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beni per la cui disposizione il diritto comune prescrive le regole formali a pena di nullità( e.s.

Se si vuole custodire alla società la proprietà di un bene immobile).

Anche in questo caso, il mancato rispetto della regola non implica l'invalidità del contratto.

La legge non credete, per le S.S. , un contributo minimo del contratto: esso può ridursi alla

semplice precisazione dei suoi elementi essenziali, quindi all'indicazione dei soci,

dell'oggetto, e forse della ragione sociale e della sede.

Gli altri elementi, compresi di conferimenti, in difetto di accordo trovano regolamentazione

della disciplina normativa.

Per quanto riguarda l'oggetto della S.S. può svolgere solo attività d'impresa agricola.

Tuttavia, poiché non è più seriamente della società per svolgere un'attività qualificabile come

impresa, si è affermato che la S.S. può essere utilizzata p.e. come società immobiliare.

Per la S.N.C. e la S.A.S. Il legislatore prevede che il contratto di società debba essere

adottato con scrittura privata autentica, con la redazione di un atto costitutivo il cui contenuto

e' fissato nell'art. 2295.

Nel lato devono essere indicati:

A) le generalità dei soci e, per la S.A.S., quali sono gli accomandatari il accomandanti.

L'incapace può partecipare a una S.N.C. , ho come accomandatario a una S.A.S. solo se

autorizzato

B) la ragione sociale che deve contenere, nelle S.N.C., almeno Il nome di uno o più soci e l'

indicazione del rapporto sociale e, nelle S.A.S., l'indicazione del nome di almeno uno dei gli

accomandatari e della denominazione della S.A.S.

C) e soci che hanno l'amministrazione e la rappresentanza della società

D) la sede della società e le 'eventuali sedi secondarie

E) l'oggetto sociale ( cioè la descrizione dell'attività economica della società intende svolgere,

indicandone il settore specifico)

F) in conferimenti di ciascun socio, il valore ad essi attribuito il modo di valutazione

G) le prestazioni a cui sono pubblicati gli eventuali soci d'opera

H) le regole sulla ripartizione degli utili e la quota di ciascun socio negli utili e nelle perdite

I) la durata della società.

L'assenza di queste indicazioni non provoca invalidità della società in quanto a eccezione

delle indicazioni dei soci, della ragione sociale, del'a sede e dell'oggetto, per tutti gli altri

elementi supplisce la legge.

Il contratto dei tre tipi di società va iscritto nel registro delle imprese: quando viene scritto è

opponibile ai terzi, ciò che non viene scritto valore, salva la prova della loro effettiva

conoscenza.

Se la S.S non si scrive nel registro delle imprese l'unico affetto che ne deriva e l'impossibilità

di avvalersi dell'efficacia dichiarativa della pubblicità

S.N.C. e S.A.S. Invece, sono prova della descrizione, si definiscono irregolari e subiscono

l'applicazione della disciplina della S.S. per quanto riguarda i rapporti con i terzi.

Con tre eccezioni

1) in ogni caso più soci della S.N.C. Gli accomandatari della S.A.S., rispondono

illimitatamente e solidamente per sedersi per obbligazioni sociali

2) in ogni caso si presume che soci che agiscono per la società abbiano i poteri di

rappresentanza, con inopponibilità ai terzi di ogni limitazione, salvo effettiva loro conoscenza

3) resta salva la responsabilità limitata dei soci accomandanti che non hanno partecipato alle

operazioni sociali.

Questo vale, a fortiori, per quelle società che non hanno stipulato per iscritto l'atto costitutivo

o per quelle società di fatto, apparenti od occult, per definizione non iscritte nel registro delle

imprese.

LA PARTECIPAZONE DI SOCIETA' DI CAPITALI IN SOCIETA' DI PERSONE

La partecipazione di società di capitali in società di persone e' oggi riconosciuta per espressa

disposizione normativa.

Non ci sono limiti soggettivi né dal lato della partecipante, né da quello della partecipata.

Nelle società di capitali la decisione deve essere assunta dall'assemblea; quanto alla società

personale partecipata l'art. 111 -duodecies prevede che, se tutti i soci illimitatamente

responsabili sono società di capitali, alla S.N.C. e alla S.A.S. si applicano, le regole di

redazione del bilancio dettate per le S.P.A. ed esse sono tenute, ricorrendone i presupposti,

alla redazione del bilancio consolidato.

