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Requisiti essenziali del contratto di società:

 a) IL CONFERIMENTO.

La società non può esistere senza la costituzione di un fondo sociale. Il fondo sociale è

costituito mediante il conferimento dei soci. Non vi è pertanto contratto di società, se i soci non

conferiscono, né vi è acquisto della qualità di socio senza conferimento. ( Le così dette società

di garanzia, nelle quali più persone esercitano in comune una attività assumendone la

responsabilità per le obbligazioni, esulano dalla nozione di società. Art 2546 cod. civ.).

Oggetto del conferimento possono essere beni o servizi (art.2247 cod. civ.) e cioè ogni bene o

diritto sui beni suscettibili di valutazione economica, come pure la prestazione di una

determinata attività o del risultato di essa. Una limitazione nell'oggetto del conferimento può

tuttavia farsi derivare dalla particolarità del tipo di società prescelto; ad esempio quando è

richiesta la formazione di un capitale, si è escluso che il conferimento possa consistere nella

propria attività lavorativa (vedi l'art.2342 cod. civ., il quale espressamente vieta questo oggetto

del conferimento nelle società per azioni).

Conferimento non significa consegna del bene o prestazione effettiva del servizio, ma

semplicemente assunzione dell'obbligazione di dare o di fare.

Continua…

La determinazione del conferimento è richiesta per le:

-società in nome collettivo (art 2295),

-società in accomandita semplice(art 2315)

-società per azioni (art 2328),

-società in accomandita per azioni (art.2464),

-società a responsabilità limitata(art.2475),

-cooperative(art.2486).

Se non è stabilito diversamente il conferimento deve farsi in denaro (art.2342 cod. civ.) e se

non sussiste nel contratto alcun elemento per la sua determinazione, i soci sono tenuti a

conferire in parti uguali quanto è necessario per la realizzazione dello scopo comune.

Se si conferisce la proprietà della cosa, la disciplina del conferimento dovrà trarsi dalle norme

sulla vendita; se si conferisce un credito, dalle norme sulla cessione dei crediti, se si conferisce

l'uso di una cosa, dalle norme sulla locazione di cose.

Nella società semplice una valutazione dei conferimenti non è espressamente richiesta, per

quanto sia presupposta in talune disposizioni( art.2263 e 2282).

b) ESERCIZIO IN COMUNE DI UN'ATTIVITÀ ECONOMICA.

Nel sistema del codice la società è una forma di esercizio collettivo di un'attività economica,

quindi, non società di semplice godimento (vedi art.2248 cod. civ.). L'esercizio deve riguardare

poi un'attività economica. Non rientrano nel concetto di società i contratti posti in essere per lo

svolgimento di un'attività culturale, politica, religiosa o assistenziale, e questo anche quando dal

contratto derivino l'obbligo di conferimento e la creazione di un fondo comune. Tuttavia spesso

in pratica si adotta la forma della società per azioni per la realizzazione di scopi che non sono

quelli propri della società: si pensi alle società immobiliari, alle società costituite per scopi

consortili alle associazioni di carattere culturale, ai circoli di divertimento o le cosiddette

società di comodo. In queste ipotesi tuttavia delle società sussiste soltanto la forma e non anche

la sostanza.

L'esercizio dell'attività deve attuarsi in comune. Non basta che più persone prestino i mezzi per

il raggiungimento di un determinato risultato economico, è necessario che questo risultato sia

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perseguito congiuntamente. La comunanza dell'attività si rileva nel momento deliberativo, in

quanto al socio spetta il potere di determinare l'attività sociale, si rileva nel momento esecutivo

nel senso che l'attività, e cioè i suoi risultati positivi o negativi, riguarda tutti i soci.

Normalmente la comunanza dell'attività si rivela anche nei confronti dei terzi, ma la

manifestazione ai terzi della comunanza dell'attività non è elemento essenziale della nozione di

società. Sono pertanto società anche le società interne od occulte.

 c) DIVISIONE DEGLI UTILI.

Terzo requisito essenziale è la divisione degli utili. Lo scopo che il socio singolarmente

persegue è uno scopo egoistico e non altruistico e uno di questi è quello di realizzare un utile,

cioè un incremento patrimoniale.

Non sono quindi società quei contratti associativi per effetto dei quali i risultati dell'attività

economica sono istituzionalmente devoluti a persone diverse dai soci (ad esempio a scopo di

beneficenza).

La essenzialità di questo requisito deve essere intesa nel senso che l'attività economica da

esercitare in comune, deve avere la capacità di produrre nuova ricchezza e che gli incrementi

patrimoniali conseguenti all'esercizio dell'attività sociale sono necessariamente di spettanza dei

soci.

D'altra parte, la espressione "divisione degli utili" non va intesa alla lettera, nel senso che gli

utili debbono essere realizzati dalla società poi ripartiti tra i soci.

