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simili, quello che è profondamente diverso, è la posizione giuridica dell’investitore. Nel fondo

comune l’investitore può acquistare o vendere la quota del fondo ma in nessuna maniera può

incidere sulla gestione del fondo perché essa spetta sempre e comunque alla Sgr ( società di

gestione del risparmio) quindi l’unica indicazione che ha il partecipante al fondo è quella

contenuta nel regolamento del fondo cioè quel documento in cui si dice come e secondo quali

regole saranno investiti i propri risparmi.

Per colui che desiderasse una posizione più attiva c’è la possibilità di partecipare ad una Sicav

ossia ad una società d’investimento a capitale variabile. La caratteristica è che coloro che

alla Sicav sono soci, poiché il suo patrimonio si forma attraverso l’emissione e

partecipano

la collocazione sul mercato delle azioni della Sicav, esse possono essere sottoscritte solo in

denaro non si possono avere conferimenti in natura perché il collocamento di queste quote

serve alla Sicav per formare il patrimonio da investire .

La particolarità delle Sicav è che sono disciplinate (se non è previsto diversamente come

disciplina residua) dalla disciplina delle società per azioni, ma in realtà esistono una serie di

particolarità oltre al conferimento pro-quota in denaro che serve affinché la Sicav possa

funzionare come uno strumento d’investimento collettivo del risparmio, un’altra caratteristica

è quella del capitale variabile come risposta all’esigenza dell’investitore di investire e

disinvestire facilmente. Nella Sicav si dice che il capitale è per definizione, per legge sempre

uguale al patrimonio netto della società. Se la Sicav aumenta le proprie attività aumenta il suo

capitale, se invece avviene il contrario diminuisce il capitale ma non per effetto di un

procedimento consolidato ma per l’effetto semplicemente dell’espandersi o del ridursi del

patrimoni netto. Nel momento in cui qualcuno vuole acquistare azioni della Sicav , non fa

di sottoscriverle e l’amministratore valuta il valore attuale delle azioni

altro che chiedere

dividendo il patrimonio netto per il numero delle azioni al fine di sapere il loro valore

nominale.

Es. immaginiamo che oggi il capitale sociale che è uguale al patrimonio netto sia 1000 se la

Sicav ha emesso 100 azioni, ogni azione rappresenta 10euro di capitale; se voglio

sottoscrivere azioni di questa Sicav, gli amministratori emettono nuove azioni per il valore di

10euro in questo modo aumentano il numero delle azioni ed aumenta quindi sia il patrimonio

netto che il capitale sociale.

Nel momento si vuole recedere dalla Sicav fanno un’operazione inversa, il disinvestimento

può avvenire o vendendo le azioni della Sicav ma più frequentemente recedendo dalla Sicav.

Il recesso è libero non ci sono tutte quelle norme complicate delle spa e delle srl.

L’amministratore valuta il valore delle azioni oggi, lo liquida e chiude la faccenda; quindi

attraverso un meccanismo di capitale a soffietto si alza e si abbassa, senza difficoltà si riesce a

ricreare quella caratteristica che è propria dei fondi comuni aperti.

Tuttavia chi sottoscrive azioni della Sicav è pur sempre socio, con tutte le caratteristiche del

socio questo significa che se vuole va in assemblea e partecipa con le sue azioni alla nomina o

alla revoca degli amministratori, alla nomina dei sindaci, ecc; cioè fa tutto ciò che fa un socio

di una società per azioni e questo gli da la possibilità di pesare di più sulle scelte

d’investimento.

Ma in realtà i soci della Sicav sono soci risparmiatori che non hanno interesse a votare infatti

le assemblee sono il regno dell’assenteismo, solo alcuni grandi investitori vanno a votare

questo comporta che non si raggiungono i quorum per cui la Sicav ha un problema di

funzionamento che la legge tuttavia conosce e a cui pone rimedio perché in essa sono

soppressi i quorum costitutivi dell’assemblea ordinaria in prima convocazione e di quella

straordinaria in seconda convocazione.

Un’altra caratteristica che la rende appetibile è dovuta al fatto che le Sicav a differenza delle

altre società per azioni possono emettere azioni al portatore che significa risparmio anonimo.

Le azioni al portatore sono state sempre fortemente contrastate dallo Stato perché non si sa di

chi sono e non sapendo di chi sono, i titolari a volte dimenticano di inserirle nella

dichiarazione dei redditi (involontariamente!). questa regola è venuta meno per le Sicav, per

le azioni di risparmio questo perché sono azioni che circolano normalmente in forma

è sempre segnato nel deposito titoli che ha l’intermediario,

dematerializzata ma il titolare

normalmente una banca, questo comporta che le azioni al portatore non sono più anonime per

il fisco. Tuttavia chi si fa segnare azioni al portatore si autoqualifica per definizione come un

investitore che non ha interesse ad esercitare i diritti sociali, questo comporta dal punto di

vista della disciplina una particolare caratteristica e cioè che il titolare di azioni al portatore

vota in assemblea secondo il sistema di voto capitario (1 testa, 1 voto).

Es. il titolare di azioni al portatore può presentarsi in assemblea con 220 azioni, teoricamente

dovrebbe avere 220 voti ma invece ne ha uno solo! Se desidera pesare in assemblea in

proporzione al capitale che ha investito deve avere azioni nominative. Tuttavia la rigidità di

questa regola è molto temperata dal fatto che chi ha azioni al portatore può in vista

dell’assemblea chiedere la conversione in azioni nominative e dopo l’assemblea rifarsele

convertire in azioni al portatore.

la disciplina della Sicav ricalca un po’ quella dei fondi comuni; anche nella Sicav

Per il resto

è necessario che venga preventivamente annunciato al potenziale investitore in cosa si

investiranno i propri risparmi. Tutto ciò nel fondo comune è contenuto nel regolamento

mentre nella Sicav è contenuto nello statuto che viene approvato dalla Banca d’Italia e dalla

Consob. Nello statuto della Sicav s’inseriscono tutte le informazioni che riguardano il

contenuto del regolamento del fondo d’investimento con l’indicazione ad esempio dei settori

in cui sarà indirizzato l’investimento. È possibile che esistano Sicav che hanno più linee

d’investimento, una linea più aggressiva per quelli che vogliono guadagnare di più a costo di

rischiare allora ad esempio hanno un comparto che investe in azioni del pacifico, e una linea

più prudente, ci sarà un comparto che investe ad esempio in obbligazioni di Stato, hanno un

comparto che è misto per venire incontro alle esigenze dei risparmiatori e ciascun comparto

separato ciascuno con una sua destinazione. All’inizio ciò ha un po’

costituisce un patrimonio

sorpreso oggi sappiamo che qualsiasi società si può fare il suo patrimonio destinato. Ebbene le

Sicav lo potevano fare già da prima e meglio di prima perché non avevano tutti quei limiti che

adesso sono posti. La Sicav multicomparto significa che pur essendo un’unica società, dove i

soci votano nella medesima assemblea, hanno i patrimoni ciascuno destinato ad una

vocazione d’investimento. a tutti gli organismi d’investimento

È prevista anche nella Sicav (caratteristica comune

collettivo del risparmio) la figura della banca depositaria, cioè quella banca unica che detiene

tutti i titoli e tutta la liquidità della Sicav e che quindi diventa il necessario snodo attraverso

cui la sicav realizza qualsiasi operazione di acquisto, di vendita, di emissione di quote di

rimborso e che proprio per questa sua posizione centrale può e deve svolgere un’attività di

controllo sotto la propria responsabilità, remunerata. Quindi è un’ulteriore garanzia che viene

data agli investitori.

Sollecitazione all’investimento.

(vicenda gruppo Cirio).

Il gruppo Cirio era un gruppo di società che per finanziarsi emetteva obbligazioni. La nostra

legge pone tutta una serie di limiti all’emissione di obbligazioni, è una disciplina complicata

che fa in modo che una società non emetta più obbligazioni di quanto può ragionevolmente

sostenere, e il gruppo Cirio aveva trovato il modo di aggirare questa disciplina: perché come

fuori dall’Italia. In particolare il gruppo

quasi tutti i gruppi industriali, aveva società poste

Cirio le sue società le aveva in Lussemburgo paese mite dal punto di vista fiscale e che non

poneva limiti all’emissione di obbligazioni. Attraverso queste piccole società straniere la

Cirio aveva emesso moltissime obbligazioni garantite dalla capogruppo italiana, il problema

era riuscire a collocare tutte queste obbligazioni. Il gruppo aveva collocato queste

obbligazioni presso investitori professionali (banche) presentandogli un prospetto che non

e con l’obbligo di venderle solo ad altri investitori istituzionali o ad altri

diceva quasi nulla

investitori non istituzionali ma solo su loro espressa richiesta. C’era una ragione molto precisa

per fare questa strana clausola e cioè che in Italia quando qualcuno vuole sollecitare un

investitore che non è un investitore qualificato a sottoscrivere prodotti finanziari deve

presentargli delle informazioni corrette, complete e possibilmente chiare; questo obbligo

scatta quando la sollecitazione supera certi limiti fissati dalla Consob, se si tratta di una

sollecitazione al pubblico. Di qui il nome della sollecitazione al pubblico all’investimento

disciplinata dagli artt. 94-101 del Tuf. Tale disciplina prevede una previa comunicazione alla

Consob della volontà di sollecitazione al pubblico munita di un prospetto informativo. I

prospetti informativi sono redatti secondo schemi preparati già dalla Consob e si adattano a

vari tipi di operazioni. Il prospetto compilato con tutte le informazioni viene presentato alla

Consob la quale valuta se da tali informazioni i destinatari del prospetto sono in grado di farsi

un’opinione fondata e corretta del rischio dell’investimento altrimenti dispone che esso venga

integrato. Dopodiché si può procedere con la sollecitazione all’investimento e quindi con

l’offerta, pubblicizzarla secondo le formalità richieste dalla Consob.

Se si tratta di titoli quotati vige il meccanismo di silenzio assenso cioè se entro 15 giorni dalla

comunicazione la Consob non si pronuncia si può partire con l’offerta. Se si tratta di titoli non

quotati bisogna invece attendere che la Consob si pronunci, essa fornisce una serie di

regolamenti su come deve svolgersi questa operazione affinché avvenga in maniera

trasparente e rispettando la parità di trattamento; in particolare una delle regole è che il

risparmiatore deve servirsi di un promotore finanziario e che lo stesso gode del diritto di ius

poenitendi. Cioè entro sette giorni può recedere dall’investimento.

Questa disciplina si applica solo se si va a sollecitare un investitore non professionale perché è

posta a tutela del risparmiatore che non ha una preparazione specifica.

La clausola posta dal gruppo Cirio era fatta a posta per non dover applicare questa disciplina e

tutto ciò per non far risultare al mercato (come invece sarebbe risultato se fossero stati diffusi

i prospetti informativi)che il gruppo Cirio era indebitato. È così è capitato che nel momento in

cui il gruppo ha dichiarato l’insolvenza 35000 risparmiatori italiani si sono trovati con un

miliardo di obbligazioni Cirio nel proprio portafogli acquistate su propria esplicita richiesta.

Da ciò si evince che c’è qualcosa che non ha funzionato: sono stati insufficienti controlli sulle

società estere e sugli intermediari, ciò ha portato ad una modifica legislativa.

Se un intermediario finanziario(banche, sim) vende obbligazioni o altri strumenti finanziari

emessi all’estero deve alternativamente o presentare garanzia per l’adempimento di queste

per un anno dall’emissione,

obbligazioni o presentare un prospetto informativo. Tutto ciò vale

cioè se la banca vuole vendere obbligazioni deve per un anno presentare il prospetto

informativo oppure garantire la solvenza del solvente. Allo stato attuale per tutelare il

risparmiatore sono applicabili i principi generali relativi alla violazione della disciplina per la

prestazione di servizi d’investimento e del successivo risarcimento.

I contratti di Borsa

Parlare di Borsa è di per sé già un errore, bisognerebbe parlare di mercati regolamentati

perché mentre prima le azione e gli altri strumenti finanziari erano scambiati solo in borsa

adesso la gestione di mercati regolamentati è configurata dal T.u.b. come un’attività

d’impresa privata ed è quindi sottoposta potenzialmente alla concorrenza. La verità è che non

è economicamente utile e sostenibile avere più mercati regolamentati e quindi vi parlo di una

borsa di monopolio quasi totale nella gestione dei mercati regolamentati: Borsa italiana spa.

la Borsa italiana spa è una società per azione la cui proprietà è in mano agli imprenditori, agli

intermediari immobiliari;la gestione di mercati regolamentati è quindi un’attività d’impresa

ma non un’attività d’impresa libera nel senso che è comunque sottoposta a controlli; la società

che quindi vuole possedere un mercato regolamentato deve preparare un regolamento, il quale

deve essere approvato dalla Consob. Il regolamento di Borsa è una fonte secondaria di

notevole importanza per il mondo degli investimenti che contiene tutto ciò che può o non può

essere negoziato in Borsa, (le caratteristiche che devono avere gli utenti per poter accedere

alla Borsa, le regole per poter essere ammessi e quelli per poter essere esclusi) sono tutte cose

su cui prima interveniva la Consob con un proprio regolamento nell’ottica di privatizzare

questo servizio si prevede che adesso lo faccia la Borsa. A partire dalla legge sulla tutela del

risparmio 262/2005 tutti questi provvedimenti della Borsa italiana vengono comunicati alla

Consob, la quale se vuole può opporsi entro cinque giorni, se non si oppone risultano

operative; la Consob tuttavia non è stata spogliata dei compiti di controllo infatti sotto certi

aspetti continua a regolare i regolamenti, il funzionamento dei mercati e a sorvegliare il loro

ordinato svolgimento.

Tutti i contratti di borsa sono contratti standardizzati, cioè possono essere scambiati solo

contratti che rispondono alle caratteristiche contemplate nel regolamento di borsa; sono

contratti regolamentati ma non tutti possono andare in borsa e decidere di comprare un’azione

o venderla o offrire sottoscrizioni di obbligazioni, bisogna essere un intermediario

immobiliare autorizzato alla negoziazione in borsa. L’intermediario finanziario (banca,sim)

può agire facendo investimenti nel proprio interesse, la caratteristica peculiare è che quando

questi intermediari operano per conto di un cliente non sono dei semplici portaordini, in borsa

operano sempre e comunque a nome proprio quindi come un mandatario senza rappresentanza

assumendo in proprio le obbligazioni dettate dei contratti di borsa.

La borsa non esiste più come luogo materiale ma non è altro che una rete informatica. Tale

sistema abbina in maniera casuale tutti gli ordini di acquisto e di vendita stipulati dagli

intermediari, lo scambio dei titoli avviene nella stanza di compensazione: gli intermediari nel

corso della medesima giornata continuamente inviano proposte di acquisto e di vendita che

vengono abbinate, prima della chiusura della giornata di borsa esse hanno due alternative o

fare un elenco di tutte le operazioni svolte oppure ad esempio io le ho venduto nel corso della

giornata cumulativamente 3000 azioni Fiat e ne ho comprate cumulativamente 2500, quindi

complessivamente ne ho vendute solo 500.

Se uno degli intermediari diviene insolvente ciò si ripercuote su tutti coloro che hanno avuto

rapporti con lui di qui la necessità di un soggetto che intervenga come garante il quale

interviene per onorare il contratto che non è stato adempiuto dall’intermediario insolvente;

tale soggetto è la camera compensazione e garanzia: si tratta di una società controllata dalla

borsa italiana che forma un proprio patrimonio attraverso i contributi di tutti gli intermediari

che operano in Borsa costituendo in tal modo un fondo di garanzia.

I contratti di borsa più specificamente si configurano come vendite a termine generiche ;le

vendite generiche hanno ad oggetto un quantitativo di strumenti finanziari di un certo tipo,a

termine significa che lo scambio della cosa contro il prezzo avverrà non nell’istante in cui

viene concluso il contratto,cioè quando i computer vengono messi in collegamento dal

sistema telematico bensì in un successivo momento.Ora a seconda di quanto sia lontano nel

tempo il momento in cui la vendita viene realizzata distinguiamo i contratti di borsa a contanti

da quelli a termine.

I contratti a contante vengono anche chiamati contratti a pronti perché vengono realizzati

massimo entro 3 giorni.I contratti a termine non hanno questo vincolo possono essere

realizzati più a lungo termine e questo comporta la possibilità di fare speculazioni. La Borsa

per evitare che le speculazioni influiscano troppo sulla vendita di azioni, i contratti a termine

seguono logiche un po’ diverse dai contratti a pronti,si mantengono separati,c’è un mercato

che prevede la negoziazione a pronti e ci sono una serie di mercati che prevedono la

negoziazione dei contratti a termine.

Il mercato azionario gestito dalla Borsa italiana è a pronti ,poi la borsa ha altri mercati gestiti

sempre dalla Borsa italiana ciascuno con il proprio regolamento approvato dalla Consob.La

Borsa decide che in quel mercato si negozino solo determinati prodotti finanziari con

determinate caratteristiche,nell’altro si fa qualcosa di diverso per cui il mercato azionario

prevede le azioni a pronti.Nel mercato IDEM si negoziano le futures e le options ,nel mercato

SEDEX si negoziano i covered warrent ,nel mercato MOT si negoziano i titoli di Stato ,nel

mercato MTF si negoziano le quote di fondi comuni.

In relazione ai contratti a termine si pone il problema dei derivati,acquistare a contanti

comporta un rischio relativo ma anche guadagni limitati:es.se investo 100 € per comprare

un’azione della Fiat e quell’azione guadagna o perde in borsa l’1% io guadagno o perdo 1

euro,per guadagnare più velocemente l’idea è quella di creare strumenti finanziari che

incorporano un effetto leva.

Effetto leva significa un meccanismo che moltiplichi i guadagni e le perdite dello strumento

finanziario a cui si riferisce in modo tale che se l’ azione Fiat guadagna o perde in borsa l’1%

100 € .Come funzionano? Esistono due grosse categorie di strumenti

io guadagno o perdo

finanziari a termine i futures e le options (i covered warrent ,che adesso vanno per la

maggiore non sono altro che delle options incorporate nello strumento finanziario e abilitate a

circolare secondo le regole degli strumenti finanziari cioè cartolarizzate come titoli di

credito).Che cosa significa futures e options?Esempio la mamma va al mercato e si rende

conto che oggi le mele costano 1€ al Kg. prevedendo che tra un mese quelle medesime mele

si potranno comprare solo a 2 € al Kg. si accorda col fruttivendolo e pattuisce una vendita a

termine di mele (io ti compro adesso 10 casse di mele tu me le consegnerai tra un mese ad un

prezzo che noi concordiamo oggi che è il prezzo di oggi) la mamma ha fatto un future sulle

mele,questo contratto può andar bene e può andar male in relazione all’andamento delle mele

sul mercato .Se la vendita a termine prevede l’acquisto si chiama un call se invece prevede

una vendita si chiama un put .

È possibile configurare il future come una forma di scommessa ( io ti darò tanti soldi per ogni

punto % se le azioni telecom salgono oppure tu mi darai tanti soldi per ogni punto % se le

1000€ per ogni

azioni scendono) la formula di questa operazione può essere configurata così

punto % che sale o scende nel sottostante(qualsiasi titolo o strumento finanziario oggetto del

future).

La prima caratteristica del future è che si può perdere senza limiti cioè ci si impegna al di là

del capitale investito, non esistono reti di protezione.

