Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

non partecipanti all'amministrazione sono investiti di poteri di informazzione e consultazione. È

prevista la possibilità di un collegio sindacale e di un revisore, che in determinate ipotesi sono

obbligatori.

Vengono inoltre indicati quelli che sono i libri sociali obbligatori e le regole sui bilanci d'esercizio,

concludendo con la previsione delle competenze dei soci e dell'assemblea ed i relativi processi

decisionali.

Per quanto riguarda soci e amministratori, le loro decisioni vengono prese secondo il proncipio

della collegialità piena a meno che non vi sia espressa disposizione contraria in atto costitutivo.

2 Il dato normativo

Il modello decisionale per i soci e gli amministrarori è quello fondato sul principio della collegialità,

comunque derogabile dall'atto costitutivo. Questo, per quanto riguarda le decisioni amministrative,

ha l'obiettivo di garantire ponderatezza, unità gestionale e solidarietà nella gestione, mentr per

quanto riguarda i soci ha l'obiettivo di garantire la possibilità di un dibattito in modo da poter

esercitare consapevolmente il voto.

Sono prevedibili un modello amministrativo disgiunto (non collettivo) e modelli amministrativi

collettivi congiunti che possono richiedere o meno il principio di collegialità piena. Si può scegliere

in sostanza tra un sistema amministrativo individuale e uno collettivo, collegiale o meno , con le

nuove techiche amministrative che si pongono nel mezzo.

Per le decisioni dei soci le scelte possibili sono la sola modalità assembleare e quella collettiva

congiunta enza assemblea.

3 Processi decisionali collettivi a confronto

Nelle società di persone, in caso di amministrazione congiunta è possibile che la volontà degli

amministratori possa essere espressa in modo non contestuale, ed è possibile la sola raccolta della

volontà positiva della maggioranza. Questo è possibile solo se espressamente previsto in atto

costitutivo; nelle Spa invece le decisioni amministrative sono disciplinate dal principio di

collegialità, il quale prevede l'unitarietà spazio-temporale della formazione del consenso, che può

comunque essere attenuato dalla nuova previsione del voto per corrispondenza per le società

quotate in borsa.

In sostanza, le Srl si pongono come una via di mezzo tra questi due tipi, in virtù della loro

autonomia.

4 I limiti dell'autonomia dei soci

Nelle Srl, il primo limite all'autonomia dei soci per quanto riguarda l'ammissibilità del consenso

scritto e della consultazione scritta, ci è dato dalla necessità di coinvolgere tutti i soci e gli

amministratori in tale procedura, in quanto come previsto dall'art 2479 cc, ogni socio ha diritto di

partecipare alle decisioni. Questa è una norma inderogabile, riconfermata sempre dall'art 2479 cc

che dichiara nulle le decisioni prese in assenza assoluta di informazione. Viene imposta quindi la

convocazione o almeno la consultazione di tutti i soci ed è inoltre facoltà dei soci che detengano

almeno 1/3 del capitale sociale richiedere l'adozione delle decisioni mediante deliberazione

assembleare.

Pur in assenza di una norma specifica a riguardo, questa stessa concluusione è estendibile anche alle

decisioni amministrative, rispettano il requisito minimo della collegialità coinvolgendo tutti gli

amministratori.

La dottrina prevede che il principio di collegialità possa essere pieno o attenuato: nel primo caso

prevede l'unità spazio temporale della decisione in modo da consentire un dibattito, nel secondo

caso il dibattito non è previsto ma vi è comunque il confronto fra le parti nche se viene meno

l'unitarietà spazio temporale della decisione. Nella Srl i soci possono prevedere, con apposita

clausola in atto costitutivo, la collegialità in versione attenuata che consente comunque un confronto

tra tutti i legittimati.

Il secondo limite posto dal legislatore è quello riguardante la forma e il contenuto del consenso in

caso di collegialità attenuata, che eve rivestire la forma scritta indicando con chiarezza l'oggetto

della decisione e il consenso ad essa.

Il principio di collegialità piena in ogni caso è per forza di cose inderogabile per decisioni di una

ccerta rilevanza, come ad esempio la modifica dell'oggetto sociale o la rilevaante modifica dei

dirititi dei soci.

5 Consultazione scritta e consneso espresso per iscritto

Il legislatore consente, sia per le decsioni dei soci che per quelle degli amministratori, la

consultazione scritta e il consenso espresso per iscritto.

Fondamentalmente la differenza è che la consultazione scritta è diretta a tutti i ilegittimati mentre il

consenso espresso per iscritto può essere raggiunto con la raccolta delle adesioni della maggioranza.

Per le Srl tale classificazione non vale in quanto per essa vige il principio collegialità se per u

prevedibile anche in maniera atteanuata.

Il consenso per iscritto richiede la formazione del consenso su un testo scritto, la consultazione

invece ha per oggetto un testo sottoposto a tutti i soci, non modificabile e su ccui è possibile

espreimere un voto favorevole o contrario con la sottoscrizione o l'approvazione per iscritto.

Si può ritenere che nella Srl questi due criteri si integrino, tenendo conto dell'importanza che riveste

la collegialità in questo tipo societario.

6 Le decisioni degli amministratori adottate con la tecnica della consultazione scritta o del

consenso espresso per iscritto: i presupposti

Con l'adozione delle modalità esaminate, la collegialità non viene meno ma soltanto attenuata,

infatti anche in questo caso è richiesto il coinvolgimento di tutti gli amministratori e il loro utilizzo

è previsto soltanto se consentito con apposita clausola in atto costitutivo.

Il legislatore circoscrive il perimetro di applicazione di tali tecniche per le decisioni dei soci ma

nulla dice per quelle degli amministratori. In ogni caso l'art 2475 cc individua quelle funzioni

inderogabilmente assegnate all'organo amministrativo, come ad esempio la redazione del progetto

di bilancio, e non conferibili ai soci dall'atto costitutivo, stabilendo inoltre che per tali competenze

non si possono applicare i regimi amministativi riferibili alle società di persone, ponendo il dubbio

che si possano prendere decisioni in merito anche con il metodo della collegialità attenuata.

Soci e amministratori di minoranza possono richiede la deliberazione collegiale anche se i singoli

amministratori non possono nel qual caso nell'atto costitutivo vi sia una clausola che prevedano la

consultazione scritta. Il legislatore inoltre pone dei limiti all'ammninistrazione congiunta e disgiunta

ma altrettanto non fa per la collegialità attenuata: per materie quali la redazione del progetto di

bilancio o del progetto di fusione/scissione l'amministrazione disgiunta non è permessa in quanto

esse non possono essere trattate tramite le decisioni dei singoli soci.

Per concludere, le regole previste dal legislatore sono le seguenti:

l'amministrazione disgiunta non è applicabile alle decisioni previste dall'art 2475 cc in

• quanto incompatibili

l'amministrazione congiunta all'unanimità o a maggioranza non può valere in questi cai in

• quanto manca la forma scritta e il coinvolgimento di tutti gli amministratori

le regole di collegialità attenuata non valgono in caso di aumento e riduzione delegate del

• capitale sociale

7 Il procedimento

L'atto costitutivo può prevedere l'uso della consultazione scritta o del consenso espresso per iscritto

nell'area individuata dal legislatore. In ogni caso il singolo amministratore ha il potere di richiedere

l'applicazione della collegialità piena anche se per alcune decisioni vale sempre questa regola.

a) L'atto di iniziativa

Il potere di iniziativa in caso di consultazione scritta è attribuito al presidente del consiglio di

amministrazione ma è anche attribuibile ai singoli amministratori.

Chi promuove l'iniziativa deve formulare la proposta di decisione da sottoporre ad approvazione e

l'amministratore interpellato può acconsentire tramite la sottoscrizione.

In aso di consenso espresso per iscritto no è necessario un atto formale di iniziativa ma è sufficiente

che si formi una maggioranza in ordine ad una decisione su cui tutti gli amministratori sono stati

interpellati. Con riferimento alla Spa, il legislatore impone agli organi delegati doveri di

informazione così che gli amministratori agiscano in modo informato: tali organi sono i sindaci, i

quali vigilano sul rispetto di principi di corretta amministrazione.

L'atto di iniziativa del procedimento di consultazione scritta deve essere comunicato a tutti gli

amministratori.

b) Il consenso

Gli amministratori possono dichiarare di consentire alla proposta oggetto della consultazione,

sottoscrivendola in calce o con atto separato oppure possono manifestare il dissenso o l'astensione.

