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congiuntiva per alcuni atti,mentre per tutti gli altri l’amministrazione disgiuntiva.

Ordinaria e straordinaria amministrazione:non ci sono regole che disciplinano cosa è ordinario e cosa

è straordinario. Straordinaria amministrazione: si dice che sono una serie di operazioni scritte nell'atto

costitutivo. L'elenco però non è tassativo,bisognerebbe scrivere un elenco di cose di straordinaria

amministrazione e solo quelli scritti nelle statuto sono atti di straordinaria amministrazione.

Amministrazione congiuntiva:eccezione dell’unanimità del terzo comma 2258:i singoli amministratori

non possono compiere atti da soli salvo per interventi urgenti.

Amministrazione disgiuntiva:in caso di opposizione decidono i soci in base a maggioranza alla

partecipazione agli utili. Può però succedere che un socio che non sia amministratore ma la sua

partecipazione agli utili è fondamentale,in questo caso non sarebbe possibile opporsi perché il suo

50+1sulla partecipazione agli utili lo fa vincere,prende lui le decisioni.

Soci amministratori e non amministratori:nell'atto costitutivo si può decidere che solo alcuni soci siano

amministratori e altri no,oltre che nell'atto costitutivo i soci possono indicare questo aspetto anche

nell'atto separato. L'indicazione degli soci amministratori nell'atto costitutivo o in quello separato che è

un atto materialmente distinto da quello costitutivo e che viene anche questo,insieme a quello

costitutivo,depositato nel registro delle imprese,ma è materialmente distinto. Si indicano nell'uno o

nell'altro per i fini della revoca dalla facoltà di amministrare:art 2259:la legge distingue le due

ipotesi:non ai fini della nomina ,a ai fini della revoca. Non ai fini della nomina perché il potere di

amministrare è collegato alla qualità di socio,quindi in quanto socio ha comunque il potere di

amministrare,è possibile però indicare chi è amministratore,se indicato nell'atto separato interessa solo

per individuare la regola per la revoca dell’incarico dell’amministrazione. Se è nominato nell'atto

costitutivo l'amministratore può essere revocato dalla carica di amministratore solo per una giusta

causa e non dalla qualità di socio,se nominato in atto separato può essere revocato secondo le regole

del mandato,cioè può essere revocato anche senza giusta causa,l'importante è che ci sia l'accordo tra

tutti i soci che hanno dato l'incarico per poterlo revocare.

Terzo comma:ogni socio può chiedere la revoca per giusta causa.

Obblighi e responsabilità degli amministratori:art 2260:l'amministratore deve comportarsi con diligenza

del mandatario,cioè la diligenza media del buon padre di famiglia dell’art 1176. Prima della riforma del

2003,sia per gli amministratori di società di capitali che per quelli delle società di persone la regola era

quella della diligenza media perché anche per le società di capitali c’erano le regole sul

mandato,adesso per le società di capitali si richiama la diligenza professionale. Nelle società di

persone non si parla nemmeno di diligenza media,la si ricava dalle regole sul mandato.

Diligenza:in diritto privato è considerata un parametro di valutazione della responsabilità (comportarsi

bene),non è una fonte di obblighi.

Diligenza media:attenzione media da parte di chi opera di operare con avvedutezza,diversa da quella

professionale in cui bisogna essere esperti,è nel caso delle società di capitali,in quelle di persone è

prevista la diligenza media e quindi non sono richieste capacità tecniche.

Secondo comma:soggettività delle amministrazioni,sono responsabili degli adempimenti degli obblighi

che derivano dalla legge e dal contratto di società. Es:se un socio va avanti con un contratto anche se

gli è stato imposto di non farlo,il terzo,ha fatto affidamento sulla bontà dell'operazione,sul fatto che chi

operasse in quel momento era effettivamente un amministratore e quindi il terzo era convinto di

operare con la società,il terzo va tutelato dicendo che egli può rifarsi sulla società e sui soci,ma a loro

volta gli amministratori potranno chiedere il risarcimento all’amministratore che ha provocato il danno.

Es:Accomandante:è un socio che risponde limitatamente a quello che ha conferito,ma ha anche

l’assoluto divieto di amministrare. Se l’accomandante ha rapporti con i terzi i soci sono legittimati a

chiedere i danni nei suoi confronti. Nelle società di capitali ci sono ulteriori profili di responsabilità: gli

amministratori risponderanno nei confronti della società,nei confronti dei creditori sociali e nei confronti

dei singoli soci o terzi. Invece nelle società di persone il legislatore ha solo previsto l’ipotesi della

responsabilità contrattuale dell’amministratore nei confronti della società in violazione di obblighi.

responsabilità contrattuale:deriva dalla violazione di obblighi precisi,preesistenti. (art 1218)

Responsabilità extracontrattuale:violazione di obblighi generici. (art 1283)

È possibile che ci siano soci non amministratori. Gli amministratori possono essere indicati nell’atto

costitutivo o nell’atto separato. I soci non amministratori hanno dei diritti indicati dall'art 2261:hanno un

diritto di informazione che viene modulato dal legislatore nell'art 2261:devono avere notizia degli

svolgimenti degli affari sociali,non implica che gli amministratori devono comunicare ai soci non

amministratori tutto quello che fanno,sono i soci non amministratori che chiedono di quella determinata

operazione,di consultare i documenti relativi all’amministrazione (diritto di ispezione e controllo) .

questo è un potere fortissimo che hanno i soci amministratori perché il diritto di consultare i documenti

relativi all’amministrazione è un diritto che i soci hanno di vedere tutte le ricevute,tutte le carte e la

contabilità. Questa è una richiesta che i soci non amministratori possono fare ai soci amministratori.

Dal punto di vista operativo il socio non amministratore sarà condotto dal socio amministratore presso

la sede sociale per effettuare il controllo che di solito è uno studio di commercialisti. Questo diritto è

molto forte ma si presta anche a degli abusi:se il socio non amministratore chiede ogni settimana la

verifica della contabilità,diventa un problema e questa è considerata un ipotesi di abuso del diritto.

Questo spetta al socio non amministratore ma solo in qualità di socio,i terzi non possono mai vedere la

contabilità. Sono considerati quindi co-imprenditori.

Ottenere il rendiconto ogni anno:è il bilancio,per il quale non sono previste regole particolari,di regola

la società di persone fanno la situazione della situazione patrimoniale ma non sono vincolati agli

schemi delle società di capitali. Anche se si parla di rendiconto questo è un bilancio. Perché il

legislatore parla di rendiconto? Perchè fa riferimento alle regole sul mandato:il mandante ha diritto di

ricevere dal mandatario il rendiconto,cioè il risultato dell’attività per la quale si è dato un particolare

incarico.

Quindi i poteri dei soci non amministratori sono:diritto ad avere notizia degli svolgimenti degli affari

sociale,di consultare la documentazione e avere i rendiconto.

Utili:ciascun socio in quanto tale ha diritto alla partecipazione agli utili,indicato nell'art 2262:una volta

accertati gli utili,c’è il diritto soggettivo da parte dei soci di partecipare agli utili nella misura prevista

dall’atto costitutivo. Se esso non prevede nulla:2263:se non è previsto nulla,nella misura in cui

partecipo al capitale partecipo anche in quella misura agli utili. Se non si prevede nulla,se sono 5 soci

tutti avranno il 20%. Secondo comma:socio d'opera:deve essere scritto nel contratto di società o il

giudice lo decide secondo equità. Terzo comma:presunzione di partecipazione al capitale sociale che

coincide alla misura di partecipazione agli utili che coincide con la misura di partecipazione alle

perdite.

Tutte queste presunzioni operano solo se non ci sono previsioni nell'atto costitutivo,ma incontra un

limite forte che opera per tutte le società di persone e di capitali indicato dall’art 2265:divieto del patto

leonino:espressione del principio secondo cui i soci partecipano alla società perché vogliono dividersi

gli utili,quindi è considerato contrario con una clausola del contratto di società il fatto che uno partecipi

alla società per partecipare solo alle perdite (patto nullo)e anche quello dove si partecipa solo agli utili.

C'è una presunzione di coincidenza nella misura di partecipazione degli utili e delle perdite,posso

prevedere che partecipo maggiormente agli utili e in modo inferiore alle perdite o il contrario,ma è nullo

il patto con il quale si prevede di partecipare solo a uno dei due. 2264:ipotesi della determinazione del

contenuto dell'oggetto del contratto riservata ad un terzo,entro certi limiti è possibile che l’atto

costitutivo non preveda una misura di partecipazione agli utili e alle perdite e rimetta la decisione a un

terzo.

La rappresentanza:art 2266:la società acquista diritti e assume obblighi per mezzo dei soci che ne

hanno la rappresentanza,si fa riferimento alla società (soggettività delle società di persone). Per

mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza=rappresentanza come istituito di diritto di

rappresentanza(rappresentanza di società),contrapposto a institori,procuratori e commessi

(rappresentanza commerciale).

Soci che ne hanno la rappresentanza sia per lo stare in giudizio,sia per avere diritti e obblighi.

Rappresentanza del diritto processuale e sostanziale,i soci che hanno la rappresentanza sostanziale

ha anche la rappresentanza processuale.

Secondo comma:se non ci sono disposizioni diverse dal contratto,la rappresentanza spetta a ciascun

socio amministratore e si estende a tutti gli atti racchiusi nell'oggetto sociale,atti pertinenti

all'amministrazione e si estende a tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale. È un limite soggettivo

legato al socio amministratore e un limite oggettivo legato al fatto che l’atto deve rientrare nel contratto

sociale. Atto pertinente all’amministrazione=rientra nel contratto sociale che è un limite al potere di

rappresentanza,è un limite legale vuol dire che è un limite sempre opponibile nei confronti dei terzi, se

il legale rappresentante contratta al di fuori degli oggetto sociale,la società non è obbligata e il terzo

non può chiedere l’adempimento alla società. Il terzo che diligentemente contratta con un

amministratore della società deve informarsi su quale sia l’oggetto sociale della società.

Terzo comma:le modificazioni e estinzione dei poteri di rappresentanza sono regolate dall'art 1396.

Distingue le modificazioni e l'estinzione,cioè quei limiti originari. Eventuali limitazioni originarie di

rappresentanza sono sempre opponibili nei confronti dei terzi. Occorrono alcune cose:1396:la

modificazione o estinzione del potere rappresentativo,per essere opponibile nei confronti dei terzi,deve

essere portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei. Nel 2001 si modifica la disciplina

dell'imprenditore agricolo(si iscrive nella sezione speciale con efficacia dichiarativa,di rendere

opponibile e efficacia nei confronti dei terzi)e si iscrivono anche le società semplici,la società che è

utilizzata per fare l'impresa agricola.

Oggetto sociale e limitazioni originarie sempre opponibile ai terzi,limitazioni successive o estinzione

dei poteri amministrativi hanno una regola diversa,devono essere portate a conoscenza dei terzi con

mezzi idonei.

La responsabilità:si distinguono due profili:

• Responsabilità per le obbligazioni sociali:riguarda la responsabilità della società e dei

singoli soci per le obbligazioni che vedono come debitore la società.

• Responsabilità del singolo socio:nel codice è inserito nella disciplina del creditore

particolare del socio. La disciplina del creditore socio riguarda i rapporti di debito in cui il solo

debitore è il socio sulla base di rapporti giuridici estranei alla società (socio che si compra la

casa in montagna)cosa centra?centra sulla base dell'art 2270 il debitore risponde dei suoi debiti

con tutto il suo patrimonio.

