DIRITTO COMMERCIALE
definizione il diritto commerciale è quella parte del diritto privato che ha per oggetto e
→
regola l’attività e gli atti d’impresa
Ha 2 caratteristiche principali:
specialità = è caratterizzato da norme speciali rispetto alle norme generali dei
1. consociati (soci e associati)
l’uniformità internazionale = è caratterizzato da norme simili a livello internazionale
2.
Lo scopo del diritto commerciale è quello di regolare l’attività d’impresa con regole specifiche
per le problematiche e patologie dell’attività d'impresa (ad esempio il fallimento)
I settori del diritto commerciale sono:
diritto dell’impresa riguarda contratti d’impresa e lo statuto dell’imprenditore
● →
diritto societario riguarda le società
● →
diritto industriale riguarda le azienda
● →
diritto fallimentare crisi delle imprese
● →
diritto dei mercati finanziari servizi finanziari e mercato mobiliare
● →
diritto bancario diritto della banca
● →
diritto cartolare diritto legato al possesso del documento che contiene il diritto
● →
diritto del consumatore
● diritto del commercio internazionale
●
EVOLUZIONE DIRITTO COMMERCIALE
Tra il 1400 e 1500 si passa da un commercio basato sul consumo diretto alla nascita di veri e
propri mercati e di conseguenza la figura del mercante. Questo perché le condizioni
economico-sociali erano mutate favorendo lo sviluppo di commerci internazionali. Per questo
risulta necessario trovare un nuovo strumento giuridico che riuscisse a regolare i commerci
internazionali, infatti lo ius civile (di derivazione romanica che c’era fino a quel momento) non
era più in grado di far fronte alle nuove esigenze commerciali.
Così nasce lo ius mercatorum nel XII secolo insieme di regole destinate a disciplinare
→
l’attività dei mercati e va a sostituire lo ius civile con regole più snelle, funzionali ed elastiche
riguardanti il commercio. Lo ius mercatorum racchiude un nuovo diritto basato su
consuetudini mercantili e ha 2 caratteristiche:
vocazione cosmopolita = tutte le consuetudini delle corporazioni e successivamente gli
1. statuti dei comuni
stelle polari = regole di massima facilità e sicurezza degli scambi commerciali
2.
NOVITA’ INTRODOTTE DALLO IUS MERCATORUM
principio consensualistico l’accordo è vincolante tra le parti ossia non esiste più la
1. →
traditio con cui per trasferire il possesso di una cosa mobile era necessario
consegnarla materialmente al nuovo possessore
2. libertà vs solennità delle forme consente di stipulare liberamente contratti
→
attraverso la consegna di un bene, la redazione di un manoscritto o la stipulatio ossia
un contratto verbale dove si devono pronunciare determinate parole
3. esigenza di rapidità e sicurezza consente a chi acquista un bene in un mercato di
→
evitare l’evizione ossia il rischio di dover restituire il bene rivendicato dal vecchio
proprietario
4. estensione della regola “possesso vale titolo” la regola che stabilisce l’acquisto di
→
una proprietà di un bene attraverso il possesso. Litera cambi = documento in cui si
ordina di pagare una data somma a una determinata data da qui nasceranno i
→
mercati finanziari
5. + energica tutela del creditore
a. debitore non può ottenere dilazioni ossia proroghe di pagamento
b. il debitore non può sostituire la prestazione con un’altra prestazione
c. i debiti pecuniari scaduti producono interessi
d. si presuppone “la solidarietà passiva dei debitori” ossia si addossa sul debitore
il costo del rischio che non paghi il suo debito
QUINDI vengono istituiti nuovi istituti
si passa dalla litera cambi al titolo di credito
● si passa dal contratto di prestito alla assicurazione
● crisi dell'impresa (fallimento)
● trasferimento dell’azienda
● scritture contabili e segni distintivi dell'azienda
● organi di giustizia interna consoli
● →
consuetudini commerciali e mercantili
●
Tutte queste regole si applicano a coloro che esercitano l’attività d’impresa in modo regolare
LE PRIME FORME SOCIETARIE
comunione familiare (compagnia società in nome collettivo) + commenda
=
società in accomandita semplice
Quindi il diritto commerciale nasce come diritto del commercio e dei mercati e si è imposto
prima nella quotidianità e poi nella legislazione
LE COMPAGNIE COLONIALI
Il diritto commerciale nasce tra il 1500 e 1600 grazie a grandi potenze come Inghilterra e
Olanda che volevano finanziare le loro imprese coloniali. Investire e finanziare le proprie
attività richiedeva una nuova invenzione nel mondo economico ossia trasformarsi da semplici
mercanti ad imprenditori.
