Chiara Paro Università degli Studi di Padova
DIRITTO COMMERCIALE
Prof. Carlotta Rinaldo
IMPRESA E AZIENDA
Il diritto commerciale è definito “il diritto privato delle attività produttive”: ha per oggetto
e regola l’organizzazione, l’attività (e gli atti) delle imprese nel mercato. Economicamente
le parti possono essere sbilanciate, non sullo stesso piano.
à
Nel diritto privato i soggetti non sono pubblici stesso piano. à
Nel diritto pubblico non si contratta con soggetto privato, ma pubblico (Stato, Regione)
piano diverso. à à
Nel diritto di lavoro i rapporti tra datore di lavoro e lavoratore rapporto impari tra
soggetti.
Il diritto commerciale è un tipo di diritto privato comune perché nel mercato la regola tra
privati vale in maniera diversa. È universale, internazionale.
- Il mercato e gli speciali interessi che vi emergono
- L’insufficienza del “diritto privato comune”
- Una disciplina speciale ad integrazione e in deroga
Caratteristiche
- Specialità
- Tendenziale universalità: regola da un lato tutti i rapporti uniformemente
à
(evoluzione storica: vale al di là dei confini attività lavorative hanno vocazione di
internazionalità e non si limitano nei confini.
Principio consensualistico: norma nata nel commercio, poi ripresa dal diritto comune
Diritto commerciale regola rapporti tra soggetti giuridicamente pari, mentre pubblico no
(regola attività di imprese pubbliche).
Contenuti del diritto commerciale
- Diritto dell’impresa à
integrazione tra diritto privato comune e commerciale sorge la necessità di
o garantire una corretta organizzazione del mercato e dell’attività (diventa più
importante all’espandersi dell’attività)
esigenze del mercato: informazione, organizzazione dell’attività, dinamiche
o concorrenziali e di mercato, crisi dell’impresa (rilevante quando è imprenditore
à
è incapace di adempiere per insolvenza effetto sul mercato);
- Diritto delle società: organizzazione e funzionamento della struttura.
Le fonti à
- Codice civile: nel nostro ordinamento non esiste codice del commercio
unificazione del 1942 (norme del diritto commerciale sono inserite nel CC. Libro di
interesse è il V, “del lavoro”, con riferimenti al IV, “delle obbligazione”). Ha portato a
commercializzazione di tutti i contratti e del diritto. 1
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- Le leggi speciali
Codice della crisi di impresa o codice fallimentare
o Tuf: testo unico della finanza
o Tub: testo unico bancario
o Codice della proprietà industriale
o à
- Fonti sovranazionali: regole dettate da Unione Europea alcune sono vincolanti,
sotto forma di regolamento (vincolante in tutte le sue norme da quando entra in
vigore) o direttiva (non vincolante perché si rivolge agli stati che devono poi trasferire
il contenuto della direttiva in norma nazionale)
L’IMPRENDITORE
Art. 2082 CC - nozione di imprenditore
È imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al
fine della produzione o dello scambio di beni o servizi.
• Impresa (comportamento): esercizio
professionale di un’attività economica
organizzata al fine della produzione o dello
scambio di beni o servizi, è un’attività
professionale, economica, organizzata.
• Imprenditore (soggetto): chi esercita tale
à
attività persona fisica o giuridica;
• Azienda (oggetto): complesso di beni
organizzati dall’imprenditore per l’esercizio
à
dell’impresa (art. 2555) non è un’attività.
Società è una forma specifica con cui l’imprenditore si può costituire e svolgere attività
imprenditoriale. à
Definizione di impresa è relativa (nozione a geometria variabile) scelta dal nostro
ordinamento, non corrisponde a definizione scelta dall’ordinamento anglosassone né
europeo. È definizione completa: tutte le attività che soddisfano requisiti di organizzazione,
economicità e professionalità, sono definite “impresa”. Tutte le altre non lo sono.
