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Diritto commerciale - l'imprenditore

Appunti di Diritto commerciale per l'esame del professor Mucciarelli. Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: l'imprenditore come protagonista del diritto commerciale, l'attività produttiva, Art.2082: 1. “ è imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione".

Esame di Diritto commerciale docente Prof. F. Mucciarelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

 Attività bancaria o assicurativa

 Attività ausiliare delle precedenti

Ad ogni modo, le categorie elencate non sono una divisione netta, poiché piuttosto generiche, pertanto si

preferisce definire l’imprenditore commerciale per differenza rispetto all’imprenditore agricolo. Ovvero tutte

le attività che non sono agricole sono attività commerciali.

2.IN BASE ALLA DIMENSIONE DELL’IMPRESA

In base alla dimensione dell’impresa si differenziano: piccolo imprenditore e imprenditore non piccolo

(non definito dalla legge questa distinzione è importante perché vuol dire che si applicano norme diverse).

Piccolo imprenditore [ L(indiv.+famigl.) > Fattori prod.]

Art. 2083 “sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e

coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei

componenti della famiglia”. Quindi la prevalenza del lavoro proprio e familiare costituisce il carattere

distintivo di tutti i piccoli imprenditori. Per capire se c’è prevalenza c’è un criterio qualitativo e uno

quantitativo (che è quello più corretto). Il piccolo imprenditore è sottoposto allo statuto generale

dell’imprenditore; è esonerato anche se esercita attività commerciale, dalla tenuta delle scritture contabili e

dall’assoggettamento al fallimento e alle altre procedure concorsuali. Inoltre, l’iscrizione nel registro delle

imprese, non ha funzione di pubblicità legale.

Una legge fallimentare aveva introdotto ulteriori requisiti per il piccolo imprenditore, ma è stata

implicitamente abrogata e pertanto non va considerata. Parte di tale legge rimane comunque in vigore e

assume importanza: “ in nessun caso sono considerati imprenditori le società commerciali.” Esse dunque

sono comunque esposte al fallimento.

per l’artigiano n.443 del 1985 definisce l’impresa artigiana, sulla base:

Impresa artigiana: la legge quando

a) dell’oggetto dell’impresa

b) del ruolo dell’artigiano nell’impresa, richiedendosi che esso svolga “in misura prevalente il proprio

lavoro, anche manuale, nel processo produttivo”, ma non che il suo lavoro prevalga sugli altri fattori

produttivi

c) del numero di dipendenti.

legge comunque non basta a sottrarre l’artigiano allo statuto dell’imprenditore commerciale non

Tale

piccolo. Oggi, come e più di ieri, l’imprenditore artigiano rientra nella categoria degli imprenditori

l’imprenditore artigiano sarà esonerato dal

commerciali e , al pari di ogni imprenditore commerciale,

fallimento solo se in concreto ricorre la prevalenza del lavoro familiare.

l’impresa familiare, che non va confusa con la piccola impresa e che è regolata da ampia

Impresa familiare:

disciplina, poiché il legislatore ha voluto predisporre una tutela minima e inderogabile al lavoro familiare

nell’impresa. Ai membri della famiglia che lavorino in modo continuato nella famiglia o nell’impresa, sono

attribuiti determinati diritto patrimoniali e gestionali.

Tra i diritti patrimoniali, sono riconosciuti:

 Diritto al mantenimento, secondo le condizioni patrimoniali della famiglia, anche se non dovuto ad

altro titolo

 Diritto di partecipazione agli utili dell’impresa in proporzione alla quantità del lavoro prestato

 sui beni acquistati con gli utili e sugli incrementi di valore dell’azienda

Diritto

 Diritto di prelazione sull’azienda in caso di divisione ereditaria o di trasferimento dell’azienda

stessa.

Tra i diritti gestionali è poi previsto ad esempio che le decisioni in merito alla gestione straordinaria

dell’impresa e talune altre decisioni di particolare rilievo “ sono adottate a maggioranza dai familiari che

partecipano all’impresa stessa”, e che il diritto di partecipazione è trasferibile solo a favore degli altri

membri della famiglia e con il consenso unanime dei familiari già partecipanti. Riguardo alla gestione

ordinaria, nessun potere spetta invece ai membri, poiché essi rientrano nella competenza esclusiva

dell’imprenditore, il quale tuttavia è responsabile in proprio degli atti verso terzi.

3.IN BASE ALLA NATURA DEL SOGGETTO

In base alla natura del soggetto si distinguono in: impresa societaria, impresa pubblica, impresa di

associazioni e fondazioni.

Impresa societaria:

6(categorie)

1. Società semplice

2. S.n.c

3. S.a.s

4. S.p.a

5. S.r.l

6. Sa.p.a

Impresa pubblica:

Lo stato e gli altri enti pubblici territoriali possono anch’esse svolgere attività d’impresa e lo possono fare:

 Società a partecipazione pubblica ( attraverso la costituzione di società generalmente per azioni,

quindi è una normale impresa privata)

 Impresa organo (gestiti direttamente, avvalendosi di proprie strutture organizzative)

 Enti pubblici economici (attraverso la creazione di enti pubblici economici, ENEL, Ferrovie dello

Stato..)

