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INIZIO E FINE DELL'IMPRESA

INIZIO DELL'IMPRESA

La qualità di imprenditore si acquista con l'effettivo inizio dell'esercizio dell'attività di impresa,

indipendentemente dalle intenzioni del soggetto agente ed anche se l'attività è esercitata in

violazione di norme amministrative abilitanti. La stessa iscrizione nel registro delle imprese non è

condizione né necessaria né sufficiente per l'attribuzione della qualità di imprenditore commerciale.

Atti di esercizio:

in mancanza di una fase organizzativa preparatoria (es. affitto locali), solo la ripetizione nel

- tempo di atti di impresa omogenei e funzionalmente coordinati renderà certo che non si tratta di

atti occasionali, bensì di attività professionalmente esercitata (es. all'attività di finanziamento

svolte senza un apparato aziendale esteriore).

quando venga preventivamente creata una stabile organizzazione aziendale (es. stabilimento

- industriale), anche un solo atto di esercizio sarà sufficiente per affermare che l'attività è iniziata.

La stabile organizzazione è già di per sé indice non equivoco di attività professionale.

Atti di organizzazione: anche gli atti di organizzazione sono atti di impresa e determineranno l'acquisto

della qualità di imprenditore e l'esposizione al fallimento quando manifestano in modo non

equivoco lo stabile orientamento dell'attività verso un determinato fine produttivo, sia pure non

ancora realizzato (professionalità).

Anche un solo atto di organizzazione imprenditoriale, soprattutto se particolarmente qualificato,

potrà essere sufficiente per affermare che l'attività di impresa è iniziata (es. società alberghiera che

acquista un'area fabbricabile).

FINE DELL'IMPRESA

Fase di liquidazione: la fine dell'impresa è di regola preceduta da una fase di liquidazione durante la

quale l'imprenditore completa i cicli produttivi iniziati, vende le giacenze di magazzino e gli

impianti, licenzia i dipendenti, definisce i rapporti pendenti.

La fase di liquidazione costituisce ancora esercizio dell'impresa e perciò la qualità di imprenditore

si perde solo con la chiusura della liquidazione, con la definitiva disgregazione del complesso

aziendale, che rende definitiva ed irrevocabile la cessazione.

La riforma del 2006-2007: art. 10 1. fall: gli imprenditori individuali e collettivi possono essere

dichiarati falliti entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese, se l'insolvenza si è

manifestata anteriormente alla medesima o entro l'anno successivo; è però fatta salva la facoltà per

il creditore o per il pubblico ministero di dimostrare il momento dell'effettiva cessazione

dell'attività da cui decorre il termine del primo comma.

Oggi la cancellazione dal registro delle imprese è condizione necessaria affinché l'imprenditore

individuale o collettivo benefici del termine annuale per la dichiarazione di fallimento.

L’imprenditore non può dimostrare d'aver cessato l'attività d'impresa prima della cancellazione per

anticipare il decorso di tale termine, nemmeno se si tratti di persona fisica. Le società irregolari (non

iscritte nel registro delle imprese) e le società occulte potranno essere dichiarate fallite senza limiti

di tempo finché sussistono debiti insoluti, in quanto per loro il termine annuale non decorre.

L'imprenditore persona fisica non iscritto resta esposto al fallimento fin quando non ha estinto tutti i

debiti d'impresa.

Per ragioni di certezza del diritto, si presume che al momento della cancellazione l'attività d'impresa

sia già terminata, ma il creditore o il pubblico ministero sono ammessi a provare il contrario per

ottenere la dichiarazione di fallimento del debitore dopo l'anno dalla cancellazione stessa.

E identica soluzione è da accogliere anche nel caso, che una società di persone abbia proseguito

l'attività d'impresa dopo esser stata volontariamente cancellata dal registro delle imprese.

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CAPACIT À E IMPRESA

Capacità: capacità all'esercizio di attività di impresa, e quindi presupposto per l’acquisto della qualità di

imprenditore, si acquista con la piena capacità di agire a 18 anni. Si perde in seguito ad interdizione

o inabilitazione. L'esercizio di attività di impresa in violazione di tali norme non fa sorgere la

qualità di imprenditore in testa all'incapace, ferma restando l'applicazione delle disposizioni che

regolano la sorte dei singoli atti dallo stesso compiuti. Così, il minore che ha con raggiri occultato la

sua minore età non diventa imprenditore anche se i contratti conclusi non sono annullabili.

Incompatibilità: non costituiscono limitazioni della capacità di agire, ma semplici incompatibilità, i

divieti di esercizio di impresa commerciale posti a carico di coloro che esercitano determinati uffici

o professioni (ad esempio, impiegati civili dello Stato, avvocati, notai). La violazione di tali divieti

non preclude l'acquisto della qualità di imprenditore commerciale, ma espone solo a sanzioni

amministrative e ad un aggravamento delle sanzioni penali per bancarotta in caso di fallimento.

L'IMPRESA COMMERCIALE DELL'INCAPACE

È possibile l'esercizio di attività di impresa per conto e nell'interesse di un incapace (minore e

interdetto) o da parte di soggetti limitatamente capaci di agire (inabilitato, minore emancipato e

beneficiario di amministrazione di sostegno), il codice non prevede regole particolari per l'attività

agricola, sicché troveranno applicazione in materia le norme di diritto comune che regolano il

compimento di atti giuridici da parte degli incapaci.

Specifica disciplina per l'attività commerciale: il rappresentante legale del minore o dell'interdetto

(genitori o tutore) è legittimato a compiere solo gli atti di ordinaria amministrazione, mentre quelli

di straordinaria amministrazione possono essere compiuti solo in caso di necessità o di utilità

evidente, accertata dall'autorità giudiziaria con autorizzazione di regola concessa atto per atto. Il

legislatore pone un divieto assoluto di inizio di impresa commerciale per il minore, l'interdetto e

l'inabilitato. Salvo che per il minore emancipato, è pertanto consentita solo la continuazione

dell'esercizio di una impresa commerciale preesistente, quando ciò sia utile per l'incapace e purché

la continuazione sia autorizzata dal tribunale. L'autorizzazione del tribunale all'esercizio di impresa

commerciale ha carattere generale e comporta un sensibile ampliamento dei poteri del

rappresentante legale dell'incapace o del limitatamente capace. I provvedimenti autorizzativi del

tribunale e i provvedimenti di revoca dell'autorizzazione sono soggetti ad iscrizione nel registro

delle imprese.

Minore: in nessun caso è consentito l'inizio di una nuova impresa commerciale in nome e

• nell'interesse del minore, quando questi acquista (per successione ereditaria) una preesistente

azienda commerciale, il rappresentante legale può essere autorizzato dal tribunale a continuare

l'esercizio dell'impresa. Il giudice tutelare può consentire l'esercizio provvisorio dell'impresa fin

quando il tribunale non abbia autorizzato la continuazione. Intervenuta l'autorizzazione

definitiva, il genitore o il tutore è legittimato a compiere tutti gli atti che rientrano nell'esercizio

dell'impresa, siano essi di ordinaria o di straordinaria amministrazione (ad esempio, contrarre

mutui). La richiesta di specifica autorizzazione sarà necessaria solo per quegli atti che non sono

in rapporto di mezzo a fine per la gestione dell'impresa (ad esempio, vendita dell'immobile in cui

ha sede l'impresa).

Interdetto: valgono regole identiche a quelle dettate per il minore sottoposto a tutela. E

• l'autorizzazione alla continuazione può riguardare anche l'impresa iniziata dallo stesso interdetto

prima dell'interdizione.

Inabilitato: è un soggetto la cui capacità di agire è limitata agli atti di ordinaria amministrazione.

• La sua posizione è parificata a quella degli incapaci assoluti per quanto concerne l'esercizio di

impresa commerciale: è possibile solo la continuazione di un'impresa preesistente, non l'inizio ex

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novo. Intervenuta l'autorizzazione alla continuazione, l'inabilitato eserciterà personalmente

l'impresa, sia pure con l'assistenza del curatore e con il consenso di questi per gli atti di impresa

che eccedono l'ordinaria amministrazione, o esulano dall'esercizio dell'impresa.

Minore emancipato: può essere autorizzato dal tribunale anche ad iniziare una nuova impresa

• commerciale. Con l'autorizzazione il minore emancipato acquista la piena capacità di agire. Può

esercitare l'impresa senza l'assistenza del curatore e può compiere da solo gli atti che eccedono

l'ordinaria amministrazione anche se estranei all'esercizio dell'impresa.

L'esercizio autorizzato dell'impresa determina l'acquisto della qualità di imprenditore commerciale

dell’inabilitato, del minore emancipato, del minore e dell'interdetto.

L'incapace resta esposto a tutte le conseguenze che derivano dalla titolarità di un'impresa

commerciale, compreso l'assoggettamento a fallimento in caso di insolvenza. È possibile evitare che

le sanzioni penali colpiscano il minore fallito e nel contempo far ricadere le stesse sul

rappresentante legale, sebbene questi non possa essere qualificato imprenditore. Al minore

imprenditore non possono essere imputati reati da altri commessi e che egli non poteva impedire.

