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5. Il diritto di intervento. Il diritto di voto. 2

Art. 2370: Possono intervenire all’assemblea gli azionisti cui spetta l’esercizio del diritto di voto .

Art. 2352: Possono intervenire all’assemblea i soggetti che pur non essendo soci hanno il diritto di voto

(creditore pignoratizio e usufruttuario).

Non sono più obbligatori ma possono essere previsti dallo statuto con termini liberi per le SPA chiuse o non

superiori ai 2gg per le SPA aperte:

il deposito preventivo delle azioni presso la sede della società

» >> aggiornamento del libro dei soci

il divieto di ritiro anticipato delle azioni

»

Lo statuto può inoltre prevedere la possibilità di voto telematico o per corrispondenza, nelle SPA aperte le

modalità di tali esercizi sono regolate dalla CONSOB.

6 (segue). La rappresentanza in assemblea

Esistono due discipline:

A SPA

1. PPLICABILE A TUTTE LE

La delega deve:

Essere conferita per iscritto

» Contenere il nome del rappresentante e di un suo eventuale sostituto

» È sempre revocabile fino al giorno precedente l’assemblea

» Opera solo per singole assemblee (in tutte le sue convocazioni) salvo si abbia una procura

» generale o una procura data ad un proprio dipendente non della società.

La rappresentanza non può essere data a organi amministrativi, di controllo o dipendenti della società ≠

esercizio di voto senza correlato investimento e a favore del gruppo di comando. Può essere conferita solo

per le singole assemblee.

Limitazioni numeriche Ogni rappresentante non può rappresentare:

Più di 20 soci nelle SPA chiuse

» Più di 50, 100, 200 soci nelle SPA chiuse a seconda delle dimensioni del CS

»

2 Basta una serie continua di girate per legittimare il diritto di voto 94

Nonostante queste norme esiste ancora oggi il fenomeno di rastrellamento da parte dei gruppi di comando

di deleghe; forse era meglio fare in modo che i piccoli azionisti rilasciassero le deleghe in modo consapevole

grazie ad una informazione preventiva (cm USA).

A SPA ( 1998 – )

2. PPLICABILE SOLO ALLE APERTE IN ALTERNATIVA RIFORMA SPA QUOTATE

Sono previsti due nuovi istituti rispetto all’altra disciplina:

Sollecitazione

a. = richiesta di deleghe di voto da parte di un soggetto che richiedono l’adesione a specifiche proposte

di voto.

Il committente deve avere almeno l’1% delle azioni con diritto di voto da almeno 6 mesi e deve

obbligatoriamente affidarsi ad un intermediario professionale.

Il contenuto del modulo di delega e del prospetto di proposta di voto sono determinati dalla

CONSOB.

Raccolta di deleghe

b. = richiesta di deleghe di voto da parte di una associazione di azionisti nei confronti dei propri

associati.

Gli associati possono comunque non conferire la delega e indicare come dovrà essere esercitato il

proprio voto.

- Regole comuni: La CONSOB stabilisce regole di trasparenza e correttezza per questi istituti in modo da

consentire una decisione consapevole da parte dell’azionista.

7 (segue). Limiti all’esercizio del voto. Il conflitto d’interessi.

Art. 2373 La deliberazione approvata con il voto determinante di soci che abbiano, per conto proprio o di terzi, un

interesse in conflitto con quello della società è impugnabile qualora possa recarle danno.

Abbiamo una delibera impugnabile a causa di conflitto d’interessi se:

Il socio in conflitto ha votato (può astenersi)

»

< Il suo voto sia stato determinante

» La delibera possa danneggiare la società --> basta potenzialità.

»

La delibera adottata col voto del socio in conflitto di interessi è annullabile se intercorrono due condizioni:

a. prova di resistenza = il voto è stato determinante

b. danno potenziale = la delibera può danneggiare la società.

L’art. 2373, comma II presenta anche due ipotesi tipiche di conflitto d’interessi: 95

Gli amministratori non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la loro responsabilità

» I componenti del consiglio di gestione non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la nomina, la revoca o la

» responsabilità dei consiglieri di sorveglianza

--> in questo caso vieta addirittura il voto ≠ impugnabilità

Negli abusi della maggioranza a danno della minoranza non è però invocabile l’art. 2373.

In questi casi (es. aumento CS a pagamento per far diminuire quota azionisti di minoranza), la giurisprudenza

ha affermato che:

Le delibere prese con lo solo scopo di danneggiare i singoli soci sono annullabili.

 è difficile comunque dar prova di un danno specifico

8 I sindacati di voto.

Patti parasociali (o sindacati di voto) = due o più soci si accordano circa le modalità dell’esercizio del diritto di

voto in modo da decidere uinivocamente previo confronto; la decisione presa nel confronto vincola tutti gli

aderenti al patto anche se dissenzienti.

I sindacati di voto possono essere:

Occasionali

» Permanenti. In questo caso si dividono in :

» 3

 A tempo determinato (max 5 anni e rinnovabili in SPA chiuse; max 3 anni in SPA aperte )

 A tempo indeterminato (recesso con preavviso di 6 mesi – Spa quotate 180 giorni)

Riguardare tutte le delibere

» Riguardare solo alcune delibere (es. nomina amministratori).

»

All’interno del patto parasociale si può decidere a maggioranza o all’unanimità ma, tale decisione, vincola

comunque tutti gli aderenti al sindacato di voto.

VANTAGGI: I sindacati di voto consentono di dare stabilità di indirizzo alla condotta della società ma

4

svuotano anche di significatività sostanziale il procedimento assembleare in quanto le decisioni si prendono al

di fuori dell’assemblea e non necessariamente con la maggioranza di capitale (la maggioranza dei soci

sindacati infatti basterebbe). Danno un indirizzo unitario all’azione dei soci sindacati.

PERICOLI: cristallizzano il gruppo di controllo, il procedimento assembleare viene rispettato solo

formalmente.

3 Si applicano anche a patti di semplice consultazione; nelle SPA chiuse i limiti non si applicano a patti di collaborazione nella

produzione con altre società e in patti relativi a controllate per intero

4 Formalmente infatti dal punto di vista assembleare non cambia nulla. Sono comunque richiesti gli stessi quorum. 96

EFFETTI: Il voto effettuato in violazione del patto parasociale è comunque valido ma il socio dovrà risarcire il

danno agli altri soci.

 il patto funziona solo tra le parti e non vincola assolutamente la società

Ambito di applicazione: Il regime di pubblicità previsto per le società con azionariato diffuso e diverso fra

quotate e non quotate.

Società non quotate che non fanno ricorso al capitale di rischio

» Nessun regime di pubblicità

Per le società non quotate che fanno ricorso al capitale di rischio

» Comunicazione dei patti parasociali all’inizio dell’assemblea e trascrizione nel verbale

≠ impugnabilità se voti determinanti e sospensione diritto di voto degli aderenti al patto

Società quotate

» I sindacati di voto devono essere:

 Comunicati alla CONSOB

 Depositati nel registro delle imprese

 Pubblicati per estratto sulla stampa quotidiana

≠ impugnabilità se voti determinanti, nullità dei patti e sospensione del diritto di voto.

9. Le deliberazioni assembleari invalide.

Le deliberazioni sono invalide sostanzialmente per due motivi:

Violazione delle norme che regolano il procedimento assembleare

A. Violazioni che riguardano il contenuto della delibera

B.

Nelle SPA abbiamo una grossa differenza tra le norme che la regolano e il diritto comune in tema di invalidità:

Diritto comune SPA

Fattispecie generale: violazione Fattispecie speciale: 3 casi previsti dalla

Nullità norme imperative legge

Fattispecie generale: violazione norme

Annullabilità Fattispecie speciale della legge o dello statuto

Il regime delle SPA si caratterizza in questo modo per l’esigenza di certezza che deve derivare dall’attività

imprenditoriale che non sarebbe possibile se si avesse un campo d’applicazione della nullità vasto.

Nel sistema previgente: 97

Annullabilità per vizi di procedimento

» Nullità solo per delibere con oggetto impossibile e illecito

» Nullità per delibere inesistenti (creazione giurisprudenziale) = vizi di procedimento talmente gravi da non

» potersi considerare come attività d’assemblea --> nullità

|

alto grado di soggettività = incertezza >> riforma del 2003

La riforma del 2003 elimina la categoria delle delibere inesistenti:

D [ . 2377]

A. ELIBERE ANNULLABILI ART

Sono annullabili tutte le deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o dello statuto.

Possono sicuramente dar vita ad annullabilità:

La partecipazione all’assemblea di persone non legittimate se la loro partecipazione era determinante per

a. la costituzione dell’assemblea

L’invalidità di singoli voti o il loro errato conteggio se determinanti per raggiungere la maggioranza

b. Incompletezza o inesattezza del verbale se impedisce di fatto l’accertamento del contenuto, degli effetti e

c. della validità della delibera

I soggetti legittimati all’azione di annullabilità (cd impugnativa) della delibera sono:

< Soci assenti, dissenzienti o astenuti ma con diritto di voto

» Amministratori, consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione

» Rappresentante comune degli azionisti di risparmio

» CONSOB, Banca d’Italia e ISVAP in alcuni casi tassativamente previsti

»

L’impugnativa può però essere proposta solo da chi possiede:

Nelle SPA APERTE: 1 ‰ del capitale sociale

» Nelle SPA CHIUSE: 5 % del capitale sociale

»

Tale limite può essere escluso dallo statuto e, al massimo, chi non raggiunge tali limiti, può chiedere il

risarcimento per i danno cagionati dalla non conformità della delibera.

Termine: l’impugnativa o l’azione di risarcimento danni devono essere proposte entro breve termine di

decadenza: 90 giorni dalla data della deliberazione o, se questa è soggetta a trascrizione o anche solo a

deposito nel registro delle imprese, 90 giorni dall’iscrizione o dal deposito. Termine allungato a 180 giorni

dalla Consob, per la Banca d’Italia e per l’Isvap.

L’azione di annullamento: Procedimento di impugnazione

È proposta al tribunale del luogo dove la società ha la sede; dichiarazione del possesso

» delle azioni, se questo viene meno: no annullabilità. 98

Per evitare impugnative presuntuose il tribunale può chiedere una garanzia per l’eventuale

risarcimento dei danni alla società ai soci opponenti

Ha effetto per tutti i soci e obbliga gli amministratori ai provvedimenti necessari sotto la propria

» responsabilità

Non ha effetto su chi ha acquistato in buona fede da terzi dei diritti in esecuzione della delibera

» annullata

Può essere chiesta la sospensione degli effetti della delibera ≠ fino all’annullamento la delibera produce

» effetti.

Non è possibile quando la delibera è stata sostituita con una conforme alla legge o se è stata revocata

» dall’assemblea

10. (segue)Le deliberazioni nulle.

D [ . 2379]

B. ELIBERE NULLE ART

La delibera è nulla solo nei 3 casi indicati tassativamente dalla legge:

Mancata convocazione dell’assemblea

1. Non si ha nullità della delibera se l’avviso era irregolare ma comunque idoneo ad avvertire i legittimati

all’assemblea sulla data e sulla convocazione dell’assemblea.

L’azione di nullità non può essere esercitata da chi aveva dato il suo assenso allo svolgimento

dell’assemblea.

Mancanza del verbale

2. Il verbale non si considera mancante se:

Contiene data e oggetto della delibera e sia sottoscritto dal presidente d’assemblea o dal

» presidente del CDA o del CDS o dal segretario o dal notaio

La nullità in questo caso può essere sanata con la verbalizzazione prima della prossima assemblea salvi

i diritti acquisiti dai terzi di buona fede che ignoravano la delibera.

Impossibilità o illiceità dell’oggetto

3. Si ha nullità quando l’oggetto è illecito (es. non redigere bilancio) o impossibile (es. trasferire la sede in

mezzo al mare) ma anche quando la delibera ha oggetto lecito ma contenuto illecito (es. bilancio falso

approvato).

Legittimazione ad agire: chiunque vi abbia interesse + dal giudice d’ufficio

Termini per l’azione: 3 anni dall’iscrizione nel registro delle imprese o nel libro delle adunanze;

salvo modifiche dell’atto costitutivo illecite o impossibile in cui non c’è termine di

prescrizione.

Come per le delibere annullabili anche per quelle nulle: 99

I diritti acquistati in buona fede dai terzi in esecuzione della delibera non sono pregiudicati

» dalla dichiarazione di nullità

La nullità non può essere dichiarata se la delibera è sostituita con una “legale”.

»

Casi particolari di nullità

Sono: Aumento CS, Riduzione CS e emissione obbligazioni.

Gli effetti di tali casi sono:

Termine per l’azione di 6 mesi (tranne se mancata convocazione: 90 gg);

» in SPA aperte, no dichiarazione di nullità aumento CS/riduzione CS/emissione obbligazioni se

» parziale esecuzione --> risarcimento dei danni ai soci e ai terzi 100

CAPITOLO DICIASSETTESIMO

AMMINISTRAZIONE CONTROLLI

1. I sistemi di amministrazione e controllo.

a. tradizionale

b. dualistico

c. monistico

Vedi primo paragrafo capitolo precedente

A GLI AMMINISTRATORI

2. Struttura e funzioni dell’organo amministrativo.

Struttura

L’organo amministrativo può essere composto da:

un amministratore unico

» un CDA che decide in modo collegiale

» un CDA che delega il potere di gestione ad altri soggetti quali il comitato esecutivo o l’amministratore

» delegato.

Funzioni

Art. 2380 La gestione dell’impresa spetta in via esclusiva agli amministratori, i quali compiono le operazioni

necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale.

In generale le funzioni dell’organo amministrativo sono:

1. Gli amministratori deliberano su tutti gli argomenti attinenti alla gestione che non siano riservati

all’assemblea per legge

2. gli amministratori hanno la rappresentanza generale dell’impresa

3. danno impulso all’attività assembleare e ne attuano le delibere

4. devono adempiere agli adempimenti pubblicitari indicati per legge, tenere i libri obbligatori e redigere

bilancio

5. prevenire il compimento di atti pregiudizievoli per la società 101

Tali poteri sono contemperati dalla responsabilità degli amministratori verso la società, verso i terzi e verso i

creditori sociali.

4. Nomina e cessazione della carica

I primi amministratori sono nominati nell’atto costitutivo, successivamente la loro nomina compete

all’assemblea ordinaria.

La legge o l’atto costitutivo possono tuttavia riservare la nomina di uno o più amministratori allo Stato o enti

pubblici, anche in mancanza di partecipazione azionaria di questi ultimi.

Il numero degli amministratori è fissato dallo statuto , questo però può anche limitarsi ad indicare il numero

minimo e massimo ed in tal caso sarà l’assemblea che procede alla nomina a fissare di volta in volta il numero

degli amministratori.

Gli amministratori possono essere soci o non soci; vi sono inoltre:

cause di ineleggibilità

: interdizione, inabilitazione, fallimento, condanna ad una pena che comporta

» l’interdizione per alcuni atti

cause di incompatibilità

: scegliere tra una carica e l’altra

»

Durata

Gli amministratori restano in carica per un massimo di 3 esercizi e in particolare fino all’approvazione del

bilancio dell’ultimo anno in cui erano in carica. Essi sono però rieleggibili , se l’atto costitutivo non dispone

diversamente.

Cessazione dall’ufficio

Sono cause di cessazione dall’ufficio prima della scadenza del termine:

Dimissioni da parte degli amministratori.

A. Revoca da parte dell’assemblea , salvo il diritto degli amministratori al risarcimento dei

B. danni se non sussiste una giusta causa

Morte

C. Decadenza (scadenza) dell’ufficio o sopravvenute cause di ineleggibilità

D.

Decorrenza

E’ preoccupazione costante del legislatore di evitare che il verificarsi di una causa di cessazione dall’ufficio

paralizzi l’attività dell’organo amministrativo o ne menomi la funzionalità.

Così la cessazione degli amministratori per scadenza del termine ha effetto solo dal momento in cui l’organo

amministrativo è stato ricostituito. Gli amministratori scaduti rimangono perciò in carica, con pienezza di

poteri, fino all’accettazione della nomina da parte dei nuovi amministratori (prorogatio). 102

Le dimissioni dell’amministratore hanno effetto immediato se rimane in carica la maggioranza degli

amministratori. In caso contrario, le dimissioni hanno effetto solo dal momento in cui la maggioranza del

consiglio si è ricostituita in seguito all’accettazione dei nuovi amministratori.

Sostituzione degli amministratori

Nei casi infine in cui gli effetti della cessazione non sono differiti o differibili (morte, decadenza, dimissioni

della minoranza degli amministratori), è detata una particolare disciplina per la sostituzione degli

amministratori mancanti (art 2386)

(Proroghe impossibili In questi 3 casi non si può fare la prorogatio)

Sono al riguardo previste 3 ipotesi (art. 2386):

se rimangono più di ½ CDA

A. Non si nominano di nuovi ma si continua così con una delibera approvata dal

consiglio sindacale [cd cooptazione]

se rimangono meno di ½ CDA

B. si convoca l’assemblea e si nominano di nuovi e questi scadono insieme a quelli in

carica all’atto della nomina

se non rimane nessuno

C. il collegio sindacale deve convocare con urgenza l’assemblea per ricostituire l’organo

amministrativo.

Nel frattempo il collegio sindacale compie gli atti di gestione ordinaria.

L’attuale disciplina , infine, riconosce la validità delle clausole statutarie che prevedono la cessazione di tutti

gli amministratori e la conseguente ricostruzione dell’intero collegio sindacale da parte dell’assemblea a

seguito della cessazione di alcuni amministratori (clausole simul stabun simul cadent).

L’assemblea per la nomina del nuovo consiglio è convocata d’urgenza dagli amministratori rimasti in carica.

Pubblicità

La nomina e la cessazione dalla carica degli amministratori è soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese.

4. Compenso. Divieti.

Art. 2389, compensi degli amministratori:

Compenso

Gli amministratori hanno diritto ad un compenso per la loro attività, essi possono essere costituiti in tutto o in

parte da partecipazioni agli utili o nell’attribuzione del diritto di sottoscrivere a prezzo predeterminato azioni

di futura emissione ( stock options).

A tal fine è però necessario che venga deliberata dall’assemblea straordinaria l’esclusione del diritto di opzione

degli azionisti. 103

Il compenso:

per particolari cariche (amm. delegato) è determinato dal CDA col parere del Collegio Sindacale

» può essere fissato in misura generale per tutti gli amministratori se previsto dallo statuto.

»

Divieto di concorrenza

Art. 2390, divieto di concorrenza:

Gli amministratori di spa non possono assumere la qualità di soci illimitatamente responsabili in società

concorrenti, né esercitare un’attività concorrente per conto proprio o di terzi, né essere amministratori o

direttori generali in altre società salvo autorizzazione dell’assemblea.

Autorizzazione che può essere concessa anche anticipatamente da clausola generale nell’atto costitutivo

Pena L’inosservanza porta alle revoca dal mandato e al risarcimento degli eventuali danni naturalmente.

5. Il consiglio di amministrazione

Quando l’amministrazione è affidata a più persone , queste costituiscono il CDA che svolge la sua attività

collegialmente.

Presidente

Tale attività è coordinata dal , il quale:

PRESIDENTE

convoca il CDA con data, giorno, ora e ordine del giorno

» ne coordina i lavori

» dà informazione sulle materie trattate nell’ordine del giorno.

»

Le delibere consiliari

Per la validità delle deliberazioni del CDA è necessaria la presenza della maggioranza degli amministratori in

carica, salvo che lo statuto non richieda un quorum costitutivo più elevato.

Le deliberazioni sono approvate se riportano il voto favorevole della maggioranza assoluta dei prensenti (voto

per teste). L’atto costitutivo può tuttavia stabilire una diversa maggioranza. Non è ammesso il voto per

rappresentanza.

Le deliberazioni adottate devono risultare da un apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni del CDA

I quorum richiesti per il CDA sono:

Costitutivo = maggioranza degli amministratori;

» Deliberativo = maggioranza semplice dei presenti con voto per teste;

»

Entrambi sono derogabili dallo statuto.

Non è ammesso il voto per rappresentanza perché la funzione di amministratore non è delegabile! 104

Invalidità delle delibere consiliari

Le deliberazioni adottate devono risultare da un apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni del

consiglio di amministrazione.

L’art 2388, 4° comma , prevede che possono essere impugnate tutte le delibere del CDA che non sono prese in

conformità della legge o dello statuto.

L’impugnativa può essere proposta dagli amministratori assenti o dissenzienti e dal collegio sindacale (ma non

dai soci) entro novanta giorni dalla data della deliberazione.

Inoltre, quando la delibera consiliare leda direttamente un diritto soggettivo del socio questi avrà diritto di

agire giudizialmente per far annullare la delibera. Si applica in tal caso, in quanto compatibile, l’intera

disciplina delle delibere assembleari annullabili (art 2388, 4° comma).

Non sono previste cause di nullità (necessità di certezza)

Le delibere sono annullabili se non conformi alla legge o allo statuto.

Esse sono impugnabili entro 90gg da:

Amministratori dissenzienti o assenti

» Collegio sindacale (nel suo insieme e quindi con sua delibera)

»

Il procedimento d’impugnazione è quello previsto per l’assemblea e sono cmq salvi i diritti acquistati dai

terzi in buona fede derivanti dall’esecuzione della delibera invalida.

Interessi degli amministratori

L’amministratore che in una determinata iterazione ha, per conto proprio o di terzi, un interesse non

necessariamente in conflitto con quello della società:

a) deve darne notizia agli altri amministratori ed al collegio sindacale

precisandone “natura, termini, l’origine e la portata”;

b) se si tratta di amministratore delegato , deve inoltre astenersi dal

compiere l’operazione investendo della stessa l’organo collegiale

competente (CDA o comitato esecutivo)

c) in entrambi i casi il consiglio di amministrazione deve nella delibera

indicare la motivazione e la convenienza per la società dell’operazione.

