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Riassunto esame Diritto Commerciale, prof. Vella, libro consigliato Il Diritto delle Società dell'Associazione Disiano Preite

Riassunto per l'esame di Diritto Commerciale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Diritto delle Società dell'Associazione Disiano Preite.

Gli argomenti trattati sono i seguenti: diritto commerciale, società, società di capitali, società di persone, organi amministrativi, quota sociale, azioni, societario, campobasso,... Vedi di più

Esame di Diritto Commerciale docente Prof. F. Vella

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ESTRATTO DOCUMENTO

la descrizione dei beni o dei crediti conferiti,

a) l'attestazione che il loro valore è almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della

b) determinazione del capitale sociale e dell'eventuale sovraprezzo;

i criteri di valutazione seguiti.

c)

La relazione deve essere allegata nell’atto costituivo.

verifica degli amministratori: in nessun caso il valore dei conferimenti potrà risultare

• complessivamente inferiore all'ammontare globale del capitale sociale. La verifica di questa

condizione attiene ai doveri spettanti agli amministratori in qualità di custodi (e di

responsabili) dell'integrità del patrimonio sociale, dovranno verificare, ed eventualmente

attestare in sede di costituzione della società, che il valore dei conferimenti eseguiti dai soci

non è complessivamente inferiore all'ammontare del capitale sociale da essi sottoscritto.

L'esperto risponderà per gli eventuali danni arrecati alla società, ai singoli soci o ai terzi

nell'adempimento dell'incarico affidatogli dal tribunale.

Gli amministratori devono, nel termine di 180 giorni dalla iscrizione della società, controllare le

valutazione contenute nella relazione dell’esperto e, se sussistono fondati motivi, devono

procedere alla revisione della stima.

L’eliminazione di eventuali minusvalenze: se la differenza tra il valore effettivo dei beni o dei

crediti conferiti e quello a essi attribuito in perizia superi il 20% del totale, il divario tra capitale e

patrimonio dev'essere necessariamente colmato o attraverso l'annullamento, da parte della società,

delle azioni che risultino scoperte e la riduzione del capitale in misura corrispondente, o mediante il

versamento della differenza in denaro da parte del socio che ha effettuato il conferimento. Il socio

può anche recedere dalla società e in tal caso ha diritto alla restituzione del conferimento, qualora

sia possibile in tutto o in parte in natura; o chiedere agli altri soci, ove lo statuto lo preveda, di

ripartire le azioni secondo un criterio non proporzionale che gli consenta di mantenere inalterata la

sua posizione all'interno della compagine sociale.

DISCIPLINA DEI BENI ACQUISTATI DOPO LA COSTITUZIONE DELLA SOCIETA’

La disciplina degli acquisti “pericolosi”:

Art. 2343-bis Acquisto della società da promotori, fondatori, soci e amministratori: richiede

l'autorizzazione dell'assemblea e la stima di un esperto nominato dal (presidente del) tribunale

anche per gli acquisti, da parte della società, di beni o crediti appartenenti a soci, fondatori,

promotori o amministratori a condizione che essi:

avvengano nei due anni successivi alla sua costituzione;

a) prevedano un corrispettivo pari o superiore al decimo del capitale sociale;

b) non siano effettuati a condizioni normali nell'ambito dell'attività corrente della società.

c)

Oltre a descrivere il bene, il valore ad esso attribuito ed il criterio di valutazione a tal fine seguito, il

perito dovrà anche attestare, nella propria relazione, che quel valore non è inferiore al corrispettivo

pattuito tra le parti, indicando espressamente anche l'ammontare di quest'ultimo. In caso di

violazione gli amministratori e l’alienante sono solidalmente responsabili per danni causati alla

società, ai soci, ed ai terzi.

IMPUTAZIONE DEI CONFERIMENTI A CAPITALE CRITERI DI ATTRIBUZIONE AZIONI

Proporzionalità tra valore del conferimento e misura della partecipazione: a ciascun socio è

assegnato un numero di azioni proporzionale alla parte del capitale sociale sottoscritta e per un

valore non superiore a quello del suo conferimento. Lo statuto può prevedere una diversa

assegnazione delle azioni.

Deroghe convenzionali al principio di proporzionalità: consentito di prevedere nell'atto costitutivo

un'assegnazione delle azioni basata su criteri diversi da quello proporzionale, in nessun caso, il

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valore dei conferimenti può essere complessivamente inferiore all'ammontare globale del capitale

sociale.

Consentire, di remunerare con azioni l'apporto di utilità non imputabili a capitale, come le

prestazioni d'opera o di servizi, senza tuttavia intaccare la funzione di garanzia che tale istituto

svolge nei confronti dei terzi.

Per acquistare la qualità di socio sarà dunque necessario, ma anche sufficiente, effettuare un

conferimento utile alla società, non anche che il valore attribuito a tale apporto concorra (in tutto o

in parte) alla formazione del capitale sociale.

Problema dei conferimenti «atipici» può considerarsi risolto grazie all'ampia autonomia concessa

alle parti, le quali saranno libere di scegliere una delle soluzioni a tal fine offerte dal legislatore.

I PATRIMONI DESTINATI A UNO SPECIFICO AFFARE

La riforma del diritto societario ha introdotto nel codice civile un nuovo corpus normativo per

disciplinare «i patrimoni destinati a uno specifico affare» (artt. 2447-bis - 2447-decies).

Patrimoni separati: costituire uno o più patrimoni, ciascuno dei quali destinato in via esclusiva

a) a uno specifico affare, attraverso l’individuazione di beni, o comunque di una parte del

patrimonio societario che, per effetto della destinazione, cessa di costituire oggetto della garanzia

generica dei creditori sociali, per divenire oggetto della garanzia dei soli creditori delle

obbligazioni poste in essere per intraprendere e realizzare l’affare.

Attraverso la creazione del patrimonio destinato, la società resta unica, ma si ha una limitazione

delle responsabilità per le obbligazioni derivanti dallo svolgimento dello specifico affare cui è

dedicata la parte separata del patrimonio.

salvo che sia stabilito diversamente dalla delibera costitutiva del patrimonio destinato, per le

- obbligazioni contratte in relazione allo specifico affare la società risponde nei limiti del

patrimonio ad esso destinato;

i proventi dell’operazione costituiscono un patrimonio separato da quello della società

- il patrimonio destinato ed i proventi di esso non rispondono delle obbligazioni della società;

- i patrimoni destinati non possono essere costituiti per un valore complessivamente superiore

- al 10% del patrimonio netto, salvo disposizioni speciali;

ai fini della limitazione della responsabilità, gli atti compiuti in relazione allo specifico affare

- devono fare espresso riferimento al vincolo di destinazione, a pena della responsabilità

illimitata della società per le obbligazioni che ne conseguono;

quando si realizza o è divenuto impossibile l’affare cui è stato destinato il patrimonio, nonché

- in caso di fallimento della società, gli amministratori devono redigere un rendiconto finale,

depositato nel registro delle imprese.

L'apporto di terzi è soltanto eventuale; è consentita, la possibilità di emettere strumenti finanziari

di partecipazione all'affare. La deliberazione che destina un patrimonio ad uno specifico affare

deve indicare: l’affare al quale è destinato, il piano economico finanziario, gli eventuali apporti

dei terzi, la possibilità di emettere strumenti finanziari, la nomina di una società di revisione per

il controllo contabile, le regole di rendicontazione,i libri obbligatori, il bilancio. Tale

deliberazione è adottata dall’organo amministrativo a maggioranza assoluta dei suoi componenti

e deve essere iscritta presso il registro delle imprese.

Ai creditori sociali preesistenti è attribuito un diritto di opposizione nel termine di due mesi

dall'iscrizione. L'opposizione dei creditori non impedisce la realizzazione dell'operazione se il

tribunale dispone che la deliberazione sia eseguita previa prestazione di idonea garanzia da parte

della società. 18

Proventi riservati ad uno specifico finanziamento: contratto costitutivo prevede che al

b) rimborso totale o parziale del finanziamento vadano destinati, in via esclusiva, tutti o parte dei

proventi derivanti dall’affare stesso.

Ipotesi in cui i proventi derivanti dallo svolgimento di un affare per la cui realizzazione sia stato

impiegato un finanziamento esterno siano in tutto od in parte destinati al rimborso del

finanziamento stesso. Il finanziamento avviene sulla base di un contratto tra la società e i

soggetti finanziatori esterni, nel quale deve essere stabilito quanta parte dei proventi dell’affare

intrapreso debba essere destinata al rimborso dei finanziamenti e quanta parte, invece, possa

essere destinata al altre finalità. La possibilità di rappresentare il finanziamento con titoli

destinati alla circolazione appare ammissibile nei limiti in cui risulti applicabile la legge sulla

cartolarizzazione dei crediti.

I proventi dell’operazione costituiscono patrimonio separato da quello della società e da quello

relativo ad ogni altra operazione di finanziamento effettuata dall’impresa a condizione che:

copia del contratto sia depositata per l’iscrizione presso l’ufficio del registro delle imprese;

- la società adotti sistemi di incasso e di contabilizzazione idonei ad individuare in ogni

- momento i proventi dell’affare ed a tenerli separati dal restante patrimonio della società.

Sino al rimborso del finanziamento o alla scadenza del termine massimo previsto dal contratto

per il rimborso, è consentito ai creditori della società solo l'esercizio di azioni conservative a

tutela dei loro diritti.

I finanziatori possono partecipare all'iniziativa economica considerando solo il profilo di

rischio-rendimento che l'affare presenta, senza dover valutare tutta la complessiva attività svolta

dalla società. Questo facilita anche l'emissione di strumenti finanziari di massa da collocare presso

il pubblico dei risparmiatori.

I patrimoni destinati sono stati avvicinati ad altre fattispecie già disciplinate da tempo, come

l’associazione in partecipazione e la cartolarizzazione dei crediti:

l'associazione in partecipazione è un contratto che attribuisce a un soggetto terzo la

• partecipazione agli utili dell'impresa o di uno o più affari verso il corrispettivo di un determinato

apporto. L'elemento distintivo principale fra i due istituti è quello della separazione patrimoniale,

espressamente riconosciuta nei patrimoni destinati.

la cartolarizzazione dei crediti si tratta di una tecnica finanziaria con la quale crediti pecuniari,

• esistenti o futuri, individuabili in blocco, vengono ceduti a una società che ha per oggetto

esclusivo la realizzazione di tali operazioni (Special Purpose Vehicles o S ) ed emette titoli

PV

negoziabili su un mercato secondario. Le somme corrisposte dai debitori ceduti sono destinate in

via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati nei titoli emessi, per finanziare l'acquisto

di tali crediti, nonché al pagamento dei costi dell'operazione.

Capitolo 5

Azioni, obbligazioni e strumenti finanziari

LE AZIONI

LE PARTECIPAZIONI AZIONARIE

La partecipazione sociale è rappresentata da azioni, frazionamento delle quote partecipative in

azioni. 19

Devono essere di uguale valore e sono indivisibili (nel caso di più proprietari comproprietà e i diritti

sociali sono esercitati da un rappresentante comune nominato a maggioranza dei componenti).

Sono liberamente trasferibili come titoli di credito pur non essendolo in senso stretto: non

attribuiscono al possessore un diritto letterale, autonomo ed astratto.

Hanno una duplice funzione:

una funzione di legittimazione: chi la possiede può esercitare i diritti di socio;

- una funzione di trasferimento: chi trasmette il documento trasferisce la qualità di socio.

-

Le partecipazioni relative agli altri tipi di società non possono essere rappresentate da azioni.

Azioni e quote: la misura della partecipazione dell'azionista è data dalla somma delle azioni in suo

possesso, in rapporto con il numero totale delle stesse. L'unità di misura delle partecipazioni nelle

società a responsabilità limitata o di persone viene invece riferita alla persona dei soci e rapportata

alla quota di capitale a ciascuno di essi intestata..

Valore proporzionale: conta la percentuale che ciascuna azione rappresenta rispetto al valore

complessivo delle stesse nella loro totalità. Tecnica per determinare percentuale unitaria:

muove dalla convenzionale corrispondenza tra il «valore» riferito alla totalità delle azioni e

a) l'ammontare del capitale sociale;

attribuisce a ciascuna azione una frazione di quel valore per il numero delle azioni.

b)

LE AZIONI SENZA VALORE NOMINALE

azioni con valore nominale: fino alla riforma del 2003 alle azioni doveva essere sempre

• attribuito un valore nominale predeterminato corrispondente ad una frazione del capitale

sociale; il valore dell'azione restava pertanto necessariamente assoggettato alla regola della

immodificabilità, in mancanza di una deliberazione dell'assemblea straordinaria.

azioni senza valore nominale: riforma accorda ai soci la facoltà di predeterminare o meno

• il valore (nominale) di ciascuna azione, scelta che dev'essere esercitata nell'atto

costitutivo-statuto.

se determinato nello statuto, il valore nominale di ciascuna azione corrisponde ad una frazione

- del capitale sociale,

in mancanza di predeterminazione statutaria del valore delle azioni, la misura dei diritti e dei

- poteri connessi alla partecipazione viene proporzionalmente riferita, anziché al capitale

sociale, al loro numero in rapporto al totale delle azioni emesse.

L'operazione sul capitale richiederà la modifica statutaria anche del valore nominale delle azioni; in

presenza di azioni non aventi valore nominale potrà operarsi senza procedere a tale ulteriore

deliberazione modificativa.

CATEGORIE SPECIALI DI AZIONI

In principio, le azioni hanno uguale valore e attribuiscono ai loro possessori pari diritti, ciò non

esclude, che lo statuto possa prevedere la creazione di categorie speciali di azioni fornite di diritti

diversi per quanto concerne sia i c.d. diritti patrimoniali (partecipazione agli utili e/o alle perdite),

sia i diritti c.d. «amministrativi» (ad es., il diritto di voto). Tutte le azioni appartenenti ad una

medesima categoria conferiscono uguali diritti.

Limiti alla creazione di categorie speciali di azioni

La società è libera di conformare il contenuto di ciascuna categoria speciale rispetto a quella

ordinaria «dosando» in varia misura il contenuto dei diritti amministrativi e patrimoniali ad essa

spettanti, sia pure nei limiti imposti dalla legge.

diritti amministrativi: azioni a voto limitato ogni azione attribuisce il diritto di voto nelle

• assemblee (ordinarie e straordinarie) della società, salvo quanto previsto dalle leggi

speciali, lo statuto può prevedere la creazione di azioni: 20

senza diritto di voto;

a) con diritto di voto limitato a particolari argomenti (ad es. le delibere straordinarie);

b) con diritto di voto subordinato al verificarsi di determinate condizioni, purché non

c) meramente potestative (cioè non dipendenti dalla mera volontà della società)

il valore di tali azioni non può complessivamente superare 1/2 del capitale sociale.

diritti patrimoniali: l'autonomia statutaria è libera di modificare, con il solo limite

• rappresentato dal divieto del «patto leonino» (art. 2265 nullo il patto con il quale o più soci

sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite), la misura e le modalità di

percezione dei vantaggi (e svantaggi) patrimoniali spettanti al socio sia in sede di

distribuzione dell'utile d'esercizio che di liquidazione della quota a seguito dello

scioglimento del rapporto sociale. Consentita la creazione di categorie di azioni remunerate:

in base ad una quota fissa di utili, o a una percentuale commisurata, al valore nominale del

a) titolo o ad altro indice di riferimento;

in base ai risultati conseguiti dalla società in un determinato settore di attività;

b) con preferenza rispetto alle azioni ordinarie, sia nel senso che vengono pagate prima, sia nel

c) senso che vengono remunerate meglio delle altre.

Privilegio accordato alle azioni speciali può anche consistere:

in una postergazione rispetto alle perdite subite dalla società, nel qual caso il valore nominale

d) delle azioni speciali verrà abbattuto solo se, e nella misura in cui, la perdita non sia stata

assorbita attraverso la riduzione del valore delle altre azioni (ordinarie);

in un diverso trattamento nel rimborso della quota in caso di scioglimento del rapporto sociale

e) (recesso e/o liquidazione della società).

Categorie speciali di azioni previste dal legislatore

Accanto alle azioni ordinarie, che attribuiscono ai soci i normali diritti di partecipazione, si possono

pertanto avere:

azioni correlate: fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati conseguiti dalla società in un

1. determinato settore o ramo di attività;

azioni di godimento: attribuite ai soci le cui azioni ordinarie siano state rimborsate a seguito di

2. una riduzione volontaria del capitale. Azioni tendenzialmente prive del diritto di voto e dotate di

diritti patrimoniali subordinati al preventivo soddisfacimento dei titolari di azioni non ancora

rimborsate. Esse concorrono alla distribuzione di quanto residua dopo che agli altri soci sia stato

pagato un dividendo pari all'interesse legale; mentre in caso di liquidazione del patrimonio

sociale esse possono concorrere dopo che sia stato rimborsato il valore nominale delle azioni

ordinarie;

azioni di risparmio: azioni prive del diritto di voto, ma non anche del diritto di intervenite in

3. assemblea e di chiederne la convocazione; dotate di particolari privilegi di natura patrimoniale

determinati nell’atto costitutivo;

azioni a favore dei prestatori di lavoro: imputazione degli utili a capitale e l'assegnazione

4. (gratuita) delle nuove azioni ai dipendenti per un importo corrispondente.

Assemblee speciali

Le deliberazioni dell'assemblea generale che pregiudicano i diritti della categoria devono essere

approvate anche dall'assemblea speciale che riunisce i titolari di quelle azioni.

Se esistono diverse categorie di azioni o strumenti finanziari che conferiscono diritti

amministrativi, le deliberazioni dell’assemblea, che pregiudicano i diritti di una di esse, devono

essere approvate anche dall’assemblea speciale degli appartenenti alla categoria interessata.

Rilievo del pregiudizio: 21

ciò che rileva è il pregiudizio diretto ai diritti di una categoria, come ad esempio quello prodotto

• da una deliberazione che riducesse i diritti patrimoniali spettanti ad una singola categoria di

azioni.

non rileva un «pregiudizio» che colpisca in modo omogeneo e in misura paritaria tutte le azioni

• di tutte le categorie, come ad esempio la deliberazione che aumentando il capitale sociale

escludesse il diritto di opzione di tutti gli azionisti.

È irrilevante anche un eventuale pregiudizio di mero fatto che dovesse patire una singola categoria

di azioni. Il pregiudizio rilevante è quello che riguarda i diritti di un'intera categoria, e non invece la

posizione di un singolo azionista di una certa categoria.

Rilievo procedimentale della deliberazione dell’assemblea speciale: le deliberazioni

dell'assemblea generale che incidono sui diritti spettanti a questa o quella categoria di azioni o

strumenti finanziari, costituiscono sempre, dal punto di vista procedimentale, delle deliberazioni

modificative dell'atto costitutivo, essendo quei diritti determinati dallo statuto sociale; e che quindi

si tratta sempre di deliberazioni assunte dall'assemblea straordinaria, le quali, devono essere

«approvate», dall'assemblea speciale. Le deliberazioni modificative dell’atto costitutivo non

producono effetto sino a quando non siano iscritte nel registro delle imprese, e il notaio o il

tribunale non dovrebbero farle iscrivere in assenza delle condizioni stabilite dalla legge, non

dovrebbe richiedersi l'iscrizione della deliberazione dell'assemblea generale lesiva degli interessi di

una categoria, se non contestualmente alla deliberazione di approvazione espressa dall'assemblea

speciale della categoria interessata.

CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI

La partecipazione sociale è rappresentata da azioni; salvo diversa disposizione di leggi speciali lo

statuto può escludere l’emissione dei relativi titoli (azioni non siano materialmente emesse) o

prevedere l’utilizzazione di diverse tecniche di legittimazione e circolazione.

La circolazione delle azioni si attua secondo le norme prescritte per i diritti di credito

Azioni non rappresentate da titoli (art. 2355)

Il trasferimento ha effetto nei confronti della società dal momento dell’iscrizione nel libro dei

soci, nel quale devono essere indicati indistintamente per ogni categoria il numero delle azioni,

affinché l'acquirente acquisti la legittimazione all'esercizio dei diritti sociali.

Azioni rappresentate da titoli (art. 2354)

 Le azioni della società devono essere tutte nominative, ad eccezione delle azioni di risparmio e

di quelle emesse dalle Sicav.

azioni al portatore: finché le azioni non siano interamente liberate, non possono essere emessi

• titoli al portatore (applicabile anche alle azioni di risparmio). Le azioni al portatore si

trasferiscono con la consegna materiale del titolo e conferiscono al possessore la

legittimazione all’esercizio di tutti i diritti sociali, senza che al socio possa essere richiesto

l'adempimento di formalità ulteriori.

azioni nominative: si trasferiscono mediante la doppia intestazione sul titolo e sul libro dei

• soci; ciò può avvenire:

transfert: doppia intestazione contestuale: trasferimento si opera mediante annotazione del

- nome dell’acquirente sul titolo e nel libro dei soci o col rilascio di un nuovo titolo intestato

al nuovo titolare e la contestuale annotazione del suo nome nel libro stesso.

girata: doppia intestazione differita, normalmente, la circolazione dei titoli azionari

- avviene per girata (quasi fossero titoli all'ordine) autenticata da un notaio o agente di

cambio.

La girata deve essere datata e sottoscritta dal girante e contenere l’indicazione del giratario.

Se il titolo non è interamente liberato, è necessaria anche la sottoscrizione del giratario.

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Il giratario è comunque legittimato ad esercitare i diritti sociali, rileva esclusivamente la

girata: la società non può imporre al giratario la previa iscrizione sul registro dei soci come

condizione necessaria per l'esercizio di taluno dei diritti compendiati nell'azione; resta

salvo l'obbligo della società, previsto dalle leggi speciali, di aggiornare il libro dei soci.

Titoli azionari dematerializzati: la nuova disciplina dei titoli nominativi trova applicazione anche

in ipotesi di azioni dematerializzate, con la precisazione, tuttavia, che in tale evenienza la girata è

sostituita dalla scritturazione sul conto, cui è attribuita la stessa efficacia connessa alla prima. Anche

in tal caso il legittimo titolare della partecipazione azionaria potrà esercitare tutti i diritti sociali ad

essa inerenti indipendentemente dall’iscrizione del trasferimento nel libro dei soci.

La gestione accentrata: le azioni di società quotate non possono più essere materialmente emesse,

ma sono rappresentate da scritturazioni contabili all'interno di un sistema di gestione accentrata. I

titoli cartacei sono sostituiti da scritture contabili tenute presso un depositario. Per trasferire le

azioni l'alienante impartisce un ordine di trasferimento al depositario e quest'ultimo effettua un

giroconto a favore dell'acquirente (ovvero cancella le azioni dal conto dell'alienante e le iscrive nel

conto dell'acquirente).

Diritti sociali possono essere esercitati dal depositario, ove espressamente delegato dal socio,

ovvero direttamente dal socio, cui il depositario, a richiesta, rilascia un'apposita certificazione.

Limiti alla circolazione delle azioni

Non sono alienabili:

le azioni corrispondenti ai conferimenti in natura, fino al controllo della stima;

- senza il consenso degli amministratori, le azioni connesse a prestazioni accessorie e di

- società fiduciarie e di revisione;

Limitazioni risultanti dallo statuto:

qualsiasi clausola limitativa della circolazione delle azioni può essere introdotta nello statuto a

• maggioranza, imponendosi così a tutti i soci, ai quali è solo consentito recedere, e sempre che lo

statuto non decida altrimenti.

le limitazioni al trasferimento delle azioni devono risultare dal titolo e ove non indicate su di

• esso non sono opponibili ai terzi;

nei casi di azioni nominative ed in quello di mancata emissione dei titoli azionari, lo statuto:

• può sottoporre il trasferimento a determinate condizioni;

- può vietarne il trasferimento per un periodo non superiore a 5 anni dalla costituzione della

- società o dal momento in cui il divieto viene introdotto.

clausole di mero gradimento: quelle in cui un organo sociale, o altri soci, si vedano attribuito

• statutariamente il diritto di approvare il trasferimento delle azioni da un socio a un terzo, senza

che tale approvazione sia legata alla verifica della sussistenza di requisiti prefissati, rimanendo

per ciò assolutamente discrezionale, e senza che vi sia un obbligo di indicare un acquirente

gradito. La clausola è efficace solo se preveda - a carico della società o di altri soci - un obbligo

di riacquisto o attribuisca il recesso all'alienante.

clausole di prelazione: prevedono che il socio, prima di alienare in tutto o in parte le sue azioni,

• debba offrirle agli altri soci.

VINCOLI SULLE AZIONI

Art. 2352 Pegno usufrutto e sequestro delle azioni: le azioni possono essere oggetto di diritti reali

limitati (pegno e usufrutto), nonché di sequestro (giudiziario o conservativo) e di esecuzione forzata

(pignoramento), indipendentemente dalla circostanza che siano emessi, o meno, i relativi certificati.

il diritto di voto spetta, salvo patto contrario, al creditore pignoratizio o all'usufruttuario. Nel

• caso di sequestro, il voto spetta al custode;

spettano al creditore pignoratizio ed all’usufruttuario gli utili (salvo patto contrario) ;

• 23

spetta al socio il diritto di opzione, ed al medesimo sono attribuite le azioni in base ad esso

• sottoscritte;

nel caso di aumento del capitale sociale il pegno, il sequestro o l’usufrutto si estendono alle

• azioni di nuova emissione.

salvo che dal titolo o dal provvedimento del giudice risulti diversamente, tutti gli altri diritti

• amministrativi del socio (cioè tutti i diritti a carattere non meramente patrimoniale diversi dal

voto) spettano, disgiuntamente, tanto al socio quanto al creditore pignoratizio e all'usufruttuario,

e nel sequestro al solo custode.

in caso di vincoli sulle azioni potranno proporre l'impugnazione, disgiuntamente, socio, creditore

• pignoratizio e usufruttuario, oltre al custode.

