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Diritto Commerciale II Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto commerciale II basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Ronco, dell’università degli Studi di Genova - Unige, facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea magistrale in giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto commerciale II docente Prof. S. Ronco

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ESTRATTO DOCUMENTO

Gli AMMINISTRATORI in generale

- vengono NOMINATI dall’ assemblea ordinaria * salvo il caso in cui vengono nominati dal

collegio sindacale, ma di norma, tradizionalmente, è l’

assemblea a farlo di sindacati

- art. 2382 c.c. - non devono avere– rapporti di parentela tra di loro (tra amm.ri)

- o essere incapaci o inabilitati

- art. 2384 c.c. – hanno potere di rappresentanza generale

- eventuali limitazioni alla predetta ad opera di statuto o decisione degli

organi competenti non possono essere opposte ai terzi salvo, la mala fede

provata dei predetti, cioè che si provi che tali terzi abbiano agito

intenzionalmente a danno della società

- possono essere sostituiti qualora ne ricorrano le circostanze

- art. 2387 c.c. - devono essere – professionali

- indipendenti

- e devono avere il requisito dell’ onorabilità

- art. 2390 c.c. – non possono svolgere attività imprenditoriali per conto proprio nè per conto

di terzi, in concorrenza, o essere socio di un'altra società in concorrenza, con

quella che amministrano

* salvo autorizzazione da parte dell’ assemblea, diversamente, possono essere

revocati

* La regola della concorrenza vale sia per le soc. di xsone, che x quelle di

capitali Infatti

Il socio che entra a far parte di una soc. di xsone deve avere il consenso degli

altri soci per iniziare un attività in concorrenza con la predetta, e, se la

svolgeva già prima, può svolgerla a meno che i nuovi soci glielo impediscano

CONFLITTO DI INTERESSI (art. 2391 c.c. – c.i. degli amm.ri)

* E’ una norma che è stata modificata (in

Si ha quando l’ amm.re è portatore particolare,

di un interesse proprio o altrui che “ammorbidita” nel 2003 in sede di riforma

è, soc.cap.

almeno potenzialmente, in conflitto Infatti

con l’ interesse della società Prima del 2003, l’ amministratore che si trovava in

conflitto di interessi per una questione sulla quale

Ex. la società intende acquistare un il consiglio di amm.ne, doveva astenersi dall’

immobile dove collocare ex. un assemblea perché non poteva votare

ramo dell’ azienda e un’ offerente Oggi, invece,

dell’ immobile è fratello di un può partecipare alla votazione del Consiglio di

amm.re Amministrazione, ma deve darne notizia agli altri

In questo caso membri del Consiglio 25

L’ ammi.re è portatore di un interesse altrui (interesse del fratello) che, potenzialmente non

necessariamente potrebbe essere in conflitto con quello della società

Quindi, a tutela della società la legge dice che in tali casi

L’ amm.re deve dare immediatamente notizia dell’ esistenza della situazione di conflitto di

interessi agli altri amm.ri. Inoltre

Se è un amm.re delegato e aveva ricevuto delega all’ acquisto di un immobile, essendoci il

conflitto, deve aspettare la votazione prima di comprarla * votazione a cui, viste le

modifiche legislative, può partecipare Ma

Se la delibera viene approvata in senso favorevole all’ interesse di cui è portatore l’

amministratore e il voto dell’ amministratore è stato determinante a tal fine, cioè, se non

avesse votato, la delibera non sarebbe stata approvata

Qualora

dall’ esecuzione della delibera derivasse un danno alla società, l’ amministratore può essere

chiamato a rispondere Quindi,

art. 2373 c.c. due criteri di responsabilità congiunti: - voto determinante

- danno effettivo alla società

L’ amministratore risponde, altresì, degli eventuali danni derivati alla società:

- dalla sua azione od omissione;

- e/o dalla utilizzazione a vantaggio proprio o di terzi di dati, notizie o opportunità di affari

appresi nell’ esercizio del suo incarico.

AZIONI DI RESPONSABILITA’ VERSO AMM.RE

Azioni con cui società e/o soci chiamano gli amm.ri a rispondere delle proprie azioni

Ciò non implica che siano colpevoli, ma significa che devono giustificare le proprie azioni

avanti ai soggetti che agiscono con tali azioni, e che, se gli amministratori non dimostrano la

propria buona fede, quindi, la mancanza di colpa, possono anche essere condannati a

risarcire un eventuale danno nei confronti della società

N.B. gli amm.ri non soci di società di capitali non rispondono solidalmente con la società per

le obbligazioni sociali contratte dalla predetta, quindi, al più saranno chiamati a risarcire i

danni cagionati alla società non anche ad adempiere alle obbligazioni predette

Ex. quello che sta succedendo con la Banca Estruria – gli amm.ri sono stati chiamati per

risarcire i danni cagionati a soci e cittadini risparmiatori

Responsabilità degli amministratori - v/ soci e società – responsabilità contrattuale

- v/creditori – responsabilità extracontrattuale

3 TIPI DI AZIONI DI RESPONSABILITA’ PROPONIBILI

1) intentata dalla società v/ amm.ri – art. 2392-2393 -2393 bis c.c. -

2) intentata dai creditori della società – art. 2394 c.c.

3) intentata dal singoli socio o singoli terzi – art. 2395 c.c. 26

1) RESPONSABILITA’ V/ SOCIETA’ E SOCI

azione basata su una responsabilità contrattuale, perché l’ amm.re è legato alla società con

un contratto.

