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un terzo, designato nel contratto o da designare successivamente. In applicazione della regola

generale il terzo dovrà determinare il prezzo con equo apprezzamento, salvo che non risulti

espressamente che le parti si sono rimesse al mero arbitrio del terzo.

Mancata determinazione: se le parti hanno omesso qualsiasi pattuizione relativa al prezzo il contratto è

nullo, salvo che:

si tratti di cose che il venditore vende abitualmente ed in tal caso si presume che le parti abbiano

a) voluto riferirsi al prezzo normalmente praticato dal venditore;

si tratti di merci aventi un prezzo di borsa o di listino ed in tal caso il prezzo è dedotto dai listini

b) o dalle mercuriali del luogo in cui la merce deve essere consegnata o da quelli della piazza più

vicina.

Giusto prezzo: queste regole si applicano, in quanto possibile, anche quando le parti si sono riferite al

giusto prezzo. Altrimenti, in mancanza di accordo, il prezzo è determinato da un terzo nominato dal

presidente del tribunale.

L'INADEMPIMENTO NELLE VENDITE MOBILIARI

Serie di norme dettate per le sole vendite mobiliari introducono specifici rimedi contro

l'inadempimento e consentono una tutela più sollecita, anche perché azionabili dalla parte

adempiente in via di autotutela senza necessità di ricorrere all'autorità giudiziaria.

Deposito per conto: prevista una procedura di liberazione coattiva del venditore dall'obbligo di

consegna, se il compratore non si presenta per ricevere la cosa acquistata, il venditore può

depositarla, per suo conto e a sue spese, in un locale idoneo, dandone pronta notizia al compratore

stesso.

Esecuzione coattiva: possibilità di esecuzione coattiva del contratto, consente alla parte pronta ad

adempiere di conseguire in via di autotutela la controprestazione dovutagli, senza necessità di

ricorrere all'autorità giudiziaria:

se il compratore si rifiuta di pagare il prezzo, il venditore può far vendere la cosa per conto ed a

• spese di lui, salvo il diritto di pretendere dal compratore la differenza fra il prezzo convenuto ed

il ricavato della vendita in danno, oltre al risarcimento del maggior danno.

se inadempiente è il venditore, il compratore, sempre con l'osservanza delle stesse procedure,

• può far acquistare la cosa a spese di lui, salvo il diritto a pretendere dal venditore la differenza

fra il prezzo stabilito e quello pagato, oltre al risarcimento del maggior danno. Il compratore può

però avvalersi di questo rimedio solo se la vendita ha per oggetto cose fungibili che hanno un

prezzo corrente.

Compera o vendita in danno debbono avvenire senza ritardo e dandone pronta notizia alla

controparte inadempiente.

Risoluzione di diritto: quando vi è un pericolo di inadempimento: la risoluzione del contratto ha luogo

di diritto (immediatamente e senza bisogno di adire l'autorità giudiziaria).

La parte che intende avvalersi della risoluzione di diritto deve darne comunicazione all'altra parte

entro 8 giorni dalla scadenza del termine convenuto. Altrimenti decade dal beneficio della

risoluzione di diritto e può avvalersi solo dell'ordinaria risoluzione per inadempimento.

Ripresa del possesso: rimedio di carattere cautelare è offerto al venditore che, pur avendo pattuito il

pagamento per contanti, ha consegnato la merce senza pretendere il pagamento del prezzo. Benché

con tale comportamento imprudente il venditore abbia perso la possibilità di avvalersi

dell'eccezione di inadempimento, la legge gli consente, sia pure a determinate condizioni, di

recuperare il possesso della cosa venduta in modo da poter ugualmente esercitare sulla stessa il

diritto di ritenzione a garanzia del pagamento del prezzo.

VENDITA CON RISERVA DI PROPRIET À 5

La vendita con riserva di proprietà è una forma particolare di vendita che ricorre tipicamente nelle

vendite a rate; quando cioè il pagamento del prezzo è frazionato nel tempo. È pertanto

particolarmente diffusa nel settore dei beni strumentali e dei beni di consumo durevoli.

il compratore diventa proprietario della cosa acquistata solo col pagamento dell'ultima rata del

a) prezzo, fermo restando che il venditore non ne può disporre;

i rischi del perimento della cosa sono a carico del compratore fin dal momento della consegna,

b) dato che egli è così messo in grado di godere del bene. Il compratore sarà perciò tenuto a pagare

tutte le rate anche se la cosa perisce per causa a lui non imputabile.

Tutela del compratore: il mancato pagamento di una sola rata, che non superi l'ottava parte del

prezzo, non dà luogo alla risoluzione del contratto. Il venditore potrà solo agire giudizialmente per il

pagamento della rata scaduta. Potrà invece ottenere la risoluzione del contratto se la singola rata non

pagata supera l'ottava parte del prezzo o l'inadempimento si protrae per più rate.

Risolto il contratto, il venditore ha diritto alla restituzione della cosa, rimasta di sua proprietà. Deve

restituire al compratore le rate riscosse, salvo il diritto ad un equo compenso per l'uso della cosa,

oltre al risarcimento dei danni.

Opponibilità ai terzi: il compratore, fin quando non ha pagato l'ultima rata, non può vendere la cosa, né

questa può essere aggredita dai suoi creditori, dato che la proprietà è ancora del venditore. La

riserva di proprietà è opponibile ai creditori del compratore solo se risulta da atto scritto avente data

certa anteriore al pignoramento.

LA VENDITA CON PATTO DI RISCATTO

La vendita con patto di riscatto si ha quando il venditore si riserva il diritto di riacquistare la

proprietà della cosa entro un termine stabilito, mediante restituzione al compratore del prezzo e

delle spese sostenute.

Disciplina: il patto di restituire un prezzo superiore a quello stipulato per la vendita è nullo per

l'eccedenza. Termine massimo non prorogabile per il riscatto: 2 anni dalla vendita per i beni mobili

e 5 anni per gli immobili.

La somma dovuta per il riscatto deve essere versata dal venditore contestualmente alla

dichiarazione di riscatto, altrimenti il venditore decade dal relativo diritto. Il patto di riscatto ha

efficacia reale: se il compratore vende la cosa, il venditore può ottenerne il rilascio dai successivi

acquirenti, purché il patto sia ad essi opponibile.

LA VENDITA FUORI DEI LOCALI COMMERCIALI

La vendita diretta ai consumatori fuori dei locali commerciali dell'impresa (vendite a domicilio, per

corrispondenza, televisive, ecc.) è oggi regolata dal codice del consumo.

Diritto di recesso: al compratore è riconosciuto il diritto di revocare l'ordine di acquisto o di recedere

dal contratto già concluso entro un termine di 10 giorni lavorativi, la cui decorrenza è diversamente

articolata in relazione alla specifica tecnica di sollecitazione. Ad esempio, nelle vendite per

corrispondenza, televisive o su internet decorre dal ricevimento della merce.

Dovere di informazione: l'operatore commerciale ha il dovere di informare per iscritto il consumatore

del diritto di recesso indicando i termini, le modalità e le eventuali condizioni per il suo esercizio. In

mancanza, il termine per il recesso è allungato a 60 giorni per i contratti negoziati fuori dei locali

commerciali, e di novanta giorni per i contratti a distanza.

Effetti: in seguito all'esercizio del diritto di recesso, l'operatore commerciale è tenuto a restituire il

prezzo pagato entro 30 giorni dal ricevimento della relativa comunicazione o dalla restituzione della

merce, restando altrimenti esposto a sanzioni amministrative.

Il diritto di recesso è irrinunciabile e la relativa disciplina può essere derogata solo in senso più

favorevole al consumatore. 6

Foro competente: è previsto che la competenza territoriale per le relative controversie spetta

inderogabilmente al giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore, sicché sono

nulle le clausole che designano come foro competente quello del venditore.

C S

APITOLO ECONDO

IL CONTRATTO ESTIMATORIO

Art. 1556 Nozione: con il contratto estimatorio una parte (tradens) consegna una o più cose

mobili all’altra (accipiens) e questa si obbliga a pagare il prezzo, salvo che restituisca le cose nel

termine stabilito.

Funzione: il contratto estimatorio è utilizzato nei rapporti fra fornitori (produttori o commercianti

all'ingrosso) e rivenditori in luogo del contratto di vendita quando il rivenditore non vuole accollarsi

il rischio economico, proprio della vendita, di dover pagare al fornitore la merce che gli rimane

invenduta dopo un certo tempo (giornali, dei libri, degli articoli di abbigliamento. Il rivenditore può

disporre di un maggior assortimento, dato che dovrà pagare al fornitore solo quanto è riuscito a

vendere lucrando la differenza fra prezzo stimato e quello di rivendita. Il fornitore a sua volta, pur

sopportando il rischio dell'invenduto, trae vantaggio dalla distribuzione più capillare e dal maggior

smercio che tale contratto di regola riesce a procurargli.

Il contratto estimatorio è un contratto reale: si perfeziona con la consegna della merce all'accipiens.

Disponibilità delle cose: solo l'accipiens può disporre delle cose ricevute, benché queste restino di

proprietà del tradens finquando il primo non le ha rivendute o comunque non ne ha pagato il

prezzo.

Sono validi gli atti di disposizione compiuti da chi ha ricevuto le cose; ma i suoi creditori non

possono sottoporle a pignoramento o a sequestro finché non ne sia stato pagato il prezzo, tali azioni

possono essere esercitate dai creditori del tradens, determinando cosi la fine anticipata del contratto

estimatorio.

Colui che ha consegnato le cose non può disporne fino a che non gli siano restituite il tradens, se

non può disporre delle cose, ne conserva tuttavia la proprietà.

Obblighi dell’ accipiens: l'obbligo che nasce a carico dell'accipiens con la consegna delle cose è quello

di pagarne il prezzo di stima stabilito al momento della conclusione del contratto.

All'accipiens è riconosciuta la facoltà di liberarsi di tale obbligazione restituendo le cose nel

termine pattuito. L’accipiens dovrà pagare il prezzo pur quando la restituzione delle cose sia

divenuta impossibile per causa a lui non imputabile.

Con la consegna della cosa tutti i rischi passano a carico dell'accipiens.

L'accipiens non è obbligato ad adoperarsi per promuovere la vendita delle cose ricevute, anche se il

contratto è stipulato per consentire la rivendita delle cose consegnategli dal tradens.

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C T

APITOLO ERZO

LA SOMMINISTRAZIONE

Art. 1559 la somministrazione è il contratto con il quale una parte (somministrante) si obbliga,

verso corrispettivo di un prezzo, a eseguire, a favore dell'altra (somministrato), prestazioni

periodiche o continuative di cose.

Funzione: la somministrazione è un contratto tipicamente di durata, consente di soddisfare un bisogno

durevole (periodico o continuato) del somministrato, attraverso la stipulazione di un unico contratto

che assicura la regolarità delle forniture nel tempo e la stabilità dei prezzi. Si pensi ai contratti

stipulati per l'erogazione dell'acqua, dell'energia elettrica.

Somministrazione ed appalto: la somministrazione è un contratto che può avere per oggetto

• solo la prestazione di cose (in proprietà o in uso). Il contratto che ha invece per oggetto la

prestazione periodica o continuativa di servizi (ad esempio, il contratto con un'impresa di

pulizie) costituisce appalto e non somministrazione.

Somministrazione e vendita: la somministrazione ha, per oggetto una pluralità di

• prestazioni (periodiche o continuative) ed è diretta a soddisfare un bisogno durevole del

somministrato. La vendita ha invece per oggetto un'unica prestazione.

Entità della somministrazione: le parti possono anche omettere di specificare in contratto l'entità delle

prestazioni ed in tal caso si intende ex lege pattuita la quantità corrispondente al normale

fabbisogno del somministrato al tempo della conclusione del contratto.

È possibile stabilire un limite minimo e massimo ed in tal caso sarà il somministrato a specificare il

quantitativo dovutogli entro i limiti contrattuali pattuiti.

Prezzo: il prezzo, se non è stabilito nel contratto, si determina secondo le regole della vendita, avendo

riguardo al tempo della scadenza delle singole prestazioni ed al luogo in cui queste devono essere

eseguite.

Nella somministrazione a carattere periodico il prezzo deve essere pagato all'atto delle singole

prestazioni ed in proporzione delle stesse. In quella continuativa, il pagamento deve avvenire

secondo le scadenze d'uso (mensilmente, trimestralmente, ecc.).

