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Riassunto esame Diritto Commerciale: la società a responsabilità limitata, prof. Mayr Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto commerciale sulla Srl – artt. 2462 – 2483 – è una società di capitali in cui: per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio; le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni e non possono costituire oggetto di offerta al pubblico; può emettere titoli di debito assimilabili alle obbligazioni... Vedi di più

Esame di Diritto commerciale docente Prof. C. Mayr

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ESTRATTO DOCUMENTO

al trasferimento della sede sociale all’estero

o all’eliminazione di una o + cause di recesso previste dallo statuto

o al compimento di operazioni che comportano una sostanziale modifica dell’oggetto

o sociale o una rilevante modifica dei diritti particolari attribuiti ad un singolo socio.

Sia contrario all’aumento del capitale sociale con l’esclusione del diritto di opzione

o

Il criterio di determinazione del valore delle quote del socio receduto tende ad assicurare la

rispondenza al valore di mercato al momento della dichiarazione di recesso, che in caso di

disaccordo viene determinato da un esperto nominato dal tribunale. La quota del socio recedente

deve:

- essere offerta in opzione agli altri soci o ad un terzo individuato dai soci stessi

- se non ci sono acquirenti si procede al rimborso attingendo dalle riserve disponibili della

società o in mancanza, si procede alla riduzione del capitale sociale

- se la riduzione diventa impossibile a causa dei creditori sociali che si oppongono

 

scioglimento della società

Nella srl come nella società di persone l’atto costitutivo può prevedere specifiche cause di

esclusione del socio SOLO per giusta causa. Per il rimborso si applica la disciplina del recesso, con

esclusione della riduzione del capitale sociale.

5. Il trasferimento delle quote sociali.

Il trasferimento della quota è valido ed efficace tra le parti per effetto del semplice consenso;

produce effetti nei confronti della società solo dal momento in cui è iscritto nel libro dei soci. I

trasferimenti per atto fra vivi devono risultare da scrittura privata con sottoscrizione autenticata da

un notaio, il quale entro 30 gg deve depositarla per l’iscrizione nel registro delle imprese dove ha

sede la società. Il trasferimento deve essere annotato nel libro dei soci su richiesta dell’alienate o

dell’acquirente, che devono esibire l’atto da cui risulta il trasferimento cioè che attesta l’avvenuto

deposito ai fini dell’iscrizione nel registro delle imprese. Con la successiva iscrizione nel libro dei

soci il trasferimento diventa efficace nei confronti della società. Se la quota è alienata con

successivi contratti a + persone, prevale che per primo ha effettuato l’iscrizione nel registro delle

imprese purché sia in buona fede. Alla srl è vietato in modo assoluto l’acquisto di proprie quote. In

nessun caso la società può accettare in garanzia proprie quote, cioè non può accordare prestiti o

fornire garanzie per il loro acquisto o la loro sottoscrizione. La quota può formare oggetto di

espropriazione da parte dei creditori personali del socio, con conseguente vendita forzata o

assegnazione della stessa al creditore. Questo avviene anche in caso di fallimento del socio. Quando

la partecipazione non è stata liberamente trasferibile, la vendita è priva di effetto se la società

presenta entro 10 giorni un altro acquirente che offre lo stesso prezzo. Si consente così ai soci di

impedire l’ingresso di soci non graditi. Si applica la stessa disciplina se la partecipazione forma

oggetti di pegno, usufrutto o sequestro.

6. Gli organi sociali. Le decisioni dei soci.

Gli organi sociali sono gli stessi di una spa: assemblea, organo amministrativo, collegio sindacale.

L’art. 2479 stabilisce che sono inderogabili le decisioni dei soci per:

- l’approvazione del bilancio e la distribuzione degli utili

- la nomina dei sindaci, del presidente del collegio sindacale e del revisore

- le modificazioni dell’atto costitutivo

- la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modifica dell’oggetto

sociale o una rilevante modificazione dei diritti dei soci.

- L’atto costitutivo può riservare alla competenza dei soci ulteriori materie.

I soci decidono su qualsiasi argomento che sia proposto dagli amministratori o da tanti soci che

rappresentano almeno 1/3 del capitale. L’atto costitutivo può prevedere che le decisioni dei soci

siano prese in maniera diversa con voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno

la metà del capitale sociale in presenza di questa clausola statutaria, la decisione con metodo

assembleare è necessaria per le modifiche dell’atto costitutivo, delle modifiche dell’oggetto sociale,

modifica dei diritti dei soci, riduzione obbligatoria del capitale per perdite sarà necessaria una

maggioranza diversa 1/3 del capitale sociale. L’assemblea le modalità di convocazione sono

state determinate dall’atto costitutivo altrimenti se non è stato determinato la convocazione dovrà

avvenire a mezzo lettera raccomandata, almeno 8 gg prima dell’adunanza al domicilio del socio.