In questo caso l’ amm.re risponde per la mala gestio generale della società, mala gestio che

ha comportato un danno alla stessa

L’ azione viene promossa a seguito di delibera dell’ assemblea o del collegio sindacale, e

può essere promossa anche dai soci che rappresentino 1/5 del capitale sociale o nella

misura prevista dallo statuto

Proponibile entro 5 anni dalla cessazione dell’ amm.re dalla carica

2) RESPONSABILITA’ V/ CREDITORI SOCIALI

azione che ha un obiettivo più specifico, è, cioè, chiamare gli amm.ri a rispondere per la

riduzione della garanzia nei loro confronti determinata dalla mancata conservazione dell’

integrità del patrimonio sociale, patrimonio che è una garanzia per i creditori

Verrà usata qualora gli amm.ri abbiano depauperato le casse sociali, ridotto il capitale

sociale o eroso il capitale della società…e i predetti saranno chiamati per non aver tutelato

la loro garanzia, avendo ridotto il patrimonio sociale ad un ammontare insufficiente al

soddisfacimento dei crediti

3) AZIONE INDIVIDUALE DEL SOCIO O DEL TERZO

soci e terzi possono agire con l’ azione di responsabilità verso l’ amm.re quando il loro

patrimonio personale è stato danneggiato dall’ attività dell’ amministratore per ottenere il

risarcimento del danno subito

Non si tratta di un danno riflesso dovuto ad un danno al patrimonio della società ma deve

essere un danno diretto che l’ azione dell’ amm.re ha provocato direttamente sul

patrimonio personale del singolo socio o del singolo terzo

Ex. mancata conclusione di un contratto dI fornitura – se il terzo si aspettava che la società

avrebbe concluso con lui un contratto di fornitura e, per cattiva gestione degli amm.ri, il

contratto non è stato concluso e gli ha cagionato un danno

Questo è un danno diretto nei confronti del terzo che, quindi, può chiamare l’ amm.re

L’ azione può essere proposta entro i 5 anni dal compimento dell’ atto che ha pregiudicato il

socio o il terzo

* I direttori generali ex art. 2396 c.c., hanno la stessa responsabilità degli amm.ri, quindi ai

fini dell’ azione di responsabilità hanno lo stesso trattamento degli amministratori.

Stesso discorso vale per

I SINDACI che qualora non denuncino l’ attività di mala gestio degli amm.ri verranno anch’

essi considerati responsabili (infatti, spesso nelle azioni di responsabilità vedremo uniti

amm.ri e sindaci)

– sono membri del Collegio sindacale

- non ha funzione di gestione ma solo di controllo della gestione dell’ amm.re

- non hanno funzione di revisione contabile 27

- sono i referenti diretti dei soci quando non ci sono altri sistemi, quando ad ex.

le minoranze non hanno modo di agire contro gli amm.ri, si rivolgono al

collegio sindacale facendo istanza di controllo per avere sostegno

- possono fare controllo diretto - convocando l’ assemblea e chiedendo

spiegazioni agli amm.ri,

sia un controllo indiretto – chiamato controllo giudiziale o ricorso al

tribunale

Art. 2409 c.c. – prevede che i soci che rappresentano 1/10 del capitale sociale, o 1/20 del

capitale sociale nelle società che fanno ricorso al mercato di capitale di rischio, nonché i

sindaci Possono rivolgersi al tribunale

Qualora vi sia fondato sospetto che gli amministratori abbiano compiuto gravi irregolarità

nella gestione. quindi

Il tribunale si trova a dover gestire una situazione che si svolge tutta tra le mura della

società, quindi deve andare con molta cautela…non può compiere atti che esautorino la

società e gli amm.ri senza un fondato motivo

Perché

La società è un organismo di carattere privato, e quindi, qualsiasi ingerenza nella società

deve avere una motivazione precisa.

Pertanto, il Tribunale, dopo aver ricevuto la denuncia ex art. 2409 c.c.

- deve convocare in camera di consiglio gli amm.ri per sentire il loro parere;

- può ordinare ispezioni nell’ amministrazione della società e verificare se le denunce fatte

sono fondate;

- se fondate, il Tribunale può solo nominare un amm.re commissario provvisoria, quindi

una persona esterna alla società che assume l’ amministrazione provvisoriamente, per

portare avanti l’ amministrazione fino a quando non viene convocata l’ assemblea che

eventualmente revoca l’ amm.re colpevole e ne nomina un altro, visto che il tribunale non

può farlo (ne revocare ne metterne uno scelto da lui in modo permanente)

Quindi

Si dice che la società viene “commissariata” finchè non si trova un amm.re diverso

N.B. solo i soci possono revocare gli amm.ri, in particolare:

- gli amm.ri esterni, se revocati, se ne vanno;

- gli amm.ri soci, invece, se revocati – o continuano ad essere soci

- o possono anche essere esclusi dalla società

(come nelle soc. di xsone, ma nelle soc.

di capitale è più difficile)

RUOLO AMM.RE NEI GRUPPI DI SOCIETA’

Il gruppo di società è una forma molto comune di organizzazione nelle grandi imprese, in

cui troviamo

- la società madre (Capogruppo o Honding)

+

- una serie di società controllate o collegate

Il gruppo può avere: 28

la fisionomia A STELLA soc. B CONTROLLO A soc. A controlla B

soc. A madre controlla direttamente soc. C o CATENA

soc. D B controlla C

C controlla D

E, quindi, A controlla indirettamente

anche C e D

CONTROLLARE significa dirigere l’ attività imprenditoriale di una società in vista di un

determinato obiettivo

Questa direzione, può essere determinata da varie circostanze perché art. 2359 c.c. parla di

diverse tipologie di controllo

Art. 2359 c.c. – controllo può essere – 1) di diritto

- 2) di fatto

- 3) contrattuale

1) la società controllata è quella in cui un'altra società ha la maggioranza dei voti esercitabili

nell’ assemblea Quindi, prima forma di controllo

controllo assembleare attraverso la maggioranza di voti in assemblea

2) non determinato dalla maggioranza dei voti esercitabili in assemblea, ma dal fatto che la

società ha sufficienti voti per esercitare un influenza dominante sulle società

Quindi

Non serve maggioranza ma una percentuale di voti tali da permettere l’ esercizio di un

influenza sulla società

3) si ha quando una società è sotto l’ influenza di un'altra in virtù di vincoli contrattuali ad

ex. un contratto di fornitura, qualora una delle due parti non abbia alternative sul mercato e

quindi sarà in posizione subordinata rispetto all’ altra

Il concetto di direzione unitaria, cioè il concetto fondamentale del gruppo, nasce dalla

dottrina tedesca, in particolare, dalla legge sulle società per azioni – chiamata

AKTENGESETZ il cui art. 18 parla per la prima volta a livello europeo della direzione

unitaria Cioè

Quella direzione, quell’ impronta che la società controllante dà volta a coordinare la politica

economica e le linee essenziali della gestione delle società controllate/collegate.