La responsabilità per obbligazioni sociali:art 2267 2268 2269 per quanto riguarda i diversi profili della

responsabilità società. Art 2267:creditori della società,qui il debitore è la società e questi creditori

possono far valere il loro diritto sul patrimonio sociale e possono rispondere anche gli altri soci singoli

con il loro patrimonio. La legge pone sullo stesso piano il patrimonio sociale della sociale e quello

personale dei singoli soci. Questa modalità di allargare la base patrimoniale su cui i creditori possono

rivalersi opera anche nei rapporti di diritto privato,sui contratti di fideiussione,dove il garante risponde

in solito con il garantito,si allarga anche qui la base patrimoniale. Qui però è la legge che prevede

questa prassi,la dottrina parla di garanti ex legem della società. La legge dice che rispondono

personalmente e solidalmente,cioè illimitatamente,con tutto il patrimonio personale e sulla base di

un’obbligazione solidale. di tutti i soci,salvo che abbiano pattuito una limitazione di

responsabilità,quindi Nella società semplice per le obbligazioni sociali rispondono la società e i soci

solidalmente e illimitatamente responsabili.

Il debito è della società e non del singolo socio e la legge disciplina l’eventualità in cui risponde il socio

per la società nell'art 2268:questa regola va messa insieme con la responsabilità solidale:il socio

richiesto dal pagamento del creditore sociale ha un alternativa:o paga,o non paga. Se paga sulla base

delle regole di obbligazione solidale estingue il rapporto obbligatorio e diventa titolare di un’azione di

regresso,che avrà come primo destinatario la società e poi gli altri soci solidalmente e illimitatamente

responsabili. Può anche non pagare ma per non farlo deve dire che ci sono dei beni nel patrimonio

sociale su cui il creditore si possa agevolmente soddisfare. Qui opera il beneficio della preventiva

espulsione solo con richiesta del soggetto del pagamento,questa regola pone il socio di avvantaggiarsi

della preventiva espulsione solo nel momento in cui la opponga validamente al creditore,quando è

valida questa eccezioni di preventiva espulsione?solo quando riesce a indicare i beni del patrimonio

sociale che possono soddisfare agevolmente il creditore. Agevolmente=Il creditore si può

immediatamente soddisfare(ha un significato più processuale).

Il socio a cui viene richiesto il pagamento di un debito della società o paga e va in via di regresso sulla

società e sugli altri soci oppure può beneficiare della preventiva espulsione ma per poter essere

eccepito deve indicare i beni della società su cui il creditore può agevolmente soddisfarsi.

Secondo comma:la legge completa la disciplina:fa riferimento al patto col quale i soci possono

attribuire il diritto ad alcuni di esse di rispondere limitatamente e non illimitatamente,va a spiegare

l'inciso del primo comma:salvo patto contrario,che prevede la limitazione della responsabilità o

l'esclusione della società. Nella società semplice rispondono delle obbligazioni sociali la società e i

soci illimitatamente responsabili perché è possibile che i soci pattuiscano che alcuni di loro abbiano

una responsabilità limitata a quello che hanno conferito. Il patto deve essere portato a conoscenza dei

terzi con mezzi idonei,il patto di limitazione è sempre valido,può essere sempre fatto ma deve essere

reso opponibile (efficace) nei confronti dei terzi e questo avviene con la pubblicità. Mezzi idonei se si

tratta di una società semplice è l’iscrizione al registro delle imprese.

Responsabilità del nuovo socio art 2269:dal momento in cui entra a far parte della società già costituita

risponde di tutte le obbligazioni come se fosse stato socio dal primo giorno. Se un socio esce dalla

società fino a quando risponde dei debiti?2290:dal momento in cui un socio esce dalla società (morte

recesso o esclusione)continua a rispondere delle obbligazioni pregresse fino al momento in cui è

uscito dalla società. Finché non è reso noto ai terzi che sono uscito dalla società,essi possono

continuare a chiedermi di pagare le obbligazioni ma per quelle successive alla mia uscita dalla società

che non era stata resa pubblica ai terzi,posso rivalermi integralmente sugli altri socie e sulla società

ma nei confronti dei terzi devo pagare comunque. Anche se esco dalla società attraverso il

recesso,anche se la società non è d’accordo con il recesso e lo contesto,esso è valido quando lo

comunico alla società,i terzi possono chiedermi il pagamento ma poi posso rivalermi integralmente sui

soci e sulla società.

Creditore particolare del socio:art 2270:il creditore particolare del socio fino allo scioglimento della

società può:far valere i diritti di credito sugli utili spettanti al socio e può compiere atti conservativi sulla

fonte di liquidazione che gli spettano,il creditore può farsi assegnare il pagamento come utili che

spetteranno in futuro al socio oppure può chiedere il sequestro su tutti gli utili che gli spetteranno in

sede di liquidazione o sulla sua quota.

Il secondo comma:il creditore particolare del socio può chiedere alla società subito la liquidazione della

quota del socio debitore. Il creditore dovrà dimostrare che il socio non ha altri beni (non ci sono

distinzioni tra mobili o immobili)se non la quota di partecipazione nella società. Solo se non sono

sufficienti i beni mobili o immobili del debitore,il creditore chiede la liquidazione della quota del socio.

La quota deve essere liquidata entro 3 mesi dalla domanda se è un caso particolare(del creditore),ma

normalmente,nei casi di morte,recesso ed esclusione è entro 6 mesi.

Si diventa soci facendo i conferimenti,automaticamente facendo la liquidazione della mia quota non

sono più un socio della società. Però anche essendo automatica,per essere opponibile nei confronti

dei terzi,devo scrivere nel registro la cessazione.

Esclusione della compensazione:2271:non è ammessa la compensazione tra il debito che un ha verso

la società e il credito verso un socio. Un terzo che è sia debitore verso la società e creditore verso il

socio. Questa regola vuole coordinare i due profili della responsabilità,vuole evitare di far pagare alla

società i debiti del socio.

Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio:2284 ss:bisogna distinguere lo scioglimento

del rapporto sociale limitato ad un socio e nella sua interezza,perchè se la società ha un contratto di

comunione di scopo,essa può andare avanti anche senza un socio.  

La legge a proposito dello scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio individua 3

ipotesi:morte,recesso ed esclusione.

La morte del socio:2284:gli altri soci devono obbligatoriamente liquidare la quota agli eredi a meno che

non decidano di sciogliere la società,in questo caso,tutto deve essere liquidato a tutti i soci,prima

bisogna pagare i creditori sociali e quello che rimane va distribuito ai soci superstiti e agli eredi. Terza

soluzione che dipende dai soci e dagli eredi del socio:scelta di continuare la società con gli eredi ma

solo se essi acconsentono. serve il consenso degli eredi perché essi diventano dei soci che entrano in

società,quindi devono rispondere anche degli obblighi preesistenti alla loro entrata (art 2269). Gli

eredi,dal momento in cui liquidano la quota sono dei creditori della società e quindi sono rimessi alla

volontà dei soci superstiti come nel caso dei creditori particolari del socio perché nel 2270 secondo

comma e nel 2284 lo scioglimento della società diventa un modo di non pagare il creditore

particolare,questo è un principio che si applica ad tutte le ipotesi di scioglimento parziale del rapporto

sociale,quando si liquida un terzo,i soci della società possono decidere di sciogliere la società.

Salve diversa disposizione a contratto sociale:si fa riferimento alle clausole di successione che

possono essere previste nel contratto sociale,che vengono classificate in:

• Clausole di successione facoltativa:clausola per la quale i soci si impegnano fin dalla

stipulazione del contratto di società a continuare la società con gli eredi se qualcuno di loro

viene meno. Si impegnano a continuarla con gli eredi. Questa clausola è considerata

sicuramente valida perché anticipa al momento della conclusione del contratto la scelta

eventuale e futura i soci che poterebbero fare quando qualcuno di loro muore. In questo caso

non c’è l’obbligo di liquidare la quota ma scatta solo se gli eredi non vogliono continuare la

società.

• Clausola di successione obbligatoria:questa clausola implica che l'obbligo riguardi sia i

soci superstiti sia gli eredi,in caso di morte di uno dei soci,i soci e gli eredi si obbligano a

continuare. Gran parte della dottrina afferma che è una clausola nulla perché va a obbligare

quelli che un domani saranno gli eredi. Chi ne sostiene la validità afferma che quando un

soggetto muore,il suo patrimonio è a disposizione degli eredi che possono accettarlo oppure no.

Se l’obbligo viene accettato e non viene adempiuto c’è il risarcimento del danno.

• Clausole di successione automatica:dal momento in cui il socio muore gli eredi

automaticamente vengono a far parte del contratto di società. Automaticamente si trovano a

rispondere dei debiti preesistenti. La dottrina maggioritaria afferma che questa clausola va

contro il divieto dei patti successori. Ma in certi casi sono ammessi i patti successori,per es nel

patto di famigli che consente di individuare tra gli eredi chi continua l'attività d’impresa. Quindi

per una parte della dottrina dovrebbe essere valida anche la clausola di successione. L'erede

può accettare con beneficio di inventario,in questo caso,si risponde solo nei limiti dell'attivo. Per

buona parte della dottrina le clausole di successione automatica sono nulli,altri mettono in

evidenza che non sono sempre nulli perché è ammesso il patto di famiglia e che si può solo

rispondere con beneficio di inventario.

Il recesso:2285

• Recesso legale:riferimento a 2 distinte ipotesi previste nei primi 2 commi:

-primo comma:ogni socio può recedere dalla società a tempo indeterminato per tutta la vita di uno

dei soci. la società semplice ma anche tutte quelle di persone,possono essere a tempo determinato

o indeterminato,cioè senza prevedere una scadenza per la società. Se la società è prevista a

tempo indeterminato, ogni socio può recedere in qualsiasi momento e senza motivazione (detto

anche recesso con preavviso). Deve dare un preavviso di 3 mesi. Quando il socio comunica il

recesso inizia a trascorrere il periodo di 3 mesi,quindi vuol dire che il valore della suo quota e la

responsabilità verso i terzi si protrae ancora per tre mesi dal momento della comunicazione. Il socio

prima di entrare in possesso della sua quota di liquidazione devono passare 6 mesi,sommati ai 3

precedenti della comunicazione del recesso. La legge equipara la società a tempo indeterminato

anche se ha un termine fissato molto lontano,può essere considerato a tempo indeterminato.

Società a tempo determinato o a società per vita di un socio sono tutte società a tempo

indeterminato e quindi dove il socio può uscir esercitando il recesso con preavviso. Dal momento in

cui arriva la società a scadenza la società si scioglie,e quindi ogni socio matura un diritto alla quota

di liquidazione. Per modificare l’atto costitutivo,cioè per protrarre la durata della società occorre il

consenso di tutti i soci. se si fissa invece un termine di almeno 10 anni tutti i soci devono rimanere

nella società per almeno 10 anni.

-secondo comma:recesso per giusta causa:può essere fatto valere se è a tempo determinato o

indeterminato. Ha la caratteristica di essere subito efficace dal momento che viene reso conoscibile

ai soci e alla società. Conta la motivazione del recesso perché in caso di contestazione il giudice

va a verificare la motivazione del recesso è stata una giusta causa di recesso.

• Recesso convenzionale:si fa riferimento alle clausole previste nello statuto.

 

L'esclusione:è una delle 3 ipotesi legali per il socio che non c’è più,legali perchèsono previste dalla

legge in cui il contratto continua tra i soci superstiti e cessa per il socio che manca.

L'esclusione è prevista in 3 articoli:2286 2287 2288

2286:esclusione per varie ipotesi:

1)per gravi inadempienze (richiama la risoluzione)questa ipotesi di inadempienza è un'ipotesi di

risoluzione del rapporto contrattuale limitatamente a un socio. Violazione di legge o dello statuto.

2)Interdizione o inabilitazione del socio,cioè la perdita totale o parziale della capacità di agire,capacità

di agire viene meno del tutto o in parte,non si fa riferimento all’amministrazione di sostegno.

Interdizione:pena accessoria a una condanna penale.