Intervento in assemblea tutti i soci che risultano iscritti nel libro dei soci. Non ci sono le

limitazioni di rappresentanza previste per la spa. Il voto dei soci vale in misura proporzionale alla

partecipazione.

Maggioranze per deliberare l’assemblea ordinaria è regolarmente costituita con la presenza di

tanti soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale – delibera a maggioranza

assoluta. Per le modiche dell’atto costitutivo è necessario il voto favorevole dei soci che

rappresentano almeno la metà del capitale sociale. Non è prevista un’assemblea di seconda

convocazione con maggioranze ridotte, ma, cmq possono essere previste dall’atto costitutivo.

L’attuale disciplina prevede l’assemblea totalitaria!

Invalidità delle delibere le decisioni che non sono prese in conformità della legge o dell’atto

costitutivo possono essere impugnate dai soci che non hanno acconsentito anche individualmente,

amministratori, collegio sindacale entro 90 gg dalla trascrizione nel libro delle decisioni dei soci.

Disciplina = per le decisioni con conflitto di interesse.

Il tribunale può assegnare un termine non superiore a 180 gg per l’adozione di una nuova decisione

idonea ad eliminare la causa di invalidità; come nelle spa la sostituzione sana è retroattiva salvi

sempre però i diritti acquistati da terzi in buona fede.

Possono essere impugnate da chiunque ha interesse entro 3 anni le delibere aventi oggetto

impossibile o illecito e quelle prese in assenza assoluta di informazione.

Possono essere impugnate senza limiti di tempo le delibere che modificano l’oggetto sociale

prevedendo attività impossibili o illecite.

7. Amministrazione e controlli.

La ripartizione di competenze dell’assemblea e degli amministratori è rimessa all’autonomia

statutaria. Gli amministratori:

in mancanza di diversa disposizione, l’amministrazione è affidata a 1 o + soci, nominati con

decisione dei soci, che restano in carica a tempo indeterminato. L’amministrazione è affidata a +

persone consiglio di amministrazione. L’atto costitutivo può preveder che le decisioni siano

adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. Inoltre, può

essere previsto che gli amministratore operino disgiuntamente o congiuntamente. Cmq sia le

decisioni per il bilancio, fusione scissione, aumento di capitale devono essere prese con metodo

collegiale. I contratti conclusi dagli amministratori con rappresentanza in conflitto di interessi

possono essere annullati su domanda della società se il conflitto era riconosciuto o riconoscibile dal

terzo. Possono inoltre essere impugnate le decisioni adottate dal consiglio di amministrazione con

voto determinante di un amministratore in conflitto di interessi quando il danno ha cagionato il

patrimonio della società. L’impugnazione può essere fatta entro 90 gg dagli altri amministratori, dal

collegio sindacale e dal revisore. Agli amministratori in conflitto di interesse non hanno l’obbligo di

comunicare preventivamente il loro stato al consiglio di amministrazione.

Responsabilità degli amministratori:

- responsabilità vs/società e singoli soci o terzi direttamente danneggiati non c’è

responsabilità vs/creditori sociali;

- responsabilità solidale con gli altri amministratori che sono anche i soci che hanno

intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, soci o

terzi;

- l’azione di responsabilità contro gli amministratori può essere promossa anche dal singolo

socio che può chiedere come provvedimento cautelare la revoca degli amministratori nella

gestione della società

Collegio sindacale: l’atto costitutivo può preveder la nomina di un collegio sindacale o di un

revisore determinando competenze e poteri. La nomina del collegio sindacale è obbligatoria SOLO

se il capitale sociale è < a 120.000 o se non ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio di

esercizio in forma abbreviata. La disciplina del collegio sindacale è = alla disciplina delle spa ma,

non è necessaria la nomina di un revisore; infatti, se l’atto costitutivo non dispone diversamente, il

controllo contabile è esercitato dallo stesso collegio sindacale. Nelle società in cui manca il collegio

sindacale alcuni poteri di controllo propri dei sindaci sono riconosciuti direttamente ai soci che non

partecipano all’amministrazione. Ogni socio non amministratore ha diritto di avere dagli

amministratori notizie dello svolgimento degli affari sociali di consultare anche con professionisti, i

libri sociali e i documenti relativi all’amministrazione, compresi i libri e le scritture contabili della

società

8. Altri aspetti della disciplina.

Sono autonomamente disciplinate le modifiche dell’atto costitutivo con disposizioni che presentano

qualche differenza rispetto alla spa per le modifiche del capitale sociale.

