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Riassunto esame Diritto Commerciale, prof. Arato, libro consigliato Diritto Commerciale di Galgano (parte II) Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Diritto Commerciale, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro Diritto Commerciale di Galgano (parte seconda) consigliato dal docente Arato. Gli argomenti sono: sulla società per azioni come tipo di società e come prototipo delle società di capitali. La società per azioni è un tipo di società contraddistinto dalla... Vedi di più

Esame di Diritto commerciale docente Prof. M. Arato

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ESTRATTO DOCUMENTO

libertà di voto se non per violazione espressa della legge.

7.4. L’impresa individuale in forma di società per azioni: la società per azioni unipersonale

L’aspirazione alla responsabilità limitata ha condotto all’ammissione legislativa dell’impresa individuale che la

eserciti, nelle forme della SPA con unico socio illimitatamente responsabile. L’unico socio può essere il

fondatore, e in tal caso la società si costituisce per atto unilaterale, o il socio nelle cui mani successivamente

si concentra la totalità delle azioni: nel primo caso la società può diventare un contratto tra più persone non

appena il fondatore ceda ad altri parte delle proprie azioni, o abbia deliberato un aumento del capitale

sociale lasciando che altri sottoscriva le azioni di nuova emissione. Anche la società fondata da un unico

socio consegue con l’iscrizione nel registro delle imprese la personalità giuridica, e poiché l’unico azionista

fruisca del beneficio della responsabilità limitata occorre: 1) che siano stati eseguiti del tutto i conferimenti in

denaro 2) che sia stata depositata per l’iscrizione una dichiarazione contenente le generalità del socio per

informare i terzi. La società unipersonale resta di capitali, ma agisce come in nome collettivo sotto il nome

del suo socio: i terzi le faranno credito in base alla sua identità. Devono però esserci almeno due soci per

godere della responsabilità limitata, altrimenti il singolo risponde illimitatamente, e se si costituisce la pluralità

dei soci successivamente sugli amministratori grava il dovere di pubblicità, col beneficio che tornerà ad

operare. Per ogni società con unico socio i contratti e le operazioni non sono opponibili ai creditori della

società se non trascritti, ed egli non potrà quindi considerare uscito dal patrimonio della società ed entrato

nel proprio un bene che risulti oggetto di una vendita dalla società a lui stesso, se non sia certa l’anteriorità

della vendita all’azione esecutiva del creditore sociale: questo per impedire l’abuso del socio unico della sua

personalità giuridica. L’unipersonalità della SPA va indicata nella sua denominazione sociale.

CAPITOLO 8: COSTITUZIONE DELLA SOCIETA’

8.1. L’atto costitutivo e il suo contenuto: in particolare la denominazione, la sede, l’oggetto della società

La SPA può essere costituita per contratto o per atto unilaterale di un unico socio fondatore, ma la

formazione dell’atto costitutivo non è da sola sufficiente: occorre l’iscrizione nel registro delle imprese.

Atto costitutivo e statuto. Il contratto, o l’atto unilaterale, di SPA risulta da due documenti: l’atto costitutivo

nel quale è manifestata la volontà di dare vita al rapporto sociale, e lo statuto contenente le norme sul

funzionamento della società. Lo statuto costituisce parte integrante dell’atto costitutivo, e in caso di contrasto

tra i due prevalgono le clausole del primo. Il contenuto essenziale dell’atto costitutivo di SPA deve indicare:

1) le generalità dei soci, fisici o giuridici, il loro domicilio e il numero di azioni sottoscritte da ciascuno 2) la

denominazione, il comune dove è la sede e le eventuali succursali. La denominazione sociale può essere in

qualunque modo formata ed è indispensabile solo l’indicazione di SPA, la determinazione della sede è

importante per stabilire quale sia l’ufficio del registro delle imprese, quale tribunale sia competente in caso di

fallimento e quali usi siano applicabili per interpretare i contratti. La sede è dove ha luogo l’amministrazione

della società, e sono sedi secondarie quelle dove vi sia rappresentanza stabile. 3) l’oggetto sociale, ossia

l’attività economica non indicabile genericamente, che limita la sfera dei poteri degli organi sociali: degli

amministratori che possono compiere le operazioni per attuare l’oggetto sociale e dell’assemblea che non

può deliberare singole operazioni estranee ad esso.

