Diritto commerciale
Regole del comportamento
Le regole del comportamento riguardano i soggetti, cioè gli attori economici. Com'è ben noto, dal contratto nascono rapporti obbligatori. Le azioni creditorie e debitorie altro non sono che comportamenti che un soggetto deve perseguire. È necessario pertanto che il comportamento coincida con la norma in oggetto. Se questa coincidenza non c'è, significa che il comportamento deve subire modifiche.
Obblighi
- Tenere scritture contabili e sintetizzarle in un bilancio d’esercizio (obbligo di documentazione)
- Iscrizione in certi registri per le imprese e di manifestazione del fenomeno (obbligo di pubblicità)
- Obbligo di mercato
Tutti questi obblighi prescindono che si rispetti il fenomeno generale astratto espresso dalla regola.
Articolo 2082
Descrizione del comportamento posto in essere. L'impresa è vista come attività di produzione e scambio di beni e servizi. Il diritto commerciale essenzialmente esprime il modo con cui l'impresa deve realizzarsi. Spiega il comportamento qualificabile come attività di impresa. L'impresa tuttavia, per svolgere la sua attività, necessita di finanziamenti per poter effettuare gli investimenti. Possono provenire da:
- Capitale proprio
- Capitale di terzi
Tanti soggetti finanziano l'impresa, fra questi anche i lavoratori dipendenti e i fornitori. L'interesse dell'imprenditore è contrapposto dall'interesse dei soggetti che fanno parte dell'impresa e quindi dei creditori (che hanno il diritto soggettivo alla restituzione del credito che vantano). La remunerazione del capitale di terzi avviene tramite la corresponsione di un interesse. Rappresenta un costo per l'impresa. Ciò è sintomatico di un debito che si è generato e quindi di un'obbligazione che dovrà essere adempiuta.
Solvibilità e rischio d'impresa
L'impresa per poter restituire il finanziamento deve essere solvibile. Se il mercato non acquista i beni e i servizi prodotti dall'impresa allora l'impresa non sarà in grado di restituire il capitale preso in prestito. Chiunque finanzia l'impresa si espone ad un rischio: il rischio di impresa (rischio di mercato). Il rischio sostanziale è che il mercato non assorba l'offerta dell'impresa e che quindi la domanda non sia sufficiente.
Economia e produzione
Art. 2082 – attività economica svolta con metodo economico, la produzione è fatta per il mercato. L'interesse del diritto commerciale è rivolto alle attività produttive. Un'attività è la somma di atti orientati al raggiungimento di uno scopo. Produzione significa creare valore. Se al tempo 0 avevo un benessere minore rispetto al tempo 1 significa che ho incrementato il benessere. Chi acquista i beni prodotti incrementa il proprio benessere. L'attività non è produttiva se gli atti non sono finalizzati alla produzione (attività di godimento – diritto reale).
Attività produttiva
Un chiaro esempio può essere una casa di proprietà in cui vengono affittate le camere. Non si tratta di attività produttiva ma bensì di attività di godimento. 12-6-1984 (n.3493) ha stabilito infatti riguardo gli affittacamere che si potrebbe trattare di attività produttiva solo nel caso in cui oltre al mero affitto delle camere ci fossero anche servizi ulteriori (trasporto, pulizia, ecc).
Organizzazione e professionalità
Le società consentono lo svolgimento di attività produttive in modo collettivo. Una società è un centro di imputazione che viene trattata come una persona fisica. La società è persona fisica per finzione, ma si trova al pari delle persone fisiche.
Investimenti e partecipazioni
Il patrimonio di una società può essere speso in diversi modi, anche acquistando partecipazioni in altre società. Caso risolto dalla cassazione (n. 3724) stabilisce che se una società compra partecipazioni fini a se stesse senza esercitare attività di controllo, si tratta di attività di godimento poiché esercita la proprietà sul proprio denaro e compra strumenti finanziari. Per attività di controllo si intende possedere il 50 +1 % delle partecipazioni nella controllata e svolgere le attività di gestione nella controllata.