Risoluzione del contratto: l'inadempimento di una delle parti relativo a singole prestazioni non

legittima senz'altro la controparte a chiedere la risoluzione del contratto. Tanto è possibile solo se

ricorrono due condizioni: l'inadempimento ha notevole importanza ed è inoltre tale da menomare la

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fiducia nell'esattezza dei successivi adempimenti. Se l'inadempimento del somministrato è di lieve

entità, il somministrante non può sospendere l'esecuzione del contratto senza darne congruo

preavviso.

patto di preferenza: è il patto con il quale il somministrato si obbliga a preferire, a parità di

• condizioni, lo stesso somministrante qualora intenda stipulare un successivo contratto di

somministrazione per lo stesso oggetto. Tale obbligo non può eccedere la durata di 5 anni.

patto di esclusiva: la clausola di esclusiva può essere pattuita a favore del somministrante, a

• favore del somministrato o a favore di entrambe le parti:

se l'esclusiva è a favore del somministrante, il somministrato non può ricevere da terzi

- prestazioni della stessa natura, né, salvo patto contrario, può procurarsi con mezzi propri le

cose che formano oggetto del contratto.

se l'esclusiva è a favore del somministrato, il somministrante non può compiere,

- direttamente o indirettamente, forniture della stessa natura ad altri, nella zona per cui

l'esclusiva è concessa. C Q

APITOLO UARTO

I CONTRATTI DI DISTRIBUZIONE

Distribuzione integrativa: il contenuto minimo costante dei contratti che regolano i rapporti fra

produttore e distributori integrati (c.d. contratto di distribuzione) consiste:

nell'impegno del distributore di acquistare periodicamente determinati quantitativi minimi a

• condizioni predeterminate nello stesso contratto di distribuzione;

nell'impegno ulteriore del distributore di promuovere, in nome e per conto proprio, la rivendita

• dei prodotti acquistati in una zona determinata, secondo modalità stabilite dallo stesso

produttore.

Due figure contrattuali socialmente tipiche:

La concessione di vendita (o concessione commerciale)

 Clusole di ingerenza: nella concessione di vendita (es. reti di concessionari Fiat), fermo restando

che l'organizzazione dei singoli punti di vendita spetta ai concessionari, l'ingerenza del concedente

nell'attività dei primi è assicurata da clausole che impongono ai rivenditori:

un'efficiente organizzazione di vendita;

a) l'acquisto di quantitativi minimi di merce a scadenze determinate e la detenzione di un minimo di

b) scorte e di pezzi di ricambio;

la pratica di prezzi e di condizioni di rivendita prestabiliti dal produttore;

c) la fornitura di assistenza tecnica alla clientela dopo la vendita;

d) controlli periodici da parte del concedente sull'efficienza dell'organizzazione di vendita.

e)

Normale è anche la previsione di una clausola di esclusiva a favore del concedente, del

concessionario o di entrambi, anche se, come nel caso dei contratti-tipo nel settore degli autoveicoli,

la casa produttrice si riserva talvolta il diritto di vendere direttamente alla clientela.

Si è perciò in presenza di un contratto atipico. Ad esso, in quanto contratto di durata a prestazioni

periodiche, è applicabile per analogia la disciplina della somministrazione, particolarmente per

quanto riguarda la determinazione dell'entità delle singole forniture, le norme che regolano la

risoluzione del contratto ed il recesso ad nutum. 9

Il contratto di affiliazione (o FRANCHISING di distribuzione)

 Franchising o affiliazione commerciale, figura contrattuale recentemente disciplinata dalla legge

n.129/2004, di origine statunitense oggi diffusa in Italia soprattutto nel settore dell'abbigliamento

(catene Benetton e Coin).

Definizione: contratto, stipulato fra soggetti giuridicamente ed anche economicamente indipendenti, con

cui l'affiliante:

concede verso corrispettivo all'affiliato la disponibilità di un insieme di diritti di proprietà

• industriale o intellettuale relativi a marchi, denominazioni commerciali, insegne, modelli di

utilità, disegni, diritti di autore, assistenza o consulenza tecnica e commerciale;

inserisce l'affiliato in un sistema costituito da una pluralità di affiliati distribuiti sul territorio, allo

• scopo di commercializzare determinati prodotti o servizi.

Clausole tipiche: l'affiliazione commerciale può essere utilizzata in ogni settore di attività economica,

anche di sola distribuzione, si caratterizza rispetto alla concessione di vendita per il fatto che

l'affiliato:

è sempre tenuto ad utilizzare i segni distintivi (marchi ed insegna) dell'affiliante;

• è tenuto ad adeguarsi completamente ai modelli operativi prefissati dall'affiliante in modo

• uniforme per tutti gli affiliati e che coinvolgono ogni aspetto dell'attività di distribuzione

(allestimento dei locali, pubblicità). La rete di affiliazione si basa sull'adozione pedissequa da

parte degli affiliati della c.d. formula commerciale creata dall'affiliante.

Disciplina: l'immagine sul mercato dei distributori finisce con l'identificarsi con quella del produttore

(pur essendo in realtà imprenditori distinti), fino ad ingenerare nel pubblico il convincimento che

sia il produttore stesso ad agire come distributore dei prodotti.

Tutela dell’affiliato: il mancato rinnovo del contratto alla scadenza o il recesso ad nutum con breve

preavviso (quando il contratto è a tempo indeterminato) possono prestarsi ad abusi a danno

dell'affiliato, esposto al rischio di perdere tutta la clientela. Istituto del divieto di abuso di

dipendenza economica, a tutela dell'affiliato, l'attuale disciplina precisa che l'affiliante deve aver già

sperimentato la sua formula commerciale sul mercato.

Almeno 30 giorni prima della conclusione del contratto il proponente affiliante deve trasmettere a

quest'ultimo una copia completa del contratto, unitamente ad una serie di documenti che consentano

di valutare l'efficacia della formula commerciale ed anche il rischio di contestazioni giuridiche

derivanti dall'impiego della stessa.

Anche sull'aspirante affiliato grava l'obbligo di comunicare all'affinante ogni informazione la cui

conoscenza risulti necessaria o opportuna ai fini della stipulazione del contratto, anche se non

espressamente richiesta.

Forma e contenuto: il contratto di affiliazione commerciale deve essere stipulato per iscritto a pena di

nullità e deve indicare espressamente le condizioni di rinnovo, risoluzione o eventuale cessione.

Deve altresi precisare gli investimenti e le spese richieste all'affiliato prima dell'inizio dell'attività,

le percentuali che lo stesso è tenuto a versare all'affiliante, nonché l'incasso minimo che l'affiliato si

impegna a realizzare.

Durata: il contratto può essere a tempo indeterminato o determinato, ma in quest'ultimo caso l'affìliante

dovrà comunque garantire all'affiliato una durata minima (comunque non inferiore a 3 anni)

sufficiente a recuperare gli investimenti effettuati.

Obblighi dell’affiliato: l'affiliato è tenuto a mantenere la massima riservatezza in ordine al contenuto

dell'attività oggetto dell'affiliazione commerciale.

Qualora il contratto indichi la sede dell'affiliato, questi non può spostarla senza il consenso

dell'affiliante, salvo il caso di forza maggiore. 10

C Q

APITOLO UINTO

L'APPALTO

Art. 1655: l'appalto è il contratto con il quale una parte (appaltatore) assume, con organizzazione

dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un'opera o di un servizio,

verso un corrispettivo in danaro.

Si deve trattare di un'attività organizzata in forma di impresa. L'appaltatore è un imprenditore

commerciale, di regola non piccolo.

Si ha appalto se la prestazione di fare (attività lavorativa) prevale su quella di dare (fornitura del

materiale); si ha vendita nel caso contrario.

Committente dell'opera o del servizio può essere sia un soggetto privato, sia lo Stato o un ente

pubblico. La disciplina dettata dal codice civile è tuttavia applicabile integralmente solo agli appalti

privati.

OBBLIGAZIONI DELL'APPALTATORE

Obbligazione fondamentale dell'appaltatore è quella di compiere l'opera o il servizio commessogli.

Fornitura della materia: salvo diversa pattuizione, l'appaltatore deve fornire anche la materia prima

necessaria per il compimento dell'opera.

Se la materia è invece fornita in tutto o in parte dal committente, l'appaltatore deve denunziarne

prontamente i difetti che possono compromettere la regolare esecuzione dell'opera (per esonerarsi

da responsabilità).

Esecuzione dell’opera: l'opera deve essere eseguita dall'appaltatore secondo le modalità tecniche

concordate col committente. l'esecuzione dell'opera deve avvenire «a regola d'arte», cioè con perizia

tecnica professionale. L'appaltatore è tenuto a rilevare e a far presenti al committente eventuali

difetti del progetto o delle istruzioni che possono pregiudicare la realizzazione dell'opera.

Variazioni del progetto: l'appaltatore non può apportare variazioni alle modalità di esecuzione pattuite

senza l'autorizzazione del committente, che deve essere provata per iscritto. Se il prezzo dell'opera è

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stato determinato globalmente, l'appaltatore ha diritto ad un compenso aggiuntivo solo se

espressamente pattuito a meno che se tratti di modifiche necessarie per l'esecuzione dell'opera a

regola d'arte, o se variazioni non necessarie sono ordinate dal committente.

Verifica e collaudo: il committente ha diritto di controllare lo svolgimento dei lavori e di verificarne a

proprie spese lo stato, personalmente o a mezzo di un direttore dei lavori dallo stesso nominato.

Se dai controlli in corso d'opera risulta che non sono state rispettate le modalità convenute o che

l'esecuzione non procede a regola d'arte, il committente può fissare un congruo termine entro il

quale l'appaltatore deve conformarsi a tali condizioni. Decorso inutilmente tale termine, il contratto

è automaticamente risolto.

Completata l'opera e prima di riceverne la consegna, il committente ha diritto di sottoporre la stessa

a verifica finale (c.d. collaudo), da eseguirsi non appena l'appaltatore lo mette in condizione di

effettuarla.

Accettazione: eseguita la verifica, il committente è tenuto a comunicarne il risultato negativo

all'appaltatore ove intenda rifiutare l'opera. Non è invece necessaria una dichiarazione espressa di

accettazione, l'opera si considera ex lege accettata quando il committente:

omette di procedere alla verifica o non ne comunica il risultato all'appaltatore entro un breve

a) termine;

riceve senza riserve l'opera.

b)

È cosi tutelato l'interesse dell'appaltatore a che il committente proceda tempestivamente alla verifica

e all'accettazione dell'opera con la quale:

i rischi di perimento o deterioramento dell'opera passano dall'appaltatore al committente;

1) l'appaltatore è liberato dalla garanzia per difformità e vizi dell'opera riconoscibili dal

2) committente;

l'appaltatore ha diritto al pagamento del prezzo, salvo diversa pattuizione.

3)

Difformit à e vizi dell'opera

Garanzia: una volta che l'opera sia stata compiuta e consegnata al committente, l'appaltatore è tenuto

alla garanzia per le difformità e i vizi dell'opera. Se l'opera è stata accettata senza riserve, la

garanzia copre solo i vizi e le difformità occulti, nonché quelli palesi taciuti in mala fede

dall'appaltatore.

La denunzia non è però necessaria se l'appaltatore ha riconosciuto le difformità e i vizi o se li ha

occultati. L'azione si prescrive nel termine breve di due anni dalla consegna dell'opera.

Contenuto della garanzia: il committente può richiedere la risoluzione del contratto solo se le

difformità o i vizi dell'opera «sono tali da renderla del tutto inidonea alla sua destinazione». In caso

contrario, la risoluzione del contratto è preclusa ed il committente può chiedere a sua scelta:

l'eliminazione dei difetti e dei vizi a spese dell'appaltatore;

a) una riduzione proporzionale del prezzo.

b)

Il committente ha diritto al risarcimento dei danni se le difformità o i vizi sono dovuti a colpa

dell'appaltatore; colpa che tuttavia si presume trattandosi di responsabilità contrattuale.

Responsabilità decennale: se l'appalto ha per oggetto la costruzione di edifici o di altri immobili

destinati per loro natura a lunga durata, alla garanzia si aggiunge la responsabilità dell'appaltatore,

per la durata di dieci anni dal compimento dell'opera, in caso di rovina totale o parziale

dell'immobile o di gravi difetti imputabili a vizi del suolo o a difetti di costruzione.

