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I titoli nominativi sono titoli intestati ad una persona determinata, si caratterizzano per il fatto che

l’intestazione deve risultare sia dal titolo ma anche da un apposito registro tenuto dall’emittente –

doppia intestazione – Il possessore è legittimato all’esercizio dei relativi diritti per effetto della

doppia intestazione a suo favore. Tipi di titoli nominativi: le obbligazioni, le quote di partecipazione

ai fondi di investimento, i titoli del debito pubblico. Procedure di trasferimento della legittimazione

nei titoli nominativi: è in ogni caso necessaria la cooperazione dell’emittente visto che si procede al

mutamento dell’intestazione sia sul titolo che sul registro. La doppia annotazione del nome

dell’acquirente può avvenire secondo 2 diverse procedure:

I° procedura: prevede il cambiamento consensuale delle 2 intestazioni o il rilascio di un nuovo

titolo, a cura e sotto la responsabilità dell’emittente – il transfert che può essere richiesto sia

dall’alienante sia dall’acquirente. L’alienante deve esibire il titolo e deve provare la propria identità

e la propria capacità di disporre, mediante certificazione di un notaio o di un agente di cambio

anche da una banca. L’acquirente che richiede il transfert deve esibire il titolo e deve inoltre

dimostrare il suo diritto – cioè l’acquisto del titolo – mediante atto pubblico o scrittura privata

autenticata da un notaio o da un agente di cambio.

II° procedura: il trasferimento mediante girata. Nel trasferimento per girata la doppia annotazione

è eseguita da soggetti diversi ed in tempi diversi: l’annotazione sul titolo – la girata – è fatta

dall’alienante, quella nel registro dell’emittente ad opera dell’emittente ed è necessaria nel caso

l’acquirente vuole esercitare i relativi diritti. L’acquirente può trasferire ad altri il titolo mediante

girata, dato che dal documento risulta già l’intestazione a suo favore.

La girata nei titoli nominativi è assoggettata a particolari regole di forma e produce effetti diversi:

La girata deve essere datata, deve contenere l’indicazione del giratario – NON può essere in bianco

– deve essere sottoscritta dal giratario se il titolo non è interamente liberato. La girata deve essere

autenticata da un notaio o da un agente di cambio.

Effetti attribuisce al possessore solo la legittimazione ad ottenere la legittimazione cioè

l’annotazione del trasferimento nel registro dell’emittente ed in seguito il giratorio consegna la

legittimazione all’esercizio dei diritti inerenti al titolo, mentre prima di tale avvenimento la girata

non ha efficacia nei confronti dell’emittente.

9. L’esercizio del diritto cartolare. La legittimazione.

Il possessore qualificato del titolo può far valere il diritto cartolare nei confronti del debitore senza

essere tenuto a provare il valido acquisto della proprietà del titolo e il conseguente acquisto della

titolarità del diritto. L’art. 1992 dice che il possessore di un titolo di credito, legittimato nelle forme

previste dalla legge ha diritto alla prestazione in esso indicata verso presentazione del titolo 

legittimazione attiva. Il debitore ha l’onere di provare il difetto della titolarità quando intende

resistere alla richiesta di adempimento. Il debitore che senza dolo o colpa grave adempie la

prestazione nei confronti del possessore è liberato anche se questi non è titolare del diritto 

legittimazione passiva. La liberazione c’è solo se c’è l’assenza di dolo o colpa grave, non c’entra

nulla la sua buona fede. In sintesi: il debitore è liberato non solo quando ignora il difetto di titolarità

del legittimato – buona fede – ma anche quando, pur essendone a conoscenza, non disponga di

mezzi di prova pronti e sicuri per contestare il difetto di titolarità o quanto meno non sia in grado di

procurarseli con l’ordinaria diligenza.

10. Le eccezioni cartolari.

L’art. 1993 pone i principi della letteralità e dell’autonomia del diritto cartolare.

Le eccezioni cartolari si trovano in 2 grandi categorie:

- Eccezioni reali: sono opponibili a chiunque portatore del titolo. tipi:

Eccezioni di forma: quando c’è l’inosservanza dei requisiti formali del titolo richiesti

o dalla legge a pena di nullità

Eccezioni fondate sul contesto letterale del titolo

o La falsità della firma, cioè che la sottoscrizione non è giuridicamente riferibile a

o colui che figura dal titolo come debitore

Il difetto di capacità o di rappresentanza al momento dell’emissione del titolo

o La mancanza delle condizioni necessarie per l’esercizio dell’azione

o

- Eccezioni personali: opponibili solo ad un determinato portatore e non si ripercuotono sugli

altri. Tipi:

Eccezioni personali fondate su rapporti personali:sono disciplinate dall’art. 1993 dice

o che ciò è possibile solo se l’attuale possessore nella’acquistare il titolo ha agito

intenzionalmente a danno del debitore. Exceptio doli che richiede sia la conoscenza

– malafede – sia la conoscibilità – colpa grave – dell’eccezione ma, anche una colpa

+ grave il dolo!!! Quindi, un accordo fraudolento fra chi trasmette e chi riceve il

titolo o, con l’intento di danneggiare il debitore privandolo di eccezioni che avrebbe

potuto opporre al precedente possessore.

Eccezioni derivanti dal rapporto fondamentale che ha dato luogo

 all’emissione del titolo, sono opponibili solo al primo prenditore.

Eccezioni fondate su altri rapporti personali ch i precedenti possessori, sono

 opponibili solo a colui che è stato parte del relativo rapporto.

Eccezioni personali in senso stretto: viene applicata la regola dell’art. 1994 per

o l’acquisto a non domino. L’eccezione di difetto di titolarità è opponibile nei confronti

di tutti i successivi possessori in malafede o colpa grave, cioè coloro che

conoscevano o dovevano conoscere il difetto della titolarità di un precedente

possessore.

L’eccezione di difetto di titolarità del diritto cartolare, è opponibile al

 possessore del titolo che non ne ha acquistato la proprietà per mancanza di un

negozio valido di un negozio di emissione o di trasmissione o l’ha

successivamente persa con la vendita del titolo senza consegna all’acquirente.

11. L’ammortamento.

Il principio dell’incorporazione dovrebbe comportare che l’esercizio del diritto cartolare è precluso

anche in caso di perdita involontaria del titolo. A favore di colui che ha perso il possesso del titolo e

la legittimazione esistono dei rimedi.

Per i titoli all’ordine e nominativi è previsto l’istituto dell’ammortamento è uno speciale

procedimento diretto ad ottenere la dichiarazione giudiziale che il titolo originario non è più

strumento di legittimazione – decreto di ammortamento – Chi ha ottenuto l’ammortamento può

esigere il pagamento su presentazione del relativo decreto e se il titolo non è scaduto può ottenere

dall’emittente un duplicato del titolo perduto – art.2019 – La procedura dell’ammortamento è

ammessa solo in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del titolo e si articola in 2 fasi: la

prima iniziale e la seconda eventuale. La procedura dell’ammortamento inizia con la denunzia della

perdita del titolo e con il contestuale ricorso dell’ex possessore al presidente del tribunale del luogo

in cui il titolo è pagabile, ricorso con il quale si chiede l’ammortamento del titolo. Il presidente del

tribunale dopo opportuni accertamenti pronuncia il decreto di ammortamento. Tale decreto deve

essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e deve essere notificato al debitore. Solo con la notifica

del decreto il debitore non è liberato se paga al detentore del titolo. Quindi, da questo momento, il

titolo perde la funzione di legittimazione. Il debitore non può pagare l’ammontare fino a che non

siano trascorsi 30gg dalla pubblicazione nella gazzetta. Entro tale termine, il detentore del titolo può

proporre opposizione contro il decreto di ammortamento depositando il titolo presso la cancelleria

del tribunale ordinario giudizio di cognizione che ha per oggetto l’accertamento della proprietà

del titolo e si chiude con la revoca del decreto se l’opposizione è accolta. Se l’opposizione viene

respinta il decreto di ammortamento diviene definitivo ed il titolo deve essere consegnato al

ricorrente. Per i titoli al portatore NON è ammessa la procedura dell’ammortamento salvo alcune

eccezioni tassativamente previste per i titoli a circolazione ristretta – libretti di deposito e assegni

bancari al portatore-. Il possessore del titolo al portatore che ne provi la distruzione ha tuttavia

diritto ad ottenere dall’emittente il rilascio di un duplicato o di un titolo equivalente. Nel caso

invece di smarrimento o sottrazione del titolo, chi ha subito tali eventi e li ha denunziati

all’emittenti con le relative prove, ha diritto alla prestazione, decorse il termine di prescrizione. Solo

così il debitore è posto al riparo dal pericolo di un doppio pagamento.

12. Documenti di legittimazioni e titoli impropri.

L’art. 2002 divide i tipi di documenti in 2:

- i documenti di legittimazione: servono solo ad identificare l’avente diritto alla prestazione.

Sono documenti di legittimazione, i biglietti di viaggio, di cinema o teatro, i biglietti della

lotteria ecc… Questi documenti legittimano il possessore semplicemente come titolare

originario del diritto e non svolgono alcun ruolo ai fini della circolazione dello stesso. Il

diritto circola nella forma e con gli effetti propri della cessione.

- I titoli impropri: consentono il trasferimento del diritto senza l’osservanza delle forme

proprie della cessazione. I titoli impropri agevolano la circolazione in quanto dispensano il

cessionario dalla formalità della notifica al debitore. Non attribuiscono però un diritto

letterale ed autonomo, dato che legittimano il possessore come cessionario del diritto

documentato.

Ai documenti di legittimazione e ai titoli impropri NON è applicabile la disciplina dei titoli di

credito.

13. La gestione accentrata dei titoli di massa.

Pericolo per la circolazione per i titoli di massa diffusi fra il pubblico e ch formano oggetto di

intensa negoziazione come per le azioni e le obbligazioni di società quotate in borsa nonché per i

titoli del debito pubblico. Per evitare i pericoli il nostro ordinamento ha introdotto il sistema di

gestione accentrata di strumenti finanziari rappresentati da titoli, dice che:

- l’attività di gestione accentrata di strumenti finanziari di emittenti privati è esercitata da

apposite società per azioni a statuto speciale che operano sotto la vigilanza delle Consob e

della Banca d’Italia anche se allo stato l’unico sistema operante è quello gestito dalla società

Monte Titoli;

- sono ammessi al sistema azioni ed altri strumenti finanziari di emittenti privati individuati

dalla Consob;

- la gestione accentrata di titoli di Stato è alla Monte Titoli ed è disciplinata dal Ministro

dell’economia e delle finanze con proprio regolamento e trovano applicazione le norme che

regola il funzionamento del sistema di gestione accentrata degli altri strumenti finanziari;

- le modalità di finanziamento del sistema di gestione accentrata sono diverse a seconda che

gli strumenti finanziari immessi possono o meno essere rappresentati da titoli in base alla

disciplina della de materializzazione.

Gestione accentrata non dematerializzarta si fonda sulla custodia accentrata dei titoli presso al

società di gestione. L’adesione al sistema è facoltativa. I titoli sono immessi nella gestione

accentrata sulla base di un contratto di deposito titoli in amministrazione stipulato dai titolari con gli

intermediari ammessi al sistema che attribuisce all’intermediario – depositario la facoltà di

procedere al sub deposito presso la società di gestione accentrata. Così, si determinano 2 distinti

rapporti di deposito regolare fra di loro collegati e tutti i rapporti fra depositanti e società accentrata

sono intrattenuti tramite gli intermediari sub depositanti. Questo sistema consente di sostituire la

circolazione documentale dei titoli immessi nella gestione con una circolazione de materializzata

fondata su scritture contabili poste in essere dalla società di gestione; scritture che producono gli

effetti propri del trasferimento secondo la disciplina legislativa della circolazione dei titoli di

credito. L’accredito contabile è equiparato al trasferimento materiali del titolo e determina

l’acquisto di un diritto cartolare autonomo da parte del beneficiario dell’ordine. L’esercizio dei

diritti cartolari è svincolato dall’esibizione dei titoli custoditi dalla società di gestione in quanto la

relativa legittimazione è attribuita dal rilascio di apposte certificazioni attestanti la partecipazione al

sistema e contiene l’indicazione del diritto sociale esercitabile.

Gestione de materializzata un vera e propria de materializzazione dei titoli di massa, con

l’eliminazione del documento cartaceo integralmente sostituito dai sistemi elettronici di

scritturazione è stata introdotta dal d.lgs. 213/1998 per alcune categorie di strumenti finanziari: non

possono + essere rappresentati da titoli e sono immessi nel sistema di gestione accentrata in regime

di de materializzazione, gli strumenti finanziari negoziati nei mercati regolamentati italiani, cioè

quelli diffusi fra il pubblico in misura rilevante, secondo i criteri individuati dalla Consob. E’ in

facoltà degli emittenti assoggettare al regime di de materializzazione gli strumenti finanziari che

non presentano tali caratteristiche. Anche la gestione accentrata dei Titoli di Stato è stata de

materializzata. L’emissione e la circolazione degli strumenti finanziari de materializzati avviene

esclusivamente attraverso il sistema di gestione accentrata, con registrazioni contabili elettroniche

che producono tuttavia ex lege effetti equivalenti a quelli previsti per la disciplina dei titoli di

credito.

LA CAMBIALE

1. Cambiale tratta e vaglia cambiario.

La cambiale è un titolo di credito la cui funzione tipica ma, non esclusiva è quella di differire il

pagamento. Esistono 2 tipi di cambiale:

- la cambiale tratta: in cui una persona – traente - ordina ad un’altra persona – trattario – di

pagare una somma di danaro al portatore del titolo. E’ un ordine di pagamento. Sono

presenti 3 figure:

1) il traente che dà l’ordine di pagare e per legge garantisce l’accettazione ed il pagamento

del titolo;

2) il trattario che è il destinatario dell’ordine di pagamento e che diventa obbligato

cambiario ed obbligato principale solo in seguito all’accettazione;

3) il prenditore che è il beneficiario dell’ordine di pagamento.

