APPUNTI DI DIRITTO COMMERCIALE, corso di economia, prof. Duccio Regoli.
Inquadramento sul sistema economico in cui la disciplina del diritto delle imprese si colloca.
In un moderno sistema economica rileva non solo la produzione e il consumo ma anche lo scambio, il
sistema economico si fonda su produzione, consumo e scambio.
Lo scambio avviene tramite il tra co commerciale, che è l’esito dello scambio.
Il mercato è il luogo dove lo scambio avviene, non è un luogo sico ma un modello di sistema economico
in cui si presentano la comunità, l’impresa e dove si favorisce il sistema di tra ci che hanno bisogno di
regole.
Il mercato hanno bisogno di regole, che devono essere adattabili rapidamente alle esigenze del mercato
che detta una serie di condizioni che lo rendono e ciente e devono essere ri esse nell’ambito del diritto.
Gli scambi nel tempo si sono evoluti, oggi nel tempo hanno assunto una con gurazione globale
(globalizzazione) che è avvenuta con l’abbattimento di ostacoli giuridici che frenavano la circolazione di
merci e capitali.
Sono nate organizzazioni e leggi apposta per abbattere queste barriere che limitavano i tra ci commerciali
su scala globale.
Il mercato si è evoluto insieme al diritto (commerciale), ha senso la disciplina giuridica preferenziale per
l’imprenditore e prioritaria per l’attività del mercato e delle imprese.
Ciò che a noi interessa sono i diversi pro li che emergono nell’attività dell’imprenditore che ha bisogno di
un contesto formativi più favorevole per svolgere la sua attività.
Che rapporti ci sono tra il diritto commerciale e quello civile (privato)?
Perché bisogna studiare prima il diritto privato e poi quello delle imprese, il commerciale è una parte del
diritto privato dell’economica e disciplina gli atti e le attività delle imprese, che sono il motore che il sitema
giuridico vuole regolare.
Il rapporto tra i due diritti sta nel tipo di interessi tutelati da uno e dall’altro.
proprietà,
Nel diritto civile la tutela è concentrata sul diritto di ruota attorno al diritto di proprietà, vuole
stabilire regole inerenti al diritto di godere del bene e disporre a un tale diritto su un altro bene, nato sulla
base della ricchezza immobiliare e produzione agricola e consumo.
La proprietà era l’aspetto più importante da regolare giuridicamente.
Quando alla ricchezza immobiliare inizia ad a ancarsi lo scambio, i tra ci commerciali, la produzione
scambio,
commerciale come alternativa a quella agricola, assume rilievo lo la destinazione del prodotto
non è dell’autoconsumo ma del commercio sul mercato. baratto,
Si sviluppano le prime forme di scambio che avevano luogo all’inizio tramite il scambio di beni
dello stesso valore stimato, questa forma si evolve no all’uso della moneta.
In questa fase si sviluppa il diritto commerciale, che si muove dal diritto di proprietà allo scambio della
produzione commerciale.
esigenze particolari
Questo diritto ha delle (diverse da quello civile): certezza e celerità degli scambi,
organizzazione, acquisti, vendite, crisi dell’impresa (tutela del credito) anche il credito esercitato dai
fornitori di diverse imprese, che per tot tempo ha un credito nei confronti dell’azienda, questo
procedimento porta i fornitori ad essere creditori dei propri clienti, ecco perché è così importante la tutela
del credito.
Il diritto commerciale è anche frutto di una opzione del sistema giuridico che riconosce anche la libera
iniziativa economia (art. 41 della costituzione), sistema economica sull’economia di mercato che è alla
base dell’ideologia che fonda il nostro sistema economico.
1 A cura di Marta Chiarlone
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Questo sistema pone al centro il fenomeno dell’imprenditore, duplice obiettivo di disciplinare i rapporti
economici singoli dell’imprenditore e l’attività di impresa unitariamente considerata.
Da questo punto di vista non si comprende il senso del diritto commerciale se non i capisce il senso e il
contesto di esso.