INVALIDITA' DEL CONTRATTO

La legge non regola l'invalidità del contratto di società di persone. Si ritiene che le cause di

invalidità sono quelle di nullita' e di annullabilità previste in generale per i contratti (mancanza

dell'accordo, illeceita', indeterminatezza dell'oggetto,ecc)

Si deve distinguere tra invalidità che colpisce l'intero contratto sociale e quella che riguarda la

partecipazione del singolo socio; quest'ultima provoca invalidità del contratto sociale solo

essenziale.

Non trova applicazione alle società di persone la severa limitazione delle cause di nullità

prevista per le società di capitali dall'art. 2332.

Anche nelle società di persone, la stipulazione del contratto sociale non esaurisce gli effetti

del negozio, ma dà vita una struttura organizzativa dotata di soggettività giuridica e di

autonomia patrimoniale la cui eliminazione non può consistere nell'applicazione della regola

quod nullum est nullum producit effectum, con il conseguente travolgimento di tutti gli atti

compiuti dalla società e liberazione dei soci dagli obbblighi asssunti verso la società e verso i

terzi.

Quindi

1) le cause di invalidità del contratto sociale operano quali cause di scioglimento della società

2) gli atti compiuti in nome della società conservano i loro effetti e la vincolano nei confronti

dei soggetti con i quali sono intercorsi

3) i soci non sono liberati dall'attuazione di conferimenti ancora non adempiuti e rispondono,

se a cio' tenuti, illimitatamente solidamente con la società in adempimento delle obbligazioni

sociali.

LE MODIFICHE DEL CONTRATTO E IL TRASFERIMENTO DELLA QUOTA

Regola generale delle società personali è che ogni modifica del contratto sociale e richiede il

consenso di tutti soci ( 2252). Lo stesso contratto, tuttavia, può prevedere diversamente e

così,p.e., lasciare che tutte le modifiche dell'atto costitutivo possano essere decise della

maggioranza dei soci. Le regole di pubblicità seguono quelle del contratto sociale e dell'atto

costitutivo.

Il mutamento delle persone dei soci e anche il trasferimento della quota per atto tra vivi,

implica una modifica del contratto sociale e richiede il consenso di tutti altri soci. Tranne nel

caso del trasferimento della quota dell' accomandante per il quale è attenuato il rilievo

personale della partecipazione:del tutto librero è il trasferimento della quota per caso di

morte mentre quello operato tra vivi è subordinato al consenso della maggioranza del

capitale sociale salvo che l'atto costitutivo disponga diversamente ( 2322).

GLI OBBLIGHI DEI SOCI

L'OBBLIGO GENERALE DI COLLABORAZIONE

Il contratto di società di persone è caratterizzato dal INTUITUS PERSONAE. Il socio assume

cioè carattere essenziale dei rapporti sociali.

Infatti il suo mutamento implica una modifica del contratto sociale. Questa è una delle

principali differenze rispetto alla società di capitali. Il socio concorre a determinare le scelte

gestionali della società e risponde per le obbligazioni sociali da chiunque dei soci siano state

assunte. Quindi gli obblighi dei soci verso la società non si limitano solo agli aspetti

patrimoniali del conferimento dei beni promessi, ma assumono un carattere piu' generale: su

socio grava un generale obbligo di collaborazio o un ne verso lsocietà. Obbligo che trova

conferma p.e., nella disciplina del recesso e dell'esclusione del socio che possono essere

motivati il primo, dalla rottura del rapporto fiduciario del socio, la seconda da comportamenti

del socio incompatibili con il dovere di collaborare al proficuo sentimento dell'attività sociale.

CONFERIMENTI E CAPITALE

I soci sono tenuti a effettuare in favore della società i conferimenti ai quali si sono obbligati

con il contratto sociale (2253). La legge presume che i soci siano tenuti, in parti uguali, nel

silenzio del contratto, a conferire quanto necessario per il conseguimento dell'oggetto sociale.

Non è previsto l'ammontare minimo di conferimenti quindi l'Ungheria potrebbe darsi una

società di persone che all'inizio non sia titolare del patrimonio conferire nessuno ci è che

abbia solo nei loro confronti con diritto al versamento di quanto necessario che il

conseguimento dell'oggetto.

Nella società di persone non ci sono limitazioni in ordine all'entità conferibili: in particolare è

possibile fare conferimenti denaro, di beni e di crediti, ma anche conferimenti d'opera di

servizi. In assenza di disposizione limitative,si sono p.e. ritenuti ammissibili il conferimento

della responsabilità illimitata del socio o del suo nome della ragione sociale.