Furono proprio le compagnie coloniali (compagnie delle indie) del XVII secolo ad anticipare la
struttura delle moderne società dei capitali; esse infatti avevano 4 caratteristiche in comune
con le società dei capitali:
1. lunga durata
2. autonomia patrimoniale perfetta = si limitavano i rischi
3. articolazione degli organi e potere all’organo amministrativo
4. ripartizione del capitale in parti, liberamente cedibili ripartizione del capitale della
→
società è importante forma di raccolta del risparmio
1° INVENZIONE SPA, SOCIETA’ PER AZIONI
→
Per assicurare la possibilità di mettere insieme i grandi capitali necessari per lo sfruttamento
delle nuove terre, il sovrano concede il privilegio di costituire delle società dove i soci
rischiano solo ciò che hanno investito e nelle quali la quota di partecipazione dell’affare è
rappresentata dai titoli che possono essere scambiati. Inoltre la ricchezza investita dal socio
non viene immobilizzata ma può essere liquidata ossia disinvestita in qualsiasi momento
senza influire il capitale della società
La spa o società anonima è formata da gruppi di persone che si uniscono e investono denaro
per un’attività d’impresa e quindi rischiano il denaro per un’attività che produrrà un lucro
oggettivo e soggettivo e quindi ricchezza da dividere tra i soci
LA NUOVA FORMA SOCIETARIA
Nel 700’ nascono le borse valore ossia mercati regolamentati in cui vengono scambiate,
secondo il meccanismo di domanda e offerta, le valute estere e i titoli immobiliari ammessi
alle quotazioni con norme ufficiali per
le operazioni di negoziazione
➢ i rapporti tra operatori
➢ contratti annessi
➢
….MA BOLLE ECONOMICHE
Le bolle economiche o scandali avvengono ciclicamente nel mondo dell’economia e si
verificano quando gli affari invece di essere fonti di ricchezza passano ad essere fonti di
povertà
PRIMO SCANDALO FINANZIARIO BOLLA DEI TULIPANI
→
Attorno al 1600 vennero importati dall’Asia in Olanda i bulbi di tulipani. L’Olanda cominciò a
coltivare tulipani e questi fiori divennero in poco tempo molto richiesti in tutta Europa, infatti
il suo prezzo salì ma la richiesta fu così alta che il prezzo del bulbo del tulipano arrivò a
costare quanto un intero stipendio di un anno di un normale lavoratore
Così si iniziarono a vendere i derivati (= titoli finanziari che prevedevano un prezzo futuro
molto alto) del bulbo di tulipano creando un’attività speculativa (=che prevede l’acquisto a un
prezzo basso per rivenderlo a un prezzo molto + alto). Ad un certo punto però la domanda di
tulipani crolla e così si ebbe lo scandalo dei tulipani perchè tutti coloro che avevano
acquistato derivati persero tutto
ci furono altri scandali successivamente che dimostrarono che lo ius mercatorum apportò
→
novità pericolose ossia ad alto rischio speculativo
Oggi ci sono i bitcoins o moneta virtuale dove viene pagato un prezzo futuro troppo alto e si
crea così una bolla economica
IL FILTRO DELLA RESPONSABILITA’ LIMITATA
Secondo l'economista Smith la Company è uno strumento inefficiente perchè nelle company
gli amministratori gestiscono denaro altrui quindi è ovvio che non si comportano come se
gestissero il proprio denaro
SI FORMANO NUOVE FORME SOCIETARIE
- società in accomandita per azioni
- società cooperative
- società a responsabilità limitata
Nell’ 800 il diritto commerciale viene distinto dal diritto civile e diventa una parte
dell’ordinamento giuridico statale e non più strumento di regolazione
Si passa ad un sistema oggettivo (diritto degli atti di commercio) in cui il diritto commerciale
assume la sua massima espansione in quanto si applica:
a. sia agli atti oggettivamente commerciali
b. sia agli atti compiuti dal commerciante nell’esercizio delle sue funzioni
quindi diritto commerciale si applica sia al commerciante che al suo cliente
→
Fino al 1942 esistevano 2 diritti:
1. diritto per i commercianti = diritto commerciale
2. diritto per i cittadini = diritto civile
Poi nel 42 il codice civile ha uniformato diritto commerciale e civile in un unico codice
disciplinando atti e obbligazioni commerciali
TIPOLOGIE DI IMPRENDITORI:
Imprenditore 2 definizioni:
a. definizione generale colui che fa un'attività
→
b. definizione specifica colui che gestisce un’attività professionalmente organizzata
→
per la produzione di beni o servizi
Diversi tipi di imprenditore a seconda di 3 criteri:
1. in base alla natura del soggetto in base ai soggetti che esercitano l’attività
→
d’impresa
a. impresa individuale esercitata da una sola persona (ditta)
→
b. società esercitata in maniera collettiva (+ persone)
→
i. società di persone rischio di perdere il proprio patrimonio è alto
→
poiché non è previsto patrimonio separato
ii. società di capitali prevede patrimonio separato quindi si limita
→
rischio imprenditoriale
2. in base all’oggetto d’impresa
a. imprenditore agricolo colui che esercita una di queste attività: allevamento,
→
selvicoltura, coltivazione del fondo e attivita connesse
b. imprenditore commerciale sono commerciali tutte le attività ricomprese tra
→
quelle agricole i.commerciale = i. - (piccolo i. + i. agricolo)
→
3. in base alle dimensione dell'impresa
a. imprenditore piccolo
b. imprenditore medio/grande
A seconda del tipo di imprenditore applicheremo discipline diverse entra in gioco il
→
buonsenso: + impresa è grande (quindi coinvolge tanti soggetti) + per il legislatore è
importante disciplinarla
Importante definire se un soggetto è imprenditore o no perchè se esercito attività d’impresa
mi si applicano tutto quel sistema di norme che riguardano l'imprenditore la disciplina
→
applicata è + favorevole rispetto a quella applicata ai soggetti comuni
In generale abbiamo un gruppo di norme che si applicano all’imprenditore in generale che poi
si differiscono a seconda del tipo di imprenditore
LA FATTISPECIE IMPRESE
- il modello (nozione generale di imprenditore)
- le articolazioni del modello (imp medio, commerciale o agricolo)
- le figure soggettive di esercizio dell’impresa
Per ricercare l’imprenditore:
a. analisi della disciplina: lo statuto dell’imprenditore
b. descrizione della fattispecie impresa e delle sue articolazioni (piccolo, commerciale o
agricolo)
c. individuazione dei destinatari della disciplina (e ricerca dei criteri di imputazione)
STATUTO DELL'IMPRENDITORE un corpo di norme applicate all'imprenditore in generale
→
l’azienda
● i segni distintivi
● la disciplina della concorrenza sleale
● consorzi
● contratti
●
STATUTO DELL’IMPRENDITORE COMMERCIALE corpo di norme applicate solo all’imp
→
commerciale che riguardano
pubblicità commerciale garantisce che chi esercita attività d’impresa ha
● →
determinati poteri di cui è legittimato a valersi
contabilità
● fallimento quando attività commerciale fallisce si applica una disciplina particolare.
● →
Il principio di fallimento è che i debitori che rimangono devono essere trattati
ugualmente salvo cause particolari di privilegio. Disciplina del fallimento comporta
varie cause negative per il soggetto che fallisce ma tutela i debitori dal soggetto
imprenditore che viene spossessato di tutti i suoi beni quando fallisce non fallisce
→
l'imprenditore agricolo ossia quello non commerciale
rappresentanza commerciale
● capacità
●
CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DELL'IMPRENDITORE: senza una di queste
l’imprenditore non è riconosciuto giuridicamente
attività professionale
➔ attività economica
➔ attività organizzata
➔ attività destinata alla produzione di beni/servizi
➔
DISTINZIONE:
1. impresa (comportamento) esercizio professionale di un’attività economica
→
organizzata per la produzione di beni/servizi
2. imprenditore (soggetto) coluche che svolge tale attività
→
3. azienda (oggetto) insieme dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio
→
dell’attività d’impresa
DALL’IMPRESA ALL'IMPRENDITORE
Art 2082 definisce l’impresa descrivendo un comportamento e attribuisce la qualifica di
imprenditore a colui che tiene tale comportamento
ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA NOZIONE DI IMPRESA senza essi non si parla di
→
imprenditore
1. attività
2. economicità
3. professionalità
4. organizzazione
1. ATTIVITA’
= serie di atti collegati da un fine unitario ossia la produzione/scambio di beni o servizi.