Errori di progettazione: l'appaltatore resta responsabile verso il committente anche per i vizi dell'opera

dipendenti da errori di progettazione rilevabili con le ordinarie conoscenze tecniche. Con

l'appaltatore risponderà ovviamente anche il progettista e questa duplice responsabilità si atteggia

come responsabilità solidale. 12

L'appaltatore è esonerato da responsabilità per errori di progettazione nel c.d. «appalto a regia»,

quando è tenuto per contratto ad eseguire il progetto predisposto e le istruzioni ricevute, senza

alcuna possibilità di iniziativa e di vaglio critico dell'uno e delle altre.

O BBLIGAZIONI DEL COMMITTENTE

Obbligazione fondamentale del committente è quella di pagare un corrispettivo in danaro.

Determinazione del prezzo: il contratto di appalto è valido anche se le parti non hanno determinato il

corrispettivo o non hanno neppure stabilito il modo di determinarlo. In tal caso esso è calcolato con

riferimento alle tariffe esistenti o agli usi e, in mancanza, è determinato dal giudice.

Il prezzo può essere determinato globalmente per tutta l'opera, ciò comporta che, salvo patto

contrario, l'appaltatore non ha diritto ad un compenso integrativo per le variazioni o le aggiunte

dallo stesso apportate, anche se autorizzate dal committente.

Il prezzo può essere stabilito anche per ogni unità di misura dell'opera (appalto «a misura»), in tal

caso la somma dovuta dal committente si determinerà solo alla conclusione dell'opera, anche se nel

contratto è stato indicato l'ammontare globale presunto.

Revisione del prezzo: rivedibilità del prezzo durante l'esecuzione dell'opera:

revisione del prezzo può essere chiesta da entrambe le parti quando il costo dei materiali o della

• mano d'opera subisce variazioni dovute a circostanze imprevedibili al momento della

conclusione del contratto, tali da determinare un aumento o una diminuzione superiore al

decimo del prezzo dell'appalto complessivamente pattuito. La revisione può essere però concessa

solo per la differenza che eccede il 10%.

appaltatore è riconosciuto il diritto ad un equo compenso, svincolato dalla franchigia del 10%, in

• caso di difficoltà di esecuzione dell'opera derivanti da cause geologiche, idriche e simili, non

previste dalle parti e che rendono notevolmente più onerosa la prestazione dell'appaltatore.

Si tratta di disciplina dispositiva che può essere modificata dalle parti, anche escludendo del tutto

l'applicazione e rendendo così invariabile in ogni caso il prezzo originariamente fissato (c.d. prezzo

bloccato).

ESTINZIONE DEL RAPPORTO

La prestazione dell'appaltatore è di regola indivisibile.

Impossibilità sopravvenuta: se l'esecuzione dell'opera diventa impossibile per causa non imputabile ad

alcuna delle parti, il contratto si scioglie secondo i principi generali. Il committente è tenuto però a

pagare la parte dell'opera già compiuta, in proporzione dell'intero prezzo pattuito, solo nei limiti in

cui essa è per lui utile. Nulla dovrà perciò il committente se prova che la parte realizzata è per lui

del tutto inutilizzabile.

Analogamente, se, sempre per causa non imputabile ad alcuna delle parti, l'opera perisce o si

deteriora prima dell'accettazione del committente, il relativo rischio resta a carico dell'appaltatore,

salvo che per la materia prima fornita dal committente stesso.

Recesso: solo al committente è consentito di recedere dal contratto in corso d'opera e di recedere anche

senza invocare una giusta causa (ad esempio, perché non più interessato all'opera). Il committente

dovrà però tenere indenne l'appaltatore non solo delle spese sostenute e dei lavori eseguiti, ma

anche del mancato guadagno.

Morte: la morte dell'appaltatore non scioglie il contratto, salvo che l'appalto non sia stato stipulato

intuitu personae.

Il committente può tuttavia recedere dal contratto se gli eredi dell'appaltatore non diano affidamento

per la buona esecuzione dell'opera, né è in tal caso tenuto a corrispondere agli eredi anche il

mancato guadagno. Dovrà versare solo il valore delle opere eseguite e le spese sostenute per la parte

rimanente, nei limiti in cui opere e spese gli sono utili.

SUBAPPALTO 13

Il subappalto è un contratto di appalto stipulato fra l'appaltatore ed un terzo, avente ad oggetto

l'esecuzione della stessa opera o dello stesso servizio dal primo assunti nei confronti del

committente. L'appaltatore assume perciò la veste di committente (subcommittente) nei confronti

del subappaltatore. Il subappalto, totale o parziale, è possibile solo se è stato autorizzato dal

committente.

Responsabilità: obbligato e responsabile nei confronti del committente è l'appaltatore, anche se la sua

responsabilità dipende da fatto del subappaltatore. L'appaltatore, chiamato in causa dal

committente, può tuttavia agire in regresso verso il subappaltatore responsabile nei suoi confronti

per difformità o vizi dell'opera.

S UBFORNITURA

Definizione: legge n. 192/1998 contratto di subfornitura quando:

un imprenditore si impegna ad effettuare per conto di una impresa committente «lavorazioni su

a) prodotti semilavorati o su materie prime fornite dalla committente medesima» (subfornitura di

lavorazione), o si impegna a fornire all'impresa «prodotti o servizi destinati ad essere incorporati

o comunque ad essere utilizzati nell'ambito dell'attività economica del committente o nella

produzione di un bene complesso» (subfornitura di prodotto);

le prestazioni del subfornitore devono essere eseguite «in conformità a progetti esecutivi,

b) conoscenze tecniche e tecnologiche, modelli o prototipi forniti dall'impresa committente».

Forma: il contratto deve essere stipulato in forma scritta a pena di nullità. In caso di nullità per difetto

di forma il subfornitore ha diritto al pagamento delle prestazioni già effettuate e al rimborso delle

spese sostenute in buona fede per l'esecuzione del contratto.

Contenuto: nel contratto di subfornitura devono essere specificati:

requisiti specifici dei beni o servizi richiesti dal committente;

1. prezzo pattuito, che deve essere determinato o determinabile in modo chiaro e preciso;

2. termini e le modalità di consegna, di collaudo e di pagamento.

3.

Termini di pagamento: il prezzo pattuito deve essere corrisposto in un termine che non può eccedere i

sessanta giorni dal momento della consegna del bene o della comunicazione dell'avvenuta

esecuzione della prestazione.

Clausole nulle: è nullo il patto che riservi ad una delle parti la facoltà di modificare unilateralmente una

o più clausole del contratto di subfornitura; che attribuisce ad una delle parti di un contratto di

subfornitura a esecuzione continuata o periodica la facoltà di recesso senza congruo preavviso; con

cui il subfornitore disponga, a favore del committente e senza congruo corrispettivo, di diritti di

privativa industriale o intellettuale.

Responsabilità del subfornitore: il subfornitore è responsabile del funzionamento e della qualità della

parte o dell'assemblaggio da lui prodotti o del servizio reso, secondo le prescrizioni contrattuali e a

regola d'arte. Non è responsabile per difetti di materiali o di attrezzi fornitigli dal committente,

purché li abbia tempestivamente segnalati. È nulla ogni pattuizione contraria, restando così preclusa

ogni forma di aggravamento della responsabilità del subfornitore nei confronti del committente.

Subaffidamento: per l'affidamento a terzi dell'esecuzione della subfornitura, l'autorizzazione del

committente è infatti necessaria solo se l'affidamento avviene per una quota superiore al 50% del

valore della fornitura o alla misura maggiore convenuta. Sono nulli gli accordi fra subfornitore e

terzo che violino tale disciplina.

Abuso di dipendenza economica: divieto di abuso dello stato di dipendenza economica, nella quale si

trova un'impresa cliente o fornitrice, la situazione in cui una impresa sia in grado di determinare, nei

rapporti commerciali con un'altra impresa, un eccessivo squilibrio di diritti e di obblighi. Il patto

attraverso il quale si realizza l'abuso di dipendenza economica è nullo ed espone comunque al

risarcimento dei danni nei confronti dell'impresa che ha subito l'abuso. Può inoltre comportare

14

l'applicazione di sanzioni da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, qualora

l'abuso configuri anche un illecito rilevante ai fini della disciplina antimopolistica.

C S

APITOLO ESTO

IL CONTRATTO DI TRASPORTO

Art. 1678: col contratto di trasporto, una parte (vettore) si obbliga, verso corrispettivo, a

trasportare persone o cose da un luogo ad un altro.

Codice civile detta una disciplina differenziata per il trasporto di persone (artt. 1681-1682) e per il

trasporto di cose (artt. 1683-1702), tale disciplina è integralmente applicabile solo ai trasporti

terrestri su strada.

PUBBLICI SERVIZI DI LINEA

Disciplina comune a tutti i tipi di trasporto è quella dettata per le imprese (private e pubbliche) che

gestiscono servizi di linea in regime di concessione amministrativa.

La libertà di contrarre di tali imprese subisce limiti identici a quelli posti per le imprese che operano

in regime di monopolio. Il concessionario: 15

è obbligato ad accettare le richieste di trasporto che siano compatibili con i mezzi ordinari

a) dell'impresa;

deve rispettare la parità di trattamento fra i diversi richiedenti, secondo le condizioni generali

b) stabilite nell'atto di concessione e rese note al pubblico.

In caso di più richieste simultanee, deve essere preferita quella di percorso maggiore.

IL TRASPORTO DI PERSONE

La disciplina dettata dal codice civile per il trasporto di persone riguarda esclusivamente la

responsabilità del vettore.

La conclusione del contratto non è soggetta a regole particolari ed è di regola accompagnata dal

rilascio di un biglietto di viaggio. Questo è un semplice documento di legittimazione, non un titolo

di credito.

Obblighi per il vettore: con la conclusione del contratto il vettore si obbliga non solo, a trasportare

l'avente diritto; si obbliga anche a farlo arrivare indenne nel luogo di arrivo e ad evitare perdite od

avarie alle cose che il viaggiatore porta con sé.

Responsabilità: il vettore:

è responsabile, secondo le regole generali in tema di inadempimento, per il ritardo o la mancata

a) esecuzione del trasporto;

è responsabile dei sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore durante il trasporto e della

b) perdita od avaria del bagaglio se non prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il

danno. Ne consegue che anche la colpa lieve espone il vettore al risarcimento dei danni.

Il vettore potrà liberarsi provando che il sinistro è dovuto a caso fortuito, a fatto del danneggiato (ad

esempio, è sceso dall'autobus in corsa) o di terzi. Sono nulle le clausole che limitano la

responsabilità del vettore per i sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore.

Il danneggiato potrà agire contro il vettore pur dopo la scadenza del termine annuale di prescrizione

dell'azione contrattuale in quanto l'azione extracontrattuale si prescrive nel più lungo termine di 2

anni. trasporto gratuito: la disciplina della responsabilità, anche contrattuale, è applicabile anche

- al trasporto gratuito.

trasporto amichevole: la disciplina della responsabilità contrattuale del vettore non è

- applicabile al trasporto amichevole. Il vettore risponderà dei danni solo a titolo di

responsabilità extracontrattuale, il danneggiato sarà tenuto a provare anche il dolo o la colpa

del vettore.

IL TRASPORTO DI COSE

Il trasporto di cose è contratto consensuale concluso fra il mittente ed il vettore.

Lettera di vettura: il mittente è tenuto a fornire al vettore tutte le indicazioni necessarie per

l'individuazione della cosa da trasportare e per l'esecuzione del trasporto. La lettera di vettura

accompagna la merce durante il trasporto ed è esibita al destinatario al momento della riconsegna

del carico, affinché controlli l'esatta esecuzione del contratto.

Duplicato della lettera di vettura: su richiesta del mittente, il vettore è tenuto a rilasciargli un

duplicato della lettera di vettura o una ricevuta di carico; documenti la cui funzione costante è

quella di provare il ricevimento della merce da trasportare.

Il duplicato della lettera di vettura o la ricevuta di carico possono essere rilasciati anche con la

clausola all'ordine, in tal caso diventano titoli di credito rappresentativi della merce, il possessore

legittimo del titolo potrà perciò esercitare tutti i diritti derivanti dal contratto di trasporto o trasferirli

16

mediante girata del titolo; avrà inoltre diritto alla riconsegna della merce dietro restituzione del

titolo al vettore.

Posizione del destinatario: quando non è stato emesso un titolo rappresentativo della merce e nel

contratto è indicato come destinatario una persona diversa dal mittente, il contratto di trasporto è

prevalentemente configurato come contratto a favore di terzo.

