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Diritto commerciale, prof. Esposito

Appunti di diritto commerciale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Esposito dell’università degli Studi Gabriele D'Annunzio - Unich, facoltà di Economia, Corso di laurea in Economia e management. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto commerciale docente Prof. C. Esposito

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A differenza della società semplice, in questo modello societario il capitale deve essere

formato da elementi tangibili; si possono conferire solo denaro e beni in natura (che

devono essere stimati da un terzo nominato dal tribunale). NON SERVIZI!

Inoltre, la società per azioni si caratterizza per la presenza di un sistema di governance

più complesso, costituito da organi sociali quali: l’assemblea di soci e il consiglio di

amministrazione. La funzione di controllo spetta al collegio sindacale.

Il conferimento dei beni e dei crediti deve essere accompagnato da una relazione di

stima volta a conoscerne il valore e inserire questa stima nell’attivo dello stato

patrimoniale, affinché il conferimento sia legittimo. La stima non deve essere errata in

quanto deve dare una corretta informazione ai terzi/mercato (ratio) e comporta un

costo.

Art 2343ter In presenza di elementi di valutazione oggettivi, per alcuni conferimenti,

non è necessaria la relazione di stima (di un perito). Questi elementi sono:

-beni di valutazione oggettiva (es azioni in borsa);

-beni già stimati precedentemente;

-conferimento effettuato da un’altra società.

Art 2343quater FATTI CHE INCIDONO SULLA VALUTAZIONE Gli amministratori

verificano, entro 30 giorni dall’iscrizione della società, se nel periodo successivo a

quello della stima sono interventi fatti eccezionali che hanno inciso sensibilmente sul

prezzo dei valori mobiliari o degli strumenti del mercato monetario conferiti; in modo

tale da modificare sensibilmente il valore di tali beni alla data effettiva del

conferimento.

Art 2346 EMISSIONE DELLE AZIONI La partecipazione sociale è rappresentata da

azioni, salvo diverse disposizioni. A ciascun socio è assegnato un numero di azioni

proporzionale alla parte del capitale sociale sottoscritta e per un valore non superiore

a quello del suo conferimento. Lo statuto può prevedere una diversa assegnazione

delle azioni.

Art 2348 CATEGORIE DI AZIONI Le azioni devono essere di uguale valore e

conferiscono ai loro possessori uguali diritti. Si possono, tuttavia, creare categorie di

azioni fornite di diritti diversi anche per quanto concerne l’incidenza delle perdite. In

tal caso, la società, nei limiti imposti dalla legge, può liberamente determinare il

contenuto delle azioni delle varie categorie. La disposizione esprime il principio

dell’uguaglianza relativa dei titoli azionari; la previsione di azioni diverse da quelle

ordinarie è finalizzata alla tutela di quei soggetti la cui partecipazione costituisce una

forma alternativa di investimento.

Nel momento in cui un socio entra in una società può non avere il diritto al voto. Vi è

una spersonalizzazione; non è il socio a non poter votare ma le sue azioni non hanno

diritto al voto nemmeno se trasferite a un’altra persona.

Art 2350 DIRITTO AGLI UTILI E ALLA QUOTA DI LIQUIDAZIONE Ogni azione

attribuisce il diritto a una parte proporzionale degli utili netti e del patrimonio netto

risultante dalla liquidazione.

Di regola, ad ogni azionista è riconosciuto il diritto di voto; tuttavia, la normativa

prevede azioni prive di diritto di voto o con diritto di voto limitato a particolari

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argomenti. È stata introdotta, inoltre, la possibilità di emettere azioni con diritto di

voto plurimo, in precedenza vietata per scongiurare il pericolo di situazioni di potere.

Le azioni sono liberamente trasferibili, tuttavia, ci sono delle clausole che ne limitano il

trasferimento:

- CLAUSOLE DI PRELAZIONE, si dividono in proprie cioè a parità di condizioni devo

preferire i soci; improprie, cioè i soci intendono acquistare le azioni ma, ritendo

ingiusto il prezzo, richiedono una stima per valutarle.

- CLAUSOLE DI GRADIMENTO, il trasferimento è limitato a soggetti che

possiedono determinate caratteristiche.

- CLAUSOLE DI MERO GRADIMENTO, consistono nel concedere o meno il

gradimento all’alienazione (vendita) delle azioni senza dettare condizioni

specifiche. Bisognerà però garantire al socio il diritto di recesso.

Art 2355 CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI La norma regola le modalità di

trasferimento dei titoli azionari:

- Le azioni al portatore si trasferiscono mediante la consegna materiale del titolo

- Le azioni nominative si trasferiscono mediante la doppia intestazione sul titolo e

sul libro dei soci

- Le azioni dematerializzate si trasferiscono mediante scritturazione contabile e il

1

trasferimento è efficace con la sola girata .

1 girata: forma di trasferimento di un titolo di credito da un possessore ad un altro che

si effettua mediante l’apposizione della propria firma sul titolo all’atto della consegna.