8.2. Continua: il capitale, i conferimenti e le prestazioni accessorie

4) l’ammontare del capitale sottoscritto e di quello versato, che va sottoscritto per intero e versato presso

una banca anche solo per il 25% dei conferimenti in denaro. Una volta che la società sia stata iscritta nel

registro delle imprese, gli amministratori potranno prelevare i conferimenti già versati e ingiungere ai soci di

eseguire la restante parte del conferimento. 5) il numero e l’eventuale valore nominale delle azioni, le loro

caratteristiche e le modalità di emissione e circolazione, con le azioni che non possono essere assegnate ai

soci per un valore superiore al loro conferimento. 6) il valore dei crediti e dei beni eventualmente conferiti in

natura. Per regola nella SPA il conferimento va fatto in denaro, e i conferimenti di beni o crediti vanno

consentiti dall’atto costitutivo; le azioni corrispondenti ai conferimenti in natura o di crediti devono essere

interamente liberate al momento della sottoscrizione, e può anche essere conferita in società un’azienda.

Prestazioni accessorie. L’atto costitutivo può prevedere che i soci eseguano prestazioni accessorie ulteriori

rispetto al conferimento non consistenti in denaro: ne va determinato il contenuto, la durata, le modalità e il

compenso, le sanzioni per inadempimento. L’obbligazione di prestazioni accessorie non ha carattere

personale ma è inerente alle azioni sottoscritte dal socio, e deve essere menzionata nelle azioni alle quali è

connessa, che devono essere nominative e non sono trasferibili senza il consenso degli amministratori. E’

prevista l’esclusione per inadempimento o per impossibilità sopravvenuta della prestazione. 7) le norme

secondo le quali gli utili vanno ripartiti, necessarie se si deroga all’art. 2433, altrimenti vale il principio

secondo il quale l’assemblea che approva il bilancio può deliberare il “se” e il “quanto” della distribuzione

degli utili ai soci. 8) i benefici eventualmente accordati ai promotori o ai soci fondatori, a cui può essere

riservata una privilegiata partecipazione agli utili non superiore al 10% degli utili netti e non oltre cinque anni.

I promotori non possono stipulare a proprio vantaggio altro beneficio, i fondatori invece sì. 9) il sistema di

amministrazione adottato, il numero degli amministratori e i loro poteri, indicando chi abbia rappresentanza.

10) il numero dei componenti del collegio sindacale. 11) la nomina del consiglio di sorveglianza e del

revisore contabile 12) l’importo globale delle spese per la costituzione. 13) la durata della società o il periodo

di tempo decorso il quale il socio potrà recedere.

8.3. I modi di formazione del contratto

La formazione dell’atto costitutivo può essere simultanea o attuata mediante pubblica sottoscrizione, e

l’iniziativa della costituzione è assunta nel secondo caso dai promotori, che firmano e annunciano al pubblico

il programma della costituenda SPA che deve indicare l’oggetto e il capitale, le principali disposizioni dell’atto

costitutivo e dello statuto, l’eventuale partecipazione che i promotori si riservino agli utili e il termine entro il

quale va stipulato l’atto costitutivo. Il contratto di società si forma con le successive sottoscrizioni di azioni.

Promotori. I promotori occupano, rispetto ai contraenti, posizione corrispondente a quella del mediatore e

diventano parte di questo contratto solo se abbiano a loro volta sottoscritto azioni. Per la formazione

dell’accordo non è necessaria la comunicazione a ciascuna di esse dell’adesione di tutte le altre. Quando

l’intero capitale sociale sia stato sottoscritto, il contratto di SPA è formato: i promotori chiederanno ai

sottoscrittori il versamento del 25% dei conferimenti in denaro e ne convocheranno l’assemblea.

L’assemblea costituente. Essa è validamente costituita con la presenza di metà dei sottoscrittori che

delibera a maggioranza di numero dei presenti; se va deserta o si rivela impossibile la formazione di una

maggioranza, il contratto di società sarà nullo. L’assemblea non può modificare le condizioni stabilite nel

programma, occorrendo a tal fine il consenso di tutti i sottoscrittori.