La delibera del consiglio di amministrazione o del comitato esecutivo, qualora possa recare danno alla società

(danno potenziale) , è impugnabile non solo quando l’amministratore interessato ha votato ed il suo voto è

stato determinante, ma anche quando sono stati violati gli obblighi di trasparenza,astensione e motivazione.

L’impugnazione può essere proposta, entro novanta giorni dalla data delle delibera, dal collegio sindacale ,

dagli amministratori assenti e dissenzienti, nonché dagli stessi amministratori che hanno votato a favore se

l’amministratore interessato non abbia adempiuto gli obblighi di informazione. 105

Se vi sono stati danni alla società naturalmente l’amministratore ne risponde e risponde anche se ha usato a

proprio favore informazioni derivanti dal suo incarico.

6. Comitato esecutivo. Amministratori delegati.

Art. 2381 Se lo statuto o l’assemblea lo consentono, il consiglio di amministrazione può delegare proprie attribuzioni ad

un comitato esecutivo composto da alcuni dei suoi componenti o ad uno più dei suoi soci componenti.

La delega può essere quindi data:

A un comitato esecutivo = organo collegiale

» A 1 o + amministratori delegati = organi unipersonali che agiscono disgiuntamente

» A un comitato esecutivo + amm. delegato con funzioni ripartite

»

Comitato esecutivo

Il comitato esecutivo è, al pari del consiglio di amministrazione, un organo collegiale. Le sue decisioni sono

adottate in riunioni alle quali devono assistere i sindaci, Le relative deliberazioni devono risultare da apposito

libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo, tenuto a cura dello stesso organo.

Amministratori delegati

Gli amministratori delegati sono organi unipersonali. Se vi sono più amministratori delegati, essi agiscono

disgiuntamente o congiuntamente, a seconda di quanto stabilito nello statuto o nell’atto di nomina. Agli

amministratori delegati è di regola affidata la rappresentanza della società.

La delega. Limiti

I membri del comitato esecutivo e gli amministratori delegati sono designati dallo stesso consiglio di

amministrazione, che determina inoltre l’ambito della delega.

In base all’attuale disciplina la delega non può essere data per alcuni argomenti quali:

Redazione del bilancio d’esercizio

a) Aumento Capitale Sociale o emissione obbligazioni convertibili e gli adempimenti per la

b) riduzione del CS

Redazione del progetto di fusione / scissione.

c)

Doveri degli organi delegati….

Gli organi delegati:

Curano che l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della SPA sia adeguato alla natura e

» alle dimensioni dell’impresa;

Danno informazioni al CDA e al collegio sindacale, ogni 6 mesi sul generale andamento della

» gestione e sulla sua prevedibile evoluzione e subito per operazioni rilevanti

…. E degli altri amministratori 106

Per consentire un’effettiva partecipazione di tutti i consiglieri alla gestione della società si dispone che tutti gli

amministratori devono agire informati e che ciascuno può chiedere agli organi delegati che siano fornite in

consiglio informazioni relative alla gestione della società.

Il CDA ha il potere-dovere di : a) valutare, sulla base delle informazioni ricevute, l’adeguatezza dell’assetto

organizzativo, amministrativo e contabile della società:

b) esaminare i piani strategici, industriali e finanziari della società;

c) valutare , sulla base della relazione degli organi delegati, il generale

andamento della gestione.

7. La rappresentanza della società

Art. 2384 Il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori dallo statuto o dalla deliberazione di nomina è

generale.

Le limitazioni ai poteri degli amministratori che risultino dallo statuto o da una decisione degli organi competenti non

sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate, salvo che si provi che questi abbiano intenzionalmente agito a danno della

società.

In presenza di un CDA, gli amministratori investiti del potere di rappresentanza devono esser indicati nello

statuto.

Inoltre, se più sono gli amministratori con rappresentanza, deve essere specificato se essi hanno il potere di

agire disgiuntamente(firma disgiunta) o congiuntamente (firma congiunta).

Attualmente il potere di rappresentanza degli amministratori è generale e non più circoscritto agli atti che

rientrano nell’oggetto sociale.

Essi hanno inoltre la rappresentanza processuale,attiva e passiva, della società, ed anche per atti che non

rientrano nell’oggetto sociale (ultra vires) .

Invalidità della nomina

Vi è una ampia tutela dei terzi (II comma):

È inopponibile ai terzi di buona fede la mancanza di potere rappresentativo per invalidità nell’atto di nomina.[art.

a) 2383]

La società è vincolati per gli atti compiuti dai “non-rappresentanti” dal momento dell’iscrizione della loro

nomina nel registro delle imprese, salvo la mala fede del terzo..

Sono inopponibili le limitazioni anche se iscritte nel registro delle imprese

b) Per opporle bisogna provare l’esistenza di un accordo fraudolento tra amministratore e terzo.

NB. se l’amministratore supera la sua limitazione egli è negligente e sarà responsabile verso la società se

con tale superamento vi ha provocato danno.

Limitazioni legali 107

Rimangono validi i limiti legali del potere di rappresentanza degli amministratori. E’ questo il caso , ad

esempio , dell’amministratore unico o dell’amministratore delegato che stipuli un contratto in conflitto

d’interessi con la società.

8. La responsabilità degli amministratori

La responsabilità degli amministratori si divide in tre tipi di responsabilità:

a. verso la società: art. 2392-2393

b. verso i creditori sociali: art. 2394

c. verso i singoli soci o i terzi: art. 2395

Criterio di diligenza

Gli amministratori incorrono in responsabilità verso la società e sono tenuti al risarcimento dei danni dalla

stessa subiti quando non adempiono i doveri ad essi imposti dalla legge o dallo statuto con la diligenza

richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze.

Un amministratore è quindi responsabile se:

Non agisce con la normale diligenza professionale

» Causa danno alla società

» Essendo a conoscenza di atti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per

» impedirne il compimento o attenuarne le conseguenze dannose.

Gli amministratori non sono invece responsabili per i risultati negativi della gestione che non siano imputabili

a difetto di normale diligenza nella condotta degli affari sociali o nell’adempimento degli specifici obblighi

posti a loro carico.

Responsabilità solidale

Gli amministratori sono solidalmente responsabili tra loro, ciascuno può essere costretto dalla società a

risarcirle l’intero danno subito.

Se il comportamento dannoso è direttamente imputabile solo ad alcuni amministratori, con essi risponderanno

in solido anche gli altri qualora, per violazione degli specifici obblighi posti a loro carico, non abbiano

prevenuto o impedito l’attività dannosa dei primi. Ne risponderanno però solo per culpa vigilando, con la

conseguenza che, se costretti a risarcir eil danno, avranno diritto di regresso per l’intero nei confronti dei

primi.

>> responsabilità solo in culpa vigilandi = devono risarcire ma hanno diritto di regresso sull’amministratore che ha

compiuto il danno

Esonero da responsabilità

La responsabilità degli amministratori è comunque responsabilità per colpa e non responsabilità oggettiva.

Infatti, la responsabilità per gli atti e le omissioni degli amministratori non si estende a quello tra essi che sia

immune da colpa, purchè: 108

a) abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle

deliberazioni del CDA;

b) del suo dissenso dia immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale.

Esercizio dell’azione

L’esercizio dell’azione di responsabilità contro gli amministratori deve essere deliberato dall’assemblea

ordinaria, anche se la società è in liquidazione.

L’azione può essere esercitata entro cinque anni dalla cessazione dell’amministratore dalla carica.

Revoca di diritto

Le deliberazioni dell’azione di responsabilità comporta la revoca automatica dall’ufficio degli amministratori

contro cui è proposta solo se la delibera è approvata col voto favorevole di almeno un quinto del capitale

sociale. Se non si raggiunge tale percentuale del capitale sociale sarà invece necessaria una distinta ed espressa

delibera di revoca.

Tutela delle minoranze

Quando la società è dichiarata fallita o assoggettata a liquidazione coatta amministrativa o ad amministrazione

straordinaria, la legittimazione a promuovere l’azione sociale di responsabilità compete al curatore

fallimentare, al commissario liquidatore o al commissario straordinario.

Rinunzia e transazione

Una tutela limitata ed indiretta delle minoranze è prevista anche quando la società è in bonis. La società infatti

può rinunziare all’esercizio di responsabilità o pervenire ad una transazione con gli amministratori. L’una o

l’altra devono però essere espressamente deliberate dall’assemblea. Inoltre è necessario che non vi sia il voto

contrario di una minoranza qualificata:il quinto del capitale sociale, ridotto ad un ventesimo nelle società che

fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, percentuale prevista per l’esercizio dell’azione di responsabilità

da parte della minoranza. Altrimenti, la rinunzia e la transazione sono senza effetto.

Azione della minoranza

In base all’art 2393-bis , l’azione sociale di responsabilità contro gli amministratori può essere promossa anche

dagli azionisti di minoranza, rappresentanti il venti per cento del capitale sociale o la diversa misura prevista

nello statuto comunque non seriore ad un terzo, così superando l’eventuale inerzia del gruppo di comando.

Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio è sufficiente che l’azione sia promossa dai soci

che rappresentano il cinque per cento del capitale sociale o la percentuale più bassa prevista dallo statuto.

I soci che hanno agito possono rinunciare all’azione o transigerla , ma ogni corrispettivo deve andare a

vantaggio della società , tenuta a rimborsare loro solo le spese giudiziarie.

9 (segue) la responsabilità verso i creditori sociali.

Art. 2394

Gli amministratori sono responsabili anche verso i creditori sociali oltre che nei confronti della società e con la

nuova riforma del 2003 i presupposti non sono mutati.

L’azione può essere quindi esercitata se: 109

gli amministratori sono inosservanti degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del

a. Patrimonio Sociale

l’azione può essere proposta ai creditori solo quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al

b. soddisfacimento dei loro crediti. Un danno per i creditori infatti non sussiste finquando il patrimonio

sociale è capiente.

Legittimazione

In caso di fallimento della società può essere proposta esclusivamente dal curatore, che è legittimato ad

esercitare anche l’azione sociale di responsabilità. Il risarcimento danni va ad incrementare la massa attiva

fallimentare.

Azione diretta

L’azione dei creditori sociali esercitata fuori del fallimento è azione diretta ed autonoma e non azione

surrogatoria di quella spettante alla società.

Gli amministratori non potranno perciò opporre ai creditori agenti le eccezioni opponibili alla società . Inoltre e

soprattutto, quanto corrisposto dagli amministratori a titolo di risarcimento danni non spetterà alla società, ma

direttamente ai creditori fino alla concorrenza del loro credito.

Rapporti con l’azione sociale

Quando l’azione risarcitoria è già stata esperita dalla società ed il relativo patrimonio è stato reintegrato, i

creditori non potranno più esercitare l’azione di loro spettanza dato che gli amministratori sono ovviamente

tenuti a risarcire una sola volta il danno.

Anche la transazione intervenuta con la società paralizza l’azione dei creditori sociali, salva la possibilità degli

stessi di impugnare la transazione con l’azione revocatoria, qualora ne ricorrano gli estremi.

Invece,la rinuncia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori

sociali, perché il patrimonio sociale non è stato reintegrato.

10. Responsabilità verso i singoli soci o terzi

Art. 2395 Le disposizioni precedenti non pregiudicano il danno spettante al socio o al terzo che sono stati direttamente

danneggiati da atti colposi o dolosi degli amministratori.

Le azioni di responsabilità della società e dei creditori sociali “non pregiudicano il diritto al risarcimento del

danno spettante al singolo socio o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi degli

amministratori”

Devono ricorrere i 2 presupposti:

compimento da parte degli amministratori di un illecito nell’esercizio del loro ufficio

a. la produzione di un danno diretto al patrimonio del singolo socio o del singolo terzo; di un danno cioè

b. che non sia semplice riflesso del danno eventualmente subito dal patrimonio sociale.

es. bilancio falso che induce i soci ad un aumento di CS a prezzo eccessivo

. 110

Danno diretto ogni atto di depauperamento del patrimonio sociale, dovuto ad illeciti degli

amministratori.

Onere probatorio Il socio o il terzo che agiscono in responsabilità contro gli amministratori devono

comunque provare che esiste un nesso causale diretto tra il danno subito e l’illecito

degli amministratori. Spetta dunque al socio provare dolo e colpa degli

amministratori.

Prescrizione L’azione va esercitata entro 5 anni dal compimento dell’atto che ha pregiudicato il socio o il

terzo.

11. I direttori generali

Direttori generali sono lavoratori subordinati dell’impresa che svolgono compiti di alta gestione.

Sono nominati dall’assemblea o dal consiglio di amministrazione per disposizioni dello statuto ed investiti di

ampi poteri decisionali nella gestione dell’impresa.

In base all’art 2396 essi hanno:

a. Responsabilità penali uguali a quelle degli amministratori

b. Responsabilità civili nei loro compiti se nominati dall’assemblea o dall’atto costitutivo

La loro nomina non spoglia gli amministratori dei relativi poteri di gestione e rappresentanza. 111

B IL COLLEGIO SINDACALE

12. Premessa

Il collegio sindacale è l’organo di controllo interno della SPA nel sistema tradizionale, con funzioni di

vigilanza sull’amministrazione della società.

Con il tempo la legislazione che lo riguarda si è evoluta cercando di renderlo il più indipendente possibile e vi

sono grosse differenze tra SPA quotate e non.

L’evoluzione legislativa

1942: composizione semirigida dell’organo (3/5 membri), limitata competenza professionale, nomina

assembleare, scarsa incisività dei poteri

1974: invariato. Introduzione, per le società quotate, di un controllo esterno = società di revisione

1992: istituzione apposito registro dei revisori contabili

1998: modificata la disciplina del collegio sindacale. Il controllo contabile passa alle soc. di revisione

2003 definiti i requisiti di professionalità e indipendenza dei sindaci

2005: parzialmente riformata la composizione del collegio sindacale, dei requisiti dei sindaci e rafforzato i

poteri dell’organo.

13. Composizione. Nomina. Cessazione.

Art 2397

Composizione

Il collegio sindacale delle società con azioni non quotate si compone di tre o cinque membri effettivi, soci o non

soci, secondo quanto stabilito nello statuto. Devono inoltre essere nominati due membri supplenti.

Nelle società quotate rimane il limite minimo di 3sindaci effettivi e di due supplenti, l’atto costitutivo può oggi

determinare liberamente il numero dei sindaci.

Nomina 112

I primi sindaci sono nominati nell’atto costitutivo , successivamente sono nominati dall’assemblea ordinaria

(art. 2400)

La legge o lo statuto possono tuttavia riservare la nomina di uno o più sindaci allo stato o ad enti pubblici,

abbiano o meno partecipazioni nella società.

L’atto costitutivo delle società quotate deve prevedere che almeno un membro effettivo sia eletto dalla

minoranza.

Inoltre , se il collegio sindacale è formato da più di tre membri, il numero dei sindaci riservati alla minoranza

non può essere inferiore a due.

Requisiti di professionalità

SPA non quotate: Almeno un sindaco effettivo ed un supplente devono essere iscritti nel registro dei

5

revisori contabili ; gli altri, se non iscritti devono essere scelti tra gli albi professionali del ministero della

giustizia o fra i professori universitari i ruolo in materie economico-giuridiche.

SPA quotate: i requisiti sono fissati con regolamento del Ministero della Giustizia (148 Tuf)

Cause di ineleggibilità

Non possono essere sindaci:

a. il coniuge,parenti e affini entro il IV grado degli amministratori, nonché gli amministratori di

società facenti parte dello stesso gruppo;

b. Coloro che sono legati alla società o a società facenti parte dello stesso gruppo”da un rapporto di

lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d’opera retribuita , ovvero da

altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l’indipendenza”

c. Tutte le cause di ineleggibilità degli amministratori

d. Le cause previste dallo statuto

I sindaci:

hanno diritto ad un compenso predeterminato dallo statuto o dall’assemblea all’atto della nomina per

» l’intera durata del loro esercizio

rimangono in carica per 3 esercizi (scadono al momento dell’approvazione del bilancio) rimangono in

» carica sino alla nomina dei nuovi e sono rieleggibili

sono revocati per giusta causa con delibera approvata dal tribunale , al fine se ricorre la giusta causa. Nel

» frattempo la delibera è improduttiva di effetti ed il sindaco sgradito resta in carica. I sindaci nominati

dallo Stato o da enti pubblici possono essere revocati solo dall’ente che li ha nominati.

5 Possono iscriversi nel registro dei revisori contabili persone fisiche con requisiti di professionalità e che hanno passato un

esame + società con oggetto la revisione 113

decadono per cause di ineleggibilità o cancellazione dal registro dei revisori e se si disertano, senza

» giustificato motivo, 2 riunioni del CDA, comitato esecutivo o Collegio Sindacale in un esercizio.

Sostituzione: in caso di morte, rinuncia o decadenza di un sindaco subentrano automaticamente i

» supplenti in ordine di età.

Pubblicità: la nomina e la cessazione devono essere iscritti nel registro delle imprese entro 30 gg, a cura

» del CDA nel registro delle imprese

14. Il controllo sull’amministrazione.

Funzione primaria, anche se non esclusiva, del collegio sindacale è quella di controllo.

Inoltre il collegio sindacale vigila:

a) sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società

b) sul suo concreto funzionamento

Controllo contabile

Il collegio sindacale non svolge più il controllo contabile sulla società, oggi affidato ad un revisore contabile o

ad una società di revisione.

Tuttavia, solo nelle spa non quotate e che non devono redigere il bilancio consolidato, lo statuto può

prevedere che anche il controllo contabile sia esercitato dal collegio sindacale. In questo caso il collegio

sindacale deve essere composto da revisori contabili iscritti nell’apposito registro.

Doveri

La vigilanza del collegio sindacale è esercitata innanzitutto nei confronti degli amministratori in quanto

organo investito della gestione della società , ma riguarda anche l’attività dell’assemblea e comunque può

estendersi in ogni direzione. Da qui il potere-dovere dei sindaci di intervenire alle riunioni dell’assemblea , del

consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo, nonché di impugnare le relative delibere.

Caratteri del controllo

Il controllo del collegio sindacale è di carattere

Globale = riguarda attività CDA e assemblea >> diritto di intervento e impugnativa

in riunioni.

e Sintetico = analitico se le circostanze lo richiedono

Poteri

I sindaci hanno ampi poteri:

possono procedere, anche individualmente in qualsiasi momento ad atti di ispezione e controllo

» può chiedere agli amministratori (collegialmente) notizie, anche su controllate, su andamento operazioni o

» su determinati affari 114

previa comunicazione al presidente del CDA, convocare l’assemblea “qualora nell’espletamento del suo

» incarico ravvisi fati censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere”

nelle spa quotate il poter di convocare l’assemblea può essere esercitato anche solo da due membri del

» collegio sindacale

può promuovere il controllo giudiziario sulla gestione, se ha fondato sospetto che gli amministratori

» abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione.

la CONSOB può attivare un controllo giudiziario sull’attività dei sindaci stessi.

»

15. Il funzionamento del collegio sindacale

Il presidente del collegio sindacale è nominato dall’assemblea nelle SPA mentre nelle SPAQ sono stabiliti dallo

statuto i criteri della sua nomina.

Il collegio sindacale:

si riunisce almeno ogni 90gg

» quorum costitutivo è rappresentato dalla maggioranza dei sindaci

» quorum deliberativo: maggioranza dei presenti

» deve redigere verbale con indicazione dei pareri dissenzienti se richiesto

» può avvalersi , sotto la propria responsabilità e a proprie spese di dipendenti e ausiliari per

» specifiche operazioni di ispezioni e controllo

Nelle SPAQ, invece , il collegio sindacale possono avvalersi dell’assistenza di dipendenti della società

nell’espletamento delle proprie funzioni.

Denunzia dei soci

La sua attività di controllo può essere sollecitata dai soci.

16. La responsabilità dei sindaci

Art 2407. I sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalità e la diligenza richieste dalla natura dell’incarico;

sono responsabili della verità delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno

conoscenza per ragione del loro ufficio.

Essi sono solidalmente responsabili con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi quando il danno non si

sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della carica.

Abbiamo 2 tipi di responsabilità:

Esclusiva (I comma)

: Ai sindaci viene quindi richiesto il risarcimento dei danni qualora il danno

» sia imputabile solo al mancato o negligente adempimento dei loro doveri

(es. violazione segreto).

Concorrente (II comma)

: sono solidalmente responsabili con gli amministratori quando non

» vigilano bene e ciò comporta un danno.

L’azione di responsabilità contro i sindaci è uguale a quella fatta dalla società contro gli amministratori.

C IL CONTROLLO CONTABILE 115

17. Controllo e revisione contabile.

Il collegio sindacale non svolge più il controllo contabile sulla società, oggi affidato alle società di revisione.

Oggi il C.S. vigila solo sull’adeguatezza e sull’affidabilità del sistema amministrativo-contabile.

Controllo contabile

a) Spa non quotate: il controllo contabile è esercitato da un revisore contabile o da una società di revisione

iscritti in un apposito registro istituito presso il Ministero della Giustizia .

Tuttavia, solo nelle spa non quotate e che non devono redigere il bilancio consolidato, lo statuto può

prevedere che anche il controllo contabile sia esercitato dal collegio sindacale. In questo caso il collegio

sindacale deve essere composto da revisori contabili iscritti nell’apposito registro.

b) nelle Società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio diverse dalle società quotate, il controllo

contabile può essere esercitato solo da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili, la

quale limitatamente a tali incarichi è assoggettata a parte della disciplina della revisione contabile prevista per

le società quotate ed alla vigilanza della Consob.

c) nelle società con azioni quotate l’attività di revisione contabile è riservata alle società di revisione iscritte in

un apposito albo speciale tenuto a cura della Consob ed è integralmente assoggettata alla disciplina dettata dal

Tuf.

Le società di revisione

Le società di revisione sono società di persone o di capitali il cui oggetto sociale deve essere limitato

all’organizzazione e revisione contabile di aziende. Esse inoltre devono rispondere ad una serie di requisiti

volti a garantire la professionalità della maggioranza dei soci e degli amministratori, nonché l’onorabilità di

tutti gli amministratori.