Aumento del capitale sociale è prevista e disciplinata la delega agli amministratori per l’aumento

del capitale sociale a pagamento. La determinazione dei limiti e delle modalità di esercizio è

rimessa all’atto costitutivo, fermo restando che la decisione degli amministratori deve risultare da

verbale redatto da un notaio e iscritto al registro delle imprese. La disciplina di aumento reale del

capitale con nuovi conferimenti è = a quella delle spa. Per quanto riguarda l’esclusione del diritto di

opzione è possibile solo se espressamente previsto dallo statuto ed in tal caso i soci che non hanno

consentito alla decisione hanno diritto di recesso dalla società. L’esclusione del diritto di opzione

non è consentita quanto l’aumento del capitale sociale è resa necessaria da una riduzione del

capitale per perdite. La riduzione del capitale reale e nominale è = alle spa tranne per il rispetto del

limite legale. In tutti i casi di riduzione del capitale per perdite, è esclusa ogni modificazione delle

quote di partecipazione e dei diritti spettanti ai soci. Lo scioglimento della società = alla spa!

LE SOCIETA’ COOPERATIVE

1. Il sistema legislativo.

Le società cooperative sono società a capitale variabile, si caratterizzano per lo specifico scopo

perseguito nello svolgimento dell’attività di impresa: scopo mutualistico. L’art. 45 Costituzione dice

che la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità senza

fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi + idonei e

ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità. Il codice civile artt. 2511 -2454

integrata con la legge Basevi e ulteriori modifiche con la legge del 1992 che hanno agevolato la

raccolta di capitale di rischio da parte delle cooperative. Con la riforma del 2003 è stata introdotta la

differenza tra società cooperative a mutualità prevalente e altre società cooperative.

2. Le società con scopo mutualistico.

Le società cooperative si distinguono dalle altre per lo scopo economico perseguito. Scopo mezzo

esercizio in comune di una determinata attività economica. Scopo – fine scopo mutualistico.

Lo scopo prevalente dell’attività di impresa delle società cooperative consiste come dice il codice

civile nel fornire beni o servizi od occasioni di lavoro direttamente ai membri del’organizzazione a

condizioni + vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato. Cooperative di consumo c’è una

coincidenza tra i soci e i soggetti che usufruiscono dei beni o servizi prodotti dall’impresa sociale.

Cooperative di produzione di lavoro i fattori produttivi necessari per l’attività di impresa sono

tendenzialmente forniti dagli stessi soci; cioè i destinatari elettivi ma non esclusivi dei beni o servizi

prodotti dalla cooperativi cioè la possibilità di lavoro e la domanda di materie prima creata dalla

società. Vantaggio mutualistico consente ai soci della cooperativa di ottenere condizioni +

vantaggiose di quelle di mercato nella cooperativa i soci si fanno imprenditori di se stessi. I soci

di una cooperativa mirano a realizzare un risultato economico ed un proprio vantaggio patrimoniale,

attraverso lo svolgimento di attività di impresa. Risultato economico è quello di soddisfare un

comune preesistente bisogno di generi di consumo, di credito… e di soddisfarlo conseguendo un

risparmio di spesa per i beni o servizi acquistati dalla propria società – cooperativa di consumo – o

una maggiore retribuzione per i propri beni o servizi alla stessa ceduti – cooperative di produzione e

di lavoro. La legge consente la presenza accanto ai soci cooperatori, anche di soci non

specificatamente interessati alle prestazioni mutualistiche, il loro ruolo è esclusivamente quello di

apportare il capitale di rischio necessario per lo svolgimento dell’attività cooperativa soci

sovventori.

3. Scopo mutualistico e scopo lucrativo.

Le società cooperative sono caratterizzate da uno scopo prevalentemente ma non esclusivamente

mutualistico. Se l’atto costitutivo lo prevede, possono anche svolgere attività con terzi quindi,

fornire a terzi le prestazioni che formano oggetto della gestione a favore dei soci attività con i

terzi è una attività oggettivamente lucrativa. Nelle cooperative lo scopo mutualistico può

coesistere con un’attività con terzi produttiva di utili. E’ incompatibile con lo scopo mutualistico la

distribuzione ai soci degli utili prodotti dalla cooperativa.