LE PARTECIPAZIONI SOCIALI

SOCIET À CONTROLLATE E COLLEGATE

Società controllate

Il controllo costituisce una particolare situazione per effetto della quale una società è

potenzialmente in grado di improntare con la propria volontà l’attività economica di un’altra

società.

Tipi di controllo:

interno (si attua attraverso la partecipazione sociale);

• esterno (derivante da particolari vincoli contrattuali le cui prestazioni siano essenziali per lo

• svolgimento dell’attività, es. fornitura di merci).

Una società esercita il controllo su un’altra quando art. 2359:

possiede un numero di azioni o quote tali da assicurare la maggioranza dei voti richiesti per le

• assemblee ordinarie tenute dalla società controllata;

per l’entità della partecipazione posseduta, dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza

• dominante nelle assemblee ordinarie tenute dalla società controllata;

in virtù di particolari vincoli contrattuali, può esercitare un’influenza dominante nella vita sociale

• della società controllata.

Si computano anche i voti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persona interposta;

non si computano i voti spettanti per conto di terzi.

La valutazione viene effettuata tenendo conto esclusivamente dei voti esercitabili nell’assemblea

ordinaria, sicché non vengono in rilievo le azioni prive del diritto di voto, né quelle a voto limitato o

il cui voto sia comunque circoscritto ad argomenti non compresi nelle competenze dell'assemblea

ordinaria;

Si è inteso modo attribuire rilevanza alla propagazione in linea verticale del controllo, non anche in

senso orizzontale (o «collaterale»), sicché la relazione giuridicamente rilevante è solo quella

intercorrente in linea ascendente con società «madri» e in linea discendente con società «figlie»,

non anche in linea collaterale con società «sorelle».

Societ à collegate

Sono considerate collegate le società sulle quali un'altra società esercita un'influenza notevole.

L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria può essere esercitato almeno 1/5 dei voti

ovvero 1/10 se la società ha azioni quotate in mercati regolamentati.

LE OPERAZIONI SU «AZIONI PROPRIE»

SOTTOSCRIZIONE

Sottoscrizione delle azioni proprie o della societ à controllante 24

La società non potrebbe sottoscrivere proprie azioni, con la riforma del diritto societario, è stata

introdotta un’eccezione in riferimento alla sottoscrizione in sede di aumento del capitale

nell'esercizio del diritto di opzione sulle azioni proprie già detenute in portafoglio.

Art. 2357-ter, comma 2: finché le azioni restano in proprietà della società, l’assemblea può, alle

condizioni previste dal 1° e 2° comma dell’art. 2357 (impiego utili disponibili o riserve disponibili,

e indicazione numero max da acquistare), autorizzare l’esercizio totale o parziale del diritto di

opzione.

La violazione del divieto in esame non determina l'invalidità del negozio di sottoscrizione:

sottoscrizione diretta: le azioni sottoscritte in violazione del divieto si intendono sottoscritte e

• devono essere liberate, a seconda della situazione, dai promotori, dai soci fondatori, dagli

amministratori o dagli amministratori della controllata.

sottoscrizione indiretta delle azioni proprie o della società controllante: chiunque abbia

• sottoscritto in nome proprio, ma per conto della società, azioni di quest’ultima è considerato a

tutti gli effetti sottoscrittore per conto proprio. Assieme ai sottoscrittori, per la liberazione delle

azioni rispondono solidalmente, a meno che non dimostrino di essere esenti da colpa, i

promotori, i soci fondatori e, nel caso di aumento di capitale sociale, gli amministratori (della

società emittente e della controllata).

Sottoscrizione reciproca di azioni

Divieto di sottoscrizione reciproca di azioni Art. 2360: è vietato alla società di costituire o di

aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni, anche per tramite di società

fiduciaria o per interposta persona. Nullità dei rispettivi negozi di sottoscrizione, oltre che delle

stesse deliberazioni assembleari di aumento del capitale.

ACQUISTO

Acquisto di azioni proprie o della societ à controllante Art. 2357

la società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle

• riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato.

possono essere acquistate soltanto azioni interamente liberate.

• il valore nominale delle azioni acquistate non può eccedere la decima parte del capitale sociale,

• tenendosi conto a tal fine anche delle azioni possedute da società controllate.

La riduzione effettiva del capitale sociale deve comunque essere effettuata con modalità tali che

le azioni proprie eventualmente possedute dopo la riduzione non eccedano la decima parte del

capitale sociale.

L’autorizzazione dell’assemblea: l’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea, la quale ne

fissa le modalità, indicando in particolare il numero massimo di azioni da acquistare, la durata non

superiore ai 18 mesi, per la quale l’autorizzazione è accordata, il corrispettivo minimo e il

corrispettivo massimo.

Saranno gli amministratori, pur in presenza dell'autorizzazione, a deliberare di procedere

all'acquisto; e su di essi, incomberà ogni valutazione di legittimità e di opportunità economica (e

ogni conseguente responsabilità) al riguardo, non scaturendo dalla deliberazione assembleare alcun

vincolo a procedervi. Per il caso dell'acquisto di azioni della controllante da parte della controllata,

l'autorizzazione prescritta è quella dell'assemblea della società controllata.

Casi «speciali» di acquisto di azioni proprie o della società control lante

Art. 2357-bis le limitazioni contenute nell’articolo 2357 non si applicano quando l’acquisto di

azioni proprie avvenga:

in esecuzione di una deliberazione dell’assemblea di riduzione del capitale, da attuarsi

1) mediante riscatto o annullamento di azioni (si può anche superare tetto decimo del capitale);

a titolo gratuito sempre che si tratti di azioni interamente liberate;

2) per effetto di successione universale o di fusione o di scissione;

3) 25

in occasione di esecuzione forzata per il soddisfacimento di un credito della società, sempre che

4) si tratti di azioni interamente liberate.

In questi casi, se il valore nominale delle azioni proprie supera il limite della decima parte del

capitale, si applica per l’eccedenza la regola per cui le azioni devono essere alienate con le modalità

stabilite dall’assemblea, ma il termine entro il quale deve avvenire l’alienazione è di 3 anni.

Conseguenze della violazione dei limiti e delle condizioni

Alienazione delle azioni acquistate in violazione: le azioni, proprie o della società controllante,

acquistate in violazione dei limiti o delle condizioni poste dalla legge, debbono essere alienate

secondo modalità da determinarsi dall’assemblea, entro un anno dal loro acquisto.

Annullamento delle azioni non alienate nei termini: ove l'alienazione non avvenga nel termine di

un anno (o, per il caso di superamento del tetto del decimo del capitale sociale nei «casi speciali» di

acquisto, nel termine di tre anni), deve procedersi all'annullamento delle azioni medesime con

corrispondente riduzione del capitale. Qualora l'assemblea non provveda, gli amministratori e i

sindaci devono chiedere al tribunale di disporre la riduzione con decreto.

A tali conseguenze possono poi aggiungersi quelle relative alla responsabilità degli amministratori,

che potrà manifestarsi tanto in sede civilistica, quanto in sede penalistica.

Il regime delle proprie azioni

Qualora la società abbia proceduto all’acquisto di azioni proprie, gli amministratori possono

disporre delle azioni acquistate soltanto previa autorizzazione dell’assemblea, la quale deve stabilire

le relative modalità.

Fino a quando tali azioni restano in proprietà della società (non sono, cioè, trasferite o annullate):

il diritto agli utili ed il diritto di opzione sono attribuiti proporzionalmente alle altre azioni;

• il diritto di voto è sospeso, le azioni proprie sono computate nel capitale ai fini del calcolo dei

• quorum costitutivi e deliberativi;

integrità patrimoniale: deve essere costituita e mantenuta, una riserva indisponibile pari

• all’importo delle azioni proprie iscritto all’attivo del bilancio, pur allorquando l'acquisto sia stato

effettuato mediante impiego di utili distribuibili o di riserve disponibili, la presenza di azioni

proprie nel patrimonio sociale potrebbe in ogni caso costituire un pericolo se il relativo valore

iscritto all'attivo di bilancio potesse essere utilizzato a copertura del capitale sociale o delle

riserve indisponibili.

ALTRE OPERAZIONI

Altre operazioni sulle proprie azioni Art. 2358: la società non può accordare prestiti, né fornire

garanzie per l’acquisto o la sottoscrizione delle azioni proprie, se non a determinate condizioni con

preventiva autorizzazione dell’assemblea straordinaria. La società non può, neppure per tramite di

società fiduciaria, o per interposta persona, accettare azioni proprie in garanzia.

ACQUISTO DI PARTECIPAZIONI IN ALTRE IMPRESE

L'acquisto di partecipazioni in imprese diverse è, liberamente consentito, fatte salve due eccezioni:

non è consentita, se per la misura e per l’oggetto della partecipazione risulta sostanzialmente

• modificato l’oggetto sociale determinato dalla statuto.

l'assunzione di partecipazioni in altre imprese comportante una responsabilità illimitata per le

• obbligazioni delle medesime deve essere deliberata dall’assemblea; di tali partecipazioni gli

amministratori danno specifica informazione nella nota integrativa del bilancio.

L'acquisto di partecipazioni in societ à quotate

Il t.u.f. ha dettato una nuova disciplina in tema di partecipazioni rilevanti e di partecipazioni

reciproche relativamente alle società con azioni quotate nei mercati regolamentati, ovverosia

società italiane emittenti azioni quotate in un mercato regolamentato italiano o di altro paese

dell'Unione europea. 26

Disciplina delle partecipazioni rilevanti art. 120 t.u.f.:

Sono oggetto di comunicazione alla Consob:

l'acquisto di una partecipazione al capitale di una società quotata in misura superiore al 2% e alle

- ulteriori soglie stabilite dalla Consob con proprio regolamento.

l'acquisto da parte di una società quotata di partecipazioni in una società di capitali non quotata

- in misura superiore al 10%;

La disciplina ha contenuto prevalentemente informativo e mira ad assicurare, la «trasparenza degli

assetti proprietari» delle società quotate, ovverosia la conoscenza delle «partecipazioni rilevanti»

detenute nelle società quotate e, la trasparenza delle partecipazioni rilevanti detenute dalle società

quotate in altre società di capitali. È previsto che la società acquirente debba comunicare l'acquisto

alla Consob e alla società partecipata entro cinque giorni di mercato aperto.

Ai fini del computo si tiene conto, tanto al numeratore quanto al denominatore, esclusivamente

delle azioni con diritto di voto.

Disciplina delle partecipazioni reciproche art. 121 t.u.f.:

Acquisto di partecipazioni reciproche tra due società quotate in misura da ambo i lati superiore al

2% o tra una società quotata e una non quotata, allorquando siano superate da ambo i lati le

rispettive soglie di rilevanza, rispettivamente del 10% per le partecipazioni nelle non quotate e del

2% per le partecipazioni nelle quotate.

Essa trova applicazione solo se tra le società investite dall'incrocio non intercorra una relazione di

controllo: nel qual caso la fattispecie è sottoposta in via esclusiva alla disciplina generale dettata dal

codice civile.

La società che abbia superato il limite successivamente non può esercitare il diritto di voto inerente

alle partecipazioni eccedenti e deve alienarle entro dodici mesi; in caso di mancata alienazione, la

sospensione del diritto di voto si estende all’intera partecipazione. Anche in tal caso rilevano

esclusivamente le partecipazioni con diritto di voto.

OFFERTE PUBBLICHE D'ACQUISTO

Disciplina generale dell'o.p.a.

Le offerte pubbliche d'acquisto (o.p.a.) sono disciplinate da una direttiva comunitaria del 2003 e

dagli artt. 102-112 del t.u.f.

Art. 1, lett. v), t.u.f.: «Offerta pubblica d'acquisto o di scambio»: ogni offerta, invito a offrire o

messaggio promozionale, in qualsiasi forma effettuati, finalizzati all'acquisto o allo scambio di

prodotti finanziari e rivolti a un numero di soggetti e di ammontare complessivo superiori a quelli

indicati nel regolamento; non costituisce offerta pubblica di acquisto o di scambio quella avente a

oggetto titoli emessi dalle banche centrali degli Stati comunitari. Il contratto si perfeziona con

l'adesione degli azionisti, o di un diverso meccanismo giuridico.

Parità di trattamento e regole del procedimento: l'obbligo principale imposto all'offerente, è la

parità di trattamento; l'offerta, è rivolta a parità di condizioni a tutti i titolari dei prodotti finanziari

che ne formano oggetto. L'offerente, è tenuto a proporre l'acquisto a tutti i titolari del prodotto

finanziario che egli intende acquistare, garantendo a tutti le stesse condizioni, ossia, in primo luogo,

il medesimo corrispettivo.

Obblighi degli offerenti e poteri direttivi Art. 102 t.u.f.:

la decisione o il sorgere dell'obbligo di promuovere un'offerta pubblica di acquisto o di scambio

• sono comunicati alla Consob e resi pubblici. La Consob stabilisce con regolamento i contenuti e

le modalità di pubblicazione della comunicazione.

l'offerente promuove l'offerta tempestivamente, non oltre 20 giorni dalla comunicazione,

• presentando alla Consob il documento d' offerta destinato alla pubblicazione.

entro 15 giorni dalla presentazione del documento d'offerta, la Consob lo approva se esso è

• idoneo a consentire ai destinatari di pervenire ad un fondato giudizio sull'offerta, la Consob può

27

indicare all'offerente informazioni integrative da fornire, specifiche modalità di pubblicazione

del documento d'offerta nonché particolari garanzie da prestare. Decorsi i termini il documento

d'offerta si considera approvato.

Il periodo d'offerta viene concordato dall'offerente con la società di gestione del mercato e può

durare tra i 15 e i 25 giorni, salvo per le o.p.a. obbligatorie, la cui durata varia tra 25 e 40 giorni.

Durante tale periodo l'offerente può decidere di aumentare il corrispettivo offerto e in tal caso, per

rispettare il principio di parità di trattamento, dovrà estendere il nuovo prezzo anche agli azionisti

che avevano già aderito.

L'offerta è irrevocabile, ma l'offerente può apporle condizioni, purché esse non siano meramente

potestative.

In pendenza dell’offerta, la Consob può:

sospendere l'offerta in via cautelare, in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni

a) del t.u.f. sull'o.p.a.;

sospenderla, per un termine non superiore a 30 giorni, nel caso intervengano fatti nuovi o non

b) resi noti in precedenza tali da non consentire ai destinatari di pervenire ad un fondato giudizio

sull'offerta;

dichiarare decaduta l'offerta, se le violazioni vengono effettivamente accertate.

c)

Offerte concorrenti: può accadere, dopo la proposizione di una prima o.p.a., che altre offerte

vengano proposte sugli stessi titoli.

Offerte e rilanci sono ammessi solo se il corrispettivo globale per ciascuna categoria di strumenti

finanziari interessata è superiore a quello dell'ultima offerta o rilancio o se comportano

l’eliminazione di una condizione di efficacia; per i rilanci non è ammessa la riduzione del

quantitativo richiesto.

Per garantire parità di condizioni tra le offerte concorrenti, il periodo di adesione viene allineato per

tutte le offerte alla scadenza dell’ultima di esse, a meno che gli offerenti precedenti non decidano di

mantenere la scadenza originaria.

Le adesioni già prestate alla prima offerta possono essere ritirate nel momento in cui ne viene

presentata una seconda, per potere aderire ad essa. Dopo che una delle offerte concorrenti ha

prevalso, il regolamento consente agli azionisti che hanno aderito all'o.p.a. soccombente di aderire

alla prima o.p.a. entro il termine di 5 giorni dalla sua conclusione.

Misure difensive:

difese preventive: clausole statutarie o patti parasociali che hanno l'effetto di impedire o di

• rendere più difficile a chiunque di ottenere il controllo della società. L'art. 122, comma 3, t.u.f.

consente all'azionista che intende aderire ad un'o.p.a. obbligatoria di recedere dal patto.

difese successive: salvo autorizzazione dell'assemblea ordinaria o di quella straordinaria per le

• delibere di competenza, le società italiane quotate i cui titoli sono oggetto dell'offerta si

astengono dal compiere atti od operazioni che possono contrastare il conseguimento degli

obiettivi dell'offerta (atti che aumentano il costo dell’offerta). Resta ferma la responsabilità degli

amministratori, dei componenti del consiglio di gestione e di sorveglianza e dei direttori generali

per gli atti e le operazioni compiuti.

O.p.a. obbligatoria Art. 106 t.u.f.

Chiunque, a seguito di acquisti, venga a detenere una partecipazione superiore alla soglia del 30%

promuove un'o.p.a. rivolta a tutti i possessori di titoli sulla totalità dei titoli ammessi alla

negoziazione in un mercato regolamentato in loro possesso.

L'obbligo di lanciare un'o.p.a. totalitaria, viene imposto solo a chi acquista a titolo oneroso azioni

pari al 30% del capitale rappresentato da azioni con diritto di voto, presumendosi che sia stato

trasferito il controllo e che la società non sia più contendibile.

La Consob può determinare con regolamento ipotesi in cui ai fini del calcolo del 30% si

conteggiano anche strumenti finanziari con diritto di voto. 28

Il regolamento Consob, prevede che se una persona acquista più del 30% di azioni ordinarie di una

società quotata o il controllo di una società non quotata, deve proporre un'offerta anche sulle azioni

di una seconda società quotata se, col primo acquisto, il soggetto in questione ottiene più del 30% di

azioni con diritto di voto di tale società, anche indirettamente.

Tempo e prezzo: per ciascuna categoria di titoli, l'offerta è promossa entro 20 giorni a un prezzo

non inferiore a quello più elevato pagato dall'offerente e da persone che agiscono di concerto con il

medesimo, nei dodici mesi anteriori alla comunicazione, per acquisti di titoli della medesima

categoria. Qualora non siano stati effettuati acquisti a titolo oneroso di titoli della medesima

categoria nel periodo indicato, l'offerta è promossa per tale categoria di titoli ad un prezzo non

inferiore a quello medio ponderato di mercato degli ultimi dodici mesi o del minor periodo

disponibile.

Esenzioni e o.p.a. preventiva: il t.u.f. prevede alcune ipotesi in cui l'obbligo di proporre un'o.p.a.

totalitaria non sussiste, nonostante ve ne siano i presupposti.

avere ottenuto il 30% con un'o.p.a. totalitaria, in tal caso agli azionisti è già stata assicurata la

• possibilità di vendere;

se la partecipazione viene a essere detenuta a seguito di un'offerta pubblica di acquisto o di

• scambio avente a oggetto almeno il 60% dei titoli di ciascuna categoria

In due casi, chi ha effettuato un'offerta preventiva parziale viene obbligato in seguito a proporre

un'o.p.a. totalitaria:

quando egli nei 12 mesi successivi alla fine dell'o.p.a. acquista partecipazioni superiori all'1%

- quando la società delibera operazioni di fusione o scissione.

-

Acquisto di concerto: l'obbligo di proporre un'o.p.a. totalitaria o parziale, incombe non solo se la

partecipazione del 30% viene acquistata da un singolo soggetto, ma anche quando la soglia

rilevante viene superata da parte di più soggetti tra loro collegati (es. aderenti ad un patto

parasociale). In tal caso, è sufficiente che uno solo dei soggetti collegati compia un acquisto a titolo

oneroso che complessivamente fa superare la soglia del 30% perché tutti siano solidalmente tenuti a

proporre l'o.p.a.

O.p.a. residuale

Obbligo di acquisto Art. 108 t.u.f.: estremo strumento di tutela delle minoranze

l'offerente che venga a detenere, a seguito di un'offerta pubblica totalitaria, una partecipazione

• almeno pari al 95% del capitale rappresentato da titoli ha l'obbligo di acquistare i restanti titoli da

chi ne faccia richiesta.

chiunque venga a detenere una partecipazione superiore al 90% del capitale rappresentato da

• titoli ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato, ha l'obbligo di acquistare i restanti

titoli ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato da chi ne faccia richiesta se non

ripristina entro 90 giorni un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle

negoziazioni.

Qualora siano emesse più categorie di titoli, l'obbligo sussiste soltanto in relazione alle categorie di

titoli per le quali sia stata raggiunta la soglia del 95% o 90%.

Il corrispettivo è determinato dalla Consob, tenendo conto anche del prezzo di mercato dell'ultimo

semestre o del corrispettivo dell'eventuale offerta precedente

S queeze out

Diritto di acquisto Art. 111 t.u.f.: tutela il socio di maggioranza contro l'esistenza di minoranze

particolarmente ridotte:

l'offerente che venga a detenere a seguito di offerta pubblica totalitaria una partecipazione

• almeno pari al 95% del capitale rappresentato da titoli ha diritto di acquistare i titoli residui entro

3 mesi dalla scadenza del termine per l'accettazione dell'offerta, se ha dichiarato nel documento

d'offerta l'intenzione di avvalersi di tale diritto. Qualora siano emesse più categorie di titoli, il

29

diritto di acquisto può essere esercitato soltanto per le categorie di titoli per le quali sia stata

raggiunta la soglia del 95%.

Il prezzo di questo acquisto forzoso viene determinato da un esperto indipendente nominato dal

tribunale della sede della società emittente.

Sanzioni: art. 110 t.u.f. se un soggetto si trova in una delle situazioni che fanno sorgere l'obbligo di

proporre l'o.p.a., ma non ottempera a tale obbligo, il diritto di voto inerente all'intera partecipazione

detenuta non può essere esercitato e i titoli eccedenti le percentuali indicate negli articoli 106 e 108

(ossia il 30 ed il 90% o 95% delle azioni con diritto di voto) devono essere alienati entro dodici

mesi.

Se il diritto di voto viene ugualmente esercitato la deliberazione è impugnabile se senza il voto di

coloro che avrebbero dovuto astenersi la delibera non sarebbe stata approvata l'impugnazione può

essere proposta anche dalla Consob. Le azioni il cui voto è sospeso, vengono computate ai fini dei

quorum costitutivi per evitare il rischio che venga paralizzata l'attività dell'assemblea.

STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI

Art. 2346 consente che la s.p.a., a seguito dell'apporto da parte dei soci o di terzi anche d'opera o

servizi, emetta strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi,

escluso il voto nell'assemblea generale degli azionisti. In tal caso lo statuto ne disciplina ne

modalità e condizioni di emissione, i diritti che conferiscono, le sanzioni in caso di inadempimento

delle prestazioni e, se ammessa, la legge di circolazione. Costituiscono un finanziamento, come tale

non imputabile a capitale (a differenza delle azioni).

L’apporto dei soci o dei terzi: l'emissione degli strumenti finanziari partecipativi avviene a fronte

dell'apporto da parte dei soci o di terzi anche di opera o servizi, il che significa che di norma è in

denaro o in natura.

Come le azioni e le obbligazioni, gli strumenti finanziari partecipativi possono essere sottoscritti sia

da coloro che già sono soci sia da terzi.

Strumenti finanziari e diritto di opzione: statuto potrà introdurre a favore degli azionisti (e anche

dei precedenti sottoscrittori di strumenti finanziari) il diritto a essere preferiti ai terzi in sede di

emissione di tali strumenti, la società, una volta che decida di fare ricorso all'emissione di strumenti

finanziari partecipativi, non potrà discriminare tra i vari azionisti senza una motivazione

ragionevole.

I diritti spettanti ai titolari degli strumenti

diritti patrimoniali: diritto a una quota degli utili o anche a una remunerazione fissa anziché

• indicizzata. Nulla toglie, che l'autonomia statutaria possa connotare l'emissione degli

strumenti finanziari partecipativi come apporto a fondo perduto, quindi senza alcun diritto al

rimborso, a fronte del riconoscimento di diritti partecipativi sia patrimoniali che

amministrativi, ad esempio a tempo indeterminato o per tutta la durata della società.

diritti amministrativi: statuti potranno riconoscere: il diritto di ispezionare i libri sociali; di

• richiedere relazioni all'organo amministrativo in materia di gestione; di designare figure

dirigenziali in determinati rami aziendali in ragione della specifica professionalità richiesta e

dell'interesse dei finanziatori; di intervenire con un rappresentante nelle assemblee; di essere

consultati in sede di redazione del bilancio.

A questi si possono aggiungere:

il voto su argomenti specificamente indicati;

a) nomina di un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di

b) sorveglianza o di un sindaco.

È escluso il voto nell'assemblea generale degli azionisti.

Circolazione: lo statuto può optare per una qualsiasi delle leggi di circolazione cartolare.

30

Forme di tutela: è rimessa agli statuti societari l'individuazione dei modi di tutela e il problema

sorge quindi solo con riguardo alla mancata (o eventualmente inadeguata) previsione statutaria.