Il destinatario non acquista i diritti derivanti dal contratto di trasporto al momento della stipulazione

dello stesso, bensì nel momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine per il loro

arrivo, ne chiede la riconsegna al vettore. Fino a tale momento, creditore del trasporto è solo il

mittente, cui la legge riconosce un ampio diritto di contrordine: può sospendere il trasporto e

chiedere la restituzione delle cose, oppure ordinare al vettore la loro consegna ad un diverso

destinatario.

obblighi del mittente: pagare il corrispettivo del trasporto (porto o nolo), salvo che con

 apposita clausola questo non sia stato posto a carico del destinatario (porto assegnato);

obblighi del vettore: eseguire il trasporto secondo le modalità convenute e di consegnare la

 merce al destinatario, dandogli prontamente avviso dell'arrivo.

Il vettore è tenuto a custodire le cose fino alla riconsegna al destinatario, e dovrà chiedere

immediatamente istruzioni al mittente in caso di impedimenti o ritardi nell'esecuzione del

trasporto o nella riconsegna della merce, per cause a lui non imputabili.

Il vettore può assumersi l'obbligo di riscuotere per conto del mittente il prezzo della merce

consegnata al destinatario (c.d. clausola di assegno).

Responsabilità del vettore: come nel trasporto di persone, il vettore risponde per la mancata esecuzione

del trasporto o per il ritardo nell'esecuzione secondo le norme generali in tema di inadempimento

contrattuale. Per sottrarsi al risarcimento dei danni dovrà fornire solo la prova negativa che

l'inadempimento è dovuto a causa a lui non imputabile.

Responsabilità ex recepto: il vettore è responsabile per la perdita o per l'avaria delle cose

consegnategli, dal momento in cui le riceve al momento in cui le riconsegna al destinatario. Per

sottrarsi al risarcimento dei danni il vettore è tenuto a fornire la prova positiva e specifica che la

perdita o l'avaria sono dovute a cause a lui non imputabili:

caso fortuito (ad esempio, tromba d'aria);

a) natura o vizi delle cose trasportate o del loro imballaggio;

b) fatto del mittente o del destinatario.

c)

Resta a carico del vettore il rischio della perdita o dell'avaria per cause equivoche o ignote.

Se la merce trasportata è accettata dal destinatario senza riserve, il vettore non risponde della perdita

o dell'avaria tranne in due casi:

dolo o colpa grave dello stesso vettore;

- perdita parziale o avaria non riconoscibili al momento della riconsegna.

-

TRASPORTO CON PLURALIT À DI VETTORI

subtrasporto: nel trasporto con subtrasporto il primo vettore si impegna direttamente verso il

 mittente ad eseguire l'intero trasporto. Per la parte del percorso cui non può provvedere

direttamente si avvale però di altri vettori (subvettori), con i quali stipula altrettanti contratti di

trasporto in nome e per conto proprio, assumendo cosi nei loro confronti la veste giuridica di

mittente (submittente).

Nessun rapporto giuridico diretto si instaura fra il mittente ed i subvettori, che agiscono quali

ausiliari del primo vettore. Obbligato e responsabile verso il mittente per l'intero percorso è e

resta solo il vettore iniziale, salve le azioni di rivalsa dello stesso nei confronti dei subvettori.

trasporto con rispedizione: è proprio del trasporto di cose il vettore si obbliga verso il mittente:

 17

ad eseguire il trasporto per una parte del percorso complessivo;

a) a stipulare per i tratti successivi uno o più contratti di trasporto con altri vettori, in nome

b) proprio ma per conto del mittente.

Il primo vettore si obbliga direttamente per la propria parte di percorso, mentre assume gli

obblighi propri dello spedizioniere per la parte residua. Ogni vettore è comunque responsabile

del trasporto solo per il proprio percorso.

trasporto cumulativo: più vettori si obbligano con un unico contratto ad eseguire il trasporto

 fino al luogo di destinazione, ciascuno per un tratto dell'intero percorso. Unitaria ed indivisibile è

perciò la prestazione dovuta dai vettori. Responsabilità dei vettori per il trasporto cumulativo di:

persone: ogni vettore è responsabile solo nell'ambito del proprio percorso.

- cose: i vettori sono responsabili in solido per l'intero percorso.

-

Il vettore chiamato a rispondere per un fatto non proprio, può agire in regresso contro gli altri

vettori singolarmente o cumulativamente. Questi ultimi possono però sottrarsi all'azione di

rivalsa provando che il danno non è avvenuto nel loro percorso.

L'ultimo vettore rappresenta i precedenti (ed è responsabile nei loro confronti) per la riscossione

dei rispettivi crediti e per l'esercizio del privilegio sulle cose trasportate.

Trasporto multimodale: il trasporto, oltre a richiedere la cooperazione di più vettori, può comportare

anche l'impiego di mezzi diversi e svolgersi in ambienti naturali diversi (trasporto di merci in

containers, che può coinvolgere, dal luogo di partenza a quello di arrivo, un vettore autostradale, un

vettore marittimo o aereo ed un vettore ferroviario).

C S

APITOLO ETTIMO

I CONTRATTI PER IL TURISMO

CONTRATTO DI VIAGGIO

Ha per oggetto l'effettuazione da parte di imprese specializzate (agenzie di viaggio e turismo) di un

complesso di prestazioni, variamente combinate, di trasporto, soggiorno ed altri servizi turistici.

Convenzione di Bruxelles distingue: 18

contratto di organizzazione di viaggio: l'agenzia turistica si obbliga a procurare al cliente, ad un

• prezzo «tutto compreso», un servizio complessivo unitario comprendente il trasporto, l'alloggio,

il vitto ed altre prestazioni relative al viaggio organizzato. Ne risulta quindi una prestazione

complessa unitaria ed il rapporto fra agenzia turistica e cliente si presta ad essere inquadrato

nello schema dell'appalto di servizi, con conseguente responsabilità unitaria e diretta

dell'organizzazione di viaggi per la mancata realizzazione del risultato promesso.

contratto di intermediazione di viaggio: l'agenzia di viaggi si impegna a procurare al cliente un

• contratto di organizzazione di viaggio, o uno o più servizi separati che gli permettono di

effettuare un viaggio o un soggiorno. La posizione assunta in tal caso dall'intermediario è

sostanzialmente quella di un mandatario con rappresentanza. L'intermediario risponderà pertanto

verso il cliente solo per l'inadempimento degli obblighi attinenti al mandato ricevuto (ad

esempio, scelta non oculata dell'organizzatore); non invece per la mancata prestazione dei servizi

convenuti con terzi dall'agenzia organizzatrice. Il cliente è d'altro canto legittimato ad agire nei

confronti di quest'ultima, obbligata direttamente nei suoi confronti.

Tutela del consumatore: codice del consumo prevede:

prima della conclusione del contratto e prima dell'inizio del viaggio, l'organizzatore o il

a) venditore del pacchetto turistico sono tenuti a fornire per iscritto ed in modo chiaro, preciso e

non ingannevole, una serie di informazioni sui servizi offerti.

il consumatore ha diritto di ottenere una copia del contratto, che deve essere redatto per iscritto e

b) deve contenere una serie di elementi volti a garantire la conoscenza di tutte le condizioni del

viaggio organizzato.

il consumatore può cedere il contratto ove si trovi nell'impossibilità di usufruire del pacchetto

c) turistico, nonché, può recedere in ogni momento dal contratto pagando un'indennità

predeterminata, di regola costituita da una percentuale del prezzo proporzionalmente crescente

con l'approssimarsi dell'inizio del viaggio.

la revisione del prezzo forfetario è ammessa solo se espressamente prevista dal contratto e solo

d) in caso di variazione di determinati elementi (costo del trasporto, del carburante). Il consumatore

ha tuttavia diritto di recedere dal contratto se l'aumento supera il 10% del prezzo originario.

l'organizzatore può annullare il viaggio, senza esporsi al risarcimento danni, solo per il mancato

e) raggiungimento del numero minimo di partecipanti prefissato o per causa di forza maggiore,

escluso in ogni caso l'eccesso di prenotazioni.

Responsabilità: l'organizzatore o l'intermediario sono responsabili per l'inesatto o il mancato

adempimento delle obbligazioni rispettivamente assunte, salvo che non provino che ciò sia dovuto a

causa a loro non imputabile. Se si avvalgono di altri prestatori di servizi sono comunque tenuti a

risarcire il danno sofferto dal consumatore per l'inadempimento, salvo il diritto di rivalsa nei loro

confronti.

Per esonerarsi dalla relativa responsabilità l'organizzatore e il venditore sono tenuti a provare che la

mancata o inesatta esecuzione del contratto è imputabile al consumatore o è dipesa dal fatto di un

terzo a carattere imprevedibile o inevitabile, o da caso fortuito o forza maggiore.

Gli agenti di viaggio sono tenuti ad assicurarsi per la responsabilità civile verso i consumatori, è

inoltre istituito un Fondo nazionale di garanzia a favore degli stessi.

CONTRATTO DI ALBERGO

Con il contratto di albergo una parte (albergatore) si obbliga, dietro corrispettivo, a fornire

all'altra parte (cliente) l'alloggio in locali mobiliati ed una serie più o meno articolata di servizi

accessori, necessari (pulizia dei locali, cambio della biancheria) o utili (telefono, riscaldamento,

lavanderia, ecc.) per un confortevole soggiorno.

Il contratto di albergo è attualmente un contratto privo di un'unitaria e compiuta disciplina legale.

19

Responsabilità dell’albergatore: la legge si limita a regolare un solo aspetto del contratto di albergo: la

responsabilità dell'albergatore per le cose portate dal cliente in albergo:

responsabilità illimitata: la responsabilità dell'albergatore per deterioramento, distruzione o

- sottrazione è illimitata (copre cioè l'intero valore) per le cose che gli sono state consegnate in

custodia e per quelle che ha rifiutato di ricevere in custodia, pur avendo per legge l'obbligo di

accettarle (carte valori, danaro contante ed oggetti preziosi).

responsabilità limitata: l'albergatore risponde solo fino all'equivalente di 100 volte il prezzo

- giornaliero dell'alloggio per le cose che il cliente porta in albergo senza consegnarle

all'albergatore.

L'albergatore non può invocare la limitazione di responsabilità quando il cliente provi che il

danno è imputabile a colpa dell'albergatore, dei suoi ausiliari o familiari. Ad esempio: omessa

vigilanza del quadro delle chiavi delle stanze, serratura difettosa.

L'albergatore è esonerato da responsabilità (illimitata o limitata) solo se fornisce la prova positiva

che l'evento dannoso è imputabile:

a colpa del cliente o delle persone che l'accompagnano, sono al suo servizio o gli rendono visita;

a) a forza maggiore;

b) alla natura delle cose.

c)

Il cliente decade dal diritto al risarcimento se, constatato il danno, lo denunzia all'albergatore con

ritardo ingiustificato, salvo che il danno sia imputabile ad un comportamento negligente

dell'albergatore stesso o dei suoi ausiliari.

Imprese assimilate: questo particolare regime di responsabilità, non derogabile a favore

dell'albergatore, si applica anche agli imprenditori la cui attività comporta abitualmente un servizio

accessorio di custodia delle cose dei clienti: case di cura, stabilimenti di pubblici spettacoli,

stabilimenti balneari, pensioni, trattorie, carrozze letto e simili.

C O

APITOLO TTAVO

DEPOSITO NEI MAGAZZINI GENERALI 20

Con il contratto di deposito una parte (depositario) riceve dall’altra parte contrattuale

(depositante) una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e di restituirla in natura.

I magazzini generali sono imprese di custodia di merci e derrate soggette a specifica

regolamentazione ed a controllo della pubblica amministrazione.

Deposito regolare: il deposito nei magazzini generali è un deposito regolare: il magazzino assume

l'obbligo di custodire le cose mobili ricevute e di restituirle in natura.

Il deposito nei magazzini generali può avvenire anche «alla rinfusa», cioè immagazzinando negli

stessi locali o recipienti partite omogenee di merce (carbone, grano, olio, ecc.) consegnate da diversi

depositanti. Ciascun depositante ha sulla massa un diritto prò quota, proporzionato alla quantità di

merce immessa. Il depositario sarà tenuto a restituire la stessa quantità di merce, prelevandola dalla

massa formata dalle diverse partite.

Disciplina: il magazzino generale è responsabile a meno che non provi che la perdita, il calo o l'avaria

della merce siano derivati da caso fortuito, dalla natura delle merci, o da vizi delle stesse o

dell'imballaggio. I danni derivanti da cause ignote sono a suo carico.

