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Diritto privato e diritto commerciale

Il corso di diritto commerciale è un corso di diritto positivo (diritto su norme vigenti) e, come qualunque branca del diritto positivo, anche il diritto commerciale si occupa della disciplina di comportamenti. Il diritto commerciale studia le norme che regolano, stabiliscono il modo con cui deve svolgersi/svilupparsi un certo comportamento.

Il diritto privato studia i comportamenti tra i soggetti/i privati quindi si vede come un soggetto si relaziona con un altro soggetto per esempio attraverso il negozio giuridico o il contratto. Io stabilisco delle regole di comportamento imponendo ad altri soggetti di assumere un certo contegno nei miei confronti, tale contegno si gradua all’interno del contratto.

La disciplina dell'impresa

Il diritto commerciale stabilisce il modo con cui il comportamento umano deve svolgersi allorché rientri, faccia parte o dia vita a un certo fenomeno che è quello delle attività produttive qualificate come impresa. Prima di capire le modalità di svolgimento, di evoluzione, di sviluppo di un’attività produttiva che si qualifica come impresa è necessario in primis comprendere:

  • Cos’è l’impresa
  • Quando il mio comportamento è vincolato (normativamente costretto a svolgersi in un certo modo quando si dà luogo a un’impresa)

Il comportamento che si pone in essere è “una impresa”, quindi il comportamento deve seguire e svolgersi osservando delle regole. Fare impresa significa agire osservando la disciplina dell’impresa (= disciplina del comportamento svolto all’interno di un’impresa). La disciplina dell’impresa si giustifica dal fatto che ci sono più interessi, quindi la ragione del comportamento vincolato si giustifica dal fatto che l’impresa è un fenomeno che non riguarda soltanto l’interesse dell’imprenditore, ma ci sono anche altri interessi coinvolti nell’impresa.

Finanziamento dell'impresa

Il finanziamento dell’impresa può essere fatto dall’imprenditore:

  • A titolo di capitale proprio
  • Da altri soggetti a titolo di capitale di credito

L’imprenditore è il soggetto che svolge l’impresa ed è colui che finanzia l’impresa apportando il capitale proprio e quindi investendo nell’impresa. Se decide di fare impresa è per perseguire un suo personale interesse rappresentato dalla possibilità di guadagno, ad esempio investe 100 nella sua attività di impresa, ottiene 130 dall’investimento, il guadagno è rappresentato dalla differenza pari a 30. La struttura finanziaria dell’impresa, però, non ha soltanto il capitale proprio, ma ha anche il capitale di credito.

Tra gli altri interessi ci sono i creditori (coloro che finanziano l’impresa cioè danno i soldi all’imprenditore a titolo di credito) che possono essere i più vari, ad esempio:

  • Banche (chi fa credito per professione)
  • Fornitori (chi vende della merce a credito. Si tratta del “classico credito commerciale” = compro una cosa e non la pago subito, ma a 60 gg, quindi il credito che ho verso il mio fornitore è un credito che viene fatto all’impresa)
  • Lavoratori nell’impresa (il lavoratore non viene mai remunerato ex-ante, infatti prima lavora e poi viene remunerato). Il lavoratore è un classico fornitore di materia prima cioè del fattore lavoro, che presta la sua materia prima a credito, quindi in qualche modo finanzia l’impresa.
  • Tfr = trattamento di fine rapporto, rappresenta una voce della retribuzione che anziché essere corrisposta nell’immediato, viene data alla fine del rapporto ed è quindi una sorta di risparmio imposto al lavoratore.

Interessi dei creditori

Gli interessi dei creditori, sono interessi simmetrici o contrapposti? L’interesse del creditore è identico all’interesse dell’imprenditore o no?

È identico in quanto sia l’imprenditore che ha investito capitale proprio, sia i creditori che hanno finanziato l’impresa con capitale di credito alla fine avranno come interesse quello di riprendere il finanziamento che hanno apportato. L’imprenditore e gli altri soggetti sono accomunati dall’esigenza di rientrare nell’apporto finanziario.

Qual è la condizione nella quale tale finanziamento può essere ripreso? Qual è il presupposto al quale il finanziamento effettuato da tutti (imprenditore e creditori) può essere ripreso?

