Lezione di diritto commerciale del 5 marzo 2013
Mi chiamo Michele Desario insegno in questa università diritto commerciale e legislazione bancaria,
in segno in questa università da circa vent'anni, faccio anche l'avvocato e mi occupo essenzialmente di diritto
finanziario, di diritto societario, e di diritto commerciale, sono anche vicepresidente di una società di
intermediazione immobiliare del gruppo intesa San Paolo.
Perchè vedrete ed un mio personale convincimento che il diritto commerciale, il diritto degli affari, una cosa
è studiarlo approfondirlo attraverso i libri ed in maniera così teorica, altra cosa ed estremamente utile e
vederne poi l'applicazione sul piano pratico.
Quindi tutte le volte che lo riterrò opportuno ,anche su vostra indicazione ,trarre dalla esperienza concreta dei
suggerimenti e degli approfondimenti lo faremo insieme e sono convinto di quanto tutto questo potrà
rivelarsi utile.
Alcune indicazioni desidero darvele subito a proposito delle modalità di uso di questa medicina che andremo
a sorbirci che è il diritto commerciale, per me è una medicina piacevole e penso che poi lo sarà anche per
voi.
Io ho indicato nel sito dell'Università i testi che consiglio di utilizzare per la preparazione degli esami, sono
delle indicazioni di massima assolutamente non vincolanti e quindi non imperative e quindi non è
obbligatorio preparare l'esame sul manuale che io ho indicato e mi riferisco al manuale delle società di
Bernardino Libonati edizione 2009.
Ci sono tanti altri manuali ugualmente validi e ugualmente stimolanti, Campobasso, Minervini etc. massima
libertà di scelta da parte vostra.
Il secondo testo indicato nel sito è un volume di dimensioni molto esigue è un testo che ho scritto io che è
l'amministrazione delegata nelle società di capitale.
Un altro strumento di lavoro fondamentale e scusate se sono banale è ovvio ed è scontato in queste prime
considerazioni come potete ben comprendere è il codice civile, nella edizione più aggiornata va bene anche
l'edizione del 2011, 2012 ma naturalmente anche quella del 2013.
Non andate indietro con edizioni più vecchie, perché corriamo il rischio di non trovarci con gli articoli del
codice aggiornate.
Perché è uno strumento di lavoro fondamentale , e io non mi permetterei mai di mettere bocca alle vostre
metodologie di studio e di preparazione degli esami in particolare della mia materia, però io sono stato dalla
vostra parte molti anni fa e vi debbo dire che è estremamente utile e opportuno che voi prepariate l'esame
sulla base di quello che ci diciamo giorno per giorno nelle nostre conversazioni, ma andando poi subito a
vedere anche che cosa dice il manovale che avete adottato su quell'argomento ed il manuale essendo il
manuale di una materia giuridica non può fare a meno di non riferirsi ad articoli del codice civile.
Conviene avere il codice accanto , verificare subito quegli articoli, perché in questo modo e non ve ne
renderete conto ma l'articolo vi entrerà in testa e questo vi tornerà utile quando dovrete fare una serie di
collegamenti ed il rischio è quello di fermarsi alle nostre conversazioni semmai aggiungendovi le pagine del
manuale ma non guardando e aggiungendo quello che dice il legislatore.
La materia di diritto commerciale è una materia giuridica si fonda sulla manovra sull'utilizzo e sul
coordinamento di una serie di norme che prima o poi conviene conoscere.
Esame, non perché lo faccio io, l'esame sarà un esame tranquillo un esame lineare tra gentiluomini tra
persone educate non mi è mai capitato di far dipendere il risultato di un vostro esame dal mio stato d'animo
del momento, non sono, diversamente da quello che può sembrare avendo la fronte bassa e le sopracciglia
folte, non sono un criminale, ma sono una persona molto tranquilla.
L'esame si svolge essenzialmente in questo modo c'è una prima domanda a piacere, proprio perché sono
memore di quanto stavo dalla vostra parte sapendo che mi avrebbe fatto molto piacere trovare un professore
che mi avesse messo a mio agio con una domanda a piacere.
1-Trascrizione delle lezione di Diritto Commerciale del Prof. Michele Desario ( Eseguita da V. Lucchesi )
Dopodiché a secondo del macro argomento al quale appartiene quella domanda a piacere io vado a sondare
altre zone del programma.