3)secondo comma:ipotesi dei conferimenti:3 categorie socio d opera bene in godimento e bene non

trasferito. Tutte le ipotesi in cui il socio doveva operare un trasferimento e non l'ha operato. laddove il

socio d'opera diventa non idoneo al suo lavoro viene escluso,non è un ipotesi di grave inadempimento

perché qui non conta il motivo. La stessa cosa è per il perimento della cosa data in godimento,se la

cosa conferita in proprietà va distrutta sarà la società a rispondere,se invece era stata affidata ad un

determinato socio grava sul socio stesso. Può essere escluso il socio che si sia impegnato a trasferire

la cosa ma non è stata trasferita,indipendentemente dalla ragione per cui non trasferisce la cosa si

prende in oggetto il fatto che non ha trasferito la cosa e il socio può essere escluso. (socio

d’opera,perimento della cosa in conferimento e mancato trasferimento). Socio si era impegnato a fare

un conferimento e per qualche ragione non l’ha effettuato.

Sono tutte ipotesi di esclusione facoltativa:la decisione spetta agli altri soci,se il socio è

interdetto,viene escluso sulla base di un particolare procedimento che porti la decisione agli altri soci.

La legge lascia la piena libertà ai soci di escludere o meno i soci.

Come deve essere decisa?art 2287:l'esclusione è sempre decisa a maggioranza dagli altri soci.

Decisione non vuol dire che i soci devono riunirsi in un assemblea,possono anche dare il loro voto

anche sulla base di modalità non assembleari. A maggioranza:maggioranza per capi,ognuno vale uno.

Questa soluzione si ricava dall'ultimo comma,la decisione viene assunta per maggioranza e si calcola

per testa,indipendentemente dalla partecipazione al capitale e agli utili. Ha effetto decorsi 30 giorni

dalla data di comunicazione dell’ esclusione al socio,una volta deciso,la decisione deve essere

comunicata al socio e una volta comunicata iniziano a correre i 30 giorni,se nel corso dei 30 giorni non

ci sono obiezioni,il socio finiti i 30 giorni è escluso.

Art 2288:riferimento all'esclusione di diritto,ipotesi che il legislatore reputa incompatibili con l'essere

socio della società e automaticamente quando si verifica si scioglie il rapporto sociale:

-socio che sia dichiarato fallito. Fallisce solo il socio per attività che non c'entrano nulla con la società e

non la società stessa.

-effettiva liquidazione della quota del socio al creditore particolare.

Le 2 ipotesi quindi sono la stessa ipotesi,cioè quella del socio il cui patrimonio personale è insufficiente

e si vede liquidata la sua quota a favore del creditore particolare o del suo curatore del suo fallimento.

L'esclusione è facoltativa e di diritto,che è automatica. La prima riguarda 3 ipotesi:gravi inadempimenti

del socio,incapacità di agire o mancata esecuzione del conferimento. Nelle ipotesi facoltative viene

decisa l'esclusione a maggioranza per capi dei soci,l’esclusione non si verifica subito,deve essere

comunicata al socio e decorsi 30 giorni senza impugnazione non è più socio. Esclusione di

diritto:creditore particolare del socio e fallimento del socio. sono riconducibili all’ipotesi di liquidazione

della quota del socio ai creditori particolari.

Come si determina la quota da liquidare?art 2289:pone una regola fondamentale:il socio non ha diritto

alla restituzione di beni ma solo a una somma di denaro anche se ha conferito beni in godimento.

Secondo comma:Si deve tener conto della situazione patrimoniale della società nel giorno in cui si

verifica lo scioglimento che può essere diverso a seconda delle ipotesi viste. (Es:la morte,nel giorno

del decesso,se recesso automatico è lo stesso giorno in cui viene comunicato,con preavviso di 3 mesi

è finiti i 3 mesi,esclusione se automatica è subito,deliberata è entro 30 giorni). Valore della quota fatta

sulla base della situazione patrimoniale,la quale,dice il terzo comma,deve tener conto anche delle

operazioni in corso che non si sa come vadano a finire. Quando si parla di situazione patrimoniale si

deve far riferimento alla situazione del patrimonio da contabilizzare,(avviamento:è un valore che deve

essere iscritto solo se avviato,metto esclusivamente l'insieme dei debiti e crediti dell'impresa,non

iscrivo la capacità di reddito ma la dottrina dice che bisogna tenerne conto per la determinazione della

quota del socio receduto o escluso) operazioni in corso,patrimonio della società e dell’avviamento. Per

non pagare si può decidere di sciogliere la società.

Art 2290: responsabilità del socio uscente e dei suoi eredi(responsabili per le obbligazioni sociali fino

al giorno in cui si verifica lo scioglimento del rapporto sociale),lo scioglimento deve essere portato a

conoscenza dei terzi con mezzi idonei,fa riferimento alle modalità con la quale si rendono opponibili

nei confronti dei terzi,cioè l’iscrizione al registro delle imprese.

Scioglimento della società nel suo complesso:quando si scioglie la società semplice:2272:

• per il decorso del termine: la società semplice può essere a tempo determinato o

indeterminato,questo fa riferimento al caso che sia a tempo determinato,se è a tempo

indeterminato questa ipotesi di scioglimento non può operare e si va a integrare l'ipotesi di

recesso con pre avviso di 3 mesi. Giunti alla scadenza la società si scioglie. La società può

essere a tempo determinato e poi può essere prorogato a tempo indeterminato con una

decisione dei soci o semplicemente con una continuazione dell'attività da parte dei soci.

Scioglimento della società non vuol dire che cessi l’attività d’impresa,vuol dire che si verificano

determinate condizioni che giustificano dei cambiamenti dell’attività da ordinaria a finalizzata

alla liquidazione. Questa però è solo una presunzione della legge,anche se si verifica un’ipotesi

di scioglimento della società i soci possono continuare l’attività come prima,in questo caso si

verifica una modificazione tacita del contratto sociale. Occorre l'unanimità per una

modificazione tacita o espressa,quando entra nell'ipotesi di scioglimento,la proroga tacita non si

può avere se un socio vuole la liquidazione. Se è a tempo indeterminato il socio deve recedere.I

soci,se la società a tempo determinato possono continuarla questa se la proroga tacita. Se è a

tempo indeterminato,se c'è la volontà tutti i soci matureranno il diritto di recesso di 3 mesi. Se

invece il socio vuole la liquidazione alla scadenza non si può proseguire con la società.

• per volontà di tutti i soci: tutti i soci fanno una modifica dell'atto costitutivo,tutti i soci

modificano la data nell'atto costitutivo,ribadisce l'art 2252 in materia di modificazione del

contratto sociale.

• quando viene a mancare la pluralità dei soci se nel termine di sei mesi: le società di

persone non possono esistere con un solco socio,la legge tollera un solo socio solo per un

periodo di 6 mesi (entro il quale viene liquidato il socio che esce o gli eredi del socio). Nella

pratica succede che se un socio rimane da solo dopo sei mesi si dovrebbe sciogliere la società

ma invece molte volte continua la sua società e il registro delle imprese non lo può cancellare

perché va avanti con la società. A volte può applicare un decreto del presidente della repubblica

che prevede la cancellazione di ufficio della società con un solo socio anche se va avanti.

• per il conseguimento dell’oggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di

conseguirlo: momento successivo alla costituzione,se l'oggetto fosse impossibile o illecito dal

momento della costituzione è un problema di nullità del contratto,qui si parla di conseguimento

dell'obiettivo sociale e poi si scioglie o sopravvenuta impossibilità dell'oggetto sociale di

conseguirlo.

• per altre cause previste dal contratto sociale: Altre cause previste nel contratto

sociale:nel contratto sociale sono previste specifiche ipotesi di scioglimento della società,per

esempio quella che prevede che se non c'è un determinato socio,la società si scioglie.

L'ultima ipotesi è legata alla volontà dei soci,le altri sono legali.

Le cause di scioglimento della società sono di diritto,non c’è bisogno che i soci facciano qualcosa di

particolare ma automaticamente si scioglie e automaticamente la società entra nella fase di

liquidazione,dal punto di vista dei soci ciascun socio può far valere il suo diritto di ottenere la quota

parte del residuo della società una volta pagati i debiti. È un procedimento non irreversibile ma è

sempre possibile revocare,perché i soci possono decidere di ricominciare a svolgere la società ma

devono rinunciare ai diritti di liquidazione alla quota del patrimonio,quindi queste decisioni vanno prese

all'unanimità.

Come si capisce cosa vogliono fare i soci?(se vogliono liquidare la società o no) nei fatti può essere

complicato ed è importante capirlo perché quando si entra nella fase di liquidazione gli amministratori

devono fare delle cose specifiche e dopo devono subentrare i liquidatori della società,art 2274:quando

la società è nella fase di liquidazione,i soci amministratori hanno una forte restrizione che la porterà

alla morte,non possono intraprendere attività nuove e questa situazione continua finché non vengono

presi provvedimenti necessari per la liquidazione:art 2275:quando si verifica l’ipotesi di scioglimento gli

amministratori devono compiere solo attività funzionali al chiudere l'attività e va avanti fino a quando

non si liquida la società. Per vedere quando si è in questa situazione si va a vedere nel contratto

sociale dove ci sono le modalità dello scioglimento o in quel momento possono decidere come sciolgo

la società e se no devono nominare i liquidatori della società per fare il contratto di passaggio di

consegne:art 2277:gli amministratori devono mettere i liquidatori in condizione di capire cos'è

successo alla società (situazione patrimoniale e finanziaria della società). Di solito i liquidatori sono gli

stessi amministratori oppure il commercialista della società.

I liquidatori hanno un divieto indicato dall’art 2279:non possono intraprendere nuove operazioni,cioè

quelle che non sono mera esecuzione di contratti o affari già conclusi,se no rispondono personalmente

e solidalmente. Da un punti di vista pratico potrebbe essere problematico distinguere cosa è

continuazione o cosa nuova operazione.

Pagamento dei debiti sociali:i liquidatori devono svolgere la loro attività finalizzata al pagamento dei

debitori della società,finché non si è pagato i creditori non si possono effettuare ripartizioni

dell’attivo:2282:problema del socio d'opera che non partecipa alla ripartizione dell’attivo,al rimborso dei

conferimenti ma solo all’eccedenza,perché è surplus,utili.

Conferimenti in godimento:2281:regola che si applica anche se il socio è uscito dal rapporto sociale

anche prima dello scioglimento della società. Il socio ha solo diritto a una somma di denaro.

La società in nome collettivo,è la seconda società di persone.

Disciplinata dal art 2291 ss. 2291:è rubricato come nozione,quindi il codice fornisce una definizione

della società in nome collettivo. La particolarità è che la società in nome collettivo viene definita sulla

base della regola della responsabilità:non da davvero una definizione dello schema organizzativo ma

della regola della responsabilità che è una regola inderogabile,cioè sempre e comunque tutti i soci

rispondono solidalmente e illimitatamente. Prima differenza dalla società semplice,dove non era

prevista una definizione,un riferimento alla responsabilità ma c’era l’art 2267 in materia di obbligazioni

sociali dove tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente se non c è un patto contrario,possono

esserci soci che rispondono limitatamente,nella società in nome collettivo tutti rispondono

illimitatamente(rapporto con i terzi). Secondo comma:non ha effetto nei confronti dei terzi,se i soci

fanno un patto di limitazione della responsabilità esso è valido solo tra i soci e non può essere fatto

valere nei confronti dei terzi,anche se i terzi sono a conoscenza del patto di limitazione tra i soci. Nella

società in nome collettivo regola che tutti o soci rispondono solidalmente e illimitatamente. Efficacia

interna:non potrà opporre la limitazione nei confronti dei terzi ma in sede di regresso può chiedere il

risarcimento agli altri soci.

Le altre regole sulla società in nome collettivo:il codice dice che quello che non c è scritto sugli articoli

si va ad applicare le regole delle società semplici (2293).