Il presupposto è che l’impresa faccia profitto cioè produca ricchezza. Se c’è profitto per l’imprenditore significa che la ricchezza è sufficiente per restituire anche il credito di chi ha altrimenti finanziato l’impresa. L’obiettivo di rientrare nell’apporto finanziario è da realizzarsi nella misura in cui le cose vanno bene. Se anziché dell’utile/profitto si verificano delle perdite allora i finanziamenti realizzati non potranno rientrare.

La perdita = è la distruzione di ricchezza questo vuol dire che l’investimento effettuato non solo non potrà essere recuperato, ma è stato anche in parte distrutto dal verificarsi di perdite.

Gestione e produzione d'impresa

Da cosa dipende il fatto che l’impresa produca utile o produca perdite? Dipende dalla gestione, in particolare, dal luogo in cui si svolge la gestione. Dove si svolge la gestione? L’impresa è un’attività produttiva, di conseguenza deve produrre qualcosa, cioè beni o servizi. L’attività produttiva è tale, nella misura in cui, io creo delle utilità che prima non c’erano producendo appunto dei beni o dei servizi. Se faccio attività produttiva io incremento la ricchezza.

Diritto privato: guarda la possibilità di utilizzare la casa o l’immobile cioè il modo con cui il soggetto esercita il diritto soggettivo sul bene, quindi è l’attività che io faccio sui miei beni.

Diritto commerciale: a noi interessa l’attività di produzione di beni e servizi, cioè faccio attività di produzione per incrementare lo stato di ricchezza attraverso l’aggiunta di qualcosa che può essere un bene o un servizio.

Finalità della produzione

Perché produco beni e servizi? Qual è la finalità della produzione di beni o servizi? Collocare beni e servizi sul mercato. La produzione di beni e servizi solitamente non la conservo per me, però potrei anche decidere di conservarla in attesa di collocarla/immetterla sul mercato in un momento successivo.

Il fatto che l’attività d’impresa, in particolare l’attività produttiva, si svolga per il mercato con l’obiettivo di collocare beni e servizi sul mercato, qualifica l’attività d’impresa come un’attività rischiosa.

Rischio d'impresa

Qual è il rischio a cui è esposta un’attività d’impresa? Il rischio di un’attività d’impresa viene chiamato rischio d’impresa. Per rischio d’impresa si intende il rischio che attraverso il mercato io non riesca a rientrare nelle risorse che ho utilizzato per effettuare la produzione. Sono esposto al rischio d’impresa quando pur vendendo delle cose, la domanda di mercato non gradisce in maniera sufficiente ciò che io vendo. In tal caso non c’è una domanda di mercato tale, da comprare le cose che ho prodotto, in maniera adeguata e tale da farmi rientrare nelle risorse finanziarie (costi di produzione) che ho investito/sostenuto per effettuare quella produzione.

Il rischio d’impresa come si materializza? Quando incorro in situazioni di questo tipo, come mi rendo conto che si è verificato il rischio d’impresa? Quando conseguo una perdita di esercizio. La perdita quindi è la manifestazione del rischio di impresa cioè il modo con cui il rischio d’impresa si manifesta. Quando c’è una perdita significa che quello che io ho utilizzato per produrre non è stato recuperato attraverso il mercato e quindi attraverso la vendita dei beni e dei servizi che ho immesso sul mercato. In altri termini il mercato non mi ha dato attraverso le vendite ciò che ho investito per effettuare la produzione. I ricavi sono inferiori rispetto ai costi quindi conseguo la perdita.

Ricavi < Costi = Perdita

Esposizione al rischio

Chi sopporta il rischio d’impresa? Chi è esposto al rischio d’impresa? Tutti i finanziatori sono esposti al rischio d’impresa, ovvero:

  • Imprenditore (chi conferisce il capitale di rischio = capitale proprio). Il capitale proprio viene definito capitale di rischio perché è esposto al rischio di impresa.
  • Creditori (chi conferisce il capitale di debito = capitale apportato a credito). Il motivo per cui il creditore è esposto al rischio d’impresa sta nel fatto che se io non riesco ad avere le risorse per pagare i creditori, poiché le risorse le prendo dal mercato e quest’ultimo non mi dà le risorse per pagare i creditori, allora non posso pagarli. Il capitale di credito sarà restituito alle banche, al fornitore, al lavoratore se e solo se il mercato mi ha dato risorse sufficienti attraverso i ricavi da mettermi nelle condizioni di pagare anche i creditori.