Ai magazzini generali è riconosciuto il diritto di procedere alla vendita della merce, previo avviso al

depositante, quando al termine del contratto essa non è ritirata ed in ogni caso quando la stessa è

minacciata di deperimento. Il ricavato, dedotte le spese e quanto spetta ai magazzini generali, è

tenuto a disposizione degli aventi diritto.

FEDE DI DEPOSITO E NOTA DI PEGNO

A richiesta del depositante, i magazzini generali devono rilasciare una fede di deposito della merce

cui è unita la nota di pegno. Fede di deposito e nota di pegno devono riportare le generalità e la

natura delle cose e possono essere intestate al nome del depositario o di un terzo da questi

designato:

fede di deposito: è un titolo di credito all'ordine rappresentativo della merce depositata,

• trasferibile mediante girata ed attribuisce al possessore legittimo il diritto alla riconsegna della

merce, il possesso della stessa ed il potere di disporne mediante trasferimento del titolo.

nota di pegno: fin quando resta unita alla fede di deposito, ha solo una funzione negativa, attesta

• che sulla merce depositata non sussiste un diritto di pegno. La nota di pegno può essere utilizzata

dal possessore del doppio titolo per ottenere un finanziamento garantito da pegno sulle merci

depositate. A tal fine egli stacca la nota di pegno dalla fede di deposito e la mette in circolazione

mediante girata a favore del finanziatore. La girata della nota di pegno deve indicare l'ammontare

del credito concesso, gli interessi e la scadenza, deve essere trascritta sulla fede di deposito e

controfirmata dal giratario della nota. La nota di pegno staccata dalla fede di deposito diventa un

autonomo titolo di credito all'ordine, che incorpora un diritto di credito garantito da pegno sulle

merci depositate. Può perciò a sua volta circolare mediante girata, indipendentemente dalla fede

di deposito.

Possessore della sola fede di deposito: la fede di deposito priva della nota di pegno indica che sulla

merce è stato costituito un diritto di pegno. Il possessore della sola fede di deposito potrà ritirare la

merce solo depositando presso i magazzini generali la somma dovuta al creditore pignoratizio.

Possessore della nota di pegno: il possessore della nota di pegno, che non sia stato pagato alla scadenza

dal primo girante della stessa (che ha ottenuto il finanziamento):

può far vendere la merce depositata e soddisfarsi sul ricavato, dopo aver fatto constatare il rifiuto

a) di pagamento mediante protesto elevato a norma della legge cambiaria;

se dopo la vendita rimane insoddisfatto, può agire contro il debitore principale, nonché contro i

b) giranti della fede di deposito e gli altri giranti della nota di pegno. Decade dall'azione verso se

alla scadenza non leva il protesto e se, non fa istanza per la vendita delle cose depositate.

C N

APITOLO ONO

IL MANDATO 21

Art. 1703 Nozione: il mandato è il contratto con il quale una parte (mandatario) si obbliga a

compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra parte (mandante). Ad esempio: acquistare o

vendere beni. Il tutto sempre per conto del mandante, sul quale devono di conseguenza ricadere i

risultati vantaggiosi e svantaggiosi dell'attività gestoria del mandatario.

mandato generale e speciale:

• mandato speciale: compimento di uno o più atti giuridici specificamente individuati

- mandato generale: riguardare la cura di tutti gli affari del mandante o di tutti gli affari di un

- determinato tipo (ad esempio, l'amministrazione di un immobile).

Il mandato generale comprende solo gli atti di ordinaria amministrazione, mentre gli atti

eccedenti l'ordinaria amministrazione possono essere compiuti dal mandatario solo se indicati

espressamente. Il mandato (generale o speciale) comprende non solo gli atti per il quale è stato

conferito, ma anche quelli che sono necessari per il suo compimento.

mandato disgiunto o congiunto: il mandato può essere conferito a più mandatari, in tal

• caso ciascun mandatario potrà agire disgiuntamente dagli altri, salvo che nel mandato non

sia espressamente indicato che devono agire congiuntamente, ma non ha effetto se non è

accettato da tutte le parti designate.

mandato collettivo: il mandato può essere anche collettivo; cioè conferito da più mandanti

• ad uno stesso mandatario con unico atto e per un affare di interesse comune.

mandato in rem propriam: il mandato è di regola conferito nell'interesse esclusivo del

• mandante, può essere conferito anche nell'interesse del mandatario o di un terzo. Si parla in

tal caso di mandato in rem propriam. Ad esempio: Tizio debitore di Caio gli conferisce

l'incarico di vendere un immobile di sua proprietà per soddisfarsi sul ricavato della vendita.

mandato oneroso e gratuito: il mandato può essere sia a titolo oneroso che gratuito, si

• presume oneroso ed il compenso al mandatario, se non stabilito nel contratto, è determinato

in base alle tariffe professionali o agli usi, in mancanza è determinato dal giudice.

MANDATO CON E SENZA RAPPRESENTANZA

Mandato con rappresentanza: quando il mandatario è legittimato ad agire non solo per conto

 ma anche in nome del mandante, i rapporti fra mandante e terzi sono regolati dalle norme in

tema di rappresentanza, tutti gli effetti degli atti posti in essere dal mandatario in nome del

mandante si producono direttamente in testa a quest'ultimo. È il mandante che diventa

direttamente proprietario dei beni acquistati in suo nome dal mandatario, è solo il mandante ad

essere obbligato nei confronti dei terzi per gli atti compiuti dal mandatario-rappresentante. È

però necessaria una specifica ed manifestazione di volontà del mandante che abiliti il mandatario

ad agire in suo nome: la procura.

Mandato senza rappresentanza: abilita ed obbliga il mandatario ad agire per conto del

 mandante ma in nome proprio. Il mandatario senza rappresentanza stipula in proprio nome i

contratti con i terzi ed assume in proprio nome obbligazioni nei loro confronti, non è tenuto a far

conoscere ai terzi con cui entra in rapporto di affari che sta operando per conto altrui.

Imputazione degli effetti: il mandatario senza rappresentanza acquista i diritti ed assume gli

obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi, anche se questi hanno avuto conoscenza del

mandato, i terzi non hanno alcun rapporto col mandante. Nel mandato senza rappresentanza gli

effetti, sia attivi che passivi, degli atti posti in essere dal mandatario sono imputati direttamente

al mandatario e non al mandante.

Crediti: il mandante, sostituendosi al mandatario, può esercitare i diritti di credito derivanti

dall'esecuzione del mandato, purché, ciò non pregiudichi i diritti che spettano al mandatario.

22

Il mandante ha una semplice legittimazione ad esigere i crediti di cui il mandatario è e resta

titolare, non implica, che il mandante, acquisti direttamente la titolarità degli stessi.

acquisto di beni mobili: il mandante può rivendicare le cose mobili acquistate per suo conto

• dal mandatario che ha agito in nome proprio, salvi i diritti acquistati dai terzi per effetto del

possesso di buona fede.

Non si realizza un acquisto diretto del mandante dal terzo, ma si ha un doppio trasferimento

(dal terzo al mandatario e da questi al mandante), sia pure automatico e contestuale.

Acquisto di beni immobili: quando il mandato ha per oggetto l'acquisto di beni immobili o

• beni mobili registrati, il mandatario è obbligato a ritrasferire al mandante le cose acquistate

ed in caso di inadempimento si osservano le norme relative all'esecuzione dell'obbligo a

contrarre.

Qui la proprietà non solo è acquistata dal mandatario, ma a questi resta finquando non pone in

essere l'atto di ritrasferimento a favore del mandante. Non si ha né trasferimento diretto né

trasferimento automatico (come per i beni mobili). Il mandante può rivolgersi all'autorità

giudiziaria per ottenere il trasferimento del bene mediante sentenza costitutiva.

Creditori del mandatario: i beni ed i diritti destinati ad essere acquistati dal mandante sono

sottratti all'aggressione dei creditori del mandatario purché risulti, in modo legalmente certo, che

il mandato (per i crediti ed i beni mobili) o l'acquisto del mandante (per gli altri beni) è anteriore

al pignoramento.

OBBLIGAZIONI DEL MANDATARIO

Diligenza: il mandatario deve eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia. La sua

responsabilità per colpa è valutata con minor rigore quando il mandato è gratuito.

Limiti ed istruzioni: il mandatario deve rispettare i limiti fissati nel mandato, in caso contrario l'atto

resta a suo carico, salvo che il mandante non lo approvi successivamente.

Dovere di informazione: il mandatario deve costantemente operare in modo da realizzare nel miglior

modo possibile l'interesse del mandante e a tal fine deve anche rendere note allo stesso le

circostanze sopravvenute che possono determinare la revoca o la modifica del mandato.

Eseguito il mandato, deve darne comunicazione senza ritardo al mandante, anche per consentirgli di

valutare se l'incarico è stato esattamente eseguito e porsi al riparo da eventuali contestazioni tardive.

Anche se il mandatario si è discostato dalle istruzioni o ha ecceduto i limiti del mandato, il suo

operato si intende approvato dal mandante quando questi tarda a rispondere per un tempo superiore

a quello richiesto dalla natura dell'affare o dagli usi.

Rendiconto: conclusa l'attività gestoria, il mandatario deve rendere al mandante il conto del suo operato

e rimettergli tutto ciò che ha ricevuto a causa del mandato, deve inoltre corrispondergli gli interessi

legali sulle somme riscosse per suo conto.

Responsabilità per le obbligazioni dei terzi: salvo patto contrario, il mandatario non risponde verso il

mandante delle obbligazioni assunte dai terzi con i quali ha contrattato. Questa regola subisce però

eccezione quando, al momento della conclusione del contratto col terzo, il mandatario conosceva o

doveva conoscere, con l'ordinaria diligenza, l'insolvenza di questo.

Sostituzione nel mandato: il mandatario può eseguire il mandato anche a mezzo di altra persona

(sostituto), né a tal fine è necessaria l'autorizzazione del mandante. Il mandante può agire

direttamente contro il sostituto del mandatario, mandatario è responsabile anche dell'operato del

sostituto, quando la sostituzione non sia stata autorizzata dal mandante o non sia necessaria per la

natura dell'incarico. In tal caso il mandante potrà perciò agire direttamente sia contro il mandatario

sia contro il sostituto, responsabili in solido nei suoi confronti.

Nel caso di sostituzione autorizzata, il mandatario è responsabile dell'operato del sostituto solo se

questi non è stato indicato dal mandante ed incorre in colpa nella scelta dello stesso.

23

OBBLIGAZIONI DEL MANDANTE

Oltre a corrispondere al mandatario il compenso pattuito, il mandante:

deve somministrargli i mezzi necessari per l'esecuzione del mandato e per l'adempimento delle

• obbligazioni a tal fine contratte dal mandatario in proprio nome;

deve rimborsargli le somme dallo stesso anticipate, con gli interessi legali dal giorno in cui

• l'anticipazione è stata fatta;

deve risarcire i danni che il mandatario ha subito a causa dell'incarico, in modo da tenerlo

• indenne da ogni perdita sofferta nell'attività gestoria.

Al mandatario sono riconosciuti specifici mezzi di tutela dei propri diritti verso il mandante, può

soddisfarsi sui crediti pecuniari sorti dagli affari che ha concluso, con precedenza sul mandante e

sui creditori di questo. Ha diritto di privilegio sulle cose del mandante che detiene per l'esecuzione

del mandato.

ESTINZIONE DEL MANDATO

Revoca: il mandante può in ogni momento revocare l'incarico conferito al mandatario, dandogli un

congruo preavviso se il mandato è a tempo indeterminato. Dovrà però risarcire i danni subiti dal

mandatario, se il mandato è oneroso e non ricorre una giusta causa.

è revocabile anche se le parti hanno espressamente pattuito che è irrevocabile. In tal caso però,

• sempre in assenza di giusta causa, il mandante è tenuto al risarcimento dei danni anche se il

mandato è gratuito.

è irrevocabile ex lege il mandato conferito anche nell'interesse del mandatario o di un terzo

• (mandato in rem propriam), salvo che non sia diversamente convenuto o ricorra una giusta causa

di revoca, quale l'avvenuta realizzazione dell'interesse del mandatario o del terzo.

Se il mandato è collettivo, la revoca non ha effetto se non è fatta da tutti i mandanti, salvo che non

sussista una giusta causa.

Rinunzia del mandatario: il mandatario può sempre rinunziare al mandato conferitogli, ma deve

risarcire i danni al mandante se non ricorre una giusta causa. In ogni caso la rinunzia deve essere

fatta in modo ed in tempo tali che il mandante possa provvedere altrimenti.

