Diritto commerciale e industriale
I soggetti del diritto commerciale
La parte del codice civile che si occupa dei lavoratori è il Libro V: del lavoro.
- Lavoratori dipendenti: rapporto di lavoro subordinato
- Lavoratori autonomi: liberi professionisti
- Imprenditori
- Artisti
Il diritto commerciale si occupa degli imprenditori (dell’impresa).
Definizione di imprenditore
ART 2082: È imprenditore chi esercita professionalmente al fine della produzione o scambio di beni o di servizi un’attività economica organizzata.
- Professionale: modalità di esercizio di tale attività. Attività che viene svolta abitualmente cioè è l’attività principale del soggetto. Lavoro occasionale limite di € 5000 ma viene valutato di volta in volta. L’attività professionale può anche essere stagionale.
- Economica: è un’attività che si rivolge al mercato a condizioni tali da remunerare almeno i costi di produzione. L’autoconsumo non è attività di impresa. Il mercato è formato dalla potenziale clientela, dai consumatori. Deve essere astrattamente idonea a produrre lucro ma se il lucro non c’è non cessa di essere attività economica.
- Organizzata: non si risolve nel semplice fare del soggetto; deve essere esercitata attraverso qualcosa. Si è imprenditori per ciò che si fa; lo status di imprenditore si acquisisce in conseguenza di ciò che si fa e non perché si vuole esserlo o non si vuole esserlo. Se un soggetto inizia ad acquisire libri di seconda mano al 40% del costo per poi rivenderli al 50% e inizia ad essere una cosa abituale allora, anche se non lo vuole essere, è un imprenditore.
Distinzioni dimensionali e tipologiche
Dimensione
- Piccolo imprenditore
- Medio imprenditore
- Grande imprenditore
Tipologia
- Imprenditore agricolo
- Imprenditore commerciale
Ci basta la definizione di piccolo imprenditore perché tutti gli altri a esclusione sono medi e grandi. Saranno imprenditori commerciali tutti quelli che non sono agricoli. Quindi sono necessarie 2 definizioni e le altre si ricavano per sottrazione.
Imprenditore
ART 2082: Piccoli imprenditori
ART 2083: Imprenditore agricolo
ART 2135: Imprenditore
ART 2195: Commerciale
Profilo dimensionale
Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.
- Coltivatore diretto del fondo: contadino che ha modesti macchinari
- Artigiani: industriali di piccole dimensioni
- Piccolo commerciante: ha piccole dimensioni sia di fatturato che di capitale investito
- Gli altri: combinazione capitale e lavoro: la componente del lavoro proprio o dei familiari deve prevalere sul lavoro dei dipendenti e sui mezzi utilizzati. Per questo i piccoli imprenditori hanno un trattamento più favorevole.
L'artigiano
LEGGE N. 443 DEL 8 AGOSTO 1985
Vi è una legge speciale che lo disciplina e lo identifica. Artigiano si può essere solo se non si supera un certo numero di addetti all’attività. La legge ha ampliato il concetto di artigiano e grazie alla legge in taluni casi può avere anche 35 dipendenti. Le ragioni dell’ampliamento sono che si è voluto riconoscere una legislazione a lui più favorevole. Il risultato è stato lo scollamento tra il concetto di artigiano secondo la legge speciale e il concetto di artigiano secondo l’art 2083. Questo perché il lavoro dell’artigiano non potrà mai prevalere sul lavoro dei suoi 35 dipendenti!
Non basta quindi essere artigiani secondo la legge speciale per reclamare lo status di piccolo imprenditore secondo art 2083. L’appartenenza agli artigiani secondo la legge speciale attribuisce uno status che non sempre vale ai fini dell’art 2083. È necessario quindi fare indagini caso per caso.
