Università degli studi di Udine
Laurea triennale in economia aziendale
Anno accademico: 2010/2011
Corso di diritto commerciale
Riassunto del corso
Prima parte
L'imprenditore
L'impresa è l'attività il cui svolgimento fa assumere a un determinato soggetto la qualità di imprenditore. L'azienda è il complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. Lo statuto generale dell'imprenditore si applica a qualunque imprenditore indipendentemente dalla specie di appartenenza. Art. 2082.
La figura di imprenditore si suddivide: sul piano dell'oggetto dell'attività esercitata, tra imprenditore commerciale e imprenditore agricolo; sul piano delle dimensioni dell'attività, tra piccolo e medio/grande imprenditore; sul piano della natura del soggetto che esercita l'attività, da un lato, tra imprenditore individuale e collettivo e, dall'altro, tra privato e pubblico.
L'imprenditore è colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Un'attività di produzione o di scambio di beni o di servizi... Serie di atti tra loro collegati da un fine unitario che, nella specie, è rappresentato dalla produzione o dallo scambio di beni o di servizi. Bisogna distinguere tra il rentier che si limita a incassare i dividendi e il soggetto che, invece, possedendo partecipazioni di controllo in varie società, eserciti un'attività di direzione e coordinamento delle medesime, solo quest'ultimo è imprenditore.
Economica... Un'attività può essere qualificata come impresa solo se svolta con metodo economico: con modalità cioè che, con giudizio preventivo e astratto, consentano la copertura dei costi con i ricavi. Benché normalmente le imprese siano in fatto caratterizzate dallo scopo di realizzare un avanzo di gestione e di ripartirlo in favore dei titolari dell'attività nessuno di questi due presupposti è necessario per la nozione giuridica di impresa. Non vi sono ragioni di principio per escludere dal terreno dell'impresa l'attività non-profit.
Professionale... Esercitare l'attività in modo abituale, sistematica e ripetuta nel tempo, anche se eventualmente stagionale.
Organizzata... L'imprenditore coordina, in un organismo gerarchico di cui egli rappresenta il vertice, una serie di fattori della produzione. Organizzazione significa coordinamento dei fattori della produzione.
Liceità... La qualificazione di una data attività come impresa prescinde dalla sua liceità. È imprenditore chi esercita un'impresa anche se in violazione di un obbligo. Le conseguenze dell'illiceità non si producono sul piano della qualificazione dell'attività, se così fosse venendo meno la qualità di imprenditore, sarebbe preclusa l'applicazione della relativa disciplina con pregiudizio nei confronti dei terzi che incolpevolmente siano entrati in contatto con lui. (Impresa illegale e impresa immorale).
Le professioni intellettuali
La libera professione non è impresa. Il privilegio cade e il professionista assume la qualità di imprenditore qualora la sua attività si manifesti in larga prevalenza non attraverso contratti d'opera intellettuale, ma mediante contratti in nulla diversi da quelli propri del settore commerciale: è il caso classico del farmacista, ma potrebbe in futuro riguardare anche altre professioni.
Impresa e spendita del nome
Il criterio generale del diritto privato è quello della spendita del nome, in base al quale un atto è imputato al soggetto in nome del quale è stato compiuto. Se colui che compie un atto non dichiara di agire in nome di un altro, si ritiene che egli abbia agito in nome proprio e l'atto gli è imputato; se invece spende il nome di un altro soggetto, l'atto sarà imputato a quest'ultimo a condizione che l'agente abbia il potere di compiere atti in suo nome.
Il reale dominus dell'impresa sia da ritenersi imprenditore e responsabile delle obbligazioni contratte per il suo esercizio sulla base delle seguenti argomentazioni: necessario collegamento fra potere e responsabilità. La teoria dell'imprenditore occulto. In caso di fallimento di società palese con soci illimitatamente responsabili, estendeva la procedura non solo a carico dei soci noti, ma anche di quelli scoperti successivamente. Attraverso successivi passaggi interpretativi, sanciva la fallibilità della società occulta e in ulteriore progressione del c.d. imprenditore occulto.
L'attuale formulazione ha confermato la fallibilità dei soci occulti di società palese, aggiungendo poi che, dopo il fallimento dell'imprenditore individuale, è possibile dichiarare il fallimento della società alla quale l'impresa sia riferibile. Il tentativo di generalizzare l'art. 2208, in base al quale l'imprenditore risponde delle obbligazioni assunte dall'institore per atti pertinenti all'esercizio dell'impresa anche se quest'ultimo omette di spenderne il nome.
I giudici reputano che l'attività svolta dietro le quinte dal dominus sia essa stessa, e in quanto tale, configurabile come impresa: si parla di impresa fiancheggiatrice la cui attività consiste nel finanziamento e nella direzione dell'impresa principale. La veste di prestanome è assunta da una società di comodo, normalmente una società di capitali.