Attività professionale
Professionalità è invece un'attività sistematica, svolta in modo non occasionale. L'attività professionale può subire interruzioni ma è compatibile con la professionalità quando l'interruzione non dipende dal soggetto in questione, sed è dettata dal ciclo produttivo (esempio: l'agricoltore). L'organizzazione è lo svolgere un'attività al fine di scambiare beni e servizi. I mezzi per fare ciò sono i fattori produttivi: forza lavoro e/o capitale. Il capitale può altresì essere affittato, tramite il leasing. In questo modo si ha la disponibilità del bene che concorre alla formazione della produzione. Il capitale deve avere consistenza specifica affinché si possa parlare di organizzazione.
Fattori produttivi
I fattori produttivi in senso stretto non sono altro che quei fattori che hanno utilità riservata all'attività produttiva e non possono essere usati da chi non svolge quella specifica attività produttiva.
Articolo 2222 c.c.
L'attività produttiva qualificata come lavoro autonomo. Lavoro autonomo è il lavoro prevalentemente proprio. Non è assoggettato dalla disciplina dell'impresa. Il requisito di economicità riguarda il metodo usato per produrre beni e servizi (non per autoproduzione) per lo scambio. Il prezzo di vendita viene fissato ex-ante in modo da coprire il costo di produzione (nel costo di produzione rientra anche uno stipendio direzionale). Se il prezzo di vendita è pari a zero o inferiore al costo di produzione, allora i beni sono devoluti al mercato sociale. Si tratta infatti di attività di erogazione. L'attività economica è quella attività nella quale è perseguita l'autonomia dell'impresa rispetto ad altre economie. L'impresa interfacciandosi sul mercato è in grado di recuperare quanto ha impiegato, cioè i fattori produttivi impiegati. Recuperando questo dal mercato, si può procedere nell'attività produttiva senza necessitare di ulteriori finanziamenti. Questa produzione è qualificabile come produzione economica, e in diritto è qualificabile come impresa.
Impresa commerciale
Impresa esiste anche quando semplicemente si ottiene il pareggio di bilancio, senza margine di profitto. L'impresa è assoggettata allo statuto, ovvero a regole comportamentali. La presunzione di conoscenza è stabilita dalla legge, in quanto la pubblicità della nuova formazione di un'impresa è a prescindere. Si impone, inoltre, che con le scritture contabili si registrino gli accadimenti che avvengono all'interno dell'impresa. L'organizzazione si articola in due modi: il lavoro e il capitale. Diversi soggetti collaborano all'interno dell'impresa, e si stabilisce quali poteri devono avere i collaboratori. I poteri riguardano la gestione interna e le decisioni, e la gestione esterna e quindi la rappresentanza. La rappresentanza permette di seguire quello che è stato deciso attraverso il rappresentante. Il collaboratore ha il potere di rappresentanza solo per il fatto di essere tale, non esiste infatti la procura per i collaboratori.
Crisi dell'impresa
La crisi dell'impresa è quando di fatto l'impresa non riesce più a far fronte ai debiti che la stessa ha contratto per potersi finanziare.
Disciplina dell'impresa
La disciplina dell'impresa prevede degli obblighi. La disciplina della visibilità si realizza tramite segni distintivi che l'impresa assume, ha diritto infatti all'esclusiva su alcune cose. Il marchio, la ditta. Le regole di concorrenza sono articolate in due grandi gruppi sostanzialmente. Da un lato ci sono le regole finalizzate che il mercato rimanga quanto più prossimo alla concorrenza perfetta, in altri termini si cerca di evitare che l'impresa trasformi il mercato di concorrenza perfetta in un oligopolio o quanto peggio in un monopolio. La possibilità di sopraffare un'impresa rispetto ad un'altra non può avvenire tramite modi non leali. La concorrenza infatti non deve essere sleale, acquisire e mantenere posizioni di mercato è possibile, ma in modo corretto.
Regole di comportamento
Lo statuto analizzabile nel corso, sono ulteriori regole sommabili a quelle appena dette. Fanno sempre parte delle regole di comportamento e devono essere osservate quando l'impresa è collettiva (due o più soggetti). La forma dell'impresa collettiva più ricorrente è la società, la disciplina applicabile è quella per le società. Si ha tuttavia la possibilità di scegliere il tipo societario più confacente. Le forme societarie che vedremo: snc, srl. Ci sono categorie di impresa (art 2082) che sono esentate dalla maggior parte delle norme. L'impresa agricola è una di queste. Quando ci si trova di fronte all'impresa agricola, non ci aspetta lo stesso trattamento per le altre imprese.
