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Informazione contabile di gruppo

a. La società deve esporre, in apposita sezione della nota integrativa, un prospetto riepilogativo dei

dati essenziali dell'ultimo bilancio della società o dell'ente che esercita su di essa l'attività di

direzione e coordinamento.

b. Parimenti, gli amministratori devono indicare nella relazione sulla gestione i rapporti intercorsi

con chi esercita l'attività di direzione e coordinamento e con le altre società che vi sono soggette,

nonché l'effetto che tale attività ha avuto sull'esercizio dell'impresa sociale e sui suoi risultati.

Se la capogruppo è una s.q. le società anche non quotate facenti parte del gruppo sono tenute alla

revisione contabile obbligatoria.

24. Tutela dei soci e dei creditori delle società controllate

Sono applicabili i rimedi previsti in via generale:

- Conflitto d’interessi dei soci (2373) e degli amm.ri (2391)

- Le azioni di resp. contro gli amm.ri (2392-2395)

- Per le s. non q. e nel caso in cui non sia stata promossa un’opa vi è il diritto di recesso dei soci

della controllata per eventi riguardanti la società capogruppo.

Per evitare che tali rimedi possano essere sempre applicati anche abusandone è però previsto che:

- 2497-ter Le decisioni delle società soggette ad attività di direzione e coordinamento, quando da

questa influenzate, debbono essere analiticamente motivate e recare puntuale indicazione delle

ragioni e degli interessi la cui valutazione ha inciso sulla decisione. Di esse viene dato adeguato

conto nella relazione di cui all'articolo 2428.

- Non vi è responsabilità quando il danno risulta mancante alla luce del risultato complessivo

dell'attività di direzione e coordinamento ovvero integralmente eliminato anche a seguito di

1

operazioni a ciò dirette ( ).

Art. 2497. Responsabilità.

Le società o gli enti che, esercitando attività di direzione e coordinamento di società, agiscono

nell'interesse imprenditoriale proprio o altrui in violazione dei princìpi di corretta gestione societaria e

imprenditoriale delle società medesime, sono direttamente responsabili nei confronti dei soci di queste

per il pregiudizio arrecato alla redditività ed al valore della partecipazione sociale, nonché nei

confronti dei creditori sociali per la lesione cagionata all'integrità del patrimonio della società. Non vi

è responsabilità quando il danno risulta mancante alla luce del risultato complessivo dell'attività di

direzione e coordinamento ovvero integralmente eliminato anche a seguito di operazioni a ciò dirette

1

( ). (responsabilità della capogruppo)

Risponde in solido chi abbia comunque preso parte al fatto lesivo e, nei limiti del vantaggio

conseguito, chi ne abbia consapevolmente tratto beneficio.

Il socio ed il creditore sociale possono agire contro la società o l'ente che esercita l'attività di

direzione e coordinamento, solo se non sono stati soddisfatti dalla società soggetta alla attività di

direzione e coordinamento.

Nel caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria di società

soggetta ad altrui direzione e coordinamento, l'azione spettante ai creditori di questa è esercitata dal

curatore o dal commissario liquidatore o dal commissario straordinario.

 L’azione esercitata dai soci e dai creditori sociali è azione diretta e non surrogatoria di quella che

eventualmente spetta alla società controllata, sicché il risarcimento dei danni spetta direttamente ai primi

e non alla seconda. Tuttavia vi è un beneficio di escussione. se non sono stati soddisfatti dalla società

soggetta alla attività di direzione e coordinamento.

Inoltre l’art. 2497-quinques prevede che: 57

Ai finanziamenti effettuati a favore della società da chi esercita attività di direzione e coordinamento

nei suoi confronti o da altri soggetti ad essa sottoposti si applica l'articolo 2467. è perciò postergato

rispetto al soddisfacimento degli altri creditori.

Il gruppo insolvente

a. Dichiarata insolvente e sottoposta ad amm.ne straordinaria un’impresa facente parte di un

gruppo, alla stessa procedura sono sottoposte tutte le imprese dello stesso gruppo che si trovano

in stato di insolvenza (ed anche se non ricorrono per loro i requisiti dell’amm.ne straordinaria).

b. Per le società fiduciarie, di revisione e bancarie. Se la capogruppo è sottoposta alle procedure di

amm.ne straordinaria o liquidazione coatta amm.va alla stessa procedura sono sottoposte tutte le

imprese dello stesso gruppo.

Resta ferma cmq l’autonomia patrimoniale delle singole società.

Tuttavia per le operazioni infragruppo il termine per la revocatoria fallimentare è allungato: quello di 1

anno a 5; quello di 6 mesi a tre.

le lettere di patronage. 58

IX. Assemblea (poteri)

- Sistema tradizionale

Assemblea ordinaria

a. Approva il bilancio

b. Nomina e revoca gli amm.ri, i sidaci e il pres. del collegio sindacale e, quando previsto, il

soggetto al quale è demandato il controllo contabile.

c. Determina il compenso degli amm.ri e dei sindaci se non stabilito nello statuto

d. Delibera sulla responsabilità degli amm.ri e dei sindaci

e. Delibera sugli altri oggetti attribuiti ad essa dalla legge, nonché sulle autorizzazioni

eventualmente richieste dallo statuto per il compimento di atti degli amm.ri,, ferma in ogni caso

la resp. di questi per gli atti compiuti

f. Approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari

g. Tutte le deliberazioni che non sono di competenza dell’ass. straord.

Assemblea straordinaria

a. Modificazioni dello statuto

b. Nomina, sostituzione e poteri dei liquidatori

c. Sugli altri oggetti attribuiti ad essa dalla legge

La convocazione è di regola decisa dagli amm.ri che sono obbligati a farlo:

a. Almeno una volta l’anno per consentire l’approvazione del bilancio, non possono passare più di

120 dalla chiusura dell’esercizio

b. Se lo richiedono il 10% dei soci, se gli amm.ri non provvedono o in loro vece i sindaci, provvede

il tribunale se il rifiuto di essi è ingiustificato. (nelle società quotata (s.q.) ai soci che

rappresentano almeno 1/40 del capitale sociale è riconosciuto il diritto di chiedere l’integrazione

dell’ordine del giorno di un’assemblea convocata).

La convocazione deve essere richiesta dal collegio:

a. Quando è obbligatori e gli amm.ri non vi abbiano provveduto

b. Quando vengono a mancare tutti gli amm.ri

c. Quado vengano ravvisati fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia necessità di provvedere.

(nelle società quotate possono fare ciò anche solo due sindaci)

La convocazione è disposta mediante avviso da pubblicare in GU almeno 15 gg (30 per le s.q.) prima

di quello fissato per l’adunanza, o in un quotidiano indicato dallo statuto. Per le società che non fanno

ricorso al capitale di rischio può avvenire anche 8 gg. prima e con qualsiasi mezzo idoneo che garantisca

il ricevimento.

Pur in assenza di convocazione l’assemblea è regolarmente costituita quando è rappresentato l’intero

capitale sociale, partecipa all’assemblea la maggioranza dei sindaci e degli amministratori, il

rappresentante comune degli azionisti di risparmio e degli obbligazionisti. (c.d. assemblea totalitaria).

Costituzione dell’assemblea.

Quorum costitutivo (q.c.). Parte del capitale sociale che deve essere rappresentato affinché l’assemblea

possa deliberare. Non si tiene conto delle azioni senza diritto di voto, ma si tiene conto delle azioni con

diritto di voto sospeso.

Quorum deliberativo (q.d.). Parte del capitale sociale che si deve esprimere a favore di una

determinata deliberazione. Non si tiene conto delle azioni con diritto di voto sospeso.

Svolgimento dell’assemblea

L’assemblea è presieduta da un presidente che deve:

59

- Dirigerne i lavori, assicurando che la stessa si svolga in modo ordinato e nel rispetto delle norme

che ne regola l’attività

- Verificare la regolarità della costituzione dell’assemblea

- Accertare l’identità e la legittimazione dei presenti

- Accerta i risultati delle votazioni

- Redige il verbale

Ai soci intervenuti che raggiungono 1/3 del capitale è riconosciuto il diritto di chiedere (ed ottenere) il

rinvio dell’adunanza di non oltre 5 gg., dichiarando di non essere sufficientemente informati sugli

argomenti. Può essere esercitato una sola volta.

Nelle società quotate gli amm.ri devono mettere a disposizione del pubblico, presso la sede sociale e

presso la società di gestione del mercato, una relazione sulle proposte concernenti le materie poste

all’ordine del giorno, almeno 15 gg. prima dell’adunanza.

Non è ammissibile la votazione a scrutinio segreto.

Nelle assemblee straordinarie i verbali devono essere redatti dal notaio.

I verbali devono essere iscritti nell’apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni, tenuto a cura

degli amm.ri.

Hanno diritto di intervento in assemblea

- Gli amm.ri e i sindaci

- I rappresentanti comuni degli azionisti di risparmio, degli obbligazionisti e dei titolari di

strumenti finanziari di partecipazione ad un singolo affare

- Gli azionisti con diritto di voto (anche se sospeso)

- I soggetti che pur non essendo soci hanno diritto di voto: usufruttuario, creditore pignoratizio.

La rappresentanza in assemblea

Gli azionisti possono partecipare all’assemblea sia personalmente sia a mezzo di rappresentate. La

delega deve essere conferita per iscritto ed è sempre revocabile. Nelle società che fanno ricorso al

capitale di rischio la delega può essere conferita solo per singole assemblee (tranne che non sia una

procura generale o un dipendente della società che detiene la quota).

La rappresentanza non può essere conferita ad una serie di soggetti, espressione del gruppo di comando.

 

pericolo dell’incetta di deleghe da parte dei gruppo di comando. limitazioni soggettive

La stessa persona può rappresentare un massimo di: limitazioni numeriche

- 10 persone che fanno non ricorso al capitale di rischio.

- Varia a seconda del capitale sociale

La riforma del 98 (per garantire il voto consapevole) ha introdotto per le sole società con azioni quotate,

in alternativa alla disciplina del c.c., due nuovi istituti, per i quali non valgono le limitazioni soggettive e

quantitative previste dall’art. 2372

a. La sollecitazione è la richiesta di deleghe di voto rivolta a tutti gli azionisti da parte di uno o più

soggetti (committente, che deve possedere almeno 1%), che richiedono l’adesione a specifiche

proposte di voto. Il committente deve rivolgersi ad un intermediario che effettua la sollecitazione

mediante la diffusione, secondo le modalità stabilite dalla Consob, di un prospetto e di un

modulo di delega.

b. Raccolta di deleghe. Risponde all’esigenza di agevolare l’esercizio indiretto del voto da parte di

piccoli azionisti già organizzati in associazioni per la difesa di interessi comuni. L’associazione

deve essere composta da almeno 50 persone fisiche ciascuna delle quali non deve avere più dello

0,1% del capitale. È necessario il solo modulo di delega.

Il committente, l’intermediario e i rappresentanti delle associazioni sono responsabili della completezza,

veridicità ed idoneità delle informazioni. 60

Il voto

Con l’esercizio del voto il socio concorre alla formazione della volontà sociale in proporzione del

numero di azioni possedute.

Le deliberazioni assembleari regolarmente adottate sono annullabili solo se la maggioranza si sia

ispirata esclusivamente ad interessi extrasociali, con danno (anche solo potenziale) per la società.

Art. 2373. Conflitto d'interessi. 1

La deliberazione approvata con il voto determinante di coloro ( ) che abbiano, per conto proprio o

di terzi, un interesse in conflitto con quello della società è impugnabile a norma dell'articolo 2377

qualora possa recarle danno.

Gli amministratori non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la loro responsabilità. I

componenti del consiglio di gestione non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la nomina, la

revoca o la responsabilità dei consiglieri di sorveglianza.

Quindi perché la delibera, adottata col voto di un soggetto versante in conflitto di interessi, sia

annullabile è necessaria la presenza di due condizioni:

a. Che il suo voto sia determinante (prova della resistenza)

b. Che la delibera possa danneggiare la società (danno potenziale)

Abusi a danno della minoranza, casi classici:

- aumento del capitale sociale a pagamento al solo fine di ridurre la quota di partecipazione

di un socio di minoranza impossibilitato a sottoscrivere l’aumento

- delibera sistematica di non distribuire dividendi per deprimere il valore di mercato delle

azioni e costringere il socio di minoranza a svendere i propri titoli

- scioglimento anticipato della società per ricostituirne subito dopo un’altra senza il socio

sgradito.

in questi casi non è applicabile l’art. 2373, ma dottrina e giurisprudenza sono concordi

nell’applicare in materia l’art. 1375, principio di buona fede e correttezza nell’attuazione del

contratto. Tuttavia risulta molto difficile provare che la delibera sia stata arbitrariamente e

fraudolentemente preordinata dai soci di maggioranza per ledere i diritti deegli altri soci.

I sindacati di voto

Sono accordi (patti parasociali) son i quali i soci si impegnano a concordare preventivamente il modo in

cui votare in assemblea. È produttivo di effetto solo fra le parti e non anche verso la società. Il problema

giuridico posto dai sindacati è quello di assicurare la trasparenza delle situazioni di potere che essi

concorrono a determinare. Il legislatore è quindi intervenuto prevendendo:

a. nelle società non quotate. Sono regolati :i sindacati di voto nelle s.p.a. o nelle società che le

controllano, e gli altri patti volti a stabilizzare gli assetti proprietari e di controllo (sindacati di

blocco, sindacati di gestione, di controllo).

b. Nelle società quotate. Sono regolati: gli stessi tipi di accordi più qualsiasi altro patto possa

incidere sugli assetti di potere nella società.

La legge disciplina:

a. Durata, se a tempo determinato non possono avere durata superiore i 5 anni (3 per le s.q.); se a

tempo indeterminato ciascun contraente può recedere con preavviso di 180 gg. (ciò per evitare

una cristallizzazione delle posizioni di potere)

b. Pubblicità, è previsto solo per le società ad azionariato diffuso:

- Società non quotate, i patti devono essere comunicati alla società e dichiarati in apertura di

ogni assemblea. La dichiarazione deve essere trascritta nel verbale e questo deve essere

depositato nel registro delle imprese.

- Società quotate. I patti entro 5 gg dalla stipulazione devono essere comunicati alla consob ed

alla società, pubblicati sulla stampa quotidiana e depositati nel regostro.

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Sanzioni:

- Amministrative pecuniarie

- Nullità dei patti

Nessuna disciplina è prevista per le società chiuse.

Le deliberazioni assembleari invalide

Codice del 42 la nullità è sanzione eccezionale prevista solo per le delibere aventi oggetto

impossibile o illecito. I vizi procedimentali, anche gravi, comportano solo l’annullabilità della delibera

da impugnare perentoriamente nel termine di 3 mesi. giurisprudenza e dottrina creano, per far fronte

alla scarsa protezione del rispetto della legalità che tale disciplina ingenerava, la figura della delibera

inesistente quando questa veniva emessa contravvenendo alle regole basilari. Essendo istituto

giurisprudenziale regnava l’incertezza della sua applicabilità.

Disciplina odierna.

Art. 2379. Nullità delle deliberazioni.

Nei casi di mancata convocazione dell'assemblea, di mancanza del verbale e di impossibilità o

illiceità dell'oggetto la deliberazione può essere impugnata da chiunque vi abbia interesse entro tre

anni dalla sua iscrizione o deposito nel registro delle imprese, se la deliberazione vi è soggetta, o dalla

trascrizione nel libro delle adunanze dell'assemblea, se la deliberazione non è soggetta né a iscrizione

né a deposito. Possono essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano l'oggetto

sociale prevedendo attività illecite o impossibili.

Nei casi e nei termini previsti dal precedente comma l'invalidità può essere rilevata d'ufficio dal

giudice.

Ai fini di quanto previsto dal primo comma la convocazione non si considera mancante nel caso

d'irregolarità dell'avviso, se questo proviene da un componente dell'organo di amministrazione o di

controllo della società ed è idoneo a consentire a coloro che hanno diritto di intervenire di essere

preventivamente avvertiti della convocazione e della data dell'assemblea. Il verbale non si considera

mancante se contiene la data della deliberazione e il suo oggetto ed è sottoscritto dal presidente

dell'assemblea, o dal presidente del consiglio d'amministrazione o del consiglio di sorveglianza e dal

segretario o dal notaio.