Prima regola della società in nome collettivo:obbligo di iscrizione nel registro delle imprese. Nel codice

del ‘42 si doveva iscrivere solo imprenditore commerciale e le società commerciali(tutte le società

tranne quella semplice),a questo proposito l'art 2296 è rubricato pubblicazione e fa riferimento

all’obbligo di iscrizione. Si parla di atto costitutivo con sottoscrizione autenticata,nei registri pubblici

occorre sempre almeno scrittura privata autenticata o un atto pubblico. Obbligo di iscrizione che grava

sugli amministratori (non sul socio in quanto tale) e anche un diritto da parte del socio ad ottenere il

registro della società. Diritto del singolo socio:se gli amministratori non provvedono ciascun socio può

provvedere lui a spese della società. Perché diritto del socio a ottenere autonomamente l'iscrizione se

non hanno provveduto gli amministratori?il diritto è collegato alle conseguenze della non

registrazione:c’é una disciplina particolare per la società non registrata che grava sui soci e quindi c’è

il diritto per ciascun socio di iscrivere la società. La mancata registrazione:art 2297:per capire la

sanzione bisogna capire cos'è disciplinato. L’art fa riferimento ai profili della responsabilità e della

rappresentanza. Se la società è iscritta nel registro delle imprese con riferimento alla responsabilità si

applica la regola degli art 2304-2305. Il primo è quello della responsabilità dei soci nei confronti dei

creditore sociali e 2305:disciplina il creditore particolare per il socio.

Nella società semplice il creditore sociale poteva chiedere il pagamento alla società o al singolo socio

che pagava oppure no indicando beni della società dove poteva agevolmente soddisfarsi,nella società

in nome collettivo la regola di beneficio di esclusione opera automaticamente,il creditore sociale deve

sempre agire sul patrimonio della società e solo se questo e insufficiente potrà colpire il patrimonio dei

singoli soci. Il creditore deve dimostrare di aver riscosso il credito.

Creditore particolare del socio:nella società semplice 2270 dava al creditore l'articolare 3

vie:assegnazione del pagamenti degli utili,possibilità di fare il sequestro in futuro,chiedere la

liquidazione del socio debitore laddove dimostrasse che i suoi beni erano insufficienti. Nella società in

nome collettivo può fare le prime 2 ma non può chiedere la liquidazione del socio finché dura la

società,finché non arriva a scadenza la società.

Rappresentanza:2298:regola sulla rappresentanza delle società in nome collettivo:il limite generale è

quello dell'oggetto sociale(sempre opponibile nei confronti dei terzi) ma dice anche che sono

opponibile nei confronti dei terzi le limitazioni originarie o successive purché iscritte nel registro delle

imprese. Sono opponibili al potere rappresentativo il limite legale e dell’oggetto sociale e le limitazioni

originarie e sopravvenute se iscritte al registro delle imprese.

Cosa succede se la società in nome collettivo non si iscrive nel registro delle imprese?per la

responsabilità 2297:nel caso in cui la società in nome collettivo non si iscrive si applicano le regole

della società semplice,con la sanzione però che sia che sia regolarmente iscritta nel registro delle

imprese o sia che non è regolarmente iscritta,il patto di limitazione della responsabilità non può essere

mai opponibile nei confronti dei terzi. Questo per i creditori sociali e particolari. Se la società non è

iscritta,il creditore particolare può chiedere sempre anche la liquidazione del socio debitore

Secondo comma 2297 riferimento alla rappresentanza:non si applica più la regola del 2298 che

consente l’opponibilità della limitazione del contratto sociale ma si applica la regola della pubblicità di

fatto,niente è opponibile ai terzi salvo che si provi che questi ne erano a conoscenza.

Se la società non è iscritta al registro delle imprese è una società irregolare,l'iscrizione serve non ai fini

della costituzione della società ma ai fini del la regolarità della società,si applicano regole diverse ma

rimane sempre una società. La pubblicità non è mai costitutiva,sempre dichiarativa. La società si può

costituire sia non iscrivendosi al registro delle imprese sia non avendo pattuito un atto

costitutivo,aventi un atto costitutivo non iscritto al registro,in quel caso si parla di società di fatto che è

sempre una società irregolare,ma non sempre una società irregolare e una società di fatto. Perché

quella di fatto deriva da comportamenti concludenti,cioè per es:parlando delle definizione di contratto

che da anche gli elementi necessari per avere un rapporto di società:se dal rapporto tra le parti ci sono

dei conferimenti,un esercizio in comune della finalità economica e finalità di distribuire gli utili. Il

conferimento può anche essere d’opera,basta che le persone comincino a lavorare insieme e che

decidano insieme le strategie da seguire. Alla fine i ricavati e i costi si distribuiscono a metà,questa è

una decisione che riguarda la distribuzione degli utili. Questa e una società di fatto che è una società

che svolge un’impresa commerciale. Quindi è una società di fatto che si inquadra come società in

nome collettivo irregolare,(ci sono tipi commerciale e non commerciali. Se si svolge un attività

commerciale non può essere una società semplice).

Con riferimento alla società imprenditore occulto e società occulta:nel caso in cui l’imprenditore svolga

un’impresa non regolare e poi viene fuori che sono più persone che svolgono insieme l’attività

economica ho una società di fatto che però si può portare al fallimento della società di fatto e anche

dei soci occulti. Con riferimento alla società potrebbe trattarsi di una società occulta quando dal punto

di vista palese non appare,c’è solo un imprenditore. Se poi durante la procedura fallimentare su

scopre che sono più soggetti che svolgono l’attività economica mi trovo davanti a una società occulta

di fatto. La legge fallimentare 147 afferma che si dichiara il fallimento dell’imprenditore

commerciale,della società di fatto occulta e dei soci illimitatamente responsabili. Essendo una società

in nome collettivo,tutti i soci sono illimitatamente responsabili,quindi c’è il fallimento della società

occulta e di tutti i soci occulti. Ipotesi dove la società è palese ma nel corso della procedura

fallimentare vengono fuori altri soggetti,quindi dichiarazione di fallimento dei soci palesi,della società

palese e soci occulti. Imprenditore occulto: formalmente svolgeva un attività ma appariva solo il

prestanome e nella disciplina dell’imprenditore veniva dichiarato il fallimento solo del prestanome.

Nelle società se nell’ istruttoria pre fallimentare si accerta che l’imprenditore individuale esercita in

comune l’ attività con altri si dice che c’è un rapporto di società di fatto,quindi il fallimento si dichiara

della società e i soci illimitatamente responsabili. Abbiamo il fallimento della società occulta e dei soci

occulti. Se c’è una società palese e nell’ambito delle procedure fallimentari vengono fuori altri soci,si

dichiara il fallimento di tutti i soci palesi e occulti e della società.

Differenza tra il fallimento dell’imprenditore occulto e della società occulta:nel rapporto tra imprenditore

occulto e prestanome si individua un rapporto di mandato senza rappresentanza,quindi sempre e

comunque nei confronti dei terzi risponde il mandante,mai il mandatario. Per dire che c’è una

società,non bisogna dimostrare che c'è un mandato ma una codecisione,esercizio in comune

dell’attività d’impresa.

Disciplina della società nome collettivo:2295:prevede il contenuto dell’atto costitutivo. C’è una regola

che dice che l’atto costitutivo deve avere un contenuto minimo. Questa regola è prevista ai fini

dell’iscrizione del registro delle imprese,deve avere una cerata forma (scrittura privata autenticata o

atto pubblico) e questo contenuto indicato dall’art. Sia la forma che il contenuto sono legati

all’adempimento dell’iscrizione nel registro delle imprese. Può esistere anche senza atto costitutivo

(società di fatto).

Cosa deve contenere l’atto costitutivo:generalità dei soci,ragione sociale (nome della società di

persone), come deve essere fatta la ragione sociale:art 2292:nella società in nome collettivo deve

esserci il nome e cognome di uno o più soci con l’indicazione del rapporto sociale (scritta snc).

Secondo comma:Anche se nella società non fa più parte il soggetto il cui nome compare nella ragione

sociale questo può essere legittimo solo dove c’è il consenso del titolare del nome,se no deve

cambiare denominazione sociale.

Bisogna indicare i soci che hanno la rappresentazione e amministrazione della società,se non ci sono

indicazioni tutti i soci sono illimitatamente responsabili e sono tutti amministratori. Se non ci sono

indicazioni c’è la regola dell’amministrazione disgiuntiva. Deve essere indicata la sede primaria e se

c’è quella secondaria dell’impresa. Deve essere indicato l’oggetto sociale anche se di regola

nell’oggetto sociale non è molto circoscritto.

Devono essere indicati se si fanno i tipi di conferimento e il loro valore quando non sono in denaro.

Prestazioni a cui sono soggetti i soci d’opera:conferimento d'opera

Indicazione degli utili,se non ci sono indicati utili ci sono presunzioni in base alle regole(stessa misura

di partecipazione agli utili e alle perdite e divieto del patto leonino).

Altre regole sull'organizzazione delle società in nome collettivo:che riguardano il capitale sociale:il

capitale sociale nella società in nome collettivo ha rilevanza nel caso se la società si iscrive nel

registro delle imprese. Se si iscrive nel registro delle imprese,per le obbligazioni sociale risponde il

patrimonio della società e finché c’è quello non può rifarsi sul patrimonio del singolo socio. Quindi se si

indica un patrimonio sociale bisogna garantire che ci sia davvero quel patrimonio e per fare questo la

legge pone regole particolare per quando riguarda i limiti nella distribuzione degli utili:primo

comma:impedire che i soci si ripartiscono non il surplus ma i conferimento iniziale,cioè il capitale

iniziale,possono ripartirsi l’incremento del patrimonio rispetto all’originario capitale sociale.

Secondo comma:perdita del capitale:quando si ha un patrimonio netto negativo,quando si ha un valore

minore da quello iniziale Perdita di esercizio è legata alla perdita tra costi di produzione e utili.

Perdita di capitale che è diversa dalla perdita di esercizio(differenza tra costi e ricavi in un determinato

esercizio)ma questo non vuol dire che deve essere anche una perdita di capitale,perdita di capitale si

ha quando ho un patrimonio netto negativo,ho un valore minore di quello iniziale. Se ho una perdita di

capitale,gli utili non possono essere distribuiti ai soci perché devono reintegrare il capitale sociale. Se

non riesco ad arrivare alla somma iniziale che avevo,devo modificare l’atto costitutivo dicendo che il

capitale è inferiore e a quel punto posso ridistribuire gli utili.

Capitale sociale in senso stretto:riduzione del capitale sociale 2306:riduzione volontaria o obbligatoria,

qui nelle società di persone è solo volontaria:se vuoi ridurre il patrimonio sociale,bisogna seguire un

procedimento,modificare l’atto costitutivo,depositare la modifica dell’atto costitutivo al registro delle

imprese e poi si può modificare. A quel punto una parte del capitale sociale può essere restituita ai

soci ma la legge dice per tutelare i terzi che non si può fare subito:bisogna decidere la

delibera,iscriverla nel registro delle imprese e a quel punto ciascun creditore può fare opposizione. È

un procedimento soggetto all’unanimità tra i soci ed è soggetta ad un procedimento di regole di

pubblicità iscritta nel registro delle imprese e non deve subire opposizioni da parte dei creditori da

parte dei creditori nel termine di 3 mesi. Solo a quel punto la delibera viene dichiarata efficace.

2301-2302:divieto di concorrenza e obbligo di tenere le scritture contabili.

2301:divieto di concorrenza:il socio può esercitare un’attività diversa se ha il consenso degli altri

soci,non c’è un divieto assoluto,può esercitare l’attività concorrente per conto proprio,per conto altrui o

partecipando come socio illimitatamente responsabile: Riferimento alla concezione particolare del

rapporto di società:i soci di società di persone è come se fossero degli imprenditori individuali,tutti

rischiano e quindi tutti hanno il diritto e dovere di amministrare. Se sono socio illimitatamente

responsabile e limitatamente al l'interno di altre società lo posso fare,non vado a violare il divieto di

concorrenza perché non ci sono tra imprenditore e società.

