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Riassunto esame Diritto commerciale, prof. Sandulli, libro consigliato Società di capitali: Libri sociali e bilancio, scioglimento, Presti, Rescigno Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Diritto commerciale , basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Società di capitali: Libri sociali e bilancio, scioglimento, Presti, Rescigno. In cui nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: i libri sociali, il bilancio, chiarezza e rappresentazione veritiera e corretta,... Vedi di più

Esame di Diritto commerciale docente Prof. M. Sandulli

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LEZ. 33 5

b) La rappresentazione veritiera (Veridicità);

c) La rappresentazione corretta (Correttezza).

I principi di redazione del bilancio sono 6 e tra questi occorre ricordare i principi della

competenza e della prudenza.

I criteri di valutazione indicano le modalità con le quali devono essere valutate le poste che

compongono il bilancio d’esercizio. Le norme relative alle strutture, individuano schemi rigidi di

stato patrimoniale e di conto economico, nonché le informazioni che devono essere contenute nella

nota integrativa.

I PRINCIPI DI REDAZIONE DEL BILANCIO

Il principio di prudenza da esso dipende l’informazione dei soci e dei terzi e anche

l’accertamento d qnto può uscire dal patrimonio sociale a titolo di dividendo per i soci e essere

definitivamente sottratto alla garanzia generica dei creditori.

 dunque gli amministratori nella redazione del bilancio devono tenere conto delle attività solo e

nella misura in cui sono certe ; e delle passività anche se e nella misura in cui sono probabili.

Il principio di prospettiva d continuità dell’attività (c.d. going concern) tutte le valutazioni di

bilancio devono essere eseguite nella previsione che l’ attività della società sia destinata a

continuare nell’esercizio successivo. Dunque la valutazione degli elementi patrimoniali , e d

conseguenza del patrimonio netto deve essere fatta alla chiusura dell’esercizio in modo da

determinare esclusivamente il valore del capitale d funzionamento escludendo qndi valori d

liquidazione e straordinari. 

Il principio della prevalenza della sostanza (economica) sulla forma (giuridica) es. nel caso

di compravendita con obbligo d retrocessione a termine le attività oggetto d tale contratto devone

essere iscritte nello stato patrimoniale del venditore e nn dell’acquirente.

In certi casi tuttavia la legge privilegia la forma sulla sostanza es. in caso d leasing finanziario il

bene che ne è ogg va inserito nello stato patrimoniale del concedente

(imprenditore deve acquistare un immobile per la sua attività imprenditoriale e qndi si rivolge a una società d leasing ke lo acquista e

lo concede in uso all’imprenditore stesso e può al termire riscattarlo per un presso residuo)

COMPETENZA

Il bilancio deve rappresentare la situazione patrimoniale e finanziaria della società

e il risultato economico come emergono alla data d chiusura dell’esercizio annuale, che è il periodo

di competenza del bilancio, e ciò quantunque il bilancio venga redatto in epoca successiva, qndo le

poste d bilancio possano avere subito variazioni.

Perciò nn si può tenere conto di utili realizzati dopo la data d chiusura dell’esercizio; si dovranno

iscrivere a credito o a debito della società somme non ancora incassate o pagate a qlla data, anche se

già incassate o pagate alla data d redazione del bilancio.

Conta infine la data degli accadimenti non qlla della loro conoscenza che può essere successiva

alla chiusura dell’esercizio: se si ha notizia ex post che un bene della società all’estero è andato

distrutto prima della chiusura dell’esercizio, quel bene nn potrà essere iscritto in bilancio.

Il principio di competenza comporta anche che un cespite, esistente alla data di chiusura

dell’esercizio, dovrà essere iscritto anche se nn più esistente alla data d redazione del bilancio (la

notizia del suo perimento dovrà risultare dalla relazione degli amministratori)

Con il principio di competenza si coordina la regola relativa a ratei e risconti, attivi o passivi.