Gli interessi di entrambi i finanziatori, sono interessi di conflitto rispetto al rischio d’impresa? Visto che sia l’imprenditore che i creditori sono esposti al rischio d’impresa chi deve sopportare di più il rischio d’impresa? Noi sappiamo che, chi finanzia l’impresa si espone alla scommessa che il mercato vada bene, ovviamente lo saprà expost come andrà, quindi se è andato bene sarà tutto ok, viceversa se è andato male purtroppo ci perdono tutti. Chi deve quindi sopportare di più il rischio di impresa? Il problema non è chi sopporta il rischio, ma il problema è il grado di sopportazione del rischio.

Entrambi sono esposti allo stesso modo al rischio di impresa oppure qualcuno è più esposto e qualcun altro è meno esposto? Chi dovrebbe essere più tutelato? Chiaramente più esposto al rischio di impresa è l’imprenditore, infatti egli non a caso apporta capitale proprio. Il capitale proprio è tale nella misura in cui non si sa, è incerta la possibilità di rientrare nel finanziamento effettuato. Il capitale proprio si qualifica nella misura in cui, non si sa se potrà riprendere il finanziamento. Ne consegue che il finanziamento effettuato dall’imprenditore è incerto nella sua ripresa.

Recupero del finanziamento

Quando potrà essere recuperato il finanziamento dell’imprenditore? A quale condizione potrà essere recuperato il finanziamento dell’imprenditore? Capitale di credito che cosa significa? Capitale di credito vuol dire che “va restituito”. Il creditore, sia esso banca, fornitore, lavoratore ha un diritto soggettivo alla ripresa del finanziamento. Io ho capitale di credito quando il finanziatore può vantare/avere/gli può essere riconosciuto un diritto soggettivo nella ripresa del finanziamento. Di fatto i due interessi, dei creditori e dell’imprenditore sono interessi contrapposti rispetto al rischio di impresa cioè tra loro in conflitto, rispetto al rischio di impresa.

Il creditore è esposto al rischio di impresa con un grado di esposizione inferiore rispetto a quello dell’imprenditore. Perché è così? Il creditore ha una cosa che l’imprenditore non ha cioè il diritto soggettivo ossia assoluto, di riprendere quanto ha finanziato, diritto che invece manca all’imprenditore. L’imprenditore riprenderà il suo finanziamento, se alla fine della sua iniziativa ha pagato i creditori e poi residua qualcosa. Il finanziamento dell’imprenditore è chiamato finanziamento residuale in quanto potrà essere riacquisito se e nella misura in cui tutti gli altri finanziatori sono stati pagati.

Comportamento imprenditoriale

Perché il comportamento imprenditoriale è vincolato all’osservanza di certe regole? Perché l’obiettivo del legislatore ossia di chi ha scritto le norme è quello di stabilire le regole di svolgimento dell’impresa con il fine di liberare il creditore rispetto all’imprenditore sul rischio di impresa. Ci sono delle regole di condotta che devono essere osservate nello svolgimento dell’attività di impresa che hanno la finalità di tutelare di più il creditore rispetto all’imprenditore sul rischio di impresa.

È da tener comunque presente che entrambi sono esposti al rischio di impresa come detto prima, però l’impresa deve svolgersi in modo tale da ridurre il più possibile il verificarsi del rischio di impresa. L’impresa deve svolgersi secondo delle regole quindi che riducano il più possibile il verificarsi del rischio di impresa sul creditore.

Il comportamento imprenditoriale è disciplinato perché? Bisogna assicurare una composizione adeguata degli interessi in gioco rispetto al rischio di impresa, quindi assicurare un adeguato equilibrio degli interessi dei finanziatori rispetto al rischio di impresa. L’impresa deve svolgersi secondo alcune modalità per contenere il più possibile ossia per tutelare il più possibile il diritto dei creditori che è un diritto soggettivo.

