Set domande aperte diritto commerciale
Domanda 11. L'imprenditore commerciale
L'imprenditore commerciale (art. 2195) è chi esercita un'attività industriale, un'attività intermediaria nella circolazione dei beni, un'attività di trasporto, un'attività bancaria o assicurativa, altre attività ausiliari alle precedenti. Si avvale nella organizzazione dell'impresa di collaboratori: ausiliari subordinati (institore, procuratore e commesso) e ausiliari autonomi (agenti di commercio, mediatori, spedizioniere). Si può definire imprenditore commerciale ogni imprenditore che sia imprenditore agricolo e piccolo imprenditore e soddisfa i requisiti previsti dall'art. 2082 c.c.
Domanda 12. Le società di persone e le società di capitali
Le società di persone e le società di capitali si basano su un contratto: il contratto di società. Le società di persone (artt. 2251 a 2324 c.c.) non hanno personalità giuridica, i soci sono illimitatamente responsabili delle obbligazioni sociali; l'essenza personale segna la differenza di natura con le società di capitali (ss, snc, sas). Le società di capitali sono enti forniti di personalità giuridica; la loro esistenza ha inizio con l'iscrizione nel Registro delle Imprese; i soci non rispondono delle obbligazioni sociali e neanche chi agisce in nome e per conto della società (spa, srl, sapa).
Domanda 13. Gli enti no-profit
Sono enti senza scopo di lucro; svolgono attività a pagamento ma i profitti non vengono divisi fra i soci, ma accantonati al fine di raggiungere gli scopi statutari. Da un punto di vista giuridico, possono essere strutturati in diverse forme quali: cooperative sociali, imprese pubbliche, associazioni riconosciute e associazioni non riconosciute, fondazioni.
Domanda 14. La disciplina della concorrenza
L'articolo 41 della Costituzione prevede il principio della libertà di iniziativa economica privata da cui consegue il riconoscimento della libertà di concorrenza. Infatti chiunque può iniziare un'attività economica anche se la stessa è già esercitata da altri imprenditori. Secondo i modelli economici una maggiore concorrenza stimola l'innovazione. La concorrenza deve però svolgersi con il rispetto di regole precise. L'articolo 2598 c.c. disciplina il divieto di concorrenza sleale.
Domanda 15. La disciplina dell'attività agricola
L'art. 2135 c.c. definisce imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.
Domanda 16. L'imprenditore agricolo
L'imprenditore agricolo è chi esercita un'attività comprese tra la coltivazione del fondo (ne fanno parte anche la coltivazione in serra e la floricoltura), la selvicoltura, l'allevamento di animali e attività connesse.
Domanda 17. L'imprenditore
L'imprenditore è definito dall'art. 2082: "è imprenditore colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi".
Domanda 18. Le attività connesse
Le attività connesse dell'impresa agricola possono essere tipiche ed atipiche. Sono tipiche tutte le attività di manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti ottenuti dalla coltivazione del fondo, del bosco o dall'allevamento. Sono atipiche le attività non menzionate, ma che soddisfino i requisiti di collegamento essenziali di connessione con il soggetto o in connessione con l'oggetto.
Domanda 19. Le differenze tra impresa agricola ed impresa commerciale
L'impresa agricola è ogni impresa la cui attività è fondata sullo svolgimento di un ciclo biologico naturale. L'impresa commerciale è l'impresa che esercita:
- Un'attività industriale diretta alla produzione di beni NON agricoli o di servizi;
- Un'attività intermediaria nella circolazione dei beni: attività commerciali/di distribuzione/bancarie;
- Un'attività di trasporto per terra, per acqua o per aria;
- Un'attività bancaria o assicurativa;
- Altre attività ausiliari alle precedenti.
Domanda 20. L'azienda
L'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. Comprende beni materiali, beni immateriali, contratti. Non è necessario che i beni appartengano all'imprenditore a titolo di proprietà ma è sufficiente che ne abbia il godimento.