Morte ed incapacità: il mandato si estingue in caso di morte, interdizione o inabilitazione del mandante

o del mandatario:

il mandato non si estingue quando ha per oggetto atti pertinenti all'esercizio dell'impresa e questa

a) è continuata, salvo il diritto di recesso delle parti o degli eredi

non si estingue per la morte o la sopravvenuta incapacità del mandante quando è stato conferito

b) anche nell'interesse del mandatario o di un terzo.

Fallimento: il mandato si estingue in caso di fallimento del mandatario. Qualora invece fallisca il

mandante, l'esecuzione del contratto è sospesa finché il curatore abbia deciso se subentrare nel

rapporto o scioglierlo.

COMMISSIONE E SPEDIZIONE

Commissione e spedizione sono sottotipi di mandato senza rappresentanza:

commissione: è un mandato che ha per oggetto esclusivo l'acquisto o la vendita di beni, per

 conto del committente ed in nome del commissionario.

L'attività del commissionario, è quella di concludere contratti di compravendita in nome proprio

e per conto del committente, anch'egli spesso imprenditore. Classico è l'esempio dei

commissionari delle case automobilistiche. 24

Provvigione: il commissionario ha diritto ad un compenso, di regola costituito da una

percentuale sul valore dell'affare, denominato provvigione. Se il committente revoca l'incarico

prima della conclusione dell'affare, al commissionario spetta ugualmente una parte della

provvigione, determinata tenendo conto delle spese sostenute e dell'opera prestata.

entrata del commissionario nel contratto: se la commissione ha per oggetto titoli, divise o

• merci aventi un prezzo ufficiale di mercato, il commissionario può rendersi contraente in

proprio, salvo che il committente non abbia disposto diversamente. Può, acquistare per sé le

cose che ha avuto l'incarico di vendere e può vendere egli stesso le cose che ha avuto

l'incarico di comprare.

star del credere: il commissionario si rende responsabile nei confronti del committente per

• l'esecuzione dell'affare e quindi per l'adempimento delle obbligazioni assunte dal terzo

contraente nei suoi confronti. Il commissionario ha diritto in tal caso ad uno speciale

compenso, di solito nella forma di un supplemento di provvigione.

La commissione si scioglie ex lege per il fallimento di una delle parti.

spedizione: è un contratto di mandato con il quale lo spedizioniere si obbliga a concludere, in

 nome proprio e per conto del mandante, un contratto di trasporto, nonché a compiere le

operazioni accessorie.

Spedizioniere vettore: la legge consente che lo spedizioniere provveda direttamente

all'esecuzione parziale o totale del trasporto. Si ha in tal caso la figura dello

spedizioniere-vettore, con la conseguenza che allo stesso faranno capo (anche) i diritti e gli

obblighi del vettore.

Lo spedizioniere deve seguire le istruzioni del committente ed in mancanza deve operare

secondo il migliore interesse dello stesso. In caso di revoca dell'incarico, il committente è tenuto

a rimborsare allo spedizioniere le spese sostenute ed a corrispondergli un equo compenso per

l'attività svolta.

I diritti dello spedizioniere sono assoggettati alla stessa prescrizione prevista per il contratto di

trasporto. 25

C D

APITOLO ECIMO

IL CONTRATTO DI AGENZIA

Art. 1742 con il contratto di agenzia una parte (agente) assume, stabilmente, l'incarico di promuovere,

per conto dell’altra parte, verso retribuzione, la conclusione di contratti in una zona determinata.

L'agente assume il nome di rappresentante di commercio quando, oltre a promuovere la conclusione

di contratti, ha anche il potere di concluderli direttamente in nome e per conto del preponente.

Funzione degli agenti: agenti e rappresentanti di commercio costituiscono una particolare categoria di

ausiliari autonomi dell'imprenditore. La loro funzione tipica è quella di consentire la distribuzione

capillare dei prodotti altrui prendendo contatti con la clientela di una determinata zona e

stimolandone gli ordini.

Autonomia degli agenti: l'agente di commercio opera avvalendosi di una propria autonoma

organizzazione e a proprio rischio. L'agente è un lavoratore autonomo non un lavoratore

subordinato, anzi, di regola è egli stesso un imprenditore commerciale.

Ruolo degli agenti: l'attività di agente e di rappresentante di commercio può essere esercitata solo dagli

iscritti in appositi ruoli tenuti dalle Camere di commercio.

Forma: il contratto di agenzia può essere concluso anche verbalmente o per fatti concludenti, deve

essere provato per iscritto. Ciascuna parte ha diritto di ottenere dall'altra un documento dalla stessa

sottoscritto che riproduca il contenuto del contratto e delle clausole aggiuntive. Tale diritto è

irrinunciabile.

Esclusiva: di regola il contratto di agenzia comporta un diritto reciproco di esclusiva per la zona

prefissata. Salvo patto contrario, il preponente non può valersi contemporaneamente di più agenti

nella stessa zona e per lo stesso ramo di attività e all'agente è vietato di trattare, nella stessa zona e

per lo stesso ramo, gli affari di più imprese in concorrenza fra loro.

Agente: obbligo fondamentale dell'agente è quello di promuovere, nella zona assegnatagli,

 la conclusione di contratti per conto del preponente.

Nello svolgimento di tale attività promozionale l'agente deve attenersi alle istruzioni ricevute dal

preponente, è tenuto ad un dovere di informazione nei confronti dello stesso, onde consentirgli di

valutare sia la situazione del mercato nella zona assegnatagli, sia la convenienza dei singoli affari

proposti. È nullo ogni patto contrario.

Rappresentanza dell’agente: l'agente promuove soltanto la conclusione di contratti, mentre sarà

il preponente a stipularli direttamente con i clienti se li ritiene convenienti.

Il preponente può conferire all'agente la rappresentanza per la conclusione dei contratti, che

allora saranno stipulati direttamente dall'agente, di regola con la clausola «salvo approvazione

della casa». Può conferirgli anche (o solo) la facoltà di riscuotere i propri crediti, fermo restando

che l'agente non può concedere sconti o dilazioni senza specifica autorizzazione.

Diritto alla provvigione: il fondamentale diritto dell'agente è quello al compenso, costituito da

una percentuale sull'importo degli affari (provvigione).

Sull'agente grava il rischio del «buon fine» dell'affare; vale a dire della regolare esecuzione da

parte di entrambi i contraenti (preponente e terzo) delle rispettive obbligazioni. In caso contrario,

26

l'agente non ha diritto neppure al rimborso delle spese. Il diritto dell'agente alla provvigione

sorge con la conclusione del contratto fra preponente e terzo. L'agente è tenuto a restituire le

provvigioni riscosse nell'ipotesi e nella misura in cui sia certo che il contratto tra il terzo e il

preponente non avrà esecuzione per cause non imputabili al preponente. È nullo ogni patto più

sfavorevole all'agente.

Proponente: tenuto ad agire con lealtà e buona fede nei rapporti con l'agente, per evitare che

 l'agente promuova affari a vuoto, il preponente deve avvertirlo non appena preveda che il volume

delle operazioni commerciali sarà notevolmente inferiore a quello che l'agente avrebbe potuto

normalmente attendersi. Deve informare l'agente, entro un termine ragionevole, dell'accettazione

o del rifiuto di un affare procuratogli e della mancata esecuzione.

Le provvigioni dovute devono essere pagate all'agente entro il mese successivo al trimestre in cui

sono maturate. Il preponente deve consegnare all'agente il relativo estratto conto e l'agente ha

diritto di ottenere tutte le informazioni necessarie, compreso un estratto dei libri contabili, per

verificare l'importo delle provvigioni liquidategli. E nullo ogni patto contrario.

Scioglimento del rapporto: il contratto di agenzia può essere a tempo determinato o indeterminato, il

contratto a tempo determinato si trasforma in contratto a tempo indeterminato se continua ad essere

eseguito dalle parti dopo la scadenza del termine.

Se il contratto è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può, recedere dal contratto dando

preavviso all'altra parte. Il termine di preavviso è da uno a sei mesi, le parti non possono stabilire

termini più brevi.

Indennità di fine rapporto: all'atto dello scioglimento del rapporto il preponente deve corrispondere

all'agente un'indennità di fine rapporto, non è più dovuta, in ogni caso. È necessario che, anche

dopo lo scioglimento del rapporto, il preponente continui a ricevere sostanziali vantaggi dalle

relazioni di affari con la clientela procurategli dall'agente ed inoltre che il pagamento dell'indennità

risulti equo, tenuto conto, in particolare, delle provvigioni che l'agente viene a perdere. Nulla sarà

dovuto all'agente qualora il preponente provi che la clientela procuratagli dallo stesso non è restata a

lui legata, ma è passata in blocco ad altro imprenditore con cui l'agente successivamente collabori,

senza perciò subire alcuna perdita.

L'indennità non è dovuta quando il rapporto si sciolga per causa imputabile all'agente o quando, di

accordo col preponente, questi ceda a terzi il contratto di agenzia; è invece dovuta se il rapporto

cessa per morte dell'agente.

L'ammontare dell'indennità non può superare un'annualità di retribuzioni, questa disciplina può

essere tuttavia derogata a favore dell'agente.

Patto di non concorrenza: il patto con cui si limita la concorrenza da parte dell'agente dopo lo

scioglimento del contratto deve farsi per iscritto. La durata non può superare i 2 anni e deve

riguardare la stessa zona, clientela e genere di beni o servizi oggetto del contratto di agenzia.

L'agente ha diritto, in occasione della cessazione del rapporto ad una indennità determinata, in

mancanza d'accordo, dal giudice in via equitativa.

GLI AGENTI DI ASSICURAZIONE

agenti di economia: sono legati all'assicuratore da un rapporto di lavoro subordinato ed operano

• per lo più in sedi secondarie dell'impresa di assicurazione assumendo la veste di institori o

procuratori (investiti ex lege del potere di rappresentanza dell'assicuratore nei limiti specificati);

agenti a gestione liber a: sono legati all'assicuratore da un vero e proprio contratto di agenzia.

• Possono concludere contratti solo se è stato loro conferito il relativo potere di rappresentanza.

Gli agenti a gestione libera sono tenuti all'iscrizione in apposito registro e sono sottoposti al

controllo dell'Isvap. 27

C U

APITOLO NDICESIMO

LA MEDIAZIONE

Art. 1754 è mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare,

senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di

rappresentanza.

Funzione tipica del mediatore è quella di mettere in contatto fra loro i potenziali contraenti; e tale

funzione intermediaria può essere svolta dal mediatore sia spontaneamente sia su incarico di una o

di entrambe le parti (agenzia immobiliare).

Posizione di indipendenza:

mediatore conserva piena libertà di azione anche se agisce su incarico di una delle parti e può in

a) ogni momento disinteressarsi dell'affare;

parti sono libere di concludere o meno l'affare, anche se al mediatore è stato conferito uno

b) specifico incarico, salvo in tal caso il diritto del mediatore al solo rimborso delle spese nei

confronti della persona per incarico della quale sono state sostenute;

mediatore ha diritto al compenso (provvigione) per il solo fatto che l'affare si è concluso per

c) effetto del suo intervento e quindi anche se non aveva ricevuto alcun incarico di mediazione.

Ruolo dei mediatori: la legge richiede per lo svolgimento dell’attività di mediatore ( anche occasionale)

l'iscrizione in appositi ruoli istituiti presso le Camere di commercio. L'attività di mediatore è

incompatibile con l'esercizio di altre attività di lavoro autonomo o subordinato.

Diritto alla provvigione:

il diritto del mediatore alla provvigione matura con la conclusione dell'affare è necessario che

- l'affare sia stato concluso per effetto del suo intervento; che sussista un nesso di causalità fra

l'attività di intermediazione del mediatore e la conclusione dell'affare.

la provvigione è dovuta al mediatore da ciascuna delle parti. Se più sono i mediatori intervenuti

- nell'affare, ciascuno ha diritto ad una quota della provvigione.

non ha diritto alla provvigione il mediatore non iscritto negli appositi ruoli, egli è tenuto a

- restituirla ove l'abbia già riscossa ed è inoltre punito con una sanzione amministrativa pecuniaria.

se il contratto è sottoposto a condizione sospensiva, il diritto del mediatore alla provvigione

- sorge nel momento in cui la condizione si verifica.

il mediatore conserva il diritto alla provvigione anche se il contratto è annullabile o rescindibile,

- salvo che fosse a conoscenza della causa di invalidità. La nullità del contratto comporta la

perdita del diritto alla provvigione.