Vanno aggiunti quei rimedi che già sono presenti nel sistema, ad esempio con riguardo ad

operazioni di fusione e scissione, a favore dei creditori sociali (meglio, degli obbligazionisti), cui è

riconosciuto il diritto di opposizione al compimento dell'operazione.

Organo competente all’emissione: con riguardo alla competenza a deliberare l'emissione degli

strumenti finanziari partecipativi, nulla è prescritto nella legge, ritenendosi quindi ancora una volta

sovrana l'autonomia statutaria, mentre, nell'ipotesi di mancata previsione, essa va preferibilmente

ricondotta alla competenza dell'organo amministrativo.

Rilevazione in bilancio: nota integrativa quale deve riportare il numero e le caratteristiche degli

altri strumenti finanziari emessi dalla società, con l'indicazione dei diritti patrimoniali e

partecipativi che conferiscono e delle principali caratteristiche delle operazioni relative.

Azioni e strumenti finanziari a favore dei prestatori di lavoro: gli strumenti finanziari

partecipativi possono essere emessi anche a favore dei dipendenti della società o di società

controllate, ma in tal caso la competenza all'emissione spetta all'assemblea straordinaria e possono

essere stabilite norme particolari riguardo alle condizioni di esercizio dei diritti attribuiti, alla

possibilità di trasferimento ed alle eventuali cause di decadenza o riscatto.

OBBLIGAZIONI Artt. 2410- 2420-ter

L'emissione obbligazionaria si colloca fra gli strumenti a disposizione della società per azioni per

raccogliere risorse finanziarie.

Possono definirsi titoli di credito a reddito fisso o variabile emessi in massa, nominativi o al

portatore, i quali incorporano un diritto di credito, nei confronti della società emittente, al

pagamento di una determinata somma ad una determinata scadenza, ed al pagamento di interessi ad

un saggio percentuale su detta norma.

Le obbligazioni sono debiti pecuniari che la società assume verso terzi dai quali ha ricevuto un

prestito; il prestante, pertanto, ha un diritto di credito alla restituzione della somma mutuata ed alla

percezione degli interessi pattuiti e non assume la qualità di socio.

Con l'emissione obbligazionaria, la società intende solitamente soddisfare il proprio fabbisogno

finanziario in orizzonti di medio/lungo periodo, si tratta infatti di percepire somme a prestito, da

restituire a una data scadenza, con la corresponsione di interessi.

Prestito obbligazionario (capitale di debito), associato a rendimenti prefissati (obbligazioni a reddito

fisso) o legato a parametri variabili (obbligazioni indicizzate o a tasso variabile); prestito comunque

esposto al rischio dell'insolvenza della società, ma in ogni caso meno aleatorio, in termini di

rendimento e di restituzione, rispetto al capitale di rischio.

Diritti degli obbligazionisti:

il diritto degli obbligazionisti alla restituzione del capitale ed agli interesse può essere

• subordinato alla soddisfazione dei diritti di altri creditori della società. I tempi e l’entità del

pagamento degli interessi possono variare in dipendenza di parametri oggetti, anche relativi

all’andamento della società

la disciplina in materia di emissioni obbligazionarie si applica agli strumenti finanziari,

• comunque denominati, che condizionano i tempi e l’entità del rimborso del capitale

all’andamento economico della società.

Emissione di obbligazioni: procedimento e limiti

Emissione: se la legge o lo statuto non dispongono diversamente, l’emissione di obbligazioni è

deliberata dagli amministratori. In ogni caso la deliberazione di emissione deve risultare da verbale

redatto da notaio ed è depositata ed iscritta nel registro delle imprese.

Limiti all’emissione: 31

la società può emettere obbligazioni al portatore o nominative per somma complessivamente non

• eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti

dall’ultimo bilancio approvato. I sindaci attestano il rispetto del limite.

Deroghe limite previsto può essere superato:

se le obbligazioni emesse in eccedenza sono destinate alla sottoscrizione da parte di investitori

• professionali soggetti a vigilanza prudenziale a norma di leggi speciali; con ciò si esclude la

persona fisica. In caso di successiva circolazione delle obbligazioni, chi le trasferisce risponde

della solvenza della società nei confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali.

se l'emissione è garantita da ipoteca di primo grado su immobili di proprietà della società, sino a

• 2/3 del valore dei medesimi.

le obbligazioni emesse da società quotate: il limite generale e la disciplina relativa

• all'emissione destinata ad investitori professionali non si applicano all’emissione di obbligazioni

effettuata da società con azioni quotate in mercati regolamentati.

Riduzione del capitale:

la società che ha emesso obbligazioni non può ridurre volontariamente il capitale sociale se,

• rispetto all’ammontare delle obbligazioni ancora in circolazione, il limite previsto per

l’emissione delle obbligazioni stesse non risulta più rispettato.

in caso di riduzione obbligatoria del capitale sociale o di diminuzione delle riserve per effetto di

• perdite, la società che ha emesso obbligazioni non può procedere alla distribuzione di utili fino a

quando l’ammontare del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili non

eguagli la metà dell’ammontare delle obbligazioni ancora in circolazione.

Contenuto delle obbligazioni: i titoli obbligazionari devono indicare:

la denominazione, l’oggetto e la sede della società, con l’indicazione dell’ufficio del registro

1. delle imprese presso il quale la società è iscritta;

capitale sociale e riserve esistenti al momento dell’emissione;

2. data della deliberazione di emissione e della sua iscrizione nel registro;

3. ammontare complessivo dell’emissione, valore nominale di ciascun titolo, diritti ad essi

4. attribuiti, rendimento o criteri per la sua determinazione e il modo di pagamento e di rimborso,

l’eventuale subordinazione dei diritti degli obbligazionisti a quelli di altri creditori della società;

eventuali garanzie da cui sono assistiti;

5. data di rimborso del prestito e gli estremi dell’eventuale prospetto informativo.

6.

La società mantiene l'apposito libro delle obbligazioni in cui vengono annotati l'ammontare delle

obbligazioni emesse ed estinte, il cognome e nome dei titolari delle obbligazioni nominative, i

trasferimenti e i vincoli ad esse relativi.

La rappresentanza dei portatori di obbligazioni

La legge pone a disposizione dei titolari di obbligazioni un'apposita organizzazione di

rappresentanza e tutela.

Assemblea degli azionisti: garantisce agli obbligazionisti un mezzo per far valere i propri interessi

nei confronti della società, delibera in particolare:

sulla nomina e sulla revoca del rappresentante comune;

• sulle modificazioni delle condizioni del prestito;

• sulla proposta di amministrazione controllata e di concordato preventivo e fallimentare;

• sulla costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela degli interessi comune e sul

• relativo rendiconto;

sugli altri oggetti di interesse comune degli obbligazionisti.

Per il funzionamento valgono le regole previste per l'assemblea straordinaria e le sue deliberazioni

sono iscritte nel registro delle imprese. Essa è convocata dagli amministratori, dal rappresentante

comune degli obbligazionisti o su richiesta di tanti obbligazionisti che detengano almeno 1/20 dei

32

titoli emessi e non estinti. Per evitare conflitti di interesse la società non può partecipare alle

deliberazioni con le obbligazioni da essa eventualmente possedute.

Impugnazione delle deliberazioni dell’assemblea: le deliberazioni dell'assemblea degli

obbligazionisti sono impugnabili a norma degli artt. 2377 e 2379. L'impugnazione della delibera

annullabile può essere proposta da tanti obbligazionisti che detengano almeno l'uno per mille delle

obbligazioni emesse e non estinte, qualora queste siano quotate in mercati regolamentati, o il 5%

delle stesse negli atri casi, lo statuto può ridurre o escludere tali soglie.

L'impugnazione è proposta dinanzi al tribunale nella cui giurisdizione la società ha sede, in

contraddittorio con il rappresentante degli obbligazionisti.

Rappresentante comune degli obbligazionisti: al quale spetta

dare esecuzione alle deliberazioni dell’assemblea;

• rappresentare gli obbligazionisti in giudizio e nelle procedure concorsuali della società

• assistere alle operazioni di sorteggio delle obbligazioni ed all’assemblea dei soci;

• può consultare i libri sociali obbligatori che riguardano gli obbligazionisti stessi;

• tutelare gli interessi comuni degli obbligazionisti nei rapporti con la società.

Il rappresentante comune, che può essere scelto al di fuori della cerchia degli obbligazionisti e

anche fra le persone giuridiche autorizzate all'esercizio dei servizi di investimento, nonché fra le

società fiduciarie, non si deve trovare in situazione di conflitto di interessi per eventuali legami con

l'emittente. Se l'assemblea degli obbligazionisti non provvede alla scelta del rappresentante, questi è

nominato con decreto dal presidente del tribunale su domanda di uno o più obbligazionisti o degli

amministratori della società. Il rappresentante comune rimane in carica per un periodo non

superiore a tre anni e può essere rieletto.

I possessori di obbligazioni delle società partecipanti ad una fusione possono fare opposizione salvo

che la fusione sia approvata dall'assemblea degli obbligazionisti.

Le obbligazioni convertibili in azioni

Differiscono dalle comuni obbligazioni in quanto conferiscono, in via alternativa, il diritto al

rimborso, con i relativi interessi, del capitale prestato alla società oppure il diritto di sottoscrivere

azioni e di diventare perciò socio.

L’emissione di obbligazioni convertibili richiede due deliberazioni:

la deliberazione di emissione, che deve determinare il rapporto di cambio con le azioni e le

1. modalità delle conversione. La delibera non può essere adottata se il capitale sociale non è stato

interamente versato.

la deliberazione contestuale alla delibera di emissione delle obbligazioni convertibili di un

2. aumento del capitale sociale, per un ammontare corrispondente al valore nominale delle

obbligazioni convertibili.

Le obbligazioni convertibili di nuova emissione devono essere offerte in opzione agli azionisti già

esistenti e ai possessori di obbligazioni convertibili precedentemente emesse.

Nel primo mese di ciascun semestre gli amministratori provvedono all’emissione delle azioni

spettanti agli obbligazionisti che hanno chiesto la conversione nel semestre precedente, entro il

mese successivo gli amministratori devono depositare per l’iscrizione nel registro delle imprese

un’attestazione dell’aumento del capitale sociale in misura corrispondente al valore nominale delle

azioni emesse.

fino a quando non siano scaduti i termini fissati per la conversione, la società non può deliberare

• la riduzione del capitale sociale, né la modificazione delle disposizioni dello statuto concernenti

la ripartizione degli utili, salvo che ai possessori di obbligazioni convertibili sia concessa la

facoltà di esercitare il diritto di conversione nel termine di 30 giorni.

nelle ipotesi di aumento di capitale mediante imputazione di riserve e di riduzione del medesimo

• per perdite, il rapporto di conversione viene modificato in proporzione alla misura dell'aumento

o della riduzione. 33

Delega agli amministratori: lo statuto può attribuire agli amministratori la facoltà di emettere in

una o più volte obbligazioni convertibili, sino a un limite prefissato e per un periodo non superiore a

cinque anni dalla data di iscrizione nel registro delle imprese. La delega comprende, la facoltà di

aumentare in modo corrispondente il capitale sociale.

Obbligazioni con warrant o diritto di opzione su azioni: l’obbligazionista pur rimanendo tale, ha

diritto di opzione su azioni della stessa o di altra società.

Capitolo 6

Organizzazioni e processi decisionali

ASSEMBLEA

RUOLO DELL’ASSEMBLEA

L'assemblea è un organo composto dai soci della società, decide seguendo il metodo collegiale e

sulla base del principio maggioritario: è pertanto la volontà espressa attraverso il voto da una

determinata maggioranza di soci riuniti in assemblea (deliberazione assembleare) che viene in

definitiva a rappresentare la volontà della società; vincolante per tutti i soci, anche se assenti

dalla riunione o dissenzienti rispetto alla decisione assunta.

Tipologie assembleari:

assemblee generali: alla quale intervengono tutti i soci

• assemblee speciali: se sono state emesse azioni di diversa categoria, o strumenti finanziari che

• conferiscano diritti amministrativi, all'assemblea (generale) dei soci si andranno ad affiancare,

parallelamente, le assemblee speciali, regolate dalle disposizioni di funzionamento relative alle

assemblee straordinarie.

Le competenze dell'assemblea possono variare tanto in base alle differenti previsioni statutarie in

concreto adottate dai soci laddove la legge concede spazio all'autonomia privata, quanto in

conseguenza della scelta operata dagli stessi soci in merito al modello di svolgimento delle funzioni

amministrative e di controllo all'interno della società.

competenze dell'assemblea ordinaria:

 Art. 2364: nelle società prive di consiglio di sorveglianza, l'assemblea ordinaria:

approva il bilancio;

1. 34

nomina, revoca i componenti degli organi sociali;

2. determina il compenso e delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci;

3. delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge alla competenza dell’assemblea, e, sulle

4. autorizzazioni eventualmente richieste dallo statuto per il compimento di atti degli

amministratori;

approva l'eventuale regolamento dei lavori assembleari.

5.

Art. 2364-bis: nelle società ove è previsto il consiglio di sorveglianza (modello dualistico),

l'assemblea ordinaria:

nomina e revoca i consiglieri di sorveglianza;

1. determina il compenso a essi spettante, se non è stabilito nello statuto;

2. delibera sulla responsabilità dei consiglieri di sorveglianza;

3. delibera sulla distribuzione degli utili;

4. nomina il revisore.

5.

L'assemblea ordinaria potrà altresì essere chiamata a deliberare su qualsiasi altro oggetto

attribuito dalla legge alla sua competenza.

competenze dell'assemblea straordinaria:

 Art. 2365: l’assemblea straordinaria delibera:

sulle modificazioni dello statuto;

1. sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori;

2. la trasformazione, la fusione e la scissione della società;

3. su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza.

4.

Erosione delle competenze assembleari: trasferimento di molte delle originarie competenze

dell'assemblea in capo all'organo chiamato a esercitare la funzione amministrativa all'interno della

società (es. fusione).

L'erosione più marcata delle competenze originariamente riservate all'assemblea si registra

nell'ambito delle società che abbiano optato per il sistema «dualistico» dove l'approvazione del

bilancio fuoriesce dalla competenza assembleare, spettando esclusivamente al consiglio di

sorveglianza.

CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA

La convocazione dell'assemblea è di regola rimessa alla discrezionalità dell'amministratore unico,

del consiglio di amministrazione o del consiglio di gestione, i quali possono effettuarla ogni qual

volta lo ritengano opportuno, purché la riunione, se lo statuto non dispone diversamente sia indetta

nel comune ove ha sede la società.

Convocazione obbligatoria:

l'assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l'anno per l’approvazione annuale

• del bilancio e la delibera sull’eventuale distribuzione degli utili.

convocazione su richiesta di soci: nel caso in cui ne sia fatta domanda da tanti soci che

• rappresentino almeno il 1/10 del capitale sociale, o la minore percentuale prevista nello statuto e,

nella domanda, siano indicati gli argomenti da trattare. Qualora gli amministratori o il consiglio

di gestione, o in loro vece i sindaci o il consiglio di sorveglianza o il comitato per il controllo

sulla gestione, non provvedano, il tribunale, sentiti i componenti degli organi amministrativi e di

controllo, ove il rifiuto di provvedere risulti ingiustificato, ordina con decreto la convocazione

dell'assemblea, designando la persona che deve presiederla;

per sostituire gli amministratori mancanti, se viene meno la maggioranza o se lo statuto prevede

• che la cessazione di alcuni amministratori faccia cadere l’intero consiglio;

per l’integrazione del collegio sindacale;

• se il capitale sociale è diminuito di oltre 1/3 per gli opportuni provvedimenti;

• 35

se il capitale sociale è sceso al di sotto del limite legale minimo consentito, per deliberare la

• reintegrazione del capitale o la trasformazione della società;

nei casi in cui sia stata accertata una causa di scioglimento della società, per la nomina dei

• liquidatori e le ulteriori decisioni in tema di liquidazione, salvo che lo statuto non disponga

diversamente;

quando la società ha conseguito l’oggetto sociale o lo stesso è divenuto impossibile;

• se il collegio sindacale, nell'espletamento del suo incarico, ravvisi fatti censurabili di rilevante

• gravità e vi sia urgente necessità di provvedere: in tal caso, sarà lo stesso collegio sindacale a

provvedere direttamente alla convocazione dell'assemblea, previa comunicazione al presidente

del consiglio di amministrazione.

Le modalità di convocazione dell'assemblea

Nell'ipotesi in cui la società abbia un consiglio di amministrazione o un consiglio di gestione, la

convocazione deve essere preventivamente deliberata dall'organo collegiale.

Formalità per la convocazione:

l’assemblea è convocata dagli amministratori o dal consiglio di gestione mediante avviso

• contenente l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo dell’adunanza e l’elenco delle materie

da trattare (c.d. «ordine del giorno»).

l’avviso deve essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, o in almeno un quotidiano indicato nello

• statuto, almeno 15 giorni prima di quello fissato per l'assemblea.

lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio può consentire la

• convocazione mediante avviso comunicato ai soci con mezzi che garantiscano la prova

dell'avvenuto ricevimento (ad es.: il telegramma o la lettera raccomandata) almeno 8 giorni

prima dell'assemblea.

Assemblea totalitaria: in mancanza delle formalità di convocazione, o in mancanza della

convocazione stessa, l'assemblea si reputa comunque regolarmente costituita quando è

rappresentato l'intero capitale sociale e partecipa alla riunione la maggioranza dei membri che

compongono gli organi amministrativi e di controllo. Ciascuno dei partecipanti può opporsi alla

discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato, qualora si giunga

ad assumere una delibera, dovrà darsene in ogni caso tempestiva comunicazione ai componenti

degli organi amministrativi e di controllo non presenti alla riunione.

Rinvio dell’assemblea: i soci intervenuti che riuniscono almeno un 1/3 del capitale rappresentato

nell'assemblea, qualora dichiarino di non essere sufficientemente informati sugli oggetti posti in

deliberazione, possono chiedere che l'assemblea sia rinviata a non oltre 5 giorni. Detto diritto non

può essere esercitato più di una volta per lo stesso oggetto.

COSTITUZIONE DELL'ASSEMBLEA VALIDIT À DELLE DELIBERE VERBALIZZAZIONE

quorum costitutivo parte di capitale sociale che deve essere presente in assemblea (in proprio, o

 per delega) affinché l'assemblea stessa possa considerarsi effettivamente costituita e possa

pertanto iniziare validamente la riunione.

quorum deliberativo parte di capitale che deve esprimersi, attraverso il voto in assemblea, in

 senso favorevole rispetto a una determinata deliberazione, affinché la stessa possa considerarsi

validamente assunta. È la percentuale di voti favorevoli che la delibera assembleare deve

ottenere per ritenersi approvata.

Costituzione dell’assemblea e validità delle deliberazioni Art. 2368:

Assemblea ordinaria:

I convocazione:

• è regolarmente costituita qualora intervengano tanti soci che rappresentino almeno 1/2 del

- capitale sociale

delibera a maggioranza assoluta, salvo che lo statuto richieda una maggioranza più elevata.

- 36

II convocazione:

• non sussiste un quorum costitutivo delibera sulle materie che avrebbero già dovuto essere

- trattate nella prima, qualunque sia la parte di capitale rappresentata dai soci partecipanti

delibera con il voto favorevole della maggioranza del capitale rappresentato in assemblea

- qualunque sia la percentuale di capitale presente

Assemblea straordinaria:

I convocazione:

• delibera con il voto favorevole di tanti soci che rappresentino oltre 1/2 del capitale sociale, se

- lo statuto non richiede una maggioranza più elevata.

nelle società che fanno ricorso al mercato di capitale di rischio l’assemblea straordinaria è

- regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentino almeno 1/2 del capitale

sociale o la maggiore percentuale prevista dallo statuto e delibera con il voto favorevole di

almeno i 2/3 del capitale rappresentato.

II convocazione

• si reputa regolarmente costituita con la partecipazione di oltre 1/3 del capitale sociale

- delibera con il voto favorevole di almeno i 2/3 del capitale rappresentato in assemblea, salvo

- che lo statuto preveda maggioranze più elevate.

nelle società chiuse è necessario, anche in seconda convocazione, il voto favorevole di tanti

- soci che rappresentino più di 1/3 del capitale sociale per le deliberazioni concernenti: il

cambiamento dell'oggetto sociale, la trasformazione della società, lo scioglimento anticipato,

la proroga della società, la revoca dello stato di liquidazione, il trasferimento della sede

sociale all'estero, nonché l'emissione di azioni privilegiate.

Seconda convocazione e convocazioni successive:

Qualora i soci partecipanti all'assemblea non riescano a formare il quorum costitutivo, l'assemblea

deve essere nuovamente convocata, nell'avviso di convocazione può essere fissato il giorno per la

seconda convocazione. Questa non può avere luogo nello giorno fissato per la prima. Se il giorno

per la seconda convocazione non è indicato nell’avviso, l’assemblea deve essere riconvocata entro

30 giorni dalla data della prima, con termine per la pubblicazione ridotto a 8 giorni.

Si applicano le regole previste per la seconda convocazione.

Nelle società aperte (che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio) l'assemblea straordinaria è

costituita, nelle convocazioni successive alla II, con la presenza di tanti soci che rappresentino

almeno 1/5 del capitale sociale, salvo che lo statuto richieda una quota di capitale più elevata.

Lo statuto può sempre prevedere eventuali ulteriori convocazioni dell'assemblea.

Computo dei voti: salvo diversa disposizione di legge:

le azioni per le quali non può essere esercitato il diritto di voto, sono computate ai fini della

a) regolare costituzione dell'assemblea;

le medesime azioni, nonché quelle per le quali il diritto di voto non è stato esercitato a seguito

b) della dichiarazione del socio di astenersi per conflitto di interessi, non sono computate ai fini del

calcolo della maggioranza e della quota di capitale richiesta per l'approvazione della

deliberazione.

La verbalizzazione delle delibere assembleari Art. 2375

Le deliberazioni dell'assemblea devono sempre risultare da un verbale

il verbale delle riunioni assembleari in sede ordinaria viene redatto dal segretario dell'assemblea;

- il verbale delle riunioni in sede straordinaria deve essere redatto da un notaio.

-

Il verbale deve essere sottoscritto tanto dal presidente, quanto dal segretario o dal notaio.

Deve essere trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee.

Il verbale deve indicare la data dell’assemblea e, anche in allegato:

l'identità dei singoli partecipanti e il capitale rappresentato da ciascuno;

a) le modalità e il risultato delle votazioni;

b) 37

deve consentire che dal verbale sia possibile procedere all'identificazione dei soci favorevoli,

c) astenuti o dissenzienti.

IL DIRITTO DI PARTECIPARE ALL'ADUNANZA ASSEMBLEARE

Possono intervenire all’assemblea anche mediante mezzi di telecomunicazione, se consentito dallo

statuto, gli azionisti cui spetta il diritto di voto, il creditore pignoratizio, l’usufruttuario e il custode

delle azioni in caso di sequestro.

Lo statuto può richiedere il preventivo deposito delle azioni (o della relativa certificazione, in caso

di azioni «dematerializzate») presso la sede sociale o nelle banche indicate nell'avviso di

convocazione dell'assemblea fissando il termine entro il quale debbono essere depositate ed

eventualmente prevedendo che non possano essere ritirate prima che l’assemblea abbia avuto luogo.

Se le azioni sono nominative, la società provvede all’iscrizione nel libro dei soci di coloro che

hanno partecipato all’assemblea o che hanno effettuato il deposito.

Resta fermo il diritto di intervenire in assemblea di amministratori e sindaci.

Rappresentanza in assemblea Art. 2372

• salvo disposizione contraria dell'atto costitutivo, i soci possono farsi rappresentare

nell'assemblea. La rappresentanza deve essere conferita per iscritto e i documenti relativi devono

essere conservati dalla società.

la delega non può essere rilasciata con il nome del rappresentante in bianco, né conferita ai

• membri degli organi amministrativi e di controllo, ai dipendenti della società stessa o di società

controllate;

la delega è sempre revocabile nonostante ogni patto contrario;

• la stessa persona non può rappresentare in assemblea più di un certo numero di soci stabilito

• dalla legge in rapporto al capitale sociale;

nelle società aperte (che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio) la rappresentanza può

• essere conferita solo per singole assemblee, con effetto anche per le successive convocazioni,

salvo che si tratti di procura generale o di procura conferita da una società, associazione,

fondazione o altro ente collettivo o istituzione ad un proprio dipendente.

se la rappresentanza è conferita ad una società, associazione, fondazione o altro ente collettivo o

• istituzione, questi possono delegare soltanto un proprio dipendente o collaboratore.

i comproprietari ed i cousufruttuari di azioni esercitano il diritto di intervento per mezzo di un

• rappresentante comune.

Rappresentanza nelle societ à quotate

Alle società con azioni quotate nei mercati regolamentati si applicano gli artt. 136-144 del t.u.f.

Nelle società quotate i piccoli azionisti sono sostanzialmente disinteressati a partecipare alle

assemblee, l'«assenza» di gran parte dei (piccoli) azionisti favorisce la dissociazione tra proprietà e

controllo, che diviene possibile con il possesso di pacchetti azionari non di maggioranza assoluta.