- Attività produttiva
Serie di atti collegati teleologicamente da un fine unitario, rappresentato dalla produzione o
dallo scambio di beni o di servizi.
Produrre beni: allestire per un dato uso cose separandole, estraendole,
o trasformandole da cose preesistenti;
Produrre servizi: fare o astenersi dal fare per appagare un bisogno altrui
o (traslocare i mobili altrui, lasciare che altri usino i propri veicoli);
Scambiare beni o servizi: l’intermediazione nello scambio è pensabile come
o servizio (il commercio è annoverato nel settore del terziario). 2
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à
Produzione ≠ godimento è l’esercizio del diritto soggettivo, da parte di chi si limita a
consumare senza arrecare nuove utilità al sistema economico (consuma senza creare).
Esempio: il proprietario di uno stabile
a) Non acquista la qualifica di imprenditore se si limita a concederne gli appartamenti
in locazione a terzi;
b) Acquista la qualifica di imprenditore se lo utilizza per gestire un residence (unendo
alla locazione una serie di servizi). È attività non di mero godimento perché si crea
utilità.
Quando c’è produzione e non mero godimento si crea interazione con il mercato che è
rilevante per il diritto commerciale. Amministratore di condominio dà servizio ulteriore, quindi
è attività imprenditoriale.
- Organizzazione (relativa ai mezzi impiegati)
Può essere diversa a seconda dalle società a cui facciamo riferimento.
L’imprenditore come organizzatore dei fattori produttivi: capitale e/o lavoro altrui
Organizzazione del lavoro altrui (non è elemento essenziale: è imprenditore anche
o chi opera utilizzando solo il fattore capitale e il proprio lavoro). Lavoro c’è sempre ma
non necessariamente altrui;
Organizzazione di mezzi: etero-organizzazione (“impresa”, 2082) vs. auto-
o à
organizzazione (“lavoro autonomo”, 2222) non può esserci auto-organizzazione
perché non sarebbe un’impresa.
- Economicità (metodo economico del pareggiamento dei costi e dei ricavi)
Economicità ≠ Lucratività
à à
Scopo lucrativo (ricavi > costi) copre costi e garantisce guadagno nozione ritenuta
à
troppo restrittiva, quindi si usa definizione più ampia (la comprende) metodo economico:
modalità che, secondo un giudizio preventivo ed astratto, consentono copertura dei costi
à
con i ricavi (autofinanziamento dell’impresa), non anche la produzione di un utile ricavi
≥ costi.
Università private sono attività economica perché si ha pareggiamento dei costi-ricavi con il
pagamento delle rette. Università statali no.
Non configura invece attività d’impresa quella svolta in perdita programmatica: c. d. attività
à
erogativa (beneficenza) manca requisito dell’economicità (i ricavi non copriranno mai i
costi perché saranno coperti da donazioni, finanziamenti ecc).
- Professionalità (frequenza) à
a) Serie coordinata di atti sistematica e ripetuta nel tempo: abituale (non occasionale)
non è professionale l’attività occasionale. à
b) Non necessariamente esclusiva o principale non necessariamente deve essere
l’attività economica principale del soggetto che lo svolge.
à
c) Non necessariamente continuativa ma reiterata deve dipendere dalla natura
dell’attività, non da volontà del singolo (anche ciclica o stagionale, es. gestione impianti di
risalita o stabilimenti balneari).
d) Non occorrono requisiti di formazione.
Esecuzione di un unico affare è sufficiente a far assumere la qualità di imprenditore solo se
à
richiedere un’organizzazione ampia pluralità di risultati. 3
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Le professioni intellettuali à
Sono attività che non tutti possono svolgere in presenza degli stessi mezzi non è lavoro
manuale ma intellettuale.
Oggi gli avvocati, commercialisti, ingegneri e architetti sono si auto-organizzano (immagine
tradizionale che aveva il codice nel 1942). Al giorno d’oggi sta cambiando, in quanto è
sempre più necessaria organizzazione di mezzi.