- il vaglia cambiario che ha struttura di una promessa di pagamento. Figurano 2 persone:

l’emittente che promette il pagamento assumendo la veste di obbligato cambiario

o principale;

il prenditore che è il beneficiario della promessa di pagamento.

o

Caratteri fondamentali e comuni tra la cambiale tratta e il pagherò cambiario:

◊ la cambiale sono un titolo di credito all’ordine, circola quindi con girata;

◊ la cambiale è un titolo astratto, da aggiungere alla definizione di titolo di credito, è che può

essere emessa anche se manca il preesistente debito del traente o dell’emittente nei confronti

del prenditore. Al fine di dare al prenditore uno strumento per procurarsi temporaneamente

disponibilità in danaro negoziando il titolo è la cambiale di favore è costituito dal

 

relativo accordo fra emittente e primo prenditore.

◊ La cambiale è un titolo formale

◊ La cambiale è un titolo che può incorporare pluralità di obbligazioni. Gli obbligati cambiari

sono obbligati in solido verso il portatore del titolo ma, sono disposti per gradi e distinti per

legge in obbligati diretti – emittente, accettante, avallanti – obbligati di regresso – traente,

giranti, loro avallanti ed accettante per intervento –

◊ La cambiale è un titolo esecutivo.

2. I requisiti formali della cambiale.

Il bollo fa qualificare la cambiale, ha lo scopo di dare un contenuto standardizzato alla cambiale in

moda da renderla riconoscibile. Requisito formale il bollo se manca comporta che il titolo non

vale come cambiale. Requisiti essenziali della cambiale:

a) La denominazione di cambiale o di vaglia cambiario o di pagherò se si tratta di un

pagherò inserita nel contesto del titolo ed espressa nella lingua in cui il titolo è redatto.

b) L’ordine incondizionato nella cambiale tratta – pagherete a… - o la promessa

incondizionata nel vaglia cambiario – pagherò a… - di pagare una somma determinata. Nel caso

di una discordanza tra l’importo in cifre ed in lettere prevale l’importo in lettere se invece

l’importo è scritto più volte sia in cifre che in lettere prevale l’importo minore.

c) L’indicazione nella cambiale tratta e nel vaglia cambiario del nome di chi è

designato a pagare – trattario o emittente – quindi, luogo e data di nascita con il C.F..

d) Il nome del primo prenditore che nella cambiale tratta può essere = traente.

e) La data di emissione della cambiale con indicazione del giorno in cui il titolo è stato

messo in circolazione.

f) La sottoscrizione deve essere autografa

Requisiti naturali – presunzioni di legge - :

a) L’indicazione della scadenza. Può essere omessa quando la cambiale è pagabile a vista.

Quando è indicata la cambiale può essere pagata:

- a vista: pagabile in qualsiasi momento entro 1 anno dall’emissione.

- A giorno fisso: data fissata nella cambiale,

- A certo tempo data: quando c’è l’accettazione, dopo un periodo di tempo determinato

- A certo tempo vista: pagabile in qualsiasi momento entro 1 anno dal giorno di accettazione.

b) l’indicazione del luogo dove la cambiale è emessa. In mancanza, la cambiale si considera

sottoscritta nel luogo indicato accanto al traente o dall’emittente. Quando mancano, la

cambiale è nulla.

c) L’indicazione del luogo di pagamento. In mancanza, la cambiale tratta è pagabile nel luogo

indicato vicino al nome del trattario; per il vaglio nel luogo di emissione del titolo. Quando è

indicato un domicilio diverso cambiale domiciliata.

Requisito di validità il pagamento al’atto dell’emissione dell’imposta proporzionale di bollo. La

mancanza o l’insufficienza originaria del bollo privano la cambiale della qualità di titolo esecutivo.

3. La cambiale in bianco.

La cambiale in bianco è tale quando circola ed è sprovvista dei requisiti essenziali, basta quindi, la

solo sottoscrizione autografa e del bollo, anche se è su un foglio di carta normale purché ci sia la

denominazione di cambiale; il resto può essere aggiunto in seguito dal prenditore del titolo.

L’emissione della cambiale in bianco di regola è accompagnata da una accordo di riempimento tra

emittente e primo prenditore. All’emissione della cambiale in bianco si ricorre quando alcuni dati

non sono determinabili o lo saranno in futuro. Chi rilascia questo tipo di cambiale è esposto al

rischio che il prenditore la riempia in modo difforme rispetto ai precedenti accordi abuso

riempimento. Il rischio è limitato se il pagamento viene richiesto da colui che è intercorso

l’accordo: l’emittente potrà violare l’accordo ma, resta a carico suo di provare in giudizio il

riempimento abusivo. Il + grave quando il prenditore dopo averla compilata lo gira ad un terzo è

l’eccezione di abusivo riempimento eccezione personale. Non è opponibile al terzo a meno che

non abbia agito in mala fede. In difetto di tale prova, il debitore dovrà pagare la cambiale e potrà

chiedere il risarcimento dei danni a chi ha abusato nel riempimento. Decadenza il diritto di

riempire la cambiale in bianco decade dopo 3 anni dal giorno di emissione.

4. Capacità e rappresentanza cambiaria.

L’assunzione di obbligazione cambiaria costituisce sempre atto eccedente l’ordinaria

amministrazione. Il rappresentante legale del minore o dell’interdetto possono assumere

obbligazioni cambiare in loro nome previa autorizzazione del giudice tutelare, salvo che sia stato

autorizzato alla continuazione dell’esercizio di impresa. Per l’inabilitato e il minore emancipato non

autorizzato all’esercizio di impresa commerciale, è previsto che la loro firma sia accompagnata da

quella del curatore con clausola – per assistenza – in mancanza, il curatore è obbligato

personalmente. L’obbligazione cambiaria può essere assunta anche a mezzo rappresentante. Deve

risultare dal titolo con la forma – per procura. Il rappresentante cambiario senza poteri è per legge

obbligato cambiariamente come se avesse firmato in proprio, quindi, è tenuto al pagamento in luogo

del preteso. È un tipo di eccezione reale.

5. Le obbligazioni cambiarie.

La cambiale è un titolo di credito destinato ad incorporare + obbligazioni. Nasce con l’obbligazione

del traente o dell’emittente ed altre se ne possono aggiungere in seguito: quella del trattario –

accettante, quella dei singoli giranti, degli avallanti e dell’accettante per intervento.

Principi peculiari per le obbligazioni cambiarie:

Indipendenza reciproca l’invalidità della singola obbligazione cambiaria non incide sulla validità

delle altre.

Obbligati solidali tutti gli obbligati cambiari sono obbligati in solido nei confronti del portatore

del titolo alla scadenza, quindi può chiedere a ciascuno di essi il pagamento dell’intera somma

cambiaria. Però, gli obbligati cambiari non sono obbligati tutti nello stesso modo, sia di fronte al

portatore del titolo – rapporti esterni – sia nei rapporti reciproci – rapporti interni obbligati

gli

cambiari sono disposti per gradi secondo un ordine fissato per legge.

Obbligati diretti l’emittente, l’accettante, e i loro avallanti. l’azione diretta non è subordinata a

particolari formalità

Obbligati di regresso il traente, i giranti, i loro avallanti, l’accettante per intervento. l’azione di

regresso presuppone il verificarsi di determinate condizioni sostanziali – rifiuto del pagamento o

dell’accettazione - ed è subordinata da specifici adempimenti formali – levata del pretesto -

Posizione degli obbligati cambiari nei rapporti reciproci: uno solo di essi deve sopportare il peso

definitivo del debito cambiario, mentre, gli altri sono per legge garanti di grado successivo al

pagamento. La graduazione cambiaria comporta che se paga l’obbligato di primo grado, tutti gli

altri sono liberati sia nei confronti del portatore sia nei rapporti interni. Mentre, il pagamento

effettuato da un obbligato di grado intermedio libera solo quello di grado successivo. La cambiale

può contenere anche obbligazioni di pari grado. E si verifica quando + persone assumono la stessa

posizione cambiaria: coemittenti, coavallanti.

6. L’accettazione della cambiale.

L’accettazione è la dichiarazione con la quale il trattario si obbliga a pagare la cambiale alla

scadenza; il trattario diventa obbligato principale e di primo grado e diretto. La presentazione della

cambiale per accettazione costituisce di regola una facoltà del portare del titolo ed il traente può

anche vietare che la cambiale sia presentata per accettazione. La prestazione dell’accettazione è

obbligatoria quando:

- la cambiale a certo tempo vista, in tal caso la presentazione è necessaria per determinare la

scadenza del titolo

- la presentazione per l’accettante è prescritta dal traente o da un girante, con eventuale

fissazione del termine.

Forma deve essere scritta sulla cambiale ed espressa – accetto – visto – seguite dalla

sottoscrizione del trattario, con indicazione del luogo e codice fiscale. Vale cmq anche la semplice

sottoscrizione del trattario nella parte anteriore della cambiale.

Contenuto l’accettazione deve essere incondizionata. Può essere limitata ad una parte della

somma ed in tal caso il portatore potrà agire anticipatamente contro gli obbligati di regresso per la

parte residua.

Accettazione per intervento il rifiuto di accettazione della cambiale espone gli obbligati di

regresso al pagamento prima della scadenza. Per evitare ciò accettazione per intervento

quindi, in caso di rifiuto del trattario, l’accettazione può essere fatta da un terzo. L’accettante per

intervento non diventa obbligato principale, è solo un obbligato di regresso di grado successivo a

quello dell’obbligato per il quale l’intervento è stato dato.

7. L’avallo.

L’avallo è una dichiarazione cambiaria con la quale un soggetto – avallante – garantisce il

pagamento della cambiale per tutta o parte della somma. L’avallo è una tipica garanzia cambiaria,

deve risultare dal titolo o dal foglio di allungamento. E’ espresso con le parole – per avallo – seguite

dalla sottoscrizione dell’avallante, vale anche qui la semplice sottoscrizione nella faccia anteriore

del titolo. L’avalla può essere dato per uno qualsiasi degli obbligati cambiari e l’avallante deve

indicare per chi l’avallo è data, in mancanza si intende dato ex lege per il traente nella cambiale

tratta e per l’emittente nel pagherò cambiario. L’individuazione dell’avallato ha particolare rilievo

in quanto l’avallante è obbligato nello stesso modo di colui per il quale l’avallo stato dato. Nei

confronti del portatore del titolo l’avallante è obbligato in solido con l’avallato e con gli altri

obbligati cambiari al pagamento della cambiale. Nei rapporti interni, l’avallante è invece un

obbligato di garanzia di grado successivo rispetto all’avallo. L’avallante che paga la cambiale

acquista i diritti ad essa inerenti contro l’avallato e contro coloro che sono obbligati cambiariamente

verso quest’ultimo. Ha azione cambiaria di rivalsa per l’intero contro l’avallato e contro gli

obbligati di grado anteriore.

Coavallo quando l’avallo è prestato da + persone congiuntamente per lo stesso obbligato

cambiario. I coavallanti restano obbligati di grado successivo rispetto all’avallato, ma sono obbligati

di pari grado fra loro. L’azione di rivalsa di un cavallante verso l’altro non si applica.

L’avallo è un’obbligazione di garanzia collegata con quella dell’avallato ma è sempre

un’obbligazione autonoma. L’obbligazione dell’avallante è valida ancorché l’obbligazione garantita

sia nulla per qualsiasi altra causa che un vizio di forma. L’avallo ha applicazione il principio cardine

della reciproca indipendenza delle obbligazioni cambiarie con la limitata eccezione che l’avallante

può esporre al portatore il vizio di forma dell’obbligazione dell’avallato. Al di fuori di tale ipotesi

l’avallante è tenuto al pagamento anche se l’obbligazione dell’avallato è invalida.

8. La circolazione della cambiale.

Cambiale non all’ordine il trasferimento mediante girata può essere escluso dal traente o

dall’emittente apponendo sul titolo la clausola – non all’ordine – quindi, la cambiale è trasferibile

solo nella forma e con gli effetti di una cessione ordinaria. L’acquirente subentra cioè nel titolo

derivativo nei diritti cambiari e resta esposto a tutte le eccezioni opponibili ai precedenti portatori.

Forma la girata deve essere opposta sulla cambiale e deve essere sottoscritta dal girante,

altrimenti la girata è nulla. La girata può essere in bianco: per essere valida deve essere però scritta

esclusivamente sul retro della cambiale o sull’allungamento. La girata deve essere incondizionata e

qualsiasi condizione apposta si ha per non scritta. E’ nulla la girata parziale. Nella cambiale la girata

trasferisce la legittimazione all’esercizio dei diritti cartolari, il possessore in buona fede del titolo si

legittima in base ad una serie continua di girate, diventa proprietario del titolo e del diritto,

prevalendo sul proprietario spossessato. Nella cambiale il girante risponde per legge come obbligato

di regresso, dell’accettazione e del pagamento della cambiale. Con apposita clausola, il girante può

esonerarsi da ogni responsabilità cambiaria per l’accettazione e o per il pagamento. La cambiale

può essere girata per procura o a titolo di pegno, disciplina = per i titoli all’ordine.

9. Pagamento della cambiale.

Legittimato a chiedere il pagamento è il portatore della cambiale che giustifica il suo diritto con una

serie continua di girate, anche se l’ultima è in bianco. Le girate cancellate si hanno per non scritte.