Il capitale non è indicato espressamente come elemento del contratto di società di persone;

anche nella disciplina della S.N.C. si fa menzione della necessaria menzione dei

conferimenti, del loro valore e del mezzo di valutazione, ma non del capitale. Per le S.N.C. e

per le S.A.S. Il concetto di capitale sociale emerge in almeno due luoghi: nell'art. 2302 che

vieta la distribuzione di utili se si è verificata una perdita del capitale sociale non reintegrata o

non eliminata con la sua riduzione, e nell'art. 2306 in cui si regola la riduzione del capitale al

fine di tutelare i creditori, consentendo loro di opporsi. Quindi pur mancando una previsione di

capitale minimo, il valore dei conferimenti indicato nell'atto rappresenta il capitale della

società, quota ideale del patrimonio netto vincolata garanzia dei creditori e al servizio

dell'attività sociale, non disponibile da parte dei soci se non nel rispetto delle norme appena

citate.

Il capitale sociale nella S.N.C. e nella S.A.S. ha un rilievo minore rispetto a quello delle

società di capitali. Infatti la valutazione dei conferimenti diversi dal denaro non e'

accompagnata da regole di tutela dell'effetivita'loro attributo dai soci; i conferimenti c.d. Non di

capitale (secondo l'opinione prevalente). Non era né lei o quattro creò non devono

necessariamente essere valutati imputati a capitale: possono ma non devono essere

capitalizzati.

Le disciplina legale di simili conferimenti e così sintetizzabile:

A) nel silenzio del contratto sociale conferimenti una società in denaro;

B) I beni in natura possono essere conferiti in proprietà o in godimento;

C) di conferimenti di credito implica carico del soggiorno garanzia della sentenza del debitore

ceduto ai sensi\dell'art. 1267, cioè nei limiti del valore attribuito al credito

D) il conferimento d'opera può anche non essere capitalizzato; in questo caso conferisce

solo il diritto agli utili nella misura determinante al contratto sociale.

Nelle società di persone il principio di proporzionalità tra valore dei conferimenti e quota di

partecipazione e' derogabile.

DIVIETO DI USO DELLE COSE SOCIALI E OBBLIGO DI NON CONCORRENZA

L'art. 2256 pone a carico dei soci il divieto di servirsi delle cose apprtenenti alla societa' per

fini estranei quando a quelli sociali senza il consenso degli altri soci. La formulazione della

norma colpisce per la possibilità che che con il consenso di tutti ciascun socio possa per fini

personali il patrimonio della società.

Nelle società che possono svolgere attività commerciale è posto a carico dei soci il divieto di

concorrenza nei suoi confronti: dispone infatti l'art. 2301 che il socio non può senza consenso

di altri soci esercitare per conto proprio o altrui un' attivita' concorrente con quella della

società, ne partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente.

Il consenso di uno dell'attività presidiedeva al contratto sociale e gli altri soci nella

conoscenza.

Questo lo trova le sue radici nel piu' generale dovere di collaborazione del socio allo

svolgimento dell'attività sociale di un'applicazione è quello di fedeltà.

Legatene l'obbligo per quel socio sia alla sanzione dell'esclusione sia risarcimento del danno

eventualmente provocato alla società.

I RAPPORTI PATRIMONIALI

AUTONOMIA PARIMONIALE E RESPONSABILITA' PER LE OBBLIGAZIONI SOCIALI

La società di persone sono dotate di autonomia patrimoniale: il loro patrimonio cioè, e distinte

da quello dei soci ed è destinato a conseguimento dell'oggetto sociale e all'adempimento

delle obbligazioni contratto per la società. Non può quindi esserci confusione tra patrimonio

della società e patrimonio di soci né tra debiti sociali e loro debiti personali. Non contraddice

l'autonomia patrimoniale delle società di persone il fatto che tutti qualcuno di soci rispondono

il limitatamente solidamente con la società del rigattiere sociali: esse restano obbligazioni

della società alla quale si aggiunge la responsabilità diretta o a titolo di garanzia dei soci

illimitatamente responsabili.

Le società di persone sono, quindi centri autonomi d'imputazione dei diritti obblighi ( 2266)

Per le obbligazioni sociali le società di persone rispondono verso terzi con proprio intero

patrimonio come qualsiasi altro soggetto di diritto.

Alla loro responsabilità si affianca quella illimitata e solidale dei soci o di alcuni di essi.

S.S

Sono sempre illimitatamente e solidamente responsabili per le obbligazioni sociali i soci che

hanno agito in nome e per conto della società: si ritiene che tali non solo coloro che anno il

potere di rappresentare la società, ma anche quelli che partecipano all'amministrazione.