Ogni azione ordinaria costituisce una partecipazione alla società attribuisce al suo

titolare determinati diritti:

1. Di natura patrimoniale: 2. Di natura

amministrati

Diritto agli utili - Diritto di voto

 Diritto alla quota di liquidazione - Diritto di ispezione

 e controllo

Diritto di opzione

TIPOLOGIE DI AZIONI:

- Correlate art 2350, azione fornita di diritti patrimoniali correlati ai risultati

dell’attività sociale

- Riscattabili art 2437 sexies, azioni che, se alienate possono essere riscattate

dalla società o dai singoli soci

- Con diritto di voto art 2351, azioni che attribuiscono il diritto di voto

- Con diritto di voto limitato art 2351, diritto di voto con limitazione per argomenti

OBBLIGAZIONI E TITOLI PARTECIPATIVI, Un altro meccanismo di investimento sono

le obbligazioni. Oltre alla figura del socio possiamo avere un soggetto che apporta

somme alla società in veste di creditore, chiamato obbligazionista. Possiamo avere poi

obbligazioni che lo qualificano come creditore ma gli concedono la possibilità di

convertire il credito in partecipazione (obbligazioni convertibili), mutando così la

propria figura in quella di socio e i propri crediti in conferimenti. Altri modelli di

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finanziamento sono i titoli partecipativi. In questo caso il soggetto è a metà tra un

azionista e un obbligazionista. A questa figura vengono riconosciuti anche dei livelli di

partecipazione nelle decisioni. Differenzierò questa nuova categoria di soggetti dalla

figura dei soci attribuendogli diritti di carattere specifico (come diritti amministrativi in

specifiche assemblee o la nomina di membro nel collegio sindacale).

SISTEMA DI GOVERNANCE DELLA SPA, Si caratterizza per: potere sovrano dei soci,

che viene espresso attraverso l’assemblea; consiglio di amministrazione, può essere

sia unipersonale che pluripersonale. Questo è un organo formato da esperti che

controllano la regolarità della gestione e verificano costantemente se gli

amministratori rispettano la legge oppure no. Nella spa le decisioni devono essere

prese in una particolare riunione, seguendo delle regole e durante la quale ogni socio

può esprimere il proprio voto calcolato in relazione alla partecipazione agli utili. In

sede di assemblea possono essere prese decisioni relative alla modifica dell’atto. Le

decisioni prese in assemblea seguono una procedura:

- Convocazione. Consiste nella comunicazione a tutti i soci contenente tutte le

informazioni relative all’assemblea. Viene convocata dagli amministratori con

avviso spedito tramite raccomandata. Il socio può astenersi, l’importante è che

abbia ricevuto la comunicazione.

L’avviso di convocazione per le grandi imprese viene pubblicato nella gazzetta

ufficiale 15 giorni prima, per le imprese più piccole attraverso la PEC (posta

elettronica certificata) con un anticipo di 8 giorni.

- Deliberazione. È il momento in cui si prendono decisioni sull’argomento che è

posto all’ordine del giorno. Il presidente verifica chi parla, ordina l’assemblea e

prende atto dell’esito della discussione, mentre il segretario è il soggetto che

verbalizza in forma scritta e sintetizza quanto detto in assemblea.

- Chiusura/verbalizzazione. Una volta deliberata l’assemblea il segretario e il

presidente si occupano di redigere un verbale contenente la data, i partecipanti,

il capitale rappresentato e le modalità e il risultato delle votazioni

L’assemblea viene presieduta dalla persona indicata dallo statuto o, in assenza di

questa, viene eletta con la maggioranza dei presenti. I soci possono partecipare

all’assemblea o farsi rappresentare da un delegato. Può accadere che, nonostante la

convocazione dei soci all’assemblea, questi ritengano opportuno non presentarsi in

quanto non sufficientemente informati e richiedano il rinvio della stessa. Il legislatore

consente il rinvio della stessa solo nel caso in cui a richiederlo sia la maggioranza e

solo una volta per ogni oggetto sociale.

ASSEMBLEA TOTALITARIA. Se non sono presenti tutti i soci e vi è la maggioranza dei

componenti del consiglio di amministrazione e dell’organo di controllo, si possono

ugualmente prendere decisioni in quanto l’assemblea si qualifica come assemblea

totalitaria, a meno che non vi siano opposizioni. L’assemblea totalitaria è validamente

tenuta nonostante non sia stata convocata.

ASSEMBLEA ORDINARIA. È costituita in una prima convocazione quando è

rappresentata almeno la metà del capitale sociale con diritto di voto. Si decide e si

delibera con la presenza del presidente e del segretario e con la maggioranza assoluta

delle azioni che hanno preso parte alla votazione per quella determinata delibera.