Chi paga alla scadenza è tenuto a controllare solo la regolarità formale delle girate e la continuità

delle stesse; se il titolo contiene girate in bianco si presume che il sottoscrittore della girata

successiva sia il beneficiario di quella in bianco. Chi paga non è tenuto a controllare l’autenticità

delle girata. Il debitore cambiario è liberato se paga al non titolare, a meno che da parte sua non vi

sia stato dolo o colpa grave. Presentazione per il pagamento la cambiale deve essere presentata

per il pagamento al trattario nella cambiale tratta e all’emittente nel vaglia cambiario. Nella

cambiale a giorno fisso e a certo tempo data o vista la presentazione deve essere effettuata nel

giorno della scadenza o nei 2 gg feriali successivi. La cambiale a vista deve essere presentata per il

pagamento entro 1 anno dalla data di emissione. L’omessa presentazione nei termini comporta la

perdita dell’azione cambiaria nei confronti degli obbligati di regresso.

Il termine di scadenza della cambiale è termine essenziale. Il portatore della cambiale non può

rifiutare un pagamento parziale. Sono così tutelati gli obblighi di regresso che restano responsabili

solo per il residuo. Il pagamento per l’intero dà diritto alla restituzione del titolo, quietanzato. In

caso di pagamento parziale, il debitore può esigere che ne sia fatta menzione nel titolo o che gli sia

data una quietanza separata.

Pagamento per intervento tale pagamento serve al fine di evitare che il portatore promuova

azione cambiaria nei confronti degli obbligati di regresso. Colui che paga per intervento può essere

un terzo o una persona già obbligata, tranne l’accettante. Il pagamento per intervento NON può

essere parziale e deve essere effettuato al + tardi nel giorno successivo all’ultimo giorno consentito

per elevare il protesto per mancato pagamento. Il pagamento per intervento libera gli obbligati di

grado successivo. Il portatore che rifiuta il pagamento per intervento perde il regresso contro coloro

che sarebbero stati liberati.

10. Le azioni cambiarie.

In caso di rifiuto del pagamento nella cambiale tratta anche in caso di rifiuto di accettazione, il

portatore del titolo può agire contro tutti gli altri obbligati cambiari, individualmente o

congiuntamente per ottenere il pagamento.

Azione diretta non è soggetta a particolari formalità ed in particolare non è subordinata alla

levata del protesto. Non è soggetta ad alcun termine di decadenza. Il portatore è tenuto ad osservare

il termine di prescrizione di 3 anni che decorre dalla scadenza della cambiale.

Azione di regresso il suo esercizio è subordinato a particolari condizioni sostanziali e a specifici

adempimenti formali. Condizioni sostanziali per esercitarla:

- può essere esercitata alla scadenza se il pagamento non ha avuto luogo;

- può essere esercitata prima della scadenza:

se l’accettazione è stata rifiutata del tutto o in parte

o in caso di fallimento del trattario;

o di cessazione dei pagamenti da parte degli stessi o di esecuzione infruttuosa sui loro

o beni;

in caso di fallimento del traente di una cambiale non accettabile;

o

In caso di fallimento, per esercitare il regresso basta produrre la relativa sentenza dichiarativa.

Protesto in altri casi, l’esercizio dell’azione di regresso è per legge subordinato alla preventiva

constatazione del rifiuto di accettazione o di pagamento con atto autentico il protesto. Il protesto

deve essere elevato nei termini previsti per la presentazione all’accettazione o al pagamento.

Quindi, il protesto per mancato pagamento deve essere elevato nei 2 giorni feriali successivi alla

scadenza. L’omessa elevata del protesto comporta conseguenze gravi: il portatore decade dalle

azioni di regresso. Il portatore può essere tuttavia dispensato dal protesto con apposita clausola

inserita nella cambiale – clausola senza spese o senza protesto – dal traente, dal girante o

dall’avallante. Anche se dispensato dal protesto, il portatore è tento a dare avviso della mancata

accettazione o del mancato pagamento al traente, al proprio girante ed ai loro avallanti, entro 4

giorni feriali successivi alla levata del protesto o dal giorno della presentazione se la cambiale è con

clausola senza spese. L’omissione dell’avviso porta a conseguenze: il portatore non decade dal

regresso ma, dovrà risarcire i danni eventualmente arrecati nei limiti dell’importo della cambiale.

L’onere di avviso è derogabile con apposita clausola senza avviso inserita nella cambiale.

Responsabilità solidale gli obbligati cambiari sono tutti obbligati in solido nei confronti del

portatore.; il portatore può agire a sua scelta, per l’intera somma cambiaria, contro uno qualsiasi

degli obbligati e non è tenuto ad osservare l’ordine nel quale si sono obbligati. L’azione promossa

contro uno degli obbligati non impedisce di agire contro gli altri.

L’obbligato cambiario che ha pagato libera definitivamente i coobbligati di grado successivo, dai

quali non potrà ripetere alcunché. Ha invece azione cambiaria di ulteriore regresso contro gli

obbligati di grado anteriore e può chiedere a ciascuno di essi il rimborso integrale di quanto pagato

oltre gli interessi e le spese. L’obbligato cambiario che ha pagato non ha invece rivendicazione

cambiaria nei confronti di eventuali coobbligati di pari grado. Contro di loro potrà solo agire in via

extra cambiaria ed i relativi rapporti restano regolati dalla disciplina di diritto comune delle

obbligazioni solidali. L’azione di regresso del portatore del titolo è soggetta al termine di

prescrizione breve di 1 anno che decorre dalla data del protesto o dalla data di scadenza se c’è la

clausola senza spese. L’azione di ulteriore regresso si prescrive in 6 mesi dal giorno del pagamento

o da quello in cui l’azione di regresso è stata promossa contro di lui. L’interruzione della

prescrizione opera solo nei confronti dell’obbligato cambiario rispetto al quale è stato compiuto

l’atto interruttivo.

11. Il protesto.

Il protesto è l’atto autentico necessario per la conservazione dell’azione di regresso, in cui si

verifica la mancata accettazione o il mancato pagamento della cambiale al trattario o all’emittente.

Il pretesto deve essere elevato dietro presentazione del titolo contro i soggetti designati nella

cambiale per l’accettazione o il pagamento. Sono abilitati alla levata del protesto i notai, gli ufficiali

giudiziari e i loro aiutanti, in mancanza i segretari comunali. Il notaio e l’ufficiale giudiziari si

avvalgono della collaborazione dei prestatori; quando avviene ciò l’atto di protesto redatto da un

notaio o da un ufficiale giudiziario deve essere sottoscritto anche dal prestatore. Il protesto può

essere annotato sulla cambiale o su atto separato. Il protesto deve essere redatto per atto pubblico. I

protesti per mancato pagamento sono pubblicati in un apposito registro informatico dei protesti

presso le camere di commercio. L’illegittima levata del protesto può essere fonte di responsabilità

per danni del creditore richiedente e o pubblico ufficiale, per il discredito che arreca al debitore. Il

protesto può essere sostituito da una dichiarazione scritta di rifiuto dell’accettazione o del

pagamento, datata e sottoscritta dal trattario; questa dichiarazione è soggetta a pubblicità legale e

per avere gli effetti del protesto deve essere registrata nell’apposito registro.

12. Il processo cambiario. Le eccezioni.

La cambiale originariamente in regola con il bollo vale come titolo esecutivo. Il possessore può

iniziare la procedura esecutiva sui beni del debitore senza doversi preventivamente munire di un

provvedimento giudiziale di condanna. Se la cambiale non era originariamente regolata con il bollo

purché in seguito sia stata regolarizzata Il portatore della cambiale può avvalersi in alternativa

dell’ordinario procedimento di cognizione diretto ad ottenere sentenza di condanna. Nell’ordine

giudiziario di cognizione la cambiale gode di un particolare regime processuale; su istanza del

creditore, il giudice deve emettere sentenza provvisoria di condanna se le eccezioni opposte dal

debitore sono di lunga indagine, imponendo al creditore il versamento di una cauzione quando è

ritenuto opportuno. Esistono eccezioni reali opponibili a qualsiasi portatore. Eccezioni personali

opponibile solo ad un determinato portatore. Nella cambiale in più bisogna distinguere le

eccezioni oggettive e soggettive che è determinata dalla pluralità di obbligazioni e dalla reciproca

indipendenza delle stesse.

Eccezioni oggettive quelle che possono essere opposte da tutti gli obbligati cambiari come

l’eccezione di invalidità della cambiale per difetto dei requisiti formali.

Eccezioni soggettive sono quelle che possono essere opposte solo da un determinato obbligato e

danno luogo in particolare le cause di invalidità della singola obbligazione cambiaria.

13. Le azioni extracambiarie.

Il rapporto di debito fra chi da e chi riceve il debito non si estingue con l’emissione o con la girata

della cambiale, salvo che non si provi che il rilascio della cambiale ha prodotto novazione del

rapporto causale. Per realizzare il proprio credito il possessore della cambiale ha a disposizione

oltre alle azioni cambiarie dirette e di regresso anche l’azione causale nei confronti del debitore che

è stato parte del relativo rapporto. L’esercizio dell’azione causale è subordinato ad una serie di

cautele per evitare che il debitore contro cui si agisce con l’azione causale sia esposto al rischio di

un doppio pagamento. Per poter esercitare l’azione causale è necessario:

- che siano stati accertati col protesto la mancata accettazione o il mancato pagamento della

cambiale;

- che il portatore offra al debitore la restituzione della cambiale, depositandola presso la

cancelleria del giudice competente;

- che il portatore abbia adempiute tutte le formalità necessarie per conservare al debitore le

azioni di regresso che possono competergli.

L’inosservanza di queste condizioni decadenza dell’azione causale.

Azione di arricchimentoPuò verificarsi che il portatore della cambiale abbia perduto per

decadenza o per prescrizione tutte le azioni cambiarie e non abbia alcuna azione causale da

esercitare. L’azione che si può fare è inquadrabile con quella generale di ingiustificato

arricchimento esercitabile solo nei confronti dell’obbligato cambiario beneficiario

dell’arricchimento; cioè nei confronti dell’accettante nella cambiale tratta e dell’emittente nel

pagherò. L’azione di arricchimento cambiario si prescrive in un anno dal giorno della perdita

dell’azione cambiaria.

14. Ammortamento.

La disciplina dell’ammortamento della cambiale = disciplina per i titoli di credito all’ordine.

La differenza che non è richiesto che l’opponente al decreto di ammortamento depositi il titolo.

15. Le cambiali finanziarie.

Le cambiali finanziarie costituiscono un nuovo strumento di finanziamento delle imprese introdotto

e disciplinato da una legge del 1994. La funzione è quella di offrire alle imprese, ed in particolare a

quelle non abilitate ad emettere obbligazioni, uno strumento per raccogliere direttamente fra il

pubblico capitale di credito a breve termine, alternativo rispetto al ricorso al credito bancario che è

molto più oneroso. Le cambiali finanziarie sono titoli di credito all’ordine emessi in serie, con

scadenza non inferiore ai 3 mesi e non superiore ai 12 mesi dalla data di emissione. La loro struttura

è quella del pagherò cambiario, contiene quindi, una promessa di pagamento incondizionata da

parte dell’emittente. Le cambiali finanziarie sono equiparate alle cambiali ordinarie quindi, verrà

applicata la stessa disciplina. Le cambiali finanziarie devono:

- avere un taglio min non inferiore a 50000 euro;

- avere la denominazione di cambiale finanziaria nel contesto del titolo, in caso di omissione è

nulla.

- Devono essere indicati anche i proventi a favore del prenditore in qualunque forma pattuita.

I proventi di regola sono costituiti dalla differenza fra il valore nominale della cambiale e la

minor somma corrisposta all’emittente;

- Possono essere girate esclusivamente con clausola senza garanzia, quindi, senza assunzione

di obbligazione cambiaria di regresso da parte del girante

L’emissione di cambiali finanziarie sono sottoposte a limiti soggettivi e quantitativi disposti dal

TUB. L’ammontare della raccolta fra il pubblico effettuata mediante cambiali finanziarie,

unitamente a quella realizzata mediante obbligazioni o altri strumenti finanziari non può superare i

limiti fissati dall’art. 2412 codice civile per l’emissione di obbligazioni.

L’ASSEGNO BANCARIO

1. Nozione. Caratteri essenziali.

L’assegno bancario è un titolo di credito che contiene l’ordine incondizionato diretto ad una banca

di pagare a vista una somma determinata all’ordine di una determinata persona o al portatore. La

funzione tipica è quella di consentire l’utilizzazione di somme disponibili presso una banca per

effettuare pagamenti a terzi evitando l’utilizzo materiale del danaro. L’assegno è uno strumento di

pagamento alternativo. L’assegno bancario è regolato insieme agli altri titoli di credito bancari.

L’assegno è redatto dal traente su appositi moduli prestampati e forniti dalla banca, ha la stessa

struttura della cambiale tratta; sono presenti 3 figure: il traente che dà l’ordine di pagamento alla

banca e risponde ex lege del mancato pagamento; la banca – trattaria alla quale l’ordine di

pagamento è rivolto; il prenditore dell’assegno.

bancario è un titolo di credito astratto, formale ed esecutivo; incorpora una pluralità di

L’assegno

obbligazioni reciprocamente indipendenti, solidali e disposte per gradi.

Differenze di disciplina dell’assegno bancario rispetto alla cambiale:

Trattario SOLO BANCA!!!!

 Rapporto di provvista tra traente e baca trattaria può essere costituito esclusivamente da

 fondi disponibili esistenti presso la banca

L’assegno bancario non può essere accettato dalla banca trattaria

 L’assegno bancario è sempre pagabile a vista e deve essere presentato per il pagamento

 entro breve termini

L’assegno bancario è assistito da una particolare disciplina sanzionatoria.