Quindi se uno di voi si siede e dice vorrei parlare della società per azioni è evidente che le altre domande che
andrò fare non concerneranno più la società per azioni ma concerneranno la concorrenza sleale, piuttosto che
la figura del promotore finanziario o il mercato finanziario piuttosto che l'antitrust e quindi la sfera della
concorrenza sul mercato.
Nel corso dell'esame io, non fosse altro perché sono vent'anni che faccio questo lavoro, mi rendo quasi
immediatamente conto del tipo di preparazione che mi state proponendo e se mi rendo conto per esempio che
camminiamo con qualche difficoltà sul terreno del diritto commerciale e inutile quindi che diventi cattivo e
mi metta con il bisturi a incidere le carni scarnificando, dicendo però lei non mi ha detto il termine preciso di
60 o 90 giorni per l'impugnatura della delibera afflitta da un vizio di annullabilità, poi dopo uno si meraviglia
se lo studente tira fuori un fucile a canne mozze e spara sul professore.
Quindi voglio dire l'esame si svolge in maniera progressiva si fanno delle domande di grande respiro e si
vede se lo studente asseconda la domanda e riesce a rispondere e allora per la soddisfazione dello studente
ma anche del professore si scende più nel dettaglio e obiettivamente si vanno a costruire delle altre domande
più complesse.
Se però questo non è consentito e inutile farlo, io perché appunto assumerei delle vesti del carnefice e voi
perché avreste la legittimazione attiva a sfoderare il suddetto fucile e a fucilarmi.
Altra cosa importantissima, e voi sicuramente sarete già abituati, non c'è niente di peggio, anche con
riferimento al diritto commerciale che il dare per scontato alcune cose, il far finta con se stessi di avere
compreso il professore quando inizia un discorso farneticante che soltanto lui ha compreso, per cui quando
ricorrono queste situazioni e voi vedete che io sto partendo che me ne sto andando per la mia strada e
farfuglio cose incomprensibili per favore alzate la mano e ditemi no Prof. per favore questa cosa non l'ho
afferrata vi è poco chiara e allora ci torniamo sopra, la parafrasiamo, io ridiscendono dall'empireo nel quale
stavo svolazzando sulla terra, diventa di nuovo comprensibile e questo un servizio che rendete utile a me ma
soprattutto voi in modo tale che comprendete i vari snodi del programma, non vi lasciate delle lacune, che
poi uno finge di darsi dietro le spalle, ma le lacune poi si ripresentano, anche perché pure questa materia è
fatta di collegamenti, di connessioni e non c'è niente di peggio che connettere un argomento che è stato male
compreso altro che e stato altrettanto compreso male perché allora il vizio si diffonde e contamina tutte le
nozioni che sono state apprese.
Vi confermo che l'esame è tradizionalmente orale sarà fatto da me e da altri professori del settore che
compongono la commissione e poi fisseremo le date.
Il professor Desario normalmente fa tre domande e non si dilunga.
Se non avete domande da fare possiamo cominciare la lezione di diritto commerciale.
Ora questo diritto commerciale noi dobbiamo cercare immediatamente di capire che tipo di animaletto sia, e
cioè a che cosa serve, perché poi alla fin fine arriviamo sempre a questa domanda.
A che cosa serve il diritto commerciale?
Il diritto commerciale è il diritto , quindi la regolazione, la disciplina, l'insieme di norme, di principi, che
riguardano il fenomeno dell'impresa e vi dico subito e poi lo scopriremo meglio che questo fenomeno è un
fenomeno articolato perché al di là del nome impresa, si lascia declinare in tanti modi pratici concreti diversi
tra loro.
C'è l'imprenditore individuale ad esempio, per esempio l'altro giorno ho ritirato un paio di scarpe dal
calzolaio e quello è l'imprenditore individuale.
Qualcuno dice no beh però quello è un artigiano un piccolo imprenditore, se vi facessi vedere lo scontrino
che mi ha rilasciato quando ho pagato il prezzo dovuto, capireste che è un imprenditore, non ha nulla di
piccolo non ha nulla di artigianale, perché secondo me guadagna dei bei soldi almeno in base a quello che mi
ha chiesto per risuolare le mie scarpe.
2-Trascrizione delle lezione di Diritto Commerciale del Prof. Michele Desario ( Eseguita da V. Lucchesi )
Però non c'è solo l'imprenditore individuale, perché non c'è solo l'imprenditore singolo, perché il fenomeno
dell'impresa, ad esempio, può essere riscontrato nella pratica anche nella forma societaria.