Prima del 2003, la nozione di gruppo, non c’ era nel codice civile e la disciplina dei gruppi

era dettata da due leggi speciali:

- legge 216/1974 + legge 95/1979 sull’ amministrazione straordinaria delle grandi imprese

in crisi (poi modificata nel 1999)

COSE’ un GRUPPO?

È una pluralità di imprese che operano in modo molto coordinato tra loro, giuridicamente

indipendenti l’ una dall’ altra, nel senso che ciascuna ha una propria - personalità giuridica

- attività - soci 29

- e consiglio di amm.ne

Ma

Che sono economicamente dipendenti, nel senso che le scelte strategiche e imprenditoriali

tendono ad andare tutte nella stessa direzione in vista di un obiettivo economico unitario

Cioè

Distinte giuridicamente ma economicamente unite da un unico obiettivo che è l’ interesse

del gruppo.

Le scelte strategiche / direzionali sono assunte dalla società madre / capogruppo e dal

Consiglio di amministrazione di quest’ ultima

Quindi,

dobbiamo capire se, nel momento i cui gli amm.ri della società controllante assumono delle

decisioni che valgono per tutto il gruppo e alla prova dei fatti danneggiano una o più

società, gli amm.ri della controllante ne rispondono?

Risposta non semplice, in primis, perché abbiamo due ordini di interessi:

- interessi Gruppo – che è un interesse superiore

N.B. non è l’ interesse della controllante, ma è l’ interesse del gruppo unitariamente

considerato +

- interessi delle singole società - che devono fare gli interessi anche dei propri soci

quindi

Se tali 2 interessi entrano in conflitto si può creare un problema di responsabilità degli

amm.ri della controllante, che hanno dettato la direzione a monte.

In particolare

il problema è comparare / valutare il conflitto fra interesse gruppo e interesse delle varie

società e vedere se, e in che modo, gli amm.ri della controllante possono essere ritenuti

responsabili per i danni eventualmente derivati alle società del gruppo

Per valutare tale tipo di responsabilità, il codice civile nel 2003 ha elaborato una serie di

norme (Capo 9 - art. 2497 fino a 2497 septies c.c.)

L’ art. 2497 c.c. parla di responsabilità e dice varie cose che ci aiutano a capire qual è il

criterio di valutazione, in particolare,:

[1] Le società o gli enti che, esercitando attività di direzione e coordinamento di società agiscono in

violazione dei principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale delle società medesime, sono

direttamente responsabili nei confronti dei soci di queste + nei confronti dei creditori sociali per la

lesione cagionata all'integrità del patrimonio della società. * NO responsabilità quando il danno

risulta mancante alla luce del risultato complessivo dell'attività di direzione e coordinamento

ovvero integralmente eliminato anche a seguito di operazioni a ciò dirette.

[2] Risponde in solido chi abbia comunque preso parte al fatto lesivo e, nei limiti del vantaggio

conseguito, chi ne abbia consapevolmente tratto beneficio.

[3] Il socio ed il creditore sociale possono agire contro la società o l'ente che esercita l'attività di

direzione e coordinamento, solo se non sono stati soddisfatti dalla società soggetta alla attività di

direzione e coordinamento. 30

[4] Nel caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria di

società soggetta ad altrui direzione e coordinamento, l'azione spettante ai creditori di questa è

esercitata dal curatore o dal commissario liquidatore o dal commissario straordinario.

In sostanza, parla di RESPONSABILITA’ DELLE HOLDING in caso di

- violazione dei corretti principi di amministrazione

- conflitto di interessi con il gruppo

- pregiudizio arrecato nei confronti di soci o creditori

- in giudizio occorre un bilanciamento tra l’ interesse del gruppo e quello della holding

- vincolo societario e di coordinamento 18.10.2017 merc matt - pome esercitazione

OPERAZIONI SUL CAPITALE

1) Aumento di capitale o 2) riduzione capitale

AUMENTO DEL CAPITALE

- è di competenza dell’ assemblea o degli amm.ri su delega della predetta che in questi casi è

assemblea straordinaria perché modifica lo statuto (sia in caso gratuito che a pagamento)

- può essere deciso ad ex. quando il capitale si ritiene insufficiente per l’ attività che si sta

svolgendo o in vista di un futura sviluppo qualitativo o dimensionale dell’ attività

- può essere a) GRATUITO

b) A PAGAMENTO

a) GRATUITO – art. 2442 c. 1 c.c. – la società decide di imputare a capitale sociale le riserve e

gli altri fondi disponibili iscritti a bilancio, quindi, risorse

patrimoniali che la società ha già

- art. 2442 c. 2 – contestualmente all’ imputazione delle riserve, ma non

necessariamente, può emettere nuove azioni, le quali

avranno le stesse caratteristiche di quelle in circolazione e

devono essere assegnate gratuitamente agli azionisti in

proporzione di quelle da essi già possedute…gratuitamente

perché cmq non puoi chiedere ai soci di pagarle visto che i

fondi che giustificano la nuova emissione sono già

idelmente pro quota a loro riferibili

- art. 2442 c. 3 - oppure può aumentare il valore nominale delle azioni in

circolazione

* in questi tre modi non si altera l’ assetto partecipativo al capitale sociale,

cosa che invece avviene in un caso particolare previsto

dall’ art. 2349 c.c. ai sensi del quale l’ assemblea straordinaria, se consentito dallo statuto,

può di assegnare utili ai prestatori di lavoro o a società controllate, emettendo azioni per

un ammontare pari agli utili stessi, azioni che verranno assegnate individualmente ai

prestatori di lavori

Norma ispirata a favorire il c.d. azionariato dei dipendenti, cioè un sistema di

remunerazione / premio dei prestatori di lavoro che incentiva il legame fiduciario tra i

predetti e la società 31

b) A PAGAMENTO tramite nuovi conferimenti

in questo caso l’ aumento e la creazione delle nuove azioni si perfeziona con la raccolta

delle nuove sottoscrizioni da parte degli amm.ri

*Nuove sottoscrizioni – dichiarazioni negoziali con cui gli investitori si impegnano a

conferire il denaro o i beni necessari a coprire l’ aumento

E’ vietato l’ aumento se le azioni precedentemente emesse non sono interamente liberate

Ok conferimenti in natura salvo la necessità di valutazione e controllo valutazione ex art.

2343 c.c.