4. Le cooperative a mutualità prevalente.

Società cooperative a mutualità prevalente godono di tutte le agevolazioni a mutualità

prevalente. Sono caratterizzate da:

La presenza nello statuto di clausole che limitano la distribuzione di utili e riserve ai

 soci cooperatori;

La circostanza che la loro attività deve essere svolta prevalentemente a favore dei

 soci – cooperative di consumo – utilizzando prevalentemente prestazioni lavorative dei

soci – cooperative di loro – o beni e servizi degli stessi apportati – cooperative di

produzione e lavoro.

Gli amministratori e sindaci devono documentare con nota integrativa al bilancio tali

 condizioni di prevalenza, mettendo in evidenza il rispetto di una serie di parametri

specificati dall’art.2513.

Devono iscriversi in un apposito albo delle società cooperative, tenuto a cura del

 Ministro dello sviluppo economico, presso il quale depositano annualmente il proprio

bilancio. In una distinta sezione dello stesso albo si iscrivono le altre società cooperative;

L’atto costitutivo deve stabilire le regole per lo svolgimento dell’attività mutualistica

 con i soci, naturalmente deve essere rispettato il principio di parità di trattamento; inoltre,

l’atto costitutivo deve determinare se la società può svolgere la propria attività anche con i

terzi.

5. I caratteri strutturali.

Le piccole cooperative possono optare per la + snella disciplina della srl con l’adozione del

modello organizzativo della srl è obbligatoria per le società cooperative con meno di 9 soci.

a) È previsto un n° minimo di soci per la costituzione di una coop. I soci cooperatori devono

essere in possesso di specifici requisiti soggettivi in modo da poter assicurare che la coop

sia composta almeno in prevalenza da persone appartenenti a categorie sociali

specificamente interessate a fruire dei beni, servizi od occasioni di lavoro prodotti

dall’impresa coop;

b) Sono fissati limiti massimi alla quota di partecipazione di ciascun socio ed alla % di utili

agli stessi distribuibile;

c) Le variazioni del n° e delle persone dei soci e le conseguenti variazioni del capitale sociale

non comportano modificazioni del’atto costitutivo quindi, c’è la facilità di ingresso di

nuovi soci, e di recedere liberamente quando non sono + interessati all’attività mutualistica;

d) Ogni socio cooperatore persona fisica ha in assemblea un solo voto, qualunque sia il valore

della sua quota o il n° delle sue azioni – principio una testa un voto -;

e) Le società cooperative sono sottoposte a vigilanza dell’autorità governativa al fine di

assicurarne il regolare funzionamento amministrativo e contabile.

6. La costituzione della società cooperativa.

Per poter costituire una società cooperativa è necessario che i soci siano almeno 9. Ma, sono

sufficienti 3 soci se la società adotta le norme della srl. La società si scioglie e deve essere posta in

liquidazione se il n° dei soci scende al di sotto del minimo e non è reintegrato entro 1 anno. La

partecipazione ad una coop è subordinata al possesso di requisiti soggettivi volti ad assicurare che i

partecipanti svolgano l’attività in modo coerente e compatibile con l’oggetto sociale della

cooperativa. I requisiti sono fissati dalla legge 1577/1947 che variano a seconda del settore di

attività della coop… la disciplina attuale fissa come regola generale che i soci non possono in ogni

caso essere titolari in proprio di imprese in concorrenza con quella della coop. Questi requisiti NON

sono richiesti per i soci sovventori. Il procedimento di costituzione di una coop è uguale a quello

della spa o srl se prescelta. L’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico è necessario

inserire:

- l’indicazione specifica dell’oggetto sociale, con riferimento ai requisiti ed agli interessi dei

soci;

- i requisiti e le condizioni di ammissione di nuovi soci e il modo e il tempo in cui devono

essere eseguiti i conferimenti, specificando che si deve trattare di criteri non discriminatori

coerenti con lo scopo mutualistico e l’attività economica svolta;

- le condizioni per l’eventuale recesso e per l’esclusione dei soci;

- le regole per la ripartizione degli utili e i criteri per la ripartizione dei ristorni;

La denominazione sociale può essere formata liberamente ma, deve contenere specificatamente

l’indicazione di società coop. Le coop a mutualità prevalente devono indicare negli atti e nella

corrispondenza il n° di iscrizione presso l’albo. L’atto costitutivo deve essere iscritto nel registro

delle imprese, ad avvenuta iscrizione, la società acquista la personalità giuridica. Le coop che

intendono godere dei benefici fiscali e delle altre agevolazioni sono poi tenute all’iscrizione nel

nuovo albo delle società coop, tenuto a cura del Ministero dello sviluppo economico. L’attuale

disciplina prevede che lo svolgimento dell’attività mutualistica fra società e soci può essere

disciplinata da appositi regolamenti quando non costituiscono parte integrante dell’atto

costitutivo, sono predisposti dagli amministratori ed approvati dall’assemblea straordinaria.