La Consob vigila sull’attività delle società di revisione iscritte nell’albo per controllarne l’indipendenza e

l’idoneità tecnica, e può, fra l’altro , raccomandare principi e criteri da adottare per la revisione contabile.

18. conferimento dell’incarico e revoca

Conferimento incarico

Nelle Società sottoposte a controllo contabile, l’incarico è conferito dall’atto costitutivo (la prima volta) e

dall’assemblea sentito il collegio sindacale (di regola).

L’assemblea determina il corrispettivo spettante al revisore o alla società di revisione per l’intera durata

dell’incarico.

Cause di ineleggibilità

Le cause di ineleggibilità sono:

Essere sindaci di una controllata / controllante

» Cause di ineleggibilità dei sindaci

» Altre cause previste dallo statuto + cause di incompatibilità o requisiti di professionalità.

»

Durata

L’incarico : 116

Dura 3 esercizi e nelle SPAQ non è rinnovabile per più di 2 volte.

»

Revoca

L’incarico : Viene revocato solo per giusta causa dall’assemblea sentiti i sindaci e con la delibera approvata

» dal decreto del tribunale (come per i sindaci).

Rimane in carica la società di revisione revocata fino al conferimento ad un’altra.

»

Pubblicità La nomina e la revoca devono essere iscritte nel registro delle imprese

»

19. Funzioni e responsabilità

Il revisore contabile deve verificare nel corso dell’intero esercizio e con periodicità almeno trimestrale , la

regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione nelle scritture contabili dei fatti di gestione,

Deve inoltre verificare che il bilancio di esercizio e il bilancio consolidato corrispondono alle risultanze delle

scritture contabili e siano conformi alle norme che li disciplinano.

Essi devono esprimere un giudizio sul bilancio d’esercizio e consolidato.

Il controllo consiste in pratica:

Controllo ogni 3 mesi della regolare tenuta della contabilità

» Corrispondenza scritture contabili e bilancio e sua conformità alle norme

» Espressione di un giudizio sull’affidabilità del bilancio.

» Nelle SPAQ il giudizio può essere:

Senza rilievi

A. Con rilievi

B. Negativo motivazione dei rilievi

C. Impossibilità di dare un giudizio

D. >> informare immediatamente la CONSOB

Se il giudizio è positivo (A+B) vi è una restrizione per l’impugnativa sul bilancio (5% CS ≠ 1‰)

La società di revisione può:

richiedere documenti e notizie agli amministratori

» compiere autonomamente ispezioni e controlli

» scambiarsi informazioni con il collegio sindacale

»

E inoltre deve informare tempestivamente la CONSOB e il CS se vi sono gravi irregolarità.

Il revisore contabile documenta l’attività svolta in un apposito libro, tenuto presso la sede della società o in

luogo diverso stabilito dallo statuto. 117

Il soggetto incaricato del controllo contabile,al pari del collegio sindacale, deve adempiere i propri doveri con

diligenza professionale.

Inoltre oltre alla società di revisione rispondono in solido con essa i soggetti che hanno effettivamente

effettuato il controllo contabile.

L’azione si prescrive in 5 anni dalla cessazione dell’incarico.

Sistemi di amministrazione e controllo

Sistema Approvazione del Organo Organo di Controllo

bilancio amministrativo controllo contabile

TRADIZIONALE Assemblea dei soci Consiglio di Collegio sindacale Collegio sindacale o

amministrazione revisore contabile

o amministratore unico

DUALISTICO Consiglio di Consiglio di gestione Consiglio di Revisore contabile

sorveglianza sorveglianza

o assemblea dei soci

MONISTICO Assemblea dei soci Consiglio di Comitato per il Revisore contabile

amministrazione controllo sulla

gestione

D I SISTEMI ALTERNATIVI

20 Il sistema dualistico

Il sistema dualistico, di ispirazione tedesca, prevede la presenza di un consiglio di gestione (organo

amministrativo) e di un consiglio di sorveglianza eletto dall’assemblea. Il controllo contabile è poi affidato,

senza eccezioni, ad un revisore contabile o ad una società di revisione.

Consiglio di gestione:

svolge le funzioni proprie del CDA nel sistema tradizionale Consiglio di gestione

Consiglio di sorveglianza: Consiglio di Sorveglianza

sono attribuite sia le funzioni di controllo proprie del collegio sindacale,

ed è attribuita larga parte delle funzioni dell’assemblea ordinaria. Assemblea

In tale sistema l’attività di amministrazione è demandata al consiglio di gestione ed il controllo contabile è

affidato al revisore contabile

Il consiglio di sorveglianza

Il consiglio di sorveglianza può essere composto da soci o non soci e: 118

Il suo numero è determinato dallo statuto ma non inferiore a 3 persone

» È eletto dall’assemblea di regola, dall’atto costitutivo il primo.

»

I componenti del consiglio di sorveglianza restano in carica tre esercizi e sono rieleggibili, salvo diversa

disposizione dell’atto costitutivo.

Competenze e poteri

Il consiglio di sorveglianza:

- presenta la denunzia al tribunale ex art 2409;

- riferisce per iscritto almeno una volta all’anno all’assemblea sull’attività di vigilanza svolta, sulle

omissioni e sui fatti censurabili rilevati;

- è destinatario delle denunzie dei soci.

I suoi componenti devono assistere alle assemblee e possono assistere alle adunanze del consiglio di gestione.

Al consiglio di sorveglianza è attribuita larga parte delle funzioni dell’assemblea ordinaria:

- ha le competenze in materia di controllo sulla gestione sociale,

- di approvazione del bilancio di esercizio,

- di nomina e revoca dei consiglieri di gestione, di deliberazione

- esercizio dell’ azione di responsabilità nei confronti dei consiglieri di gestione.

Regole di funzionamento

Il presidente del consiglio di sorveglianza è eletto dall’assemblea ed i suoi poteri sono determinati dallo

statuto.

Responsabilità

I componenti del comitato di sorveglianza devono adempiere i loro doveri con la diligenza richiesta dalla

natura dell’incarico. Sono solidalmente responsabili con i componenti del consiglio di gestione per i fatti e le

omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformità dei doveri della

loro carica.

In breve: 

REQUISITI per essere eletti consiglieri di sorveglianza bisogna avere:

Requisiti professionali

»

Almeno uno deve essere revisore e lo statuto può decidere che gli altri abbiano requisiti di

professionalità e onorabilità

Cause di ineleggibilità

» Cause di ineleggibilità degli amministratori

o coloro che hanno un rapporto continuativo di consulenza o prestazione d’opera retribuito con la

o società (o controllate/collegate)

componenti del consiglio di gestione

o altre cause previste dallo statuto

o 119

DURATA e REVOCA I consiglieri di sorveglianza, inoltre:

restano in carica 3 anni e sono rieleggibili

a) possono essere revocati con le norme sul mandato (anche senza giusta causa) con delibera approvata

b) da 1/5 CS

COMPENSO retribuzione annuale deve essere predeterminata ed invariabile in corso di carica e viene

determinata dall’assemblea, se non è stabilita nello statuto.

Il consiglio di gestione

Le funzioni coincidono con quelle del CDA nel sistema tradizionale.

Il consiglio di gestione è costituito da un numero di componenti non inferiore a due.

I primi componenti sono nominati nell’atto costituivo.

Successivamente la loro nomina compete al consiglio di sorveglianza, che ne determina anche il numero nei

limiti stabili dallo statuto.

I componenti non possono essere nominati consiglieri di sorveglianza.

Essi sono revocabili ad nutum dal consiglio di sorveglianza.

Non trova applicazione il meccanismo della cooptazione: se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o

più componenti del consiglio di gestione, il consiglio di sorveglianza provvede senza indugio alla loro

sostituzione.

Azione di responsabilità

L’azione di responsabilità può essere esercitata anche dal consiglio di sorveglianza.

La relativa deliberazione è assunta a maggioranza dei componenti e comporta la revoca di ufficio dei

consiglieri di gestione se è raggiunta la maggioranza dei due terzi dei componenti.

In tal caso il consiglio di sorveglianza provvede contestualmente alla sostituzione. Lo stesso consiglio di

sorveglianza può rinunciare all’esercizio dell’azione di responsabilità o può transigerla, purchè la relativa

delibera sia approvata dalla maggioranza dei suoi componenti e purchè non si opponga la percentuale dei soci

prevista dalla corrispondente disciplina dettata per la rinuncia o transazione da parte dell’assemblea.

21. Il sistema monistico

Elementi caratterizzanti

Il sistema monistico, di ispirazione anglosassone, si caratterizza per la soppressione del collegio sindacale.

L’amministrazione ed il controllo sono infatti esercitati dal consiglio di amministrazione e da un comitato per

il controllo sulla gestione, costituito al suo interno , che svolge le funzioni proprie del collegio sindacale.

Il controllo contabile è poi affidato ad un revisore contabile o ad una società di revisione.

Consiglio di amministrazione

Il consiglio di amministrazione è eletto dall’assemblea ed è previsto che almeno un terzo dei componenti deve

essere in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci e, se lo statuto lo prevede, di quelli

120

previsti da codici di comportamento redatti da associazioni di categoria o da società di gestione di mercati

regolamentati.

Comitato per il controllo sulla gestione

E’ nominato dallo stesso CDA fra i consiglieri

È costituito da consiglieri con:

requisiti di indipendenza

» da almeno uno iscritto nel registro dei revisori

» requisiti di onorabilità e professionalità se stabiliti dallo statuto

» senza funzioni gestorie nemmeno in controllate / collegate.

» un consigliere eletto dalla minoranza se SPAQ (2 se il comitato è composto da più di 3 membri)

»

Il CDA decide il numero e sostituisce i consiglieri di gestione se vengono meno.

Funzioni

Le funzioni e i poteri sono uguali a quelle del collegio sindacale:

- vigila sull’adeguatezza della struttura organizzativa della società, del sistema di controllo interno e del

sistema di controllo interno e del sistema amministrativo e contabile.

- Essendo organo di controllo interno della società, è destinatario delle denunzie dei soci di fatti

censurabili

- Può a sua volta presentare denunzia al tribunale ove riscontri gravi irregolarità di gestione

potenzialmente dannone.

Il comitato di controllo esercita altresì gli ulteriori compiti affidatigli dal consiglio di amministrazione con

particolare riguardo ai rapporti con i soggetti incaricati del controllo contabile.

I suoi componenti devono assistere alle assemblee, alle adunanze del consiglio di gestione e del comitato

esecutivo, ma non è prevista la decadenza automatica in caso di assenze ripetute e ingiustificate.

Tra il comitato di controllo e il soggetto o la società di revisione incaricati del controllo contabile è imposto

anche lo scambio di informazioni. 121

E. I CONTROLLI ESTERNI

22 Il sistema

Il sistema dei controlli esterni, diversi dal controllo contabile, non è identico per tutte le spa.

I controlli esterni sono di 2 tipi:

Controllo giudiziario per tutte le SPA se si presentano situazioni che alterano il corretto

» funzionamento della società e se vi sono gravi irregolarità

Controllo della CONSOB per le SPAQ per la tutela degli investitori e della trasparenza.

»

23. Il controllo giudiziario sulla gestione.

Il controllo giudiziario sulla gestione delle società per azioni è una forma di intervento dell’autorità

giudiziaria nella vita delle società volta a ripristinare la legalità dell’ amministrazione delle stesse.

Con la riforma del 2003 , il tribunale interviene sevi è il fondato sospetto che gli amministratori, ma non più i

sindaci , in violazione dei loro doveri abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione che possano arrecare

danno alla società o a una del gruppo [danno potenziale]. Ad esempio, irregolare tenuta della contabilità ;

redazione di un bilanci falso; ecc.

I requisiti per l’intervento sono quindi gravi irregolarità + danno potenziale

L’iniziativa

L’intervento può essere richiesto:

Dal 10% (5% nelle SPAQ) dei soci o minore se previsto dallo statuto

» Da collegio sindacale, comitato di gestione o consiglio di sorveglianza

» In SPA aperte dal pubblico ministero

» Dalla CONSOB in SPAQ se vi sono irregolarità dei sindaci.

»

Il tribunale non può invece procedere di ufficio.

La fase istruttoria 122

Il procedimento attivato con la denunzia si articola in 2 fasi:

1. Fase istruttoria

Si accerta l’esistenza delle irregolarità e a sentire amministratori e sindaci.

Può anche esserci una ispezione da parte di un consulente del tribunale.

La maggioranza della società può evitare l’ispezione e sospendere il procedimento giudiziario se sostituisce gli

amministratori e sindaci con soggetti di adeguata professionalità che si attivano per accertare le violazioni ed

eliminarle.

2. Provvedimenti

Si possono porre due tipi di provvedimenti:

Provvedimenti cautelari da parte del giudice

»

Per evitare il ripetersi delle irregolarità

Nomina di un amministratore giudiziario

»

Egli è investito per legge del potere di proporre l’azione di responsabilità contro gli amministratori e i

sindaci.

L’azione si può comunque transigere da parte della società o rinunciare.

L’amministratore giudiziario può compiere solo atti ordinari e alla fine del suo operato può:

 Convocare l’assemblea per la nomina degli amministratori e i sindaci

 Mettere in liquidazione la società

Comunque la decisione spetta all’assemblea.

24. La Consob

Struttura

La CONSOB è una persona giuridica di diritto pubblico e gode di piena autonomia nei limiti stabili dalla

legge.

Essa ha sede in Roma ed una sede secondaria operativa a Milano.

Funzioni

La CONSOB svolge varie funzioni , è progressivamente divenuta organo di controllo dell’intero mercato

mobiliare , dei soggetti che sullo stesso operano e di ogni operazione di sollecitazione del pubblico risparmio

attraverso l’emissione ed il collocamento di strumenti finanziari.

25 (segue) Consob e informazione societaria

Essa assicura una adeguata e veritiera informazione sui mercati finanziari. 123

Tale informazione si basa su 2 principi cardine:

informazione continua

Tutte le società con azioni e obbligazioni diffuse fra il pubblico [SPA aperte]devono

» tempestivamente informare il pubblico, secondo le modalità stabilite dalla Consob, di qualsiasi

fatto, riguardante anche l’attività delle società controllate, la cui conoscenza può influire

sensibilmente sul prezzo degli strumenti finanziari

Informazione su richiesta

La CONSOB può richiedere che siano resi pubblici notizie e documenti necessari per

» l’informazione del pubblico e provvedervi direttamente, a spese degli interessati, in caso di

inottemperanza.

La CONSOB ha anche predisposto, in questo senso, obblighi di informazione preventiva su operazioni

straordinarie e che siano messi a disposizione del pubblico tempestivamente il bilancio d’esercizio e la

relazione semestrale degli amministratori.

Informazione periodica

ha inoltre prescritto che siano mesi tempestivamente a disposizione del pubblico i documenti

» contabili periodici: bilancio di esercizio e relazione semestrale degli amministratori.

La CONSOB ha poi ampi poteri di indagine e controllo per ottenere un informazione corretta e veritiera. 124

CAPITOLO DICIOTTESIMO

IL BILANCIO

1. Il bilancio d’esercizio.

Il Bilancio d’esercizio è il documento contabile che rappresenta in modo chiaro, veritiero e corretto la

situazione patrimoniale e finanziaria della società e il suo risultato economico nell’esercizio.

Il bilancio d’esercizio è composto da:

Parti essenziali: CE, SP e nota integrativa

» Allegati: relazione sulla gestione degli amministratori del collegio sindacale e del revisore.

»

Bilancio e normativa fiscale

Il bilancio di esercizio delle società di capitali ha inoltre rilievo anche per l’applicazione della normativa

tributaria in quanto costituisce per i fisco il termine di riferimento per la tassazione periodica del reddito della

società.

L’attuale disciplina tuttavia ha soppresso la disposizione che in precedenza consentiva di effettuare rettifiche

di valore, ad esempio gli ammortamenti, esclusivamente in applicazione della normativa fiscale così

eliminando le possibili interferenze di quest’ultima sul risultato di esercizio in base alla disciplina civilistica.

Le “clausole generali”

Art. 2423 Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione

patrimoniale, finanziaria e il risultato economico della società.

Il secondo comma dell’art. 2423 c.c. stabilisce che gli amministratori devono redigere il bilancio ,

costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa rispettando i principi

di: chiarezza (o trasparenza) , cioè trasparenza e comprensibilità sostanziale e formale rispettando

- gli schemi di bilancio;

verità : attendibilità dei valori stimati e congetturati;

- 125

correttezza : rispetto di norme e regole.

-

Altri principi

L’art 2423 bis del c.c stabilisce che nella redazione del bilancio devono essere osservati i seguenti

principi:

la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della

- continuazione dell’attività;

si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dell’esercizio;

- si deve tenere conto dei proventi e degli oneri di competenza dell’esercizio,

- indipendentemente dalla data dell’incasso o del pagamento;

si deve tenere conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio, anche se conosciuti

- dopo la chiusura di questo.

2. La struttura del bilancio.

Criteri di redazione

In osservanza del principio di chiarezza bisogna rispettare alcuni criteri di redazione quali:

Le singole voci devono essere inserite secondo l’ordine tassativo previsto per legge

a) Le voci sono organizzate in categorie [lettere], sottocategorie [numeri romani], voci [numeri arabi] e

b) sottovoci [lettere minuscole]

Quattro livelli di voce:

CATEGORIA Identificata con LETTERE MAIUSCOLE

RAGGRUPPAMENTI Identificata con NUMERI ROMANI

VOCI Identificata con NUMERI ARABI

SOTTOVOCI Identificata con LETTERE MINUSCOLE

Esempio: Imm.ni finanziarie

B) Immobilizzazioni 126

III . Finanziarie

1) partecipazioni in:

a) imprese controllate

b) imprese collegate

c) imprese controllanti

d) altre imprese

Ad ogni voce va affiancata quella dell’esercizio precedente per facilitare il confronto

c) È vietato il compenso di partite , cioè la somma algebrica di attività e passività, ovvero di costi e

d) ricavi , che per legge devono essere iscritti distintamente.

Il bilancio deve essere redatto in unità di euro, senza cifre decimali. La nota integrativa può essere però redatta

in migliaia di euro (art 2423, 5° comma)

Bilancio in forma abbreviata

Alle società che non superano determinate dimensioni di attivo patrimoniale, fatturato e numero di dipendenti

è consentita la redazione di un bilancio in forma abbreviata con meno voci di conto economico e di stato

patrimoniale e senza relazione sulla gestione se si ottempera ai comma 3,4 dell’art. 2428.

Stato patrimoniale

Lo stato patrimoniale rappresenta in modo sintetico la composizione quantitativa e qualitativa del patrimonio

della società : attività e passività , e la situazione finanziaria nel girono della chiusura dell’esercizio.

Consente inoltre l’immediata conoscenza del patrimonio netto della società. Lo stato patrimoniale deve essere

redatto nella forma a colonne (vanno iscritte prima le attività; poi il patrimonio netto e le passività), secondo lo

schema rigido fissato dall’art 2424.

Voci dell’attivo

Le voci dell’attivo sono aggregate in quattro grandi categorie orinate, salvo la prima, secondo il criterio della

liquidità crescente.

A) crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, con separata indicazione della parte già richiamata

B) Immobilizzazioni, che comprendono gli elementi patrimoniali destinati ad esser utilizzai durevolmente

dalla società. Le immobilizzazioni a loro volta sono distinte in tre sottocategorie:

B-I) immobilizzazioni immateriali (articolate in sette voci)

B- II) immobilizzazioni materiali (articolate in cinque voci)

B-III) immobilizzazioni finanziarie, che comprendo le partecipazioni azionarie e non (articolate in tre

sottovoci), crediti (articolati in quattro sottovoci),altri titoli e le azioni proprie, quando siano destinati a

permanere stabilmente nel patrimonio della società. Altrimenti questi cespiti patrimoniali vanno indicati nell’

”attivo circolante”

C) Attivo circolante a sua volta distinto in:

C- I ) Rimanenze (articolate in cinque voci) 127

C-II) Crediti che non costituiscono immobilizzazioni, articolati in sette voci, con distinta indicazione dei crediti

tributari e delle imposte anticipate

C-III) Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni , fra le quali vanno inserite le partecipazioni,

le azioni proprie e gli altri titoli di cui si prevede l’alienazione in tempi brevi.

C-IV) Disponibilità liquide (distinte in tre voci)

D) Ratei e risconti (attivi)

Voci del passivo

A) Patrimonio netto, che risulta composto dal capitale sociale nominale (A-I) e dai diversi tipi di riserve,

distinte a seconda della fonte (da A-II a A-VII). L’importo del capitale e delle riserve è aumentato degli utili

portati a nuovo (utili di esercizi precedentei non distribuiti) e degli utili di esercizio risultati dal conto

economico, è invece diminuito delle eventuali perdite portate a nuovo e delle perdite di esercizio. Si ottiene

così il patrimonio netto della società.

Tutte queste voci non costituiscono vere e proprie passività e si iscrivono nella colonna del passivo solo per

ragioni contabili (c.d. passivo ideale)

B) fondi per rischi ed oneri. Si tratta di accantonamenti destinati a coprire perdite o debiti certi o probabili ,

ma dei quali alla chiusura dell’esercizio risulta ancora indeterminato l’ammontare o la data di sopravvenienza.

E’ il caso degli accantonamenti per il pagamento di indennità di quiescenza dei dipendenti o di imposte, anche

differite, soltanto probabili o di ammontare non ancora determinabile.

C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato

D) Debiti, distinti in quattordici voci

E) Ratei e risconti (passivi)

Conti d’ordine

In calce allo stato patrimoniale devono essere iscritti i conti d’ordine che indicano gli impegni, i rischi e le

garanzie date dall’impresa ai terzi ma che non influiscono direttamente sul patrimonio.

