Diritto commerciale
Dobbiamo concepire l'impresa come un soggetto che ha dei limiti e degli ordini, quindi che funziona con determinate regole, che termina di funzionare con altre regole, e che intorno a sé ha una serie di rapporti diversi fra loro. Al concetto di impresa sostituiamo quello di imprenditore, poiché l'elemento fondamentale all'interno di un'attività economica è sempre l'elemento umano. L'impresa esiste in quanto c'è un soggetto singolo o gruppo (società) che la esercita.
Rapporti interni ed esterni all'impresa
Questo soggetto ha una rete di rapporti, con soggetti interni all'impresa e con soggetti esterni all'impresa. I rapporti con soggetti interni all'impresa sono quelli che hanno a che vedere con la gestione dell'attività di impresa, quindi avrà rapporti con i dipendenti, con i familiari che possono non essere lavoratori dipendenti e rapporti con collaboratori occasionali legati all'imprenditore da rapporti di carattere non subordinato (agenti, mediatori, rappresentanti).
I rapporti esterni all'impresa sono quelli che permettono all'imprenditore di funzionare e che hanno a che fare con il mercato. Rapporti con coloro che contraggono con l'imprenditore (fornitori) e rapporti con altri imprenditori. Quest'ultimi rapporti hanno una rilevanza importante perché appartengono a tutta quella parte del diritto commerciale che viene indicata con "diritto della concorrenza". La concorrenza è buona, è un elemento positivo del mercato, è vista tendenzialmente con favore dal legislatore a patto che si svolga secondo determinate condizioni, deve essere una concorrenza leale, deve rispettare determinate regole.
Norme sulla concorrenza sleale
Norme che riguardano la concorrenza sleale: tutte quelle norme che individuano e sanzionano comportamenti illeciti, tenuti nei confronti di un imprenditore concorrente. Oltre che sui rapporti interpersonali, l'attività di impresa fa anche perno sulla titolarità di diritti e quindi l'imprenditore svolge la sua attività attraverso segni distintivi, ossia: il marchio, la ditta e l'insegna. Inoltre, un altro strumento importante dell'imprenditore è la pubblicità: con essa l'imprenditore va all'esterno, si fa conoscere, propone i propri prodotti al meglio, attira i consumatori, a volte prospetta qualcosa che non è, risultati che non si realizzano, illude i consumatori su uno degli aspetti del suo prodotto o servizio e in questi casi commette un illecito. La pubblicità deve essere veritiera, deve rispettare realmente quel che è. La pubblicità deve essere palese, veritiera e corretta.
Libertà dell'esercizio dell'attività economica
Il nostro codice civile contiene una notevole quantità di norme in materia di impresa, a noi interessa quanto stabilisce il libro V detto libro del lavoro. La prima norma è l'articolo 2082: stabilisce testualmente che è imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Questa disposizione è il riassunto di tutte le caratteristiche fondamentali dell'imprenditore: è imprenditore CHI -> nel nostro ordinamento l'imprenditore può essere sia una persona fisica sia una persona giuridica.
L'impresa quindi può essere esercitata sia in forma individuale sia in forma collettiva, questo significa che avremo un imprenditore individuale quando avremo un singolo soggetto oppure un soggetto collettivo che potrà essere una società di persone o una società di capitali.
CHI svolge professionalmente -> la professionalità è il secondo aspetto che ci interessa nell'ambito dell'individuazione delle caratteristiche fondamentali. La professionalità nell'esercizio dell'impresa ha a che fare con la prevalenza dell'esercizio di quella attività sull'esercizio di altre attività. Esercitare un'attività di impresa significa farlo in modo principale e prevalente rispetto ad altre attività. Professionalmente non significa continuativamente, chi è imprenditore nel settore della balneazione e ha uno stabilimento balneare lo tiene aperto da giugno-settembre, è imprenditore lo stesso, anche se non svolge l'attività tutto l'anno, perché quella è la sua attività principale. Non è importante la continuatività nel tempo, ma è la prevalenza di quell'attività su altre di tipo economico. Svolge in modo prevalente un'attività economica.
Attività economica
Significa che deve essere svolta con metodi economici, è svolta perché l'imprenditore vuole guadagnarci da quella attività, ne fa il suo lavoro principale. Nonostante ci siano determinate attività economiche che non sono mosse da lucro soggettivo cioè dalla volontà di guadagnare per forza qualcosa, hanno comunque un lucro oggettivo.
Attività economica diretta alla produzione e scambio di beni e di servizi
Produzione e scambio sono due attività diverse, che possono essere esercitate congiuntamente ma anche disgiuntamente. Scambio significa interproduzione della circolazione di un bene o di un servizio, coloro che svolgono attività di commercializzazione di beni o di servizi svolgono un'attività di impresa.