Le options sono un contratto con il quale una delle parti paga un premio all’altra parte per

ottenere entro un determinato termine il diritto di realizzare lo scambio di un future. L’option

può essere eseguito o meno a seconda della scelta che fa una persona la quale per avere questa

scelta paga un premio a qualcun altro(cioè con l’option si dice se le azioni telecom salgono tu

mi dai 1000€ per ogni punto % ,se scendono posso scegliere di non realizzare il

contratto,l’altra parte guadagna il premio) .Il vantaggio è che la perdita è limitata al capitale

ma comunque si tratta di un’operazione rischiosa in quanto l’option è altrettanto volatile del

future perché le perdite sono limitate ma la facilità con cui si guadagna o si perde è la

medesima.

IL RIPORTO

E’ il contratto con il quale una parte vende ad un ‘altra un certo numero di strumenti finanziari

e l’altra si impegna a rivenderglieli dopo un certo tempo per un prezzo stabilito.

Il riporto ha due diverse funzioni:può avere una funzione finanziaria(nel caso in cui un

soggetto proprietario di azioni e abbia bisogno di denaro ,invece di chiedere un

finanziamento,può venderle e pattuire di riacquistarle dopo un certo tempo ad un prezzo

stabilito,ottenendo un finanziamento garantito dalle azioni oggetto del riporto)o una funzione

che consiste nel prendere a prestito delle azioni allo scopo di incrementare temporaneamente

il proprio peso in assemblea per poi restituirle a colui che le ha vendute in questo caso si parla

di deporto in quanto il prezzo della prima vendita è maggiore di quello della seconda .Bisogna

capire: chi ci guadagna, quello che vende o quello che acquista le azioni nella prima

vendita?Se il contratto ha una funzione di finanziamento ci guadagna colui che le acquista

,mentre nel deporto ci guadagna colui che le presta.

I diritti che nascono da queste azioni spettano a colui che le aveva originariamente salvo il

di voto che spetta ha colui che le ha attualmente.Se c’è deporto colui che acquista

diritto

azioni a termine potrà esercitare il diritto di voto.

Argomenti trattati:contratto di assicurazione-il rischio e il premio-assicurazione danni-

assicurazione vita-la riassicurazione.

-Il contratto di assicurazione(art.1882 cod.civ.)

Il contratto di assicurazione si trova disciplinato nel codice civile agli artt.1882-1931 e in una

serie di leggi speciali ,oggi in particolare nel d.lgs.n° 209/2005 e nel CAP(codice delle

assicurazioni private).

Il contratto di assicurazione viene definito dall’art.1882,che dice che “è il contratto con il

quale l’assicuratore dietro pagamento di un premio si obbliga a rivalere l’assicurato,entro i

limiti convenuti ,del danno ad esso provocato da un sinistro si parla in questo caso di

assicurazione contro i danni,o si obbliga a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un

evento attinente la vita umana “ si parla in questo caso di assicurazione sulla vita.

Il singolo contratto di assicurazione preso individualmente assomiglia ad una scommessa,ma

esso non è in realtà un contratto di gioco,un contratto puramente aleatorio;ma l’idea di fondo

è quella di neutralizzare i rischi e ciò diventa possibile solo sulla base della legge dei grandi

numeri.

Cioè una massa di rischi omogenei diventa statisticamente prevedibile;cioè si può prevedere

che ogni anno si hanno in Italia un certo numero di incidenti.

Dunque, l’impresa di assicurazione assume su di sé una pluralità di rischi

omogenei(incendio,furto,morte,ecc…) e si applica per ciascuna categoria omogenea di eventi

assicurati la legge statistica dei grandi numeri,che le consente di verificare sulla base di criteri

matematici la probabilità media del verificarsi di un evento di per sé incerto. Così per ogni

categoria l’assicuratore è in grado di conoscere il rischio medio che assume col singolo

contratto e sulla base di questo rischio determina il premio dovutogli dal singolo assicurato.

L’insieme dei premi che vengono poi incassati formano un fondo patrimoniale che servono a

risarcire gli assicurati che in concreto subiranno quel determinato sinistro.

Questo, consente all’assicuratore di neutralizzare il rischio assunto con il singolo contratto

distribuendolo sulla massa degli assicurati e di lucrare la differenza fra i premi riscossi e gli

indennizzi corrisposti.

Dunque,la funzione del contratto di assicurazione è di neutralizzare il rischio per entrambi i

contraenti.

Quella dell’impresa di assicurazione è una funzione molto delicata ed è per questo che viene

riservata solo ad imprese che hanno determinate caratteristiche SOCIETA’ DI

SOCIETA’ COOPERATIVE A RESPONSABILITA’ LIMITATA-

CAPITALI- MUTUE

ASSICURATRICI.

Queste devono avere l’autorizzazione da parte dell’ISVAP, lo scopo è quello di verificare se

queste società hanno determinate caratteristiche e questa vigila anche sulle stesse(devono

avere un k minimo,requisiti di onorabilità,professionalità per chi le amministra,ecc…)

Devono ,inoltre rispettare determinati requisiti patrimoniali e lo si fa accantonando parte dei

premi riscossi e investendoli in un certo modo(in attività molto sicure e molto liquide) ,le cd.

riserve tecniche che serve per fare in modo che le assicurazioni abbiano sempre la sufficiente

liquidità per risarcire i danni.

ESISTONO 2 TIPI DI ASSICURAZIONE

-ASSICURAZIONE DANNI

-ASSICURAZIONE VITA

All’interno ci sono ulteriori sottocategorie,la distinzione è importante perché sono tipi

contrattuali che sono caratterizzati da principi diversi.

danni è retta dal principio indennitario ,cioè l’indennizzo dovuto

L’assicurazione

dall’assicuratore non può superare il danno sofferto dall’assicurato.

L’assicurazione vita è del tutto svincolato da questo principio,perché si prevede che ad un

della vita o in caso di morte si deve corrispondere all’assicurato una certa somma

certo punto

pattuita all’inizio e non dunque determinata in relazione ad un danno.

Non c’è una relazione con la portata del sinistro,ma ha una funzione di raccolta del risparmio

e può essere un surrogato del fondo pensione.

Questi 2 tipi di assicurazioni non si possono cumulare per cui per mantenere una divisione

organizzativa chi fa danno non fa vita e viceversa. In realtà la soluzione che viene adottata e

all’interno dei quali esiste una controllante e poi più

quella di creare gruppi assicurativi

controllate per cui una fa danno e una fa vita.

L’assicurazione danni e l’assicurazione vita sono due tipi di uno stesso contratto che hanno in

comune 2 elementi:IL RISCHIO E IL PREMIO, per questo la disciplina codicistica prevede

norme comuni per questi 2 aspetti,invece poi ci sono norme speciali che si applicano solo

all’assicurazione sulla vita e altre solo a quella danni.

-IL RISCHIO E IL PREMIO

IL RISCHIO costituisce la causa del contratto di assicurazione che è quella di regolare le

conseguenze di un evento futuro e possibile.La possibilità che quell’evento si verifichi è il

rischio.

Se nel momento in cui ho stipulato il contratto di assicurazione il rischio non esisteva,il

contratto è nullo perché manca la causa,è un contratto che non può realizzare la sua funzione.

Il rischio deve esistere nel momento in cui stipulo il contratto e deve permanere per tutta la

durata(essendo causa dello stesso) e se il rischio viene meno il contratto si scioglie

automaticamente.

È onere dell’assicurato comunicare all’assicuratore che il rischio è venuto meno,perché

altrimenti fino a quando questi non viene posto a conoscenza ha diritto a percepire il premio e

lo si paga per intero per il periodo di assicurazione in cui si è verificato il rischio.

Ricordiamo che il contratto di assicurazione è un contratto di durata che si fraziona però in

periodi di assicurazione(che è il tempo x il quale viene pagato il premio),dunque si paga il

premio per un periodo di assicurazione e si prevede normalmente che il contratto si proroghi

automaticamente se il contraente non recede, è però un nuovo periodo di assicurazione.

Il premio è indivisibile va pagato per tutto il periodo assicurato.

Se il rischio viene meno nel corso del periodo ,il premio lo devo pagare per tutto il periodo

che era previsto.

Il rischio è elemento centrale della causa del contratto ed è anche la variabile sulla quale

cambia il premio(- rischio premio), questo comporta che molti contratti di assicurazione

siano strutturati in modo che se si riduce il rischio si riduce anche il premio e viceversa(es.

RC AUTO).

Questo comporta che nel corso della vita del contratto bisogna adeguarne le condizioni e il

opposte esigenze dell’assicuratore e

codice disciplina questo cercando di conciliare le

dell’assicurato. la regola è che l’assicurato lo

SE IL RISCHIO SI RIDUCE (art.1897 cod.civ.)

deve comunicare all’assicuratore , altrimenti continuerà a pagare il premio precedente.

L’assicuratore può decidere di recedere o di adeguare il contratto e lo deve fare entro 2

mesi,dando un tempo di 1 mese all’assicurato se decide di recedere per fargli trovare un’altra

assicurazione,in modo tale che lo stesso non resti scoperto.

Se entro 2 mesi non si fa sentire e come se avesse accettato e il premio dal successivo periodo

di assicurazione va adeguato. l’assicurato deve comunicare

SE IL RISCHIO AUMENTA (art.1898 cod.civ.)

immediatamente all’assicuratore l’aggravamento del rischio ,quando l’aggravamento è tale

che se conosciuto dall’assicuratore al momento della conclusione del contratto, esso non

avrebbe consentito l’assicurazione o l’avrebbe consentita ad un premio + elevato.

L’assicuratore può recedere dandone comunicazione all’assicurato entro un mese dal

momento in cui ha avuto conoscenza dell’aggravamento del rischio.Il recesso ha efficacia

diversa a seconda di 2 ipotesi:

se l’aggravamento è tale che se conosciuto dall’assicuratore nel

- ha efficacia immediata avrebbe consentito l’assicurazione.

momento di conclusione del contratto,non

l’aggravamento è tale che l’assicuratore avrebbe chiesto solo un

- Ha effetto dopo 15 gg,se

premio maggiore.

Il problema e se si verifica il sinistro prima che siano trascorsi i termini per la

del recesso:

comunicazione e per l’efficacia

l’assicuratore non è tenuto ad indennizzare quando l’aggravamento è tale che se

-

conosciuto dall’assicuratore al momento della conclusione del contratto non vi avrebbe

acconsentito l’assicuratore è tenuto ad indennizzare,

- altrimenti, ma la somma dovuta è ridotta

,tenuto conto del rapporto tra premio stabilito nel contratto e quello invece che sarebbe stato

richiesto con questo maggiore rischio che si è venuto a creare.

Quello che non è possibile fare per l’assicuratore è mantenere in vita il contratto aumentando

automaticamente il premio o riducendo la somma assicurata.

Stipulazione del contratto

In sede di stipula del contratto,o anche successivamente,sono necessarie delle informazioni da

parte dell’assicurando,sono elementi necessari sulla base dei quali l’assicuratore deve valutare

la classe di rischio

e determinare il premio.

Tutto ciò porta che il contratto si conclude secondo un procedimento particolare;cioè

l’assicurando si presenta sempre come proponente.

un modulo in cui l’assicuratore gli fa domande per conoscere la

Gli viene infatti,presentato

classe di rischio,questo modulo vale come

proposta contrattuale che è irrevocabile per 15 gg.

Dopo 15 gg.l’assicuratore mi deve comunicare se ritiene opportuno assicurarmi e per quale

prezzo.

Il problema e se le informazioni date dall’assicurato non sono corrette.

La gravità delle conseguenze,dipende da come agito l’assicurando e cioè conseguenze + gravi

sono previste in caso di dolo o colpa grave.

Infatti,se c’è stato dolo o colpa grave,l’assicuratore può annullare il contratto di assicurazione

entro 3 mesi da quando scopre la reticenza.

Se si verifica il sinistro prima di questo termine l’assicuratore trattiene i premi pagati fino ad

allora ma non paga l’indennizzo.

Diverso è il caso se la reticenza o l’inesattezza siano dovute a colpa lieve,in questo caso si

applica l’art.1893 e cioè l’assicuratore può solo recedere(la differenza tra annullamento e

recesso è che il recesso ha effetto ex nunc cioè produce effetti da quel momento in poi,invece

l’annullamento ha effetti retroattivi).

Entro 3 mesi esso deve comunicare che cosa intende fare,se entro questo periodo si verifica il

sinistro l’assicuratore deve indennizzare l’assicurato però esso paga un indennizzo

proporzionalmente ridotto per il fatto che non si era fatto bene i calcoli, non conoscendo le

cose omesse o inesatte.

Al contratto di assicurazione si applica la disciplina generale del contratto e dunque, la

disciplina di tutela del consumatore e anche la possibilità di concludere il contratto per

rappresentanza o tramite mandatario.

-La stipulazione del contratto per rappresentanza

Nel caso di stipula per rappresentanza lo stipulante si presenta come rappresentante

dell’assicurato(in suo nome e per suo conto) ed è quindi questo ad assumere su di sé gli

obblighi e i diritti derivanti dal contratto di assicurazione. c’è nel caso in cui il

Invece, una peculiarità rispetto la disciplina generale della rappresentanza

contratto viene concluso da un falsus procurator(cioè un rappresentante privo di poteri) ,in

questo caso infatti gli obblighi derivanti dal contratto di assicurazione vengono assunti in

proprio da lui e per venire incontro all’assicuratore si prevede che paghi lui i premi questo

però se l’interessato non ratifichi il contratto.(la disciplina generale della rappresentanza

prevede invece che il falsus procurator non assume mai su di sé gli obblighi,ma il contratto

quando l’interessato non lo ratifichi)

resta sospeso fino a

Può infatti, accadere che l’interessato ratifichi il contratto stipulato dal falsus procurator

(anche dopo la scadenza o al verificarsi di un sinistro),in questo caso l’interessato fruirà della

copertura assicurativa.

-La rappresentanza per conto altrui

Ci troviamo di fronte ad un mandatario senza rappresentanza e cioè un contratto che viene

concluso in nome proprio ma per conto altrui.

L’assicurante assume i proprio gli obblighi derivanti dal contratto,siamo vicini ad un contratto

a favore di terzi che prevede una dissociazione tra chi assume gli obblighi e chi beneficia dei

diritti.

Dunque,c’è un soggetto che paga il premio(il rappresentante)e un altro che è l’assicurato che

in caso di sinistro beneficia dell’indennizzo…..

L’assicurazione danni

-

L’assicurazione danni è l’assicurazione con la quale l’assicurato si obbliga a rivalere

l’assicurato entro i limiti convenuti del danno ad essi prodotto da un sinistro.

l’indennizio dovuto dall’assicuratore non può

Essa è dominata dal principio indennitario,cioè

superare il danno sofferto dall’assicurato,proprio per evitere che l’assicurazione diventi uno

strumento di speculazione.

Può essere assicurazione di cose se riguarda beni specifici,ma si possono assicurare anche

interi patrimoni.

Nell’assicurazione danni rientra anche la polizza fideiussoria che è in sostanza una sorta di

garanzia. I TITOLI DI CREDITO

Esistono vari tipi di titoli di crediti: cambiali,assegni,ciascuno di questi titoli di credito ha una

propria disciplina,tuttavia il codice del 42per una esigenza sistematica ha previsto una

disciplina generale dei titoli di credito ,una disciplina che accorpa i principi generali dei titoli

di credito e che vanno usate finché non ci sia una norma speciale che deroghi questa

disciplina. Quando ci troviamo di fronte ad un titolo di credito atipico applicheremo la

disciplina che andiamo ad illustrare e che è contenuta nel codice civile agli articoli 1992-

un’esigenza:quella di prevedere un modo per

2027.I titoli di credito nascono per soddisfare

far circolare i diritti in modo più semplice e più sicuro. La disciplina civile è una disciplina

non idonea alla circolazione intensa dei diritti perché se ho un diritto di credito per trasferirlo

ogni volta al debitore che l’ho trasferito e poi nel momento in cui l’ho

lo devo notificare

trasferito si applica la regola dell’ acquisto derivativo,cioè tutte le eccezioni che erano

opponibili al cedente saranno opponibili al cessionario ,nessuno può trasferire un diritto

maggiore di quello che uno ha e quindi anche se questo cessionario cede il suo diritto ad un

altro a questo ultimo saranno opponibili le stesse eccezioni .Ogni volta che trasferiamo lo

stesso diritto questo diritto passa al nuovo acquirente più debole,più aggravato di eccezioni.

La legge di circolazione della proprietà sui beni immobili è molto efficace perché è assistita

da una serie di regole che tendono a proteggere l’ acquirente,non ultima quella dell’art. 1153

possesso vale titolo : se anche acquistassi dal non proprietario ma sono in buona fede e

conservo il possesso del bene sono immune dalle rivendicazioni. I titoli di credito nascono da

una finzione giuridica,immaginiamo che il diritto sia incorporato nel pezzo di carta cioè

circoli come accessorio una conseguenza della proprietà di un pezzo di carta e che quindi

quando trasferisco il titolo di credito l’ oggetto del trasferimento non è tanto il trasferimento

del diritto che è rappresentato nel documento ma del pezzo di carta cioè del documento stesso

.questa è una rottura rispetto al diritto civile perché se essere titolare di un diritto è una

conseguenza che si produce automaticamente in quanto tu sei titolare del pezzo di carta

capirete che l’ acquisto di questo diritto non avviene più a titolo derivativo perchè io non ho

trasferito il diritto ma avviene a titolo originario cioè ogni volta che si trasferisce la proprietà

del titolo di credito è come se si estinguesse una posizione giuridica in capo all’alienate e si

giuridica nuova in capo all’ acquirente,il diritto muore e rinasce

creasse una posizione

immediatamente secondo il contenuto del documento. Ad esempio se il documento dice che

devo avere 100€ fra un mese e dice sopra cambiale quando trasferisco il titolo di credito si

estingue il diritto di credito e ne nasce uno nuovo in capo all’ acquirente che nasce purgato

eccezioni il cui contenuto è quello indicato nell’ assegno o nella cambiale. E’ un

da tutte le

grosso vantaggio sia perché rompo la regola dell’acquisto a titolo derivativo ma in più l’

acquisto a titolo originario avviene se sono proprietario del pezzo di carta ,ma il pezzo di carta

è un bene mobile e quindi circola secondo la regola dei beni mobili quindi se acquisto

quel pezzo di carta in buona fede anche dal ladro io diventerò proprietario anche del diritto

incorporato nel pezzo di carta secondo la regola possesso vale titolo. Abbiamo tre principi

fondamentali:Autonomia in sede di circolazione,autonomia in sede di

esercizio,legittimazione. Autonomia in sede di circolazione significa acquisto a titolo

originario e non derivativo ,autonomia perché il diritto incorporato è autonomo quindi la

posizione giuridica del nuovo acquirente non è pendente da quella del precedente .Autonomia

in sede idi esercizio significa che quando io esercito il diritto il debitore potrà oppormi solo

alcune eccezioni che sono quelle reali e solo alcune eccezioni personali .La legittimazione

,poiché chi si presenta possessore si presume che sia titolare del diritto questo consente di

esercitare il diritto senza dimostrare di esserne il titolare e gli consente di ottenere il

pagamento senza che il debitore debba andare ad indagare se ne abbia il diritto.I titoli di

credito sono :titoli di credito in senso stretto (cambiali,assegno.BOT), ma ci sono anche titoli

che incorporano il diritto ad ottenere la consegna di un certa quantità di bene e sono molto

frequenti per i depositi oppure titoli cosiddetti partecipativi cioè quelli che racchiudono un’

intera posizione giuridica ad esempio quello del socio le azioni sono infatti titoli partecipativi

quindi non possono essere racchiusi in un

che ti permettono di partecipare all’assemblea

semplice diritto è uno status .I titoli possono essere individuali o di massa,il titolo di credito

individuale è emesso in base ad una singola operazione economica per esempio l’assegno o la

cambiale mentre i titolicredito di massa sono titoli che rappresentano una frazione omogenea

di un’unica operazione economica(ad esempio le obbligazioni sono ammesse a fronte di un’

operazione che è un finanziamento ,la posizione giuridica del creditore di questo

finanziamento viene divisa in tante fettine tutte uguali e in ciascuna di queste parti viene

incorporata un titolo di credito e collocati sul mercato quindi gli obbligazionisti diventano

concreditori .Tutti i titolari di quelle obbligazioni hanno tutti gli stessi diritti e quindi devono

decidere a maggioranza su alcuni aspetti come la modificazione delle condizioni di prestito.