La capacità per l'esercizio dell'impresa
Tematica dell'esercizio dell'impresa da parte di soggetti legalmente incapaci di agire oppure con capacità soggetta a limitazioni. Non può essere intrapresa una nuova attività ma può solo continuarsi un'impresa preesistente qualora il tribunale, sulla base dell'utilità per l'incapace, rilasci una specifica autorizzazione. Nel caso di esercizio autorizzato dell'impresa è il minore che acquista la qualità di imprenditore godendone i vantaggi e subendone le eventuali conseguenze.
Inizio e fine dell'impresa
Principio di effettività, si diventa imprenditori con l'effettivo inizio dell'attività e si smette di esserlo con la sua effettiva cessazione. Secondo principio, l'acquisto o la perdita della qualità di imprenditore si ricollega a dati formali quali l'iscrizione o la cancellazione del soggetto dal registro delle imprese. Il tutto varia a seconda che l'imprenditore sia una persona fisica oppure una società. Il principio di effettività si applica solo con riguardo alle persone fisiche. Per divenire imprenditore non è necessario avere completato il primo ciclo economico, ma è sufficiente averlo iniziato in modo univoco. La cessazione dell'impresa coincide con la dissoluzione dell'apparato aziendale.
L'imprenditore non può più essere dichiarato fallito decorso un anno dalla sua cancellazione dal registro delle imprese: è possibile, tuttavia, superare il criterio formale, dimostrando il momento dell'effettiva cessazione dell'attività. Per le società l'estinzione della stessa coincide con la sua cancellazione dal registro delle imprese. Il termine annuale decorre espressamente dalla cancellazione della società dal registro delle imprese.
Categorie di imprenditori e normative applicabili
Imprenditore agricolo e imprenditore commerciale
La prima differenziazione all'interno della figura dell'imprenditore riguarda la natura dell'attività esercitata a seconda che sia commerciale o agricola. All'imprenditore commerciale si applica uno statuto speciale dal quale è invece esentato l'imprenditore agricolo. La nozione di imprenditore agricolo assume, allora, un significato di tipo negativo, in quanto funzionale alla non applicazione di una certa disciplina. Accanto ai sottoinsiemi degli imprenditori commerciali e di quelli agricoli, debba necessariamente ipotizzarsi la categoria residuale degli imprenditori civili.
L'imprenditore civile giuridicamente non esiste: gli imprenditori sono agricoli o commerciali. Sono imprenditori commerciali tutti quelli che non sono agricoli.
L'imprenditore agricolo
Nell'ambito delle attività agricole bisogna anzitutto distinguere tra quelle essenziali e quelle connesse. Sono attività agricole essenziali la coltivazione del fondo, la selvicoltura e l'allevamento di animali. Sono attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque. L'impresa è agricola anche quando non abbia alcun nesso operativo concreto con il fondo, ma riguardi comunque il ciclo biologico di un animale o di un vegetale.
All'imprenditore agricolo è parificato quello ittico. L'esonero dello statuto di imprenditore commerciale, pertanto, può essere visto come forma di incentivazione per le attività citate oppure come meccanismo di compensazione per attività che avendo a oggetto non materia inerte, ma vitale, sono sottoposte a un surplus del rischio.
Si reputano connesse quelle attività che in sé agricole non sono ma che se svolte da chi esercita un'attività agricola essenziale sono giuridicamente assorbite da questa. Il codice considera attività oggettivamente connesse quelle dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente da un'attività agricola essenziale e quelle di fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata.
L'imprenditore commerciale
Colui che svolge attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi. Attività intermediaria nella circolazione dei beni. Attività di trasporto per terra, acqua e aria. Attività bancaria e assicurativa. Altre attività ausiliari delle precedenti.
Le dimensioni dell'impresa: il piccolo imprenditore
L'art. 2083 definisce piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Per esclusione tutti gli imprenditori che non rientrano in questa definizione sono qualificabili come medio/grandi. All'imprenditore qualificato come piccolo non si applica, a prescindere dal tipo di attività svolta, lo statuto dell'imprenditore commerciale.
La prevalenza del lavoro proprio e dei propri familiari sugli altri fattori della produzione utilizzati nello svolgimento dell'attività. Il giudizio di prevalenza deve essere effettuato non in senso meramente quantitativo, ma qualitativo ponendo a confronto il lavoro proprio e dei familiari con il complesso degli altri fattori della produzione. Artigiano è chi opera nel settore delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura, può avere sino a quaranta dipendenti senza perdere la qualifica di artigiano. L'adozione della struttura societaria è compatibile con la piccola impresa.
Impresa familiare
Ai familiari devono essere riconosciuti una serie di diritti inderogabili:
- Mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia;
- Partecipare, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato, agli utili e ai beni con essi acquistati nonché agli incrementi dell'azienda;
- Partecipare alle decisioni.
Impresa pubblica
L'imprenditore può essere privato o pubblico. È necessario distinguere l'impresa formalmente pubblica e quella che lo è solo sostanzialmente. Nella seconda categoria formalmente privata, la partecipazione è prevalente dello stato o di altro ente pubblico.
Il caso dell'impresa formalmente pubblica può assumere due distinte configurazioni: impresa-organo, impresa esercitata direttamente dallo Stato o da altro ente pubblico territoriale; ente pubblico economico, l'impresa è svolta da un ente ad hoc, munito di propria personalità giuridica.