* per evitare un aumento con conferimenti che alteri le precedenti percentuali di

partecipazione alla società da parte degli azionisti l’ art. 2441 c. 1 prevede il DIRITTO DI

OPZIONE, cioè le azioni di nuova emissione devono prima essere offerte ai soci in

proporzione al n. di azioni già possedute dai predetti.

Le inopinate nel termine di esercizio delle opzioni devono, prima di essere messe sul

mercato, essere offerte a chi ha esercitato il diritto di opzione

RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE

- può essere:

a) facoltativa – (art. 2306 c.c. + 2445 cc)- nel caso di eccessivo capitale per gli obiettivi dell’

attività dell’ impresa o altri motivi ritenuti

opportuni dai soci

b) obbligatoria – per perdite (art. 2446 cc), cioè la legge stabilisce l’ obbligo di diminuzione

del capitale sociale qualora la società subisca

perdite tali da intaccare il capitale sociale stesso

in particolare

qualora il capitale sociale sia diminuito di oltre

1/3 rispetto alla misura del predetto a causa di

perdite subite dalla società (sotto il 3° è

facoltativa la riduzione)

dunque

il patrimonio netto della società (determinato dalla differenza tra il valore complessivo delle

attività iscritte in bilancio e quello complessivo delle passività) che di norma dovrebbe

almeno essere pari al capitale sociale, o superiore permettendo così la ripartizione degli utili,

risulta inferiore ai 2/3 del capitale nominale

Ex. il Capitale sociale è di 600 ma il suo valore effettivo (patrimonio netto) è inferiore a 400

La riduzione può essere fatta in entrambi i casi:

- liberando i soci dall’ obbligo dei versamenti ancora dovuti

- oppure mediante rimborso del capitale ai soci

Attraverso

- la riduzione del valore nominali delle azioni esistenti

- o l’ estinzione di alcune azioni, colpendo ciascun socio proporzionalmente alla

partecipazione posseduta

* patrimoni destinati (non so l’ ha scritto mauri) 32

La riduzione - viene deliberata dall’ assemblea straordinaria

- avrà effetto nei 90 giorni successivi all’ iscrizione nel registro delle imprese

- nei predetti 90 gg i creditori possono opporsi alla stessa avanti al Tribunale

qualora la ritengano pregiudizievole i propri interessi (no in caso di

riduzione obbligatoria), il quale può cmq autorizzarla qualora ritenga

infondato il pericolo o la società abbia prestato idonea garanzia

- Non può ridurre il capitale sociale sotto il minimo stabilito dalla legge ( €

50.000 x le spa)

- qualora la perdita di oltre 1/3 determini la riduzione sotto il minimo legale

predetto l ‘ assemblea dovrà deliberare congiuntamente alla riduzione del

capitale sociale l’ aumento del predetto ad una cifra non inferiore al minimo

legale, o, la trasformazione della società in un tipo per il quale sia previsto un

capitale minimo inferiore.

MODIFICHE SOCIALI STRUTTURALI

Determinano cambiamenti nella struttura della società

1) Trasformazione

2) Fusione

3) Scissione 1) TRASFORMAZIONE

- art. 2500 cc – deve avvenire con atto pubblico che contenga le indicazioni previste dalla

legge per l’ atto di costituzione del tipo di società scelto

- l’ atto di trasformazione, e quello di cessazione dell’ ente che effettua la

trasformazione sono soggetti alla relativa pubblicità

- art. 2500 bis cc. - una volta pubblicizzata la trasformazione, questa non può più essere

dichiarata invalidità * salvo il diritto al risarcimento eventualmente spettante

ai partecipanti all’ ente trasformato e ai terzi danneggiati dalla

trasformazione

La trasformazione può essere:

a) omogenea b) omogenea progressiva c) omogenea regressiva d) eterogenea

* omogenea – perché cambia tipo di società ma siamo sempre nell’ ambito delle società

Eterogenea – da società ad altri tipi di enti e viceversa

A) OMOGENEA

- è l’ ipotesi più semplice

- la trasformazione avviene fra tipi di società appartenenti alla stessa categoria:

> da società di persone verso società di persone (ex. da snc a s.a.s.)

> da società di capitali verso società di capitali (ex. da s.r.l. a s.p.a)

- poiché la trasformazione modifica lo statuto:

> nel primo caso (da soc. xsone a soc. xsone) è richiesta l’ unanimità dei soci

* salvo che il contratto sociale preveda la maggioranza x la modifica dello statuto

> nel secondo caso la delibera dell’ assembla straordinaria 33

In entrambi i casi, poi, è necessario l’ iscrizione della trasformazione nel registro imprese da

cui decorre l’ efficacia della stessa

B) OMOGENEA PROGRESSIVA

- trasformazione di società di persone in società di capitali

* Progressiva perché migliora la condizione dei soci, che passano dalla responsabilità

illimitata a quelle limitata art. 2500 ter c.c.

- DECISA - a maggioranza dei soci, maggioranza determinata secondo la parte negli utili

attribuita a ciascuno

- previsto diritto di recesso x il socio che non ha concorso alla decisione

art. 2500 quater c.c.

– AZIONI - ogni socio avrà diritto all’ assegnazione ad un n. di azioni o una quota

proporzionale alla sua partecipazione

- il SOCIO D’ OPERA ha diritto ad un n. di azioni o quota proporzionale a quella che aveva

prima della trasformazione, o in mancanza di accordo tra i soci, viene

determinata dal giudice secondo equità

art. 2500 quinquies c.c.

- RESPONSABILITA’ DEI SOCI – con la trasformazione di questo tipo, i soci ottengono la

responsabilità limitata x le obbligazioni future contratte

Tuttavia

la trasformazione non libera automaticamente i soci a responsabilità

illimitata dalla responsabilità x le obbligazioni sorte prima dell’ iscrizione

nel registro delle imprese della trasformazione.

Ma,

il favor dell’ ordinamento per l’ adozione di modelli capitalisti ha fatto si che il legislatore

prevedesse un procedimento volto ad agevolare la liberazione dei soci dalla responsabilità

illimitata In particolare

I soci che perdono la responsabilità illimitata si considerano liberati quando i creditori

sociali hanno acconsentito alla trasformazione.