Si applicano, in quanto compatibili, il settimo e ottavo comma dell'articolo 2377.

 per illiceità dell’oggetto si intende:

- sia l’oggetto illecito sia il contenuto illecito. Ad es. approvazione di un bilancio falso.

- Solo le delibere in contrasto a norme imperative: dettate a tutela di un interesse generale che

trascende l’interesse del singolo socio o siano dirette ad impedire una deviazione dallo scopo

economico-pratico del rapporto di società. Semplicemente annullabili si considerano le delibere

in violazione di norme cogenti a tutela dei singoli soci.

Art. 2379-ter. Invalidità delle deliberazioni di aumento o di riduzione del capitale e della

emissione di obbligazioni.

Per tali delibere l’azione di nullità è soggetta al più breve termine di 180 gg. anche in caso di nullità

per illiceità dell’oggetto. E nel caso di mancata convocazione, nei 90 giorni dall'approvazione del

bilancio dell'esercizio nel corso del quale la deliberazione è stata anche parzialmente eseguita.

Ancor più drastica è la soluzione prevista nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di

rischio: l'invalidità della deliberazione di aumento del capitale non può essere pronunciata dopo che a

norma dell'articolo 2444 sia stata iscritta nel registro delle imprese l'attestazione che l'aumento è stato

anche parzialmente eseguito; l'invalidità della deliberazione di riduzione del capitale ai sensi

dell'articolo 2445 o della deliberazione di emissione delle obbligazioni non può essere pronunciata dopo

che la deliberazione sia stata anche parzialmente eseguita.

Resta salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai soci e ai terzi.

62

Art. 2377. Annullabilità delle deliberazioni.

Le deliberazioni dell'assemblea, prese in conformità della legge e dell'atto sostitutivo, vincolano tutti

i soci, ancorché non intervenuti o dissenzienti.

Le deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o dello statuto possono essere

impugnate dai soci:

- assenti,

- dissenzienti od astenuti,

- dagli amministratori,

- dal consiglio di sorveglianza e dal collegio sindacale.

- *in tema di partecipazioni rilevanti, di sindacati di voto e di blocco e di bilancio sottoposto a

revisione, l’impugnativa può essere proposta anche dalla Consob, dalla BdI e dall’Isvap. Il

termine è allungato a 180 gg.

L'impugnazione può essere proposta dai soci quando possiedono tante azioni aventi diritto di voto

con riferimento alla deliberazione che rappresentino, anche congiuntamente, l'uno per mille del

capitale sociale nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e il cinque per cento

nelle altre; lo statuto può ridurre o escludere questo requisito. Per l'impugnazione delle deliberazioni

delle assemblee speciali queste percentuali sono riferite al capitale rappresentato dalle azioni della

categoria.

I soci che non rappresentano la parte di capitale indicata nel comma precedente e quelli che, in

quanto privi di voto, non sono legittimati a proporre l'impugnativa hanno diritto al risarcimento del

danno loro cagionato dalla non conformità della deliberazione alla legge o allo statuto.

La deliberazione non può essere annullata:

1) per la partecipazione all'assemblea di persone non legittimate, salvo che tale partecipazione sia

stata determinante ai fini della regolare costituzione dell'assemblea a norma degli articoli 2368 e 2369;

2) per l'invalidità di singoli voti o per il loro errato conteggio, salvo che il voto invalido o l'errore di

conteggio siano stati determinanti ai fini del raggiungimento della maggioranza richiesta;

3) per l'incompletezza o l'inesattezza del verbale, salvo che impediscano l'accertamento del

contenuto, degli effetti e della validità della deliberazione.

L'impugnazione o la domanda di risarcimento del danno sono proposte nel termine di novanta

giorni dalla data della deliberazione, ovvero, se questa è soggetta ad iscrizione nel registro delle

imprese, entro novanta giorni dall'iscrizione o, se è soggetta solo a deposito presso l'ufficio del registro

delle imprese, entro novanta giorni dalla data di questo.

L'annullamento della deliberazione ha effetto rispetto a tutti i soci ed obbliga gli amministratori, il

consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione a prendere i conseguenti provvedimenti sotto la

propria responsabilità. In ogni caso sono salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti

compiuti in esecuzione della deliberazione.

L'annullamento della deliberazione non può aver luogo, se la deliberazione impugnata è sostituita

con altra presa in conformità della legge e dello statuto. In tal caso il giudice provvede sulle spese di

lite, ponendole di norma a carico della società, e sul risarcimento dell'eventuale danno.

Restano salvi i diritti acquisiti dai terzi sulla base della deliberazione sostituita.

IX. Amministrazione

La riforma del 2003 ha previsto tre sistemi di amm.ne e controllo:

a. Il sistema tradizionale, due organi entrambi di nomina assembleare: l’organo amm.vo (amm.re

unico o cda) ed il collegio sindacale. Regime residuale.

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b. Il sistema dualistico, di ispirazione tedesca, prevede la presenza di un consiglio di sorveglianza

di nomina assembleare, e di un consiglio di gestione, nominato dal consiglio di sorveglianza.

c. Il sistema monistico, di ispirazione anglosassone, prevede la presenza di un consiglio di

amministrazione nominato dall’assemblea, e di un comitato per il controllo sulla gestione

costituito al suo interno.

Per tutti e tre e poi previsto un controllo contabile esterno: revisore contabile o società di revisione.

- Sistema tradizionale

l’organo amm.vo può essere rappresentato da un amm.re unico o da un cda. Nelle società q. l’organo

amm.vo deve essere necessariamente essere pluripersonale allo scopo di consentire almeno la nomina di

un amm.re da parte dei soci di minoranza e di un amm.re indipendente.

Il cda può essere articolato in vari modi, come la nomina al suo interno di un comitato esecutivo o di

amm.ri delegati.

Gli amm.ri sono l’organo cui è affidata in via esclusiva la gestione dell’impresa sociale e ad essi

spetta compiere tutte le operazioni necessarie per l’attuazione necessarie per l’attuazione dell’oggetto

sociale.

a. Potere gestorio. Gli amm.ri deliberano su tutti gli argomenti attinenti alla gestione che non sono

riservati dalla legge all’assemblea.

b. Potere di rappresentanza. Tutti o alcuni.

c. Danno impulso all’attività dell’assemblea: la convocano e ne fissano l’ordine del giorno. Danno

attuazione delle delibere e hanno il potere-dovere di impugnarle in caso di irregolarità.

d. Devono curare la tenuta dei libri contabili ed in particolare devono redigere e sottoporre ad

approvazione il progetto di bilancio. Devono provvedere agli adempimenti pubblicitari e agli

obblighi di informazione.

e. Devono prevenire il compimento di atti pregiudizievoli per la società.

Le funzioni degli amm.ri sono inderogabili dall’autonomia privata in quanto espressione del

principio della divisione dei poteri, che nella s.p.a. funge da contrappeso alla irresponsabilità dei soci

per le obbligazioni sociali.

Si tratti di funzioni di cui sono investiti per legge e non per mandato, nonché di funzioni che essi

esercitano in posizione di formale autonomia rispetto all’assemblea.

Dell’adempimento dei loro doveri essi sono personalmente responsabili civilmente e penalmente.

La competenza degli amm.ri cessa, per lasciare spazio a quella dell’assemblea, quando si tratta di

iniziative che comportano una sostanziale modifica, diretta o indiretta, dell’oggetto sociale.

Con la riforma del 2003 l’assemblea non può più deliberare su questioni attinenti alla gestione

dell’impresa sociale, lo statuto può solo prevedere che gli amm.ri debbano richiedere delle

autorizzazioni (ferma restando la resp. degli amm.ri) si determinate questioni. La gestione dell’impresa

spetta esclusivamente agli amm.ri.

I primi amministratori sono nominati nell’atto costitutivo. Successivamente spetta all’assemblea

ordinaria.

Lo statuto può riservare ai possessori di strumenti finanziari partecipativi la nomina di un

componente indipendente.

Poteri speciali di nomina possono statutariamente essere previsti in favore dello stato o altri enti pub.

Nelle s.q. tuttavia possono essere previsti poteri speciali di nomina allo stato solo mediante

l’assegnazione di strumenti finanziari partecipativi e l’applicazione della relativa disciplina (un solo

amm.re indipendente ed un componente dell’organo di controllo)

Lo statuto può stabilire norme particolari per la nomina alle cariche sociali (ma non può innalzare il

q.del. nella seconda conv.). Diffusi sono i sistemi di votazione congegnati in modo da assicurare anche a

gruppi di minoranza propri rapp.

- Voto di lista. obbligatorio nelle s.q. 64

- Voto scalare

- Voto limitato.

Requisiti

- Possono essere soci e non

- Non possono essere persone giuridiche

- Gli ammi.ri di società quotate devono possedere, a pena di decadenza, I requisiti di:

a. (devono tutti possedere) Onorabilità

b. Almeno uno deve essere un cd amm.re indipendente in modo da assicurare un adeguate

vigilanza sugli amm.ri delegati.

c. Per gli amm.ri di società che svolgono determinate attività (assicurativa, bancaria, ecc.)

onorabilità, professionalità ed indipendenza.

Sono cause di ineleggibilità:

- L’interdizione

- L’inabilitazione

- Il fallimento

- La condanna ad una pena che comporta l’interdizione dai pubb. Uff.

Sono cause di incompatibilità:

- Sono previste da leggi speciali, impiegati statali, titolari di cariche di Governo, membri del

parlamento, avv.ti, ecc.

Non possono restare in carica per un periodo superiore ai tre esercizi ma possono essere rieletti.

Sono cause di cessazione dall’ufficio prima della scadenza:

a. La revoca dell’assemblea, ad nutum salvo risarcimento se non sussiste giusta causa.

b. La rinuncia

c. La decadenza per cause di ineleggibilità o per gli amm.ri indipendenti la carenza

dell’indipendenza.

La cessazione degli amm.ri per scadenza del termine, o per dimissioni in caso di unico amm.re, ha

effetto solo dal momento in cui l’organo amm.vo è stato ricostituito (prorogatio).

Nei casi in cui gli effetti della cessazione sono indifferibili (morte, decadenza, dimissioni della

minoranza degli amm.ri) è previsto:

a. Se rimane in carica più della metà degli amm.ri, i superstiti provvedono a sostituire, previa

delibera del collegio sindacale, quelli venuti meno,fino alla successiva assemblea. Cd.

cooptazione.

b. Se viene a mancare più della metà, i superstiti devono convocare l’assemblea perché provveda.

In questa, i rimasti, possono essere rimossi.

c. Se vengono a mancare tutti, il collegio sindacale convoca con urgenza l’assemblea e nel

frattempo compie gli atti di gestione ordinaria.

Pubblicità

Entro trenta giorni dalla notizia della loro nomina gli amministratori devono chiederne l'iscrizione nel

registro delle imprese.

La cessazione degli amministratori dall'ufficio per qualsiasi causa deve essere iscritta entro trenta giorni

nel registro delle imprese a cura del collegio sindacale.

Il compenso è stabilito dall’assemblea ordinaria o dal consiglio di sorveglianza. Può consistere anche in

- Partecipazione agli utili

- In stock option (diritto di sottoscrivere a prezzo determinato azioni di futura emissione).

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Nelle s.q. devono, però, in tali casi, essere rispettati i piani di compenso basati su strumenti

finanziari, la quale prevede l’approvazione assembleare e la successiva pubblicazione del piano.

I compensi del collegio esecutivo o dell’amm.re del. possono essere stabiliti dal c.d.a.

Divieto di concorrenza art. 2390 (v.d. art. 2301 s.d.p.)

Gli amministratori non possono assumere la qualità di soci illimitatamente responsabili in società

concorrenti, né esercitare un'attività concorrente per conto proprio o di terzi, né essere amministratori

o direttori generali in società concorrenti, salvo autorizzazione dell'assemblea.

Per l'inosservanza di tale divieto l'amministratore può essere revocato dall'ufficio e risponde dei

danni.

Specifici obblighi di informazione sono previsti per i possedimenti societari degli amministratori per le

s.q.

È penalmente sanzionato l’utilizza di informazioni privilegiate.

Il consiglio di amministrazione

- Le delibere sono prese collegialmente

- La rappresentanza è individuale può essere attribuita solo ad alcuni. Può essere esercitata

congiuntamente o disgiuntamente a seconda della previsione statutaria.

- Ogni amm.re può:

a. Esaminare e controllare i doc. sociali

b. Compiere atti di ispezione

c. Chiedere informazioni agli eventuali amm.ri delegati.

le delibere se non diversamente stabilito dallo statuto sono:

- Valide se vi è la maggioranza ed approvate a maggioranza assoluta

- Non è ammesso il voto per rappresentanza

- può essere redatto un verbale (deve essere redatto ed in atto pubblico nei casi di delega di

competenze assembleari)

- deve essere tenuto il libro delle adunanze e delle deliberazioni del cda.

Non sono previste cause di nullità.

Annullabilità. Le deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o dello statuto possono

essere impugnate solo

- dal collegio sindacale e

- dagli amministratori assenti o dissenzienti

entro novanta giorni dalla data della deliberazione; si applica in quanto compatibile l'articolo 2378.

Possono essere altresì impugnate dai soci le deliberazioni lesive dei loro diritti; si applicano in tal caso,

in quanto compatibili, gli articoli 2377 e 2378.

Conflitto di interessi

È dettata una disciplina più rigorosa:

Art. 2391. Interessi degli amministratori.

L'amministratore deve dare notizia agli altri amministratori e al collegio sindacale di ogni interesse

(non necessariamente in conflitto con quello della società) che, per conto proprio o di terzi, abbia in una

determinata operazione della società, precisandone la natura, i termini, l'origine e la portata; se si

tratta di amministratore delegato, deve altresì astenersi dal compiere l'operazione, investendo della

stessa l'organo collegiale, se si tratta di amministratore unico, deve darne notizia anche alla prima

assemblea utile.

Nei casi previsti dal precedente comma la deliberazione del consiglio di amministrazione deve

adeguatamente motivare le ragioni e la convenienza per la società dell'operazione.

66

Nei casi di inosservanza a quanto disposto nei due precedenti commi del presente articolo ovvero nel

caso di deliberazioni del consiglio o del comitato esecutivo adottate con il voto determinante

dell'amministratore interessato, le deliberazioni medesime, qualora possano recare danno alla società,

possono essere impugnate dagli amministratori e dal collegio sindacale entro novanta giorni dalla loro

data; l'impugnazione non può essere proposta da chi ha consentito con il proprio voto alla

deliberazione se sono stati adempiuti gli obblighi di informazione previsti dal primo comma. In ogni

caso sono salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della

deliberazione.

L'amministratore risponde dei danni derivati alla società dalla sua azione od omissione.

L'amministratore risponde altresì dei danni che siano derivati alla società dalla utilizzazione a

vantaggio proprio o di terzi di dati, notizie o opportunità di affari appresi nell'esercizio del suo

incarico.

Comitato esecutivo. Amministratori delegati

Non possono essere delegati:

a. la redazione del bilancio

b. la facoltà di aumentare il capitale sociale e di emettere obbligazioni convertibili

c. gli adempimenti in caso di riduzione del capitale sociale per perdite

d. la redazione del progetto di fusione o di scissione

la delega non spoglia il cda delle attribuzione delegate, determina solo una competenza concorrente. Il

cda può essere avocare a sé.

La rappresentanza della società

In base all’attuale disciplina la rappresentanza degli amministratori è generale: non è più circoscritta

agli atti che rientrano nell’oggetto sociale.

Oltre alla rappresentanza organica (quella degli amm.ri) la società può avvalersi anche, affiancandoli, di

altri rappresentanti non facenti parte del cda (rappresentanza negoziale)

Per quanto riguarda la rappresentanza organica è previsto che:

a. è inopponibile ai terzi di buona fede la mancanza del potere di rappresentanza dovuta ad

invalidità dell’atto di nomina, una volta intervenuta l’iscrizione nel registro delle imprese. Salvo

che la società provi che i terzi ne erano a conoscenza.

b. La società inoltre resta vincolata verso i terzi in buona fede se gli amm.ri hanno violato eventuali

limiti posti dalla società ai loro poteri di rappresentanza. Queste limitazioni sono inopponibili,

anche se pubblicate, . salvo che la società provi che i terzi abbiano agito intenzionalmente a

danno della società. (disciplina differente da quella per le sdp è introdotta per le s.p.a. nel 69)

c. Sono invece opponibili i limiti legali del potere di rappresentanza. Es. amm.re che stipuli un

contratto in conflitto di interessi, se il conflitto era conosciuto dal terzo.