C Q

APITOLO UARTO

LO STATUTO DELL'IMPRENDITORE COMMERCIALE

LA PUBBLICIT À LEGALE

LA PUBBLICITÀ DELLE IMPRESE COMMERCIALI

Obbligo di rendere di pubblico dominio determinati atti o fatti della vita dell'impresa, in tal modo le

informazioni legislativamente ritenute rilevanti non solo sono rese accessibili ai terzi interessati

(c.d. pubblicità notizia), ma producono l'effetto tipico proprio di ogni forma di pubblicità legale:

l'opponibilità a chiunque degli atti o dei fatti così resi conoscibili (c.d. conoscibilità legale).

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REGISTRO DELLE IMPRESE

Il registro delle imprese:

è lo strumento di pubblicità legale delle imprese divenuto pienamente operante agli inizi del

• 1997;

registro pubblico attraverso il quale è possibile conoscere i dati ed i fatti salienti delle imprese;

• l'ufficio del registro delle imprese è istituito in ciascuna provincia presso le camere di commercio

• ed è retto da un conservatore nominato dalla giunta;

è sottoposto al controllo di un giudice a ciò delegato dal presidente di ciascun tribunale;

• è tenuto con tecniche informatiche ed è pubblico.

Il registro è attualmente articolato in una sezione ordinaria e in 4 sezioni speciali.

sezione ordinaria: sono iscritti gli imprenditori per i quali l'iscrizione nel registro delle imprese

 era originariamente prevista dal codice civile (effetti di pubblicità legale):

imprenditori individuali commerciali non piccoli;

- tutte le società tranne la società semplice, anche se non svolgono attività commerciale;

- consorzi fra imprenditori con attività esterna;

- gruppi europei di interesse economico con sede in Italia;

- enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale un'attività commerciale;

- società estere che hanno in Italia la sede dell'amministrazione ovvero l'oggetto principale della

- loro attività.

sezioni speciali:

 imprenditori agricoli individuali; piccoli imprenditori; società semplici, annotati gli

I. imprenditori artigiani, già iscritti nel relativo albo.

società fra professionisti: società tra avvocati con efficacia di pubblicità-notizia.

II. pubblicità dei legami di gruppo, indicano le società o gli enti che esercitano attività di

III. direzione e coordinamento e quelle che vi sono soggette.

pubblicità delle imprese sociali.

IV.

Gli atti da registrare:

elementi di individuazione dell'imprenditore e dell'impresa (dati anagrafici dell'imprenditore,

• ditta, oggetto, sede principale, ecc.);

struttura e l'organizzazione delle società (atto costitutivo e sue modificazioni, nomina e revoca

• degli amministratori, dei sindaci, dei liquidatori, ecc.).

Sono soggette a registrazione tutte le modificazioni di elementi già iscritti. Non è invece consentita

l'iscrizione di atti non previsti dalla legge.

Le iscrizioni devono essere fatte nel registro delle imprese della provincia in cui l'impresa ha la

sede.

Procedimento:

domanda di iscrizione e cancellazione: iscrizione è eseguita su domanda dell'interessato,

• ma può avvenire anche d’ufficio se l'iscrizione è obbligatoria e l'interessato non vi provvede;

d'ufficio può essere inoltre disposta la cancellazione dell'impresa che ha cessato l'attività,

quando l'imprenditore non vi provveda.

controllo: prima di procedere all'iscrizione, l'ufficio del registro deve controllare che il fatto o

• l'atto è soggetto a iscrizione e che la documentazione è formalmente regolare, nonché l'esistenza

e la veridicità dell'atto o del fatto. Per gli atti societari sottoposti a controllo notarile di legalità

(atto costitutivo delle società di capitali, sue modificazioni, ecc.), l'ufficio del registro deve

verificare solo la regolarità formale della documentazione presentata.

iscrizione: l'iscrizione è eseguita senza indugio e comunque entro 10 giorni dalla data della

• domanda. 20

contro il provvedimento motivato di rifiuto dell'iscrizione, il richiedente può ricorrere entro 8

- giorni al giudice del registro, che provvede con decreto.

contro il decreto del giudice del registro può essere proposto ricorso al tribunale, che

- provvede anch'esso con decreto. Identico rimedio è esperibile contro il decreto del giudice del

registro che dispone l'iscrizione o la cancellazione di ufficio.

sanzioni: l'inosservanza dell'obbligo di registrazione è punita con sanzioni amministrative

• pecuniarie e con sanzioni indirette: il mancato decorso del termine annuale per la dichiarazione

di fallimento dell'imprenditore che ha cessato l'attività.

Effetti:

L'iscrizione nella sezione ordinaria ha funzione di pubblicità legale; serve non solo a rendere

conoscibili i dati pubblicati, ma ha anche, a seconda dei casi:

efficacia dichiarativa: rileva sul piano dell'opponibilità dell'atto o del fatto iscritto.

• I fatti e gli atti soggetti ad iscrizione ed iscritti sono opponibili a chiunque e lo sono dal

momento stesso della loro registrazione (c.d. efficacia positiva immediata). Intervenuta la

registrazione, i terzi non potranno eccepire l'ignoranza del fatto o dell'atto iscritto e qualsiasi

prova al riguardo daranno, sarà inutilmente data.

L'omessa iscrizione impedisce che il fatto possa essere opposto ai terzi (c.d. efficacia negativa).

L'imprenditore che ha omesso la registrazione non è tuttavia senza difesa in quanto gli è

consentito di provare che, nonostante l'omessa registrazione, i terzi hanno avuto ugualmente

conoscenza effettiva del fatto o dell'atto (ad esempio, perché direttamente comunicato loro con

lettera);

efficacia costitutiva: presupposto perché l'atto sia produttivo di effetti:

• sia fra le parti che per i terzi (efficacia costitutiva totale): ha efficacia costitutiva totale

- l'iscrizione nel registro delle imprese dell'atto costitutivo delle società di capitali e delle

società cooperative. Prima della registrazione, la società per azioni non esiste giuridicamente

come tale né per gli aspiranti soci né per i terzi. E lo stesso vale per le altre società di capitali

e per le cooperative.

solo nei confronti dei terzi (efficacia costitutiva parziale): es. registrazione della

- deliberazione di riduzione reale del capitale sociale di una società in nome collettivo.

L'omissione impedisce il decorso del termine di tre mesi entro il quale i creditori possono

proporre opposizione e perciò la riduzione del capitale, anche se attuata, è per loro

improduttiva di effetti;

efficacia normativa: in altri casi l’iscrizione, pur non avendo efficacia costitutiva, è presupposto

• per la piena applicazione di un determinato regime giuridico. È questo il caso della s.n.c. e della

s.a.s. Tali società vengono ad esistenza anche se non registrate, la mancata registrazione

impedisce che operi il regime di autonomia patrimoniale proprio di tali società e comporta

l'applicazione del più gravoso (per i soci) regime al riguardo dettato per la società semplice

(società irregolare).

L'iscrizione nelle sezioni speciali del registro oltre agli eventuali effetti previsti da leggi speciali, ha

solo funzione di certificazione anagrafica e di pubblicit à notizia. L'iscrizione consente di prendere

conoscenza dell'atto o del fatto iscritto, ma non lo rende di per sé opponibile ai terzi dovendosi a tal

fine sempre provare l'effettiva conoscenza.

Per l’imprenditore agricolo, iscrizione nella sezione speciale ha anche efficacia di pubblicità legale.

La pubblicit à delle società di capitali e delle cooperative

mentre in base alla disciplina generale del registro delle imprese gli atti iscritti sono

a) immediatamente opponibili ai terzi senza possibilità per questi ultimi di eccepire l'ignoranza

degli stessi, per le sole società di capitali (s.p.a., s.r.l. e s.a.p.a.) l'opponibilità diventa piena solo

decorsi 15 giorni dall'iscrizione nel registro delle imprese. Per le operazioni compiute in questo

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periodo i terzi sono ammessi a provare di essere stati nell'impossibilità di avere conoscenza

dell'atto.

per alcuni atti delle società di capitali e/o delle società cooperative è prevista la pubblicazione

b) nella Gazzetta Ufficiale anziché nel registro delle imprese (ad esempio, convocazione

dell'assemblea di s.p.a.).

LE SCRITTURE CONTABILI

L'OBBLIGO DI TENUTA DELLE SCRITTURE CONTABILI

Le scritture contabili sono i documenti che contengono la rappresentazione, in termini quantitativi

e/o monetari, dei singoli atti di impresa, della situazione del patrimonio dell'imprenditore e del

risultato economico dell'attività svolta.

Sono obbligati a tenere le scritture contabili:

imprenditori che esercitano attività commerciale;

• società commerciali (tutte tranne la società semplice) anche se non esercitano attività

• commerciale;

organizzazione che assumo la qualifica di impresa sociale.

La disciplina delle scritture contabili prevista dal codice civile non si applica ai piccoli imprenditori

e quindi anche ai piccoli imprenditori che esercitano attività commerciale.

LE SCRITTURE CONTABILI OBBLIGATORIE

Libri obbligatori e altre scritture contabili Art. 2214: l’imprenditore che esercita attività

commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari. Deve altresì tener le altre

scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalla dimensioni dell’impresa e conservare

ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute,

nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite.

Libro giornale:

è un registro cronologico-analitico;

• devono essere indicate giorno per giorno le operazioni relative all'esercizio dell'impresa,

• basta che le operazioni siano registrate nell'ordine in cui sono compiute e non

necessariamente il giorno stesso del loro compimento;

non è necessario registrare separatamente ciascuna operazione, purché le singole registrazioni

• riguardino operazioni omogenee compiute nella giornata (ad esempio, si può registrare

l'importo complessivo delle merci vendute in un giorno).