Il legislatore ha introdotto gli istituti della:

sollecitazione delle deleghe: sollecitazione degli azionisti inattivi ad attribuire delega a chi sia

• specificamente interessato all'adozione di una determinata delibera.

La sollecitazione deve essere effettuata da un intermediario (es. impresa di investimento, banca,

s.i.c.a.v.) mediante la diffusione di un prospetto e di un modulo di delega. L'intermediario

effettua la sollecitazione su incarico di un committente che deve possedere azioni con diritto di

voto almeno all'1% del capitale sociale e deve risultare iscritto da almeno sei mesi nel libro soci.

La sollecitazione consiste nella richiesta di adesione a specifiche proposte di voto, e il voto viene

esercitato in assemblea dal committente o, su suo incarico, dall'intermediario.

raccolta delle deleghe: strumento concepito per incentivare la partecipazione alle assemblee da

• parte dei piccoli azionisti, non direttamente bensì per il tramite di associazioni di categoria.

38

La raccolta di deleghe è consentita alle associazioni di azionisti esclusivamente nei confronti dei

propri associati. Le associazioni devono essere composte da almeno 50 persone fisiche, ciascuna

delle quali proprietaria di un quantitativo di azioni non superiore allo 0,1% del capitale della

società.

La delega è attribuita ai rappresentanti dell'associazione e quest'ultima, in conformità alle

indicazioni espresse da ciascun associato, può votare anche in modo divergente.

La delega deve essere scritta dal rappresentato, è revocabile e può essere conferita soltanto per

singole assemblee, con effetto per le, eventuali convocazioni successive; non può essere

rilasciata in bianco e deve indicare la data, il nome del delegato e le istruzioni di voto; può essere

conferita anche solo per alcune tra le proposte di voto indicate.

Le informazioni contenute nel prospetto e nel modulo di delega devono essere idonee a

consentire all'azionista una decisione consapevole. Il committente e i rappresentanti delle

associazioni di azionisti sono responsabili dell'idoneità delle informazioni contenute nel

prospetto o nel modulo di delega.

Alla sollecitazione e alla raccolta di deleghe non si applicano le eventuali limitazioni statutarie alla

rappresentanza in assemblea, né le limitazioni previste nella disciplina generale della società per

azioni.

PRESIDENZA DELL'ASSEMBLEA

L'assemblea è presieduta dalla persona indicata nello statuto o, in mancanza, da quella eletta con il

voto della maggioranza dei presenti. Il presidente è assistito da un segretario designato nello stesso

modo. Il presidente dell’assemblea verifica la regolarità della costituzione, accerta l’identità e la

legittimità dei presenti, regola il suo svolgimento ed accerta i risultati delle votazioni; degli esiti di

tali accertamenti deve essere dato conto nel verbale.

Il presidente è irrinunciabile, in quanto rappresenta un organo dell'assemblea. I soci in assemblea

non possono sottrarsi o opporsi all'esercizio dei poteri del presidente. Nulla osta alla possibilità che,

ai fini di un miglior svolgimento della riunione, l'assemblea attribuisca al presidente poteri ulteriori

rispetto a quelli espressamente stabiliti dalla legge. Trattandosi di poteri derivati, in tal caso

l'assemblea potrà imporre direttive al presidente e potrà in ogni momento riappropriarsi dei poteri

stessi.

Segretario: il segretario ha il compito di redigere il verbale e di prestare in genere assistenza al

presidente nello svolgimento delle attività a questo demandate. L'assistenza del segretario non è

necessaria quando il verbale dell'assemblea è redatto da un notaio.

MODALIT À DI ESERCIZIO DEL VOTO

Scelta dei sistemi di votazione: nulla stabilisce il legislatore sui sistemi di votazione consentiti

nelle riunioni assembleari. Spetta all'assemblea decidere la modalità con cui procedere alla

votazione (ad esempio alzata di mano, acclamazione), che può avvenire anche per corrispondenza,

se lo statuto lo prevede.

Voto divergente: un socio può votare solo per alcune azioni e astenersi per le rimanenti ovvero

votare con alcune azioni in un senso e con altre addirittura in senso opposto (es. raccolta di deleghe

da parte di associazioni di azionisti, società fiduciarie).

INVALIDIT À DELLE DELIBERAZIONI ASSEMBLEARI

Le deliberazioni dell’assemblea, prese in conformità della legge e dell’atto costitutivo, vincolano

tutti i soci, ancorché non intervenuti o dissenzienti.

Le deliberazioni che non siano conformi alle regole legali o statutarie sono invalide e l'invalidità

può comportare la nullità o l'annullabilità.

Art. 2377 Annullabilit à delle deliberazioni 39

Annullabilità trova applicazione con riferimento a tutti quei vizi non sanzionati con la nullità.

Cause: non conformità alla legge;

• non conformità allo statuto;

• voto determinante di soci in conflitto di interessi con la società, qualora la deliberazione

• possa arrecarle danno.

La deliberazione non può essere annullata:

per la partecipazione all'assemblea di persone non legittimate, se questa non è stata determinante

1. per il raggiungimento del quorum costitutivo;

per l'invalidità di singoli voti o per il loro errato conteggio, non determinanti per raggiungimento

2. della maggioranza richiesta;

per l'incompletezza o l'inesattezza del verbale, purché siano certi il contenuto, gli effetti e la

3. validità della deliberazione.

Soggetti legittimati a impugnare: le deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o

dello statuto possono essere impugnate:

dai soci assenti, dissenzienti od astenuti, che posseggano,anche congiuntamente, tante azioni con

• diritto di voto nella deliberazione di cui si tratta da rappresentare il 5% del capitale sociale o l’1

per mille nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, lo statuto può ridurre o

escludere questo requisito (tale percentuale deve esistere al momento dell’impugnazione e

durante tutto il procedimento);

dagli amministratori, dal consiglio di sorveglianza e dal collegio sindacale.

I soci che non rappresentano una parte di capitale sufficiente e quelli privi del diritto di voto non

sono legittimati a proporre l'impugnativa, ma hanno diritto soltanto al risarcimento del danno loro

cagionato dalla non conformità della deliberazione alla legge e allo statuto.

Procedimento di impugnazione e conseguenze:

l'impugnazione o la domanda di risarcimento del danno devono essere proposte nel termine di 90

• giorni dalla data della deliberazione o dall’iscrizione o deposito presso l’ufficio del registro delle

imprese, se soggetta a tali adempimenti.

l’impugnazione è proposta con atto di citazione davanti al tribunale del luogo dove la società ha

• sede.

l’annullamento della deliberazione non può avere luogo, se la deliberazione impugnata è stata

• sostituita con altra presa in conformità della legge e dello statuto.

l'annullamento della deliberazione ha effetto rispetto a tutti i soci e obbliga gli amministratori, il

• consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione a prendere i conseguenti provvedimenti, sotto

la propria responsabilità.

restano salvi i diritti acquisiti in buona fede dai terzi sulla base della deliberazione sostituita.

Art. 2379 Nullit à delle deliberazioni

La nullità della deliberazione non può essere dichiarata, se la stessa viene sostituita con altra presa

in conformità della legge o dello statuto. Restano salvi i diritti acquisiti dai terzi sulla base della

deliberazione sostituita.

La declaratoria della nullità della deliberazione ha effetto nei confronti di tutti i soci ed obbliga gli

amministratori, il consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione a prender i conseguenti

provvedimenti. Sono salvi i diritti acquistati dai terzi in buona fede in base ad atti di esecuzione

della deliberazione.

Cause: mancata convocazione dell’assemblea:

• l’impugnativa della delibera invalida per mancata convocazione non può essere esercitata da

- chi anche successivamente abbia dichiarato il suo assenso allo svolgimento dell’assemblea;

40

mancanza del verbale:

• la nullità dovuta a mancanza del verbale, è sanabile mediante verbalizzazione eseguita prima

- dell'assemblea successiva. La deliberazione produce effetti dalla data in cui è stata approvata,

ma sono salvi i diritti dei terzi che in buona fede ignoravano la deliberazione;

impossibilità o illiceità dell’oggetto

• modifiche dell’oggetto sociale con previsione di attività illecite o impossibili. Tali deliberazioni

• sono impugnabili senza limiti di tempo.

Legittimazione:

chiunque vi abbia interesse

- l’invalidità può essere rilevata d’ufficio

-

Limiti temporali:

l’impugnazione deve essere proposta entro 3 anni dalla sua trascrizione nel libro delle adunanze

• dell'assemblea, o, se la deliberazione è soggetta a iscrizione o deposito presso il registro delle

imprese, entro 3 anni dal compimento di queste ultime formalità.

le deliberazioni che comportano modifiche dell’oggetto sociale prevedendo attività illecite o

• impossibili sono impugnabili senza limiti di tempo

le deliberazioni concernenti l’aumento di capitale, la riduzione volontaria del capitale o

• l’emissione di obbligazioni devono essere impugnate entro 180 giorni dall’iscrizione della

deliberazione nel registro delle imprese o, nel caso in cui la nullità sia dovuta a mancata

convocazione, 90 giorni dall’approvazione del bilancio dell’esercizio nel corso del quale la

deliberazione è stata anche parzialmente eseguita

nelle società aperte, l'invalidità della deliberazione di aumento del capitale non può essere

• pronunciata dopo che, sia stata iscritta nel registro delle imprese l'attestazione che l'aumento è

stato anche parzialmente eseguito e l'invalidità della deliberazione di riduzione del capitale, o

della deliberazione di emissione delle obbligazioni, non può essere pronunciata dopo che la

deliberazione sia stata anche solo parzialmente eseguita

le azioni previste per l’annullabilità (art. 2377) e la nullità (art. 2379) non possono essere

• proposte nei confronti delle deliberazioni di approvazione del bilancio dopo che è avvenuta

l’approvazione del bilancio dell’esercizio successivo

A tutela dei soci e dei terzi che siano stati danneggiati dalle deliberazioni in oggetto, è previsto

esclusivamente il rimedio risarcitorio.

Inesistenza della deliberazione

Ipotesi in cui sia di fatto mancata ogni attività deliberativa e manchi, perciò, un qualsiasi atto

proveniente dall'assemblea (c.d. inesistenza di fatto).

CONFLITTO DI INTERESSI DEL SOCIO Art. 2373

la deliberazione approvata con il voto determinante di soci che abbiano, per conto proprio o di

• terzi, un interesse in conflitto con quello della società è impugnabile a norma dell'art. 2377

(annullabilità), qualora sia suscettibile di cagionare danno alla società medesima.

gli amministratori non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la loro responsabilità. I

• componenti del consiglio di gestione non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la

nomina, la revoca o la responsabilità dei consiglieri di sorveglianza.

Il conflitto di interessi rilevante sussiste, esclusivamente nei casi in cui sia oggettivamente

ravvisabile una situazione tipica di incompatibilità tra l'interesse di cui è portatore il singolo socio e

quello comune a tutti i soci.

Abuso di maggioranza: nel caso in cui si verifichi un conflitto tra i soci, il conflitto deve essere risolto

secondo le regole proprie del principio di maggioranza. Appare preferibile, la tesi che ravvisa il

41

fondamento della repressione dell'abuso di maggioranza nelle regole di correttezza e buona fede

nell'esecuzione dei rapporti obbligatori, accolta anche dalla giurisprudenza.

PROCEDIMENTO DI IMPUGNAZIONE DELLA DELIBERAZIONE ASSEMBLEARE

Art. 2378 Procedimento di impugnazione

l’impugnazione è proposta con atto di citazione davanti al tribunale del luogo dove la società ha

• sede.

il socio o i soci opponenti devono dimostrarsi (con qualunque mezzo) possessori al tempo

• dell’impugnazione del numero di azioni previsto dal terzo comma dell’art. 2377 (1 per mille

s.p.a. aperte, 5% s.p.a. chiuse). Se nel corso del processo viene meno, a seguito di trasferimento

per atto tra vivi, il richiesto numero di azioni, il giudice, previa se del caso revoca del

provvedimento di sospensione dell’esecuzione della deliberazione, non può pronunciare

l'annullamento e provvede sul risarcimento dell'eventuale danno, ove richiesto.

Il nuovo socio è legittimato a impugnare - sempre che ricorrano gli ulteriori requisiti concernenti il

possesso azionario. Il nuovo socio acquista una partecipazione «completa», che include, cioè, anche

il diritto di impugnativa.

La sospensione della deliberazione impugnata

Se, nelle more del processo, la deliberazione invalida è stata comunque eseguita, gli effetti

dell'annullamento saranno paralizzati dalla regola dell'intangibilità dei diritti acquistati in buona

fede dai terzi.

Con ricorso depositato contestualmente al deposito della citazione, l’impugnante può chiedere la

sospensione dell’esecuzione della deliberazione. In caso di eccezionale e motivata urgenza, il

presidente del tribunale, omessa la convocazione della società convenuta, provvede sull’istanza con

decreto motivato, che deve altresì contenere la designazione del giudice per la trattazione della

causa di merito.

Il giudice, designato per la trattazione della causa di merito, sentiti gli amministratori e i sindaci,

valuta l’opportunità di sospendere la delibera comparando il pregiudizio che subirebbe il ricorrente

per effetto dell'esecuzione e quello che subirebbe la società in caso di sospensione della

deliberazione, potendo disporre in ogni momento che i soci opponenti prestino idonea garanzia per

l'eventuale risarcimento dei danni. All’udienza, il giudice, ove lo ritenga utile, esperisce il tentativo

di conciliazione eventualmente suggerendo le modificazione da apportare alla deliberazione

impugnata e, ove la soluzione appaia realizzabile, rinvia adeguatamente l’udienza.

I SISTEMI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO

I DIVERSI SISTEMI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO

Gli amministratori hanno una competenza generale con riguardo al governo della società, sono

competenti per ogni argomento che la legge non attribuisce espressamente all'assemblea.

La gestione dell'impresa spetta esclusivamente agli amministratori i quali compiono le operazioni

necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale. Possono autonomamente decidere e attuare tutto ciò

che occorre per lo svolgimento dell'attività sociale, anche rappresentando all'esterno la società,

hanno inoltre il potere di promuovere ed eseguire le deliberazioni assembleari, possono assumere

attribuzioni dell'assemblea su delega di questa.

Sistemi di amministrazione e controllo Art. 2380: la principale novità della riforma è la

possibilità di scegliere fra tre diversi sistemi complessivi di organizzazione interna, implicando

anche un diverso ruolo dell'assemblea:

SISTEMA ORDINARIO: automaticamente applicabile in mancanza dell'adozione statutaria di un

altro sistema, caratterizzato dalla presenza di: 42

amministratore unico o consiglio di amministrazione: organo amministrativo, monocratico

• o costituito da più persone collegiale;

collegio sindacale: organo di controllo;

• assemblea;

SISTEMA DUALISTICO: presenza di due organi necessariamente collegiali:

consiglio di gestione: responsabilità della gestione;

• consiglio di sorveglianza: funzioni di controllo analoghe a quelle del collegio sindacale nel

• sistema ordinario, competenze sostitutive di talune attribuzioni che in quel sistema

appartengono all'assemblea e, eventualmente anche alcuni compiti di alta amministrazione

attribuibili dallo statuto;

SISTEMA MONISTICO: esclude la possibilità di un amministratore unico:

al consiglio di amministrazione è abbinato un comitato costituito al suo interno da

• amministratori non esecutivi e indipendenti, il comitato per il controllo sulla gestione, che

sostituisce il collegio sindacale;

assemblea ha un ruolo analogo a quello delineato dal sistema ordinario.

Competenza in materia di elezione di gestori e controllori:

sistema ordinario: tutti nominati dall'assemblea;

• sistema dualistico: assemblea nomina solo i controllori (componenti del consiglio di

• sorveglianza), ai quali spetta la nomina dei gestori;

sistema monistico: assemblea nomina i componenti del consiglio di amministrazione (cui

• compete la gestione), il quale nomina al suo interno i controllori (componenti del comitato per il

controllo).

Controllo contabile: il controllo contabile sulla società è esercitato da un revisore contabile o da

una società di revisione iscritti nel registro istituito presso il Ministero della giustizia revisore

esterno non organo interno di controllo.

Solo con riguardo al sistema ordinario lo statuto delle società che non fanno ricorso al capitale di

rischio e che non siano tenute alla redazione del bilancio consolidato può prevedere che il bilancio

contabile sia esercitato dal collegio sindacale. In tal caso il collegio sindacale è costituito da revisori

contabili iscritti nel registro istituito presso il Ministero della giustizia.

Organi delegati nei tre sistemi

Nei tre sistemi è comune la possibilità per gli organi amministrativi collegiali (consiglio di

amministrazione o di gestione) di articolarsi al loro interno in organi ai quali attribuire proprie

funzioni:

sistema ordinario e monistico: se lo statuto o l’assemblea lo consentono, il consiglio di

- amministrazione può delegare proprie attribuzioni ad un comitato esecutivo composto da alcuni

dei suoi componenti, o ad uno o più dei suoi componenti (amministratori delegati).

sistema dualistico: consiglio di gestione può autonomamente delegare proprie attribuzioni ad

- uno o più dei suoi componenti può nominare amministratori delegati, ma non istituire un

comitato esecutivo.

Finalità dell’introduzione dei sistemi dualistico e monistico:

sistema dualistico dovrebbe soddisfare le esigenze delle società a capitale diffuso, nelle quali i

• gestori siano largamente autonomi rispetto alla proprietà azionaria e occorra un organo

professionale e indipendente (il consiglio di sorveglianza) che vigili attivamente sul loro operato;

sistema monistico dovrebbe consentire alle società di ampliare trasparenza e circolazione delle

• informazioni tra gli organi di gestione e controllo, in un quadro di maggiore semplicità e

flessibilità.

Passaggio da un sistema all’altro: è possibile passare da un sistema all'altro anche durante la vita della

società, la variazione di sistema ha effetto dalla data dell'assemblea convocata per l'approvazione

del bilancio relativo all'esercizio successivo, salvo diversa disposizione della deliberazione.

43

SISTEMA ORDINARIO

È il sistema di base, che si applica ogni qualvolta lo statuto non stabilisce diversamente, ed è

fondato sulla tradizionale distinzione organo amministrativo (gestione) e consiglio sindacale

(organo di controllo). Il legislatore della riforma ha lasciato al collegio sindacale i poteri di

vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta

amministrazione, sottraendogli, con alcune eccezioni, il controllo contabile rimesso ad un revisore.

ORGANO AMMINISTRATIVO

Nomina e cessazione degli AMMINISTRATORI

Gli amministratori sono l’organo cui è affidata in via esclusiva la gestione dell’impresa sociale

nonché la rappresentanza generale per tutti gli atti compiuti in nome della società.

Requisiti:

gli amministratori possono anche essere non soci e possono essere persone giuridiche o altri

• soggetti diversi dalle persone fisiche.

non può essere nominato amministratore, e se nominato decade dal suo ufficio, l’interdetto,

• l’inabilitato, il fallito, o chi è condannato a una pena che importa l'interdizione, anche

temporanea, dai pubblici uffici o l'incapacità a esercitare uffici direttivi.

lo statuto può richiedere particolari requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza,

• anche con riferimento ai requisiti al riguardo previsti da codici di comportamento redatti da

associazioni di categoria o da società di gestione di mercati regolamentati. Nelle società con

azioni quotate i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e direzione devono possedere

a pena di decadenza i requisiti di onorabilità e professionalità stabiliti per i sindaci.

cause di incompatibilità: indicate in leggi speciali vietano di ricoprire l'ufficio di amministratore

• contemporaneamente a una certa carica (per esempio di componente della Consob) o di svolgere

anche determinate funzioni o attività (ad esempio di avvocato).

Nomina:

il numero è normalmente indicato dallo statuto, in mancanza la determinazione spetta

• all’assemblea;

gli amministratori vengono nominati dall’assemblea (eccezion fatta per i primi, nominati

• nell’atto costitutivo) per un periodo massimo di tre anni e sono rieleggibili, salvo che lo statuto

disponga diversamente;

entro 30 giorni dalla nomina, devono chiederne l’iscrizione nel registro delle imprese, indicando

• i dati personali ed i poteri di rappresentanza congiunta o disgiunta.

statuto può riservare la nomina di un componente indipendente del consiglio di amministrazione

• ai possessori degli strumenti finanziari;

se lo Stato o gli enti pubblici hanno partecipazioni in una società per azioni, lo statuto può ad essi

• conferire la facoltà di nominare uno o più amministratori o sindaci o componenti del consiglio di

sorveglianza, gli amministratori e i sindaci o i componenti del consiglio di sorveglianza nominati

dallo Stato o da enti pubblici possono essere revocati soltanto dagli enti che li hanno nominati;

essi hanno i diritti e gli obblighi dei membri nominati dall’assemblea. Sono salve le disposizioni

delle leggi speciali.

Clausole statuarie sulla nomina, voto di lista: quando la nomina è di competenza assembleare lo

statuto può stabilire norme particolari relative alla formazione in assemblea della volontà sociale,

per esempio modificando i quorum per la nomina o prevedendo la votazione a mezzo di schede

prestampate. Può essere introdotto il cosiddetto voto di lista o possono essere previste nello statuto

altre norme che assicurino alle minoranze la possibilità di nominare una parte dei consiglieri di

amministrazione. 44

In tutte le società con azioni quotate lo statuto prevede il voto per liste affinché almeno un

amministratore sia espresso dalla lista di minoranza che abbia ottenuto il maggior numero di voti,

lista che non deve essere collegata in alcun modo con la lista di maggioranza, vale a dire la più

votata. Le liste vanno presentate da tanti soci che rappresentino almeno il 2,5% del capitale sociale

o la percentuale inferiore indicata dallo statuto.

La legge sulla tutela del risparmio ha previsto che per l'elezione degli amministratori (e in genere

per le elezioni alle cariche sociali) le votazioni si svolgano con scrutinio segreto.

Cessazione della carica: deve essere iscritta entro 30 giorni nel registro delle imprese dal collegio

sindacale.

revoca: gli amministratori possono essere revocati in qualsiasi momento, salvo il risarcimento

• dei danni in mancanza di giusta causa. L'assemblea è competente a revocare anche gli

amministratori nominati nell'atto costitutivo, ma non quelli nominati da Stato ed enti pubblici e,

neanche quelli nominati dai possessori di strumenti finanziari ai quali lo statuto può riservare la

nomina di un amministratore indipendente;

rinuncia (dimissioni): l’amministratore che rinuncia all’ufficio deve darne comunicazione scritta

• al consiglio d’amministrazione e al presidente del collegio sindacale. La rinunzia ha effetto

immediato, se rimane in carica la maggioranza del consiglio di amministrazione, o, in caso

contrario, dal momento in cui la maggioranza del consiglio si è ricostituita;

decadenza: la cessazione degli amministratori per scadenza del termine ha effetto dalla nomina

• dei nuovi amministratori;

morte;

• avvenuta iscrizione nel registro delle imprese della nomina dei liquidatori;

• fusione della società, salvo per quegli amministratori che permangono nella carica nella società

• incorporante o risultante dalla fusione;

altre cause indicate nello statuto.

Sostituzione degli amministratori:

• salvo diversa previsione dello statuto, se vengono a mancare alcuni amministratori, gli altri

provvedono alla sostituzione, se rimane in carica la maggioranza nominata dall’assemblea,

altrimenti deve essere convocata l’assemblea per la sostituzione;

• se particolari disposizioni dello statuto prevedono che a seguito della cessazione di taluni

amministratori cessi l’intero consiglio, l’assemblea per la nomina del nuovo consiglio è

convocata d’urgenza dagli amministratori rimasti in carica

• se vengono a cessare l’amministratore unico o tutti gli amministratori, l’assemblea per la nomina

dell’amministrato o dell’intero consiglio deve essere convocata d’urgenza dal collegio sindacale,

il quale può compiere nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione.

Funzioni:

hanno la gestione dell’impresa societaria;

• compiono tutte le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale;

• deliberano sulla gestione sociale;

• convocano l’assemblea e ne fissano l’ordine del giorno;

• redigono il bilancio annuale da presentare per l’approvazione all’assemblea;

• danno esecuzione alla volontà sociale espressa dall’assemblea;

• curano la tenuta dei libri contabili;

• vigilano sull’andamento generale della gestione sociale;

• rappresentano la società nei rapporti con i terzi e in giudizio;

• redigono una relazione sulla situazione della società e sull’andamento della gestione;

Il consiglio di amministrazione e gli organi delegati 45

Amministratore unico: nel sistema ordinario il potere di gestione e gli altri poteri amministrativi,

compreso quello di rappresentanza, possono essere concentrati in capo a un unico amministratore.

Ciò è possibile sia nelle s.p.a. chiuse, sia in quelle aperte, incluse quelle con azioni quotate.

Consiglio di amministrazione: quando l'amministrazione è affidata a più persone si costituisce il

consiglio di amministrazione nel quale:

il presidente del consiglio è nominato dall’assemblea o, in mancanza dal consiglio medesimo.