Settori dell'impresa
In quali campi, in quali settori? I settori nei quali l'impresa può agire sono l'ambito agricolo e l'ambito commerciale. Nel nostro ordinamento il legislatore ha scelto questa bipartizione. Nel codice civile abbiamo due diversi tipi di attività di impresa: attività di impresa agricola e l'attività di impresa commerciale. Queste due tipologie di impresa sono menzionate in due diversi articoli del codice civile: art 2135 e art 2195. Le norme che disciplinano l'attività agricola sono diverse dalle norme che disciplinano l'imprenditore commerciale. Sostanzialmente diverse nella parte relativa alla crisi di impresa, ossia in quella parte è in rilievo la responsabilità patrimoniale dell'imprenditore, perché nel nostro ordinamento vige un principio fondamentale che dice che il debitore risponde delle sue obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri (art.1218) salvo cause di prelazione.
Ci sono però casi in cui la situazione dell'impresa è altamente compromessa che non si può più pensare di soddisfare un creditore per volta ma si pensa di farlo collettivamente, adoperando lo strumento del fallimento, permette a tutti i creditori di partecipare a una procedura che tende a liquidare tutti i beni dell'impresa e dell'imprenditore se è individuale per soddisfare tutti i creditori. La differenza di fondo sostanzialmente è che l'imprenditore agricolo non può essere dichiarato fallito, non può essere sottoposto al fallimento mentre l'imprenditore commerciale sì. È stata una scelta giuridica, poiché l'impresa agricola era considerata maggiormente esposta ai rischi del maltempo, di disastri ambientali, annate cattive.
L'imprenditore agricolo oltre a non essere sottoposto al fallimento non poteva nemmeno accedere a strumenti di soluzioni della crisi, come ad esempio il concordato preventivo. L'imprenditore agricolo poteva soltanto essere sottoposto a procedure esecutive individuali da parte di ciascun creditore. Successivamente però, venne apportata una modifica alla legge fallimentare nella quale sono stati introdotti strumenti di soluzioni della crisi ad hoc per l'imprenditore agricolo.
Articolo 2135: imprenditore agricolo
È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo (a scopo di trarne prodotti), selvicoltura (cura del bosco per trarne prodotti derivanti dagli alberi), allevamento di animali (modificato nel 2001, prima si parlava di allevamento di bestiame rimanevano fuori tutti gli animali che non erano bestiame e pertanto non si poteva considerare imprenditore chi aveva allevamento di cavalli, animali da pelliccia, oggi rientrano tutti nella categoria di allevamento di animali) e attività connesse (la connessione riguarda un'attività collegata con l'attività principale ma di rielaborazione del prodotto = latte lo trasformo in formaggio. L'agriturismo fa parte delle attività connesse a condizione che la maggior parte dei prodotti e dei servizi che vengono offerti nell'agriturismo siano collegati con il fondo su cui giace la struttura).
Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.
Articolo 2195: imprenditori soggetti a registrazione
Sono soggetti all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle imprese gli imprenditori che esercitano:
- Un'attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi;
- Un'attività intermediaria nella circolazione dei beni;
- Un'attività di trasporto per terra, per acqua o per aria;
- Un'attività bancaria o assicurativa;
- Altre attività ausiliarie delle precedenti.
Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attività e alle imprese commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attività indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano.
Elencazione delle attività che costituiscono l'impresa commerciale
Nella rubrica troviamo scritto "imprenditori soggetti a registrazione", ha un senso indiretto perché lo statuto dell'attività di impresa commerciale è diverso dallo statuto dell'attività di impresa agricola, cioè l'insieme delle regole, e le regole dell'impresa agricola prevedono che non c'è obbligo di registrazione per impresa agricola mentre quest'obbligo c'è per l'impresa commerciale.
- Un'attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi: il termine industriale è una connotazione dimensionale, l'attività commerciale svolta in modo industriale si distingue dalla attività commerciale svolta in forma dimensionalmente ridotta. C'è questa distinzione perché il legislatore vuole fare una distinzione fra le imprese medie e di grandi dimensioni dalle piccole imprese -> delineate nell'art.2083
- Un'attività intermediaria nella circolazione dei beni: settore del commercio, il commercio in senso lato è quello che prevede lo scambio
- Un'attività di trasporto per terra, per acqua o per aria: con qualunque mezzo di trasporto
- Un'attività bancaria o assicurativa: è un'attività di prestazioni e di servizi ma è anche un'attività di intermediazione nello scambio di beni, danaro. Attività bancaria e assicurativa sono regolate con norme speciali che spesso disciplinano in modo diverso l'attività bancaria e assicurativa rispetto alla disciplina di attività imprenditoriali di altro genere. La disciplina di attività bancarie e assicurative ha prevalenza pubblicistica
- Altre attività ausiliarie delle precedenti: attività un po' dubbie, servono alle attività principali, un esempio di attività ausiliarie è la mediazione, disciplinata dall'articolo 1754 e segg. libro IV. È mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.