ASSEMBLEA STRAORDINARIA. Assemblea che delibera sulla modifica dell’atto

costitutivo; nomina, sostituzione e potere dei liquidatori; e su ogni altra materia

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espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza. In questa assemblea il

segretario deve essere un notaio e l’assemblea deve essere iscritta nel registro delle

imprese. Richiede inoltre quorum costitutivi e deliberativi maggiori.

I casi in cui l’assemblea deve essere obbligatoriamente convocata sono:

l’approvazione del bilancio, la riduzione del capitale e lo scioglimento. Almeno una

volta l’anno, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, l’assemblea ordinaria deve

essere obbligatoriamente convocata.

Art 2328 ATTO COSTITUTIVO La società può essere costituita per contratto o atto

unilaterale, che deve avere forma di atto pubblico ai fini della validità. La redazione

dell’atto pubblico non è una condizione sufficiente in quanto la società verrà a

esistenza soltanto dopo l’iscrizione nel registro delle imprese. L’atto costitutivo può

essere effettuato sia da persona fisica che da un’altra società e deve contenere i

seguenti requisiti:

-informazioni relative all’impresa e ai soci e il numero delle azioni assegnate a

ciascuno di essi;

-la denominazione e il comune ove vi è la sede della società;

-l’oggetto sociale;

-capitale sottoscritto e quello versato;

-la durata della società, ovvero se è costituita a tempo indeterminato o determinato.

Lo statuto contenente le norme relative al funzionamento della società, anche se

forma oggetto di atto separato, costituisce parte integrante dell’atto costitutivo.

La società per azioni non può nascere da società di fatto, dunque, non può essere

irregolare.

La società può svolgere attività agricola e commerciale.

A fronte del conferimento, il socio avrà una partecipazione rappresentata da azioni.

Art 2331 EFFETTI DELL’ISCRIZIONE Se compio delle operazione tra il momento

dell’atto e quello momento dell’iscrizione, la responsabilità ricade soltanto sul socio

che ha effettuato quella operazione e su coloro che lo hanno autorizzato.

Le differenze tra una spa pluripersonale e una spa unipersonale riguardano,

principalmente, il regime della pubblicità e i conferimenti in denaro. Per quanto

riguarda la prima, a carico del socio unico sorge l’obbligo di rendere pubblica ai terzi

l’unipersonalità della società. L’inosservanza di tale obbligo comporterà la perdita

della responsabilità limitata. Per quanto riguarda la seconda, mentre per la società per

azioni pluripersonale, nel caso in cui il socio voglia conferire del denaro, si potrà

limitare a versare il 25% dell’intero ammontare e il resto successivamente, per quella

unipersonale, il socio sarà tenuto a versare l’intero conferimento al momento della

costituzione.

A differenza della società semplice, in questo modello societario il capitale deve essere

formato da elementi tangibili; si possono conferire solo denaro e beni in natura (che

devono essere stimati da un terzo nominato dal tribunale). NON SERVIZI!

Inoltre, la società per azioni si caratterizza per la presenza di un sistema di governance

più complesso, costituito da organi sociali quali: l’assemblea di soci e il consiglio di

amministrazione. La funzione di controllo spetta al collegio sindacale.

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Il conferimento dei beni e dei crediti deve essere accompagnato da una relazione di

stima volta a conoscerne il valore e inserire questa stima nell’attivo dello stato

patrimoniale, affinché il conferimento sia legittimo. La stima non deve essere errata in

quanto deve dare una corretta informazione ai terzi/mercato (ratio) e comporta un

costo.

Art 2343ter In presenza di elementi di valutazione oggettivi, per alcuni conferimenti,

non è necessaria la relazione di stima (di un perito). Questi elementi sono:

-beni di valutazione oggettiva (es azioni in borsa);

-beni già stimati precedentemente;

-conferimento effettuato da un’altra società.

Art 2343quater FATTI CHE INCIDONO SULLA VALUTAZIONE Gli amministratori

verificano, entro 30 giorni dall’iscrizione della società, se nel periodo successivo a

quello della stima sono interventi fatti eccezionali che hanno inciso sensibilmente sul

prezzo dei valori mobiliari o degli strumenti del mercato monetario conferiti; in modo

tale da modificare sensibilmente il valore di tali beni alla data effettiva del

conferimento.

Art 2346 EMISSIONE DELLE AZIONI La partecipazione sociale è rappresentata da

azioni, salvo diverse disposizioni. A ciascun socio è assegnato un numero di azioni

proporzionale alla parte del capitale sociale sottoscritta e per un valore non superiore

a quello del suo conferimento. Lo statuto può prevedere una diversa assegnazione

delle azioni.

Art 2348 CATEGORIE DI AZIONI Le azioni devono essere di uguale valore e

conferiscono ai loro possessori uguali diritti. Si possono, tuttavia, creare categorie di

azioni fornite di diritti diversi anche per quanto concerne l’incidenza delle perdite. In

tal caso, la società, nei limiti imposti dalla legge, può liberamente determinare il

contenuto delle azioni delle varie categorie. La disposizione esprime il principio

dell’uguaglianza relativa dei titoli azionari; la previsione di azioni diverse da quelle

ordinarie è finalizzata alla tutela di quei soggetti la cui partecipazione costituisce una

forma alternativa di investimento.