• Salvo diversa previsione dello statuto, il presidente convoca il consiglio di amministrazione, ne

fissa l’ordine del giorno, ne coordina i lavori e provvede affinché adeguate informazioni sulle

materie scritte all’ordine del giorno vengano fornite a tutti i consiglieri.

il consiglio agisce collegialmente e delibera a maggioranza assoluta;

• sussiste la responsabilità solidale degli amministratori; ciascun amministratore può chiedere agli

• organi delegati che in consiglio siano fornite informazioni relative alla gestione della società;

i componenti del consiglio devono informare gli altri amministratori e il collegio sindacale di

• ogni interesse che abbiano in una determinata operazione, rendendo anche in questo caso

necessaria un adeguata motivazione delle decisioni del consiglio;

va tenuto il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione dal quale

• devono risultare le deliberazioni che, è sempre necessario verbalizzare;

è disciplinata l'invalidità delle deliberazioni consiliari;

• se lo statuto o l’assemblea lo consentono, il C.d.a. può delegare alcune delle proprie funzioni

• creando degli ulteriori organi amministrativi:

comitato esecutivo (organo collegiale che prende le proprie decisioni in riunioni

- appositamente convocate);

amministratori delegati (organi individuali, svincolati dal metodo collegiale, ai quali l’atto di

- nomina può consentire di agire congiuntamente o disgiuntamente).

Il consiglio che proceda in tal senso deve determinare i contenuti, i limiti e le eventuali modalità

della delega, può sempre modificare tali contenuti revocare la delega o sostituire i delegati.

Alle riunioni del comitato esecutivo, che al pari del consiglio di amministrazione è un organo

collegiale, devono assistere i sindaci. Tra i libri sociali obbligatori è compreso, quando è istituito

il comitato esecutivo, anche il libro delle sue adunanze e deliberazioni.

Il consiglio di amministrazione è, chiamato a svolgere in maniera effettiva ed efficace il ruolo di

sorvegliare.

Non possono essere delegate le funzioni relative a: redazione del bilancio, aumento e riduzione

del capitale sociale, emissione di obbligazioni convertibili, redazione del progetto di fusione.

Invalidità delle deliberazioni consiliari:

le deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o dello statuto, possono essere

• impugnate solo dal collegio sindacale o dagli amministratori assenti o dissenzienti entro 90

giorni dalla data della deliberazione; si applicano in quanto compatibili la regole sul

procedimento di impugnazione delle delibere assembleari (art. 2378). Possono essere altresì

impugnate dai soci le deliberazioni lesive di loro diritti; si applicano in quanto compatibili gli

artt. 2377 (annullabilità) e 2378 (nullità);

le deliberazioni, del consiglio o del comitato esecutivo, adottate con il voto determinante

• dell’amministratore portatore di un interesse particolare per conto proprio o di terzi qualora

possano arrecare danno alla società; sono impugnabili dagli amministratori e dal collegio

sindacale, entro 90 giorni dalla loro data; l’impugnazione non può essere proposta da chi ha

consentito con il proprio voto alla deliberazione se sono stati adempiuti gli obblighi di

informazione previsti.

In ogni caso sono fatti salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in

esecuzione delle deliberazioni invalide. 46

Il potere di rappresentanza

Il potere di rappresentanza è il potere di agire in nome della società esprimendone la volontà nei

confronti dei terzi.

Rappresentanza generale: il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori dallo statuto

o dalla deliberazione di nomina è generale, comprende cioè tutti gli atti da compiere in nome della

società; le limitazioni ai poteri degli amministratori che risultano dallo statuto o da una decisione

degli organi competenti non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate, salvo che si provi che

questi abbiano agito intenzionalmente a danno della società.

Sono in ogni caso validi ed efficaci rispetto ai terzi gli atti posti in essere dagli amministratori con

rappresentanza.

Le cause di nullità o di annullabilità della nomina degli amministratori che hanno la rappresentanza

della società non sono opponibili ai terzi dopo l’adempimento della pubblicità, salvo che la società

provi che i terzi ne erano a conoscenza.

Divieto di concorrenza degli amministratori art 2390

gli amministratori, siano o meno investiti di particolari cariche, non possono:

• assumere la qualità di soci illimitatamente responsabili, amministratori o direttori generali in

- società concorrenti,

esercitare un'attività concorrente per conto proprio o di terzi salvo autorizzazione

- dell'assemblea la quale può esentare gli amministratori dal divieto.

per l’inosservanza di tale divieto l’amministratore può essere revocato dall’ufficio e risponde dei

• danni.

I compensi degli amministratori art. 2389

L'incarico di amministrare la s.p.a. è conferito a titolo oneroso:

la determinazione del compenso è attribuita alla competenza dell'assemblea, sempre che esso non

• sia già stabilito nello statuto, in caso di omessa o inadeguata determinazione del compenso,

l'amministratore di s.p.a. potrà rivolgersi al giudice, che, dovrà prendere a riferimento, le tariffe

professionali o gli usi.

il compenso degli amministratori può essere rappresentato, in tutto o in parte, da partecipazioni

• agli utili o dall'attribuzione del diritto di sottoscrivere a prezzo predeterminato azioni di futura

emissione (stock options).

Per le società quotate i piani di compensi basati su azioni o strumenti finanziari a favore di

componenti del consiglio di amministrazione o del consiglio di gestione devono essere approvati

dall'assemblea dei soci. È prevista, inoltre, una loro idonea pubblicità.

compensi spettanti agli organi delegati: la remunerazione degli amministratori investiti di

• particolari cariche in conformità dello statuto (ad esempio quella di amministratore delegato), è

stabilita dal consiglio di amministrazione, previo parere obbligatorio del collegio sindacale.

Qualora la società decida di organizzarsi secondo il modello dualistico, sarà il consiglio di

sorveglianza competente a nominare e revocare i componenti del consiglio di gestione e a

determinarne il compenso, salvo che lo statuto non riservi tale decisione all'assemblea.

Gli interessi degli amministratori art 2391

L’amministratore deve dare notizia agli altri amministratori e al collegio sindacale di ogni interesse

che, per conto proprio o di terzi, abbia in una determinata operazione della società, e deve astenersi

dal compiere l’operazione, incaricando della stessa l’organo collegiale, il quale dovrà

adeguatamente motivare le ragioni e le convenienza per la società dell’operazione; qualora si tratti

invece di amministratore unico, egli deve dare la notizia del potenziale conflitto di interessi anche

alla prima assemblea utile (oltre che doversi astenere). 47

All'amministratore interessato non è più imposto di astenersi dalla deliberazione.

Le deliberazioni adottate con il voto determinante dell’amministratore interessato e qualora possano

recare danno alla società (dal consiglio di amministrazione non informati dell’esistenza del conflitto

d’interessi o che anche se informati non hanno motivato la convenienza dell’operazione), possono

essere impugnate, entro 90 giorni, dagli amministratori o dal collegio sindacale, salvi i diritti

acquistati dai terzi in buona fede.

L’amministratore e gli amministratori che, informati della presenza di un interesse particolare,

abbiano comunque approvato la deliberazione, rispondono dei danni derivati alla società dalla loro

azione od omissione.

L’amministratore risponde dei danni che siano derivati alla società dalla utilizzazione a vantaggio

proprio o di terzi di dati, notizie o opportunità di affari appresi nell’esercizio del suo incarico (si

sanziona, lo sfruttamento di corporate opportunities a danno della società gestita).

Le responsabilit à degli amministratori art. 2392

Le disposizioni che regolano la responsabilità degli amministratori si applicano anche ai direttori

generali nominati dall’assemblea o per disposizione dello statuto.

Responsabilità contrattuale verso la società:

gli amministratori sono responsabili solidalmente verso la società se non adempiono ai doveri

• loro imposti dalla legge o dall’atto costitutivo con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico

e dalle loro specifiche competenze.

la responsabilità solidale degli amministratori non sorge nel caso di attribuzioni proprie del

• comitato esecutivo o di funzioni in concreto attribuite ad uno o più amministratori.

gli amministratori, sono solidamente responsabili se, essendo a conoscenza di fatti

• pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento o eliminarne o

attenuarne le conseguenze dannose.

è esonerato da responsabilità l’amministratore qualora (esente da colpa) faccia annotare nel libro

• delle deliberazioni il suo dissenso, dandone comunicazione scritta al collegio sindacale.

Responsabilità extracontrattuale: per l'osservanza degli obblighi inerenti alla conservazione

dell'integrità del patrimonio sociale gli amministratori rispondono anche nei confronti dei creditori

sociali.

Si tratta di responsabilità per colpa (contrattuale o extracontrattuale) e pertanto non oggettiva; il

danno risarcibile è circoscritto al pregiudizio economico (lucro cessante e danno emergente) che sia

«conseguenza immediata e diretta» dell'inadempimento o del fatto colpevole degli amministratori.

L'azione di responsabilit à:

Nei confronti degli amministratori sono esperibili tre tipi di azioni di responsabilità:

Art 2393 Azione sociale di responsabilit à: ha per oggetto l'accertamento della violazione a uno

 o più doveri di legge o statutari e la reintegrazione del danno arrecato al patrimonio sociale.

L’azione è deliberata dall’assemblea ordinaria ed è inclusa nell’ordine del giorno quando è in

discussione il bilancio.

Legittimazione l'esercizio dell'azione compete:

alla società, a mezzo del rappresentante;

- al consiglio di sorveglianza;

- al collegio sindacale a maggioranza dei 2/3 dei suoi membri;

- ai soci che rappresentino almeno 1/5 del capitale sociale (o la diversa misura prevista dallo

- statuto, comunque non superiore a 1/3), oppure 1/40 nelle società che fanno ricorso al mercato

del capitale di rischio o la minore percentuale indicata dallo statuto; per le società con azioni

quotate si richiede che gli azionisti siano iscritti da almeno sei mesi nel libro dei soci;

48

al curatore fallimentare, al commissario liquidatore e al commissario straordinario nelle

- rispettive procedure concorsuali, all'amministratore giudiziario nel procedimento art. 2409;

Revoca degli amminsitratori: la deliberazione assunta col voto favorevole di almeno 1/5 del

capitale sociale - o a maggioranza dei 2/3 dei consiglieri di sorveglianza - importa la revoca

d'ufficio degli amministratori (o dei membri del consiglio di gestione) contro i quali è proposta; la

stessa assemblea ordinaria - o il consiglio di sorveglianza - provvedono alla loro sostituzione.

Rinuncia e transazione: la società può rinunciare all’esercizio dell’azione di responsabilità e può

transigere, purché la rinunzia e la transazione siano approvate con espressa deliberazione

dell’assemblea, e purché non vi sia il voto contrario di una minoranza (1/5 o 1/20 s.p.a.) o la misura

prevista nello statuto per l’esercizio dell’azione di responsabilità; nel sistema dualistico, per contro,

la rinuncia della società o del consiglio di sorveglianza non impedisce l'esercizio dell'azione di

responsabilità da parte della minoranza.

Art. 2394 Azione dei creditori sociali: ha per oggetto l'accertamento dell'inosservanza degli

 obblighi inerenti alla conservazione dell'integrità del patrimonio sociale e la reintegrazione del

danno (responsabilità extracontrattuale verso i creditori sociali).

Presupposti: l’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta

insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti; entro 5 anni o se considerato reato con prescrizione

più lunga.

L'azione viene fondata sulla violazione del divieto di intraprendere nuove operazioni, dopo che

l'attivo patrimoniale si sia ridotto al di sotto della soglia minima del capitale.

Legittimazione l'esercizio dell'azione compete:

ai creditori sociali;

a) al curatore fallimentare, al commissario liquidatore o al commissario straordinario.

b)

Rinuncia: la rinuncia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da

parte dei creditori sociali. La transazione può essere impugnata dai creditori sociali soltanto con

l’azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi.

Art. 2395 Azione individuale di responsabilit à del socio o del terzo: ha per oggetto

 l'accertamento della violazione del dovere generale di neminem laedere e la reintegrazione del

danno ingiusto arrecato al singolo socio o al terzo (risarcimento per fatto illecito: qualunque

fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il

fatto a risarcire il danno). (responsabilità extracontrattuale verso singoli soci o terzi)

L'azione si prescrive in 5 anni dal compimento dell'atto che ha pregiudicato il socio o il terzo.

Legittimati sono soci o terzi indipendentemente dalla qualità di creditori sociali.

La responsabilità risarcitoria sussiste, limitatamente al danno diretto cagionato dalla condotta

colpevole degli amministratori. ORGANO DI CONTROLLO

I controlli sulla gestione della societ à: il COLLEGIO SINDACALE

La funzione del collegio sindacale per tutte le s.p.a., è quella di vigilare sulla legalità e sulla

correttezza del funzionamento e dell'amministrazione della società.

Collegio sindacale e controllo contabile: solo le società chiuse che non siano tenute alla redazione

del bilancio consolidato possono prevedere statutariamente, qualora adottino il sistema ordinario,

che il controllo contabile sia esercitato dal collegio sindacale.

Anche nelle società in cui il controllo contabile venga svolto da società di revisione o da un

revisore, restano comunque in capo al collegio sindacale alcuni obblighi di vigilanza e di intervento

riguardanti la materia contabile.

Composizione del collegio: 49

società azioni non quotate: il collegio sindacale si compone di 3 o 5 membri effettivi, soci o non

• soci, oltre a 2 supplenti.

società azioni quotate: numero dei sindaci effettivi non dev'essere inferiore a 3 e quello dei

• supplenti a 2, ma il limite massimo è rimesso allo statuto. Almeno 1 sindaco effettivo deve essere

eletto, con voto di lista, dai soci di minoranza, secondo modalità stabilite dalla Consob.

L'assemblea nomina il presidente del collegio, ma, nelle società quotate, egli deve essere

nominato tra i sindaci eletti dalla minoranza.

Requisiti:

società non quotate: almeno 1 membro effettivo ed 1 supplente devono essere iscritti nel

• registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero della giustizia.

società azioni quotate: i requisiti dei membri del collegio sindacale, non solo di professionalità

• (come quelli per i sindaci di società non quotate) ma anche di onorabilità, sono stabiliti con

regolamento del ministro della giustizia, di concerto con il ministro dell'economia, sentite le

competenti autorità di vigilanza (Banca d'Italia, Consob e I ).

SVAP

società di diritto speciale: come le banche, le imprese di intermediazione finanziaria e quelle

• assicurative, sono previsti ulteriori specifici requisiti, sempre in via regolamentare dal medesimo

ministro.

I sindaci devono possedere una posizione di indipendenza rispetto agli amministratori e rispetto alla

società.

Art. 2399 Requisiti indipendenza:

coloro che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 2382 (interdetti, inabilitati, ecc.)

1. non devono essere legati da rapporto di coniugio, parentela o affinità entro il quarto grado agli

2. altri amministratori della società (o di società controllanti, controllate);

non devono essere legati alla società (o alle società da questa controllate o alle società che la

3. controllano o a quelle sottoposte a comune controllo) da un rapporto di lavoro o da un rapporto

continuativo di consulenza o di prestazione d'opera retribuita o da altri rapporti di natura

patrimoniale che ne compromettano l'indipendenza;

devono possedere, ove lo statuto faccia a essi richiamo, gli ulteriori requisiti previsti da codici di

4. comportamento redatti da associazioni di categoria o da società di gestione di mercati

regolamentati. Il riferimento immediato è al Codice di autodisciplina elaborato da Borsa Italiana

s.p.a., che fissa parametri di indipendenza particolarmente rigorosi

Cause d’ineleggibilità:

non possono essere eletti alla carica di sindaco e, se eletto, decadono dall’ufficio l’interdetto,

• inabilitato, fallito, chi è stato condannato ad una pena che importa l’interdizione, anche

temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi;

lo statuto può prevedere altre cause di ineleggibilità, incompatibilità o decadenza.

Nomina:

anche i sindaci, come gli amministratori, vengono nominati dall’assemblea (eccezion fatta per i

• primi, nominati nell’atto costitutivo), restano in carica per 3 esercizi, gli stessi soci che nominano

gli amministratori hanno il potere di nominare anche i sindaci.

prima dell’accettazione dell’incarico, i sindaci devono informare l’assemblea di eventuali

• incarichi di amministrazione e di controllo ricoperti in altre società.

entro 30 giorni gli amministratori devono chiedere l’iscrizione nel registro delle imprese della

• nomina dei sindaci, di cui devono essere indicati i dati personali, nonché la cessazione degli

stessi dalla carica.

Cessazione:

revoca: i sindaci, possono essere revocati dall'assemblea solo in presenza di una giusta

• causa, la deliberazione dev'essere approvata dal tribunale con decreto, sentito il sindaco

interessato; 50

morte;

• scadenza del termine;

• dimissioni;

• decadenza:

• al sopraggiungere di cause di ineleggibilità e decadenza previste dalla legge o dallo statuto;

- assenza ingiustificata a 2 riunioni del collegio sindacale nello stesso esercizio sociale;

- immotivata assenza ad un’assemblea sociale o a due riunioni del consiglio di amministrazione

- o del comitato esecutivo;

cancellazione o sospensione dal registro dei revisori.

-

Sostituzione: in caso di morte, rinunzia o decadenza di un sindaco subentrano i supplenti in ordine di

età. I sindaci supplenti e subentranti restano in carica fino alla prossima assemblea, la quale deve

provvedere alla nomina dei sindaci effettivi e supplenti necessari per l’integrazione del collegio. I

nuovi nominati scadono insieme con quelli in carica.

Retribuzione: la retribuzione annuale dei sindaci, se non è stabilità nello statuto, deve essere

determinata dall’assemblea all’atto della nomina per l’intero periodo di durata del loro ufficio.

Riunioni e deliberazioni del collegio:

il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni 90 giorni.

• delle riunioni del collegio deve redigersi verbale, che viene trascritto nel libro delle adunanze e

delle deliberazioni del collegio sindacale e sottoscritto dagli intervenuti.

il collegio sindacale è regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei sindaci e

• delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Il sindaco dissenziente ha diritto di fare iscrivere a

verbale i motivi del proprio dissenso.

i sindaci devono assistere alle adunanze del consiglio di amministrazione, alle assemblee e alle

• riunioni del comitato esecutivo.

Collaboratori: i sindaci, hanno poteri individuali di ispezione e controllo e nello svolgimento di tali

operazioni possono farsi assistere, sotto la propria responsabilità e a proprie spese, da propri

dipendenti e ausiliari, che comunque non si trovino in una delle condizioni di ineleggibilità degli

stessi sindaci. In ogni caso, gli amministratori possono rifiutare a dipendenti e ausiliari dei sindaci

l'accesso a informazioni riservate.

I poteri di convocazione e di richiesta di collaborazione possono essere esercitati anche

individualmente da ciascun membro del collegio, ad eccezione del potere di convocare l'assemblea

dei soci, che può essere esercitato da almeno due membri.

Doveri e poteri del collegio sindacale e dei suoi membri

Doveri del collegio sindacale:

Il collegio deve vigilare sull'osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di

corretta amministrazione ed in particolare sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo,

amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento.

I sindaci non possono limitarsi a sorvegliare l'attività degli amministratori, ma occorre che essi

rivolgano la loro attenzione all'intera operatività della società e al funzionamento della sua struttura.

Poteri del collegio sindacale:

i sindaci possono procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione e controllo sia

• collegialmente sia individualmente; non ci sono limiti ai poteri ispettivi, di controllo e

informativi dei sindaci, i quali potranno svolgere le operazioni di loro competenza del tutto

autonomamente dagli amministratori e senza necessariamente informarli degli atti e accertamenti

compiuti

il collegio sindacale può chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a società

• controllate, sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Nelle società con

51

azioni quotate, gli amministratori riferiscono tempestivamente, secondo le modalità stabilite

dall'atto costitutivo e con periodicità almeno trimestrale, al collegio sindacale sull'attività svolta

e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale, effettuate dalla

società o dalle società controllate; in particolare, riferiscono sulle operazioni in potenziale

conflitto di interessi.

ogni accertamento eseguito deve risultare dal libro obbligatorio delle adunanze e delle

• deliberazioni del collegio sindacale.

I compiti e gli obblighi straordinari art. 2406

Funzione suppletiva:

al collegio sindacale è fatto obbligo di convocare l'assemblea ed eseguire le pubblicazioni

• prescritte per legge in caso di omissione o ingiustificato ritardo da parte degli amministratori

(anche nel caso di omessa convocazione dell’assemblea richiesta dai soci);

il collegio sindacale può, previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione

• convocare l'assemblea qualora nell'espletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di

rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere. Nelle società quotate il potere di

convocazione può essere esercitato anche da due sindaci se riguarda l'assemblea, ovvero da un

sindaco soltanto se è diretto all'organo amministrativo;

in caso di cessazione di tutti gli amministratori, devono convocare d’urgenza l’assemblea,

• svolgendo nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione.

L’impugnazione delle delibere consiliari e assembleari invalide: potere-dovere di impugnazione delle

delibere ai sensi sia dell'art. 2377 (delibere assembleari annullabili), sia degli artt. 2388-2391

(delibere del consiglio di amministrazione). Lo statuto e leggi speciali possono attribuire ulteriori

specifici compiti al collegio sindacale.

I sindaci possono promuovere l'azione sociale di responsabilità contro gli amministratori. In tal

caso, la relativa delibera collegiale deve essere assunta con la maggioranza dei 2/3 dei componenti.

Denunzia di fatti censurabili:

ogni socio, può denunziare i fatti che ritiene censurabili al collegio sindacale, il quale deve

• tenerne conto nella sua relazione annuale all'assemblea, senza necessariamente adottare

specifiche iniziative al riguardo, ancorché un omesso accertamento circa i fatti denunziati

potrebbe poi costituire causa di responsabilità civile personale per i singoli membri.

se la denuncia è presentata da tanti soci che rappresentino 1/20 del capitale sociale ovvero 1/50

• nelle società aperte, il collegio sindacale deve indagare senza ritardo e presentare le sue

conclusioni ed eventuali proposte all'assemblea, anche convocata dallo stesso organo nei casi

gravi in cui vi sia urgente necessità di provvedere. Lo statuto può prevedere anche percentuali

minori di partecipazione.

La responsabilità dei sindaci art 2407

i sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalità e la diligenza richieste dalla

• natura dell’incarico;

sono responsabili anche penalmente, della verità delle loro attestazioni; della omessa

• convocazione dell’assemblea dei soci nei casi previsti dalla legge; della commissione o della

omissione di atti, in violazione degli obblighi del proprio ufficio in cambio di utilità.

sono responsabilità solidalmente con gli amministratori per i fatti o le omissioni da questi

• compiuti, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli

obblighi della loro carica 52

nei casi in cui sia menomata l’integrità patrimoniale la responsabilità sussiste anche nei confronti

• dei creditori sociali (non si estende al sindaco dissenziente ed immune da colpa che risulti

verbalizzato).

le azioni di responsabilità per i sindaci sono le stesse previste per gli amministratori e, dunque:

• responsabilità contrattuale verso la società che può essere azionata anche da maggioranze

qualificate di soci, responsabilità extracontrattuale nei confronti dei creditori sociali e

responsabilità extracontrattuale nei confronti dei singoli soci e terzi.

I CONTROLLI CONTABILI E IL RUOLO DEI REVISORI ESTERNI art. 2409-bis

Il controllo contabile sulle società è esercitato da un revisore contabile o da una società di

revisione iscritti nel registro istituito presso il Ministero della giustizia.

Soggetto incaricato del controllo contabile:

s.p.a. chiuse e che non sono tenute a redigere il bilancio consolidato: possono scegliere tra

• collegio sindacale o revisore; tale possibilità è preclusa alle società che adottino il sistema

dualistico o monistico di gestione, in quanto il controllo contabile spetta comunque al revisore o

alla società di revisione.

s.p.a. chiuse: possono scegliere tra: revisore persona fisica o società di revisione;

• s.p.a. aperte: devono necessariamente rivolgersi a una società di revisione

• società ad azionariato diffuso società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili;

- s.p.a. quotate società di revisione iscritte all'albo speciale.

-

Il revisore contabile può essere una persona fisica o una società di revisione iscritti nel registro

istituito presso il Ministero della Giustizia.

Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio il controllo contabile è esercitato

da una società di revisione, la quale limitatamente a tali incarichi, è soggetta alla disciplina

dell’attività di revisione prevista per le società emittenti azioni quotate in mercati regolamentati ed

alla vigilanza della Consob.

Requisiti, nomina e cessazione:

l’incarico del controllo contabile, eccezion fatta per il primo, contenuto nell’atto costitutivo, è

• conferito dall’assemblea, sentito il collegio sindacale;

l’incarico ha la durata di 3 esercizi;

• ai soggetti incaricati della revisione e ai soggetti della società di revisione si applicano le cause

• di ineleggibilità e decadenza previste per i sindaci. È necessaria una posizione di indipendenza

anche nei confronti dei componenti il collegio sindacale della società o di quelle controllate e

controllanti;

lo statuto può prevedere altre cause di ineleggibilità, di incompatibilità e di decadenza e può

• prevedere ulteriori requisiti di qualificazione professionale;

l’incarico può essere revocato solo per giusta causa, sentito il parere del collegio sindacale. La

• deliberazione di revoca deve essere approvata con decreto del tribunale, sentito l’interessato.

Funzioni di controllo contabile: il revisore o la società incaricata del controllo contabile:

verifica, con periodicità almeno trimestrale, la regolare tenuta della contabilità sociale e la

• corretta rilevazione nelle scritture contabili dei fatti di gestione;

verifica la conformità alla legge e la corrispondenza del bilancio di esercizio e, ove redatto, del

• bilancio consolidato alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti;

esprime con apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato;

• può chiedere agli amministratori documenti e notizie utili al controllo e può procedere ad

• ispezioni.