Gli enti pubblici economici sono parificati in tutto alle imprese private con la sola differenza dell'esonero dalle procedure concorsuali ordinarie, sostituite dalla liquidazione coatta amministrativa ed, eventualmente, da altre procedure speciali previste nelle rispettive leggi.
Le società
Fondamentale è la distinzione tra società che possono svolgere solo attività non commerciale (la società semplice) e società che possono svolgere ogni tipo di attività, commerciale e no (tutte le altre società).
Lo statuto dell'imprenditore commerciale
Devono iscriversi nel registro delle imprese tutti gli imprenditori indipendentemente dalla natura dell'attività esercitata ed alle dimensioni, con l'eccezione delle imprese-organo, delle associazioni e delle fondazioni, che non esercitino in via esclusiva o principale l'attività di impresa.
Le società soggette a iscrizione nel registro delle imprese devono indicare negli atti e nella corrispondenza la sede della società, l'ufficio del registro presso il quale essa è iscritta e il numero di iscrizione; nonché se la società è in liquidazione. Le società di capitali devono altresì indicare il capitale versato ed esistente sulla base dell'ultimo bilancio.
I dati da iscrivere sono indicati dal codice e da leggi speciali in relazione ai diversi soggetti obbligati. Possono e devono essere iscritti solo atti e fatti la cui iscrizione è prevista dalla legge. La violazione delle norme in tema di iscrizione è punita con sanzioni amministrative. Le iscrizioni nel registro delle imprese hanno efficacia dichiarativa. L'atto o fatto iscritto è opponibile ai terzi anche se essi non ne sono venuti a conoscenza. Per le SPA il principio dell'opponibilità assoluta ai terzi del fatto reso pubblico non opera subito dal momento dell'iscrizione, ma solo decorsi quindici giorni. Per gli imprenditori tenuti a iscriversi nella sezione speciale, la pubblicità non ha valore dichiarativo, ma solo di notizia.
La tenuta di un'ordinata contabilità e della documentazione relativa all'attività svolta è un presupposto intrinseco di ogni attività economica. Il fondamento dell'obbligo consiste nell'esigenza, in caso di dissesto dell'impresa, di ricostruire a posteriori cause della crisi ed eventuali beneficiari di atti di distrazione. Nel sistema del diritto commerciale le scritture contabili sono obbligatorie solo per i soggetti tenuti all'iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese e, per gli enti pubblici territoriali in relazione alle imprese-organo esercitate. Obbligatoriamente qualsiasi imprenditore commerciale non piccolo e qualsiasi società commerciale devono tenere:
- Libro giornale;
- Libro degli inventari;
- Le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa.
Le scritture contabili possono essere utilizzate in giudizio come mezzo di prova sia a favore che contro l'imprenditore che le ha tenute.
La rappresentanza commerciale
Le figure legali di ausiliari dell'imprenditore sono tre (institore, procuratore, commesso) e corrispondono a diversi livelli gerarchici nell'organizzazione aziendale. Sono tutte dotate ex lege di un potere di rappresentanza. L'imprenditore può limitare questo potere con uno specifico atto in tal senso che, però, è opponibile ai terzi solo se iscritto nel registro delle imprese o è effettivamente da loro conosciuto. Questo atto coincide con la procura.
Institore è colui che è preposto dal titolare all'esercizio di un'impresa commerciale oppure di una sede secondaria o di un ramo particolare di essa. È dotato di un potere di rappresentanza generale che si estende a tutti gli atti pertinenti all'esercizio d'impresa. Ha però il divieto di alienare o ipotecare i beni immobili del preponente, se a ciò non sia stato esplicitamente autorizzato. Ogni limitazione è possibile tramite procura. L'institore ha gli stessi obblighi dell'imprenditore per la pubblicità commerciale e la tenuta della contabilità. Il terzo può agire contro il preponente per gli atti compiuti dall'institore che siano pertinenti all'esercizio dell'impresa cui è preposto.
Il procuratore è munito di poteri decisionali autonomi in ambito limitato, ha mansioni e poteri rappresentativi ridotti. Anche a loro si applica la regola per cui il potere di rappresentanza concerne ex lege l'intero ambito delle mansioni loro assegnate. Il commesso è un collaboratore meramente esecutivo dell'imprenditore.
L'azienda
Nozione di azienda
Complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. L'azienda è quindi la destinazione dei beni all'esercizio di impresa. È concepibile anche un'azienda ove nessuno dei beni organizzati per l'esercizio dell'impresa appartenga, a titolo di proprietà o altro diritto reale, all'imprenditore. Avviamento: capacità di attrarre la clientela e generare reddito. Non esiste un requisito dimensionale minimo o qualitativo dei beni che identificano un'azienda se non quello che deriva dal significato che si intenda dare al requisito dell'organizzazione nella definizione di impresa.
Ai fini della circolazione la nozione d'azienda può essere ristretta a quel nucleo di attività la cui organizzazione è essenziale per l'esercizio dell'impresa. Ramo azienda, complesso di beni idonei a dar luogo a un'azienda oggetti...
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