Stato patrimoniale: Art. 2424

Attivo Passivo

A. Crediti v/soci A. Patrimonio netto

B. Immobilizzazioni B. F.do per rischi e oneri

C. Attivo circolante C. TFR

D. Ratei e risconti D. Debiti

E. Ratei e risconti

In calce allo stato patrimoniale devono essere iscritti i conti d’ordine che indicano gli impegni, i rischi e le

garanzie date dall’impresa ai terzi ma che non influiscono direttamente sul patrimonio. 128

Conto economico

Il conto economico, art. 2425 è redatto in forma scalare:

A. Valore della produzione

B. Costi della produzione Gestione ordinaria

Differenza A-B

C. Proventi e oneri finanziari Gestione finanziaria

D. Rettifiche di valore di attività finanziarie

E. Proventi e oneri straordinari Gestione straordinaria

Risultato prima delle imposte

22) imposte correnti, differite e anticipate

Utile / perdite d’esercizio

Per le operazioni in valuta estera, va applicato il tasso di cambio del giorno dell’operazione.

VALORE DELLA PRODUZIONE si compone:

dei ricavi delle vendite e delle prestazioni

- delle variazioni +/- delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, lavori in corso su ordinazione

- incrementi di immobilizzazioni per lavori interni

- altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio; relativi a provvigioni

- attive, proventi immobiliari, ecc.

COSTI DELLA PRODUZIONE

acquisti di materie prime , merci

- costi per servizi comprendenti quelli per acquisti, servizi industriali, commerciali e amministrativi

- godimento beni di terzi, oneri per l’utilizzo di beni di terzi

- costo del lavoro

- ammortamenti e svalutazioni

- variazioni +/- di materie e merci

- accantonamenti

- oneri di gestione contenenti tutti quei componenti che non trovano collocazione nelle voci del gruppo

- di appartenenza 129

Tra i PROVENTI e gli ONERI FINANZIARI si comprendono i proventi da partecipazioni e finanziari, nonché

gli interessi ed altri oneri finanziari e gli utili e perdite su cambi.

Le RETTIFICHE di VALORE di ATTIVITA’ FINANZIARIE riguardano le rivalutazioni e le svalutazioni di

partecipazione e titoli

I PROVENTI e gli ONERI STRAORDINARI comprendono anche le plusvalenze e le minusvalenze.

Dal RISULTATO PRIMA delle IMPOSTE , ottenuto per somma algebrica dei gruppi di voci precedenti, si

detrae il carico fiscale rappresentato dalle imposte sul reddito dell’esercizio, per ottenere l’utile o la perdita

dell’esercizio.

Le IMPOSTE possono essere:

correnti

- anticipate riguardano costi imputati in bilancio non deducibili ai fini fiscali negli esercizi successivi

- (determinano un aumento dell’imponibile; cred per imp anticipate) ;

differite sono dovute nei periodi successivi nei quali i costi già dedotti saranno imputati al conto

- economico, ovvero i ricavi non concorrenti alla formazione del reddito d’esercizio saranno recuperati a

tassazione (determinano una riduzione dell’imponibile , es. plusv.rateizzate; fondo per imposte

differite)

Nota Integrativa

Gli amministratori devono poi redigere:

La nota integrativa (art. 2427) in cui si illustrano e specificano le voci dello SP e del CE e altre informazioni

» integrative su n° di dipendenti, sul compenso di amministratori e sindaci, sulle azioni e altri strumenti

finanziari emessi dalla società, sui finanziamenti dei soci alla società, sulle operazioni di locazione

finanziaria e sulle partecipazioni in società controllate e collegate

Relazione sulla gestione (Art 2428 c.c.)

Gli amministratori , unitamente al bilancio , devono redigere una relazione sulla gestione, con il quale viene

giudicato l’andamento aziendale vengono spiegate le motivazione delle scelte effettuate e le prospettive che si

prevedono, di là dei dati puramente contabili.

La relazione ha una parte descrittiva dei principali fatti che hanno caratterizzato l’esercizio.

Dalla relazione devono in ogni caso risultare:

a) le attività di ricerca e sviluppo

b) i rapporti con imprese controllate, collegate, controllanti e imprese sottoposte al controllo di queste

ultime

c) il numero e il valore nominale sia delle azioni o quote di società controllanti possedute o acquistate

dalla società 130

d) i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio

e) l’evoluzione prevedibile della gestione

Deve inoltre risultare l’elenco delle sedi secondarie della società.

3. I criteri di valutazione .

Per le stime e le congetture effettuate dagli amministratori a fine esercizio il principio base assunto è quello del

costo.

I criteri sono vari e riguardano più voci (art. 2426):

Immobilizzazioni: iscritto al costo d’acquisto o di produzione con imputazione dei costi accessori

e degli oneri finanziari se direttamente correlati.

Ammortamenti: se la vita utile delle immobilizzazioni è limitata nel tempo il loro valore deve

essere ammortizzato in ogni esercizio in relazione alla residua possibilità di utilizzazione. Si

predispone un piano di ammortamento tenendo conto dei diversi coefficienti.

Svalutazioni: Bisogna svalutare un’immobilizzazione se il suo valore risulta durevolmente

inferiore al suo costo storico. La svalutazione non può essere mantenuta negli esercizi successivi

se sono venuti meno i motivi della stessa.

Partecipazioni: Le partecipazioni in controllate e collegate iscritte tra le immobilizzazioni possono

essere valutate al costo o al metodo del patrimonio netto. Le variazioni da questo metodo

vanno in una riserva indisponibile.

Costi pluriennali: i costi d’impianto, ampliamento, ricerca, sviluppo e pubblicità possono essere

capitalizzati se hanno un’utilità pluriennale. Ammortamento entro i 5 anni.

Avviamento: può essere iscritto solo se acquistato a titolo oneroso. Amm.to entro i 5 anni.

Crediti: valutati al valore di presunto realizzo.

Attivo circolante: i cespiti diversi dai crediti devono essere iscritte al minore tra costo d’acquisto

e valore di realizzo desumibile dall’andamento di mercato ( min(costo, FV))

Lavori in corso su ordinazione: possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi maturati con

ragionevole certezza.

Operazioni in valuta: se attività e passività correnti >> tasso di cambio alla data di riferimento;

la diff. è utili o perdite su cambi [CE] e cn costituzione riserva indisponibile

se attività e passività immobilizzate >> al tasso di cambio dell’acquisto o al valore di

mercato se durevolmente inferiore. 131

Se l’applicazione di questi principi va in contrasto con i principi di veridicità e correttezza, in casi ,quindi,

6

eccezionali , gli amministratori possono derogare ai criteri di valutazione motivandoli naturalmente nella nota

integrativa.

Deroghe eccezionali

Gli utili derivanti dalla diversa applicazione vanno iscritti in una riserva indisponibile fino al loro

effettivo realizzo.

4. Il procedimento di formazione del bilancio

Alla redazione e approvazione del bilancio cooperano tutti e tre gli organi sociali nel sistema tradizionale e

monastico.

Mentre in quello dualistico il bilancio è predisposto dal consiglio di gestione ed è approvato dal consiglio di

sorveglianza, salvo che lo statuto preveda l’approvazione da parte dell’assemblea in caso di mancata

approvazione da parte del consiglio di sorveglianza o quando ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei

componenti del consiglio di gestione o del consiglio di sorveglianza.

Gli amministratori redigono il progetto di bilancio e 30gg prima della discussione in assemblea lo

1. comunicano al collegio sindacale e all’organo revisore che esprimono i loro commenti e il loro giudizio.

il progetto di bilancio va depositato nella sede della società nei 15 gg prima della discussione

2. dell’assemblea.

esame dell’assemblea che lo approva o lo respinge (dubbio se possa anche modificarlo)

3. entro 30gg deve essere depositato nel registro delle imprese

4.

Le azioni di nullità e annullabilità della delibera di approvazione del bilancio non possono più essere esercitate

dopo che è stato approvato il bilancio dell’esercizio successivo.

Ratio: certezza dei bilanci e delle operazioni ≠ rapporti con i terzi deboli o inibiti

Se la società di revisione ha espresso un giudizio positivo sul bilancio allora l’azione di annullabilità e di

nullità possono essere esercitate solo da tanti soci che abbiano il 5% del Capitale Sociale.

5 Utili. Riserve. Dividendi

L’assemblea che approva il bilanci delibera sulla distribuzione degli utili ai soci.

Nel sistema dualistico a tal fine provvede l’assemblea convocata dal consigli di sorveglianza.

6 Tra i casi eccezionali non rientra naturalmente la svalutazione della moneta. La rivalutazione monetaria è possibile solo con apposite

leggi 132

Non tutti gli utili sono però distribuibili fra i soci sotto forma di dividendi. E ciò per la presenza di alcuni

vincoli di destinazione imposti dalla legge. Ulteriori vincoli di destinazione possono essere poi stabiliti

dall’atto costitutivo.

Le riserve sono diverse:

Riserva legale: 5% degli utili fino a quando non si raggiunge il 20% del CS.

È un accantonamento imposto per legge per salvaguardare l’integrità del CS.

Non è mai distribuibile ai soci.

Riserva statutaria: % decisa dallo statuto con il fine di salvaguardare ulteriormente il CS e di

autofinanziamento. Con delibera straordinaria può essere distribuibile ai soci.

Riserve facoltative: disposte dall’assemblea che approva il bilancio e liberamente disponibili.

Partecipazione agli utili: lo statuto può prevedere la partecipazione agli utili di soci fondatori,

promotori e amministratori (% su utile – riserva legale).

Utili distribuibili ai soci: gli utili di cui l’assemblea che approva il bilancio può disporre a favore dei soci sono

perciò costituiti: a) dagli utili distribuibili di esercizio;

b) dagli utili accertati e non distribuiti negli esercizi precedenti (riserve disponibili e

utili riportati a nuovo);

Limiti ai poteri dell’assemblea: l’interesse del gruppo di comando al reinvestimento degli utili nell’attività

sociale (autofinanziamento) è privilegiato rispetto all’interesse del singolo socio alla distribuzione annuale

degli utili ed alla remunerazione periodica del capitale investito. Né l’assemblea è tenuta a motivare la

mancata distribuzione annuale degli utili ai soci.

Utili fittizi: la società non può pagare dividenti sulle azioni, se non per utili realmente conseguiti e risultanti

dal bilancio regolarmente approvato. Né può procedere alla distribuzione di dividendi se negli esercizi

precedenti si è verificata una perdita di capitale , fin quando il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura

corrispondente. L’inosservanza di tali condizioni dà luogo alla distribuzione di utili fittizi.

Gli azionisti non sono obbligati a restituire i dividenti riscossi per utili non realmente esistenti quando:

a) erano in buona fede al momento della riscossione;

b) i dividendi sono stati distribuiti in base ad un bilancio regolarmente approvato;

c) dal bilancio risultano utili netti corrispondenti.

Gli acconti dividendo: le società per azioni il cui bilancio è assoggettato per legge al controllo da parte di

società di revisione iscritte nell’albo speciale possono distribuire ai soci acconti sui dividendi.

La distribuzione degli acconti dividendo deve essere prevista dallo statuto. Inoltre , è deliberata dagli

amministratori ( non quindi dall’assemblea) “sulla base di un prospetto contabile e di una relazione, dai quali

risulti che la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società consente la distribuzione stessa”.

Gli acconti dividendo non sono ripetibili se i soci li hanno riscossi in buona fede, anche se sia successivamente

accertata l’inesistenza degli utili di periodo risultanti dal prospetto. 133

6. Il bilancio consolidato di gruppo.

Il bilancio consolidato è un bilancio redatto dalla capogruppo in aggiunta al proprio bilancio, in cui viene

rappresentata la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del gruppo considerato nella sua unità.

Il bilancio consolidato costituisce perciò un utile strumento di informazione sulla situazione globale del

gruppo.

Area di consolidamento

Il bilancio consolidato deve essere redatto dalle società di capitali che controllano altre imprese e dalle società

cooperative che controllano società di capitali.

Esoneri

sono escluse: le società controllate con vincoli contrattuali

» le società che svolgono un’attività del tutto eterogenea rispetto alla maggior parte del gruppo

»

Non devono obbligatoriamente redigere il bilancio:

i gruppi di piccole dimensioni che non abbiano società quotate

» le subholding (controllate che a loro volta controllano altre società), salvo abbiano società

» controllate quotate.

Struttura

Il bilancio consolidato è redatto dagli amministratori della capogruppo ed è costituito da SP, CE, nota

integrativa e relazione sulla situazione del gruppo (allegato).

Principi di consolidamento

I principi di consolidamento sono uguali a quelli del bilancio d’esercizio con i dovuti accorgimenti per far

risultare il gruppo come se fosse un’unica impresa = eliminazione dei rapporti interni:

eliminazione delle partecipazioni della controllante nelle controllate e la corrispondente frazione del

1. patrimonio netto

eliminazione crediti e debiti fra imprese incluse nel consolidamento

2. proventi e oneri relativi ad operazioni effettuate fra le stesse

3. utili e perdite conseguenti.

4.

Il procedimento di formazione del consolidato è uguale a quello d’esercizio ed è sottoposto agli stessi controlli

e alle stesse forme di pubblicità ma non è approvato dall’assemblea.

Accertamento di conformità

Se la redigente il consolidato è soggetta alla revisione contabile, i soci che rappresentano il 5% del CS o la

CONSOB possono richiedere l’accertamento del tribunale sulla conformità alle norme nei criteri di redazione.

134

CAPITOLO DICIANNOVESIMO

LE MODIFICAZIONI DELLO STATUTO.

1. Nozione. Procedimento 7

Costituisce modificazione dello statuto ogni mutamento del contenuto del contratto sociale con inserimento,

modificazione o soppressione di clausole.

Le modificazioni dello statuto possono avere il più diverso contenuto e possono variamente incidere sulla

preesistente struttura organizzativa della società.

Delibera assembleare:

Nelle SPA si può modificare lo statuto con delibera dell’Assemblea straordinaria.

Vi sono comunque delle maggioranze più elevate per alcuni temi nelle SPA non quotate:

cambiamento dell’oggetto sociale

» scioglimento anticipato o proroga della società

» revoca dello stato di liquidazione

» trasferimento della sede sociale all’estero

» emissione di azioni privilegiate

» introduzione, modificazione o soppressione della clausola compromissoria

» trasformazione e trasformazione eterogenea (anche SPAQ)

» esclusione o limitazione del diritto d’opzione (anche SPAQ)

»

Controllo notarile:

Art. 2436 Il notaio che ha verbalizzato la deliberazione di modifica dello statuto, entro 30gg, verificato

l’adempimento delle condizioni previste per legge, ne richiede l’iscrizione nel registro delle imprese

contestualmente al deposito e allega le eventuali autorizzazioni richieste.

L’ufficio del registro, verificata la regolarità formale della documentazione, iscrive la delibera nel registro.

Omologazione facoltativa:

Se il notaio vede che la delibera non è conforme alla legge ne dà tempestivo avviso agli amministratori che

possono:

7 Società di persone = consenso unanime, anche per cessione della quota.

Società di capitali = modifiche delle partecipazioni non sono modifiche dell’atto costitutivo (non centralità del socio) 135

nei 30gg successivi convocare l’assemblea straordinaria per una nuova delibera o

» ricorrere al tribunale che verifica la conformità alla lgg e decreta l’iscrizione nel registro.

» Inerzia = delibera inefficace (art. 2436, 3° comma)

»

Efficacia: La delibera produce effetti solo dopo la sua iscrizione nel registro delle imprese.

Pubblicità legale: Dopo ogni modificazione va depositato nel registro delle imprese il testo integrale dello

statuto aggiornato.

2. Il diritto di recesso

Limiti al potere della maggioranza:

L’applicazione del principio maggioritario anche per le modificazioni dello statuto fa si che nella spa la

minoranza non può impedire modifiche , anche radicali, dell’assetto societario.

Il che non significa che il potere sia senza limiti. E’ necessario infatti che vengano rispettate le norme

inderogabili e non siano violati i principi cardine della correttezza e della buona fede nell’attuazione del

contratto nonché quello della parità di trattamento.

In presenza di delibere modificative di particolare gravità,la minoranza è indirettamente tutelata dalla

previsione di maggioranze più elevate e dal riconoscimento del diritto di recesso.

Diritto di recesso- cause

L’attuale disciplina amplia le cause di recesso e le suddivide in:

b- cause di recesso inderogabili

c- cause derogabili dallo statuto

d- cause statutarie

Cause inderogabili

Art. 2437, I comma: hanno diritto di recedere per tutte o parte delle loro azioni i soci che non hanno concorso alle

deliberazioni:

a) Modifica dell’oggetto sociale quando consente un cambiamento significativo della SPA

b) Trasformazione della società

c) Trasferimento della sede sociale all’estero

d) Revoca dallo stato di liquidazione

e) L’eliminazione di una o più cause di recesso derogabili o statutarie

f) Modifica dei criteri di determinazione del valore dell’azione nel caso di recesso

g) Modifiche riguardanti diritto di voto o di partecipazione

h) Soci dissenzienti o assenti alla delibera che introduce, modifica o sopprime la clausola

compromissoria (è concessa solo nelle SPA chiuse)

i) Soci dissenzienti, assenti o astenuti all’esclusione dalla quotazione

In tutti questi casi il diritto di recesso non può essere soppresso dallo statuto ed è nullo ogni patto volto ad

escluderlo o a rendere più gravoso l’esercizio. 136

Cause derogabili

Art. 2437, II comma: Salvo che lo statuto disponga diversamente, hanno diritto di recedere i soci (per tutte le azioni)

che non hanno concorso all’approvazione delle deliberazioni riguardanti:

a) La proroga del termine di durata della società

b) L’introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari

Il recesso può essere esercitato solo per parte delle azioni.

Cause statutarie

Art. 2437, IV comma: lo statuto delle società che non fanno ricorso al capitale di rischio può prevedere ulteriori cause di

recesso.

Società a tempo indeterminato:

Nelle SPA chiuse a tempo indeterminato il socio può liberamente recedere con un preavviso di 180 giorni,

salvo che lo statuto preveda un termine superiore, comunque non superiore all’anno.

Esercizio del diritto di recesso:

Il diritto di recesso deve essere esercitato entro:

15 giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima

» 30 giorni dalla conoscenza da parte del socio se non dipende da una delibera

»

Le azioni interessate dal recesso devono essere depositate presso la sede della società e non possono essere

cedute.

Il socio che recede ha diritto al rimborso del valore delle azioni a meno che la società revoca la delibera che lo

legittima o la società si scioglie entro 90 gg.

Determinazione valore azioni: in modi diversi a seconda si tratti di:

SPA non quotate: valore determinato dagli amministratori sentiti i sindaci e i revisori tenuto conto

della consistenza patrimoniale della società, delle sue prospettive reddittuali e dell’eventuale valore di

mercato delle azioni.

Lo statuto può stabilire criteri più analitici per valutare la consistenza del patrimonio.

Se c’è contestazione allora il valore è determinato da un esperto designato dal tribunale.

SPA quotate: il valore è uguale al prezzo medio di chiusura dei 6 mesi precedenti la convocazione

dell’assemblea

Le azioni del socio recedente:

Vanno offerte agli altri soci in opzione e anche possibile prelazione sull’inoptato.

1. Se i soci non le sottoscrivono tutte allora collocamento sul mercato

2. Se no soci e no terzi, allora le azioni vengono rimborsate mediante acquisto da parte della società

3. rispettando il limite di riserve o utili disponibili 137

Se no riserve o utili disponibili allora riduzione del capitale o scioglimento della società.

4.

3. Le modificazioni del Capitale sociale

Modificazioni dello statuto relative al capitale sociale: aumento e diminuzione (art. 2438-2447).

Aumento reale ed aumento nominale

L’aumento del capitale sociale può essere reale (o a pagamento) oppure semplicemente nominale (o gratuito)

Si ha un aumento del capitale sociale nominale e del patrimonio della società per effetto di nuovi conferimenti.

4 l’aumento reale del capitale sociale

Con l’aumento reale del capitale sociale, la società intende procurarsi nuovi mezzi finanziari a titolo di capitale

di rischio. L’aumento reale dà perciò luogo all’emissione di nuove azioni a pagamento, che vengono

sottoscritte dai soci attuali, cui per legge è riconosciuto diritto di opzione.

Condizioni per l’aumento.

Art. 2438 Un aumento di capitale non può essere eseguito fino a che le azioni precedentemente emesse non siano

interamente liberate.

Ratio: gonfiare crediti v/soci e no reale funzione vincolistica

L’aumento non è però invalido ma gli amministratori rispondono in solido dei danni eventualmente arrecati ai

soci ed ai terzi. In presenza di perdite che rendono obbligatoria la riduzione del capitale la società non può

procedere ad un aumento dello stesso senza aver prima ridotto il capitale in misura corrispondente alla

perdita.

L’aumento delegato

Competente a deliberare l’aumento di capitale è, in via di principio, l’assemblea straordinaria dei soci.

Lo statuto o una successiva modifica dello stesso possono però attribuire agli amministratori la facoltà di

aumentare in un o più volte il capitale sociale.

Tuttavia : a) deve essere predeterminato l’ammontare massimo entro cui gli amministratori possono

aumentare il capitale sociale,

b) la delega può essere concessa per un periodo massimo di cinque anni; la delega è però

rinnovabile.

Il verbale della delibera del consiglio di amministrazione di aumento del capitale sociale deve esser redatto da

un notaio.

La relativa delibera consiliare è soggetta ai controlli previsti per le delibere modificative dell’atto costitutivo e

ad iscrizione nel registro delle imprese.

Sottoscrizione parziale 138

La deliberazione (assembleare o consiliare) di aumento deve fissare il termine, non inferiore a 30 giorni dalla

pubblicazione dell’offerta, entro il quale le sottoscrizioni devono essere raccolte.

A causa della sottoscrizione parziale l’aumento di capitale può essere di due tipi:

a. Scindibile = se sottoscrizione parziale il capitale si aumenta solo per la parte di azioni

sottoscritte ma dev’essere espressamente previsto dalla delibera.

b. Inscindibile = se non sono sottoscritte tutte non si fa nulla e i sottoscrittori e la società sono

liberati dai rispettivi obblighi.