Come nasce un titolo di credito e perché?C’è un rapporto che nasce tra due soggetti come

Tizio e Caio e che fa nascere diverse posizioni giuridiche e che rende Tizio debitore di Caio

,questo rapporto è definito “rapporto di base”o “rapporto fondamentale”. La posizione

giuridica che circola segue ancora la regola della cessione del diritto comune,però se le parti

vi hanno interesse possono accordarsi e questo accordo è chiamato convenzione di rilascio

quindi

dopo viene emesso il titolo di credito.Il titolo non fa altro che descrivere gli elementi

essenziali che caratterizzano quella posizione giuridica che noi vogliamo assoggettare ad una

diversa regola del diritto comune. A seguito dell’emissione della cambiale risulta che Tizio è

obbligato nei confronti di Caio non solo perché è l’ acquirente di un divano ma anche perché

€100. Dopo che gli è stata rilasciato il titolo

esiste un titolo di credito che lo obbliga a pagare

di credito la posizione di Caio è comunque più forte perché Tizio ha dichiarato che gli deve

100€ perchè molti titoli i credito sono rafforzati da una disciplina esecutiva molto forte .Nel

i soggetti del rapporto di base e il rapporto cartolare quest’ultimo

momento in cui coincidono

produce alcuni dei suoi effetti ma non tutti come per esempio non produce l’ autonomia in

sede di circolazione perché il titolo non ha circolato ,non produce l’autonomia in sede di

esercizio .Può accadere che il titolare del titolo di credito lo trasferisca ad un altro ad esempio

il venditore del divano che ha ottenuto la cambiale e la sconta presso una banca quindi i

soggetti del rapporto di base e quelli del rapporto di cartolare sono diversi e questo comporta

che nel passare ad un nuovo soggetto il diritto si è estinto e rinato in via autonoma. Quindi io

debitore sono ancora tenuto a pagare una sola volta però ora la banca mi chiederà il

pagamento sulla base del rapporto cartolare questo significa che io non potrei essere in

condizione di opporre a chi richiede il pagamento le eccezioni basate sul rapporto personale

perchè sono titoli diversi quindi se c’e un problema con il divano io non posso eccepire alla

perché non c’è stata cessione del contratto di vendita ma ho trasferito

banca questa eccezione

il rapporto cartolare cioè quello che mi fa nascere un diritto autonomo. Ogni volta che viene

trasferito il titolo si estingue una posizione e se ne crea una nuova ciò e detto principio di

letteralità quindi il contenuto nell’assegno è definito sulla base di quello che è contenuto

nell’ assegno quindi il rapporto di base è un occasione che permette la nascita del titolo di

credito ma solo il diritto di credito incorpora una posizione giuridica che è autonoma,il titolo

deve essere pagato perché la cambiale di per sé giustifica il pagamento indipendentemente se

il pagamento sia fondato o meno dal punto di vista civilistico quindi il pagamento è dovuto

senz’altro ma l’ arricchimento che nasce dal pagamento se sia giustificato o meno nasce

questo è un’altra questione. Quindi il titolo di credito nasce per questo motivo cioè per dare

la certezza a chi ha quel titolo di credito che sarà pagato e che tutti i problemi che

nasceranno da ciò saranno risolti in un secondo momento per cui questi titoli sono definiti

astratti perché tu acquisti il diritto letteralmente contenuto nel documento e non devi temere

altre eccezioni che nascono dal rapporto di base .Esistono però dei titoli dove questa regola è

limitata e sono i titoli causali,i titoli di credito astratti si caratterizzano indipendentemente dal

rapporto di base (cambiale,assegno),mentre quelli causali possono essere emessi solo sulla

dalla legge ad esempio l’ azione può essere emessa

base di precisi rapporti di base stabiliti

solo sulla base del contratto di società per azioni anche i fondi comune di investimento che

alla base dell’ emissione della quota devono avere un fondo comune e il contratto di

sottoscrizione.I titoli di credito causali sono a letteralità attenuata perché in un assegno basta

leggere l’ assegno ma n un’azione bisogna andare a vedere lo statuto perché in quel titolo è

come se ci fosse implicitamente un riferimento al rapporto di base che ha fatto nascere il

diritto. Tra Tizio e Caio ci possono essere oltre al rapporto di base anche altri mille rapporti

;tutte le eccezioni come ad esempio la compensazione nascenti da rapporti personali diversi

da quello che ha fatto nascere il titolo di credito non sono opponibili.I titoli causali sono

meno sicuri di quelli astratti ma vale sempre la regola che le eccezioni che potevo opporre al

precedente non posso opporli all’attuale titolare del

diritto comunque possiamo dire che i titoli causali sono sempre titoli di credito. La

Circolazione può essere :regolare, irregolare ed impropria. Nella circolazione regolare il

diritto è incorporato nel titolo ,il titolare del pezzo di carta diviene come accessorio quindi

come conseguenza titolare anche del diritto incorporato nel titolo,quindi deve preveder due

aspetti : il trasferimento del diritto di proprietà e della legittimazione.Il possesso è quel

elemento che mi permette di esercitare il diritto quindi al possesso è connessa la funzione di

legittimazione quindi alla proprietà è connessa la titolarità del diritto quindi il titolo per non

poter dare problemi deve essere trasferito il possesso e la proprietà .La circolazione regolare

prevede una doppia investitura :l’ atto di investitura che rende proprietario e possessore però

ci sono alcuni titoli come quelli nominativi dove questa investitura non avviene

automaticamente .Il negozio traslativo della proprietà non è altro la vendita del pezzo di carta

e comporta l’ applicazione del 1337 (il diritto si trasferisce con il consenso).Chi vuole

esercitare il titolo di credito deve presentare il titolo di cui prevede il pagamento altrimenti il

debitore può rifiutare .Circolazione irregolare: il titolo non circola in modo che il possessore

sia anche proprietario ad esempio quando viene rubato il titolo di credito il ladro è possessore

ma non proprietario questo comporta che nei confronti del ladro io proprietario posso

esercitare tutte le azioni a tutela della proprietà finchè rimane nelle mani del ladro ma può

circoli e allora può capitare nelle mani dell’ acquirente in buona fede e

accadere che il diritto

quindi si applica l’ art. 1994,cioè si applica la regola possesso vale titolo. Quindi è necessario

un titolo astrattamente idoneo un titolo di compravendita che sia valida effettuato anche da chi

non era il dominus e la buona fede e il possesso nelle forme previste dalla legge per far si che

l’acquirente da non domino acquista la proprietà del titolo e la spettanza del titolo

incorporato a titolo originario. Circolazione impropria è una circolazione che avviene

secondo i meccanismi della cessione nel diritto comune ,io ho emesso il titolo di credito

secondo certi effetti idonei alle mie esigenze ,l’acquirente se vuole può ancora servirsi della

disciplina comune quindi normalmente circola secondo le regole del diritto cartolare ma se le

parti lo vogliono possono omettere un passaggio o più passaggi e tornare alla disciplina del

diritto civile. Modalità del trasferimento del possesso del titolo i titoli di credito si distinguono

quelli all’ordine,al portatore e quelli nominativi. I titoli al portatore sono semplici ma sono

pericolosi ,ci sono quindi modalità di tutela del titolare conto la circolazione irregolare che

sono quelli all’ ordine e quelli nominativi mentre i titoli al portatore sono definiti titoli a

legittimazione reale quindi basta solo il possesso gli altri due sono a legittimazione nominale

perché colui che è titolare risulta dal titolo. Non è possibile emettere titoli al portatore

contenente l’ obbligo di pagare una somma di denaro sennò nei casi previsti dalla legge art.

2004 questo perché è simile ad una carta moneta.I titoli di credito all’ ordine sono chiamati

così perché circolano mediante girata e la girata è unordine,l’ordine del debitore di pagare al

giratario. La girata dei titoli all’ordine è diversa da quella dei nominativi ,per quella

soggetto

all’ordine è importante la firma del girante poi l’ ordine può essere completo….per me pagate

c’è il nome del creditore .Il

al sig. Rossi (girata piena) o potrebbe essere in bianco dove non

titolo è all’ ordine perché il possessore si legittima in base ad una serie di girate cioè colui che

risulta prenditore del titolo è il primo girante il suo giratario è il successivo girante cioè c’è

….il sig. Rossi dice per me pagate al sig. Bianchi poi il sig.

una serie di ordini continui

Bianchi dice per me pagate al sig. Verdino ecc. se invece il sig. Rossi dice pagate al sig.

Bianchi e il successivo ordine è del sig. Verdi nei confronti del sig .Bianchi ,colui che da cui

parte la girata non è autorizzato da nessuno a essere titolare del titolo, il debitore che paga il

titolo all’ ordine è obbligato a verificare la continuità della serie di girate : il giratario diventa

deve verificare che tutte le firme

girante,il suo successivo giratario diventa girante ecc….Non

sono valide e i successivi passaggi giuridici quindi i controlli devono essere controlli sull’

apparenza del titolo .La girata in bianco si intende girata a favore di colui che risulta

possessore del titolo in quel momento per cui se qualcuno mi gira in bianco il titolo io in quel

momento io posso esercitare il titolo ma lo posso anche cedere il titolo ad altri,in questo caso

o completo la girata oppure posso prendere il titolo così come è darlo al nuovo acquirente e

questi sarà nella stessa condizione in cui era prima ma il debitore cartolare nel momento in

cui paga deve sempre verificare la continuità delle seria di girate. Quando c’è una girata in

bianco c’è la possibilità di una circolazione senza girata ma ciò non toglie che il debitore

cartolare nei limiti del possibile deve controllare la serie continua di girate .La girata per

procura è la girata tipica che fate quando andate in banca e riscuotete l’ assegno,chi ha questa

girata si presenta come rappresentante del girante ,il giratario è un mero rappresentante per cui

il debitore cartolare dovrà comportarsi come se di fronte a sé avesse il girante perché è

quest’ultimo che riceve il pagamento ,il debitore cartolare potrà opporre delle eccezioni che

riguardano il girante non è le eccezioni che riguardano il rappresentante perché egli non è

altro che un mezzo attraverso il quale il girante ottiene il suo pagamento .La girata per

garanzia costituisce il titolo in pegno e questo comporta che il giratario non è titolare del

titolo di credito ma è un creditore che il titolo in pegno e quindi non può alienare il titolo

,infatti la caratteristica dei titoli di credito e che i vincoli di credito non si possono costituire

portatore deve essere consegnato ,un titolo all’ ordine

se non risultano tale titolo ,un titolo al

deve essere consegnato con la girata in garanzia quindi deve risultare il titolo perché se

qualcuno acquista il titolo e non sa se quel titolo è gravato da una garanzia anche reale

l’acquisto in buona fede vale titolo per cui l’ acquirente acquista il diritto letterale che risulta

dal titolo purgato da tutte le garanzie .I titoli nominativi sono molto sicuri contro una

circolazione irregolare perché la legittimazione ad esercitare il diritto nasce non solo dal

consegna del titolo ma anche dal fatto che il titolare risulta in due luoghi cioè dal titolo stesso

e in un elenco tenuto dall’ emittente(debitore cartolare).Le modalità per ottenere la doppia

intestazione sono : il transfert o la circolazione mediante girata .Nel transfert la modificazione

della doppia intestazione avviene contestualmente ed ad opera del debitore cioè chiedo all’

emittente di annotare sul titolo il nuovo titolare e gli chiedo anche di annotare sul registro il

nuovo titolare. Chiedere un transfert non è semplice perchè noi vogliamo essere certi che

quella richiesta deve avere un fondamento giuridico,esso può essere chiesto sia dall’ alienante

sia dall’ acquirente,se lo chiede l’ alienante questi deve esibire il titolo di cui chiede il trasfert

e deve provare la propria capacità di agire tramite una attestazione notarile .Se lo chiede l’

acquirente questi deve esibire il titolo e deve dimostrare il suo diritto cioè il negozio che gli fa

acquistare la proprietà del titolo o mediante atto pubblico o mediante scrittura privata

autenticata .Vi è una seconda forma ed è quella per girata in questo caso la modificazione

dell’ intestazione avviene in momenti dvresi,l’ intestazione sul titolo viene modificata dall’

alienante nel momento in cui il titolo circola poi fa una girata ma questa è diversa da quella

dei titoli all’ordine infatti questa non può essere in bianca ,deve essere datata e soprattutto la

firma deve essere autenticata .Colui che è giratario può a sua volta girare il titolo nominativo

o può chiedere all’ emittente di modificare anche la seconda intestazione nel registro dell’

emittente e questo è importante perché finchè non risulterà titolare da tutte e due le parti non

potrà esercitare i diritti .C’è però un’ eccezione che riguarda le azioni ,per le azioni che sono

di regola nominativi il giratario per il solo fatto di essere giratario può già esercitare tutti i

diritti che competono al socio quindi non vale la regola della modificazione dell’intestazione

sul registro,pur essendo simili ai titoli all’ ordine non sono uguali perché la

sia sul titolo sia

girata non è quella dei titoli all’ordine e perché comunque rimane l’ obbligo dell’ emittente di

aggiornare il libro dei soci. La legittimazione attiva significa diritto di pretendere la

prestazione ,legittimazione passiva significa obbligo di eseguire la prestazione.La funzione

della legittimazione attiva è indicata nell’art.1992 1comma ,se vuoi ottenere l’adempimento

del titolo basta che sei possessore del titolo,dimostrare di essere titolare di un diritto è più

complicato che dimostrare di esserne il possessore .La disciplina dei titoli di credito connette

la titolarità del diritto come un elemento accessorio della titolarità della proprietà su un pezzo

di carta,la disciplina dei titoli di credito introduce una nuova regola cioè è sufficiente essere

possessore del pezzo di carta e in questo caso puoi pretendere l’ adempimento. Legittimazione

passiva art.1992 2comma. Il possessore può pretendere la prestazione e il debitore che paga è

liberato anche se quegli non era il proprietario del titolo di credito a meno che non sia in dolo

o colpa grave .L’art. 1189 c.c. dice che un debitore che paga in buona fede al creditore

apparente è sempre liberato se risultano delle circostanze univoche che lo hanno tratto in

inganno. Ciò però è cosa ben diversa dal dolo e dalla colpa grave indicato nell’1992 2 comma

perché qui non ci potrebbe esserci il dolo anche nell’ ipotesi in cui il debitore cartolare sa di

pagare al non titolare e di non essere in dolo .Se il debitore non paga egli sarà citato in

giudizio e il creditore dovrà dimostrare di essere il creditore ,il debitore cartolare invece deve

dimostrare nel giudizio egli stesso di aver fatto bene a non pagare invece l’attore deve solo

dimostrare di essere il possessore La posizione del debitore cartolare è diversa da quella del

normale debitore di qui il fatto che il debitore cartolare non deve pagare quando:1) sa che

colui che pretende la prestazione non ha diritto di averla; 2)ha i mezzi per dimostrare e

vincere in giudizio,mezzi che già può avere o può conseguirli con facilità. Le eccezioni sono

le ragioni per la quale il debitore rifiuta di pagare,esse si distinguono in reali e personali ;le

reali possono essere opposte a tutti ,le personali solo opponibili solo ad un determinato

possessore ma questa è una regola che porterebbe a delle conclusioni ingiuste per cui a certe

condizioni può essere opposte a persone diverse.Le eccezioni reali sono : 1)Mancanza di

forma (devono essere indicate i requisiti formali richiesti dalla legge a pena di nullità);2)

Letteralità (il diritto si estingue e rinasce secondo il contenuto indicato nel titolo)il debitore

può opporre al creditore solo ciò che è contenuto nel titolo.3)Falsità della firma(significa che

la firma non è giuridicamente riferibile all’ emittente )poiché molti titoli di massa non sono

firmati direttamente dall’ emittente o perché la legge consente ciò o perché sono firmati con il

in base all’ art 1993 perché

timbro meccanico in questo caso la firma è falsa ma non

giuridicamente è riferibile all’ emittente .4)difetto di capacità o di rappresentanza al momento

dell’ emissione 5) Mancanza di condizione per l’ esercizio dell’ azione cioè esistono alcuni

l’ assegno in cui ci sono più debitori nei confronti di

titoli di credito come la cambiale o

alcuni debitori tu puoi agire punto e basta se quello non ti paga hai la possibilità di agire

verso altri per fare questa azione tu hai però la necessità di rispettare alcune formalità se non

le fai perdi questa azione .Le eccezioni personali si dividono in 2 categorie :quelle basate sui

rapporti personali e quelle basate sul difetto di titolarità=le eccezioni personali in senso stretto

è l’ eccezione con la quale il debitore cartolare eccepisce la circolazione irregolare del titolo

(non ti pago perché non sei proprietario del titolo ) l’ eccezione può essere opposta al primo

che conseguito il possesso senza avere la proprietà del documento e ai suoi successivi aventi

in buona fede potranno in base all’art. 1994 perché è sanata

causa se erano in mala fede,quelli

la circolazione irregolare .La seconda categoria delle eccezioni personali riguarda le eccezioni

basate sui rapporti personali cioè le eccezioni che nascono dal rapporto tra il debitore e uno o

più possessori che non hanno nulla a che fare con il rapporto cartolare (titolo di credito),il

debitore cartolare è obbligato in forza del rapporto cartolare poi tra il debitore e colui che

richiede il pagamento vi possono essere mille altri rapporti questi rapporti rapporto possono

giustificare il mancato pagamento del debitore ma se il titolo circola queste eccezioni non

possono essere opposte salvo che si dimostri che l’ acquirente ha agito intenzionalmente a

danno del debitore cartolare quindi ci vuole il dolo ad esempio ha acquistato la cambiale a

sottocosto.

AMMORTAMENTO

Allora molto rapidamente c’era rimasto uno scampolo di argomento da martedì scorso quando

abbiamo parlato di titoli di credito in generale e siamo arrivati a parlare fino alle eccezioni

cartolari.

Abbiamo visto le eccezioni reali, le eccezioni personali, c’era rimasto l’argomento

dell’ammortamento. L’ammortamento è un particolare provvedimento giurisdizionale che si

può effettuare nell’ipotesi in cui venga smarrito il titolo di credito, abbiamo visto la perdita

del titolo di credito e una circostanza piuttosto grave, perché se il titolo circola può capitare in

mano ad un possessore in buona fede, che in forza del possesso vale titolo, diventa

proprietario e non si può più niente a quel punto, ma anche fin quando il titolo rimane nelle

mani di colui che c’è l’ ha irregolarmente (del ladro sostanzialmente) la situazione rimane

abbastanza preoccupante per il titolare perché abbiamo visto che i titoli di credito hanno

anche una funzione di legittimazione, cercando di spiegarvi che è talmente forte questa

funzione di legittimazione che il debitore cartolare deve pagare a colui che gli presenta il

titolo magari anche se è consapevole che questo signore è un ladro, cioè in maniera illecita e il

suo obbligo permane fino a quando non disponga di prove, non è facile da averne. Quindi, il

titolare di un titolo di credito che lo smarrisca o che ne subisca la sottrazione ha mille ragioni

di esercitare l’azione di

per essere preoccupato, uno dei rimedi è chiaramente quello

rivendicazione, io sono il proprietario tu sei colui che possiede il bene in maniera ingiusta

restituiscimelo, (dice il Professore ) però sapete questo significa, innanzitutto, che io so chi

c’è l’ ha questo titolo di credito, il che non è normalmente il caso, allora soluzione alternativa

è quella di avviare una procedura di ammortamento. La procedura di ammortamento però non

si può fare per tutti i titoli di credito, si può fare per i titoli di credito all’ordine o nominativi

cioè quelli che circolano con l’indicazione del titolare sul documento, sul documento e anche

nel registro dell’emittente. Per i titoli di credito al portatore invece di regola non è ammesso

l’ammortamento salvo casi particolari. Uno di questi casi l’abbiamo visto è il libretto di

deposito al portatore, ve ne sono degl’altri: tipo l’assegno al portatore ma insomma sono casi

rari.