Questa responsabilità si estende a tutte le obbligazioni sociali e non solo quelli derivanti dagli

atti completamente compiuti in nome e per conto della società dal singolo socio.

I soci non amministratori possono limitare la loro responsabilità con un patto che e'

opponibile ai terzi solo se viene portato a loro conoscenza con mezzi idonei. In caso

contrario, il patto di limitazione della responsabilità ha efficacia solo interna: il socio tenuto nei

confronti dei terzi per adempimento delle obbligazioni sociali, ma rivalersi nei confronti di altri

soci illimitamente responsabili.

S.N.C.

Tutti i soci sono sempre illimitatamente e solidamente responsabili per le obbligazioni sociali

nei confronti dei terzi ai quali non e' o.pponibile alcun patto limitativo della responsabilità.

Quest'ultimo possibile e' possibile ma ha comunque solo efficacia interna del senso appena

illustrato.

S.A.S.

Illimitatamente e solidamente responsabili di obbligazioni sociali sono solo gli accomandatari,

in ragione dell'attribuzione esclusiva in loro favore del potere di gestione della società. Gli

accomandanti sono invece sottratti alla responsabilità illimitata quindi rischiano solo quanto

conferito.

Anche a loro comunque si estende la responsabilità il limitata in due casi: quando si siano

ingeriti nella gestione sociale compiendo atti di amministrazione e quando hanno consentito

con loro nome fosse inserito nella ragione sociale.

MODALITA' DI RESPONSABILITA' DEI SOCI PER LE OBBLIGAZIONI SOCIALI

La responsabilità di soci per le obbligazioni sociali e' illimitata e solidale ma connotata dalla

sua sussidarieta'.

Infatti il socio al quale il creditore sociali chiede il pagamento puo' invocare il beneficio della

preventiva escussione del patrimonio sociale.

Nella S.S. e il socio che per evitare il pagamento, ha l'onere di indicare al creditore i beni

della società sui quali egli può agevolmente soddisfarsi.(Questo vale anche per le societa'

irregolari)

Nella S.N.C. e nella S.A.S. regolari invece il creditore che, per potersi rivolgere al solo ciò,

deve dimostrare di avere preventivamente escusso patrimonio sociale (2034). Dal punto di

vista processuale il beneficio non impedisce che il creditore ottenga subito una sentenza di

condanna del socio,ma l'azione esecutiva i suoi beni resta paralizzata se non è dimostrata la

ricorrenza dalla condizione appena indicata.

La solidarieta':

Il socio che entra a far parte di una società di persone risponde illimitatamente di tutte le

obbligazioni sociali anche di quelle sorte precedentemente al suo ingresso(2269); il socio che

esce dalla società rimane responsabile per tutte le obbligazioni sociali sorte o estinte al

momento dello scioglimento del rapporto (2290): scioglimento che per essere opponibile ai

terzi che senza colpa lo abbiano ignorato va iscritto nel registro delle imprese.

La responsabilità dei soci per obbligazioni sociali e non solo illimitata, ma anche solidale: cioè

il creditore può rivolgersi a ciascun socio per ottenere il pagamento dell'intero credito vantato

verso la società. Sarà poi singolo so ciò potesse rimanere nei confronti degli altri soci in base

agli accordi interni sulla sopportazione delle perdite.

Il fallimento della società di persone provoca il fallimento di soci illimitatamente responsabili.

Rococò

IL CREDITORE PARTICOLARE DEL SOCIO

L'autonomia patrimoniale delle società di persone impedisce che vi sia fra patrimonio della

società e quello dei soci;i creditori del socio non possono vantare diritti verso la società per il

soddisfacimento del loro credito.

Da questo principio discende il divieto di compensazione dei crediti che un soggetto ha

verso il socio con i debiti che ha verso la società:

quindi la non riconducibilita' del patrimonio della società a una sorta di "comproprietà

particolare fra soci"

il creditore particolare e del socio, dovrebbe poter agire sulla quota di partecipazione del

socio nella società, quindi sugli utili maturate in suo favore. Per gli utili non vi solo problemi: il

creditore personale può agire anche per il pignoramento presso la società del corrispondente

credito del socio. Più articolato è il procedimento con il quale il creditore del socio puoì

soddisfarsi sulla quota di partecipazione del socio. Nelle società personali infatti il non è

possibile il mutamento della persona del socio senza il consenso di tutti gli altri: quindi si ha

l'impossibilità per il creditore di compiere atti esecutivi sulla quota che è conducono alla sua

vendita forzata.