La responsabilità degli amm.ri

Sono resp. civ. verso:

- La società

- I creditori sociali

- Verso i singoli soci o terzi

a. Resp. verso la società

Art. 2393. Gli amm.ri sono resp. quando non adempiono i doveri ad essi imposti dalla legge o dallo

statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze

(diligenza professionale). Obbligazione di mezzi non di risultato.

In caso di amm.ri delegati, quelli non delegati devono adempiere a specifici obblighi:

a. Valutare sulla base delle relazioni degli organi delegati il generale andamento della gestione

b. Valutare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amm.vo e contabile

67

c. Esaminare i piani strategici, industriali e finanziari

d. Agire in modo informato

Se questi in caso di comportamenti dannosi dei delegati risponderanno in solido con loro, solo se non

hanno adempiuto a tali obblighi o se venuti a conoscenza del pregiudizio per la società, non abbiano

prevenuto o impedito l’attività dannosa. Culpa in vigilando (hanno quindi diritto di regresso per l’intero

sui responsabili principali).

La resp. è cmq una responsabilità per colpa e non responsabilità oggettiva. L’esonero dalla resp. vi

può infatti essere:

- In caso abbia fatto notare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze del cda

- Del suo dissenso abbia dato immediata notizia al presidente del collegio sindacale.

L’azione di resp. (azione diretta a reintegrare il patrimonio sociale) deve essere deliberata:

- dall’assemblea ordinaria (anche in fase di liquidazione), in un apposita assemblea ed, anche se

non iscritta nell’ odg, nella assemblea per l’approvazione del bilancio.

- o dal collegio sindacale a maggioranza dei 2/3 (novità del 2005).

- Al curatore fallimentario

- Al commissario liquidatore (liquidazione coatta amm.va)

- Al commissario straordinario (amm.ne stra.ria)

- Art. 2393- bis. Dai soci che rappresentano almeno 20% (1/40 nelle s. che fanno ricorso al

capitale di rischio).

 l’approvazione del bilancio non implica la liberazione degli amm.ri.

La deliberazione dell’azione di resp. comporta la revoca automatica solo in caso di voto favorevole di

almeno 1/5 del capitale sociale.

L’azione può essere esercitata entro 5 anni dalla cessazione dell’amm.re dalla carica.

La resp. degli amm.ri verso la società è responsabilità da inadempimento (responsabilità contrattuale).

La società dovrà quindi provare solo l’esistenza di una danno imputabile a inadempimento degli amm.ri,

non anche la colpa di questi.

b. Resp. verso i creditori sociali

Art. 2394. Presupposti dell’azione:

a. Inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità patrimoniale sociale

b. Il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei creditori.

La legittimazione spetta ai singoli creditori sociali tranne nei casi in cui non spetta al (art. 2394-bis):

- Al curatore fallimentario

- Al commissario liquidatore (liquidazione coatta amm.va)

- Al commissario straordinario (amm.ne stra.ria)

La resp. degli amm.ri verso i creditori sociale è responsabilità da inadempimento (responsabilità

contrattuale). Con relativo onere probatorio.

Essendo il danno subito dai creditori sociali pur sempre un riflesso del danno subito dalla società al

patrimonio sociale, ne consegue che se l’azione risarcitoria è già stata esperita dalla società ed il relativo

patrimonio reintegrato, i creditori non potranno più esercitare la loro azione.

Anche la transazione avvenuta con la società paralizza l’azione dei creditori sociali, salva la possibilità

degli stessi di impugnare la transazione con l’azione revocatoria.

Invece, la rinuncia da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori.

c. Resp. verso singoli soci o terzi 68

Art. 2395. Le azioni di responsabilità della società e dei creditori sociali non pregiudicano il diritto al

risarcimento del danno spettante al singolo socio o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da

atti colposi o dolosi degli amministratori.

L'azione può essere esercitata entro cinque anni dal compimento dell'atto che ha pregiudicato il socio

o il terzo.

Es. gli amm.ri dissimulano dolosamente lo stato di dissesto della società, per farsi concedere un fido

dalla banca.

Il socio o il terzo devono provare che esiste un nesso causale diretto fra il danno subito e l’illecito

degli amm.ri (illecito extracontrattuale? Dibattito in dottrina)

d. Responsabilità di altri soggetti diversi dagli amm.ri

- Art. 2396. Direttori generali.

Le disposizioni che regolano la responsabilità degli amministratori si applicano anche ai direttori

generali nominati dall'assemblea o per disposizione dello statuto, in relazione ai compiti loro affidati,

salve le azioni esercitabili in base al rapporto di lavoro con la società.

Per d.g. si deve intendere il dirigente che svolge attività di alta gestione dell’impresa sociale; ai dirigenti

che sono cioè al vertice della gerarchia dei lavoratori subordinati dell’impresa. Se svolgono funzioni di

rappresentanza possono essere assimilati agli institori con conseguente applicazione della disciplina

dettata in tema di rappresentanza della società.

- Gli amm.ri di fatto. Si definisce così il soggetto che, pur non avendo ricevuto una formale

nomina di amm.re in fatto si ingerisce sistematicamente nella direzione dell’impresa sociale.

Gli amm.ri di fatto sono equiparati dalla legge agli amm.ri di diritto per quanto riguarda la responsabilità

penale.

Per quanto riguarda la responsabilità civile:

7

Nella s.r.l. l’art. 2476 così dispone: Sono altresì solidalmente responsabili con gli amministratori, ai

sensi dei precedenti commi, i soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di

atti dannosi per la società, i soci o i terzi. 

Parte della dottrina ritiene estendibile analogicamente tale norma anche alle s.p.a. il Campobasso è

al riguardo perplesso “al pari di ogni tecnica che tende a superare indici oggettivi e formali di

imputazione delle resp. per debiti o per danni.” 69

X. Collegio sindacale e controllo contabile

Composizione:

a. Società non quotate. 3 o 5 membri effettivi (soci o non) + 2 supplenti. Struttura semirigida che

costituisce un significativo ostacolo all’efficiente svolgimento delle sue funzioni, soprattutto

nelle grandi società-

b. Società quotate. Minino 3 effettivi + 2 supplenti. (struttura semirigida rimossa nel 98)

Vengono nominati dall’assemblea ordinaria il che crea un motivo di scarsa funzionalità essendo il

collegio nominato dallo stesso gruppo di comanda che ha nominato gli amm.ri.

Nelle s.q. però dal 98 è previsto che 1 membro effettivo sia nominato dalla minoranza con il sistema del

voto di lista, le modalità sono regolate inoltre dalla Consob.

Requisiti

- Professionalità (composizione diversificata delle varie competenze):

- Prof. universitari in materia economiche o giuridiche

- Iscritti in appositi albi

- Per le s. non q. almeno 1 effettivo ed 1 supplente devono essere scelti fra gli iscritti nel registro

dei revisori contabili. Nel registro possono iscriversi:

- Persone fisiche in possesso di specifici requisiti di professionalità, onorabilità, che abbiano

superato l’esame di ammissione.

- Società di persone o di capitali che abbiano per oggetto esclusivo la revisione o l’org.ne

contabile di imprese. Soluzione questa che da una maggiore efficienza nelle società molto

grandi non quotate.

- Per le s. q. i requisiti di professionalità sono fissati con reg. del Ministero della giustizia. almeno

1 (o 2 se il numero dei membri e > di 3) effettivo ed 1 supplente devono essere scelti fra gli

iscritti nel registro dei revisori contabili e che abbiano esercitato l’attività di controllo legale dei

conti per un periodo non inferiore ai tre anni.

Per le cause di ineleggibilità (art. 2399)si applicano le stesse viste per gli amm.ri.

Sono invece previste più restrittive cause di incompatibilità (al fine di garantirne l’indipendenza):

- Quelle previste dall’art. 2382 (per gli amm.ri)

- il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della società, gli

amministratori, il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori delle

società da questa controllate, delle società che la controllano e di quelle sottoposte a comune

controllo;

- coloro che sono legati alla società o alle società da questa controllate o alle società che la

controllano o a quelle sottoposte a comune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto

continuativo di consulenza o di prestazione d'opera retribuita, ovvero da altri rapporti di natura

patrimoniale che ne compromettano l'indipendenza.

Prima dell’accettazione dell’incarico, i sindaci nominati, devono informare l’assemblea de altri incarichi

di amm.ne o controllo ricoperti in altre società.

Lo statuto e la Consob per le società q. possono inserire limiti ai cumuli di incarichi.

Il compenso è predeterminato ed invariabile. I sindaci restano in carica per tre esercizi e sono rielegibili.

Sono cause di cessazione dall’ufficio prima della scadenza:

a. La revoca dell’assemblea, ma solo in caso di giusta causa e la delibera deve essere approvata dal

tribunale.

b. La rinuncia

c. La decadenza per: 70

- cause di ineleggibilità

- la sospensione o cancellazione dal registro dei revisori

- diserzione non giustificata dalle assemblee o, in un esercizio, da due riunioni del cda o del

collegio sindacale.

In caso di supplenza i supplenti restano in carico fino alla ss. assemblea.

Pubblicità

La nomina dei sindaci e la cessazione dall'ufficio devono essere iscritte, a cura degli amministratori, nel

registro delle imprese nel termine di trenta giorni.

Il controllo sull’amm.ne

il controllo del c.s. ha per oggetto l’amm.ne della società globalmente intesa e si intende estesa a tutta

l’attività sociale.

La vigilanza è esercitata anzitutto nei confronti degli amm.ri ma anche nei confronti dell’assemblea.

Ai sindaci in caso di inerzia degli amm.ri spetta per legge:

a. convocare l’assemblea

b. eseguire le pubblicazioni prescritte

c. chiedere al tribunale che venga disposta la riduzione del capitale sociale obbligatoria

il controllo a sia carattere formale ma anche sostanziale rispetto da parte degli amm.ri degli obblighi

di condotta loro imposti e dei principi di buona amm.ne. i sindaci sono dovuti a segnalare agli amm.ri e

all’assemblea comportamenti che a loro avviso esprimono una gestione imprudente e non avveduta.

Oltre il collegio non può andare. L’opportunità e la convenienza delle scelte operative resta di

competenza esclusiva degli amm.ri, ed i sindaci non possono impedire o imporre nulla a questi se non

per violazione di legge.

I sindaci devono essere informati dagli amm.ri obbligatoriamente in caso di conflitto di interessi o di

operazioni di maggior rilievo economico.

Nelle s.q. il collegio deve comunicare senza indugio alla Consob eventuali irregolarità riscontrate.

I sindaci hanno il potere/dovere di:

- eseguire ispezione anche individualmente

- chiedere informazioni agli amm.ri

- convocare l’assemblea, previa comunicazione al pres. del c.d.a, qualora vengano ravvisati fatti

censurabili di rilevante gravità. (nelle s.q. possono esercitare tale potere anche solo 2 sindaci).

- Ciascun sindaco può convocare il cda.

- Esperire l’azione di responsabilità contro gli amm.ri.

- Esprimere pareri e fare proposte in ordine al bilancio ed alla sua approvazione.

- Di effettuare atti di gestione ordinaria nel caso di venuta meno di tutti gli amm.ri.

- fare una relazione annuale all’assamblea

Nelle società che non fanno appello al mercato del capitale di rischio e che non sono tenute alla

redazione del bilancio consolidato, lo statuto può prevedere che il controllo contabile sia esercitato dal

collegio sindacale. In tal caso l’intero collegio deve essere iscritto nell’apposito registro.

Funzionamento del collegio

Il presidente è nominato nell’atto costitutivo e poi dall’assemblea. Nelle s.q. deve essere scelto fra i

sindaci eletti dalla minoranza.

Deve riunirsi almeno ogni 90 gg.

Il q.c. è del 50% +1, il q.d. è del 50% +1 dei presenti.

71

Delle riunioni è redatto verbale ed il sindaco dissenziente ha diritto di far iscrivere a verbale i motivi del

proprio dissenso.

Ogni socio può denunciare al c.s. fatti che ritiene censurabili. Il c.s. è però obbligato solo a tenerne

conto nella relazione annuale all’assemblea.

Se la denuncia proviene da tanti soci che rappresentano il 5 % (2% per le società che fanno ricorso al

capitale di rischio) il collegio deve indagare senza ritardo e presentare le sue conclusioni e proposte in

assemblea convocandola immediatamente in caso di gravi regolarità.

Responsabilità del collegio. (art. 2407)

I sindaci sono resp. quando non adempiono i doveri ad essi imposti dalla legge o dallo statuto con la

diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze (diligenza

professionale). Sono responsabili della verità delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui

fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio

Responsabilità esclusiva. Qualora il danno sia imputabile solo al mancato o negligente adempimento

dei loro doveri. Es. uno o più soci hanno violato il segreto di ufficio.

Responsabilità concorrente. Essi sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le

omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli

obblighi della loro carica.

All'azione di responsabilità contro i sindaci si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli

articoli 2393, 2393-bis, 2394, 2394-bis e 2395.

- Il controllo contabile

Oggi vi è un sistema articolato nel controllo contabile (s non q.) e nella revisione contabile (s.q.),

così da graduare anche i costi del controllo e l’intensità della vigilanza sui revisori a seconda del grado

di apertura al mercato.

Controllo contabile

È esercitato nelle società non quotate

a. Per le s. che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, da un revisore dei conti persona

fisica o da una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili tenuto da consiglio

nazionale di dottori commercialisti.

Tuttavia, nelle società che non fanno appello al mercato del capitale di rischio e che non sono

tenute alla redazione del bilancio consolidato, lo statuto può prevedere che il controllo contabile

sia esercitato dal collegio sindacale. In tal caso l’intero collegio deve essere iscritto

nell’apposito registro.

b. Per le s. che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, da una società iscritta nel registro

dei revisori contabili (con esclusione dei revisori persone fisiche).

Il sooggetto al quale è conferito l’incarico è nominato la prima volta nell’atto c. e successivamente

dall’assemblea sentito il col.sind. determinandone il compenso.

Cause di ineleggibilità.

- I sindaci della società controllata o di altra appartenente allo stesso gruppo

- Negli altri casi previsti dall’art. 2399 (cause per i sindaci)

La carica dura per tre esercizi ed è rinnovabile senza limiti.

L’incarico può essere revocato dall’assemblea solo per giusta causa sentito il parere del col. sind. e

deve essere approvata dal tribunale.

Revisione contabile

È esercitata sulle s. q., nonché sulle s. che controllano o sono controllate da una s.q. dalle società di

revisione iscritte nell’albo speciale tenuto a cura della Consob. Società di persone o di capitali che

abbiano per oggetto esclusivo la revisione o l’org.ne contabile di imprese.

72

La Consob vigila sullo svolgimento dell’attività di revisione e può se riscontra irregolarità comminare

sanzioni: pecuniarie, interdittive (anche solo per nuovi incarichi), cancellazione dall’albo

Significativi progressi, per garantire un’informazione più completa ed attendibile, resisi necessari dai

continui scandali finanziari, sono stati apportati con la l. n. 262/2005.

- La corresponsione non può essere subordinata ad alcuna condizione relativa all’esito della

revisione

- Vi è il divieto per la società di revisione, e a tutti i soggettti che fanno parte della sua rete, di

prestare alla società che ha conferito l’incarico una serie di servizi (cd. non-audit) indicati dalla

legge o fissati dalla Consob.

- La revisione non può essere effettuata da coloro che hanno rivestito cariche sociali, o d.g. presso

la società revisionata se non sono trascorsi almeno tre anni dalla cessazione dell’incarico. Stessa

regola vale per i trasferimenti dalla revisionanda alla revisionata.

- L’incarico ha la durata di 9 esercizi e non può essere rinnovato se non siano decorsi almeno tre

anni dalla data di cessazione del precedente incarico.

- La medesima persona fisica non può ricoprire l’incarico di resp.le della revisione per più di 6

esercizi consecutivi. Per riassumerlo devono decorrere almeno tre anni dalla data di cessazione

del precedente incarico.

La revoca può essere effettuata solo se:

- Ricorre una giusta causa, causa che viene trasmessa alla consob e questa non ne vieta entro 20

gg. l’esecuzione.

- Contestualmente venga affidato l’incarico ad un’altra società

La Consob può effettuare revoche d’ufficio.

