vanno interpretate, ma anche l'inteprretazione deve seguire delle

regole --> il diritto è soggetto all'interpretazione, ma non è riducibili a un opinione

qualunque. Art 12. disposizioni preliminari cc: "un testo non può essere

interpretato se non secondo il senso fatto palese dallo stesso."

Interpretazione secondo volontà del legislatore, interpetazione sistematica (inserimento

di una norma in un contesto determinato ) e interpretazione analogica --> in assenza di

una norma specifica per un determinato caso si usa una norma analoga prevista per un

caso analogo: analogia legis --> norma analoga; analogia iuris --> si cerca un principio

dell'ordinamento che sia applicabile anche a quel caso perchè non c'è una norma

specifica es. il principio di uguaglianza.

L'ordinamento giuridico per eccellenza è quello dello Stato. Cos'è lo stato?

LO STATO

Lo stato è identificabile sulla base di 3 elementi costitutivi:

un popolo (elemento soggettivo) --> il popolo fa rifermineto al criterio della

cittadinanza, il popolo è dato dall'insieme dei cittadini. L'attribuzione della

cittadinanza avviene in base a criteri stabiliti dalla legge. Ius soli --> cirterio di

attribuzione della cittadinanza in base al territorio di nascita. Ius sanguinis -->

italiano perchè almeno uno dei tuoi genitori sono italiani. Chi non è cittadino è

straniero e non sarà soggetto ad alcune regole dello stato. E' soggetto ad alcune

regole nel caso in cui risieda nel territorio. Popolazione --> diversa dal popolo, è

l'insieme dei residenti nel territorio italiano. Notevole identificazione tra popolo e

popolazione, ma c'è una differenza per eccesso e per difetto : ci possono essere

stranieri residenti in Italia e italiani residenti all'estero --> entrambi rappresentano

una differenziazione tra il popolo e la popolazione. La nazione --> presenza di

elementi comuni di lingua, storia, civiltà, talvolta di religione e questo diventa un

concetto sempre più sfumato, che normalmente non ha rilevanza giuridica.

Diversa è l'etnia --> fa rifrimento a tratti fisico-somatici, la razza è qualcosa di più

definito dal punto di vista della specie.

un territorio --> uno spazio su cui il popolo possa insistere, è l'ambito spaziale. Gli

stati hanno portato ad una progressiva delimitazione del territorio globale, oggi

tutto il territorio, con qualche eccezione per le zone artiche, è suddiviso tra gli

stati i quali fissano dei confini che delimitano l'ambito spaziale in cui insistono. Il

territorio ha una parte di terra ferma, ma anche una parte di acque e, collegata al

territorio sia come terra ferma che come acque ci sarà poi uno sviluppo di quello

stato anche rispetto all'area sovrastante e al sottosuolo.

sovranità --> una autorità che regoli la collettività. La sovranità è il potere di imperio

--> la possibilità di decidere di esercitare il potere in un determinato spazio e

rispetto a determinate persone. Caratteristica fortemente distintiva dello stato che

ha una capacità di imporsi (imperio) diversa dagli altri soggetti giuridici. Ha un

aspetto interno e un aspetto esterno --> lo stato è innanzitutto un soggetto che

superiorem non recognoscens --> non riconosce niente al di sopra di sè, nella

comunità internazionale tutti gli stati sono un soggetto. Uno stato che non avesse

questa caratteristica non sarebbe uno stato, ma sarebbe uno stato fantoccio, es:

repubblica sociale italiana. Il concetto interno è quello per cui le regole dello stato

hanno una capacità positiva, differente e superiore rispetto a tutte le altre.

La sovranità

Per quanto riguarda l'Italia i concetti di sovranità e di popolo sono espressi sin dall'art.1

--> "L'Italia èuna Repubblica democratica fondata sul lavoro, la sovranità appartiene al

popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."--> prima volta in cui

troviamo il concetto di sovranità, poi ritrovato nell'art.7 "Lo stato e la Chiesa cattolica

sono ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani" e nell' art.11 "L'Italia consente

in condizioni di parità con altri stati alle limitazioni della sovranità necessari a un

ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni" --> la sovranità affermata

anche come possibilità di una sua limitazione.

