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DIRITTO COMMERCIALE I

19 SETTEMBRE 2018

IL DIRITTO COMMERCIALE

Argomenti da trattare:

- fondamenti costituzionali del diritto commerciale; all’interno della Costituzione vi è una parte dedicata

ai rapporti economici, definita anche “Costituzione economica”, le cui norme costituiscono i principi

fondamentali del diritto commerciale (art 41 - 42 - 43 Cost).

- Codice civile impresa.

e nozione di Cos’è l’impresa e l’imprenditore? Che attività svolge? Quali

tipologie di imprenditore? Le caratteristiche dell’attività d’impresa? Impresa agricola e commerciale,

azienda,

differenze? Imprese piccolo e medio-grandi, differenze. Nozione di insieme dei beni organizzati

nell’esercizio dell’attività d’impresa. Regole che disciplinano l’azienda. (art 2055 … cc).

- segni distintivi:

Elementi particolari dell’azienda: i marchio, ditta e insegna. Tre segni che distinguono le

varie imprese.

- contratti d’impresa,

I stipulati dall’imprenditore e che servono per esercitare l’impresa.

- Dai rapporti giuridici interni all’attività d’impresa passeremo a quelli esterni, trattando del rapporto

concorrenza,

esterno che l’imprenditore ha con gli altri: la la cui disciplina serve per regolare il

comportamento dell’imprenditore sul mercato, per evitare che non danneggi gli altri imprenditori e

neanche i consumatori, che sono i soggetti più importanti, maggiormente meritevoli di tutela da parte

del legislatore. Disciplina della concorrenza come regolamentazione di quei casi di collusione tra

imprenditori (cartelli), ossia accordi stipulati tra imprenditori che lavorano nello stesso settore per stabili

i prezzi in modo omogeneo.

- Diritto anti-trust.

- Pubblicità, come ingannevole, occulta, di tutti quegli strumenti che occorrono all’imprenditore per

avere più clientela.

IL DIRITTO COMMERCIALE NELLA COSTITUZIONE

principi fondamentali,

Nel nostro ordinamento ci sono i non solo dei diritti civili, in senso generale, ma dei

Costituzione,

rapporti economici. all’interno della le norme che riguardano i rapporti economici

corrispondono agli articoli da 35 a 47. Da 35 a 40 riguardano principalmente i rapporti di lavoro, trattati poi

all’interno del Diritto di Lavoro.

41 c 1: L’iniziativa economica privata è libera.

L’art

Questo è un primo principio importantissimo perché dice che chiunque voglia intraprendere un’attività

economica, può farlo liberamente. Ciò significa che ciascuno di noi può iniziare un’attività rivolta al

mercato, non un’attività che abbia come oggetto qualcosa che venga utilizzato esclusivamente dalla

offrire un bene o un

persona. Quindi è un’attività da offrire agli altri per ottenere una contro partita. Cioè

servizio in cambio di denaro. Proporre sul mercato, al di fuori della cerchia della propria intimità familiare,

un prodotto o un servizio: sia di genere materiale che intellettuale. Anche quest’ultima è in sé attività

economica. L’artista, il pittore, che vende quadri è un soggetto economico. Così come il medico, l’attore,

l’avvocato. Cambia solo la prestazione.

La caratteristica dell’economicità non coincide direttamente con il concetto d’impresa, nel nostro

ordinamento. Tutte le imprese sono attività economiche. Non tutte le attività economiche sono imprese. È

una scelta legislativa.

La stessa scelta non è stata fatta, invece, dal legislatore comunitario. regolamenti direttivi.

L’UE emana atti che sono atti legislativi, hanno valenza di legge, si distinguono in e I

primi sono direttamente applicabili all’interno di ciascuno stato membro, senza che lo stato debba

intervenire. La seconda deve essere trasposta all’interno dell’ordinamento tramite una legge statale.

Entrambe queste categorie di legge possono regolamentare la vita di qualsiasi cittadino. Il concetto di

impresa per gli organi comunitari coincide: è impresa qualsiasi attività economica. Questo perché ci sono

stati membri della comunità, dove il concetto di impresa coincide con quello di attività economica.