Funzioni e responsabilità del revisore dei conti

Funzione principale è quella di controllare la regolarità della contabilità e di esprimere un giudizio sul

bilancio di esercizio sul bilancio consolidato.

La revisione si conclude con una relazione che esprime un giudizio sul bilancio. Giudizio che è

graduato secondo 4 modelli: i. Senza rilievi, ii. Con rilievi; iii. Giudizio negativo; iv. Dichiarazione di

impossibilità di esprimere il giudizio.

Nei casi ii e iii informa immediatamente la Consob.

Il giudizio espresso lascia impregiudicato il potere dell’assemblea di approvare o meno il bilancio.

Poteri del revisore (poteri esercitabili anche nei confronti delle società del gruppo dalla società di

revisione della capogruppo)

- Ottenere dagli amm.ri doc. e notizie utili

- Procedere ad ispezioni, accertamenti e controlli

Responsabilità

Le società di revisione sono resp. quando non adempiono i doveri ad essi imposti dalla legge o dallo

statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze

(diligenza professionale). Sono responsabili della verità delle loro attestazioni e devono conservare il

segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio.

Trova applicazione la disciplina della responsabilità vista per i sindaci.

XI. Sistemi alternativi di amministrazione e controllo

73

- Sistema dualistico

Il sistema dualistico, di ispirazione tedesca, prevede la presenza di un consiglio di sorveglianza (cds) di

nomina assembleare, e di un consiglio di gestione (cdg), nominato dal consiglio di sorveglianza.

il consiglio di sorveglianza

gli sono attribuite sia:

- Funzioni proprie del collegio sindacale

- Sia funzioni di indirizzo della gestione che nel sistema tradizionale sono proprie dell’assemblea :

- nomina e revoca dei componenti del cdg,

- approvazione del bilancio.

- Se previsto dallo statuto delibera in ordine alle operazioni strategiche ed ai piani industriali,

finanziari della società predisposti dal c.d.g. Sono queste funzioni di alta amm.ne ferma restando

la responsabilità del c.d.g. per gli atti compiuti.

Il loro numero non può essere inferiore a 3. Per il resto la disciplina è identica (identici requisiti e cause

di ineleggibilità ed incompatibilità) a quella prevista per il collegio sindacale. Alcune differenze:

- come gli amm.ri nel sistema tradizionale, sono liberamente revocabili con la maggioranza del

20%.

- Non sono previsti supplenti né meccanismi di reintegrazione o cooptazione. L’assemblea deve

provvedere senza indugio.

- I suoi componenti devono assistere alle assemblee e possono (ma non devono)assistere alle

adunanze del c.d.g. Nelle società deve assistervi però almeno un consigliere.

- Non è riconosciuto individualmente il potere di esercitare atti di controllo o ispezione.

- Alle delibere si applica la disciplina della validità prevista per il cda.

Il consiglio di gestione

Le sue funzioni coincidono con quelle del c.d.a. e con questo condivide la sua discipline. Alcune

differenze sono:

- È costituito da almeno 2 componenti. I primi nominati con l’atto cost. i successivi dal cds che

ne determina anche il compenso.

- Nelle società q. se sono più di 4 almeno 14 deve possedere i requisiti degli amm.ri indipendenti.

- Sono revocabili ad nutum dal cds.

- Non è previsto il meccanismo della cooptazione.

- Il sistema monistico

Di ispirazione anglosassone, prevede la presenza di un consiglio di amministrazione nominato

dall’assemblea, e di un comitato per il controllo sulla gestione (ccg) costituito al suo interno.

Consiglio di amministrazione

Si applicano le norme previste per il cda con l’unica ma significativa differenza determinata dal fatto

che da suo ambito devono essere estratti i componenti del ccg.

- Almeno 1/3 dei componenti il cda deve essere in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti

per i sindaci.

- Nelle s.q. un amm.re deve essere nominato dalla minoranza

- Nomina e revoca, ad nutum, i componenti del ccg. A tale potere concorre il potere

dell’assemblea potendo revocare l’incarico agli amm.ri.

-

- Provvede alla sostituzione dei componenti del ccg. Se non vi sono amm.ri elegibili il cda

procede alla cooptazione di nuovi.

Comitato per il controllo sulla gestione

- Sono nominati fra i componenti del cda in possesso dei requisiti di indipendenza (onorabilità e

professionalità).

- Almeno uno dei componenti deve essere scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori.

74

- L’amm.re indipendente nominato dalla minoranza deve essere membro del ccg che ne è il

presidente.

- A differenza dei sindaci non è prevista la decadenza automatica in caso di assenze ripetute ed

ingiustificate.

- Ciascun membro può convocare il cda ma non l’assemblea.

- Votano anche nel cda.

La funzionalità del sistema gioca tutto sull’effettiva indipendenza dei chiamati alla funzione di

controllori, anche se non vanno sottovalutati i vantaggi in termini di più ampia informazione che lo

stesso offre.

XII. I controlli esterni

- Comune a tutte le s.p.a. è il solo controllo esterno sulla gestione esercitato dall’autorità

giudiziaria.

- Le s.q. sono assoggettate al controllo della Consob.

- Banca d’italia, Isvap, Coni.

- Controllo giudiziario

In base all’attuale disciplina il procedimento può essere attuato so vi è fondato sospetto che gli

amm.ri (ma non più i sindaci) “in violazione dei loro doveri abbiano compiuto gravi irregolarità nella

gestione”, ma – con scelta restrittiva rispetto al passato – si chiede ulteriormente che le stesse “possano

arrecare danno alla società o a una o più società controllate”.

Compito del tribunale, che agisce in sede di giurisdizione volontaria, è quello di accertare le

irregolarità denunziate e di rimuoverle. controllo di legalità (o meglio di regolarità della gestione).

Legittimati a denunziare sono:

a. I soci che rappresentano almeno 1/10 (1/5 c.q.)

b. L’organo di controllo

c. Dal PM nelle società che fanno ricorso al capitale di rischio

d. La Consob, nelle s.q.

e. Il commissario straordinario o giudiziale (amm.ne straordinaria) e commissario liquidatore

Procedimento

Dopo la denunzia:

a. Accertamento dell’esistenza dell’irregolarità, a tal uopo il tribunale

- Deve effettuare l’audizione cda in camera di consiglio.

- Può eseguire ispezioni, che può essere evitata se l’assemblea sostituisce amm.ri e sindaci, e

questi si impegnino a rimuovere le irre.tà. In caso ciò risultasse insufficente il tr

b. Accertata l’irregolarità, e nel caso in cui la società non rimuova l’irr.tà da sola, il tribunale può:

- Disporre provv.ti cautelari

- Nei casi gravi: revocare amm.ri e sindaci e nominare un amm.re giudiziario

- Non può compiere atti eccedenti l’ordinaria amm.ne

- Deve convocare l’ass.ea prima dello scadere del suo incarico

- La Consob (l. 216/1974)

La Commissione nazionale per le società è la borsa è una persona giuridica di diritto pubblico, che:

a. goda di piena autonomia.

b. Ha poteri normativi e regolamentari nelle materie ad essa riservate

Funzioni 75

a. Organo di controllo del mercato mobiliare e di ogni operazione di sollecitazione del pubb.

Risparmio

b. Garantire la trasparenza e correttezza dei comportamenti

Ammissione delle azioni alle quotazioni di borsa

L’ammissione, la sospensione o la revoca delle azioni spetta oggi alla Borsa Italiana s.p.a. che agisce

dando attuazione al regolamento di mercato dalla stessa predisposto. La Consob vigila sulla Borsa

s.p.a. e ne autorizza il regolamento.

Procedimento che porta la società a negoziare nei mercati regolamentati:

- L’assemblea (A.) dei soci delibera, gli amm.ri propongono la domanda di ammissione

- La Borsa delibera entro 2 mesi e contestualmente ne da comunicazione alla Consob e rende

pubblica la notizia.

- Entro 5 gg. la Consob può vietare l’’ammissione.

- L’inizio delle negoziazioni deve essere preceduto dalla pubblicazione di un prospetto di

quotazione.

- La Borsa può sospendere (max 18 mesi) o escludere la società, dando comunicazione alla

Consob che, entro 5 gg., può dare disposizioni contrarie.

- La Borsapuò sospendere o escludere la società

Consob e informazione societaria

Sono assoggettati agli obblighi informativi:

a. Tutti gli emittenti strumenti finanziari quotati e i soggetti che li controllano

b. Gli emittenti strumenti finanziari non quotati, ma diffusi fra il pubblico in misura rilevante.

Individuati dalla Consob.

c. Gli emittenti strumenti finanziari negoziati, su richiesta o con il consenso della società

Principi dell’informazioni. :I soggetti sopra indicati devono

a. comunicare senza indugio tutte le informazioni privilegiate (informazioni non ancora rese

pubb. La cui conoscenza può sensibilmente influenzare il prezzo).

b. Rispondere alle richieste di informazione della Consob

c. Effettuare raccomandazioni e proposte di investimento secondo le modalità stabilite dalla

Consob.

d. Dare informazioni straordinarie in caso di operazioni straordinarie: fusioni, scissioni, rid.

Capitale, ecc

e. Fornire un informazione periodica

f. Redigere una relazione sul governo societario e gli aspetti proprietari (controllata dalla società

di revisione)

g. Effettuare dove prescritto la pubblicazione (presso la Consob e la Borsa) delle informazioni

(informazioni regolamentate) 76

XIII. I libri sociali. Il bilancio

1. Libri sociali obbligatori

Oltre i libri e le scritture contabili pervisti in generale per l’imprenditore, la s.p.a. deve tenere anche i

libri sociali indicati dall’art. 2421:

i. Il libro dei soci. Numero delle azioni emesse, cognome e nome dei titolari, i trasferimenti ed i

vincoli ad esse, i versamenti eseguiti. Gli annullamenti, ecc.

ii. Il libro delle obbligazioni

iii. Il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee

iv. Il libro delle adunanze e delle deliberazioni del cda

v. Il libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale

vi. Il libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo

vii. Il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea degli obbligazionisti

viii. Il libro degli strumenti finanziari di partecipazione ad uno specifico affare

I soci ed il rapp. comune degli azionisti di risparmio hanno diritto di esaminare i libri di cui al n. i e

ii.

2. Il bilancio di esercizio

È il doc. contabile che rappresenta in modo chiaro, veritiero e corretto, la situazione patrimoniale e

finanziaria della società, nonché il suo risultato economico.

Accerta quindi la situazione del patrimonio (aspetto statico) e la redditività della società (aspetto

dinamico).

Dopo la riforma del 2003 inoltre il bilancio di esercizio vale anche come riferimento per

l’applicazione della normativa tributaria.

Dopo la riforma del 2005 alcune società sono obbligate (s.q. o con str. finanz. diffusi fra il pubb. in

misura rilevante, ed intermediari fi.) ed altre hanno facoltà di redigere il bilancio secondo i principi

contabili internazionali.

L’adozione dei pr.cont.inter. non è invece consentita alle società che possono redigere il bilancio in

forma abbreviata.

Principi fondamentali comuni

La redazione del bilancio fornire una rappresentazione chiara, veritiera e corretta. Queste clausole

generali devono essere interpretate in modo sostanziale, è infatti espressamente previsto che:

- È obbligatorio fornire le ulteriori informazioni necessarie (anche se non richieste)

- Le specifiche disposizione non devono essere applicate se, in casi eccezionali, la loro

applicazione è incompatibile con la rappresentazione corretta e veritiera. (principio di

prevalenza della sostanza sulla forma). Tuttavia, gli eventuali utili risultanti dalla deroga non

possono essere distribuiti e devono essere iscritti in un’apposita riserva non distribuibile fino a

quando il maggior valore non sia stato realizzato per effetto dell’alienazione del bene o coperto

da ammortamento.

Ulteriori principi sono:

a. La valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza

b. Nella redazione del bilancio si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza

dell’esercizio (vale a dire, quelli di cui si è verificata la causa durante l’esercizio).

c. I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all’altro (continuità).

d. L’acquisto o il rimborso dei conferimenti non possono essere equiparati ad un ricavo o ad un

costo. 77

3. Il bilancio secondo il c.c.

La struttura del bilancio si articola in 3-4 parti distinte:

1. Lo stato patrimoniale

2. Il conto economico

3. La nota integrativa

4. Relazione sulla gestione degli amm.ri, del collegio sindacale e del revisore contabile. (non

costituisce parte integrante del bilancio)

Criteri di redazione

a. ordine tassativo delle singole voci

b. le voci sono organizzate in categorie (let. maiuscole), sottocategorie (num. romani), voci (num.

arabi), sottovoci (let. minuscole). Es. B.III.2.c.

c. per ogni voce deve essere indicato l’importo della voce corrispondente dell’esercizio precedente

per consentirne il confronto.

d. È vietato il compenso di partite; cioè la somma algebrica di attività e passività.

e. Deve essere redatto in unità di euro senza cifre decimali

Lo stato patrimoniale

Rappresenta in modo sintetico la composizione quantitativa e qualitativa del patrimonio della società e

la sua situazione finanziaria. Consente l’immediata conoscenza del patrimonio netto.

- Voci all’attivo

A. Crediti verso i soci per versamenti non ancora dovuti

B. Immobilizzazioni

B-I. immobilizzazioni immateriali: costi di impianto, avviamento, brevetti, ecc.

B-II. immobilizzazioni materiali: terreni, fabbricati, attrezzature, ecc.

B-III. immobilizzazioni finanziarie: partecipazioni azionarie, crediti, altri titoli, quando siano

destinati a permanere stabilmente nel patrimonio della società. Altrimenti fanno parte dell’

C. Attivo circolante:

C-I. rimanenze

C-II. crediti

C-III. attività finanziarie

C-IV. disponibilità liquide

D. Ratei e risconti (attivi). I ratei attivi sono quote di proventi comuni a due o più esercizi di

competenza dell’esercizio, ma esigibili in esercizi successivi. I risconti attivi sono invece quote

di costi comuni a due o più esercizi, sostenuti nell’esercizio, ma di competenza di esercizi

successivi.

- Voci al passivo

A. Patrimonio netto. Che risulta composto dal capitale sociale nominale e dai diversi tipi di

riserve. (c.d. passivo ideale)

B. Fondi per rischi ed oneri

C. Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato

D. Debiti

E. Ratei e risconti (passivi)

In calce allo stato patrimoniale devono essere iscritti i cc.dd. conti d’ordine, che hanno la funzione di

informare sull’esistenza di rischi ed impegni futuri (come garanzie prestate).

Conto economico

Espone il risultato economico attraverso la rappresentazione dei costi e degli oneri, nonché dei ricavi e

proventi.

Deve essere redatto in forma espositiva a scalare. È articolato in 5 sezioni:

A. Valore della produzione. Si sommano ricavi e rimanenze. Dal totale si sottraggono i:

B. Costi della produzione. Ammortamenti, accantonamenti, svalutazioni

78

- si ottiene così il risultato lordo della gestione ordinaria

C. Proventi ed oneri finanziari

D. Rettifiche di valore di attività finanziarie

E. Proventi ed oneri straordinari

La somma totale dei diversi parziali così ottenuti costituisce il risultato globale di esercizio che va

indicato al lordo e poi al netto delle imposte.

La nota integrativa

Illustra e specifica le voci dello stato patrimoniale e del conto economico.

La relazione sulla gestione

Allegato esterno che funge da resoconto sulla gestione della società e sulle sue prospettive.

4. Bilancio internazionale

La struttura del bilancio internazionale si articola in

1. stato patrimoniale

2. conto economico complessivo

3. note al bilancio (equivale alla nota integrativa)

4. prospetto delle variazioni del patrimonio netto (modificazioni totali)

5. rendiconto finanziario

6. Relazione sulla gestione degli amm.ri, del collegio sindacale e del revisore contabile. (non

costituisce parte integrante del bilancio)

Le parti di cui ai numeri 4 e 5 servono per rappresentare anche i flussi di cassa (cash flows). Accertare,

cioè, la liquidità di cui ha potuto disporre la società nel corso dell’esercizio, come è stata procurata e

come è stata impiegata.

Differenze con il bilancio del c.c.

Non è però prevista una disciplina rigida degli schemi di bilancio. Spetta agli amm.ri organizzare le voci

nella maniera più idonea fornire un’informazione chiara e veritiera. Tuttavia devono necessariamente

distinguere tra attivita e passività correnti (a breve termine) e attivita e passività non correnti.