7. I conferimenti. La responsabilità dei soci.

La disciplina dei conferimenti e delle prestazione accessorie è = alle spa, salvo che lo statuto non

abbia optato per la disciplina della società a responsabilità limitata. Con la riforma del 2003 per le

società cooperative per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio.

Socio moroso il socio che non esegue in tutto o in parte i conferimenti dovuto può essere escluso

dalla società. Se cessa di far parte della società risponde vs la stessa per 1 anno dal gg in cui il

recesso, l’esclusione o la cessione della quota si è verificata. Se entro 1 anno dallo scioglimento del

rapporto si manifesta insolvenza della società, il socio uscente è tenuto a restituire alla stessa quanto

ricevuto per la liquidazione della quota o per il rimborso delle azioni. Il creditore particolare del

socio cooperatore non può agire esecutivamente sulla quota o sulle azioni delle stesso. Inoltre,

l’attuale disciplina non gli consente + di fare opposizione in caso di proroga della società.

8. Le quote. Le azioni.

Nelle cooperative la partecipazione sociale può essere rappresentata da quote o da azioni, a seconda

che la cooperativa sia regolata dalla disciplina della spa o da srl. Limiti massimi nex socio

persona fisica può avere una quota > 100.000. Nelle coop con + di 500 soci l’atto costitutivo può

elevare il limite fino al 2% del capitale sociale. Il limite non opera nei casi previsti dal 4° comma

art. 2525 ( valore nominale non può essere < di 25€ e > 500€) per quanto riguarda i conferimenti in

natura o di crediti, soci diversi dalle persone fisiche… Specifica disciplina è prevista per il

trasferimento della partecipazione sociale. Le quote e le azioni dei soci cooperatori non possono

essere cedute con effetto vs/la società, senza autorizzazione degli amministratori, il provvedimento

deve essere comunicato al socio entro 60 gg dalla richiesta. Il silenzio vale assenso.

L’autorizzazione in ogni caso non potrà essere validamente concessa quando l’acquirente non

possiede i requisiti soggettivi fissati per legge o dall’atto costitutivo. Il provvedimento che nega

l’autorizzazione deve essere motivato e contro lo stesso il socio può proporre opposizione al

tribunale. L’atto costitutivo può anche vietare del tutto la cessione sia delle quote sia delle azioni,

salvo in questo caso il diritto del socio di recedere dalla società con preavviso di 90 gg purché siano

decorsi 2 anni dal suo ingresso in società. L’atto costitutivo può autorizzare gli amministratore ad

acquistar o rimborsare quote o azioni della società con l’osservanza di un duplice limite. Il rapporto

tra PN e complessivo indebitamento della società deve essere > 1/4 ; l’acquisto o il rimborso deve

essere effettuato nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo

bilanci approvato.

9. Le nuove forme di finanziamento.

Sono state consentite nuove e + incentivanti forme di raccolta del capitale di rischio con la

previsione della figura dei soci sovventori e delle azioni di partecipazione cooperativa.

Soci sovventori è consentita la raccolta di capitale di rischio fra soggetti sprovvisti degli

specifici requisiti soggettivi richiesti per la partecipazione all’attività mutualistica. I conferimenti

dei soci sovventori sono rappresentati da azioni o quote nominative liberamente trasferibili, salvo

che l’atto costitutivo non preveda limiti alla circolazione. L’atto costitutivo può stabilire particolari

condizioni per i soci sovventori per la ripartizione degli utili e la liquidazione delle quote o delle

azioni, così superando i limiti posti per i soci coop. Per evitare che la partecipazione dei soci

sovventori sia per fini speculativi, è stato stabilito che il tasso di remunerazione dei soci sovventori

non può essere maggiorato in misura superiore al 2% rispetto a quello previsto per gli altri soci.