Qualora il revisore o la società di revisione non abbiano formulato rilievi sul bilancio, la delibera

che lo approva può essere impugnata solo da tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale

sociale. 53

Ai fini dello svolgimento del compito, vengono riconosciuti al revisore o alla società di revisione

poteri di informazione e di ispezione. L'attività svolta va attestata in un apposito libro, l'incarico al

revisore o alla società di revisione è conferito, sentito il collegio sindacale, dall'assemblea, la quale

determina il compenso per l'intera durata, necessariamente triennale.

Responsabilità dei revisori:

I soggetti incaricati del controllo contabile, sono sottoposti alla disciplina prevista dall'art. 2407 per

i sindaci:

sono responsabili nei confronti della società, dei soci e dei terzi, per danni che derivano

• dall’inadempimento del loro dovere.

devono adempiere i loro doveri con la professionalità e la diligenza richiese dalla natura

• dell’incarico;

sono responsabili della verità delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui

• documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio

nel caso di società di revisione i soggetti che hanno effettuato il controllo contabile sono

• responsabili in solido con la società medesima.

l’azione si prescrive nel termine di 5 anni dalla cessazione dell’incarico.

I controlli contabili nelle societ à quotate

Le norme di controllo contabile vanno integrate, per le società con azioni quotate, con quelle

speciali disposte dagli artt. 155 ss. t.u.f., a tutela del pubblico risparmiatore:

l'incarico della revisione contabile dev'essere conferito, a una società di revisione iscritta

1. nell'albo speciale tenuto dalla Consob; l'incarico ha la durata di 6 esercizi e può essere rinnovato

una sola volta. Tuttavia, in caso di rinnovo dell'incarico, il responsabile della revisione deve

essere sostituito con un altro soggetto;

le deliberazioni di conferimento e di revoca dell'incarico devono essere trasmesse alla Consob;;

2. alla Consob è demandata una potestà regolamentare circa documentazione, procedure, termini

3. relativi al conferimento dell'incarico, nonché speciali situazioni di incompatibilità;

sempre alla Consob è assegnata una generale funzione di vigilanza sull'attività delle società di

4. revisione, può adottare in caso di irregolarità provvedimenti nei confronti della società di

revisione, che vanno, in relazione alla loro gravità, da sanzioni pecuniarie a specifici divieti o

intimazioni fino alla cancellazione dall'albo;

la società di revisione deve esprimere, oltre a pareri contabili in caso di operazioni straordinarie

5. come aumenti di capitale, fusioni, distribuzione di acconti sui dividendi, un particolare giudizio

sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato.

I compiti della società di revisione: il giudizio della società di revisione serve ad attestare che il

bilancio sia conforme alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione, se il giudizio viene

espresso positivamente la delibera assembleare, potrà essere impugnata solo da tanti soci che

rappresentano almeno il 5% del capitale sociale, come pure la stessa quota percentuale minima

serve per richiedere al tribunale il giudizio di non conformità del bilancio consolidato.

La ha Consob il potere di impugnare il bilancio di esercizio e di agire per l'accertamento circa la

conformità alla legge di quello consolidato.

Revisione contabile dei gruppi: la società incaricata della revisione contabile della società

capogruppo quotata è interamente responsabile per la revisione del bilancio consolidato di gruppo; a

tal fine, essa ha diritto di ricevere i documenti di revisione delle società che svolgono la revisione

contabile delle altre società appartenenti al gruppo, nonché da queste ultime documenti e notizie

utili alla revisione e di procedere ad accertamenti, ispezioni e controlli presso le medesime. Ove

ravvisi fatti censurabili, ne informa senza indugio la Consob e gli organi di controllo della società

capogruppo e della società interessata.

Il controllo da parte dell'autorit à giudiziaria ordinaria art. 2409 54

Nelle s.p.a. l'intervento diretto dell'autorità giudiziaria, è meramente eventuale in quanto viene

sollecitato su richiesta dei soci, dell'organo di controllo interno o del pubblico ministero sulla base

di speciali presupposti in una particolare e anomala situazione.

I soci che rappresentino 1/10 del capitale sociale o, 1/20 nelle società aperte (o le minori percentuali

previste dallo statuto), se vi è fondato motivo che gli amministratori abbiano violato i loro doveri e

compiuto gravi irregolarità nella gestione possono denunziare i fatti al tribunale, con ricorso

notificato anche alla società.

I provvedimenti del tribunale:

Il tribunale sentiti in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci:

può ritenere insussistente il fondato sospetto o non gravi le irregolarità e quindi rigettare il

a) ricorso contenente la denunzia o limitarsi a dichiarare di non doversi ulteriormente procedere;

il tribunale non ordina l’ispezione e sospende per un periodo determinato il procedimento se

b) l'assemblea sostituisce gli amministratori e i sindaci con soggetti di adeguata professionalità, che

si attivano senza indugio per accertare se le violazioni sussistono e, in caso positivo, per

eliminarle, riferendo al tribunale sugli accertamenti e le attività compiute;

può ordinare un'ispezione della società al fine di verificare o accertare gli elementi di fatto a

c) base della denunzia;

alla luce delle risultanze ispettive o anche senza ricorrervi, qualora le gravi irregolarità

d) sussistano, può adottare i provvedimenti provvisori ritenuti opportuni per porvi rimedio,

convocando eventualmente l'assemblea per le relative deliberazioni. Nei casi più gravi può

revocare gli amministratori e anche, i sindaci, nominando un amministratore giudiziario, e

determinandone i poteri e la durata.

L'amministratore giudiziario ha la funzione di riportare la società alla sua regolare gestione,

adottando le misure più idonee per il ritorno all'ordinario funzionamento. Alla scadenza del suo

incarico, l'amministratore giudiziario, oltre a rendere conto al tribunale, deve convocare e

presiedere l'assemblea per la nomina dei nuovi amministratori e sindaci; se invece

l'amministratore giudiziario ritiene che non vi siano le condizioni per il ritorno della società

all'ordinaria gestione, potrà proporre ai soci la messa in liquidazione della società o la richiesta di

ammissione a una procedura concorsuale, spettando comunque ai soci ogni relativa decisione.

La denuncia al tribunale può essere richiesta anche da:

organo di controllo interno sulla gestione (a seconda dei casi collegio sindacale, consiglio di

• sorveglianza, comitato per il controllo sulla gestione); nelle società aperte anche dal pubblico

ministero. nelle società con azioni quotate in borsa la Consob, può denunziare al tribunale il

fondato sospetto di gravi irregolarità nell'adempimento dei doveri dei sindaci, mentre per quelle

degli amministratori la stessa Consob potrà segnalarle ai sindaci.

nelle società con azioni quotate in borsa la Consob, può denunziare al tribunale il fondato

• sospetto di gravi irregolarità nell'adempimento dei doveri dei sindaci, mentre per quelle degli

amministratori la stessa Consob potrà segnalarle ai sindaci.

possono essere i soci che non raggiungano la soglia minima prevista dalla legge, o quella ancora

• inferiore dello statuto, a rivolgersi al collegio sindacale o, nelle società aperte, al pubblico

ministero, perché tali organi valutino la possibilità di una denunzia.

I MODELLI ALTERNATIVI:

SISTEMA DUALISTICO

Affinità e divergenze

consiglio di gestione: a cui spetta la gestione dell’impresa; ha funzioni in larga misura

• corrispondenti al modello tradizionale di consiglio di amministrazione; tuttavia, i suoi

componenti sono nominati dal consiglio di sorveglianza. 55

consiglio di sorveglianza: al quale competono funzioni analoghe a quelle che, nel modello

• legale, sono proprie del collegio sindacale e dell'assemblea ordinaria: quindi, rispettivamente,

funzioni di controllo (quantomeno) di legittimità, nonché di approvazione del bilancio e di

nomina e revoca degli amministratori. I suoi componenti sono nominati dall'assemblea ordinaria.

assemblea dei soci:

• art. 2364-bis Assemblea ordinaria nelle società con consiglio di sorveglianza: nelle

- società ove è previsto il consiglio di sorveglianza, l’assemblea ordinaria: nomina, revoca,

determina il compenso e la responsabilità dei consiglieri di sorveglianza, delibera sulla

distribuzione degli utili e sulla nomina del revisore;

art. 2365 Assemblea straordinaria: l’assemblea straordinaria delibera sulle modificazioni

- dello statuto, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori e su ogni altra materia

espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza.

Del controllo contabile deve essere incaricato un revisore (persona fisica o giuridica) iscritto nel

registro istituito presso il Ministero della Giustizia e nominato dall’assemblea ordinaria.

RESPONSABILIT À DELLA GESTIONE

CONSIGLIO DI GESTIONE

Composizione e nomina:

è un organo collegiale formata da almeno 2 soggetti anche non soci;

• i suoi componenti vengono eletti dal consiglio di sorveglianza (eccezion fatta per i primi

• nominati nell’atto costitutivo), per un periodo non superiore a 3 esercizi, sono rieleggibili e

revocabili in ogni momento, salvo il risarcimento del danno se non vi è giusta causa;

possibilità che ai possessori di strumenti finanziari o allo stato o agli enti pubblici, se hanno una

• partecipazione nella società, sia riservata la nomina di un componente indipendente del consiglio

di gestione;

i componenti del consiglio di gestione non possono essere nominati consiglieri di sorveglianza, e

• viceversa;

alla sostituzione dei componenti del consiglio di gestione venuti a mancare nel corso

• dell'esercizio, provvede senza indugio il consiglio di sorveglianza; ed i componenti nominati

durano in carica fino alla stessa scadenza stabilita per i componenti originari.

Norme applicabili: ai consiglieri di gestione si applicano - in quanto compatibili – le norme dettate per

gli amministratori nel sistema ordinario in tema di: requisiti di onorabilità, professionalità ed

indipendenza, cause di ineleggibilità e decadenza, pubblicità della nomina, cessazione, poteri di

rappresentanza, deliberazioni del consiglio, conflitto di interessi, divieto di concorrenza,

responsabilità verso la società, verso i creditori sociali, verso i terzi.

Funzioni dell’organo:

compiti legali:

 il consiglio di gestione ha competenza esclusiva sulla gestione dell'impresa, con correlativo

- potere/dovere di compiere tutte le operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale.

convocazione dell'assemblea, sia di propria iniziativa sia nei casi obbligatori per legge,

- compreso il dovere di convocazione senza ritardo su richiesta dei soci di minoranza (almeno

1/10 del capitale o minore percentuale prevista nello statuto); l'impugnazione delle

deliberazioni assembleari annullabili e l'adozione sotto la propria responsabilità dei

provvedimenti conseguenti all'annullamento; e in genere l'esecuzione degli altri compiti

previsti dalle disposizioni che, nella disciplina del sistema legale di gestione, fanno

riferimento agli amministratori. 56

compiti statutari aggiuntivi: indicazione degli amministratori provvisti di potere di

 rappresentanza; riduzione del capitale sociale in caso di recesso del socio.

Le deleghe interne di poteri: può delegare le proprie attribuzioni ad uno o più dei suoi componenti:

con le regole ed i limiti previsti per gli organi delegati dal C.d.a.; nel sistema dualistico non sembra

possibile l'istituzione di un comitato esecutivo e non pare che la delega di poteri amministrativi

debba essere previamente autorizzata da apposita clausola dello statuto o dall'assemblea, a

differenza di quanto stabilito per il sistema legale di amministrazione.

Il presidente: anche il consiglio di gestione sceglie tra i suoi componenti il presidente, il quale convoca

l'organo, fissa il relativo ordine del giorno, dirige e coordina i lavori collegiali (in particolare, della

discussione e votazione), proclama i relativi risultati, apre e chiude la seduta.

Responsabilità: richiamo integrale della disciplina del consiglio di amministrazione relativa alla

responsabilità degli amministratori e alle azioni per farla valere - azione sociale, dei creditori, dei

singoli soci e dei terzi - si aggiunge però nel sistema dualistico l'attribuzione anche al consiglio di

sorveglianza della competenza a deliberare e a esercitare l'azione sociale di responsabilità.

Revoca di diritto: la deliberazione del consiglio di sorveglianza assunta a maggioranza di 2/3 dei suoi

componenti comporta, la revoca dall'ufficio dei consiglieri di gestione contro cui è proposta; e alla

loro sostituzione provvede contestualmente lo stesso consiglio di sorveglianza.

Il consiglio di sorveglianza può rinunziare all'esercizio dell’azione dallo stesso deliberata e proposta

e può transigerla, a condizione che la decisione sia presa a maggioranza assoluta dei suoi opponenti,

e purché non vi si oppongano tanti soci da integrare il quorum richiesto, dalla legge o dallo statuto.

ORGANO DI CONTROLLO

CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA

Composizione e nomina:

è costituito da almeno 3 componenti effettivi e da almeno 2 supplenti: almeno 1 componente

• effettivo ed 1 supplente devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso il

ministero della giustizia;

sono nominati dall’assemblea ordinaria (eccezion fatta per i primi nominati nello statuto), anche

• tra non soci, che dovrà rispettare i criteri di ineleggibilità (interdetto, componente del consiglio

di gestione), decadenza, nonché i requisiti di indipendenza previsti per i sindaci, oltre i requisiti

di onorabilità, professionalità e indipendenza eventualmente richiesti dallo statuto;

sono fatte salve peraltro le eventuali ipotesi di nomina «riservata» artt. 2351 (strumenti

• finanziari), 2449 (Stato o enti);

durano in carica per 3 esercizi sociali e sono rieleggibili senza limiti, la cessazione del

• consiglio uscente ha effetto dal momento in cui l'organo è stato ricostituito con una nuova

deliberazione assembleare di nomina;

se nel corso dell'esercizio vengono a mancare, per le più varie ragioni (rinuncia, morte,

• decadenza), uno o più consiglieri, alla loro sostituzione provvede senza indugio l'assemblea;

la revoca dei componenti dell'organo, come la nomina, compete all'assemblea ordinaria, che

• può provvedervi in qualunque tempo, purché col voto favorevole di almeno 1/5 del capitale

sociale, e salvo il diritto al risarcimento dei danni in favore del consigliere revocato senza

giusta causa.

Il presidente del consiglio di sorveglianza: è eletto dall'assemblea, anziché dai medesimi componenti

del consiglio il quale non può rimuoverlo.

I poteri sono determinati dallo statuto, è da ritenere che, spettino comunque al presidente poteri

almeno equivalenti a quelli del presidente del consiglio di amministrazione e del consiglio di

gestione.

Funzioni: 57

vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta

• amministrazione della società, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e

contabile della società;

relazione per iscritto almeno una volta all'anno all'assemblea sull'attività di vigilanza svolta;

• nomina e revoca i componenti del consiglio di gestione e ne determina il compenso, salvo che

• ciò sia attribuito dallo statuto all'assemblea.

approvazione il bilancio di esercizio e, ove redatto, del bilancio consolidato, documenti contabili

• entrambi a loro volta formati dal consiglio di gestione. Inammissibilità dell'impugnazione, dopo

approvato il bilancio dell'esercizio successivo; legittimazione limitata ai soci che riuniscano il

5% del capitale sociale, se il bilancio risulta approvato senza rilievi dal revisore. La

deliberazione consiliare di approvazione è impugnabile, oltre che dai soggetti legittimati anche

da parte dei soci ai sensi dell'art. 2377.

compito di convocare l'assemblea su richiesta dei soci di minoranza, se non vi provvede il

• consiglio di gestione;

legittimazione a impugnare le deliberazioni assembleari annullabili, adottando i provvedimenti

• conseguenti all'annullamento;

impugnare le deliberazioni del consiglio di gestione

• promozione dell’azione sociale di responsabilità nei confronti degli amministratori; riconosciuta

• la legittimazione a presentare al tribunale la denunzia delle gravi irregolarità eventualmente

compiute (art. 2409).

deliberazione, se previsto dallo statuto, in ordine ai piani strategici, industriali e finanziari della

• società predisposti dal consiglio di gestione.

Norme applicabili: si applicano al consiglio di sorveglianza e ai suoi componenti con il limite di

compatibilità, le regole sui sindaci.

Partecipazione alle sedute di assemblea e del consiglio di gestione: i componenti del consiglio di

sorveglianza devono partecipare alle assemblee e possono (potere/dovere nel quadro del

responsabile adempimento dei doveri di sorveglianza gravanti sull'organo) assistere alle adunanze

del consiglio di gestione.

Responsabilità: i componenti del consiglio di sorveglianza devono adempiere i loro doveri con la

diligenza richiesta dalla natura dell’incarico. Sono responsabili solidalmente con i componenti del

consiglio di gestione per i fatti o le omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se

avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica.

SISTEMA MONISTICO

Modello di amministrazione e controllo più semplificato e flessibile rispetto a quelli alternativi, nel

quale si privilegia la circolazione delle informazioni tra l’organo amministrativo e l’organo deputato

al controllo, con risparmi di tempo e costi ed elevati livelli di trasparenza.

Differenze rispetto al sistema ordinario:

l’amministrazione deve essere necessariamente affidata al consiglio di amministrazione (esclusa

• la possibilità di un amministratore unico), a cui si applica la disciplina dettata in tema di modello

tradizionale di amministrazione e controllo nei limiti della compatibilità.

almeno 1/3 dei componenti del consiglio di amministrazione deve essere in posso dei requisiti di

• indipendenza stabiliti per i sindaci e, se lo statuto lo prevede, di quelli al riguardo previsti da

codici di comportamento redatti da associazioni di categoria o da società di gestione di mercati

regolamentati;

il collegio sindacale (funzione di controllo) viene sostituito dal comitato per il controllo sulla

• gestione (funzioni di controllo sulla gestione), che viene nominato dal consiglio di

amministrazione al suo interno, requisiti uguali a quelli dei sindaci (indipendenza,

professionalità, onorabilità). 58

del controllo contabile della società deve essere incaricato un revisore, persona fisica o società di

• revisione, iscritto nel registro istituito presso il ministero della giustizia e nominato

dall’assemblea ordinaria. Nelle società aperte, il controllo contabile è obbligatoriamente

esercitato da una società di revisione, la quale, limitatamente a tali incarichi, è soggetta alla

disciplina sullo svolgimento dell'attività di revisione e alla vigilanza della Consob, anche se non

iscritta al relativo albo speciale.

Comitato per il controllo sulla gestione:

È composto da amministratori che non svolgono funzioni gestionali e che sono in possesso dei

requisiti di onorabilità e professionalità stabiliti dallo statuto e dei requisiti di indipendenza stabiliti

per i sindaci (indipendenti e non esecutivi non svolgono funzioni attinenti alla gestione) almeno

un dei componenti deve essere scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso

il Ministero della Giustizia;

Nomina:

i membri del comitato vengono nominati dallo stesso consiglio di amministrazione, salvo diversa

• disposizione dello statuto;

la legge non fissa limiti particolari per quanto attiene al numero dei membri del comitato, se non

• per le società aperte, per le quali è imposto un numero minimo di 3 componenti.

sono fatte salve peraltro le eventuali ipotesi di nomina «riservata» artt. 2351 (strumenti

• finanziari), 2449 (Stato o enti);

il comitato provvede a eleggere al suo interno il presidente, con il voto favorevole della

• maggioranza assoluta dei componenti.

nelle società quotate che adottano il sistema monistico lo statuto deve contenere clausole che

• riservino alle minoranze la nomina di almeno un membro del consiglio di amministrazione

destinato a far parte di diritto del comitato per il controllo della gestione (e a presiederlo, in

assenza di altri amministratori tratti dalla/e lista/e di minoranza).

Cessazione: in caso di morte, rinunzia, revoca o decadenza di un componente del comitato per il

controllo sulla gestione, il consiglio di amministrazione provvede senza indugio a sostituirlo,

scegliendolo tra gli altri amministratori in possesso dei requisiti a tal fine previsti; se ciò non è

possibile, provvede scegliendo una persona provvista di tali requisiti.

La durata nella carica del comitato di controllo coincide con quella del consiglio di

amministrazione.

Poteri del comitato per il controllo sulla gestione:

i componenti del comitato per il controllo sulla gestione possono, anche individualmente,

• chiedere agli altri amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate,

sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari;

possono, anche individualmente, chiedere al presidente la convocazione del comitato, indicando

• gli argomenti da trattare.

il comitato per il controllo sulla gestione può, previa comunicazione al presidente del consiglio

• di amministrazione, convocare il consiglio di amministrazione od il comitato esecutivo ed

avvalersi di dipendenti della società per l'espletamento delle proprie funzioni.

il comitato per il controllo sulla gestione, od un componente dello stesso appositamente delegato,

• può procedere in qualsiasi momento ad atti d'ispezione e di controllo nonché scambiare

informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di

amministrazione e controllo ed all'andamento generale dell'attività sociale.

Agli amministratori delle società quotate che adottino il sistema monistico è esteso il dovere di

riferire all'organo di controllo, con periodicità almeno trimestrale, sull'attività svolta e sulle

operazioni di maggior rilievo effettuate dalla società e dalle sue controllate, incluse le operazioni

59

nelle quali essi abbiano un interesse e quelle influenzate dal soggetto che esercita l'attività di

direzione e coordinamento.

Doveri: vigila sull'adeguatezza della struttura organizzativa della società, del sistema di controllo

• interno e del sistema amministrativo e contabile, nonché sulla sua idoneità a rappresentare

correttamente i fatti di gestione.

svolge gli ulteriori compiti affidatigli dal consiglio di amministrazione con particolare

• riguardo ai rapporti con i soggetti incaricati del controllo contabile.

Funzionamento: le regole di funzionamento del comitato per il controllo sulla gestione sono in gran

parte modellate sulla disciplina del collegio sindacale: anche il comitato deve riunirsi almeno ogni

90 giorni e delibera a maggioranza assoluta dei presenti, con espresso riconoscimento del diritto per

il componente dissenziente di fare iscrivere i motivi del proprio dissenso nel verbale delle riunioni

del collegio; verbale di cui si prescrive la redazione e la trascrizione nell'apposito libro delle

adunanze del comitato per il controllo sulla gestione.

Ai componenti del comitato è esteso il dovere di assistere alle assemblee e alle riunioni del comitato

esecutivo, oltre che alle adunanze del consiglio di amministrazione di cui essi fanno parte. A

differenza dei sindaci, il mancato intervento a tali riunioni - al pari della mancata partecipazione

nell'anno ad almeno due riunioni del comitato - non determina la decadenza dall'ufficio.

Denuncia art. 2409: istituto della denuncia di fatti censurabili, che dovrà essere proposta al comitato

per il controllo sulla gestione, in capo al quale sorgerà il potere-dovere di attivazione e di eventuale

convocazione dell'assemblea.

I provvedimenti previsti dall’art. 2409 possono essere adottati su richiesta del comitato per il

controllo della gestione.

La responsabilità nei confronti della società: non sono oggetto di espresso richiamo le norme che

disciplinano la retribuzione e l'azione di responsabilità sociale contro i sindaci. Nei confronti dei

membri del comitato per il controllo sulla gestione dovrebbero trovare applicazione, le

corrispondenti disposizioni in tema di compensi e responsabilità degli amministratori.

I BILANCI

STRUTTURA E FINALIT À DEL BILANCIO D'ESERCIZIO

Gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio, documento contabile, da redigersi al

termine di ogni esercizio annuale, che deve rappresentare, con chiarezza ed in modo veritiero e

corretto, la situazione patrimoniale e finanziaria della società ed il risultato economico

dell’esercizio (art. 2423 Redazione del bilancio).

Elementi:

conto economico: contiene tutte le variazioni intervenute nel patrimonio durante l’esercizio. Per

 differenza algebrica (ricavi-perdite) il conto economico espone il risultato dell'esercizio utile o

perdita.

stato patrimoniale: contiene la descrizione e la valutazione del patrimonio della società alla data

 di chiusura dell'esercizio e si suddivide in tre parti ideali:

attività,

- passività

- netto patrimoniale quale differenza contabile tra tutte le attività e tutte le passività.

-

Dallo stato patrimoniale si desume anche l'informazione circa la situazione finanziaria della

società, e cioè i debiti secondo la rispettiva scadenza e le attività secondo il grado della loro

traducibilità in danaro. 60

nota integrativa: il cui contenuto è rivolto sostanzialmente a dare ragione dei dati esposti nello

 stato patrimoniale e nel conto economico. È un documento nel quale gli amministratori devono

rendere taluni chiarimenti e precisazioni indispensabili per una compiuta lettura dei documenti

contabili.

Funzioni: illustrare, al termine di ogni esercizio, il valore del patrimonio sociale;

• rappresentare la situazione finanziaria della società, cioè la quantità e qualità

• dell’indebitamento e delle disponibilità dell’impresa sociale;

indicare il risultato economico dell’esercizio, specificando gli utili conseguiti o le perdite

• sofferte;

informare i soci, creditori sociali ed i terzi circa le vicende economiche della società.

REDAZIONE DEL BILANCIO D'ESERCIZIO

La redazione del bilancio è soggetta a disciplina la cui violazione è assistita da sanzioni penali:

obbligo di redazione periodica del bilancio: gli amministratori non sono liberi di redigere o

 meno il bilancio, devono farlo almeno una volta l'anno e sottoporlo all'organo competente per

l'approvazione.