Obbligo del mediatore:

è responsabile verso le parti se omette di far conoscere loro le circostanze a lui note, relative alla

- valutazione ed alla sicurezza dell'affare, che possono influire sulla conclusione dello stesso.

28

risponde dell'autenticità della sottoscrizione delle scritture e dell'ultima girata dei titoli trasmessi

- per suo tramite.

è di regola estraneo all'esecuzione del contratto, può essere incaricato da una delle parti di

- rappresentarlo nei relativi atti di esecuzione e può prestare fideiussione per l'adempimento delle

obbligazioni di una delle parti.

Contraente non nominato: il mediatore è responsabile personalmente dell'esecuzione del contratto

quando tace ad un contraente il nome dell'altro. La responsabilità del mediatore permane anche se,

dopo la conclusione del contratto, il contraente occulto si manifesta all'altra parte o è reso noto dal

mediatore, sicché ciascuno dei contraenti può agire direttamente contro l'altro.

Una particolare categoria di mediatori è costituita dai mediatori di assicurazione o brokers.

Il broker di regola assume anche compiti di assistenza e consulenza nei confronti dell'assicurando

che gli ha conferito l'incarico: ricerca nell'interesse di quest'ultimo la migliore copertura assicurativa

al minor costo; stipula il contratto; cura sempre nell'interesse dell'assicurato la gestione dei rapporti

con l'impresa di assicurazione. C D

APITOLO ODICESIMO

IL CONTO CORRENTE ORDINARIO

Artt. 1823-1833

È il contratto con il quale due soggetti legati da continui rapporti di affari, da cui nascono crediti e

debiti reciproci, anziché provvedere di volta in volta al pagamento di quanto l'uno deve all'altro,

possono stabilire di astenersi da una serie di pagamenti di segno opposto e di procedere, a scadenze

prefissate, alla liquidazione per differenza dei crediti rispettivi.

Nozione: con il contratto di conto corrente (ordinario) le parti si obbligano ad annotare in un conto i

crediti derivanti da reciproche rimesse, considerandoli inesigibili ed indisponibili fino alla chiusura

del conto. Alla chiusura del conto il saldo, risultante dalla compensazione globale dei crediti e debiti

annotati, diventa esigibile e la parte che risulta creditrice della differenza ne può chiedere il

pagamento. Se il pagamento non è richiesto, il saldo si considera come prima rimessa di un nuovo

conto ed il contratto si intende rinnovato a tempo indeterminato.

Crediti inclusi: se non è diversamente pattuito sono inclusi nel conto tutti i crediti reciproci, eccezion

fatta per quelli che non sono suscettibili di compensazione. Se il contratto è concluso fra

imprenditori si presumono esclusi dal conto anche i crediti estranei alle rispettive imprese.

Crediti verso terzi: l'obbligo di annotazione in conto può riguardare anche crediti che una delle parti

vanta verso terzi e che, con l'immediata inclusione nel conto, vengono trasferiti a titolo oneroso

(cessione) al ricevente.

L'inclusione nel conto di tali crediti si presume però fatta con la clausola «salvo incasso».

Inesegibilità ed indisponibilità: i crediti fra le parti inseriti nel conto diventano inesigibili ed

indisponibili, non possono essere riscossi alla naturale scadenza, né essere ceduti a terzi.

Individualità dei crediti: i crediti inseriti nel conto non perdono la loro individualità:

ogni credito continua a produrre interessi nella misura convenuta o in quella legale e restano

a) dovute le eventuali spese e commissioni per le operazioni che hanno dato luogo alla rimessa;

l'inclusione nel conto non preclude l'esercizio delle azioni e delle eccezioni relative all'atto da cui

b) il credito deriva e se questo è dichiarato nullo, annullato, rescisso o risolto la relativa partita è

eliminata dal conto;

le garanzie reali o personali che assistono il singolo credito non si estinguono, ma persistono a

c) favore del saldo fino alla concorrenza del credito garantito.

Chiusura del conto: la chiusura del conto con la determinazione del saldo è fatta alla fine di ogni

semestre, se non risulta diversamente dal contratto o dagli usi. 29

L'estratto conto si intende approvato se non è contestato in modo specifico nel termine pattuito o in

quelli usuali, o altrimenti con tempestività.

L'approvazione (espressa o tacita) del conto non preclude il diritto di impugnarlo per errori di

scritturazione o di calcolo, per omissioni o duplicazioni. L'impugnativa deve essere proposta, a pena

di decadenza, entro sei mesi dalla ricezione dell'estratto conto.

Scioglimento del contratto: la chiusura del conto non comporta lo scioglimento del contratto, ma solo

la liquidazione dei rapporti di dare ed avere sorti nel periodo e l'esigibilità del saldo. Il contratto si

intende rinnovato a tempo indeterminato se la parte creditrice non richiede il pagamento del saldo

ed il relativo credito si considera come prima rimessa di un nuovo conto.

Quando il contratto è o diviene a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere ad ogni

chiusura del conto, purché ne dia preavviso almeno dieci giorni prima.

Sono cause legittime di recesso, l'interdizione, l'inabilitazione, l'insolvenza o la morte di una delle

parti. Col recesso il conto rimane bloccato e non possono essere incluse nuove partite, ma il

pagamento del saldo può essere richiesto solo alle scadenze stabilite per la chiusura del conto.

C T

APITOLO REDICESIMO

I CONTRATTI BANCARI

IMPRESA BANCARIA ED OPERAZIONI BANCARIE

La banca è il soggetto imprenditore a cui è riservata l’attività bancaria, consistente nell’esercizio di

operazioni di credito nella raccolta del risparmio tra il pubblico. In pratica le banche sono enti

intermediari del credito che, da un lato, raccolgono denaro dai risparmiatori attraverso operazioni

che definiamo passive e, dall’altro, concedono credito ad altri clienti, attraverso le cd. operazioni

attive, lucrando sugli interessi. Si definiscono infine operazioni accessorie o servizi bancari le altre

operazioni a carattere finanziario o strumentale che le banche tradizionalmente svolgono a favore

della propria clientela.

La relativa normativa è oggi racchiusa nel Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia

approvato nel 1993 (Tub) e nel codice civile art. 1834-1860.

CONTRATTI BANCARI

La regolamentazione dei contratti bancari è restata in larga parte affidata alle norme bancarie

uniformi, condizioni generali di contratto predisposte dalla loro associazione di categoria, l'Abi

(Associazione Bancaria Italiana).

Sono quei contratti con i quali le banche provvedono a procurarsi danaro, o a impiegarlo, o a fornire

servizi accessori.

Pubblicità: gli enti creditizi hanno l’obbligo di esporre in ciascun locale aperto al pubblico tutte le

informazioni relative:

alle condizioni economiche delle operazioni e dei servizi offerti.

• ai tassi di interesse effettivamente praticati per le operazioni di credito e di raccolta

• per le operazioni di finanziamento deve essere pubblicato il tasso effettivo globale medio

• (TEGM) che comprende gli interessi e tutti gli oneri da sostenere per utilizzare il credito.

Forma: i contratti bancari devono essere redatti per iscritto, un esemplare del contratto deve essere

consegnato al cliente in modo da assicurargli la conoscenza e la prova delle condizioni che regolano

il rapporto. L'inosservanza della forma scritta comporta la nullità del contratto, che però può essere

fatta valere solo dal cliente. 30

Contenuto minimo: i contratti devono indicare il tasso d'interesse e ogni altro prezzo e condizione

praticati, è fatto divieto di rinvio agli usi per la determinazione dei tassi di interesse e di ogni altro

prezzo e condizione praticati.

Recesso: nei contratti di durata può essere pattuita la facoltà della banca di modificare unilateralmente le

condizioni contrattuali, solo a condizione che la modifica sia sorretta da un giustificato motivo. Le

variazioni devono essere comunicate al cliente con un preavviso di 30 giorni. Ai clienti si riconosce

il diritto di recedere dal contratto senza spese entro 60 giorni dalla comunicazione.

Nei contratti di durata (come il conto corrente bancario), il cliente ha sempre la facoltà di recedere

dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura.

Comunicazioni periodiche: nei contratti di durata è fatto obbligo alla banca di fornire per iscritto,

almeno una volta all'anno, una comunicazione completa e chiara in merito allo svolgimento del

rapporto, mediante la consegna del rendiconto e del documento di sintesi sulle principali condizioni.

DEPOSITI BANCARI

È il contratto con il quale un soggetto deposita una somma di denaro presso una banca, che ne

acquista la proprietà restando obbligata a restituirla, nella stessa specie monetaria, alla scadenza del

termine o a richiesta del depositante e salva l’osservanza del periodo di preavviso, se pattuito.

Il deposito di danaro è la principale operazione passiva delle banche.

Interessi: la banca deve corrispondere gli interessi sulle somme depositate, il tasso di interesse e le altre

condizioni economiche devono risultare dal contratto che attesta la costituzione del deposito o, in

caso di libretto al portatore, dal libretto stesso.

In caso di ribasso del tasso di interesse, il cliente può recedere dal contratto, entro sessanta giorni

dall'avviso o dal ricevimento della comunicazione, ed ha diritto a che gli sia applicato in sede di

liquidazione il tasso precedente, a lui più favorevole.

Tipo di deposito:

deposito in conto corrente;

depositi semplici (o ordinari): non possono essere alimentati da successivi versamenti e non

 prevedono la possibilità di prelevamenti parziali prima della scadenza (es. certificati di

deposito);

depositi a risparmio:

 consentono al depositante di effettuare successivi versamenti e prelievi parziali (in contanti e

• presso la sede della banca ove è stato costituito il rapporto).

il deposito è documentato dal libretto di deposito a risparmio, in cui sono annotate tutte le

• operazioni compiute dal depositante. Tali annotazioni fanno piena prova nei rapporti tra banca

e cliente. È nullo ogni patto contrario. I libretti di deposito a risparmio possono essere:

nominativi: i prelievi possono essere effettuati solo dall'intestatario del libretto o da un suo

- rappresentante debitamente legittimato.

nominativi pagabili al portatore: i prelievi possono essere effettuati, esibendo il libretto,

- anche da soggetti diversi dall'intestatario, con effetto liberatorio per la banca che non versi

in dolo o colpa grave.

al portatore: i prelievi possono essere effettuati da chiunque esibisca il libretto. La banca è

- liberata se paga senza dolo o colpa grave all'esibitore, anche se questi non è il depositante,

né è tenuta ad identificare il presentatore del libretto.

Per tutti i tipi di libretto è prevista una particolare procedura di ammortamento, diretta a farne

dichiarare l'inefficacia in caso di smarrimento, distruzione o sottrazione.

I libretti nominativi e quelli nominativi pagabili al portatore non sono titoli di credito essi non

sono destinati alla circolazione e la loro funzione è solo quella di identificare l'avente diritto

alla prestazione. 31

L'APERTURA DI CREDITO

L'apertura di credito è il contratto con il quale la banca si obbliga a tenere a disposizione dell'altra

parte una somma di danaro, per un dato periodo di tempo o a tempo indeterminato.

differenze col mutuo: il cliente è libero di utilizzare o meno, in tutto o in parte, il credito

• concessogli, se e quando lo riterrà opportuno. Gli interessi sono dovuti dal cliente non sul

fido concessogli, ma sulle somme effettivamente utilizzate. Oltre gli interessi, è dovuta alla

banca una commissione di massimo scoperto, in genere calcolata sull'importo massimo del

credito utilizzato nel periodo, oppure dovuta in misura fissa.

utilizzo del credito: il cliente può utilizzare la somma messagli a disposizione dalla banca in

• una o più volte; può ripristinare la disponibilità con successivi versamenti, può alternare

versamenti e prelevamenti nei limiti della linea di credito concessagli.

A carico del cliente sorge l’obbligo di restituire le somme prelevate con gli interessi

contrattualmente stabiliti.

garanzie: l'apertura di credito può essere allo scoperto o assistita da garanzie, reali o

• personali, a favore della banca, se le garanzie diventano insufficienti rispetto al credito

concesso, la banca può chiedere un supplemento di garanzia o la sostituzione del garante. In

mancanza, la banca può, a sua scelta, ridurre proporzionalmente il credito concesso o

recedere dal contratto.

recesso:

• apertura di credito a tempo determinato: salvo patto contrario, la banca può recedere

- anticipatamente dal contratto solo se sussiste una giusta causa.

apertura di credito a tempo indeterminato: la banca (ed anche il cliente) può recedere

- liberamente dal contratto, deve però dare un preavviso fissato per legge in quindici giorni, ove

non risulti diversamente dal contratto o dagli usi. Durante questo periodo il cliente può

continuare ad utilizzare il credito concessogli ed alla scadenza dovrà immediatamente

restituire le somme utilizzate.