Libro degli inventari:

è un registro periodico-sistematico;

• deve essere redatto all'inizio dell'esercizio dell'impresa e successivamente ogni anno;

• ha la funzione di fornire il quadro della situazione patrimoniale dell'imprenditore, deve perciò

• contenere l'indicazione e la valutazione delle attività e delle passività dell'imprenditore, anche

estranee all'impresa;

si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite; comprensivo dello stato

patrimoniale e del conto economico. Il bilancio è un prospetto contabile riassuntivo dal quale

devono risultare con evidenza e verità la situazione complessiva del patrimonio (stato

patrimoniale) alla fine di ciascun anno, nonché gli utili conseguiti o le perdite sofferte (conto

economico) nel medesimo arco di tempo.

La redazione del bilancio è analiticamente disciplinata in tema di società per azioni, con

norme che fissano sia il contenuto del bilancio, sia i criteri che devono essere seguiti nella

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valutazione delle singole voci. Tutti gli imprenditori devono osservare anche le disposizioni

che disciplinano il contenuto del bilancio della s.p.a.

Tenuta della contabilità Art. 2219: tutte le scritture contabili devono essere tenute secondo le norme di

una ordinata contabilità, senza spazi in bianco, senza interlinee, senza abrasioni ed in modo che le

parole cancellate restino leggibili (cosiddette formalità intrinseche). È oggi consentita la tenuta

delle scritture contabili con sistemi informatici, purché le registrazioni corrispondano ai documenti

e possano in ogni momento essere rese leggibili con mezzi messi a disposizione dal soggetto che

utilizza tali sistemi.

L'inosservanza di tali regole rende le scritture irregolari e quindi giuridicamente irrilevanti.

Le scritture contabili e la corrispondenza commerciale devono essere conservate per 10 anni; e la

conservazione può avvenire anche su supporti informatici.

Controllo: le scritture contabili non sono di regola soggette ad alcuna forma di controllo esterno, volto

ad accertare la regolarità della tenuta e la verità dei fatti documentati tuttavia:

s.p.a. quotate in borsa e non quotate devono sottoporre la contabilità al controllo esterno di un

- revisore o di una società di revisione.

Sanzioni: l'obbligo di tenuta delle scritture contabili non è assistito da alcuna sanzione generale e

diretta, salvo quelle previste dalla legislazione tributaria. Non mancano, però, sanzioni eventuali ed

indirette. L'imprenditore che non tiene regolarmente le scritture contabili non può utilizzarle come

mezzo di prova a suo favore.

EFFICACIA PROBATORIA

Art. 2709-2711

Il segreto contabile: le informazioni sulla vita dell'impresa desumibili dalle scritture contabili non sono

accessibili ai terzi in quanto l'interesse dell'imprenditore al segreto riceve tutela preferenziale.

Eccezioni:

il bilancio delle società di capitali e delle società cooperative deve essere reso pubblico

- mediante deposito presso l'ufficio del registro delle imprese.

nelle imprese soggette a controllo pubblico (s.p.a. quotate in borsa, imprese bancarie,

- imprese assicurative, ecc.) il diritto al segreto non sussiste nei confronti dell'organo pubblico

preposto alla vigilanza.

nelle s.p.a. quotate il diritto al segreto non esiste nei confronti della Commissione nazionale

- per le società e la borsa (Consob), che ha altresì il potere di imporre la pubblicazione di dati

e notizie necessari per l'informazione del pubblico.

Il diritto al segreto contabile cede di fronte alle esigenze conoscitive della pubblica

amministrazione, finalizzate ad accertamenti di carattere tributario o alla repressione di reati anche

di natura economica.

Efficacia probatoria: sul piano processuale possono essere utilizzate come mezzo di prova sia a favore,

sia contro l'imprenditore:

le scritture contabili, siano o meno regolarmente tenute, possono sempre essere utilizzate dai

• terzi come mezzo processuale di prova contro l'imprenditore che le tiene. Il terzo che vuol

trarre vantaggio dalle scritture contabili di un imprenditore non può avvalersi solo della

parte a lui favorevole. L'imprenditore potrà inoltre dimostrare con qualsiasi mezzo che le

proprie scritture non rispondono a verità.

perché l'imprenditore possa utilizzare le proprie scritture contabili come mezzo processuale di

• prova contro i terzi:

si deve trattare di scritture regolarmente tenute;

- per garantire la parità di trattamento è ulteriormente necessario che la controparte sia a sua

- volta un imprenditore (obbligato alla tenuta delle scritture contabili) e che la controversia sia

relativa a rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa; 23

è rimesso all'apprezzamento del giudice riconoscere valore probatorio alle scritture contabili.

-

Esibizione e comunicazione: il giudice può chiedere solo l'esibizione di singole scritture contabili,

ovvero di tutti i libri ma solo per estrarne le registrazioni concernenti la controversia in esame. In tre

casi tassativi il giudice può ordinare la comunicazione alla controparte di tutte le scritture contabili:

controversie relative allo scioglimento della società, alla comunione dei beni e alla successione per

causa di morte. Limitazione questa chiaramente imposta dall'esigenza di tutela del segreto

aziendale.

LA RAPPRESENTANZA COMMERCIALE

AUSILIARI DELL'IMPRENDITORE COMMERCIALE E RAPPRESENTANZA

Nello svolgimento della propria attività l'imprenditore può avvalersi di altri soggetti:

ausiliari interni o subordinati: soggetti stabilmente inseriti nell’organizzazione imprenditoriale,

• legati all’imprenditore da un rapporto di lavoro subordinato;

ausiliari esterni o autonomi: soggetti esterni all'organizzazione imprenditoriale; legati

• all’imprenditore da un rapporto di prestazione d’opera (es. mandato, commissione).

La collaborazione può riguardare anche la conclusione di affari con terzi in nome e per conto

dell'imprenditore: l'agire in rappresentanza dell'imprenditore.

Disciplina generale della rappresentanza: il potere di rappresentanza sussiste nei limiti fissati dalla

procura, il terzo che contratta con chi dichiara di agire in veste di rappresentante è tenuto ad

accertare esistenza, contenuto e regolarità formale della procura, esigendo che il rappresentante

giustifichi i suoi poteri. È sul terzo contraente che ricade il rischio della mancanza o del difetto di

potere rappresentativo della controparte. Il contratto concluso dal falsus procurator è improduttivo

di effetti ed il terzo, anche se in buona fede, non potrà vantare alcun diritto nei confronti del preteso

rappresentato, avrà solo la possibilità di chiedere al falsus procurator il risarcimento del danno che

ha sofferto per avere confidato senza sua colpa nella validità del contratto.

La rappresentanza commerciale: sistema speciale di rappresentanza artt. 2203-2213, per la posizione

rivestita nell'organizzazione aziendale, institori, procuratori e commessi sono automaticamente

investiti del potere di rappresentanza dell'imprenditore e di un potere di rappresentanza ex lege

commisurato al tipo di mansioni che la qualifica comporta. Il loro potere di vincolare direttamente

l'imprenditore non si fonda sulla presenza e sulla validità di una procura, ma costituisce effetto

naturale di quella determinata collocazione nell'impresa ad opera dell'imprenditore. Questi potrà

modificare il contenuto legale tipico del potere di rappresentanza di tali ausiliari, ma in tal caso sarà

necessario uno specifico atto, opponibile ai terzi solo se portato a loro conoscenza nelle forme

stabilite dalla legge. Chi conclude affari con uno di tali ausiliari dell'imprenditore commerciale

dovrà solo verificare se l'imprenditore ha modificato — con atto espresso e reso pubblico — i loro

naturali poteri rappresentativi. Non dovrà verificare se la rappresentanza è stata loro conferita.

INSTITORE Art. 2203

Sono persone preposte dal titolare all’esercizio di un’impresa commerciale, di una sede secondaria

o di un ramo particolare dell’impresa (es. direttore generale dell'impresa).

Posizione nell’impresa:

è l’alter ego dell’imprenditore, al quale risponde del suo operato;

• è un lavoratore subordinato con la qualifica di dirigente è al vertice della gerarchia del personale,

• in virtù di un atto di preposizione dell'imprenditore:

vertice assoluto se l'institore è preposto all'intera impresa ed in tal caso dipenderà solo

- dall'imprenditore; 24

vertice relativo se è preposto ad una filiale o ad un ramo dell'impresa; ed in tal caso potrà

- eventualmente trovarsi in posizione subordinata anche rispetto ad altro institore.

È possibile che più institori siano preposti contemporaneamente all'esercizio dell'impresa ed in

tal caso essi agiranno disgiuntamente se nella procura non è diversamente previsto.

POTERI: ha un potere di gestione generale salve le limitazioni contenute nella procura;

• ha la rappresentanza sostanziale dell’imprenditore: può svolgere tutte le attività rientranti nel

• normale esercizio dell’impresa, non è legittimato a compiere atti che esorbitano dalla gestione

dell'impresa (vendita dell'azienda) se non è stato a ciò specificamente autorizzato;

ha la rappresentanza processuale: l'institore può stare in giudizio, sia come attore, sia come

• convenuto per le obbligazioni dipendenti da atti compiuti nell'esercizio dell'impresa a cui è

preposto. Non solo per gli atti da lui compiuti, ma anche per quelli posti in essere direttamente

dall'imprenditore o comunque a questi imputabili in tale veste.