Il procedimento di ammortamento è volto a ottenere un atto giudiziario, un atto del giudice

che è il decreto di ammortamento il quale priva il titolo di credito della sua funzione di

legittimazione, cioè un provvedimento del giudice che rende questo titolo di credito non più

strumento di legittimazione così che il debitore potrà non pagare questo titolo se gli viene

presentato. Ora capite che questo è un atto di una certa gravità, perché da un lato, si certo

bisogna proteggere il proprietario spossessato, ma dall’altro, vi sono anche altre ragioni da

tutelare, possibili acquirenti in buona fede e poi tutto sommato non si sa veramente se questo

signore racconta la verità, se gli è stato veramente sottratto oppure sta dicendo che …. Se

cerchiamo di contemperare poi quest’esigenze, il procedimento di ammortamento funziona

sullo schema del procedimento monitorio, chi ha studiato già procedura sicuramente saprà di

cosa sto parlando. Per chi non ha ancora studiato procedura sappia che il procedimento

monitorio è un procedimento di cognizione ordinaria organizzato secondo questo schema: io

sulla base di un’accettazione sommaria

ti concedo subito un provvedimento giurisdizionale

dei fatti, dopo di che il destinatario di questi effetti se ha qualcosa da dire avvierà lui un

procedimento di cognizione pieno, lo scopo di tutto questo è di fare in modo che si arrivi alle

lungaggini del processo a cognizione piena solo nel momento in cui chi è il destinatario degli

effetti abbia qualcosa da opporre. Quindi una funzione deflativa del contenzioso

giurisdizionale, ecco più o meno su questo schema si basa il decreto di ammortamento.

Perché? Perché se io dico che ho perso il titolo di credito, lo ho smarrito, mi è stato sottratto

posso presentare un ricorso al presidente del tribunale del luogo dove dovrà essere pagato

questo titolo di credito. Ora il presidente del tribunale accerta sommariamente i fatti che io

allego se ritiene che ci sia un’apparenza di infondatezza in quello che sostengo. Che fa?

Emette direttamente il decreto d’ammortamento che va in Gazzetta Ufficiale così che tutti

abbiamo una possibilità astratta di prenderne conoscenza, dopo 30 giorni che il decreto è stato

pubblicato in Gazzetta Ufficiale si producono i suoi effetti, cioè il debitore cartolare non potrà

più pagare ne al presentatore del titolo ne all’ammortante, quindi realizza il pagamento del

titolo per un certo periodo, non paga a nessuno.Il titolo viene quindi privato della sua funzione

di legittimazione a questo punto che succede? Entriamo in una situazione di stallo per 30

giorni, da quando prende efficacia il decreto, si attende per vedere se chi ha il titolo si fa vivo,

se si fa vivo deve presentare un opposizione a questo decreto d’ammortamento depositando il

titolo che poi verrà restituito a chi risulterà vincitore, sempre senza opposizione si inizia un

giudizio di cognizione normale in cui si verificano: le parti per bene, si controllano tutti i

testimoni, si fanno tutti gli scontri e alla fine si arriverà a una sentenza. Se, invece,

l’opposizione non avviene, l’abbiamo pubblicata in Gazzetta Ufficiale abbiamo aspettato 30

giorni è diventato efficace il decreto, aspettiamo altri 30 giorni non succede niente, ebbene in

questo caso il debitore cartolare potrà pagare a colui che ha chiesto l’ammortamento o

rilasciare un duplicato di questo titolo, se il titolo non è ancora scaduto. Quindi in questo caso

il documento che è stato smarrito perde definitivamente la sua efficacia come titolo di credito

e chi ha invece il titolo al portatore, cioè quello non può accedere alla procedura

d’ammortamento. Che fa? Fa poco, non è che non possa fare niente se dimostra che il titolo è

distrutto non c’è un altro titolo in circolazione, io l’ho trovato, può avere un duplicato

stato

del titolo. Il problema di tutto questo discorso, è che bisogna impedire che il povero debitore

paghi due volte, cosa che potrebbe capitare se noi a cuor leggero consegnassimo al titolare

spossessato un duplicato, qui non c’è la procedura d’ammortamento che rende certo il

debitore, perché il titolo vecchio ha perso la sua efficacia giuridica, qui c’è un titolo che

continua a circolare e che potrebbe capitare nelle mani di una persona in buona fede e allora il

rischio è un doppio pagamento, si fa una certezza. Allora in questo caso io avevo l’assegno al

portatore me lo hanno rubato che posso fare? C’è l’ammortamento, se non faccio

l’ammortamento ma riesco a dimostrare che il titolo è stato distrutto, non esiste più

materialmente, posso avere un duplicato, se non riesco a dimostrare che il titolo è stato

distrutto, allora in questo caso io ho il pagamento di quell’assegno, di quel titolo, di qualsiasi

per cui non avendo l’ammortamento posso ottenerlo solo quando si è

titolo di credito

prescritta l’azione del possessore, cioè mi spiego chi ha il titolo deve presentarlo al

pagamento, i termini per presentarlo al pagamento cambiano a seconda del tipo di titolo, oggi

la cambiale e vedremo che cambia fra l’altro il termine di prescrizione, insomma c’è

vedremo

un periodo di prescrizione, in genere non è mai di 10 anni canonici della prescrizione del

diritto è più breve. Allora se io ti dico che ho perduto il titolo e tu mi rispondi ma io non

voglio fare due volte un pagamento, perché si potrebbe presentare il possessore di questo

titolo è evidente che questa replica non vale più nel momento in cui io posso dire “caro amico

mio se anche si presentasse il possessore del titolo, tu gli dirai che si è presentato troppo tardi

perché il suo titolo si è prescritto e quindi tu non sarai esposto a un doppio pagamento, e a

questo punto faccio valere il mio diritto paga me”.

Altri due piccolissimi cenni, ci sono documenti che non sono titoli di credito, ma si

confondono bene con i titoli di credito sono:

DOCUMENTI DI LEGITTIMAZIONE, E I TITOLI IMPROPRI.

Questi due tipi di documenti hanno in comune, che a differenza dei titoli di credito, che il

diritto che essi rappresentano viene acquistato in caso di trasferimento del documento a titolo

derivativo, vi ho detto che la particolarità del titolo di credito è che il diritto incorporato nel

titolo di credito si acquista a titolo originario e questo significa tante cose, significa che io non

ho timore che mi si oppongano le eccezioni personali ad altri prenditori, qui invece, e questa è

una deroga rispetto alla disciplina di diritto comune che invece prevede l’acquisto a titolo

derivativo. Quindi questi documenti non sono titoli di credito perché in entrambi i casi

l’acquisto avviene a titolo derivativo. Quindi se tu trasferisci un titolo improprio, un

documento di legittimazione nel passaggio potranno continuare ad essere opposte al

cessionario le eccezioni che erano personali al cedente, la differenza è che i titoli impropri, ne

abbiamo visto un esempio con la polizza d’assicurazione all’ordine, consentono il

trasferimento del diritto senza il rispetto delle forme della cessione di diritto comune. Se

che ci mettiamo d’accordo in tre, il cedente, il

voglio cedere un contratto è necessario

cessionario e il terzo ceduto, cioè la controparte originaria di questo contratto, altrimenti non

si fanno carte, non è possibile cedere questo contratto, ci sono alcuni contratti per i quali il

ceduto, il terzo non ha interessi, non ha particolare interesse nel sindacare ogni volta chi sarà

la controparte contrattuale, e allora in questo caso si ci può mettere d’accordo, che non

seguano le regole di diritto comune cioè l’accordo tra cedente e cessionario e la notifica al

terzo ceduto. Per cedere questi contratti si seguono forme tipiche dei titoli di credito

normalmente sono forme all’ordine, questo diventa un titolo improprio, ha in comune con la

cessione di diritto comune gli effetti perché il diritto si trasferisce ma a titolo derivativo,

perché spesso viene assoggettata ad una legge di circolazione propria di un titolo di credito.

Eppure là bisogna vedere quali titoli di credito e quindi è un fondo a metà, invece i documenti

di legittimazione hanno poco in comune con i titoli di credito, poiché il diritto, la posizione

giuridica che essi rappresentano circola con le forme e con gli effetti del diritto comune.

Quindi, se voglio cedere questo documento e cedere il diritto incorporato dovrei teoricamente

effettuare la notificazione al debitore. Allora, a cosa servono? Beh, servono, perché facilitano

poi la identificazione della persona che ha diritto ad avere la prestazione. Quale può essere un

un po’ difficile nella pratica essere

esempio di documento di legittimazione? Beh, qua diventa

certi, che alcuni documenti siano titoli impropri o documenti di legittimazione. Il biglietto del

cinema cos’è un documento di legittimazione o un titolo improprio? Difficile da dire

probabilmente è un titolo improprio, perché quando tu lo hai passato ad un amico, il gestore

della sala non ha la possibilità di rilevare che c’è stata una cessione. Ma, il biglietto di aereo è

certamente un documento di legittimazione perché sopra c’è scritto il nome, inoltre, nel

in cui si sale sull’aereo viene controllato anche il documento. Quindi quel

momento

documento cosa comporta? Comporta che se si volesse cedere quel biglietto ad una persona

che parte al posto nostro dovremmo ottenere il consenso della compagnia aerea, che non ce lo

darà mai, ma in linea di principio dovremmo ottenere il suo consenso. Gli effetti di questa

cessione sono quelli di diritto comune, se io non ho pagato per intero il biglietto, la

compagnia certamente mantiene il diritto di ottenere il prezzo da parte del cessionario. Ma a

che serve? Serve perché quando vado nella Corte è più semplice. Quindi, come vedete è

semplicemente un documento che facilita il momento esecutivo della prestazione, ma in nulla

modifica le regole generali sia per quanto riguarda le forme della cessione sia per quanto

riguarda gli effetti della cessione.

LA CAMBIALE

La cambiale è un diritto difficile che ha un certo fascino, ha una serie di regole che sono

strettamente legate ai principi generali di diritto comune, però bisogna conoscerli questi

principi. La cambiale è innanzitutto disciplinata nel r.d. n.1669 del 1933 è una legge

vecchissima è un decreto che attua nel nostro paese una convenzione di diritto privato

uniforme, sono quelle convenzioni che esistono in alcune materie che servono a fare in modo

che un certo istituto sia regolato in maniera eguale in tutti i paesi che hanno firmato questa

convenzione. Per cui la cambiale è disciplinata in maniera uniforme in molti stati non solo

dell’Unione Europea, questo perché è un istituto vecchissimo. La cambiale è veramente

radicata, è veramente l’istituto su cui l’umanità. Quando spostare ricchezza da un paese

all’altro significava affrontare mari tempestosi, guerre di religione, briganti e passi montani è

il progresso dell’umanità attraverso una serie di scritture. La cambiale ha una

riuscita a creare

definizione un po’ complicata come titolo di credito, ma anche questa è una definizione che

riesce veramente a racchiudere l’essenza della disciplina della cambiale. La cambiale è un

titolo di credito all’ordine che attribuisce al titolare il diritto ad ottenere una somma di danaro,

quindi è un titolo di credito che incorpora un’obbligazione pecuniaria, è un titolo astratto, cioè

un titolo formale è un titolo idoneo ad incorporare una pluralità di obbligazioni, è un titolo

esecutivo e gode di alcune agevolazioni processuali.Come vedete è un titolo che ha molte

caratteristiche, ma soprattutto è un titolo che deve prevedere un termine, nel senso che è un

titolo di credito la cui funzione principale, e questo distingue una cambiale da un assegno, è

quella di essere uno strumento di credito.Quindi normalmente la funzione di una cambiale è

quella di consentire al traente o all’emittente di ottenere un finanziamento, o più spesso di

dilazionare un pagamento, che è lo stesso. Quindi è uno strumento di credito, a differenza

dell’assegno che vedremo ha molte caratteristiche simili a quelle della cambiale, ma ha la

funzione esclusiva di essere mezzo di pagamento, almeno secondo la legge. Il traente o

l’emittente perché esistono due tipi di cambiale, la cambiale tratta e il vaglia cambiario. Il

vaglia cambiaria è molto semplice, ha la forma di una promessa di pagamento, ma è molto di

più di una promessa di pagamento. Mentre la cambiale tratta ha la forma di un ordine di

pagamento, quindi ha la forma di una delegazione di pagamento, e dalla delegazione partono

tutte le caratteristiche che cerchiamo di capire. Allora quando parliamo di delegazione,

dobbiamo immaginare nella nostra testa un triangolo :

. delegatorio (prenditore)

. .

delegante delegato

(traente) (trattario)

Lo schema delegatorio si basa su tre rapporti sono: il rapporto che intercorre tra delegante e

delegato, il rapporto che intercorre tra il delegante e il delegatario, e la delegazione che

intercorre fra delegatario e delegato. Mi spiego, nello schema della delegazione, quindi

possiamo cambiare i nomi il delegante prende il nome di traente, il delegato prende il nome di

trattario, e il delegatario prende il nome di prenditore, non è altro che un ordine di

pagamento.Allora Tizio deve dei soldi a Caio, non ci interessa specificamente perché gli deve

dei soldi, (se proprio ci teniamo possiamo riprendere il famoso esempio dell’acquisto del

divano, paga il prezzo dell’acquisto del divano) la ragione per la quale Tizio deve dei soldi a

Caio prende il nome di rapporto di valuta. Per questa ragione Tizio deve effettuare un

pagamento nei confronti di Caio, ma nell’effettuare il pagamento, si ricorda che ha sua volta

Sempronio gli deve soldi, anche in questo caso non ci interessa specificatamente sapere

perché Sempronio gli deve dei soldi, la ragione per la quale Sempronio gli deve dei soldi

prende il nome di rapporto di provvista. Ma ricordandosi Tizio che Sempronio gli deve dei

soldi ha l’idea di scrivere su un pezzo di carta opportunamente intestato “ “, un

cambiale

ordine a Sempronio di versare quella somma nei confronti di Caio. L’accordo con il quale

Tizio e Caio decidono che il pagamento di questa somma relativa al rapporto di valuta sarà

regolato tramite cambiale è la convenzione di emissione, Tizio emette a favore di Caio una

cambiale. Il rapporto di valuta è il rapporto di base di cui abbiamo detto la lezione scorsa,

ricordate? Il rapporto di valuta è il rapporto di base, poi intercorre un accordo di emissione e

viene emesso il titolo di credito che fa sorgere anche un rapporto cartolare, in tale situazione,

abbiamo che Sempronio è obbligato verso Tizio, e a sua volta Tizio è obbligato verso Caio.

Tizio ha chiesto a Sempronio di pagare a Caio, ma Sempronio non è obbligato nei confronti di

Caio ancora, perché Sempronio sia obbligato nei confronti è necessario che egli accetti

quest’ordine di pagamento, se ci ricordiamo il diritto della delegazione è necessario che il

delegato s’impegni nei confronti del delegatario, e sua volta è necessario che il trattario

s’impegni nei confronti del prenditore della cambiale, e qua è la stessa regola con i nomi

cambiati. Allora perché avvenga questa faccenda, perché si crei questo rapporto di

obbligazione, Caio può presentarsi con il documento che Tizio gli ha rilasciato chiedendo a

Sempronio se per caso è intenzionato a confermare quest’obbligo, oppure no!

Quest’atto con il quale Sempronio riconosce la bontà dell’ordine si chiama accettazione. Con

l’atto di accettazione Sempronio diventa obbligato principale della cambiale, con l’atto di

accettazione si chiude il triangolo perché Caio diventerà creditore anche nei confronti

dell’accettante. Immaginiamo che Tizio è un avvocato ha dato un parere a Sempronio.

Sempronio gli deve pagare il compenso, non gli è lo ha ancora pagato, Tizio va a comprare il

famoso divano, ricordandosi che deve ancora avere i soldi del compenso, spicca la cambiale

tratta, spicca l’ordine di pagamento. Perché tutto questo discorso, per arrivare a dire che come

nella delegazione, quando arriverà il momento giusto e Caio si presenterà nei confronti di

Sempronio gli pagherà la cambiale con un unico pagamento, si riesce a estinguere sia il

rapporto di provvista, sia il rapporto di valuta. Io faccio un solo trasferimento di denaro ma in

realtà sto pagando più debiti, estinguo il mio debito nei confronti del traente, ma anche il

traente estingue il suo debito nei confronti del prenditore. Il traente paga tramite il suo

delegato, e proprio per questa ragione troviamo nella cambiale una regola propria della

delegazione e cioè l’autonomia in via di principio delle obbligazioni fra di loro, cioè quale è la

regola della delegazione che se una delle obbligazioni che sono alla base di questa vicenda è

invalida l’acquisto del divano era nullo, per esempio, ciò nonostante la delegazione resta in

piedi, verrà pagata perché? Perché quel pagamento serve a estinguere più rapporti obbligatori,

se non serve a estinguere un certo rapporto obbligatorio, perché quel rapporto obbligatorio

non c’è, resta comunque un pagamento utile, perché estinguerà altri rapporti obbligatori,

quando non dovrebbe essere effettuato il pagamento. Quando tutti i rapporti che sono alla

base della vicenda obbligatoria sono nulli, questa è la nullità della doppia causa, cioè il

delegato è normalmente un obbligato, e la sua obbligazione è pura, cioè paga anche se i

rapporti che erano alla base dello schema delegatorio sono invalidi, perché il suo pagamento

serve a estinguere più obbligazioni, e fin quando serve a qualcosa, perché almeno una di

queste obbligazioni è valida, e viene estinta con l’adempimento, perché impedirgli di pagare?

Quando, invece, tutte le obbligazioni sono invalide, allora la cambiale si fonda sullo schema

regola dell’autonomia delle

delegatorio. Quindi noi troviamo che anche nella cambiale vige la

obbligazioni, mi spiego, per il momento diciamola in soldoni poi preciseremo il significato

giuridico. Partite da quest’idea che esiste una regola per la cambiale : Chiunque appone la

sua firma su una cambiale è obbligato. Quindi chiunque appone la sua firma resta

obbligato per il pagamento di quella cambiale. La cambiale dicevamo è idonea a incorporare

una pluralità di obbligazioni, e adesso vi spiegherò il perché voi restate obbligati, in quali

circostanze sarete veramente costretti a pagare, la circostanza cambia a seconda di come e

dove mettete la vostra firma. Però la regola in soldoni è questa, se mettete la vostra firma sulla

cambiale preparatevi all’idea che siete obbligati, non solo ma le obbligazioni cambiare sono

loro tutte autonome, cioè se c’è la firma invalida sulla cambiale questo può comportare

fra

l’invalidità dell’obbligazione, di chi ha addosso quella cifra, ma tutte le altre obbligazioni

incorporate sulla cambiale rimangono valide. Quindi la validità di un obbligazione cambiaria

non dipende dalla validità delle precedenti obbligazioni cambiarie, per cui io mi potrei

trovare nella impossibilità di agire verso un certo obbligato cambiario, ma potrò sempre agire

verso altri, questo rafforza, potenzia la cambiale perché diventa uno strumento formidabile di

pagamento, lo vedrete fino a che punto. Soffermiamoci un attimo, ogni volta che la cambiale

circola perché c’è qualcuno che ha inteso pagare qualcun altro, e realizza questo pagamento

attraverso uno schema delegatorio. Finora abbiamo parlato della cambiale tratta, ma è in realtà

ogni volta una girata. Qualsiasi girata non è altro che una delegazione, io sono creditore di un

titolo di credito, qualcuno mi deve dare dei soldi e scrivo sul pezzo di carta per me pagate al

signor Rossi, non sto facendo altro che dare un ordine di pagamento (ordine di pagamento =

delegazione). Tutte le volte che qualcuno vi deve dei soldi e voi gli ordinate di pagare ad

un’altra persona state compiendo una delegazione.Quindi ogni ordine di pagamento è sempre

una delegazione, per me voi pagate a Rossi, quella è una delegazione, ogni girata è in se una

delegazione. Facciamo un esempio non pratico ma giusto per capire .