Nel momento in cui un socio entra in una società può non avere il diritto al voto. Vi è

una spersonalizzazione; non è il socio a non poter votare ma le sue azioni non hanno

diritto al voto nemmeno se trasferite a un’altra persona.

Art 2350 DIRITTO AGLI UTILI E ALLA QUOTA DI LIQUIDAZIONE Ogni azione

attribuisce il diritto a una parte proporzionale degli utili netti e del patrimonio netto

risultante dalla liquidazione.

Di regola, ad ogni azionista è riconosciuto il diritto di voto; tuttavia, la normativa

prevede azioni prive di diritto di voto o con diritto di voto limitato a particolari

argomenti. È stata introdotta, inoltre, la possibilità di emettere azioni con diritto di

voto plurimo, in precedenza vietata per scongiurare il pericolo di situazioni di potere.

Le azioni sono liberamente trasferibili, tuttavia, ci sono delle clausole che ne limitano il

trasferimento:

- CLAUSOLE DI PRELAZIONE, si dividono in proprie cioè a parità di condizioni devo

preferire i soci; improprie, cioè i soci intendono acquistare le azioni ma, ritendo

ingiusto il prezzo, richiedono una stima per valutarle.

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- CLAUSOLE DI GRADIMENTO, il trasferimento è limitato a soggetti che

possiedono determinate caratteristiche.

- CLAUSOLE DI MERO GRADIMENTO, consistono nel concedere o meno il

gradimento all’alienazione (vendita) delle azioni senza dettare condizioni

specifiche. Bisognerà però garantire al socio il diritto di recesso.

Art 2355 CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI La norma regola le modalità di

trasferimento dei titoli azionari:

- Le azioni al portatore si trasferiscono mediante la consegna materiale del titolo

- Le azioni nominative si trasferiscono mediante la doppia intestazione sul titolo e

sul libro dei soci

- Le azioni dematerializzate si trasferiscono mediante scritturazione contabile e il

trasferimento è efficace con la sola girata.

Una partecipazione alla società attribuisce al suo titolare determinati diritti:

2. Di natura patrimoniale: 2. Di natura

amministrati

Diritto agli utili - Diritto di voto

 Diritto alla quota di liquidazione - Diritto di ispezione

 e controllo

Diritto di opzione

TIPOLOGIE DI AZIONI:

- Correlate art 2350, azione fornita di diritti patrimoniali correlati ai risultati

dell’attività sociale

- Riscattabili art 2437 sexies, azioni che, se alienate possono essere riscattate

dalla società o dai singoli soci

- Con diritto di voto art 2351, azioni che attribuiscono il diritto di voto

- Con diritto di voto limitato art 2351, diritto di voto con limitazione per argomenti

OBBLIGAZIONI E TITOLI PARTECIPATIVI, Un altro meccanismo di investimento sono

le obbligazioni. Oltre alla figura del socio possiamo avere un soggetto che apporta

somme alla società in veste di creditore, chiamato obbligazionista. Possiamo avere poi

obbligazioni che lo qualificano come creditore ma gli concedono la possibilità di

convertire il credito in partecipazione (obbligazioni convertibili), mutando così la

propria figura in quella di socio e i propri crediti in conferimenti. Altri modelli di

finanziamento sono i titoli partecipativi. In questo caso il soggetto è a metà tra un

azionista e un obbligazionista. A questa figura vengono riconosciuti anche dei livelli di

partecipazione nelle decisioni. Differenzierò questa nuova categoria di soggetti dalla

figura dei soci attribuendogli diritti di carattere specifico (come diritti amministrativi in

specifiche assemblee o la nomina di membro nel collegio sindacale).

SISTEMA DI GOVERNANCE DELLA SPA, Si caratterizza per: potere sovrano dei soci,

che viene espresso attraverso l’assemblea; consiglio di amministrazione, può essere

sia unipersonale che pluripersonale. Questo è un organo formato da esperti che

controllano la regolarità della gestione e verificano costantemente se gli

amministratori rispettano la legge oppure no. Nella spa le decisioni devono essere

pag. 18

prese in una particolare riunione, seguendo delle regole e durante la quale ogni socio

può esprimere il proprio voto calcolato in relazione alla partecipazione agli utili. In

sede di assemblea possono essere prese decisioni relative alla modifica dell’atto. Le

decisioni prese in assemblea seguono una procedura:

- Convocazione. Consiste nella comunicazione a tutti i soci contenente tutte le

informazioni relative all’assemblea. Viene convocata dagli amministratori con

avviso spedito tramite raccomandata. Il socio può astenersi, l’importante è che

abbia ricevuto la comunicazione.

L’avviso di convocazione per le grandi imprese viene pubblicato nella gazzetta

ufficiale 15 giorni prima, per le imprese più piccole attraverso la PEC (posta

elettronica certificata) con un anticipo di 8 giorni.