OBBLIGHI:

è tenuto congiuntamente con l'imprenditore, all'adempimento degli obblighi di iscrizione nel

• registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili dell'impresa o della sede cui è

preposto. Ed in caso di fallimento dell'imprenditore troveranno applicazione anche nei

confronti dell'institore le sanzioni penali a carico del fallito; solo l'imprenditore potrà essere

dichiarato fallito e solo l'imprenditore sarà esposto agli effetti personali e patrimoniali del

fallimento;

ha l’obbligo di dichiarare a terzi che agisce nel nome e per conto del preponente, se omette di

• far conoscere al terzo che tratta per l’imprenditore, tuttavia il terzo può agire anche contro

l’imprenditore per gli atti compiuti dall’insistore, che siano pertinenti all’esercizio

dell’impresa cui è proposto.

Modifica e revoca: i poteri rappresentativi dell'institore, possono essere ampliati o limitati

dall'imprenditore, le limitazioni saranno opponibili ai terzi solo se la procura originaria o il

successivo atto di limitazione siano stati pubblicati nel registro delle imprese. Mancando tale

pubblicità legale, la rappresentanza si reputa generale, salva la prova da parte dell'imprenditore che

i terzi effettivamente conoscevano l'esistenza di limitazioni al momento della conclusione

dell'affare. La revoca è opponibile ai terzi solo se pubblicata o se l'imprenditore prova la loro

effettiva conoscenza.

P ROCURATORI Art. 2209

Sono coloro i quali, in base ad un rapporto continuativo, possono compiere per l’imprenditore gli

atti pertinenti all’esercizio dell’impresa pur non essendovi proposti (es. il direttore del settore

acquisti).

è un rappresentante generale dell’imprenditore, incaricato di specifiche mansioni che si possono

• concretare solo in una serie di atti particolari relativi ad un determinato settore dell’impresa;

ausiliari subordinati di grado inferiore rispetto all'institore in quanto:

non sono posti a capo dell'impresa o di un ramo o di una sede secondaria;

- pur essendo degli ausiliari con funzioni direttive, il loro potere decisionale è circoscritto ad un

- determinato settore operativo dell'impresa o ad una serie specifica di atti.

in mancanza di specifiche limitazioni iscritte nel registro delle imprese, i procuratori sono

• investiti di un potere di rappresentanza generale dell'imprenditore; generale, però, rispetto alla

specie di operazioni per le quali essi sono stati investiti di autonomo potere decisionale. Ad es.

dirigente del settore acquisti potrà compiere in nome dell'imprenditore tutti gli atti che

tipicamente rientrano in tale funzione, ma non ha né potere decisionale né potere di

rappresentanza per quanto riguarda il settore pubblicità o il settore del personale.

non ha obblighi inerenti alle iscrizioni nel registro delle imprese;

• 25

non ha obblighi di tenuta delle scritture contabili;

• non ha la rappresentanza processuale dell’imprenditore neppure per gli atti da lui posti in essere,

• se tale potere non gli è stato espressamente conferito;

l'imprenditore non risponderà per gli atti, pur pertinenti all'esercizio dell'impresa, compiuti da un

• procuratore senza spendita del nome dell'imprenditore stesso.

COMMESSI Art. 2210

I commessi sono ausiliari subordinati cui sono affidate mansioni esecutive e materiali che li

pongono in contatto con i terzi (ad es. commesso di negozio il quale è preposto alla vendita nei

locali dell’impresa).

possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie di operazioni di cui sono

• incaricati.

salvo espressa autorizzazione:

• non possono esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna, né concedere

- dilazioni o sconti che non siano d'uso;

non hanno il potere di derogare alle condizioni generali di contratto predisposte

- dall'imprenditore o alle clausole stampate nei moduli dell'impresa;

se preposti alla vendita nei locali dell'impresa, non possono esigere il prezzo fuori dei locali

- stessi, né possono esigerlo all'interno dell'impresa se alla riscossione è destinata apposita

cassa.

possono ricevere per conto dell’imprenditore le dichiarazioni che riguardano l’esecuzione dei

• contratti ed i reclami inerenti le inadempienze contrattuali.

possono chiedere provvedimenti cautelari nell’interesse dell’imprenditore.

L'imprenditore può ampliare o limitare tali poteri. Non è previsto un sistema di pubblicità legale; le

limitazioni saranno opponibili ai terzi solo se portate a conoscenza degli stessi con mezzi idonei (ad

esempio, avvisi affissi nei locali di vendita), o se si prova l'effettiva conoscenza. 26

C Q

APITOLO UINTO

L'AZIENDA

Art. 2555: l'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio

dell'impresa.

Costituisce l'apparato strumentale (locali, macchinari, ecc.) di cui l'imprenditore si avvale per lo

svolgimento e nello svolgimento della propria attività, è un insieme di beni eterogenei (mobili e

immobili), che subisce modificazioni qualitative e quantitative anche radicali nel corso dell'attività.

I beni organizzati ad azienda consentono la produzione di utilità nuove, diverse e maggiori di quelle

traibili dai singoli beni isolatamente considerati.

L’avviamento è il plusvalore che acquistano i beni come complesso rispetto al valore che hanno come

singola individualità. È la capacità dell’azienda di produrre profitti.

L'avviamento di un'azienda é rappresentato dalla sua attitudine a consentire la realizzazione di un

profitto (ricavi eccedenti i costi) e dipende sia da fattori oggettivi sia da fattori soggettivi:

avviamento oggettivo: ricollegabile a fattori suscettibili di permanere anche se muta il titolare

• dell'azienda, capacità di un complesso industriale di consentire una produzione a costi

competitivi sul mercato)

avviamento soggettivo: dovuto all'abilità operativa dell'imprenditore sul mercato ed in

• particolare alla sua abilità a formare, conservare ed accrescere la clientela, essenziale perché

l'impresa possa conseguire i necessari ricavi e realizzare un profitto.

Elementi costitutivi dell'azienda

Sono elementi costitutivi dell’azienda i beni la compongono, ossia le cose in senso proprio di cui

l’imprenditore si avvale per l’esercio dell’impresa.

Per qualificare un dato bene come bene aziendale rilevante è solo la destinazione funzionale

impressagli dall'imprenditore. Irrilevante è il titolo giuridico che legittima l'imprenditore ad

utilizzare un dato bene nel processo produttivo.

AZIENDA FRA CONCEZIONE ATOMISTICA E CONCEZIONE UNITARIA

Teorie unitarie: considerano l'azienda come un bene unico; un bene nuovo e distinto rispetto ai

• singoli beni che la compongono. Si considera l’azienda come un autonomo ed unitario oggetto di

diritto e la si identifica con figure caratteristiche del diritto privato (universalità). Si ritiene perciò

che il titolare dell'azienda abbia sulla stessa un vero e proprio diritto di proprietà unitario,

destinato a coesistere con i diritti (reali o obbligatori) che vanta sui singoli beni.

Teoria atomistica: concepisce l'azienda come una semplice pluralità di beni tra loro

• funzionalmente collegati e sui quali l'imprenditore può vantare diritti diversi (proprietà, diritti

reali limitati, diritti personali di godimento). Si ritiene che l’azienda sia priva di un’autonoma

identità e che oggetto di diritto siano i singoli beni che la costituiscono.

La possibilità di concepire l'azienda come un nuovo bene sotto ogni profilo e a tutti gli effetti trova

significativo e decisivo ostacolo nei dati normativi. Da questi emerge con chiarezza che

l'unificazione giuridica dei beni aziendali è solo relativa e funzionale, dato che per il trasferimento

del complesso aziendale dovranno essere necessariamente osservate le forme stabilite dalla legge

per il trasferimento dei singoli beni che compongono l'azienda.

L'applicabilità diretta ed integrale, della disciplina dettata per le universalità di mobili all'azienda, è

certamente da escludere: l'azienda è di regola costituita da beni eterogenei e può comprendere anche

beni (immobili e mobili) che non sono di proprietà dell'imprenditore. 27

TRAFERIMENTO DELL’AZIENDA

Artt. 2556-2562.

Si ha trasferimento dell’azienda solo allorquando il complesso dei beni trasferiti è, di per se solo,

idoneo ad un esercizio di impresa; ciò non toglie che l’imprenditore possa cedere i singoli beni di

cui si componga l’azienda, ma in tal caso non troverà applicazione la disciplina del trasferimento di

azienda.

Necessario, ma al tempo stesso sufficiente, è che sia trasferito un insieme di beni di per sé

potenzialmente idoneo ad essere utilizzato per l'esercizio di una determinata attività di impresa; e

ciò quand'anche il nuovo titolare debba integrare il complesso con ulteriori fattori produttivi per

farlo funzionare. Accertato che si è in presenza di un trasferimento di azienda, l'atto di disposizione

comprenderà tutti i beni presenti in quel dato momento nell'azienda, anche se non specificamente

menzionati in contratto; i vari beni aziendali passeranno all'acquirente nella medesima situazione

giuridica (proprietà, diritto reale) in cui si trovavano presso il trasferente, se nulla è espressamente

pattuito al riguardo.