Tale consenso, x espressa previsione dell’ art. 2500 quinquies cc, si presume dato quando i

creditori a cui è stata comunicata la delibera di trasformazione (con raccomandata o con

altro mezzo idoneo ad aver la certezza del ricevimento della stessa da parte dei creditori)

entro 60 giorni dal ricevimento predetto non hanno espressamente negato per iscritto il

consenso predetto C) OMOGENEA REGRESSIVA

- trasformazione da società di capitali in società di persone

art. 2500 sexie c.c. 34

- DECISA con la maggioranza prevista per la modifica statutaria

+

il consenso di tutti i soci che con la trasformazione assumeranno la responsabilità illimitata.

(quindi se una spa intende trasformarsi in snc, occorre il consenso unanime dei soci)

Questo perché tali soci, con la trasformazione, assumeranno la responsabilità personale e

illimitata non solo per le obbligazioni assunte dopo la trasformazione ma anche per quelle

sorte antecedentemente la trasformazione (RESPONSABILITA’ DEI SOCI)

* Gli amministratori devono presentare una relazione, da depositare 30 giorni prima

dell'assemblea presso la sede della società, motivando l'operazione ed evidenziando i

relativi effetti.

- QUOTA di PARTECIPAZIONE – ogni socio ha diritto ad avere una partecipazione

proporzionale al valore della sua quota o delle sue

azioni

D) ETEROGENEA

- trasformazione di:

a) società di capitali (s.p.a. – s.r.l. – s.a.p.a.) in altri enti quali: consorzi, società consortili,

società cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute fondazioni

b) VICEVERSA, da altri enti a società di capitali

* vietata la trasformazione di società cooperative a mutualità prevalente ** in società

lucrative.

** quelle che (art. 2512): - svolgono la loro attività prevalentemente in favore dei soci,

consumatori o utenti di beni o servizi;

- si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro

attività, delle prestazioni lavorative dei soci;

- si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro

attività, degli apporti di beni o servizi da parte dei soci.

- l’ assemblea straordinaria delibera trasformazione della società

> nel caso a (da soc. cap a altri enti) la delibera deve essere assunta con voto favorevole

dei 2/3 degli aventi diritto + il consenso dei soci che assumono la responsabilità

illimitata

> nel caso B (da altri enti a soc. cap) la delibera viene assunta con maggioranze che

variano a seconda del tipo di ente

- i soci dissenzienti possono recedere per giusta causa

- per le obbligazioni contratte prima della trasformazione i soci ne rispondono con il regime

precedente

- a differenza della trasformazione omogenea che ha effetto dal momento di iscrizione della

stessa nel registro imprese, l’ eterogenea ha effetto dopo 60 giorni dall’ ultimo

adempimento pubblicitario se i creditori hanno prestato il loro consenso o, quelli che non l’

hanno dato sono stati pagati 35

- in questi 60 i creditori possono opporsi alla trasformazione avanti al Tribunale il quale, a

sua volta, può disporre che la trasformazione avvenga comunque qualora ritenga che non

ci sia rischio o pregiudizio dei creditori o cmq la società abbia fornito idonea garanzia.

2) FUZIONE (art. 2501 e ss c.c.)

- deve risultare da atto pubblico

- può avvenire:

a) in senso stretto A+B =C , cioè, A e B creano una nuova società C, in cui vengono

unificate le società preesistenti

b) x incorporazione A+B = A, a incorpora b

- In entrambi i casi, le società fuse o incorporate si estinguono per effetto della fusione

* può essere omogenea (tra società dello stesso tipo) o, al contrato, eterogenea (diverso tipo)

- la società che risulta dalla fusione o dall’ incorporazione assume tutti i diritti e gli obblighi

delle società partecipanti alla fusione

* VIETATA la partecipazione alla fusione della s.p.a. in liquidazione dopo che ha già

iniziato la distribuzione dell’ attivo (prima di tale momento è, invece, consentita)

** AMMESSA la partecipazione alla fusione di società sottoposte a procedure concorsuali,

infatti può essere un modo per risolvere la crisi dell’ impresa

PROCEDURA: gli amm.ri delle società oggetto di fusione redigo un progetto unico per tutte

con il contenuto previsto dall’art. 2501 ter c.c. (tipo, ragione sociale, atto

costitutivo nuovo, modalità assegnazioni azioni etc…)

- ogni società coinvolte deve approvare il predetto progetto:

> nelle società di persone – serve consenso maggioranza soci determinata secondo la parte

di utili attribuita a ciascuno (con diritto recesso socio

dissenziente)

> nelle s.p.a. – serve delibera assemblea straordinaria alle solite maggioranze

- la fusione avrà EFFETTO decorsi 60 giorni dall’ iscrizione dell’ atto di fusione al registro

delle imprese, termine entro il quale gli eventuali creditori delle società fuse che si

ritengono pregiudicati dall’ operazione possono opporvisi ricorrendo al tribunale.

- eseguita l’ iscrizione la fusione non può essere dichiarata invalida fatto salvo il

risarcimento dei danni per i soci e i terzi danneggiati dalla fusione

3) SCISSIONE (art. 2506 e ss c.c.)

- è una tecnica di riorganizzazione del patrimonio sociale

- può essere:

a) totale - la società che si scende assegna tutto il proprio patrimonio ad PIU’ società

beneficiarie

- ciò determina l’ estinzione senza liquidazione della società scissa

b) parziale – la società scissa assegna solo una parte del proprio patrimonio a UNA o PIU’

società beneficiarie 36

- quindi la società scissa non si estingue ma continua ad operare con un

patrimonio ridotto e, di regola, i soci acquistano anche partecipazione della/e

società beneficiarie

La scissione può poi essere:

a) in senso stretto – quando la / le società beneficiarie sono di nuova costituzione

- in questo caso, l’ atto di scissione funge da atto costitutivo della nuova

società (i cui soci, almeno inizialmente, corrispondono a quelli della

società estinta)

b) o per incorporazione – quando la / le società beneficiarie erano già esistenti

- tale operazione è caratterizzata dall’ aumento del capitale e del

patrimonio delle società beneficiarie

E, ancora, può essere:

a) omogenea – quando il patrimonio scisso è assegnato in tutto o in parte a società

beneficiarie dello stesso tipo

b) eterogenea – se tutte le società beneficiarie, o anche solo una, è di tipo diverso della

società scissa

come per la fusione, anche in questo caso:

* VIETATA la partecipazione alla scissione di società in liquidazione dopo che ha già

iniziato la distribuzione dell’ attivo (prima di tale momento è, invece, consentita)

** AMMESSA la partecipazione alla scissione di società sottoposte a procedure concorsuali.

(FINIRE CON ALTRI APPUNTI)

Diritto penale dell’ economia

1) reati di danno e di pericolo

2) reati commisivi o omissioni

3) nozione di reato proprio – il reato è configurabile solo nel caso in cui chi lo commette

possiede una particolare qualifica (c.c., libro V, Titolo XI art. 2621 a 2641) 37

20.10.17 ven

SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA (S.r.l)

Siamo sempre nell’ ambito delle società di capitali in cui abbiamo una soggettività

giuridica e quindi, autonomia patrimoniale perfetta,

pertanto

i creditori della società potranno rivalersi solo sul capitale sociale e non anche su quello

personale dei soci.