Forma. La SPA va costituita per atto pubblico a pena di nullità, e ugualmente il contratto preliminare di SPA.

8.4. Le ulteriori fasi del procedimento costitutivo della SPA

Una volta formato l’atto costitutivo il notaio che ha ricevuto l’atto deve entro 20 giorni provvedere al deposito

presso l’ufficio del registro delle imprese, se non provvede né vi provvedono gli amministratori ciascun socio

può provvedervi a spese della società. Il controllo di legittimità delle clausole dell’atto costitutivo e dello

statuto è rimesso al notaio rogante, che deve se mancano le condizioni richieste dalla legge per la valida

costituzione della società rifiutarsi di erogare l’atto e di depositarlo presso il registro delle imprese. Con

l’iscrizione si conclude la costituzione della SPA, che può durare al massimo novanta giorni.

Iscrizione nel registro delle imprese. Per la SPA l’iscrizione nel registro delle imprese ha efficacia

costitutiva, esistendo solo se iscritta; l’emissione di azioni prima dell’iscrizione è vietata, e per le operazioni

compiute in nome della società prima dell’iscrizione la società non risponde. Una volta iscritta la SPA potrà

ratificare gli atti conclusi rendendosene responsabile.

8.5. L’efficacia dello statuto; i patti parasociali

Sono opponibili ai terzi solo le pattuizioni tra soci che siano suscettibili di formare materia dell’atto costitutivo

o dello statuto: altre pattuizioni avranno natura di patti parasociali. I terzi a cui il contratto sociale può essere

opposto sono: 1) terzi che entrano in contatto con gli amministratori della società per la conclusione di affari

2) terzi acquirenti delle azioni quali aventi causa dei soci 3) soci nuovi in genere.

Patti parasociali. Sono separati accordi che intercorrono fra gli stipulanti e sono destinati a regolare il loro

successivo comportamento di soci della costituita società.

Sindacati azionari. Due patti sono: 1) il sindacato di blocco, mediante il quale i soci si obbligano a non

vendere le proprie azioni o a venderle a date condizioni 2) il sindacato di voto, che ha per oggetto l’esercizio

del voto in assemblea, concordando il contenuto del voto prima dell’assemblea, impegnandosi a votare in

modo conforme o obbligandosi a rilasciare procura irrevocabile ad uno di essi o ad un terzo. Ricorrendo ad

esso si formano coalizioni che controllano l’assemblea, e tali patti hanno efficacia solo tra le parti. La causa

del patto parasociale risiede nel fine di stabilizzare gli assetti proprietari o il governo della società, che viene

perseguiti mediante: 1) il sindacato di voto, che ha per oggetto l’esercizio del diritto di voto nelle SPA o nelle

società che le controllano (governabilità) 2) il sindacato di blocco, che pone limiti al trasferimento delle azioni

o delle partecipazioni in società che la controllano (stabilità degli assetti proprietari) 3) il patto di

concertazione, che ha per oggetto o per effetto l’esercizio anche congiunto di un’influenza dominante su tali

società. Il fine di stabilizzare gli assetti proprietari e il governo della società costituisce la dichiarata

giustificazione della validità dei patti parasociali, ma delimita anche l’ambito di applicazione delle rispettive

norme, che non si applicano agli accordi estranei al fine predetto. La durata dei patti parasociali è di cinque

anni nelle società non quotate, e di tre in quelle quotate, ma possono essere rinnovati alla scadenza. Si ha il

principio della trasparenza dei patti parasociali nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di

rischio: per le società non quotate la pubblicità si ha comunicando i patti all’amministrazione, per quelle

quotate i patti aventi per oggetto l’esercizio del diritto di voto vanno comunicati alla CONSOB, pubblicati su

stampa quotidiana e depositati presso il registro delle imprese, risultando altrimenti nulli. Per le società che

non ricorrono al mercato dei capitali di rischio non c’è obbligo di pubblicità, ma i patti parasociali segreti sono

nulli in quanto diretti ad occultare il controllo azionari. I patti sono nulli anche se: 1) impegnano i soci a

votare per arrecargli nocumento 2) attribuiscono efficacia esterna al vincolo di voto.

8.6. La nullità dell’atto costitutivo

Si hanno tre casi, con le cause di nullità dell’atto costitutivo che risultano cause di scioglimento della società.