Tipi di trasferimento:

inter vivos: trasferimento a titolo definitivo (ad esempio, vendita) o temporaneo (ad

• esempio, usufrutto ed affitto).

mortis causa

Forma del trasferimento art. 2556:

validità per il trasferimento: i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o la

• concessione in godimento dell'azienda sono validi solo se stipulati con l'osservanza delle forme

stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l'azienda o per la

particolare natura del contratto. Il trasferimento di ciascun bene aziendale segue il regime dettato

in via generale. Cosi, per il trasferimento in proprietà all'acquirente degli immobili aziendali di

proprietà dell'alienante sarà necessaria la forma scritta a pena di nullità.

prova del trasferimento: forma richiesta ai fini probatori e per l'opponibilità ai terzi.

• Per le imprese soggette a registrazione secondo il sistema originario del codice civile (no piccole

imprese, imprese agricole), è previsto che ogni atto di disposizione dell'azienda deve essere

provato per iscritto, la sua mancanza comporterà come unico effetto che, in una eventuale

controversia giudiziaria, le parti (ma non i terzi) non potranno avvalersi della prova per testimoni

per dimostrare l'esistenza del contratto.

Tali contratti, sono soggetti ad iscrizione nel registro delle imprese a tal fine, il contratto di

trasferimento deve essere sempre redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata e

deve essere depositato a cura del notaio per l'iscrizione, nel termine di 30 giorni.

Solo l'iscrizione nella sezione ordinaria del registro, se dovuta, produce la funzione dichiarativa

(opponibilità del trasferimento) nei confronti dei terzi.

LA VENDITA DELL'AZIENDA

L'alienazione dell'azienda produce effetti ulteriori:

Art. 2557 Divieto di concorrenza dell'alienante:

 Il trasferimento dell’azienda comporta per l’alienante l’obbligo di astenersi, per 5 anni,

dall’iniziare una nuova impresa che possa, per le sue caratteristiche, sviare la clientela

dell’azienda ceduta. Se l'azienda è agricola, il divieto opera solo per le attività ad essa connesse e

sempre che rispetto a tali attività sia possibile sviamento della clientela.

Tale obbligo può essere escluso o ampliato dalle parti, purché non sia impedita ogni attività

professionale all'alienante. È in ogni caso vietato prolungare oltre i cinque anni la durata del divieto.

28

Il divieto è da ritenersi applicabile non solo alla vendita volontaria di azienda, ma altresì quando la

vendita è coattiva.

Il divieto di concorrenza, ha per oggetto l'inizio di una nuova impresa concorrente, dovrà ritenersi

violato ogni qualvolta si sia avuto sviamento di clientela dall'azienda ceduta, per fatto

concorrenziale direttamente o indirettamente imputabile all'alienante.

Art. 2558 Successione nei contratti aziendali:

• In seguito al trasferimento dell’azienda, e salvo diversa volontà delle parti, l’acquirente

dell'azienda subentra nei contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda, a condizione che non

abbiano carattere personale.

Si applica ai contratti a prestazioni corrispettive non integralmente eseguiti da entrambe le parti

(imprenditore alienante e terzo contraente) al momento del trasferimento dell'azienda; ai contratti

cioè, nei quali a prestazioni promesse e non ancora eseguite da parte dell'imprenditore alienante si

contrappongono prestazioni promesse e non ancora eseguite della controparte (ad esempio, un

contratto di somministrazione in corso).

rapporto alienante-acquirente: il subingresso dell'acquirente nei contratti in corso di

• esecuzione si produce anche se alienante ed acquirente nulla hanno previsto al riguardo; è quindi

effetto ex lege, sia pure dispositivo, della vendita, sicché un'espressa pattuizione fra alienante ed

acquirente è necessaria solo se si vuole escludere la successione in uno o più contratti in corso di

esecuzione.

posizione del terzo contraente: tale automatica successione si verifica indipendentemente dal

• consenso del contraente ceduto; da questo momento il terzo contraente dovrà eseguire le proprie

prestazioni nei confronti del nuovo titolare dell'azienda.

Il terzo contraente può recedere dal contratto entro 3 mesi dalla notizia del trasferimento, se

sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilità dell'alienante.

Il recesso non determina il ritorno del contratto in testa all'alienante bensì la definitiva estinzione

dello stesso. Resta al terzo contraente solo la possibilità di chiedere il risarcimento dei danni

all'alienante dando la prova che questi non ha osservato la normale cautela nella scelta

dell'acquirente dell'azienda.

Contratti personali: contratti stipulati per l'esercizio dell'impresa che abbiano carattere

personale, per il trasferimento di tali contratti saranno necessari sia un'espressa pattuizione

contrattuale fra alienante ed acquirente dell'azienda, sia il consenso del contraente ceduto. Sono

quei contratti nei quali l'identità e le qualità personali dell'imprenditore alienante sono state in

concreto determinanti del consenso del terzo contraente (e non viceversa). Punto questo da accertare

caso per caso, non potendosi far rientrare automaticamente nella categoria tutti i contratti (ad

esempio, mandato) nei quali genericamente rileva la persona di uno dei contraenti.

Art. 2559 Crediti relativi all’azienda ceduta

 La cessione dei crediti relativo all’azienda ceduta, anche in mancanza di notifica al debitore o di

sua accettazione, ha effetto, nei confronti dei terzi, dal momento dell’iscrizione del trasferimento

nel registro delle imprese. Tuttavia il debitore ceduto è liberato se paga in buona fede all’alienante.

Questa disciplina è circoscritta alle imprese soggette a registrazione nella sezione ordinaria (oggi

anche alle imprese agricole iscritte nella sezione speciale). Negli altri casi trova invece

applicazione, sotto tutti i profili, la disciplina generale della cessione dei crediti.

Art. 2560 Debiti relativi all’azienda ceduta

 29

L’alienante è liberato dai debiti relativi all’azienda ceduta solo se i creditori vi acconsentono.

Per le aziende commerciali, se i debiti risultano dai libri contabili obbligatori, cedente e

cessionario sono obbligati in solido per il loro pagamento.

La responsabilità ex lege dell'acquirente sussiste però solo per i debiti aziendali che risultano dai

libri contabili obbligatori.

Prevale la tesi che crediti e debiti non passino automaticamente in testa all'acquirente, ma sia a tal

fine necessaria una espressa pattuizione, in mancanza, l'acquirente riceverà il pagamento dei crediti

anteriori come semplice legittimato a riscuotere per conto dell'alienante e sarà tenuto a trasferirgli

quanto riscosso; nonché pagherà i debiti anteriori al trasferimento dell'azienda quale garante ex lege

dell'alienante stesso e avrà diritto di rivalsa per l'intero nei confronti di questo.

USUFRUTTO E AFFITTO DELL'AZIENDA

L'azienda può formare oggetto di un diritto reale o personale di godimento.

Usufrutto dell’azienda Art. 2561

Usufruttario ha l’obbligo di:

esercitare l’azienda sotto la ditta che la contraddistingue;

• gestirla senza modificarne la destinazione e in modo da conservare l'efficienza

• dell'organizzazione e degli impianti e le normali dotazioni di scorte

L'usufruttuario potrà acquistare ed immettere nell'azienda nuovi beni; beni che diventano di

proprietà del nudo proprietario e sui quali l'usufruttuario avrà diritto di godimento e potere di

disposizione.

È previsto che venga redatto un inventario all'inizio ed alla fine dell'usufrutto e che la differenza fra

le due consistenze sia regolata in danaro, sulla base dei valori correnti al termine dell'usufrutto.

Affitto dell’azienda Art. 2562: le disposizioni dell’usufrutto si applicano anche nel caso di affitto di

azienda.

L'affitto di azienda è contratto affatto diverso dalla locazione di un immobile destinato all'esercizio

di attività di impresa: nel primo caso, oggetto del contratto è un complesso di beni organizzati,

eventualmente comprensivo dell'immobile; nel secondo caso, il contratto ha per oggetto il locale in

quanto tale.

Usufrutto ed affitto di azienda sono parzialmente regolati dalle norme in tema di vendita

dell’azienda:

si applicano ad entrambe le fattispecie gli artt. 2557 (divieto di concorrenza) e 2558 (successione

• nei contratti aziendali). Il nudo proprietario ed il locatore sono tenuti a non iniziare una nuova

impresa idonea a sviare la clientela per la durata dell'usufrutto e dell'affitto (art. 2557);

l'usufruttuario o l'affittuario subentrano automaticamente nei contratti aziendali per la durata

• dell'usufrutto o dell'affitto (art. 2558);

si applica all'usufrutto, ma non all'affitto, la disciplina dei crediti aziendali, dato che il secondo

• comma dell'art. 2559 menziona solo il primo;

non si applica, ad alcuna delle due fattispecie l'art. 2560, mancando un espresso richiamo, perciò,

• dei debiti aziendali anteriori alla costituzione dell'usufrutto o dell'affitto risponderanno

esclusivamente il nudo proprietario o il locatore, salvo che per i debiti di lavoro espressamente

accollati anche al titolare del diritto di godimento. 30

C S

APITOLO ESTO

I SEGNI DISTINTIVI

IL SISTEMA DEI SEGNI DISTINTIVI

I principali segni distintivi dell’imprenditore:

ditta: contraddistingue la persona dell'imprenditore nell'esercizio dell'attività di impresa (nome

• commerciale).

insegna: individua i locali in cui l'attività di impresa è esercitata.

• marchio: individua e distingue i beni o i servizi prodotti.