La stessa cosa vale per il consenso espresso per iscritto. Il silenzio, in mancanza di diversa

qualificazione in atto costitutivo, è equiparato all'assenza la quale avrà effetti sul quorum nel caso in

cui esso sia previsto.

La dichiarazione scritta di ogni amministratore deve essere comunicata al presidente del consiglio

di amministrazione.

L'atto costitutivo può fissare un termine minimo ed uno massimo per consentire a ciascun

amministratore di esprimere il proprio voto in modo informato, oppure solo di un tempo massimo,

in mancanza del quale dovrà essere indicato da chi attiva l'iniziativa.

c) La modificabilità dell'atto costitutivo

Non sono modificabilisalvo avvio di altra iniziativa

d) La revoca del consenso

Il procedimento di raccolta del consenso si conclude non qando si raggiunge la maggioranza ma

quando risultano consultati tutti gli aventi diritto. Per questo motivo, sino a quando non si conclude

l'iter, l'amministratore potrà variare l'espressione della propria volontà.

e) Le fasi succesive

Il presidente del consiglio di amministrazione dovrà, una volta consultati tutti gli amministratori,

verificare se sia stato raggiungo il quorum costitutivo e se si è formata la maggioranza. I quorum

sono quelli previsti dall'atto costitutivo, in mancanza dei quali si applicano quelli relativi alle

decisione del consigli o di amministrazione per volontà dei soci o desumibili in via interpretativa.

Il presidente dovrà comunicare l'esito della consultazione solo se previsto in atto costitutivo,

altrimenti sarà sufficiente la trascrizione nel relativo libro.

f) I vizi

La decisione adottata col voto determinante di un amministratore in conflitto di interessi può essere

impugnata in presenza dei presupposti e secondo le modalità dall'art 2475 cc.

Allo stesso modo potranno far valere gli altri vizi delle decisioni applicando le regole di invalidità

poste per le decisioni del Cda delle Spa.

9 Le decisioni dei soci adottate con la tecnica della consultazione scritta o del consenso

espresso per iscritto. I presupposti

Anche per le decisioni dei soci, l'utilizzo della collegialità attenuata deve essere prevista dall'atto

costitutivo. La sua area di applicazione anche in questo caso è a geometria vriabile: il legislatore

esclude il ricorso ad essa per le decisioni che modificano l'atto costitutivo o che incidano sui diritti

dei soci o che modifichino l'oggetto sociale.

Oltre a questo, ogni amministratore o una minoranza qualificata di soci può richiedere e imporre

l'utilizzo del metodo collegiale pieno.

In più, in caso di perdite che incidano per oltre 1/3 sul capitale sociale, gli amministratori devono

convocare l'assemblea. In questo caso la modalità attenuata è scclusa, così come per le decisioni

riguardanti l'assunzione di partecipazioni comportanti la responsabilità illimitata per le obbligazioni

delle medesime.

Per quanto riguara le società unipersonali, la collegialità attenuata è applicabile con i dovuti

accorgimenti, infatti la differenza tra consultazione scritta e consenso espresso per iscritto qui perde

significato. Inoltre la possibilitàper gli amministratori di richiedere la collegialità piena si riduce, in

quanto esa richiede la sola informazione dei soci e dei sindaci e non anche la loro presenza.

10 Segue. Il procedimento

Come gia detto, anche per le decisioni dei soci in modalità collegiale attenuata ocorre la presenza di

una clausola dell'atto costitutivo.

a) L'atto di iniziativa

Il potere di iniziativa può essere attribuito a ciascun socio o amministratore oppure al consiglio di

amministrazione o al suo presidente. In mancanza di indicazioni del legislatore qui i soci

dispongono di ampia autonomia decisionale

nel caso in cui vi sia silenzio dei patti sociali si ritiene che si debbano apllicare le stesse regole

previste per le decisioni assembleari, motivo per cui l'impulso di iniziativa spetterà a coloro i quali

sono previsti in atto costitutivo per le decisioni assunte a collegialità piena.

Anche qui gli amministratori o una minoranza qualificata dei soci potranno sottoporre in modalità

attenuata le decisioni degli amministratori.

L'atto di iniziativa deve contenere una o più proposte e deve rivestire la orma sccritta. Se fatto dagli

amministratori deve illustrare le ragioni della proposta in modo dettagliati. In caso di consenso

espresso per iscritto non risulta necessario un formale atto d'impulso.

Tutti i soci devono essere messi in grao di espremere la propria volontà. Se l'input non proviene dal

Cda e vi siano amministratori non soci, essi devono essere informati osì che abbiano la possibilità di

richiedere l'assemblea.

b) Il consenso

In caso di consultazione scritta, ogni socio potrà prendere posizione rispetto alla proposta esprimedo

il consenso, il dissenso o l'astensione. Anche qui la mancata risposta è assimilabile all'assenza.

Il legislatore richiede la forma scritta. Ed è opportuno fissare un tempo minimo (così che i soci,

durante questo periodo, abbiano modo di potersi consultare in maniera informale) e uno massimo

per esprimere la propria volontà. Il procedimento termina quando, entro il termine previsto, l'ultimo

socio esprime la propria volontà.

c) I quorum

Il legislatore detta una regola secondo la quale sono adottate le decisioni ottenute con voto

favorevole di una maggioranza che esprima almeno la metà del capitale sociale, regola comunque

derogabile in atto costitutivo. Inoltre, per le delibere assembleari e extrassembleari sono previsti

quorum differenti.

d) Le fasi sucessive

Nell'ambito di tali forme decisionali, occorrerà effettuare una verifica preventiva volta ad accertare

la legittimità del soggetto e la loro identità. Dopo di ciò si controlla la legittimità dei voti e si

accerta il risultato della raccolta per poi effettuare la proclamazione.

Il compito di questo spetta al oggetto previsto in atto costitutivo, se esso prevede il presidente

d'assemblea sarà suo compito altrimenti toccherà all'organo amministrativo.

La decisione presa andrà poi trascritta nel libro delle decisioni dei soci.

e) I vizi

Rientrano nell'area dell'annullabilità vizi quali la decisione adottata in mancanza di forma scritta o

dove non sussista il requisito di chiarezza.

Sono invece passibili di nullità le decisioni prese in assenza di informazione dei soci.

CAPITOLO VI

GLI AMMINISTRATORI, IL CONTROLLO ED IL BILANCIO

1 Il dato normativo

Secondo l'art 2475 cc, l'amministrazione della società è affidata ad uno o più soci nominati dai soci

stessi, regola comunque derogabile in atto costitutivo rendendo possibile il fatto che pure i terzi

possano essere amministratori.

La pubblicità dell'atto di nomina è disciplinata, per rinvio, dall'art 2383 cc per la Spa, secondo cui

entro 30 giorni dalla nomina gli amministratori devono richiederne la registrazione sul registro delle

imprese, indicando per ciascuno di essi le generalità e a quali di essi è attribuita la rappresentanza

della società e se il modello amministrativo è collegiale, congiuntivo o disgiuntivo.

Le cause di nullità o annullabilità sulla nomina degli amministratori non sono opponibili ai terzi

dopo l'iscrizione a meno che non si provi che essi ne fossero a conosenza.

Al Cda spetta la competenza sulla redazione del progetto di bilancio, dei progetti di

fusione/scissione e le decisioni sull'aumento di capitale se lo statuto gli attribuisce tale potere.

Da una parte, la norma dell'art 2475 conferisce all'amministratore esclusiva e inderogabile

competenza su tali materie e dall'altra esclude il ricorso alle modalità disgiuntive e congiuntive.

Gli amministratori hanno la rappresentanza generale della società e l'opponibilità ai terzi di

eventuali limitazioni sono, anche se risultanti in atto costituzionale valide se si dimostra che

l'amministratore abbia agito per danneggiare la società.

Il legislatore, oltre ai modelli amministrativi legali, affida ai soci la possibilità di scelta riguardo a

modelli alternativi che possono essere, a seconda delle esigenze, più vicini ai modelli per le società

di persone o di capitali.