Cause di nullità. La possibilità di pronunciare la nullità della società, in epoca successiva all’iscrizione nel

registro delle imprese, è limitata a: 1) mancata stipulazione dell’atto costitutivo in forma di atto pubblico 2)

illiceità dell’oggetto sociale 3) mancanza nell’atto costitutivo o nello statuto di ogni indicazione riguardante la

denominazione della società, o i conferimenti, o l’ammontare del capitale sociale, o l’oggetto sociale.

CAPITOLO 9: SOCIETA’ PER AZIONI E PERSONALITA’ GIURIDICA

9.1. La società e lo schermo della personalità giuridica

Con l’iscrizione nel registro delle imprese la società acquista la personalità giuridica: le società di persone

sono concepite come società non aventi personalità giuridica, quelle di capitali come aventi la stessa. Prima

dell’iscrizione non c’è però una SPA senza personalità giuridica: non c’è nessuna società, quindi al concetto

di persona giuridica non può attribuirsi altro significato se non che la disciplina è applicabile solo a seguito

dell’iscrizione nel registro delle imprese.

9.2. L’abuso della personalità giuridica: le fattispecie di abuso

Particolarmente conclamata è la fattispecie della finzione di gruppo, fenomeno per il quale si dà vita ad una

pluralità di società si capitali le cui azioni o quote appartengono ai medesimi soggetti, al solo scopo di

eludere l’applicazione di norme imperative di legge.

9.3. Continua: la repressione dell’abuso

Reprimere l’abuso della personalità giuridica equivale a disapplicare quelle norme ed a disconoscere, a chi

ha commesso l’abuso, i diritti nascenti da esse. Equivale, rispetto alla responsabilità limitata, a restituire

vigore al generale principio dell’illimitata responsabilità patrimoniale del debitore. E’ possibile fare appello

all’abuso di personalità giuridica e all’esigenza di superarne lo schermo quando una società di capitali risulti

costituita al solo scopo di procurare ai soci il beneficio della responsabilità limitata: in questi casi la

personalità giuridica è ridotta a simulacro che ha riparato i soci, e dovrà essere pronunciata la loro

decadenza dal beneficio o, in caso di fallimento della società, dovrà essere pronunciato il loro fallimento.

CAPITOLO 10: LE AZIONI

10.1. Azioni al portatore e azioni nominative

Contenuto dell’azione. L’azione è un titolo di credito che rappresenta o “incorpora” la partecipazione

sociale, ossia la qualità di socio: la divisione del capitale sociale in azioni è elemento caratterizzante della

SPA, ma non è essenziale la distribuzione ai soci dei titoli delle azioni. L’azione è la frazione minima di

capitale sociale che occorre sottoscrivere per acquistare qualità di socio, risultando indivisibile. Possono

essere emesse azioni con indicazione del valore nominale determinato dallo statuto, tutte dello stesso

valore, ma possono essere emesse anche azioni senza indicazione del valore nominale il cui valore si ricava

dividendo il capitale sociale per il numero delle azioni emesse. A ciascun socio è assegnato un numero di

azioni proporzionale alla parte di capitale sottoscritta e per un valore non superiore al suo conferimento, e

l’azione deve contenere: 1) denominazione e sede della società 2) data dell’atto costitutivo e della sua

iscrizione, e l’ufficio del registro delle imprese dove la società è iscritta 3) valore nominale o numero

complessivo delle azioni e l’ammontare del capitale sociale 4) ammontare dei versamenti parziali eseguiti se

si tratta di azione non interamente liberata 5) diritti ed obblighi ad essa inerenti, oltre alla sottoscrizione di un

amministratore. I certificati provvisori rilasciati dalla società prima dell’emissione dei titoli definitivi hanno

valore di titoli di credito se contengono i requisiti prescritti per le azioni, altrimenti sono semplici ricevute.

Nominatività obbligatoria. Le azioni possono essere nominative o al portatore, salvo che lo statuto o le

leggi non ne esigano la nominatività. Ragioni fiscali hanno suggerito il principio della nominatività

obbligatoria, con le azioni delle società aventi sede nello Stato che devono essere nominative. La regola

della nominatività obbligatoria non vige però per le azioni di risparmio prive del diritto di voto.