LEZ. 33 6

Ratei attivi sono i proventi (qualsiasi genere d entrata o d reddito) di competenza dell’esercizio,

ma esigibili in esercizi successivi (es. un canone d tot al mese, ma esigibile ogni 6 mesi: se in

canone è esigibile al 28 febbraio una quota pari a 4 mensilità dovrà essere iscritta all’attivo del

bilancio precedente)

Riscontri attivi sono i costi sostenuti in un esercizio, ma di competenza d esercizi successivi

( ipotesi inversa, il canone è dovuto dalla società, ma è dovuto in semestralità anticipate: xciò nel

bilancio del 31 dicembre dovranno essere iscritte solo 4 mensilità)

Correlativamente ratei e riscontri passivi sono i costi di competenza dell’esercizio esigibili in

esercizi successivi e i proventi percepiti nell’esercizio, ma d competenza d esercizi successivi.

(guardo anche libro)

altre tradizioni operative del principio di competenza sono le regole per cui

a) i proventi e gli oneri relativi a operazioni di compravendita con obbligo d retrocessione a

termine devono essere iscritti x le quote d competenza dell’esercizio

b) le plusvalenze derivanti da operazioni di compravendita con locazione finanziaria al

venditore sono ripartite in funzione della durata de contratto d locazione

AUTONOMIA E CONTINUITÀ DEI CRITERI DI VALUTAZIONE

I criteri di valutazione nn possono essere modificati da un esercizio all’altro.

La loro continuità consente d comparare bilanci di diversi esercizi dando corpo alla clausola

generale d chiarezza.

La comparazione dei bilanci è agevolata dal fatto che per ogni voce dello stato patrimoniale e del

conto economico deve essere indicato l’importo della voce corrispondente dell’esercizio

precedente. 

Se le voci non sono comparabili , qlle relative all’esercizio precedente devono essere adattate e

devono essere segnalate e commentati nella nota integrativa 

Tale principio d continuità nn può essere derogato , salvo in casi eccezzionali nella nota

integrativa se ne deve motivare la ragione e indicarne l’influenza sulla rappresentazione della

situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico.

Gli elementi eterogenei ricompresi nelli singole voci dell’attivo e del passivo devono essere

valutati separatamente.

LO STATO PATRIMONIALE

Ha la funzione di rappresentare la situazione patrimoniale e finanziaria alla chiusura

dell’esercizio. Da esso si accerta se e qnti siano gli utili distribuibili fra i soci. (è un istantanea)

Si compone d due colonne contrapposte qlla dell’attivo e qll del passivo.

Le rispettive somme coincidono/quadrano.

La colonna del passivo comprende oltre ai debiti (passivo reale) anche il patrimonio netto (passivo

ideale).

Passivo reale: indica i debiti della società

Passivo ideale: rappresenta la differenza tra attivo e passivo reale : indica il valore della società al

netto delle sue passività.

Le singole voci di cui il patrimonio netto si compone specificano il grado di disponibilità dei

relativi importi da parte dei soci:

LEZ. 33 7

1. Capitale sociale parte d patrimonio netto indisponibile da parte dei soci e che, fermo

restando il minimo legale, può essere loro restituita prima dello scioglimento della

società e del pagamento dei creditori sociali, solo seguendo l’apposito procedimento d

riduzione reale (a cui i creditori sociali possono opporsi)

2. Riserva legale E’ fatto obbligo di accantonare almeno il 5 % dell’utile d’esercizio ad una riserva

denominata “Riserva Legale”, questo obbligo ricorre tutti gli esercizi, fino a che la riserva legale non abbia raggiunto

il 20 % del capitale sociale. Se la riserva viene diminuita per qualsiasi ragione, essa deve essere reintegrata, secondo le

È dunque alimentata con parte degli utili di esercizio e, è assoggettata

regole appena viste.

allo stesso regime d idisponibilità del capitale sociale e nn può essere utilizzata neppure

per il suo aumento gratuito. Funge da cuscinetto di protezione del capitale sociale in

qnto eventuali perdite intaccano qst’ultimo solo dopo l’esautimento della riserva legale

3. Riserva da sovraprezzo La società può emettere azioni per un valore superiore al

valore nominale. L’eccedenza rispetto al valore nominale viene detta sovrapprezzo. La

riserva da sovrapprezzo non può essere distribuita sino a che la riserva legale non abbia

raggiunto il limite sopra visto.