Segni distintivi non costituiscono un numero chiuso.

imprenditore gode di ampia libertà nella formazione dei propri segni distintivi. È tenuto però a

a) rispettare determinate regole: verità, novità e capacità distintiva.

imprenditore ha diritto all'uso esclusivo dei propri segni distintivi. Diritto non assoluto, ma

b) relativo e strumentale, il titolare di un segno distintivo non può impedire che altri adotti il

medesimo segno distintivo quando, per la diversità delle attività di impresa o per la diversità dei

mercati serviti, non vi è pericolo di confusione e di sviamento della clientela.

imprenditore può trasferire ad altri i propri segni distintivi.

c)

LA DITTA

Artt. 2563-2567.

È il nome sotto il quale l’imprenditore commerciale svolge la sua attività (nome commerciale), in

mancanza di diversa scelta essa coincide col nome civile dell'imprenditore.

Caratteri:

Essa può essere liberamente prescelta dall'imprenditore, due limiti specifici:

verità della ditta: la ditta deve contenere almeno il cognome o al sigla dell’imprenditore

• medesimo; non è imposto a chi utilizzi una ditta derivata di integrarla col proprio cognome o con

la propria sigla.

novità della ditta: la ditta deve essere in grado di caratterizzare l’impresa, differenziandola da

• altre similari, chi ha adottato per primo una data ditta, ha perciò diritto all'uso esclusivo della

stessa e tale diritto acquista per il solo fatto dell'uso della ditta.

Tutela:

l’imprenditore può pretendere da chi abbia posteriormente adottato una ditta uguale o simile alla

• sua, che questi la differenzi, mediante modifiche o integrazioni, tali da evitare confusione (azione

31

di usurpazione e contraffazione). L’imprenditore può pretendere il risarcimento dei danni se da

parte dell’imprenditore ci sia stato dolo o colpa nell’uso della propria ditta.

la ditta registrata per prima prevale solo quando chi ha preusato la stessa ditta senza registrarla

• non riesca a provare la conoscenza del proprio preuso da parte dell'altro imprenditore. Il diritto

all'uso esclusivo della ditta ed il corrispondente obbligo di differenziazione sussistono però solo

se i due imprenditori sono in rapporto concorrenziale fra loro e quindi possa determinarsi

confusione per l'oggetto dell'impresa e/o per il luogo in cui questa è esercitata.

il principio della novità opera anche nei rapporti fra la ditta ed altri segni distintivi: principio di

• unitarietà dei segni distintivi.

Trasferimento:

la ditta è trasferibile solo insieme all'azienda. La ditta rimane immodificata, salvo l’uso, di

• stampigliare sotto il nome della ditta trasferita anche quello del successivo imprenditore, in

applicazione del principio della verità;

se il trasferimento avviene per atto fra vivi, è necessario il consenso espresso dell'alienante, in

• caso di morte, si trasmette al successore, salvo diversa disposizione testamentaria.

chi ha trasferito l'azienda è responsabile in solido con l'acquirente per i debiti da questo contratti

• spendendo la ditta derivata, qualora il terzo contraente abbia potuto ragionevolmente ritenere di

trattare col cedente. Si addossa all'alienante l'onere di portare a conoscenza dei terzi, con mezzi

idonei, l'avvenuto trasferimento dell'azienda e della ditta se si tratta di impresa non commerciale,

o e comunque di imporre all'acquirente di integrare la ditta con indicazioni non equivoche.

IL MARCHIO

Artt. 2569-2574.

Il marchio è il segno distintivo dei prodotti o dei servizi dell'impresa.

Può essere nazionale, comunitario, internazionale, oltre dal codice civile è regolato dal codice della

proprietà industriale.

Tali normative, imperniate sull'istituto della registrazione del marchio, riconoscono al titolare del

marchio, il diritto all'uso esclusivo dello stesso, così permettendo che il marchio assolva la sua

funzione di identificazione e differenziazione dei prodotti similari esistenti sul mercato.

il marchio ha la funzione di differenziare i propri prodotti da quelli dei concorrenti.

• il marchio è indicatore della provenienza del prodotto da una fonte unitaria di produzione;

• si è riconosciuta la legittimità del couso di uno stesso marchio da parte di più imprenditori

concorrenti, sulla base di una licenza di marchio non esclusiva concessa dal titolare dello

stesso, è consentito che prodotti uguali contraddistinti dallo stesso marchio siano immessi in

commercio da produttori diversi. I coutenti di uno stesso marchio sono tenuti ad assicurare

l'omogeneità dei caratteri essenziali e della qualità dei prodotti dello stesso tipo

contraddistinti dal marchio comune in modo da evitare che il pubblico sia tratto in inganno.

I TIPI DI MARCHIO

marchio di fabbrica e di commercio;

- marchio di servizio;

- marchio generale (uno per tutti i prodotti) e marchi speciali (diversi a seconda del prodotto);

- marchio collettivo (consorzio es. prosciutto di parma).

-

Possono essere utilizzati come marchi tutti i nuovi segni suscettibili di essere rappresentati

graficamente il marchio può essere costituito:

da parole (marchio denominativo);

- da figure, lettere, cifre, disegni o colori (marchio figurativo);

- 32

da suoni;

- nella combinazione di parole e di uno o più altri simboli (marchio misto).

- dalla forma del prodotto o dalla confezione dello stesso (c.d. marchio di forma o

- tridimensionale).

REQUISITI DI VALIDIT À PER ESSERE TUTELATO GIURIDICAMENTE

liceità: non deve contenere segni contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume;

• verità: vietato di inserire nel marchio segni idonei ad ingannare il pubblico;

• originalità: marchio deve essere originale, composto in modo da consentire l'individuazione dei

• prodotti contrassegnati fra tutti i prodotti dello stesso genere immessi sul mercato (si distinguono

marchi deboli da quelli forti dotati di una accentuata capacità distintiva).

novità: il codice della proprietà industriale distingue fra:

• marchi ordinari: non sono nuovi i segni che possono determinare un rischio di confusione per

- il pubblico, che può consistere anche in un rischio di associazione fra i due segni.

marchi celebri: è non nuovo anche il marchio confondibile da altri successivamente utilizzato

- per prodotti o servizi «non affini», se chi lo usa trarrebbe indebito vantaggio dal carattere

distintivo o dalla rinomanza del segno anteriore o recherebbe pregiudizio agli stessi. Ad

esempio, difetta del requisito della novità il marchio delle auto da corsa Ferrari utilizzato da

un produttore di orologi.

Nullità: il difetto dei requisiti comporta la nullità del marchio, che può riguardare anche solo parte dei

prodotti o servizi per i quali il marchio è stato registrato:

istituto della convalida: la nullità del marchio per difetto di novità non può essere più dichiarata

a) quando chi ha richiesto la registrazione non era in mala fede ed il titolare del marchio anteriore

ne abbia tollerato l'uso per 5 anni, ciò comporta in ogni caso la coesistenza dei due marchi

confondibili.

sopravvenuto secondary meaning: la nullità del marchio per difetto di originalità non può essere

b) dichiarata quando, a seguito dell'uso che ne è stato fatto, ha acquistato capacità distintiva prima

della proposizione della domanda o dell'eccezione di nullità.

IL MARCHIO REGISTRATO

Diritto di esclusiva: chi ha registrato nelle forme stabilite dalla legge un nuovo marchio idoneo a

distinguere prodotti o servizi ha diritti di valersene in modo esclusivo per i prodotti o servizi per i

quali è stato registrato.

marchi ordinari: la registrazione attribuisce al titolare del marchio il diritto all'uso esclusivo

• dello stesso su tutto il territorio nazionale, quale che sia l'effettiva diffusione territoriale dei

suoi prodotti. Il diritto di esclusiva sul marchio registrato copre non solo i prodotti identici,

ma anche quelli affini, qualora possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico.

marchi celebri: l'uso di tali marchi da parte di altri imprenditori, oltre a costituire

• «usurpazione» dell'altrui fama, è vietato anche per prodotti o servizi non affini, quando l'uso

del segno senza giustificato motivo consente di trarre indebitamente vantaggio dal carattere

distintivo o dalla rinomanza del marchio o reca pregiudizio agli stessi.

Il diritto di esclusiva sul marchio consente, di impedire l'utilizzo di segni confondibili non solo in

funzione di marchio, bensì anche come ditta, denominazione o ragione sociale, insegna nonché

nome a dominio aziendale.

Decorrenza: il diritto di esclusiva sul marchio registrato decorre dalla data di presentazione della

relativa domanda all'Ufficio brevetti. Una volta presentata la domanda di registrazione ogni

marchio uguale o simile, successivamente presentato per la registrazione (o usato), è ex lege nullo

per difetto del requisito della novità. 33

Durata: la registrazione nazionale è presupposto per poter estendere la tutela del marchio in ambito

internazionale, attraverso la successiva registrazione presso l'Organizzazione mondiale per la

proprietà industriale (OMPI) di Ginevra.

La registrazione nazionale (comunitaria e internazionale) dura 10 anni. È però rinnovabile per un

numero illimitato di volte, sempre con efficacia decennale. La registrazione assicura una tutela

pressoché perpetua, salvo che non sia successivamente dichiarata la nullità del marchio per difetto

originario di uno dei requisiti essenziali, o non sopravvenga una causa di decadenza (per

volgarizzazione; sopravvenuta ingannevolezza dello stesso; mancata utilizzazione entro 5 anni

dalla registrazione o se l'utilizzazione è stata sospesa per ugual periodo, salvo che l'inerzia non sia

dovuta ad un motivo legittimo).