10.2. Proprietà dell’azione e legittimazione all’esercizio dei diritti sociali

Le differenze intercorrenti tra azioni al portatore e azioni nominative si ricollegano alle condizioni richieste

per la legittimazione del possessore del titolo all’esercizio dei diritti da esso derivanti. Se il titolo è al

portatore la legittimazione ad esercitare i diritti da esso derivanti si consegue acquistando il suo possesso,

se è invece nominativo il possesso va qualificato dalla menzione del nome del possessore sul titolo stesso e

nel registro dell’emittente. Per i titoli nominativi la legittimazione si consegue in tre modi: 1) mediante

annotazione da parte dell’emittente del nome dell’acquirente sul titolo e sul registro 2) mediante rilascio da

parte dell’emittente di un nuovo titolo intestato all’acquirente e successiva annotazione nel registro 3)

mediante girata.

Il giratario non iscritto. La girata sa sola non attribuisce la legittimazione, non avendo efficacia nei confronti

dell’emittente: il giratario è pienamente legittimato solo con l’iscrizione nel registro dell’emittente; per le azioni

la girata va autenticata da notaio. Il giratario che si dimostri possessore del titolo con una serie continua di

girate è comunque legittimato, prima dell’annotazione nel libro dei soci, ad esercitare i diritti sociali, ma solo

per il primo atto: prima di restituire le azioni esibite o depositate per l’esercizio di diritti sociali la società

emittente deve rilevare le generalità dei giratari e aggiornare il libro dei soci. Ai fini dell’intervento in

assemblea lo statuto può richiedere che la legittimazione all’intervento sussista già alcuni giorni prima ed

esigere il preventivo deposito delle azioni presso la sede sociale o le banche indicate fissando un termine,

con l’azionista che riceve un “biglietto di ammissione”.

10.3. La circolazione dei titoli azionari e le clausole che limitano la circolazione

Il possesso del titolo al portatore e il possesso qualificato degli altri titoli sono, oltre che forme di

legittimazione, forme della circolazione dei titoli di credito. Il trasferimento del titolo al portatore si opera con

la consegna del titolo, quello del titolo all’ordine con la girata, quello del titolo nominativo con la duplice

intestazione: la proprietà si acquista nel momento in cui ne si consegue il possesso. In caso di morte

dell’azionista la società emittente dichiara il cambiamento di proprietà dei titoli agli eredi se non c’è

opposizione, mentre il trasferimento inter vivos si attua per volontà dell’alienante e dell’acquirente senza

necessità del consenso della società, che può anche sottoporlo a particolari condizioni.

Clausola di gradimento. Prevista fino al 1985, faceva si che le azioni fossero trasferibili solo col consenso

degli amministratori per evitare scalate al comando da parte di altre società o di singoli uomini d’affari. Oggi

le clausole di mero gradimento sono efficaci se prevedono, a carico della società o degli altri soci, un obbligo

di acquisto o il diritto di recesso dell’alienante, e le stesse regola valgono per le clausole che sottopongono a

particolari condizioni il trasferimento a causa di morte delle azioni nominative.

Clausola di intrasferibilità. E’ temporanea: il trasferimento delle azioni nominative può essere vietato per

un periodo non superiore a cinque anni dalla costituzione della società o dall’introduzione della clausola di

intrasferibilità. La clausola non può essere rinnovata o essere a tempo indeterminato.

Clausola di prelazione. Il socio che voglia vendere delle azioni deve prima offrirle agli altri soci, con la

prelazione opponibile ai terzi ed il suo titolare che può riscattare la cosa presso il terzo acquirente. L’offerta

di prelazione è una proposta contrattuale, col contratto che si perfeziona a favore del destinatario dell’offerta

in prelazione quando l’accettazione di questo giunge a conoscenza della controparte. La prelazione alla pari

protegge l’interesse dei soci a mantenere il controllo della società e consente al socio che voglia alienare la

propria partecipazione di realizzarne comunque il valore di mercato.