Per ogni voce deve essere indicato l’importo della voce corrispondente dell’esercizio precedente per

consentirne il confronto.

Non sono previsti i conti d’ordine.

Rendiconto finanziario

È suddiviso in:

a. Flussi di cassa dell’attività operativa

b. Flussi di cassa dell’attività di investimento (smobilizzazioni ecc.)

c. Flussi di cassa dell’attività finanziaria

5. Criteri di valutazione

Nel c.c.

Principi generali: prudenza, continuità e analiticità.

 Mira ad evitare possibili sopravvalutazioni del patrimonio

Il criterio base è il costo storico che va corretto ad ogni esercizio con le ammortizzazioni, svalutazioni.

Per le immobilizzazioni finanziarie può essere indicato solo la quota partecipazione.

Nel bilancio internazionale

Principi generali: prudenza, continuità e analiticità.

79

 Mira ad evitare possibili sopravvalutazioni del patrimonio ma anche sottovalutazioni

conseguenti all’impiego del criterio del costo storico.

Al costo storico viene infatti affiancato il fair value (valore equo): corrispettivo al quale un bene

potrebbe essere scambiato.

Tuttavia la nostra legge non consente che i maggiori valori conseguenti all’impiego del fair value

conducano alla distribuzione di utili non giustificati secondo la disciplina del c.c. Gli eventuali utili

devono infatti essere iscritti in un’apposita riserva non distribuibile fino a quando il maggior valore

non sia stato realizzato per effetto dell’alienazione del bene o coperto da ammortamento.

Diversamente dal bilancio del c.c. non è consentito l’iscrizione all’attivo dei costi ricerca, di impianto e

di ampliamento, nonché di pubblicità, in quanto ritenuti spese di aleatoria futura utilità.

L’avviamento inoltre può essere iscritto all’attivo solo nei limiti del costo per esso sostenuto e può

essere solo svalutato.

6. Formazione del bilancio

Gli amm.ri redigono il progetto di bilancio e tale funzione non è delegabile.

A tal fine, nelle s.q. gli amm.ri si avvalgono della cooperazione di un dirigente preposto alla

redazione dei doc. coontabili societari.

Allegazioni

- La società capogruppo deve allegare al suo bilancio quello delle società figlie e fare un prospetto

riepilogativo.

- Nelle s.q. va allegata una relazione sul bilancio si attesta la veridicità e correttezza del bilancio.

Almeno 30 gg. prima della assemblea per l’approvazione, gli amm.ri comunicano il progetto e la

relativa relazione sul bilancio ai sindaci ed ai revisori.

Almeno 15 gg. prima della assemblea per l’approvazione, gli amm.ri depositano il progetto e la relativa

relazione sul bilancio degli amm.ri, dei sindaci e dei revisori.

L’assemblea può approvare, modificare direttamente, non approvare.

Entro 30 dall’approvazione gli amm.ri devono depositare il bilancio e il verbale dell’assemblea di

approvazione presso il registro delle imprese.

7. Invalidità della delibera di approvazione (precisazioni)

Oltre alla disciplina dettata per le delibere in generale.

Dottrina e giurisprudenza sono concordi nel considerare nulla la delibera di approvazione del bilancio

che presenti vizi di chiarezza e/o di precisione.

La giurisprudenza ha però avvertito la necessità di introdurre temperamenti alla possibilità di impugnare

per questi vizi di contenuto la delibera. è infatti richiesto un concreto ed attuale interesse ad agire (e

non un generico interesse).

Significative limitazione sono poi previste dall’impugnazione:

- le azioni di annullabilità o nullità non possono più essere esercitate dopo che è stato approvato il

bilancio successivo.

- Se l’incarito alla revisione non ha formulato rilievi i soci possono impugnare solo se

rappresentano il 5%

Altri legittimati sono:

- La Consob nel termine di 6 mesi

- Gli amm.ri i sindaci e il rapp. comune

- Ogni terzo interessato. 80

8. Utili, riserve e dividendi

L’assemblea che approva il bilancio delibera sulla distribuzione degli utili.

Non possono essere distribuiti:

- Se negli esercizi precedenti si è verificata una perdita del patrimonio sociale, fino a che non

venga reintegrato o ridotto in misura corrispondente

- Il 5 % è destinato per legge a costituire una riserva legale fino al raggiungimento del 20% del

capitale.

- Quelli destinati alle riserve statutarie

- Quelli destinati alle riserve facoltative disposte dall’assemblea che approva il bilancio.

- Quelli che spettano ai promotori, soci fondatori, amm.ri. partecipazione agli utili

Possono essere quindi distribuiti ai soci:

- Gli utili rimanenti

- Gli utili accertati e non distribuiti negli esercizi precedenti (riserve disponibili e utili portati a

nuovo)

La discrezionalità della maggioranza nella destinazione degli utili ad un autofinanziamento trova come

unico temperamento il principio generale di correttezza e buona fede.

Nelle società quotate cha fanno appello al pubb. può essere previsto una remunerazione infra-annuale

(acconti dividendo).

I dividendi e gli acconti dividendo non sono ripetibili se chi gli ha riscossi era in buona fede.

9. Il bilancio consolidato di gruppo

Rappresenta la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del gruppo considerato nella sua unità.

Devono redigerlo:

- Le società di capitali che controllano altre imprese (anche non societarie), tranne i gruppi di

piccole dimensioni purché fra le società non ve ne sia di q.

- Le società cooperative che controllano società di capitali.

Deve essere redatto secondo:

- i principi internazionali. per le s. con strumenti finanziari quotati o diffusi presso il pubb. in

maniera rilevante. Società bancarie, di assicurazione, di intermediazione, finanziarie.

- La scelta è facoltativa per le altre

- Secondo il c.c. per quelle che possono redigere il bilancio in forma abbreviata.

Differenze

- Bilancio consolidato secondo i principi internazionali. Deve includere tutte le società tranne

quelle possedute per la vendita (che si intende alienare entro un anno).

- Bilancio consolidato secondo il c.c. Si possono escludere le società: di cui si ha una

partecipazione irrilevante; quelle possedute per la vendita; in presenza di limitazioni di diritto

allo svolgimento del controllo, ecc.

Non tiene conto delle operazioni fra le società del gruppo.

Non è assoggettato ad approvazione.

XIV. Le modificazioni dello statuto

In presenza di delibere di particolari gravità, la minoranza è tutelata dalla previsione di maggioranze più

elevate e dal riconoscimento del diritto di recesso.

81

1. Diritto di recesso

Art. 2437. Diritto di recesso.

Hanno diritto di recedere, per tutte o parte delle loro azioni, i soci che non hanno concorso alle

deliberazioni riguardanti (cause inderogabili):

a) la modifica della clausola dell'oggetto sociale, quando consente un cambiamento significativo

dell'attività della società;

b) la trasformazione della società;

c) il trasferimento della sede sociale all'estero;

d) la revoca dello stato di liquidazione;

e) l'eliminazione di una o più cause di recesso previste dal successivo comma ovvero dallo statuto;

f) la modifica dei criteri di determinazione del valore dell'azione in caso di recesso;

g) le modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione.

Salvo che lo statuto disponga diversamente, hanno diritto di recedere i soci che non hanno concorso

all'approvazione delle deliberazioni riguardanti (cause derogabili):

a) la proroga del termine;

b) l'introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari.

Se la società è costituita a tempo indeterminato e le azioni non sono quotate in un mercato

regolamentato il socio può recedere con il preavviso di almeno centottanta giorni; lo statuto può

prevedere un termine maggiore, non superiore ad un anno.

Lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio può prevedere

ulteriori cause di recesso (cause statutarie).

Restano salve le disposizioni dettate in tema di recesso per le società soggette ad attività di direzione

e coordinamento.

È nullo ogni patto volto ad escludere o rendere più gravoso l'esercizio del diritto di recesso nelle

ipotesi previste dal primo comma del presente articolo.

Art. 2437-bis. Termini e modalità di esercizio.

Il diritto di recesso è esercitato mediante lettera raccomandata che deve essere spedita entro

quindici giorni dall'iscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima, con

l'indicazione delle generalità del socio recedente, del domicilio per le comunicazioni inerenti al

procedimento, del numero e della categoria delle azioni per le quali il diritto di recesso viene

esercitato. Se il fatto che legittima il recesso è diverso da una deliberazione, esso è esercitato entro

trenta giorni dalla sua conoscenza da parte del socio.

Le azioni per le quali è esercitato il diritto di recesso non possono essere cedute e devono essere

depositate presso la sede sociale.

Il recesso non può essere esercitato e, se già esercitato, è privo di efficacia, se, entro novanta giorni,

la società revoca la delibera che lo legittima ovvero se è deliberato lo scioglimento della società.

Art. 2437-ter. Criteri di determinazione del valore delle azioni.

Il socio ha diritto alla liquidazione delle azioni per le quali esercita il recesso.

Il valore di liquidazione delle azioni è determinato dagli amministratori, sentito il parere del collegio

sindacale e del soggetto incaricato della revisione legale dei conti, tenuto conto della consistenza

patrimoniale della società e delle sue prospettive reddituali, nonché dell'eventuale valore di mercato

1

delle azioni.( )

Il valore di liquidazione delle azioni quotate in mercati regolamentati è determinato facendo

esclusivo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la

pubblicazione ovvero ricezione dell'avviso di convocazione dell'assemblea le cui deliberazioni

legittimano il recesso.

Lo statuto può stabilire criteri diversi di determinazione del valore di liquidazione, indicando gli

elementi dell'attivo e del passivo del bilancio che possono essere rettificati rispetto ai valori risultanti

dal bilancio, unitamente ai criteri di rettifica, nonché altri elementi suscettibili di valutazione

patrimoniale da tenere in considerazione. 82

I soci hanno diritto di conoscere la determinazione del valore di cui al secondo comma del presente

articolo nei quindici giorni precedenti alla data fissata per l'assemblea; ciascun socio ha diritto di

prenderne visione e di ottenerne copia a proprie spese.

In caso di contestazione da proporre contestualmente alla dichiarazione di recesso il valore di

liquidazione è determinato entro novanta giorni dall'esercizio del diritto di recesso tramite relazione

giurata di un esperto nominato dal tribunale, che provvede anche sulle spese, su istanza della parte più

diligente; si applica in tal caso il primo comma dell'articolo 1349.

Le azioni del socio che recede devono innanzitutto essere offerte in opzione agli altri soci (ed ai

possessori di obbligazioni convertibili), e per la parte non acquistata possono essere collocate sul

mercato.

In caso di mancato collocamento possono essere acquistate dalla società nel limite degli utili distribuibili

e delle riserve disponibili. Ed in assenza di questi la s. deve deliberare lo scioglimento della società o la

riduzione del capitale sociale.

2. Modificazione del capitale sociale

Aumento reale del capitale sociale

(o a pagamento)

Vengono emesse nuove azioni, che vengono sottoscritte da soci attuali, cui per legge spetta il diritto di

opzione, o da terzi. Determina un incremento del patrimonio sociale.

Non è consentito eseguire un aumento del capitale fino a che le azioni emesse non siano interamente

liberate.

La competenza dell’assemblea straodinaria può essere delegata. Ma la delega:

- deve contenere l’ammontare massima

- è valida per max 5 anni

ricorda i versamenti in conto capitale

diritto di opzione

- spetta ai soci attuali ed ai possessori di obbligazioni convertibili

- ha per oggetto le azioni di nuova emissione e le obbligazioni convertibili

- ha un valore economico proprio e può essere ceduto

- per il suo esercizio la società deve concedere non meno di 30 gg.

- è sacrificabile solo in presenza di un concreto interesse della società (q.d. 50% + 1 del capitale):

- è per legge escluso quando le azioni devono essere liberate mediante conferimenti in natura

- nei casi di esclusione del d. di opz. È obbligatoria l’emissione delle nuove azioni con

soprapprezzo (ove la società sia in guadagno).

- Lo statuto delle s.q. può escludere il diritto di opz. nei limiti del 10%.

- Può essere escluso quando le azioni devono essere offerte ai dipendenti della società

- Ricorda opzione indiretta ed Warrant di sottoscrzione.

Aumento nominale del capital sociale

(o gratuito)

Viene effettuato imputando a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili.

È attuato o aumentando proporzionalmente il valore nominale delle azioni già emesse o emettendo

nuove azioni assegnate gratuitamente e proporzionalmente ai soci. Non determina un incremento del

patrimonio sociale.

Riduzione reale del capitale sociale.

In quanto operazione potenzialmente pericolosa per i creditori sociali e per i soci di minoranza la

riduzione reale è circondata da una serie di cautele sostanziali e procedimentali:

- Non può essere ridotto al di sotto del limite legale (120.000,00 €)

83

- La delibera può essere eseguita solo dopo 90 gg. dall’iscrizione nel registro delle imprese.

Termine entro il quale i creditori possono fare opposizione

Modalità di esecuzione

- Liberazione dall’obbligo dei versamenti non ancora effettuati

- Rimborso

- Acquisto da parte della società e successivo annullamento (art. 2357-bis)

- Estrazione a sorte delle azioni da annullare, con rimborso del valore nominale e rilascio delle

azioni di godimento, dato che il valore reale può essere più elevato.

Riduzione del capitale sociale per perdite (è nominale)

Consiste nell’adeguare la cifra del capitale nominale all’attuale valore del capitale reale.

La riduzione è:

a. Facoltativa se la perdita non supera 1/3 del capitale sociale

b. Obbligatoria se la perdita supera 1/3 del capitale sociale. In tal caso:

i. se il capitale non scende al di sotto del limite legale.

- gli amm.ri o in loro vece il collegio sindacale devono convocare l’assemblea straordinaria e

depositare 8 gg. prima una relazione sulla situazione patrimoniale (è un vero e proprio

bilancio).

- L’assemblea prende gli opportuni provv.ti (effettuare immediatamente la riduzione o

aspettare e vedere se entro la fine dell’esercizio le perdite sono rientrate).

- Se entro la fine dell’esercizio le perdite non sono rientrate, l’assemblea ordinaria quando

approva al bilancio deve provvedere alla riduzione. In mancanza la riduzione è disposta

d’ufficio dal tribunale.

ii. se il capitale scende al di sotto del limite legale. L’assemblea straordinaria deve procedere

alla riduzione o trasformare la società. In caso di non decisione la società si scioglie ed entra in

fase di liquidazione.

Altri casi in cui è obbligatoria la riduzione dl capitale:

a. Quando il valore dei conferimenti risulta inferiore di oltre 1/5 rispetto a quello per il quale il

conferimento avvenne ed il socio non si avvalga delle alternative concesse dall’art. 2343

b. Quando è impossibile vendere le azioni del socio moroso

c. Quando è impossibile vendere le azioni del socio receduto

d. In caso di mancata alienazione delle azioni proprie acquistate o possedute in violazione dei limiti

ex art. 2357

XV. Le obbligazioni

Le obbligazioni sono titoli di credito che rappresentano frazioni di uguale valore nominale e con

uguali diritti di un’unitaria operazione di finanziamento a titolo di mutuo.

- Il rimborso delle obbligazioni non può dipendere dall’andamento economico della società. Solo i

tempi e l’entità dei pagamenti possono variare per l’andamento economico della società.

Gli strumenti finanziari partecipativi sono invece:

- Forniti di diritti patrimoniali o anche amm.vi. (escluso il voto)

- Il loro rimborso può dipendere dall’andamento economico della società

Tipi più diffusi di obbligazioni speciali:

a. Obbligazioni a premio (vengono sorteggiati e ricevono un premio)

b. Obbligazioni partecipanti, i tempi e l’entità dei pagamenti variano a seconda dell’andamento

economico della società

c. Obbligazioni indicizzate, che mirano a neutralizzare gli effetti della svalutazione monetaria

d. Obbligazioni in valuta estera 84

e. Obbligazioni convertibili in azioni attribuiscono la facoltà di trasformare in azioni le proprie

obbligazioni

f. Obbligazioni con warrant attribuiscono il diritto di opzione ferma restando la posizione di

creditore per le obbligazioni possedute

g. Obbligazioni subordinate crediti postergati

Limiti all’emissione

Possono essere emesse obbligazioni per somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale

sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili (cioè il patrimonio netto). Concorrono a formare

la somma anche le garanzie cmq prestate dalle società per le obbligazioni emesse da altre società.