4. Riserve di rivalutazione tali riserve sono originate dall’esercizio della facoltà di

rivalutare in sospensione d imposta il valore monetario dei beni iscritti in bilancio, sono

indisponibili a pena d perdita dei benefici fiscali.

sono

5. Riserve statuarie alimentate dagli utili di esercizio nei termini statuariamente

previsti, sono disponibili dai soci modificando lo statuto.

6. Riserve facoltative e gli utili portati a nuovo rappresentano quegli utili disponibili e

di cui i soci nn hanno deciso la distribuzione, ma l’accantonamento come forma d

autofinanziamento della società. i soci possono disporne in qualsiasi momento tramite

delibera dell’assemblea ordinaria ( o semplice decisione dei soci nella srl). Qualora

tuttavia decidano di disporne x aumentare gratuitamente il capitale è necessaria

l’assemblea straordinaria

7. Ulteriori poste denominate riserve dalla legge, ma hanno natura controversa.

La riserva per azioni proprie in portafoglio al di là del nome costituiscono voci del

passivo che servono a neutralizzare specifiche poste dell’attivo di cui si vuole impedire

che possano concorrere alla formazione d

– fin qndo nn si concretizzano in un effettiva plusvalenza –

un utile distribuibile. In qnto poste rettificative dell’attivo è sostenibile che

facciano parte del passivo reale e nn di qllo ideale della società.

LA STRUTTURA

La struttura dello stato patrimoniale (art- 2424 comma 1) si articola in due categorie d voci

1) attivo

2) passivo

e sia l’attivo che il passivo si articolano:

- in sezioni indicati da lettere maiuscole (A)

- in voci indicate da numeri romani (I)

- in sottovoci indicate da numeri arabi (1)

- in dettagli indicati da lettere minuscole (a)

Le sezioni dell’attivo sono rappresentate da:

A crediti verso i soci x versamenti ancora dovuti

B immobbilizzazioni

C attivo circolante

D ratei e risconti attivi

LEZ. 33 8

Le sezioni del passivo :

A patrimonio netto

B fondi per rischi e oneri

C trattamento di fine rapporto dei dipendenti

D debiti

E ratei e risconti passivi

 allora volta suddivise in voci, sottovoci e dettagli

In calce allo stato patrimonile (sotto la riga) devono risultare una serie d voci che rappresentano

beni di terzi, rischi e impegni (conti d’ordine) qlle voci che anche se sono inidonee a modificare

quantitativamente il risultato dell’esercizio sono rilevanti ai fini della conoscenza del patrimonio

sociale.

Devono essere dunque indicati :

a) gli impegni derivanti da contratti in corso ancora ineseguiti da entrambe le parti

b) i rischi derivanti dalle garanzie reali e personali prestate direttamente o indirettamente per

debiti altrui

c) i beni di terzi presso la società

distinzione tra immobilizzazioni e attivo circolante:

delle immobilizzazione fanno parte della prima categoria qugli elementi patrimoniali destinati a

essere utilizzati durevolmente es. partecipazione in altre imprese

attivo circolante attività non destinate a utilizzo durevole appartengono invece al circalante. Es.

partecipazione oggetto di trading.