10.4. I diritti e gli obblighi inerenti all’azione

Si distingue tra: 1) diritti patrimoniali: sono il diritto agli utili e alla quota di liquidazione, di opzione e di

recesso 2) diritti amministrativi: sono il diritto di intervento in assemblea, di impugnare le deliberazioni

assembleari invalide, di denuncia al collegio sindacale di fatti censurabili, di prendere visione del progetto di

bilancio, di consultare il libro dei soci e delle deliberazioni in assemblea.

Pegno e usufrutto di azioni. Per le azioni vincolate da pegno od usufrutto, il diritto di voto spetta al

creditore pignoratizio o all’usufruttuario, mentre quello di opzione spetta al socio. In caso di aumento del

capitale mediante imputazione a capitale di riserve, il pegno e l’usufrutto si estendono alle azioni di nuova

emissione; il diritto agli utili spetta al creditore pignoratizio e all’usufruttuario.

Obblighi dell’azionista. Egli deve eseguire il conferimento nei modi e nei tempi descritti. Fra l’esercizio dei

diritti e l’adempimento degli obblighi inerenti all’azione c’è correlazione: il socio in mora nei versamenti non

può esercitare il diritto di voto.

10.5. Le speciali categorie di azioni

Si possono creare categorie di azioni fornite di diritti diversi, con un unico vincolo: che tutte le azioni

appartenenti ad una stessa categoria conferiscano uguali diritti. Per queste azioni vale il principio di atipicità:

lo statuto può determinarne il contenuto nei limiti della legge. Le azioni appartenenti a speciali categorie

possono differenziarsi da quelle ordinarie: 1) come azioni privilegiate sotto l’aspetto dei diritti patrimoniali 2)

come azioni senza diritto di voto o con diritto di voto limitato a particolari argomenti o con diritto di voto

subordinato al verificarsi di particolari condizioni, che non possono però superare la metà del capitale sociale

3) come azioni che combinano i diritti patrimoniali con quelli di voto.

Azioni per i dipendenti. Altra speciale categoria di azioni, prevede una forma di gratificazione

(assegnazione degli utili) a favore dei prestatori di lavoro, con gli utili assegnati loro figurativamente: sono

imputati a capitale, mentre ai prestatori di lavoro vengono assegnati titoli azionari

Azioni di godimento. Ulteriore categoria di azioni speciali, possono essere attribuite ai possessori di azioni

rimborsate in caso di riduzione per esuberanza del capitale sociale e non danno diritto di voto in assemblea

facendo concorrere solo nella ripartizione degli utili.

Le assemblee speciali. L’eventuale esistenza di speciali categorie di azioni importa l’esistenza

dell’assemblea speciale degli appartenenti alla categoria interessata, che va convocata ogni qualvolta una

deliberazione dell’assemblea generale abbia arrecato pregiudizio ai diritti della categoria.

10.6. Altri strumenti finanziari

Le azioni corrispondono ad una frazione del capitale sociale, le cui vicende si ripercuotono su di esse: se

esso è perduto il valore delle azioni è azzerato, se è aumentato ogni azione attribuisce il diritto di opzione

per consentire al suo possessore di mantenere inalterato il rapporto proporzionale tra azioni possedute e

capitale sociale. La società può emettere altri strumenti finanziari a fronte di un determinato apporto di

denaro o di opere o di servizi, ma che sono slegati da ogni rapporto con il capitale sociale non

rappresentando la qualità di socio ma di associato in partecipazione. I diritti patrimoniali possono consistere

o in una partecipazione agli utili o ad un singolo affare, mentre quelli amministrativi possono includere il

diritto di voto su argomenti specificatamente indicati. Spetta allo statuto stabilire le modalità con cui i portatori

di tali strumenti esercitano il voto; questi strumenti possono essere assegnati anche ai dipendenti della

società o di società controllate.