Esempio: alla fiera dell’est per due soldi un divano venne comprato da qualcuno:

.Procopio proprietario del terreno .Mevio

si trova nella circostanza di dover pagare il proprietario del terreno su cui ha coltivato il

cotone, per cui gira la cambiale ricevuta da Sempronio a Procopio

.Sempronio

si trova a sua volta nella circostanza di pagare chi gli ha fornito il cotone per realizzare la

alla fiera dell’est, per cui egli

stoffa che è servita a realizzare il divano che Tizio ha comprato

gira la cambiale ricevuta da Caio a sua volta a Mevio

.Caio

si trova nella necessità di pagare chi gli ha fornito la stoffa per creare quel divano, per

cui gira la cambiale che ha ricevuto da Tizio a sua volta al sig. Sempronio

.Tizio

Acquista da Caio un divano e decide di pagarlo tramite emissione di una cambiale (non rileva

in tale esempio se si tratti di pagherò cambiario o di vaglia cambiario o tratta)

di mano c’è qualcuno che ha dovuto effettuare un

Ogni volta che la cambiale passa

pagamento a qualcun altro. Per questa ragione se si scoprisse un giorno che il sig. Sempronio

era stato invalidamente rappresentato nel momento in cui ha fatto la girata, c’è stato un vizio,

comporta un’eccezione da lui opponibile a chiunque altro, la sua firma era

un problema che

falsa, bene resta di fatto che il pagamento di quella cambiale non potrà servire a estinguere

questo rapporto, ma potrà servire a estinguere tutti gli altri. Allora come vedete, non è inutile

che quella cambiale venga pagata, anche se uno di questi rapporti resterà inattuato, bisognerà

attuarlo con gli strumenti del diritto civile, quel pagamento non è valido, pagami un'altra

regola che è quella dell’autonomia

volta, però resterà un pagamento utile e allora di qui la

delle obbligazioni cambiarie. Questo concetto di fondo che è quello alla base della

delegazione, essendo un titolo che è destinato a incorporare più obbligazioni e quindi il

pagamento della cambiale, con un unico pagamento si estinguono più rapporti obbligatori.

L’invalidità di una firma cambiaria significa che uno di questi rapporti obbligatori non può

essere estinto, allora finché quel pagamento è utile è giusto che venga effettuato, di qui

tecnicamente si dice che tutte le obbligazioni cambiarie sono fra loro autonome, non

dipendono per la loro validità l’una dall’altra. Restando ancora sulla base di emissione,

abbiamo detto che la cambiale è uno strumento, un titolo di credito formale. Formale significa

che deve per legge avere precise caratteristiche, precise indicazioni. Tuttavia una parte di

queste indicazioni può anche non esserci perché se non c’è viene compensata la sua assenza

dalla legge, un’altra parte di queste indicazioni deve sussistere solo al momento in cui la

cambiale viene pagata, e alla fine arriveremo a dire perché una cambiale possa essere

validamente emessa. Invece i requisiti necessari sono pochissimi, quindi la cambiale è un

titolo estremamente formale nel momento in cui viene pagata, ed è estremamente informale

nel momento in cui viene emesso. Vi spiegherò subito che cosa significa tutto questo,

cominciamo a dire i requisiti della cambiale si distinguono: requisiti essenziali, e requisiti

naturali.

ema: Formali(essenziali)

 Cambiale

 Ordine, Promessa

 Somma determinata

ti  Trattario

iale  Prenditore

 Data, Luogo di emissione

 Firma dell’emittente

 Sottoscrizione

Naturali *A vista

 Scadenza *A certo tempo vista

* A certo tempo data

* A data fissa

 Luogo di emissione

 Luogo di pagamento

I requisiti essenziali sono quei requisiti che devono essere presenti affinché la cambiale valga

come titolo di credito, o valga come cambiale, quelli naturali sono quelli che devono essere

presenti ma se non ci sono si supplisce con una serie di regole. Per quanto riguarda i requisiti

essenziali il primo requisito che deve esserci è l’indicazione cambiale. I requisiti essenziali

sono pochi ed ovvi. Pensate a cosa riterreste opportuno scrivere per dare un obbligo di pagare

una cambiale, quella forma che utilizzerete è più o meno l’assunto dei requisiti essenziali,

l’ordine di pagamento, o la promessa di pagamento, questo dipende da come è strutturata la

cambiale, se è un vaglia cambiario “prometto che pagherò per questa cambiale”, se è una

tratta cambiaria “per me pagate a ….”, si dà l’ordine di pagamento, qui mettiamo per

semplificare ordine, o promessa. Obbligo o promessa di pagare una somma determinata,

perché qui ovviamente opera il principio di letteralità dei titoli di credito, se la somma non

sapere quale è l’importo che è dovuto da tutti gli

venisse determinata, non si potrebbe

obbligati, o se questa è una cambiale tratta bisogna indicare chi deve pagare, chi è il

destinatario dell’ordine di pagamento, quindi c’è il nome del trattario, ovviamente chi è, per

del prenditore, la data, luogo di emissione e la firma dell’ emittente, o

me pagate a chi, nome

del traente. Per cui facendo un po’ questa somma risulta che se volessi fare una cambiale, un

vaglia cambiario di fronte a voi a voi dovrei da es. scrivere Santa Maria Capua Vetere, 23

Marzo, prometto che pagherò per questa cambiale la somma di euro 1000 determinata al

signor Tizio, è un titolo astratto, (quindi la ragione non si mette, perché non deve risultare)

metto la somma di euro tot, che manca? La scadenza manca perché è un requisito naturale. Se

manca la scadenza, perché non è stata indicata, s’intende che la cambiale è pagabile a vista.

Allora le possibili scadenze della cambiale sono 4: A vista, a certo tempo vista, a certo tempo

data, a data fissa.

1. A vista:

Il giorno in cui il prenditore si presenta al debitore quello è il giorno in cui sarà pagata la

cambiale, ed è pagabile immediatamente. Allora in questo caso quando inizia a decorrere la

prescrizione? Dopo un anno da quando è sta emessa la cambiale, per questa ragione è

necessario mettere la data di emissione soprattutto per questa ragione. Quindi se in una

cambiale manca la data di pagamento vuol dire che può essere pagata subito, o quando volete,

dovete solo presentarvi al debitore cambiario.Questo però non significa che potete presentarvi

anche dopo vent’anni, perché dopo un anno dall’emissione inizia a prescriversi l’azione

cambiaria, quindi a partire da un anno avete tre anni di tempo per poter chiedere il pagamento,

altrimenti si prescrive la cambiale, questo però lo rimandiamo, ricordatevi che nelle cambiali

a vista si paga subito.

2. A certo tempo vista:

Cominciate a prepararvi, nel diritto cambiario siccome è un diritto consuetudinario spesso ci

sono formule che sembrano uguali, che non hanno nulla in comune. Allora a certo tempo vista

significa che la cambiale si paga dopo un certo periodo di tempo dal momento in cui è

accettata. Quindi è un ipotesi che si ha solo nella cambiale tratta, io emetto la cambiale tu vai

dal trattario te la fai accettare, dal momento in cui ha accettato inizia a decorrere il termine di

un mese, due mesi, sei mesi, quello che volete voi, perché venga pagata quella cambiale. Il

termine quindi non decorre fino a quando non interviene l’accettazione, e quindi avvengono

una serie di conseguenze, che vediamo fra poco.

3.A certo tempo data:

Significa che la cambiale è pagabile dopo un certo periodo di tempo dal momento

dell’emissione. Quindi a certo tempo vista vuol dire dopo un certo periodo di tempo dal

momento dell’accettazione,a certo tempo data dopo un certo periodo di tempo dal momento

dell’emissione.

4.A data fissa:

Significa che la cambiale è pagabile il giorno tot.

Altri due requisiti che di per se non sono essenziali sono il luogo di emissione e il luogo di

pagamento. Allora non è essenziale indicare il luogo di emissione, perché se manca questo

luogo ad esempio: mi sono dimenticato di scrivere Santa Maria Capua Vetere, 23 marzo, non

ho indicato il luogo di emissione, che potrebbe essere diverso dal luogo in cui pagherò la

Allora se non scrivo il luogo di emissione s’intende che la cambiale è stata emessa

cambiale.

nel luogo indicato accanto al traente, o all’emittente,questo può essere utile soprattutto nelle

cambiali che sono emesse da imprese, come fa l’impresa? Mette il timbro. Il timbro del luogo

del traente o dell’emittente che contiene: il nome, il luogo, allora se non metto il luogo

dell’emissione ma indico il luogo di residenza di chi emette la cambiale, o del traente della

cambiale, quindi se manca l’uno o l’altro la cambiale è nulla. Quindi se manca il luogo di

emissione s’intende che la cambiale è stata emessa nel luogo di residenza del traente, o

dell’emittente, se come spesso avviene questo viene indicato perché ha schiacciato il timbro,

per indicare il traente, o l’emittente, luogo di pagamento, dove

in soldoni si è usato il timbro

la devo andare a pagare questa cambiale, se non è indicato il luogo del pagamento la cambiale

è pagabile presso il luogo indicato accanto al trattario, o all’emittente, c’è questo famoso

indirizzo che è stato messo vicino al nome di chi ha emesso la cambiale, dell’emittente nel

caso del vaglia, del trattario nel caso della cambiale tratta perché è colui che deve pagare, che

può servire come luogo di pagamento. Se non c’è il luogo di pagamento ,ma c’è il luogo dove

si trovano queste persone precise, che sono l’emittente, e il trattario, quello vale come luogo

di pagamento. Ultimo aspetto, per emettere la cambiale bisogna pagare dei bolli, cioè bisogna

pagare delle imposte, se non si pagano queste imposte la cambiale vale come cambiale non

c’è problema , l’unica cosa è che la cambiale non può essere utilizzata come titolo esecutivo.

Quindi ciò significa che se volete ottenere il pagamento di quella cambiale invece di partire

subito con il procedimento esecutivo, dovete farvi sette anni di processo, e in quel periodo

stramaledirete il fatto di non aver pagato a suo tempo il bollo. Tutto ciò si verifica nella

pratica perché? Perché se praticate, usate emettere cambiali si vendono dei comodissimi

moduli, blocchetti, come il carner degli assegni, dei comodissimi blocchetti, comprando i

quali voi già avete assolto il bollo, ed in più non farete errori nella compilazione della

cambiale, perché il modulo è già preparato, dovete solo compilarlo, e quindi tutte le cose che

dovete dire ci sono già indicate per filo e per segno e dovete solo compilarlo.Compilatelo

diligentemente e sarete sicuri di non emettere una cambiale invalida (il bollo è un imposta

fissa), però questo discorso può servire perché in linea di principio non è obbligatorio servirsi

di moduli, prendente un pezzo di carta e scrivete cambiale, scrivete tutto il resto e avete fatto

una cambiale. Però spesso capita che questi modulino della cambiale circolano incompleti,

non perché chi l’ha emessa era talmente distratto da non prendersi la briga di compilarlo

diligentemente, ma perché spesso c’è un accordo, perché il modulo sia completato sulla base

di successivi intendimenti, abbiamo in questo caso una:

CAMBIALE IN BIANCO

Che cos’è una cambiale in bianco, è una cambiale che circola priva di uno dei suoi elementi

essenziali, ma si possono fare le cambiali in bianco? O è una truffaldineria della prassi

commerciale? Si possono fare è previsto dalla legge cambiaria. La legge cambiaria prevede

espressamente l’ipotesi che si possa emettere una cambiale priva di uno dei suoi elementi

fondamentali, l’unica cosa che deve essere presente al momento dell’emissione è la dicitura

cambiale, e la firma dell’emittente - traente, tutto il resto può essere completato per effetto di

un accordo successivo. Quando abbiamo detto che alcuni elementi sono essenziali, e altri solo

naturali, ma in realtà essenziali significa che nel momento in cui viene presentata al

pagamento la cambiale, devono esistere, ma non è necessario che sussistano fin dal momento

in cui viene emessa la cambiale, per cui l’esempio più tipico di cambiale in bianco è proprio

quella in cui non c’è l’importo della cambiale, ad es. io mi metto d’accordo con

l’imprenditore, abbiamo magari una serie di rapporti ancora pendenti, e l’accordo è : tu alla

fine scriverai, la risultante di quello che io ti devo all’esito di queste circostanze che abbiamo

fra di noi.Qual è il problema della cambiale in bianco, e che l’amico mio con qui ho stretto

l’accordo di riempimento, potrebbe non tanto essere amico mio e riempire quella cambiale in

violazione dell’accordo di riempimento, noi eravamo rimasti d’accordo che doveva scrivere

100 e lui inavvertitamente scrive 1000 e poi pretende da me il pagamento di 1000, perché

visto che l’ho scritto a questo punto me lo paghi, e possibile questo? Beh l’accordo di

riempimento non è altro che un rapporto personale che intercorre tra me e l’amico mio, cioè

tra me e il prenditore della cambiale, e come rapporto personale vive le vicende dei rapporti

personali, quindi significa che se lui mi chiederà il pagamento della cambiale in violazione

degli accordi, io gli potrò dire che non è questo che noi abbiamo pattuimmo, noi dicemmo

100, e tu hai scritto 1000. Se invece quella cambiale circola le eccezioni basate sui rapporti

personali che vi ho raccontato l’altra volta non si possono opporre ai terzi a meno che non si

dimostri, attenzione non la mala fede, il dolo, cioè se questi signori non solo sapevano ma

hanno agito solo per danneggiarmi, o intenzionalmente per danneggiarmi, che non è mai cosa

semplice, quindi in linea di principio questa cambiale in bianco pone problemi seri per quanto

riguarda la violazione dell’accordo di riempimento e la risposta da dare è quella che discende

dall’applicazione della teoria generale delle eccezioni cartolari che vedremo viene replicata

anche per le cambiali. Quindi è un’eccezione, si può opporre a chi ha violato l’accordo, ma

non si può opporre salvo l’aceptio doli ai terzi. C’è, però, un altro aspetto, la cambiale in

bianco presuppone nell’ottica della legge cambiaria che l’emissione della cambiale è avvenuta

volontariamente perché ci deve essere stato l’accordo di riempimento, ora può capitare che la

cambiale venga posta in circolazione senza accordo di riempimento, qualcuno teneva nella

cassetta della scrivania un blocchetto “il famoso blocchetto” delle cambiali già firmate arriva

il ladro le ruba e le mette in circolazione, entra in circolazione senza accordo di riempimento

, ora voi potrete pensare ma chi è così stupido da tenere nel cassetto della scrivania il

blocchetto delle cambiali già firmate? Qualcuno si, evidentemente è stato così stupido, molto

spesso è prassi, nei rapporti commerciali il prenditore si allontana, allora consentire il

pagamento già inizia a firmare i blocchetti ovviamente li tiene in cassaforte ma anche le

casseforti vengono svaligiate diverse volte, c’è una casistica che riguarda l’ipotesi in cui la

cambiale inizia a circolare senza accordo di riempimento, qualcuno ha cercato di venire

incontro a questo povero pseudo emittente derubato, qui non si tratta di cambiale in bianco

perché manca la volontà di obbligarsi cambiariamente. Una storia è la cambiale in bianco, io

ho voluto obbligarmi cambiariamente, poi mi sono affidato al mio amico che ha violato

l’accordo di riempimento, ma di fondo c’è la volontà di emettere, cioè il negozio giuridico,

nella cambiale incompleta non c’è la volontà di obbligarsi cambiariamente, e quindi la norma

legge cambiaria che è l’art. 8 dice che < se io metto in circolazione un pezzo di carta

della

con sotto scritto cambiale con sotto la mia firma, questa è già una cambiale, non si può

obbligare in questo caso perché manca la volontà di obbligarsi. Cosa rispondere a questa tesi?

Beh, sapete qua arriviamo veramente ai principi generali del negozio giuridico, nel senso che:

cosa conta veramente nel mondo dei traffici? Conta il fatto che io ho voluto un negozio o

conta il fatto che io ho posto in essere una dichiarazione che i terzi obiettivamente potevano

percepire come tale? Cioè conta la dichiarazione o la volontà della dichiarazione? E questo è

un problema molto discusso, siamo alla radice della nostra scienza giuridica, però, per quanto

riguarda in particolare la cambiale noi ci dobbiamo basare sui dati normativi e sui dati

normativi dobbiamo dire che l’eccezioni in tanto si oppongono fin quando risultino nel

catalogo delle eccezioni cartolari. Devono essere o eccezioni reali o personali, se non

di questa o in una di quest’altra non si fanno carte. Ora il fatto di non aver

rientrano in una

dovuto obbligarsi, quando si pone in essere un titolo di credito, qualcosa che un terzo

percepisce come titolo di credito opera il principio : < il possesso in buona fede vale titolo,

quindi tutto il sistema dei titoli di credito in generale, ma in particolare per la cambiale, si

fonda su questo discorso : conta quello che tu hai scritto sul pezzo di carta, non conta quello

che tu volevi, perché quello che tu volevi sono fatti tuoi personali relativi al rapporto che hai

avuto con l’altra persona. Dopo quello che circola è diritto che muore o che nasce, ogni volta

che c’è un passaggio del titolo è solo letterale. Il principio di letteralità che comporta che

nell’ambito dei titoli di credito non conta tanto quello che tu hai veramente voluto ma conta

solo quello che hai dichiarato sul pezzo di carta che incorpora il titolo, perché è quello che fa

fede nei confronti dei terzi, quindi la circostanza che tu non hai magari voluto obbligarti, ma

hai scritto che ti obbligavi rende impossibile attuare una tutela diversa da quella già prevista

per la cambiale in bianco. Il nostro manuale adotta la tesi prevalente in giurisprudenza,

secondo la quale la cambiale incompleta non è cosa diversa dalla cambiale in bianco è la

stessa cosa, e quindi si applicano le stesse regole. Al ladro tu potrai dire mi hai sottratto

illegittimamente il carner delle cambiali, il libretto delle cambiali, ma io non volevo

obbligarmi perché è un’eccezione personale, se il titolo comincia a circolare, a coloro che non

sono in dolo non si potrà opporre l’involontarietà dell’entrata in circolazione del titolo.