2. I requisiti dell’assegno bancario.

Requisiti formali di validità dell’assegno bancario che il titolo non vale come assegno

comporta

i requisiti della regolarità espone a sanzioni amministrative pecuniarie.

Requisiti di regolarità dell’assegno bancario:

- l’esistenza presso la banca trattaria di fondi disponibili per la somma almeno pari a quella

dell’assegno

- l’esistenza di una convenzione espressa o tacita – convenzione di assegno - che attribuisce

al traente il diritto di disporre mediante assegni bancari dei fondi disponibili

entrambe le condizioni sono soddisfatte quando il traente intrattiene con la banca un rapporto di

conto corrente bancario.

L’emissione di assegni bancari senza l’osservanza delle condizioni illecito!!! Requisito semplice

di validità è l’osservanza delle norme sul bollo; in mancanza, l’assegno perde la qualità di titolo

esecutivo.

Requisiti di validità – requisiti formali - :

- la denominazione di assegno bancario inserita nel contesto del titolo

- l’ordine incondizionato di pagare una somma determinata

- l’indicazione del trattario che può essere solo una banca

- l’indicazione del luogo di pagamento, in mancanza vale il luogo indicato a fianco al nome

del trattario

- la data ed il luogo di emissione dell’assegno

- la sottoscrizione del traente, valgono le regole della cambiale.

3. La posizione della banca trattaria.

l’assegno non può essere accettato!!!!!

Per l’aspettative del portatore al pagamento dell’assegno esiste visto scritto sull’assegno e

Il

firmato dalla banca trattaria non comporta obbligo di pagamento ma, ha solo effetto di accettare

l’esistenza dei fondi ed impedire il ritiro da parte del traente prima della scadenza del termine della

prestazione. Se l’attestazione è falsa o la banca consente al traente di disporre diversamente dei

fondi, la banca dovrà risarcire al portatore i danni subiti. Il visto ha scarsa diffusione perché è

sottoposto ad un’imposta di bollo suppletiva. Molto + diffuso è il benefondi. Consiste nella

conferma, per lo più telefonica, dell’esistenza dei fondi da parte della banca trattaria, su richiesta

della banca cui il titolo è girato per l’incasso. Il benefondi di regola ha il valore di semplice

informazione sll’esistenza attuale dei fondi e non comporta alcuna obbligazione extracartolare di

pagamento da parte della banca trattaria ma, sarò tenuta al risarcimento dei danni quando le

informazioni erano inesatte. La banca può però impegnarsi espressamente a bloccare i fondi

corrispondenti all’ammontare dell’assegno – benefondi con blocco – in questo caso è presente

anche una obbligazione extracartolare.

4. Circolazione. Avallo.

L’assegno bancario è normalmente un titolo all’ordine ma, può essere anche emesso al portatore e

come assegno al portatore vale l’assegno rilasciato senza indicazione del prenditore. La circolazione

dell’assegno bancario all’ordine è regolata da norme che sostanzialmente coincidono con quella

della cambiale; anche il girante dell’assegno bancario risponde ex lege del pagamento come

obbligato di regresso. La differenza rispetto alla cambiale è che la girata al trattario vale come

quietanza ed estingue il titolo. La circolazione dell’assegno al portatore è regolata invece dalle

disposizioni generali del codice in tema di titoli al portatore. Anche per l’assegno è prevista la

garanzia con l’avallo ma è un istituto poco usato. La relativa disciplina è la stessa usata per la

cambiale. E’ escluso l’avvallo da parte della banca trattaria.

5. Il pagamento dell’assegno.

L’assegno bancario è sempre pagabile a vista ed ogni contraria disposizione si ha per non scritta.

L’eventuale postdatazione non impedisce al portatore di presentarlo anticipatamente per il

pagamento né alla banca di pagarlo. L’assegno non è solo pagabile a vista ma, deve essere

presentato per il pagamento presso lo sportello della banca trattaria indicata nel titolo. Il termine

per il pagamento degli assegni è di 8gg dalla data di emissione, se l’assegno è pagabile nello stesso

comune; altrimenti sono 15gg. L’omessa presentazione dell’assegno nei termini comporta la perdita

dell’azione di regresso contro i giranti ed i loro avallanti ma, non verso il traente. La banca è libera

di pagare anche dopo la scadenza dei termini, salvo che abbia ricevuto dal traente l’ordine di non

pagare. Inoltre, la facoltà della banca di pagare l’assegno resta anche in caso di morte o

sopravvenuta incapacità del traente. Nell’assegno all’ordine, la banca è tenuta ad accertare la

regolare continuità delle girate ma, non di verificare l’autenticità delle firme dei giranti. La banca è

tenuta ad identificare colui che incassa e verifica che la firma del traente corrisponde a quella

esposta al momento dell’apertura del conto corrente. Questi sono i controlli necessari perché una

banca non versi in colpa grave nel pagamento e possa legittimante addebitare al traente l’importo

dell’assegno pagato. I controlli devono essere fatti con la diligenza professionale dell’accorto

banchiere per esonerarsi da responsabilità nei confronti del traente.

6. Il regresso per mancato pagamento.

In caso di mancato pagamento da parte della banca trattaria il portare dell’assegno può agire in

regresso contro il traente, i giranti ed i loro avallanti. La presentazione del titolo alla banca trattaria

nei termini di legge e la constatazione del rifiuto di pagamento mediante protesto sono necessarie

solo per agire contro i giranti ed i loro avallanti. Non sono necessarie per l’esercizio dell’azione di

regresso contro il traente e i suoi avallanti, fermo restando che il pagamento eve essere

preventivamente richiesto alla banca trattaria. Nei confronti del traente la presentazione tardiva

comporta come unica conseguenza che se dopo la scadenza del termine di prestazione la

disponibilità della somma è venuta meno per fatto del trattario, il portatore perde i diritti verso il

traente per la somma che è venuta a mancare. L’azione di regresso del portatore contro il traente, i

giranti e gli altri obbligati si prescrive in 6 mesi dal termine di presentazione. L’azione di ulteriore

regresso dell’obbligato che ha pagato l’assegno contro gli obbligati di grado anteriore si prescrive

invece in 6 mesi dal giorno di pagamento o dal giorno in cui l’azione di regresso è stata promossa

contro di lui.

7. Assegno sbarrato, da accreditare, non trasferibile. Assegno turistico.

Clausole tipiche dell’assegno apposte dal traente o dal prenditore volte a ridurre i rischi connessi al

furto o allo smarrimento del titolo. Assegno sbarrato un assegno cui vengono apposte 2 rette

è

parallele sulla parte anteriore del titolo. La sbarratura può essere generale o speciale. Generale

quando fra le barre non c’è nessuna indicazione. Speciale quando fra le sbarre è scritto il nome di

un determinato banchiere che può essere lo stesso trattario. Lo sbarramento non impedisce la

circolazione dell’assegno ma, circoscrive i soggetti legittimati ad incassarlo. L’assegno bancario con

sbarratura generale può essere pagato solo ad un banchiere o ad un cliente del trattario. L’assegno

con sbarratura speciale può essere pagato solo al banchiere designato. La banca trattaria che non

osserva tali disposizioni è tenuta al risarcimento dei danni nei limiti dell’importo dell’assegno, nei

confronti del portatore che ha subito lo smarrimento o la sottrazione del titolo. Lo sbarramento 

evita che il pagamento sia effettuato a persona che non abbia già avuto rapporti con la banca

trattaria ma, non impedisce l’acquisto a non domino del titolo da parte del terzo in buona fede cui

l’assegno sia stato girato dal ladro. Effetti simili sono prodotti dalla clausola da accreditare.

L’assegno da accreditare non può essere pagato per contanti ma, può essere regolato dalla banca

trattaria solo mediante scritturazione contabile quindi, accreditamento in conto, giroconto,

compensazione con un credito dalla stessa vantato. Maggior sicurezza offre la clausola non

trasferibile. L’assegno emesso con tale clausola può essere pagato solo all’immediato prenditore o

accreditato sul suo conto. La girata apposta si ha per non scritta. La cancellazione della clausola si

ha per non avvenuta. L’unico mezzo a disposizione del prenditore è che quando non può o non

vuole riscuotere personalmente l’assegno non trasferibile può solo girarlo per l’incasso ad una

banca che a sua volta non può girarlo ancora. Gli assegni bancari di importo superiore a 12500 euro

devono essere emessi con la clausola di non trasferibilità al fine di prevenire operazioni di

riciclaggio di danaro proveniente da reati. La banca che paga un assegno non trasferibile a persona

diversa dall’originario prenditore o dal banchiere giratario per l’incasso risponde del pagamento.

L’assegno turistico è un assegno bancario che viene tratto da una banca su propria filiale o

corrispondente estera. Di regola è stilato in valuta estera e rilasciato al prenditore dietro contestuale

versamento dell’importo corrispondente. Chi si deve recare all’estero dispone di un titolo

agevolmente negoziabile in quanto la copertura è sicura. La caratteristica peculiare dell’assegno

turistico è che il pagamento è subordinato alla presenza sul titolo di una doppia firma conforme del

prenditore. La prima è apposta al momento del rilascio del titolo, mentre, la seconda al momento

del pagamento o della negoziazione.

8. L’ammortamento.

La disciplina dell’ammortamento dell’assegno bancario è basata su quella della cambiale. Da tenere

presente però:

- non c’è distinzione tra assegno all’ordine e al portatore e quindi, la procedura di

ammortamento è eccezionalmente ammessa anche per quelli al portatore

- la procedura di ammortamento è esclusa per l’assegno non trasferibile visto che lo stesso

non può circolare. Il prenditore ha diritto ad ottenere il duplicato a proprie spese,

denunziando lo smarrimento, la distruzione o la sottrazione sia al trattario sia al traente.

L’ASSEGNO CIRCOLARE.

1. Nozione e disciplina.

L’assegno circolare è un titolo di credito all’ordine che contiene la promessa incondizionata della

banca emittente di pagare a vista una somma di danaro. La sua emissione avviene con il versamento

da parte del richiedente dell’importo corrispondente. L’assegno circolare è un mezzo di pagamento

si differenzia dall’assegno bancario perché ha struttura di vaglia cambiario incorpora

un’obbligazione diretta di pagamento della banca emittente. L’assegno circolare è un mezzo di

pagamento + sicuro dell’assegno bancario. Chi lo riceve in pagamento può fare affidamento sulla

solvibilità della banca emittente e dispone di un titolo che può agevolmente negoziare o riscuotere

presso tutti i recapiti della banca che lo ha emesso.

non può MAI essere al portatore.

L’emissione è subordinata ad una serie di condizioni di regolarità volte a consentire un controllo

della massa fiduciaria in circolazione a salvaguardia della stabilità monetaria. E’ previsto che:

♠ L’emissione di assegni circolare è consentito solo dalle banche specificatamente autorizzate

dalla Banca d’Italia

♠ La banca può emettere assegni circolari solo per somme che siano presso di essa disponibili

al momento dell’emissione

♠ La banca autorizzata ad emettere assegni circolari deve costituire presso la Banca d’Italia

una cauzione in titoli a garanzia dei medesimi.

Requisiti formali di validità dell’assegno circolare:

1) la denominazione di assegno circolare inserita nel contesto del titolo

2) la promessa incondizionata di pagare a vista una somma determinata

3) l’indicazione del prenditore

4) l’indicazione della data e del luogo nel quale l’assegno circolare è stato emesso

5) la sottoscrizione della banca emittente

La funzione di mezzo di pagamento dell’assegno circolare:

∼ la girata a favore dell’emittente estingue il titolo

∼ il possessore deve presentare l’assegno per il pagamento entro 30 gg dall’emissione, pensa

la decadenza delle azioni di regresso

Si applica all’assegno circolare: l’assegno sbarrato, da accreditare, non trasferibile, turistico e anche

la disciplina dell’ammortamento. Il prenditore di un assegno circolare non trasferibile, decorsi 20 gg

dalla denunzia dello smarrimento o della sottrazione, può senz’altro ottenerne il pagamento dalla

filiale alla quale fu fatta la denunzia.

LA SOCIETA’ PER AZIONI

1. Nozione e caratteri essenziali.

La società per azioni con la società in accomandita per azioni e la società a responsabilità limitata

categorie delle società di capitali in cui: - per le obbligazioni sociali risponde solo la società con

il suo patrimonio – la partecipazione sociale è rappresentata da azioni. Differenza tra spa e sapa:

nella sapa sono presenti 2 tipi di soci gli accomandatari – che sono responsabili solidalmente ed

illimitatamente per le obbligazioni sociali in base alla loro quota di partecipazione, gli accomandati.

Differenza tra spa e srl: nella srl la responsabilità per le obbligazioni sociali, la partecipazione dei

soci non è rappresentata da azioni e non si costituisce con offerte al pubblico.

Caratteri essenziali di una SPA:

- Personalità giuridica: la spa è soggetto di diritto distinto dai soci che gode di una piena e

perfetta autonomia patrimoniale. La società è l’imprenditore.

- Responsabilità limitata dei soci: tutti i soci non assumono nessuna responsabilità per le

obbligazioni sociali, perché risponde la società con il suo patrimonio. I soci sono obbligati

solo ad eseguire i conferimenti promessi e possono predeterminare quanta parte della

propria ricchezza intendono esporre al rischio dell’attività sociale. I creditori della spa

possono fare affidamento solo sul patrimonio sociale per soddisfarsi. Forme di tutela

alternativa per i creditori: la disciplina del capitale sociale e dell’informazione contabile

periodica sulla situazione patrimoniale e sui risultati economici della società.