Altre regole previste per evitare che i soci sovventori prendano il sopravvento nella gestione della

società; l’atto costitutivo può attribuire a ogni socio sovventore + voti, anche in relazione

all’ammontare dei conferimenti, ma non > a 5. I voti attribuiti ai soci sovventori non possono essere

> 1/3 dei voti spettanti a tutti i soci. I soci sovventori possono essere nominati amministratori ma, la

maggioranza degli amministratori deve essere costituita da soci coop.

Azioni di partecipazione cooperativa sono una particolare categoria di azioni, che ha affinità

con le azioni di risparmio; infatti, sono prive del diritto di voto e sono privilegiate nella ripartizione

degli utili e nel rimborso del capitale. Possono essere emesse per un ammontare non > al valore

delle riserve indivisibili o del PN risultante dall’ultimo bilancio certificato. Devono essere offerte in

opzione per almeno la metà ai soci ed ai lavoratori dipendenti della coop, che possono sottoscriverle

anche superando i limiti massimi di partecipazione al capitale. Le azioni di partecipazione coop

possono essere emesse al portatore se interamente liberate. Sono quindi, liberamente trasferibili e

godono dell’anonimato. Sono privilegiate sotto il profilo patrimoniale perché:

- assicurano ex lege una partecipazione agli utili maggiorata del 2% rispetto a quelle quote o

azioni dei soci coop

- hanno diritto di prelazione nel rimborso del capitale per l’intero valore nominale, in sede di

scioglimento della società

- le perdite incidono sulle stesso solo per la parte eccedente il valore nominale complessivo

delle altre azioni o quote.

E’ prevista un’organizzazione di gruppo per tutelare gli interessi comuni. L’organizzazione si

articola nell’assemblea speciale di categoria e nel rappresentate comune, con funzioni e poteri

sostanzialmente coincidenti con quelli delle azioni di risparmio. Alle società coop è consentita

anche l’emissione di obbligazioni per la raccolta di capitale di prestito, in passato non era possibile.

I limiti e i criteri di emissione sono fissati dal Cicr (comitato interministeriale per il credito e il

risparmio), fermo restando l’applicabilità della restante disciplina dettata per la spa. Attualmente

valgono i medesimi limiti all’emissione previsti in generale dall’art. 2412. Con la riforma 2003

consente a tutte le società coop l’emissione di strumenti finanziari diversi dalle azioni e dalle

obbligazioni secondo la disciplina prevista per la spa. L’atto costitutivo stabilisce i diritti

patrimoniali o anche amministrativi attribuiti ai possessori di tali strumenti finanziari e le eventuali

condizioni cui è sottoposto il trasferimento, fermo restando che il diritto di recesso dei possessori di

strumenti finanziari con diritto di voto è disciplinato dalle norme in tema di spa. Ai possessore di

strumenti finanziari non può essere attribuito + di 1/3 dei voti spettanti all’insieme dei soci presenti

cioè in rappresentanza all’assemblea. Per gli strumenti finanziari senza voto è prevista una

organizzazione – assemblea speciale e rappresentate comune – a tutela dei relativi interessi. Le coop

che hanno optato per la disciplina della srl possono offrire strumenti finanziari privi di diritti di

amministrazioni solo ad investitori qualificati.

10. Gli organi sociali. L’assemblea.

Gli organi delle società cooperative sono gli stessi di una spa. Il peso di ciascun socio cooperatore

in assemblea è del tutto svincolato dall’ammontare della partecipazione sociale. Per i soci persone

fisiche applicazione del principio – una testa un voto – ogni socio persona fisica ha infatti diritto ad

un solo voto. Solo ai soci persone giuridiche possono essere attribuiti + voti, ma non oltre 5, in

relazione all’ammontare della quota o delle azioni, oppure al n° dei loro membri. Ai soci sovventori

possono essere attribuiti + voti ma, non devono superare 1/3 dei voti spettanti a tutti i soci; l’atto

costitutivo può determinare i limiti al diritto di voto degli strumenti finanziari offerti in

sottoscrizione ai soci coop. L’attuale disciplina consente che nelle coop consortili – le coop in cui i

soci realizzano lo scopo mutualistico attraverso l’integrazione delle rispettive imprese o di alcune

fasi – il diritto di voto è attribuito in ragione della partecipazione allo scambio mutualistico. Nessun

socio può esprimere + di 1/10 totale dei voti o + di 1/3 dei voti spettanti ai soci presenti o

rappresentati in ciascuna assemblea.