Conferimenti:

Per i conferimenti in sede di aumento valgono le stesse norme per la costituzione della società solo che essi non

possono essere complessivamente inferiori all’aumento del capitale deliberato e il versamento del 25% ( ed

eventualmente il sovrapprezzo) fatto presso la società e non presso la banca.

Versamenti in conto capitale:

Versamenti fatti dai soci alla società a titolo di conferimento. Fatti “a copertura di perdite al fine di sopperire

alle esigenze di capitale di rischio e/o di costituire un fondo destinato a ripianare eventuali perdite evitando di

incorrere nella disciplina della riduzione obbligatoria di capitale. Tali apporti incrementano il patrimonio della

società senza modificarne il capitale sociale e restano sottratti alla disciplina dei conferimenti.

5 (segue). Il diritto d’opzione

Il diritto d’opzione è il diritto dei soci attuali di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione dell’aumento del

capitale sociale a pagamento.

Funzioni

Il diritto d’opzione ha la funzione di:

F. Amministrativa: Mantenere inalterata la % di partecipazione nell’assemblea

» F. Patrimoniale: Mantenere il valore reale della partecipazione solitamente > del valore

» nominale per la presenza di riserve e non cederlo a terzi.

Il diritto di opzione ha un proprio valore economico (spesso notevole), che l’azionista può monetizzare

cedendolo a terzi qualora non voglia o non possa concorrere all’aumento del capitale sociale.

Il diritto di pozione non è tuttavia un diritto intagibile dell’azionista. Esso può essere sacrificato quando uno

specifico interesse della società lo esige.

Oggetto:

Art. 2441 le azioni di nuova emissione e le obbligazioni convertibili in azioni devono essere offerte in opzione ai

soci in proporzione al numero delle azioni possedute.

Se vi sono già obbligazioni convertibili queste spettano ai possessori di queste in concorso con i soci sulla base del rapporto

di cambio.

Oggetto del diritto d’opzione sono le azioni di nuova emissione di qualsiasi categoria e le obbligazioni

convertibili in azioni emesse dalla società. 139

Termine:

Per l’esercizio del diritto di opzione al società deve concedere agli azionisti un temine non inferiore a trenta

giorni, che decorre dall’iscrizione di opzione nel registro delle imprese.

Azioni non optate

Gli amministratori non sono liberi di collocare a loro piacimento le azioni che siano rimaste inoptate:

SPA non quotate: coloro che hanno esercitato il diritto d’opzione possono manifestare la volontà di

acquistare anche l’inoptato al momento dell’esercizio del loro diritto.

SPAQ: l’inoptato va offerto sul mercato regolamentato dagli amministratori per almeno 5 riunioni e

il ricavato va a beneficio della società.

Diversamente l’inoptato potrà essere liberamente collocato.

Esclusione del diritto di opzione:

Il diritto d’opzione può essere escluso in presenza di situazioni che rispondono a un concreto interesse della

società:

Il diritto di opzione è escluso per legge quando le azioni devono essere liberate con conferimenti in

A. natura.

Anche nelle società quotate si può escludere il 10% del CS preesistente per tali conferimenti purchè il

prezzo d’emissione sia congruo col prezzo d’emissione.

Il diritto di opzione può esser escluso o limitato con la delibera di aumento del capitale quando l’interesse

B. della società lo esige con delibera di ½ del CS

Il diritto di opzione non può essere escluso, con delibera dell’assemblea straordinaria , quando le azioni

C. devono essere offerte ai dipendenti della società con delibera di ½ del CS se l’offerta ai dipendenti

riguarda più di ¼ dell’aumento.

Sovrapprezzo

In A,B le azioni devono obbligatoriamente avere il sovrapprezzo. E’ stabilito che la delibera di aumento del

capitale “determina il prezzo di emissione delle azioni in base al valore del patrimonio netto, tenendo conto

per le azioni quotate in mercati regolamentati, anche dell’andamento delle quotazioni nell’ultimo semestre. Il

collegio sindacale deve esprimere il proprio parere sulla congruità del prezzo di emissione.

Il sovrapprezzo è determinato:

SPA non quotate in base al valore del patrimonio netto + parere collegio sindacale.

SPAQ in base all’andamento delle azioni degli ultimi 6 mesi + parere dell’organo di revisione .

Opzione indiretta:

Il diritto d’opzione non si considera escluso o limitato quanto le azioni sono sottoscritte da SIM o banche che

poi devono obbligatoriamente offrirle agli azionisti. 140

6. L’aumento nominale del capitale sociale

L’aumento nominale (o gratuito) del capitale sociale è operazione che non dà luogo a nuovi conferimenti e non

determina perciò alcun incremento del patrimonio sociale,si incrementa solo il capitale nominale.

Art. 2442 L’assemblea può aumentare il capitale imputando a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio in

quanto disponibili.

Effetti:

l’aumento è realizzato utilizzando valori già esistenti nel patrimonio della società.

L’operazione non è però senza conseguenze giuridiche: il passaggio a capitale di riserve e fondi disponibili

comporta che la società non può più disporre a favore dei soci dei corrispondenti valori del patrimonio netto.

Essi restano assoggettati al vincolo di stabile indisponibilità proprio del capitale sociale.

Modalità di attuazione:

l’aumento nominale del capitale sociale può essere attuato:

Aumentando il valore nominale delle azioni in circolazione

» Emettendo nuove azioni date gratuitamente agli azionisti in proporzione alle quote da loro

» possedute. Non si devono alterare le preesistenti posizioni reciproche tra azionisti.

7. Riduzione del Capitale sociale. La riduzione reale.

Tipologia

Al pari dell’aumento, anche la riduzione del capitale può essere reale o nominale a seconda che la riduzione

dia luogo o meno ad un corrispondente rimborso ai soci del valore dei conferimenti.

Riduzione reale

Art. 2445 La riduzione del CS può aver luogo sia mediante liberazione dei soci dall’obbligo dei versamenti ancora dovuti

sia mediante rimborso di capitale ai soci.

Condizioni

La riduzione reale è sottoposta ad alcune condizioni abbastanza stringenti:

No riduzione sotto il minimo legale (120.000 €)

» Se sono emesse obbligazioni, non si può ridurre se non è rispettato il limite per l’emissione delle

» stesse

Vi sono anche alcune cautele procedimentali:

L’avviso di convocazione deve indicare ragioni e modalità della riduzione,in modo che i soci

» siano preventivamente informati sulle une e sulle altre

La delibera dell’AS (modificazioni statuto) può essere eseguito solo 90gg dopo l’iscrizione nel

» registro delle imprese

Opposizione dei creditori 141

I creditori sociali anteriori all’iscrizione possono opporsi alla delibera di riduzione, dato che l’esecuzione della

stessa può pregiudicare la loro posizione.

L’opposizione sospende l’esecuzione della delibera fino all’esito del giudizio della stessa.

Il tribunale può tuttavia disporre che l’esecuzione abbia ugualmente luogo se si ritiene infondato il pericolo di

pregiudizio per i creditori o se la società presta idonea garanzia a favore del creditore opponente.

Le modalità di esecuzione

La riduzione reale può avere luogo mediante liberazione dei soci dall’obbligo dei versamento ancora dovuti, o

mediante rimborso agli stessi del capitale. La società può anche procedere all’acquisto ed al successivo

annullamento di proprie azioni.

Le modalità di riduzione prescelta devono comunque assicurare la parità di trattamento degli azionisti. Ad

esempio , riduzione proporzionale del valore nominale di tutte le azioni; riduzione del numero delle stesse

mediante acquisto delle azioni da annullare sul mercato; estrazione a sorte ed annullamento di un certo

numero di azioni dietro rimborso del solo valore nominale delle azioni stesse.

Azioni di godimento

Con il sorteggio gli azionisti rimborsati del solo valore nominale hanno diritto ad azioni di godimento che

partecipano agli utili dopo che sia stato distribuito alle altre un dividendo pari all’interesse legale sul valore

nominale delle azioni.

8. La riduzione del capitale sociale per perdite.

Il patrimonio netto della società (o capitale reale) può scendere, per effetto di perdite, al di sotto del capitale

sociale nominale.

Riduzione facoltativa

La società non è obbligata a ridurre il capitale sociale fino a quando la perdita dello stesso non sia superiore ad

un terzo.

La riduzione facoltativa segue le norme delle modificazioni dello statuto.

ATT.! non possono comunque essere distribuiti utili fino a quando le perdite siano state colmate.

Riduzione obbligatoria

Art. 2446 Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori e in

caso di loro inerzia, il collegio sindacale, devono convocare l’assemblea per gli opportuni provvedimenti .

La riduzione può intaccare o no il minimo legale:

Non è stato intaccato: si sottopone all’assemblea una situazione patrimoniale aggiornata con le

opinioni del collegio sindacale + relazione amministratori in cui danno conto dei fatti di

rilievo. Tali opinioni devono essere depositate presso la sede negli 8 giorni precedenti

all’assemblea. 142

Gli opportuni provvedimenti possono essere:

Ridurre il capitale sociale

» Rinviare a nuovo le perdite ma, se nell’es. successivo sono ancora

» 8

> di 1/3, riduzione obbligatoria da parte dell’assemblea o, in mancanza, è

disposta d’ufficio dal tribunale.

È stato intaccato: l’assemblea deve necessariamente deliberare la riduzione del capitale ed il

contemporaneo aumento al minimo legale o la trasformazione della società .

Se non aumenta CS o non si trasforma la società si scioglie e entra in liquidazione.

8 Se le azioni sono senza valore nominale la riduzione può essere decisa anche dagli amministratori. 143

CAPITOLO VENTESIMO

LE OBBLIGAZIONI

1. Nozione

Le Obbligazioni sono titoli di credito (nominativi o al portatore) che rappresentano frazioni di uguale valore

nominale e con uguali diritti di un’unitaria operazione di finanziamento a titolo di mutuo.

I titoli obbligazionari documentano quindi un credito verso la società

Azioni ed obbligazioni

Le differenze con le azioni sono perciò evidenti:

L’azione attribuisce la qualità di socio, mentre l’obbligazione attribuisce la qualità di creditore

a) della società

L’obbligazionista diversamente dall’azionista ha diritto ad una Remunerazione periodica fissa

b) (interessi) svincolata dai risultati economici della società finanziaria

Ha diritto al Rimborso del valore nominale del capitale prestato alla scadenza pattuita, mentre

c) 9

l’azionista ha diritto al rimborso del suo apporto solo in sede di liquidazione “aleatorio”

Obbligazioni e strumenti finanziari partecipativi:

La differenza è meno netta perché hanno in comune la caratteristica di essere emessi a fronte di un apporto

non imputato a capitale. Le obbligazioni però:

a. sono titoli di massa (frazioni standardizzate di un’unica operazione economica),

b. attribuiscono il diritto al rimborso di una somma di denaro.

Tipi speciali di obbligazioni

Esistono vari tipi particolari di obbligazioni:

Obbligazioni partecipanti

a) Remunerazione è commisurata agli utili di bilancio

Obbligazioni indicizzate

b) Si adegua il rendimento dei titoli ancorandoli all’andamento di indici che possono anche riguardare

la società.

9 Si ha rimborso solo se vi è un residuo dell’attivo netto e questo può a sua volte essere maggiore, uguale o addirittura

minore della quota conferita 144

Obbligazioni convertibili in azioni

c) Si può trasformare il credito in una partecipazione dell’emittente/controllata/collegata

Obbligazioni con warrant

d) Si ha il diritto di sottoscrivere azioni pur restando la posizione di creditore

Obbligazioni subordinate

e) Il diritto degli obbligazionisti ad ottenere interessi e il rimborso del capitale è subordinato

all’integrale soddisfacimento degli altri creditori in caso di liquidazione volontaria o

assoggettamento a procedura concorsuale.

2. Limiti all’emissione di obbligazioni

Con la riforma del 2003 è stato abbandonata definitivamente l’idea che il limite all’emissione di obbligazioni

abbia funzione di garanzia degli obbligazionisti e concepisce lo stesso come una tecnica volta ad evitare che gli

azionisti ricorrano al mercato del capitale di credito in misura eccessiva rispetto al capitale di rischio

apportato.

Limite del capitale e delle riserve

Art. 2412 La società può emettere obbligazioni al portatore o nominative, per somma complessivamente non eccedente il

doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato.

La società per azioni può emettere obbligazioni , nominative o al portatore, per somma complessivamente non

eccedente il doppio del capitale sociale sottoscritto , della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti

dall’ultimo bilancio approvato. I sindaci attestano il rispetto di tale limite

Es CS sottoscritto 100 (di cui versato 50)

Riserva legale 20

Altre riserve disponibili (statutarie o facoltative) 30

La società potrà emettere obbligazioni per ammontare non superiore a 300 (mentre in passato il limite sarebbe

stato 50 cioè il capitale versato)

Deroghe

La società può tuttavia emettere obbligazioni per ammontare superiore al limite fissato in via generale al limite

fissato in via generale quando:

Le obbligazioni eccedenti devono essere sottoscritte da investitori istituzionali (SIM, banche)

a) soggetti a vigilanza prudenziale (Banca d’Italia), i quali a loro volta, se trasferiscono le

obbligazione sotto sottoscritte , devono rispondere della solvenza della società emittente nei

confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali

Le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di proprietà della società

b) sino a 2/3 del valore di bilancio di questi 145

Ricorrono particolari ragioni di interesse nazionale e vi è un’autorizzazione dell’autorità

c) governativa a superare il limite.

Permanenza del rapporto

La società che ha emesso obbligazioni non può ridurre volontariamente il capitale sociale o distribuire riserve

se il limite del primo comma dell’art. 2412 non risulta più rispettato per le obbligazioni che restano in

circolazione.

E’ però consentita la riduzione (per perdite) obbligatoria. Ma in tal caso , o nel caso che le riserve

diminuiscano in conseguenza di perdite, non possono distribuirsi utili finchè non viene ripristinato il predetto

rapporto fra capitale più riserve ed obbligazioni.

3. Il procedimento di emissione.

Delibera di emissione

Art. 2410 se lo statuto o la legge non dispongono diversamente, l’emissione di obbligazioni è deliberata dagli

amministratori. [prima assemblea straordinaria]

In ogni caso la delibera deve risultare da verbale redatto da notaio ed è depositata ed iscritta a norma dell’articolo 2436

[modificazioni dello statuto]. Produce effetti e può essere eseguita solo dopo l’iscrizione.

Se la legge o lo statuto non dispongono diversamente, l’emissione di obbligazioni è deliberata dagli

amministratori.

La delibera di emissione deve tuttavia risultare da verbale redatto da un notaio, è soggetta a controllo di

legalità da parte dello stesso e ad iscrizione nel registro delle imprese.

Esso produce effetti e può essere eseguita solo dopo l’iscrizione.

La delibera di emissione di obbligazioni che prevede la costituzione di garanzie reali a favore dei sottoscrittori

deve designare un notaio per il compimento delle formalità necessarie per la costituzione delle stesse. Art.

2414bis.

Libro delle obbligazioni: L’ammontare delle obbligazioni emesse deve risultare da un apposito libro delle

obbligazioni in cui di volta in volta si annotano le obbligazioni estinte e i trasferimenti se nominative.

4. Le obbligazioni convertibili in azioni

Art. 2420-bis L’assemblea straordinaria [e non gli amministratori!] può deliberare l’emissione di obbligazioni convertibili

in azioni, determinando il rapporto di cambio e il periodo e le modalità di conversione.

Contestualmente la società deve deliberare l’aumento del CS [scindibile naturalmente] per un ammontare

corrispondente alle azioni da attribuire in conversione.

Le azioni convertibili in azioni atttribuiscono il diritto di sottoscrivere azioni della stessa società , in base ad un

prefissato rapporto di cambio, utilizzando come conferimento le somme già versate nel momento dell‘acquisto

delle obbligazioni.

Chi esercita il diritto di conversione cessa perciò di essere obbligazionista e diventa azionista della società. 146

Condizioni per l’emissione

Le obbligazioni convertibili devono essere offerte in opzione agli azionisti ed ai possessori di obbligazioni

convertibili precedentemente emesse .

In sede di emissione delle obbligazioni devono essere rispettate condizioni simili a quelle richieste per

l’emissione di nuove azioni.

Per le obbligazioni convertibili, infatti:

Il capitale sociale dev’essere interamente versato

a) Non possono essere emesse per somma complessivamente inferiore al loro valore nominale

b) Non possono esuberare il limite generale delle obbligazioni

c)

Delega agli amministratori

Competente a deliberare l’emissione di obbligazioni convertibili è l’assemblea straordinaria.

Contenuta della delibera

Per assicurare ai sottoscrittori di obbligazioni convertibili l’effettiva possibilità di conversione, la stessa

assemblea che delibera l’emissione delle obbligazioni deve determinare il rapporto di cambio, nonché il

periodo e le modalità di conversione. Deve inoltre contestualmente deliberare l’aumento del capitale sociale

per un ammontare corrispondente al valore nominale delle azioni da attribuire in conversione.

Pendenza del periodo di conversione

Sono fissate tre distinte regole:

In caso di Aumento CS a pagamento e di nuove emissione di nuove obbligazioni convertibili: si

a) offrono in opzione ai vecchi possessori , mantenendo inalterata la futura partecipazione

In caso di Aumento CS gratuito o riduzione dello stesso per perdite, il rapporto di cambio è

b) automaticamente modificato in proporzione alla misura dell’aumento o della riduzione del capitale

sociale.

La società non può deliberare la riduzione volontaria del capitale sociale, la fusione con altra

c) società, la scissione o la modificazione delle disposizioni dello statuto concernenti la ripartizione

degli utili, fin quando non siano scaduti i termini fissati per la conversione. Il divieto non ha

carattere assoluto. Può essere infatti superato dalla società concedendo agli obbligazionisti la facoltà

di conversone anticipata . In caso di fusione e scissione ai possessori di obbligazioni convertibili, che

non si avvalgono della conversione anticipata, devono essere assicurati diritti equivalenti a quelli

loro spettanti prima della fusione o della scissione, salvo che la modifica dei loro diritti non sia stata

approvata dall’assemblea degli obbligazionisti.

5. Organizzazione degli obbligazionisti

Gli obbligazionisti hanno un’organizzazione che prevede due organi: 147

assemblea e rappresentante comune

Assemblea . competenze

1. Assemblea degli obbligazionisti delibera su:

Nomina e revoca del rappresentante comune

» Modificazioni delle condizioni del prestito (es. riduzione del tasso di interessi

» temporanea sospensione del pagamento degli interessi,ecc)

Proposte di amministrazione controllata e concordato preventivo e fallimentare

» Costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi e sul

» relativo rendiconto

Oggetti di interesse comune degli obbligazionisti

»

Funzionamento

Essa viene convocata dagli amministratori o dal rappresentante comune; la convocazione è obbligatoria se

richiesta da tanti obbligazionisti che rappresentano un ventesimo delle obbligazioni in circolazione.

2. Rappresentante comune. Esso è:

Nominato dall’assemblea degli obb. o dal tribunale, su domanda di uno o più

» obbligazionisti o dagli amministratori della società. La nomina è soggetta ad iscrizione

c/o R.I.

Resta in carica 3 esercizi ma è rieleggibile

» Può essere revocato dall’assemblea anche senza giusta causa e salvo in tal caso il diritto

» al risarcimento dei danni

Funzioni Segue l’assemblea degli obbligazionisti e la convoca.

» Segue il sorteggio delle obbligazioni che in sua mancanza è nullo

» Ha la rappresentanza processuale degli obbligazionisti.

»

Azioni individuali

Il singolo obbligazionista può tutelare i propri interessi basta che non sia in contrasto con le delibere

dell’assemblea degli obbligazionisti. 148

CAPITOLO VENTUNESIMO

LO SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’ PER AZIONI.

1. Le cause di scioglimento

Le cause di scioglimento sono simili per SPA, SAPA e SRL con piccole differenze. Analizziamo la SPA.

Art. 2484 Le SPA, le SAPA e le SRL si sciolgono per:

per il decorso del termine

1. il termine può essere prorogato prima della scadenza dall’assemblea straordinaria con la maggioranza

di 1/3 CS per le SPA chiuse

per il conseguimento dell’oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo salvo siano occorse le

2. modifiche statutarie da parte dell’assemblea

impossibilità di funzionamento o continuata inattività dell’assemblea

3. = non si possono fare le delibere necessarie per il funzionamento della società

riduzione del CS al di sotto del minino legale salvo che non vi sia un contemporaneo aumento o la trasformazione

4. della società

nei casi previsti dagli articoli 2437 e 2473

5. [delibera di scioglimento dell’assemblea straordinaria in seguito al recesso di uno o più soci]

[ l’impossibilità di provvedere al rimborso delle azioni senza ridurre il CS o all’opposizione dei

creditori alla riduzione]

per deliberazione dell’assemblea di scioglimento anticipato

6. per le spa non quotate è richiesta la maggioranza rafforzata di più di 1/3 del CS anche in seconda

convocazione

per le altre cause previste dallo statuto o dall’atto costitutivo

7. Lo statuto deve indicare la competenza e gli adempimenti pubblicitari necessari

(es. la morte di un determinato socio, scadenza di una concessione, ecc) 149

per le altre cause previste dalla legge [es. dichiarazione di nullità in fase di costituzione, fallimento].

8.

Accertamento e pubblicità

Verificatasi una causa di scioglimento gli amministratori devono procedere senza indugio al suo

accertamento e all’iscrizione nel registro delle imprese della relativa dichiarazione o della deliberazione

assembleare che dispone lo scioglimento.

Decorrenza effetti

Dopo la riforma del 2003 la decorrenza degli effetti connessi al verificarsi di una causa di scioglimento

decorrono:

- dalla data di iscrizione nel registro delle imprese della delibera di scioglimento

In caso di ritardo o di omissione nell’accertamento e nell’iscrizione, gli amministratori sono personalmente e

solidalmente responsabili per i danni subiti dalla società , dai creditori sociali e dai terzi.