- L’organizzazione corporativa: l’organizzazione nelle spa è divisa in 3 organi: l’assemblea,

un organo di gestione e un organo di controllo. Il funzionamento dell’assemblea è dominato

dal principio maggioritario ed il peso di ogni socio è proporzionato alla quota di capitale

sottoscritto e al n° di azioni possedute – maggioranza per capitale – il potere decisionale è

quindi, nelle mani dei soci che rischiano maggiormente. Le competenze dell’assemblea sono

circoscritte per le decisioni di maggior rilievo per evitare il disinteresse dei soci di

minoranza; la gestione dell’impresa è nelle mani degli amministratori.

- Le azioni: sono quote di partecipazione dei soci e sono partecipazioni – tipo omogenee e

standardizzate. Le azioni sono partecipazioni sociali di uguale valore e conferiscono ai loro

possessori diritti uguali. Le azioni sono liberamente trasferibili e la loro circolazione è

sottoposta alla disciplina dei titoli di credito. Esiste quindi, la possibilità di smobilizzo:

quando le azioni quotate in un mercato regolamentato con conseguente formazione di un

prezzo ufficiale a sua volta reso possibile dal fatto che le azioni di una stessa società sono

titoli omogenei e fungibili tra di loro – titoli di massa o valori mobiliari –

Le società per azioni sono un tipo di società elettivo della grande impresa. La limitazione del rischio

individuale dei soci e la possibilità di pronta mobilitazione dell’investimento, favoriscono la

raccolta degli ingenti capitali di rischio di cui ha tipicamente bisogno una grande impresa. E’ così

possibile la compartecipazione di un ristretto n° di soci che assumono iniziativa economica spinti da

uno spirito imprenditoriale – azionisti imprenditori – con una gran massa di piccoli azionisti che

intendono investire il loro risparmio – azionisti risparmiatori – che sono rassicurati dalla possibilità

di pronto disinvestimento soprattutto se le azioni sono quotate in borsa. Nelle società a ristretta base

azionaria che non chiedono investimenti al pubblico, esistono problemi sulla tutela dei soci di

minoranza e dei creditori sociali di fronte ai possibili abusi dei soci che detengono la maggioranza

del capitale e degli amministratori ci si fonda sul concetto che chi + ha conferito ha + potere.

Società che fanno appello al pubblico risparmio ci sono sia azionisti imprenditori che azionisti

risparmiatori.

2. L’evoluzione della disciplina.

La disciplina della spa ha subito dal 1942 interventi legislativi, sia per dar risposta ai problemi

relativi al codice civile, sia a quella di dare attuazione alle direttive UE per armonizzare la

disciplina. Il movimento di riforma della disciplina nazionale

- è iniziato nel 1974;

- con prosecuzione nel 2003 della disciplina della società quotate e non quotate;

- Adeguamento alle direttive comunitarie

- Nel 1942 minimo capitale per la costituzione di una spa era di 1 milione di lire, con

l’inflazione monetaria la somma era irrisoria

- Nel 1977 il capitale minimo è stato portato a 200 milioni di lire

- OGGI 120000 euro per le spa

- OGGI per le srl 10000

- Introduzione specifica disciplina per le società con azioni quotate in borsa

La riforma del 1974:

∼ Ha introdotto strumenti di tutela per gli azionisti di risparmio emissione di azioni prive di

voto e privilegiate sotto il profilo patrimoniale

∼ Certificazione dei bilanci da parte di una società di revisione

∼ Istituzione di un organo pubblico di controllo Consob

La riforma del 1998

Già a partire dal 1983 era presente l’investimento indiretto fatto da operatori

 professionali che raccolgono il risparmio fra il pubblico e lo investono in partecipazioni di

minoranza in società quotate secondo il criterio di diversificazione del rischio. Nuova

figura gli investitori istituzionali .

Disciplina delle società non quotate dal 2004:

- introduzione spa uni personale e a responsabilità

- semplificazione del procedimento di costituzione e della disciplina delle modifiche statutarie

con ampliamento del diritto di recesso

- disciplina + flessibile con possibilità di costituire patrimoni autonomi destinati ad un unico

affare

- nuove categorie di soci

- nuovi modelli di amministrazione e di controllo della società

3. Il procedimento.

Costituzione di una spa è articolata in 2 fasi essenziali:

a) stipulazione atto costitutivo

b) iscrizione dell’atto costitutivo al registro delle imprese, in cui solo con l’iscrizione la

spa acquista la personalità giuridica ed esiste.

Con la semplificazione della costituzione di una spa è stata soppressa nel 2000 la fase intermedia

dell’omologazione dell’atto costitutivo da parte dell’autorità giudiziaria; cmq sia tale controllo può

essere attivato in via facoltativa per le modifiche dell’atto.

La stipulazione dell’atto può avvenire in 2 modi:

- stipulazione simultanea l’atto costitutivo è stipulato immediatamente da coloro che

assumo l’iniziativa per la costituzione. Tali soggetti provvedono all’integrale sottoscrizione

del capitale sociale iniziale.

- Stipulazione per pubblica sottoscrizione alla stipulazione dell’atto, al termine di un

complesso procedimento che consente la raccolta fra il pubblico del capitale iniziale sulla

base di un programma predisposto da coloro che assumono l’iniziativa. Tale procedimento è

utilizzato di raro.

4. L’atto costitutivo: forma e contenuto.

La spa può essere costituita per contratto o per atto unilaterale nel caso si abbia un solo socio

fondatore. In ogni caso, l’atto deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullità della società.

L’atto costitutivo deve indicare art. 2328:

Le generalità dei soci e degli eventuali promotori, quindi, il n° di azioni assegnate a ognuno;

 La denominazione e il comune dove ha sede l’aziende e le eventuali seconde sedi; la

 denominazione deve contenere l’indicazione di spa e non può essere né = o simile ad altre

società concorrenti. La sede è il luogo dove risiedono l’organo amministrativo e gli uffici

direttivi della società che è individuata dal registro delle imprese, anche le sede secondarie

dotate di rappresentanza stabile;

L’oggetto sociale cioè il tipo di attività economica che la società svolgerà

 L’ammontare del capitale sottoscritto e versato

 Il n° e l’eventuale valore delle azioni, le loro caratteristiche e le modalità di emissione e

 circolazione

Il valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura nel caso ci fossero

 Le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti

 I benefici eventualmente accordati ai promotori o ai soci fondatori. Ai promotori il beneficio

 può essere costituito ad una partecipazione agli utili che non può superare il 10% degli utili

netti risultati dal bilancio e non può aver durata superiore ai 5 anni. I soci fondatori possono

avere anche altri benefici.

Il sistema di amministrazione adottato, il n° di amministratori e il loro poteri, indicando chi

 ha la rappresentanza della società

Il n° dei componenti del collegio sindacale

 La nomina dei primi amministratore e dei sindaci – cioè i componenti del consiglio di

 sorveglianza se c’è un sistema dualistico – e il quando è previsto al soggetto di esercitare il

controllo contabile.

L’importo globale delle spese per la costituzione a carico della società. Il notaio e

 l’iscrizione

La durata della società. SE è a tempo indeterminato quando le azioni non sono quotate i

 soci possono liberamente recedere al decorrere di un periodo prefissato dall’atto, cmq non

superiore ad 1 anno. Il socio deve dare un preavviso di 180 gg che lo statuto può allungare

fino ad un anno.

Quando manca una o + indicazioni essenziali il notaio è legittimato al rifiuto di stipulare l’atto

costitutivo. Nella pratica c’è la redazione di due documenti distinti: l’atto costitutivo che contiene la

manifestazione di volontà di costituire la società e i dati fondamentali della società; lo statuto che

contiene le regole di funzionamento della società. Anche se forma oggetto di atto separato, lo

statuto è parte integrante dell’atto costitutivo con conseguenza che anche lo statuto deve essere

redatto per atto pubblico a pena di nullità.

5. Le condizioni per la costituzione.

La spa deve costituirsi con un capitale non inferiore a 120000, salvo i casi in cui leggi speciali

impongono un capitale minimo + elevato. Per procedere alla costituzione è necessario che ricorrano

le seguenti condizioni – art. 2319 - :

∗ Che il capitale sia sottoscritto per intero

∗ Che siano rispettate le disposizioni relative ai conferimenti – artt. 2342 – 2343 – cioè che sia

versato presso una banca il 25% dei conferimenti in danaro, nel caso di costituzione per

atto unilaterale, il loro intero ammontare

∗ Che sussistano le autorizzazione e le altre condizioni richieste dalle leggi speciali per la

costituzione della società in relazione al suo particolare oggetto

I conferimenti in danaro devono essere versati prima della stipula dell’atto costitutivo e restano

vincolati presso la banca fino al completamento del procedimento di costituzione. I sottoscrizioni

hanno diritto di rientrare in possesso delle somme versate se la società non è iscritta al registro delle

imprese entro 90gg dalla stipula dell’atto costitutivo. Al decorrere di tale termine l’atto costitutivo

perde efficacia.

6. L’iscrizione nel registro delle imprese.

Il notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo deve depositarlo entro 20gg presso l’ufficio del registro

delle imprese. Se il notaio non provvede, incombe l’obbligo sugli amministratori nominati nell’atto

costitutivo. Nell’inerzia di entrambi, è punita con sanzione pecuniaria e cmq ogni socio può

provvedervi a spese della società. In base all’attuale disciplina il notaio che ha ricevuto l’atto

costitutivo deve verificare l’adempimento delle condizioni stabilite per legge. La legge notarile

prevede sanzioni amministrative a carico del notaio che chiede l’iscrizione nel registro delle

imprese di un atto costitutivo in cui mancano le condizione stabilite dalla legge. Il notaio avrà il

compito di effettuare un controllo di legalità sia formale che sostanziale per accertare la conformità

alla legge della società in questione. Quindi, potrà o dovrà rifiutare di chiedere l’iscrizione nel

registro delle imprese se l’atto costitutivo e lo statuto contengono clausole contrastanti con l’ordine

pubblico o col buon costume cioè contrarie a norme imperative della disciplina delle spa. Se il

controllo è OK il notaio riceve l’atto costitutivo e richiede l’iscrizione nel registro delle imprese.

L’ufficio del registro delle imprese prima di procedere all’iscrizione deve verificare la regolarità

formale della documentazione ricevuta. Con l’iscrizione nel registro delle imprese la società

acquista la capacità giuridica e viene ad esistenza. Non è configurabile una spa irregolare. Quando

si compiono operazioni in nome della società costituita perché erano necessarie o servivano a

sollecitare l’avvio di impresa nel momento fra la stipulazione dell’atto costitutivo e l’iscrizione;

queste operazioni che di regola sono state poste dai futuri amministratori, saranno loro

illimitatamente e solidalmente responsabili verso i terzi + il socio unico fondatore + la pluralità di

soci fondatori che hanno deciso e autorizzato il compimento dell’operazione. No responsabilità per

la società perché non era ancora venuta ad esistenza. La società nel caso in cui vengano compiute

operazioni in nome e per conto suo se tali operazioni erano necessarie allora è vincolata altrimenti è

liberata se tali operazioni non erano necessarie per la costituzione. Prima dell’iscrizione è VIETATA

l’emissione delle azioni e non possono formare oggetto di offerta al pubblico a meno che la

costituzione non avvenga per pubblica iscrizione.

7. La nullità della società per azioni.

Il procedimento di costituzione con l’atto costitutivo può avere vizi e anomalie.

 

Prima della registrazione è presente solo un contratto di società, è un atto di autonomia privato

destinato a produrre effetti solo fra le parti contraenti. Il contrato è dichiarato nullo o annullato nei

casi previsti della disciplina generale dei contratti art. 1418 ( contrario a norme imperative, se

mancano i requisiti fondamentali: accordo, causa, oggetto, forma; causa illecita, motivo illecito,

oggetto illecito, altri casi stabiliti per legge).

Dopo l’iscrizione se prima esisteva un contratto invalido o un procedimento viziato, dopo esiste

una società anche se invalidamente costituita; cioè è nata un’organizzazione di persone e di mezzi

che è entrata nel traffico giuridico. La sanzione applicata può consistere solo nello scioglimento

della società!!!! Disciplina speciale per la nullità delle spa iscritte – art. 2332 – riguardo agli effetti

e anche alle cause di nullità. Le cause di nullità sono state diminuite dopo la riforma del 2003:

Mancata stipulazione dell’atto costitutivo dell’atto pubblico;

 Illeicità dell’oggetto sociale

 Mancanza nell’atto costitutivo o nello statuto di ogni indicazione riguardante la

 denominazione della società, o i conferimenti o l’ammontare del capitale sociale o l’oggetto

sociale.

NON costituiscono + cause di nullità della società:

La mancanza dell’atto costitutivo;

 L’incapacità di tutti i soci fondatori;

 La mancanza della pluralità dei fondatori;

 Il mancato versamento dei conferimenti in danaro;

 La mancanza di omologazione da parte del tribunale che oggi è facoltativa;

La possibilità di dichiarare invalida una spa dopo l’iscrizione è circoscritta a pochi casi.

La dichiarazione di nullità di un contratto ha effetto retroattivo. La dichiarazione di nullità della

spa non pregiudica l’efficacia degli atti compiuti dopo l’iscrizione; TUTTI gli atti!!

I soci sono liberati dall’obbligo dei conferimenti solo quando hanno soddisfatto tutti i creditori

sociali. la dichiarazione di nullità non intacca l’attività fino ad ora svolta, opera solo per il futuro

e opera come causa di scioglimento della società, è diverso dalle cause di scioglimento di una

società valida perché i liquidatori sono nominati direttamente dal tribunale con la sentenza che

dichiara la nullità e tale atto deve essere depositato presso il registro delle imprese. La nullità di un

contratto è insanabile ma, la nullità della società iscritta non può essere dichiarata quando la causa

di essa è stata eliminata e di tale eliminazione è stata data pubblicità con iscrizione al registro.