Ci sono le società commerciali che sono imprese commerciali, queste società a loro volta e lo vedremo molto
meglio nel prosieguo delle lezioni, si distinguono in:
-Società di persone;
-Società di capitali;
Ma sono un fenomeno di impresa allo stesso modo sia le une che le altre.
Nelle società di persone, come già dovete comprendere dalla fraseologia è centrale la figura proprio , la
persona in carne ed ossa del socio, e completamente diverso è il discorso delle società di capitali come pure
qui la fraseologia vi fa subito comprendere che è fondamentale il momento finanziario e cioè l'investimento
che viene fatto nella società di capitali per svolgere una attività di impresa.
Poi ci sono altre figure che consentono lo svolgimento della attività di impresa ad esempio si parla di:
-Imprese del terzo settore;
-Onlus che talvolta svolgono attività commerciale;
-Società cooperative che sono una cosa ancora diversa rispetto alla:
-Società in nome collettivo;
-Società semplice;
-Società per azioni
-Società in accomandita per azioni;
Addirittura e qui siamo al livello più sofisticato dello svolgimento della attività di impresa, e non potremo
evitare di confrontarci con questo strumento particolarmente raffinato che fa impresa anche:
-Il gruppo di società o il gruppo societario;
Ci sono una controllante, la famosa holding , questa controllante ha il controllo appunto di società ad essa
sottoposte cioè le società controllate o figlie che dir si voglia ,e ognuna di queste società specializzata in una
sua attività, ma tutte quante rispondono ad una logica di gruppo che è decisa a livello di holding e comunque
alla fine siamo in presenza di un fenomeno di impresa.
Ora se è vero che queste declinazioni ,che noi dovremo necessariamente trattare in maniera approfondita nel
corso delle nostre conversazioni, però c'è anche il fatto che il fenomeno concettualmente inteso di impresa e
unitario, cioè tutti questi moduli utilizzabili per svolgere l'attività di impresa, debbono rispondere a dei
requisiti, perché se non rispondessero a questi requisiti non ci sarebbe l'impresa.
Ed è tanto vero che il modulo è unitario, che tra un po' noi esamineremo una norma del codice , ecco subito
l'approccio giuridico, l'andare alle norme per renderci conto che quello che sta dicendo il professore Desario
non è frutto della sua delirante fantasia, tra un attimo ci andremo, però prima possiamo anche misurarci con
un altro approccio sempre dello stesso fenomeno dell'impresa che è l'approccio storico.
Potrebbe essere di vostra curiosità di sapere quando questo fenomeno storicamente è nato e ha avuto le sue
origini.
Allora tutti i manuali di diritto commerciale, tradizionali e di successo, dicono, che dobbiamo tornare
indietro intorno al basso medioevo, che è quel periodo che va dopo l'anno 1000 fino addirittura alla scoperta
dell'America 1492.
In quel periodo li succede qualche cosa, perché succede qualche cosa? Perché fino a quel momento l'attività
produttiva aveva funzionato soprattutto nel nostro paese, secondo un modulo molto standard molto stilizzato
che era pressappoco riassumibile così:
Voi sicuramente avete sentito parlare di signorotti, valvassori, feudatari e servi della gleba.
Che cosa significa signorotti feudatari e servi della gleba, il feudatariom era un signore che stava nel
castello ,che si alzava tardi ,verso le 10.30 , faceva una vita meravigliosa dormiva con la papalina tipo quella
3-Trascrizione delle lezione di Diritto Commerciale del Prof. Michele Desario ( Eseguita da V. Lucchesi )
del marchese del grillo, era coperto da meravigliosi vestiti, sicuramente anche circondato da bellissime
fanciulle, perché anche lì c'era non dico il fenomeno delle olgettine , Berlusconi eccetera, ma l'uomo è
sempre stato lo stesso e il signorotto a un certo momento si alzava e diceva che problema o oggi? Oggi
voglio vedere il mio caro amico che abita a 4 km da qua prendo il mio bel destriero lo vado a trovare
prendiamo sette fagiani dopo aver fatto una battuta a caccia e prendiamo quattro vitelli e tre agnelli c'è ne
facciamo preparare alla brace poi ci mettiamo su triclinio, ci mangiamo questa roba è poi un po' di frutta,
accompagnato da dell'ottimo vino che viene prodotto in quella cantina che sta vicino all'uscita del castello, e
poi sicuramente si prenderà una botta di sonno e dopo ci sveglieremo e arriveranno le solite fanciulle e
andremo in carrozza fare una gita.