Secondo comma: il consenso che l’attività si può fare se c’è il consenso degli altri soci. Se c’è la

violazione del divieto terzo comma :risarcimento del danno laddove dimostri che c’è il danno salva

l’applicazione del 2886:esclusione delle gravi inadempienze=non vuol dire che ci deve essere il

danno,se c’è danno la società chiede il risarcimento,se non c’è il danno i soci possono decidere di

escludere il socio che ha operato in concorrenza con l’altra società.

Scritture contabili:2302:gli amministratori devono tenere le scritture contabili:libro giornale,libro degli

inventari e fascicolo della corrispondenza e tutte quelle legate alla dimensione e alla natura della

società. Se anche questa regola è prevista per le società in nome collettivo sulla presunzione che

operi un’attività commerciale,è un obbligo da ricollegare al tipo sociale sia che sia una società che

svolge un’attività agricola o commerciale.

Tutte le azioni hanno valore nominale perché e un rapporto nominale,a volte viene espresso,altre volte

no (azioni senza valore nominale espresso)questa possibilità di emettere azioni senza valore nominale

e per semplificare perché con capitale nominale e un conto se è un conto netto,altra cosa e se ci sono

valori con la virgola e in questo caso e più difficile il calcolo perché bisogna fare degli arrotondamenti.

Si può arrivare a questo per unione di 2 patrimoni di due società o un ridimensionamento della

società.

L'impugnazione delle delibere,l'invalidità delle delibere è il presupposto per l'impugnazione e può

essere di due tipi:nullità e annullabilità ma non centrano con il diritto privato:in privato la nullità è

generale,qui la nullità opera negli specifici casi previsti dalla legge e negli altri casi opera l'annullabilità.

Ce ne rendiamo conto con l'art 2377 secondo comma:le delibere che non sono conformi alla legge o

allo statuto sono delibere annullabili. La nullità è prevista dal 2379:casi specifici in cui si può parlare di

nullità della delibera:mancanza della convocazione della assemblea,illiceità dell'oggetto e mancanza

del verbale. L'annullità opera se c'è un contrasto con legge o atto costitutivo,nel caso di nullità sono i 3

casi specifici.

Mancanza della convocazione dell'assemblea:il legislatore si preoccupa di indicare alcune cose per

precisare:terzo comma:definisce quando si può parlare di mancanza della convocazione che non è

quando questa provenga da un organo di amministrazione o controllo. Indica un'ipotesi che la

giurisprudenza considerava una causa di nullità e con la riforma del 2003 non è più un'ipotesi di nullità.

La mancanza della convocazione vuol dire che non c'è stato alcun avviso inviato ai soci,se l'avviso c'è

stato ma irregolare perché non proviene dal consigli di amministrazione,in quel caso non è nullità ma

annullabilità perché c'è un contrasto con quello che dice la legge. Quando diciamo che la delibera è

nulla per mancanza di convocazione bisogna far riferimento al caso in cui non c'è proprio la

convocazione.

Mancanza del verbale:terzo comma:il verbale non si considera mancante se contiene solo la data

della deliberazione,l'indicazione dell'oggetto e sottoscritto dal presidente dell'assemblea. C'è ma non è

valido,non si capisce cosa si è deliberato,quanti erano i soci,c'è ma non è regolare,è annullabile. Oltre

a questo poi la legge prevede delle ipotesi di sanatoria della nullità:2379 bis primo comma:dal

momento in cui non c'è stata la convocazione ma se sono venuto lo stesso a conoscenza della

delibera,e sono d'accordo con i contenuti,se pur fuori dal contesto dell'assemblea sono venuto a

conoscenza della delibera e sono d'accordo con la delibera stessa,non posso chiedere l'annullamento

della delibera. Secondo comma 2379 bis:mancanza del verbale:può essere sanata mediante un

intervento di verbalizzazione prima della prossima delibera.

Ipotesi di nullità speciali:un'ipotesi è indicata nel primo comma dell'art 2379:se la delibera ha un

oggetto illecito soci o nell'ipotesi di nullità della delibera perché essa ha l'oggetto impossibile o illecito.

Altra cosa è se la delibera decide di modificare lo statuto prevedendo di perseguire un oggetto sociale

illecito:sono ipotesi diverse. Nella seconda ipotesi l'oggetto della delibera è valido (modificazione dello

statuto)ma non l'oggetto sociale da perseguire. Sono trattati in modo diverso queste due ipotesi perché

in caso in cui l'oggetto della delibera è illecito è previsto un termine di prescrizione di 3 anni per

impugnare la delibera,nel secondo caso,previsione di un oggetto sociale illecito,in questo caso

l'impugnazione della delibera non ha limiti di tempo.

Altra ipotesi di nullità speciali:ipotesi in cui si tratti di aumento e riduzione del capitale sociale ed

emissione di prestito obbligazionario:art 2379 ter. Aumento e riduzione del capitale sociale:operazioni

che portano delle modifiche dell'atto costitutivo e quindi queste vanno ad incidere anche sui terzi e non

sono più impugnabili quando sono eseguite,il termine per impugnare è collegato all'esecuzione della

delibera,una volta eseguita non può più essere toccata. Stesso discorsi vale per l'emissione del

prestito obbligazionario che è un prestito che i sottoscrittori fanno alla società,è un mutuo. La società

ha bisogno di finanziarsi e anziché chiedere i soldi in banca emette dei titoli che gli vengono sottoscritti

da consumatori o banche e danno diritto a chi li riceve di avere un capitale. Anche per questo tipo di

decisioni,una volta che la delibera è eseguita non è più impugnabile.

Ultima ipotesi e quella dell'impugnazione dei bilanci. Prima del 2003 se io volevo impugnare un

bilancio fatto anche 15 anni prima lo potevo fare,se mi davano ragione cadevano i bilanci dei 15 anni

successivi perché il bilancio successivo si fonda sui dati di quello precedente. Il legislatore per evitare

che diventi uno strumento di ricatto ha fissato un termine:art 2334 bis:una volta che approvo il bilancio

successivo non posso più impugnare quello precedente.

L'annullabilità:art 2377:primo comma:si fissa la regola per la quale decide la maggioranza,se la

delibera è presa in conformità dell'atto costitutivo,essa vincola tutti i soci. Secondo comma:la delibera

che non sono prese in conformità dalla legge e dello statuto possono essere impugnate dai soci

assenti,dissenzienti o astenuti,dagli amministratori e dall'organo di controllo. I soci però,non è

sufficienti che si siano comportati in modo tale da non far approvare la delibera ma occorre che hanno

una certa percentuale del capitale sociale con riferimento alle azioni con diritti di voto in quella

delibera. Se sono un socio che non ho questa percentuale?si passa dai rimedi reali ai rimedi

obbligatori:quarto comma:i soci che non hanno diritto di impugnare possono solo chiedere il

risarcimento del danno. Il problema in questo caso è nel fatto che io devo dimostrare il danno,come

faccio?è un problema grosso perché posso impugnare la delibera entro 90 giorni dalla data della

deliberazione(sesto comma). Quando c'è la delibera,entro 90 giorni posso impugnare la delibera o

chiedere il risarcimento,per chiederlo devo dimostrare il danno. È molto impegnativo anche perché

molte volte il danno è conseguente all'attuazione della delibera. Quindi molte volte posso solo dire che

c'è un eventuale danno perché è difficile da dimostrare prima dell'attuazione della delibera. Questa

legge ha ridotto l'impugnazione della delibera e gli altri possono chiedere solo il risarcimento del danno

che è molto difficile da dimostrare e quindi chi ha la percentuale del capitale sociale ha una forma di

tutela. Possiamo avere quindi delibere nulle,annullabili o valide anche se contrarie alla legge o all'atto

costitutivo perché non possono essere impugnate da coloro che non hanno la percentuale del capitale

sociale richiesto.

Il procedimento di impugnazione:art 2378:di regola quando si impugna la delibera sul codice c'è

competente il tribunale del luogo dove ha la sede la società ma le ultime riforme hanno introdotto il

tribunale delle imprese che è nel capoluogo di ogni regione. Normalmente si impugna la delibera e c'è

la richiesta della sospensione della delibera. L'impugnazione della delibera serve a poco,sospendere i

suoi effetti che è l'unica tutela effettiva(la richiesta cautelare),è come se venisse congelato il tutto.

Quando si parla di soggetti legittimati si parla di amministratori,che vengono nominati per soggetti e

non come organi,perché gli amministratori qui il legislatore aveva in mente la delibera

dell'approvazione di bilancio,che poi deve essere controllato e approvato dall'organo amministrativo

nel suo complesso,no è detto che tutti siano d'accordo e quell'amministratore può arriviate ad

impugnare la delibera,anche il singolo amministratore lo può fare. Inoltre l'assemblea delibera su

prostata dell'organo amministrativo nel suo complesso e se li nominassimo come organo impediremo

agli organi dissenzienti di impugnare la delibera.

Termine di impugnazione:per il caso di annullabilità c'è il termine solo di 90 giorni,per nullità la regola è

di 3 anni di termine salvo che ci siano le ipotesi speciali,in caso in cui si trovi sostituzione dell'oggetto

sociale con illecito non ci sono limiti di tempo,in caso di delibere di approvazione del bilancio è legato

alla delibera del bilancio successivo e per la variazione di capitale varia.

Amministrazione:i sistemi di amministrazione sono 3:tradizionale,monistico e dualistico. Nel sistema

tradizionale bisogna considerare l'art 2380 bis,primo comma:serve a contrapporre le competenze degli

amministratori con quelle dei soci,rapporto tra questo primo comma e numero 5 del 2364 che riguarda

la possibilità di prevedere che l'assemblea deliberi su particolari argomenti,ferme la responsabilità

degli amministratori per gli atti compiuti,se anche i soci sono indicati a deliberare sulla gestione essa è

di competenza degli amministratori,in ogni caso la gestione e di competenza esclusiva degli

amministratori. Secondo comma:l'amministrazione della società può essere affidata a soci o non

soci,nelle società di persone la regola è che l'amministrazione sia sempre affidata ai soci,qui invece,si

stacca completamente il legame,non c'è un problema di responsabilità dei soci nei confronti dei terzi

perché spetta solo alla società l'obbligo verso i terzi e quindi l'amministrazione può essere data anche

a non soci. Terzo comma:quando l'amministrazione è affidata a più persone queste costituiscono un

organo collegiale,che è il consiglio di amministrazione e decide sempre a maggioranza che si forma

per teste(ogni amministratore vale uno). Non è previsto un numero minimo o un numero massimo,può

essere formato da uno o più soggetti,il più delle volte è composto da un numero dispari per consentire

la maggioranza. Di regola è lo statuto che da le indicazioni a riguardo. Regola della forma dell'organo

collegiale ma può esserci anche un amministratore unico della società. L'amministratore unico c'è

quando viene nominato un unico soggetto per l'amministrazione della società. Gli amministratori

amministrano,poi sono quelli che rappresentano la società nei confronti dei terzi,convocano

l'assemblea e danno esecuzione alle delibere,si occupano e curano la contabilità e redigono il progetto

di bilancio. Le funzioni che la legge da a carico degli amministratori sono inderogabili,lo statuto può

aggiungere compiti ma non può togliere quelli già predisposti dalla legge. Chi nomina gli

amministratori?i primi amministratori sono indicati nell'atto costitutivo e sono nominati dai soci,quindi

l'assemblea. Ci sono regole particolari che riguardano le società privatizzate e quotate che consentono

di mettere particolari clausole dello statuto.

Lo statuto poi può prevedere particolari requisiti,cause di ineleggibilità o incompatibilità. Si mettono

insieme queste due cose che però sono diverse:l'ineleggibilità porta il soggetto che viene candidato ad

essere non eleggibile e se assume la carica decade. Incompatibilità:impone al candidato di scegliere

cosa vuole fare. Può scegliere di conservare la carica che aveva precedentemente o dare la carica ad

un altro. L'ineleggibilità è un meccanismo legale,mentre l'incompatibilità da la possibilità di scegliere.