Domanda 21. I consorzi fra imprenditori
Il consorzio si definisce come associazione tra imprenditori che ha lo scopo di disciplinare attività comuni. Il contratto deve rivestire la forma scritta e può riguardare qualsiasi modalità di collaborazione tra imprese.
Domanda 22. Il gruppo europeo di interesse economico
Il Gruppo Europeo di Interesse Economico, o GEIE, è un organismo di cooperazione transnazionale rivolto agli operatori economici europei, qualunque sia la loro forma giuridica e ambito di operatività, a condizione che appartengano almeno a due Stati membri diversi e siano portatori di un interesse che possa essere soddisfatto dall'attività del GEIE. Di solito è costituito per la partecipazione a grandi appalti pubblici.
Domanda 23. La liquidazione coatta amministrativa
La liquidazione coatta amministrativa è una procedura concorsuale applicata a particolari categorie di imprese che non sono assoggettabili al fallimento. Queste categorie di imprese sono quelle sottoposte al controllo dello Stato: banche, società cooperative, imprese di assicurazioni, ecc. La liquidazione non viene disposta dall'autorità giudiziaria, ma da un organo amministrativo. Inoltre, non presuppone uno stato di insolvenza e ha come finalità la cessazione dell'impresa. La caratteristica di questa procedura concorsuale è la maggiore libertà nella liquidazione dell'attivo.
Domanda 24. La disciplina della concorrenza
L'articolo 41 della Costituzione prevede il principio della libertà di iniziativa economica privata da cui consegue il riconoscimento della libertà di concorrenza. Infatti chiunque può iniziare un'attività economica anche se la stessa è già esercitata da altri imprenditori. Secondo i modelli economici una maggiore concorrenza stimola l'innovazione. La concorrenza deve però svolgersi con il rispetto di regole precise. L'articolo 2598 c.c. disciplina il divieto di concorrenza sleale.
Domanda 25. Opere d'ingegno e invenzioni industriali
Le opere d'ingegno e le invenzioni industriali sono le creazioni intellettuali regolate dal nostro ordinamento. Le opere dell'ingegno formano oggetto del diritto d'autore, mentre le invenzioni industriali possono formare oggetto del brevetto per invenzioni industriali.
Domanda 26. L'acquisto della qualità di imprenditore
La qualità di imprenditore si acquista con l'effettivo inizio dell'attività di impresa. In realtà, l'effettivo inizio dell'attività di impresa è spesso preceduto da una fase preliminare di organizzazione. Per questo vi è il problema se si diventa imprenditore già nella fase preliminare di organizzazione. Gli atti organizzativi fanno acquistare la qualità di imprenditore quando per il loro numero e per la loro significatività, manifestano l'orientamento dell'attività verso un determinato fine produttivo.
Domanda 27. Lo statuto dell'imprenditore commerciale
Lo statuto dell'imprenditore commerciale è quell'insieme di norme che disciplinano la struttura e il funzionamento dell'impresa commerciale.
- Obbligo di iscrizione nel registro delle imprese;
- Fallimento ed altre procedure concorsuali;
- Contabilità;
- Rappresentanza commerciale;
- Altre norme di minore importanza.
Domanda 28. I segni distintivi
I segni distintivi utilizzati dall'imprenditore sono: ditta, insegna e marchio. La loro funzione è quella di favorire la formazione ed il mantenimento della clientela.
Domanda 29. Le categorie di imprenditori
A seconda della natura dell'attività d'impresa svolta si ha: l'imprenditore agricolo (art. 2135 c.c.) e l'imprenditore commerciale. A seconda delle dimensioni dell'attività d'impresa svolta si ha: il piccolo imprenditore (art. 2083 c.c.) e l'imprenditore medio-grande. A seconda della natura giuridica del soggetto titolare dell'impresa si ha: imprenditore individuale e imprenditore collettivo (come le società, cooperative o imprese pubbliche).