Anzitutto bisogna distinguere tra il prima e il dopo la riforma organica delle società di

capitali del 2003 Infatti

Prima, la S.R.L. era considerata come una specie di società per azioni in miniatura, quindi,

un cugino scadente della società per azioni

Invece

Adesso, la S.R.L. ha acquistato una sua configurazione autonoma con caratteristiche che

la distinguono in modo abbastanza netto dalla società per azione e che, d’ altra parte, l’

avvicinano sempre più alla società di persone.

Soprattutto, la SRL è caratterizzata per la concessione ai soci di un ampia autonomia

contrattuale che, pur senza prevedere sacrifici sul piano della responsabilità, perché la

responsabilità rimane comunque limitata al patrimonio della società, permette una

spiccata personalizzazione della struttura della società

Quindi

La SRL, per le caratteristiche di :

- un capitale minimo molto inferiore a quello della società per azioni

- della limitatezza della responsabilità

- e della elasticità organizzativa, si presta ad essere utilizzata più frequentemente nell’

ambito dell’ esercizio dell’ attività di impresa.

* Attività di impresa che può essere sia di tipo commerciale che di tipo agricolo perché

tutte le società di capitali possono esercitare entrambi le attività predette, mentre, non è

così per tutte le società di persone, infatti la società semplice non può esercitare attività

commerciali. DIFFERENZE RISPETTO ALLE SOC. X AZIONI

CONFERIMENTI: nella SRL possono essere conferiti

- beni immobili, mobili, in natura,

- e anche prestazioni proprie, la propria opera e prestazione di servizi

(come nelle società di persone, no nelle soc. azioni)

* nel caso di conferimento di beni in natura, abbiamo visto che nelle società per azioni gli

stessi devono essere stimati da parte di un esperto nominato dal Tribunale, stima che poi

deve essere controllata dagli amministratori e nel caso di sopravvalutazione dei beni

38

bisogna o ridurre il capitale sociale o aumentare il conferimento in modo da raggiungere

il valore dei beni. Invece

Nelle SRL l’ esperto viene scelto dalla società stessa tra i soggetti iscritti nel registro dei

revisori legali dei conti

PARTECIPAZIONI: non rappresentate da azioni ma si parla di quote

Caratteristiche quote:

1) Queste quote sono UNICHE, NON DIVISIBILI

Quindi

Qualora più eredi ricevano in eredità una quota di una SRL non potranno dividersela,

come invece sarebbe possibile per un pacchetto azionario, ma dovranno nominare un

rappresentante che eserciti i diritti derivanti dalla titolarità della quota

2) Non è previsto alcun limite minimo al valore della quota (mentre le zioni hanno un

valore minimo)

*L’ ammontare della quota è determinato dal conferimento al quale è legato, cioè è

proporzionale al conferimento al quale la quota è legata.

A seconda del valore del conferimento sarà tanto il valore della quota

3) la quota è TRASFERIBILE liberamente

- sia per atto tra vivi (donazione, contratto di cessione etc…qualsiasi)

- sia mortis causa ( x testamento) Tuttavia

Proprio a fronte della massima libertà dei soci di regolare liberamente i loro rapporto, è

possibile che lo statuto stabilisca delle limitazioni alla circolazione delle quote, sia sotto

il profilo della trasferibilità per atto tra vivi, sia mortis causa

Addirittura

Può essere prevista l’ INTRASFERIBILITA’ in entrambi i casi

In particolare, soluzioni intrasferibilità:

In caso di intrasferibilità per atto tra vivi, il socio potrà cedere le proprie quote agli altri

soci della società e recedere dalla società

In caso di intrasferibilità x testamento, i soci liquidano la quota agli eredi con

contestuale assunzione della quota stessa nella società.

Da ciò si desume

RECESSO dalla Srl – può avvenire, come visto prima, con la cessione della propria quota

agli altri soci o per morte con ciò che ne consegue

È possibile anche

L’ ESCLUSIONE – introdotta per la SRL * Nelle norme inerenti le società per azioni

dalla riforma del 2003 (art. 2473 bis c.c.) non abbiamo trovato l’ esclusione del socio

ma solo il recesso, in particolare, il socio ha

diritto a recedere quando ci sono modifiche

Qualora il socio viene meno ai doveri dell’ atto costitutivo che prevedono un

impostigli dalla legge o dalla statuto e cmq cambiamento radicale nella struttura o nel

funzionamento della società. 39

quando si rende inadempiente dei doveri di collaborazione e correttezza

POTERE DECISIONALE DEI SOCI S.r.l. (anche qui disciplina + simile a soc. xsone che x

azioni) art. 2479 c.c. affida ai soci molte decisioni nel senso che nell’ ambito di una società

PLURIPERSONALE la funzione assembleare, quindi la funzione decisionale di tipo

collettivo, è più frequente + importante di quella delle soc. x azioni, dove in genere è l’

organo amministrativo che prende le decisioni + importatne

Mentre nella SRL

L’ insieme dei soci, che possiamo chiamare assemblea, ha un potere decisionale molto

forte, che a volte arriva al punto da esautorare quello degli amminitratori

- Vige il principio maggioritario

- Anche qui le delibere possono essere annullabili e nulle

*Annullabili per violazione di legge o dell’ atto costitutivo

* Nulle – art. 2479 ter c.c. – che stabilisce 2 cause di nullità:

- decisioni aventi oggetto illecito o impossibile

(impugnabili senza limiti di tempo)

- E quelle prese in assenza assoluta di informazione

(impugnabili da chiunque vi abbia interesse entro 3 anni

dalla trascrizione)

AMMINISTRATORI SRL – posizione un po’ diversa rispetto soc. azioni perché come

detto il meccanismo decisionale è spesso affidato all’ assemblea dei soci

Cmq

I soci sono liberi di decidere a chi attribuire il potere di rappresentanza e di gestione della

società.