Obbligazione Cambiaria, è un titolo idoneo a incorporare + obbligazioni.

meglio riproporre l’esempio fatto nella precedente lezione . Il sig. Tizio compra

In tal senso è

dal sig. Caio un divano e gli paga il prezzo di vendita emettendo una cambiale, a sua volta il

sig. Caio si ricorda che deve pagare la fornitura di stoffa per produrre i divani e per pagare

gira la cambiale che gli ha fatto Tizio. A sua volta il produttore di stoffa,Sempronio, deve

pagare chi gli ha fornito il cotone, Mevio, che a sua volta deve pagare a Procopio,che gli ha

affittato il campo per coltivare il cotone..e ciascuno di questi gira la cambiale. Abbiamo detto

che ogni volta che circola la cambiale, c’è qualcuno che sta pagando qualcun altro. Perché lo

sta pagando?dipende dal rapporto di base (nel primo caso è la vendita del divano) che

giustifica il pagamento effettuato tramite la girata della cambiale. Ma il punto importante è

che l’estinzione di tutti questi rapporti obbligatori che vengono regolati attraverso l’emissione

o la girata della cambiale avviene in un unico atto,quando la cambiale sarà pagata. L’unico

atto che effettuerà il debitore cartolare nei confronti di chi risulta creditore è un unico

pagamento che è idoneo ad estinguere + rapporti obbligatori e se non fosse efficace su uno di

questi rapporti obbligatori, sarà cmq utile ad estinguere gli altri. Ed è questa la ragione per la

quale le obbligazioni cambiare sono fra loro AUTONOME, il che significa che in questa

catena uno di questi obbligati non si era validamente obbligato,ma la obbligazione degli altri

rimane valida.

L’ OBBLIGAZIONE CAMBIARIA. Alcune caratteristiche le abbiamo già dette.è idonea ad

incorporare una pluralità do obbligazioni e la regola fondamentale è che:chiunque appone la

sua firma su una cambiale rimane obbligato in maniera autonoma. Le obbligazioni sono tra

obbligato in via solidale, significa che l’ultimo possessore della

loro tutte autonome. Rimane

cambiale ha la possibilità di chiedere il pagamento per l’intero a ciascuno dei cobbligati

cambiari. Però ATTENZIONE!la solidarietà non implica necessariamente il requisito della

libera actio., cioè quando ci sono debitori solidali, vi è solidarietà quando si può chiedere il

pagamento indifferentemente ad o ad un altro. Però guardando più da vicino si scopre che la

disciplina della solidarietà non è esclusa se i debitori sono tenuti in modalità differente

significa che si può prevedere che ci sia un ordine per poter chiedere il pagamento ,ma si avrà

sempre una obbligazione solidale. Il creditore potrà chiedere a ciascuno dei condebitori sia

pure con diverse modalità, l’intero pagamento. Caratteristica della cambiale è che il

pagamento di uno,libera tutti,pio c’è la libera actio che in alcuni casi può essere esclusa dalla

legge ed è questa una delle ipotesi, perché questi coobligati cambiari sono obbligati solidali

nel senso che il creditore può chiedere a ciascun coobligato cambiario,il pagamento per

l’intero ed il pagamento effettuato libera tutti. Però non è vero che il portatore della cambiale

può chiedere a chi vuole l’intero pagamento, nel senso che deve chiederlo prima a qualcuno e

poi a certe condizioni ad altri. Sulla base di questa distinzione,gli obbligati cambiari si

distinguono in OBBLIGATI DIRETTI ed OBBLIGATI DI REGRESSO.

Gli obbligati diretti sono quegli obbligati verso i quali il pagamento può essere chiesto senza

,gli obbligati diretti sono l’emittente nel pagherò cambiaria e l’accettante

nessuna formalità

nella cambiale tratta, non il trattario,ma il trattario che ha accettato, perché nella cambiale

tratta il pagamento può e deve essere chiesto al trattario innanzitutto al trattario, il quale è

però obbligato diretto solo se ha accettato. Nessuno è obbligato sino a quando non dichiara di

voler pagare. Nel caso in cui l’obbligato diretto non voglia pagare intervengono gli obbligati

di regresso, che sono obbligati in solido con gli obbligati diretti, ma si può chiedere il

pagamento a loro solo ad una serie di condizioni, la prima è di aver chiesto il pagamento

all’obbligato diretto.

Nei rapporti interni c’è un’ulteriore graduazione delle obbligazioni cambiarie,perché gli

cambiari sono disposti per gradi. Il primo grado è l’emittente e nella cambiale tratta

obbligati

è l’accettante, dopo vengono tutti i giranti. Quindi se c’è un vaglia cambiario il

primo(nell’esempio fatto) è Tizio,2° Caio,3° Sempronio..ecc..questo perché la cambiale è un

titolo che con un unico pagamento consente l’estinzione di tutti i rapporti obbligatori. Però

non è indifferente chi paga, perché se paga l’ultimo della catena cioè colui che deve

sopportare il peso del debito, questo pagamento estingue tutti gli altri. Se paga un

intermediario il suo pagamento estingue i rapporti precedenti, ma non estingue quelli

successivi. Chi ha pagato, ha il diritto ad avere indietro la cambiale e tornando in possesso

della cambiale eserciterà i poteri che gli da la cambiale, nei confronti di tutti coloro che

vengono sotto di lui, cioè significa che il portatore della cambiale potrà agire nei confronti di

chi vuole senza rispettare i gradi cambiari, perché nei confronti del portatore della cambiale

sono tutti solidalmente obbligati.

Abbiamo parlato della cambiale tratta, abbiamo detto che è importante che ci sia

l’accettazione, con la quale si dichiara di voler pagare. L’ACCETTAZIONE con la quale il

trattario dichiara di volersi obbligare cambiariamente viene fatta apponendo la propria firma

sulla cambiale e da tale momento il trattario accettante diventa obbligato principale di primo

grado, cioè diventa colui che effettuando il pagamento libera tutti(per questa ragione se si ha

in mano una cambiale la prima preoccupazione è di farla accettare). Il traente può impedire di

presentare per l’accettazione e la cambiale non accettabile. Bisogna precisare due aspetti: 1

l’accettazione in genere è una facoltà che ha il creditore della cambiale,se vuole stare

tranquillo, se vuole un obbligo da parte del trattario di pagare, deve presentare per

l’accettazione, altrimenti questo non gli impedisce di presentarsi il giorno della scadenza della

cambiale e chiedere il pagamento;quindi in linea di principio non è un obbligo, è una facoltà(

salvo che la cambiale a certo tempo vista,cioè se la struttura della cambiale, prevede che

questa cambiale scade solo dopo un certo periodo di tempo da quando è stata accettata,se si

emette una cambiale che è pagabile a tre mesi dall’accettazione è evidente che a questo punto

farsi accettare una cambiale diventa un onere più forte per il portatore, altrimenti questa

cambiale non diventerà mai esigibile. Il traente può eludere che la cambiale venga presentata

all’accettazione e la cambiale non accettabile, ciò perché l’emissione di una cambiale tratta

presenta un rischio per il traente, se la cambiale non viene accettatali prenditore della

cambiale può immediatamente agire in regresso nei confronti degli altri coobligati. Quindi la

mancata accettazione produce la immediata decadenza del termine del traente e di quelli che

sono coobbligati cambiari. È un rischio! Anche perché il mancato pagamento di una cambiale

comporta una serie di conseguenze gravi. Per porsi al riparo da tale rischio il traente può

che la cambiale sia presentata per l’accettazione, fare una cambiale non accettabile.

escludere

Lui lo può prevedere, ma ovviamente questo presuppone che dall’altra parte vi sia una

persona che possa correre il rischio di percepire una cambiale per la quale il traente già gli

dice in anticipo che non potrà chiedere un’ accettazione.

L’ACCETTAZIONE è un negozio puro, sono quelle dichiarazioni negoziali che non

ammettono termini o condizioni. L’unica particolarità è che l’ accettazione può essere

parziale, se quindi il traente ordina il trattario di pagare 100, questi può anche pagare 50,10,

questo perché in questo caso il regresso per mancata accettazione sarà solo per il residuo, si

proteggono gli obbligati cambiari di regresso che saranno tenuti a pagare per l’intero, essendo

per una parte la cambiale per una parte accettata. Invece l’accettazione condizionata si ha per

non apposta comporta l’immediato regresso nei confronti degli altri obbligati cambiari.

Questa è una conseguenza grave perché in genere la cambiale è uno strumento per ottenere

crediti, quindi chi si trovasse di fronte ad un immediato potrebbe essere in condizioni di non

pagare. Perché la mancata accettazione comporta l’immediato regresso?perchè viene meno

uno dei coobbligati cambiari e questo può influire sulle scelte del portatore. Per questa

ragione la legge ha previsto, l’istituto dell’ ACCETTANTE PER INTERVENTO. Per

impedire che ci sia l’azione di immediato regresso l’accettante per intervento è colui che

essendo richiesto, spontaneamente si rende coobbligato cambiario. Questo si fa apponendo la

firma e la formula “per intervento”. La mancata obbligazione del trattario viene compensata

con l’aggiunta dell’obbligarsi di questo sig, che interviene, il quale, però, non assume la stessa

posizione del trattario, che è obbligato principale e di primo grado, ma è obbligato alo stesso

modo di colui per il quale l’accettazione è effettuata. Nel silenzio l’accettazione si intende

accettata per il traente. Chi interviene, paralizza le azioni di regresso contro la persona a

favore della quale interviene e contro quelli che hanno un grado inferiore, quindi se non dice

niente interviene a favore di quello che ha il grado più basso di tutti,, cioè il traente, perché se

il trattario non si vuole obbligare, quello che ha il primo grado è il traente. Potrebbe decidere

di farlo per un obbligato intermedio ed in questo caso paralizza solo alcune azioni di regresso

e non altre.

Questo concetto si trova anche nel caso di AVALLO, cioè il fatto che chi interviene non

essendo parte della circolazione cambiaria rimane obbligato nella stessa maniera di qualcun

altro.

L’avallo è una garanzia personale. La cambiale può essere assistita da garanzie che possono

essere sia reali, che personali. Quando è assistita da garanzie personali, cioè qualcun altro che

si obbliga insieme al debitore cambiario, questo atto si chiama AVALLO e non è una

fideiussione, perché è una garanzia personale che vive degli stessi principi della cambiale e

significa che la sua obbligazione è autonoma, cioè non vige la regola della fideiussione

dell’accessorietà. Ed è una garanzia che rende l’avallante obbligato all’interno del sistema

delle coobligazioni cambiarie, cioè l’avallante dovrà essere un obbligato al quale dobbiamo

assegnare un grado. Come si fa ad assegnargli tale grado e ad individuare se è un obbligato

diretto o di regresso?la regole è:l’avallante è obbligato nei confronti del portatore nella stessa

maniera di colui per il quale l’avallo è stato dato(garantito), invece nei rapporti interni è

obbligato di grado immediatamente anteriore.

La cambiale è un titolo all’ordine,quindi circola secondo determinate regole,già viste.

LA CIRCOLAZIONE prevede una girata. La caratteristica è che chi gira la cambiale per ciò

stesso si rende obbligato di regresso del suo pagamento, si noti, quindi, che chi normalmente

gira un titolo non è obbligato, salvo che non garantisca. Nella cambiale, la regole è rovesciata.

La cambiale prevede che chiunque la gira è obbligato cambiario salvo che non escluda la sua

responsabilità nei confronti dehli altri. A questo punto è possibile prevedere 2 circostanze:

1,è possibile effettuare una girata senza garanzie, in questo caso il girante non è obbligato nei

confronti di nessun altro prenditore della cambiale. 2, è possibile effettuare la girata non

all’ordine, in questo caso il girante esclude la sua garanzia solo nei confronti del suo

immediato prenditore. ATTENZIONE a noj confondere la girata non all’ordine, con la

cambiale non all’ordine. La cambiale non all’ordine è quella cambiale in cui la clausola non

all’ordine viene apposta non dal girante, ma direttamente da chi emette la cambiale, quindi

l’emittente o il traente. In questo caso si tratta di una cambiale che non circola come titolo

all’ordine, ma con le forme del diritto comune, diventa quindi un titolo improprio(quindi

niente garanzie,niente autonomia del diritto). La cambiale a cui è stata apposta una girata non

all’ordine, significa che il girante non si obbliga nei confronti del suo immediato prenditore,

ma nei confronti degli eventuali successivi. La cambiale è uno strumento per ottenere credito,

questo comporta che a differenza di quello che vedremo per l’assegno(il quale è un mezzo per

ottenere un pagamento), fin quando la cambiale non arriva a scadenza essa può essere sempre

girata, può essere sempre posta in circolazione anche se viene girata all’obbligato principale.

IL PAGAMENTO DELLA CAMBIALE.

Il pagamento della cambiale è un momento delicatissimo, perché è il momento in cui

corre il rischio di perdere l’ azione nei confronti degli

facilmente il portatore della cambiale

obbligati di regresso e la perdita di questa azione comporta degli effetti gravissimi. La

cambiale va presentata il giorno della sua scadenza al debitore principale, cioè va presentata o

all’emittente del pagherò cambiario o al trattario anche se non sia l’obbligato principale

perché non ha accettato. Il trattario, la persona designata per il pagamento della cambiale, può

obbligarsi prima della scadenza a pagare, in questo caso sarà il debitore principale può

obbligarsi a non pagare. Il traente potrebbe avere impedito che avvenga questa obbligazione

preesistente , prima del pagamento, ma anche se non c’è questa obbligazione rimane l’obbligo

per il prenditore di presentarla il giorno della scadenza , perché anche se non fosse obbligato,

ciò non toglie che il giorno della scadenza potrebbe pagare se paga il trattario libera tutti gli

altri. La legge ha un interesse a che il pagamento venga effettuato da chi è debitore di primo

grado in modo tale che vengano estinti tutti i rapporti obbligatori.

Può anche verificarsi, l’ipotesi che la cambiale non venga pagata il giorno della scadenza o

due giorni feriali successivi, in tal caso viene elevato il protesto.

cartolare, deve, essendo un titolo all’ordine ,

Se invece la cambiale viene pagata, il debitore

verificare la continuità delle sue girate. Deve verificare che colui che risulta in un certo

momento storico giratario della cambiale è anche colui che dà l’ordine di pagare un altro e

questo dia l’ordine di pagare un altro e così via.. sino all’ultimo che dà l’ordine di pagare a

chi presenta la cambiale che va identificato, questa è la serie continua di girate. Cosa non deve

fare? Non deve verificare che tutti questi passaggi siano veri, deve controllare la regolarità

formale, ma non è tenuto a verificare che tutti questi passaggi abbiano una validità

sostanziale, non deve verificare le firme di questi signori. Ciò che si vuole è il pagamento, ed

è per questa ragione che si applica quella regole dei titolo per la quale è liberato se paghi

senza dolo o colpa grave e se non paga corre il rischio di essere convenuto in giudizio e dovrà

lui dimostrare che aveva ragione a non pagare.

Ci può essere l’ipotesi in cui la cambiale non viene pagato e si verifica il protesto.

IL PROTESTO è un atto pubblico , è la certificazione fatta dal notaio o dall’ufficiale

giudiziario che la cambiale è stato presentato in tale giorno e non è stata pagata, il notaio si

può servire di aiutante che si chiamano presentatori. Il protesto è importante perché è

condizione necessaria per poter agire di regresso, ed è anche condizione necessaria per poter

esercitare le azioni causali, perché non tutti i debitori solidali sono tenuti allo stesso modo , si

può agire nei confronti del obbligato principale senza dover rispettare alcuna condizione. Il

termine di prescrizione è breve, 3 anni da quando diventa esigibile. Le cambiali a vista quelle

in cui non c’è una data , si pagano quando vengono presentate, in queste cambiali il termine di

prescrizione comincia a decorrere da quando è stata emessa. Quindi ho tre anni per agire nei

confronti del debitore principale, ma se voglio agire nei confronti degli altri debitori, quelli di

regresso, non è facile, perché io devo aver elevato il protesto e devo averlo fatto nei termini.

Questo significa che l’azione cambiaria di regresso la posso fare se non c’è stato il pagamento

e se questo mancato pagamento riesco a certificarlo con un atto pubblico entro due giorni

dalla scadenza della cambiale. Se ciò non avviene si potrà agire solo nei confronti del debitore

principale e non più nei confronti dei debitori di regresso che sono liberati. Le azioni che si

hanno nei confronti del debitore cartolare, nei confronti del debitore principale e se si è stati

lesti ad elevare il protesto, anche nei confronti dei debitori di regresso, sono molto forti,

perché la cambiale è UN TITOLO ESECUTIVO, si può quindi notificare direttamente il

precetto e partire con l’esecuzione forzata. Il debitore cartolare ha la possibilità di presentare

opposizione al precetto, che,però, nella cambiale non sospende l’esecuzione, può essere

sospeso,ma solo se ci sono gravi fondati motivi(es. viene disconosciuta la firma). Se, invece,

la cambiale non è in regola con il bollo, si deve passare attraverso il processo di condanna ,o

si potrebbe ottenere un decreto ingiuntivo.

La posizione del portatore della cambiale è avvantaggiata non solo perché ha delle scorciatoie

dal punto di vista processuale, ma anche dal punto di vista sostanziale, perché vi è una

radicale limitazione delle eccezioni opponibili da parte del debitore.

ECCEZIONI CAMBIARIE, che dal punto di vista sostanziale presuppone la conoscenza delle

eccezioni cartolari. È stato,già detto, che il debitore di un titolo di credito può opporre al

portatore del titolo di credito solo le eccezioni reali e solo in alcuni casi le eccezioni personali.

Nelle cambiali bisogna tener conto del fatto che la cambiale è un titolo idoneo ad incorporare

che vale quando c’è un debitore cartolare

una pluralità di obbligazioni, questo è un discorso

ed un portatore della cambiale. Noi invece, abbiamo più debitori cartolari e ciò comporta che

a questa distinzione delle eccezioni, tra eccezioni personali( che possono essere opposte solo

ad alcuni creditori) e reali(che possono essere opposte a tutti i creditori cartolari della

cambiale) , si sovrappone un’altra eccezione: eccezione OGGETTIVE e SOGGETTIVE.

Questi due criteri possono anche intersecarsi. Questa distinzione riguarda chi può opporre le

con quelle personali o reali riguardano a chi si può opporre). L’ eccezione

eccezioni(mentre

oggettiva è quella eccezione che può essere opposta da qualsiasi debitore cambiario, mentre

l’eccezione soggettiva può essere opposta solo da alcuni o solo uno, dei debitori cambiari.

Questo è importante perché essendoci più debitori ,si può scansare l’eccezione chiedere il

pagamento ad un altro. Per es, l’eccezione oggettiva e reale è una eccezione che tutti i debitori

cambiari possono opporre a qualsiasi possessore della cambiale, come il difetto di forma,su

quel titolo non c’è scritto cambiale, non varrà mai come una cambiale e nessuno pagherà mai

quella cambiale a nessuno. Le eccezioni soggettive reali, sono quelle che uno specifico

di chiunque gli chiede il pagamento,per es un’

debitore cambiario possiede nei confronti

eccezione può essere il difetto di capacità o rappresentanza o la falsità della firma,quella

firma non è mia e quindi io non pago a nessuno. Ciò non toglie, per il principio di autonomia

delle obbligazioni cambiarie che le altre obbligazioni rimangono valide.

Le eccezioni oggettive personali sono quelle che qualsiasi debitore cartolare, cambiario, può

opporre ad uno specifico possessore della cambiale, es, il difetto di titolarità, nel caso in cui la

cambiale è stata rubata(non 6 il titolare). Le eccezioni soggettive personali sono quelle basate

su rapporti personali che legano un preciso debitore ed un preciso portatore della cambiale,

possono essere opposte solo se riguardano quei soggetti, ad es. i difetti basati sui rapporti di

base.

Il debitore che paga ha sempre diritto ad ottenere la cambiale finanziata, per evitare un doppio

pagamento,però il debitore cartolare può pagare anche parzialmente,questa è un’ eccezione

rispetto alle obbligazioni,nella cambiale no! perché in questo modo vengono liberati tutti gli

altri obbligati di regresso per la parte in cui è stata pagata. Nel caso di pagamento, per tutelare

chi ha pagato si annota sulla cambiale il pagamento parziale.