Domanda 30. La rappresentanza nel diritto commerciale
La rappresentanza è l'istituto per cui ad un soggetto (rappresentante) è attribuito un apposito potere di sostituirsi ad un altro soggetto (rappresentato) nel compimento di attività giuridica per conto di quest'ultimo e con effetti diretti nella sua sfera giuridica. Quindi chi ha il potere di rappresentare la società è in grado di assumere obbligazioni per quest'ultima (art. 1387 e seguenti c.c.).
Domanda 31. Le categorie di imprenditori
A seconda della natura dell'attività d'impresa svolta si ha: l'imprenditore agricolo (art. 2135 c.c.) e l'imprenditore commerciale. A seconda delle dimensioni dell'attività d'impresa svolta si ha: il piccolo imprenditore (art. 2083 c.c.) e l'imprenditore medio-grande. A seconda della natura giuridica del soggetto titolare dell'impresa si ha: imprenditore individuale e imprenditore collettivo (come le società, cooperative o imprese pubbliche).
Domanda 32. Il Registro delle Imprese
Il registro delle imprese è un registro pubblico che, già previsto dal Codice Civile, ha avuto completa attuazione a partire dal 1996, con la legge relativa al riordino delle Camere di Commercio. È tenuto presso la Camera di Commercio nel capoluogo di provincia. È un registro pubblico. È strutturato in due sezioni: sezione ordinaria per le imprese commerciali e sezione speciale per i piccoli imprenditori, società semplici, imprenditori agricoli. Può essere definito come l'anagrafe delle imprese.
Domanda 33. Le sezioni del Registro delle Imprese
Il registro delle imprese è strutturato in due sezioni:
- Sezione ordinaria per le imprese commerciali;
- Sezione speciale per i piccoli imprenditori, società semplici, imprenditori agricoli, imprese artigiane, società tra professionisti.
Domanda 34. La definizione di imprenditore
È imprenditore colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi (articolo 2082 cc). Abbiamo diverse categorie di imprenditori:
- A seconda della dimensione: piccolo imprenditore, imprenditore medio/grande;
- A seconda dell'oggetto dell'impresa: imprenditore agricolo, imprenditore commerciale;
- A seconda della natura del soggetto: impresa individuale, società, imprenditore pubblico.
Domanda 35. La definizione di azienda
L'azienda è il complesso dei beni organizzati ed utilizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. L'azienda può essere trasferita per atto tra vivi da un imprenditore ad un altro (vendita, concessione in usufrutto, affitto).
Domanda 36. La funzione del diritto commerciale
Il diritto commerciale è la branca del diritto privato che disciplina l'esercizio dell'impresa e le attività imprenditoriali, sia da parte del singolo, sia da parte di società e organizzazioni. Il diritto commerciale disciplina le imprese nei rapporti privatistici e nei rapporti con gli enti pubblici, può essere perciò definito come il diritto privato delle imprese.
Domanda 37. Le fonti del diritto commerciale
Si definisce diritto commerciale quella branca del diritto privato che disciplina gli aspetti giuridicamente rilevanti delle attività economiche. Le fonti sono: Codice Civile, i regolamenti emanati dalle varie autorità competenti, gli usi, la dottrina, la giurisprudenza.
Domanda 38. La definizione di Impresa
Con il termine impresa si intende qualificare l'attività professionale organizzata per produrre o scambiare beni o servizi. Il Codice Civile non dà una definizione di impresa, ma dà una definizione di imprenditore. Tale definizione è contenuta all'art. 2082 c.c.: "è imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi", da questo si può dedurre il significato di impresa.
Domanda 39. La disciplina delle scritture contabili
L'art. 2214 cc prevede l'obbligo per l'imprenditore commerciale di tenere il libro giornale e il libro inventari. Deve altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, delle fatture, ecc. Le disposizioni, sopra indicate non si applicano ai piccoli imprenditori.