- hanno diritto di voto solo i soci che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno 90 gg;

- il socio può farsi rappresentante in assemblea solo da altro socio. In ogni caso, ciascun socio

non può rappresentare + di 10 soci;

- il voto può essere dato anche per corrispondenza o mediante altri mezzi di

telecomunicazione, se l’atto costitutivo lo consente;

I quorum costitutivi e deliberativi sono calcolati secondo il n° dei voti spettanti per testa ai soci e

non in base all’ammontare della loro partecipazione al capitale. I quorum sono determinati dall’atto

costitutivo, che può derogare in aumento o in diminuzione le maggioranze stabilite per la spa.

Innovazione possibilità di una formazione progressiva della volontà assembleare attraverso il

meccanismo delle assemblee separate, la cui disciplina è stata modificata con la riforma del 2003.

L’atto costitutivo può prevedere che il procedimento assembleare sia articolato in 2 fasi – assemblee

separate e assemblea generale – per agevolare la partecipazione dei soci e la formazione delle

maggioranze nelle cooperative con ampia compagine sociale e territorialmente articolate. In base

all’attuale disciplina le assemblee separate sono però obbligatorie quando la società ha + di 3000

soci e svolge la propria attività in + province, o se ha + di 500 soci e si realizzano + gestioni

mutualistiche. Le assemblee separate, la cui disciplina è prevalentemente statutaria, deliberano sulle

stesse materie che formeranno oggetto dell’assemblea generale ed eleggono dei soci – delegati che

parteciperanno all’assemblea generale. Le deliberazioni delle assemblee separate non possono

essere autonomamente impugnate. Quello dell’assemblea generale possono invece essere impugnate

anche dai soci assenti o dissenzienti nelle assemblee separate quando senza i voti espressi dai

delegati delle assemblee separate irregolarmente tenute, verrebbe meno la necessaria maggioranza.

11. Amministrazione. Controlli. Collegio dei probiviri.

Le società coop possono scegliere il sistema tradizionale o dualistico o monistico. Nel sistema

tradizionale, i primi amministratori sono nominati nell’atto costitutivo e successivamente

dall’assemblea. L’atto costitutivo può derogare questa regola, purché la nomina della maggioranza

degli amministratori resti di competenza all’assemblea. E’ riconosciuta la nomina anche da parte

dello Stato o altri enti e anche ai possessori di strumenti finanziari fino ad 1/3 degli amministratori.

Può essere previsto che uno o + amministratori siano scelti tra gli appartenei alle categorie dei soci.

Sistema dualistico i possessori di strumenti finanziari NON possono eleggere + di 1/3 dei

componenti del consiglio di sorveglianza e del consiglio di gestione. I componenti del consiglio di

sorveglianza scelti dai soci cooperatori devono essere soci cooperatori.

Sistema monistico agli amministratori eletti dai possessori di strumenti finanziari, non superiori

ad 1/3 NON possono essere attribuite deleghe operative, né gli stessi possono far parte del comitato

esecutivo.

Oggi è sufficiente che solo la maggioranza degli amministratori sia scelta tra i soci cooperatori

ovvero fra le persone designate dai soci cooperatori persone giuridiche.

Collegio sindacale la nomina è obbligatoria negli stessi casi in cui è obbligatoria nelle srl – cioè

quando la società ha un capitale non < a quello minimo della spa o quando non ricorrono per la

redazione del bilancio in forma abbreviata – quindi quando la cooperativa ha emesso strumenti

finanziari non partecipativi. Per la nomina del collegio sindacale, lo statuto può attribuire il diritto

di voto proporzionalmente alle quote o azioni possedute, in ragione della partecipazione allo

scambio mutualistico. Inoltre, prevedere che i possessori di strumenti finanziari dotati di diritti

amministrativi possono eleggere fino ad 1/3 dei componenti del collegio sindacale.

Collegio dei probiviri previsto negli statuti delle cooperative di un ulteriore organo – il collegio

è

dei probiviri – a cui è affidata la risoluzione di eventuali controversie fra soci o fra soci e società,

riguardanti il rapporto sociale o la gestione mutualistica, in modo da evitare che le controversie

sociali sfocino in liti di frode all’autorità giudiziaria. E’ un organo che non sempre dà garanzie di

imparzialità. L’attuale disciplina vieta cmq agli amministratori di delegare i propri poteri in materia

di ammissione, recesso o esclusione dei osci e le decisioni che incidono sui rapporti mutualisti con i

soci.