Per quanto riguarda i rapporti tra soci e amministratori, se anche tutti i soci possono essere

amministratori, la normativa non prevede comunque in questo caso il cumulo delle competenze dei

due organi, pur se i soci hanno la facoltà, in presenza diuna minoranza qualificata di sottrarre

competenze agli amministratori e farle loro. Possono pure attribuire loro, in sede di atto costitutivo,

ampi poteri gestori senza poter però togliere agli amministratori le loro funzioni essenziali prima

descritte.

2 I modelli legali e convenzionali di nomina degli amministratori

Come dichiarato negli art 2479 cc, salvo diversa disposizione in atto costitutivo, l'amministrazione

della società è affidata a uno o più soci nominati con decisione dei soci. Tale regola è derogabile in

atto costitutivo potendo essere amministratore pure un terzo non socio e conferendo il potere di

nomina ad uno o più soci attribuendo loro particolari privilegi. La designazione da parte di un terzo

degli amministratori è esclusa.

3 I modelli legali e convenzionali relativi ai poteri degli amministratori

Il legislatore stabilisce quali sono i poteri inderogabilmente riservati ai soci ossia il controllo e la

nomina e hanno comunque la facoltà di ampliare tale perimetro in sede di atto costitutivo.

L'art 2475 cc elenca anche quelle che sono, in modo inderogabile, le sfere di competenza degli

amministratori e il potere di gestione. Data comunque l'autonomia delle Srl, i soci possono

prevedere differenti assetti organizzativi conferendosi più poteri gestori. In ogni caso, gli

amministratori possono sottoporre alla decisione dei soci le decisioni degli amministratori e i soci

rappresentanti almeno 1/ 3 del capitale sociale possono sottoporre all'assemblea dei soci gli atti di

gestione.

In sostanza il legislatore prevede un modello legale di ripartizione delle competenze analogo a

quello delle Spa, consentendo comunque ai soci la possibilità di costruire una indeterminata

quantità di varianti, ovviamente fermo restanto le fuznioni inderogabilmente assegnate a l'uno o

l'altro organo. In tema di diritti particolari dei soci, in atto costitutivo possono essere previsti per

alcuni di loro diritti amministrativi come autorizzazioni o veti riguardo a operazioni amministrative.

4 I modelli legali e convenzionali relativi all'amministrazione pluripersonale

a)Il consiglio di amministrazione

In caso di amministrazione pluripersonale trova applicazione il principio di collegialità in quanto

l'art 2475 cc prevede i nquesto caso la formazione di un Cda, di cui il legislatore non disciplina il

procedimento di formazione della volontà.

Si tratta dunque di una delega ai soci, che lo dovranno disciplinare in sede di atto costitutivo,

tenendo comunque presente la regola della collegialità.

b)I modelli alternativi

I moelli alternativi previsti dal legislatore sono quelli dell'amministrazione disgiunta o congiunta

oppure la presenza di un Cda operante con la collegialità attenuata.

In caso di amministrazione disgiunta, ciascun socio, amministratore o terzo secondo le modalità

previste dall'atto costitutivo può opporre il veto all'operazione di un altro amministratore prima che

essa sia compiuta. Gli amministratori non hanno l'obbligo di comunicare agli altri la poproa

operazione ma ognuno di essi ha il diritto di ricevere le informazioni necessarie dai suoi partner e

di consultare tutti i documenti. L'amministratore, oltre alla facoltà di veto, può sottoporre ai soci la

decisione che in tal caso vengono investiti del potere decisionale.

Ai sensi dell'art 37 d.lgs 17/2007 le decisioni degli amministratori in caso di disaccorsi possono

essere sottoposti a degli arbitratori nominati con questo scopo.

In caso di previsione del regime di amministrazione congiunta, vale la regola dell'unanimità salvo

diversa disposizione in atto costitutivo con l'introduzione del principio di maggioranza semplice o

qualificata. I singoli amministratori non potranno in questo caso compiere da soli nessun atto a

meno che non vi sia l'urgenza di evitare un danno alla società.

Le ipotesi di amministrazione congiunta e disgiunta non sono comunque applicabili ad alcune

decisioni elencate nell'ultimo comma dell'art 2475 cc per cui in questi casi dovranno coesistere con

il Cda.

5 La disciplina del rapporto di amministrazione

Il legislatore non disciplina i profili riguardanti il rapporto amministrativo affidando questo compito

ai soci tramite l'atto costitutivo. Si pone a questo punto il problema del limite dell'autonomia dei

soci e quali regole applicare in mancanza di previsioni in tal senso.

a) I requisiti

Le cause di ineleggibilità e decadenza di carattere comune per le Spa valgono anche per la Srl.

L'atto costitutivo può prevedere rquisiti aggiuntivi di onorabilità, professionalità e indipendenza.

b) La delega

La delega del potere gestorio non è compatibile con l'amministrazione disgiunta, potrebbe esserlo in

caso di amministrazione congiunta e lo è sicuramente in caso di Cda.

Nelle Srl, per contentire la delega, occorre l'autorizzazione nell'atto costitutivo di una decisione dei

soci e la delega non può avere ad oggetto competenze attribuite al Cda in modo inderogabile dall'art

2475 cc. Per la disciplina sulla responsabilità dei delegati si rimanda all'art 2476 cc con riferimenti

all'art 2381 cc. Gli organismi delegati dovranno curano l'assetto amministrativo in modo che esso

sia adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, il Cda ne valuterà poi l'adeguatezza.

Le regole di governance previste per gli amministratori delle Spa valgono anche per quelli di Srl,

pertanto la competenza sulla creazione degli assetti organizzativi compete al Cda ma in caso di

costituzione di organismi delegati tale funzione può essere loro attribuita.

c) La durata

Nessuna indicazione viene fornita dal legislatore in merito che potrà quindi essere determinata o

indeterminata con possibilità di revoca. Nel silenzio dell'atto costitutivo la durata si ritiene a tempo

illimitato. Gli amministratori sono rieleggibili salvo divera disposizione in atto costitutivo.

d) La cessazione e la sostituzione

Il rapporto cessa in caso di morte e di rinuncia. In quest'ultimo caso l'atto potrà disciplinare gli

effetti (immediati o differiti) e le modalità di sostituzione.

In caso di amministratori nominati dai soci, essi possono essere revocati per giusta causa o ad

nutum.

Se la carica di amministratore è attribuita ai soci, essi possono essere comunque revocati per giusta

causa. Vi sono dei dubbi sulla rimozione in via giudiziale da parte di un socio che promuove

l'azione sociale di responsabilità.

In conclusione bisogna dire che gli amministratori cesseranno dalla loro carica in caso di scadenza

del termine solo quando i nuovi amministratori accetteranno la carica, così da attuare il principio di

continuità dell'organo.

e) Il compenso

Anche qui vi è il silenzio del legislatore: la carica infatti può essere gratuita o retribuita. In caso di

silenzio dell'atto costitutivo, il compenso può essere determinato tramite una decisione dei soci.

f) Il divieto di concorrenza

La disciplina delle Spa riguardante il divieto di concorrenza è estensibile alla Srl in quanto

l'esecuzione in buona fede del contratto amministrativo comporta per forza di cose l'adempimento

di questo dovere.

6 La rappresentanza della società

Secondo l'art 2475 bis cc, gli amministratori hanno la rappresentanza generale della società, facendo

intendere che tutti gli amministratori siano investiti di tale potere, in contrasto con la normativa per

la Spa. Il problema in ogni caso viene risolto dal comma 2 del suddetto articolo, che in merito alla

pubblicità degli amministraroi specifica che si deve indicare nache quelli che vengono investiti di

tale potere.

In ogni caso, ia mancanza di tale individuazione, esso spetta a tutti gli amministratori.

Una regola molto importante è che le limitazione del potere di rapresentanza degli amministratori

risultanti in atto costitutivoon in quello di nomina non sono opponibili ai terzi a meno che non si

provi che essi abbiano agito in mala fede.

Eventuali cause di nullità o annullabilità della nomina degli amministratori che hanno la

rappresentanza della società non sono opponibili dopo l'adempimento della pubblicità, a meno che

non si provi che i terzi non ne fossero a conoscenza.