Il piccolo commerciante
Egli non ha una legge speciale. Ci si basa sui criteri di prevalenza del lavoro suo e dei familiari rispetto a tutto il resto e inoltre ci si basa sull’art 1 della legge fallimentare. Si tratta della legge fallimentare 267 del 1942
- Totale attivo € 300.000
- Volume ricavi € 200.000
- Debiti € 500.000
È sufficiente superare uno di questi tre criteri per essere dichiarato grande imprenditore commerciale e per essere soggetto quindi al fallimento. I piccoli imprenditori sono trattati meglio in quanto in caso di insolvenza NON sono soggetti a fallimento, mentre lo sono i grandi imprenditori commerciali.
ART 1 COMMA 1 LEGGE FALLIMENTARE 267 DEL 16 MARZO DEL 1942 (PAG 1621 CC)
Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento gli imprenditori che esercitano un’attività commerciale, esclusi gli enti pubblici ed i piccoli imprenditori.
ART 1 COMMA 2 LEGGE FALLIMENTARE 267 DEL 16 MARZO
Non sono piccoli imprenditori gli esercenti un’attività commerciale in forma individuale o collettiva che
- Hanno effettuato investimenti nell’azienda per un capitale superiore a € 300.000
- Hanno realizzato ricavi per € 200.000
Profilo tipologico
Imprenditore agricolo
Novellato nel 2001. Tra il 2004 e 2005 è intervenuta la riforma che ha intaccato le leggi speciali e ha introdotto l’imprenditore agricolo professionale.
ART 2135 cc
- Attività agricole (almeno una) principali
- Attività agricole (possono affiancare la principale) accessorie o connesse
Esempio: attività di ristorazione rientrerebbe tra le attività commerciali ma se si tratta di attività di ristorazione agrituristica allora si tratta di impresa agricola a condizione che i prodotti dell’attività agricola principale vengano somministrati dall’esercente nell’attività accessoria (almeno il 50%). Ad esempio se ha il vino deve avere necessariamente anche la vigna.
È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività (ATTIVITÀ 1° comma art 2135: PRINCIPALI):
- Coltivazione del fondo
- Selvicoltura (estrazione legname + semina delle nuove piante)
- Allevamento di animali
È necessario per essere imprenditore agricolo svolgere almeno una delle tre attività.
Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività 2° comma art 2135: dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria dello stesso. L’attività agricola non è solo quella strettamente collegata al fondo. Novità: cura del ciclo biologico (no nel codice del 1942) o cura di una fase essenziale dello stesso.
All’attività principale se ne può eventualmente aggiungere un’altra, CONNESSA.
le attività esercitate dal medesimo imprenditore agricolo che abbiano ad oggetto prodotti 3° comma art 2135: ottenuti PREVALENTEMENTE con l’attività principale. Ad esempio la trasformazione dell’uva in vino e poi la commercializzazione di quest’ultimo; la commercializzazione sarebbe da sola un’attività commerciale ma in questo caso è connessa e quindi rimane imprenditore agricolo.
“così come regolate dalla legge”: ogni regione regola i limiti dell’attività agrituristica. Quindi potrebbe esserci un’attività considerata agricola in Friuli ma invece non sarebbe così considerata in Veneto perché supera ad esempio i limiti della legge regionale (due attività uguali considerate diversamente).
L’imprenditore agricolo deve essere innanzitutto imprenditore (no coltivazione del fondo per autoconsumo).
Lo statuto dell’imprenditore commerciale
- Iscrizione nel registro delle imprese
- Tenuta delle scritture contabili
- La soggezione a fallimento
- La rappresentanza commerciale
- Le leggi speciali (esempio norme di natura fiscale)
L’imprenditore agricolo è trattato meglio rispetto a quello commerciale perché ad esempio non è soggetto a fallimento. Questo perché l’attività agricola è considerata più rischiosa di quella commerciale (ad esempio ha anche il rischio atmosferico).
1. Iscrizione nel registro delle imprese
imprenditore commerciale. Sono soggetti all’obbligo di iscrizione nel registro delle imprese i soli ART 2195 cc: imprenditori commerciali.