Responsabilità illimitata
- Articolo 1218
- Significa rispondere con tutti i beni presenti e futuri
- Responsabilità illimitata per le obbligazioni contratte
- Significa che il soggetto che contrae obbligazione ne è responsabile illimitatamente, con tutti i beni presenti e futuri
- Responsabilità attribuibile all'imprenditore
- C'è una differenza tra responsabilità dell'imprenditore singole e della società? Sì. Perché nel caso dell'impresa individuale abbiamo un unico soggetto che risponde, mentre nel caso della società abbiamo più soggetti -> responsabilità solidale. C'è una differenza tra responsabilità dei soci di società di persone e soci di società di capitali, perché nelle società di persone i soci sono illimitatamente responsabili, mentre nelle società di capitali i soci rischiano solo il capitale conteso.
- Il coinvolgimento nella responsabilità illimitata non dipende dall'oggetto dell'attività di impresa ma dipende esclusivamente dalla forma in cui viene esercitata l'impresa. Sia nel caso di un'impresa ad oggetto commerciale sia nel caso di un'impresa ad oggetto agricolo noi possiamo avere una forma individuale o una forma societaria di persone o capitali. Solo in base alla forma in cui vengono esercitate cambia la responsabilità patrimoniale.
- A cosa porta la responsabilità illimitata nel caso di assoluta impossibilità di far fronte all'obbligazione? Porta al fallimento, oppure porta ad un altro strumento di risoluzione di crisi di impresa.
Interesse generale dell'economia
- Interesse = attesa di un ritorno
- Generale = per tutti, per la società
- Economia = del mercato
- Fare qualcosa per l'interesse generale dell'economia significa fare qualcosa che sia di utilità per il mercato e dal quale ci si aspetti un ritorno per tutti i partecipanti a quel risultato
- Concetto di grande importanza, perché la maggior parte delle leggi che vengono fatte in materia economica hanno come apice l'interesse generale dell'economia, cioè il buon funzionamento del mercato, cioè il vantaggio per tutte le parti che entrano in gioco nel mercato. Obiettivo principale del legislatore.
- Esistono interessi specifici: interesse delle imprese, interesse dei consumatori, interesse dei lavoratori, interesse dei soggetti deboli il cui interesse sia meritevole di tutela e che non facciano parte della categoria dei consumatori (minori, malati, persone che vivono in prossimità di un'impresa o di una discarica, anziani). Ciascun interesse ha un suo peso, la giurisprudenza opera secondo il criterio del bilanciamento degli interessi che consente di valutare caso per caso quali sono gli interessi in gioco in quella situazione concreta e decidere quale è l'interesse maggiormente meritevole di tutela nel caso in cui non ci sia si parla di lacuna. La giurisprudenza tende a dare prevalenza agli interessi dei soggetti deboli.
Professionalità
- Prevalenza di un'attività economica rispetto alle altre attività economiche
- Articolo 2082
- Elemento essenziale che caratterizza l'imprenditore
A tal proposito facciamo riferimento a casi particolari. Il problema della rilevazione della qualità di imprenditore attraverso l'utilizzo del criterio della professionalità, si è imposto in particolare nel caso di soggetti di tipo collettivo che formalmente non esercitavano affatto un'attività di carattere imprenditoriale ma solo formalmente, perché sostanzialmente la realtà era un'altra. Il caso di questo filone interpretativo risale agli anni '70, è una sentenza del tribunale di Milano.
Il caso era questo: esisteva una fondazione che si chiamava Istituto sieroterapico Serafino Belfanti con sede a Milano. Era una fondazione per la ricerca farmaceutica. La fondazione è un soggetto che non ha la qualifica di imprenditore, che ha scopi no profit, quindi benefici o culturali e non svolge attività di impresa. Questo istituto all'inizio agiva così. Con il tempo però a questa attività di ricerca si affiancò un'attività di commercializzazione dei prodotti medicinali che venivano realizzati. Questa commercializzazione portò al formarsi di un'attività di carattere economico. Una rete di carattere pseudo imprenditoriale che cambiò la connotazione dell'attività dell'istituto. Le cose marciavano bene fino a quando le obbligazioni assunte furono adempiute ma ad un certo momento iniziarono ad arrivare problemi perché l'istituto iniziava a non soddisfare più le obbligazioni, a non pagare più i creditori. A quel punto i creditori si domandarono "ma se noi facciamo un'istanza di fallimento davanti al tribunale fallimentare di Milano, ce l'accolgono o no?" provarono, la fecero e la vinsero.
Perché il tribunale fallimentare di Milano fece una sentenza interpretativa del concetto di professionalità nell'esercizio di un'attività di impresa. I giudici del tribunale fallimentare di Milano dissero che l'elemento fondamentale per qualificare come imprenditoriale un'attività che di fatto era un'attività economica è proprio la prevalenza dell'esercizio di questa attività su altre. La prevalenza non implica l'esclusività ma implica che quell'attività diventa proporzionalmente superiore a quella di altre tipologie. È vero che ad origine l'istituto sieroterapico era una fondazione, è vero che non poteva secondo il proprio statuto essere considerato un imprenditore ma nel tempo le cose sono cambiate, ha cominciato a commercializzare, quindi questa configurazione è cambiata ed è subentrata la professionalità nell'esercizio dell'attività. Il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento dell'istituto.
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