Esempio: in uno studio di radiologia c’è medico che legge le lastre, c’è investimento di mezzi
à
e si organizzano sia capitale sia lavoro altrui prof intellettuali sono attività di servizi. Anche
in questo caso, dove attività rispetta tutte le caratteristiche d’impresa, l’ordinamento dice
che non è impresa ma professione individuale. È privilegio ingiustificato.
Art. 2238 cc – rinvio
Se l'esercizio della professione costituisce elemento di un'attività organizzata in forma di
impresa, si applicano anche le disposizioni del titolo II (2082 e seguenti). à
- Prestazione intellettuale come elemento di un’attività d’impresa imprenditore
(ingegnere che prende parte alla costruzione di un ponte: fa parte di un progetto più
ampio che è impresa); à
- Prestazione intellettuale come elemento centrale dell’attività no imprenditore
(medico di una radiologia che legge le lastre).
Differenza tra impresa e professione individuale: c’è esenzione dal fallimento di coloro che
svolgono prestazione intellettuale, mentre impresa può fallire.
Professione intellettuale in sé e per se considerata non è MAI impresa per il nostro
à
legislatore vale solo l’attività è parte non fondamentale di una prestazione imprenditoriale.
Non è mai impresa anche se ha tutte le caratteristiche del 2082.
Completezza della nozione di impresa (2082)
Contiene tutti e soli i requisiti della nozione generale di impresa. Non sono necessarie:
à
a) l’etero destinazione dei risultati (problema dell’impresa per conto proprio) non deve
essere inclusa perché non è fondamentale
b) la liceità dell’attività produttiva svolta (problema dell’impresa illegale e illecita in senso
à
stretto) non impedisce la qualificazione di impresa ma se attività è illecita interverrà
l’ordinamento con sanzioni. à
Quindi il 2082 dà tutti i requisiti COMPLETA.
Lo statuto dell’imprenditore
Azienda
o Segni distintivi
o Concorrenza sleale
o Contratti di collaborazione (reti, consorzi)
o Contratti
o 4
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La cessione dei clienti non è trasferimento di azienda perché i contratti di prestazione
d’azienda non possono essere qualificati beni tali da permettere il passaggio della disciplina
del trasferimento di azienda.
Categorie d’impresa
L’imprenditore agricolo
Art 2135 comma 2 CC – imprenditore agricolo
Attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo
stesso, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o
marine.
Il trattamento speciale riservato all’attività agricola trovava giustificazione
à
- Minori esigenze finanziarie una volta si prendeva in prestito denaro per
comprare le sementi e veniva restituito alla fine del raccolto. Richiedeva esigenza
finanziaria più limitata. Ora ci sono investimenti su macchinari ecc.
à
- Strumenti di autotutela reale creditori di un imprenditore agricolo hanno
strumenti di tutela realeà se imprenditore è inadempiente, creditore può pignorare o
ipotecare i beni che hanno significato economico rilevante, come fondo, macchinari
ecc (per le imprese commerciali non è così facile).
Imprenditore agricolo non fallisce perché lo dice il legislatore ma non è soggetto a
liquidazione finanziaria (può avere crisi); è comunque soggetto ad altre discipline.
Essenziali: cura e sviluppo di un ciclo
o
biologico (vita di una pianta dal seme
alla mietitura, da nascita a morte di un
animale) o fase necessaria al ciclo
stesso. Nel 2011 c’è stata riforma per
legare la definizione al ciclo biologico,
staccandosi dalla definizione di fondo
à comprende fenomeni che
rappresentano una parte significativa
della nostra economia pur non essendo
meramente legata al fondo (non
necessario). È essenziale. 5
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Per connessione: attività dirette alla manipolazione, conservazione,
o trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti
à
prevalentemente da un’attività agricola essenziale in sé sono attività commerciali
in quanto non riguardano la cura del ciclo biologico. Requisito: attività svolte in
connessione oggettiva e soggettiva (stesso soggetto svolge attività) ad attività
agricole essenziali (si utilizzano materiali prodotti dallo stesso imprenditore nello
à
svolgimento di attività agricole essenziali esempio: vinificazione sia del proprio
fondo. È in sé attività commerciale ma diventa agricola in relazione a attività agricola
à
essenziale rimane imprenditore agricolo.)