Ritorniamo alle eccezioni. Sono le stesse eccezioni dei titoli di credito in generale, ma in più

questa ulteriore suddivisione basata sul fatto che vi possono essere più obbligati.

Nel caso in cui non si paga una cambiale c’è il PROTESTO, che comporta delle conseguenze

economiche molto pesanti. Esistono due tipi di protesto:per mancata accettazione e per

mancato pagamento. Il primo non comporta ulteriore effetti che consentire l’immediata azione

di regresso.

Il secondo si ha quando l’accettante o l’emittente, colui che è obbligato a pagare, non paga si

è iscritti nel registro dei protestati, dove si rimani iscritti per 5 anni ed è difficilissimo ottenere

credito. La legge, però, prevede che se il pagamento avviene entro 12 mesi ,si può ottenere

l’immediata cancellazione dall’elenco.

C’è una regola molto importante, che è quella della eccezione causale secondo la quella: chi

vuole esercitare l’azione causale, lo può fare, ma a condizione di restituire al prenditore verso

cui esercita un titolo cambiario integro. La legge parte da questa idea: il creditore nel

momento in cui è scaduta la cambiale ha un doppio binario, il binario dell’azione cartolare ed

il binario dell’azione causale. Azione cartolare agisco perché sono il possessore di una

Si può chiedere il pagamento nell’una o

cambiale. Azione causale perché titolare di un diritto.

nell’altra maniera, ma nel momento in cui si esercita l’azione causale ,bisogna dare la

possibilità al girante di poter scegliere a sua volta se continuare con le azioni causali o se

continuare con le azioni cartolari, per fare questo è necessario che sia stato elevato il protesto

nei termini, perché l’inerzia del creditore non può danneggiare gli obbligati di regresso , nei

confronti dei quali non può esercitare né le azioni causali, né le azioni cartolari. C’è però una

valvola di salvezza che consente entro un anno da quando si è subiti l’inadempimento, se non

si hanno più altre azioni, si può esercitare l’azione di arricchimento ingiustificato,non più

il contratto di affitto). Nell ‘

quella causale, quella fondata sulla ragione del rapporto(ad es.

azione di arricchimento ing. si fa la somma aritmetica tra quello che si è guadagnato e quello

che si è dovuto, es a me è dovuto 100, tu hai guadagnato 50, si paga 50. è una prestazione non

satisfattiva, ma indennitaria.

Quindi titolo integro vuol dire che chi esercita l’azione causale deve offrire al debitore contro

cui la esercita la cambiale protestata nei termini, se si tratta di un obbligato di regresso. Invece

c’è necessità di elevare il protesto

se invece viene esercitata con il debitore principale non

perché a sua volta non avrà un ‘azione di regresso da esercitare il debitore principale.

LA CAMBIALE IPOTECARIA è assistita da ipoteca, è una garanzia prelibata, perché e la

più sicura di tutte, però c’è un problema soprattutto pratico, perché costituire un ipoteca costa

molti soldi,perché è necessaria l’ipoteca venga iscritta nel registro immobiliare. Il credito

rappresentato dalla cambiale circola e se applicassi le regoli di diritto comune ogni volta che

titolare della cambiale, bisognerebbe trascrivere l’ipoteca, pagando ogni volta le

cambia il

tasse per l’iscrizione. Però si può risparmiare perché la cambiale ipotecaria ha un modo

particolare di costituzione.

Nell ’ipoteca non si scrive che questa è fatta a favore del sig. tizio, ma è costituita per una

determinata somma a favore del possessore della cambiale,sulla quale si segna che c’è

l’ipoteca su un immobile, in modo tale che grazie al principio di letteralità venga acquisito a

titolo originario da ogni prenditore della cambiale.

LA CAMBIALE CON CESSIONE DELLA PROVVISTA.

Bisogna tenere sempre presente per capire tale argomento che è una faccenda riguarda lo

sconto,è una normina di favore posta a vantaggio delle banche che scontano le cambiali a

favore degli imprenditori. Serve a rendere più forte la posizione della banca nel momento in

cui concede credito all’impresa. È una norma disciplinata nel 1933, periodo in cui il modo

migliore per l’impresa di avere liquidità era lo sconto, così come avviene ancora adesso. Per

rendere la banca maggiormente disposta a concede liquidi si è immaginato di consentire che

insieme alla cambiale, viene trasferito il rapporto cartolare ed anche la provvista. Il rapporto

che giustifica l’emissione o la girata della cambale,quel rapporto tra l’emittente il traente e il

debitore o che comporta la girata della cambiale viene chiamata: la provvista. Il rapporto di

provvista è quel qualcosa che ti rende debitore nei confronti di un altro, debito che si regola

attraverso lo strumento della cambiale. Le banche hanno sempre fatto gli sconti però in alcuni

casi, certi tipi di cambiali potrebbero non essere graditi, per es. la cambiale che non è

accettabile,perché si scrive che non sono accettabili,o cambiali che non sono state

accettate,una cambiale simile la banca non la vuole, perché rischiosa. La cambiale con

cessione della provvista è un istituto che cerca di favorire l’utilizzabilità ai fini dello sconto

anche di queste cambiali inaffidabili. Perché questo istituto si può utilizzare per cambiare

cambiali non accettate o non accettabili emesse a seguito di una fornitura di merci quando la

cambiale viene girata a favore di una banca. Si ha una fattura per fornitura di merci, una

cambiale che è stata emessa per questa fattura,una cambiale che è di bassa qualità perché non

è accettabili o non è stata accettata ed una cambiale che è stata girata a favore di una banca.

Se si scrive sopra la cambiale, gli estremi della fattura, la banca che acquista questa cambiale

in forza dello sconto,diventa insieme parte del rapporto di provvista e titolare della cambiale,

quindi potrà esercitare nei confronti del trattario sia con le azioni cambiarie,chiedendo il

pagamento e in sua mancanza eleva il protesto e va verso gli obbligati di regresso, sia con le

azioni causali. La caratteristica è che un giratario di questa cambiale deve essere una banca,

se dopo la banca gira un’altra volta la cambiale va anche a favore di tutti gli altri giratari,però

una banca che ha scontato una cambiale e la gira un’altra volta, l’ulteriore giratario sarà

un’altra banca che effettua il risconto,quindi si resta nell’ambito del sistema dello sconto.

ASSEGNO BANCARIO ( R. d. 21/12/1933 N. 1736)

Oggi parleremo di assegno bancario e di assegno circolare; vi renderete conto tuttavia che se

avete assimilato i concetti fondamentali che riguardano la cambiale, l’assegno bancario

diventa molto semplice.

L’assegno bancario, infatti, ha la struttura di una cambiale tratta, ma a differenza di una

cambiale tratta, é un mezzo di pagamento e non uno strumento di credito.

L’assegno circolare, invece, ha la struttura di un pagherò cambiario, ma a differenza del

pagherò cambiario é un mezzo di pagamento e non é un mezzo di credito; questo comporta

che, sia pure con alcuni principi che sono comuni ai due istituti, esistono alcune particolarità

di disciplina che riguardano l’assegno, volte proprio a consentire che questo strumento resti

uno strumento di pagamento, e non si trasformi impropriamente in uno strumento di credito.

L’assegno bancario, l’ordine incondizionato,

più comune, é un titolo di credito che contiene

diretto ad una banca, di pagare una determinata somma di denaro, alla persona che gli viene

indicata o al portatore.

L’assegno bancario é disciplinato dalla “legge assegni” (r.d. n. 1736/1933); anche la “legge

bancaria” é disciplinata dal r.d. del 1933, vengono fatte assieme, entrambe in esecuzione di

una convenzione di diritto privato uniforme, cioè quelle convenzioni internazionali che fanno

in modo che certi istituti siano disciplinati in maniera identica, o molto simile, in tutti i Paesi

firmatari: la disciplina degli assegni, quindi, la trovate uguale un po’ in tutti i Paesi del mondo

occidentale.

L’assegno bancario é un titolo di credito che ha molte caratteristiche simili a quelle di una

cambiale; é infatti, un titolo di credito:

1) astratto, come la cambiale; quindi, nel momento della circolazione opera pienamente il

principio di letteralità, nel momento dell’esecuzione opera pienamente la limitazione delle

eccezioni opponibili:

2) formale; come nella cambiale, il titolo di credito per essere valido deve contenere certi

requisiti che vedremo più avanti;

3) esecutivo, in quanto non pretende che il debitore,traente, venga prima condannato a

pagare per iniziare un’esecuzione forzata, ma si può subito iniziare sulla base dell’assegno

non pagato

4) idoneo ad incorporare una pluralità di obbligazioni; queste obbligazioni sono tra loro

tutte:indipendenti, solidali e disposte per gradi.

Sostituite tutto quello che vi ho detto la lezione scorsa, circa la regolazione di vari pagamenti

tramite una cambiale, con un assegno, e capirete per quale ragione la medesima cosa che

posso fare tramite una cambiale, la riesco a fare anche meglio con un assegno; mentre con la

tempo il pagamento, con l’assegno cerco semplicemente di

cambiale io miro a dilazionare nel

rendere questo pagamento più semplice, e dovendo pagare una certa somma di denaro, invece

di presentarmi con 10 biglietti da 100 euro, scrivo un assegno e il pagamento verrà realizzato

da una banca; ma quel complesso rapporto di sistemi, che é alla base della circolazione della

cambiale, per cui ciascuno gira l’assegno, gira la cambiale, é lo stesso discorso, per regolare

un pagamento, che sono tutti tra loro autonomi, e un unico pagamento estingue più rapporti

obbligatori, tutto quello che vi ho detto vale perfettamente per l’assegno, come vale per la

cambiale; per questa ragione sussistono le stesse regole, cioè per l’assegno vi é una pluralità

che sono obbligati tra loro in

di obbligati, che sono il traente e tutti i tiratari dell’assegno,

maniera autonoma, indipendenti, perchè se la firma di uno é invalida resta valida la firma

degli altri; sono obbligati tutti in maniera solidale nei confronti di chi pretende il pagamento

dell’assegno, ma sono obbligati in maniera solidale non nello stesso modo: sono solidali

perchè a tutti può essere chiesto il pagamento per intero, sia pure a certe condizioni, e il

pagamento di uno libera tutti gli altri; non sono solidali nella stessa maniera perchè anche

nell’assegno noi troviamo degli obbligati di regresso, cioè quelli che pagano solo nel caso in

cui non paghi il trattario. Attenzione, la regola fondamentale dell’assegno é che il trattario non

dell’assegno.

é mai obbligato; la Banca non é mai obbligata nei confronti del portatore

Nell’assegno, quindi, ci sono solo obbligati di regresso, cioè soggetti che sono obbligati come

garanti, per il pagamento della somma indicata nell’assegno, se la Banca non paga (ma

vedremo anche che all’interno degli obbligati di regresso, la posizione di chi emette l’assegno

é diversa dalla posizione di chi semplicemente lo gira). Per il momento vi basta sapere che

l’assegno, come la cambiale, ha una pluralità di obbligati, che nel loro interno sono disposti

per gradi, per quella ragione che vi dicevo: il pagamento da parte di un obbligato intermedio

viene conteggiato nei rapporti interni ed estingue tutti i rapporti superiori a questo obbligato,

mentre i rapporti che venivano prima di quest’obbligato rimangono validi, non sono estinti e

quindi costui potrà agire in ulteriore regresso.

hanno in comune l’assegno e la cambiale tratta.

Vediamo adesso cosa non

-Trattario = Banca

La caratteristica dell’assegno é che a differenza della cambiale, la posizione di trattario può

essere assunta solo da una Banca.

-Provvista = disponibilità fondi

Il rapporto di provvista, che giustifica il fatto che io ordino alla Banca di pagare, deve essere

la esistenza di fondi disponibili presso la Banca, cioè il fatto che io ho nei confronti della

Banca di disporre di una certa somma di denaro; perchè posso disporre di una certa somma di

denaro non ci interessa, potrebbe darsi che ho un’apertura di credito, potrebbe darsi che ho

fatto un deposito, nella maggior parte dei casi, in realtà, si tratta di un rapporto di conto

corrente in cui questa disponibilità può essere costituita nell’uno o nell’altro modo, ma devo

avere la disponibilità di somme pari all’importo dell’assegno, altrimenti faccio un assegno

scoperto e sorgono alcuni problemi che vi racconto tra un attimo.

-Non può essere accettato

L’assegno non può mai essere accettato; la Banca trattaria non può in nessun caso assumere la

posizione di obbligato cartolare; questo probabilmente per spingere il titolare dell’assegno a

all’incasso; se invece ci fosse la sicurezza che la Banca sia

presentarlo quanto prima possibile

obbligata, quell’assegno diventerebbe sostanzialmente una banconota; significa che io come

privato potrei emetter non proprio moneta, ma qualcosa molto simile alla moneta. Se siete dei

governi questo diventa un problema piuttosto complicato da risolvere, perché, dovete sapere

che regolare quanta moneta c’é in circolazione in un sistema, ha un diretto rapporto con

l’inflazione; qualsiasi governo che non aspiri ad avere un’inflazione di “livelli argentini” deve

poter mettere dei limiti alla emissione di moneta…cose che non vi posso spiegare. In linea

generale, l’obiettivi é evitare che l’assegno divenga un equivalente della moneta; per questa

pagamento dell’assegno, uno dei mezzi é

ragione si rende in qualche maniera meno sicura il

che la Banca non può essere obbligato cartolare.

Una di queste regole é che la Banca non può mai accettare l’assegno; vi ricordo che

l’accettazione é quella dichiarazione con la quale il trattario dichiara che pagherà, e quindi,

quell’atto con il quale nella cambiale tratta, il trattario si impegna; questo non può essere, se

la Banca accettasse un assegno,l’accettazione si ha per non posta; e vedremo anche tra un

attimo che se un assegno viene girato ad una Banca, magari in pagamento di qualcosa, e

questa Banca é il trattario, cioè, ad esempio, io ho il conto presso Banca Intesa, spicco un

assegno su questa Banca, poi, quella persona a cui ho dato quest’assegno, dovendo a sua volta

gira l’assegno, questo atto estingue l’assegno: si chiama

pagare qualcosa alla mia Banca, gli

girata di ritorno. Se fosse stata una cambiale, fino a quando la cambiale non scadeva la Banca

avrebbe potuto a sua volta girare nuovamente, ma girando nuovamente l’assegno la Banca che

gira l’assegno é un girante, e come girante é obbligata di regresso; avremmo che la Banca, che

quale trattario non si può obbligare, si obbligherebbe come obbligato di regresso. Siccome noi

abbiamo detto che il principio é che la Banca non può essere obbligata cartolarmente, la girata

di ritorno estingue l’assegno; l’assegno perde il suo valore quale assegno, perchè ha realizzato

il suo obiettivo, quindi, non può essere accettato.

-Sempre pagabile a vista

L’assegno é sempre pagabile a vista, perchè se non fosse pagabile a vista sarebbe un mezzo

per realizzare un credito; se io dicessi “ti faccio un assegno”, ma quest’assegno é incassabile

tra una settimana, in realtà non sarebbe più un mezzo di pagamento, sarebbe un modo per

potrebbe dire che l’assegno postdatato si fa’, e

dilazionare un pagamento. Qualcuno di voi mi

io vi risponderò: amici miei sappiate che l’assegno postdatato é pagabile immediatamente,

quindi non crediate di esservi mesi al sicuro per il fatto che sull’assegno avete messo la data

perchè se quell’assegno perviene oggi stesso alla vostra Banca,

del mese prossimo,

quell’assegno é pagabile; la pratica, quindi, di postdatare gli assegni, non poi così efficace

come si crede.

L’assegno, come la cambiale, é un titolo di credito formale, nel senso che deve possedere

alcune indicazioni altrimenti non vale come assegno; questi sono i REQUISITI FORMALI.

Fortunatamente sbagliare un assegno é molto difficile perchè l’assegno va compilato sui

moduli che vi rilascia la Banca, si chiama carnet di assegni.

L’indicazione dell’assegno deve contenere:

1. la denominazione assegno, così come la cambiale deve avere la denominazione cambiale;

l’ordine incondizionato di pagare

2. una somma determinata;

cioè dove posso riscuotere quest’assegno;

3. deve indicare la Banca trattaria,

4. deve contenere la data e il luogo di emissione;

5. la sottoscrizione.

Il problema é che, mentre noi abbiamo nella cambiale una norma che ci chiarisce molto

precisamente cosa deve essere presente nella cambiale quando viene emessa, e cosa deve

essere presente nella cambiale quando deve essere riscossa, e quindi abbiamo tutta quella

norma sulla cambiale in bianco che ci semplifica la vita dicendo, basta che voi firmiate un

pezzo di carta con sopra scritto cambiale, quella é una cambiale, tutto il resto si completa

successivamente, noi non abbiamo nell’assegno nessuna norma equivalente; ci si é chiesti,

quindi, se l’assegno che sia stato emesso incompleto possa considerarsi valido e quindi, essere

riscosso validamente. sapere che l’assegno viene quasi sempre

Questo é un punto molto delicato perchè dovete

emesso senza la data; perchè?

Per due possibili ragioni:

é un modo di postdatarlo, in modo che non venga subito riscosso; ma più frequentemente

viene emesso senza data perchè la Banca, quando addebita l’assegno, mette come giorno di

valuta non il giorno in cui viene riscosso l’assegno, ma il giorno in cui viene emesso

l’assegno. Se io, quindi, emetto oggi, a favore di Tizio, un assegno di 100 euro e Tizio lo

riscuote tra 8 gg., tra 15 gg., o tra 6 mesi, come la legge gli consente, io perdo gli interessi su

quei 100 euro a partire da oggi, anche se magari restano sul conto ancora per 6 mesi; per

evitare questo si dice “non le metto la data, quando andrà a riscuotere si ricordi di metterla”;

però noi abbiamo emesso un assegno che non ha uno dei suoi requisiti formali, quindi

teoricamente quell’assegno non vale.

Il punto é proprio questo: quando io emetto un assegno che di per sè é incompleto, ma

l’assegno si presenta poi completo alla Banca, questo é un assegno valido? Deve essere

pagato?

Ci sono varie interpretazioni, ma noi abbiamo una serie di dati su cui possiamo ragionare; il

primo é un discorso di carattere sistematico: io ricevo un assegno senza data, lo completo e lo

giro, e poi qualcuno acquista quest’assegno che gli appare completo, questo qualcuno

certamente é protetto nella sua buona fede perchè per l’assegno vale la regola che l’acquirente

di buona fede viene protetto, l’invalidità originaria dell’assegno, quindi, non potrebbe essere

fatta valere in caso di circolazione.

Secondo dato: l’assegno senza data o l’assegno postdatato prima era un reato penale, veniva

considerato una truffa ai danni della Banca; adesso sono stati depenalizzati, e in più la legge

prevede esplicitamente il caso dell’assegno postdatato, per cui hai il diritto di incassarlo anche

se la data é una data immaginaria, impossibile perchè é una data ancora da venire quella in cui

fu emesso l’assegno.

Questo insieme di dati non ci da’ nessuna certezza, però sono abbastanza concordanti nel dire

questi elementi formali devono sussistere al momento in cui l’assegno perviene alla

che

Banca, e non al momento in cui l’assegno viene emesso, cioè quando l’assegno inizia la sua

circolazione potrebbe mancare uno di questi elementi, ma essi devono essere presenti

necessariamente quando l’assegno viene riscosso.

Abbiamo poi i REQUISITI DI REGOLARITA’ dell’assegno.