Caratteristiche del diritto commerciale: 3 elementi quali canti
le norme sono speciali e si applicano agli imprenditori e non a tutti gli individui;
1.Specialità: uniformità internazionale,
diritto commerciale è un diritto tendenzialmente orientano verso la le
2.Il
esigenze che caratterizzano e regolano gli scambi commerciali sono particolarmente omogenee, le
istanze dell’impresa e del mercato sono simili per questo anche il diritto tende a una uniformità
internazionale, questa ispirazione condiziona il modo in cui le regole del diritto si producono;
continua evoluzione,
di essere un diritto in destinato a rincorrere le mutevoli esigenze dei
3.Natura
mercati, deve saper cogliere i cambiamenti del mercato e saper adattare le proprie regole alle attività (a
contrario di vari aspetti del diritto privato, immutate per moltissimo tempo).
Sulla base di questa cornice facciamo una evoluzione storica:
Il diritto commerciale moderno sostanzialmente nasce come diritto statutario dei commercianti nel basso
medioevo, quando nisce l’era dei comuni chiusi e si avvia quella degli scambi tra mercanti, prima
nell’ambito piccoli dei comuni poi si allarga questo determina la formazione di una ripresa dei tra ci
commerciali al di fuori dell’alveo del singolo comune e nasce un diritto speciale uniforme, che ha fonte
nella prassi dei mercanti, essi si danno un proprio sistema di giustizia la giurisprudenza mercantile,
risultato di una evoluzione delle esigenze della nuova società ed inerente a questa nascita di primo
mercato commerciale.
Il mercante è il precursore dell’imprenditore, è al centro del diritto dei mercati.
Dopo il medioevo si sviluppa, nel periodo mercantilista, un periodo in cui c’è intervento dello stato
nell’economia, che si fa potente tramite l’espansione coloniale, qua si sviluppano le prime grandi spa
(compagnia delle indie), in questo periodo il periodo dei mercanti diventa diritto commerciale e si vede la
sua specialità nelle prime grandi codi cazioni, con i primi codici di commercio.
In Italia, nel 1865 nasce il primo codice di commercio che poi muterà nel 1882, nascono leggi che
disciplinano il principio della tutela del creditore, diritto della circolazione delle merci.
In alcuni paesi esiste ancora un codice di commercio (in Francia), in Italia no, nel 1942 scompare il
dualismo e si procede alla uni cazione nei codici e tutto con uisce nel Codici Civile, ancora oggi il diritto
commerciale è parte del diritto civile.
Come si realizza l’entrata del diritto commerciale all’interno del codice civile: il passaggio della disciplina
del commerciante a quella dell’imprenditore commerciale.
imprenditore:
Altra novità è l’a ermazione della nozione generale di si va ad introdurre un soggetto che si
distingue dal normale consociato e che rappresenta tutti gli imprenditori, commerciali agricoli, privati,
pubblici.
Il ne è disciplinare tramite norme speci che l’attività dell’imprenditore, accanto a queste regole generali ci
sono regole speci che che si applicano agli imprenditori commerciali.
La legislazione del diritto commerciale negli ultimi decenni va a confermare gli elementi uni canti del diritto
commerciale, che in qualche modo sono collegati al mutamento del sistema economico.
Il diritto commerciale è ripetutamente rivisto, modi cato e aggiornato.
Con il tempo si sviluppa la disciplina del diritto delle società quotate, del pubblico risparmio, si avvia una
ri essione sulla crisi dell’impresa, si sviluppano le regole della libertà di concorrenza sul mercato e
progressivamente uno sviluppo di regole che disciplinano i mercati dove si tra cano gli strumenti
nanziari, non solo beni e servizi.
2 A cura di Marta Chiarlone
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La normativa di riferimento ha portato alla tendenza di uniformità internazionale del diritto commerciale,
che sta al di sopra dei singoli stati, ciò è avvenuta tramite i trattati comunitari e si attraverso le direttive di
armonizzazione che hanno caratterizzato non solo lo sviluppo dell’UE ma anche l’a ermazione del nuovo
diritto internazionale con i trattati e le discipline speci che = diritto commerciale molto uniforme,
specialmente quello Europeo è molto uniforme, questa uniformità è utile per tutti.
Come queste premesse si ri ettono nel sistema delle fonti del diritto commerciale, dove troviamo le fonti
di queste regole? In gran parte all’interno del codice civile.
Per il resto, il diritto commerciale ha mantenuto nel tempo la sua natura di corpus speciale rispetto alle
norme applicabili a tutti i consociati. convenzioni
Accanto ai codici si sono sviluppate delle fonti di natura internazionale come le (es.
convenzione di new York, trattati multi-laterali WTO, GATTS…) sono fonti universali delle regole dei tra ci
che ogni stato riconosce come valide e uniformi nella propria giurisdizione.