7 Il conflitto di interessi degli amministratori

7.1 La norma

La disciplina prevista dall'art 2475 ter cc è composto da due regole, riguardanti:

i contratti conclusi dai rappresentnati della società in conflitto di interessi

• le decisioni adottate da cda col voto determinante di un amministratore in conflitto di

• interessi

I contratti del primo punto possono essere annullati su domanda della società se il conflitto è

conoscibile o conosciuto dal terzo. Per quanto riguarda il secondo punto invece, tali decisioni

possono essere annullate se cagionano un danno patrimoniale: possono prendere iniziativa gli

amministratori, i sindaci o il revisore esterno entro il termine previsto di 90 giorni e sono fatti salvi i

casi in cui i terzi fossero in buona fede.

L'annullamneto del contratto e l'impugnazione delle decisioni sono strumenti diretti ad eliminare

azioni viziate dal conflitto di interessi. È proprio qui che sta la principale differenza con la

medesima disciplina per le Spa, la quale prevede nche metodi di tutela anteriori (es l'obbligo per gli

amministraotir di informazione e astensione) non presenti nella Srl. La minor tutela prevista per la

Srl è comunque giustificata dal fatto che comunque la posizione dell'organo amministrativo è

subordinata alle decisioni dei soci.

7.2 Il contratto concluso dall'amministratore in conflitto di interessi

I contratti conclusi dagli amministratori che hanno la rappresentanza della società possono essere

annullati se sussiste la condizione di conflitto di interessi conosciuta o conoscibile dal terzo. A tale

norma è estensibile anche l'art 1395 cc per cui è annullabile su domanda della società il contratto

concluso con se stesso a meno che non vi sia stata l'autorizzazione del Cda o dei soci.

La regola può essere estesa a tutti gli atti unilaterali tra vivi a contenuto patrimoniale.

Il presupposto per l'annullamento è l'attualità del conflitto ed è irrilevante la sussistenza di un danno

patrimoniale.

È legittimata all'esercizio dell'azione di annullamento la società attraverso una decisione dell'organo

ammiistrativo o sei soci se essi hanno competenza in questa materia. L'azione si prescrive in 5 anni

che decorrono dal giorno della conclusione del contratto.

Il problema è trovare il confine tra annullabilità del contratto e impugnazione delle decisioni;

l'ipotesi dominante in dottrina è che l'annullabilità del contratto si applica in tutti quei casi in cui

non vi è deliberaione del Cda e cioè in caso di amministratore unico con poteri di rappresentanza e

amministrazione disgiunta con poteri di rappresentanza.

7.3 Le decisioni degli amministratori in conflitto di interessi

Secondo quanto riportato dall'art 2475 ter cc, possono essere impugnate le decisioni adottate dal

Cda se ricorrono i seguenti presupposti:

esistenza di un conflitto di interessi di un amministratore

• il suo voto sia determinante per la presa della decisione

• presenza di un danno patrimoniale

Attenendosi al tenore letterale della norma, sarebbero impugnabili quelle decisioni caratterizzate

dalla presenza di un danno patrimoniale attuale. Questo presupposto comporterebbe però dei

problemi in quanto:

1. il legislatore fa anche riferimento all'esistenza di un danno potenziale

2. il solo danno attuale potrebbe rendere inoperativa la norma in quanto l'esecuzione della

deliberazione potrebbe essere ritardata così che il pregiudizio si verifichi solo dopol a

scadenza del termine utile per l'impugnazione

Occorre dunque operare un'interpretazione correttiva per evitarne l'aggiramento. Si potrebe a

proposito individuare la decorrenza del termine di impugnazione dal momento in cui si verifica il

danno o comunque quando diventa percepibile oppure rendere la decisione impubnabile anche in

presenza di un possibile pregiudizio: per il momento quest'ultima tesi rimane la più accreditata.

Si possono impugnare anche le decisioni prese con modelli amministrativi a collegialità attenuata.

Sono legittimati ad impugnare la decisione gli amministratori e i soggetti dotati di potere di

controllo (collegio sindacale e revisiore nel caso in cui siano previsti).

Il termine di decadenza per proporre l'azione è di 90 giorni a partire dalla data di deliberazione

oggetto dell'impugnazione come desumibile dalla trascrizione nel libro delle decisioni degli

amministratori.

Sono fatti salvi i diritti acquisiti da terzi in buona fede in base ad atti compiuti con l'esecuzione

della decisione.

L'autonomia concessa ai soci può rendere ancora più stringenti le regole per gli amministratori in

tema di conflitto di interessi ad esempio estendendone gli obblighi informativi o di astensione

amplificando la trasparenza del processo decisionale.

7.4 I vizi delle decisioni adottate dagli amministratori

Le deliberazioni del Cda prese non in conformità alla legge e allo statuto possono essere impugnate

dal collegio sindacale, dagli amministratori e dai soci se queste sono lesive nei loro confronti.

Per le deliberazioni del Cda inoltre può essere considerata l'azione di nullità con riferimento ai vizi

che comportano questa sanzione per le delibere assembleari e le decisioni dei soci.

8 La responsabilità degli amministratori: la disciplina

La responsabilità degli amministratori di Srl è regolata dall'art 2476 cc, la quale si impernia sul

diritto dei soci di ottenere notizia dagli amministratori in relazione allo svolgimento della gestione e

all'ispezione dei libri sociali. Da qui deria il potere di ciascun socio di promuovere l'azione sociale

di resposabilità per chiedere la revoca prvvisoria dell'amministratori in caso di gravi irregolarità.

9 L'azione sociale di responsabilità nei confronti degli amministratori: i presupposti e la

solidarietà

I presupposti della responsabilità degli amministratori nei confronti della società sono la violazione

degli obblighi amministrativi e il danno patrimoniale alla società.

Il legislatore non dice nulla sulla diligenza richiesta anche se comunque si ritiene opportuno

applicare la diligenza richiesta per le Spa ossia quella richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro

specifiche competenze. Essa, dal momento che è una norma di portata generale, varrà per ogni tipo

societario.

Per quanto riguarda la solidarietà della responsabilità degli amministratori occorre fare le seguenti

distinzioni:

in presenza del regime di amministrazione disgiunta, solidarietà e amministrazione

• coesistono comunque in quanto gli amministratori hanno il potere/dovere di controllo e il

diritto di veto sull'operato degli altri amministratori. La constatazione del dissenso lo

esonera in questo caso dalla responsabilità

in caso di amministrazione congiunta a maggioranza occorre distinguere la posizione

• dell'amministratore sfavorevole interpellato e di quello non interpellato. Il primo è esonerato

dalla responsabilità se si constata il dissenso mentre il secondo è comunque tenuto a

dimostrare la sua vigilanza sull'operato degli altri amministratori: esso non sarà considerato

esente se non vi abbia provveduto con la diligenza richiesta

in presenza di Cda, l'amministratore dissenziente dovrà far constatare il proprio dissenso

• comunicandolo agli altri amministratori

10 I diritti di controllo dei soci

I soci che non partecipano all'amministrazione hanno diritto di avere dagli amministratori notizie

sullo svolgimento degli affari sociali e si consultare, anche tramitre professionisti, i libri sociali e i

documenti relativi all'amministrazione. Tali diritti sono funzionali all'esercizio della Srl in quanto

essi si ricollegano alla promozione dell'azione sociale di responsabilità.

La norma (art 2476 cc) attribuisce ai soci potere istruttorio per il controllo della gestione sociale, a

cui sono correlati la promozione dell'azione sociale di responsabilità e la richiesta di revoca

giudiziaria. Inoltre, i soci che rappresentano almeno 1/3 del capitale sociale possono sottoporre

all'insieme dei soci le decisioni dell'amministrazione.

I titolari di tali diritti sono tutti i soci che non partecipano all'amministrazione.

Il profilo di controllo è diverso a seconda che si tratti di amministratori o soci: i primi hanno infatti

il overe di controllo mentre i secondi il diritto ad esso.

Tale diritto ha per oggetto i libri sociali e tutti i documenti realtivi all'amministrazione, la cui

consultazione può essere fatta anche tramite professionisti dii fiducia.

Il limite al diritto di controllo è che i soci non possono esercitarlo con modalità che possano essere

di intralcio alla gestione della società.

11 La legittimazione attiva

Il decreto Draghi ha attribuito la legittimazione attiva alla promozione dell'azione sociale di

responsabilità contro gli amminsitratori a ciascun socio, indipendentemente dalla sua quota di

partecipazione al capitale sociale. Si tratta di una tutela forte alla posizione dei singoli soci ed è

pertanto inderogabile.