Difesa del marchio: il marchio registrato è tutelato civilmente e penalmente: il titolare del marchio, il

cui diritto di esclusiva sia stato leso da un concorrente, può promuovere contro questi:

azione di contraffazione volta ad ottenere l'inibitoria alla continuazione degli atti lesivi del

- proprio diritto e la rimozione degli effetti degli stessi

azione di rivendicazione;

- azione di concorrenza sleale;

- azione di risarcimento danni se sussiste dolo o colpa del contraffattore;

-

Il giudice può altresì ordinare, su domanda di parte, la pubblicazione della sentenza di condanna in

uno o più giornali.

IL MARCHIO DI FATTO

Preuso: chi ha fatto uso di un marchio non registrato ha la facoltà di continuare ad usarne, nonostante

la registrazione da altri ottenuta, nei limiti in cui anteriormente se ne è avvalso. Tutela del diritto di

esclusiva sul marchio non registrato sull'effettivo grado di notorietà raggiunto:

notorietà nazionale: il titolare di un marchio non registrato, diventato noto su tutto il territorio

• nazionale, potrà impedire che altri usi in fatto lo stesso marchio per gli stessi prodotti, ma non

per prodotti affini.

notorietà locale: il titolare di un marchio non registrato con notorietà locale non potrà impedire

• che altro imprenditore usi di fatto lo stesso marchio per gli stessi prodotti in altra zona del

territorio nazionale.

Le azioni esercitabili a tutela di un marchio non registrato non sono quelle tipiche del codice della

proprietà industriale, ma solo quelle previste in via generale in tema di disciplina della concorrenza

sleale.

IL TRASFERIMENTO DEL MARCHIO

Il marchio può essere trasferito sia a titolo definitivo sia a titolo temporaneo (c.d. licenza di

marchio), può essere trasferito o concesso in licenza, per tutti o per parte dei prodotti per i quali è

stato registrato, senza che sia necessario il contemporaneo trasferimento dell'azienda o del

corrispondente ramo produttivo. È quindi possibile il trasferimento a titolo definitivo del marchio

solo per una parte dei prodotti coperti dal diritto di esclusiva dell'alienante con conseguente

contitolarità del marchio.

L'INSEGNA

Art. 2568.

È il segno distintivo dei locali nei quali si svolge l’attività dell’imprenditore.

Requisiti: 34

non può essere uguale o simile a quella già utilizzata da altro imprenditore concorrente, con

• conseguente obbligo di differenziazione qualora possa ingenerare confusione nel pubblico; e non

potrà essere uguale o simile all'altrui marchio, quando sussiste pericolo di confusione per il

pubblico;

non deve contenere indicazioni idonee a trarre in inganno il pubblico circa l'attività o i prodotti;

• deve essere lecita;

• dovrà avere sufficiente capacità distintiva;

Trasferimento: il diritto sull'insegna può essere trasferito, è lecita anche la licenza non esclusiva ed il

conseguente couso della stessa insegna da parte di più imprenditori collegati, come tipicamente

avviene negli accordi di franchising di distribuzione (ad esempio, catene di negozi Benetton o

Cartier). C S

APITOLO ETTIMO

OPERE DELL'INGEGNO. INVENZIONI INDUSTRIALI

LE CREAZIONI INTELLETTUALI

opere dell'ingegno (idee creative nel campo culturale ad es. poesie) formano oggetto del diritto

 d'autore.

invenzioni industriali (idee creative nel campo della tecnica ad es. stampa) possono formare

 oggetto:

del brevetto per invenzioni industriali;

a) del brevetto per modelli di utilità o della registrazione per disegni e modelli.

b)

Diritto di privativa: diritto esclusivo di sfruttamento economico dell'opera o dell'invenzione, sia

direttamente, sia mediante cessione a terzi.

Limiti: mentre il diritto d'autore si acquista per il solo fatto della creazione dell'opera, per le invenzioni

industriali il diritto di esclusiva sorge solo in seguito alla loro brevettazione che, permette la piena

tutela dell'invenzione, e serve a rendere di pubblico dominio il contenuto dell'invenzione stessa.

Durata: il diritto di esclusiva è limitato nel tempo: 70 anni dopo la morte dell'autore per le opere

dell'ingegno; 20 per le invenzioni industriali;10 per i modelli di utilità; 5 per i disegni e modelli.

Decorsi questi periodi, l'opera dell'ingegno è liberamente riproducibile, l'invenzione liberamente

sfruttabile.

Onere di attuazione: trascorsi 3 anni dal rilascio del brevetto, senza che l'invenzione sia stata attuata,

può essere concessa licenza obbligatoria per l'uso (non esclusivo) dell'invenzione a favore di ogni

interessato che ne faccia richiesta, dietro corrispettivo di un equo compenso.

DIRITTO D'AUTORE 35

Artt. 2575-2583.

È un diritto assoluto, che ha ad oggetto beni immateriali (opere dell'ingegno scientifiche, letterarie,

musicali ossia idee nel campo culturale). Es. romanzi.

Unica condizione richiesta è che l'opera abbia «carattere creativo»: presenti un minimo di

originalità rispetto a preesistenti opere dello stesso genere.

Fatto costitutivo del diritto d'autore è la creazione dell'opera, non è necessario che l'opera sia stata

divulgata fra il pubblico.

diritto morale d’autore: è il diritto relativo alla paternità dell’opera:

• è imprescrittibile e inalienabile;

- l’autore ha diritto di rivendicare nei confronti di chiunque la paternità dell’opera;

- l’autore, senza limiti di tempo, si può opporre alle deformazioni della sua opera;

- senza il consenso dell’autore l’opera non può essere pubblicata durante la sua vita, neppure

- per ragioni di pubblica utilità (diritto di inedito):

l’autore può sempre modificare l’opera e per gravi motivi ritirarla dal commercio, previo

- indennizzo di coloro ai quali ha ceduto i diritti di utilizzazione economica;

diritto patrimoniale di autore: è il potere di pubblicare l’opera e di utilizzarla

• economicamente

l'autore ha il diritto di utilizzazione economica esclusiva dell'opera in ogni forma e modo,

- originale o derivato

il diritto è alienabile;

- si trasmette agli eredi o aventi causa;

- è suscettibile di pegno e di sequestro;

- l’autore può concedere ad altra persona (cd. editore) il diritto di pubblicare l’opera, per conto

- proprio ed a proprie spese, mentre l’editore si obbliga a riprodurre l’opera e a metterla in

vendita (contratto di edizione)

la protezione dura per tutta la vita dell’autore e per altri 70 anni dopo la morte.

-

L'opera può essere il frutto della collaborazione di più persone es:

opera collettiva

• opera in collaborazione

• opera composta

Trasferimento del diritto di utilizzazione economica

Il diritto di utilizzazione economica dell'opera dell'ingegno è liberamente trasferibile.

Il trasferimento per atto fra vivi, che deve essere provato per iscritto, può essere sia a titolo

definitivo, sia a titolo temporaneo e le parti possono utilizzare al riguardo qualsiasi schema

contrattuale tipico o atipico (es. contratto di edizione o contratto di rappresentazione e di

esecuzione).

Difesa del diritto di autore: il diritto d'autore è protetto con specifiche sanzioni civili, amministrative

pecuniarie e penali, a carico di chi ponga in essere comportamenti lesivi, che possono andare

dall'imitazione totale o parziale degli elementi creativi essenziali di un'opera altrui

(plagio-contraffazione) alla lesione di singole manifestazioni del diritto di autore, quali l'abusiva

riproduzione o diffusione fra il pubblico di opere cinematografiche, letterarie o musicali.

azione a difesa della paternità dell’opera;

- azione a difesa dell’integrità dell’opera;

- azione di accertamento del diritto d’autore per prevenire violazioni;

- azione di interdizione delle violazioni; diretta ad impedire la continuazione o la ripetizione di

- una violazione del diritto d’autore già verificatasi.

Il titolare di uno dei diritti di utilizzazione economica dell'opera dell'ingegno e il titolare del diritto

morale, possono adire l'autorità giudiziaria per chiedere l’accertamento del proprio diritto e

36

l’inibizione della violazione temuta o in atto, possono altresì chiedere che vengano applicate le

sanzioni tipiche della rimozione e della distruzione di quanto è stato strumento materiale della

lesione del diritto patrimoniale o morale, salvo in ogni caso il diritto al risarcimento dei danni

subiti. Il giudice può inoltre ordinare la pubblicazione della sentenza di condanna in uno o più

giornali a spese della parte soccombente.

LE INVENZIONI INDUSTRIALI

Artt. 2584-2591 e codice proprietà industriale.

È il diritto che tutela le invenzioni industriali, cioè quei ritrovati e metodi idonei a trovare

applicazione industriale. Si tratta perciò di idee creative che appartengono al campo della tecnica.

Per acquistare il diritto di utilizzazione economica è necessaria la concessione del corrispondente

brevetto da parte dell'Ufficio italiano brevetti e marchi, salvo la limitata tutela accordata alle

invenzioni non brevettate.

Possono formare oggetto di brevetto per invenzione industriale le idee inventive di maggior rilievo

tecnologico:

invenzioni di prodotto

- invenzioni di procedimento;

- invenzioni derivate.