Il sistema delle fonti non è fatto solo da convenzioni internazionale, ma anche da tecniche di formazione
che rendono il diritto commerciale specchio del commercio.
Come si creano in un sistema giuridico delle regole che hanno bisogno di aggiustamenti immediati e molto
ricorrenti?
Il diritto commerciale fa ricorso a tecniche di produzione normativa molto più essibili, che sanciscono
nella legge i principi fondamentali della legge (cornice) per poi allegare la disciplina di dettaglio alle autorità
amministrative che de niscono le norme di dettaglio nel rispetto della cornice che rappresenta i principi
cardine della legge in sé.
Il moderno sistema delle fonti si articola in una triade di fonti: queste tecniche innovative nascono dal
mercato nanziario e monetario
- normativa primaria
Fonti di
- normativa secondaria,
Fonti di atti amministrativi, regolamenti attribuiti a istituti speci ci, fanno da
cornice alle fonti di normativa primaria;
- Autoregolamentazione, fonte privata (a contrario delle prime due che sono pubbliche) adottata su
base volontaria da parte dei soggetti che appartengono a una certa categoria di operatori.
In questo modo il diritto commerciale si attiene alle norme di fonte primaria ma può essere rapidamente
modi cato e si può anche reagire al processo di sviluppo di norme sovranazionale, e favorire il processo di
armonizzazione che i trattati internazionali e l’adesione all’UE ci ha imposto.
All’interno dell’UE l’esigenza di uniformazione è ancora più forte e sentita, che prima era de nita soft,
direttive
debole tramite delle abbastanza ampie che gli stati adeguavano rispetto ai propri diritti nazionali,
questo processo poi è diventato sempre più forte e diretto a creare delle regole non uniformi ma uguali, da
armonizzazione a uniformazione del diritto, la sovranità nazionale quindi in questo si è sempre più ridotta.
Anche gli strumenti usati dal legislatore comunitario hanno rispecchiato questa idea di uniformazione
regolamenti
Direttive di primo e secondo livello, le seconde dettano in dettaglio come applicare le prime:
comunitari, non devono essere adeguati ma immediatamente applicabili all’interno del paese così com’è,
questo porta a regole uguali, l’e etto dell’uso di queste forme di armonizzazione forte ha portato ad un
sistema di regole che corrisponde agli e etti che hanno i trattati, fonti universali di regole che sono uguali.
A completamento di questo sistema di diritto globale che caratterizza le aree di diritto commerciale si
soft law,
deve aggiungere un fenomeno veri catosi negli ultimi anni che è lo sviluppo della insieme di
regole, raccomandazioni, indirizzi (moral suasion) che promanano dal mondo delle organizzazioni e dagli
organismi tecnici (banca mondiale, fondo monetario internazionale…) che non hanno e cacia immediata
3 A cura di Marta Chiarlone
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nei singoli paesi ma comunque tutti poi si adeguano su base volontaria per non avere ritorsioni, esclusioni,
discriminazioni, rischi economici e nanziari.
Lezione 2
Un altro fattore di complessità che incide sulla individuazione di fonti del diritto commerciale è la
information and communication technology (IT).
La di usione del commercio internazionale porta alla formazione di leggi, direttive e regole che si
cyber space,
manifestano e sviluppano attraverso allo caratterizzato da una nuova ragione di specialità
nella regolamentazione del rapporto tra imprese e consumatore, la logica è di tutela dei consumatori.
Questi fattori ci fanno capire la tendenza alla innovatività della disciplina del diritto commerciale.
Le fonti formali del diritto restano anche se assumono sempre più forma queste forme di natura spontanea
di fonti del diritto.
FONTI:
Livello primario:
- Art. 1 disposizioni preleggi c.c. seguendo lo schema ci ricordiamo che al a un certo punto del sistema
libro 5, titolo II-XI.
delle fonti si trova il codice civile, e il diritto commerciale ha fonte nel
- Fonte primaria è anche: legislazione speciale, leggi collegate, complementano il codice civile e
dettano regole speciali per esercizio di determinate attività di impresa.