Questi requisiti se mancano, non compromettono la validità del titolo di credito come

assegno, ma comportano l’applicazione di sanzioni. I requisiti di regolarità sono:

l’esistenza di sufficienti a coprire l’assegno;

a) fondi disponibili

l’esistenza di una convenzione di rilascio (autorizzazioni).

b) Se emettete assegni senza che al momento dell’emissione vi siano sufficienti fondi, emettete

degli assegni a vuoto; se emettete assegni senza avere una convenzione di rilascio, emettete

degli assegni non autorizzati.

La convenzione di rilascio é un accordo che interviene tra la Banca e il suo cliente, con la

quale la Banca autorizza il cliente ad emettere assegni, e si impegna nei suoi confronti a

pagarli.

La convenzione di rilascio, in realtà, non esiste come contratto autonomo, ma é una clausola

del contratto di conto corrente bancario. Parlando dei contratti bancari, abbiamo visto che ci

sono singole operazioni bancarie che prevedono la convenzione di rilascio,per cui il deposito

in conto corrente che non esiste nella pratica però prevede la convenzione di rilascio, e

possono esservene delle altre, ma in linea teorica, quando voi stipulate un conto corrente

bancario, all’interno, tra le varie clausole c’é la convenzione di rilascio, che presuppone che

voi depositiate la vostra firma in maniera che la Banca possa confrontarla. Attenzione, ci sono

alcune piccole regole che riguardano la firma sia delle cambiali che degli assegni: dovete

firmare con nome e cognome, e in modo leggibile, gli sgorbi da medico non vanno bene,

perchè deve essere possibile individuarvi attraverso la vostra firma.

Che cosa succede se emette assegni a vuoto o assegni non autorizzati? Succede che vi

prendete un’ammenda di cospicue dimensioni, e in più siete interdetti dall’emissioni di

assegni per un certo periodo di tempo,e in più se non viene pagato quest’assegno risultate

protestati, finite nell’elenco dei protesti da cui derivano tutte quelle molto antipatiche

conseguenze, che vi ho raccontato la scorsa lezione, e che se siete imprenditori vi porterà

direttamente verso il fallimento.

Cerchiamo adesso di capire quale sia la posizione della Banca, perchè questo é un punto

della disciplina dell’assegno.

veramente centrale

La Banca trattaria ha stipulato una convenzione con il suo cliente, che é la convenzione di

rilascio, cioè il contratto con il quale la Banca rilascia il carnet degli assegni, lo autorizza con

ciò ad emettere gli assegni, si obbliga con la sua controparte, che é il cliente, a pagare questi

assegni con la diligenza del buon venditore, del buon padre di famiglia, cioè con la diligenza

del buon banchiere professionista. Il cliente emette l’assegno a favore del trattario, il trattario

si presenta alla Banca per pretendere il pagamento dell’assegno. L’atto con cui io emetto

l’assegno,nel rapporto tra Banca e cliente, non é altro che un’attuazione di quell’accordo

quadro che é la convenzione di assegni.

La Banca é obbligata a pagare questo assegno nei confronti di chi glielo porta?

Non c’é nessuna norma della legge assegni che prevede quest’obbligo; anzi, la legge assegni,

come vi ho raccontato fin ora, scrupolosamente individua tutte le ipotesi in cui la Banca

potrebbe assumere la posizione di obbligato cartolare per vietarle, e più da nessuna parte

risulta che quest’obbligo nasca da altri tipi di rapporti. La conseguenza é che se io mi presento

con un assegno in Banca, la Banca può rifiutarmi capricciosamente di pagare; quindi anche se

l’assegno é regolare e se ci sono fondi, la Banca potrebbe rifiutarsi di pagare e non dovermi

nulla, perchè la Banca é inadempiente ma nei rapporti con il suo cliente, che é il traente.

Allora cosa posso fare? Faccio rilevare tramite il protesto che non é stato pagato, e mi rivolgo

di regresso verso il traente; il traente a sua volta, agirà contro la Banca, per regolare se c’era

una ragione per la quale non é stato pagato quell’assegno.

La posizione, quindi, del titolare dell’assegno, non prevede un obbligo della Banca di pagare;

questo chiaramente pone dei problemi perchè, se qualcuno vuole pagare un importo molto

significativo con un assegno, chi lo riceve inizia un po’ a storcere il naso, a dubitare, ad es. un

di questo prenditore di quest’assegno é precaria: non

gioielliere, appunto perchè la posizione

c’é un obbligo della Banca, non si sa se ci sono i fondi.

Cosa si può fare per potenziare la posizione di questo povero prenditore di assegni?

La soluzione prevista dalla “legge assegni” é l’assegno con il visto, ma é un istituto

abbastanza desueto. Il visto é una sigla messa dalla Banca sopra l’assegno; se sull’assegno c’é

il visto della Banca, significa che la Banca certifica che quando é stato emesso l’assegno ci

sono fondi sufficienti, e si obbliga a non consentire il prelievo di tali somme dal conto, fino a

quando non scadono i termini per la presentazione dell’assegno, che vi racconto tra un

secondo; tutto ciò, fermo restando che la Banca non é obbligata a pagare, é obbligata a

dichiarare il vero,é obbligata ad impedire il prelievo di quei soldi fino alla scadenza degli 8, o

15 gg. necessari per presentare l’assegno al pagamento.

Quello che si fa, invece, normalmente, é il benefondi che non é altro che una telefonata; se il

personalmente la Banca dove é stato tratto l’assegno, magari é la sua

gioielliere conosce

stessa Banca; il gioielliere andrà dalla sua Banca, deposita l’assegno per l’incasso (vi racconto

tra un attimo che significa), la Banca che acquista questo assegno per l’incasso alza il

telefono, chiama il suo collega e gli chiede se ci sono fondi.

Il benefondi non é altro che una dichiarazione con la quale il trattario attesta che in quel

momento l’assegno é coperto; in quel momento, poi l’assegno deve arrivare per il pagamento

e nel frattempo potrebbe non essere più coperto; esiste allora una forma di benefondi più

forte, che si chiama benefondi col blocco, che ha in qualche maniera una funzione simile a

quella del visto, cioè la Banca non solo attesta che ci sono in questo momento fondi

sufficienti, ma si impegna anche a tenerli fermi sul conto per un certo periodo di tempo; in

questo caso la Banca é responsabile solo se dichiara il falso, dichiara che vi sono fondi

quando l’assegno in realtà é scoperto. Però, molto più frequentemente il benefondi é

informativo, cioè semplice.

Sulla circolazione dell’assegno abbiamo detto quasi tutto.

L’assegno può essere di due tipi:

1. al portatore;

all’ordine.

2. L’assegno al portatore non prevede l’indicazione di chi é il prenditore di quest’assegno, o può

prevederla, ma é comunque pagabile l’assegno a colui che presenta l’assegno stesso.

L’assegno all’ordine, invece, circola secondo le forme proprie dei titoli all’ordine, quindi

tramite girata; si applicano le regole che vi ho già raccontato, con l’unica particolarità che se

la girata viene fatta a favore del trattario, l’assegno si estingue.

L’assegno al portatore, previsto dalla “legge assegni”, in realtà é molto raro; la “legge

assegni” prevede molte cose che spesso non si conoscono in Italia,ad es. l’assegno sbarrato,

perchè ricordatevi sempre che questa é una legge di diritto internazionale uniforme, cioè attua

una convenzione con cui più Paesi hanno regolato in maniera uniforme lo stesso istituto, e

particolarità proprie della prassi dell’istituto

quindi, é chiaro che ciascun Paese ha portato le

nella loro nazionalità; l’assegno sbarrato, ad es. lo fanno gli inglesi.

IL PAGAMENTO

Abbiamo visto che l’assegno é pagabile a vista, quindi in qualsiasi momento e deve avvenire

entro certi termini:

giorni, se l’assegno é stato emesso nel luogo dove é pagabile;

a) 8

15 giorni, se l’assegno é pagabile in un luogo diverso da dove é stato emesso.

b) Questo non significa che se presentate un assegno all’incasso il sedicesimo giorno

non vale che entro questi termini dovete presentare l’assegno ed

quest’assegno più, significa

eventualmente levare il protesto, per conservare le azioni di regresso, fermo restando che,se

siete tardivi, potrete sempre chiedere il pagamento di questo assegno alla Banca trattaria entro

6 mesi, poichè questo é il termine di prescrizione;la Banca, fermo restando che non era

obbligata prima e non é obbligata nemmeno dopo, potrà pagarvelo anche il sedicesimo giorno,

salvo che il traente non le ordini di non pagare.

Questo significa che se io ho emesso un assegno e mi pento di averlo emesso, o ritengo di

averlo emesso perchè sono stato vittima di una truffa,ecc. e ,quindi vado dalla mia Banca e le

dico ‘non pagare quell’assegno, la Banca, finché non scadono i termini di pagamento, se

vuole, lo paga lo stesso; cioè, il fatto che io abbia ordinato alla Banca di non pagare, fino a

quando non scadono quei termini, non rende il mio ordine vincolante per la Banca. Perché?

Perché l’assegno circola, e circolando potrebbe capitare nelle mani di un acquirente di buona

fede, e quindi la Banca deve tutelare quest’acquirente di buona fede. Se poi quest’acquirente

di buona fede si presenta troppo tardi, quindi già avendo un assegno che dovrebbe

insospettirlo, perchè non é stato presentato all’incasso, se é di buona fede poi si valuterà , ma

insomma c’é già una tutela un attimo più affievolita.

Il traente che emette l’assegno contro la propria volontà avrà le eccezioni reali e le eccezioni

personali; se può disconoscere la validità della sua firma invocare una incapacità al momento

dell’emissione, o un difetto di rappresentanza avrà un’eccezione reale; se, invece , si tratta di

una faccenda privata tra lui e il suo prenditore dell’assegno, avrà un’eccezione personale.

Esempio: io emetto un assegno perchè vittima di raggiro, ordino alla mia Banca di non

pagare, ma il giorno dopo l’assegno viene presentato allo sportello, e siccome il mio ordine

non é vincolante per la Banca, questa paga e lo conteggia dal mio conto corrente; a questo

io direttamente, ho pagato l’assegno tramite la mia Banca, é

punto é come se avessi pagato

una delegazione di pagamento; a questo punto, se posso opporre una delle eccezioni devo fare

un’azione di ripetizione contro colui che ha ricevuto il pagamento dell’assegno; purtroppo,

fino a quando non scadono i termini di pagamento, la mia é una tutela in qualche maniera

rimessa o alla buona volontà della Banca di non pagare, però ricordatevi che la Banca cerca di

pagare, perchè gli assegni vanno pagati in Banca…

L’assegno deve essere presentato entro 6 mesi dall’emissione altrimenti si prescrive; é bene

che venga presentato entro termini di 8 gg. se emesso nello stesso luogo, di 15 gg. se emesso

in altro luogo, per consentire di mantenere l’assegno integro, cioè di levare tempestivamente

protesto e avere le azioni regresso; se,invece, mi presento tardi, e la Banca non mi paga, io ho

ancora un’azione di regresso contro il traente.

Questa é una differenza rispetto alla cambiale: mentre nella cambiale se io sono tardivo, non

perdo tutte le azioni di regresso; nell’assegno, se io arrivo dopo 5

elevo il protesto in tempo,

mesi, la Banca non mi paga, perdo tutte le azioni di regresso, tranne quella contro il traente ed

eventualmente i suoi avallanti.

I SISTEMI DI PAGAMENTO

immaginati che io ho l’assegno, vado alla Banca trattaria, presento

Fin ora credo che vi siate

l’assegno, controlla , verifica la mia identità con la diligenza del buon banchiere, verifica la

regolarità della serie di girate se é un assegno all’ordine, dopo di che apre il cassetto e mi

paga: non funziona così!

Normalmente succede che io vado alla mia Banca e, si dice, verso l’assegno; che significa che

sto versando l’assegno? Significa semplicemente che sto dando l’incarico alla Banca di

riscuotere per mio conto quell’assegno, l’importo che riceverà in pagamento di versarlo sul

mio conto corrente. Tutto questo significa che le Banche, in qualche maniera, accentrano i

movimenti di pagamento degli assegni; ciascuna Banca si potrà presentare nei confronti

dell’altra avendo un certo pacco di assegni da riscuotere, ma l’altra Banca a sua volta avrà un

certo pacco di assegni da riscuotere verso la prima.

Come si fa a risolvere tutto questo? Si fa una stanza di compensazione: ci si siede tutti

attorno ad un tavolo, ci si scambiano gli assegni; il trattario deve fare i controlli contabili e,

dopo aver accettato l’assegno, significa che dice che lo pagherà, si fa la compensazione. In

questo modo però si perde un sacco di tempo, così si sono inventati questa soluzione: questo

lavoro materiale si fa solo per gli assegni di una certa importanza; per assegni piccoli, invece,

la Banca che riceve l’ordine di riscossione dell’assegno, lo valuta un po’ e poi manda l’ordine

l’assegno,

di pagamento. Questa operazione si chiama check truncation, che significa taglia

perchè l’impiegato di sportello prende l’assegno e gli taglia l’angolino; significa che

quell’assegno sarà pagato senza fare troppe storie. In quella massa però potrebbe esserci un

certo numero di assegni falsi, in questo caso il traente sta pagando senza aver effettuato i

controlli; ma se io sono una grossa Banca per me é un costo maggiore andarmi a controllare

tutti gli assegni piuttosto che pagare un certo numero di assegni di piccolo importo falsi(

probabilmente fino a 1500 euro ). L’assegno grosso, invece, viene portato fisicamente in

stanza di compensazione, viene controllato e poi si deciderà di accettarlo o meno.

Nel frattempo la Banca che ha avuto l’ordine di incassare quell’assegno, me lo ha accreditato

significa non disponibile, e leverà quell’asterisco quando il

sul conto con un asterisco che

trattario farà pervenire la comunicazione che avendolo verificato, lo ritiene regolare.

L’ASSEGNO NON TRASFERIBILE

Se emettete assegni per un importo che supera 12500 euro,siete obbligati a farli non

trasferibili; questo per evitare il riciclo di denaro sporco, perchè si deve sapere chi riceve

pagamenti da chi altri, così la polizia può ricostruire tutta la circolazione del denaro.

Quando l’assegno é non trasferibile la posizione di chi lo emette é molto più sicura; significa

che non vi possono essere girate, salvo la girata per l’incasso. Sul dorso dell’assegno si scrive

non trasferibile, e quando vi presentate alla vostra Banca per poterlo versare, la Banca vi

chiederà di mettere la firma sotto il non trasferibile; quella firma é una girata, ma é una girata

per l’incasso, cioè significa che la Banca si presenta per chiedere il pagamento, non in quanto

acquirente del titolo, ma quanto vostro rappresentante.

L’assegno non trasferibile prevede questa particolarità, che se la Banca paga a persona diversa

dal titolare, risponde del pagamento, che é cosa completamente diversa dalla normale

diligenza che é chiesta in sede di un pagamento di un qualsiasi altro assegno.

é obbligata nei confronti del suo cliente a pagare l’assegno,

La regola generale é che la Banca

e quando riceve quest’assegno, ad adempiere alle formalità di pagamento con l’ordinaria

diligenza del buon banchiere; ordinaria diligenza significa diligenza del buon professionista

a vedere le clausole dell’a.b.i., troverete che la Banca si esonera da ogni

Se poi andate

responsabilità; noi dobbiamo anche ricordarci che il debitore non può liberarsi

anticipatamente da responsabilità per inadempimento quando ha inadempiuto per dolo o per

colpa grave (art. 1229 c.c.), nessun debitore può anticipatamente esonerarsi

dall’inadempimento per dolo o per colpa grave; se la Banca dice che si esonera da

responsabilità, non significa che si esonera in ogni caso, significa che si esonera per colpa

lieve. Nel frattempo però si é esonerata per colpa lieve, cioè significa che se viene pagato

l’assegno ad una persona diversa dal titolare, devi dimostrare tu che la Banca era in colpa

grave, che era talmente macroscopica la falsità della firma, che il documento che é stato

presentato era talmente ovviamente contraffatto che un buon banchiere non l’avrebbe pagato.

Nell’assegno non trasferibile la Banca risponde del pagamento; questo significa che, secondo

una certa giurisprudenza, risponde in ogni caso, anche se non aveva nessun tipo di colpa,

risponde per il fato oggettivo che tu hai pagato alla persona sbagliata: responsabilità

oggettiva. Qualcun altro un po’ più tenero dice, risponde salvo il caso di colpa lieve, ma in

questo caso l’applicazione processuale é invertita, devi essere tu a dimostrare che c’era colpa

lieve.

Come vedete c’é questo aggravamento della posizione della Banca, ed é questa la ragione per

la quale, quando si tratta di pagare un assegno non trasferibile andate sempre in Banca con

due documenti, perchè la Banca risponde del pagamento.

In più la legge dice risponde del pagamento, ma non dice verso chi risponde del pagamento;

questo comporta che risponde del pagamento sia nei confronti del suo cliente, sia, se gli fa

l’azione, nei confronti del titolare dell’assegno che é stato derubato.

Come vi ho raccontato, la Banca non é mai obbligata nei confronti del titolare dell’assegno;

questo comporta che, se poveretto me, mi hanno rubato un assegno qualsiasi e il ladro lo va ad

incassare, e la Banca lo paga, io non posso agire verso la Banca perchè questa non aveva

nessun tipo di obbligo nei miei confronti, nemmeno quello di essere diligente, o almeno

questo é quello che pensa la giurisprudenza. Cosa posso fare? Posso andare presso il traente,

dire “mi hanno rubato l’assegno, non sono stato pagato”; il traente ovviamente mi risponderà

‘amico caro ma io l’ho pagato quell’assegno, perchè é stato pagato al ladro; iniziamo così una

bella causa e va visto chi vince.

Nel caso dell’assegno non trasferibile, la Banca risponde del pagamento,e quindi, se io sono

stato il titolare dell’assegno, mi hanno derubato, l’hanno portato in Banca e la Banca l’ha

pagato, violando il mio diritto perchè quel titolo di credito era mia proprietà, io posso agire

contro la Banca e la Banca risponde del pagamento, e a differenza del caso precedente, si

ammette anche l’azione diretta del titolare spossessato o derubato, contro la Banca.

Come vedete é una situazione che garantisce meglio me che sono l’emittente, garantisce

prenditore dell’assegno.

meglio anche il

L’ASSEGNO SBARRATO

Sono degli assegni che hanno sulla faccia due linee; non significa che é cancellato, significa

che può essere pagato solo ad una Banca, ad un banchiere, o ad un suo cliente. Gli inglesi

vogliono che l’assegno sia pagato ad una persona che qualcuno

amano questa cosa perchè

conosce.

Se scrivo tra le linnee, ad es. Capitalia, in questo caso quest’assegno potrà essere pagato solo

al sig. banchiere Capitalia, o a un cliente che ha il conto presso Capitalia. La caratteristica di

quest’assegno sbarrato é che non impone l’addebito in conto, quindi, se il banchiere conosce

personalmente il suo cliente, gli può anche versare il denaro contenuto nell’assegno; in questo

caso, se volessi proprio che l’assegno viene addebitato su un conto corrente, così rimane una

traccia scritta del versamento, devo scrivere sull’assegno “da accreditare”. L’assegno da

accreditare é simile ma non é uguale ad un assegno sbarrato; pretende qualcosa in più: devi

avere il conto corrente e l’assegno deve essere versato su un conto corrente. In Italia l’assegno

non si scrive che sia da accreditare, ma vi invito a provare a farvi versare in contanti il valore

di un assegno e di informarmi se ci riuscite, perchè penso che sia molto difficile questa

ipotesi.


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