2. La società in stato di liquidazione

Il verificarsi di una causa di scioglimento non determina l’immediata estinzione della società:

si deve prima provvedere , attraverso il procedimento di liquidazione, al pagamento dei creditori

- sociali ed alla ripartizione fra i socie dell’eventuale residuo attivo.

La posizione degli amministratori

Gli amministratori restano ancora in carica fino alla nomina dei liquidatori ma, contestualmente

all’accertamento della causa di scioglimento, devono convocare l’assemblea per le deliberazioni relative alla

liquidazione.

Sono responsabili della conservazione dei beni sociali fin quando non li abbiano consegnati ai liquidatori.

Gli amministratori conservano il potere di gestire la società “ai soli fini della conservazione dell’integrità e del

valore del patrimonio sociale” in attesa di farne consegna ai liquidatori

I poteri dell’assemblea

Con lo stato di liquidazione è consentita la fusione con altre società, fin quando non sia iniziata al

distribuzione dell’attivo (art 2501)

Revoca dello stato di liquidazione

Con la riforma del 2003 è stata espressamente disciplinata la revoca dello stato di liquidazione (art 2487-ter),

ponendo fine ai contrasti sollevati dal silenzio della previdente disciplina .

La revoca dello stato di liquidazione può essere fatta con delibera dell’assemblea straordinaria ma: 150

con maggioranza di 1/3 del CS per le società non quotate

» i soci in disaccordo possono recedere

»

Anche i creditori sociali sono tutelati, la revoca ha , infatti , effetto:

solo dopo 60gg dalla sua iscrizione nel registro delle imprese in modo che i creditori sociali

» possano opporsi con le stesse modalità previste dalla disciplina della riduzione facoltativa dl

CS.

3. Il procedimento di liquidazione.

Nomina dei liquidatori:

Il procedimento di liquidazione si apre con la nomina di uno o più liquidatori .

Salvo diversa disposizione dello statuto , i liquidatori sono nominati dall’assemblea straordinaria (art

2487), con delibera che ne fissa anche il numero , le regole di funzionamento ed i poteri con particolare

riguardo “alla cessione dell’azienda sociale , di rami di essa, ovvero anche di singoli beni o diritti”,

“nonchè gli atti necessari per la conservazione del valore dell’impresa, ivi compreso il suo esercizio

provvisorio, anche di singoli rami, in funzione del miglior realizzo”

Se non vi provvede l’assemblea vi provvede il tribunale su istanza dei soci o del collegio sindacale.

I liquidatori:

restano in carica per la durata della liquidazione, salvo sia previsto un termine

» sono soggetti alle stesse cause di ineleggibilità e decadenza degli amministratori

» sono revocati da:

»  assemblea straordinaria

 tribunale se sussiste giusta causa e istanza dei soci, sindaci e Pubblico Ministero

hanno poteri simili a quelli degli amministratori. Essi:

» devono adempiere con diligenza e professionalità richieste

a) devono prendere in consegna i beni e i documenti sociali dagli amministratori e redigere

b) con gli stessi l’inventario del patrimonio sociale

compiono tutti gli atti utili per la liquidazione salvo diversa disposizione

c) devono redigere annualmente il bilancio indicando le variazione e sottoporlo

d) all’approvazione dell’assemblea.

I liquidatori devono innanzitutto pagare i creditori sociali:

se i fondi risultano insufficienti possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti

» 151

possono dare acconti ai soci con le opportune cautele ma se pregiudicano i creditori sociali ne

» rispondono personalmente e solidalmente per i danni.

Pubblicità: i provvedimenti di nomina e di revoca dei liquidatori sono soggetti ad iscrizione nel registro delle

imprese.

Bilancio finale di liquidazione

Alla fine del loro mandato e completata la liquidazione i liquidatori devono redigere il bilancio finale di

liquidazione: indicando la parte spettante a ciascun socio nella divisione dell’attivo, c.d. piano di riparto

» dev’essere approvato dai singoli soci e non dall’assemblea, date che a questo punto entra in

» gioco l’ interesse del singolo all’ottenimento della quota di liquidazione. E per agevolare questa

fase del procedimento di liquidazione è previsto un meccanismo di approvazione tacita.

Cancellazione della società

Approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dal

registro delle imprese e il deposito dei libri societari (art 2496).

Sopravvenienze passive

Entro un anno dalla cancellazione e creditori rimasti insoddisfatti possono far valere i loro diritti con una

domanda notificata preso la sede della società nei confronti:

dei soci nel limite delle quote riscosse con il bilancio di liquidazione

» dei liquidatori se il mancato pagamento dipende da loro colpa.

»

NB la cancellazione avviene d’ufficio se per 3 anni non si deposita il bilancio annuale di liquidazione.

Con la cancellazione dal registro la SPA si estingue. I creditori possono comunque richiederne il fallimento

10

entro un anno dalla cancellazione; decorso tale termine nessuno potrà più fare richieste .

10 ≠ vecchia disciplina in cui la società esiste fino al pagamento dell’ultimo creditore. 152

CAPITOLO VENTIDUESIMO

LA SOCIETA’ IN ACCOMANDITA PER AZIONI.

1. Caratteri distintivi 11

La SAPA è una società di capitali in cui esistono 2 categorie di soci :

S = rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali e sono

» OCI ACCOMANDATARI

amministratori per legge della società

S = rischiano solo della quota di capitale sottoscritta

» OCI ACCOMANDANTI

Art. 2454 Alla SAPA sono applicabili in quanto compatibili le norme della SPA.

Azioni:

la società in accomandita per azioni è nel contempo un tipo di società che, come la Spa, si caratterizza per il

fatto che le quote di partecipazione dei soci (accomandatati e accomandanti) sono rappresentate da azioni.

L’azionista accomandatario

Nella società in accomandita per azioni non si può essere soci accomandatari se non si è amministratori e si

cessa di essere accomandatari e responsabili se si cessa di essere amministratori.

I soci accomandatari iscritti nell’atto costitutivo sono tutti amministratori di diritto e senza limiti

a) di tempo. (non esiste accomandatario non amministratore)

Il socio accomandatario risponde delle obbligazioni sociali dal momento dell’accettazione della

b) nomina a quando viene iscritta la sua cessazione dall’ufficio nel registro delle imprese

Il nuovo amministratore assume la qualità di socio accomandatario dal momento

c) dell’accettazione della nomina (Art 2457) e ciò implica che esso risponde solo per le obbligazioni

sociali che sorgono a partire da tale momento, non di quelle anteriori

L’accomandatario – amministratore risponde illimitatamente per le sole obbligazioni sorte nel periodo in cui

ha rivestito al carica di amministratore .

11 È sbagliato dire che la SAPA sta a metà tra una società di persone e una di capitali perché vi si applicano le norme della SPA e alla

responsabilità illimitata sono collegati ampissimi poteri degli amministratori. 153

Società in accomandita semplice Società in accomandita per azioni

Gli accomandatari possono ma non devono essere I soci indicati nell’atto costitutivo come accomandatari

necessariamente amministratori e si possono perciò sono tutti di diritto amministratori della società. (art.

avere soci accomandatari che non sono 2455) e senza limiti di tempo

amministratori Il socio accomandatario che cessa dall’ufficio di

L’accomandatario risponde delle obbligazioni sociali amministratore, non risponde per le obbligazioni della

anche se non è amministratore o cessa di esserlo società sorte posteriormente all’iscrizione nel registro

delle imprese della cessazione dell’ufficio (art2461)

Il nuovo amministratore assume la qualità di socio

L’accomandatario risponde anche delle obbligazioni accomandatario dal momento della citazione della

sociali anteriori all’acquisto della qualità di socio e nomina (art 2457) e ciò implica che esso risponde solo

di quelle successive all’eventuale cessazione della per le obbligazioni sociali che sorgono a partire da tale

carica di amministratore. momento, non di quelle anteriori.

2. la disciplina

Atto costitutivo:

l’atto costitutivo deve indicare quali sono i soci accomandatari.

E’ invece superflua la nomina nell’atto costitutivo dei primi amministratori , dato che gli accomandatari sono

tutti amministratori di diritto.

Denominazione sociale:

La denominazione sociale deve essere costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari, con

l’indicazione di società in accomandita per azioni. (art. 2453)

Responsabilità

I soci accomandatari rispondono illimitatamente e solidalmente verso i terzi per le obbligazioni sociali. I

creditori sociali possono però agire nei confronti degli accomandatari solo dopo aver infruttuosamente escusso

il patrimonio sociale.

Gli organi sociali.

L’organizzazione interna della S.A.A. si fonda sulla necessaria presenza di tre distinti organi:

a. Assemblea

b. Amministratori

c. Collegio Sindacale

Assemblea:

All’assemblea si applicano le regole di funzionamento dettate per la Spa. Norme particolari valgono tuttavia

per l’adozione di talune delibere.

a. Gli accomandatari non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e revoca dei sindaci, nonché

in quelle concernenti l’esercizio dell’azione di responsabilità nei loro confronti. (art. 2459) 154

b. Le modificazioni dell’atto costitutivo non solo devono essere deliberate dall’assemblea straordinaria

con le consuete maggioranze, ma devono essere approvate da tutti i soci accomandatari. (art. 2460)

c. Nella competenza della assemblea straordinaria rientra anche la nomina e la revoca degli

amministratori.

Gli amministratori:

i soci accomandatari , designati nell’atto costitutivo , sono di diritto amministratori ed il loro ufficio ha

carattere permanente , se ‘atto costitutivo non dispone diversamente.

Gli accomandatari amministratori non sono tuttavia inamovibili. Essi infatti possono essere revocati anche se

non ricorre giusta causa, salvo il diritto al risarcimento dei danni. La revoca deve essere però deliberata con le

maggioranze prescritte per le deliberazioni dell’assemblea straordinaria

Collegio sindacale

Per il collegio sindacale l’unica deviazione dalla disciplina della spa consiste nel divieto per gli accomandatari

di votare nelle deliberazioni riguardanti la nomina e revoca dei sindaci e in quelle che riguardano la loro

responsabilità.

Lo scioglimento della società.

La società si scioglie in caso di cessazione dalla carica di tutti gli amministratori, se nel termine di 180 giorni

non si è provveduto alla loro sostituzione ed i sostituti non hanno accettato la carica.

In tale periodo agisce un amministratore nominato dal collegio sindacale che non assume la carica di socio

accomandatario. 155

CAPITOLO VENTITREESIMO

LA SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA.

1. Caratteri distintivi

La SRL è un tipo di società di capitali nella quale:

per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società col suo patrimonio

a) le partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni e non possono costituire

b) oggetto di sollecitazione all’investimento (art. 2468)

il capitale sociale minimo richiesto per la costituzione della società è di diecimila euro.

2. La costituzione della società. La s.r.l. unipersonale.

La costituzione della SRL è simile a quella delle SPA ma:

il capitale sociale non dev’essere inferiore a 10.000 €

a) la denominazione sociale deve contenere l’indicazione SRL

b) come nelle SPA, può essere costituita a tempo indeterminato ma il socio può recedere con un

c) preavviso di 6 mesi che lo statuto deve può allungare fino ad un anno.

L’atto costitutivo dev’essere redatto con atto pubblico e il suo contenuto è descritto dall’art. 2463.

Società unipersonale

La SRL è il primo tipo si società di capitali per il quale fu introdotta nel 1993 la possibilità di costituzione da

parte di un singolo socio, con il mantenimento della responsabilità limitata per le obbligazioni sociali.

3. I Conferimenti. Le forme di finanziamento.

Con la riforma del 2003 come nelle società di persone, anche nella società a responsabilità limitata “possono

essere conferiti tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica”

Condizioni dei singoli tipi di conferimenti:

D : bisogna versarne in banca il 25% o stipulare per un importo corrispondente una polizza

ENARO d’assicurazione o di una fideiussione bancaria con modalità stabilite

--> poco usate la polizza e le fideiussioni per i costi che comportano 156

B : La stima può essere fatta da un esperto o da una società di revisione

ENI IN NATURA E CREDITI iscritti nell’albo dei revisori contabili, non è prevista la revisione della stima

P ’ / : l’intero valore assegnato a tale conferimento dev’essere garantito

RESTAZIONE D OPERA SERVIZI dalla stipula di una polizza d’assicurazione o da una fideiussione.

NB! non sono conferibili beni futuri o cosa altrui >> esigenza cmq di certezza

Il socio moroso = che non conferisce:

viene escluso dalle decisioni della società

» si può provvedere a:

»  azione giudiziaria

 vendita coattiva della sua quota agli altri, se mancano offerte di acquisto da parte dei

soci per il valore risultante dall’ultimo bilancio approvato, si procede tuttavia alla

vendita all’incanto solo se lo statuto lo consente.

Finanziamenti dei soci

Nel passato era diffusa la concessione da parte dei soci di ingenti finanziamenti alle SRL ottenendo così una

pesante sottocapitalizzazione di tali società.

Oggi:

l’Art. 2467 stabilisce che il rimborso dei finanziamenti dei soci alla società è postergato rispetto al

soddisfacimento degli altri creditori. Inoltre , deve essere restituito alla società se avvenuto nell’anno

precedente la dichiarazione di fallimento della stessa.

I titoli di debito

Con l’attuale disciplina è infine caduto il divieto per le Srl di emettere obbligazioni o meglio, l’atto costitutivo

può prevedere l’emissione di titoli di debito (art. 2483) per altro sottratti alla disciplina propria delle

obbligazioni di Spa ma soggette alla disciplina secondaria del comitato interministeriale per il credito e il

risparmio.

I titoli di debito non possono essere collocati direttamente presso il pubblico dei risparmiatori.

Possono infatti essere sottoscritti solo da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale che , in caso

di successiva circolazione, rispondono per legge della solvenza della società nei confronti degli acquirenti che

non siano investitori professionali o soci della società emittente.

4 Le quote sociali

Nella SRL non esistono azioni ma quote sociali, ognuna attribuita ad un socio.

Criterio personale

Il capitale è diviso in base al numero di soci i quali detengono una quota di partecipazione proporzionale al

conferimento. 157

Diversità di valore delle quote

Mentre le azioni sono necessariamente di ugual valore, le quote possono essere di diverso ammontare e lo

sono inizialmente se diverso è l’ammontare del capitale sottoscritto da ciascun socio.

Esempio il socio che sottoscrive capitale per dieci euro , non avrà dieci quote da un euro, bensì un’unica quota

di dieci euro.

Diritti sociali

I diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla partecipazione da ciascuno posseduta e che , se

l’atto costitutivo non dispone diversamente, le partecipazioni dei soci sono determinate in misura

proporzionale al conferimento.

I diritti particolari:

l’atto costitutivo può prevedere l’attribuzione ai singoli soci ( ma non a categorie di quote) di particolari diritti

riguardanti:

1. l’ Amministrazione della società

2. Distribuzione degli utili

Questi diritti possono essere modificati solo con il consenso unanime dei soci.

»

Documentazione

Le quote non rappresentano titoli azionari e il documento è solo una prova della qualità di socio.

Trasferibilità

L’atto costitutivo può prevedere:

La non trasferibilità totale delle quote

» --> possibile causa di recesso

La trasferibilità soggetta a gradimento di soci, terzi o alcune condizioni

» --> possibile causa di recesso

Che il recesso non sia esercitato entro 2 anni dalla costituzione

» Cause di esclusione per giusta causa [come Soc. di persone]

»

Recesso

Il recesso avviene:

S : In tutte le cause e modalità previste dallo statuto

» TATUTO

L : può avvenire in due casi

» EGGE SRL a tempo indeterminato

: recesso libero con preavviso di 6 mesi allungabile dallo statuto

o a 1 anno

SRL a tempo determinato

: i soci che non hanno acconsentito (contrari assenti e astenuti) a

o grosse modifiche del contratto sociale (es. ogg.,fusione, scissione)

Infine il diritto di recesso è riconosciuto al socio contrario all’aumento del capitale sociale con esclusione del

diritto di opzione. 158

In caso di recesso il valore delle quote dev’essere quello di Mercato o in caso di disaccordo viene determinato

da un esperto nominato dal tribunale

Per la quota del socio recesso si offre agli altri soci , oppure ad un terzo concordemente individuato dai soci

stessi.

Se non vi sono acquirenti, si procede al rimborso attingendo alle riserve disponibili della società, o in

mancanza, tramite riduzione (reale ) del capitale.

Ma se anche la riduzione del capitale risulta impossibile, perché i creditori vi si oppongono naturalmente la

SRL si scioglie.

5 8segue). Il trasferimento delle quote sociali

Il trasferimento della quota è valido e efficace fra le parti per effetto del semplice consenso. E’ però produttivo

di effetti nei confronti della società solo dal momento in cui è iscritto nel libro dei soci.

Trasparenza

Il trasferimento per atto fra vivi (

inter vivos) :

Deve risultare da scrittura privata autenticata da un notaio

» Dev’essere iscritto nel registro delle imprese

» Deve essere annotato nel libro dei soci

»

Dopo che è stato annotato nel libro dei soci allora il trasferimento è efficace nei confronti della SRL

Pluralità di trasferimenti

Se il trasferimento è fatto con contratti a più persone, prevale chi per primo lo iscrive in buona fede nel registro

delle imprese.

Operazioni sulle proprie quote

Alla srl è vietato in modo assoluto l’acquisto di proprie quote.

Espropriazione della quota

La quota può essere espropriata dai creditori personali del socio , con conseguente vendita forzata o

assegnazione della stessa al creditore procedente.

Ciò avviene anche in caso di fallimento del socio.

Qualora la partecipazione non è liberamente trasferibile, la vendita forzata non è valida se la società presenta

entro 10gg un altro acquirente, si impedisce così l’ingresso non graditi nella SRL

6. Gli organi sociali. Le decisioni dei soci 159

L’ar 2479, 2° comma, stabilisce che sono rimesse inderogabilmente alla decisione dei soci:

Approvazione del bilancio e distribuzione degli utili

1. Nomina degli amministratori se prevista dallo statuto

2. Nomina del collegio sindacale nei casi previsti dall’articolo 2477

3. modificazioni atto costitutivo

4. operazioni che comportano una modifica rilevante dell’oggetto sociale o dei diritti dei soci.

5.

Decisione dei soci

L’assemblea della SRL può deliberare con un procedimento più snello (consultazione scritta o consenso per

iscritto) col voto favorevole di ½ del CS tranne nei casi di:

riduzione del capitale per perdite obbligatoria

» modificazioni dell’atto costitutivo

» modifica dell’oggetto sociale o dei diritti dei soci

» istanza di 1/3 del CS

»

Assemblea

Anche la disciplina dell’assemblea è lasciata all’autonomia statutaria:

Convocazione

: atto costitutivo o lettera raccomandata spedita ai soci almeno 8gg prima dell’adunanza.

» Non è necessaria la pubblicazione dell’avviso di convocazione nella Gazzetta Ufficiale

Intervento

: tutti i soci iscritti nel libro dei soci

» Voto

: in misura proporzionale alla partecipazione (come SPA)

» Quorum costitutivo

:l’assemblea è validamente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentano il

» ½ del CS

Quorum deliberativo ordinario

: maggioranza dei presenti

» Quorum deliberativo “straordinario”

: per le modificazioni dell’atto costitutivo e per le decisioni previste

» dall’art 2479, n. 5 , è però necessario il voto favorevole dei soci che rappresentano almeno il ½ CS (es.

modifiche atto cost., ogg. sociale e diritti soci).

L’assemblea totalitaria è prevista mentre non è prevista un’assemblea di seconda convocazione con

maggioranze ridotte, che però può essere introdotta dall’atto costitutivo.

L’invalidità delle decisioni dei soci

L’invalidità delle delibere assembleari rispetto a quelle che hanno per oggetto:

Le decisioni che non sono prese in conformità della legge o dell’atto costitutivo

a) Possono essere impugnate dai soci dissenzienti anche individualmente , da amministratori e collegio

sindacale, entro 90gg dalla trascrizione nel libro delle delibere.

Il tribunale può prevedere che entro 180gg sia adottata una nuova delibera che elimini la causa di

invalidità e sani la delibera invalida, fatti salvi i diritti acquistati dai terzi di buona fede. 160

Possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse, ma nel termine di tre anni , le decisioni aventi

b) Oggetto impossibile o illecito e quelle prese in assenza assoluta di informazione

(Es. per aumento CS, riduzione reale CS, impugnazione del bilancio)

Possono essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che Modificano l’oggetto sociale con

c) attività impossibili o illecite

Impugnabili da chiunque e senza limiti di tempo

7 (segue). Amministrazione e controllo

Gli amministratori

Art. 2475 Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo l’amministrazione è affidata a uno o più soci che

restano in carica a tempo indeterminato.

Quando l’amministrazione è affidata a più persone queste costituiscono il consiglio di amministrazione, che

può avere metodo collegiale o disgiuntivo previsto dall’atto costitutivo.

Devono comunque essere decise con il metodo collegiale la redazione del progetto di bilancio, progetto di

fusione e scissione, aumento CS per delega.

Conflitto di interessi

Invalidità delibere CDA: possono essere impugnate le decisioni adottate dal CDA con il voto decisivo di un

amministratore in conflitto di interessi e portano danno alla società; possono essere impugnate da

amministratori, collegio sindacale e revisore entro 90gg.

L’amministratore in conflitto d’interesse non deve comunicarlo obbligatoriamente.

Rappresentanza

Come per la SPA i contratti conclusi da amministratori in conflitto d’interessi sono annullabili su domanda

della società se il terzo conosceva o poteva riconoscere il conflitto.

Responsabilità degli amministratori:

È affermata la responsabilità degli amministratori verso la società e verso i singoli soci o terzi direttamente

a) danneggiati , ma non si fa menzione della responsabilità verso creditori sociali;

solidalmente responsabili con gli amministratori i soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il

b) compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi

L’azione di responsabilità può essere promossa dal singolo socio che può anche chiedere la revoca

c) dell’amministratore se sussistono gravi irregolarità.