Nelle n.b.u. (Norme bancarie uniformi) scompare ogni distinzione fra apertura di credito a tempo

indeterminato e a tempo determinato, in entrambi i casi:

la banca può recedere liberamente, anche con comunicazione verbale e il recesso sospende

• immediatamente l'utilizzo del credito;

il termine per restituire le somme utilizzate è drasticamente ridotto, il termine di preavviso

• deve essere concordato fra banca e cliente.

L'ANTICIPAZIONE BANCARIA

L'anticipazione bancaria è una tipica operazione di finanziamento garantita da pegno. Essa si

caratterizza per il fatto che:

la garanzia reale offerta alla banca è costituita esclusivamente da titoli o merci il cui valore è

a) facilmente accertabile (ad esempio, azioni);

l'ammontare del credito concesso dalla banca è proporzionale al valore dei titoli o delle merci

b) dati in pegno e si determina deducendo una percentuale dal valore di stima degli stessi fissato di

comune accordo.

L’operazione si basa sul rapporto tra la somma anticipata e il valore del pegno, che deve rimanere

costante per la durata del contratto.

Il beneficiario dell'anticipazione, anche prima della scadenza, può ritirare parte dei titoli o delle

merci dati in pegno in proporzione delle somme rimborsate alla banca, purché il credito residuo

risulti sufficientemente garantito.

La banca, ha diritto di ottenere un supplemento di garanzia se il valore delle cose date in pegno

diminuisce di un decimo rispetto a quello iniziale. In mancanza, la banca può procedere alla vendita

32

delle merci o dei titoli ed ha diritto all'immediato rimborso del credito residuo non soddisfatto col

ricavato della vendita.

L'anticipazione bancaria essere:

propria: quando le merci o i titoli sono costituiti in pegno regolare, la banca:

• non può disporre delle cose ricevute in pegno ed alla scadenza dovrà restituire gli stessi titoli

- o la stessa merce;

rilascia un documento di individuazione dei beni e provvede alla loro custodia;

- ha l’obbligo di restituire i beni alla scadenza del contratto, quando sarà rimborsata

- l’anticipazione

deve provvedere alla custodia a spese del cliente e all’assicurazione delle merci per conto e a

- spese dello stesso.

impropria: quando i titoli sono costituiti in pegno irregolare:

• in tal caso le merci o i titoli non sono individuati;

- la proprietà dei beni passa alla banca che può disporne;

- alla scadenza dovrà restituire solo titoli dello stessere genere, per la parte eccedente

- l’ammontare della somma ancora dovuta dal cliente.

LO SCONTO

Lo sconto è il contratto con il quale la banca (scontante), previa deduzione dell’interesse, anticipa

al cliente (scontatario) l'importo di un credito verso terzi non ancora scaduto. Il cliente a sua volta

cede alla banca, salvo buon fine, il credito stesso. La forma più comune è lo sconto di cambiali, che

in tal caso vengono girate alla banca scontante.

la cessione avviene pro solvendo: il cliente garantisce l’esistenza del credito ceduto e la solvenza

• del debitore; il forfaiting si differenzia dallo sconto per l'assenza della clausola salvo buon fine

(la cessione avviene cioè pro soluto e non pro solvendo) e per il fatto che le cambiali sono girate

alla banca con la clausola «senza garanzia», sicché nessuna azione (cambiaria o extracambiaria)

è esercitabile contro lo scontatario in caso di mancato pagamento.

la banca ha la libera disponibilità del credito scontato e può utilizzarlo per scontarlo, a sua volta,

• verso un’altra banca;

può avere ad oggetto titoli di credito o semplici ricevute bancarie o fatture;

OPERAZIONI BANCARIE IN CONTO CORRENTE E CONTO CORRENTE BANCARIO

Operazioni in conto corrente: qualora il deposito, l’apertura del credito ed altre operazioni bancarie

siano regolate in conto corrente, il correntista può disporre in qualsiasi momento delle somme

risultanti a suo credito, salvo l'osservanza del termine di preavviso eventualmente previsto.

la banca apre un conto intestato al cliente nel quale vengono annotati tutti i versamenti ed i

a) prelevamenti. La somma algebrica degli accreditamenti e degli addebitamenti determina

l'ammontare del credito di cui il cliente può disporre in ogni momento.

il cliente può disporre delle somme non solo mediante prelevamenti in contanti, ma anche

b) mediante l'emissione di assegni bancari.

Sul deposito o sull'apertura di credito si innesta un'attività gestoria della banca per conto del cliente

(c.d. servizio di cassa), riducibile allo schema del mandato senza rappresentanza.

CONTO CORRENTE BANCARIO

La banca è tenuta ad eseguire, nei limiti della disponibilità di conto, non solo gli ordini di

pagamento a terzi ad essa impartiti mediante l'emissione di assegni bancari, ma anche ogni altro

ordine di pagamento (bonifici, giroconti). I relativi importi sono addebitati in conto e riducono il

credito disponibile.

La banca è tenuta a ricevere per conto del correntista tutti i versamenti disposti da terzi a favore

dello stesso e ad eseguire gli specifici incarichi di riscossione di crediti verso terzi (incasso di

33

assegni bancari, circolari, ecc.) che le siano di volta in volta conferiti. I relativi importi sono messi a

disposizione del correntista mediante accredito in conto ed alimentano il credito disponibile.

L'apertura del conto, il cui contratto deve essere redatto per iscritto a pena di nullità, è

accompagnata dal rilascio del carnet di assegni, che il cliente deve custodire con diligenza

rendendosi responsabile per lo smarrimento dello stesso.

Il titolare del conto deve depositare la propria firma, per consentire alla banca di controllare

l'autenticità della firma di traenza degli assegni bancari e degli altri ordini alla stessa indirizzati.

Deve essere depositata anche la firma delle persone autorizzate a rappresentarlo.

Diligenza della banca: nello svolgimento del servizio di cassa la banca deve osservare la diligenza del

mandatario e conformarsi agli obblighi di quest'ultimo. È previsto che, se l'incarico deve eseguirsi

su una piazza dove non esistono filiali della banca, questa può incaricare dell'esecuzione altra banca

o un corrispondente.

Addebitamenti ed accreditamenti: tutti i movimenti derivanti dalle operazioni fra banca e cliente sono

regolati mediante scritturazioni contabili, che di regola modificano il saldo disponibile

indipendentemente dalla loro comunicazione al correntista.

La regola dell'immediata disponibilità degli accreditamenti subisce eccezione per quelli derivanti da

operazioni che comportano una successiva attività di incasso da parte della banca (versamenti di

assegni bancari), il relativo importo è accreditato con riserva di verifica e salvo buon fine ed il

correntista non ne può disporre prima di un certo numero di giorni fissato dal contratto,

normalmente sufficiente perché la banca ne abbia conseguito l'incasso.

Interessi: sia il tasso degli interessi a favore del cliente (interessi passivi) sia quello degli interessi attivi

(a favore della banca), devono essere indicati nel contratto.

Estratto conto: il conto corrente bancario è contratto a tempo indeterminato, il cliente ha diritto di

essere informato con periodicità almeno annuale sullo svolgimento del rapporto, mediante invio da

parte della banca di un estratto conto. Il termine entro cui il cliente può proporre opposizione scritta

è fissato per legge in sessanta giorni dal ricevimento dell'estratto conto, decorso il quale lo stesso

deve intendersi approvato.

Conto cointestato: il conto corrente può essere intestato a più persone, con facoltà di operare

congiuntamente o disgiuntamente.

Pluralità di conti: un soggetto può avere con la stessa banca più rapporti o più conti, questi restano fra

loro distinti ed autonomi, sicché la banca dovrà operare solo sul conto di volta in volta indicato dal

cliente.

Recesso: quando, il conto corrente bancario è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere

dando un preavviso; determinato dalle condizioni generali della banca. Il recesso della banca rende

immediatamente esigibile il saldo passivo anche se il conto corrente era assistito da un'apertura di

credito. Il conto corrente bancario si scioglie anche per il fallimento del correntista.

LE GARANZIE BANCARIE OMNIBUS

Forme di garanzie (personali e reali):

fideiussione omnibus: garanzia generale, assicura alla banca l'adempimento di qualsiasi

 obbligazione, anche futura, assunta dal cliente garantito.

La posizione del fideiussore è particolarmente gravosa in quanto si trova a dover garantire una

serie di obbligazioni non determinate al momento della concessione della fideiussione, anche se

determinabili per relationem.

Nella fideiussione per obbligazioni future, quale tipicamente è la fideiussione omnibus, deve

essere stabilito l'importo massimo garantito.

Il fideiussore è tenuto a pagare immediatamente alla banca, a semplice richiesta scritta, quanto

dovutole, dopo il pagamento il fideiussore può far valere contro la banca le eccezioni concernenti

l'invalidità dell'obbligazione principale mediante l'esercizio dell'azione di ripetizione.

34

In caso di peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore, la banca non può continuare

a concedergli credito senza ottenere l'autorizzazione per iscritto del fideiussore.

pegno omnibus: i beni costituiti in pegno a garanzia di un determinato rapporto (ad esempio,

 anticipazione bancaria) possono essere utilizzati dalla banca a garanzia di tutti i crediti, presenti e

futuri, vantati dalla stessa nei confronti del cliente.

La clausola è valida nei rapporti fra banca e cliente, ma è inopponibile agli altri creditori.

LE GARANZIE BANCARIE AUTONOME

Intervento di una banca come garante, la banca, non solo copre l'inadempimento del debitore, ma

assicura in ogni caso la soddisfazione dell'interesse economico del beneficiario della garanzia. Si

parla perciò di contratto autonomo di garanzia.

Contratto autonomo di garanzia: se il beneficiario escute indebitamente la garanzia, l'azione di rivalsa

della banca nei confronti dell'ordinante e l'azione di ripetizione di indebito di questi nei confronti

del beneficiario evitano, sia pure a posteriori, che si abbiano spostamenti patrimoniali definitivi

privi di giusta causa.

I CREDITI DOCUMENTARI

Nel credito documentario, il compratore della merce (ordinante) incarica la propria banca

(emittente) di pagarne il prezzo al venditore (beneficiario), o di accettare o negoziare cambiali tratte

dallo stesso emesse, dietro consegna di determinati documenti (titoli rappresentativi, polizza di

assicurazione).

La banca è tenuta a controllare solo la completezza e la regolarità formale dei documenti e non

risponde verso l'ordinante per la loro esattezza, autenticità e validità legale.

I SERVIZI DI CUSTODIA

deposito titoli in amministrazione:

• la banca, oltre a custodire i titoli ricevuti, provvede alla loro amministrazione, esercitando i

- diritti ad essi inerenti.

atti di riscossione e quelli di normale tutela dei diritti sui titoli in deposito, che non

- comportano scelte discrezionali e/o erogazione di somme, sono posti in essere dalla banca

senza chiedere istruzioni al cliente. Le somme riscosse vengono accreditate in conto corrente

al depositante.

per tutti gli altri atti di amministrazione, la banca deve chiedere istruzioni in tempo utile al

- depositante.

il depositante deve pagare i diritti di custodia e le commissioni stabilite dalla banca, nonché

- rimborsarle le spese sostenute.

è nullo il patto con il quale si esonera la banca dall'osservare l'ordinaria diligenza

- nell'amministrazione dei titoli.

servizio delle cassette di sicurezza:

• la banca mette a disposizione del cliente, dietro versamento di un canone, una cassetta nella

- quale il cliente può custodire tutte le cose che vuole purché non si tratti di materie pericolose;

la cassetta ha uno sportello metallico munito di doppia chiave: una è consegnata al cliente;

- l'altra è custodita dalla banca. La cassetta può essere aperta solo con il concorso della banca e

del cliente, previa esibizione da parte di quest'ultimo di un apposito tesserino di

riconoscimento. Il contenuto della cassetta resta perciò ignoto alla banca, che può solo

chiederne la verifica per ragioni di sicurezza.

in caso di morte dell'intestatario o di uno dei cointestatari, la banca che ne ha ricevuto

- comunicazione, può consentire l'apertura della cassetta solo col consenso di tutti gli aventi

diritto o secondo le modalità stabilite dall'autorità giudiziaria. 35


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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Vella Francesco.

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