12. La vigilanza governativa. Il controllo giudiziario.

Le società coop sono sottoposte al controllo dell’autorità governativa, finalizzata all’accertamento

dei requisiti mutualistici, quindi, ad assicurare il regolare funzionamento amministrativo e contabile

della società coop. Eccezione fatta per alcune categorie di cooperative, la vigilanza spetta al

Ministero dello sviluppo economico ed è esercitata con revisione, effettuate a cadenza biennale, e

con ispezioni straordinarie. Nell’attività di vigilanza il Ministero si avvale anche delle associazioni

nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, legalmente riconosciute

che perseguono scopi ideali e politici. In caso di irregolare funzionamento della coop, l’autorità di

vigilanza può revocare, previa diffida, amministratori e sindaci ed affidare la gestione della coop ad

un commissario governativo, determinando i poteri e la durata dell’incarico. L’autorità di vigilanza

può disporre lo scioglimento della coop se a suo giudizio, non è in grado di raggiungere gli scopi

per cui era stata costituita, o se per 2 anni consecutivi non ha depositato il bilancio di esercizio o

non ha compiuto atti di gestione. Con l’attuale disciplina le società coop sono assoggettate al

controllo giudiziario sulla gestione previsto dall’art. 2409 (revisore) per le spa. Legittimati al

ricorso sono i soci titolari del 10° del capitale sociale, ovvero un decimo del numero complessivo

dei soci, ridotti ad un ventesimo per le coop che hanno + di 3000 soci. Nel procedimento deve

essere sentita anche l’autorità di vigilanza governativa ed il tribunale dichiara improcedibile il

ricorso se quest’ ultima ha già nominato un ispettore o un commissario. L’autorità di vigilanza

sospende il procedimento amministrativo se il tribunale ha nominato un ispettore o un

amministratore giudiziario.

13. Bilancio. Utili. Ristorni.

La formazione del bilancio di esercizio delle coop è assoggettata alla disciplina della spa. Le coop

di maggiore dimensione e quelle che emettono obbligazioni devono sottoporre il bilancio a

revisione obbligatoria da parte di una società di revisione. Per rafforzare la consistenza del

patrimonio sociale, la % degli utili netti annuali da destinare a riserva legale è 6 volte + elevata risp

alla spa: il 30%. L’obbligo sussiste indipendentemente dall’ammontare raggiunto dalla riserva

legale. La legge 59/1992 ha introdotto l’obbligo di destinare il 3% degli utili netti annuali ad

appositi fondi mutualisti per la promozione e lo sviluppo della cooperazione costituti e gestiti

dalle associazioni nazionali di rappresentanza del movimento cooperativo è una forma di auto

contribuzione obbligatoria, finalizzata alla promozione ed al finanziamento di nuove imprese e di

iniziative di sviluppo del movimento cooperativo.

Limiti alla distribuzione degli utili per tutte le coop non quotate c’è la regola che possono essere

distribuiti dividendi, direttamente o indirettamente SOLO se il rapporto tra PN e complessivo

indebitamento è > a 1/4 in modo tale da imporre alle coop eccessivamente indebitate di destinare

all’autofinanziamento gli utili generati. Questo vincolo non si applica ai possessori di strumenti

finanziari e alle coop quotate.

Disciplina per le altre società coop l’atto costitutivo può fissare la % max dei dividendi che

possono essere ripartiti tra i soci coop; inoltre, può autorizzare l’assemblea ad assegnare ai soci le

riserve disponibili, con emissione di strumenti finanziari o con aumento gratuito del capitale

sociale. NON possono essere distribuite anche in caso di scioglimento, le riserve indivisibili che

sono utilizzabili solo per la copertura di perdite dopo che si sono esaurite le altre riserve.

Disciplina per le coop a mutualità prevalente la disciplina ricalca la legge Basevi, in cui gli

statuti devono prevedere:

- il divieto di distribuire gli utili in misura superiore all’interesse dei buoni fruttiferi postali

aumentato di 2,5 punti % rispetto al capitale effettivamente versato;

- il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci coop in

misura non superiore al 2% rispetto a tale limite massimo;

- il divieto di distribuire le riserve tra i soci coop;


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto commerciale sulla Srl – artt. 2462 – 2483 – è una società di capitali in cui: per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio; le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni e non possono costituire oggetto di offerta al pubblico; può emettere titoli di debito assimilabili alle obbligazioni ma, è vietato collocarle presso il pubblico dei risparmiatori.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Docente: Mayr Carlo
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Titta88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof Mayr Carlo.

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