Possono essere nominato come amm.ri (come soc. x azioni no soc xs) sia soci che non soci

Stessi criteri di nomina – l’ assemblea dei soci nomina e revoca gli amministratori

N.B. Nella società per azioni l’ azione di responsabilità nei confronti degli amm.ri è un

azione che può portare alla revoca della facoltà di amministrare in base ad una delibera

dell’ assemblea straordinaria, qualora l’ amm.re sia anche socio, la legge parla solo di

revoca non anche di esclusione del socio dalla società x azioni

Mentre

La revoca dell’ amm.re socio nella SRL può essere accompagnata dalla delibera di

esclusione dello stesso

TIPI DI RESPONSABILITA’- standard diciamo uguale a quello x soc azioni con aggiunta

di un pluris, cioè, qualora la responsabilità riguardi un socio , la stessa sarà valutata ancor

più accuratamente perché si tratta di un soggetto che partecipa attivamente alla vita della

società.

Le azioni di responsabilità sono previste dall’ art. 2476 c.c. (responsabilità degli amm.ri e

controllo dei soci): 40

- gli amm.ri sono responsabili dei danni cagionati dalla violazione di legge e atto

costitutivo

- la responsabilità non si estende a chi dimostra di essere privo di colpa

- l’ azione di responsabilità è promossa da ciascun socio, anche uno solo (cosa non

permessa nelle soc. x azioni a meno che il socio abbia una quantità di azioni tale da

raggiungere il minimo richiesto x esperire tale azioni)

Non si parla, invece, di azione di responsabilità da parte dei creditori della società

però

poiché il legislatore prevede relativamente alle società sottoposte a direzione e

coordinamento, cioè quelle di cui agli art. 2497 e ss. c.c. (gruppi di società), l’ azione di

responsabilità dei creditori sociali verso la società controllante e di chi abbia preso parte

agli atti lesivi, anche se si tratta di SRL o di suoi amm.ri

si desume che,

pur nel silenzio del legislatore che prevede solo la responsabilità di un SRL o dei suo

amm.ri in caso di Gruppi di società, che l’ azione di responsabilità dei creditori sia

configurabile anche nei confronti della SRL singola, è un fatto pacifico anche perché

sarebbe impensabile la sua esclusione quindi esiste

azione di responsabilità sia da parte dei soci che dei creditori

MODIFICHE ATTO COSTITUTIVO Srl

- deve essere deliberato dall’ assemblea dei soci (non si distingue tra assemblea ordinaria

e straordinaria nella srl)

- tutte le decisioni relative a trasformazione, fusione, cessione, modifiche oggetto sociale,

trasferimento struttura sociale all’ estero e tutto ciò che riguarda la vita della società

dovrà essere decisa in assemblea sulla base della maggioranza per quote non per teste

DISCIPLINA AUMENTI / DIMINUZIONE CAP. SOCIALE - si applica disciplina soc. x

azioni SOCIETA’ UNIPERSONALI

(Sia Spa che srl)

Tipologie anomale perché la società in se per se considerata è un soggetto pluripersonale,

ma recepita da norme comunitarie quindi oggi esiste anche nel nostro ordinamento

Sia le Spa che le Srl sono disciplinate allo stesso modo delle pluripersonali,

salvo alcune particolarità (3)

1) delle operazioni compiute e le obbligazioni assunte in nome della società prima dell’

iscrizione, momento in cui sorge la personalità giuridica, nelle pluripersonali, risponde

solo chi ha agito in nome della società Mentre

Nelle unipersonali, risponde, oltre a chi ha agito in nome della società, risponde anche

solidalmente e illimitatamente verso i terzi il socio unico fondatore a prescindere dalla

circostanza di avere o meno consentito il compimento dell’ operazione

2) il conferimento deve essere interamente versato al momento della costituzione della

società 41

Diversamente

La società unipersonale non è valida

3) la costituzione o ricostituzione della unipersonalità va immediatamente resa pubblicata

sul registro Diversamente

Il socio unico risponderà personalmente delle obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui

tutte le azioni o quote gli sono appartenute; questo per tutelare l’ affidamento dei terzi,

perché, se non viene data adeguata pubblicità all’ esistenza di una srl unipersonale, i terzi

possono fare affidamento sia sul patrimonio del singolo socio sia su quello sociale.

In sostanza, la legge consente la limitazione della responsabilità del singolo socio a

condizione che questo rispetti rigorosamente le norme poste a tutela dei terzi.

Per il resto tutto uguale alla spa CRISI D’ IMPRESA

Discorso molto complesso in quanto è ancora in corso una riforma del diritto fallimentare,

attualmente approvata solo sotto forma di legge delega che quindi verrà attuata in futuro

con ulteriori interventi legislativi e che determinerà uno snellimento della procedura di

soluzione della crisi dell’ impresa e di un ulteriore privatizzazione del risanamento dell’

impresa in crisi

E’ chiaro che non abbiamo ancora gli strumenti per capire che tipo di interventi verranno

fatto guardiamo a quello che cè oggi

LEGGE FALLIMENTARE – nel momento in cui fu formulata nel 1942 (coeva al c.c. ma

legge speciale - autonoma) aveva lo scopo di risolvere la crisi di un’ impresa attraverso:

- la soddisfazione di tutti i creditori.