Non perché l'art.2247 cod. civ. parla di divisione degli utili, si può attribuire alla espressione

“divisione” un significato tecnico. Già, rispetto alle società persone giuridiche, di divisione in

senso tecnico non vi è possibilità di parlare; comunque nell'art 2265 cod. civ. è usata una

espressione meno impegnativa, quella di "partecipazione agli utili" e sancendosi la nullità del

patto leonino, implicitamente si ammette la possibilità dei più diversi sistemi attraverso i quali

realizzare concretamente tale partecipazione agli utili, con il solo limite che una partecipazione

vi sia.

Così si ha società anche quando il guadagno di ciascun socio consista nella realizzazione di un

prezzo superiore attraverso la vendita dei prodotti per il tramite della società o nel pagamento

di un prezzo inferiore nell'acquisto delle merci, come appunto avviene nelle cooperative, le

quali sono considerate come società.

Porre come requisito essenziale la divisione degli utili, significa affermare che il risultato della

attività sociale deve andare a beneficio di tutti i soci e non di alcuni soltanto. Tuttavia, che gli

utili debbono essere divisi tra i soci, non significa che ciascun socio debba parteciparvi in uguale

misura e neppure che debba sussistere una proporzione tra conferimento e partecipazione agli

utili. Il principio fondamentale resta che la partecipazione agli utili sia proporzionale ai

conferimenti (art.2263 e 2350 cod. civ.) ma il contratto sociale può stabilire diversamente.

Unico limite è quello posto dal cosiddetto patto leonino (art.2265 cod. civ.).

La partecipazione alle perdite.

Nella nozione di contratto di società non si fa cenno della partecipazione del socio alle perdite.

Essa è espressamente prevista in singole disposizioni (art.2263 e 2264 cod. civ.) come

contropartita della partecipazione agli utili ed è espressamente posto il divieto di esclusione del

socio dalla partecipazione alle perdite(art.2265 cod. civ.).

La società come organizzazione: differenziazione in tipi.

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La società può essere organizzata su base personale o su base capitalistica. Le obbligazioni

sociali possono trovare la loro garanzia esclusivamente nel patrimonio sociale o invece nel

patrimonio di alcuni o di tutti i soci.

La personalità giuridica è riconosciuta alle società organizzate su base capitalistica mentre è,

almeno formalmente, negata per le società organizzate su base personale.

I tipi di società già riconosciuti dal codice di commercio del 1882:

-società in nome collettivo,

-società in accomandita semplice e per azioni,

-società per azioni.

A queste si aggiungono quelle a base personale:

-società semplice,

E quelle a base capitalistica:

-società a responsabilità limitata.

La società semplice è un tipo parallelo alla società in nome collettivo e alla società in

accomandita semplice e hanno in comune: l'organizzazione su base personale e il regime di

responsabilità dei soci mentre si differenziano per non essere soggette ad un regime di

pubblicità dichiarativa e per il fatto che non si verificano gli effetti, negativi o positivi, che da

esso derivano ora è soggetta al regime di pubblicità notizia.

Il termine "società semplice " e derivato dal codice svizzero e sta ad esprimere la elementarità

del tipo e la mancanza di una vera e propria pubblicità.

La società a responsabilità limitata è un tipo parallelo alla società per azioni, della quale ricalca

la struttura, differenziandosi essenzialmente in ciò: che il capitale sociale non è suddiviso in

azioni.

Il termine "società a responsabilità limitata" è derivato dai diritti di tipo tedesco che consente

il beneficio della limitazione della responsabilità alle imprese sociali di minore entità, che

sarebbero rimaste escluse in conseguenza della fissazione di un capitale sociale minimo per la

costituzione delle società per azioni.

La scelta del tipo: le società atipiche.

La scelta del tipo di società è essenzialmente rimessa alla volontà delle parti: una sola

limitazione sussiste all'applicazione di questo principio e riguarda le società che hanno per

oggetto l'esercizio di un'attività commerciale (art 2249 cod. civ.). Queste società debbono

necessariamente costituirsi secondo il tipo della società in nome collettivo o in accomandita

(semplice o per azioni) o per azioni o a responsabilità limitata e non possono assumere il tipo

della società semplice.

Per contro una società che non abbia per oggetto una attività commerciale è una società

semplice.

Tipi di società: criteri di differenziazione.

Elemento fondamentale per la differenziazione tra i vari tipi di società è la diversa responsabilità

dei soci per le obbligazioni sociali.

-Società in Nome Collettivo, è definita quella in cui tutti i soci rispondono

 solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali (art 2291 cod. civ.)

-Società in Accomandita Semplice, quella in cui alcuni soci (accomandatari)

 rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, mentre altri soci

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2007-2008

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