CAPITOLO 11: LE PARTECIPAZIONI AZIONARIE E I GRUPPI DI SOCIETA’

11.1. L’acquisto delle proprie azioni; le anticipazioni e i prestiti; il riscatto

La società può, a date condizioni, acquistare le proprie azioni ma sottostando ad un limite pari al 10% del

capitale sociale e sotto tre condizione: che sia autorizzata dall’assemblea, che acquisti con somme prelevate

dagli utili distribuibili o da riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato, e che si tratti di azioni

interamente liberate. L’acquisto è atto degli amministratori, anche se va autorizzato dall’assemblea che non

delibera l’acquisto ma li autorizza ad acquistare, potendo quindi essi anche astenersi dal farlo;

l’autorizzazione è data per un tempo non eccedente 18 mesi, oltre il quale ci vorrà nuova autorizzazione. Le

azioni acquistate violando la legge vanno alienate entro un anno, altrimenti saranno annullate e il capitale

verrà ridotto corrispondentemente. Il diritto di voto inerente le azioni acquistate è sospeso finche esse

restano in proprietà della società, per evitare che gli amministratori acquistino potere all’interno

dell’assemblea, e inoltre essi non possono disporre delle azioni acquistate senza previa autorizzazione della

stessa. La società non può ricevere in pegno le proprie azioni né fare prestiti a terzi per acquistarle.

Divieto di sottoscrizione. La sottoscrizione di proprie azioni è vietata, ma ciò non comporta la nullità della

sottoscrizione ma la sua qualificazione come sottoscrizione effettuata, sotto il nome della società, dai soci

fondatori o dagli amministratori con la conseguenza che spetterà a costoro di liberare le azioni sottoscritte.

Chi sottoscrive in nome proprio ma per conto della società è considerato sottoscrittore obbligato a liberare le

azioni sottoscritte: rispondono in solido i soci fondatori o gli amministratori salvo siano esenti da colpa.

Riscatto. Il riscatto è il mezzo forzoso col quale la società acquisisce le azioni da annullare: l’acquisto si

attua per unilaterale volontà della società, per il prezzo fissato dalla deliberazione assembleare di riduzione

del capitale. Il criterio rispondente al principio della parità di trattamento tra i soci è quello che impone alla

società di esercitare il riscatto nei confronti di tutti i soci, in proporzione al numero delle azioni da ciascuno di

essi possedute. E’ ammessa una clausola statuaria che prevede il riscatto delle azioni alle quali siano

connesse prestazioni accessorie in caso di inadempimento all’obbligo di queste prestazioni, o comunque di

sopraggiunta impossibilità della loro esecuzione.

11.2. Le partecipazioni in altre società; la nozione di controllo; le partecipazioni reciproche

L’acquisto di azioni di altre società è in linea generale permesso e caratterizza l’economia contemporanea.

Le partecipazioni reciproche. L’acquisto di azioni di altre società è vietato solo quando fra le due società si

instaura un rapporto di partecipazione reciproca, in quanto ciò potrebbe produrre effetti equivalenti

all’acquisto delle proprie azioni.

Il controllo. Sono società controllate: 1) le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti

esercitabili nell’assemblea ordinaria 2) le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per

esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria 3) le società che sono sotto l’influenza dominante

di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa. La prima ipotesi è quella del controllo di

diritto, però non si considera il voto di chi partecipi all’assemblea quale rappresentante di un socio, sempre

che la procura non lo autorizzi a votare nel proprio interesse. Non è controllo il cosiddetto controllo

congiunto: più soci, nessuno dei quali raggiunge da solo la maggioranza dei voti, la conseguono

congiuntamente in forza degli accordi parasociali che regolano l’esercizio del diritto di voto. Il patto

parasociale è rilevante, agli effetti del controllo, solo se vale ad attribuire ad un socio, da solo, la

maggioranza dei voti in assemblea. Nella seconda ipotesi il divieto imposto alla società controllata di

investire il proprio capitale in azioni della controllante tende ad evitare che gli amministratori della società

dominante possano assumere, nell’assemblea della propria società, una posizione di potere personale e

possano affrancarsi da ogni responsabilità nei confronti della società da essi amministrata.

Divieto di sottoscrizione reciproca. Il fenomeno che si vuole evitare è quello per cui una medesima


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Riassunto per l'esame di Diritto Commerciale, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro Diritto Commerciale di Galgano (parte seconda) consigliato dal docente Arato. Gli argomenti sono: sulla società per azioni come tipo di società e come prototipo delle società di capitali. La società per azioni è un tipo di società contraddistinto dalla limitazione della responsabilità dei soci alla somma o al bene conferito, e dove la partecipazione sociale è rappresentata da azioni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Docente: Arato Marco
Università: Genova - Unige
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Boscaioloasr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Arato Marco.

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