Si ritiene che le imprese accessorie di cui al secondo punto, nonostante diverse opinioni, non siano soggette

alle norme riguardanti l’imprenditore commerciali, mentre le imprese che costituiscono attività principale

soggiacciono a tutte le norme riguardanti l’imprenditore commerciale, con l’esclusione del fallimento. Gli

enti pubblici economici infatti non possono fallire.

Attività commerciali delle associazioni e delle fondazioni:

le associazioni(riconosciute e non), le fondazioni e più in generale tutti gli enti privati con fini ideali e

altruistici possono svolgere attività commerciale, che può anche costituire attività esclusiva o principale,

qualificabile come attività d’impresa. Infatti, essenzialmente per aversi impresa è che l’attività sia svolta con

metodo economico, il quale può ricorrere anche quando lo scopo perseguito sia ideale. Tali enti acquistano

sicuramente la qualità di imprenditori commerciali con pienezza di effetti. Anche tali enti saranno quindi

esposti al fallimento.

L’ACQUISTI DELLA PROPRIETA’ D’ IMPRENDITORE

L’IMPUTAZIONE DELL’ATTIVITA’ D’IMPRESA

A.

Esercizio diretto dell’attività d’impresa

Quando gli atti di impresa sono compiuti direttamente dall’interessato o da altri in suo nome, non sorgono

particolari problemi. La qualità di imprenditore è acquistata con pienezza di effetti solo dal soggetto il cui

nome è stato speso nel compimento dei singoli atti di impresa. Solo questi è obbligato nei confronti del terzo

contraente, ed anche quando gli atti di impresa sono compiuti tramite il rappresentante, imprenditore diventa

il rappresentato e non il rappresentante.

Tutto ciò possibile in base alla teoria della spendita del nome: quando il mandatario agisce in nome del

mandante(mandato con rappresentanza), tutti gli effetti negoziali si producono direttamente nella sfera

giuridica di quest’ultimo, mentre il mandatario che agisce in proprio nome(mandato senza rappresentanza)

“acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi. I terzi non hanno alcun

rapporto con il mandante”.

Esercizio indiretto dell’attività ‘impresa

Spesso l’impresa viene esercitata tramite una persona interposta. Cioè vi è distinzione tra chi compie in

proprio nome i singoli atti d’impresa(imprenditore palese o prestanome), è chi somministra dirige di fatto

l’impresa e fa propri guadagni, pur non presentandosi come imprenditore di fronte ai terzi(imprenditore

occulto, vero dominus dell’impresa). A questo espediente si può ricorrere per aggirare un divieto di legge, ad

esempio il divieto per gli impiegati dello stato di esercitare attività di impresa, ovvero per non esporre al

rischio di impresa tutto il proprio patrimonio personale. A tal fine si costituisce una società per azioni

dotandola di un modesto capitale, gli atti di impresa saranno formalmente decisi dagli amministratori della

società e posti in essere in nome della società(imprenditore palese), ma è evidente che ogni decisione sarà

adottata dal socio che ha quasi la totalità delle azioni(imprenditore occulto).

Questo modo di operare non solleva particolari problemi fin quando gli affari prosperano e i creditori sono

palese. I problemi gravi sorgono quando gli affari vanno male e il

regolarmente pagati dall’imprenditore

soggetto utilizzato dal dominus sia una persona fisica nullatenente o una società per azioni con capitale

irrisorio.

La teoria dell’imprenditore occulto di un’impresa formalmente altrui non solo

sostiene che il dominus

risponderà insieme a questi, ma fallirà sempre e comunque qualora fallisca il prestanome.

B. INIZIO E FINE DELL’IMPRESA

Inizio dell’impresa

La qualità di imprenditore si acquista con l’effettivo inizio dell’esercizio dell’attività di impresa. Non sono

sufficienti nell’intenzione di dare inizio all’attività, né l’iscrizione nel registro delle imprese.

Nel caso che l’attività d’impresa sia preceduta da una fase organizzativa oggettivamente percepibile(acquisto

macchinari, affitto locali, assunzione lavoratori) anche un solo atto di eservizio è sufficiente per affermare

che l’attività è iniziata(l’organizzazione è già indice di attività professionale). Nel caso in cui, invece tale

fase organizzativa manchi, solo la ripetizione nel tempo di atti di impresa omogenei e funzionalmente

coordinati renderà certo che non si tratta di atti occasionali bensì di attività professionalmente esercitata.