8. La società per azioni unipersonale.

Con la riforma del 2003 è stata introdotta la possibilità di costituire una spa con una singola

persone, ecco cosa dice l’attuale disciplina:

∗ È consentita la costituzione di una spa con atto unilaterale di un unico socio fondatore;

∗ Anche nelle spa uni personali per le obbligazioni sociali di regola risponde solo la società col

proprio patrimonio, salvo alcuni casi eccezionali.

Costituzione l’unico socio risponde in solido con coloro che hanno agito per le operazioni

compiute in nome della società PRIMA dell’iscrizione al registro delle imprese. La limitazione di

responsabilità del socio unico è SOLO per le obbligazioni sorte DOPO l’acquisto della personalità

giuridica da parte della società.

Conferimenti in sede di costituzione, e di aumento del capitale sociale, il socio unico è tenuto a

versare integralmente al momento della sottoscrizione i conferimenti in denaro. Se viene meno la

pluralità dei soci, i versamenti ancora dovuti devono essere effettuati entro 90 giorni. La violazione

impedisce che operi la regola della responsabilità limitata all’unico socio. Per consentire ai terzi di

conoscere agevolmente che la società è unipersonale, negli atti e nella corrispondenza, deve essere

indicato che è composta da un solo socio. Quindi, l’identificazione dell’unico socio sarà disponibile

presso il registro delle imprese a cura degli amministratori. L’omissione di tale pubblicità impedisce

all’unico socio il beneficio delle responsabilità limitata. I contratti fra società e socio unico e le

operazioni a favore dello stesso sono opponibili ai creditori della società solo se risultano dal libro

delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione o da atto scritto avente data

certa anteriore al pignoramento. L’unico socio NON incorre nelle responsabilità illimitata per le

obbligazioni sociali---ECCEZIONI:

- in caso di insolvenza della società, la responsabilità illimitata del socio per le obbligazioni

sociali sorte nel periodo in cui in cui tutte le azioni appartengono al socio---

L’unico socio risponde illimitatamente quando non sia osservata la disciplina dell’integrale

liberazione dei conferimenti;

L’unico socio risponde fino a quando non sia stata attuata la specifica pubblicità dettata dalla spa

unipersonale. In entrambi i casi la responsabilità illimitata viene meno per le obbligazioni sociali

dopo che i conferimenti sono stati eseguiti o dopo che la pubblicità è stata effettuata.

9. I patrimoni destinati.

La creazione di società uni personali consente di limitare il rischio di impresa attraverso la

moltiplicazione formale dei soggetti cui i relativi diritti e le relative obbligazioni sono imputabili.

Con la riforma del 2003 nuova tecnica per limitare il rischio di impresa quella dei patrimoni

destinati ad uno specifico affare! Questa tecnica consente di evitare la moltiplicazione formale delle

società e i relativi costi, permette di raggiungere risultati identici operando sul patrimonio

dell’impresa societaria. E’ una tecnica che non moltiplica i soggetti per limitare il rischio di

impresa, ma che a tal fine opera direttamente sul piano oggettivo del patrimonio di un’unica spa.

Esistono 2 modelli di patrimonio destinati:

1) la spa può costituire uno è + patrimoni ciascuno dei quali destinato in via esclusiva ad uno

specifico affare, sia pure entro i limiti del 10% del proprio PN e purché non si tratti di affari

attinenti ad attività riservate in base a leggi speciali;

2) la società può inoltre stipulare con terzi un contratto di finanziamento di uno specifico

affare, pattuendo che al rimborso totale o parziale del finanziamento siano destinati proventi

dell’affare.

Entrambe le operazioni sono assistite da specifiche cautele volte a conciliare le esigenze di tutela

dei creditori sociali preesistenti con quelle dei creditori che possono fare affidamento solo sui

patrimoni destinati.

La costituzione di un patrimonio destinato avviene con apposita deliberazione adottata dall’organo

amministrativo della società con maggioranza assoluta dei suoi componenti.

1)Costituzione la delibera costitutiva deve contenere una serie di dati volti a consentire

l’identificazione dell’affare, dei beni e dei rapporti giuridici compresi nel patrimonio destinato. E’

necessario indicare gli eventuali apporti dei terzi, se è possibile emettere strumenti finanziari di

partecipazione all’affare indicando i diritti che attribuiscono. La deliberazioni deve essere

verbalizzata da un notaio ed è soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese. Produce effetti dopo

60gg dall’iscrizione. Entro tale termine i creditori sociali anteriori all’iscrizione possono fare

opposizione al tribunale, che può disporne l’esecuzione previa prestazione da parte della società di

idonea garanzia. Decorso tale termine si producono gli effetti della separazione patrimoniale. I

creditori della società non possono + far valere alcun diritto sul patrimonio destinato allo specifico

affare, salvo che per la parte spettante alla società, nei suoi frutti o proventi. Le obbligazioni

contratta per realizzare lo specifico affare della società risponde di regola solo nei limiti del

patrimonio destinato salvo che non sia stato pattuito diversamente. Non c’è responsabilità illimitata

della società per le obbligazioni che derivano da fatto illecito. La separazione patrimoniale per

operare è necessario che gli atti compiuti in relazione allo specifico affare rechino espressa

menzione del vincolo di destinazione. In mancanza ne risponde la società con il suo patrimonio

residuo. Il vincolo di determinazione deve riguardare beni immobili, mobili registrati trascritti nei

rispettivi registri. Se la società ha emesso strumenti finanziari di partecipazione all’affare, è prevista

un’organizzazione articolata nell’assemblea speciale e nel rappresentante comune per la tutela dei

loro interessi. Ciascun patrimonio destinata dovrà essere tenuto separatamente sia i libri e le

scritture contabili, nel bilancio dovranno essere indicati i beni e i rapporti compresi in ciascun

patrimonio, con separato rendiconto in allegato al bilancio. Realizzato l’affare o se lo stesso è

divenuto impossibile, anche per il fallimento della società, gli amministratori redigono un

rendiconto finale che deve essere depositato nel registro delle imprese. SE sono presenti creditori

insoddisfatti, questi possono chiedere entro 90gg la liquidazione del patrimonio destinato

osservando le disposizioni sulla liquidazione delle spa.

2) Finanziamento destinato + semplice con un contratto di finanziamento di uno specifico affare,

con previsione che al rimborso totale o parziale del finanziamento sono destinati in via esclusiva,

tutti o parte dei proventi dell’affare stesso. Il contratto deve indicare gli elementi essenziali

dell’operazione, deve specificare i beni strumentali necessari per la realizzazione e il relativo piano

finanziario indicando la parte coperta del finanziamento e quella a carico della società. Quindi,

dovranno essere indicate le eventuali garanzie. Il patrimonio separato è in tal caso formato dai

proventi dell’affare, dai relativi frutti e dagli investimenti effettuati in attesa del rimborso al

finanziatore. E’ necessario che una copia del contratto sia stata depositata nel registro delle imprese

e che la società adotti un sistema di incasso e di contabilizzazione separato. Per le obbligazioni nei

confronti del finanziatore risponde esclusivamente il patrimonio separato, salvo che la società abbia

prestato garanzie con il proprio patrimonio generale per il parziale rimborso del finanziamento. Se

la società fallisce prima della realizzazione dell’affare, il finanziatore potrà insinuarsi nel fallimento

per le somme non riscosse—alternative se il fallimento della società impedisce la realizzazione

dell’operazione, il curatore può decidere di subentrare nel contratto assumendo gli oneri; il

finanziatore può chiedere di realizzare o di continuare l’operazione in proprio o affidandola a terzi,

insinuandosi nel fallimento solo per l’eventuale credito residuo. I creditori generali della società non

potranno agire sui beni strumentali destinati alla realizzazione dell’operazione, ma sugli stessi

potranno esercitare solo azioni conservative a tutela dei loro diritti.

10. Conferimenti e capitale sociale.

I conferimenti costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della

società; la loro funzione essenziale è quella di dotare la società del capitale di rischio iniziale per lo

svolgimento dell’attività di impresa. Il valore in danaro del complesso dei conferimenti promessi

dai soci, risulta dalla valutazione ad essi data nell’atto costitutivo, costituisce il capitale sociale

nominale della società ed ha funzione vincolistica ed organizzativa. La disciplina ha duplice

finalità:

- quella di garantire che i conferimenti promessi dai soci vengano effettivamente acquisiti dalla

società;

- quella ulteriore di garantire che il valore assegnato dai soci ai conferimenti sia veritiero. Per

evitare che il valore complessivo dei conferimenti sia inferiore all’ammontare globale del capitale

sociale con evidente inganno per i creditori in merito all’effettiva formazione del capitale sociale.

11. I conferimenti in danaro.

Nelle spa i conferimenti devono essere effettuati in danaro se nell’atto costitutivo non è stabilito

diversamente – art. 2342 – E’ disposto l’obbligo di versamento immediato presso una banca di

almeno il 25% dei conferimenti in danaro o dell’intero ammontare se è una società unipersonale.

Dal titolo azionario devono risultare i versamenti ancora dovuti e in caso di trasferimento delle

azioni l’obbligo di versamento dei conferimenti residui grava sia sul socio attuale – acquirente – sia

sull’alienante. La responsabilità dell’alienante è però limitata nel tempo e ha carattere sussidiario;

rimane per un periodo di 3 anni dall’iscrizione del trasferimento nel libro dei soci. La società

inoltre, è tenuta a richiedere preventivamente il pagamento al possessore attuale delle azioni e potrà

rivolgersi all’alienante solo se tale richiesta è rimasta infruttuosa. E’ dettata una disciplina speciale

nel caso in cui il socio non esegua il pagamento delle quote dovute – art. 2344 - . Per prima cosa, il

socio in mora NON ha il diritto di voto. Nella normale azione giudiziaria per la condanna

all’adempimento e l’esecuzione forzata, la società può avvalersi di una o + procedure di vendita

coattiva del socio moroso. Quindi, con la riforma del 2003 la società è tenuta:

1) ad offrire le azioni agli altri soci in proporzione della loro partecipazione e per un

corrispettivo non inferiore ai conferimenti ancora dovuti;

2) in mancanza di offerte, la società può vendere le azioni a mezzo di una banca o di un

intermediario autorizzato

3) se la vendita coattiva non ha esito, gli amministratori possono in alternativa alla normale

azione giudiziaria, dichiarare decaduto il socio, trattenendo i conferimenti già versati e salvo

il risarcimento dei maggiori danni

4) le azioni del socio escluso entrano a far parte del patrimonio della società, che può ancora

tentare di rimetterle in circolazione entro l’esercizio

5) quando non è stata compiuta questa ultima possibilità, la società deve annullare le azioni

rimaste invendute riducendo il capitale sociale.

12. I conferimenti diversi dal denaro.

Nelle spa NON ogni entità economica diversa dal denaro può formare oggetto di conferimento.

E’ espressamente stabilito che non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni di opera

o di servizio – art 2342 – Quindi, le prestazioni di opera o di servizi posso solo formare oggetto di

prestazioni accessorie distinte dai conferimenti; cioè quei tipi di apporti da parte dei soci non

imputabili al capitale. Sono applicate altre limitazioni per i conferimenti di beni in natura e di

crediti e si applicano i principi delle società di persone per quanto riguarda la garanzia del socio

conferente sui rischi. Il socio che conferisce i beni diversi dal denaro deve porre in essere tutti gli

atti necessari per cui la società acquisti la titolarità e la piena disponibilità del bene conferito con il

procedimento di costituzione. Altra limitazione per l’apporto a titolo di conferimento di cose

generiche, future o altrui, prestazioni periodiche di beni con effetti obbligatori; in questi casi, il

consenso del conferente non determina né l’immediato acquisto della proprietà del bene da parte

della società né l’immediata messa a disposizione dell’oggetto conferito; quindi, c’è solo l’obbligo

del conferente di conseguire alla società quanto è stato promesso. E’ da ritenuto ammissibile il

conferimento di diritti di godimento, visto che la società acquista col consenso del conferente

l’effettiva disponibilità del bene ed è in grado di trarne l’utilità. Sono conferibili le prestazioni di

dare suscettibili di valutazione economica oggettiva e di immediata messa a disposizione della

società, esempio i diritti di brevetto.

13. La valutazione.

I conferimenti diversi dal denaro se effettuati in sede di costituzione della società o in sede di

aumento del capitale sociale devono formare oggetto di uno specifico procedimento di valutazione

regolato dall’ art. 2343—Procedimento di valutazione:

1) La relazione di stima chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare una relazione

giurata di stima di un esperto designato dal tribunale. La stima deve attestare che il loro valore è

almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e

dell’eventuale sovrapprezzo. La relazione deve essere allegata all’atto costitutivo e deve essere

depositata nel registro delle imprese;

2) la verifica della stima il valore assegnato in base alla relazione di stima ha carattere

provvisorio. Entro 180gg dalla costituzione, gli amministratori devono controllare le valutazioni

contenute nella relazione di stima, se sussistono fondati motivi, devono procedere alla revisione

della stima. Nel contempo le azioni corrispondenti sono inalienabili e devono restare depositate

presso la sede della società;

3) se dalla revisione risulta che il valore dei beni o dei crediti conferiti è < di oltre 1/5 a quello per

cui era avvenuto il conferimento, la società deve ridurre il capitale sociale in proporzione e

annullare le azioni scoperte

4) al socio è concessa una duplice alternativa per non ridurre la propria partecipazione:

- può versare la differenza in denaro, mantenendo così inalterato il n° delle azioni sottoscritte

- può recedere dalla società con conseguente diritto alla liquidazione del valore attuale delle azioni

sottoscritte.