Il limite può essere superato se:

a. Se le obbligazioni sono destinate ad essere sottoscritte da investitori professionali

b. Sono garantite da ipoteca

c. Ricorrono particolari ragioni che interessano l’economia nazionale e la società è autorizzata.

d. Dalle società quotate

Obbligazioni convertibili

- Devono essere offerte prima agli azionisti ed hai possessori di obbligazioni convertibili (in

concorso)

- Non possono essere emesse se il capitale sociale non è stato interamente versato

- Non possono essere emesse per un valore nominale inferiore

- Compete all’assemblea straordinaria con delibera che indichi rapporto di cambio e relativo

aumento del capitale sociale

- Ricorda procedimento indiretto di emissione

Organizzazione degli obbligazionisti

L’Assemblea delibera:

i. Sulla nomina e sulla revoca del rappresentante comune

ii. Sulle modificazioni delle condizioni di prestito (non può alterare le caratteristiche strutturali del

prestito ma le modalità del prestito quando ciò sia giustificato da una situazione oggettiva della

società (ad es. riduzione tasso di interessi) q.d. 50% + 1

iii. Sulla costituzione di un fondo per le spese

iv. Sugli altri oggetti di interesse comune

Può essere convocata:

a. Dagli amm.ri

b. Dal rappresentante comune

c. Dagli obbligazionisti che rappresentano 1/20 dei titoli emessi.

All’assemblea possono assistervi amm.ri e sindaci.

Le delibere sono iscritte nel registro delle imprese a cura del notaio che ne ha redatto il verbale.

Il singolo può cmq tutelare da solo i propri interessi. Ma sono precluse le azioni individuali

incompatibili con le deliberazioni.

XVI. Lo scioglimento della società

Art. 2484. Cause di scioglimento.

Le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata si sciolgono:

1) per il decorso del termine; 85

2) per il conseguimento dell'oggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo, salvo

che l'assemblea, all'uopo convocata senza indugio, non deliberi le opportune modifiche statutarie;

3) per l'impossibilità di funzionamento o per la continuata inattività dell'assemblea;

4) per la riduzione del capitale al disotto del minimo legale, salvo quanto è disposto dagli articoli

2447 e 2482-ter (reintegrazione o trasformazione);

5) nelle ipotesi previste dagli articoli 2437-quater e 2473 (quando è impossibile vendere le azioni del

socio receduto e non si può fare la riduzione);

6) per deliberazione dell'assemblea (scioglimento anticipato);

7) per le altre cause previste dall'atto costitutivo o dallo statuto.

La società inoltre si scioglie per le altre cause previste dalla legge; in queste ipotesi le disposizioni

dei seguenti articoli si applicano in quanto compatibili.

Gli effetti dello scioglimento si determinano, nelle ipotesi previste dai numeri 1), 2), 3), 4) e 5) del

primo comma, alla data dell'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese della dichiarazione con

cui gli amministratori ne accertano la causa e, nell'ipotesi prevista dal numero 6) del medesimo comma,

alla data dell'iscrizione della relativa deliberazione.

Quando l'atto costitutivo o lo statuto prevedono altre cause di scioglimento, essi devono determinare

la competenza a deciderle od accertarle, e ad effettuare gli adempimenti pubblicitari di cui al

precedente comma.

Stato di liquidazione

Art. 2486. Poteri degli amministratori.

Al verificarsi di una causa di scioglimento e fino al momento della consegna di cui all'articolo 2487-

bis, gli amministratori conservano il potere di gestire la società, ai soli fini della conservazione

dell'integrità e del valore del patrimonio sociale.

Gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili dei danni arrecati alla società, ai

soci, ai creditori sociali ed ai terzi, per atti od omissioni compiuti in violazione del precedente comma.

 sub. 1 gli atti compiuti dall’amm.ne in violazione del divieto vincolano la società

I sindaci continuano a svolgere le loro funzioni anche nei confronti dei liquidatori.

Art. 2487-bis. Pubblicità della nomina dei liquidatori ed effetti.

La nomina dei liquidatori e la determinazione dei loro poteri, comunque avvenuta, nonché le loro

modificazioni, devono essere iscritte, a loro cura, nel registro delle imprese.

Alla denominazione sociale deve essere aggiunta l'indicazione trattarsi di società in liquidazione.

Avvenuta l'iscrizione di cui al primo comma gli amministratori cessano dalla carica e consegnano ai

liquidatori i libri sociali, una situazione dei conti alla data di effetto dello scioglimento ed un

rendiconto sulla loro gestione relativo al periodo successivo all'ultimo bilancio approvato. Di tale

consegna viene redatto apposito verbale.

Art. 2487-ter. Revoca dello stato di liquidazione.

La società può in ogni momento revocare lo stato di liquidazione, occorrendo previa eliminazione

della causa di scioglimento, con deliberazione dell'assemblea

La revoca ha effetto solo dopo sessanta giorni dall'iscrizione nel registro delle imprese della relativa

deliberazione, salvo che consti il consenso dei creditori della società o il pagamento dei creditori che

non hanno dato il consenso. Qualora nel termine suddetto i creditori anteriori all'iscrizione abbiano

fatto opposizione, si applica l'ultimo comma dell'articolo 2445 (riduzione facoltativa del capitale).

Il socio dissenziente alla revoca può recedere dalla società.

Procedimento di liquidazione

- la liquidazione si apre con la nomina dei liquidatori a cui provvede salvo diversa previsione

statutaria l’assemblea straordinaria. 86

- Nell’inerzia dell’assemblea sono nominati dal tribunale su istanza di singoli soci o

amministratori, ovvero dei sindaci. In caso di scioglimento per nullità della società, i liquidatori

sono nominati dal tribunale, con la sent. che dichiara la nullità.

- I liquidatori possono essere revocati dall'assemblea o, quando sussiste una giusta causa, dal

tribunale su istanza di soci, dei sindaci o del pubblico ministero.

Poteri/doveri dei liquidatori. Ricalcano quelli degli amm.ri:

a. I liquidatori debbono adempiere i loro doveri con la professionalità e diligenza richieste dalla

natura dell'incarico e la loro responsabilità per i danni derivanti dall'inosservanza di tali doveri è

disciplinata secondo le norme in tema di responsabilità degli amministratori.

b. Devono prendere in consegna dagli amm.ri i beni e i libri sociali, nonché redigere con gli stessi

l’inventario del patrimonio sociale

c. Salvo diversa disposizione statutaria, ovvero adottata in sede di nomina, i liquidatori hanno il

potere di compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della società.

d. Se la liquidazione si protrae oltre l’anno devono redigere il c.d. bilancio annuale di liquidazione

(il mancato deposito per oltre tre anni comporta la cancellazione d’ufficio dal registro)

e. Completata la conversione in denaro dell’attivo, pagati i creditori, i liq.ri devono redigere un

bilancio finale di liquidazione contenente il piano di riparto tra i soci. Questo deve essere

approvato dai singoli soci (e non dall’assemblea) che hanno 90 gg. di tempo, dal deposito di

questo nel registro, per proporre reclamo dinanzi al tribunale.

f. Approvato il bilancio i liquidatori sono liberati di fronte ai soci.

25. Estinzione della società

Il procedimento di liquidazione si chiude con la cancellazione della società dal registro delle imprese.

Intervenuta la cancellazione, ed estinta la società, i creditori sociali rimasti insoddisfatti possono far

valere i loro diritti:

a. Nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse con la liquidazione

b. Nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa.

c. Chiedere il fallimento entro un anno dalla cancellazione.

XVII. La società in accomandita per azioni

Come nella s.a.s. vi sono due categorie di soci:

a. soci accomandatari rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, sono

di diritto amministratori e sono soggetti agli obblighi degli amministratori della società per

azioni.

b. soci accomandanti sono obbligati nei limiti della quota di capitale sottoscritta.

Le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da azioni.

Differenze degli accomandatari della s.a.p.a. dalla figura dei soci accomandatari nella s.a.s.. Nella

s.a.p.a.:

i. sono di diritto tutti amministratori. (tutti gli amm.ri sono soci accomandatari)

ii. l’accomandatario che cessa dall’ufficio di amm.re non risponde per le obbligazioni della

società sorte posteriormente all’iscrizione nel registro delle imprese della cessazione

dell’ufficio. Da quel momento passa alla categoria degli accomandanti.

iii. Il nuovo amm.re assume la qualità di socio accomandatario dal momento dell’accettazione

della nomina e ciò implica che esso risponde solo per le obbligazioni sociali che sorgono a

partire da tale momento, non di quelle anteriori.

Costituzione, conferimenti, azioni.

Le uniche due differenze con la disciplina della s.p.a. sono:

a. L’atto costitutivo deve indicare quali sono i soci accomandatari.

87

b. La denominazione sociale deve essere costituita dal nome di almeno uno dei soci

accomandatari, con l’indicazione di s.a.p.a. (non trova applicazione, in quanto non richiamato

l’art. 2314 L'accomandante, il quale consente che il suo nome sia compreso nella ragione

sociale, risponde di fronte ai terzi illimitatamente (2740) e solidalmente (1292) con i soci

accomandatari per le obbligazioni sociali. Dettato per la s.a.s.

Gli organi sociali

Sono: assemblea, amm.ri e collegio sindacale. Uniche differenze con le s.p.a.:

- Gli accomandatari non hanno diritto di voto nelle deliberazione di nomina e revoca dei sindaci,

nonché in quelle concernenti l’esercizio dell’azione di responsabilità nei loro confronti.

- Le modificazioni dell’atto costitutivo deliberate dall’assemblea straordinaria devono essere

approvate da tutti i soci accomandatari.

- Nella competenza dell’assemblea straordinaria rientra anche la nomina e revoca degli

amministratori. Inoltre la nomina di nuovi amm.ri, in sostituzione di quelli cessati dalla carica,

deve essere approvata anche dagli eventuali amm.ri rimasti in carica.

- Se la società è quotata i soci accomandatari non possono, neanche, votare per la società di

revisione.

Scioglimento della società

Causa ulteriore rispetto a quelle per le s.p.a. è: in caso cessazione dalla carica di tutti gli amm.ri, se nel

termine di 6 mesi non si è provveduto alla loro sostituzione. Per questo periodo il collegio sindacale

nomina un amm.re provvisorio.

A differenza della s.a.s. il venir meno di tutti gli accomandanti non è causa di scioglimento, almeno, fino

a quando non insorga la necessità di adottare una delibera che per legge è riservata esclusivamente agli

accomandanti.

(ma i soci accomandanti possono nominare i sindaci e poi essere nominati amm.ri e quindi divenire

accomandatari?)

XVIII. La società a responsabilità limitata

È una società di capitali nella quale:

a. Art. 2462. Responsabilità. Nella società a responsabilità limitata per le obbligazioni sociali

risponde soltanto la società con il suo patrimonio.

In caso di insolvenza della società, per le obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui l'intera

partecipazione è appartenuta ad una sola persona, questa risponde illimitatamente quando i

conferimenti non siano stati effettuati secondo quanto previsto dall'articolo 2464, o fin quando

non sia stata attuata la pubblicità prescritta dall'articolo 2470

b. Le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni né costituire oggetto di

offerta al pubblico di prodotti finanziari. Dal 2003 possono però emettere obbligazioni (o meglio

titoli di debito).

c. Come la s.p.a. può essere unipersonale ed a quelle norme si rimanda.

Differenze con la s.p.a.

Con la riforma del 2003 anche nella s.r.l. come nelle società di persone (ma non nelle società di capitali)

“Possono essere conferiti tutti gli elementi dell'attivo suscettibili di valutazione economica”

Ed è anche possibile: Il conferimento può anche avvenire mediante la prestazione di una polizza di

assicurazione o di una fideiussione bancaria con cui vengono garantiti, per l'intero valore ad essi

assegnato, gli obblighi assunti dal socio aventi per oggetto la prestazione d'opera o di servizi a favore

della società. In tal caso, se l'atto costitutivo lo prevede, la polizza o la fideiussione possono essere

sostituite dal socio. 88

Inoltre a differenza della s.p.a. per i conferimenti in natura lo stimatore è nominato dalla società e non

necessariamente dal tribunale.

Al socio moroso deve essere fatta una diffida ad adempiere, decorsi inutilmente 30 gg. da questa si

applica la normale disciplina. (per la s.p.a. si prevede che Se il socio non esegue i pagamenti dovuti,

decorsi quindici giorni dalla pubblicazione di una diffida nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica).

La società non può in nessun caso possedere proprie quote. Ne accettare in garanzia proprie quote, o

accordare prestiti o fornire garanzie per il loro acquisto o la loro sottoscrizione.

Art. 2467. Finanziamenti dei soci.

Il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della società è postergato rispetto alla soddisfazione

degli altri creditori e, se avvenuto nell'anno precedente la dichiarazione di fallimento della società,

deve essere restituito.

Ai fini del precedente comma s'intendono finanziamenti dei soci a favore della società quelli, in

qualsiasi forma effettuati, che sono stati concessi in un momento in cui, anche in considerazione del tipo

di attività esercitata dalla società, risulta un eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al

patrimonio netto oppure in una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato

ragionevole un conferimento.

 Questo per porre frena la fenomeno delle società sottocapitalizzate che operano con ingenti

finanziamenti a titolo di capitale di prestito da parte dei soci.

 la somma rimborsata deve essere restituita se il rimborso è avvenuto nell’anno precedente la

dichiarazione di fallimento.

I titoli di debito

- La sua emissione deve essere necessariamente prevista nell’atto costitutivo.

- possono essere sottoscritti solo da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale

(investitori che bel caso di successiva circolazione rispondono nei confronti degli acquirenti se

non sono anch’essi investitori professionali).

Le quote sociali

- Sono individuate secondo un criterio personale e non astratto-matematico (non rappresentano

parti omogenee standardizzate).

- Il capitali sociale è diviso in base al numero dei soci

- Ciascun socio è titolare di un’unica quota di partecipazione

- Le quote possono essere dotate di diritti differenti.

- È assimilata ad un bene immateriale

- Il suo valore patrimoniale è determinato dalla frazione del patrimonio rappresentata.

- Sono liberamente trasferibili, ma l’atto costitutivo può limitarne ed anche escluderne la

cedibilità.

- Il trasferimento devono risultare da scrittura privata autenticata, che deve esser depositato entro

30 gg. a cura del pub. uff. (fra le parti il trasferimento è, tuttavia, valido con il semplice

consenso).

- Non è necessaria la tenuta del libro dei soci

- Se la quota non è interamente liberata, l’alienante risponde in solido con l’acquirente per il

periodo di tre anni dall’iscrizione.

Recesso. Ricalca la disciplina della spa con l’aggiunta che lo statuto può inserire (ferma restando le

cause inderogabili) altre cause di recesso.

Esclusione. Come nelle società di persone i soci possono essere esclusi per giusta causa.

Oltre al diritto di opzione gli altri soci hanno anche diritto di scegliere il socio subentrante.

89

Organi sociali. L’assemblea

Il modello base resta la tripartizione prevista per le s.p.a.

Art. 2479. Decisioni dei soci.

I soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dall'atto costitutivo, nonché sugli

argomenti che uno o più amministratori o tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale

sociale sottopongono alla loro approvazione.

In ogni caso sono riservate alla competenza dei soci (competenze inderogabili. q.d. 50% +1 del

capitale sociale):

1) l'approvazione del bilancio e la distribuzione degli utili;

2) la nomina, se prevista nell'atto costitutivo, degli amministratori;

3) la nomina nei casi previsti dall'articolo 2477 dei sindaci e del presidente del collegio sindacale o

1

del soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti; ( )

4) le modificazioni dell'atto costitutivo;

5) la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell'oggetto

sociale determinato nell'atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti dei soci.

L'atto costitutivo può prevedere che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione

scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. In tal caso dai documenti sottoscritti dai soci

devono risultare con chiarezza l'argomento oggetto della decisione ed il consenso alla stessa.(tranne

che per le decisioni di maggior importanza).

- Di regola i quorum sono: q. c. 50% +1, q.d. 50% +1 del capitale rappresentato.

- Per l’impugnazione da parte dei soci, della delibera, non sono richieste particolari percentuali di

capitale rappresentato.

Art. 2479-ter. Invalidità delle decisioni dei soci.

Le decisioni dei soci che non sono prese in conformità della legge o dell'atto costitutivo possono

essere impugnate dai soci che non vi hanno consentito, da ciascun amministratore e dal collegio

sindacale entro novanta giorni dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. Il tribunale,

qualora ne ravvisi l'opportunità e ne sia fatta richiesta dalla società o da chi ha proposto l'impugnativa,

può assegnare un termine non superiore a centottanta giorni per l'adozione di una nuova decisione

idonea ad eliminare la causa di invalidità.