Art 2202: non sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese i piccoli imprenditori. L’eventuale mancata iscrizione non ha conseguenze sul piano di conseguimento o mantenimento dello status di imprenditore commerciale (lo si è per ciò che si fa). L’iscrizione quindi non è condizione per lo status di imprenditore commerciale.
Registro delle imprese
ART 2188 cc:
- Il registro è tenuto su base provinciale presso la Camera di Commercio;
- è un’anagrafe degli imprenditori commerciali;
- è un registro pubblico (è accessibile al pubblico)
- è tenuto in via informatica
- è tendenzialmente costituito da scritture private autenticate o da atti pubblici
- vi è un funzionario che tiene il registro sotto la sorveglianza di un giudice
Efficacia della registrazione
ART 2193 cc: I fatti dei quali la legge prescrive l’iscrizione, se non sono stati iscritti, non possono essere opposti ai terzi da chi è obbligato a richiederne l’iscrizione, a meno che questi non provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza. L’ignoranza dei fatti dei quali la legge prescrive l’iscrizione non può essere opposta dai terzi dal momento in cui l’iscrizione è avvenuta. Se il fatto viene iscritto si presume che tutti lo conoscano. L’iscrizione nel registro delle imprese dei fatti assolve una funzione di pubblicità. Si parla di efficacia probatoria degli atti iscritti. Deve essere certa la validità e la provenienza dell’atto iscritto. L’iscrizione secondo l’art 2193 ha piena efficacia legale dichiarativa. Se l’atto è iscritto nel registro delle imprese si presume che tutti ne siano a conoscenza da quel momento e l’ignoranza dei terzi non può essere opposta. Se il fatto di cui la legge ne prescrive l’iscrizione, non viene iscritto, non può essere opposto ai terzi.
A cede l’attività di impresa a B. A aveva rapporti con C, D, E. Questi rapporti vanno in capo a B. C, D, E non lo sapevano, ma se l’atto di cessione è stato iscritto nel registro delle imprese si presume conosciuto. Se non è stato iscritto, si dovrà provare che C D E ne fossero comunque a conoscenza (della cessione). C’è quindi una incentivazione a iscriversi: si può rendere opponibili gli atti ai terzi. Ad esempio la vendita di un bene immobile se è stata trascritta sul registro immobiliare è opponibile ai terzi altrimenti no (forma di pubblicità per beni immobili è la trascrizione dell’atto relativo al bene nel registro dei beni immobiliari).
Inosservanza dell’obbligo di iscrizione
ART 2194 cc: Vi è solo una sanzione pecuniaria ma non ha conseguenze sullo status di imprenditore.
2. Tenuta delle scritture contabili
Obbligo per i soli imprenditori commerciali non piccoli.
Libri obbligatori e le altre scritture contabili
ART 2214 cc: L’imprenditore che esercita un’attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari. 2° comma: deve altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa. Le scritture contabili hanno la funzione di ricostruire passo passo le modalità e il percorso dell’impresa.
Contenuto del libro giornale
ART 2216 cc: Il libro giornale deve indicare giorno per giorno le operazioni relative all’esercizio dell’impresa. Ad esempio le vendite effettuate o i pagamenti effettuati. È una rappresentazione quotidiana di tutti i movimenti di cassa.
Redazione dell’inventario
ART 2217 cc: L’inventario deve redigersi all’inizio dell’esercizio dell’impresa e successivamente ogni anno, e deve contenere l’indicazione e la valutazione delle attività e delle passività relative all’impresa, nonché delle attività e delle passività dell’imprenditore estranee alla medesima. 2° comma: l’inventario si chiude con il bilancio. È una fotografia dal punto di vista patrimoniale fatta ogni anno. L’imprenditore deve riportare, oltre alle attività e passività dell’impresa, anche le sue attività e passività personali (estranee all’impresa). La ragione di questo: la funzione del libro degli inventari è quella di consentire ai terzi di conoscere le condizioni di un determinato soggetto. Si valuta la capacità patrimoniale che corrisponde alla capacità di adempiere all’obbligazione. Secondo l’art 2740 (libro VI) responsabilità patrimoniale: il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri. Quindi è necessario che il creditore conosca i suoi beni personali.