L'ìazione esperibile da ciascun socio di Srl è quella nei confronti degli amministratori ed è

esperibile anche dal collegio sindacale e dal revisore nel caso in cui essi siano presenti.

12 Il provvedimento cautelare di revoca degli amministratori

Il socio, oltre all'azione sociale di responsabilità può richiedere, in caso di gravi irregolarità

gestionali, che sia adottato il provvedimento cautelare di revoca degli amministratori e il giudice

può subordinare il provvedimento alla prestazione di una cauzione.

Il provvedimento in questione, definito come cautelare dal legislatore, si inserisce tra le azioni di

risarcimento dei danni provocati alla società dagli amministratori.

Il oggetto legittimato alla richiesta del provvedimento è ogni socio mentre il presupposto è la

sussistenza di gravi irregolarità nella gestione sociale.

Esso è un provvedimento cautelare conservativo atipico, diretto a ottenere nell'immediato la revoca

dell'amministratore e che non ha un carattere anticipatorio rispetto alla decisione finale ossia la

condanna al risarcimento dei danni.

Con l'adozione del provvedimento gli amministratori sono revocati, una volta fatto ciò la nomina di

quelli nuovi avviene secondo le normali regole.

13 La responsabilità degli amministratori verso i singoli soci o terzi

Il legislatore afferma che resta salvo il diritto al risarcimento dei danni spettante al singolo socio o

al terzo che siano stati direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi degli amministratori.

L'azione di responsabilità individuale può essere promosssa dai osci o dai terzi anche nei confornti

dei soci e la leggittimazione attiva consnete ai soci di esperire cumulativamnte le due azioni nel

caso in cui vi siano i presupposti per entrambe.

14 La responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali

Il legislatore non ha disciplinato l'ipotesi della responsabilità degli amministratori verso i creditori

sociali anche se tale disciplina è presente nell'ambito delle Spa.

In caso di violazione dei doveri da parte degli amministratori e di danno per il patrimonio della

società che possa pregiudicare le loro ragioni, essi potranno:

agire in surrogatoria dell'azione di responsabilità spettante alla società stessa

promuovere un'azione di risarcimento facendo valere una responsabilità extracontrattuale per i

ldanno ingiusto ad essi creato dagli amministratori che con dolo o colpa abbiano violato i loro

doveri.

L'una o l'altra azione comporteranno conseguenze differenti in termini di modalità dell'azione,

all'onere probatorio ed effetti derivanti dall'azione stessa. È inoltre possibile percorrere la via

dell'appliczione analogica della disciplina della società per azioni.

L'azione può essere inoltre estesa anche ai soci nel caso in cui sorga sorga la loro responsabilità,

anche se vedremo che comunque il legislatore lo prevede espressamente.

15 Il controllo

15.1 Il dato normativo

L'art 2477 cc riguarda il controllo legale dei conti, espressione equivalente a controllo ontbile e per

estensione pure della gestione.

Il rpimo comma prevede la possibilità di nomina del collegio sindacale e di un revisore delegando i

soci alla previsione delle loro competenze in sede di atto costitutivo. Il secondo e il terzo comma

indicano i casi in cui la nomina del collegio sindacale è obbligatoria mentre l'ultimo indica le sue

competenze rinviando per la restante disciplina alle regole previste per la Spa.

15.2 Gli scenari

Anche se le funzioni di controllo gestionale e contabile sono obbligatorie per le Spa, per le Srl lo

sono solo in determinati casi:

la nomina del collegio sindacale è obbligatoria quando il capitale sociale non è inferiore a

• quello previsto per la Spa (120000 €)

quando per due esercizi successivi sono stati superati due dei limiti rilevanti al fine di

• rendere necessaria la redzione del bilancio in forma ordinaria. Tale obbligo cessa se per due

esercizi successivi due dei limiti vengono meno

L'emissione di titoli di debito è irrilevante ai fini dell'obbligo di nomina del collegio sindacale.

In caso di Srl capogruppo tenuta a redigere il bilancio consolidato, si rende necessario il controllo

contabile che sarà di competenza del collegio sindacale (nel caso in cui la nomina sia obbligatoria),

se tale obbligo non sussiste potrà essere compiuto dal collegio oppure da un revisore esterno.

In caso di Srl controllata da una Spa quotata è obbligatorio che il controllo contabile sia effettuato

da una società di revisione iscritta all'albo della Consob. Tale regola è estesa anche alle controllanti

di una società quotata (es una Srl che controlla una Spa quotata).

Il controllo operato dal collegio sindacale coesiste con quello operato dai soci, consistente nei

medesimi poteri di controllo e informazione, strumentali all'attivazione dell'azione sociale di

responsabilità per gli amministratori e dell'azione cautelare di revoca dell'amministratore. Tali poteri

conferiti al collegio sindacale non paiono più estesi di quelli spettanti ai soci non amministratori.

15.3 La disciplina del collegio sindacale

L'ultimo comma dell'art 2477 cc rinvia alle disposizioni previste per la Spa in tema di disciplina del

collegio sindacale, regole che valgono quando nella Srl il collegio sindacale è previsto

obbligatoriamente.

Dati comunque i diversi profili per le Srl e le Spa, occorre una rilettura interpretativa della norma,

così da poterla meglio applicare al secondo tipo societario: infatti nella Srl, a differenza della Spa,

al collegio sinacale spetta siai l controllo di gestione che quello contabile. Quest'utlimo può essere

ffidato ad un revisore esterno se previsto in statuto.

La ricostruzione della disciplina del collegio sindacale della Srl è da effettuare considerando:

il differente scenario normativo in cui operano i sindaci della Spa e della Srl

• l'attribuzione al collegio del controllo contabile

• il rinvio alla disciplina della Spa, formalmente in toto ma comunque da intendere nei limiti

• della sua applicabilità

Per quanto riguara i compiti del collegio sindacale, esso vigila sull'osservazione della legge e dello

statuto: esso dunque effettua un controllo di legalità sugli atti posti in essere dagli organi sociali e

sull'attività della società. Vigila inoltre sul rispetto dei principi di corretta amministrazione

effettuando un controllo di legalità sostanziale sulla correttezza del processo decisionale e la

ragionevolezza delle relazioni scelte.

Ai sindaci compete inoltre il potere di ispezione, di controllo e di richiedere notizie agli

amministratori; il dovere di assistere alle adunate del Cda (in questo caso tale dovere dovrà essere

adattato nel caso in cui la Srl adotti la collegialità attenuata).

Questo potere non sussiste in caso di adozione del modello di amministrazione congiunta o

disgiunta. Per quanto riguarda gli strumenti di reazione, compete al collegio l'impugnazione delle

decisioni dei soci e del Cda in caso di conflitto di interessi.

L'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori può essere promossa con deliberazione

del collegio sindacale con una maggioranza dei 2/3.

15.4 Il controllo facoltativo

Come gia detto, in mancanza di obbligo, il collegio sindaale può essere facoltativamente previsto

per libera scelta dei soci. In tal caso essi possono identificare altre forme di controllo ad esso

attribuibili diverse da quelle previste dalla legge.

Pare inoltre possibile il ricorso al sistema monistico con la creazione di un organo di controllo

interno al Cda mentre non può essere utilizzato il sistema ualistico, in quanto comporterebbe la

sottrazione ai soci dei poteri di controllo, a loro inderogabilmente assegnati per questo tipo

societario.

Al revisore contabile ovviamente si può conferire solo il compito di controllo contabile.

16 I libri sociali e di bilancio

16.1 I libri sociali

L'art 2478 cc disciplina i libri sociali obbligatori con una norma costruita in parallelo a quella delle

Spa. La Srl deve tenere i libri e le scrittre contabili prescritti dall'art 2214 cc in caso di imprenditori

commerciali non piccoli.

I libri sociali della Spa non previsti per la Srl sono quelli per gli strumenti non previsti per il

moedello societario in esame, ad esempio i libri riguardanti gli strumenti finanziari tipici delle Spa,

anche se si ritiene opportuna la tenuta la tenuta die libri riguardanti i titoli di debito se essi sono

previsti in atto costitutivo.