Qualora possano recare danno alla società, sono impugnabili a norma del precedente comma le

decisioni assunte con la partecipazione determinante di soci che hanno, per conto proprio o di terzi, un

interesse in conflitto con quello della società.

Le decisioni aventi oggetto illecito o impossibile e quelle prese in assenza assoluta di informazione

possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse entro tre anni dalla trascrizione indicata nel

primo periodo del primo comma. Possono essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che

modificano l'oggetto sociale prevedendo attività impossibili o illecite.

Gli amministratori

- I soci possono attribuirsi tutti i poteri di gestione della società.

- non sono previste cause di incompatibilità o ineleggibilità (tranne che per gli incapaci)

- i soci devono rispettare il divieto di concorrenza e del conflitto di interessi.

- Gli amm.ri possono operare congiuntamente o disgiuntamente (come nelle società di persone),

devono tuttavia operare congiuntamente per le decisioni riguardanti

i. La redazione del bilancio

ii. Dei progetti di fusione e scissione

iii. Aumento di capitale

- L’amm.re non è obbligato alla comunicazione preventiva al cda degli interessi che ha in

operazione se non in conflitto con quelli della società.

- Ogni socio non amm.re da diritto di avere dagli amm.ri notizie dello svolgimento degli affari

sociali e di consultare, anche tramite professionisti, i libri e doc. sociali.

90

Responsabilità

- Sono solidalmente responsabili con gli amministratori, i soci che hanno intenzionalmente deciso

o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi. (amm.re di fatto).

- I soci anche individualmente possono proporre l’azione di responsabilità contro gli amm.ri e

chiedere al giudice cautelare di revocare l’incarico. Il g non può tuttavia nominare un nuovo

amm.re. compito che spetta necessariamente all’assemblea.

Collegio sindacale

La sua costituzione è obbligatoria solo se il capitale sociale è superiore ai 120.000,00 € o la società non

può redigere il bilancio in forma abbreviata.

Il controllo contabile è esercitato dal collegio salvo che si decida di affidarlo ad revisore.

XIX. Le società cooperative

Art. 2511. Società cooperative.

Le cooperative sono società a capitale variabile (che si caratterizzano per lo specifico scopo

perseguito) con scopo mutualistico iscritte presso l’albo delle società cooperative

Articolo 45 Costituzione

La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini

di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne

assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.

La riforma del 2003 introduce la distinzione tra “società cooperative a mutualità prevalente” e altre

società cooperative (che però non godono delle agevolazioni fiscali).

l’albo delle società cooperative è quindi ora diviso in un:

- Albo speciale per le società cooperative a mutualità prevalente

- Albo ordinario per le altre società cooperative

Le società con scopo mutualistico

L'indicazione di cooperativa non può essere usata da società che non hanno scopo mutualistico.

Sono società avente un diverso scopo-fine. Cos’è lo scopo mutualistico?

La Relazione al c.c. afferma che lo scopo prevalente dell’attività d’impresa delle società cooperative

consiste nel “fornire direttamente ai soci beni, servizi od occasioni di lavoro a condizioni più

vantaggiose di quelle che i soci stessi otterrebbero sul mercato.” l’attività d’impresa si caratterizza

per la gestione di servizi a favore dei soci. Questi sono i destinatari elettivi (ma non esclusivi) dei beni o

servizi prodotti dalla cooperativa.

Il vantaggio mutualistico consiste quindi in

- Un risparmio di spesa (cooperative di consumo)

- Una maggior retribuzione (cooperative di produzione e di lavoro).

Vantaggio che non deriva direttamente dal rapporto di società, si badi, ma è conseguito attraverso

distinti e diversi rapporti economici instaurati con la cooperativa: rapporti mutualistici.

È da escludersi che il socio sia in quanto tale titolare di un vero e proprio diritto soggettivo alle

prestazioni mutualistiche. Ciò implica che il socio può solo azionare i mezzi di tutela apprestati dal

diritto societario (impugnativa, azione individuale di resp.) qualora la gestione dell’impresa non sia

oggettivamente improntata a rispetto dello scopo mutualistico e al rispetto della parità di trattamento.

La società cooperative devono essere prevalentemente a scopo mutualistico, ma non esclusivamente.

Possono quindi svolgere attività con scopo oggettivamente lucrativa. Ma non può esservi l’integrale

distribuzione ai soci degli utili (scopo soggettivamente lucrativo limitato).

91

26. società cooperative a mutualità prevalente

lo sono le società cooperative che:

a. Hanno nello statuto la presenza di clausole limitative alla distribuzione degli utili e riserve

b. La loro attività deve essere svolto prevalentemente a favore dei soci che devono ricevere evidenti

vantaggi rispetto all’attività svolta dalla società verso i terzi. Più precisamente le prestazioni

devono essere più vantaggiose del50 % rispetto alle stesse prestazioni richieste sul mercato.

c. Devono annualmente comunicare le notizie di bilancio all’amm.ne che tiene l’albo speciale.

L’omissione è sanzionata con la sospensione semestrale di ogni attività.

Perdono la qualifica società cooperative a mutualità prevalente le società che:

i. Per 2 esercizi non rispettino le condizioni di prevalenza della gestione mutualistica

ii. Sopprimono le clausole limitative alla distribuzione degli utili e riserve

iii. I soci allo scioglimento hanno diritto solo al rimborso dei conferimenti e ai dividendi maturati

(secondo clausole limitative) e non anche al valore reale del patrimonio sociale che è destinato al

fondo

Caratteri strutturali

- Le cooperative di grandi e medie dimensioni seguono la disciplina per le s.p.a.

- Le cooperative di piccole dimensioni seguono la disciplina per le s.r.l. (lo sono di diritto quelle

con meno di 9 soci)

a. È previsto un numero minimo di soci per la sua costituzione.

b. I soci devono essere in possesso di specifici requisiti soggettivi

c. Sono fissati limiti max alla quota di partecipazione ed alla percentuale di utili distribuibili

d. È una società aperta.

e. Ogni socio ha solo un voto qualunque sia il valore della sua quota o delle sue azioni.

f. Sono sottoposte a vigilanza dell’autorità governativa.

g. Il capitale è variabile

Costituzione

- Le cooperative s.p.a. devono avere un minimo di nove soci

- Le cooperative s.r.l. devono avere un minimo di tre soci persone fisiche

- La società si scioglie se il numero dei soci scende al di sotto del minimo e non è reintegrato nel

termine max di un anno.

L’atto costitutivo deve contenere:

a. I requisiti e la procedura per l’ammissione di nuovi soci, specificandosi che si deve trattare

di criteri non discriminatori coerenti con lo scopo mutualistico e l'attività economica svolta.

b. le condizioni per l'eventuale recesso o per la esclusione dei soci;

c. le regole per la ripartizione degli utili e i criteri per la ripartizione dei ristorni;

intervenuta l’iscrizione, gli effetti, ma non le cause di nullità dell’atto costitutivo, sono regolati dall’art.

2332 in tema di s.p.a. Come per le società di persone, le cause di nullità sono perciò quelle previste in

via generale dalla disciplina sui contratti.

Conferimenti. Non è necessario il versamento del 25%

Responsabilità dei soci. Il creditore particolare del socio non può agire esecutivamente sulla quota sulle

azioni dello stesso. E non può fare opposizione in caso di proroga.

limiti max alla quota di partecipazione

- non può essere superiore a 100.000,00 €

- se con più di 500 soci la quota può arrivare al 2%

- tali limiti non operano

- per i conferimenti in natura 92

- per aumento di capitale nominale

- per i soci diversi dalle persone fisiche

- per i sottoscrittori di strumenti finanziari partecipativi

operazioni di proprie azioni o quote.

- Per l’acquisto:

- Il rapporto tra patrimonio netto e complessivo indebitamento non deve essere superiore ad ¼

- Possono essere utilizzati soli gli utili distribuibili o le riserve disponibili

- Non operano gli altri limiti dell’art, 2357

- Il carattere mutualistico fa sì che la società possa accettare in garanzia proprie quote, accordare

prestiti e fornire garanzie per il loro acquisto o la loro sottoscrizione.

Trasferimento. Le quote e le azioni non possono essere dai soci cedute senza il consenso degli amm.ri,

che devono pronunciarsi entro 60 gg. e vige il silenzio-assenso.

Nuove forme di finanziamento

Per la raccolta dl capitale di rischio è prevista la figura dei:

a. Soci sovventori.

- Sono soggetti che possono essere sprovvisti dei requisiti degli specifici requisiti soggettivi

richiesti.

- Hanno quote o azioni liberamente trasferibili (salvo statuto)

- Ciascun sovventore può avere massimo una remunerazione superiore al 2% rispetto a quello

previsto per gli altri soci.

- Ciascun sovventore può avere mas. 5 voti. Ma i voti attribuiti ai sovventori non possono

superare mai 1/3 dei voti spettanti agli altri soci.

- Possono essere nominati amm.ri ma la maggioranza degli amm.ri deve essere costituita da

soci cooperatori.

b. Azioni di partecipazione cooperativa

- Sono simili alle azioni di risparmio: sono prive di voto e privilegiate nella ripartizione.

- Ciascun possessore può avere max 5 voti. Ma i voti attribuiti non possono superare mai 1/3

dei voti spettanti agli altri soci in ciascuna assemblea.

- Devono essere offerte in opzione per almeno la metà ai soci e ai lavoratori della cooperativa.

- È prevista un organizzazione di gruppo

c. Obbligazioni e altri strumenti finanziari

- Ai possessori di strumenti finanziari possono essere attribuiti diritti amm.vi, ma i voti

eventualmente attribuiti ai non possono superare mai 1/3.

- Per i possessori di strumenti finanziari senza voto è prevista un organizzazione di gruppo.

Organi sociali.

L’assemblea

- Tutti i soci hanno diritto ad un voto tranne: le persone giuridiche, i soci sovventori e i possessori

di azioni partecipative che ne possono avere max 5.

- Nelle cooperative consortili lo statuto può prevedere che il diritto sia attribuito in ragione della

partecipazione. Ma non può cmq superare 1/10 del totale ed 1/3 dei voti in ciascuna assemblea.

- Può votare solo il socio iscritto da almeno 90 gg. per evitare che gli amm.ri possano manipolare

le maggioranze.

- Non si applica la diciplina della sollecitazione e della raccolta per deleghe

- Il socio può farsi rappresentare solo da un altro socio (max 10).

- È possibile una formazione progressiva della volontà assembleare. (assemblee separate-

assemblea generale) 93

Gli amministratori devono essere per la maggioranza soci cooperatori.

Il collegio sindacale. La sua costituzione è obbligatoria solo se il capitale sociale è superiore ai

120.000,00 € o la società non può redigere il bilancio in forma abbreviata o abbia emesso strumenti

finanziari non partecipativi

Il collegio dei probiviri. Organo eventuale a cui è affidata la risoluzione delle controversie interne.

Devono essere nominati da un soggetto estraneo alla società.

La vigilanza governativa.

Spetta al Ministero dello sviluppo economico ed è esercitata tramite revisioni biennali, e ispezioni

straordinarie.

In caso di irregolare funzionamento l’autorità di vigilanza può

- revocare amm.ri e sindaci e nominare un commissario governativo.

- Disporre la liquidazione coatta amm.va, in caso di insolvenza

- Decretare lo scioglimento se:

- non viene perseguito lo scopo mutualistico o

- se per due anni non ha depositato il bilancio di esercizio o

- non ha compiuto atti di gestioni.

Bilancio

- Deve essere allegata una relazione contenente i criteri seguiti per il perseguimento dello scopo

mutualistico

- Le cooperative di maggiore dimensione e che emettono obbligazioni devono sottoporre il

bilancio a revisione obbligatoria da parte di una società di revisione

- La percentuale di utili da destinare alla riserva legale è del 30% (e non del 5%)

indipendentemente dall’ammontare raggiunto.

- Il 3% degli utili devono essere destinati ad appositi “fondi mutualistici di promozione e sviluppo

della cooperazione”.

Utili distribuibili

- Non possono essere distribuiti utili nelle società non quotate se, il rapporto tra patrimonio netto e

complessivo indebitamento è essere superiore ad ¼. Vincolo che non si applica ai possessori di

str.fin.

- Nelle società cooperative non prevalentemente mutualistiche. Deve essere previsto solo la

percentuale massima dei dividendi che possono essere ripartiti. Possono essere previste riserve

disponibili.

- Nelle società cooperative non prevalentemente mutualistiche. Invece:

a. I dividendi non possono essere distribuiti in misura superiore all’interesse massimo dei buoi

fruttiferi postali aumentato di due rispetto al capitale versato.

b. La remunerazione degli strumenti finanziari offerti ai soci non può superare il 2% rispetto a

tale limite.

c. Divieto di distribuire le riserve tra i soci cooperatori

d. Obbligo di devolvere i caso di scioglimento il patrimonio sociale dedotto capitale sociale e

dividendi a fondi mutualistici di promozione e sviluppo della cooperazione.

Ristorno

Costituisce uno dei modi per perseguire lo scopo mutualistico. La cooperazione pratica ai soci

condizioni identiche a quelle di mercato e distribuisce periodicamente agli stessi somme di denaro

(rimborsi) in proporzione dei rapporti di scambio. Ovviamente non vi sono i limiti che vi sono per gli

utili 94

Riguardo ai soci

L’eventuale ingiustificato rigetto della domanda di ammissione da può esporre gli amm.ri ad azione di

risarcimento ex art. 2395, ma non legittima l’aspirante socio ad ottenere giudizialmente l’ammissione.

In caso di rigetto il cda deve motivare la sua decisione adducendo qualsiasi motivo purché non infondate

o irragionevoli. Entro 60 gg. l’interessato può chiedere che sull’istanza si pronunci l’assemblea.

Le irregolarità nell’ammissione possono essere rimosse dall’autorità di vigilanza (ma non giudiziaria

non è un diritto soggettivo).

Ricorda i soci in formazione (5 anni non superiori ad 1/3 dei soci)

Il recesso

- Non può essere parziale

- ha effetto dal momento della comunicazione di accoglimento della domanda per quanto riguarda

i rapporti sociali. Per i rapporti mutualistici alla chiusura dell’esercizio se comunicato tre mesi

prima altrimenti alla chiusura dell’esercizio successivo.

Cause di scioglimento

Essendo a capitale variabile, lo scioglimento obbligatorio vi può essere solo per perdita totale del

capitale sociale.

Cause specifiche di scioglimento sono:

a. la riduzione del numero minimo dei soci se questo non è reintegrato entro l’anno.

b. La liquidazione coatta amm.va disposta dall’autorità di vigilanza in caso di insolvenza o gravi

irregolarità.

l’autorità di vigilanza dispone la cancellazione d’ufficio dal registro delle imprese quando non vengano

depositati i bilanci per 5 anni e la società si trova in liquidazione ordinaria.

I consorzi di cooperative

Sono forme di organizzazione collettiva cui le società cooperative ricorrono per raggiungere un maggior

grado di efficienza e di competitività.

La legge Basevi (127/1971) ne prevede tre:

a. consorzi di cooperative per l’esercizio in comune di un’attività economica

b. consorzi di cooperative ammissibili per appalti pubblici

c. consorzi di cooperative per il coordinamento della produzione e degli scambi.

I primi due sono in realtà delle vere e proprie cooperative composte da cooperative.

Il gruppo cooperativo paritetico

Anche le cooperative possono dar vita ad organizzazioni di gruppo. La regola però una testa un voto

mal si concilia con un organizzazione di tipo verticistico.

Diffusi nella pratico sono perciò i contratti con i quali più cooperative si impegnano a conformarsi

stabilmente ad una direzione unitaria determinata su un piano di parità.

27. Le mutue assicuratrici

Sono società cooperative caratterizzate dalla stretta interdipendenza che per legge esiste fra la qualità

di socio e la qualità di assicurato.

Nelle mutue assicuratrici non si può acquistare la qualità di socio, se non assicurandosi presso la

società, e si perde la qualità di socio con l'estinguersi dell'assicurazione, salvo quanto disposto

dall'articolo 2548 (soci sovventori).

Non si può essere assicurati se non si è soci.

