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Cenni sull'illuminismo

Una nuova forma di comportamento culturale prende corpo nel corso del XVIII secolo coinvolgendo una larga schiera di scienziati e intellettuali appartenenti a diverse aree del sapere. Rappresenta un tentativo di sottoporre tutto lo sviluppo della realtà al controllo della ragione; ogni territorio della conoscenza è soggetto al "rischiaramento".

La centralità dell'individuo, pur richiamando la tradizione umanistica, si pone in rapporto con una natura che, fondamentalmente buona e razionale, deve essere investita dall'attività del rischiaramento. Non soltanto la natura, ma anche la società deve essere sottoposta a tale attività, grazie al potere del linguaggio e della cultura; la dimensione collettiva assume una valenza integrale laica.

La civiltà del rischiaramento può tendere allo sfruttamento di ogni risorsa terrestre nonché alla diffusione dei propri valori razionali nei confronti delle società più arretrate. L'espansione mondiale dell'economia e dei sistemi di controllo tecnologico costituiscono tuttora strumenti nelle mani delle culture dominanti assai efficaci per l'assoggettamento di culture subalterne.

Ciò nonostante la portata e gli sviluppi dell'Illuminismo sono complessivamente positivi: il cosmopolitismo favorisce gli scambi culturali in ambito europeo; nei confronti delle civiltà meno progredite l'Illuminismo costruisce il cosiddetto "mito del buon selvaggio". Si afferma una concezione laica della storia che porta a considerare il passato in un'ottica antiprovvidenzialistica, cioè come prodotto essenziale dell'attività umana e pertanto continuamente sottoposto a revisione critica.

Sul piano strettamente politico si osserva una pluralità di atteggiamenti che abbraccia, a un tempo, posizioni decisamente conservatrici e orientamenti democratici avanti lettera; in pratica si afferma quella tendenza ad accettare la collaborazione professionale dei philosophes da parte delle principali case regnanti in Europa, conosciuta come dispotismo illuminato.

Un'operazione culturale di capitale importanza afferma definitivamente i principi base di tutto il sapere umano oltre a godere di un'enorme diffusione. Alla redazione dell'Enciclopedia ovvero dizionario ragionato delle scienze arti e mestieri partecipano i massimi esponenti dell'Illuminismo francese: Diderot, D'Alembert, Voltaire, Montesquieu, Rousseau.

Pesanti critiche furono mosse, in seno al Romanticismo e all'Idealismo, nei riguardi del secolo dei lumi, sebbene alla base del freddo razionalismo degli illuministi si collochi un modo nuovo di percepire la realtà nel suo complesso, analogo a quello di romantici e idealisti: un atteggiamento critico , oltre all'affermazione dei principi di libertà, fratellanza, uguaglianza, che si pone all'origine del patrimonio filosofico moderno.

La critica marxista ha sottolineato ulteriori aspetti negativi, più legati peraltro all'età contemporanea: lo sviluppo incontrastato del capitalismo poggia su concezioni economiche illuministiche in quanto liberiste: la libertà (non solo quella dell’uomo) di gestione del capitale e del lavoro in funzione esclusiva della domanda e dell’offerta; la libertà di sfruttamento delle risorse agricole in funzione del massimo profitto realizzabile (fisiocrazia) al di là di ogni pur reale implicazione sociale.

La vita

Charles-Louis de Secondat, che ereditò dallo zio, oltre alla carica di presidente del Parlament di Bordeaux, anche il nome di Montesquieu, si laureò in diritto divenendo consigliere del Parlament e poi, appunto, presidente. Della sua opera giuridica ci è pervenuto una Collectio juris, tuttora inedite. Fu amante frequentatore di salotti letterari e accademie nelle quali spiccava il suo spirito critico e vivace come si evince dal testo delle Lettere persiane. Dal 1726, si diede agli studi e ai viaggi. Nel 1734 pubblicò le Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza, mentre stava già lavorando al suo capolavoro duramente attaccato dagli ambienti ecclesiastici. Ma Lo spirito delle leggi divenne un riferimento fondamentale per sostenitori e avversari. Il successo dell’opera è testimoniato dalle numerose edizioni alle quali fu sottoposta, alle molteplici traduzioni e ai vasti commentari.

Dopo aver frequentato il collegio di Juilly e seguito gli studi di diritto, divenne nel 1714 consigliere del parlamento di Bordeaux. Nel 1715 sposò Jeanne de Lartigue, una giovane di religione protestante proveniente da una ricca famiglia di recente nobiltà che gli portò una grossa dote. Alla morte dello zio nel 1716 ereditò una vera fortuna, con la carica di Presidente del parlamento di Bordeaux e la baronia di Montesquieu. Abbandonate le cariche appena possibile, si interessò al mondo ed al divertimento.

In quell'epoca l'Inghilterra s'era appena costituita in monarchia costituzionale in seguito alla Gloriosa rivoluzione (1688–1689) e si era unita alla Scozia nel 1707 per formare la Gran Bretagna. Nel 1715 il Re Sole era morto dopo un lunghissimo periodo di regno e gli era succeduto un re più debole. Queste trasformazioni nazionali lo influenzarono molto e ad esse si riferirà sovente nelle sue opere.

La sua passione per le scienze lo condusse ad esperimenti scientifici (anatomia, botanica, fisica, etc.). Egli scrisse su questi argomenti tre comunicazioni scientifiche: Les causes de l'écho, Les glandes rénales et La cause de la pesanteur des corps.

Quindi orientò la sua curiosità verso la politica e l'analisi della società attraverso la letteratura e la filosofia. Nel 1721 pubblicò anonimamente ad Amste...

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

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