I CRITERI DI VALUTAZIONE

Non per tutte le poste d bilancio la legge prescrive specifici criteri di valutazione

Quando questo non avviene i redattori devono fare ricorso ai principi di redazione del bilancio;

un valido aiuto è costituito anche dai principi contabili predisposti e periodicamente aggiornati a

cura dei consigli nazionali dei dottari commericialisti e dei ragionieri.

Particolari criteri legali di valutazione sono prescritti nell’art. 2426:

 beni

immobilizzazioni immobili, impianti, macchinari, partecipazioni; Vanno iscritte al

costo di acquisto o di produzione (costo storico).

 

iscrivendo le immobilizzazioni al costo storico si vuole evitare che l’eventuale

maggior valore del bene influisca sul risultato dell’esercizio

e che eventuali plusvalenze (c.d. nn realizzate) derivanti dall’andamento dei valori di

mercato (ma che fino all’alienazione del bene sono solo sulla carta) determinano

l’emersione d un utile distribuibile in favore dei soci.

Il costo delle immobilizzazioni la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere

sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibiilità

d’uso e nell’attivo dello stato patrimoniale va iscritto direttamente il valore corrispondente

al costo storico (costo d acquisto o d produzione) meno ammortamento;

l’immobilizzazione che alla data della chiusura dell’esercizio risulti durevolmente d valore

inferiore a qllo così determinato va iscritta a tale minore valore che però nn può essere

mantenuta nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata.

le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione. Nel costo di acquisto si computano anche i costi

accessori. Il costo di produzione comprende tutti i costi direttamente imputabili al prodotto. Può comprendere anche altri

costi, x la quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il

LEZ. 33 9

bene può essere utilizzato; con gli stessi criteri possono essere aggiunti gli oneri relativi al finanziamento della

fabbricazione, interna o presso terzi.

 Le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in imprese controllate o collegate

possono essere valutate con

 il criterio del costo storico

 oppure del patrimonio netto (attivo – il passivo della società controllata) (cioè x un importo

pari alla corrispondente frazione del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio delle imprese medesime)

Qualora si usi la valutazione a costo storico e qsta porti a un valore superiore rispetto al

metodo del patrimonio netto la differenza deve essere motivata nella nota integrativa.

Qndo invece la partecipazione è iscritta x la 1° volta in base al metodo del patrimonio netto,

il costo d acquisto superiore al valore corrispondente del patrimonio netto può essere iscritto

nell’attivo, purchè ne siano indicate le ragioni nella nota integrativa, e la differenza, x la

parte attribuibile a beni ammortizzaili o all’avviamento, deve essere ammortizzata.

Negli esercizi successivi le plusvalenze eventualmente derivanti dall’applicazione del

metodo del patrimonio netto rispetto al valore indicato nel bilancio dell’esercizio precedente

vanno iscritte in una riserva nn distribuibile.

Per le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni la valutazione può avvenire secondo il criterio del costo oppure con

quello del patrimonio netto. Nel primo caso la partecipazione viene iscritta fra le immobilizzazioni finanziarie. Mentre per

il secondo caso la partecipazione viene valutata in base alla frazione di patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio,

diminuito dei dividendi e con le rettifiche necessarie.

 I costi di impianto e di ampliamento nonché i costi di ricerca, di sviluppo, e d pubblicità

aventi utilità pluriennale possono essere iscirtti nell’attivo (c.d. capitalizzazione) con il

consenso, ove esistente, del collegio sindacale e vanno ammortizzati entro un periodo nn

superiore a 5 anni. Si tratta di un’applicazione del principio di competenza volta

a distribuire su più esercizi spese, spesso particolarmente ingenti soprattutto nel periodo d

avvio dell’attività (start-up) che contribuiscono a formare il reddito anche d esercizi

successivi a qllo in cui vengono effettuate. Proprio per questo motivo la

capitalizzazione è condizionata al prudente pronostico d generazione d utili negli esercizi

successivi e al consenso del collegio sindacale.