Dal punto di vista interno --> art.1 --> l'attribuzione della sovranità al popolo --> è il

popolo che assume le decisioni che poi si imponogono con potere di imperio su tutti i

cittadini, questo avviene nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione.

Dal punto di vista esterno: art.7 --> lo Stato pontificio occupava una parte notevole del

territorio italiano e è stato uno degli ultimi stati a essere unificato al regno d'Italia.

La norma più interessante è quella dell'art. 11 --> uno Stato che autolimita uno dei suoi

elementi costitutivi -> limitazione della sovranità --> nel 1947 quando la Costituzione

viene approvata ha un significato storico notevole perchè si viene dal periodo della

dittatura fascista. Idea alla base dell'art.11 --> quella di consentire uno sviluppo della

comunità internazionale nella convinzione che lo sviluppo della comunità internazionale

avrebbe favorito la pace e la giustizia tra le nazioni. Questa norma viene pensata in

particolare per la neo-istituita Organizzazione delle nazioni unite che aveva sostituito la

Società delle nazioni; in realtà questa norma diventa una norma capace di aprire alla

Costituzione delle comunità europee e sarà molto più efficace perchè le comunità

europee incideranno sulla sovranità statale molto di più dell'ONU (classica

organizzazione internazionale che segue la caratteristica per cui le regole dettate

dall'ONU sono rivolte agli Stati che poi dveono dargli esecuzione all'interno dle proprio

stato nella misura in cui siano d'accordo e quindi ratifichino). Le comunità europee

rappresentavano un'innovazione potentissima. La caratteristica delle comunità europee

è quella per cui queste possono dettare norme che si applicano direttamente negli stati

membri alle persone fisiche e giuridiche --> la sovranità non è più esercitata solo dagli

organi dello stato, ma anche da una organizzazione internazionale alla quale l'Italia

aderisce --> i cittadini sono soggetti anche agli organi prima della CECA (Comunità

europea del carbone dell'acciaio, 1951) e poi della CEE (Comunità economica europea)

e la Comunità europea dell'energia atomica (CEEA o EURATOM) nel 1957 --> possono

dettare norme oltrepassando lo stato direttamente per i cittadini --> limitazione della

sovranità. Sviluppo che ha condotto all'Unione europea (1 gennaio 1993) e a uno

straordinario grado di integrazione tra un numero sempre maggiore di paesi, e dall'altro,

nell'ambito del Consiglio d'Europa, al progressivo affinamento egli strumenti di tutela e

garanzia per i diritti e le libertà dei singoli.

Il territorio

E' delimitato dai confini, ci sono confini terrestri e marittimi.

Questi confini vanno individuati, la regola è quella di utilizzare confini meramente

convenzionati.

Per quanto riguarda gli stati europei, si seguono confini naturali. es: confine nord Italia:

la catena montuosa delle Alpi.

Anche quando si individua un confine naturale, il confine deve essere una linea. Quando

si tratta di una catena montuosa il confine è individuato dalla linea che congiunge le

vette più alte. Se si trova un lago bisogna tracciare la linea tra i punti estremi della linea

che congiunge i due punti tra la terra ferma e i margini del lago. Per i fiumi, se il fiume

non è navigabile è la linea mediana del fiume, se il fiume è navigabile, è la linea della

corrente più alta. Il confine per quanto riguarda le acque territoriali, il limite è individuato

da una convenzione internazionale di Montego Bay --> consuetudine internazionale che

si applica a tutti e è il limite delle 12 miglia marine. Limite che è stato rielaborato dopo

che non era più utilizzabile il limite tradizionale dato dal punto massimo rispetto al quale

era esercitabile la forza da terra.

Questione della extra-territorialità: porzione di territorio che si trova al'interno dei conf

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giadascaramelli97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Pertici Andrea.
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