In ogni caso, per la Srl, i libri sociali obbligatori sono:

il libro dei soci – deve contenere le generalità dei soci, la loro partecipazione, i versamenti e

• deve inoltre indicare le variazioni nelle persone dei soci. Occorre inoltre inscrivere i

trasferimenti delle partecipazioni e gli espropri ad esse relativi

il libro delle decisioni dei soci – vi si devono trascrivere i verbali delle assemblee e le

• decisioni adottate con consultazione scritta e consenso espresso per iscritto. L'impugnazione

delle decisioni dei soci

il libro delle decisioni degli amministratori – il legislatoe non dice nulla riguardo al suo

• contenuto lasciando sostanzialmente liberi i soci riguardo la previsione del suo contenuto, si

ritiene comunque che debba avere gli stessi contenuti del libro di cui sopra

libro delle decisioni del collegio sindacale o del revisore

i libri devono essere tenuti dai soggetti per cui sono previsti. Ogni socio ha la facoltà di consultare i

libri sociali e i documenti relativi all'amministrazione anche mediante professionisti di fiducia.

Per quanto riguarda i contratti stipulati dalla società con l'unico socio e le operazioni a favore di

quest'ultimo, esse sono opponibili ai creditori sociali se risultano nel libro delle decisioni

amministrative o da un atto scritto anteriore il pignoramento.

16.2 Il bilancio

La disciplina per la Srl è un rinvio a quella della Spa.

Innanzitutto c'è da dire che sono previsti due modelli di bilancio:

quello in forma ordinaria

• quello in forma abbreviata

Tali modelli sono applicabili in funzione del totale dell'attivo, dei ricavi e del numero di dipendenti.

Il bilancio è costituito da Stato Patrimoniale, Conto Economico e Nota integrativa e deve essere

redatto secondo i principi di chiarezza e rppresentazione veritiera e corretta dei fatti in esso

contenuti.

La redazione del progetto di bilancio spetta inderogabilmente all'organo amministrativo secondo il

principio di collegialità piena o attenuata, escludendo le modaità congiuntive e disgiuntive.

Il progetto deve essere presentato ai soci entro 120 giorni dalla data di chiusura dell'esercizio

sociale ed è approvato con decisione dei soci, adottabile con deliberazione assemblere o con la

consultazione scitta o con il consenso espresso per iscritto. Entro 30 giorni da tale decisione deve

essere depositato presso il registro delle imprese.

Una volta approvato il bilancio, i soci decidono sulla distribuzione degli utili. Possono essere

distribuiti solo quelli effettivamente conseguiti e risultanti in bilancio. In caso di perdita non vi

potranno essere ulteriori distribuzioni fino a che il capitale non sia stato reintegrato o ridotto in

misura corrispondente.

Gli utili erogati in violazione di tali norme non sono ripetibili se i soci li hanno riscossi in buona fede in base

al bilancio approvato da cui risultino utili netti corrispondenti.

CAPITOLO VII

LE DECISIONI DEI SOCI

1 Il dato normativo

Per la Srl, la disciplina delle decisioni dei soci è posta dopo quella dell'amministrazione mentre

nella Spa avviene l'esatto contrario. Questa diversa collocazione trova spiegazione nel diverso ruolo

dato ai soci nei due tipi sociali in quanto il perimetro amministravivo può essere modificato anche

pesantemente con l'atto costitutivo.

Gli articoli rigurdanti le deicisoni dei soci sono il 2479, 2479 bis e ter del codice civile, nei quali l

legislatore utilizza i termini "decisione" e "deliberazione" in modo interscambiabile e a volte

secondo un preciso criterio (ad es utilizzando deliberazione per il metodo collegiale e decisione per

il metodo non collegiale) anche se comunque in sostanza sono due termini interscambiabili.

Il libro relativo alle decisioni dei soci viene detto libro delle decisioni dei soci, nel quale sono

trascritti i verbali delle assemblee e le decisioni adottate con i metodi scritti. Secondo l'art 2466 cc,

il socio moroso non può partecipare alle decisioni.

I tre articoli sopra citati contengono:

1. Le competente dei soci – le quali si suddividono in:

inderogabili (controllo, nomina dei componenti degli organi amministrativi e

• dicontrollo, modifica dell'atto costitutivo, approvazione del bilancio, decisioni che

possono comportare modifiche sostanziale dell'atto costitutivo ad esempio

modificano l'oggetto sociale e i diritti particolari dei soci)

attribuite ai soci dall'atto costitutivo ampliando la categoria precedente

• i soci possono inoltre sottoporre all'assemblea dei soci decisioni di competenza

• dell'organo amministrativo se tale scelta è fatta da una minoranza qualificata di soci

2. Modalità decisionali – le quali sono:

collegialità piena

• collegialità attenuata attraverso il consenso espresso per iscritto e la consultazione

• scritta

3. Regole procedurali – alcune delle quali hanno portata generale mentre altre valgono solo per

la collegialità attenuata

4. Disciplina dei profili di invalidità

Data l'ampia autonomia conferita dal legislatore ai soci della Srl, il principio fondamentaale

ispirante le regole sulle decisioni dei soci è che esse sono ampiamente derogabili, ccosì che essi

possano plasmare la società indirizzandola verso i modelli relativi alle Spa o le società di persone.

Vi sono comunque dei limiti inderogabili: per certe decisioni non si possono utilizzare i metodi

della collegialità attenuata ed inoltre una mnioranza qualificata dei soci può comunque richiedere

l'applicazione della collegialità piena pur essendo prevista, nell'ambito di determinate decisioni, la

collegialità attenuata.

In assenza di volontà dei soci si applicherà il modello legale di ripartizione delle competenze tra

soci e organo amministrativo, che attribuisce a quest'ultimo il potere gestorio a cui è collegato la

relativa responsabilità. Nel caso in cui venga attribuito il potere gestorio anche ai soci, essi si

faranno carico della responsabilità gestoria.

2 La posizione dell'organo costituito dai soci

L'organo costituito dai soci è sempre presente nell'ambito della Srl ma in ogni caso non si ritiene

ammissibile l'attribuzione in toto ai soci delle competenze gestorie per cui l'organo amministrativo

deve essere sempre presente; tale conclusione è avvalorata anche dal fatto che la responsabilità dei

soci abbia natura solidale con quella degli amministratori nel caso in cui abbiano autorizzato o

deciso il compimento di atti dannosi ed è per questo che è possibile attribuirgli ampi poteri.

3 Le competenze

L'individuazione delle materie riservate ai soci spetta all'atto costitutivo oltre che quali argomenti

uno o più amministratori o soci che rappresentino almeno 1/3 del capitale sociale sottopongono

all'assemblea.

Mettendo a confronto la normativa per le Spa e per le Srl, si possono individuaare materie comuni

(es approvazione del bilancio, distribuzione degli utili e nomina degli amministratori) più altre

previste solo per la Spa (revoca degli amministratori, decisione del compenso dell'amministratore e

così via) e altre ancora previste solo in riferimento alla Srl (es decisione di compiere operazioni che

comportino una sostanziale modifica dell'atto costitutivo o una rilevante modifica dei diritti

particolari dei soci.

Nella categoria delle competenze previste solo nell'ambito della Srl avremo dunque:

1. Operazioni derivanti da decisioni che comportano una sostanziale modifica dell'atto

costitutivo – le operazioni in questione sono atti gestori tipulati con terzi (e che gli

amministrtori non possono porre in essere) e per le quali si pplicno le regole relative alla

modifica dell'atto costitutivo. In sostanza sono caratterizzate da:

competenza inderogabilmente attribuita ai soci

• carattere della collegialità piena

• applicazione dei quorum previsti per la modifica dell'atto costitutivo

• i soci non consenzienti possono avvalersi del diritto di recesso

In ogni caso, tale ipotesi pone diversi problemi in ordine ai limiti del collegio

amministrativo e della loro responsabilità in quanto non si ha una modifica vera e propria

dell'atto costitutivo. Per questo motivo gli amministratori possono promuovere tale azione

oppure possono promuovere la contestuale modifica dell'atto costitutivo. Si ripone

comunque fiducia nell'interprete il quale dovrà valutare il caso concreto valutandone le

variabili.

2. Operazioni derivanti da decisioni che modifichino in modo rilevante i diritti dei soci – anche

qui si tratta di operazioni gestorie con terzi, da attribuire inderogabilmente ai soci e per cui

si applicano le regole relative alla modifica dell'atto costitutivo. Come gia visto nei capitoli

precedenti, i diritti particolari dei soci possono riguardare l'amministrazione della società o

la distribuzione degli utili. Gli atti che potrebbero rientrare in questa modifica sono d

esempio le operazioni che comportino la sottoposizione della società all'attività di direzione

e coordinmento altrui, che incide solo indirettamente sui diritti dei soci per cui trova

giustificazione la non applicazione della disciplina della modifica dell'atto costituzionale.