L’impresa si svolge sul mercato e viene fatta per produrre per qualcuno cioè per il mercato! Ci possono essere dei casi in cui nel mercato c’è solo una impresa (quindi sia la domanda che l’offerta è controllata solo da una impresa) e in tal caso si tratta della struttura di mercato di monopolio. Normalmente però nel mercato ci sono più imprese e queste imprese presenti nel mercato producono dei beni e dei servizi che sono dei beni e dei servizi che soddisfano gli stessi bisogni cioè bisogni abbastanza simili, ad esempio se voglio un vestito posso scegliere da dove acquisire questo vestito quindi posso scegliere, a fronte, di più offerenti che producono lo stesso bene.

Disciplina dell'impresa

Perché c’è la disciplina dell’impresa? Perché il comportamento imprenditoriale deve essere disciplinato? Per stabilire in che modo le imprese e dunque l’imprenditore deve comportarsi sul mercato e per stabilire il comportamento da tenere nell’ambito del mercato rispetto alle altre imprese.

Se sul mercato ci sono molte imprese tutte ugualmente interessate a offrire lo stesso prodotto e a far sì che la domanda si attesti sulla loro produzione, qual è l’interesse di ogni impresa? Che la domanda acquisisca la propria produzione e questo vuol dire cercare di attirare il più possibile la domanda.

Come faccio ad acquisire la domanda? In che modo posso indirizzare la domanda sulla mia offerta? Posso accaparrarmi la domanda, però devo osservare un comportamento sul mercato che sia rispettoso del fatto, che sul mercato ci siano più imprese ossia più soggetti che come me hanno il mio stesso interesse ad acquisire quella medesima domanda. Ne consegue che la disciplina dell’impresa mi dice in che modo l’imprenditore dovrà comportarsi quando svolge un comportamento imprenditoriale allorché opera in un mercato in concorrenza.

Società e diritto dell'impresa

Guardiamo l’ipotesi in cui l’impresa viene svolta da più imprenditori che fanno la stessa impresa. Si tratta dell’ipotesi in cui più soggetti svolgono la stessa impresa realizzando il fenomeno della "società". Non è il caso della joint venture in quanto ogni imprenditore fa la sua impresa in qualche modo legata a quella degli altri, per certi obiettivi.

Si ha una società quando due o più soggetti si mettono insieme (loro o qualcosa di loro) per fare una certa produzione, quindi per rivolgersi sul mercato come unica impresa. Quando ciò accade questi due o più imprenditori in senso economico, danno vita a una società.

Perché la disciplina dell’impresa? Quando si costituisce o si dà vita a una società, la disciplina dell’impresa mi deve dire in che modo il comportamento degli imprenditori deve essere tenuto all’interno della società.

Per esempio nei rapporti tra i soci, che regole devo osservare? In che modo devono svolgersi questi rapporti? Il diritto dell’impresa, in particolare della società, mi dice in che modo la società entra in contatto con il mercato. Il concetto di rischio di impresa, trova specificazione qui.

Costituzione di un'impresa

Quando si ha l’impresa? Quando il comportamento diventa rilevante? Quando si costituisce un’impresa. Che significa rilevante, cioè rilevante rispetto a che cosa? Rilevante rispetto alle norme ossia il comportamento deve essere disciplinato rispetto alle norme.

Cos’è l’impresa per le norme quindi per l’ordinamento? Perché il codice civile contiene la disciplina dell’impresa e la nozione di impresa?

La definizione di impresa art. 2082 c.c non è l’unica nozione di impresa ma ad esempio in diritto tributario sarà un pochino diversa. Le nozioni sono diverse e sono stabilite in base al tipo di disciplina che si applica. A noi interessa la nozione all’art. 2082 in quanto il nostro obiettivo è capire come questo fenomeno deve svilupparsi per raggiungere un punto di equilibrio tra i diversi interessi, ad esempio equilibrio rispetto al rischio di impresa tra imprenditore e creditore, equilibrio tra i soci all’interno della società.

La norma ci dice che l’impresa è un’attività di produzione di beni e servizi. È un’attività produttiva, che vuol dire che produce della ricchezza/utilità che prima non c’era e che è percepibile sia come bene che come servizio. Non tutte le attività produttive sono imprese, ma soltanto quelle attività produttive che presentano 3 requisiti. Tali requisiti vengono individuati dall’art. 2082:

  • Requisito della professionalità
  • Requisito di organizzazione
  • Requisito di economicità

L’imprenditore è colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine di produrre beni e servizi.

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pierpibuonsante di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Cetra Antonio.
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