Impresa agricola
Impresa agricola art.2135 ha subito modifiche. Chi effettua le seguente attività: selvicoltura, fondo, allevamento di animali, e attività connesse. L'impresa agricola è esentata dalla disciplina dell'impresa perché questo tipo di impresa è assoggettata alle calamità naturali e alle condizioni ambientali. Anche questo tipo di impresa può usare capitale proprio o capitale di terzi. Se il fondo dell'organizzazione è di proprietà, il fatto di sfruttare il fondo non è altro che l'uso del diritto di proprietà. Il livello delle fonti di finanziamento è basso rispetto alle altre imprese. L'impresa agricola necessita in modo minore.
Credito fondiario
Daglistessi creditori attraverso un'attività di autotutela, come ad esempio l'ipoteca sul fondo. C'è un tipo particolare di credito: il credito fondiario. Il credito fondiario viene effettuato tramite una ipoteca sul fondo.
Articolo 2135
L'art. 2135 è stato arricchito del secondo e terzo comma. Ai sensi del secondo comma le attività agricole essenziali sono le attività dedite alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico, animale o vegetale che usa o può usare il fondo, il bosco, le acque dolci o salmastre o marine. Un'attività si può svolgere anche fuori fondo rimanendo comunque agricola. Un esempio di un'attività che un tempo non era agricola e alla luce della norma lo è diventata può essere la produzione in serra. Il terzo comma parla delle attività agricole per connessione. Un'attività è connessa ad un'altra è quando un'attività si aggiunge a quella principale ed è anche subordinata a livello economicamente. Un esempio può essere: produzione uva, per la produzione di un prodotto diverso da quello abituale (vendita uva e trasformazione in vino). Inoltre dice che sono comunque connesse le attività di trasformazione di prodotti ottenuti dall'attività agricola essenziale prevalenti rispetto ai prodotti acquisiti dal mercato.
Produzione e mercato
L'uva non viene venduta sul mercato ortofrutticolo ma viene usata per la produzione (insieme ad altra uva) per la produzione di vino pregiato. Il vino viene venduto sul mercato nazionale e straniero. Questo soggetto esercita un'impresa? È impresa. Fa capo alla categoria delle.
Cassazione
La situazione di crisi dell'impresa deve essere risolta tramite le procedure concorsuali, la cassazione (terzo grado di giudizio) ha ritenuto che non fosse possibile perché erano qualificabili come aziende agricole. La trasformazione di uva in vino di per sé non è attività agricola. Se compro uva, nel mercato ortofrutticolo, e do luogo alla trasformazione di prodotto finito (vino) non è comprensivo di nessun ciclo biologico e quindi non si tratta di attività agricola. Questa attività viene assimilata e quando c'è un rapporto di connessione fra l'attività di trasformazione (o manipolazione) di materie prime rispetto ad una attività agricola principale o essenziale. Ci dev'essere questa connessione perché si parli di attività agricola. Il rapporto di connessione esiste sul piano soggettivo, cioè chi fa queste attività deve essere anche titolare dell'attività. Deve poi esserci la connessione anche sul piano oggettivo, l'attività connessa infatti deve essere secondaria. Il conto economico ideale di quest'impresa mostra che nella voce ricavi, i ricavi dell'attività secondaria sono minori rispetto ai ricavi derivanti dall'attività primaria (essenziale). Art. 2135 e l'introduzione del terzo comma dice che ormai può essere considerata attività secondaria, qualora l'attività di trasformazione dei prodotti non consente da sola di conseguire al risultato dell'impresa.
Attività subordinata e produzione
L'attività subordinata quindi può diventare la principale se la voce ricavi nel c.e. comprende solo l'attività che un tempo era secondaria. Il risultato quindi, dell'impresa, è formato solo dall'attività 'secondaria'. I prodotti oggetto dell'attività devono essere prevalentemente ottenuti dalla coltivazione del fondo. Tuttavia si possono acquistare. Ma i costi di produzione devono essere superiori a quelli sostenuti per rivolgermi direttamente al mercato (cioè prodotti che giungono da altri produttori). In sostanza, i costi di quello che produco io nel conto economico deve avere costi maggiori rispetto ai costi sostenuti per acquistare materie prime.