Insolvenza: incapacità di far fronte alle obbligazioni. Se le scritture contabili non vengono tenute o vengono tenute non regolarmente e l’imprenditore è soggetto a fallimento, allora rischia l’imputazione di bancarotta fraudolenta. Inoltre se non le tiene regolarmente avrà dei risvolti dal punto di vista fiscale.
3. La soggezione a fallimento
fallimento e concordato preventivo ART 2221 cc: Gli imprenditori che esercitano un’attività commerciale, esclusi gli enti pubblici e i piccoli imprenditori, sono soggetti, in caso d’insolvenza, alle procedure del fallimento e del concordato preventivo, salvo le disposizioni delle leggi speciali.
4. La rappresentanza commerciale
Vi sono tre tipi di rappresentanza: volontaria, legale, organica (si rappresenta un ente, una società, un organo). La rappresentanza consiste nel fatto che un soggetto detto rappresentante agisce per conto di un altro soggetto detto rappresentato. Chi entra in contatto con un imprenditore può dire che tutti i suoi ausiliari hanno un potere di rappresentanza conferito dalla legge. L’imprenditore poi mediante procura può aumentarlo, ridurlo o eliminarlo.
Potere di rappresentanza in senso decrescente
- Institore
- Procuratore
- Commesso
Institore
Preposizione institoria ART 2203 cc: È institore colui che è preposto dal titolare all’esercizio di un’impresa commerciale. 2° comma: La preposizione può essere limitata all’esercizio di una sede secondaria o di un ramo particolare dell’impresa. Institore quindi è colui che è preposto dal titolare all’esercizio di un impresa commerciale (ad esempio il direttore del supermercato Auchan di Udine).
Poteri dell’institore
ART 2204 cc: L’institore può compiere tutti gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa a cui è preposto, salve le limitazioni contenute nella procura. Non può alienare o ipotecare i beni immobili del preponente, se non è stato autorizzato. Può stare in giudizio in nome del preponente per le obbligazioni dipendenti da atti compiuti nell’esercizio dell’impresa.
quindi la procura è solo eventuale, serve solo quando si vuole Il potere di rappresentanza è conferito dalla legge, aumentare o limitare il potere di rappresentanza (art la procura deve essere depositata per l’iscrizione nel 2206 cc: registro delle imprese. In mancanza dell’iscrizione, le limitazioni di essa non sono opponibili ai terzi se non si prova che questi le conoscevano).
Responsabilità personale dell’institore
ART 2208 cc: L’institore è personalmente obbligato se omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente; tuttavia il terzo può agire anche contro il preponente per gli atti compiuti dall’institore, che siano pertinenti all’esercizio dell’impresa. Si presume che comunque ha speso il nome del rappresentato quando non dice niente.
Procuratori
I procuratori ART 2209 cc: Le disposizioni degli articoli 2206 e 2207 si applicano anche ai procuratori, i quali, in base a un rapporto continuativo, abbiano il potere di compiere per l’imprenditore gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa, pur non essendo preposti ad esso. I procuratori non sono preposti ma hanno anch’essi il potere di rappresentanza dato non dalla legge ma da un’apposita procura.
Commessi
Poteri dei commessi dell’imprenditore ART 2210 cc: I commessi dell’imprenditore, salvo le limitazioni, possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie delle operazioni di cui sono incaricati. 2° comma: non possono esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna, né concedere dilazioni o sconti che non sono d’uso, salvo che siano a ciò autorizzati. Se c’è una cassa d’uscita, il commesso che vende salumi non può esigere il prezzo e non può fare sconti.
L’azienda
L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. ART 2555 cc: I beni possono anche non essere di proprietà dell’imprenditore. Il codice si preoccupa di disciplinare la cessione dell’azienda.
Trasferimento dell’azienda
- Forma del contratto soggetta a regole particolari ART 2556 cc
- Effetti del contratto (effetti legali, conseguenti al trasferimento) che sono:
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