L’attività economica ha un significato più ampio rispetto ad attività d’impresa. 1

Chiunque voglia intraprendere un’attività economica può farlo. La norma mette anche dei limiti, delle

eccezioni. Si possono intraprendere attività economiche, ma ci sono delle condizioni.

Art 41 c 2 non può svolgersi in contrasto con

(limiti):

- sociale,

l’utilità il cui significato si rifà alla Costituzione tedesca, nella quale si rinviene il concetto di

interesse generale di benessere collettivo;

- danno alla sicurezza,

o in modo da arrecare da qui il divieto del traffico d’armi;

- libertà,

alla share”

per tale ragione il governo ha istituito il “golden nei confronti di ogni impresa, in

modo da avere prevalenza in tema di libertà e sicurezza;

- dignità umana,

alla quindi il divieto di asservimento di altre persone, che andrebbe comunque ad

intaccare la libertà.

C’è un altro aspetto. Abbiamo visto le limitazioni rispetto ai diritti fondamentali dei cittadini.

Art 41 c 3: La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e

privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Questa è un’aggiunta che è stata fatta in modo che il legislatore possa fornire direttive e linee guidea

perché l’attività possa essere indirizzata in determinati settori di importanza sociale. A tal proposito tra il

2017 e il 2018 è entrata in vigore la riforma organica del III settore, che riguarda le attività di assistenza,

organizzazioni senza scopo di lucro, organizzazioni a carattere economico che svolgono le loro attività sul

territorio, tale settore necessitava di nuovi principi. È stato fatto un codice entrato in vigore con delle

successive modifiche, in cui lo stato ha messo dei paletti: per definire una certa organizzazione occorre

che tale soggetto abbia determinate caratteristiche.

Art 43: riservare

A fini di utilità generale la legge può originariamente o trasferire, mediante espropriazione

e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o

categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di

monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

Tratta del tema della riserva di determinate attività economiche a determinati soggetti. Questa riserva si

era sviluppata in modo particolare subito dopo la fine della II guerra mondiale. Si era formato un fenomeno

monopolizzazione

di delle attività economiche e di interventismo dello stato nell’economia che aveva

portato ad una serie di monopolio da parte dello stato. C’era anche il tema del monopolio privato.

Nell’ambito del sistema della concorrenza devono esserci diversi imprenditori, che cercano di rubarsi la

clientela. Ci son dei casi in cui l’imprenditore a furia di specializzarsi e acquisire nuove fette di mercato e

avere concorrenti non al suo livello, diventa un monopolista, sconfiggendo tutta la concorrenza, offrendo

un unico prodotto o servizio. Così gli acquirenti si trovano in difficoltà, non avendo più scelta. Lo stato

combatte il monopolio di fatto, che si crea attraverso azioni dell’imprenditore, ma lotta a favore di

monopoli che per lo stato sarebbero utili.

Torniamo all’art 41.

Se si rispettano le norme previsti dagli art 41 e 43 si può impiantare un’attività economica. Ma libertà

economica non significa solo libertà di esercitare l’attività, ma ci sono collegate altre libertà. Quindi

quando parliamo dell’art 41 c 1: scegliere il settore nel quale lavorare, scegliere la forma nella quale

esercitare l’attività economica (individuale o società), scegliere le persone con cui esercitare l’attività

(familiare o estranei o individuali), scegliere gli strumenti. Sono tutte libertà collegate alla prima.

responsabilità.

A queste libertà corrispondono delle La responsabilità patrimoniale per l’attività

economica che si svolge e per le obbligazioni contratte. Responsabilità nei confronti dei lavoratori

dipendenti. Responsabilità nei confronti dei concorrenti. Responsabilità per gli accordi che si possono

prendere con altri imprenditori che danneggino la concorrenza. Responsabilità di tipo penale.

Responsabilità per aver danneggiato l’ambiente. 2

21 SETTEMBRE 2018

IL DIRITTO COMMERCIALE NEL CODICE CIVILE

Seconda fonte normativa importante è il codice.