La legge allora riconosce al creditore particolare il diritto,a certe condizioni, di ottenere

liquidazione della quota del socio. In particolare:

A)

Nella S.S. il creditore particolare del socio, che dimostra che gli altri beni personali sono

insufficienti a soddisfare su credito, può chiedere alla società la liquidazione della quota, che

vai effettuata entro 3 mesi dalla domanda, salvo che la società deliberi lo scioglimento. In

questo caso il creditore si soddisferà sulla quota di liquidazione del socio, cioè sulla somma

o sui beni che, dopo il pagamento dei creditori sociali, spettano al socio.

B)

nella S.N.C. e nellla S.A.S. limitatamente agli accomandatari, vige il divieto di richiedere la

liquidazione della quota del socio durante tutta la vita dalla società. La severità della norma è

mitigata dalla possibilità per il creditore gli del socio di opporsi alla proroga della società entro

due mesi dell'iscrizione della delibera nel registro delle imprese, e in capo d'opposizione

vittoriosa, di ottenere la liquidazione della quota del socio. Si applicano altre, la disciplina

dell'art.2270 appena dissipata quando la società sia stata tacitamente prorogata.Quanto al

creditore particolare dell'accomandante il minor rilievo della persona del socio, può indurre a

ritenere che la sua quota sia aggredibile dal creditore anche durante la vita dalla società.

Diritto agli utili e partecipazione sulle perdite

Dissociano diritto di partecipare agli utili generati della vita sociale e allo stesso modo sua

chiamata sopportare le perdite. Le misure dalla loro partecipazione può essere determinata

dal contratto sociale, anche in modo non proporzionale al valore dei complimenti effettuati dei

soci. Il contratto può anche di mettere a un terzo la determinazione della partecipazione di

tessuto utili e alle perdite(arbitratore).

Se il contratto nulla dispone, l'art.2263 prevede che le parti spettanti estrogeni guadagni delle

perdite si presumono proporzionale conferimenti e esseri si presumono uguali.

Se è determinata solo la parte di ciascun socio nei guadagni in uguale misura si presume la

partecipazione alle perdite. Il giudice determina secondo equità la parte spettante al socio

d'opera.

Continua a Il divieto del patto Leonino è un limite autonomia negoziale. L'art.2265 lo

definisce come patto con i quali uno più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o

alle perdite: secondo l'opinione generale la norma è l'espressione di un principio che si

applica a tutte le società anche a quelle di capitali. Si fa con riferimento agli accordi che, pur

non facendo menzione di partecipazione agli utili o alle perdite, realizzano nella sostanza lo

stesso risultato.

Il diritto agli utili matura in capo ai soci quando viene approvato il rendiconto , che nella

S.N.C. e nella S.A.S. assume la veste di vero e proprio bilancio di esercizio.Una volta che il

rendiconto è approvato e dallo stesso risultino utili, la società è obbligata a pagare i soci,

titolari di un diritto di credito individuale. Se i soci intendono mantenere in società lo possono

fare se tutti vi consentono o se previsto da contratto contratto.

Nella S.N.C. e nella S.A.S. Non si possono distribuire utili in presenza di perdite intaccando il

capitale sociale celeste sono spostate integrate o il capitale ridotto.

La partecipazione alle perdite non va confusa con la responsabilità illimitata per il

pagamento delle obbligazioni sociali. Questa partecipazione consiste nella perdita di valore

della quota per effetto del minor valore del patrimonio della società. Se la situazione

patrimoniale della società e' tale da non consentire il soddisfacimento delle obbligazio sociali

e soci sono chiamati a rispondere dai creditori, la partecipazione alle perdite rappresenta la

misura del regresso ordinato la verso gli altri soci da parte di chi paga.

In base alla misura della partecipazione alle perdite il liquidatore può chiedere ai soci i

versamenti necessari per il pagamento dei debiti sociali che residuino dopo la liquidazione

dell'attivo. CAPITOLO III

LE SOCIETA' DI PERSONE:

ORGANIZZAZIONE E SCIOGLIMENTO

.