- la liquidazione di tutti i beni dell’ impresa ed eventualmente dell’ imprenditore

- e l’ eliminazione dell’ impresa stessa dal mercato

Legge fondamentalmente di carattere liquidatorio e in qualche modo distruttiva dell’

impresa. Era una concezione orientata a favore dei creditori

Pertanto

Non si parlava quasi della possibilità di risanare l’ impresa, di rimetterla sul mercato, di

salvare posti di lavoro, anzi l’ imprenditore era gravato anche, oltre che dal punto di vista

patrimoniale, anche con una serie di incapacità (perdeva l’ elettorato passivo, la capacità

di diventare tutore, veniva iscritto nel registro dei falliti finchè non fosse stato

riabilitato…etc)

Con gli anni, il legislatore italiano si è reso conto che questa soluzione, dal punto di vista

economico, non era produttiva, anche perché c’ erano degli esempi “fuori dalla porta”

(anglosassoni e tedeschi) che dimostravano che era meglio salvare l’ impresa piuttosto

che liquidarla. Infatti,

sia nell’ ordinamento di common law americano e inglese, che in quello tedesco, le leggi

sull’ insolvenza tendevano a dare una seconda possibilità all’ imprenditore insolvente o,

quantomeno gli consentivano di raggiungere un accordo con i creditori che, in qualche

modo, rendeva contenti tutti. 42

Legislazione, dunque, improntata ad un principio privatistico, della seria “ sbrigatevela

voi”, nel senso io giudice, io legislatore, non ne voglio sapere, la questione è di carattere

privato, se l’ imprenditore trova un accordo con i creditori, tanto meglio…diversamente,

liquidiamo l’ impresa.

In Italia, invece, dal 1942 al 2005 la legge fallimentare non aveva visto interventi in questi

senso da parte del legislatore.

Gli unici interventi in merito erano stati sentenze della corte costituzionale che

dichiaravano la totale o parziale illegittimità di alcune norme della legge de quo

rendendole di fatto inapplicabili, perché a fronte della dichiarazione di incostituzionalità,

o non le applichi o il legislatore deve intervenire modificandole e rendendole

costituzionali.

La legge fallimentare era, pertanto, costellata di norme incostituzionali che ha

determinato vari interventi del legislatore a partire dal 2005 (poi 2006- 2007-2010-2012-

2015) tutti interventi a “macchia di leopardo” per modificare o rimodificare cose che

erano già state modificate prima. Tuttavia,

a furia di modificare e rimodificare, ci si è resi conto che alcune cose non erano state

modificate, altre erano state modificate ma rimanevano scorrette

pertanto

è stata nominata un’ altra commissione di studio presieduto da Rordorf, che è stato primo

presidente della Cassazione, la quale ha portato in porto questa proposta di legge delega,

varata - proposta nel Gennaio / Febbraio 2015 e poi è stata sottoposta alle camere,

parlamento – senato, per poi essere approvata finalmente nell’ Ottobre 2017.

Però

Si tratta di legge delega, cioè, dà dei principi che poi dovranno essere attuati, quindi

prima di vedere tali principi vediamo la base di partenza.

Attualmente, nel nostro ordinamento, ci sono 4 procedure concorsuali diverse:

1) fallimento

2) concordato preventivo

3) liquidazione coatta amministrativa

4) amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza.

1) FALLIMENTO

- Procedura liquidatoria principale, cioè quella che è applicabile a tutte le imprese

(salvo eccezioni)

2) CONCORDATO PREVENTIVO

- non è una procedura liquidatoria ma una procedura di risanamento dell’ impresa

- procedura che interviene per evitare il fallimento dell’ impresa

3) LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA

- procedura liquidatoria, come fallimento, ma riservata a particolari categorie di

imprese che hanno, secondo il legislatore, una funzione particolare, funzione di

interesse pubblico e quindi devono essere assoggettate ad una procedura liquidatoria

ma con delle salvaguardie per i consumatori e per i lavoratori dipendenti 43

Tali tipi di imprese sono le imprese: bancarie, di assicurazioni, le società cooperative, i

consorzi e le associazioni tra cooperative.

La disciplina della liquidazione coatta, a differenza della disciplina del fall.to e del

concordato che sono contenute nella legge fallimentare, non sono nella predetta (se non

per pochissimi articoli) ma in leggi speciali fatte apposta x banche, cooperative etc, che

disciplinano la loro liquidazione coatta.

Ex. per le norme liquidazione banca D.L. 385/1993.

Per le assicurazioni D.L 209/2005 etc – tutte leggi speciali

4) AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELLE GRANDI IMPRESE IN STATO DI

INSOLVENZA

È una procedura a carattere binario, cioè, è una procedura pensata come procedura di

salvataggio per grandi imprese in stato di insolvenza

Per grandi imprese intendiamo imprese che abbiano un fatturato e un n. di dipendenti

superiore ad un certo limite e , in questo caso, sempre x salvaguardare l’ interesse

economico generale e l’ interesse dei lavoratori.

Tale procedura era già disciplinata dalla legge 95/1979 – legge Prodi, dal suo ideatore

Tale legge, però, conteneva delle norme che risultavano confliggenti con alcuni principi in

materia comunitaria, in particolare, con le norme relative agli aiuti di stato

* gli aiuti di stato sono leciti fino ad un certo punto, perché la comunità europea prevede

dei meccanismi di controllo continuo delle norme relative agli aiuti di stato in ciascuno

stato per vedere se sono conformi o meno ai principi comunitari, se violano la

concorrenza etc…

Nel momento in cui la legge Prodi iniziò ad essere applicata, la Commissione della

comunità europea fece ricorso alla Corte di Giustizia affermando che l’ Italia, con la legge

Prodi, violava i principi comunitari.

Si apri dunque un procedimento a seguito del quale l’ Italia fu condannata a modificare la

legge Prodi.

Dal 1979 cominciò il procedimento di modifica della predetta che si concluse nel 1999 con

la Legge 800/1999 definita Legge Prodi Bis e che continue la nuova disciplina dell’

amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

L’ amministrazione può avere sia carattere di risanamento che di liquidazione a seconda

di quello che è più conveniente per l’ impresa in crisi, convenienza che verrà valutata dal

Commissario nominato dal Ministero dell’ industri e dell’ artigianato.

Quindi

4 procedure di cui 2 contenute nella legge fallimentare (fall.to e concordato) le altre 2 in

leggi speciali. Tuttavia

Con la riforma del 2005 e seguenti sono stati introdotti altri strumenti di risanamento dell’

impresa che completano un po’ il quadro e che colmano delle lacune che esistevano all’

interno della legge fallimentare, che sono

- gli ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI previsti dall’ art. 183 bis L. Fall.re

- i PIANI DI RISANAMENTO ATTESTATI – art. 67, c. 3, lett. D, L. Fall.re 44


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10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiuliaFil di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Ronco Simonetta.

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