4 Le decisioni assembleari

L'art 2479 bis cc disciplina il procedimento delle decisioni assembleari dei soci in base al quale

occorre individuare l'autonomia concessa ai soci, i suoi limiti e il modello legale da applicre in caso

di mancata previsione di idonee regole nell'atto costitutivo.

4.1 La convocazione

Ai sensi del primo comma dell'art 2479 bis cc è l'atto costitutivo a determinare le modalità di

convocazione dell'assemblea dei soci, le quali devono essere tali da assicurare una tempestiva

informazione sugli argomenti da trattare. In mancanza di previsione, la convocazione viene

effettuata con lettera raccomandata spedita ai soci almeno otto giorni prima della data prevista per

l'assemblea nel domicilio risultante nel libro dei soci.

Differenza della disciplina delle Spa, non vengono nominati i soggetti o gli organi a cui è attribuito

il potere di convocazione, questo perchè più organi hanno tale facoltà: infatti i soci che

rappresentano almeno 1/3 del capitale sociale hanno la possibilità di sottoporre all'assemblea

determinate decisioni dell'organo amministrativo per cui hanno anche il potere di convocazione, che

per dilatazione vale con riferimeti ad ogni deliberazione.

Oltre ai soci, è leggitimato alla convocazione anche l'organo amministrativo che ha operato con

delibera collegiale.

La convocazione avviene mediante avviso, il quale deve contenere l'indicazione del giorno, del

luogo, ora e ordine del giorno. È diretto a tutti coloro che hanno diritto di intervento in assemblea e

cioè i soci, l'usufruttuario, il creditore pignoratizio delle partecipazioni, il custode in cado di

sequestro, gli amministratori, i sindaci e il revisore. L'assemblea si riunisce di default presso la sede

sociale.

Per quanto riguarda gli ambiti di autonomia concessi ai soci, essi sono innanzitutto limitati dalla

regola inderogabile che ai soci deve essere assicurata tempestiva informazione sugli argomenti da

trattare, in mancanza della quale si ha la nullità delle clausole non conformi in redazione al loro

effetto. In sostanza le regole applicabili sono comunque le seguenti:

i soci possono individuare l'intervallo di tempo tra invio e data dell'assemblea, che come gia

• detto deve comunque per forza di cose una tempestiva informazione sugli argomenti da

trattare, può essere dunque previsto in atto costitutivo un termine inferiore che può essere

comunque invalidaato dal giudice se non ritenuto come consono per l'azienda

i soci possono individuare le modalità di trasmissione dell'avviso, fattibile con tutti gli

• strumenti utilizzabili (es telefono, email, sms ecc)

i soci possono mpliare l'ambito dei soggetti legittimati a convocare l'assemblea ad una

• minoranza di soci, ai singoli soci in virtù di un particolare diritto ecc, così come è possibile

ampliare il perimetro d'azione di coloro che possono partecipare purchè essi possano

intervenire

i soci possono prevedere in atto costitutivo un luogo di convocazione diverso dalla sede

• sociale

4.2 L'assemblea totalitaria

L'art 2479 bis cc dice che la delibera dell'assemblea è adottata quando ad essa partecipi l'intero

capitale sociale, gli amministratori e in sindaci siano presenti o informati della riunione, senza che

nessuno si opponga agli argomenti trattati. I presupposti richiesti per ritenere valida la costituzione

dell'assemblea sono diversi da quelli della Spa, per la quale sono richiesti la presenza dell'intero

capitale sociale e la presenza della maggioranza dei componenti dell'organo amministrativo e di

controllo. Ognuno dei partecipanti può opporsi alla discussione degli argomenti su cui ritiene che

non vi sia stata sufficiente informazione. Le delibere approvate dovranno essere tempestivamente

comunicate agli amministratori e ai sindaci non presenti.

Il diritto di opporsi alla discussione di alcuni argomenti spetta ai presenti, sia agli amministratori

che ai sndaci assenti ma comunque informati della riunione. Inoltre gli amministratori o i sindaci

una volta informati potrebbero opporsi in quanto impossibilitati a partecipare.

4.3 La rappresentanza

Se l'atto costitutivo non disponde diversamente, il socio può farsi rappresentare in assemblea e la

relativa documentazione viene conservta dalla società. La rappresentanza deve essere conferita per

iscritto e non può essere rilasciata col nome del rappresentante in bianco. Il rappresentnate è inoltre

sempre revocbile nonostante ogni patto contrario, per cui la sua irrevocabilità non è ammessa così

da tutelare il socio ad esprimere liberamente il proprio voto con la sostituzione del delegato o

partecipando direttamente all'assemblea.

4.4 Le maggioranze

Come affermato dal terzo comma art 24796 bis cc, salvo diversa disposizione in atto costitutivo,

l'assemblea è regolarmente costituita con la presenza dei soci che rappresentano almeno la metà del

capitale sociale. Essa delibererà a maggioranza assoluta, che nei casi dove si delibera la modifica

dell'atto costitutivo o atti equiparabili bisogna avere i voti favorevoli dei soci che rappresentino

almeno il 50% del capitale sociale. Oltre a questo c'è da dire che il legisltore prevede quorum

diversi a seconda dell'oggetto della delibera, ammettendo inoltre la possibilità di deroghe.

I limiti a tali deroghe sono da ricercare in norme previste, oltre che dal cc, anche da altre

disposizioni legislative sulla normativa societaria: in particolare l'azion di responsabilità può essere

oggetto di rinuncia o transazione da parte della società purchè ad essa vi consenta una maggioranza

dei soci rappresentanti almeno 2/3 del capitale sociale.

Come gia detto, per le deliberazioni diverse da quelle modificative dell'atto costitutivo sono previsti

un quorum costitutivo individuato dallaa presenza di tantisoci che rappresentano almeno la metà del

capitale sociale mentre in caso di modifiche dell'atto costitutivo il quorum deliberativo è individuato

nei voti positivi dei soci che rappresentino almeno la metà del capitale sociale.

Le regole ora richiamate trovano applicazione in assenza di una diversa disposizione dell'atto

costitutivo, il quale può prevedere quorum costitutivi/deliberativi più o meno stringenti di quelli

legali.

4.5 Il presidente ed il segretario; il verbale della deliberazione

Il legislatore preede esplicitamente la figura del presidente dell'assemblea, fisandone le modalità di

nomina ed i compiti.

L'art 2479 bis cc secondo comma disponde che l'assemblea è presieduta dalla persona indicata in

atto costitutivo. In mancanza sarà presieduta da quella indicata dai convenuti. In ogni caso esso

verifica la regola della costituzione dell'assemblea, accerta l'identità dei soci, regola lo svolgimento

dell'assemble e accerta i risultati della votazione. Questi ultimi dovranno poi essere verbalizzati e

poi trascritti senza indugio nel libro delle decisioni dei soci.

I verbali appena nominati devono indicare l'identità dei partecipanti, il capitale rappresentato e

consentire l'identificazione dei soci favorevoli, astenuti e contrri.

4.6 Il rinvio dell'assemblea

Per le Spa vale la regola per la quale gli azionisti intervenuti che riuniscono almeno 1/3 del capitale

sociale, se dichiarano di non essere stati sufficientemente informati sugli oggetti delle deliberazioni

possono richiedere il rinvio dell'assemblea per un massimo di cinque giorni (una sola volta per lo

stesso oggetto). Tali condizioni non sussistono per la Srl in quanto la Spa è una società

caratterizzata dalla presenza di molti soci che potrebbero essere scaramnte informati mentre nella

Srl no. In ogni caso è possibile che l'atto costitutivo preveda una norma simile.

4.7 Il voto per corrispondenza

L'atto costitutivo può prevedere il ricorso al voto per corrispondenza è l'uso di strumenti telematici

in appliczione dell'art 2370 cc.

5 L'invalidità delle decisioni dei soci

La disciplina dell'invalidità delle decisioni dei soci è sostanzialmente ricalcata da quella della Spa.

Le decisioni dei soci prese non in conformità all'atto costitutivo o alla legge possono essere

impugnate dai soci che non hanno consentito, da ogni amministratore e dal collegio sindacale

(l'intero organo) entro un termine di 90 giorni dalla data di iscrizione nel libro delle decisioni dei

soci.