L’attività è una serie di atti giuridici esercitati da un soggetto. L’attività d’impresa si connota
per essere un insieme di atti posti in essere.
Il comportamento viene mentalmente scomposto in segmenti comportamentali pensabili in
funzione di un risultato. Questo risultato (scopo) è il compimento di una molteplicità di atti
giuridicamente rilevanti ed è identificato dall’art 2082 come produzione/scambio di beni o
servizi.
a. produrre beni predisporre/preparare per un dato uso cose separandole,
→
trasformandole e separandole das cose preesistenti
b. produrre servizi fare o astenersi dal fare per appagare un bisogno altrui
→
c. scambio beni/servizi intermediazione dello scambio è considerato un servizio
→
PRODUZIONE VS GODIMENTO
produzione se svolgi un’attività produttiva che produce ricchezza vendendo beni o
→
➢ servizi
godimento esercizio del diritto soggettivo da parte di chi si limita a consumare
→
➢ senza arrecare nuova ricchezza al sistema economico gode soltanto dei suoi beni
→
(es locazione = proprietario di palazzina che fa affittare)
2. ECONOMICITA’
Per far si che un’attività sia imprenditoriale deve:
a. essere volta al mercato ossia alla produzione di beni, servizi (non autarchia)
b. essere condotta usando il metodo economico (si provvede alla copertura dei costi con
i ricavi, quindi devo assicurarmi che tutti ciò che investo mi ritorni come utile)
L’ATTIVITA’ D’IMPRESA E’ A SCOPO DI LUCRO
1. lucro oggettivo (tipico dell’impresa) è indispensabile ed è destinato alla produzione
→
di utile
2. lucro soggettivo (tipico delle società) ciò che guadagno lo divido tra i soggetti
→
titolari questo lucro non è indispensabile per l’impresa
→
3. PROFESSIONALITA’
L’attività deve essere anche professionale:
una serie coordinata di atti sistematica e ripetuta nel tempo (abituale, non
➔ occasionale)
non necessariamente esclusiva o principale
➔ anche stagionale
➔
4. ORGANIZZAZIONE
L’attività deve essere anche organizzata deve esserci un coordinamento di una serie più o
→
meno complessa di fattori della produzione importante capire se organizzazione è piccola,
→
media o grande
etero-organizzazione impresa
→
auto-organizzazione lavoro autonomo
→
NUOVE FRONTIERE DELL’ORGANIZZAZIONE
Il discorso dell’organizzazione è stato rivisto nel corso del tempo: attualmente è direzione e
coordinamento.
a. crescita del decremento organizzativo e produttivo produttore che non organizza
→
mezzi propri e lavoro dipendente ma solo prestazioni altrui, contrattualmente dovute:
l’organizzazione come reticolo ordinato di contratti è stato sviluppato un sistema
→
legislativo a tutela di quanti intervengono nel ciclo produttivo altrui moltissime
→
realtà produttive non producono in italia ma all’estero
b. Verso una sublimazione telematica dell’organizzazione es. l’attività editoriale nella
→
rete (l’autore può pubblicare testi, suoni o immagini senza bisogno di altra
intermediazione che quella della rete)
c. allocazione del rischio d’impresa creo diverse società con scopi diversi, ognuna
→
specializzata in una fase della produzione, in questo modo economicità e diversificare
l’attività d’impresa ad oggi nessun grande gruppo è costituito da una sola società
→
IMPRESE ILLEGALI E ILLEGITTIMA
imprese illegali non conformi alla normativa
→
imprese illegittima non autorizzate a livello governativo
→
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