I contribuiti che i soci sono obbligati alla società costituiscono al contempo conferimenti e premio di

assicurazione. Essi sono calcolati con i criteri tecnici propri dei premi di assicurazione.

95

Per i sovventori non operano i limiti ai conferimenti ed alla assegnazione di utili previsti per la

cooperativa. 96

XX. Trasformazione, fusione e scissione

A. La trasformazione

È il cambiamento di il tipo di società o il passaggio da una società di capitali ad altro tipo di ente

giuridico o comunione d’azienda, e viceversa.

Caratteristica propria è la regola della continuità dei rapporti giuridici.

Nel c.c. del 42’ era

- Espressamente ammesso la trasformazione da uno all’atro tipo di società nell’ambito delle

società lucrative

- Espressamente vietata la trasformazione da società cooperativa in società lucrativa.

(trasformazione eterogenea)

- Controversa l’ammissibilità dell’operazione inversa

- Non si aveva trasformazione nel passaggio da un ente non societario ad ente societario e

viceversa. (trasformazione eterogenea)

La riforma del 2003 ha rimosso quasi tutti questi limiti.

Tipi di trasformazione

a. Omogenea se non vi è cambio di scopo-fine. È considerata una modifica dell’atto costitutivo.

- Per favorire il passaggio da società di persone a società di capitali non si richiede più

l’unanimità ma basta il 50% +1 del capitale sociale, con diritto di recesso per il socio

dissenziente. La delibera deve risultare da atto pubblico e deve contenere le indicazioni prescritte

per l’atto cost. del tipo di società prescelto.

- Trasformazione di società di capitali. Delibera dell’assemblea straordinaria con maggioranza

rafforzata per le s. non q. e a maggioranza normale per le s.q. + il consenso dei soci che

acquistano la responsabilità illimitata. Ha diritto di recesso il socio dissenziente.

Gli amm.ri devono predisporre una relazione per illustrare i motivi e gli effetti della trasf.ne

- stima del patrimonio. Alla delibera va allegata una relazione giurata di stima del patrimonio

sociale, redatta secondo le norme stabilite per i conferimenti in natura nella s.p.a. o nella s.r.l.

- in caso di trasformazione in s.p.a. o in s.a.p.a. trova applicazione l’art. 2343 e quindi la stima va

sottoposta a verifica da parte degli amm.ri dopo la trasformazione.

- Da società cooperative (non a mutualità prevalente) a società lucrative. Delibere a

maggioranze rafforzate. La legge impone di devolvere ai fondi mutualistici il valore effettivo del

patrimoni, dedotti solo il capitale sociale, i dividendi non ancora distribuiti, e l’ulteriore importo

eventualmente necessario per rispettare l’ammontare minimo del capitale della nuova società.

(questa in realtà, è una disciplina autonoma non rientrante né nella trasf. eterog. né omogenea)

- Invalidità. Completati gli adempimenti pubblicitari prescritti, l’invalidità della trasformazione

non può più essere pronunciata. Salvo risarcimento danni.

- Responsabilità dei soci. È necessario il consenso dei soci che acquistano la responsabilità

illimitata. Tale responsabilità opera anche per le obbligazioni anteriori.

In caso di passaggio da resp. ill. a limitata:

- Il consenso dei creditori alla trasformazione vale come consenso per la liberazione di tutti i

soci a resp. ill.

- Il consenso dei creditori alla trasformazione si presume se ricevuta comunicazione questi

non si oppongono nel termine di 60 gg.

- L’eventuale dissenso non osta la trasformazione ma fa permanere la resp. ill. in capo ai soci

che l’avevano assunta i quali possono anche essere sottoposti a fallimento.

97

b. Eterogenea se vi è cambio di scopo-fine. La nuova disciplina individua le trasformazioni

eterogenee possibili, e tali norme sono da considerare eccezionali e quindi non estendibili ad altri

casi non previsti. Oggi le uniche trasformazioni non consentite sono:

i. Da società cooperativa a mutualità prevalente in società lucrativa (vietata espressamente)

ii. Da società di persone ma società cooperativa (vietata espressamente)

iii. Da associazione non riconosciuta a società cooperativa e viceversa (esempio di non

espressamente vietata, ma da ritenersi vietata)

iv. Da impresa individuale a società di capitali unipersonale.

È disciplinata solo la trasformazione eterogenea da parte di società di capitali o che dà vita ad

una società di capitali.

Non è invece disciplinata da parte di società di persone o che dà vita ad una società di persone.

- Le società di capitali possono trasformarsi in:

a. Consorzi

b. Società consortili

c. Società cooperative

d. Comunioni di azienda

e. Associazioni non riconosciute (non invece in associazioni riconosciute)

f. Fondazioni

Si applica la disciplina della trasformazione omogenea ma il q.d. è di 2/3 + il consenso dei

soci che acquistano la responsabilità illimitata

- Possono trasformarsi in società di capitali:

g. Consorzi

h. Società consortili

i. Società cooperative (con la disciplina su vista)

j. Comunioni di azienda

k. Associazioni non riconosciute (non invece le associazioni riconosciute)

l. Fondazioni

- Diversamente da quanto previsto per la trasformazione omogenea la trasformazione ha

effetto solo dopo 60 gg. l’adempimento delle pubblicità prescritte, salvo che consti il

consenso dei creditori o il pagamento dei creditori che non hanno dato il consenso.

I creditori possono, nel suddetto termine di sessanta giorni, fare opposizione. Si applica in

tribunale, quando ritenga infondato il

tal caso l'ultimo comma dell'articolo 2445 (Il

pericolo di pregiudizio per i creditori oppure la società abbia prestato idonea

garanzia, dispone che l'operazione abbia luogo nonostante l'opposizione.).

B. La fusione

Può realizzarsi:

a. Con la costituzione di una nuova società, che prende il posto di tutte le società che si fondono

(fusione in senso stretto)

b. Mediante assorbimento in una società preesistente (fusione per incorporazione)

- Può essere omogenea o eterogenea

- la partecipazione alla fusione non è consentita alle società che si trovano in stato di liquidazione

e abbiano già iniziato la distribuzione dell’attivo, salvo che alla fusione partecipino solo s.p.a. o

s.a.p.a.

- sotto il profilo sostanziale per i soci si ha continuazione e non estinzione del contratto sociale (è

considerata una modifica dell’atto costitutivo) ma con effetto anche successorio.

Procedimento

È articolato in tre fasi:

1. il progetto di fusione. 98

- Deve avere identico contenuto per tutte le società.

- Con il nuovo atto costitutivo e le indicazioni che la legge stabilisce, c (tra cui spicca il

rapporto di cambio).

- Deve essere iscritto nel registro delle imprese almeno 30 gg. (per le s.p.a. e s.a.p.a., 15 per le

altre) prima della assemblea, salvo rinuncia unanime da parte dei soci di tale termine.

- Deve inoltre contenere altri tre documenti.:

a. Situazione patrimoniale, gli amm.ri di ciascuna società devono redigerla per la loro

società con l’osservanza delle norme sul bilancio (c.d. bilancio di fusione). Per fornire

informazioni aggiornate.

b. Relazione degli amm.ri, unica per tutte le società. per illustrare i motivi e gli effetti

della fusione, nonché il rapporto di cambio e i criteri utilizzati per lo stesso.

c. Relazione degli esperti, scelti fra i revisori a seconda dei parametri già visti, devono

attestare la congruità del rapporto di cambio ed esprimere un giudizio sull’adeguatezza

del metodo per esso scelto.

Se vi è una s.p.a. o una s.a.p.a. la designazione dell’esperto è riservata al tribunale.

I soci di ciascuna società possono all’unanimità escludere tale relazione.

- Insieme ai bilanci degli ultimi tre esercizi deve essere depositato nelle sedi di ciascuna

società almeno 30 gg. prima dell’assemblea.

- Semplificazioni del procedimento sono previste quando, come spesso avviene:

a. Incorporazione di società interamente possedute. una società deve incorporarne altra

di cui possiede (anche indirettamente) tutte le quote o azioni. In tal caso infatti la fusione

avviene senza emissione di nuove azioni. E quindi nel progetto di fusione si può

omettere il rapporto di cambio ed anche la relazione degli amm.ri e degli esperti. E la

fusione, salvo opposizione dei soci (5% del capitale) della società incorporante, può

essere decisa dai rispettivi organi amm.vi.

b. Incorporazione di società possedute al 90%. Si deve permettere, però, ai soci

dell’incorporata di acquistare le loro azioni per un corrispettivo determinato alla stregua

dei criteri previsti per il recesso.

La fusione a seguito di acquisto con indebitamento (cd. leveraged buy-out)

Chi intende acquisire il controllo della società (spesso gli amm.ri stessi):

- costituisce un’apposita s.p.a. con modesto capitale,

- che ottiene un cospicuo prestito (di regola da una banca) utilizzato nell’acquisto delle

azioni della società bersaglio,

- conseguito l’acquisto del controllo, viene deliberata la fusione per incorporazione .

- ed il finanziamento da questa ottenuto è rimborsato cin gli utili futuri della società

bersaglio incorporata.

Il prestito accordato è quindi sostanzialmente garantito dal patrimonio della società bersaglio, del

cui valore il finanziatore tiene conto.

La liceità delle operazioni di leveraged buy-out è stata a lungo oggetto di dibattito. Ci si

domandava, in particolare, se la fattispecie comportasse il superamento dei limiti posti dalla legge

all’acquisto di azioni proprie (2357) ovvero costituisse una violazione del divieto di concedere

garanzie per l’acquisto di azioni proprie(2357).

L’opinione prevalente e corretta ritiene che tale pratica non viola l’art. 2358, in quanto tale

divieto è riferibile solo alle garanzie in senso tecnico concesse dalla società. Sul punto nel 2003 è

cmq intervenuto il legislatore:

Art. 2501-bis. Fusione a seguito di acquisizione con indebitamento.

Nel caso di fusione tra società, una delle quali abbia contratto debiti per acquisire il controllo

dell'altra, quando per effetto della fusione il patrimonio di quest'ultima viene a costituire

garanzia generica o fonte di rimborso di detti debiti, si applica la disciplina del presente articolo.

Il progetto di fusione di cui all'articolo 2501-ter deve indicare le risorse finanziarie previste

per il soddisfacimento delle obbligazioni della società risultante dalla fusione.

La relazione di cui all'articolo 2501-quinquies (quella degli amm.ri) deve indicare le ragioni

99

che giustificano l'operazione e contenere un piano economico e finanziario con indicazione della

fonte delle risorse finanziarie e la descrizione degli obiettivi che si intendono raggiungere.

La relazione degli esperti di cui all'articolo 2501-sexies, attesta la ragionevolezza delle

indicazioni contenute nel progetto di fusione ai sensi del precedente secondo comma.

Al progetto deve essere allegata una relazione del soggetto incaricato della revisione legale

1

dei conti della società obiettivo o della società acquirente. ( )

Alle fusioni di cui al primo comma non si applicano le disposizioni degli articoli 2505 e 2505-

bis. (ovvero le semplificazioni per le incorporazioni).

 sono quindi dettate rigide regole per garantire la trasparenza delle operazioni.

2. La delibera di fusione.

Art. 2502. Decisione in ordine alla fusione.

La fusione è decisa da ciascuna delle società che vi partecipano mediante approvazione del relativo

progetto. Se l'atto costitutivo o lo statuto non dispongono diversamente, tale approvazione avviene,

nelle società di persone, con il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la parte

attribuita a ciascuno negli utili, salva la facoltà di recesso per il socio che non abbia consentito alla

fusione e, nelle società di capitali, secondo le norme previste per la modificazione dell'atto costitutivo o

statuto.

La decisione di fusione può apportare al progetto di cui all'articolo 2501-ter solo le modifiche che

non incidono sui diritti dei soci o dei terzi.

 nella s. di cap. è votata nell’assemblea straordinaria con le normali maggioranze, se però la

fusione è eterogenea nella s. non q dovranno essere rispettate le maggioranze rafforzate.

 inoltre in caso di fusione eterogenea i soci che non hanno concorso alla deliberazione avranno

diritto di recesso; diritto che è invece riconosciuto in caso di fusione omogenea solo per la s.r.l. e per la

Fusione transfrontaliera.

 la delibera e i relativi doc. devono essere iscritti nel registro delle imprese. Entro 60 gg. i creditori

sociali, anteriori alla pubblicazione del progetto, possono opporsi. Il termine non è necessario se:

- La società di revisione dichiara che non è necessaria tale tutela per i creditori.

- I creditori abbiano preventivamente dato il loro consenso

 ai possessori di obbligazioni convertibili è riconosciuta la possibilità di conversione anticipata.

Art. 2504. .

3. Atto di fusione.

La fusione deve risultare da atto pubblico.

L'atto di fusione deve essere depositato per l'iscrizione, a cura del notaio o dei soggetti cui compete

l'amministrazione della società risultante dalla fusione o di quella incorporante, entro trenta giorni,

nell'ufficio del registro delle imprese dei luoghi ove è posta la sede delle società partecipanti alla

fusione, di quella che ne risulta o della società incorporante.

Il deposito relativo alla società risultante dalla fusione o di quella incorporante non può precedere

quelli relativi alle altre società partecipanti alla fusione.

- La fusione ha effetto quando è stata eseguita l'ultima iscrizione

- Nella fusione mediante incorporazione può tuttavia essere stabilita una data successiva.

Postdatazione.

- Retrodatazione. Si possono retrodatare gli effetti della fusione:

a. A fini contabili: le operazioni che erano in corso, per imputarle nel bilancio successivo alla

fusione.

b. La data in cui soci delle società estinte partecipano agli utili.

Disavanzo di fusione. si può avere in 2 ipotesi.

a. disavanzo da concambio se il capitale sociale della nuova società è maggiore della

somma dei patrimoni netti contabili delle compagini fuse.

b. Disavanzo da annullamento. Quando la società incorporante ha acquistato ed iscritto nei

propri bilanci, prima della fusione, la partecipazione dell’incorporata per un importo

100

superiore al valore che ha il patrimonio netto dell’incorporata al momento della fusione.

In entrambi i casi l’emergere di un disavanzo può significare che il bilancio dell’incorporata

non riflette il reale valore del patrimonio della stessa, ad es., perché i criteri prudenziali di

valutazione impongono la sottostima di taluni cespiti. L’attuale disciplina consente di rivalutare

nel bilancio successo alla fusione i cespiti della società incorporata (o che partecipano alla

fusione in senso stretto).

Invalidità

Art. 2504-quater. Invalidità della fusione.

Eseguite le iscrizioni dell'atto di fusione a norma del secondo comma dell'articolo 2504, l'invalidità

dell'atto di fusione non può essere pronunciata.

Resta salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai soci o ai terzi danneggiati

dalla fusione.

 giurisprudenza e dottrina (il Campobasso non è d’accordo) hanno, anche in questo caso, creato a

figura dell’ atto di fusione inesistente per far fronte al dirompente effetto sanante della norma.

 la norma non intacca cmq la validità per la nuova società dell’art. 2332.

Fusione transfrontaliera

a. Fusione transfrontaliera. La fusione deve rispettare le norme dello stato italiano e dello stato

dell’altra società. Con conseguente difficoltà di interpretazione e di conclusione del processo nel

caso in cui le discipline non coincidano.

b. Fusione transfrontaliera intracomunitaria. È sempre possibile. Il progetto è redatto secondo le

 

norme dello stato di appartenenza (es. società italiana norme italiane, s. francese norme

francesi)

- ma deve necessariamente contenere le modalità di valutazione dei beni,

- la data di riferimento delle situazioni patrimoniali

- le leggi regolatrici delle società che partecipano.

- Le informazioni necessarie secondo tutti gli ord.ti

Fasi successive. In pratica ogni società applica le norme del paese di appartenenza e di fa

rilasciare dall’autorità competente per il controllo (da noi, il notaio) nel suo paese un certificato

preliminare di fusione che deve essere trasmesso all’autorità dell’altro stato che applica il controllo

di legittimità.

La fusione deve risultare da atto pubblico. E se nell’altro paese non è previsto vi provvede il

notaio italiano.

C. Fusione 101


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necmetu

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Commerciale, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro consigliato dal docente Diritto Commerciale parte 2 vol 2: Diritto Societario di Campobasso. Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: lo scopo-fine della società, società ed associazioni, l’impresa sociale, società e comunione, la società è “comunione di impresa”.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (PISA, LIVORNO)
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher necmetu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Teti Raffaele.

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