L'amministrazione

Gli amministratori: requisiti,nomina,revoca

Nel silenzio dell'atto costitutivo,la regola generale posta dall'art.2257 sancisce che

"l'amministarzione della societa' spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli

altri"(amministraz.disgiuntiva);nella S.A.S. la norma va' riferita ai soli soci accomandatari,ai

quali e' riservato il potere di amminstrare. La regola generale può essere comunque

derogata, infatti il potere di amministrare può essere concentrato nelle mani di uno solo dei

soci. Si discute se l'atto costitutivo può attribuire questo potere a chi non sia socio. Prevale la

tesi negativa con la precisazione che un modo di esercitare il potere di amministrazione può

essere l'affidamento della gestione a procuratori o a un institore. In questo caso i soci non

perdono il potere- dovere di amministrare infatti l'utilizzo di ausiliari e comunque l'espressione

di una scelta di gestoria che non li priva della loro qualità di amministratori.

Nella S.A.S. Il potere di amministrare non spetta a ne può essere attribuito agli accomandanti.

L'esercizio del potere di gestione da parte dell'accomandante delle vendite per sé invalidi gli

altri, ma comporta la funzione della responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali.

L'accomandante può ( art.2320):

- compiere atti sulla base di una procura speciale per singoli affari

- prestare la propria opera sotto la direzione degli amministratori

- dell'atto costitutivo lo prevede, ha poteri di autorizzazione o di preventiva consultazione per

determinare operazioni e poteri d'ispezione e sorveglianza.

Socio amministratore può essere anche una persona giuridica, la quale esprime la sua

volontà con il proprio rappresentante. Questa possibilità deriva dall'ammissione della

partecipazione in società di capitali a società di persone, anche in assenza di un socio

persona fisica.

La nomina dell'amministratore può avvenire in due modi:

1) direttamente nell'atto costitutivo

2) se l'atto costitutivo lo consente, con atto separato da parte dei soci.

La nomina assume rilievo per quanto riguarda la revoca:

se la nomina dell'amministratore è stata effettuata nell'atto costitutivo la revoca è

possibile solo per giusta causa;

la revoca dell'amministratore nominato con atto separato e derogata dalle norme sull

mandato e quindi può intervenire anche per volontà dei soci.

Si discute se il rapporto di amministrazione abbia natura di mandato o come apparere

preferibile integri un contratto autonomo (contratto di amministrazione) che ha una sua

disciplina tipica, nonostante possono applicarsi alcune regole sul mandato.

I modelli di amministrazione:l'amministrazione disgiuntiva

Nel silenzio dell'atto costitutivo, il potere di amministrare spetta disgiuntamente a ciascun

socio; la regola del potere di giunto si applica anche quando l'atto costitutivo attribuisca solo

ad alcuni dei soci il potere di amministrare. In questo caso di socio può decidere potere

essere atti di gestione, senza interpellare gli altri soci, può quindi se ha potere di

rappresentanza, impegnare la società verso i terzi.

Questa autonomia gestionale del singolo socio è temperato dalla potere di veto spettante

abbia i soci amministratori(e non a quelli che non siano amministratori art.2257): ovviamente

il veto deve intervenire prima del compimento dell'operazione. Esso può riguardare anche

una serie o una tipologia di operazioni;dal suo esercizio consegue che il potere di decidere

sull'opposizione(e non sul compimento dell'atto) si trasferisce a tutti i soci(anche quelli che

non hanno il potere di amministrare) i quali decidano a maggioranza calcolata secondo la

rispettiva quota di partecipazione agli utili.

Lart.37 d.lgs 5/2003 ha ammesso per le società di persone la possibilità che, in caso di

conflitto tra gli amministratori sulle scelte di gestione, il contratto sociale rimette a un terzo la

decisione: in questo caso deve ritenersi che il terzo non possa assumere la decisione

gestoria, ma deve limitarsi a scegliere, fra le posizioni in conflitto, quella che reputa più

conveniente per la società.

L'amministrazione congiuntiva

L'atto costitutivo può prevedere che l'amministrazione spetti congiuntamente più soci (2258):

in questo caso potere di gestione puo' essere esercitato in accordo fra i soci amministratori. Il

difetto di diversa previsione del contratto sociale, la regola è quella dell'unanimita'. È però

possibile che le decisioni siano assunte in maggioranza: questo caso la maggioranza

calcolata in proporzione alla rispettiva quota di partecipazione agli utili. La legge consente

che, anche in regime di amministrazione congiuntiva, ciascuna amministratore può compiere

da solo atti di gestione nel caso in cui vi sia urgenza di evitare un danno alla società (art.

2258)

La previsione legale dei sistemi di amministrazione congiuntiva e disgiuntiva, non va' intesa in

senso limitativo dell'autonomia negoziale: i soci possono per es. scegliere se attribuire agli

amministratori poteri disgiunti o congiunti.