Un anno è il termine massimo di durata dell'esercizio, lo statuto sociale può fissare la durata in

un arco temporale inferiore, con il limite però che esso non sia eccessivamente breve.

obbligo di redigere il bilancio con chiarezza:

 consiste in una modalità dell’esposizione che consenta la comprensione del documento da

• parte dei destinatari, se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono

sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire le informazioni

complementari necessarie allo scopo;

obbligo di motivare in nota integrativa le deroghe quando casi eccezionali richiedano di

• disapplicare disposizioni di legge per non pregiudicare la rappresentazione veritiera e corretta.

Il principio di chiarezza è alla base dell'intera disciplina della nota integrativa; essa deve

indicare, i criteri utilizzati dai redattori nella valutazione delle singole voci di bilancio, deve

poi, contenere numerose informazioni necessarie a spiegare i numeri appostati nei conti.

obbligo di rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria

 della società e del risultato economico dell'esercizio: la veridicità delle rappresentazioni si

realizza essenzialmente con il comportamento di buona fede del redattore del bilancio rivolto a

fornire ai destinatari una informazione adeguata alla comprensione del valore rappresentato. La

correttezza delle rappresentazioni consiste nel rispetto dei principi di redazione e dei criteri di

valutazione.

Criteri generali di valutazione art. 2423-bis

valutazione delle voci va fatta secondo prudenza.

1. valutazione delle voci dev'essere fatta nella prospettiva della continuazione dell'attività.

2. valutazione delle voci dev'essere fatta tenendo conto della funzione economica dell'elemento

3. attivo o del passivo considerato.

utili possono essere indicati in bilancio solo se realizzati alla data di chiusura dell'esercizio.

4. criteri di valutazione delle voci di bilancio non possono essere modificati da un esercizio

5. all'altro.

obbligo di appostazione delle voci a bilancio secondo il principio di competenza.

6. effetti prodotti sui processi valutativi di bilancio dall'introduzione dei principi contabili

7. internazionali (International Accounting Standards, International Financial Reporting

Standards - I ). Gli I introducono un criterio di valutazione dei cespiti, fair value,

FRS FRS

«valore equo» o «corretto» di un'ipotetica cessione avente ad oggetto il cespite alla data di

chiusura dell'esercizio. Anziché iscrivere la posta secondo il valore corrispondente al costo

61

storicamente sostenuto per l'acquisto, essa si iscrive al valore di un'ipotetica rivendita al

momento attuale, in una parola al valore di mercato.

L'ARTICOLAZIONE INTERNA DEL BILANCIO D'ESERCIZIO

Sia lo stato patrimoniale sia il conto economico devono essere redatti rispettando rigorosamente le

regole di struttura fissate negli artt. 2423-ter ss.

STRUTTURA DELLO STATO PATRIMONIALE (art. 2424) si articola in due categorie di voci:

ATTIVO:

crediti verso soci per versamenti ancora dovuti

• immobilizzazioni: cioè attività stabilmente destinate al processo produttivo e non destinate a

• rivendita es. fabbricati diritti di brevetto;

attivo circolante: cioè destinato a tradursi in denaro, oltre o entro l'esercizio successivo,

• oppure già rappresentato da disponibilità liquide;

ratei e risconti attivi (poste di raccordo): cioè proventi di competenza l'esercizio, ma esigibili

• in quelli successivi;

PASSIVO:

fondi per rischi e oneri;

• trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato;

• debiti;

• ratei e risconti passivi (poste di raccordo): costi di competenza dell'esercizio, ma che saranno

• sostenuti in quelli successivi;

patrimonio netto: esprime la differenza tra il valore contabile di tutte le attività e quello di

• tutte le passività; esprime cioè il valore netto contabile della società. Contiene:

capitale sociale rappresenta il valore della ricchezza che i soci apportano alla società nel

- momento iniziale e tramite successivi aumenti, e cioè l’ammasso dei conferimenti. È un

valore fisso, perché rappresenta un apporto storicamente avvenuto una volta per tutte, può

essere modificato solo ad opera dell'assemblea, ove ne ricorrano i presupposti. Non risente

del fatto che i beni concretamente apportati all'atto del conferimento siano o meno ancora

fisicamente presenti nel patrimonio.

riserve possono avere due origini:

-

riserve che originano da utili dell'esercizio: una parte dell'utile prodotto da attività deve o può

 essere trattenuta a riserva.

riserva legale: dagli utili netti annuali deve essere dedotta una somma corrispondente almeno

• a 1/20 per costituire una riserva fino a che essa non abbia raggiunto almeno 1/5 del capitale

sociale, se nel tempo vi fossero perdite in misura tale da eroderla, essa deve essere ricostituita;

riserva statutaria: lo statuto può prevedere a sua volta l'obbligo di destinare a riserva una

• frazione aggiuntiva degli utili netti;

riserva deliberata dall’assemblea: l’assemblea ordinaria dei soci ha facoltà di destinare a

• riserva un'ulteriore porzione di utili (facoltativa);

riserve di patrimonio: si producono per effetto di apporti patrimoniali esterni o di eventi che

 concernono il patrimonio della società, in ogni caso in modo avulso dall'andamento della

gestione:

riserva sovrapprezzo azioni: quando si realizza un aumento di capitale emettendo azioni con

• sovrapprezzo, l'apporto patrimoniale effettuato dai soci si divide logicamente in due

componenti, l'una il capitale sociale, l'altra il sovrapprezzo, che rappresenta anch'esso un

elemento patrimoniale non prodotto dalla società ma ricevuto dall'esterno;

riserva da rivalutazione monetaria: se la società si avvale della facoltà, prevista di volta in

• volta da apposite leggi tributarie, di rivalutare in attivo di stato patrimoniale il valore di taluni

cespiti (ad es. gli immobili), essa apposta in patrimonio netto una riserva di pari importo;

62

riserva azioni proprie: quando la società acquista azioni proprie, è obbligata ad appostare una

• riserva indisponibile pari all'importo delle azioni proprie iscritto in attivo di bilancio.

STRUTTURA DEL CONTO ECONOMICO (art. 2425) voci essenziali:

valore della produzione: ricavi generati dalla cessione dei beni o delle prestazioni

• caratteristiche dell'impresa;

costi della produzione: costi sostenuti per produrre i ricavi caratteristici;

• proventi e oneri finanziari: ricavi da prestito di denaro/costi per l'approvvigionamento di

• denaro, nonché ricavi/costi da partecipazioni;

rettifiche di valore di attività finanziarie: cioè rivalutazioni e svalutazioni di partecipazioni e

• titoli;

proventi e oneri straordinari.

BILANCIO IN FORMA ABBREVIATA art. 2435-bis: è consentita, la redazione del bilancio in forma

abbreviata quando:

la società non abbia emesso titoli negoziati in mercati regolamentati;

a) nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi non abbia superato due tra i

b) seguenti limiti:

totale dell'attivo di stato patrimoniale: 4.400.000 euro;

1. ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 euro;

2. dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 50 unità.

3.

Quando la società che redige il bilancio abbreviato per due esercizi consecutivi superi almeno due

dei limiti, essa deve tornare a redigere il bilancio ordinario.

Consentire alle società di piccole dimensioni e di esiguo giro di affari di rendere un'informativa di

bilancio meno analitica, sono semplificati e ridotti gli schemi dello stato patrimoniale, del conto

economico e della nota integrativa.

Possibilità di omettere la redazione della relazione sulla gestione se la nota integrativa contiene

certe sufficienti indicazioni.

REDAZIONE E APPROVAZIONE DEL BILANCIO D'ESERCIZIO

Procedimento di approvazione del bilancio d’esercizio nel sistema ordinario

 Il bilancio è atto degli amministratori, del cui contenuto essi portano integrale ed esclusiva

responsabilità, indipendentemente dal fatto che esso sia stato approvato dall'assemblea.

La relazione sulla gestione: gli amministratori devono accompagnare al bilancio una propria

relazione sulla gestione, avente a oggetto la situazione della società e l'andamento della gestione.

Relazione del collegio sindacale e del controllore contabile: almeno 30 giorni prima

dell'assemblea che deve discuterlo gli amministratori devono comunicare il bilancio con la

relazione al collegio sindacale il quale deve a sua volta riferire all'assemblea con una relazione sui

risultati dell'esercizio sociale e sull'attività svolta nell'adempimento dei suoi doveri. Anche il

soggetto incaricato del controllo contabile deve predisporre analoga relazione, nel caso di s.p.a.

quotata la relazione degli amministratori è sottoposta al controllo di una società di revisione.

Deposito presso la sede sociale: durante i 15 giorni che precedono l'assemblea che deve

approvarlo, e fino all'approvazione, il bilancio, deve rimanere depositato in copia presso la sede

sociale a disposizione dei soci, che possono prenderne visione. Assieme al bilancio vanno depositati

anche in copia integrale gli ultimi bilanci delle società controllate e un prospetto riepilogativo dei

dati essenziali dell'ultimo bilancio delle collegate.

Approvazione: sul progetto di bilancio delibera l’assemblea ordinaria o il consiglio di sorveglianza

(se sistema dualistico), entro 30 giorni una copia del bilancio approvato deve essere depositata

presso l’ufficio del registro delle imprese. 63

Procedimento nel sistema monistico

 Manca il collegio sindacale e le funzioni di controllo sulla gestione sono affidate a un comitato

interno al consiglio di amministrazione. Ciò ha la conseguenza che non possono operare le

disposizioni in tema di procedimento di formazione del bilancio che prevedono l'intervento del

collegio sindacale. Come per il modello ordinario, il bilancio è formato dal consiglio di

amministrazione e sottoposto all'approvazione dell'assemblea dei soci; v'è obbligo di comunicare il

bilancio con la relazione al soggetto incaricato del controllo contabile almeno 30 giorni prima

dell'assemblea; quest'ultimo ha a sua volta l'obbligo di depositare la propria relazione almeno 15

giorni prima dell'assemblea.

Procedimento nel sistema dualistico

 Rispetto agli altri modelli la competenza all'approvazione del progetto di bilancio, non appartiene

all'assemblea dei soci ma al consiglio di sorveglianza. Il consiglio di gestione redige il bilancio, di

cui porta responsabilità anche in caso di successiva approvazione da parte del consiglio di

sorveglianza. Il consiglio di sorveglianza, pur avendo il potere di approvare il bilancio, deve poi

informare l'assemblea dell'attività di sorveglianza svolta (compito che spetta altrimenti nel sistema

ordinario al collegio sindacale in sede di relazione al bilancio). Il deposito del bilancio e degli altri

documenti (tranne la relazione del collegio sindacale, che non c'è) deve essere fatto presso la sede

sociale nei 15 giorni antecedenti l'approvazione da parte del consiglio di sorveglianza.

Impugnazione della delibera di approvazione: la delibera assembleare di approvazione del bilancio è

soggetta a impugnazione secondo le comuni regole dell'art. 2377 (in caso di vizi comportanti

l'annullabilità) e dell'art. 2379 (in caso di vizi che comportano la nullità). Anche la delibera di

approvazione del bilancio da parte del consiglio di sorveglianza, nel sistema dualistico, può essere

impugnata sia dai soci sia dai membri del consiglio stesso assenti o dissenzienti per annullabilità e

nullità da chiunque vi abbia interesse.

Le azioni di annullamento e di nullità nei confronti delle delibere di bilancio non possono essere

proposte dopo che è avvenuta l'approvazione del bilancio successivo.

La legittimazione ad impugnare la deliberazione di approvazione del bilancio su cui il revisore non

ha formulato rilievi spetta a tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale sociale.

DESTINAZIONE DEL RISULTATO D'ESERCIZIO

Solo dopo che è stato approvato il bilancio, che evidenzia il risultato dell'esercizio, può stabilirsi

l'eventuale utile.

Utili e dividendi: art. 2433

L'assemblea (qualunque sia il modello organizzativo prescelto) delibera discrezionalmente se

distribuire o meno l'utile disponibile («dividendo»). Il socio non ha un diritto soggettivo bensì una

mera aspettativa all'assegnazione della sua quota parte di utile: non può, pretendere che la quota gli

venga pagata, né l'assemblea è tenuta a motivare perché non intenda deliberarne la distribuzione. In

alternativa alla distribuzione, si potrà accantonare in tutto o in parte l'utile d'esercizio a riserve

ulteriori rispetto a quella legale.

I dividendi distribuiti in applicazione delle regole non devono essere restituiti dai soci alla società

qualora siano stati riscossi in buona fede in base al bilancio regolarmente approvato, dal quale

risultino utili netti corrispondenti.

i dividendi sugli utili possono essere corrisposti soltanto per utili realmente conseguiti e risultanti

• dal bilancio regolarmente approvato.

la distribuzione di acconti sui dividenti (somme a titolo di ripartizione di utili durante l'esercizio,

• prima che esso si chiuda e venga approvato il bilancio) è consentita solo alle società il cui

64

bilancio è assoggettato per legge al controllo da parte di società di revisione iscritte all’albo

speciale (ad esempio, società con azioni quotate in borsa), per le quali lo statuto espressamente

ne preveda la possibilità.

Sono gli amministratori, e non l'assemblea, a deliberare la distribuzione degli acconti dividendo.

se si verificano perdite del capitale sociale, non può farsi luogo a ripartizione di utili fino a che il

• capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente;

art. 2430 Riserva legale: dagli utili netti annuali deve essere dedotta una somma corrispondente

• almeno alla ventesima parte di essi per costituire una riserva, fino a che questa non abbia

raggiunto 1/5 del capitale sociale con obbligo di reintegrarla se per qualunque ragione, una volta

completata, essa sia successivamente erosa da perdite d'esercizio.

BILANCIO CONSOLIDATO

La legge prevede, nei casi in cui esistono situazioni di controllo tra due o più imprese, la redazione

del bilancio consolidato che è finalizzato a descrivere l’andamento composito della gestione.

Assolve allo scopo di rappresentare la situazione patrimoniale e il risultato economico del

complesso delle società legate da un rapporto di controllo come se si trattasse di un'unica impresa

superando in tal modo i limiti informativi insiti nel bilancio d'esercizio.

Soggetti obbligati:

L'obbligo di redigere il bilancio consolidato grava su:

tutte le società di capitali, le società cooperative e gli enti pubblici economici che controllino

• un'altra impresa;

società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea

• ordinaria;

società in cui un’altra società dispone dei voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante

• nell’assemblea ordinaria;

società in cui un’altra ha diritto, in virtù di un contratto o di una clausola statuaria, di esercitare

• un’influenza dominante, quando la legge applicabile consenta tali clausole

società in cui un’altra, in base ad accordi con altri soci, controlla da sola la maggioranza dei

• diritti di voto.

Casi di esenzione dall’obbligo:

l'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, ossia il gruppo complessivamente

• considerato, abbia una dimensione ridotta;

la società controllante sia a sua volta controllata da altra società.

L'area di consolidamento

Imprese i cui bilanci debbono essere riversati nel bilancio consolidato al fine di determinare in un

unico documento contabile la situazione economica e patrimoniale del gruppo.

Di regola, tutte le imprese controllate, ovunque situate, devono essere consolidate:

casi che possono giustificare un’esclusione facoltativa:

 la sostanziale irrilevanza, sotto il profilo economico, della società controllata;

1. la soggezione dei diritti della controllante a gravi e durature restrizioni (come ad esempio

2. quella che potrebbe derivare dal pegno o dal sequestro delle azioni);

l'impossibilità di ottenere tempestivamente le informazioni necessarie al consolidamento della

3. partecipazione allorché, ad esempio, quest'ultima sia stata acquistata in prossimità della

chiusura dell'esercizio;

l'intenzione di rivendere a breve la partecipazione (c.d. trading di azioni) anziché utilizzarla

4. come strumento di esercizio del controllo.

casi di esclusione obbligatoria: quando l'attività esercitata dall'impresa è totalmente diversa da

 quella delle altre imprese del gruppo.

Struttura e principi di redazione del bilancio consolidato 65

Dal punto di vista della struttura, il bilancio consolidato è in tutto simile al bilancio d'esercizio:

viene predisposto dagli amministratori dell’impresa controllante ed è costituito dallo stato

• patrimoniale, dal conto economico, e dalla nota integrativa;

deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria ed il

• risultato economico del complesso delle imprese costituito dalla controllante e dalle controllate;

nella redazione del bilancio consolidato devono essere riportati gli elementi dell’attivo e del

• passivo, nonché i proventi e gli oneri delle imprese escluse nel consolidamento;

gli elementi dell’attivo e del passivo devono essere valutati con criteri uniformi ed i criteri di

• valutazione devono essere, di regola, quelli utilizzati nel bilancio di esercizio dell’impresa che

redige il bilancio consolidato;

dev'essere corredato da una relazione degli amministratori che illustri la situazione complessiva

• delle imprese in esso incluse e l'andamento della gestione nel suo insieme;

bilancio consolidato e relazione sulla gestione sono assoggettati al controllo nelle forme previste

• per il bilancio d’esercizio dell’impresa controllante;

una copia deve essere depositata nell’ufficio del registro delle imprese, insieme al bilancio di

• esercizio.

Redazione:

Il bilancio consolidato è redatto dall'organo amministrativo della società controllante ed è soggetto a

pubblicazione nel registro delle imprese insieme al bilancio d'esercizio. Nelle società che adottano il

sistema dualistico, il consolidato dev'essere approvato dal consiglio di sorveglianza. Le società

controllate sono obbligate a fornire tempestivamente alla capogruppo le informazioni da questa

richieste ai fini della redazione del bilancio consolidato.

I controlli: spetterà al revisore o, per le società aperte, alla società di revisione, il compito di:

verificare che il bilancio consolidato corrisponda alle risultanze delle scritture contabili e degli

• accertamenti eseguiti;

verificare che il documento sia redatto in conformità alle norme per esso dettate;

• esprimere con apposita relazione un giudizio su di esso.

L’accertamento di eventuali vizi del bilancio consolidato: i soci della capogruppo potranno ricorrere

all'autorità giudiziaria per far accertare la (non) conformità del bilancio consolidato alle norme che

ne disciplinano la redazione e per chiedere agli amministratori di apportare ad esso le opportune

modifiche. Le azioni di annullamento e di nullità nei confronti delle delibere di bilancio non

possono essere proposte dopo che è avvenuta l'approvazione del bilancio successivo.

La legittimazione ad impugnare la deliberazione di approvazione del bilancio su cui il revisore non

ha formulato rilievi spetta a tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale sociale.

Analoga facoltà è inoltre prevista, ma questa volta solo per i bilanci consolidati delle società

quotate, in capo alla Consob, la quale potrà esercitarla nel termine di sei mesi dal deposito di tale

documento presso il registro delle imprese.

LE MODIFICAZIONI DELL’ATTO COSTITUTIVO

Procedimento: il procedimento attraverso il quale modificare l'atto costitutivo ripete, quello previsto

per l'iscrizione originaria art. 2436 e art. 2330:

30 anziché 20 giorni per l’iscrizione nel registro delle imprese

• il notaio, viene coinvolto nella doppia veste di verbalizzatore, prima, e di verificatore della

• conformità alla legge della decisione verbalizzata, poi. Come verbalizzatore egli deve

registrare, documentandola in un atto pubblico, la deliberazione cui ha assistito; ma non è

tenuto soltanto per questo, poi, a richiederne l'iscrizione quando, nella sostanza, ritenesse la

deliberazione contraria a qualche norma imperativa. In tal caso, il notaio deve rifiutarsi di

66

procedere all'iscrizione, dandone tempestiva comunicazione agli amministratori. A questi

ultimi poi spetterà, entro 30 giorni, di interpellare l'assemblea sul da farsi (rinunciare alla

deliberazione oppure ripeterla senza le sospettate illegittimità), o rimettere la valutazione

della deliberazione al tribunale. Se l'autorità giudiziaria riscontra «l'adempimento delle

condizioni richieste dalla legge», ordina l'iscrizione della delibera modificativa nel registro

delle imprese, al cui ufficio spetta sempre, un controllo meramente formale sulla

documentazione presentatagli.

Quando il procedimento, per l'una o l'altra delle ragioni, non si completi nei termini, la

deliberazione diviene definitivamente inefficace. Finché si è nei termini, l'efficacia resta sospesa

anche nei rapporti interni alla società; la deliberazione non produce effetti se non dopo l’iscrizione.

RECESSO DELL'AZIONISTA

Col recesso l'azionista comunica alla società la propria volontà di svincolarsi dal rapporto sociale,

ottenendo la liquidazione della propria partecipazione azionaria. È anche possibile che il recesso sia

esercitato con riferimento ad alcune soltanto delle azioni possedute. La possibilità di recedere non è

tuttavia incondizionata, spettando il relativo diritto nei soli casi previsti dalla legge e dall'atto

costitutivo.

Il socio ha diritto di recedere Art. 2437

in qualunque momento, con un preavviso di 180 giorni, se la società è costituita a tempo

• indeterminato e le azioni non sono quotate in un mercato regolamentato; lo statuto può

prevedere un termine maggiore, non superiore ad un anno

• quando non abbia concorso all’assunzione di una delibera riguardante:

la modifica della clausola dell'oggetto sociale, quando consente un cambiamento

- significativo dell'attività della società;

la trasformazione della società;

- il trasferimento della sede sociale all'estero;

- la revoca dello stato di liquidazione;

- l'eliminazione di una o più cause di recesso previste in aggiunta a quelle inderogabili;

- la modifica dei criteri di determinazione del valore dell'azione in caso di recesso;

- le modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione.

-

• salvo che lo statuto disponga diversamente, hanno diritto di recede i soci che non hanno

concorso all’approvazione delle delibere riguardanti:

la proroga del termine;

- vincoli alla circolazione dei titoli azionari o dequotazione di azioni già quotate;

-

nei casi stabiliti dallo statuto, nelle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di

• rischio;

nei casi previsti in sede di disciplina dell’attività di direzione e coordinamento.

Termini e modalità di esercizio:

il recesso va esercitato mediante raccomandata spedita entro 15 giorni dall'iscrizione nel

• registro delle imprese della deliberazione che lo legittima, o, se si tratta di condizione

diversa da una deliberazione, entro 30 giorni dalla sua conoscenza.

le azioni per le quali è esercitato il diritto di recesso non possono essere cedute e devono

• essere depositate presso la sede sociale.

il recesso non può essere esercitato e, se già esercitato, è privo di efficacia, se entro 90

• giorni, la società revoca la delibera che lo legittima o se è deliberato lo scioglimento della

società.

Criteri di determinazione del valore delle azioni:

il socio ha diritto alla liquidazione delle azioni per le quali esercita il recesso

• 67

azioni non quotate: il valore di liquidazione delle azioni è determinato dagli amministratori,

• sentito il parere del collegio sindacale e del soggetto incaricato della revisione contabile, tenuto

conto della consistenza patrimoniale della società (quale risulta dal bilancio), e delle sue

prospettive reddituali, nonché dell’eventuale valore di mercato delle azioni.

azioni quotate: valore di mercato il valore di liquidazione delle azioni quotate in mercati

• regolamentati è determinato facendo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei

sei mesi che precedono la pubblicazione ovvero ricezione dell’avviso di convocazione

dell’assemblea le cui deliberazioni legittimano il recesso.

lo statuto può stabilire criteri diversi di determinazione del valore di liquidazione.

• i soci hanno diritto di conoscere la determinazione del valore nei 15 giorni precedenti alla data

• fissata per l’assemblea; ciascun socio ha diritto di prenderne visione e di ottenere copia a proprie

spese.

Procedimento di liquidazione:

Le azioni vengono prima offerte in opzione agli altri azionisti ed ai possessori di obbligazioni

convertibili. In caso di mancato acquisto, in tutto o in parte, vengono offerte ai terzi.

In caso di mancato collocamento vengono rimborsate attingendo prima agli utili e alle riserve

disponibili della società e poi, se quelli non bastassero, annullando le azioni e riducendo in

corrispondenza il capitale; a meno che, non si decida o non si sia costretti (per l'opposizione dei

creditori) a rinunciare a quest'ultima soluzione, provocandosi lo scioglimento della società.

OPERAZIONI SUL CAPITALE SOCIALE

Le variazioni del capitale sociale possono essere in aumento o in diminuzione e si attuano mediante

modificazioni dello statuto, deliberate dall’assemblea straordinaria ed iscritte nel registro delle

imprese.

AUMENTO DEL CAPITALE

Mediante passaggio riserve a capitale (AUMENTO NOMINALE O GRATUITO)

Passaggio di riserve a capitale Art. 2442:

assemblea può aumentare il capitale, imputando a capitale le riserve facoltative o statutarie e gli

• altri fondi disponibili iscritti a bilancio e risultanti da plusvalenze dell’attivo patrimoniale

(esclusa quindi, la riserva legale);

le azioni di nuova emissione devono avere le stesse caratteristiche di quelle in circolazione, e

• devono essere assegnate gratuitamente agli azionisti in proporzione di quelle da essi già

possedute;

l’aumento di capitale può attuarsi anche mediante aumento del valore nominale delle azioni in

• circolazione.