Il tribunale, se ne ravvisa il bisogno e su richiesta della società o di chi propone l'impugnativaa, può

assegnare un termine di 180 giorni per l'adozione di una nuova decisione idonea a eliminare

l'invalidità. Restano salvi i diritti dei terzi acquistati sullaa base della delibera sostituita.

La disciplina del conflitto di interessi è modellata su quella della Spa, infatti sono impugnabili le

decisioni assunte con la partcipazione determinante dei soci che hanno un conflitto di interesse ne

iconfronti della società.

Possono essere impugnate senza limiti di tempo le deliberaioni che modificano l'oggetto sociale prevedendo

attività impossibili o illecite. L'ultimo comma infine rinvia, nei limiti dell'applicabilità, agli articoli 2377,

2378, 2379 e 2434 del codice civile riguardanti la Spa.

CAPITOLO VIII

LE MODIFICAZIONI DELL'ATTO COSTITUTIVO

1 Le norme

Le norme in materia di modificazioni dell'atto costitutivo per la Srl sono simili a quelle per la Spa

anche se per coerenza non si parla di modifiche dello statuto.

La disciplina di riferimento prende piede dall'art 2481 cc, la quale, dopo una norma di carattere

generale regola l'aumeno e la diminuzione del capitale sociale nelle loro varie tipologie,

chiudendosi poi con le modifiche riguardanti i titoli di debito.

La disciplina è diretta a tutelare interessi diversi da quelli dei soci, ossia i creditori e i terzi in

generale. Si tratta in questo caso di norme inderogabili rese necessarie dalla responsabilità limitata.

Nella disciplina delle modificazioni dell'atto costitutivo, a differenza di quella per la Spa, vi sono

regole appositamente previste per il modello sociale in questione date le sue peculiarità.

Le modificazioni dell'atto costitutivo sono di inderogabile competenza dei soci anche se in due casi

essi possono delegare l'organo amministrtivo a deliberare in tema di modifiche per l'aumento o la

riduzione del capitale sociale e fissando i limiti di tale delega.

Il verbale dell'assemblea viene redatto da un notaio e i problemi interpretativi e operativi che si

pongono sulla questione sono gli stessi per quelli della Spa.

2 L'aumento del capitale

Secondo l'art 2481 cc, l'atto costitutivo può attribuire agli amministratori la facoltà di aumentare il

capitale sociale determinandone limiti e modalità di esercizio. La loro decisione deve essere

verbalizzata da un notaio e depositata secondo le modalità previste dall'atto costitutivo.

In ogni caso è solo ai soci che spetta la competenza relativa alle modifiche dell'atto costitutivo e

l'attribuzione agli amministratori costituisce una delega i cui presupposti sono molto rigorosi.

Come ripetuto più volte precedentemente, una minoranza di soci o i singoli amministratori hanno

comunque la facoltà di sottoporre all'assemblea le decisioni assoggettate agli amministratori e tale

regola si configura anche in caso di delega per aumento del capitale sociale.

La facoltà di aumentare il capitale sociale può essere attribuita agli amministratori dall'atto

costitutivo; come gia fatto presente le deliberazioni sulle modifiche del capitale sociale sono di

inderogabile ocmpetenza dei soci per cui il legislatore non consente la translazione del potere in

capo all'organo amministrativo ma solo una sua delega entro dei precisi confini stabili dai soci, in

quanto il legislatore non ha posto dei paletti a riguardo.

I limiti della delega riguardano la sua durata (determinabile anche con riferimento ad una

circostanza futura) e ne lsuo ammontare. Non è ammissibile una delga priva di limiti, la quale

sarebbe nulla.

La'umento di capitale delegato può essere di carattere nominale o reale, dunque con passaggio di

riserve a a capitale o con nuovi conferimenti.

Nella Srl, l'atto costitutivo può prevedere che l'aumento di capitale possa essere effettuato con

l'offerta delle nuove quote a terzi, in questo modo gli amministratori possono deliberare escludendo

i soci dal diritto di sottoscrizione, ai quali spetta comunque il diritto di recesso.

L'atto costitutivo inoltre determina le modalità di esercizio della delega, ad esempio precisando se

l'aumento di capitale possa essere fatto in una o più volte oppure se a carattere scindibile o meno. In

mancanza di previsioni in tal senso spetta agli amministratori adottare le modalità ritenute più

opportune.

Nelle deliberazioni riguardanti l'aumento di capitale non trovano applicazione i modelli di

amministrazione disgiuntiva e congiuntiva ne le modalità di collegialità attenuata, varrà sempre la

collegialità piena, applicando la regola per la deliberazione assembleare per l'aumento di capitale.

La presenza di questi requisiti sono rafforzate dal fatt o che questa particolare tipologia di decisione

amministrativa è sottoposta alle regole di forma, controllo e pubblicità (iscrizione nel registro delle

imprese con effetto costitutivo) previste le parallele deliberazioni assembleari, si ritiene dunque che

esse siano estese anche a queste modalità di assunzione delle decisioni.

L'articolo in questione inoltre dice che la decisione di aumento del capitale non può essere attuata

fintanto che i conferimenti precedentmente ovuti non sono stati eseguiti. Si può quindi deliberare un

aumento di capitale ma non lo si può porre in atto fino all'esecuzione integrale dell'aumento

precedente. Tale norma per ovvi motivi non trova riferimento nell'aumento gratuito di capitale.

La disciplina prevista per la Srl no prevede alcuna specifica sanzione mentre l'art 2348 cc per le Spa

prevede che gli amministratori siano solidalmente responsabili per i danni arrecati ai soci e ai terzi

pur restando salvi gli obblighi assunti con la sottoscrizione. Tale norma, essendo in linea con i

principi generali di responsabilità degli amministratori è estensibile anche alla Srl.

3 L'aumento del capitale mediante nuovi conferimenti

L'art 2481 bis cc regola l'aumento di captale, prevedendo il diritto di sottoscrizione da parte dei

soci, l'eventuale esclusione e individua il contenuto della decisione e le modalità di aumento.

I soci hanno diritto di sottoscrivere (diritto di opzione nella Spa) la'umento di capitale attuato

mediante nuovi conferimenti in proporzione alle partecipazioni da essi possedute.

Il diritto di sottoscrizione può essere limitato o escluso se ricorrono due presupposti:

una clausola dell'atto costitutivo che dica che le quote possono essere offerte a terzi

• il diritto di recesso a favore dei soci non consenzienti

Se tale regola sussiste nell'atto costitutivo, spetterà alla maggioranza il potere di decidere se

escludere o limitare il diritto di sottoscrizione. Il recesso previsto come correttivo, e quindi

l'esclusione dei soci dal capitale sociale, comporta non pochi problemi dovuti dai criteri di

determinazione della quota di liquidazione a favore del receduto. Nella Srl infatti l'aumneto di

capitale appare praticabile molte volte solo con il consenso unanime dei soci o comunque con una

larga maggioranza del capitale sociale, avvicinando la Srl in questo caso ad una società di persone,

nella quale per l'ingresso di un nuovo socio occorre l'unanimità dei consensi. Tale ipotesi è del tutto

coerente con il carattere personale della Srl anche se in ogni caso i soci di minoranza non sono

pienamente tutelati avendo come unico strumento di difesa il recesso.


ACQUISTATO

11 volte

PAGINE

49

PESO

222.77 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Commerciale Avanzato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo La Società a Responsabilità Limitata, Cagnasso consigliato dal docente Ibba. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la società a responsabilità limitata oggi, il tipo nella sua evoluzione dal codice civile alla disciplina anteriore alla riforma, la legge delega.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in direzione aziendale e consulenza professionale
SSD:
Docente: Ibba Carlo
Università: Sassari - Uniss
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucettamarino85 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Sassari - Uniss o del prof Ibba Carlo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto commerciale avanzato

Riassunto esame Diritto Commerciale Avanzato, prof. Ibba, libro consigliato La Pubblicità delle Imprese
Appunto
Riassunto esame Diritto commerciale, prof. Ibba, libro consigliato La società a responsabilità limitata, Cagnasso
Appunto
Diritto commerciale - la societa a responsabilità limitata
Appunto
Diritto commerciale - la societa a responsabilità limitata
Appunto