Finchè l’ammortamento non è completato possono essere distribuiti dividendi solo se

residuano riserve disponibili sufficiente a coprire l’ammontare dei costi non ammortizzati.

i costi di impianto e di ampliamento, i costi di ricerca, di sviluppo possono essere iscritti nell’attivo con il consenso del

collegio sindacale e devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque anni. Fino a che l’ammortamento

non è completato possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l’ammontare

dei costi non ammortizzati;

 L’avviamento può essere iscritto nell’attivo con il consenso del collegio sindacale, solo se

acquisito a titolo oneroso, nei limiti del costo per esso sostenuto e deve essere ammortizzato

entro un periodo di cinque anni.

 I crediti devono essere iscritti al presumibile valore d realzizzazione : è qndi necessaria

anche una valutazione d solvibilità dei debitori.

L’iscrizione dei crediti per un valore inferiore al nominale può essere effettuata

direttamente nell’attivo oppure tramite appostazione al passivo d un apposita voce

rettificativa x svalutazione crediti.

La legislazione tributaria x evitare eccessive prudenze – tese a ridurre opportunisticamente

l’attivo e qndi il reddito imponibile – fissa un forfait d svalutazione oltre il quale la

componente negativa d reddito nn è fiscalmente riconosciuta : qsto può dare origina a una

delle tipiche ipotesi di fiscalità differita

 Le attività e le passività in valuta a eccezione delle immobilizzazioni devono essere

iscritte al tasso d cambio a pronti alla data d chiusura dell’esercizio …

 Le rimanenze, i titoli e le attività finanziarie che nn costituiscono immobilizzazioni …

LEZ. 33 10

IL CONTO ECONOMICO

 Offre la rappresentanza dinamica dell’attività svolta nell’esercizio; indica i profitti e le perdite

dell’esercizio.

La struttura del conto economico nn è a colonne contrapposte ma è uno schema scalare con

evidenzazione di risultati intermedi atti a facilitare la comprensione del lettore.

Articolazione è analoga a qlla dello stato patrimoniale, salva la mancanza dei numeri romani

A valore della produzione

B costo della produzione

C proventi e oneri finanziari

D rettifiche di valore delle attività finanziarie

E proventi e oneri straordinari

A – B Indicano il risultato della gestione caratteristica

C risultato della gestione finanziaria

La somma algebrica di tutti i punti sopra elencati costituisce il risultato della società prima delle

imposte. Da qsto risultato vanno detratte le imposte correnti o differite a carico dell’esercizio e

aggiunte qlle anticipate e si ottiene così l’utile dell’esercizio che si ritrova poi anche nella voce

A.IX del passivo dello stato patrimoniale.

Il conto economico è regolato dal codice civile all’art. 2425 optando per la forma verticale, scegliendo la configurazione a valore e a

costo della produzione ottenuta. Lo schema adottato permette di individuare alcune aree di gestione:

 Area della produzione, che accoglie i costi e i ricavi della gestione caratteristica;

 Area della gestione finanziaria, nella quale vengono inseriti elementi finanziari e patrimoniali;

 Area della gestione straordinaria, che comprende le minusvalenze e plusvalenze straordinarie e le sopravvenienze e

insussistenze straordinarie.

LA NOTA INTEGRATIVA E LA RELAZIONE SULLA GESTIONE

 funzione fornire chiarimenti, spiegazioni e integrazione ai dati numerici contenuti nello stato

patrimoniale e nel conto economico.

parti discorsive + parti tabellari

contenuto minimo è specificato negli artt. 2427, 2427-bis

nell’art. 2427 sono prescritti dettagli e chiarimenti sull’evoluzione della situazione patrimoniale

e finanziaria , sul risultato dell’esercizio , su dipendenti, amministratori e sindaci, sugli strumenti

finanziari emessi e i finanziamenti ricevuti dai soci e sui patrimoni destinati

nell’art. 2427-bis sono richieste informazioni relative al valore equo degli strumenti finanziari, in

particolare d qlli derivati, in portafoglio della società.

andando nello specifico dell’art. 2427, richiedono un commento :

 La misura e le motivazioni delle riduzioni di valore applicate alle immobilizzazioni

materiali e immateriali, facendo a tale fine esplicito riferimento al loro concorso alla futura

produzione d risultati economici, alla loro prevedibile durata utile e al loro valore d mercato

segnalando le differenze rispetto a qlle operate negli esercizi precedenti e evidenziando la loro

influenza sui risultati economici dell’esercizio.