Art 2082 cc: E' imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica

(Imprenditore).

organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

Tale articolo dice chi è l’imprenditore. L’impresa sarà l’attività che egli svolge. Bisogna individuare le

caratteristiche affinché un soggetto possa essere posto sotto la disciplina dell’impresa.

La norma è complessa. Occorrono diverse caratteristiche.

soggetti singoli gruppi,

E' imprenditore chi : sia per che e a seconda che si tratta dei primi, si tratterà di

• imprenditori individuali, soggetti

o di società, nel caso del secondo caso. A seconda che si tratti di

pubblici privati

o parleremo di imprenditori pubblici o privati. L’impresa pubblica avrà regole diverse da

quella privata.

esercita professionalmente: altra caratteristica dell’imprenditore. C’è un contrasto tra professionalità e

• Professionalità:

occasionalità. se l’art 2082 dice che la professionalità è un requisito importante bisogna

capire cosa indica e significa. La professionalità è sinonimo di particolare cura della propria attività. Una

professionale è una persona che fa le cose con cura e competenza. Ma in questo caso ha un altro

protratta nel tempo,

significato, che è opposto a quello di occasionalità: è un’attività continuativa, e

costituisce l’attività principale o prevalente di quel soggetto. Occasionale, invece, è un’attività non

continuativa. Il singolo atto di commercio non è sintomo di attività esistente. Diverso è il caso in cui

quell’attività sia necessariamente temporanea ma ripetuta a scadenze temporali. Hanno un periodo in

attività stagionali,

cui non vengono svolte e un periodo in cui, invece, vengono svolte, si tratta di hanno

una collocazione precisa durante l’anno e nel momento in cui sono attive e funzionano, sono l’attività

prevalente di quel soggetto, che non fa altro. soggetto

Una questione che si è posta come qualificazione di un’impresa di qualità è quella del tipo di

persona singola società.

che la compie. Il “chi” può essere inteso come che come Un problema si è

fondazione,

posto nel caso in cui l’attività si svolga da un’associazione o una che svolgono attività di

soggetti collettivi.

carattere prevalentemente benefico e assistenziale. Sono sempre

Inizialmente si riteneva che sia associazione che fondazione non fossero imprenditori. Quindi non

potevano essere assoggettati alle norme dell’attività imprenditoriale. C’è stato poi un cambiamento di

sentenza del tribunale di Milano,

orientamento: si è detto qualcosa di diverso. L’occasione è nata da una

fine anni ’70, che ha rivoluzionato la giurisprudenza in quel settore. Il caso era relativo all’ “Istituto

Sieroterapico Serafino Belfanti”, una fondazione che aveva come oggetto la ricerca farmaceutica e il fulcro

dell’attività dell’istituto era quello di fare ricerca per elaborare nuovi farmaci. Era nato come fondazione.

Non poteva essere considerato imprenditore. Nel corso degli anni, però l’attività si era sviluppata e da

semplice ricerca, si era spinto al commercio dei farmaci elaborati. Ad un certo punto, per una serie di

vicende negative, aumentarono i loro debiti e i creditori dell’istituto ricorsero al tribunale, per chiedere il

fallimento dell’istituto. Con ciò tutto il patrimonio dell’istituto sarebbe andato ai creditori. Non solo, ma se

gli fosse stata riconosciuta la responsabilità degli amministratori, anche loro avrebbero dovuto risarcire di

tasca loro. Sembrava una battaglia inutile, perché si trattava di una fondazione. Ma il tribunale emise una

sentenza rivoluzionaria, dichiarandone il fallimento. Sulla base dei ragionamenti per cui il concetto di

imprenditore è fondato sulla professionalità, cioè: è imprenditore chi esercita professionalmente e

prevalentemente la sua attività. Con la realtà dei fatti, non il nome dell’organizzazione. Il loro commerciare

farmaci li rendeva imprenditori, perché lo facevano in maniera continuativa.

prevalenza

Da qui l’importanza della dell’attività economica.

una attività economica: il senso di questa espressione è duplice. Da un lato significa che l’attività deve