- Deliberazione. È il momento in cui si prendono decisioni sull’argomento che è

posto all’ordine del giorno. Il presidente verifica chi parla, ordina l’assemblea e

prende atto dell’esito della discussione, mentre il segretario è il soggetto che

verbalizza in forma scritta e sintetizza quanto detto in assemblea.

- Chiusura/verbalizzazione. Una volta deliberata l’assemblea il segretario e il

presidente si occupano di redigere un verbale contenente la data, i partecipanti,

il capitale rappresentato e le modalità e il risultato delle votazioni

L’assemblea viene presieduta dalla persona indicata dallo statuto o, in assenza di

questa, viene eletta con la maggioranza dei presenti. I soci possono partecipare

all’assemblea o farsi rappresentare da un delegato. Può accadere che, nonostante la

convocazione dei soci all’assemblea, questi ritengano opportuno non presentarsi in

quanto non sufficientemente informati e richiedano il rinvio della stessa. Il legislatore

consente il rinvio della stessa solo nel caso in cui a richiederlo sia la maggioranza e

solo una volta per ogni oggetto sociale.

Art 2368 VALIDITÀ DELLE DELIBERAZIONI È necessario disciplinare la

contrapposizione di interessi tra soci di minoranza e soci di maggioranza in quanto,

per garantire delle decisioni ponderate, dovrà deliberare il più ampio numero possibile

di soci. Altro interesse da tutelare è il non creare maggioranze troppo elevate, in modo

da evitare l’eventuale immobilizzazione della società.

Quando in una prima convocazione l’organo non si è costituito, il legislatore stabilisce

una seconda convocazione, richiedendo un quorum inferiore, che garantisca il formarsi

della volontà sociale.

Il verbale delle deliberazioni nell’assemblea non deve essere redatto subito ma senza

ritardo.

Le decisioni hanno effetto nel momento in cui sono iscritte nel registro delle imprese.

(art 2373) La disposizione ammette il voto del socio in conflitto di interessi con la

società, concedendo però la facoltà di impugnare la deliberazione. Le delibera può

essere annullata se:

-il suo voto è stato determinante

-arreca danno alla società

Il procedimento di annullamento delle delibere assembleari richiede il possesso di una

quota qualificata di capitale sociale.

È possibile dividere l’invalidità delle delibere in due categorie: l’annullabilità e la

nullità. L’annullabilità si verifica quando la delibera assembleare è colpita da un vizio

pag. 19

che non è talmente grave e lesivo da generare la nullità. La nullità è invece

caratterizzata da una disciplina più severa presentata per casi tassativi.

Art 2379 NULLITÀ DELLE DELIBERAZIONI “Nei casi di mancata convocazione

dell'assemblea, di mancanza del verbale e di impossibilità o illiceità

dell'oggetto* la deliberazione può essere impugnata da chiunque vi abbia interesse

entro tre anni dalla sua iscrizione o deposito nel registro delle imprese, se la

deliberazione vi è soggetta, o dalla trascrizione nel libro delle adunanze

dell'assemblea, se la deliberazione non è soggetta ne' a iscrizione ne' a deposito.

Possono essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano

l'oggetto sociale prevedendo attività illecite o impossibili.”

*LE (TRE) IPOTESI TASSATIVE

Art 2379ter “L'impugnativa dell'aumento di capitale, della riduzione del capitale o

della emissione di obbligazioni non può essere proposta dopo che siano trascorsi 180

giorni dall'iscrizione della deliberazione nel registro delle imprese o, nel caso di

mancata convocazione, 90 giorni dall'approvazione del bilancio dell'esercizio nel corso

del quale la deliberazione è stata anche parzialmente eseguita.”

Art 2377 ANNULLABILITÀ DELLE DELIBERAZIONI Le delibere non prese in

conformità della legge o dello statuto non vincolano i soci e possono essere

impugnate. I soci possono impugnare le delibere (vanificare le delibere) solo se

superano il 5% del capitale sociale. Nel caso in cui il loro capitale è inferiore al 5% o

nel caso in cui non hanno diritto al voto, avranno diritto a risarcimento.

L’impugnazione o la domanda per il risarcimento del danno devono essere proposte

entro 90 giorni dalla deliberazione.

Il dissenso sulle decisioni deve essere presentato in congruo tempo (3 mesi per

esercitare l’azione) e può essere sanato attraverso il principio di conservazione, che

permette di evitare l’annullamento della delibera rendendola conforme alla legge,

attraverso delle modifiche.

Art 2434bis INVALIDITÀ DELLA DELIBERAZIONE DI APPROVAZIONE DEL

BILANCIO La norma, prevedendo che la deliberazione che approva il bilancio non sia

più impugnabile dopo l’approvazione del bilancio successivo, introduce un’ulteriore

ipotesi di sanatoria della nullità, fondata sulla mancanza di interesse ad impugnare un

bilancio già corretto con uno successivo.