Art 2383 secondo comma:durata dell'incarico:gli amministratori non possono essere nominati per più

di 3 esercizi,può avere un mandato che dura per uno,due o tre anni. È ammesso un incarico anche

minore di tre anni mentre per i sindaci c'è un incarico di tre anni. Gli amministratori svolgono il loro

interesse nei soci,se non vanno bene vengono sostituiti,i sindaci hanno come organo di controllo

generano un interesse più ampio dei soci,vanno a tutelare anche i soci di minoranza e i terzi perché

garantiscono l'operato dell'attività. Per gli amministratori è sempre possibile la revoca,per i sindaci è

più complessa anche la revoca,ma sia amministratori che sindaci possono sempre dimettersi. Terzo

comma:gli amministratoti sono rieleggibili,lo statuto può fissare un termine fino a tre anni o inferiore ma

quando giungono a scadenza del mandato sono rieleggibili. Ma è possibile sempre revocare gli

amministratori,la revoca viene fatta dai soci.

La revoca può essere fatta sempre e comunque ma se avviene senza causa è dovuto il risarcimento

del danno. Senza giusta causa=senza che sia stato compiuto un atto pregiudizievole che porti alla

revoca. Il risarcimento consiste negli stipendi di cui avrebbe goduto fino alla fine dell’incarico. Può

succedere che uno si dimetta,muoia o che venga revocato. In questi a casi all'organo di

amministrazione deve esserci una sostituzione indicata dall'art 2386:se resta in carica la maggioranza

degli amministratori nominati dall'assemblea,in questo caso si conserva il filo tra amministratori e

soci,perché l'organo amministrativo decide a maggioranza e quindi se è in carica la maggioranza è

come se fosse ancora in carica l'organo amministrativo,i nuovi amministratori che verranno nominati

restano in carica fino alla prossima assemblea. Se viene meno gli amministratori che non intacca la

maggioranza,in questo caso gli stessi amministratori nomineranno i soggetti per integrare l'organo

amministrativo. Questo si chiama cooptazione=lo stesso organo che si auto completa attraverso la

nomina degli amministratori venuti meno. Secondo comma:Se non c'è più la maggioranza degli

amministratori,quelli rimasti in carica devono convocare l'assemblea perché provveda alla sostituzione

degli amministratori mancanti. In questo caso gli amministratori nuovi rimangono in carica finché non

scade anche il mandato degli altri. Se vengono a mancare tutti gli amministratori?quinto comma:è il

collegio sindacale che deve convocare l'assemblea per la nomina del nuovo consiglio di

amministrazione. I sindaci nel frattempo compiono gli atti di ordinaria amministrazione. Entro 30 giorni

deve esserci la convocazione e poi deve esserci la nomina,per questo periodo di tempo amministrano

i sindaci.

Consiglio di amministrazione:l'articolazione è indicata dall'art 2381:modalità di gestione quando sono

nominati più soggetti per la carica di amministratori. Si individua la figura del presidente del consiglio di

amministrazione. Un soggetto designato alla carica di presidente del consiglio di amministrazione che

viene designato dall'assemblea o dagli stessi amministratori. Il presidente fa 2 cose:convoca il

consiglio di amministrazione e provvede affinché vengono date informazioni sulle materie da trattare.

Di regola nelle convocazioni del consiglio di amministrazione non è prevista la frequenza perché

normalmente si riuniscono molto frequentemente è la legge non si è preoccupata di fissare un numero

minimo di riunioni,mentre per l'assemblea almeno una volta all'anno si devono trovare per

l'approvazione del bilancio. Non è previsto nulla nemmeno per i quorum di costituzione e

deliberazione,solo nell'art 2388 si fa riferimento ai quorum assembleari,di regola il consiglio di

amministrazione è regolarmente costituito quando c'è la maggioranza dei componenti del consiglio.

Quorum costitutivo maggioranza dei componenti dell'organo e quorum costitutivo maggioranza dei

presenti. La verbalizzazione non è prevista,ma si ritiene che la verbalizzazione debba esserci anche

perché c'è un apposito libro delle adunanze e deliberazione del consiglio di amministrazione. Dal 2003

si è prevista la possibilità di impugnare le delibere del consigli di amministrazione sulla base delle

regole simili viste per l'assemblea. Come può articolarsi il consiglio di amministrazione?si può

prevedere che il consiglio di amministrazione si articoli in un comitato esecutivo o siano nominati uno o

più amministratori delegati. (Secondo comma 2381)differenza:il comitato esecutivo è composto da

amministratori che si occupa solo di alcune materie,all'interno del comitato si vota sempre a

maggioranza. Può essere nominato uno o più amministratori delegati che operano solo per le

competenze a loro delegate. Questa delega è definita dal consiglio di amministrazione nel suo

complesso(terzo comma). Il consiglio di amministrazione anche se attribuisce per delega delle

competenze,rimane sempre competente per le materie che delega,può sempre ritrarre la delega e

rimane sempre la responsabilità.

Interessi degli amministratori:nel codice civile sono nell'art 2391 rubricato interessi degli

amministratori:fin'ora si parla di conflitto di interessi,questa e l'unica volta in cui il codice disciplina un

interesse in una determinata operazione degli amministratori non in conflitto con la società. Il cuore

della disciplina si sostanzia sul dare informazione,gli amministratori con un interesse in una

determinata operazione,non necessariamente in conflitto con la società devono dare informazione agli

altri amministratori e al collegio sindacale precisando che tipo di interesse hanno nell'operazione.

Se è un amministratore delegato,egli deve astenersi dal compiere l'operazione e deve investire

dell'operazione l'organo collegiale di cui comunque fa parte(il consiglio di amministrazione). Se ha un

interesse in un'operazione,anche se rientra nella sua delega non può farla e investire dell'atto il

consiglio di amministrazione all'interno del quale può votare,non lo può fare da solo ma deve investire

l'organo collegiale e in questo contesto può votare. Se c'è l'amministratore unico in quel caso deve

solo informare l'assemblea. In questi casi chi decide è il consiglio di amministrazione,salvo il caso

dell'amministratore unico che può porre in atto l'atto informando l'assemblea,negli altri casi sia che sia

il collegio nella sua interezza,sia che ci sia l'amministratore delegato,deve essere il collegio a decidere

che deve anche dare un'adeguata motivazione alla società del perché compiere quell'operazione. Se il

collegio non motiva adeguatamente il perché dell'operazione la delibera è impugnabile ma solo se

approvata con il voto determinante dell'amministratore interessato e solo se può arrecare danno alla

società. Gli spazi per poter impugnare la delibera del consiglio di amministrazione sono molto ristretti.

I casi particolari legati al conflitto di interessi sono nell'art 2390 (divieto di concorrenza) e c'è una

disciplina particolare per le operazioni con parti correlate:art 2391 bis. Questi 2 articolai sono casi

particolari di operazioni in cui l'amministratore può avere interessi in conflitto con la società.

La rappresentanza:la disciplina è diverso rispetto alle società di persone. Art 2384:qui è rovesciata la

regola vista per le società di persone,infatti la rappresentanza è generale,non ci sono limiti,quindi tutto

quello che fa il rappresentante della società in nome e per conto della società lo fa la società stessa.

Quindi la società è sempre obbligata(responsabile)verso i terzi. L'oggetto sociale non è un limite legale

al potere rappresentativo e quindi è sempre opponibile nei confronti dei terzi. Le limitazioni indicate

nello statuto o pubblicate nel registro delle imprese sono sempre non opponibili nei confronti dei terzi.

Nel caso della spa c'è la regola opposta delle società di persone,tutto quello che fa il legale

rappresentante della società porta ad obbligare la società,non potrà mai difendersi nei confronti dei

terzi dicendo che l'amministratore ha posto in essere qualcosa di estraneo rispetto ai suoi poteri.

Questa è una forma di massima garanzia verso i terzi. A cosa serve allora indicare l'oggetto sociale e i

limiti ai poteri rappresentativi?perché non possono essere fatti valere nei confronti dei terzi ma si nei

confronti dell'amministratore(rappresentante della società),la società sarà sempre costretta ad

adempiere all'obbligazione nei confronti del terzo ma poi può rivalersi nei confronti dell'amministratore

che ha violato le limitazioni dello statuto.

Limite all'inopponibilità:salvo che si provi che questi abbiano intenzionalmente agito a danno della

società. Qui non c'è solo la malafede del terzo ma il dolo del terzo,che è qualcosa di più. La società

non può difendersi dicendo semplicemente che il terzo sapeva che c'era il limite,deve dire che il terzo

ha messo in atto quell'operazione d'accordo con l'amministratore al fine di arrecare un danno alla

società (eccezione di dolo). Buona fede in senso oggettivo:ignoranza nel ledere un altrui diritto. La

malafede è la consapevolezza di ledere un altrui diritto. Qui non è necessaria solo la malafede ma

deve esserci l'intenzione di arrecare un danno alla società.

Invalidità di delibera di nomina del'amministratore:art 2383 ultimo comma:la delibera che ha nominato

gli amministratori che sono anche i rappresentanti della società. Nel caso in cui si invalida la delibera

questa perde efficacia. Quindi se si dovessero applicare le regole in modo rigoroso bisognerebbe dire

che quell'amministratore che ha contrattato con i terzi,siccome la sua delibera di nomina perde

efficacia è come se non fosse mai stato nominato e tutti gli atti che ha posto in essere dovrebbero

cadere. Invece il legislatore afferma che nel caso in cui venga affermata la nullità o l'annullabilità della

nomina non,sono opponibili nei confronti dei terzi la nullità o l'annullabilità gli atti dopo la pubblicità

relativa alla nomina degli amministratori.

La responsabilità degli amministratori:nella società per azioni è disciplinata in vari articoli,qui si

distinguono 3 ipotesi di responsabilità:responsabilità verso società art 2392,verso creditori sociali art

2394,verso singoli soci o terzi art 2395.

• Responsabilità degli amministratori verso la società:art 2394:si tratta di un'obbligazione

di mezzi,gli amministratori devono porre in essere determinati atti per conseguire l oggetto

sociale ma non hanno l'obbligo di conseguire l'oggetto sociale. Obbligazione di mezzi=conta il

livello di diligenza per impegnarsi per realizzare quello che si è impegnato a fare ma non è

obbligato a raggiungere il risultato. Obbligazione di risultato=obbligo di raggiungere lo scopo. In

questo caso è un obbligazione di mezzi,determinato dalla diligenza richiesta che è una

diligenza professionale(art 1176 secondo comma). La legge fa riferimento alla natura

dell'incarico e dalle specifiche competenze,conta quindi la tipologia di incarico che deve essere

svolta dagli amministratori e le specifiche professionalità di ciascun amministratore. Natura

dell'incarico=amministratore delegato fa una cosa diversa dall'amministratore non delegato che

deve vigilare che gli amministratori delegati facciano il loro compito a cui sono stati delegati.

L'amministratore delegato invece deve svolgere i compiti che gli sono stati assegnati,sono 2

livelli di incarichi differenti pur facendo parte dello stesso consiglio di amministrazione.