LEZ. 33 11

Si tratta d un’applicazione, limitata alla sola nota integrativa, del c.d. impairment test che

negli IAS/IFRS sostituisce il principio della valutazione al costo con ammortamento per quote

costanti.

 L’ammontare dei compensi spettanti agli amministratori e ai sindaci cumulativamente per

ciascuna categoria.

Nelle società con azioni quotate l’indicazione deve essere analitica x ciascun amministratore,

sindaco, direttore generale e comprende i compensi corrisposti in qualsiasi forma e a

qualsiasi titolo anche da società controllate

 La legge in materia d leasing finanziario non ha applicato il principio della prevalenza della

sostanza sulla forma che imporrebbe l’uso del c.d. metodo finanziario (la società utilizzatrice

ma consente tuttora l’utilizzo del

iscrive il bene nel suo stato patrimoniale come se ne fosse proprietaria)

metodo patrimoniale (l’iscrizione in bilancio segue il regime formale della proprietà del bene)

Si tratta d una tecnica contabile che consente il perseguimento di rilevanti benefici fiscali ai

soggetti dell’operazione ma che falsa la corretta rappresentazione del risultato dell’esercizio.

La norma in esame richiede che un’appostazione coerente al metodo finanziario venga

realizzata, con finalità informativa, nella nota integrativa.

In essa le operazioni di leasing che comportano il trasferimento al locatario della parte

prevalente dei rischi e dei benefici inerenti ai beni che ne costituiscono oggetto vanno indicate

in un prospetto dal quale devono risultare :

1) il valore attuale delle rate d canone non scadute quale determinato utilizzando tassi di

interesse pari all’onere finanziario effettivo inerente ai singoli contratti

2) l’onere finanziario effettivo attribuibile a essi e riferibile all’esercizio

3) l’ammontare complessivo al quale i beni sarebbero stati iscritti qualora fossero stati

considerati immobilizzazioni, con separata indicazione d ammortamenti, rettifiche e

riprese d valore inerenti all’esercizio. 

Documento distinto che nn fa parte del bilancio ma vi è allegato è la relazione sulla gestione

predisposta dagli amministratori.

In essa l’organo amministrativo deve esporre un’analisi fedele, equilibrata e esauriente della

situazione della società e dell’andamento e del risultato della gestione, nel suo complesso e nei vari

settori in cui essa ha operato, anche attraverso imprese controllate, con particolare riguardo ai costi,

ai ricavi e agli investimenti nonché una descrizione dei principali rischi e incertezze cui la società è

esposta. (2428.1)

L’analisi deve essere coerente con l’entità e la compessità degli affari della società e contenere gli

indicatori d risultato finanziari e qlli nn finanziari pertinenti all’attività specifica della società ,

comprese le informazioni attinenti all’ambiente e al personale(2428.2).

Contenuto minimo previsto dalla legge. Dalla relazione devono risultare :

a) le attività di ricerca e d sviluppo

b) i rapporti con le imprese del gruppo

c) i dati sulle azioni proprie e le azioni o quote delle controllanti possedute dalla società e la

loro evoluzione nel corso dell’esercizio

d) i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio

e) l’evoluzione prevedibile della gestione

f) alcune informazioni relative ai rischi connessi agli strumenti finanziari posseduti

g) elenco delle sedi secondarie della società.