La rapresentanza

Al potere di amministrazione corrisponde quella di rappresentanza, anche processuale,

della società ( art.2266); il potere cioè di spendere il nome della società e far sì che essa

acquisti e che assuma obblighi verso i terzi. Nel silenzio del contratto sociale chi ha il

potere di amministrare ha anche quello di rappresentare la società.Questa corrispondenza

riguarda anche i modi del suo esercizio(per es. se il potere di amministrazione e attribuito il

via disgiunta, ciascun socio amministratore avrà con la stessa modalità il potere di

rappresentare la società)

il potere di "rappresentanza" si estende a tutti gli atti che rientrano nell'oggetto

sociale"(2266,2298):la legge non distingue invece tra atti di ordinaria e straordinaria

amministrazione. I problemi però sorgono quando si deve giudicare atti di tipo strumentale o

neutro ( per es. investimenti finanziari o immobiliari, prestazione di garanzie in favore di terzi).

In questi casi la verifica viene fatta caso per caso facendo attenzione all'effettivo

collegamento dell'atto con la realizzazione dell'oggetto sociale. La relazione può anche

essere non immediata.

La corrispondenza tra questi due poteri, può essere prestata dal contratto sociale tramite la

defezione di limiti e regole particolari per l'esercizio del potere di rappresentanza. Ciò in vari

modi: attribuendo il potere solo ad alcuni soci amministratori e non ad altri, così che a questi

ultimi spetti solo il potere di gestire sul piano interno, attribuendo potere di rappresentanza in

modo diversificato a seconda degli atti.

Ogni limitazione del potere di rappresentanza, pone il problema della sua opponibilità ai terzi:

è evidente che quanti più sono i casi in cui la società può far valere l'inefficacia di atti compiuti

dai suoi amministratori, tanto più è incerta la posizione dei terzi e meno tutelato l'affidamento

sulla certezza dei rapporti giuridici.

Va chiarito che se il terzo stipula un contratto con chi non è amministratore della società si

applicano le regole in tema di rappresentanza: in questo caso la carezza dei poteri

rappresentativi e opponibile al terzo. Discorso più articolato sia quando si tratta

dell'opponibilità dei limiti al potere di rappresentanza degli amministratori. Si deve in questo

caso distinguere fra limiti legali e limiti convenzionali al potere di rappresentanza. I limiti

legali (cioè quelli che hanno fonte normativa) della società di persone sono sempre

opponibili al terzo. I limiti convenzionali (quelli che si traggono dal contratto sociale e che

possono essere specifici al potere di rappresentanza o derivare da limiti al potere di gestione)

sono trattati di versamenti del codice a seconda dei tipi sociali.

Nelle S.N.C. e nelle S.A.S. si applica l'art. 2298 che afferma che le limitazioni del potere di

rappresentanza che risultano dall'atto costitutivo sono opponibili ai terzi se iscritte nel registro

delle imprese o ove se ne approvi l'effettiva conoscenza da parte del terzo; quest'ultima è

l'unica di ipotesi di opponibilità nel caso della società irregolari (art.2297).

Nella S.S.l'art.2666, si limita ad affermare che le modifiche e i limiti al potere di

rappresentanza sono regolabili dall'art.1936 in base al quale sono opponibili solo se portati a

conoscenza del terzo con mezzi idonei salvo che si approvi l'effettiva conoscenza al momento

della conclusione del contratto. Tuttavia, deve ritenersi che la recente previsione

dell'iscrizione nel registro delle imprese della S.S. permetta di equiparare questa iscrizione al

mezzo idoneo di conoscenza unificando la disciplina di tutte le società di persone.

L'art. 2266 riferendosi solo a modifica ed estinzione, sembra ritenere sempre opponibili ai

terzi le limitazioni originarie del potere di rappresentanza, anche se contenute nel contratto

sociale: il che non è per le S.N.C. e le S.A.S. ove la regola di opponibilità ai terzi vale anche

per i limiti posti sin dall'inizio nel contratto sociale.

Doveri e responsabilità degli amministratori

Gli amministratori hanno il dovere di gestire la società con la diligenza mandatario (art.2260).

L'operato degli amministratori va valutato sulla base del loro comportamento al momento

della funzione delle scelte: quindi sulla base della verifica del rispetto di quelle cautele e

regole di comportamento tipiche della standard "dell'avveduto amministratore". Il metro di

valutazione della diligenza è quello del mandatario e cioè del buon padre di famiglia.

Gli amministratori devono può rispettare una serie di doveri specifici previsti dalla legge:

tenuta della contabilità sociale, compimento delle formalità pubblicitari per gli atti sociali,

rispetto di regole a tutela dell'integrità del patrimonio sociale (art.2303) e così via.