Le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di
attrezzature o risorse normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata
comprese quelle di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale e
le attività agrituristiche. Esempio: produco e vendo i miei pomodori, coltivati con i
miei mezzi. à
Se vendo i miei prodotti imprenditore agricolo.
à
Se vendo i prodotti altri imprenditore commerciale.
L’imprenditore commerciale
Il codice non ne offre una definizione espressa. Essa deve ricavarsi in via interpretativa da
una norma di disciplina, l’art 2195 c.c (imprenditori soggetti a registrazione) secondo cui è
soggetto all’iscrizione nel registro delle imprese chi esercita:
1. Un’attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi;
2. Un’attività intermediaria nella circolazione dei beni;
3. n’attività di trasporto per terra, per acqua, o per aria;
4. un’attività bancaria o assicurativa;
5. altre attività ausiliarie alle precedenti.
à
3, 4 e 5 sono sottoinsieme delle prime due sono attività intermediarie nella circolazione
dei beni. Quindi è imprenditore commerciale chi svolge:
- un’attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi;
- un’attività intermediaria nella circolazione dei beni.
I problemi interpretativi dell’art. 2195
- Come si deve intendere il requisito dell’industrialità? Comprende attività di
produzione secondo il metodo industriale.
- Come si deve intendere il requisito dell’intermediazione nella circolazione dei beni?
Comprende attività di commercio strettamente inteso.
Per colmare il vuoto si è creata la definizione di impresa civile: ricopre attività che non sono
à
definibili agricole ai sensi del 2135 e non sono commerciali ai sensi del 2195 attività
artigianali, agenzie, imprese minerarie che producono beni senza trasformare materie
à
prime, imprese che si limitano a vendere beni autoprodotti tutti quei servizi che non
rientrano nei due requisiti. 6
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Per impresa agricola e commerciale sappiamo quali sono i requisiti e come devono essere
à
disciplinati codice non menziona mai le imprese civili, pertanto spetta agli interpreti come
disciplinarle. È preferibile interpretare i requisiti dell’industrialità e dell’intermediazione non
lasciando spazi vuoti. à
Il quinto punto del 2195 parla di “ausiliarità” si intende che qualunque impresa non
agricola è commerciale: è commerciale qualunque impresa che non è agricola secondo il
à
2135. Quindi un’attività è agricola o commerciale non c’è più spazio vuoto.
Il piccolo imprenditore
Art. 2083 - piccoli imprenditori
Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e
coloro che esercitano un’attività organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei
componenti della famiglia. à
È trasversale alla distinzione in base all’oggetto (agricolo e commerciale) “piccoli
commercianti” sono sicuramente imprenditori commerciali e “coltivatori diretti del fondo”
sono sicuramente imprenditori agricoli.
“Coloro che esercitano un’attività organizzata prevalentemente con il lavoro proprio
à
e dei componenti della famiglia” definizione.
Quattro requisiti
1. L’imprenditore deve prestare il proprio lavoro nell’impresa;
2. Il lavoro suo e dei familiari non può essere il solo fattore produttivo (2083 vs 2222);
à
3. Deve però essere quello prevalente su tutti gli altri fattori devono esserci anche
altri strumenti ma il proprio lavoro deve essere prevalente rispetto agli altri fattori
(altrimenti è lavoro autonomo);
4. La “prevalenza” deve essere qualitativo-funzionale (cioè deve essere un fattore
à
essenziale, infungibile) e non economico-quantitativa non si deve
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