IL BILANCIO IN FORMA ABBREVIATA

Per le società che non abbiano emesso titoli negoziati in mercati regolamentati e che nel loro primo

esercizio, o successivamente, x 2 esercizi consecutivi non abbiano superato due dei seguenti limiti:

1) tot dell’attivo dello stato patrimoniale 3 milioni 650 mila euro

LEZ. 33 12

2) ricavi delle vendite e delle prestazione : 7 milioni 300 mila euro

3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio : 50 unità

 è notevolmente alleggerita la complessità dell’apparato documentale d bilancio e delle

informazioni che devono essere fornite al pubblico

 queste società possono dunque redigere il bilancio in forma abbreviata che s sostanzia:

a) in uno stato patrimoniale comprensivo delle sole voci contrassegnate da lettere maiuscole e

numeri romani

b) in un conto economico ove alcune voci possono essere raggruppate

c) nota integrativa semplificata

d) nella mancanza della relazione sulla gestione qualora le informazioni d cui all’art. 2428.1

n.3-4 siano fornite nella nota integrativa.

Pox d redigere il bilancio in forma abbreviata viene meno qndo per 2 esercizi consecutivi la società

superi 2 dei limiti sopra indicati.

FORMAZIONE E PUBBLICITÀ DEL BILANCIO

Nelle spa a sistema tradizionale il proggetto di bilancio viene predisposto dagli amministratori

e con la relazione sulla gestione va comunicata al collegio sindacale almeno 30 gg prima del

giorno fissato x l’assemblea che deve discuterlo (2429.1).

Il collegio sindacale deve predisporre una propria relazione nella quale riferisce sui risultati

dell’esercizio sociale e sull’attività svolta nell’adempimento dei propri doveri e formula le proprie

osservazioni e proposte in ordine al bilancio e alla sua approvazione.

Qualora sia incaricato del controllo contabile, il collegio sindacale deve predisporre la relazione con

il giudizio sul bilancio ai sensi dell’art. 2409-ter.

Anche il soggetto incaricato del controllo contabile deve predisporre una propria relazione.

Per poterne consentire la visione da parte dei soci il bilancio deve restare depositato in copia

nella sede della società insieme con le relazioni degli amministratori, del collegio sindacale e del

sogg incaricato del controllo contabile durante i 15 gg che precedono l’assemblea e finchè il

bilancio nn sia approvato (2429.3.4).

Vanno depositate anche le copie integrali dell’ultimo bilancio delle società controllate e un

prospetto ripielogativo dei dati essenziali dell’ultimo bilancio delle società collegate (in caso di

redazione del bilancio consolidato, i bilanci delle controllate possono essere sostituiti da un

prospetto riepilogativo)

Art. 2434 l’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea non implica liberazione degli

amministratori, dei direttori generali, dei dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili

societari e dei sindaci x le responsabilità incorse nella gestione sociale.

È opinione prevalente che l’assemblea possa procedere a modificazioni del proggetto d bilancio che

gli viene presentato.

NB. le azioni d nullità e d annullamento nn possono essere proposte nei confronti delle delibere d

approvazione del bilancio dopo l’approvazione del bilancio dell’esercizio successivo. In qualsiasi

spa la legittimazione a impugnare il bilancio su cui il revisore nn abbia formulato rilievi spetta solo

a tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale sociale.  

Nelle spa con sistemi di amministrazione e controllo alternativi l’iter appena visto va

adattato in relazione alla mancanza del collegio sindacale, e in qllo dualistico, alla competenza del

consiglio d sorveglianza x l’approvazione del bilancio (ma nn per la destinazione degli utili).


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Riassunto per l'esame di Diritto commerciale , basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Società di capitali: Libri sociali e bilancio, scioglimento, Presti, Rescigno. In cui nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: i libri sociali, il bilancio, chiarezza e rappresentazione veritiera e corretta, i principi di redazione del bilancio.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Sandulli Michele.

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