ASSEMBLEA TOTALITARIA. Se non sono presenti tutti i soci e vi è la maggioranza dei

componenti del consiglio di amministrazione e dell’organo di controllo, si possono

ugualmente prendere decisioni in quanto l’assemblea si qualifica come assemblea

totalitaria, a meno che non vi siano opposizioni. L’assemblea totalitaria è validamente

tenuta nonostante non sia stata convocata.

ASSEMBLEA ORDINARIA. È costituita in una prima convocazione quando è

rappresentata almeno la metà del capitale sociale con diritto di voto. Si decide e si

delibera con la presenza del presidente e del segretario e con la maggioranza assoluta

delle azioni che hanno preso parte alla votazione per quella determinata delibera.

ASSEMBLEA STRAORDINARIA. Assemblea che delibera sulla modifica dell’atto

costitutivo; nomina, sostituzione e potere dei liquidatori; e su ogni altra materia

espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza. In questa assemblea il

pag. 20

segretario deve essere un notaio e l’assemblea deve essere iscritta nel registro delle

imprese. Richiede inoltre quorum costitutivi e deliberativi maggiori.

I casi in cui l’assemblea deve essere obbligatoriamente convocata sono:

l’approvazione del bilancio, la riduzione del capitale e lo scioglimento. Almeno una

volta l’anno, entro 120 giorni dalla chiusura n

AMMINISTRAZIONE, REVOCA, RAPPRESENTANZA,

RESPONSABILITÀ

(art 2380-2380bis-2381) La gestione dell’impresa spetta agli amministratori che

devono dare vita a un assetto contabile e amministrativo adeguato all’attività svolta,

ovvero organizzare l’attività in maniera efficiente. L’amministrazione della società può

essere affidata a uno o più soggetti, anche non soci. Gli amministratori devono

svolgere l’attività con la professionalità richiesta dall’incarico rispettando la legge, il

principio di adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili e seguendo il criterio di

diligenza. Gli amministratori vengono nominati dall’assemblea che può anche

revocarli, ma non può imporgli un contegno gestionale. La revoca è un atto con il

quale la società decide di interrompere il rapporto con gli amministratori. La società

può revocare la nomina di amministratore; in assenza di giusta causa questo ha

diritto a risarcimento del danno commisurato al mancato guadagno. Se

l’amministratore non gestisce bene la società non può essere citato in giudizio, se però

cagiona un danno dovrà risponderne illimitatamente con il proprio patrimonio. “

art2392 responsabilità verso la società: La responsabilità per gli atti o le omissioni

degli amministratori non si estende a quello tra essi che, essendo immune da colpa,

abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso, dandone immediata notizia per

iscritto al presidente del collegio sindacale.” Nel caso in cui riesca a prevenire il danno,

vi sarà comunque un comportamento antigiuridico. Quindi, l’amministratore potrà

2

essere revocato ma non dovrà risarcire alcun danno .

2 ricordiamo che il risarcimento del danno può avvenire o per “danno emergente” (nel

caso di una perdita) o per “lucro cessante” (nel caso di mancato guadagno).

Art 2383 NOMINA E REVOCA DEGLI AMMINISTRATORI Non possono essere

nominati per un periodo superiore a tre anni (la loro carica dura 3 anni). Gli

amministratori sono rieleggibili

Art 2384 POTERE DI RAPPRESENTANZA (IN QUALE MODO IL LEGISLATORE

TUTELA I SOCI RAPPRESENTANTI IN NOME E PER CONTO DELLA SOCIETÀ?) La

rappresentanza verso terzi ha valenza generale. Nell’atto costitutivo possono essere

inserite delle clausole che limitano il potere della rappresentanza e che non sono

opponibili a terzi. Se conferisco la rappresentanza a qualcuno e questo supera i limiti

della procura, l’atto è inefficace ma mi sarà concesso un termine per ratificarlo (“nel

caso abbia fatto un buon lavoro, nonostante questo soggetto abbia superato i limiti

posso continuare l’atto invece che annullarlo”).

Quando l’amministrazione è affidata a più persone queste costituiscono il CONSIGLIO

DI AMMINISTRAZIONE in cui si verbalizzano le decisioni. Colui che provvede al

coordinamento di tale consiglio è il presidente. Se lo statuto e l’assemblea lo

consentono, il consiglio di amministrazione può delegare proprie attribuzioni ad un

comitato esecutivo.

pag. 21

All’aumentare delle dimensioni aziendali, il processo diventa complicato, quindi il

consiglio può delegare alcune funzioni a dei soggetti chiamati AMMINISTRATORI

DELEGATI.