Collegio sindacale

La nomina del collegio sindacale è obbligatoria se:

CS > 120.000 €

» Se non vi sono i presupposti per la redazione del bilancio in forma abbreviata

»

In questo caso non è obbligatoria la nomina del revisore; e se l’atto costitutivo non dispone diversamente, il

controllo contabile viene effettuato dal collegio sindacale. 161

Se manca proprio, i soci non amministratori hanno alcuni poteri di controllo quali:

notizie sullo svolgimento degli affari sociali

» consultazione professionisti di fiducia

» consultazione libri e scritture contabili della società

»

8 altri aspetti della disciplina.

Bilancio: stessa disciplina SPA

Modifiche dell’atto costitutivo: alcune differenze:

Aumento CS

È prevista la delega agli amministratori ma nei limiti e modalità previste dall’atto costitutivo.

NB! cmq verbale redatto da notaio e iscrizione nel registro delle imprese

Nell’aumento del CS con nuovi conferimenti il diritto d’opzione è escludibile solo se previsto dallo statuto

e mai quando l’aumento sia obbligatorio dopo una riduzione obbligatoria.

I soci dissenzienti all’esclusione del diritto d’opzione possono recedere (importanza socio)

Riduzione CS

Il CS è di 10.000 € per la riduzione per perdite.

Le riduzioni di CS non modificano le quote di partecipazione dei soci.

Per il resto è uguale alla SPA

Scioglimento della società: stessa disciplina SPA 162

CAPITOLO VENTIQUATTRESIMO

LE SOCIETA’ CORPORATIVE

1 il sistema legislativo

Art. 2511 Le cooperative sono società a capitale variabile con scopo mutualistico.

Le cooperative hanno un ampio sistema legislativo:

Costituzione Art. 45:

»

la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di

speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne favorisce il

carattere e le finalità.

Codice civile

» Leggi regionali e leggi speciali (es. legge Basevi nel 1942)

»

2 le società con scopo mutualistico

Lo scopo mutualistico consiste nel fornire beni o servizi o occasioni di lavoro direttamente ai membri

dell’organizzazione a condizioni più vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato.

L’attività di impresa delle società cooperative si caratterizza per la cosiddetta “gestione di servizio” a favore

dei soci

Il che consente ai soci della cooperativa di ottenere condizioni più vantaggiose di quelle di mercato. Nel

processo di produzione e/o di distribuzione viene infatti eliminata l’intermediazione di altri imprenditori ed il

relativo profitto.

Si dice che nella cooperativa i soci si fanno imprenditori di se stessi.

Anche i soci di una coop mirano a realizzare un risultato economico ed un proprio vantaggio patrimoniale,

attraverso lo svolgimento di una attività di impresa.

--> vantaggio patrimoniale singolo che consiste in un risparmio di spesa

in una maggior retribuzione

Soci sovventori

La legge consente la presenza accanto ai soci cooperatori, di soci sovventori, cioè soci non interessati alle

prestazioni mutualistiche ed il cui ruolo è esclusivamente quello di apportare il capitale di rischio necessario

per lo svolgimento dell’attività cooperativa.

3 (segue) scopo mutualistico e scopo lucrativo 163

Lo scopo mutualistico è prevalente, non esclusivo nelle cooperative. Infatti possiamo essere anche in presenza,

nelle società cooperative di:

lucro oggettivo

1. svolgere attività anche con terzi per produrre un utile e non solo con i soci

lucro soggettivo

2. si può avere distribuzione degli utili ma solo in limiti massimi di %.

Vietata l’integrale distribuzione degli utili prodotti.

4 le cooperative a mutualità prevalente

Le cooperative possono essere:

di consumo = i soci usufruiscono dei beni prodotti dall’impresa

» di produzione e lavoro = i fattori produttivi sono forniti dai soci

»

La riforma del 2003 ha diviso tra:

cooperative a mutualità prevalente = agevolazioni tributarie

» altre cooperative = no agevolazioni tributarie

»

Art. 2512 Sono società cooperative a mutualità prevalente quelle che:

svolgono la loro attività prevalente in favore dei soci, consumatori o utenti di beni e servizi

1. si avvalgono prevalentemente delle prestazioni lavorative dei soci

2. si avvalgono prevalentemente degli apporti di beni e servizi da parte dei soci

3.

La prevalenza viene evidenziata dagli amministratori e sindaci nella nota integrativa al bilancio dove si

verifica che il 50% di ricavi, di costo del lavoro e di costo della produzione siano attribuibili a ricavi verso soci,

lavoro dei soci e costi per servizi dati ai soci.

Perdono la qualifica di cooperativa a mutualità prevalente le società che per 2 esercizi non rispettino tali

condizioni.

Le Coop a mutualità prevalente vanno iscritte in un apposito albo tenuto a cura del Ministero delle attività

produttive, presso il quale si deposita anche il bilancio annualmente.

5 i caratteri strutturali

Cooperative medio grandi = disciplina SPA

Cooperative piccole (meno di 20 soci e attivo <1.000.000 €) = disciplina SPA o SRL

Cooperative con meno di 9 soci = disciplina SRL

Per evitare che siano perseguiti scopi meramente lucrativi sono previsti:

a) Numero minimo di soci per la costituzione e continuazione della cooperativa e specifici requisiti

soggettivi dei soci. E ciò per assicurare che la compagine sociale sia composta, almeno in prevalenza da

164

persone appartenenti a categorie sociali specificamente interessate a fruire dei beni, servizi od occasioni

di lavoro prodotti dall’impresa coop.

b) Limiti alla quota di partecipazione di ogni socio e alla % di utili ad ognuno distribuibile

c) le variazioni del numero di soci e le conseguenti modifiche del CS, non comportano la modifica

dell’atto costitutivo

d) In assemblea il voto è per teste , cioè ogni socio cooperatore persona fisica ha in assemblea un solo voto

qualunque sia il valore della sua quota di partecipazione

e) Le soc cooperative sono sottoposte a Vigilanza dell’autorità governativa al fine di assicurarne il

regolare funzionamento amministrativo e contabile.

6 la Costituzione

Per costituire la società bisogna avere vari requisiti:

1. N° minimo di soci

: 9 se adottata la disciplina delle SPA

3 se adottata la disciplina delle SRL

--> se vengono meno e non si reintegra il numero in un anno la coop si scioglie

2. Requisiti dei soci cooperatori

: non possono essere soci di COOP coloro che esercitano in proprio imprese

identiche o affini con quelle delle COOP. Poi variano da settore a settore

3. Atto costitutivo

: è uguale a quello della SPA ma con in più l’indicazione di:

a. Oggetto sociale e requisiti dei soci

b. Requisiti e condizioni per l’ammissione di nuovi soci e modalità di conferimento

c. Condizioni per l’esclusione o il recesso dei soci

d. Regole per la ripartizione degli utili e per la ripartizione dei ristorni

4. Denominazione sociale

: indicare che è una COOP, se Coop a Mutualità Prevalente bisogna indicare anche

il numero d’iscrizione dell’albo

5. Pubblicità

: l’atto costitutivo deve essere iscritto nel registro delle imprese e con l’iscrizione la soc

cooperativa acquista personalità giuridica.

6. le coop che intendono godere di benefici fiscali e delle altre agevolazioni sono poi tenute all’iscrizione nel

nuovo Albo delle società cooperative, tenuto a cura del Ministero delle attività produttive,

7. Regolamenti

: l’attività mutualistica può essere disciplinata da vari regolamenti predisposti dagli

amministratori e approvati dall’assemblea straordinaria.

7 i conferimenti . la responsabilità dei soci

Conferimenti:

La disciplina dei conferimenti e delle prestazioni accessorie è identica a quella dettata per la SPA o SRL a

seconda della COOP. 165

Il socio che non esegue in tutto o in parte i conferimenti può essere escluso.

Responsabilità per le obbligazioni sociali

Art. 2518 Nelle cooperative per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio.

[come disciplina SPA e SRL ]

Con la riforma del 2003 è stata soppressa la distinzione fra coop con soci a responsabilità illimitata e coop con

soci a responsabilità limitata, dove per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio.

Socio moroso

Il socio che non esegue in tutto o in parte i conferimenti dovuti può essere escluso dalla società.

Il socio che cessa di far parte della società risponde verso la COOP per il pagamento dei conferimenti non

eseguiti per un anno dall’esclusione o dal recesso.

--> se entro un anno la COOP è insolvente egli deve ridare la liquidazione della sua quota

Il creditore particolare del socio cooperatore non può agire esecutivamente sulla quota o sulle azioni dello

stesso finchè dura la società.

8 le Quote . le azioni

La partecipazione sociale può essere rappresentata da quote o azioni.

Nessun socio può avere una quota superiore ai 100.000 € tranne nei casi di conferimenti in natura o di crediti.

Nelle COOP con più di 500 soci l’atto costitutivo può tuttavia elevare tale limite fino al 2% del CS

Trasferimento

Le quote e le azioni dei soci cooperatori non possono essere cedute, con effetto verso la società, senza

l’autorizzazione degli amministratori, il cui provvedimento deve essere comunicato al socio entro 60 giorni

dalla richiesta. Il silenzio vale assenso. L’autorizzazione in ogni caso non vale se l’acquirente non ha i requisiti

richiesti

La negazione dell’autorizzazione dev’essere motivata e il socio può opporsi in tribunale.

L’atto costitutivo può prevedere il divieto di trasferimento , salvo in questo caso il diritto del socio di recedere

dalla società con preavviso di novanta giorni e purchè siano decorsi due anni dal suo ingresso in società.

Acquisto proprie azioni

L’acquisto di azioni proprie è permesso se:

rapporto tra Patrimonio netto e complessivo Indebitamento della società deve essere superiore

» ad ¼ 166

l’acquisto o il rimborso deve essere effettuato nei limiti degli utili distribuibili e riserve

» disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato.

9 (segue) le nuove forme di finanziamento

Oggi, per favorire la raccolta di capitale di rischio sono stati previsti particolari istituti quali:

I soci sovventori

1. Sono soggetti sprovvisti degli specifici requisiti soggettivi richiesti per i cooperatori che conferiscono

capitale di rischio.

--> le loro azioni sono liberamente trasferibili salvo diversa previsione

--> sono solitamente privilegiati nella distribuzione dei dividendi anche se non possono

essere maggiori del 2% di quelli dei cooperatori.

--> possono avere al massimo 5 voti e cmq non superiori a 1/3 dei voti spettanti a tutti i soci

--> possono essere amministratori ma la maggioranza degli amministratori deve essere costituita da

soci cooperatori

Azioni di partecipazione cooperativa

2. Sono simili alle azioni di risparmio: sono prive di voto e sono privilegiate nella ripartizione degli utili e nel

rimborso capitale.

--> possono essere emesse per un ammontare non superiore al valore delle riserve indivisibili o del

Patrimonio Netto risultante dall’ultimo bilancio certificato,

--> devono essere offerte in opzione per almeno la metà ai soci e ai lavoratori dipendenti che possono

sottoscriverle anche superando i limiti massimi di partecipazione al capitale.

 le azioni di partecipazione cooperativa possono essere emesse al portatore, se interamente liberate .

sono quindi liberamente trasferibili e godono dell’anonimato.

I diritti patrimoniali consistono in:

Assicurano ex lege una partecipazione agli utili maggiori del 2% rispetto a quella delle quote o delle

» azioni dei soci cooperatori

Hanno diritto di prelazione nel rimborso del capitale per l’intero valore nominale, in sede di

» scioglimento della società

le perdite incidono solo per la parte eccedente il valore nominale delle altre azioni

»

organizzazione di gruppo

È prevista l’organizzazione di gruppo come nelle azioni di risparmio (assemblea di categoria +

rappresentante comune)

Per quanto riguarda il capitale di prestito abbiamo: 167

12

Obbligazioni che possono oggi essere emesse con limiti e criteri previsti dal CICR e con le norme della

1. SPA in quanto compatibili.

Strumenti finanziari partecipativi

2.

L’atto costitutivo stabilisce i diritti patrimoniali o anche amministrativi attribuiti ai possessori di tali strumenti

finanziari e le eventuali condizioni cui è sottoposto il loro trasferimento , fermo restando che il diritto di

recesso dei possessori di strumenti finanziari con diritto di voto è disciplinato dalle norme in tema di spa.

Comunque non possono esserci diritti di voto > di 1/3 del totale dell’assemblea.

-

- È prevista, per gli strumenti finanziari senza voto, un organizzazione con assemblea speciale e

rappresentante comune.

- Si possono offrire strumenti finanziari senza diritti amministrativi solo ad investitori qualificati

Gli organi sociali

Il funzionamento principale dell’assemblea di una coop è che ad ogni socio cooperatore spetta un solo voto

qualunque sia il valore della quota posseduta.

--> si vota per testa (soci persone fisiche) solo ai soci persone giuridiche possono essere attribuiti

più voti , ma non oltre cinque, in relazione all’ammontare della quota o delle azioni, oppure al numero

dei loro membri

--> il quorum dipende dal numero di soci e non dal capitale

Inoltre poi:

Hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti da almeno novanta giorni nel libro dei soci

» Ciascun socio può farsi rappresentare solo da un altro socio. Massimo 10 deleghe allo stesso.

» Il voto può essere dato per corrispondenza o mediante altri mezzi di telecomunicazione se l’atto costitutivo

» lo consente.

Esiste la possibilità di avere assemblee separate e quindi formare la volontà in 2 momenti:

1. Assemblee separate (si agevola la partecipazione dei soci)

Deliberano sull’ordine del giorno della generale e eleggono dei soci-delegati che vi partecipano.

2. Assemblea generale

Costituita da tutti i soci delegati e deliberano definitivamente sull’ordine del giorno.

In base all’attuale disciplina le assemblee separate sono però obbligatorie quando la società ha più di tremila

socie e svolge la propria attività in più province , oppure se ha più di cinquecento soci e si realizzano più

gestioni mutualistiche.

Le deliberazioni delle assemblee separate non possono essere autonomamente impugnate.

12 Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio 168

Quelle dell’assemblea generale possono invece essere impugnate anche dai dissenzienti o assenti delle

separate quando, senza i voti espressi dai delegati delle assemblee separate irregolarmente tenute, verrebbe

meno la necessaria maggioranza.

11 (segue) Amministrazione. Controlli: Collegio dei probiviri

Amministrazione

È possibile applicare sistema monistico, dualistico o tradizionale.

Monistico: gli amministratori eletti dai possessori di strumenti finanziari (non superiori a 1/3) non

possono far parte del comitato esecutivo

Dualistico: I componenti del consiglio di sorveglianza eletti dai possessori di strumenti finanziari

non possono essere superiori a 1/3.

I componenti eletti dai soci cooperatori sono soci cooperatori.

Tradizionale: È necessario che la maggior parte degli amministratori siano soci cooperatori indicati

dai soci cooperatori persone giuridiche.

Gli altri possono essere eletti da altre categorie

--> amministra chi ha interesse mutualistico

Gli amministratori possono essere rieletti per un massimo di 3 anni.

Per il resto operano stesse norme SPA (nomina da assemblea..) tranne il divieto di delegare i propri poteri in

tema di ammissione, recesso o esclusione dei soci e rapporti mutualistici.

Controllo

I controlli sono di varia natura:

Amministratori:

oggi è sufficiente che la maggioranza degli amministratori sia scelta tra i soci cooperatori , si vuole così

assicurare che la direzione degli affari sociali sia prevalentemente nelle mani di persone specificamente

interessate allo svolgimento dell’attività mutualistica. L’atto costitutivo può prevedere che uno o più

amministratori siano scelti tra gli appartenenti alle diverse categorie dei soci , in proporzione dell’interesse che

ciascuna categoria ha nell’attività sociale.

L’attuale disciplina prevede inoltre che l’atto costitutivo deve stabilire limiti al cumulo delle cariche ed alla

rieleggibilità degli amministratori, col limite massimo di tre mandati consecutivi.

Collegio sindacale:

Previsto se SPA e quando è obbligatorio nelle SRL (CS >120.000,quando sono superati per due esercizi

consecutivi due dei limiti indicati per la redazione del bilancio in forma abbreviata)

La nomina può essere prevista in proporzione alle quote (≠ teste)

Collegio dei probiviri 169

E’ prassi consolidata la previsione negli statuti delle coop di un ulteriore organo sociale: il collegio dei

probiviri. A tale organo è affidata la risoluzione di eventuali controversie fra soci o fra soci e società,

riguardanti il rapporto sociale (ammissione di nuovi soci, recesso,esclusione, ecc) o la gestione mutualistica.

Si tratta però di un organo che non sempre dà garanzie di imparzialità

Controllo giudiziario:

Come quello previsto da SPA (art. 2409).

- Sono legittimati al ricorso i soci titolari del decimo del capitale sociale, ovvero un decimo del numero

complessivo dei soci, ridotto ad un ventesimo per le cooperative che hanno più di tremila soci

- In tale controllo dev’essere sentita anche l’autorità di vigilanza governativa ed il tribunale dichiara

improcedibile il ricorso se quest’ultima ha già nominato un ispettore o un commissario. Viceversa,

l’autorità di vigilanza sospende il procedimento amministrativo se il tribunale ha nominato un

ispettore o un amministratore giudiziario.

12 la vigilanza governativa

Vigilanza governativa:

verifica del rispetto delle regole per la concessione delle agevolazioni.

- Viene fatta dal Ministero del Lavoro con ispezioni ordinarie e straordinarie

-

- In caso di irregolare funzionamento della società, l’autorità governativa può revocare, sempre previa

diffida, amministratori e sindaci ed affidare la gestione della coop ad un commissario governativo

.

13 Bilancio, utili e ristorni

Il bilancio dev’essere redatto con le stesse norme delle SPA.

--> revisione obbligatoria per chi emette obbligazioni e chi ha partecipazioni in SPA

Vi sono particolari norme per la destinazione degli utili:

a) Riserva legale del 30% indipendentemente dall’ammontare raggiunto dalla riserva legale

b) Destinare il 3% degli utili ai “Fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione”

per rafforzare la consistenza del patrimonio sociale

c) Limiti alla distribuzione degli utili ai soci:

Cooperative a mutualità prevalente

a. Clausole che prevedono

» Il divieto di distribuzione di utili in misura superiore all’ interesse massimo di buoni

fruttiferi postali aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente

versato,

» Il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci

cooperatori in misura superiore al 2% rispetto al limite massimo previsto per i

dividendi

» Il divieto di distribuire le di riserve ai soci cooperatori

» Obbligo di devolvere in caso di scioglimento della società l’intero patrimonio sociale,

dedotto soltanto il capitale sociale e dividendi maturati, ai fondi mutualistici per la

promozione e lo sviluppo della cooperazione. 170

Altre cooperative

b. Possono essere distribuiti dividenti, direttamente o indirettamente, solo se il rapporto fra

patrimonio netto e complessivo indebitamento della società è superiore ad un quarto.

La quota di utili che residua dopo tali destinazioni (riserva legale, fondi mutualistici, utili ai soci

nei limiti ) , se non assegnata ad altre riserve o fondi, o distribuita ai soci (perdendo però e

agevolazioni fiscali), deve essere destinata a fini mutualistici.

I ristorni sono un rimborso ai soci di parte del prezzo pagato per i beni o servizi acquistati dalla

cooperativa(cooperativa di consumo) a prezzo di mercato, ovvero integrazione della retribuzione corrisposta

dalla cooperativa per le prestazioni del socio (cooperative di produzione e di lavoro).

I ristorni costituiscono quindi uno degli strumenti tecnici per attribuire ai soci cooperatori il vantaggio

mutualistico (risparmio di spesa o maggiore remunerazione) derivante dai rapporti di scambio intrattenuti con

la cooperativa.

Alle somme distribuite ai soci a titolo di ristorno non sono perciò applicabili le limitazioni che la legge pone

alla distribuzione degli utili.

I ristorni possono essere distribuiti anche mediante aumento gratuito del capitale sociale ovvero mediante

l’emissione di strumento finanziari

14 Variazioni dei soci e del capitale sociale

Le soc cooperative sono società a capitale variabile.

L’entrata e l’uscita di soci dalla cooperativa non comporta modifiche dell’atto costitutivo salvo nel caso vi sia

un aumento del capitale sociale a pagamento.

Art. 2528 Ammissione e carattere aperto della cooperativa

L’ammissione di un nuovo socio è fatta con delibera degli amministratori su domanda dell’interessato. La

delibera d’ammissione dev’essere comunicata all’interessato e annotata nel libro dei soci.

Il nuovo socio deve versare, oltre l’importo della quota/azioni il sovrapprezzo eventualmente determinato

dall’assemblea in sede d’approvazione del bilancio su proposta degli amministratori

Se la domanda di ammissione non è accolta dagli amministratori, l’interessato può chiedere che sull’istanza si

pronunci l’assemblea.

L’atto costitutivo può prevedere un periodo di formazione dei soci cooperatori con diritti limitati per un

massimo di 5 anni.

Le cause di riduzione del numero di soci (e quindi di capitale sono):

Recesso

1. è ammesso per legge:

» in tutte la cause della SPA o SRL

» quando l’atto costitutivo vieta la cessione di quote e azioni (preavviso di 90gg)

» altre cause previste dall’atto costitutivo 171

Gli amministratori devono esaminare con tempestività la richiesta di recesso ed in caso di esito negativo il

socio può proporre opposizione davanti al tribunale.

Gli effetti decorrono per il rapporto sociale dall’accoglimento della domanda, per il rapporto mutualistico

con la chiusura dell’esercizio.

Esclusione

2. Può essere:

» Di diritto in caso di fallimento

» Deliberata in caso di mancato pagamento delle quote, nei casi delle società di persone, per gravi

inadempienze, per mancanza o perdita dei requisiti, per cause previste dall’atto costitutivo.

L’esclusione deve essere deliberata dagli amministratori o, se l’atto costitutivo lo prevede,dall’ assemblea.