Inadempimento ai loro obblighi espone gli amministratori a responsabilità verso la società per

i danni a questa procurati. La solidarietà non si estende a chi dimostri di essere esente da

colpa: la maggiore elasticità della regola si comprende se si pensa che nelle società di

persone sono configurabili sistemi di gestione, in cui ciascun amministratore è libero di porre

in essere atti di gestione senza nemmeno informare gli altri. Si ha il silenzio della legge in

ordine alla disciplina dell'azione di responsabilità promossa dalla società contro gli

amministratori. Si tratta sicuramente di un''azione contrattuale per ottenere di risarcimento del

danno provocato dall'inadempimento dell'amministratore. Si ritiene che possa essere fatta

valere dalla società e per essa dai suoi rappresentanti. Potrebbero promuoverla quindi solo

gli stessi soci amministratori; tuttavia deve ritenersi ammissibile anche la legittimazione

individuale del singolo socio esercitare l'azione dell'interesse della società.. E anche possibile

che singoli soci e terzi (compresi i creditori) direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi

degli amministratori agiscano in responsabilità contro di loro.

Il controllo sull'ammistrazione

Nelle società di persone non è previsto un organo di controllo sulla gestione. Il contratto può

prevedere un sistema di controllo basato su un organo dotato di potere competenze simili al

collegio sindacale della S.P.A.; in presenza di rilevanti dimensioni della vita sociale nulla è

imposto dalla legge. Il controllo sull'attività degli amministratori e' quindi affidato agli stessi

soci. Se essi sono amministratori il controllo si risolve nell'esercizio del potere-dovere di

vigilanza e di informazione sul comportamento degli altri soci amministratori.(per es. il caso di

potere disgiunti,il diritto di veto preventivo sulle operazioni che altro amministratore ha in

animo di compiere.

Ai soci non amministratori sono riconosciuti potere di informazione controllo

sull'amministrazione.

Nella S.S. e nella S.N.C. i soci non amministratori hanno un'ampio e generale diritto di avere

notizia dello svolgimento dei d'affari sociali, di consultare i documenti relativi

all'amministrazione e di detenere il rendiconto quando gli affari della società sono stati

compiuti o al termine di ogni anno.

Non c'è una limitazione dei soci all'accesso all'informazione sugli affari sociali. Infatti i soci

sono esposti, anche se privi del potere di gestione, alla responsabilità illimitata e solidale

per le obbligazioni sociali e, nelle società commerciali, al divieto di concorrenza.

Nella S.A.S. gli accomandatari non amministratori hanno gli diritti previsti per i soci di

S.N.C., mentre gli accomandanti hanno solo il diritto alla comunicazione annuale del

bilancio e del conto profitti e perdite per verificare l'esattezza dei quali possono consultare

libri e documenti sociali (art.2320).

Il potere di informazione e controllo è propedeutico (oltre che per l'esercizio dell'azione di

responsabilità) alla richiesta all'autorità giudiziaria di revoca per giusta causa

dell'amministratore (art.2259). Secondo l'opinione preferibile questa revoca può essere

richiesta contro qualsiasi amministratore e quindi anche se il potere di amministrazione

discende dalla qualità di socio. La revoca per giusta causa è compatibile con il permanere

della qualità di socio questo anche nel caso in cui i comportamenti che integrano giusta causa

di revoca siano configurabili anche come esclusione del socio.

Le giusta causa attiene alla violazione di doveri di corretta amministrazione e degli specifici

obblighi stabiliti dalla legge e dall'atto costitutivo: anche l'impedimento all'esercizio del potere

di controllo individuale del socio e ritenuto giusta causa di revoca. Può considerarsi giusta

causa qualsiasi circostanza che renda ragionevole la revoca dell'amministratore. Nel

valutare le richieste di revoca la giurisprudenza tiene conto dei comportamenti pregressi:per

es. se un comportamento dell'amministratore in contrasto con i doveri legge è stato

tacitamente tollerato dagli altri soci dell'ambito dei rapporti personali(es.ritardata redazione

del rendiconto).

LE DECISIONI DEI SOCI


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Commerciale, basato su appunti personali e studio autonomo dei primi tre capitoli del testo consigliato dal docente Diritto Commerciale di Presti-Rescigno. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: società e figure affini, le società di persone: Costituzione e rapporti patrimoniali, Le società di persone: organizzazione e scioglimento.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (BARI, TARANTO)
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Pellegrino Giuseppina.

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