Questo era il feudatario, ovviamente il feudatario intanto poteva ragionare così, in quanto c'era qualcuno che
pensava per lui a che cosa? All'uva, al vino, agli agnelli, ai fagiani, al maniscalco che curava i cavalli, e tutte
queste attività erano demandate ad altri soggetti che sostanzialmente erano i famosi "servi della gleba", che
stavano sempre sullo stesso appezzamento di terreno, molto distanti dal castello ,gli si dava degli
appezzamenti di terra ed una volta all'anno o due volte all'anno il "signorotto" usciva dal castello tutto bello
agghindato e andava al casolare e diceva al servo della gleba senti di fare una cortesia, siccome io devo
ricevere gli amici devo accudire alle olgettine , mi devi dare 100 chili di castagne.
Il servo della gleba che era già furbo tutto sbilenco e rovinato dal lavoro accudiva gli alberi di castagno,
raccoglieva le castagne e alla fine consegnava i 100 chili castagno il signorotto .
E prendeva 100 Kg di castagne e diceva al servo della gleba io mi prendo 96 chili perché devono arrivare gli
amici devo fare le feste le devo dare alle olgettine, quattro chili rimangono a te così che li puoi mangiare con
tua moglie i tuoi figli e i tuoi amici e non mi rompere più le scatole.
Questa era la cosiddetta economia curtense chiamata così dalla parola latina”Curtis” che significa terreno,
perché ognuno aveva il suo appezzamento di terreno lo doveva accudire e lavorare, produceva i prodotti che
servivano a soddisfare le esigenze della famiglia e del signorotto e non ci si poneva più nessun problema, i
soliti 96 chili di castagne al signorotto e i quattro chili rimanenti al servo della gleba.
Intorno all'anno 1000 non so se il feudatario o il servo della gleba un po' più sveglio, comunque sta di fatto
che si parlano e si inventano una cosa nuova e cioè si parlano e si dicono ma perché tu ti devi ingozzare con
96 chili di castagne e io a fare la fame con quattro chili di castagne? A parte il fatto che potremmo
riequilibrare queste proporzioni, perché non proviamo a produrre un po' di più rispetto a quello che serve per
soddisfare le nostre esigenze e quello che produco i più dice il servo della gleba lo metto nei sacchi lo carico
sugli asini e me lo vado a vendere da Messer Sempronio che sta 5 km da qua e vedo se in cambio delle
castagne ci danno indietro qualche cosa che possa essere utile a noi che non abbiamo? Come ad esempio
quell'olio buono buono che assaggiamo quando lei andò in gita da Messer Sempronio.
Allora vedete come cala l'economia curtense e si capisce che si può creare un circuito di contatto con altri
operatori e produttori di modo che si verifichi lo scambio dei beni, ed siamo ancora all'epoca del baratto, e
poi passeremo alla compravendita con l'invenzione della moneta che in realtà già c'era, ecco quando questo
circuito viene concepito e messo in pratica allora a quel punto significa che l'economia curtense sta
terminando e sta arrivando l'economia di mercato.
Perché di mercato? Perché il luogo dove più comodamente gli operatori si incontrano per scambiarsi le
merci, come anche oggi nei mercati rionali, come anche nel mercato di borsa che funziona allo stesso modo,
quel luogo fisico di incontro dei vari produttori, per lo scambio dei vari prodotti e delle varie merci prende il
nome di "mercato".
Lì allora dove c'è il mercato non c'è più l'autoproduttore cioè colui che produce solo in funzione della propria
sussistenza, ma nasce un uomo nuovo, che è l'uomo imprenditore.
Questa banale favoletta serve a conseguire un risultato concettuale intermedio importante e ve lo dovete
sempre ricordare perché ai nostri fini pratici che sono anche quelli del superamento dell'esame è
fondamentale e cioè che :
4-Trascrizione delle lezione di Diritto Commerciale del Prof. Michele Desario ( Eseguita da V. Lucchesi )
-L'impresa c'è dove c'è il mercato
-Dove c'è il mercato c'è l'impresa e dove non c'è mercato non c'è l'impresa:
-Il mercato è fatto di imprese che entrano in contatto lo tra di loro e si scambiano i loro prodotti.
Il t
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