Il socio può opporsi al tribunale, il quale può sospendere l’esclusione

Morte del socio

3. Il rapporto si scioglie tranne se l’atto costitutivo prevedeva la continuazione con gli eredi e purchè questi

abbiano i requisiti necessari.

La liquidazione della quota avviene secondo i criteri stabiliti nell’atto costitutivo assumendo come base il

bilancio dell’esercizio in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente al socio.

Il pagamento deve essere effettuato entro 6 mesi dall’approvazione del bilancio stesso e deve comprendere il

rimborso del sovrapprezzo ove versato.

15 Il gruppo cooperativo paritetico

É raro che ci siano gruppi di cooperative poichè l’assemblea decide per testa e non per quota

E’ però possibile che le società cooperative possono dar vita ad organizzazioni di gruppo.

Questo fenomeno è diffuso nel settore bancario ed assicurativo che trova oggi una parziale disciplina nell’art

2545-speties, dedicato al gruppo cooperativo paritetico.

Tra le coop viene stipulato un contratto di consorzio per dar vita al gruppo cooperativo paritetico

Nel contratto devono essere indicate le cooperative aderenti e quelle che dirigono e soprattutto i criteri di

compensazione e equilibrio nella distribuzione dei vantaggi derivanti dall’attività comune.

Il contratto va depositato nell’albo delle società cooperative

Ogni COOP può recedere senza oneri.

16 Lo scioglimento della società

Cause 172

Per lo scioglimento valgono le cause previste per le società di capitali, con la sola differenza, dovuta alla

variabilità del capitale sociale, che solo la perdita totale del capitale è causa di scioglimento.

Vi sono poi cause specifiche quali:

riduzione dei soci sotto il numero minimo (9 o 3) e mancata reintegrazione in un anno

a. liquidazione coatta amministrativa disposta dall’autorità governativa

b.

Procedimento

Se vi sono ritardi o irregolarità l’autorità governativa può sostituire i liquidatori.

Quota di liquidazione

Per quanto riguarda la destinazione del residuo attivo di liquidazione non vi è ripartizione dell’attivo; si

distribuisce solo capitale versato e rivalutato e i dividendi maturati; il resto va a “fondi mutualistici per la

promozione e lo sviluppo della cooperazione”

17 Le mutue assicuratrici

Le mutue assicuratrici o società di mutua assicurazione sono società cooperative caratterizzate dalla stretta

interdipendenza che per legge esiste fra la qualità di socio e di assicurato:

“art. 2546 Non si può acquistare la qualità di socio se non assicurandosi presso la società e si perde la qualità di

socio con l’estinguersi dell’assicurazione”.

--> se cessa il rischio si scioglie sia il rapporto assicurativo che societario

Per le obbligazioni sociali risponde la società con il proprio patrimonio.

Il patrimonio è costituito da conferimenti di:

» soci assicurati : sono obbligati verso la società al pagamento di “contributi” , che costituiscono nel

contempo conferimento e premio di assicurazione,

» soci sovventori se previsti dall’atto costitutivo si limitano a conferire il capitale necessario per

l’attività della società senza essere assicurati. La legge si preoccupa però di evitare che i soci

sovventori prendano il sopravvento nella gestione della società. Così, l’atto costitutivo può

attribuire a ciascun socio sovventore (anche persona fisica) più voti, ma non oltre cinque , in

relazione all’ammontare del conferimento. I voti attributi ai soci sovventori devono però essere in

ogni caso inferiori al numero dei voti spettanti ai soci assicurati.

I soci sovventori possono essere nominati amministratori, purchè la maggioranza degli amministratori è

costituita da soci assicurati. 173

CAPITOLO VENTICINQUESIMO

TRASFORMAZIONE. FUSIONE. SCISSIONE.

A. LA TRASFORMAZIONE

1. Nozione e limiti

Con l’operazione di trasformazione viene modificata la forma giuridica di una società.

La trasformazione può essere di due tipi:

Omogenea = quando una società di capitali si trasforma in società di persone e viceversa.

» Eterogenea = quando la trasformazione avviene nell’ambito di società di capitali

»

L’operazione non comporta l’estinzione di un soggetto giuridico e la creazione di un altro soggetto, ma con la

trasformazione cambia, in modo più o meno accentuato, l’intero assetto organizzativo della società.

La società che continua a vivere in una rinnovata veste giuridica e che “conserva i diritti e gli obblighi e

prosegue in tutti i rapporti anche processuali dell’ente che ha effettuato la trasformazione”

La trasformazione costituisce un duttile strumento per adattare l’assetto organizzativo della società alle nuove

esigenze sopravvenute durante la vita della stessa. Consente infatti di realizzare tale obiettivo senza che i soci

siano costretti a liquidare la precedente società e a costituirne una nuova, con notevoli vantaggi anche di

carattere fiscale.

Limiti alla trasformazione

I limiti alla trasformazione sono:

È vietata la trasformazione di società cooperativa a mutualità prevalente in società lucrative anche se c’era

» stato il consenso unanime.

È invece permessa la trasformazione di società di capitali (ma non di persone ) in società cooperative, che

configura uno dei casi di trasformazione eterogenea.

2. La trasformazione omogenea: il procedimento di trasformazione.

Maggioranze

È necessaria la delibera con le maggioranze previste per le modifiche dell’atto costitutivo: 174

S. Persone:

basta il consenso della maggioranza dei soci in base alla partecipazione agli utili e non più il consenso di tutti i

soci come per il passato, salvo diversa previsione dello statuto.

Il socio dissenziente può recedere.

S. Capitali:

e’ necessaria l’Assemblea straordinaria con maggioranze rafforzate e il consenso di chi con la

trasformazione assume responsabilità illimitata.

Il socio dissenziente può recedere.

S. cooperative:

per la trasformazione di soc cooperative, diverse da quelle a mutualità prevalente , in società di persone o di

capitali è invece richiesto il voto favorevole di almeno la metà dei soci, elevato a due terzi quando i soci sono

meno di cinquanta. Se invece la società ha più di diecimila soci, l’atto costitutivo può prevedere che la

trasformazione sia deliberata col voto favorevole dei due terzi dei votanti , se all’assemblea è presente almeno

il venti per cento dei soci.

Delibera di trasformazione

La delibera di trasformazione fissa le basi organizzative della società nella nuova veste giuridica.

Deve rispondere ai requisiti di forma e di contenuto previsti per l’atto costitutivo del tipo di società prescelto.

Devono inoltre essere rispettate le ulteriori regole previste per la costituzione della società che risulta dalla

trasformazione.

Da S. Capitali a S. Capitali:

Gli amministratori devono predisporre una relazione per illustrare motivazioni ed effetti della trasformazione.

Copia della relazione deve restare depositata presso la sede della società nei 30gg che precedono l’assemblea

Da S. Persone a S. Capitali:

La delibera deve risultare da atto pubblico e deve contenere le indicazioni prescritte dalla legge per l’atto

costitutivo del tipo si società prescelto.

Alla delibera di trasformazione deve essere allegata una relazione giurata di stima del patrimonio sociale

come quella dei conferimenti in natura.

La delibera di trasformazione in società di capitali, al pari dell’atto costitutivo, è soggetta a controllo di

legittimità da parte del notaio che ha redatto il verbale e ad iscrizione nel registro delle imprese.

Con tale iscrizione il procedimento di trasformazione si completa e la trasformazione produce i suoi effetti.

Ogni socio ha diritto all’assegnazione di un numero di azioni o quote proporzionale alla sua partecipazione.

Se vi è un socio d’opera, in base alla partecipazione che l’atto costitutivo gli riconosceva prima:

--> accordo tra i soci

--> decisione del giudice secondo equità 175

Da S. cooperative a S. lucrative:

Bisogna versare tutto al “Fondo per la promozione e sviluppo della cooperazione” tranne il capitale versato e i

dividendi non distribuiti.

Invalidità della trasformazione:

Art. 2500-bis.

Completati gli adempimenti pubblicitari prescritti, l’invalidità della trasformazione non può essere più

pronunciata.

Resta tuttavia salvo il diritto al risarcimento dei danni da parte dei soci o dei terzi danneggiati dalla

trasformazione.

3. (segue) La responsabilità dei soci

A. Se a seguito della trasformazione viene meno la responsabilità illimitata di tutti o di alcuni dei soci:

I soci a responsabilità illimitata non sono liberati per le obbligazioni anteriori all’iscrizione nel registro

delle imprese. Si può ovviare con:

Consenso dei creditori alla trasformazione

» Il consenso si presume se la trasformazione è stata comunicata con raccomandata e loro non

» hanno espressamente negato il loro consenso entro 60 gg. Il silenzio vale quindi consenso.

B. Se in seguito alla trasformazione i soci assumono responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali (es da

spa in snc) È richiesto il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata.

 I soci a responsabilità illimitata rispondono anche per le obbligazioni antecedenti all’iscrizione

 al registro delle imprese.

4. Trasformazione eterogenea.

È disciplinata solo la trasformazione eterogenea di società di capitali in “cooperative” e viceversa.

Le trasformazioni eterogenee hanno effetto dopo 60 gg dall’ultimo adempimento pubblicitario. Nei 60gg i

creditori possono opporsi con le stesse modalità della riduzione facoltativa del capitale.

A. Da società di capitali a altro

Art. 2500 septies.

Le società di capitali possono trasformarsi in consorzi, società consortili, società cooperative, comunioni di

azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni.

Non invece in associazione riconosciuta.

Si applica la disciplina della trasformazione omogenea di società di capitali ma sono richieste maggioranze più

elevate:

il voto favorevole di 2/3 degli aventi diritto e il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata 176

La delibera di trasformazione in fondazione produce effetti che il codice civile ricollega all’atto o alla volontà

del fondatore.

B. Da altro a società di capitali

Art. 2500 octies

I consorzi, le società consortili, le comunioni d’azienda, le associazioni riconosciute e le fondazioni possono

trasformarsi in una società di capitali.

Non è possibile per le associazioni riconosciute e le cooperative.

Consorzi:

nei consorzi per la trasformazione occorre la maggioranza assoluta dei consorziati

Comunioni d’azienda (es. azienda caduta in successione):

occorre l’unanimità di tutti i partecipanti alla comunione.

13

Società consortili o associazioni :

occorrono le maggioranze richieste per lo scioglimento da legge o statuto.

Fondazioni:

la trasformazione è disposta dall’ autorità governativa su proposta dell’organo competente

Permangono specifici divieti e limitazioni per la trasformazione delle associazioni e delle fondazioni che

abbiano ricevuto fondi pubblici

B. LA FUZIONE

5. Nozione. distinzione

Con l’operazione di fusione due o più imprese si uniscono:

costituendo una nuova impresa

- in una società già esistente (fusione per incorporazione)

-

La fusione può essere:

Semplice = nuova entità giuridica

» Per incorporazione = una società incorpora l’altra

» Tra società omogenee = stesso tipo

» Tra società eterogenee = diversi tipi; stessi limiti della trasformazione

»

Società in liquidazione

La fusione può essere effettuata con società sottoposte a procedura concorsuale ma non con quelle in

liquidazione avanzata (distribuzione dell’attivo)

13 Lo statuto delle associazioni può prevedere l’esclusione della trasformazione 177

Funzione economica

La fusione è uno strumento di concentrazione delle imprese societarie che consente di ampliarne la

dimensione e la competitività sul mercato ed in questa prospettiva è agevolata sotto diversi profili dalla

legislazione tributaria.

La fusione è inoltre un istituto che da luogo ad una concentrazione giuridica e non solo economica (come, ad

esempio, avviene nei gruppi di società). Con la fusione, ad una pluralità di società se ne sostituisce una sola: la

società incorporante o la nuova società che risulta dalla fusione.

La fusione determina perciò la riduzione ad unità dei patrimoni delle singole società e la confluenza dei

rispettivi soci in un’unica struttura organizzativa che continua l’attività di tutte le società preesistenti, mentre

queste ultime – salvo una nella fusione per incorporazione – si estinguono.

Si estinguono però – ed è questa la peculiarità della fusione – senza che si dia luogo ad alcuna definizione dei

rapporti con i terzi e fra i soci.

Infatti, la società incorporante o che risulta dalla fusione “assumono i diritti e gli obblighi delle società

partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione”.

--> i creditori fanno valere i loro diritti sulla nuova entità

--> i soci diventano soci della nuova in base ad un rapporto di cambio

IL PROCEDIMENTO DI FUSIONE SI ARTICOLA IN TRE FASI ESSENZIALI:

il progetto di fusione

- la delibera di fusione

- l’atto di fusione

-

6. Il progetto di fusione.

Dev’essere redatto dagli amministratori delle società e contenere le modalità di fusione.

Deve avere uguale contenuto per le società che si fondono e in particolare deve indicare:

i. Tipo e denominazione delle società partecipanti alla fusione

ii. Atto costitutivo della nuova società risultante dalla fusione o di quella incorporante

iii. Il rapporto di cambio delle quote o delle azioni e l’eventuale conguaglio in denaro (non

maggiore del 10% del valore nominale delle azioni o quote assegnate)

Il progetto di fusione dev’essere iscritto nel registro delle imprese.

Oltre al progetto di fusione sono obbligatori altri 3 documenti:

Situazione patrimoniale

A. Bisogna redigere un vero e proprio bilancio d’esercizio infraannuale , rispettando non solo la struttura

(stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa), ma anche i criteri prudenziali di valutazione

per quest’ultimo stabiliti.

Relazione degli amministratori

B. 178

Illustrano motivi della fusione e in particolare il rapporto di cambio

Relazione degli esperti

C. Relazione sulla congruità del rapporto di cambio e sull’adeguatezza del metodo per la sua

determinazione da esperti nominati dal tribunale. Se SPAQ, l’esperto è un revisore.

Tutti questi documenti e i bilanci degli ultimi 3 esercizi devono essere depositati nei 30gg precedenti

l’assemblea presso la sede delle società e sino alla delibera di fusione.

7. La delibera di fusione.

La fusione viene decisa da ciascuna delle società che vi partecipano “mediante l’approvazione del relativo

progetto”

Per l’approvazione vanno rispettate le regole per le modifiche dell’atto costitutivo ma:

S. Persone

:

o

Basta il consenso della maggioranza dei soci in base alla partecipazione agli utili , salvo diversa

previsione dello statuto.

Il socio dissenziente può recedere.

S. Capitali

:

o

Assemblea straordinaria con le normali maggioranze.

Tuttavia , se la società risultante dalla fusione è di tipo diverso (fusione eterogenea), nelle società non

quotate dovranno essere osservate anche le maggioranze rafforzate stabilite per la trasformazione .

Diritto di recesso

In caso di fusione eterogenea , i soci che non hanno concorso alla deliberazione avranno diritto di recesso;

diritto che invece è riconosciuto in caso di fusione omogenea solo per la srl

Controllo e pubblicità

Le delibere devono essere iscritte nel registro delle imprese.

Se la risultante è una società di capitali c’è il controllo di legalità da parte del notaio.

8. La tutela dei creditori sociali.

L’atto di fusione può avvenire solo dopo che siano trascorsi 60gg dall’iscrizione nel registro delle imprese

dell’ultima delle società che vi partecipano.

Entro tale termine , ciascun creditore anteriore alla pubblicazione del progetto di fusione può proporre

opposizione alla fusione.

La fusione si blocca sino alla decisione del giudice a meno che non si predisponga

una garanzia per i creditori

» relazione degli esperti sia fatta da una soc. di revisione che assicura la solvenza della società

» 179

Per le obbligazioni antecedenti alla fusione di una società di persone rispondono i soci a responsabilità

illimitata salvo il consenso dei creditori.

9. Atto di fusione

È l’atto di fusione funge da atto costitutivo della nuova società e deve essere sempre redatto per atto

pubblico, anche se la risultante è una società di persone.

Deve essere iscritto nel registro delle imprese delle varie sedi delle società.

Effetti

Dall’ultima iscrizione nel registro delle imprese decorrono gli effetti della fusione. Si produce perciò

l’unificazione soggettiva e patrimoniale delle diverse società.

La società risultante dalla fusione assume tutti i diritti e gli obblighi di quelle partecipanti , che si

estinguono.

I soci di queste ultime hanno diritto di ottenere, in cambio delle proprie azioni o quote, azioni o quote della

società che continua l’attività , in base al prefissato rapporto di cambio.

L’invalidità della fusione

Non si può dichiarare l’invalidità una volta iscritti gli atti di fusione.

--> si può impugnare solo tra momento delibera e iscrizione nel registro

I soci o i terzi danneggiati dalla fusione possono chiedere il risarcimento agli amministratori e/o alla nuova

società.

C. LA SCISSIONE

10. Nozione. Forme

Con la scissione si ha la suddivisione di un unico patrimonio sociale e di un’unica compagine sociale in più

società.

L’operazione risponde ad esigenze di ristrutturazione e di riorganizzazione aziendale non diverse da quelle

cui può dar luogo il conferimento in altre società di un’azienda (o di un ramo d’azienda).

Nella scissione le azioni o quote della società beneficiarie del trasferimento patrimoniale sono acquisite

direttamente dai soci della società che si scinde e non da quest’ultima, sicchè per i soci il contratto sociale

continua in nuove e diverse strutture societarie.

La scissione può essere:

Totale = l’intero patrimonio viene trasferito a più società.

» La prima società si estingue ma senza liquidazione perché continua l’attività nelle

beneficiarie. 180

Parziale = solo parte del patrimonio viene trasferita a uno o più società.

» La prima società continua a vivere e continua l’attività parallelamente

alle società beneficiarie di cui faranno parte i soci della prima.

Scissione in senso stretto e per incorporazione

Beneficiarie della scissione totale o parziale possono essere:

Società di nuova costituzione = che nascono per gemmazione dalla società che si scinde (c.d.

» scissione in senso stretto) ed in tal caso i soci della società scissa sono inizialmente i soli soci

delle società risultanti dalla scissione

Società preesistenti = (c.d scissione per incorporazione) si incrementa il loro patrimonio e la

» compagine sociale per l’ingresso dei soci della società scissa

Società in liquidazione

Non possono essere scisse società in liquidazione che abbiano iniziato la distribuzione dell’attivo.

11. Il procedimento.

Gli amministratori devono preparare un progetto di scissione che dev’essere iscritto nel registro delle imprese

e deve contenere:

L’esatta descrizione degli elementi patrimoniali (attività e passività) da trasferire a ciascuna delle

a. società beneficiarie e dell’eventuale conguaglio in denaro;

se la destinazione non è desumibile:

Scissione totale:

» Le attività di incerta attribuzione sono ripartite fra le società beneficiarie in proporzione

della quota di patrimonio netto trasferita a ciascuna di esse.

Per le passività di dubbia imputazione rispondono tutte le società beneficiarie in solido nei

limiti del valore effettivo trasferito.

Scissione parziale:

» le attività restano in testa alla società trasferente

per le passività rispondono in solido la trasferente e le beneficiarie

criteri di distribuzione ai soci delle azioni o quote delle società beneficiarie

b. non è obbligatorio dare ad ogni socio un pacchetto assortito di azioni o quote di tutte le società

beneficiarie della scissione.

I soci dissenzienti possono vendere le loro partecipazioni a soggetti indicati nel progetto di

scissione secondo le norme sul recesso (valore effettivo)

Ulteriore documentazione

La situazione patrimoniale, la relazione degli amministratori e la relazione degli esperti sono disciplinate come

nella fusione. 181

Gli amministratori possono essere esonerati dalla redazione di tali documenti con il consenso unanime dei

soci e dei possessori di strumenti finanziari con diritto di voto.

Altre fasi

Le fasi del procedimento di scissione e invalidità sono uguali a quelle di fusione e l’atto di scissione, redatto

per atto pubblico, funge da atto costitutivo delle nuove società beneficiarie.

Effetti

La scissione provoca effetti dall’iscrizione dell’atto di scissione nel registro delle imprese.

La tutela dei creditori è rafforzata perché:

ciascuna società è solidalmente responsabile, nei limiti del valore effettivo del PN ad esso assegnata, dei debiti

della società scissa non soddisfatti dalla prima beneficiaria.

--> una sorta di garanzia sussidiaria per i creditori 182

CAPITOLO VENTISEISEIMO

LA SOCIETA’ EUROPEA

1 Finalità

La Società Europea (SE) è un tipo di società predisposto dall’Unione Europea per offrire ad imprese o gruppi

di imprese operanti in più stati membri la possibilità di organizzarsi in una forma giuridica uniformemente

regolata in tutti gli ordinamenti nazionali comunitari.

Fonti normative

--> Regolamento UE direttamente applicabile del 8/10/2001, n. 2157, direttamente applicabile in tutti gli

Stati Membri. Entrato in vigore nel 2004

--> disciplina residua si assimila a SPA e a statuto delle stesse

-- > direttiva CE 8-10-2001, n. 86,coinvolgimento dei lavoratori nella gestione della SE

Concentrazioni transnazionali

Tramite la costituzione di una società europea , società di capitali di paesi diversi possono fondersi, superando

gli ostacoli posti dall’assenza di una disciplina delle fusioni transfrontaliere.

Oppure , possono assoggettarsi ad una direzione unitaria, dando vita ad un gruppo in cui la società europea

assume il ruolo di controllante (SE Holding) .

Infine possono creare una società controllata in comune (SE affiliata).

La SE ha quindi anche la funzione di favorire la nascita di imprese di dimensioni comunitarie

Mobilità transfrontaliera

Si caratterizza per la facilità di trasferire la sede della società da un paese all’altro della CEE senza dover

liquidare la società in uno e poi crearla nell’altro.

--> si approfitta di agevolazioni fiscali degli stati più convenienti, anche da parte dei

soci per i dividendi

2 la Costituzione

Caratteristiche generali

La SE è una SPA con personalità giuridica e limitata responsabilità.

Il Capitale minimo è di 120.000 €.

Modi di costituzione 183


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (AGRIGENTO, PALERMO, TRAPANI)
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher daniel.balteanu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Restivo Carmelo.

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