Mediante nuovi conferimenti (AUMENTO REALE O A PAGAMENTO)

Effettuato incamerando nuovi conferimenti a fronte dell'emissione di nuove azioni, aumento «reale»

o «a pagamento» del capitale sociale, perché all'aumento dell'importo monetario che statutariamente

lo esprime corrisponde l'effettiva acquisizione, da parte della società, di nuova, reale ricchezza

pagata dai sottoscrittori delle azioni di nuova emissione.

Presupposti e procedimento Art. 2438 Aumento di capitale:

Un aumento di capitale non può essere eseguito fino a che le azioni precedentemente emesse non

siano interamente liberate.

L'operazione presuppone, al pari di ogni altra modificazione dell'atto costitutivo, una deliberazione

dell'assemblea straordinaria che fissi almeno l'importo dell'aumento, la categoria e il prezzo delle

azioni da emettersi.

Lo statuto, può rimettere la decisione agli amministratori (aumento delegato del capitale).

68

Sottoscrizione e versamenti: è richiesta l'effettiva sottoscrizione delle azioni da emettersi a fronte

dell'aumento e il versamento dei corrispondenti conferimenti. Occorrerà che l'aumento di capitale

deliberato venga integralmente sottoscritto, pena, l'inefficacia di tutto il procedimento e quindi

anche delle sottoscrizioni raccolte. La stessa deliberazione di aumento del capitale può prevedere

l'eventualità di una sottoscrizione parziale (c.d. aumento scindibile), consentendo, in questo caso, un

corrispondente ridimensionamento dell'aumento da eseguirsi; il quale, allora, resterebbe efficace in

tal misura. Il versamento dei conferimenti, deve attuarsi secondo modalità e misure analoghe a

quelle previste in sede di costituzione della società, con l'unica differenza che, nel caso qui

considerato, essendo la società già costituita, il 25% dei conferimenti in denaro e l'eventuale

soprapprezzo stabilito dovranno essere versati direttamente alla società e non ad una banca.

Iscrizione: a conclusione del procedimento nei 30 giorni dall'avvenuta sottoscrizione delle azioni di

nuova emissione, gli amministratori devono depositare per l'iscrizione nel registro delle imprese

un'attestazione che l'aumento del capitale è stato eseguito.

I versamenti in conto capitale: rapporti che si creano fra soci e società, in virtù dei quali i primi

apportano risorse finanziarie alla seconda a titolo di capitale di rischio, accettando cioè, di vedere la

propria pretesa alla restituzione dell'apporto subordinata a quelle dei creditori sull'intero patrimonio

sociale, comprensivo di quell'apporto. A fronte di tali apporti non vi è, o non vi è ancora, una

deliberazione di aumento del capitale. Possono così distinguersi:

Diritto di opzione Art. 2441

A ciascun socio spetta sulle azioni di nuova emissione il cd. diritto di opzione, cioè il diritto di

sottoscrivere tali azioni di nuova emissione a preferenza di soggetti estranei alla società, in

proporzione alla quota già posseduta.

è un diritto potestativo di contenuto patrimoniale, assicura al socio la possibilità di conservare la sua

posizione nella società.

Esercizio del diritto: l'opzione dovrà essere pubblicamente offerta dagli amministratori con termini e

modalità che variano per società:

quotate: rispettando la disciplina della sollecitazione all'investimento e concedendo un termine

• non inferiore a 15 giorni;

non quotate: depositando l'offerta presso il registro delle imprese e concedendo un termine non

• inferiore a 30 giorni.

Le azioni inoptate: v'è la possibilità che le azioni e le obbligazioni convertibili in azioni offerte

restino inoptate; in questa eventualità è possibile:

per gli azionisti di società non quotate che esercitino la propria opzione, prenotare

• contestualmente parte o anche tutte le azioni rimaste inoptate dagli altri, ottenendole poi - se la

domanda eccedesse l'offerta - nella misura che scaturirà da un eventuale riparto fra tutti i

richiedenti sulla base delle rispettive partecipazioni.

società quotata, i diritti di opzione non esercitati debbono essere offerti in borsa per conto della

• società.

Qualora poi, le azioni restassero inoptate, occorrerebbe prendere atto che la sottoscrizione

dell'aumento di capitale deliberato è mancata in tutto o in parte.

Casi di esclusione o limitazione del diritto: una tale possibilità non può essere prevista in via generale

dallo statuto, ma solo essere decisa dalla singola deliberazione assembleare di aumento del capitale

sociale, da adottarsi a maggioranze rafforzate nei seguenti casi:

se l’aumento del capitale avviene con conferimenti in natura;

a) quando l'interesse della società lo esiga;

b) quando le azioni di nuova emissione vengano offerte in sottoscrizione ai dipendenti della

c) società o di società che la controllano o da cui è controllata;

quando si tratti di società quotate il cui statuto, escluda il diritto di opzione nei limiti del 10%

d) del capitale sociale preesistente. 69

Legge impone agli amministratori di redigere una relazione che dia conto dei criteri adottati per la

determinazione del prezzo di emissione.

Sovrapprezzo: il sovraprezzo è dato dalla differenza tra il prezzo, corrispettivo dovuto dall’azionista a

titolo di conferimento, e il valore nominale delle azioni ricevute. Prezzo che dovrà eccedere il

valore nominale o il «valore contabile» delle azioni di nuova emissione, quante volte il patrimonio

sociale ecceda la misura del capitale sociale e allora le nuove azioni, che «danno diritto» ad una

frazione di quel patrimonio, «rivelino» un valore reale superiore al loro valore nominale. La

relazione, dovrà essere corredata (oltre che della relazione di stima) del parere dell'organo di

controllo o della società di revisione contabile per le società quotate proprio sulla congruità del

prezzo di emissione, per poi essere messa a disposizione dei soci prima dell'assemblea, affinché essi

possano deliberare, con la dovuta consapevolezza, l'esclusione o la limitazione del proprio diritto e

il prezzo di emissione. Prezzo che, per conformarsi quanto più al valore reale delle azioni, andrà

determinato in base al patrimonio netto della società e tenendo conto, per le azioni quotate, anche

dell'andamento delle quotazioni nell'ultimo semestre.

Opzione indiretta: non viene considerato escluso o limitato il diritto di opzione quando il suo esercizio

viene consentito ai possessori di azioni o di obbligazioni convertibili, ma attraverso

l'intermediazione di soggetti autorizzati al collocamento di strumenti finanziari (soprattutto banche

o società finanziarie). Essi, secondo quanto previsto dalla deliberazione di aumento del capitale e

dietro compenso della società, sottoscrivono le azioni di nuova emissione al solo fine di tenerle a

disposizione dei titolari del diritto di opzione e consentirne allora un esercizio anche al di là degli

stretti termini altrimenti previsti. All'intermediario viene interdetto l'esercizio del diritto di voto

relativo alle azioni provvisoriamente detenute. Provvisorietà che tuttavia potrebbe anche

concludersi col mancato esercizio del diritto di opzione nei termini convenuti, così consolidandosi,

nell'inerzia degli aventi diritto, la piena titolarità della partecipazione azionaria in capo

all'intermediario.

Il warrant: strumento finanziario, quotato in Borsa, consistente in un contratto a termine che conferisce

la facoltà di sottoscrivere, l'acquisto o la vendita di una certa attività finanziaria sottostante ad un

prezzo e ad una scadenza stabilita. Il diritto di opzione, incorporato in titoli all'ordine o al portatore

detti «buoni di sottoscrizione» warrants, può essere a sua volta «offerto», ai soci in proporzione al

numero delle azioni possedute, in concomitanza con una deliberazione (modificativa dell'atto

costitutivo) che autorizzi un futuro aumento di capitale. Il capitale «a servizio» così «autorizzato»

risulterà allora effettivamente aumentato man mano che il diritto di opzione verrà esercitato

sottoscrivendo e pagando le azioni di nuova emissione così richieste. L'acquisto del warrant, che

può essere autonomo o accedere all'emissione di azioni od obbligazioni, non comporta l'anticipo del

prezzo delle azioni di nuova emissione, ma il pagamento di un suo autonomo prezzo che resterà

comunque acquisito alla società laddove l'opzione non fosse esercitata nei termini convenuti.

RIDUZIONE DEL CAPITALE

La riduzione del capitale sociale può avere luogo sia mediante liberazione dei soci dall’obbligo dei

versamenti ancor dovuti, sia mediante rimborso del capitale sociale ai soci.

Non è escluso, che la riduzione possa avvenire anche attraverso un'imputazione a riserve disponibili

di ricchezza già imputata a capitale, e dunque non restituendo immediatamente, ma rendendo

distribuibili ai soci somme prima indisponibili.

L'avviso di convocazione dell'assemblea dovrà indicare ai soci le modalità e soprattutto quali

ragioni consiglino, o quantomeno non sconsiglino, la riduzione.

Opposizione dei creditori: i creditori sociali possono opporsi alla deliberazione, entro 3 mesi dalla

sua iscrizione nel registro delle imprese, adducendo che la riduzione della garanzia patrimoniale

offerta dalla società potrebbe procurare loro un fondato pregiudizio. Il tribunale, chiamato a

decidere sull'opposizione, dovrà pronunciarsi, consentendo la riduzione soltanto quando il

70

pregiudizio paventato si riveli in sostanza infondato, o scongiurato da una cauzione che la società

sarà allora tenuta a prestare a favore degli opponenti.

Esecuzione: la deliberazione di riduzione del capitale può eseguirsi solo dopo 90 giorni dalla data

della sua iscrizione, purché nessun creditore abbia fatto opposizione. Tale esecuzione, oltre alla

modificazione della clausola statutaria che fissa il capitale sociale nominale e alla riappropriazione

da parte dei soci di parte del loro iniziale investimento, comporta, di conseguenza, un

corrispondente intervento sulle azioni in circolazione. Le quali:

potranno essere sostituite con azioni recanti un valore nominale proporzionalmente ridotto;

a) potranno essere acquistate e successivamente annullate dalla società;

b) potranno essere direttamente annullate dalla società, quando si tratti di azioni che in qualche

c) modo si trovino già nella sua disponibilità.

Cause della riduzione:

perdite

• morosità degli azionisti, se le loro azioni rimangono invendute o si annullano;

• recesso di azionisti;

• inferiorità del valore dei beni conferiti in natura di oltre 1/5 rispetto al valore per cui avviene

• il conferimento;

La riduzione del capitale per perdite

Nel corso dell'attività sociale possono prodursi perdite che, dopo aver eroso eventuali utili pregressi

e riserve, riducano il patrimonio netto al di sotto della soglia fissata dal capitale sociale nominale.

Questo, denuncerà una ricchezza superiore a quella realmente detenuta dalla società, riducendo il

capitale in presenza di perdite, lo si adegua, in tutto o in parte, al patrimonio netto: si adegua, il

nominale al reale.

Riduzione facoltativa:

Entro certi limiti la riduzione non è obbligatoria, ma può essere liberamente deciso perché:

riducendosi il capitale sociale si azzerano le perdite pregresse, il che comporta che eventuali

• nuovi utili d'esercizio non dovranno imputarsi a copertura di perdite, ma potranno essere

distribuiti ai soci, tolta la parte da imputarsi a riserva legale;

azzerandosi le perdite può rendersi più appetibile la sottoscrizione da parte di terzi di azioni di

• nuova emissione, se voglia aumentarsi il capitale sociale con esclusione del diritto di opzione;

si fissa il capitale sociale nominale a un importo che risulta più affidabile, in quanto più

• realistico, dal punto di vista delle aspettative dei creditori sociali e della stessa programmazione

dell'attività sociale.

Riduzione obbligatoria: Art. 2446

Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre 1/3 in conseguenza di perdite, gli amministratori o

il consiglio di gestione, e nel caso di loro inerzia il collegio sindacale o il consiglio di sorveglianza,

devono senza indugio convocare l’assemblea per opportuni provvedimenti sottoponendo ai soci, fin

da otto giorni prima della riunione, una relazione sulla situazione patrimoniale della società.

L'assemblea deve adottare «gli opportuni provvedimenti», che possono consistere, nella riduzione

immediata del capitale o nel rinvio delle perdite all'esercizio seguente, se il bilancio dell'esercizio

successivo conferma la persistenza di perdite in misura superiore al 1/3 del capitale, la riduzione

nella misura di tutte le perdite accertate dovrà inderogabilmente essere disposta dall'assemblea

ordinaria o:

dal consiglio di sorveglianza che approva il bilancio, qualora sia stato adottato un sistema di tipo

- dualistico;

dal consiglio di amministrazione, nel caso di azioni senza valore nominale;

- dal tribunale, su richiesta di amministratori e sindaci, in caso di inerzia degli organi.

-

Trattandosi di modificazione dell'atto costitutivo, occorrerà rispettare anche il procedimento

stabilito dall'art. 2436. 71

Riduzione al di sotto del minimo legale: Art. 2447

Il procedimento non potrebbe concludersi, se la riduzione del capitale ne portasse l'ammontare al di

sotto del minimo legale (120.000 euro): se, per la perdita di oltre 1/3 del capitale, questo si riduce al

disotto del minimo stabilità dall’art 2327, gli amministratori o il consiglio di gestione e, in caso di

loro inerzia, il consiglio di sorveglianza devono senza indugio convocare l’assemblea per

deliberare:

la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore

a) al minimo legale, sempre nel rispetto del diritto di opzione sancito dall'art. 2441;

la trasformazione della società in un tipo per il quale non sia previsto un capitale minimo

b) superiore al residuo patrimonio della società trasformata.

In mancanza di tali deliberazioni la società per azioni si scioglie.

Operazioni sul capitale e azioni senza valore nominale

Le diverse operazioni sul capitale comportano un necessario intervento anche sul numero o sul

valore nominale delle azioni in circolazione, posta la necessaria equivalenza che deve intercorrere

fra il capitale sociale nominale e il prodotto scaturente dalla moltiplicazione del numero delle azioni

in circolazione per il valore nominale di ciascuna. È anche possibile che le azioni emesse non

indichino il loro valore nominale: le disposizioni che ad esso si riferiscono si applicano con

riguardo al loro numero in rapporto al totale delle azioni emesse («valore o parità contabile»). La

presenza di azioni senza indicazione del valore nominale consente di evitare, in caso di operazioni

sul capitale, non solo tutti gli interventi volti a modificare il valore nominale; ma di non intervenire

neppure sul numero delle azioni in circolazione. 72

Parte terza La società a responsabilità limitata

Capitolo 7

Nozione e costituzione

Artt. 2462-2483

NOZIONE E I CARATTERI GENERALI DELLA S.R.L.

La s.r.l. è una società di capitali preordinata al fine di fornire, alle imprese sociali di ridotte

dimensioni, uno schema societario che permetta di fruire del beneficio della responsabilità limitata

coniugato con una connotazione personalistica e sottratto alla rigidità e sottratto alla rigida

disciplina richiesta per la S.p.a.

Organicità della disciplina e autonomia statutaria: la s.r.l. è disciplinata da un insieme autonomo e

organico di norme, nel quale i rinvii alla disciplina della s.p.a. non costituiscono più la regola, ma

l'eccezione.

Si presta a essere utilizzata, per qualsiasi attività di impresa, individuale o collettiva, che non faccia

appello al pubblico risparmio per la raccolta di capitale di rischio.

Caratteri particolari

delle obbligazioni sociali risponde esclusivamente il patrimonio sociale, salvo casi di

• responsabilità illimitata dell’unico socio art. 2462;

le partecipazioni dei soci o quote non possono essere rappresentate da azioni ne costituire

• oggetto di sollecitazione all’investimento;

il capitale non può essere inferiore a 10.000 euro;

• oggetto di conferimento può essere qualunque elemento dell’attivo suscettibile di valutazione

• economica quindi anche prestazioni di opere e servizi;

controllo diretto dei soci sull’attività degli amministratori;

• obbligatorietà del collegio sindacale solo ove il capitale sociale non è inferiore a 120.000 euro; e

• se per due esercizi consecutivi siano stati superati due dei limiti richiesti per il bilancio in forma

abbreviata.

S.r.l. unipersonale: in caso di insolvenza della società per le obbligazioni sorte nel periodo in cui

l’intera partecipazione è appartenuta ad una sola persone, questo risponde illimitatamente quando:

il capitale sociale non sia stato interamente liberato, o in caso di mancato rispetto dell’obbligo di

• versamento integrale dei conferimenti;

non sia stata effettuata la pubblicità prevista, che impone di depositare per l'iscrizione nel

• registro delle imprese una dichiarazione contenente l'indicazione del cognome e nome o della

denominazione, della data e luogo di nascita o di costituzione, del domicilio o della sede e

cittadinanza dell'unico socio.

La disciplina della s.r.l. unipersonale è del tutto eguale a quella della s.r.l. pluripersonale salvo per:

la necessità che il conferimento, anche se in denaro, sia effettuato integralmente al momento

a) della sottoscrizione della quota di partecipazione;

della sopravvenuta (e del venire meno della) unipersonalità va data specifica notizia al pubblico

b) tramite l'iscrizione di una dichiarazione nel registro delle imprese; 73

i contratti della società con l'unico socio e le operazioni in suo favore sono opponibili ai creditori

c) sociali solo se risultano dal libro delle decisioni degli amministratori o da atto scritto avente data

certa anteriore al pignoramento;

il socio unico risponde solidalmente e illimitatamente per le operazioni compiute in nome della

d) società prima della sua iscrizione.

COSTITUZIONE DELLA S.R.L.

Costituzione Art. 2463

La s.r.l. può essere costituita per contratto o con atto unilaterale; in ogni caso la forma deve essere

quella dell’atto pubblico.

L'atto costitutivo deve indicare:

1. le generalità ed il domicilio di ciascun socio;

2. la denominazione della società (contenente l'indicazione di «società a responsabilità limitata») e i

comuni nei quali sono situate la sua sede e le eventuali sedi secondarie;

3. l’attività che costituisce l'oggetto sociale;

4. l'ammontare del capitale sottoscritto versato;

5. la quota di partecipazione, i conferimenti di ciascun socio e il valore attribuito ai crediti e ai beni

conferiti in natura;

6. le norme di funzionamento della società, ed in particolare quelle concernenti l'amministrazione e

la rappresentanza, le limitazioni ai poteri degli amministratori che risultano dall’atto costitutivo o

dall’atto di nomina, anche se pubblicate, non sono opponibili ai terzi, salvo che si provi che

questi abbiano intenzionalmente agito a danno della società.

7. la nomina dei primi amministratori e degli eventuali soggetti incaricati del controllo contabile;

8. l'importo, almeno approssimativo, delle spese di costituzione poste a carico della società.

L'indirizzo della sede sociale non va indicato nell'atto costitutivo, ma solo nei moduli da presentare

per l'iscrizione della società nel registro delle imprese.

Non è più necessario che l'atto costitutivo indichi la durata della società, se quell'indicazione

manca, la società si intenderà contratta a tempo indeterminato, con la conseguenza, che il diritto di

recesso potrà essere esercitato da ciascun socio in qualsiasi momento, con un preavviso di almeno

180 giorni (che può essere esteso fino a un anno dal contratto sociale).

Non viene prevista espressamente la possibilità di inserire le norme relative al funzionamento della

società in un documento separato denominato statuto (.

Si applicano le stesse regole della s.p.a., per quanto riguarda:

le condizioni per la costituzione;

- il deposito dell’atto costitutivo;

- l’iscrizione della società nel registro delle imprese e i relativi effetti;

- la nullità della società;

- i limiti ai benefici riservati ai soci fondatori.

-

CAPITALE SOCIALE E CONFERIMENTI NELLA S.R.L.

Il capitale sociale minimo: 10.000 euro.

Conferimenti possono essere conferiti tutti gli elementi dell'attivo suscettibili di valutazione

economica. Non solo denaro o beni in natura, come nelle s.p.a., ma ogni entità utile alla quale sia

possibile attribuire un valor e patrimoniale attendibile.

Il conferimento può anche avvenire mediante la prestazione di una polizza di assicurazione o di

una fideiussione bancaria con cui vengono garantiti, gli obblighi assunti dal socio aventi per

oggetto la prestazione d’opera o di servizi a favore della società. In tal caso, se l’atto costitutivo lo

74

prevede, la polizza o la fideiussione possono essere sostituite dal socio con il versamento a titolo di

cauzione del corrispondente importo in denaro presso la società.

Garanzia per l’adempimento della prestazione: l'incarico di redigere la stima di questi apporti

non viene attribuito dal tribunale del luogo ove ha sede la società, ma direttamente dal socio

conferente, il quale può rivolgersi a tal fine a un esperto iscritto nel registro dei revisori contabili o a

una società di revisione. La stessa regola è prevista per gli acquisti potenzialmente pericolosi:

acquisti da parte della società di beni o di crediti da fondatori, soci e amministratori per un

corrispettivo pari o superiore al decimo del capitale sociale nei due anni dall'iscrizione della società

nel registro delle imprese.

Il versamento iniziale dei conferimenti in denaro: possibilità, offerta al socio, di sostituire il

versamento iniziale di denaro (pari almeno al 25% del valore della quota sottoscritta) con una

polizza assicurativa o con una fideiussione bancaria di pari importo, che può essere in ogni

momento sostituita dal versamento della corrispondente somma nelle casse della società da parte

del socio.

Mancata esecuzione dei conferimenti Art. 2466

In caso di mancata esecuzione dei conferimenti o di scadenza od inefficacia della polizza

assicurativa bancaria, salvo che il socio le sostituisca con il corrispondente in danaro:

gli amministratori, dopo 30 giorni dalla diffida al socio moroso, possono promuovere l’azione

• per l’esecuzione del conferimento;

in alternativa, potranno vendere (a rischio e pericolo del socio moroso) la quota

• dell'inadempiente agli altri soci in proporzione della loro partecipazione per il valore risultante

dall'ultimo bilancio approvato

in mancanza di offerte, e purché l'atto costitutivo lo consenta, la quota potrà essere venduta

• all'incanto;

qualora non vi siano compratori, gli amministratori escludono il socio trattenendo le somme

• riscosse. In tal caso il capitale deve essere ridotto in misura corrispondente.

Il socio moroso non può partecipare alle decisioni dei soci.

I FINANZIAMENTI DEI SOCI ALLA SOCIET À

Finanziamento dei soci Art. 2467: il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della società:

in un momento in cui la società presentava un indebitamento eccessivo rispetto al patrimonio

• netto;

in una situazione finanziaria nella quale sarebbe stato ragionevole effettuare un conferimento;

è postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori, se avvenuto nell'anno precedente la

dichiarazione di fallimento della società, deve essere restituito. 75

Capitolo 8

Quote di partecipazione e titoli di debito

LE PARTECIPAZIONI

Quote di partecipazione Art. 2468

Le quote di partecipazione della s.r.l. costituiscono la misura della partecipazione di un soggetto alla

società. Non possono essere rappresentate da azioni né costituire oggetto di sollecitazione

all’investimento.

Diritti dei soci:

diritto di intervento in assemblea;

• diritto di voto: il voto di ciascun socio vale in misura proporzionale alla sua partecipazione;

• diritto di essere informati dagli amministratori sullo svolgimento dell’attività sociale e di

• consultare i libri e documenti sociali;

azione di responsabilità nei confronti degli amministratori (spetta a ciascun socio);

• diritto agli utili: la ripartizione degli utili è fatta in proporzione al conferimento, salvo diversa

• disposizione statutaria;

diritto alla quota di liquidazione: in proporzione al conferimento, salvo diversa disposizione;

• diritto di opzione sulle nuove quote in partecipazione per le ipotesi di aumento del capitale

• sociale.

Rapporti tra misura del conferimento e della partecipazione: salvo quanto disposto nell’atto

costitutivo, i diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla partecipazione da ciascuno

posseduta.

Quote dotate di diritti particolari: ai titolari di una partecipazione in una s.r.l. spettano diritti di

carattere amministrativo e diritti patrimoniali, resta salva la possibilità che l’atto costitutivo preveda

l’attribuzione a singoli soci di particolari diritti riguardanti l’amministrazione della società o la

distribuzione degli utili, tramite l'utilizzazione di questa facoltà, possono essere attribuiti a singoli

soci poteri specifici di incidenza su scelte decisionali della società o poteri di designazione di

amministratori, o, ancora, diritti di veto su determinate operazioni.

L’eventuale modifica dei diritti particolari attribuiti a singoli soci deve essere adottata con il

consenso di tutti i soci, salva diversa disposizione dell'atto costitutivo.

Unicità e divisibilità della partecipazione: la partecipazione in una s.r.l. è unitaria nel senso che il

socio è titolare di una sola partecipazione il cui ammontare può variare. Nel caso di comproprietà di

una partecipazione, i diritti dei comproprietari devono essere esercitati da un rappresentante comune

i comproprietari sono solidalmente responsabili per l'adempimento degli obblighi sociali (ad

esempio, per la liberazione dei conferimenti).

La partecipazione può formare oggetto di pegno, usufrutto e sequestro, si applicano le disposizioni

dell’art. 2352 (in tema di s.p.a).

Trasferimento delle partecipazioni Art. 2469 76


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Commerciale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Diritto delle Società dell'Associazione Disiano Preite.

Gli argomenti trattati sono i seguenti: diritto commerciale, società, società di capitali, società di persone, organi amministrativi, quota sociale, azioni, societario, campobasso, aumento di capitale, riduzione di capitale, spa, srl, sapa, srl, snc, ss, cooperative, associazioni, fondazioni, commerciale, legge, esame, avvocato, notaio.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Vella Francesco.

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