DIFFERENZA TRA AZIONE DI RESPONSABILITÀ ART 2434 E AZIONE SOCIALE DI

RESPONSABILITÀ ART 2393

L’azione di responsabilità sociale è una sola. Gli altri articoli si riferiscono ad essa o per

estenderla alle figure diverse da quella dell’amministratore o per regolare alcuni suoi

effetti rispetto a certi fatti come l’applicazione del bilancio. In sostanza i due articoli si

riferiscono alla stessa responsabilità e la regolano in due aspetti diversi: il primo

relativamente all’azione, il secondo relativamente agli effetti che l’approvazione può

avere nei confronti degli altri. L’azione di responsabilità può anche essere promossa a

seguito di deliberazione del collegio sindacale (assunta con la maggioranza dei due

terzi dei componenti).

La società può rinunciare all’esercizio dell’azione di responsabilità e può transigere

(accordarsi con reciproche concessioni), purché la rinuncia e la transazione siano

approvate con espressa deliberazione dell’assemblea e purché non vi sia il voto

contrario di almeno il quinto del capitale sociale.

Art 2949 PRESCRIZIONE (estinzione di un diritto nel caso che il titolare non

lo eserciti per il termine determinato dalla legge) IN MATERIA DI SOCIETÀ “Si

prescrivono in cinque anni i diritti che derivano dai rapporti sociali, se la società è

iscritta nel registro delle imprese. Nello stesso termine si prescrive l'azione di

responsabilità che spetta ai creditori sociali verso gli amministratori nei casi stabiliti

dalla legge.”

Art 2941 SOSPENSIONE PER I RAPPORTI TRA LE PARTI La prescrizione rimane

sospesa tra le persone giuridiche e i loro amministratori, finché sono in carica, per le

azioni di responsabilità contro di essi. La sospensione della prescrizione toglie

momentaneamente rilievo al mancato esercizio del diritto e si ha solo nelle ipotesi

tassativamente previste, nelle quali l’esercizio del diritto è reso difficile dalla

situazione soggettiva del titolare o da particolari relazioni tra chi dovrebbe subire la

prescrizione e chi se ne avvantaggia.

LA PRESCRIZIONE DELL’AZIONE DI RESPONSABILITÀ

L’azione di responsabilità può essere avanzata nei confronti degli amministratori e dei

responsabili del controllo che si siano dimostrati inadempienti (in relazione ai propri

doveri), con il fine di citarli in giudizio.

PRESCRIZIONE DELL’AZIONE DI RESPONSABILITA’:

Si prescrive generalmente in 5 anni, ma può variare a seconda dei casi.

Nel caso di responsabilità nei confronti della SOCIETA’, la prescrizione deve

 avvenire entro 5 anni calcolati a partire dalla cessazione della carica;

Nel caso di responsabilità nei confronti dei CREDITORI SOCIALI, la prescrizione

 consapevolezza

inizia dal momento in cui i creditori hanno avuto del fatto che le

passività siano superiori rispetto alle attività;

Nel caso l’illecito commesso abbia valenza penale, la prescrizione è la stessa

 prevista per il reato (10 anni).

pag. 22

Potrò dunque avanzare l’azione di responsabilità nei confronti dell’inadempiente entro

5 anni dall’inadempimento.

COLLEGIO SINDACALE

È l’organo deputato al controllo ed è composto da 3 o 5 membri professionisti, quindi

di alta specializzazione; la durata della carica è di 3 esercizi e viene nominato

dall’assemblea ordinaria.

Esso può

convocare l’assemblea;

 chiedere la revoca degli amministratori;

 chiedere al giudice la nomina di nuovi amministratori;

 chiedere il fallimento della società;

 chiedere l’azione di responsabilità;

 impugnare delibere assembleari.

Il collegio sindacale è illimitatamente e solidalmente responsabile con gli

amministratori dei danni cagionati dall’attività di questi, che non si sarebbero verificati

se questi avessero correttamente esercitato il controllo. Il collegio sindacale controlla,

verifica, interviene. Esso non può sindacare (giudicare) sugli atti di gestione degli

amministratori, tranne in caso di decisione totalmente irrazionale. Verifica, infatti, il

corretto assetto gestionale-amministrativo, contabile. Quest’ultimo deve essere fatto

da un revisore contabile, normalmente un commercialista.

Oltre al controllo interno abbiamo anche un controllo esterno: ovvero anche i soci, con

il 10% di capitale sociale, possono rivolgersi al tribunale; viene nominato un ispettore

che verifica se vi sono irregolarità e nel caso in cui vi siano, può revocare gli

amministratori e i sindaci e nominare un professionista che elimina tali irregolarità,

chiamato amministratore giudiziario. Ad esso viene attribuito il potere/dovere di

attuare un’azione di responsabilità e, nei casi più gravi, gli può essere attribuito il

potere di esercitare il diritto di voto.

SISTEMA DUALISTICO E MONISTICO

Altri sistemi di governance sono il sistema dualistico e quello monistico.

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Nel sistema dualistico, l’assemblea nomina un consiglio di sorveglianza che ha i poteri

di controllo del collegio sindacale più i poteri assembleari. Nel sistema monostico,

l’assemblea nomina un consiglio di amministrazione e si scelgono gli amministratori

che svolgono le funzioni del collegio sindacale.