Specifiche competenze=ognuno ha delle competenze specifiche. È una responsabilità

solidale,cioè sono tutti chiamati a rispondere rispetto ai terzi(in questo caso la società) per

l'eventuale danno arrecato alla società. Questa responsabilità solidale,il secondo comma la

chiarisce:sono gli amministratori non esecutivi(siedono in consiglio di amministrazione ma si

limitano a verificare che gli amministratori delegati eseguano correttamente il loro

lavoro)laddove,seguito delle informazioni rese in consiglio di amministrazione,si rendono conto

che ci sono eventi dannosi e non impediscono che questi atti vengano posti in essere,questi

amministratori se ne assumono la responsabilità insieme agli amministratori delegati. Perché la

legge impone questo? Perché le competenze sono sempre del consiglio di amministrazione nel

suo complesso,gli amministratori non delegati possono sempre revocare la delega. Esonero

della responsabilità:l'amministratore che rileva l'illecito degli altri amministratori non è esente da

responsabilità,per esserlo deve:far subito notare il suo dissenso sul libro delle adunanze e

deliberazioni del consiglio di amministrazione e comunicare per iscritto al collegio sindacale che

è stato dissenziente rispetto a quell'operazione. Come si esperisce l'azione sociale di

responsabilità?vuol dire far causa all'amministratore ma prima occorre che la decisione di far

causa sia decisa dall'assemblea. Art 2393 primo comma:società per azioni nascono con

l'iscrizione al registro delle imprese e muoiono con la cancellazione dal registro. Secondo

comma:l'ordine del giorno deve essere sempre indicato nell'avviso di convocazione tranne per

l'azione di responsabilità promossa nei confronti degli amministratori anche se non è previsto

dall’ordine del giorno e solo se i fatti contestati siano relativi all'esercizio in cui si discute il

bilancio. Collegamento tra azione di responsabilità e revoca:il fatto che l'assemblea abbia

promosso un'azione di responsabilità contro gli amministratori non è sufficiente per la

revoca,quinto comma:di regola la delibera che approva l'azione della responsabilità non

determina la revoca degli amministratori,per fare questo deve essere messo uno specifico

punto nell'ordine del giorno. L'unico caso che la delibera di responsabilità porta direttamente

alla revoca è il caso in cui delibera a favore della revoca la maggioranza di 1/5 del capitale

sociale. Come si approva la delibera di un 1/5 del capitale sociale?l'assemblea ordinaria che è

quella competente per la nomina e la revoca degli amministratori in prima convocazione ha dei

quorum costitutivi ma in seconda convocazione ha dei quorum deliberativi,potrebbe essere

presente quindi una piccola parte del capitale sociale. Se viene quindi approvata con una parte

del capitale sociale che è almeno 1/5 del capitale sociale,in quel caso si ha la revoca

automatica degli amministratori. Non si potrà mai avere la revoca in prima convocazione.

L'azione di responsabilità può anche essere decisa sulla base di una deliberazione dell'organo

di controllo. Terzo comma 2393 bis:può essere promossa dai soci in via extra assembleare,ma

solo dai soci che hanno una certa percentuale del capitale sociale.

• Responsabilità verso creditori sociali:nei confronti dei creditori risponde la società. Qui si

parla di amministratori che hanno provocato un danno nei confronti dei creditori della società.

Art 2394:questa azione secondo la tesi più diffusa è per la responsabilità extra

contrattuale,quella prima è per responsabilità contrattuale (inadempimento per obblighi previsti

dallo statuto). Extracontrattuale vuol dire che gli amministratori rispondono per adesione del

diritto di credito,questo articolo quindi è applicazione dell'art 2343,quando scatta la

responsabilità degli amministratori?quando il patrimonio sociale risulta insufficiente per il

soddisfacimento dei crediti. Questo è il fatto lesivo che deve essere collegato al fatto che gli

amministratori,violando gli obblighi imposti dalla legge hanno determinato che il patrimonio

sociale diventasse insufficiente davanti alle pretese di pagamento dei creditori sociali. Se la

società è in perdita,gli amministratori sono responsabili o no?dipende se gli amministratori con il

loro comportamento hanno reso il patrimonio della società insufficiente. Questo non vuol dire

andare a sindacare le scelte degli amministratori sul piano di gestione,ma vuol dire che gli

amministratori dove hanno posto scelte illogiche o contrarie alla legge,devono subire delle

conseguenze sul piano risarcitorio. Se hanno fatto un'adeguata scelta,questo fa parte del

rischio d'impresa e lo devono subire i soci e i creditori sociale.

• Responsabilità verso un socio o un terzo:art 2395:questa è un'azione che viene esperita

dal singolo socio o dal singolo terzo. È una responsabilità extracontrattuale secondo la tesi

maggioritaria perché si fa riferimento al danno subito direttamente dal socio o dal terzo da parte

di un'azione colposa o dolosa dell'amministratore. Direttamente=non centra nulla il danno che

subisce la società!il danno cade sul socio. Tutti i soci sono lesi indirettamente dal danno

provocato che l'amministratore fa nei confronti della società,qui si fa riferimento ad azioni

colpose o dolose dell'amministratore che va a colpire un determinato socio o un determinato

terzo. Es:un amministratore decide di non dare una percentuale di utili a un determinato socio.

Si fa riferimento a una condotta che va a incidere direttamente sul socio o sul terzo. Differenza

tra contrattuale o extracontrattuale:dal punto di vista della prescrizione:per contrattuale 10

anni,per extracontrattuale 5 anni,ma nei rapporti della società è sempre di 5 anni perché i

rapporti sociali si estinguono sempre in 5 anni e dal punto di vista della prova è più onerosa se

extracontrattuale.

Raramente queste azioni vengono esercitate nella fisiologia dei rapporti,più spesso vengono esercitate

nella fase fallimentare,qui le azioni si cumulano perché esercitate dal curatore fallimentare. Art 2394

bis:in caso di procedure concorsuali con presupposto insolvenza non ci sono più le figure di soggetti

lesi che agiscono ma il curatore accumula la legittimazione ad agire per tutti i problemi di

responsabilità.

Il collegio sindacale:organo della società che però fa cose diverse dal consiglio di amministrazione,si

occupa della vigilanza. Questo organo ha una composizione particolare:art 2397:numero minimo e

massimo 3 o 5 membri e sono previsti dei supplenti se manca uno dei componenti effettivi. Deve

esserci una componete professionale particolare,deve esserci un soggetto iscritto tra i revisori legali,gli

altri possono essere scelti tra professionalità diverse (avvocati,commercialisti e consulenti del lavoro). I

sindaci devono essere indipendenti da coloro che vengono controllati.

Art 2399:cause di ineleggibilità e decadenza (uno non può essere eletto e se viene eletto decade)della

carica(se incompatibile sceglie una delle due cariche). Situazioni di ineleggibilità:situazioni in cui c'è

meno o non c'è proprio capacità di agire,coloro che si trovano con rapporti personali con gli

amministratori della società e coloro che sono legati alla società da un rapporto di natura patrimoniale

che possono incidere sull'indipendenza del sindaco. Non ci sono però limiti quantitativi,dipende in che

misura l'incarico può incidere sulla valutazione di giudizio.

Art 2400:nomina dei sindaci:quando si fa l'atto costitutivo devono essere nominati i primi sindaci e

successivamente dall'assemblea ordinaria che nomina i sindaci. Restano in carica per 3 esercizi,si

vuole garantire che il collegio sindacale ci sia sempre quindi finché non vengono nominati i nuovi

sindaci,quelli vecchi rimangono in carica.

Altra particolarità:i sindaci possono essere revocati solo per giusta causa,è l'elemento essenziale per

la revoca dei sindaci,senza non possono essere revocati. L'assemblea ordinaria dovrà motivare la

revoca con la giusta causa che poi deve essere verificata dal tribunale.

La continuità dell'attività dei sindaci è testimoniata da un articolo che si occupa della sostituzione:art

2401:i supplenti diventano nuovi sindaci se uno viene a mancare. I sindaci supplenti che subentrano

automaticamente,solo che la prima assemblea utile dovrà integrare l'organo,nominando i nuovi

supplenti.

La retribuzione:art 2402:può essere un incentivo a delinquere:è previsto che per i sindaci la

retribuzione sia sempre costante,sia sempre fissa per evitare che siano incentivati a fare cose che non

devono fare (non si attivino contro degli illeciti commessi per avere dei vantaggi economici).

Doveri e poteri del collegio sindacale:doveri:art 2403:2 aspetti dovere di vigilanza dei sindaci e

l'eventuale dovere di controllo contabile. Vigilanza sull'osservanza della legge,dello statuto e dei

principi di corretta amministrazione. Si tratta sempre di un dovere di vigilanza e non devono mai

entrare nel merito delle scelte degli amministratori,devono solo vedere se gli amministratori nel loro

operato sono coerenti con la legge,con lo statuto e ai principi della corretta amministrazione,in

generale alla razionalità della scelta.

Devono anche vigilare in caso sul controllo contabile su cui devono vigilare:di regola viene fatto da un

soggetto esterno,dal revisore legale dei conti che non è un organo della società ma in certi casi può

essere affidato ai sindaci,si tratta delle ipotesi dell'art 2409 bis,in cui la società per azioni non debba

fare il bilancio consolidato,cioè deve trattarsi di una società che non è capogruppo ma altre società

soggette al controllo di questa società,in quel caso i componenti del collegio sindacale dovranno

essere tutti revisori.

Poteri del collegio sindacale:bisogna che abbiano il potere di farlo:2493 bis:anche i singoli sindaci

possono compiere atti di ispezione,controllo e possono chiedere informazioni su determinate

operazioni agli amministratori e anche agli amministratori che fanno parte del

gruppo. Per venir a sapere le cose devono partecipare alle riunioni dell’assemblea e del comitato

esecutivo.

Responsabilità dei sindaci:art 2407:livello di diligenza professionale,i sindaci hanno una certa

professionalità,sono richieste determinate caratteristiche professionali per questo incarico. I sindaci

possono ricevere una serie di informazioni per portare a termine il loro incarico e perciò sono

responsabili del dovere di riservatezza e di segreto. Questo è il vero obbligo a cui adempiono i

sindaci:da una parte ricevono le informazioni della società per verificare la situazione amministrativa e

contabile della società ma poi hanno il dovere di riservatezza. Secondo comma:oltre a questa

responsabilità per fatto proprio sono responsabili in solido con gli amministratori.

Il primo comma si dice che è da fatto proprio e il secondo fatto da altrui ma non è così,il primo fa

riferimento a un obbligo specifico che grava sui sindaci e il secondo alla responsabilità dei sindaci per

violazione dell’obbligo di prevenire che gli amministratori compiano degli illeciti,se fanno bene il loro

lavoro i sindaci dovrebbero impedire agli amministratori di compiere atti illeciti. La prova che i sindaci

devono dare per non essere responsabili con gli amministratori è che dimostrare che le loro mancanze

non siano essenziali per compiere l’illecito,è una prova difficile da dimostrare.

Le tipologie di azioni promosse contro i sindaci sono le stesse di quelle per gli amministratori. (2393 e

2393 bis,2394 e 2394 bis e 2395)

Ci sono 2 articoli:2408-2409:tutela delle minoranze:i soci nelle società per azioni hanno un potere di

controllo limitatissimo,invece nelle società di persone essi hanno ampi poteri. L’unico diritto di controllo

qui è l’ispezione dei libri sociali:art 2422:i soci hanno il potere di ispezione dei libri dei soci e il libro

delle adunanze e deliberazioni dell’assemblea. Perché i poteri sono così limitati?perché c'è il collegio

sindacale che si occupa del controllo. 2408:primo comma:il singolo socio se ritiene che ci siano delle

cose che non vanno,che gli amministratori hanno tenuto delle condotte censurabili,può denunciarli al

collegio sindacale. Questo deve limitarsi a tenere conto di questo ma non per forza deve dire che c'è

qualcosa che non va,prende solo atto delle anomalie. Secondo comma:se le anomalie vengono

segnalate da soci che rappresentano una grossa percentuale del capitale sociale,in questo caso il

collegio sindacale deve indagare subito,una volta effettuate le verifiche,nell’assemblea riferirà le

indagini e gli esiti. Se nelle indagini emergono grosse anomalie,il collegio sindacale provvede a

convocare subito l’assemblea. Il collegio sindacale convoca l’assemblea solo se emergono casi gravi e

c'è urgenza di provvedervi.

Altra arma della minoranza:2409:denuncia al tribunale:la differenza è che la denuncia di fatti

censurabili viene fatta dal collegio sindacale,si resta sempre dentro agli strumenti della società,in

questa ipotesi ci sono rimedi al di fuori della società,si ricorre al tribunale. Siamo fuori dall’ambito delle

azioni di responsabilità,secondo alcuni soci ci sono gravi irregolarità,che di solito è il fatto che non tutto

viene contabilizzato. Gravi irregolarità che possono arrecare un danno alla società. Si tratta del

fondato sospetto,non devo aver le prove ma un fondato sospetto e occorre che ci sia la possibilità di

danno e non il danno stesso. es:se c'è attività in nero si può dire che non c'è danno,ma c'è la

possibilità che derivi il danno perché se lo scopre la finanza fa la sanzione.