In base alla disciplina attuale, il socio ha diritto alla restituzione in natura del bene conferito quando

sia possibile in tutto o in parte; implica di regola la necessità di conguagli in denaro per pareggiare

il valore del bene con il valore di liquidazione della partecipazione. L’atto costitutivo può prevedere

che intervenuto l’annullamento delle azioni quelle residue siano diversamente ripartite fra i soci. Per

evitare i pericoli per l’integrità del patrimonio in base alla nuova disposizione sono necessaire la

preventiva autorizzazione dell’assemblea ordinaria e la presentazione da parte dell’alienate della

relazione giurata di stima di un esperto designato dal tribunale per l’acquisto da parte della società

di beni o crediti dai promotori, dai fondatori, dai soci attuali o dagli amministratori quando:

◊ Il corrispettivo pattuito è pari o superiore al 10% del capitale sociale;

◊ L’acquisto è compiuto nei 2 anni dall’iscrizione della società nel registro delle imprese.

Sono esenti dalla disciplina gli acquisti che siano effettuati in condizioni normali nell’ambito delle

operazioni correnti della società. In caso di violazione l’acquisto resta valido, ma, gli amministratori

e l’alienante sono solidalmente responsabili per i danni causati alla società e ai soci ed ai terzi.

14. Le prestazioni accessorie.

L’atto costitutivo può prevedere l’obbligo dei soci o tutti o solo alcuni di eseguire prestazioni

accessorie non in denaro, determinando il contenuto, durata, modalità e compenso. Le prestazioni

accessorie costituiscono utile strumento per vincolare stabilmente i soci ad effettuare a favore della

società prestazioni che non possono formare oggetto di conferimento. Le azioni con prestazioni

accessorio devono essere nominative e non sono trasferibili senza il consenso degli amministratori,

dato che il trasferimento comporta anche il trasferimento in testa all’acquirente dell’obbligo di

esecuzione delle prestazioni accessorie. Inoltre, salvo diversa clausola statutaria, tali obblighi

possono essere modificati solo con il consenso di tutti i soci.

AZIONI

1.Nozione e caratteri.

Le azioni sono le quote di partecipazione dei soci nella spa sono quote omogenee e

standardizzate, liberamente trasferibili e di regola rappresentate da documenti che circolano

secondo la disciplina dei titoli di credito. Nella spa il capitale sociale sottoscritto è diviso in un n°

predeterminato di parti di identico ammontare, ogni azioni attribuisce gli stessi diritti nella spa.

la singola azione rappresenta l’unità minima di partecipazione al capitale sociale e l’unità di

misura dei diritti sociali. E’ indivisibile ma, + soggetti possono diventare titolari di un’unica azione

e devono nominare un rappresentate comune.

Caratteri tipici delle azioni: Uguaglianza di valore e di diritti – indivisibilità – autonomia e

circolazione in forma cartolare.

2. Azioni e capitale sociale.

Le azioni devono essere di = valore e devono rappresentare un’identica frazione del capitale sociale

nominale. Valore nominale è la parte del capitale sociale espressa in cifra monetaria. La

disciplina attuale tollera l’emissione delle azioni senza indicazione del valore nominale. NON è

consentito emettere contemporaneamente azioni con e senza valore nominale.

Azioni con valore nominale tale valore deve essere specificato dallo statuto (anche il capitale

sottoscritto) e deve essere indicato anche il n° di azioni. Il valore nominale delle azioni è insensibile

alle vicende patrimoniali della società, cmq può modificarsi nel tempo con la modifica dell’atto

costitutivo.

Azioni senza valore nominale nello statuto è solo indicato il valore del capitale sottoscritto ed il

n° di azioni emesse. La partecipazione al capitale del singolo azionista è espressa in una % del n°

complessivo delle azioni emesse. Tutte le azioni in nessun caso possono avere il valore complessivo

dei conferimenti NON può essere < l’ammontare complessivo del capitale sociale. Le azioni non

possono essere complessivamente emesse per somma < al loro valore nominale. Invece, possono

essere emesse per somma superiore al loro valore nominale sovrapprezzo. Questo tipo di

emissione è obbligatoria quando viene escluso o limitato il diritto di opzione degli azioni sulle

azioni di nuova emissione ed il valore reale delle azioni sia > a quello nominale. Il valore di

emissione deve essere indicato a bilancio. Il valore di mercato risulta giornalmente dai listini

ufficiale quando le azioni sono ammesse alla quotazione in un mercato regolamentato – borsa valori

– questo, indica il prezzo di scambio delle azioni. L’andamento delle quotazioni di borsa esprime il

valore effettivo delle azioni meglio del valore di bilancio.

3. La partecipazione azionaria.

Ogni azione costituisce una partecipazione sociale ed attribuisce al suo titolare diritti e poteri di

natura amministrativa – diritto di intervento, diritto al voto nelle assemblee, diritto ad impugnare le

delibere assembleari invalide, diritto di esaminare i libri sociali – di natura patrimoniale – diritto

agli utili, diritto alla quota di liquidazione – e anche il diritto di opzione, diritto all’assegnazione di

azioni gratuite, diritto di recesso. Le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti. Il principio

di uguaglianza; si tratta di uguaglianza relativa perché esistono azioni di categorie diverse e

quindi formano diritti diversi. Uguaglianza oggettiva = sono i diritti che ogni azioni attribuisce.

Uguaglianza soggettiva maggiori sono i diritti perché si tiene conto del n° di azioni che ciascun

titolare possiede. Ogni azioni ordinaria attribuisce il diritto di voto ma, è diversa in base a quante

azioni un soggetto possiede.

4. Le categorie speciali di azioni.

Tipi di azioni: ordinarie, speciali forniscono diritti diversi e possono essere create con lo statuto

o con successiva modificazione; in presenza di azioni speciali automaticamente si è in presenza di

gruppi di azionisti con interessi diversi. E’ stabilito che quando esistono categorie di azioni diverse,

le delibere dell’assemblea che pregiudicano i diritti di una stessa, devono essere approvate anche

dall’assemblea speciale cioè l’assemblea di tale categoria interessata. Assemblea speciale 

disciplina = assemblea straordinaria quando non sono quotate!!! Quando sono quotate si applica

la disciplina degli azioni di risparmio prevede un quorum assembleare e la nomina di un

rappresentate degli azionisti speciali. La valutazione dell’interesse di tutti gli azionisti che è

espressa in assemblea straordinaria + interessi di categoria espressa dall’assemblea speciale,

prevalgono sulla volontà individuale e rendono legittimo, nell’interesse comune, il sacrificio dei

diritti speciali originariamente attributi ad una determinata categoria di soci diritti di gruppo.

Con la riforma del 2003 sono stati introdotti dei limiti; il divieto di emettere azioni a voto plurimo

azioni cioè che attribuiscono + di un voto. Sempre con la nuova disciplina, tutte le società

possono emettere azioni senza diritto di voto. Sono scomparse le azioni privilegiate a voto limitato;

è consentito a tutte le società:

- la creazione di azioni con diritto di voto limitato a particolari argomenti;

- la creazione di azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni

non meramente potestative.

Azioni senza voto, a voto limitato, o a voto condizionato NON possono superare

complessivamente la metà del capitale sociale in moda da evitare una eccessiva concentrazione di

potere nelle mani degli azioni a voto pieno. Alle società che NON fanno ricorso al mercato del

capitale di rischio è consentito di prevedere che in relazione alle azioni possedute da un soggetto:

- il diritto di voto sia limitato ad una misura massima

- è introdotto il voto scalare

Con l’attuale disciplina è stato eliminato per le società non quotate il principio che il voto può

essere escluso o limitato SOLO se le relative azioni sono assistite da privilegi particolari; resta cmq

il principio che possono essere emesse azioni privilegiate anche senza limitazione dei diritti

amministrativi. Le azioni privilegiate sono azioni che attribuiscono ai loro titolari un diritto di

preferenza nella distribuzione degli utili e o nel rimborso del capitale al momento dello

scioglimento. Con il limite del divieto di patto leonino – art. 2265 – la società è libera di articolare

come preferisce il contenuto patrimoniale di tali azioni. Azioni correlate E’ consentita

l’emissione di azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dell’attività sociale di un

determinato settore anche quando non si è in presenza di patrimoni separati destinati ad uno

specifico affare. Lo statuto può stabilire i criteri di individuazione dei costi e ricavi imputabili al

settore, le modalità di rendiconto, i diritti attribuiti a tali azioni, e anche le eventuali condizioni e

modalità di conversione in azioni di altra categoria. In ogni caso, ai possessori di azioni correlate

non possono essere corrisposti dividendi in misura > agli utili risultanti dal bilancio.

5. Le azioni di risparmio.

Le azioni di risparmio sono state introdotte con la legge 216/1974 e regolate dal TUF, costituiscono

insieme alle azioni privilegiate a voto limitato, quella di incentivare l’investimento in azioni

offrendo ai risparmiatori titoli che rispondono ai loro specifici interessi; cioè titoli che tengono

conto del disinteresse per l’esercizio di diritti amministrativi e che invece attribuiscono interesse al

contenuto patrimoniale ed alla redditività dei titoli azionari. Le azioni di risparmio:

- POSSONO essere emesse solo da società in cui le azioni sono QUOTATE in mercati

regolamentati italiani o di altri paesi dell’UE. Non possono superare in concorso con le

azioni a voto limitato, la metà del capitale sociale.

- NO diritto di voto sia nelle assemblee ordinarie che straordinarie, ma sono dotate di privilegi

patrimoniali non sono come le azioni senza voto

- Possono essere emesse al portatore

- Non si tiene conto nelle assemblee del quorum costitutivo o deliberativo e nemmeno delle

aliquote di capitale richieste per l’esercizio dei diritti attribuiti alle minoranze.

- Si esclude che gli azionisti di risparmio possa essere riconosciuto il diritto di intervento in

assemblea e il diritto di impugnare le delibere assembleari invalide.

- Dotate di particolari privilegi di natura patrimoniale devono essere indicate dall’atto

costitutivo in cui è determinato il contenuto del privilegio, le condizioni, i limiti e le

modalità e i termini per il suo esercizio

La disciplina della azioni di risparmio si completa con un’organizzazione di gruppo per la tutela

degli interessi comuni. Tale organizzazione si articola in assemblea speciale e nel rappresentate

comune. L’assemblea delibera sugli oggetti di interesse comune e sull’approvazione delle delibera

dell’assemblea della società che pregiudicano i diritti degli azionisti di risparmio e sulla transazione

delle controversie. Il rappresentante comune è nominato dall’assemblea di categoria e provvede

all’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea e tutela gli interessi comuni degli azioni di

risparmio nei confronti della società. Al rappresentante comune è riconosciuto il diritto di assistere

alle assemblee della società e di impugnare le deliberazioni.

6. Le azioni a favore dei prestatori di lavoro.

Azioni gratuite art. 2349 consente l’assegnazione straordinaria di utili ai dipendenti della società

o di società controllate da attuarsi con un procedimento: gli utili sono imputabili al capitale e per

l’importo corrispondente, la società emette speciali categorie di azioni che vengono assegnate

gratuitamente ai prestatori di lavoro. Tali azioni la società può stabilire norme particolari riguardo

alla forma, al modo di trasferimento e ai diritti spettanti agli azionisti.

Azioni a pagamento la società può escludere o limitare il diritto di opzione degli azionisti sulle

azioni a pagamento di nuova emissione, per offrire le stesse in sottoscrizione ai dipendenti della

società o di società controllate o controllanti. In base all’attuale disciplina con delibera in assemblea

straordinaria, la società può assegnare ai propri dipendenti o ai dipendenti di società controllate

strumenti finanziari partecipativi diversi dalle azioni. In questo caso possono essere previste norme

particolari per l’esercizio dei diritti attribuiti per quanto riguarda la possibilità di trasferimento e le

eventuali cause di decadenza o di riscatto. Speciali obblighi di trasparenza sono imposti alle società

quotate o con strumenti finanziari diffusi in maniera rilevante secondo criteri fissati dalla Consob,

cioè quando le stesse società intendono porre in essere un piano di compensi basati su azioni o

strumenti finanziari a favore di dipendenti, amministratori o collaboratori autonomi della società.

Questi piani devono essere approvati dall’assemblea ordinaria e resi pubblici almeno 15gg prima

dell’assemblea cioè devono essere comunicati alla Consob e alla società di gestione del mercato.

7. Azioni e strumenti finanziari partecipativi.

Strumenti finanziari partecipativi:

• Emissione prevista con la riforma del 2003 al fine di consentire l’acquisizione da parte di soci

o terzi di apporti patrimoniali che non possono formare oggetto di conferimento e che quindi,

non sono imputabili al capitale sociali prestazioni di opera o di servizio

• Non sono parti del capitale sociale

• Non attribuiscono la qualità di azionista

• Possono essere forniti solo di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi con

esclusione del diritto di voto nell’assemblea generale degli azionisti

• Possono essere tuttavia dotati di diritto di voto su argomenti specificatamente indicati, secondo

le modalità stabilite dallo statuto, può essere riservata la nomina di un componente del

consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco.

• È riconosciuto il diritto al rimborso del capitale, si applica la disciplina delle obbligazioni

• Quando sono conferiti diritti amministrativi viene applicata la disciplina delle assemblee

speciali

• Lo statuto disciplina le modalità e condizioni di emissione, i diritti che conferiscono, le

sanzioni in caso di inadempimento delle prestazioni e se ammessa la legge di circolazione,

che può essere identica a quella delle azioni.