MODIFICHE ATTO COSTITUTIVO

È modifica dell’atto costitutivo qualsiasi vicenda nella quale o cambia la compagine

dei soci (viene sostituito e cede le partecipazione quindi la cessione delle

partecipazioni è una modifica soggettiva dell’atto costitutivo) oppure perché viene

introdotta una clausola. Nell’ambito della società per azioni, invece, la modifica

dell’atto costitutivo ha un profilo oggettivo perché la modifica del socio non è

considerabile come modifica dell’atto costitutivo in quanto i soci vengono scelti (nella

spa) non per le qualità personali ma per l’apporto di capitale.

-NELLA SOCIETÀ DI PERSONE MODIFICA ATTO COSTITUTIVO

SOGGETTIVO UMANI

-NELLA SPA MODIFICA ATTO COSTITUTIVO OGGETTIVO

ASSEMBLEA STRAORDINARIA

AUMENTO DEL CAPITALE

Il capitale viene modificato dai soci tramite conferimento in denaro o beni. Questo

viene aumentato tramite delibera dell’assemblea straordinaria (“a titolo oneroso”) a

maggioranza.

Se la società, ha deliberato di aumentare il suo capitale, il socio in minoranza deve

subire la decisione ma allo stesso tempo non può essere costretto a versare una

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partecipazione maggiore. Il socio, allora, è davanti a una scelta: o segue la

maggioranza e versa la quota in più o il valore della sua partecipazione diminuisce. Il

capitale aumentato è offerto con diritto di opzione ai soci presenti ovvero avranno

l’opzione di lasciare invariata la propria quota di partecipazione. Se il socio non vuole

sottoscrivere la quota, un altro socio può prenderla (prelazione sull’inoptato). Potrà

variare, quindi, anche la distribuzione del capitale tra i soci. Il diritto di opzione può

essere escluso. Tuttavia, chi entra nella società dovrà pagare un sovrapprezzo, al fine

di tutelare i soci.

Il legislatore disciplina anche un aumento di capitale a titolo gratuito realizzato

attraverso l’imputazione delle riserve a capitali.

Art 2442 PASSAGGIO DI RISERVE A CAPITALE La cosiddetta imputazione a

capitale, consistente nel trasferimento di un importo da una voce all’altra del bilancio,

costituisce un’operazione puramente contabile e, pertanto, non determina un reale

incremento del capitale (per tale motivo l’aumento è detto gratuito).

RIDUZIONE DEL CAPITALE

Il capitale diminuisce in due casi:

1. REALE, diminuzione reale a seguito di un rimborso ai soci dei conferimenti;

2. NOMINALE, riduzione del capitale per perdite.

Il legislatore prevede che la riduzione del capitale sia deliberata in sede di assemblea

straordinaria e che venga motivata. I terzi possono, in tribunale, opporsi se ritengono

che vengono lesi i propri interessi. Il capitale non può essere ridotto oltre i limiti

richiesti dalla società per azioni.

ART 2446 RIDUZIONE DEL CAPITALE PER PERDITE

Il legislatore vuole evitare l’esposizione di un capitale sociale che non sia poi

realmente esistente, in quanto corroso dalle perdite. Non solo, siccome il capitale

sociale costituisce una garanzia per il creditore e siccome il legislatore impone un

livello minimo di capitale sociale, questi dispone, che laddove queste perdite abbiano

ridotto il capitale sociale al di sotto del minimo legale, che siano fatti degli interventi in

assenza dei quali la società entrerebbe in uno stato di liquidazione. Il legislatore

prevede che la disciplina intervenga, dopo aver confrontato le perdite, nel caso in cui

le stesse abbiano intaccato il capitale sociale. La perdita va in primo luogo confrontata

con le eventuali riserve. Solo la perdita residua (che deriva dal confronto con le

riserve) può essere confrontata con il capitale sociale. Se la perdita non intacca il

capitale sociale ma solo le riserve, non si applica la disciplina. In caso di perdita

inferiore a 1/3 del capitale sociale, i soci non possono distribuire gli utili fin quando la

perdita non verrà sanata. In caso di perdita superiore che intacca il capitale ed è

superiore 1/3 del capitale sociale, bisogna analizzare se tale perdite ha provocato una

riduzione del capitale al di sotto del minimo legale; se ciò non accade si applica la

disciplina dell’art 24447 quindi si deve convocare un’assemblea alla quale si sottopone

un bilancio straordinario che mostra la situazione attuale ovvero l’esistenza della

perdita. L’assemblea in questo caso ha 3 alternative:

1.ridurre il capitale per non indicare un capitale inesistente

2.rinviare il tutto all’esercizio successivo poiché la perdita nell’esercizio

potrebbe essere sanata

3.trasformare o sciogliere la società.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Economia e management
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jasmin.ianniciello di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Esposito Ciro.

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