La denuncia di gravi irregolarità viene in considerazione se la maggioranza è in contrasto con la

minoranza che si rende conto che non tutto è in regola,la maggioranza non sta rispettando i patti.

Quindi la denuncia di gravi irregolarità deriva dalla contabilità doppia. Secondo comma:Il tribunale

sente amministratori e sindaci,li convoca e chiede di dimostrare che la denuncia è infondata,se al

tribunale rimangono dei dubbi ordina l’ispezione della società,nomina dei consulenti che possono

chiedere alla società tutta la contabilità e verificare che è tutto regolare (fase di indagine).

Terzo comma:modo per evitare l’ispezione:i soci di maggioranza,visti alle strette dalle

indagini,possono revocare gli amministratori e nominano altri soggetti indipendenti alla società e

condivisi tra maggioranza e minoranza questi svolgono una loro attività di accertamento della

contabilità,sono gli stessi amministrazioni nominati che possono verificare le irregolarità e quando

hanno compiuti il loro lavoro riferiscono al tribunale se sono state violate alcune cose. A questo punto

il tribunale si vede riferire sulle attività che questi hanno svolto e quando vengono accertate le

situazioni,il tribunale prende opportuni provvedimenti in relazione al caso concreto. Nei casi più gravi il

tribunale decide di eliminare amministratori e sindaci e inserisce un amministratore nominato

direttamente dal tribunale,quindi i soci sono esautorati perché il tribunale nomina un amministratore

giudiziale con durata e poteri determinati dal tribunale.

Quinto comma:2409:quando il tribunale ha messo la persona di fiducia questo deve mettere a posto le

cose. Una volta che l’amministratore giudiziario ha svolto il suo compito convoca l’assemblea e

nomina amministratori e sindaci oppure di arriva al fallimento della società (sesto comma).

Questo procedimento può essere anche attivato dal collegio sindacale e nelle società aperte questa

denuncia potrebbe provenire anche dal pubblico ministero(il singolo socio riferisce al pubblico

ministero e poi lui deciderà se intervenire o no). In questo caso il singolo socio può riferire al pubblico

ministero il quale valuterà i presupposti. Nelle società chiuse i soci devono avere una certa

percentuale del capitale sociale oppure può denunciare il collegio sindacale.

Le operazioni sul capitale:art 2436:modifiche dello statuto:si preoccupa delle operazioni volte a

modificare l’assetto originario previsto dallo statuto. Questa competenza è dell’assemblea

straordinaria. Il verbalizzante nell’assemblea straordinaria è sempre il notaio perché essendo destinato

ad essere depositato e iscritto nel registro delle imprese deve avere una certa forma. Art 2436 quinto

comma:la delibera di modifica dell’atto costitutivo produce effetti solo dopo l’iscrizione al registro delle

imprese,occorre che siano iscritte nel registro delle imprese. L’iscrizione ha efficacia costitutiva.

Il legislatore poi ha inserito a una serie di disposizioni riguardo al recesso:art 2437 ss:perché tutte

queste regole?l’idea della riforma del 2003 è quella che se qualcuno non è d'accordo con la modifica

degli elementi essenziali lo può fare ma deve liquidare i soci che escono. la maggioranza può

modificare l’atto costitutivo ma deve liquidare i soci che non sono d’accordo. Art 2437:molte ipotesi di

recesso. Quello da ricordare è che si possono modificare gli elementi essenziali dell’organizzazione

della società ma c'è il dovere di liquidare chi se ne vuole andare. La quota del socio che vuole

recedere deve essere valutata rispetto a valori correnti,tenendo contro anche dell’avviamento .

Procedimento particolare per liquidare:questa fase parte dal fatto che le azioni del socio che recede

vengono offerte agli altri soci,le quali vengono sottoscritte in proporzione a quelle che già

possiedono,se questo collocamento non va a buon fine possono essere offerte a soggetti non soci,se

nemmeno questa soluzione viene soddisfatta bisogna rimborsare comunque al socio le azioni con la

parte di patrimonio netto che è l’accantonamento di utili della società,se anche li non ci sono

abbastanza soldi si procede con una riduzione del capitale sociale ed eventualmente si arriva allo

scioglimento della società. Il recesso può essere particolarmente oneroso,e quindi questo particolare

costo che la società deve subire può portare allo scioglimento della società stessa.

Le operazioni sul capitale sociale sono modificazioni dello statuto. Possono essere aumento o

riduzione del capitale sociale.

L’aumento:2 tipologie:aumento gratuito o a pagamento. Il primo si attua senza un corrispondente

aumento del patrimonio sociale,si realizza mediante un’imputazione delle riserve a capitale. All’inizio

c'è un capitale sociale(corrispondente monetario dei conferimenti),durante la vita della società una

parte degli utili per legge deve essere accantonata a riserva legale e oltre a questa possono esserci

altre riserve. Ci sono una serie di imposte che sono chiamate riserve:queste possono essere

disponibili o indisponibili che non possono essere divise tra i soci mentre le altre possono essere

divise tra i soci. Queste riserve disponibile possono essere imputate a capitale sociale,in pratica quei

soldi li vado ad aggiungere al capitale sociale. Questo comporta un aumento del capitale sociale

gratuito e a quel punto vado anche a vincolare quei soldi perché non sono più disponibili. Per i soci o

vengono offerte azioni gratuite o aumenta il valore nominale delle azioni nominali che hanno in mano.

Aumento a pagamento:prevede la richiesta ai soci di effettuare ulteriori nuovi conferimenti. È una

modifica dell’atto costitutivo ma qui devo chiedere soldi ai soci. I soci sono liberi di sottoscrivere o

meno l’aumento del capitale sociale. In che misura lo possono sottoscrivere?è il diritto di opzione,ogni

socio ha diritto di sottoscrivere la parte di capitale sociale in proporzione alla parte già posseduta. È un

diritto che porta il socio a mantenere inalterata la posizione anche dopo l’aumento. Non è detto che

tutti i soci decidano di sottoscrivere la parte del capitale sociale. Se non si decide integralmente si

riduce la quota di partecipazione. Si può dare una parte anche a terzi,non sono soci in quel momento

ma possono diventarlo. Il terzo diventa socio della società e le azioni al terzo devono essere offerte a

qualcosa di più del valore nominale,al sovrapprezzo. Sovrapprezzo=parte che eccede il valore

nominale e corrisponde alla parte ricchezza che la società ha fatto con il tempo e il socio ne entra a far

parte con il pagamento. In certi casi il diritto di opzione deve essere riservato ai terzi quando la società

intende acquistare un certo bene in natura,se ce l’ha un determinato soggetto faccio un aumento di

capitale sociale che verrà sottoscritto integralmente da quel soggetto che conferirà il bene che la

società possiede. Quindi il diritto di opzione è escluso perche alla società interessa quel bene. Se c'è

un conferimento in natura si aprono le stesse regole in sede di costituzione,cioè il bene va stimato.

Riduzione:2 ipotesi:volontaria o obbligatoria

Volontaria:o riduzione reale,art 2445:vengono restituiti una parte dei conferimenti ai soci liberando i

soci dai versamenti ancora dovuti,è una remissione come forma di estinzione dell’obbligazione o

decidono di attribuire una forma di rimborso ai soci. In che modo può avvenire?ragioni e le modalità

per le quali si procede devono essere indicate nell’avviso di convocazione,un modo è quello

dell’acquisto di azioni proprie:si compra le azioni dei soci,restituisce il valore nominale ai soci e quindi

restituisce le azioni ai soci,è un’operazione di riduzione del capitale sociale. Questa delibera può

essere pericolosa per i creditori sociali,quindi per tutelarli la legge dice che la delibera deve essere

iscritta al registro delle imprese ma i creditori sociali hanno un certo periodo di tempo per opporsi e

bloccare la riduzione.

Obbligatoria:riduzione nominale,come l’aumento del capitale gratuito e un operazione contabile,è la

conseguenza di eventi che si sono già verificati,nella realtà hanno già modificato il capitale sociale,solo

che il bilancio non cambia finchè formalmente non si cambia. Deve esserci un adeguamento tra

capitale reale e nominale (indicato nel bilancio). Ipotesi:nel caso del conferimento di beni in natura,se

si arriva alla revisione della stima,gli amministratori devono ridurre il capitale sociale. Altra ipotesi è il

recesso del socio,si può arrivare alla riduzione del capitale. Altra ipotesi:riduzioni per perdite,art 2446-

2447:l’art 2446 fa riferimento all’ipotesi in cui ci siano state perdite del capitale superiore a 1/3terzo del

capitale sociale senza che si vada sotto al limite legata(120 mila €). In questo caso gli amministratori

devono subito convocare la assemblea presentando un bilancio straordinario dove si evidenziano le

perdite e li si decide cosa fare,(ri aumentare il capitale o decidere di non decidere,cioè decide di

rinviare ogni decisione alla delibera del bilancio successivo per vedere se le cose migliorano. Solo in

quell’occasione se le perdite persistono l assembla ridice il capitale sociale o trasformandola in una

società in cui serve un capitale sociale inferiore). Art 2447:caso più grave dove ci sono predite

superiori a 1/3 del capitale sociale e si va sotto il minimo legale,in quel caso l’assemblea deve

decidere subito,non può rinviare,deve decidere di ridurre il capitale sociale e deliberare un aumento

del capitale sociale al limite legale,trasformare la società in un altra società con un capitale inferiore o

deliberare lo scioglimento della società.

Revisione sulle società di capitali:società di capitale:spa tipo che si distingue in aperte e chiuse,ci sono

occupati di società chiuse dove ci sono 2 procedimenti di costituzione,per pubblica sottoscrizione e

costituzione simultanea. C'è un capitale minimo,ci sono delle condizioni per la costituzione e avere

autorizzazioni necessarie,si fa io controllo notarile e poi nasce la società. E possibile individuare

operazioni prima dell’iscrizione. La legge si preoccupa di individuare che la il socio unico risponde solo

di quando era unico socio. Opponibilità nei confronti dei terzi delle operazioni tra unico socio e

società:che siano iscritte nel libro di adunanza. Patrimonio destinato alla specifico affare,conferimenti

in natura e in denaro,azioni:quota di partecipazione al capitale sociale. Proporzionalità e valore non

inferiore al conferimento. Valore e diritti uguali. Uguale valore nominale e diritti

patrimoniale,amministrativi e misti. Art 2348riferimento a uguale diritti e valore. Strumenti finanziari

2346 circolazione delle azione:transfert e girata,seguono le regole dei titoli nominativi. Nella

circolazione di sono limiti legali o convenzionali. Operazioni sulle azioni:acquisto di azioni proprie e

limiti ad azioni della controllante 2359. Assemblea:organo in cui sono rappresentati i soci,ordinaria e

straordinaria:2364-2365,convocazione dell’assemblea,gli amministratori la fanno tranne in alcuni casi

in cui spetta a sindaci o tribunale, i soci non possono convocare ma possono chiedere. Le formalità

per la convocazione 2366 e regola della assemblea totalitaria. Discussione e votazione,limiti della

votazione,ipotesi del conflitto di interessi. Regola dell’amministratore che non può votare nelle delibere

sulla sua responsabilità collegata con 2393 esperimento di azione di responsabilità anche se non

indicata nell’ordine del giorno solo se è nell’approvazione del bilancio. Verbalizzazione,invalidità delle

delibere,annullata e nullità. Amministrazione,regole di organizzazione del consiglio di

amministrazione,rappresentanza,collegio sindacale,denunce di gravi irregolarità e denuncia fatti

censurabili. Operazioni su capitale sociale.

 


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katun92

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher katun92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Caprara Andrea.

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