• criteri di economicità. rivolta

essere esercitata secondo i Un altro significato è che deve essere

all’esterno, al mercato, ai terzi.

organizzata: ci vuole un’organizzazione, ossia una serie di strumenti per esercitare l’attività. Deve

• esserci del lavoro prestato, del capitale investito e degli strumenti per esercitare l’attività. Se non c’è

organizzazione non può esserci un’impresa. Organizzazione di beni e servizio per l’esercizio per l’attività

d’impresa, è l’azienda. 3

al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi: nell’ambito dell’attività d’impresa si può

• avere attività di produzione di beni, di qualunque genere, di prestazione di servizi o attività di

commercializzazione di beni, chi si interpone nella circolazione di beni, tipicamente un negoziante, è un

imprenditore, che non produce, ma vende.

Da quest’articolo sono nati dei problemi.

C’è l’ipotesi di un soggetto che per l’esercizio dell’attività d’impresa si serve di un’altra persona. vi sono

due soggetti: il presta nome, che appare all’esterno come il vero titolare, e poi il vero imprenditore, che

imprenditore occulto.

decide, che governa l’impresa, che prende il nome di Il problema di

quest’imprenditore è essenzialmente di responsabilità. Nel momento in cui i creditori vanno a chiedere

l’adempimento dei loro crediti si rivolgono al presta nome e non al vero imprenditore. I creditori non

ottengono nulla. Allora lo sforzo della dottrina è stato quello di conciliare il problema della responsabilità

patrimoniale dell’imprenditore con quello dell’imprenditore occulto. La dottrina voleva scavalcare lo

schermo dell’imprenditore presta nome, per arrivare all’imprenditore vero, ma la giurisprudenza ha sempre

principio della svendita del nome,

detto di no. Perché ha fatto perno sul è responsabile nei confronti di

terzi chi spende il proprio nome nel fare un atto. Tale problema non è ancora stato risolto. Nel caso in cui

ci sia una società, qualora si scopra che vi siano altri soci nascosti, essi sono chiamati a rispondere.

familiare,

Altra tematica è quella dell’impresa ossia una creazione legislativa nata nel 1975 in occasione

della riforma del diritto di famiglia.

Art 230 bis cc familiare): Salvo che sia configurabile un diverso rapporto, il familiare che presta

(impresa

in modo continuativo la sua attività di lavoro nella famiglia o nell'impresa familiare ha diritto al

mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia e partecipa agli utili dell'impresa familiare

ed ai beni acquistati con essi nonché agli incrementi della azienda, anche in ordine all'avviamento, in

proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato. Le decisioni concernenti l'impiego degli utili e degli

incrementi nonché quelle inerenti alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione

dell'impresa sono adottate, a maggioranza, dai familiari che partecipano all'impresa stessa. I familiari

partecipanti all'impresa che non hanno la piena capacita' di agire sono rappresentati nel voto da chi

esercita la potestà su di essi.

È una forma di tutela per i membri di una famiglia il cui capo famiglia esercita attività d’impresa. Quando

all’interno di una famiglia più componenti svolgono un’attività d’impresa insieme al capo famiglia si crea

l’impresa familiare. Vari casi: legati da un rapporto di lavoro dipendenti oppure sono tutelati dall’art 230

bis, possono prendere decisioni al riguardo dell’impresa, ma non risultano né imprenditori né soci. Sono

solamente all’interno di una famiglia che esercita attività d’impresa. Dunque se l’impresa fallisce, fallisce

solo il capo famiglia.

ATTIVITA’ DELL’IMPRENDITORE agricola commerciale.

Categorie di imprese riconosciute dal nostro ordinamento: e A seconda della

grande, media piccola

dimensione dell’impresa si distingue tra: e impresa.

Impresa agricola, art 2135 cc: imprenditore agricolo chi esercita un'attività diretta alla coltivazione del

è

fondo, alla silvicoltura, all'allevamento del bestiame e attività connesse. Si reputano connesse le attività

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alewefly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Ronco Simonetta.
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