- Normativa derivante dalla convenzione internazionale, testi unici che raggruppano e coordinano le
varie leggi speciali;
Livello secondario: disposizioni di dettaglio più sensibili alla rapidità di aggiornamento
- Regolamenti emanati ad esempio dai ministri, dalla consob, dalla banca d’Italia
Livello terziario: fonti che nascono dalla disciplina dell’attività d’impresa, sono di natura private
- Usi e raccolte che conservano un ruolo importante di fonte sussidiaria in relazione alla materia di
impresa che sono soggetto di rinvii e richiami dello stesso codice civile
- Codici e regolamenti emanati dalle associazioni di categoria: sono codici di condotta e disciplina,
normalmente a base contrattuale, nascono ad esempio da intermediari nanziari che hanno bisogno di
regolare la loro attività corrente
- Principi e regole del commercio internazionale, regole di natura consuetudinaria ed extra-statuali,
usate per regolamentare i tra ci internazionali aldilà di quello che prevede la legge statale (market
practice)
- Principi unidroit: regolano i contratti commerciali internazionale, enunciano regole generali comuni a
sistemi giuridici in materia di tra ci internazionali
Il sistema è molto complesso e la ricostruzione del sistema è molto di cile da cogliere.
A noi interessano l’insieme delle regole che riguardano l’imprenditore e l’esercizio della sua attività.
Ricostruzione della nozione di imprenditore:
Art. 2082 c.c: è imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al ne
della produzione o dello scambio di beni o servizi.
Ci sono una serie di elementi:
- Attività: una pluralità di atti che devono essere tra loro funzionalmente collegati e nalizzati ad un
determinato obiettivo;
Esempio: Il soggetto con un patrimonio decide di realizzare degli investimenti nel settore
immobiliare, compra e rivende vari immobili, ogni atto è collegato e nalizzato del progetto
dell’imprenditore che è quello di investire nel settore immobiliare.
- Al ne della produzione e scambio di beni e servizi: attività è di tipo produttivo di beni e servizi,
diversa da quella di mero godimento;
Esempio: il soggetto ha degli immobili e decide di gestirli in modo attivo, li trasforma i B&B, in
AirBnB, non si limita ad a ttare gli immobili, l’attività deve produrre nuova ricchezza e valore, non
solo godimento.
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- Organizzazione: di fattori di produzione, non solo nel lavoro personale ma anche nel capitale investito
nella attività e nel lavoro altrui, l’imprenditore organizza questi fattori per l’esercizio della sua attività,
questo lo distingue dal lavoratore autonomo, che non ha una organizzazione di riferimento.
Esempio: l’idraulico di una volta che arriva e aggiusta il lavandino non è un imprenditore, gli
idraulici di oggi invece con call center, furgone della azienda ecc. sono imprenditori.
- Economicità della attività: sta a signi care una modalità di esercizio della attività dell’imprenditore, sta
nel fatto che egli quando svolge la sua attività tende sempre alla copertura dei costi sostenuti con i
ricavi, forma mentis di realizzare ricavi almeno su cienti a coprire i costi, questo di erenzia ad
esempio le aziende dagli enti non pro t di erogazione di servizi.
N.B. Non è il lucro soggettivo, ma la copertura dei costi con i ricavi.
- Professionalità: vuol dire che vi è una stabilità nella attività svolta dall’imprenditore, non è una attività
periodica o episodica;
Esempio: se organizzo una festa, trovo una band, compro tutto il necessario ecc. non sono un
imprenditore, se invece organizzo concerti lo divento.
Ci sono altri elementi che de niscono l’impresa: ad esempio
Liceità dell’attività: se l’attività non è lecita, io sono comunque imprenditore e la mia può essere
un’impresa, perché la liceità non è citata nel 2082 nella de nizione di imprenditore;
Bisogna inoltre distinguere..
- Impresa illegale: la legge richiede una autorizzazione per svolgere una tale attività, in questo caso se
l’impresa non ha la autorizzazione è illegale
- Impresa immorale: ra niamo droga, siamo sottoposti a sanzioni penali, siamo imprenditore o no?
In teoria si, perché dobbiamo tutelare gli eventuali terzi che sono venuti a contatto con l’imprenditore
senza sapere che fosse immorale/illegale, in questo caso gli si applicano solo le norme sfavorevoli
all’imprenditore (e favorevoli ai creditori, ai terzi).
Lezione 3
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