Talvolta, particolarmente per le società, anche atti di sola organizzazione(valutati secondo il loro numero e il

livello di significatività, ad esempio l’acquisto di un’area fabbricabile da parte di una società

alberghiera)possono essere equiparati ad atti di impresa, determinando dunque l’acquisto della qualità di

anche l’esposizione al fallimento.

imprenditore ed

Fine dell’impresa

La qualità di imprenditore si perde solo con l’effettiva cessazione dell’attività ovvero con la chiusura della

liquidazione(durante la quale l’imprenditore completa i cicli produttivi iniziati, vende le giacenze di

magazzino e gli impianti, licenzia i dipendenti..), che potrà verificarsi chiusa solo con la definitiva

disgregazione del complesso aziendale, che rende definitiva la cessazione. Gli avvisi al pubblico, la

cancellazione da albi o registri, l’iscrizione della cessazione nel registro delle imprese, non determinano di

per sé la perdita della qualità di imprenditore. Non è necessario che siano stati riscossi tutti i crediti e pagati

tutti i debiti contratti durante l’esercizio dellì’impresa.

La cancellazione dal registro delle imprese è un indice importante ma presuntivo perché nonostante la

cancellazione l’attività può continuare. Secondo l’art. 10 legge fall. l’imprenditore commerciale può essere

dell’attività. Per quanto riguarda invece le società la

dichiarato fallito entro un anno dalla cessazione

cancellazione dal registro delle imprese rappresenta la fine delle attività.

LO STATUTO DELL’IMPRENDITORE COMMERCIALE

Statuto speciale dell’imprenditore commerciale (non piccolo):

- registro delle imprese (pubblicità legale)

- scritture contabili

- rappresentanza commerciale

- fallimento

A. LA PUBBLICITA’ LEGALE (o DICHIARATIVA).

La necessità di terzi di poter disporre con facilità di informazioni veritiere e non contestabili su fatti e

situazioni delle imprese con cui entrano in contatto è soddisfatta dal legislatore con l’introduzione di un

sistema di pubblicità legale.

 agricole: dal 2001 pubblicità “legale”

Imprese

 Piccole imprese: pubblicità notizia

 Società semplici: pubblicità notizia

Registro delle imprese.

(meccanismo centralizzato di raccolta delle informazioni essenziali delle imprese. Es: nascita, natura,

obbiettivo,…).

attraverso lo strumento del registro delle imprese, l’obbligo di rendere di pubblico dominio

È previsto,

determinati atti o fatti della vita dell’impresa, secondo forma e modalità predeterminate per legge.

In tal modo le informazioni rilevanti non solo sono rese accessibili ai terzi interessati (pubblicità notizia), ma

producono l’effetto tipico proprio di ogni forma di pubblicità legale: l’opponibilità a chiunque

indipendentemente dall’effettiva conoscenza ( dal momento in cui l’iscrizione è avvenuta, i terzi non

possono opporre l’ignoranza dei fatti).

Il registro delle imprese è diviso in 2 grandi sezioni:

a) Iscrizione in sezione ordinaria [pubblicità legale]:

- imprenditori individuali commerciali non piccoli

- le società, diverse dalle società semplici ( cioè tutte le società commerciali)

- i consorzi con attività esterna

- enti pubblici che hanno per attività principale attività commerciale

- società estere con sede principale in Italia

- gruppi europei economici con sede in Italia

b) Iscrizione in sezioni speciali [pubblicità notizia]:

- imprenditori agricoli individuali

-piccoli imprenditori

- società semplici

- imprenditori artigiani (quando non piccoli imprenditori, anche in sezione ordinaria)

- società tra avvocati

Fatti e atti da registrare

Sono specificati da una serie di norme, diversi a seconda della struttura dell’impresa. Riguardano gli

elementi di individuazione dell’imprenditore e dell’impresa, la struttura e l’organizzazione delle società. Non

è consentita l’iscrizione di atti non previsti dalla legge.

 Procedimento

L’iscrizione, eseguita su domanda dell’interessato (o d’ufficio se l’iscrizione è obbligata e l’interessato non

vi provvede), deve essere fatta nel registro delle imprese della provincia in cui l’impresa ha sede.

L’iscrizione è eseguita entro 10 giorni dalla data di protocollazione della domanda. L’ufficio del registro

deve comunque prima procedere al controllo di regolarità formale (documentazione sia formalmente

(esistenza e veridicità dell’esistenza dell’atto o del

regolare), e successivamente di regolarità sostanziale

fatto). L’inosservanza dell’obbligo di registrazione porta a sanzioni amministrative e indirette.

 Efficacia dell’iscrizione (art. 2193)

Di regola, l’iscrizione in sezione ordinaria ha solo efficacia dichiarativa (legale): un atto o fatto deve essere

iscritto e viene effettivamente iscritto. Una volta avvenuta la registrazione, l’atto o il fatto diventa opponibile

verso i terzi (efficacia o pubblicità positiva). Intervenuta la registrazione, i terzi non potranno eccepire

l’ignoranza del fatto o dell’atto iscritto. Se l’imprenditore omette la registrazione di un atto o fatto che

doveva essere iscritto, questo non può essere opposto ai terzi a meno che non venga provato che i terzi hanno

avuto ugualmente conoscenza effettiva dell’atto o del fatto (efficacia o pubblicità negativa).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher birillo44 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Mucciarelli Federico M..

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