Esempio esame: 17.6.2015
Caio è titolare di un uliveto coltiva un terreno di 20 ettari. La produzione di olive in parte ha sbocco sul mercato, ma per gran parte è utilizzata con altre olive provenienti dal Peloponneso per la produzione di un olio pregiato contrassegnato dal marchio Ladì, dal greco: olio. Caio esercita un'impresa e quale tipo? È certamente un'impresa, poiché si tratta di una attività produttiva. È iniziato un ciclo produttivo, e ci sono comportamenti svolti che sono orientati al raggiungimento di un risultato qualificabile come produttivo. Ci sono 3 essenziali punti: l'attività non è occasionale, quindi professionalità. Vi è organizzazione, cioè si utilizza forza lavoro e altri fattori produttivi in senso tecnico. Economicità, ovvero l'attitudine e la programmazione... i prezzi di vendita sono calibrati e fissati per il recupero quanto meno dei costi di produzione con l'aggiunta del guadagno. tuttavia non è essenziale perché si abbia impresa che sia raggiunto il profitto.
Tipo di impresa
Parlando del tipo di impresa: dipende. Se la produzione di olive interne è maggiore rispetto alle olive acquistate sul mercato internazionale, allora sto svolgendo un'attività agricola. È un tipo di attività trattata come agricola (per connessione), sia per quanto riguarda il piano oggettivo che soggettivo. Se invece le olive prodotte internamente sono minori rispetto a quelle acquistate sul mercato, allora svolgo un tipo di impresa non qualificabile come agricola. Cosa succede se produco olive in quantità maggiore internamente rispetto a quelle prese nel mercato ma i costi di produzione interni sono minori rispetto a quelli sostenuti per l'acquisto delle olive nel mercato? Se si tratta di utilizzazione prevalente dell'azienda agricola. Azienda significa struttura, si tratta del profilo materiale dell'organizzazione. È la componente materiale (non personale) che viene utilizzato per lo svolgimento dell'attività di impresa. Beni e servizi possono considerarsi provenienti dall'attività agricola per connessione se ad esempio si effettuano anche servizi di ristorazione, la produzione di questi beni e servizi deve provenire prevalentemente dalla struttura essenziale.
Esempio: Tizio e l'agrumeto
Tizio ha un agrumeto. Per promuovere la sua attività, apre con l'aiuto di personale (di lavoro altrui), un laboratorio nel quale si producono e si vendono t-shirt e altro abbigliamento. Nell'arco di qualche anno, questo laboratorio diventa una piccola fabbrica di 10 persone. La fabbrica viene incendiata (a prescindere se doloso o fortuito), la produzione si interrompe. Si deve procedere tramite le procedure concorsuali, può essere accordata l'apertura del fallimento?
Fallimento
Il fallimento si può aprire oppure no. È un'impresa? Quale tipo di impresa? Questa attività è considerabile come impresa. Si tratta di un certo tipo di impresa, c'è connessione soggettiva ma non c'è connessione oggettiva. Non vengono trasformati i prodotti derivanti dall'attività agricola, e non viene utilizzata l'azienda agricola per la produzione di t-shirt. Mancando il primo e il secondo elemento convengo nuovamente che manca la connessione oggettiva. Tizio è come se svolgesse due imprese, da un lato un'impresa agricola vera e propria e dall'altro un'impresa di tipo diverso.
Impresa commerciale
La norma contiene già di precetto un obbligo comportamentale: l'obbligo della pubblicità d'impresa. Si tratta dell'articolo 2195 c.c. che dispone che le imprese adempiano all'iscrizione negli appositi registri, qualificate come imprese commerciali. Attività di produzione di tipo industriale di beni e servizi. Le attività di circolazione dei beni sono sempre qualificabili come attività intermediarie, attività di trasporto. Attività bancarie e attività ausiliarie alle precedenti. La nozione di impresa commerciale è desumibile...
Testo unico bancario
Il testo unico qualifica l'attività bancaria come attività di raccolta di risparmio tra il pubblico (massa indistinta di risparmiatori) o concessione di credito. Se c'è s
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