Domanda 40. Le reti di imprese
Quando più imprenditori instaurano tra loro stabili rapporti di collaborazione per incrementare la reciproca capacità competitiva, sotto il profilo economico essi costituiscono una "rete di imprese". A tale figura corrisponde il contratto di rete, introdotto nel 2009, che può essere stipulato tra almeno due imprenditori che possono agire sotto diverse forme giuridiche e con diverse dimensioni.
Domanda 41. La Commissione Vietti (Riforma del diritto fallimentare)
Uno dei più importanti istituti, nel campo giuridico e commerciale, che possono essere oggetto di analisi, non può che essere il fallimento. Esso è stato oggetto di numerose rettifiche. Ricordiamo la riforma Vietti. Il d.lgs 5/2006 determina una riforma che modifica notevolmente il rapporto tra gli organi del fallimento, al fine di perseguire una semplificazione e quindi una più rapida conclusione della procedura, nonché una maggiore trasparenza circa gli atti disposti dalla stessa. Con la riforma Vietti tutte le attività di gestione dei beni del fallito sono riservate al curatore, il quale diviene il motore della procedura. Tale autonomia viene assoggettata da autorizzazioni o approvazioni disposte dal giudice. Con il d.lgs 169/2007 si ha un ulteriore ridimensionamento della capacità del giudice delegato di dirigere l'operato del curatore. Il potere autorizzatorio del giudice delegato si sposta al comitato dei creditori.
Domanda 42. La Commissione Rordorf (Riforma del diritto fallimentare)
La legge fallimentare ha subito una serie di interventi a partire dal 2005 (a partire al 1942 e fino al 2005 era rimasta praticamente immutata a parte qualche piccolo intervento). In questo quadro si colloca il decreto 28 gennaio 2015 con cui il Ministro della Giustizia ha istituito un'apposita Commissione (presieduta da Renato Rordorf) con l'obiettivo di elaborare proposte di interventi di riforma, ricognizione e riordino della disciplina delle procedure concorsuali.
Domanda 43. Il fallimento
Il fallimento è la più conosciuta delle procedure concorsuali. I presupposti per la dichiarazione di fallimento sono: lo stato di insolvenza del debitore (l'imprenditore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni); la natura di imprenditore commerciale privato (sono esclusi dal fallimento gli Enti Pubblici, gli imprenditori agricoli e i piccoli imprenditori). Il fallimento non è un reato, ma se lo stato di insolvenza dipende da colpe oppure dà origine a frodi possono configurarsi diversi reati quali la bancarotta semplice o la bancarotta fraudolenta. La dichiarazione di fallimento è effettuata dal Tribunale del luogo dove l'impresa ha la sede principale.
Domanda 44. La disciplina delle procedure concorsuali
Le procedure concorsuali sono delle procedure giudiziali cui è assoggettata un'impresa commerciale nell'ambito del diritto fallimentare. I presupposti per l'assoggettazione alle procedure concorsuali sono: stato d'insolvenza, gravi irregolarità di gestione, temporanea difficoltà di adempiere alle obbligazioni. Le procedure concorsuali disciplinate dalla legge fallimentare sono: il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l'amministrazione controllata, l'amministrazione straordinaria.
Domanda 45. L'institore
L'institore è colui che è preposto dal titolare all'esercizio di un'impresa commerciale o di una sede secondaria, o anche di un ramo particolare dell'impresa. È posto in alto nella gerarchia del personale e corrisponde al direttore generale dell'impresa. Gode di un potere di rappresentanza che riguarda tutte le operazioni della struttura alla quale è preposto, tranne l'alienazione di beni immobili e la costituzione di ipoteche sui beni immobili del preponente se non espressamente autorizzato con una procura.
Domanda 46. I collaboratori dell'imprenditore
L'imprenditore, spesso, è aiutato nell'esercizio della propria attività da una serie di collaboratori, sia interni che esterni all'organizzazione. Tali soggetti possono agire anche in rappresentanza dell'imprenditore nel compimento di affari esterni e in tal caso la loro attività è regolata in via generale, dalle norme sulla rappresentanza di cui agli artt. 1387 e ss del c.c.
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