8. La circolazione delle azioni.

I titoli azionari sono i documenti che rappresentano le quote di partecipazione nella spa e

consentono il trasferimento secondo le regole dei titoli di credito. La loro emissione è normale ma,

non essenziale per le società con azioni non quotate in borsa. Lo statuto può escludere l’emissione

dei titoli azionari, in questo caso, la qualità di socio è provata dall’iscrizione nel libro dei soci, il

trasferimento resta assoggettato alla disciplina della cessione del contratto. Nelle società quotate in

borsa, le azioni e le obbligazioni non possono + essere rappresentati da titoli dal 1998, perché per

legge è istituito il sistema di circolazione fondato su semplici registrazioni contabili con

soppressione materiale dei titoli. Il sistema è obbligatorio anche per le società con azioni e

obbligazioni non negoziate in mercati regolamentati ma, diffuse fra il pubblico in maniera rilevante

secondo i criteri stabiliti dalla Consob. Le azioni rientrano nella categoria dei titoli di credito causali

cioè titoli di credito che possono essere emessi solo in base ad un determinato rapporto causale,

caratterizzate dal rapporto cartolare e dal rapporto societario. Le azioni possono essere nominative o

al portatore beneficio dell’anonimato soprattutto per fini fiscali. Il sistema vigente dice che tutte

le azioni devono essere nominative, salvo le azioni di risparmio e quelle emesse dalla SICAV e

purché siano interamente liberate, possono essere nominative o al portatore a scelta dell’azionista.

Le azioni al portatore si trasferiscono con la consegna del titolo. Le azioni nominative è dettata una

specifica disciplina che riprende la disciplina generale dei titoli di credito nominativi.

9. I vincoli sulle azioni.

Le azioni possono essere costituite in usufrutto o in pegno e possono formare oggetto di misure

cautelari ed esecutive – sequestro giudiziario o conservativo, pignoramento -. L’art. 2352 dice che

per l’esercizio dei diritti sociali relativi alle azioni gravate da vincoli una disciplina + organica

rispetto a quelle privilegiate .Diritti amministrativi convenzione contraria, il diritto di voto

Salvo

compete al creditore pignoratizio o all’usufruttuario, che dovranno esercitarlo in modo da non

ledere gli interessi del socio, nel caso di sequestro delle azioni il voto è esercitato dal custode. Gli

atri diritti amministrativi spettano disgiuntamente sia al socio sia al creditori pignoratizio o

all’usufruttuario, se dal titolo costitutivo del vincolo non risulta diversamente. In caso di sequestro

sono invece esercitati dal custode, salvo che il provvedimento del giudice non risulti diversamente.

Il diritto di opzione spetta invece al socio. Il socio deve provvedere almeno 3 giorni prima della

scadenza al versamento delle somme necessarie per l’esercizio del diritto di opzione. In mancanza,

gli altri soci possono offrire di acquistarlo, altrimenti, il diritto di opzione deve essere alienato per

suo conto a mezzo banca o di altro intermediario autorizzato alla negoziazione nei mercati

regolamentati. In caso di aumento di capitale gratuito, il pegno, l’usufrutto o il sequestro si

estendono alle azioni di nuova emissione. E’ regolato il versamento delle somme dovute sulle azioni

non liberate e con soluzione apposita per il pegno e l’usufrutto. Pegno è il socio che deve

provvedere al versamento, in mancanza, il creditore pignoratizio può far valere le azioni tramite una

banca o altro intermediario autorizzato, con trasferimento del pegno sul ricavato. Usufrutto è

l’usufruttuario che deve provvedere al versamento, salvo il suo diritto alla restituzione di tale

somma la termine dell’usufrutto.

10. I limiti alla circolazione delle azioni.

La libera trasferibilità è esclusa o limitata per legge in determinate ipotesi:Limiti legali

- le azioni liberate con conferimenti diversi dal danaro non possono essere alienate prima del

controllo della valutazione

- le azioni con prestazioni accessorie non sono trasferibili senza il consenso del consiglio di

amministrazione.

Limiti convenzionali sono determinati da accordi intercorsi fra i soci; sono distinti da limiti

statutari cioè da patti che risultano dall’atto costitutivo; o dai patti parasociali cioè da accordi

non disposti nell’atto costitutivo.

I limiti alla circolazione delle azioni risultanti da patti parasociali sono definiti sindacati di blocco,

hanno lo scopo di evitare l’ingresso in società di terzi non graditi. Sono assoggettati ai limiti di

durata ed agli specifici obblighi informativi previsti per i sindacati di voto. I sindacati di blocco

vincolano solo le parti contraenti. Eventuali violazioni comportano all’inadempiente solo al

risarcimento del danno nei confronti degli altri soci contraenti. L’inopponibilità ai terzi dei patti

parasociali limitativi della circolazione delle azioni, ciò si spiega perché si inseriscono accordi

nell’atto costitutivo. Le clausole imitatrici della circolazione acquistano efficacia reale vincolano

tutti i soci, anche futuri e possono essere fatte valere dalla società nei confronti del terzo acquirente.

L’attuale disciplina – art. 2355 – bis – ribadisce che lo statuto può sottoporre a particolari condizioni

il trasferimento, anche a causa di more, delle azioni nominative. E’ consentito allo statuto di vietare

del tutto la circolazione delle azioni sia pure per un periodo > di 5 anni dalla costituzione della

società o dal momento in cui il divieto viene introdotto. Le clausole statutarie finalizzate a limitare

la circolazione delle azioni possono essere:

- clausole di prelazione è la clausola che impone al socio che intende vendere le azioni, di

offrirle preventivamente agli altri soci e di preferirli ai terzi a parità di condizioni; questa

clausola consente di impedire l’ingresso ai terzi in società di soci non graditi. La violazione

del patto di preferenza comporta l’inefficacia del trasferimento sia nei confronti della società

sia nei confronti dei soci beneficiari del diritto di prelazione;

- clausole di gradimento sono suddivise in altre 2 sottocategorie:

clausole che richiedono il possesso di determinati requisiti da parte dell’acquirente

o ( cittadinanza italiana, appartenenza a determinate categorie professionali). Queste

clausole sono sempre valide!!!

Le clausole che subordinano il trasferimento delle azioni al consenso – placet – di un

o organo sociale, che di solito è costituito dal consiglio di amministrazione. Queste

clausole sono definite di mero godimento, perché queste clausole possono costituire

uno strumento di abuso a danni dei soci estranei al gruppo di comando rendendoli

prigionieri della società.

L’attuale disciplina consente l’inserimento nell’atto costitutivo di clausole che subordinano il

trasferimento, anche a causa di morte, delle 5gyL’attuale disciplina consente l’inserimento nell’atto

costitutivo di clausole che subordinano il trasferimento, anche a causa di morte, delle azioni di mero

godimento di organi sociali o di altri soci se prevedono,in caso di rifiuto del gradimento, un obbligo

di acquisto a carico della società o degli altri soci, oppure il diritto di recesso dell’alienante. Per la

determinazione del corrispettivo dell’acquisto o della quota di liquidazione si applica la disciplina

dettata per il recesso. Azioni riscattabili queste azioni prevedono un potere di riscatto da parte

della società o dei soci al verificarsi di determinati eventi come: la morte dell’azionista al fine di

evitare che subentrino gli eredi, la mancanza esecuzione delle prestazioni accessorie cui il socio si è

obbligato. Il valore di rimborso di queste azioni è determinato applicando le disposizioni in tema di

diritto di recesso dell’azionista e trova applicazione anche il relativo procedimento di liquidazione.

In caso di riscatto a favore della società si trova applicazione con la disciplina dell’acquisto delle

azioni proprie. Le clausole statutarie limitative della circolazione possono essere introdotte o

rimosse con delibera dell’assemblea straordinaria. Se lo statuto non dispone diversamente è

riconosciuto il diritto di recesso ai soci che non hanno concorso all’approvazione della delibera.

11. Le operazione della società sulle proprie azioni.

Le operazioni della società sulle proprie azioni sono considerate con estremo sfavore dal legislatore

e sono in linea di principio vietate, sia pure con alcuni temperamenti. Sono 3 le situazioni

attualmente regolate:

1) La sottoscrizione in nessun caso la società può sottoscrivere proprie azioni. Il divieto ha

carattere assoluto e soffre solo di una parziale deroga introdotta dalla riforma del 2003 per

l’esercizio del diritto di opzione sulle azioni detenute dalla società. Salvo questa eccezione, il

divieto opera sia in sede di costituzione della società, sia in sede di aumento del capitale sociale;

colpisce la sottoscrizione diretta cioè quella compiuta in nome della società, sia la sottoscrizione

indiretta cioè quella compiuta da terzi in nome proprio ma per conto della società. La sanzione per

la violazione del divieto di autosottoscrizione non si ha nullità della sottoscrizione ma, le azioni

si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai soggetti che materialmente hanno violato il

divieto, al fine di consentire cmq l’effettiva acquisizione dei relativi conferimenti. In caso di

sottoscrizione diretta in nome della società, le azioni si intendono sottoscritte e devono essere

liberate dai promotori e dai soci fondatori o in caso di aumento del capitale, dagli amministratori.

Per chi è esente da colpa può sottrarsi da ciò. Nel caso di sottoscrizione indiretta, è il terzo che ha

sottoscritto le azioni, in nome proprio ma per conto della società, che è considerato a tutti gli effetti

sottoscrittore per conto proprio. Dalla liberazione delle azioni rispondono , solidalmente col terzo,

anche i promotori e i soci fondatori, in vaso di aumento del capitale sociale, gli amministratori della

società, salvo che tali soggetti non dimostrino di essere esenti da colpa.

2)L’acquisto di azioni proprie questa operazione può dar luogo ad una riduzione del capitale

reale senza l’osservanza della relativa disciplina – art. 2445 – attuata senza riduzione del capitale

sociale nominale. Le conseguenza non si verificano quando nell’acquisto vengono impiegate

somme corrispondenti agli utili o ad altre eccedenze di bilancio disponibili. Queste somme sono

liberamente distribuite ai soci e possono essere impiegate dalla società anche nell’acquisto di azioni

proprie. L’operazione è consentita ma, la società deve rispettare 4 condizioni: art. 2357

a. Le somme impiegate nell’acquisto non possono eccedere l’ammontare degli utili

distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato

b. Le azioni da acquistare devono essere interamente liberate

c. L’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea ordinaria. La delibera deve fissare

le modalità di acquisto, l’ammontare max delle azioni da acquistare e la durata non >

a 18 mesi

d. Il valore nominale delle azioni acquistate non può eccedere la 10° parte del capitale

sociale, tenuto conto anche delle azioni possedute da società controllate.

Le azioni acquistate violando queste 4 condizioni devono essere vendute entro 1 anno dal

loro acquisto, secondo le modalità fissate dall’assemblea. In mancanza, si dovrà procedere al

loro annullamento e in corrispondenza alla riduzione del capitale sociale.

3) Acquisti indiretti casi speciali nessuna limitazione è applicabile quando l’acquisto

 

avviene in esecuzione i una delibera con riduzione del capitale sociale, da attuarsi mediante

riscatto ed annullamento di azioni. In questo caso, l’acquisto di azioni proprie costituisce

semplice modalità di attuazione di una riduzione palese del capitale sociale con rimborso dei

conferimenti ai soci. E’ disciplinato il regime delle azioni proprie in possesso della società,

con la finalità di evitare indebite posizione di vantaggio degli amministratori e del gruppo di

comando. I diritti sociali relativi alle azioni il diritto di voto sono sospesi. Le azioni

proprie sono tuttavia computate nel capitale ai fine del calcolo del quorum costitutivo e

deliberativo dell’assemblea. Il diritto agli utili ed il diritto di opzione spettano in

proporzione alle altre azioni. Con la riforma del 2003 l’assemblea può autorizzare

l’esercizio totale o parziale del diritto di opzione, sia con l’osservanza dell’utilizzabilità solo

di utili distribuibili e riserve disponibili e per l’acquisto di azioni proprie. Gli

amministratori non possono disporre delle azioni senza la preventiva autorizzazione

dell’assemblea, stabilendo anche le relative modalità. Alla società è vietato di concedere

prestiti o fornire garanzie di qualsiasi tipo a favore di soci o terzi per la sottoscrizione o

l’acquisto di azioni proprie. La società non può accettare azioni proprie in garanzia.

12. Le partecipazioni reciproche.

Le partecipazioni reciproche fra società di capitali – la società A partecipa al capitale della B e

viceversa – danno luogo a pericoli quando fra le 2 società intercorre un rapporto di controllo visto

che la controllata può facilmente subire le direttive della controllante nella scelta dei propri

investimenti azionari e nell’esercizio del voto. La controllante potrebbe perciò agevolmente eludere

la disciplina della sottoscrizione e dell’acquisto di azioni proprie facendo sottoscrivere o acquistare

le stesse da una propria controllata. Sottoscrizione reciproca del capitale se 2 società si

costituiscono o aumentano il capitale sociale sottoscrivendo l’una il capitale dell’altra, si avrà una

moltiplicazione illusoria di ricchezza. Aumenta il capitale sociale nominale delle 2 società senza che

si incrementi di un solo centesimo rispetto al capitale reale. Nel contempo, ciascuna delle due

società dispone di un pacchetto di voti da gestire nell’altra. Alla repressione di questo fenomeno ci

si rivolgeva all’art. 2360 che vieta alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante

sottoscrizione reciproca di azioni, anche per tramite di società fiduciaria o di interposta persona. In

seguito si è affiancato l’art. 2359 – quinquies che detta per la sottoscrizione di azioni o quote della

società controllante una disciplina identica a quella prevista per la sottoscrizione di azioni proprie.

In nessun caso perciò la società controllata può sottoscrivere un aumento di capitale deliberato

dalla controllante, sia direttamente, sia avvalendosi di terzi. Le azioni imputate agli amministratori


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Titta88

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Docente: Mayr Carlo
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Titta88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof Mayr Carlo.

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