-

Requisiti per poter formare oggetto di brevetto:

leciti;

• nuovi: manca del requisito della novità l'invenzione già divulgata.

• implicare un'attività inventiva: l'invenzione implica attività inventiva (originalità) se per una

• persona esperta del ramo, essa non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica.

idonei ad avere un'applicazione industriale: il trovato deve poter essere fabbricato o utilizzato

• in qualsiasi genere di industria, compresa quella agricola.

Diritto al brevetto:

diritto morale dell’inventore: è il diritto di essere riconosciuto autore dell’invenzione, per il

• solo fatto dell’invenzione;

diritto patrimoniale dell’inventore: è il diritto di sfruttamento economico delle invenzioni;

• sorge solo in seguito alla loro brevettazione.

Invenzioni dei dipendenti: il lavoratore ha sempre diritto ad essere riconosciuto autore dell'invenzione

fatta nello svolgimento del rapporto di lavoro. Pertanto mentre il diritto morale alla paternità

dell’opera resta all’inventore, il diritto patrimoniale al rilascio del brevetto ed alla sua utilizzazione

è, invece, tendenzialmente attribuito al datore di lavoro (es. nelle invenzioni di servizio e nelle

invenzione aziendale).

Nell’invenzione occasionale i diritti patrimoniali spettano al lavoratore e questi soltanto potrà

• chiedere il brevetto. Al datore di lavoro è riconosciuto un diritto di prelazione per l'uso

dell'invenzione, per l'acquisto del brevetto e per la brevettazione all'estero della stessa

invenzione, dietro corrispettivo concordato con il lavoratore;

ricerca universitaria: quando il rapporto di lavoro intercorre con un'università o altra istituzione

• pubblica di ricerca; titolare esclusivo dei diritti derivanti dall'invenzione brevettabile è sempre il

ricercatore autore dell'invenzione e solo lui potrà chiedere il brevetto;

contratti di ricerca: nei contratti di ricerca privati tali diritti sono di regola riservati al

• committente (finanziatore della ricerca) e non all'inventore. Ed analoga soluzione è recepita dalla

normativa per i contratti di ricerca a committenza pubblica.

L'INVENZIONE BREVETTATA 37

Procedimento: il brevetto per invenzione industriale è concesso dall'Ufficio italiano brevetti e

marchi, sulla base di una domanda corredata, a pena di nullità, dalla descrizione dell'invenzione in

modo sufficientemente chiaro e completo perché ogni persona esperta del ramo possa attuarla.

Ogni domanda può avere per oggetto una sola invenzione e deve specificare ciò che si intende

debba formare oggetto del brevetto (rivendicazione).

L'Ufficio brevetti è tenuto ad accertare la regolarità formale della domanda, la liceità e che

l'invenzione abbia un oggetto per cui è consentita la brevettazione, è inoltre tenuto a svolgere

un'indagine preventiva volta ad accertare gli altri requisiti di validità della domanda (novità,

originalità e industrialità del trovato).

Durata: il brevetto per invenzioni industriali dura 20 anni dalla data di deposito della domanda ed è

esclusa ogni possibilità di rinnovo. Il relativo diritto di esclusiva si può perdere prima della

scadenza qualora sia dichiarata la nullità del brevetto o sopravvenga una causa di decadenza dello

stesso. Decade se l’invenzione non viene attuata entro 2 anni dalla concessione.

Diritto di esclusiva: il brevetto conferisce al suo titolare la facoltà esclusiva di attuare l'invenzione

e di trarne profitto nel territorio dello Stato. L'esclusiva comprende non solo la fabbricazione, ma

anche il commercio e l'importazione dei prodotti cui l'invenzione si riferisce.

Trasferimento del brevetto: il brevetto è liberamente trasferibile sia fra vivi sia mortis causa,

indipendentemente dal trasferimento dell'azienda, sul brevetto possono essere costituiti diritti reali

di godimento o di garanzia e lo stesso può anche formare oggetto di esecuzione forzata e di

espropriazione per pubblica utilità.

Il titolare del brevetto può concedere licenza di uso dello stesso, con o senza esclusiva di

fabbricazione a favore del licenziatario.

Tutela: l'invenzione brevettata è tutelata con sanzioni civili e penali. Il titolare del brevetto (ed

anche il licenziatario) possono esercitare azione di contraffazione nei confronti di chi abusivamente

sfrutti l'invenzione. La sentenza che accerta la contraffazione ordina l'inibitoria per il futuro della

fabbricazione o dell'uso di quanto forma oggetto del brevetto. Sono altresì previste sanzioni volte ad

eliminare dal mercato gli oggetti realizzati in violazione del brevetto: assegnazione in proprietà al

titolare del brevetto, sequestro, rimozione, distruzione.

Il titolare del brevetto ha in ogni caso diritto al risarcimento dei danni subiti ed il giudice può

disporre, come sanzione accessoria, anche la pubblicazione della sentenza in uno o più giornali a

spese del soccombente.

Brevettazione internazionale brevetto europeo e comunitario

Il rilascio del brevetto per invenzione attribuisce diritto di esclusiva solo sul territorio nazionale.

L'esclusiva può essere però conseguita anche in altri Stati:

brevettazione internazionale;

- brevetto europeo;

- brevetto comunitario.

-

L'INVENZIONE NON BREVETTATA

Tutela del preuso: chiunque, inventore o terzo avente causa, ha fatto uso dell'invenzione nella

propria azienda, nei 12 mesi anteriori al deposito dell'altrui domanda di brevetto, può continuare a

sfruttare l'invenzione stessa nei limiti del preuso. Il preutente può altresì trasferire tale facoltà, ma

solo insieme all'azienda in cui l'invenzione è utilizzata, restando a suo carico la prova del preuso e

dell'ampiezza dello stesso. Tale tutela minima opererà peraltro nel caso di preuso segreto, la cui

violazione configura anche atto di concorrenza sleale. Se invece l'inventore o il preutente hanno

divulgato l'invenzione, il successivo brevetto difetterà del requisito della novità e quindi potrà

essere esperita azione di nullità dello stesso. Dichiarato nullo il brevetto, chiunque potrà

liberamente sfruttare l'invenzione. 38

I MODELLI INDUSTRIALI

Artt. 2592-2594 e codice della proprietà industriale

I modelli industriali sono creazioni intellettuali applicate all'industria.

I modelli industriali riguardano la foggia funzionale (modelli di utilità) o estetica (disegni e modelli)

dei prodotti.

MODELLI DI UTILITÀ: sono nuovi trovati destinati a conferire particolare funzionalità a macchine

o strumenti. Ad es. nuova forma di poltrona da dentista che ne aumenti la comodità.

La tutela dei modelli di utilità continua a fondarsi sull'istituto della brevettazione e in materia trova

applicazione larga parte della disciplina delle invenzioni industriali, anche se i requisiti della novità

e dell'originalità vanno adattati allo specifico minor rilievo dell'idea creativa. Il brevetto dura 10

anni.

È possibile presentare contemporaneamente domanda di brevetto per invenzioni industriali e

modelli di utilità, la concessione dell'uno esclude la concedibilità dell'altro.

DISEGNI E MODELLI: sono nuove idee destinate a migliorare l'aspetto dei prodotti industriali

(industrial design es. originale forma di un paraurti di automobile).

Registrazione presso l'Ufficio Italiano brevetti e marchi, possono essere registrati i disegni e modelli

che siano nuovi ed abbiano carattere individuale. Il disegno o modello non deve essere identico ad

un disegno o modello già divulgato in precedenza. La registrazione dura 5 anni dalla domanda, ma

può essere prorogata, per periodi di 5 anni, fino ad un massimo di 25 anni. La registrazione di un

disegno o modello conferisce al titolare il diritto esclusivo di utilizzarlo e di vietare a terzi di

utilizzarlo senza il suo consenso.

Arte applicata all’industria: le opere del disegno industriale sono ammesse a godere anche della

più ampia tutela del diritto d'autore (non è necessaria alcuna registrazione) quando presentino di per

sé carattere creativo e valore artistico. Per esse la tutela dura dunque fino a 70 anni dopo la morte

dell'autore.

Disegni e modelli comunitari ricevono una protezione autonoma ed unitaria estesa a tutti gli Stati

membri l'Unione Europea. C O

APITOLO TTAVO

LA DISCIPLINA DELLA CONCORRENZA

LA LEGISLAZIONE ANTIMONOPOLISTICA

Libertà di concorrenza e limitazioni: pubblico interesse: la concorrenza deve svolgersi in modo da

non ledere gli interessi dell'economia nazionale e l'art. 41 Cost. ribadisce che l'iniziativa economica

privata è sì libera, ma non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale. Situazioni oggettive e/o

obiettivi di politica economica e sociale dei pubblici poteri possono in concreto imporre limitazioni

legislative della libertà di concorrenza.

Il legislatore italiano:

consente limitazioni legali della stessa per fini di «utilità sociale» ed anche la creazione di

a) monopoli legali in specifici settori di interesse generale;

ricollega alla stipulazione di determinati contratti divieti di concorrenza fra le parti;

b) consente limitazioni negoziali della concorrenza, ma ne subordina nel contempo la validità al

c) rispetto di condizioni che non comportino un radicale sacrificio della libertà di iniziativa

economica attuale e futura; 39


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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Vella Francesco.

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